SetUp Contemporary Art Fair 2018

“Art grows here”: ecco lo slogan che riassume perfettamente lo spirito di SetUp Contemporary Art Fair.
I cambiamenti e le novità di questa VI edizione sono il risultato di cinque anni di continue evoluzioni e innovazioni.
 
 

SetUp predispone le basi per il cambiamento, rinnovandosi di anno in anno, ma, al contempo, mantiene viva e attuale la sua identità. La sua mission, infatti, è offrire nuovi orizzonti interessanti, promuovere gallerie che investono su artisti emergenti, far crescere una nuova generazione di collezionisti. In altre parole, l’obiettivo è innescare un cortocircuito virtuoso tra economia e cultura, offrendo un luogo di incontro e di scambio per esperti e appassionati di arte contemporanea.
Questo è un intento molto caro a SetUp e la volontà è di perseguirlo in un’ottica di valorizzazione del territorio fatta attraverso l’arte contemporanea come strumento di partecipazione.

NUOVA SEDE

Per la sua sesta edizione, SetUp Contemporary Art Fair ha scelto di rinnovarsi, scegliendo come nuova sede Palazzo Pallavicini, dimora di origine rinascimentale nel cuore della Bologna antica, e confermando, così, il suo carattere eccezionale, da sempre all’avanguardia e in controtendenza rispetto alle altre manifestazioni fieristiche.
Palazzo Pallavicini è un edificio sontuoso, fu la sede di un’importante corte europea, una vera e propria reggia, cornice di feste, banchetti, concerti, che ha visto il passaggio di importanti personaggi storici: la principessa Maria Carolina D’Asburgo nel 1768, l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769 e un giovane Wolfgang Amadeus Mozart che si esibì nella splendida “Sala della Musica” il 26 Marzo 1770.

La sua struttura maestosa sarà la splendida cornice in cui si svolgerà SetUp 2018: il contemporaneo si unirà al passato, proiettandosi direttamente verso futuro, creando un connubio di sensi e percezioni intriganti per i visitatori.

Le tredici stanze della sede accoglieranno 39 espositori, di cui 34 gallerie d’arte e 5 fra case editrici, fondazioni e altre realtà che supportano la cultura e l’arte in Italia e che avranno uno spazio dedicato interamente a loro. La riduzione del numero di espositori è una scelta mirata ad aumentare il livello qualitativo delle proposte espositive.

TEMA

Il tema che guiderà SetUp 2018 è l’attesa, e va a completare, dopo i leitmotiv delle passate due edizioni orientamento ed equilibrio, una trilogia tematica che ha chiesto notevole audacia e coraggio agli organizzatori, trovando compimento assoluto nel divenire dell’idea e della riflessione come atto di fiducia per il domani.

Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa” – Sant’Agostino

Proprio queste parole di Sant’Agostino sono esemplificative per rappresentare gli intenti di SetUp Contemporary Art Fair che, fin dalla sua nascita, ha creduto nella forza propulsiva del domani per poter esistere e realizzarsi.

Già dal significato della parola setup, ovvero “predisporre le basi per il cambiamento”, si evince, infatti, la volontà di tendere al futuro, con lo sguardo proattivo verso il sentire ed il fare delle nuove giovani leve creative.

Su questi presupposti, la fiera ha chiesto agli espositori di presentare un progetto curatoriale in cui la visione del presente sia un’indagine dell’attesa da cogliere come proiezione temporale e spaziale in cui qualcosa prende forma definendo così gli scenari delle “aspettative” economiche, sociali, politiche, delle relazioni, geografiche, ma anche fisiche, tecnologiche, formali e di identità che aprono la lettura del futuro attraverso l’arte.
Attesa, quindi, non concepita come un momento in cui bisogna far passare il tempo, ma come momento in cui ci si protende oltre il tempo e si crea il presupposto emotivo e di azione per delineare il futuro.

Il progetto dovrà essere presentato, come di consueto, sulla base dell’intramontabile format che richiede l’interazione delle tre figure chiave del sistema dell’arte contemporanea: artista, curatore-critico, gallerista. Anche quest’anno, i galleristi sono stati invitati a presentare un progetto curatoriale di almeno un artista under 35, illustrato da un testo critico di un curatore under 35.

ESPOSITORI

Questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair vede protagoniste 34 gallerie (di cui 27 italiane e 7 estere) e 5 case editrici italiane.

Le gallerie: #PROJECT18 (Napoli), A100 Gallery (Galatina – LE), Art and Ars Gallery (Galatina – LE), barcel-one (Barcellona – Spagna), BI-BOx Art Space (Biella), Blu Gallery (Bologna), BonelliLAB (Canneto sull’Oglio – MN), Burning Giraffe Art Gallery (Torino), CELLAR CONTEMPORARY (Trento), C23HOMEGALLERY (Lucca), CUBO Gallery (Parma), D406 – Fedeli alla linea (Modena), EGGERS 2.0 (Torino), Falcinella Fine Art (Mantova), Five Gallery (Lugano – Svizzera), FMP Photo Art (New York City – USA), Fucina des Artistas (L’Avana – Cuba), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria D’Arte del Caminetto (Bologna), Galleria La Linea (Montalcino – SI), LINK ART GALLERY (Miami – USA), LM Gallery Arte Contemporanea (Latina), MAC Florencio de la Fuente (Huete – Spagna), MARTINA’S GALLERY (Giussano – MB), MuseoNuovaEra (Bari), Paola Sosio Contemporary Art Milano (Milano), SAACI/GALLERY (Saviano – NA), Set Espai d’Art (Valencia – Spagna), Spazio Anna Breda (Padova), Spazio Lavit (Varese), Studio 38 Contemporary Art Gallery (Pistoia), Tiziana Tommei (Arezzo), Vibra – spazio contemporaneo di idee – (Ravenna), VILLA CONTEMPORANEA (Monza – MI).

Le case editrici: Fondazione Tiziano Campolmi (Bologna), Fondazione Rocco Guglielmo – MARCA Museo delle arti di Catanzaro (Catanzaro), Il Rio Edizioni (Mantova), Kooness (Milano), NFC (Rimini).

COMITATO SCIENTIFICO

Il desiderio di rafforzare e valorizzare i legami col panorama emiliano-romagnolo, intensificando, così, sinergie e collaborazioni con il territorio di Bologna, viene confermato anche dall’adesione di importanti personalità che costituiranno un comitato scientifico di assoluto prestigio.

Anche quest’anno è confermata la presenza di Silvia Evangelisti, critica, storica dell’arte e curatrice, indiscutibile figura di spicco nel circuito dell’arte contemporanea, affiancata da Anna e Francesco Tampieri, collezionisti, Associazione CoC ETS ed Elena Monti e Marco Ghigi, collezionisti e membri del Club CameC di Bergamo.

PREMI

Premio SetUp 2018

Il Comitato Direttivo in collaborazione con il Comitato Scientifico sceglieranno i vincitori del Premio SetUp 2018.
Anche per questa edizione, infatti, SetUp Contemporary Art Fair vuole valorizzare gli artisti e i curatoriunder 35 presentati dalle gallerie, conferendo a chi meglio avrà esplorato il tema dell’attesa, come visione del presente e presupposto emotivo e di azione per costruire il proprio domani, un premio in denaro di 500 € per il miglior testo curatoriale e un premio acquisto che consiste nell’acquisizione dell’opera dell’ artista vincitore per un valore massimo di 1000 € .

I vincitori dei Premi saranno proclamati venerdì 2 febbraio alle ore 20.00 negli stand delle gallerie vincitrici.

Premio Tiziano Campolmi

L’Associazione Tiziano Campolmi vuole mantenere viva la memoria di Tiziano Campolmi con azioni che sostengono e favoriscono i giovani talenti creativi.
Dopo il grande successo della passata edizione, l’associazione rinnova la sua presenza a SetUp Contemporary Art Fair promuovendo il Premio Tiziano Campolmi, con l’intento di valorizzare il lavoro di un giovane artista che porti avanti la sua ricerca nell’ambito della fotografia.
L’associazione corrisponderà all’artista selezionato una somma fino a 2500 euro, pari al valore massimo dell’opera fotografica premiata, che verrà acquistata dalla stessa con consegna all’atto della proclamazione.

Il vincitore verrà decretato da una commissione composta dai soci fondatori dell’Associazione insieme alla direzione di SetUp e la proclamazione avverrà domenica 4 febbraio alle ore 15.00 presso lo Stand del vincitore.

OFF PROJECTS

Per la sezione dei progetti collaterali OFF Projects, SetUp (all’interno della fiera) ha invitato: la curatrice Manuela Valentini che proporrà un progetto di “mostra diffusa” visitabile e fruibile tra gli stand delle gallerie, l’artista Hannes Egger ed i collettivi Polisonum e Panem et Circenses, che svilupperanno 3 lavori site-specific all’interno degli spazi di Palazzo Pallavicini.

BREAK! a cura di Manuela Valentini

Una mostra all’interno dello stesso Palazzo Pallavicini, a cura di Manuela Valentini, curatrice e critica d’arte, che fa della sua stessa essenza l’essere in controtendenza.
BREAK! vuole rompere con la tradizione espositiva museale e con la routine curatoriale contemporanea. BREAK! è una mostra diffusa tra gli stand della fiera che infrange le regole del classico format espositivo per una fruizione libera e controtendenza, attraverso riferimenti a spirale tra diverse generazioni, sensibilità e bellezze. Se solitamente il ruolo del curatore è quello di selezionare, esporre e giudicare, in questo caso, le opere vengono trasportate in uno spazio virtuale che incontra solo chi vuole sperimentarlo.

BREAK! rompe anche col tema dell’attesa, fil rouge di questa nuova edizione di SetUp Contemporary Art Fair, per dimostrare che né l’artista, né tantomeno il visitatore possono aspettare. Come l’artista non può tardare a dare vita al suo credo, ai suoi impulsi e alle sue emozioni, così lo spettatore non può che essere travolto da questo gioco ipnotico e mettere in campo i propri istinti ed abilità per scoprire di volta in volta le opere oggetto di esposizione.

Gli artisti creano in libertà, senza alcuna costrizione alla fantasia. Ed è proprio questo il punto di partenza di questa mostra, che vuole creare una piattaforma multipla in cui artisti e visitatori possano incontrarsi intersecando le loro intelligenze, le loro sensibilità e la loro bellezza.

Hannes Egger – Das Fest

Una performance che coinvolge in prima persona i singoli visitatori, dando vita ad una vera e propria azione collettiva: un’interazione diretta tra lo spazio e il corpo della persona, alla quale si chiede di assumere un ruolo dinamico e performativo.
Con Das Fest (“la festa”), Hannes Egger coinvolge i visitatori in una vera e propria azione collettiva all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Pallavicini.
Il lavoro di Egger non mette in scena una festa vera e propria ma l’attesa ad una festa: il pubblico si ritroverà così in un scenario assurdo, quasi nei panni di Estragon e Wladimir di “En attendant Godot” di Samuel Beckett.

Polisonum

Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo.
In occasione di SetUp, Polisonum presenta un’installazione interattiva che concerne in una ricerca svolta all’interno di Palazzo Pallavicini: la costellazione dei dettagli sonori emersi provocherà una “ri-significazione” dello spazio, dove ad essere esposta non è più solo la sua identità sonora in quanto spazio pubblico, quanto quella più umana, intimamente privata.

Panem Et Circenses – Goethe 53

Performance ed installazione, realizzate da Panem Et Circenses, per celebrare i cinque anni della casa editrice Il Rio di Mantova.
I temi principali sono l’attesa, l’augurio e il dono. L’opera d’arte stessa è un dono che l’artista fa al pubblico ed, in una visione universale dell’arte, al mondo.

INFORMAZIONI UTILI

Date: dal 1 al 4 febbraio 2018

Preview:
giovedì 1 febbraio 2018, ore 20.00 > 24.00
Apertura al pubblico:
giovedì, ore 21.00 > 24.00
venerdì e sabato, ore 16.00 > 24.00
domenica, ore 11.30 > 22.00

Tariffe biglietto
Intero: 7 euro
Entrata gratuita per i bambini di età inferiore a 7 anni

Info:
info@setupcontemporaryart.com

Segreteria Organizzativa:
Lorenza Scardovi
+339 7805157 – segreteria@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
www.setupcontemporaryart.com
Facebook: setupartfair
Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Deutsche Forschung

Si inaugura Giovedì 14 dicembre 2017 presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara, la mostra collettiva dedicata all’ arte tedesca contemporanea.
 
La mostra è il frutto di una serie di processi conoscitivi condotti in collaborazione con Five Gallery di Lugano tra i territori espositivi dei nuovi e fertili linguaggi artistici tedeschi e di cui tale progetto espositivo vuole essere testimonianza ed espressione.
La mostra raccoglie i recenti lavori di sette artisti selezionati da Andrea B. Del Guercio, già inseriti in un sistema artistico consolidato, che si caratterizzano per un loro libero protendere verso un purismo formale sia plastico che pittorico proprio dell’Arte Concreta, sempre concepita come produzione segnica e cromatica autonomamente elaborata dalla personale creatività dell’artista. Le opere esposte infatti si differenziano per un eterogeneo valore estetico tendente ad una sintesi creativa, che fonde in un unico corpo pittura, scultura, grafica e al contempo memore di alcune delle principali e intriganti sperimentazioni sul colore. Appaiono forme, segni-pensiero, visioni tra il concreto e l’astratto che fluttuano nell’ area pittorica e illusionisticamente irrompono nello spazio fisico; configurazioni cromatiche, vibrazioni provenienti dal corpo della mente. Il colore, condotto allo stato puro, la geometricità formale e l’uso di una carta artigianale e attentamente selezionata sono i caratteri su cui Lore Bert ha costruito la sua cifra creativa. Le opere di Claudia Desgranges sono graffi, fugaci attraversamenti di colore-luce, altre volte nastri di campiture continue che tendono a creare un prolungamento spaziale. Sonja Edle von Hoeßle trae dalla forza vitale della natura, l’ispirazione per le sue sculture dalle silhouettes eleganti e sinuose. Affascinata dalle qualità intrinseche della materia, l’artista realizza visioni pittoriche vive e palpitanti. Di natura parla anche la produzione plastica di Herbert Mehler. Alberi, fiori e frutti si fanno archeologie naturali dalle forme scanalate e volte a ventaglio che dichiarano lo stretto connubio tra architettura paesaggistica e materia. Nelle opere di Ivo Ringe il cromatismo gestuale convive con un equilibrio compositivo ritmico. Le sue lavagne di pittura, caratterizzate da tangenze e incroci che danno vita al puro piacere del segno, sono memori degli insegnamenti di Joseph Beyus, suo maestro negli anni accademici di Düsseldorf. Le pitto-sculture di Cecilia Vissers rivelano una predilezione per la tridimensionalità e per l’omogeneità coloristica. Il colore diventa area in cui si dilata e si sviluppa la forma. Sono accadimenti, relazioni complesse che intercorrono entro il perimetro della tela, le vivaci forme cromatiche di Maria Wallenställ-Schoenberg. Patrimonio policromo che si condensa in una zona della tela e che si pone come un inno alla gioia.
Annamaria Restieri

 

Lore Bert (Giessen, 1936). Vive e lavora a Mainz (Germania) e Venezia (Italia).
Ha studiato pittura a DarVstadtandat all’Accademia di Belle Arti di Berlino con il Prof. Hans Uhlmann. Lavora con carte dell’Estremo Oriente su legno, fin dai primi anni ’90 anche con la luce (lavori al neon) e alla metà degli anni ’90 anche con foglia d’oro. Elementi di forma costruttiva si alternano a scritture poetiche e filosofiche. I numeri giocano un ruolo importante. Le varie vicende storiche e le caratteristiche dei diversi Paesi vengono espresse nei suoi lavori. Un altro aspetto è il lavoro ambientale. Finora 125 installazioni sono state realizzate nello spazio pubblico in Europa, Asia, Africa, paesi arabi e Stati Uniti. Più di 250 mostre in 26 paesi sono pubblicate in quasi 110 libri e cataloghi, in cui più di 40 sono monografie.

Claudia Desgranges (Francoforte, 1953). Vive tra Monaco e Colonia.
Ha al suo attivo 20 anni di mostre e di partecipazioni a fiere in tutta Europa. Nel 2014 le è stato assegnato il Premio Pollock-Krasner. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano. 2016 Galerie Floss & Schultz, Cologne (with Rainer Splitt). 2015 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2014 Rheinisches Landesmuseum Bonn. 2012 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2011 Galerie Ulrich Mueller,Cologne. 2010 Galerie M.Schneider, Bonn. 2009 Museum Burg Wissem, Troisdorf; McBride Fine Art, Antwerpen, Belgium, Projekt der Miwo, Bonn. 2006 Artothek, Köln. 2005 Kunst aus NRW, Ehemalige Reichsabtei Aachen-Kornelimünster, Museum am Ostwall, Dortmund; Heidelberger Kunstverein, Heidelberg.

Sonja Edle von Hoeßle (Wiesbaden, 1960). Vive e lavora a Eisingen, vicino a Würzburg e a Kranidi, in Grecia.
Ha studiato comunicazione visiva presso l’Università Tecnica di Mainz e Würzburg, dipartimento di design. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano (C); “Panta rhei – Welten im Fluss”, Kunststation Kleinsassen (with Herbert Mehler). 2016 “Panta Rhei”, Kulturzentrum TO FOUGARO, Nafplion, Greece (C), with Herbert Mehler. 2015 “One Artist Show“, ART Karlsruhe with Galerie Petra Kern, Heidelberg; “Show it again“, Neuer Kunstverein Aschaffenburg; “Parallelwelten“, Kunstverein Coburg. 2014 “Parallelwelten“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C),with Gallery Weekend Berlin. 2012 “Sparkling Elements“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C), with Gallery Weekend Berlin; “Elementarlandschaften“, Galerie Winter, Wiesbaden. 2011 “Sculptures et Peintures“, Atelier Archipel, Arles.

Herbert Mehler (Steinau, 1949). Vive e lavora tra Riedenheim, Germania e Kranidi, Grecia. Con un patrimonio monumentale ormai vasto e distribuito nei siti pubblici e museali della Germania, è ritenuto tra i più importanti scultori della generazione nata negli anni ’50. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano (C). 2016 Coloredition, Galerie Angela Lenz; city of Altshausen; UNIQ Gallery Istanbul. 2015 Kunst Architektur Kunst, Jörg Heitsch Galerie, München (with Yoshiyuki Miura); “Parallelwelten”, Kunstverein Coburg (with Sonja Edle von Hoeßle); “Naturwelten” Kunstverein Münsterland Coesfeld (mit Malgosia Jankowska); “Panta Rhei” To Fougaro Nafplion, Griechenland (mit Sonja Edle von Hoeßle). 2014 “Herbert Mehler”, Nuovo Gallery Daegu, Korea; “Parallelwelten” Galerie Tammen und Partner Berlin (with Sonja Edle von Hoeßle)(C). 2013 “Parallelnatur”, Jörg Heitsch, Bad Wiessee; Im Fluss – Galerie der Schmiede, Pasching/Linz, Austria. 2012 “Sculptures dans les jardins“, Chateau de Vullierens, Schweiz; DB – Museum Nürnberg. 2011 “Travellers in time”, Center for Visual Communication, Wynwood, Miami, Florida; “Parallel Nature”, Allison Menkes Fine Art + Lausberg Contemporary, Toronto; “Curved”, Armory Art Center, West Palm Beach, Florida.

Ivo Ringe (Bonn, 1951). Vive e lavora a Colonia. Ha iniziato i suoi studi presso la Kunstakademie di Düsseldorf con Joseph Beuys, nel 1972. Apparteneva al gruppo Minimal Art degli studenti di Beuys. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, Switzerland. 2016 “Wisse das Bild”, Galerie Floss und Schultz, Cologne, Germany; “Die Proportion der Dinge”, Galerie Nana Preussners, Hamburg, Germany; “Morphic Fields”, Hionas Gallery, New York, USA. 2015 Institut für Konkrete Kunst und Konkrete Poesie, Kunsthaus Rehau (IKKP), Germany. 2011 Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany; “Also sprach Zarathustra”, Kunstkontor Köln, Köln, Germany. 2010 “Così parlo Zarathustra”, Antico Castello sul Mare, Rapallo, Italy. 2009 “The Strange Territory of the Other”, Multi-Art International, Bonn, Germany; “Der Moment des Tuns”, Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany. 2007 “Marina Wolff”, Milan, Italy.

Cecilia Vissers (Beverwijk, 1964). Vive e lavora a Sint-Oedenrode, in Olanda. Ha studiato all’Academy for Art & Design di ‘s-Hertogenbosch. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, CH. 2016 “The Edge of the Sea”, Gray Contemporary Houston, USA; “A moment in time”, GalerieFloss&Schultz, Cologne, DE. 2015 inde/jacobs (with HadiTabatabai); Marfa, Texas, USA. 2014 “Faraway”, Peter Foolen Editions, Eindhoven, NL; “Soulmates” (with Cor van Dijk), KuuB, Utrecht, NL. 2013 “Time and Tide”, Summerhall, Edinburgh, UK; “Wind Swept”, Galerie Corona Unger, Bremen, DE. 2012 “Ultima Thule”, The Far North, Masters &Pelavin, New York, USA; “Match” (with Ditty Ketting), “Nouvelles Images”, The Hague, NL. 2010 “Formal”, Museum Waterland, Purmerend, NL; “En forme” (with E. Cruikshank), “ParisCONCRET”, Paris, FR. 2009 Gallery Nine, Amsterdam, NL. 2008 “Een Wolk van Staal”, De Verdieping, Veldhoven, NL; Priveekollektie Contemporary Art | Design, Heusden, NL. 2007 Galerie De Natris, Nijmegen, NL.

Maria Wallenställ-Schoenberg (Uppsala, 1959). Vive e lavora a Monaco, in Germania. Ha studiato all’Università di Uppsala. Dopo essersi trasferita in Germania, ha preso parte a corsi d’arte di Doz. Clemens Etz di Ulm e del Prof. Jerry Zeniuk alla Munich Artacademy di Monaco. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano. 2016 Galerie Filser&Gräf, Munich (Double with René Dantes); Galerie Ulf Larsson, Cologne (Double with Reiner Selinger). 2015 “In touch“, So eine ART Loft, Cologne (Double with Stephan Marienfeld) (C). 2013 “Färg III”, Galerie Wesner, Konstanz; “Färg II”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2012 “Färg”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2011 “Farbe konkret”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2010 “Aufgelöst konkret”, Halle 50 with Galerie Filser & Gräf, München; 2009 “Farbmalerei”, HVB Ulm, Ulm, with Galerie Filser&Gräf; “Farbmalerei”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2008 “Farbmalerei”, Orangerie, Englischer Garten, Munich. 2007 “Konkrete Farbmalerei“, Kunstforum soziale Skulptur e.V., Munich. 2004 Galerie Metz, Munich.

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Info: fabulafineart@gmail.com
Tel: +39 0532 098935

L’ occhio magico di Carlo Mollino

Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ha scelto per l’ avvio della stagione espositiva del 2018 una mostra insieme molto torinese e altrettanto internazionale, dedicata a Carlo Mollino.

“L’ occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”, a cura di Francesco Zanot, sarà a CAMERA (Torino), dal 18 gennaio al 13 maggio 2018. L’ esposizione attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’ archivio del Politecnico di Torino. Questa iniziativa fa seguito alla mostra “Carlo Mollino. In viaggio“, tenutasi presso CAMERA nella primavera del 2016, a testimonianza del rafforzamento della collaborazione tra Politecnico e CAMERA, anche grazie a un accordo di collaborazione siglato nell’ aprile di quest’ anno.

L’ attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

Città Domestica, dal cucchiaio alla città

L’associazione Seriatese Arti Visive A.S.A.V., in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Seriate, con il patrocinio dell’ Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Bergamo, in partnership con la rivista di arte e cultura Art App, presenta “Città Domestica, dal cucchiaio alla città“, una collezione di opere di Cesare Rota Nodari.

In mostra sessanta piccoli disegni che sono ipotesi di architetture singole che accorpate creano strutture più complesse come la città; un modello di architettura, un prototipo che si declina in quattro versioni da lui immaginate: la città moderna, turistica, seduta e d’autore.

Il suo è un lavoro di ricerca che spazia in svariate discipline, si affida alla pittura figurativa, trae ispirazione dai piccoli utensili quotidiani di uso comune, di quelli che si trovano in ogni casa.

Cesare Rota Nodari ha una personalità eclettica che lo rende incline a osservare il mondo da diverse prospettive con l’intento di estrapolare un racconto, un filo conduttore che sveli, o quanto meno rappresenti, la realtà che ci circonda. Una realtà fatta di mille sfaccettature, di colori e forme che si relazionano, di oggetti che sanno animarsi e divenire altro.
L’esposizione vuole essere l’occasione per arricchire ulteriormente la ricerca intrapresa dall’autore offrendo la possibilità a chiunque lo desiderasse di interagire attivamente con alcune delle opere esposte. L’allestimento e il catalogo della mostra sono curati dall’architetto Edoardo Milesi e dai suoi collaboratori.

Biografia
Cesare Rota Nodari, laureato in Architettura, si è dedicato per diversi anni all’insegnamento e alla libera professione che svolge tuttora. Ha realizzato in Italia e all’estero edifici per la residenza, per la sanità, per il culto, per l’istruzione; edifici industriali; biblioteche pubbliche; restauri conservativi di edifici storici monumentali. Ha progettato diverse opere di design per la produzione seriale di arredi e complementi per la casa. Ha esposto in diverse mostre, opere di architettura, design, pittura e ceramica. Ha ricoperto incarichi in organismi scientifici nazionali e internazionali nell’ambito della salvaguardia e dello studio del patrimonio storico-artistico. Sue opere hanno ottenuto premi in concorsi nazionali e internazionali e recensioni in riviste d’arte e di architettura. È autore di testi scolastici, di saggi monografici d’arte e di architettura, di libri per bambini. È accademico attivo dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.

VERNISSAGE
domenica 10 dicembre 2017 – ore 10.30
sala espositiva “Virgilio Carbonari”
piazza Alebardi 1, Seriate (BG)
INGRESSO LIBERO

INCONTRO | DIBATTITO
Edoardo Milesi incontra Cesare Rota Nodari
Il limite della figura
lunedì 11 dicembre 2017 – ore 21.00
biblioteca civica “Giacinto Gambirasio”
via Italia 58, Seriate (BG)

Qualsiasità

Sabato 9 dicembre inaugura a Pesaro in Pescheria, la mostra fotografica ‘Qualsiasità’ curata da Alessandro Dandini de Sylva.

Parte così il calendario 2017/18 delle attività della ‘nuova’ Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive; la scelta della fotografia – linguaggio universale e ‘democratico’ – conferma in pieno la mission della Fondazione, nata con l’idea ferma di parlare ad un pubblico ricco ed eterogeneo e di aprirsi alle eccellenze artistiche nazionali e internazionali attraverso il dialogo con soggetti diversi.

Il progetto espositivo è dedicato alla ricerca fotografica di Guido Guidi e ad una nuova generazione di artisti testimoni della sua particolare attitudine: nei primi anni ottanta del novecento, Guidi avvia un’esplorazione del paesaggio tra Emilia Romagna e Veneto in perfetta continuità con l’esperienza del cinema neorealista.

Il titolo scelto è infatti liberamente ispirato ad una citazione di Cesare Zavattini, voce del Neorealismo italiano. Il pubblico potrà ammirare più di novanta fotografie che raccontano la provincia italiana tra Cesena, Ravenna, Faenza, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda: quelle immagini sono il risultato delle indagini compiute sul territorio romagnolo dal 1984 al 2015 da Cesare Ballardini, Cesare Fabbri, Jonathan Frantini, Marcello Galvani, Guido Guidi, Francesco Neri, Luca Nostri.

Nel lavoro dei sette fotografi’ – spiega il curatore Alessandro Dandini de Sylva – ‘la ‘qualsiasità’ dello sguardo si traduce in fotografia del quotidiano, attenta agli aspetti minori del territorio e rivolta al paesaggio immediatamente vicino, vissuto come luogo primo dell’osservazione.’

Con uno stile documentario, le fotografie riescono a fornire una descrizione non retorica di luoghi considerati marginali dall’iconografia ufficiale. Ne emerge una geografia italiana ‘preziosa’ perché, anche a distanza di pochi anni, assume già un inestimabile valore storico a fronte delle rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio.

Promossa dalla Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, ‘Qualsiasità’ è una produzione della Fondazione Malaspina di Ascoli Piceno – piattaforma sperimentale per la ricerca sulla fotografia contemporanea fondata nel 2016 – che in questo momento sta restaurando la sua sede (un palazzo storico del Cinquecento) danneggiata dal terremoto dello scorso anno. La mostra torna in Italia dopo una prima tappa internazionale a Londra all’Istituto Italiano di Cultura, dove era stata selezionata nel programma ufficiale di Photo London. L’appuntamento di Pesaro offre un percorso espositivo ampliato che si arricchisce per l’occasione di fotografie inedite degli anni ’80 di Guido Guidi.

Pop Art: Perché Roma?

Se Andy Warhol era il re di New York, Mario Schifano lo era di Roma!

Questo l’incipit della mostra “Pop Art: Perché Roma?” al Museo Civico di Asolo (Tv) dal 17 dicembre 2017 al 2 aprile 2018, un excursus sulla Pop Art italiana una delle più emblematiche correnti artistiche della storia del Novecento, capitanata dal genio indiscusso di Mario Schifano con l’obiettivo di far dialogare le opere di arte moderna ospitate nella collezione permanente del Museo Civico con gli smalti grondanti e gli acrilici di un gruppo di ricercatori che venne poi conosciuto come la Scuola romana dell’avanguardia dei pittori “maledetti”.

La mostra, organizzata dalla Città di Asolo – Assessorato alla Cultura, dal Museo Civico e dall’agenzia MV Eventi di Lonigo (Vi) di Matteo Vanzan, e resa possibile grazie al prezioso supporto degli sponsor Cassa di Risparmio del Veneto, Settentrionale Trasporti, Piazzetta, Scarpa, Allianz Assicurazioni, Studio Bacchin e Associati, Tenuta Amadio, Progress Profiles e Abitare ad Asolo, sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Asolo con la presentazione di Francesco Boni e della curatrice d’arte Enrica Feltracco.

Il percorso espositivo continua attraverso le opere di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Renato Mambor Aldo Mondino, Mario Ceroli, Lucio del Pezzo, Cesare Tacchi, Umberto Bignardi, Concetto Pozzati e di tutti gli altri protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, offrendo una panoramica di una generazione di artisti che, al Caffè Rosati, discuteva influenzandosi a vicenda raccontando, nella loro purezza espressiva, il cambiamento di un’epoca dove televisione e radio erano il sottofondo tecnologico per la rivoluzione dello sguardo che tutti noi viviamo oggi. Grandi rivoluzionari? Forse sì, forse no, ma sicuramente dopo il loro passaggio, l’Arte non è più stata la stessa.

La mostra, che sarà accompagnata da un volume, avrà i seguenti orari: venerdì: 15.00 – 19.00; sabato, domenica: 9.30 – 19.00. Chiuso il 25 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.

Mario Schifano
Nato ad Homs (Libia) il 20 settembre 1934 e morto a Roma il 26 gennaio 1998, Mario Schifano è, come lo ricordò Goffredo Parise, “un uomo di trent’anni, di tipo sommariamente mediterraneo, se non arabo. In riposo il suo corpo, alto circa un metro e settanta, del peso di cinquantacinque chili, visto da angolazioni e distanze diverse, rivela anzitutto un languore felino, innocente ed attonito. Come un piccolo puma di cui non si sospetta la muscolatura e lo scatto”; ha esposto in tutto il mondo, partecipando a cinque Biennali di Venezia, di cui una con una sala personale curata da Achille Bonito Oliva; le sue opere sono esposte nei principali Musei nazionali ed internazionali. Considerato a buon titolo non solo uno tra i più grandi artisti del nostro dopoguerra, ma l’unico in grado di diventare personaggio autentico tra Dolce Vita e maledettismo di borgata, Mario Schifano ci ha fatto ben capire che fenomeni come lui non esistono più. Inutile andare a cercarli. Una pittura carica di significato e indissolubilmente legata alle proprie vicende personali (come la crisi esistenziale che lo colpì verso la fine degli anni settanta che superò attraverso il ritorno alla pittura più sfacciatamente materica dei Gigli d’acqua e dei Campi del Pane), nella quale il Monocromo rappresenta solo il punto di partenza per una nuova celebrazione dell’atto pittorico, ora fatto di percezione e realtà; l’opera di Schifano non si esaurisce nell’atto formale del dipingere, ma crea nuove regole d’azione e di pensiero filtrate dall’aggressione verso la tela-diario, monitor concettuale dell’intreccio tra arte e vita.

POP ART: PERCHE’ ROMA?

17 DICEMBRE 2017 – 2 aprile 2018

Asolo (TV), Museo Civico – via Regina Cornaro 74

Ingresso: intero 8 €; ridotto 6 €; ingresso famiglie 22 € (2 adulti e 2 minori)

Visite guidate su prenotazione

Info e prenotazioni: Mail. info@museoasolo.it / Tel. 0423952313

Formazione visiva

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018, “Formazione visiva”, la consueta collettiva di Natale con opere pittoriche, scultoree e fotografiche di quaranta autori contemporanei, da Arcangelo, Julia Bornefeld e Davide Bramante a Francesco Stefanini.

In esposizione, opere di Arcangelo, Silvia Argiolas, Julia Bornefeld, Davide Bramante, Marco Catellani, Marco Cingolani, Lucia Conforti, Giovanni Laurent Cossu, Giuseppe De Luca, Vincenzo De Simone, Josè Demetrio, Friedrich Einhoff, Omar Galliani, Salvatore Garau, Marco Gerra, Luca Giacobbe, Federica Giulianini, Marino Iotti, Ludmila Kazinkina, Fiona Kennedy Altoft, Paolo Minoli, Nicoletta Moncalieri, Fabio Nicotera, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Mario Schifano, Kai-Uwe Schulte-Bunert, Enzo Silvi, Sebastiano Simonini, Francesco Stefanini, Egger Ulrich, Riccardo Varini.

Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con le ricerche di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli e Oscar Piovosi, artisti e soci che animano gli spazi dell’ Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea con momenti di dialogo e riflessione.

«La mostra – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce dall’incontro tra la mia personale raccolta d’arte, maturata nei decenni, e le opere degli artisti presentati dal 1994 ad oggi in Galleria. Uno spazio che vive grazie al prezioso supporto dei soci e degli sponsor che ci permettono di proporre alla città mostre di artisti affermati, di eccellenze del territorio e di giovani talenti».

La collettiva, che sarà inaugurata sabato 9 dicembre 2017 alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 13 gennaio 2018, martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, www.csart.it/875, ginodifrenna875arte@yahoo.it).

“Formazione visiva” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che nel 2017 è diventata rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Il 16 e il 17 dicembre 2017 si terrà “In Contemporanea – Fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00. Domenica 17 dicembre, alle ore 11.00, “Dolci di Natale”, una colazione in galleria tra arte e convivialità.

Bangkok

Gagosian annuncia la mostra Bangkok di Andreas Gursky. Sarà esposta per la prima volta in Italia una selezione di fotografie dalla serie omonima del 2011 e la monumentale opera Ocean VI (2010). La mostra coincide con il decimo anniversario dell’apertura di Gagosian a Roma.

Gursky ha dimostrato che un fotografo può ideare e costruire, piuttosto che semplicemente “scattare” foto del mondo contemporaneo, e realizzarle con la stessa scala della pittura monumentale. Così come i pittori di storia del passato trovavano i loro soggetti nella vita quotidiana, anche Gursky trae ispirazione dalla sua esperienza visiva personale e dai fenomeni globali comunicati​ dai media.

Nella primavera del 2011 Gursky visita Bangkok e osserva il fiume Chao Phraya che scorre attraverso la città sfociando nel Golfo del Siam. Nelle fotografie di questa serie, l’artista immortala da vicino la superficie tremolante del fiume con le sue luminose increspature catturate in un’estesa struttura verticale a suggerire gli effetti cromatici dell’Impressionismo, o le intense composizioni dei modernisti americani del dopoguerra. Il fiume, nella sua costante trasformazione, mostra un mutevole e cangiante disegno; una simmetria come nelle immagini di Rorschach; o, come in Bangkok VI, una luminosa fascia turchese riflesso​ della rete di plastica di un ponteggio per costruzioni.

Come i corsi d’acqua urbani in tutto il mondo, tra i quali anche il Tevere a Roma, il Chao Phraya attraverso l’obiettivo di Gursky rivela le sue diverse nature: discarica per ogni tipo di rifiuto; crogiolo di squilibri naturali; riflesso della città moderna in uno stato di flusso costante.

Per la serie fotografica Oceans Gursky ha reperito foto satellitari in alta definizione, da cui ha generato la sua personale interpretazione di mare e terra, consultando mappe dei fondali per ottenere la giusta densità visuale. Dominata dall’Atlantico, con le isole caraibiche e parti della costa del nord e sud America visibili ai confini più estremi, Ocean VI sottolinea la vulnerabilità dei continenti della Terra, mentre i livelli degli oceani aumentano ad un ritmo crescente.

ANDREAS GURSKY
Bangkok

Inaugurazione: giovedì 14 dicembre, ore 18-20
14 dicembre 2017 – 3 marzo 2018

Gagosian
Via Francesco Crispi 16
00187 Roma
+39 06 42086498 – roma@gagosian.com

THESE JAPANESE

La galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio presentano la mostra di opere fotografiche di artisti giapponesi, Takuma Nakahira, Yutaka Takanashi, Daido Moriyama, Susumu Matsushima, Hitomi Watanabe, Kazuo Kitai, Eikoh Hosoe e Miyako Ishiuchi, provenenti dalla collezione di Angelo Ceglie, appassionato di fotografia.

Realizzate in Giappone tra gli anni Sessanta e Settanta, le fotografie in mostra sono la testimonianza di una stagione ricca di cambiamenti e il punto di partenza della maggior parte delle forme espressive attuali. Il rigore compositivo ed estetizzante di Eikoh Hosoe e l’approccio radicale di Takuma Nakahira, i racconti urbani di Yutaka Takanashi e le geniali ossessioni di Daido Moriyama, lo sguardo sensibile e sgranato di Miyako Ishiuchi e le cronache della protesta di Hitomi Watanabe e Kazuo Kitai, per finire con le pin-up sensuali e colorate di Susumu Matsushima; questo il racconto di un mondo in costante e tumultuoso mutamento, riportato da punti di vista diversi e dissonanti, destinati comunque a divenire imprescindibile “storia della fotografia”.

Completano il ritmo del progetto espositivo l’associazione di queste opere con alcuni pezzi dal design originale scelti da Stefano Straziota, direttore creativo della galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio, attraverso lo studio della forma e della decorazione.

THESE JAPANESE
Fotografi in un tempo turbolento.
Così lontani, così vicini.

Dal 5 dicembre fino al 12 gennaio 2018

OPENING
Martedì 5 dicembre
ore 20:00

con videoinstallazioni a cura di
Francesco Castellani, Cellule Creative Studio e Angelo Ceglie

Misia Arte Sas
Via Putignani 153
70122 – Bari
+39 080 5212826
+39 347 6050000 (mobile)

Cartographie. Mappe interiori

Dal 3 al 17 dicembre 2017 lo Studiolo del Circolo Artistico di Arezzo, in Corso Italia 108, ospita “Cartographie. Mappe interiori”, mostra personale di pittura di Laura Serafini.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30; sabato e domenica dalle 10 alle 19,30.
Domenica 3 dicembre, alle ore 17, il brindisi inaugurale alla presenza della pittrice.

LA MOSTRA:
Laura Serafini torna a esporre con una personale nella sua città e lo fa in uno dei periodi più belli dell’anno, quello prenatalizio. Lo Studiolo del Circolo Artistico, al piano terra di Palazzo Guazzesi, diventa il luogo ideale per presentare al pubblico la sua produzione recente.

La carta, con i segni del tempo, è da anni il supporto privilegiato delle opere dell’artista aretina, perché racconta una sua storia, simboleggia il progetto, lo studio, la riflessione.
Nell’arte della Serafini i cartamodelli, le mappe e le carte nautiche sono elevate a ruolo di trama/destino, come un dna reso visibile con linee, numeri e punti. Su di loro si sviluppa magicamente la figura umana disegnata, che è lieve, inconsistente e capace di interagire con la base.

«Le cartografie sono la rappresentazione simbolica di informazioni tecniche e scientifiche. Nel mio lavoro le utilizzo perché contengono dati esatti, descrivono luoghi, distanze, aspetto e struttura – spiega la pittrice. – Mi affascina la relazione tra la biologia dell’essere umano e queste carte complesse, che richiedono informazioni e competenze per essere decodificate. Nascono così racconti, quasi confidenze che parlano di identità, legami e ricerca di una piccola particella a cui appartenere».

Quelle di Laura Serafini sono mappe dell’anima, codici tracciati sulla pelle da un’autrice che, in ogni sua opera, ci svela la ricerca continua di un punto di equilibrio tra disegnare un corpo e rappresentarne le pulsioni.
«Siamo il risultato di una strana alchimia tra origine e cammino, luogo e tempo – chiosa l’artista. – In un tempo di rabbia e incertezza esprimo il malessere di crescere, l’indagine identitaria, lasciando i corpi al loro percorso, sottovoce, come un sussurro che calma lo spirito. La terra è la mia genesi: non devo far altro che seguire il segno e incedere in cerca di me stessa».

L’ARTISTA:
Laura Serafini è nata a Subbiano nel 1965 e vive e lavora ad Arezzo. Inizia a dipingere da autodidatta e in seguito approfondisce la conoscenza delle tecniche frequentando corsi di pittura, scultura, disegno da vivo e nudo dal vero.
Con uno stile figurativo in costante evoluzione, intraprende negli anni un percorso che la porta a indagare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni e a riflettere sulla costruzione dell’identità.
Dal 2005 espone con personali e collettive in Italia, Francia, Germania e Bulgaria. Negli anni ha partecipato a rassegne d’arte, concorsi, premi nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti.
Le opere di Laura Serafini sono in mostra permanente a La Torena Galleria d’Arte di Cortona (Ar), al Grantfield Design Studios and Gallery of Art di Anghiari (Ar) e alla Down to Art Gallery di Gent (Belgio).

www.lauras.it

Les murs. Rue de l’esperance

Muri e muri. Psicologici e fisici. Corpi in attesa, corpi che interrogano. Diciassette sono le opere tratte dall’ultimo progetto Rue de l’esperance – che vede la prima esposizione in Italia – e sei le opere tratte da Libre circulation – già esposte in Italia, la cui prima tappa è stato il Museo di Villa Croce a Genova – per raccontare LES MURS.

Così Sandra Solimano: […] le fotografie di “Libre circulation” appaiono in qualche modo come il frutto di un onirico reportage,[ …] l’uomo e la donna compaiono nella sequenza fotografica […] come pedine sulla scacchiera di un gioco crudele, eppure non indifferente alla categoria del bello nell’elegante partitura di luci e ombre, nella ricercata composizione a dittico, nelle posture stesse dei modelli, teatrali e scenografiche, nel loro riferirsi più che alla vita a una sorta di rappresentazione […].

Nelle fotografie di Rue de l’esperance (una novantina di opere) a creare la ‘scena’ contribuiscono: modelli e modelle ripresi i in studio, disegni degli anni novanta/duemila, tracce di graffiti, parole e frammenti di murales fotografati nelle strade di Parigi e oggetti costruiti in 3D, nell’intento di dare visibilità ai conflitti, alla disumanità, alla seduzione, alle relazioni di coppia, al tempo che passa, alle speranze.

Riccarda Montenero – Les murs. Rue de l’esperance
MUTABILIS
Torino – dal 28 novembre al 9 dicembre 2017
Via Dei Mille 25/c (10123)
+39 01119703172
info@mutabilislab.com
www.mutabilislab.com

Romantica

Bolli&Romiti chiude il 2017 con un’asta dal titolo ambivalente ROMANTICA che si svolgerà martedì 5 dicembre 2017 alle ore 15.00.

Una scelta selezione di oggetti che riguardano l’arte classica, per forme e stili, si associa ad arredi e dipinti che suscitano sentimenti legati al tema amoroso.

L’asta è divisa in due sezioni. La prima, dal lotto 1 al 214, riguarda un compendio di antichi arredi e oggetti fra i quali spiccano un tavolino con piano in marmi policromi e mosaico minuti (lotto 17), una veduta di Castel S.Angelo attribuita a Jakob Van Lint (lotto 27), l’importante canterano Albani (lotto 33), una grande pendola in porcellana policroma di Meissen (lotto 63), una coppia di scrivanie toscane del ‘700 (lotto 87), una coppia di nature morte di Giacomo Nani (lotto 102), un grande bronzo di Giovanni De Martino (lotto 105), una grande tela di Giovanni Battista Spinelli (lotto 112), una splendida allegoria di Giuseppe Bartolomeo Chiari (lotto 161) ed una incantevole veduta di Roma di Franz Kaisermann ad acquarello su carta (lotto 22).

La seconda sezione riguarda invece una collezione di antichi argenti e gioielli che comprendono quattro candelabri romani di Stefano Fedeli (lotto 233), una caffettiera romana di Francesco Ossani (lotto 234), una zuppiere inglese di Sebastian Harry Garrard (lotto 262), uno splendido rinfrescatoio inglese datato 1686, opera di George Garthorne (lotto 274), una coppia di vasi medicei in ametista e argento di Karl Fabergé (lotto 278), un anello con smeraldo e diamanti di Cartier (lotto 387), un’elegante spilla di Missaglia (lotto 364), un anello Bulgari con diamante ed un anello Tiffany con diamanti, zaffiri e perla South Sea (lotto 383) ed un altro con un grande diamante di ct. 4,82 colore M/N.

Bolli&Romiti inaugurerà il 2018 con un altro importante appuntamento il 20 febbraio.

Per consultare il catalogo online:
www.bolliromiti.it

Per maggiori informazioni, valutazioni e stime:
info@bolliromiti.it – tel./fax +39 063200252 – Cell. +39 336546047