Francesca Fini – ReD

Una selezione di opere video che mescolano performance art con animazione 2d e 3d contamineranno le antiche mura della ex cisterna romana dell’ Acqua Marcia.

La mostra ReD sugella un sodalizio tra Salvatore, Oriana e Francesca Fini, iniziato in occasione del progetto La Cura, a cui Francesca aveva aderito con la performance sul magnetismo Healing (2013); consolidato con la ricchissima performance multimediale Bodyquake (2017), in cui si congiungono le loro energie creative per affrontare il tema dell’epilessia; ora omaggiato con ReD.

ReD sarà quindi l’occasione di celebrare un’artista con stima ma anche affetto e in quest’ottica di invitare il pubblico nella sede-casa di HER a prendere un tè, offrendogli ospitalità e l’occasione di entrare in contatto con una produzione artistica del tutto singolare.

Quelle che un tempo erano le imponenti mura della cisterna romana dell’Acqua Marcia, ospiteranno per un mese una selezione del corpus video di Francesca, che da anni si muove tra la performance art e la manipolazione e sperimentazione filmica.
Il rosso sarà il tema dell’esposizione. Un colore che allude intuitivamente al sangue, il liquido carminio che è elemento ricorrente di alcune delle sue performance così come lo è la tonalità sgargiante di un rossetto sbavato. Qui il rosso diventa sinonimo di una femminilità consapevole, sofferta visceralmente, ostentata criticamente e rivendicata.

Verranno presentati una serie di video, che mescolano performance art e animazione tradizionale, found footage e 3d. Tra questi i pluripremiati e caleidoscopici Dadaloop e White Sugar, l’ironico Liszt, presentato di recente al MAXXI di Roma da Bruno Di Marino e Wombs, oggetto di una tesi di laurea in teorie e pratiche dello spettacolo contemporaneo.
L’evento centrale dell’Opening di domenica , sarà la proiezione del suo ultimo suo film Ofelia non annega. Film in cui già dal titolo è evidente la presa di coscienza del ruolo femminile e il suo ribaltamento: il personaggio tragico rifiuta di adempire al suo funesto destino letterario. Perché mai morire per un uomo?

Caratteristica della pellicola sono gli inserti dall’Archivio dell’Istituto Luce che formalmente si integrano perfettamente nel flusso filmico, a cui però fa da contrappunto critico il materiale ex novo, ossia le estetizzanti e dissacranti azioni performative di body art.

A conclusione della proiezione l’antropologo Massimo Canevacci proporrà la sua visione scientifica del film e inducendo alla discussione ci accompagnerà ad assistere alla singolare performance di pasticceria surrealista.
In quest’occasione verrà presentato in anteprima HIPPOPOETESS, il nuovo mediometraggio sperimentale di Francesca e anche una novità dal fronte HER.

Programma
17:00 Opening ReD
17:30 Proiezione del film Ofelia non annega (2016) di Francesca Fini. A conclusione intervento di Massimo Canevacci
19:00 Perfomance di pasticceria surrealista & tea party

Opere in mostra
* Hippopoetess (mediometraggio 3D, 2018) – anteprima trailer & digital prints
* Dadaloop (videoarte 3D, 2015)
* White Sugar (videoarte 3D, 2013)
* Liszt (videoarte, 2012)
* A Love Letter (videoarte, 2013)
* Fair&Lost (videoperformance, 2012)
* Wombs (videoperformance, 2012) con Eithel Di Tondo

ReD – FRANCESCA FINI /// SOLO SHOW
18 febbraio – 18 marzo 2018
VIA DEI RUTOLI 2, SAN LORENZO
visite guidate ogni giovedì (con la curatrice) e sabato (con l’artista)
per prenotazioni: ariannide@gmail.com

Credits:
ReD è un evento promosso da
HER – Human Ecosystems Relazioni
in collaborazione con:
Performance Art TV AOS – Art is Open Source 4Changing SpA
a cura di: Arianna Forte

Cerebrale di Agnese Purgatorio

La collezione permanente del MUSMA si arricchisce di una nuova, significativa, installazione: sabato 10 febbraio 2018 alle ore 18, nel I ipogeo di Palazzo Pomarici a Matera, Agnese Purgatorio presenterà Cerebrale, una video-scultura-installazione realizzata nel 2016 in occasione di “Casa Futura Pietra#2”, mostra collettiva tenutasi da novembre 2016 a gennaio 2017 nel Parco archeologico di Siponto (Fg).
Presentata per la prima volta in una collocazione permanente, l’opera è da considerarsi come una sintesi della ricerca dell’artista che, nel tempo, ha sperimentato fotografia, collage, performance, installazioni, scultura, scrittura e suono per rielaborare la propria osservazione del mondo.
Attenta indagatrice e interprete dei movimenti della storia e di quelle realtà marginali, spesso perseguitate e ferite, anche con Cerebrale la Purgatorio trae ispirazione dalle vicende di una piccola, antica comunità: gli Yazidi.
Una sequenza di voci di donne yazide che raccontano la fuga dai territori occupati arriva allo spettatore attraverso il piccolo megafono di una bambina che, in un altro continente, replica una sorta di rito arcaico girando intorno ad un albero di ulivo secolare. Un cervello bianco su una geometria filosofale grigia, resina su marmo, completa un’opera che nasce da un’emozione e si alimenta di magia e mistero, nel tentativo poetico di metabolizzare i traumi della storia. La necessità di Agnese Purgatorio di utilizzare tecniche artistiche diverse non è casuale, ma stimolata da un forte senso di non appartenenza a un luogo specifico e a un genere artistico definito, maturato in parallelo ad un desiderio di collegarsi a un’eredità umana sempre più vasta, alla ricerca costante di un posto nel mondo. “Contaminazioni necessarie – osserva Pietro Marino nel pamphlet di accompagnamento dell’opera – per una operazione di coinvolgimento dell’immaginazione che parte dai drammi del tempo in cui viviamo per tradurli in esperienze di visione ad alta densità emotiva”.
 

Nel primo ipogeo di Palazzo Pomarici il visitatore entra in uno spazio antico, reso attuale dalla scultura contemporanea e trova il tempo, il silenzio e l’atmosfera per immergersi nella contemplazione di Cerebrale. È una pratica artistica, quella della Purgatorio, capace di immaginare mondi migliori sulle tracce della memoria collettiva, di esprimere l’indicibile e di creare un dialogo interiore con lo spettatore.

Scrive Martina Corgnati, sempre nel pamphlet di accompagnamento dell’opera: ”Attraverso il continuo scavo cui Agnese Purgatorio sottopone il presente, le sue cronache e le sue innumerevoli immagini, ella ne ha estratto con l’accuratezza di un archeologo conflitti e ingiustizie, bellezza e perdizione, miseria e simboli, rimescolandoli poi insieme in composizioni che sempre di più si approssimano alla metafisica o, forse, all’archetipo”.

A breve distanza di tempo da Portami al Confine, il film creato per il MUSMA da Valerio Rocco Orlando, il Museo di Scultura Contemporanea di Matera accoglie una nuova opera che sembra nata con e per gli ambienti che lo ospitano, spazi carichi di Storia e di storie, proprio come l’umanità delle opere di Agnese Purgatorio.
Racconta l’artista: “Per ridefinire uno spazio è necessario considerare geografie personali, mappe dell’immaginazione e una composizione di forme multiple. Nell’intervento site-specific, lo spazio, la forma e l’idea si fondono in una narrativa fluida e instabile. Un atto di libertà poetica, senza confini tra le varie discipline. Un’arte contaminata, ma soprattutto una forma di pensiero che anima i luoghi in una prospettiva transdisciplinare e che predilige l’azione alla rappresentazione. Misurare lo spazio con il proprio corpo, attraversarlo, frammentarlo, smaterializzarlo, usarlo per interrogarsi sulle contraddizioni, sul mistero della natura, fino a farne il fulcro di una profonda epifania narrativa”.

In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il pamphlet “Cerebrale di Agnese Purgatorio”, pubblicato dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi in collaborazione con Antezza Tipografi nell’ambito della collana “Libretti d’Arte e d’Architettura” diretta da Gianfranco Dioguardi e curata da Vincenzo D’Alba e Francesco Maggiore con il coordinamento scientifico di Francesco Moschini. Il libretto, il cui progetto grafico è di Giuseppe Romagno, rende omaggio all’artista Purgatorio attraverso le testimonianze di Martina Corgnati e Pietro Marino.

La presentazione dell’opera “Cerebrale” di Agnese Purgatorio è un evento organizzato in collaborazione con la Fondazione Gianfranco Dioguardi e con Antezza Tipografi

CENNI BIOGRAFICI
Nata a Bari, Agnese Purgatorio vive tra Belgrado e Beirut. Laureata in lingue e letterature straniere con un master in Arte terapia, inizia la sua formazione artistica con un periodo di studio in Brasile, a San Paolo, al Museo Lasar Segall e presso le Officine del SESC Pompéia.
Dal 1990 numerose sono le personali e le collettive che la vedono protagonista in Italia e all’estero, tra le altre alla Galleria Bonomo (Bari), alla Gallery Onetwentyeight (New York), alla Mars Gallery (Melbourne), alla Podbielski Contemporay (Berlin), e alle Biennali di Venezia e di Mosca.
Il Premio Anima nel 2017 è l’ultimo dei numerosi riconoscimenti internazionali con cui l’artista è stata premiata.

MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea. Matera)
Palazzo Pomarici – Via San Giacomo (Sasso Caveoso)
Tel. 366 9357768
Email: info@musma.it
Sito internet: www.musma.it
Facebook: MUSMA Museo della Scultura Contemporanea. Matera
Twitter: @MUSMAmuseo
Instagram: musmamuseo
Canale youtube: MUSMA Museo della Scultura Contemporanea Matera

Informazioni:
Biglietto: visita alla mostra temporanea e alla collezione: € 5.00 (intero) € 3,50 (ridotto)
Apertura: dal martedì alla domenica
1 – 15 ottobre h 10 – 18
16 ottobre – 14 marzo 10 – 14
15 – 31 marzo 10 – 18
1 aprile – 30 settembre 10 – 14/ 16 – 20
Giorno di chiusura: lunedì (eccetto festivi).

Realismo Magico

Un viaggio nelle atmosfere incantate della pittura italiana degli anni Venti e Trenta del Novecento. In mostra oltre 70 dipinti provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui opere di Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati, Antonio Donghi, Achille Funi, Carlo Levi e Ubaldo Oppi.
 

A cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli, l’esposizione è realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura. Al Mart, fino al 2 aprile 2018.

Incontri fuori sede
In concomitanza con l’esposizione di Rovereto, sette istituzioni culturali in diverse città d’Italia ospitano nel mese di febbraio un ciclo di incontri di presentazione con Valerio Terraroli, co-curatore della mostra, e Alessandra Tiddia, curatrice Mart.
Partecipazione gratuita. Informazioni: eventi@mart.tn.it

Domenica 11 febbraio – ore 10.30
Brescia, Museo di Santa Giulia
Presentazione a cura di Valerio Terraroli

Sabato 17 febbraio – ore 17.00
Modena, Biblioteca Civica d’Arte Luigi Poletti
Presentazione a cura di Valerio Terraroli

Martedì 20 febbraio – ore 18.00
Trento, Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Lettere e Filosofia
Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia in dialogo con Denis Viva, docente di Storia dell’arte contemporanea. Incontro all’interno del percorso Laurea magistrale interateneo in Arte delle Università di Trento e Verona

Giovedì 22 febbraio – ore 18.00
Bolzano, Centro Culturale Trevi
Presentazione a cura di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia

Venerdì 23 febbraio – ore 17.30
Trieste, Museo Revoltella
Presentazione a cura di Alessandra Tiddia

Lunedì 26 febbraio – ore 17.00
Udine, Università degli Studi di Udine, Palazzo Caiselli
Alessandra Tiddia in dialogo con Alessandro Del Puppo, docente di Storia dell’arte contemporanea

Martedì 27 febbraio – ore 17.00
Verona, Biblioteca Civica
Presentazione a cura di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia, in collaborazione con Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona, Centro di ricerca Rossana Bossaglia, Museo di Castelvecchio e Direzione Musei d’Arte e Monumenti di Verona

Informazioni
eventi@mart.tn.it
T +39 0464 454105

Ufficio comunicazione
press@mart.tn.it
T +39 0464 454124 | +39 334 6333148

Divenire Mare

Si inaugura Sabato 10 febbraio presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara, la mostra dal titolo Caterina Arcuri, Divenire Mare.

Dopo la personale tenutasi presso Il MARCA di Catanzaro, Caterina Arcuri approda alla città estense proponendo la sua recente ricerca creativa, orientata verso un dinamico minimalismo e la pura sperimentazione nei territori contigui della scultura e dell’installazione. L’allestimento si caratterizza per una certa orizzontalità compositiva. Tra gli spazi della galleria si dipanano infatti geometrie scultoree, sistemi modulari alludenti architetture simboliche che appartengono al suo immaginario e riproposte attraverso i materiali e le forme della contemporaneità.

Un mosaico temporale − sottolinea Annamaria Restieri − in cui i segni dell’attualità si combinano a parvenze archetipe ed alle forme simboliche della cultura magno-greca dalla quale l’artista proviene. Si tratta del tempo soggettivo, storico che viene registrato e concretizzato in segnali e configurazioni fattuali nel quale lo spettatore diventa testimone”.

Caterina Arcuri crea blocchi di immagini spazio/temporali soggetti a continue e lente metamorfosi, mediante i quali è possibile cogliere ciò che il visibile omette.

“Un concetto di tempo − afferma l’artista – che ho elaborato individuando nell’attualità lo strato visibile della storia che ricopre e sarà ricoperto. Se questa consapevolezza da un lato può annichilirci, dall’altro deve indurci a vivere l’attualità intensamente e consapevolmente”.

Ci troviamo di fronte ad una sincronicità, un’interconnessione immaginativa, quella della storia sempre latente e pronta a riemergere al di là di ogni tempo e spazio e quella della dimensione di un presente che si manifesta nella semplificazione formale e nell’utilizzo di materiali contemporanei quali l’acciaio inox, lo smalto, la vernice e il forex. Non si tratta di freddo geometrismo ma di una linearità vitale che, come le onde del mare, al minimo riflesso di luce sembra dilatarsi ravvivando visioni di un altrove. Il risultato è quello di configurazioni spaziali in perenne trasformazione che rompono le certezze e acquistano nel loro mutare nuovi spazi. Sono reminiscenze di architetture primordiali e al tempo stesso tecnologiche che evocano fenomeni naturali. Ed è l’acqua che, nei suoi multiformi aspetti e nel suo continuo divenire, reca in sé gli aspetti del silenzioso ed infinito trascorrere del tempo.

Caterina Arcuri opera nel campo della ricerca e della sperimentazione visiva ed espone dagli anni Novanta. Pur esprimendosi attraverso il video, la fotografia e la performance, la sua ricerca attuale è riconducibile soprattutto all’installazione site specific e a quella ambientale. Nelle sue installazioni, – che nascono dalla sovrapposizione ed interazione dialogica di forme in acciaio, terracotta e legno essenzializzate in un progressivo itinerario di sublimazione − lo spettatore è coinvolto e, guidato da una minimale segnaletica, può scegliere se sintonizzarsi con le intenzioni dell’artista o compiere un percorso autonomo che spesso inizia (o si conclude) con un attimo di consapevolezza del sé incontrato in una delle superfici specchianti. Esploratrice per vocazione, la sua ricerca è alimentata dall’energia e dalle suggestioni dei luoghi dei quali percepisce le stratificazioni geotemporali, rendendole spesso protagoniste della sua opera. Invitata a numerose rassegne in Italia e all’estero, ha esposto in diverse sedi, tra le quali: Muspac dell’Aquila, Triennale di Milano, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Museo Capodimonte di Napoli, Museo Ars Aevi di Sarajevo, Goethe Institute di Porto Alegre (Brasile), Museo FRAC di Baronissi, Museo Mart di Rovereto, Museo MARCA di Catanzaro, Museo di Palaiopolis, Samothrace, Atene, Piantagione Paradise di Bolognano. Sue opere sono presenti in Musei, collezioni pubbliche e private.
È Docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Info: fabulafineart@gmail.com
Tel: +39 0532 098935

Orari: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e su appuntamento
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

Il Ritratto nella fotografia

Insideart organizza un corso di Fotografia di sei lezioni, che si svolgeranno a Fondamenta, spazio espositivo di Insideart, dal 1 al 29 marzo.

Il corso è incentrato sul Ritratto ambientato nella Fotografia contemporanea, con la guida di un autorevole interprete di questo linguaggio: Francesco Pergolesi, talentuoso artista di spessore internazionale, specializzato in fotografia e installazione e già protagonista di importanti mostre in varie città del mondo, presso gallerie, musei e istituzioni cardine dell’art system. Il Ritratto ambientato è una tecnica fotografica molto accurata e ricercata. Consiste nella realizzazione di ritratti singoli o di gruppo in cui il soggetto appare all’interno di un contesto che partecipa attivamente alla sua descrizione.

Il corso è pensato per coloro che abbiano già una conoscenza di base della fotografia, ma che intendano implementare la loro ricerca e la capacità di creare e sviluppare un progetto. Alla fine del corso, inoltre, Insideart metterà a disposizione degli allievi del corso il proprio spazio espositivo Fondamenta per l’organizzazione di una collettiva, curata dal docente e con la mediapartnership di Insideart, in cui esporre i propri lavori. La mostra sarà approfondita su tutti i canali di comunicazione di Insideart (stampa e web).

Tutte le informazioni sul corso, i costi e le modalità di partecipazione, sono disponibili sul nostro sito, al link:

http://insideart.eu/2018/01/29/un-corso-di-fotografia-sul-ritratto-ambientato/

Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni

La mostra che aprirà i battenti al Palazzo dei Diamanti il prossimo 3 marzo si propone di posare uno sguardo nuovo sull’arte italiana di fine Ottocento.

Nella rassegna verrà infatti indagata per la prima volta la poetica degli stati d’animo e con essa uno dei fondamentali apporti del nostro paese all’arte moderna. Opere manifesto quali Ave Maria a trasbordo di Giovanni Segantini, la Maternità di Gaetano Previati, il trittico degli Stati d’animo di Umberto Boccioni, e altri importanti esiti dell’arte italiana e internazionale tra Otto e Novecento, condurranno i visitatori in un viaggio nei territori dello spirito.

Si tratta di un momento cruciale per l’avvento della modernità che vede scienza e arte impegnate come mai prima nell’indagine della psiche, con gli artisti che sperimentano un nuovo alfabeto visivo capace di portare nell’opera la materia mutevole e inafferrabile degli stati d’animo. Tra di loro figurano i protagonisti della scena artistica dell’epoca, dai maestri del simbolismo e divisionismo, come Segantini, Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli e Medardo Rosso, fino a quelli dell’avanguardia futurista, i più giovani Balla, Carrà e soprattutto Boccioni, che seppe raccogliere il testimone dalla generazione precedente e creare un linguaggio dirompente che pone “lo spettatore al centro del quadro”, per trascinarlo nella dinamica delle emozioni e nella polifonia della metropoli moderna.

In questo progetto Gaetano Previati, artista di punta delle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, occupa un posto del tutto particolare, come infatti affermò lo stesso Boccioni: «Con lui le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito e il soggetto è già pronto a trasformarsi in istato d’animo». La mostra nasce proprio dalla volontà di approfondire e mettere in risalto il fondamentale ruolo giocato dall’artista ferrarese nel creare un ponte tra l’eredità dell’Ottocento e le avanguardie artistiche del nuovo secolo.

L’esposizione Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni è frutto di un lavoro di scavo delle fonti e di revisione critica condotto dai curatori della mostra e da un comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale, affiancati dagli autorevoli specialisti che collaborano al catalogo. Grazie al sostegno di grandi musei europei e americani e collezionisti privati è stato possibile ottenere prestiti del tutto eccezionali, dalla Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti delle National Galleries of Scotland al Fugit Amor del Musée Rodin, dal pellizziano Ricordo di un dolore della Carrara alla Risata di Boccioni proveniente dal MoMA, e raggiungere l’obiettivo ambizioso di rileggere da un punto di vista inedito quel cruciale passaggio di secolo.

Il percorso segue i passi degli artisti nella ricerca di un alfabeto delle emozioni, muovendo dal verismo psicologico per addentrarsi in un processo di rarefazione formale che approda alla sintesi astrattiva e dinamica della pittura di stati d’animo futurista. L’ allestimento, a cura dello Studio Ravalli, che già aveva progettato con successo quello realizzato in occasione dell’esposizione dedicata all’Orlando furioso, gioca un ruolo importante nel racconto della mostra: è stato infatti studiato per creare uno spazio sospeso e immateriale immerso nell’oscurità, in modo da esaltare il potere di suggestione di dipinti e sculture e favorirne un rapporto diretto con l’osservatore. In questo contenitore rarefatto la narrazione scaturisce dal cortocircuito visivo tra le opere esposte e la sollecitazione di immagini, suoni, proiezioni che fotografano la temperie fin de siècle, tra positivismo e irrazionalismo. Opere chiave della scena italiana e internazionale tra Otto e Novecento dialogheranno con le “interferenze” offerte dall’immaginario scientifico e culturale del tempo in un racconto tematico che attraversa gli stati d’animo: dalla melanconia all’abbandono fantastico nella rêverie, dall’abisso della paura alla liberazione delle pulsioni sessuali e degli istinti aggressivi, fino al rapimento estatico dell’amore e alla sublimazione nei sentimenti di pace e armonia universale, per chiudere sulle note frenetiche ed esaltanti prodotte dall’esperienza della città contemporanea.

STATI D’ANIMO
Arte e psiche tra Previati e Boccioni
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
3 marzo – 10 giugno 2018

Organizzatori
Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara

A cura di
Maria Grazia Messina, Fernando Mazzocca, Chiara Vorrasi

Allestimento
Antonio Ravalli Architetti

Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 1 maggio e 2 giugno

Tariffe (audioguida inclusa per i singoli visitatori, radioguida obbligatoria inclusa per i gruppi)
– Intero: euro 13,00
– Ridotto: euro 11,00
– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM, militari in divisa

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it | www.palazzodiamanti.it

Ufficio stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. 049 663499 | info@studioesseci.net | www.studioesseci.net

The Material Stage

Il superamento dei “limiti” dei materiali per una loro applicazione a scale diverse raccontato in una mostra “The Material Stage”, curata da POLI.design, anima del Sistema Design del Politecnico di Milano.

Il materiale e la sua prima declinazione nel complemento d’arredo diventano attori protagonisti di un sistema di visioni suggestive sul palcoscenico dell’Interior Design. Come la complessità e lo spessore del personaggio teatrale, unito alla sua profondità interiore inscenano l’intreccio per una complessa narrazione poetica, allo stesso modo, il materiale fornisce visioni e linguaggi che vengono declinati in diversi scenari di Interior.

L’Opening della mostra avrà luogo il 26 gennaio 2018, ore 11:00 all’interno di HOMI Il Salone degli stili di vita di Fiera Milano, presso l’area Hybrid Lounge – Materials Culture | pad.10, uno spazio ideale di riferimento per vivere diversi tipi di attività, esperienze e relazioni; una tipologia in espansione che, grazie a sapienti adattamenti di scala, soddisfa i fruitori del nuovo life style contemporaneo. All’opening saranno presenti i rappresentanti di HOMI Fiera Milano, di POLI.design, Salamanca Design oltre che molte aziende e progettisti di settore.

Con questo nuovo progetto si consolida quindi la collaborazione tra POLI.design e HOMI nata per ricercare e raccontare le tendenze relative alle finiture per il settore dell’Interior Design. Fra i trend che erano stati individuati nella ricerca per Fiera Milano, presentata nell’edizione 2017, – A Matter Of Scale – Wellness Evolution – New Natural – Playful Up-Gradiented – quello relativo a “The Matter of Scale – una questione di scala”, è risultato il più interessante per raccontare come la materia possa diventare “idea creativa”. Da qui la volontà di realizzare una mostra in grado di dimostrare come, oggi più che mai, alcuni materiali riescano ad assolvere il difficile compito del passaggio di scala e riescano a soddisfare richieste progettuali complesse. I materiali in mostra riveleranno come è stato fondamentale non solo il superamento tecnologico, determinato dalle nuove tecnologie che permettono ad un materiale diverse applicazioni e declinazioni, ma anche il superamento “concettuale”.

Soprattutto nel tema dello spazio che diventa sempre più ibrido, ecco cadere quelle barriere e quei confini che vedevano una rigida corrispondenza fra materiali e scale di intervento, fra materiali e tipologie di oggetti, fra materiali e modalità d’uso.

Ad accompagnare la mostra avranno luogo due talks in cui si indagherà l’utilizzo di nuove tecnologie e si svelerà il modo con cui queste possono trasformare materiali puri in sofisticate finiture. Oggi più che mai, la fluidità, l’ibridazione e il nuovo “eclettismo colto”, risultano sempre più attuali nell’Interior Design contemporaneo. Si discuterà di come l’abilità nel gestire il passaggio di scala dal materiale all’Interior, passando per il complemento d’arredo, assume sempre di più un ruolo fondamentale. Questa delicata operazione permette di tradurre la valenza estetica degli oggetti in vere e proprie ambientazioni, capaci di suscitare emozioni e nuovi stimoli dell’abitare contemporaneo. Ecco quindi che il tutto diventa una questione di scala: “A Matter of Scale”.

Per dare una espressione visiva di questa tendenza sono state selezionate aziende capaci di governare nuovi processi di trasformazione e rielaborazione della materia che permettono appunto ai materiali di superarne i “limiti”.

L’allestimento vedrà quindi delle ambientazioni con i prodotti delle seguenti aziende tra cui Biosughero, COEM Ceramiche Fioranese, De Castelli, Ecopixel, La Fabbrica del Lino, Lasertech, Manerba, Mariotti Fulget, Poemo Design e Tragni. Sarà poi possibile visionare anche campioni di Botteganove, Budri, BWF Feltec, Ceramica Vogue, CE.SI. Ceramiche, Cleaf, Diam Art, Elitis, Florim Ceramiche S.p.a, Graesan, Gruppo Romani, D. Montanaro Designer per Lasertech, D. Montanaro Designer per Tragni, Fornace Brioni, Gum Design per DeCastelli, Lapitec, Liuni, Marca Corona 1741, Mutaforma, Nerosicilia, Oikos, Plexwood, Pugi-RG, Renate Vos Designer, Salvatori, Stylgraph styl’editions, Swiss Krono, Tabu, Tagina Ceramiche D’Arte, Trupiano Patrizia Architetto per Tileskine, Vetreria Bazzanese.

Programma

OPENING – VENERDi’ 26 GENNAIO ORE 11:00:

Saranno presenti i rappresentanti di Homi Fiera Milano – POLI.design – Salamanca Design, le aziende espositrici e progettisti di settore.

TALK 1 | sabato 27/01/2018 | ore 11.00:

“The Matter of Scale: Finiture innovative per nuove interpretazioni e percezioni dello spazio”

Introduce e modera:

Francesco Scullica, prof. associato Politecnico di Milano

Intervengono:

· Lucy Salamanca – Salamanca Design (Art Director HOMI – Designer)

· Vicky Syriopoulou – OIKOS (Responsabile Ricerca e Sviluppo)

· Davide Montanaro – Studio Dsgn (Designer)

· Elisa Leveni – TRAGNI S.r.l. (Tecnico di prodotto)

· Jan Puylaert – ECOPIXEL (Industrial Designer)

· Mariandrea Zambrano – ECOPIXEL (Industrial Designer)

TALK 2 – Domenica 28/01/2018 – ore 15.00:

“The Matter of Scale: L’abilità nel gestire il passaggio di scala, dal materiale all’Interior, passando per il complemento d’arredo”

Introduce e modera:

Francesco Scullica, prof. associato Politecnico di Milano

Intervengono:

· Alberto Artesani – DWA DESIGN STUDIO;

· Frederik de Wachter – DWA DESIGN STUDIO;

· Isabella Mariotti – MARIOTTI FULGET (General Manager)

· Paolo Benevelli – Paolo Benevelli Design – COEM

· Gabriele Pardi – gumdesign (Architetto);

· Laura Fiaschi – gumdesign (Designer e Grafica);

POLI.design | Press Contact:

Ufficio Comunicazione | Tel. (+39) 0223997201 | +349 6224812 | comunicazione@polidesign.net

HOMI | Press Contact:

Ufficio stampa Fiera Milano : Tel. (+39) 024997.6675 | 0024997.7939 | homipress@fieramilano.it

Motivi vaganti – Nuove trame

Nuove trame è un progetto di Franco Guerzoni in collaborazione con la Galleria Antonio Verolino di Modena, uno spazio che mette in dialogo le poetiche di alcuni importanti artisti del nostro tempo (David Tremlett nel 2015, Enzo Cucchi e Luigi Ontani nel 2016, e adesso Guerzoni) e la tradizione dell’arte tessile, con un’attenzione esclusiva alla produzione di arazzi e tappeti.
Il progetto, a cura di Davide Ferri, sarà inaugurato sabato 20 gennaio alle ore 18.00.Motivi vaganti – Nuove trame si dispiega attorno a una grande opera – un tappeto interamente annodato a mano a Lahore, in Pakistan, a partire da un progetto grafico di Guerzoni, la cui immagine (indefinita e movimenta come quelle di ogni lavoro dell’artista) diventa fulcro narrativo e il centro energetico di tutta la mostra.La sovrapposizione di toni e di colori che caratterizza ogni dipinto di Guerzoni, risultato di un “racconto del tempo” che prevede una fase di addizione, di costruzione della base materiale del dipinto attraverso strati successivi, e un’altra di sottrazione, scavo e rimozione, si traduce nel tappeto in una nuova dimensione materiale, in un diverso processo di emersione dell’immagine, grazie alla tecnica pot-dyeing che permette molte sfumature di colore, inoltre grazie alla particolare attenzione dedicata alle finiture e nello specifico nella rasatura di alcune aree dell’opera si ottiene la massima fedeltà al progetto dell’artista.

Del resto le immagini di Guerzoni sono state sempre aperte alla possibilità di vagare o trasmigrare da un linguaggio all’altro, come è avvenuto nei passaggi – l’artista li chiama “snodi” — che hanno segnato il suo percorso nel corso degli anni: dalla fotografia al disegno, dal disegno alla pittura e talvolta anche all’oggetto.
“Rivedere un’immagine che conosco profondamente, volare dal proprio supporto a un altro –afferma l’artista – è come un effetto speciale”.

Quello del tappeto è stato in alcuni momenti un passaggio prefigurato (in certi disegni del passato compare l’immagine del tappeto), un approdo immaginato, un desiderio che per la prima volta, in occasione di questo appuntamento modenese, trova il suo compimento.

Oltre al tappeto, Motivi vaganti – Nuove trame includerà anche altri lavori: il progetto dipinto da cui deriva l’immagine riprodotta nel tappeto; alcuni disegni dell’artista realizzati in corso d’opera, che, più che progetti, sono da intendersi come immagini potenziali, o ritratti di un oggetto (il tappeto) ancora sconosciuto dall’artista; un arazzo in lana, tessuto a telaio in Sardegna, seconda opera prodotta dalla Galleria Antonio Verolino, recante le tracce di segni inquieti – fluttuanti sul bianco del tessuto e ricamati a mano – una riemersione, su un nuovo supporto, di forme e motivi che costituiscono da sempre la sua “archeologia personale”, reale e immaginaria.

Motivi vaganti – Nuove trame si potrà visitare fino al 25 febbraio 2018.
Disponibile catalogo in galleria.

Orari di visita per il pubblico: da lunedì a sabato, dalle 9.00 alle 19.30. Domenica chiuso.

Galleria Antonio Verolino
Via Farini 70 (angolo Piazza Roma)
41121 Modena – Italy
Tel. +39 059 23 78 45
Fax +39 059 22 26 18
www.galleriaantonioverolino.com
info@galleriaantonioverolino.com
Instagram: galleria_antonio_verolino

Winter Time

MADE4ART di Milano presenta Winter Time, speciale progetto artistico che riunisce quattro artisti caratterizzati da differenti sensibilità artistiche e specificità tecniche esponendo una selezione di opere pittoriche ispirate alla stagione invernale.

Protagonisti della mostra Paola Caporilli, Maurizio Carpanelli, Francesco Sandrelli, Gianluigi Serravalli: ogni artista ha riportato sulla tela momenti, ricordi, colori e sfumature legati all’inverno, un periodo dell’anno nel quale la natura riposa prima di rifiorire nuovamente. Rigore, gelo, silenzio, candore ma anche riflessione, festa, rigenerazione, desiderio di rinascita: la stagione più fredda dell’anno è in grado di suscitare un complesso insieme di sensazioni, che variano per ognuno di noi, accendendo la nostra fantasia in maniera del tutto personale.

Winter Time, con data di inaugurazione mercoledì 20 dicembre, rimarrà aperta al pubblico su appuntamento per tutte le Festività natalizie.

Winter Time
Paola Caporilli, Maurizio Carpanelli, Francesco Sandrelli, Gianluigi Serravalli
20 dicembre 2017 – 8 gennaio 2018
Inaugurazione mercoledì 20 dicembre, ore 18.30
Orario apertura: 21 – 22 dicembre e 8 gennaio ore 15 – 19
Durante il periodo delle Festività la mostra sarà aperta al pubblico su appuntamento

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

SetUp Contemporary Art Fair 2018

“Art grows here”: ecco lo slogan che riassume perfettamente lo spirito di SetUp Contemporary Art Fair.
I cambiamenti e le novità di questa VI edizione sono il risultato di cinque anni di continue evoluzioni e innovazioni.
 
 

SetUp predispone le basi per il cambiamento, rinnovandosi di anno in anno, ma, al contempo, mantiene viva e attuale la sua identità. La sua mission, infatti, è offrire nuovi orizzonti interessanti, promuovere gallerie che investono su artisti emergenti, far crescere una nuova generazione di collezionisti. In altre parole, l’obiettivo è innescare un cortocircuito virtuoso tra economia e cultura, offrendo un luogo di incontro e di scambio per esperti e appassionati di arte contemporanea.
Questo è un intento molto caro a SetUp e la volontà è di perseguirlo in un’ottica di valorizzazione del territorio fatta attraverso l’arte contemporanea come strumento di partecipazione.

NUOVA SEDE

Per la sua sesta edizione, SetUp Contemporary Art Fair ha scelto di rinnovarsi, scegliendo come nuova sede Palazzo Pallavicini, dimora di origine rinascimentale nel cuore della Bologna antica, e confermando, così, il suo carattere eccezionale, da sempre all’avanguardia e in controtendenza rispetto alle altre manifestazioni fieristiche.
Palazzo Pallavicini è un edificio sontuoso, fu la sede di un’importante corte europea, una vera e propria reggia, cornice di feste, banchetti, concerti, che ha visto il passaggio di importanti personaggi storici: la principessa Maria Carolina D’Asburgo nel 1768, l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769 e un giovane Wolfgang Amadeus Mozart che si esibì nella splendida “Sala della Musica” il 26 Marzo 1770.

La sua struttura maestosa sarà la splendida cornice in cui si svolgerà SetUp 2018: il contemporaneo si unirà al passato, proiettandosi direttamente verso futuro, creando un connubio di sensi e percezioni intriganti per i visitatori.

Le tredici stanze della sede accoglieranno 39 espositori, di cui 34 gallerie d’arte e 5 fra case editrici, fondazioni e altre realtà che supportano la cultura e l’arte in Italia e che avranno uno spazio dedicato interamente a loro. La riduzione del numero di espositori è una scelta mirata ad aumentare il livello qualitativo delle proposte espositive.

TEMA

Il tema che guiderà SetUp 2018 è l’attesa, e va a completare, dopo i leitmotiv delle passate due edizioni orientamento ed equilibrio, una trilogia tematica che ha chiesto notevole audacia e coraggio agli organizzatori, trovando compimento assoluto nel divenire dell’idea e della riflessione come atto di fiducia per il domani.

Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa” – Sant’Agostino

Proprio queste parole di Sant’Agostino sono esemplificative per rappresentare gli intenti di SetUp Contemporary Art Fair che, fin dalla sua nascita, ha creduto nella forza propulsiva del domani per poter esistere e realizzarsi.

Già dal significato della parola setup, ovvero “predisporre le basi per il cambiamento”, si evince, infatti, la volontà di tendere al futuro, con lo sguardo proattivo verso il sentire ed il fare delle nuove giovani leve creative.

Su questi presupposti, la fiera ha chiesto agli espositori di presentare un progetto curatoriale in cui la visione del presente sia un’indagine dell’attesa da cogliere come proiezione temporale e spaziale in cui qualcosa prende forma definendo così gli scenari delle “aspettative” economiche, sociali, politiche, delle relazioni, geografiche, ma anche fisiche, tecnologiche, formali e di identità che aprono la lettura del futuro attraverso l’arte.
Attesa, quindi, non concepita come un momento in cui bisogna far passare il tempo, ma come momento in cui ci si protende oltre il tempo e si crea il presupposto emotivo e di azione per delineare il futuro.

Il progetto dovrà essere presentato, come di consueto, sulla base dell’intramontabile format che richiede l’interazione delle tre figure chiave del sistema dell’arte contemporanea: artista, curatore-critico, gallerista. Anche quest’anno, i galleristi sono stati invitati a presentare un progetto curatoriale di almeno un artista under 35, illustrato da un testo critico di un curatore under 35.

ESPOSITORI

Questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair vede protagoniste 34 gallerie (di cui 27 italiane e 7 estere) e 5 case editrici italiane.

Le gallerie: #PROJECT18 (Napoli), A100 Gallery (Galatina – LE), Art and Ars Gallery (Galatina – LE), barcel-one (Barcellona – Spagna), BI-BOx Art Space (Biella), Blu Gallery (Bologna), BonelliLAB (Canneto sull’Oglio – MN), Burning Giraffe Art Gallery (Torino), CELLAR CONTEMPORARY (Trento), C23HOMEGALLERY (Lucca), CUBO Gallery (Parma), D406 – Fedeli alla linea (Modena), EGGERS 2.0 (Torino), Falcinella Fine Art (Mantova), Five Gallery (Lugano – Svizzera), FMP Photo Art (New York City – USA), Fucina des Artistas (L’Avana – Cuba), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria D’Arte del Caminetto (Bologna), Galleria La Linea (Montalcino – SI), LINK ART GALLERY (Miami – USA), LM Gallery Arte Contemporanea (Latina), MAC Florencio de la Fuente (Huete – Spagna), MARTINA’S GALLERY (Giussano – MB), MuseoNuovaEra (Bari), Paola Sosio Contemporary Art Milano (Milano), SAACI/GALLERY (Saviano – NA), Set Espai d’Art (Valencia – Spagna), Spazio Anna Breda (Padova), Spazio Lavit (Varese), Studio 38 Contemporary Art Gallery (Pistoia), Tiziana Tommei (Arezzo), Vibra – spazio contemporaneo di idee – (Ravenna), VILLA CONTEMPORANEA (Monza – MI).

Le case editrici: Fondazione Tiziano Campolmi (Bologna), Fondazione Rocco Guglielmo – MARCA Museo delle arti di Catanzaro (Catanzaro), Il Rio Edizioni (Mantova), Kooness (Milano), NFC (Rimini).

COMITATO SCIENTIFICO

Il desiderio di rafforzare e valorizzare i legami col panorama emiliano-romagnolo, intensificando, così, sinergie e collaborazioni con il territorio di Bologna, viene confermato anche dall’adesione di importanti personalità che costituiranno un comitato scientifico di assoluto prestigio.

Anche quest’anno è confermata la presenza di Silvia Evangelisti, critica, storica dell’arte e curatrice, indiscutibile figura di spicco nel circuito dell’arte contemporanea, affiancata da Anna e Francesco Tampieri, collezionisti, Associazione CoC ETS ed Elena Monti e Marco Ghigi, collezionisti e membri del Club CameC di Bergamo.

PREMI

Premio SetUp 2018

Il Comitato Direttivo in collaborazione con il Comitato Scientifico sceglieranno i vincitori del Premio SetUp 2018.
Anche per questa edizione, infatti, SetUp Contemporary Art Fair vuole valorizzare gli artisti e i curatoriunder 35 presentati dalle gallerie, conferendo a chi meglio avrà esplorato il tema dell’attesa, come visione del presente e presupposto emotivo e di azione per costruire il proprio domani, un premio in denaro di 500 € per il miglior testo curatoriale e un premio acquisto che consiste nell’acquisizione dell’opera dell’ artista vincitore per un valore massimo di 1000 € .

I vincitori dei Premi saranno proclamati venerdì 2 febbraio alle ore 20.00 negli stand delle gallerie vincitrici.

Premio Tiziano Campolmi

L’Associazione Tiziano Campolmi vuole mantenere viva la memoria di Tiziano Campolmi con azioni che sostengono e favoriscono i giovani talenti creativi.
Dopo il grande successo della passata edizione, l’associazione rinnova la sua presenza a SetUp Contemporary Art Fair promuovendo il Premio Tiziano Campolmi, con l’intento di valorizzare il lavoro di un giovane artista che porti avanti la sua ricerca nell’ambito della fotografia.
L’associazione corrisponderà all’artista selezionato una somma fino a 2500 euro, pari al valore massimo dell’opera fotografica premiata, che verrà acquistata dalla stessa con consegna all’atto della proclamazione.

Il vincitore verrà decretato da una commissione composta dai soci fondatori dell’Associazione insieme alla direzione di SetUp e la proclamazione avverrà domenica 4 febbraio alle ore 15.00 presso lo Stand del vincitore.

OFF PROJECTS

Per la sezione dei progetti collaterali OFF Projects, SetUp (all’interno della fiera) ha invitato: la curatrice Manuela Valentini che proporrà un progetto di “mostra diffusa” visitabile e fruibile tra gli stand delle gallerie, l’artista Hannes Egger ed i collettivi Polisonum e Panem et Circenses, che svilupperanno 3 lavori site-specific all’interno degli spazi di Palazzo Pallavicini.

BREAK! a cura di Manuela Valentini

Una mostra all’interno dello stesso Palazzo Pallavicini, a cura di Manuela Valentini, curatrice e critica d’arte, che fa della sua stessa essenza l’essere in controtendenza.
BREAK! vuole rompere con la tradizione espositiva museale e con la routine curatoriale contemporanea. BREAK! è una mostra diffusa tra gli stand della fiera che infrange le regole del classico format espositivo per una fruizione libera e controtendenza, attraverso riferimenti a spirale tra diverse generazioni, sensibilità e bellezze. Se solitamente il ruolo del curatore è quello di selezionare, esporre e giudicare, in questo caso, le opere vengono trasportate in uno spazio virtuale che incontra solo chi vuole sperimentarlo.

BREAK! rompe anche col tema dell’attesa, fil rouge di questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair, per dimostrare che né l’artista, né tantomeno il visitatore possono aspettare. Come l’artista non può tardare a dare vita al suo credo, ai suoi impulsi e alle sue emozioni, così lo spettatore non può che essere travolto da questo gioco ipnotico e mettere in campo i propri istinti ed abilità per scoprire di volta in volta le opere oggetto di esposizione.

Gli artisti creano in libertà, senza alcuna costrizione alla fantasia. Ed è proprio questo il punto di partenza di questa mostra, che vuole creare una piattaforma multipla in cui artisti e visitatori possano incontrarsi intersecando le loro intelligenze, le loro sensibilità e la loro bellezza.

Hannes Egger – Das Fest

Una performance che coinvolge in prima persona i singoli visitatori, dando vita ad una vera e propria azione collettiva: un’interazione diretta tra lo spazio e il corpo della persona, alla quale si chiede di assumere un ruolo dinamico e performativo.
Con Das Fest (“la festa”), Hannes Egger coinvolge i visitatori in una vera e propria azione collettiva all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Pallavicini.
Il lavoro di Egger non mette in scena una festa vera e propria ma l’attesa ad una festa: il pubblico si ritroverà così in un scenario assurdo, quasi nei panni di Estragon e Wladimir di “En attendant Godot” di Samuel Beckett.

Polisonum

Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo.
In occasione di SetUp, Polisonum presenta un’installazione interattiva che concerne in una ricerca svolta all’interno di Palazzo Pallavicini: la costellazione dei dettagli sonori emersi provocherà una “ri-significazione” dello spazio, dove ad essere esposta non è più solo la sua identità sonora in quanto spazio pubblico, quanto quella più umana, intimamente privata.

Panem Et Circenses – Goethe 53

Performance ed installazione, realizzate da Panem Et Circenses, per celebrare i cinque anni della casa editrice Il Rio di Mantova.
I temi principali sono l’attesa, l’augurio e il dono. L’opera d’arte stessa è un dono che l’artista fa al pubblico ed, in una visione universale dell’arte, al mondo.

INFORMAZIONI UTILI

Date: dal 1 al 4 febbraio 2018

Preview:
giovedì 1 febbraio 2018, ore 20.00 > 24.00
Apertura al pubblico:
giovedì, ore 21.00 > 24.00
venerdì e sabato, ore 16.00 > 24.00
domenica, ore 11.30 > 22.00

Tariffe biglietto
Intero: 7 euro
Entrata gratuita per i bambini di età inferiore a 7 anni

Info:
info@setupcontemporaryart.com

Segreteria Organizzativa:
Lorenza Scardovi
+339 7805157 – segreteria@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
www.setupcontemporaryart.com
Facebook: setupartfair
Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Deutsche Forschung

Si inaugura Giovedì 14 dicembre 2017 presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara, la mostra collettiva dedicata all’ arte tedesca contemporanea.
 
La mostra è il frutto di una serie di processi conoscitivi condotti in collaborazione con Five Gallery di Lugano tra i territori espositivi dei nuovi e fertili linguaggi artistici tedeschi e di cui tale progetto espositivo vuole essere testimonianza ed espressione.
La mostra raccoglie i recenti lavori di sette artisti selezionati da Andrea B. Del Guercio, già inseriti in un sistema artistico consolidato, che si caratterizzano per un loro libero protendere verso un purismo formale sia plastico che pittorico proprio dell’Arte Concreta, sempre concepita come produzione segnica e cromatica autonomamente elaborata dalla personale creatività dell’artista. Le opere esposte infatti si differenziano per un eterogeneo valore estetico tendente ad una sintesi creativa, che fonde in un unico corpo pittura, scultura, grafica e al contempo memore di alcune delle principali e intriganti sperimentazioni sul colore. Appaiono forme, segni-pensiero, visioni tra il concreto e l’astratto che fluttuano nell’ area pittorica e illusionisticamente irrompono nello spazio fisico; configurazioni cromatiche, vibrazioni provenienti dal corpo della mente. Il colore, condotto allo stato puro, la geometricità formale e l’uso di una carta artigianale e attentamente selezionata sono i caratteri su cui Lore Bert ha costruito la sua cifra creativa. Le opere di Claudia Desgranges sono graffi, fugaci attraversamenti di colore-luce, altre volte nastri di campiture continue che tendono a creare un prolungamento spaziale. Sonja Edle von Hoeßle trae dalla forza vitale della natura, l’ispirazione per le sue sculture dalle silhouettes eleganti e sinuose. Affascinata dalle qualità intrinseche della materia, l’artista realizza visioni pittoriche vive e palpitanti. Di natura parla anche la produzione plastica di Herbert Mehler. Alberi, fiori e frutti si fanno archeologie naturali dalle forme scanalate e volte a ventaglio che dichiarano lo stretto connubio tra architettura paesaggistica e materia. Nelle opere di Ivo Ringe il cromatismo gestuale convive con un equilibrio compositivo ritmico. Le sue lavagne di pittura, caratterizzate da tangenze e incroci che danno vita al puro piacere del segno, sono memori degli insegnamenti di Joseph Beyus, suo maestro negli anni accademici di Düsseldorf. Le pitto-sculture di Cecilia Vissers rivelano una predilezione per la tridimensionalità e per l’omogeneità coloristica. Il colore diventa area in cui si dilata e si sviluppa la forma. Sono accadimenti, relazioni complesse che intercorrono entro il perimetro della tela, le vivaci forme cromatiche di Maria Wallenställ-Schoenberg. Patrimonio policromo che si condensa in una zona della tela e che si pone come un inno alla gioia.
Annamaria Restieri

 

Lore Bert (Giessen, 1936). Vive e lavora a Mainz (Germania) e Venezia (Italia).
Ha studiato pittura a DarVstadtandat all’Accademia di Belle Arti di Berlino con il Prof. Hans Uhlmann. Lavora con carte dell’Estremo Oriente su legno, fin dai primi anni ’90 anche con la luce (lavori al neon) e alla metà degli anni ’90 anche con foglia d’oro. Elementi di forma costruttiva si alternano a scritture poetiche e filosofiche. I numeri giocano un ruolo importante. Le varie vicende storiche e le caratteristiche dei diversi Paesi vengono espresse nei suoi lavori. Un altro aspetto è il lavoro ambientale. Finora 125 installazioni sono state realizzate nello spazio pubblico in Europa, Asia, Africa, paesi arabi e Stati Uniti. Più di 250 mostre in 26 paesi sono pubblicate in quasi 110 libri e cataloghi, in cui più di 40 sono monografie.

Claudia Desgranges (Francoforte, 1953). Vive tra Monaco e Colonia.
Ha al suo attivo 20 anni di mostre e di partecipazioni a fiere in tutta Europa. Nel 2014 le è stato assegnato il Premio Pollock-Krasner. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano. 2016 Galerie Floss & Schultz, Cologne (with Rainer Splitt). 2015 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2014 Rheinisches Landesmuseum Bonn. 2012 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2011 Galerie Ulrich Mueller,Cologne. 2010 Galerie M.Schneider, Bonn. 2009 Museum Burg Wissem, Troisdorf; McBride Fine Art, Antwerpen, Belgium, Projekt der Miwo, Bonn. 2006 Artothek, Köln. 2005 Kunst aus NRW, Ehemalige Reichsabtei Aachen-Kornelimünster, Museum am Ostwall, Dortmund; Heidelberger Kunstverein, Heidelberg.

Sonja Edle von Hoeßle (Wiesbaden, 1960). Vive e lavora a Eisingen, vicino a Würzburg e a Kranidi, in Grecia.
Ha studiato comunicazione visiva presso l’Università Tecnica di Mainz e Würzburg, dipartimento di design. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano (C); “Panta rhei – Welten im Fluss”, Kunststation Kleinsassen (with Herbert Mehler). 2016 “Panta Rhei”, Kulturzentrum TO FOUGARO, Nafplion, Greece (C), with Herbert Mehler. 2015 “One Artist Show“, ART Karlsruhe with Galerie Petra Kern, Heidelberg; “Show it again“, Neuer Kunstverein Aschaffenburg; “Parallelwelten“, Kunstverein Coburg. 2014 “Parallelwelten“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C),with Gallery Weekend Berlin. 2012 “Sparkling Elements“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C), with Gallery Weekend Berlin; “Elementarlandschaften“, Galerie Winter, Wiesbaden. 2011 “Sculptures et Peintures“, Atelier Archipel, Arles.

Herbert Mehler (Steinau, 1949). Vive e lavora tra Riedenheim, Germania e Kranidi, Grecia. Con un patrimonio monumentale ormai vasto e distribuito nei siti pubblici e museali della Germania, è ritenuto tra i più importanti scultori della generazione nata negli anni ’50. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano (C). 2016 Coloredition, Galerie Angela Lenz; city of Altshausen; UNIQ Gallery Istanbul. 2015 Kunst Architektur Kunst, Jörg Heitsch Galerie, München (with Yoshiyuki Miura); “Parallelwelten”, Kunstverein Coburg (with Sonja Edle von Hoeßle); “Naturwelten” Kunstverein Münsterland Coesfeld (mit Malgosia Jankowska); “Panta Rhei” To Fougaro Nafplion, Griechenland (mit Sonja Edle von Hoeßle). 2014 “Herbert Mehler”, Nuovo Gallery Daegu, Korea; “Parallelwelten” Galerie Tammen und Partner Berlin (with Sonja Edle von Hoeßle)(C). 2013 “Parallelnatur”, Jörg Heitsch, Bad Wiessee; Im Fluss – Galerie der Schmiede, Pasching/Linz, Austria. 2012 “Sculptures dans les jardins“, Chateau de Vullierens, Schweiz; DB – Museum Nürnberg. 2011 “Travellers in time”, Center for Visual Communication, Wynwood, Miami, Florida; “Parallel Nature”, Allison Menkes Fine Art + Lausberg Contemporary, Toronto; “Curved”, Armory Art Center, West Palm Beach, Florida.

Ivo Ringe (Bonn, 1951). Vive e lavora a Colonia. Ha iniziato i suoi studi presso la Kunstakademie di Düsseldorf con Joseph Beuys, nel 1972. Apparteneva al gruppo Minimal Art degli studenti di Beuys. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, Switzerland. 2016 “Wisse das Bild”, Galerie Floss und Schultz, Cologne, Germany; “Die Proportion der Dinge”, Galerie Nana Preussners, Hamburg, Germany; “Morphic Fields”, Hionas Gallery, New York, USA. 2015 Institut für Konkrete Kunst und Konkrete Poesie, Kunsthaus Rehau (IKKP), Germany. 2011 Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany; “Also sprach Zarathustra”, Kunstkontor Köln, Köln, Germany. 2010 “Così parlo Zarathustra”, Antico Castello sul Mare, Rapallo, Italy. 2009 “The Strange Territory of the Other”, Multi-Art International, Bonn, Germany; “Der Moment des Tuns”, Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany. 2007 “Marina Wolff”, Milan, Italy.

Cecilia Vissers (Beverwijk, 1964). Vive e lavora a Sint-Oedenrode, in Olanda. Ha studiato all’Academy for Art & Design di ‘s-Hertogenbosch. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, CH. 2016 “The Edge of the Sea”, Gray Contemporary Houston, USA; “A moment in time”, GalerieFloss&Schultz, Cologne, DE. 2015 inde/jacobs (with HadiTabatabai); Marfa, Texas, USA. 2014 “Faraway”, Peter Foolen Editions, Eindhoven, NL; “Soulmates” (with Cor van Dijk), KuuB, Utrecht, NL. 2013 “Time and Tide”, Summerhall, Edinburgh, UK; “Wind Swept”, Galerie Corona Unger, Bremen, DE. 2012 “Ultima Thule”, The Far North, Masters &Pelavin, New York, USA; “Match” (with Ditty Ketting), “Nouvelles Images”, The Hague, NL. 2010 “Formal”, Museum Waterland, Purmerend, NL; “En forme” (with E. Cruikshank), “ParisCONCRET”, Paris, FR. 2009 Gallery Nine, Amsterdam, NL. 2008 “Een Wolk van Staal”, De Verdieping, Veldhoven, NL; Priveekollektie Contemporary Art | Design, Heusden, NL. 2007 Galerie De Natris, Nijmegen, NL.

Maria Wallenställ-Schoenberg (Uppsala, 1959). Vive e lavora a Monaco, in Germania. Ha studiato all’Università di Uppsala. Dopo essersi trasferita in Germania, ha preso parte a corsi d’arte di Doz. Clemens Etz di Ulm e del Prof. Jerry Zeniuk alla Munich Artacademy di Monaco. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano. 2016 Galerie Filser&Gräf, Munich (Double with René Dantes); Galerie Ulf Larsson, Cologne (Double with Reiner Selinger). 2015 “In touch“, So eine ART Loft, Cologne (Double with Stephan Marienfeld) (C). 2013 “Färg III”, Galerie Wesner, Konstanz; “Färg II”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2012 “Färg”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2011 “Farbe konkret”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2010 “Aufgelöst konkret”, Halle 50 with Galerie Filser & Gräf, München; 2009 “Farbmalerei”, HVB Ulm, Ulm, with Galerie Filser&Gräf; “Farbmalerei”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2008 “Farbmalerei”, Orangerie, Englischer Garten, Munich. 2007 “Konkrete Farbmalerei“, Kunstforum soziale Skulptur e.V., Munich. 2004 Galerie Metz, Munich.

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Info: fabulafineart@gmail.com
Tel: +39 0532 098935

L’ occhio magico di Carlo Mollino

Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ha scelto per l’ avvio della stagione espositiva del 2018 una mostra insieme molto torinese e altrettanto internazionale, dedicata a Carlo Mollino.

“L’ occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”, a cura di Francesco Zanot, sarà a CAMERA (Torino), dal 18 gennaio al 13 maggio 2018. L’ esposizione attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’ archivio del Politecnico di Torino. Questa iniziativa fa seguito alla mostra “Carlo Mollino. In viaggio“, tenutasi presso CAMERA nella primavera del 2016, a testimonianza del rafforzamento della collaborazione tra Politecnico e CAMERA, anche grazie a un accordo di collaborazione siglato nell’ aprile di quest’ anno.

L’ attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.