Salone Internazionale del Restauto, dei Musei e delle Imprese Culturali

La XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, unico e imprescindibile appuntamento annuale internazionale nell’ambito dei beni culturali e ambientali con qualifica internazionale ISO2563, nasce sotto i migliori auspici e all’insegna di significanti novità.

La manifestazione fieristica, che si terrà a Ferrara dal 18 al 20 settembre, da quest’anno ha visto un importante cambio di gestione: l’evento, infatti, è promosso e organizzato da Ferrara Fiere Congressi srl, gruppo Bologna Fiere, uno tra i più importanti player fieristici europei.

La recente strategia volta al rinnovamento e portata avanti dalla nuova gestione, ribadisce ancora una volta il ruolo del Salone come prima manifestazione di settore in Italia, ulteriormente confermato dal rinnovato patrocinio del MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali.

Questa nuova edizione del Salone si svolgerà assieme a RemTech Expo, l’unico evento internazionale specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare. Numerosi sono i punti in comune tra le due manifestazioni, che non mancheranno di essere trattati e sviluppati ulteriormente in occasione di questa partnership: dalla sismica alla rigenerazione urbana, dai temi inerenti la tutela ambientale all’industria sostenibile.

L’ACCORDO CON IL MISE – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Nell’ottica di innovare, rafforzare e potenziare l’evento, il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali ha stipulato un importante accordo con il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Assorestauro e ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, che prevede lo sviluppo di un Progetto promozionale straordinario ad hoc, orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo del Restauro all’estero come prodotto dell’eccellenza italiana, incluso anche, in collaborazione con GBC Italia, il tema della Edilizia Sostenibile, intesa come la necessità di valorizzare a livello nazionale e internazionale un approccio integrato tra gli aspetti storico-testimoniali e gli aspetti energetico-ambientali nei processi del restauro. Il Progetto MADE IN ITALY RESTORING sarà articolato in differenti fasi progettuali in Italia e all’estero, individuando in Ferrara Fiere e nel Salone del Restauro un ruolo centrale come hub internazionale settoriale.

Pertanto l’edizione 2019 sarà rafforzata come evento espositivo rispetto al passato, proprio in termini di maggiore attrazione internazionale, perché diventi negli anni a seguire punto di riferimento a livello mondiale per gli addetti al settore, per gli ordini professionali di comparto e per tutto il pubblico interessato. In tale ottica nell’ambito del Salone Restauro 2019 sarà intensificata l’organizzazione di momenti di matching tra domanda e offerta per costruire un solido network, che veda protagonisti l’elevata specializzazione del settore italiano nell’ambito delle risorse culturali e del restauro e la crescente richiesta a livello internazionale di professionalità provenienti da questi reparti come nuove componenti dell’economia.

In tale sforzo d’internazionalizzazione, la nuova edizione, proporrà un forte rafforzamento dell’incoming di operatori e stakeholders stranieri (circa 50/60 provenienti da Paesi come USA, Cina, Russia, Germania, Turchia, India, Francia ed altri), che avranno la possibilità di conoscere e incontrare le aziende espositrici e le realtà italiane di settore. Durante le giornate della manifestazione sarà, inoltre, prevista una ricca programmazione di incontri B2B mirati tra i delegati stranieri le aziende italiane, nonché una scaletta di convegni, workshop, eventi speciali ad alto livello, visite in cantiere e momenti formativi.

Con lo scopo di creare un network fieristico economicamente importante, è previsto inoltre un accordo di collaborazione e la presenza al Salone di alcune delle manifestazioni internazionali di maggior rilievo. Tutto ciò al fine di promuovere anche l’outogoing degli operatori italiani, sempre in collaborazione e a supporto delle attività già avviate da Assorestauro nei Paesi individuati come strategici.

Per la registrazione online per avere l’accesso gratuito:
http://www.webland2000.com/restauro2019/

CONTATTI
tel. +39 340 5047250 / 0532 900713
fax. +39 0532 976997
info@salonedelrestauro.com
segreteria@ferrarafiere.it

Project Manager:
Omar Marcacci
omar.marcacci@salonedelrestauro.com

sito: http://www.salonedelrestauro.com/new/it/home/
facebook: https://www.facebook.com/salonedelrestauro
twitter: https://twitter.com/salonerestauro
instagram: https://www.instagram.com/salonedelrestauro/

Anche per la XXVI edizione il Salone prevede la presenza di prestigiosi partner e autorevoli realtà pubbliche e private.

Art and sharing

Domenica 23 giugno alle 20 nella “Bottega d’arte Lacast” in via Sammichele 87/89 a Casamassima si inaugura la II edizione dell’innovativo progetto culturale “Art and sharing”.

Il vernissage occupa uno spazio espositivo di circa 100 mq2, in cui è stata allestita una mostra collettiva di opere pittoriche di quindici artisti selezionati provenienti da tutto il territorio pugliese.

Durante l’evento si svolgerà una performance teatrale dedicata al cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, uno dei geni italiani di tutti i tempi. La rappresentazione sarà a cura dell’artista Elisa Cantatore, e sarà introdotta da Vito Capozzi, professore di arte applicata all’Università di Foggia. Seguirà uno spettacolo musicale in cui una giovane e talentuosa band locale, “Roun’White Lamp” si esibirà nell’area aperta della bottega incorniciata da aiuole decorative e funzionali, con le voci di Arianna Borracci, Angelica Milillo e Italo Pellecchia.

A completare la serata ci sarà anche una performance di live body painting a cura della giovane artista pluripremiata Angela Campanella e dei maestri della scuola di pittura Laura Castellano e Fabio Castellaneta.

Tra le opere più inconsuete, saranno esposte quelle dell’emerito della fotografia italiana Mario De Matteo e i lavori pittorici di Mattia Iacovelli, Mina Latorraca, Antonella Gallo, Anna Maria Positano, Rosellina Pugliese, Nica Verna, Massimo Schirinzi, Antonieta Damiano Rojas e Luisa Franco Maiellaro.

La serata sarà arricchita da altre sorprese originali che lasceranno ai visitatori per ricordo un “selfie con la Gioconda”.

La Bottega d’Arte Lacast, fondata nel 2013 dall’artista Laura Castellano, si trova in una location multifunzionale completamente rinnovata nel 2018 e si propone come galleria e scuola di pittura nonché come centro di interazioni artistiche con lo scopo di diffondere tutte quelle forme d’arte che esprimono creatività e ricerca della bellezza, espressività e talento, reclutando giovani leve dell’arte che si arricchiscono con le esperienze dei più affermati.

«Dopo il successo della I edizione – dichiara Laura Castellano, artista e fondatrice della “Bottega d’Arte Lacast” –, vogliamo riproporre un’iniziativa sfidante in un settore, come quello culturale, che in Puglia stenta ancora a diventare elemento predominante dello sviluppo locale. Mi riempie di orgoglio, a un solo anno dall’apertura della nuova sede della bottega, poter parlare utilizzando il plurale perché si è formato un gruppo di lavoro e un ambiente ricco di interazioni positive e propositive».

Ingresso gratuito domenica 23 giugno dalle ore 20 alle 23 per il vernissage della II edizione di “Art and Sharing” presso la sede di “Bottega d’arte Lacast.

Maggiori info sulla pagina ufficiale di Bottega d’arte Lacast su Facebook:

https://www.facebook.com/bottegadartelacast/

Ufficio stampa : Giusy Loglisci

Email: pressword4@gmail.com

Cell: +39.334.2588877

KeziatIntrospective

Il terzo ciclo espositivo Introspective di Keziat prosegue alla conquista di nuovi spazi culturali e interdisciplinari. Dopo Johannesburg (Sudafrica) presso il prestigioso The Centre for the Less Good Idea di William Kentridge e la personale a cura di Mary J. Sollway presso la galleria Via Umbria a Washington Dc (USA), una nuova personale vedrà l’artista al Kimonos Art Center di Paphos (Cipro) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Nicosia. In esposizione le ultime opere realizzate con la biro, strumento identificativo di Keziat.

Il segno lasciato dall’inchiostro, ossessivo e intricato, rievoca l’idea del pensiero che si forma nella nostra mente, del ricordo offuscato, del sogno che riaffiora in superficie svelando in maniera surreale la realtà contemporanea. In occasione del finissage (11 luglio 2019) Keziat si esibirà nella performance Music for your eyes con il violinista Luca Ciarla.

Subito dopo la personale a Cipro, l’artista tornerà in Italia, questa volta al Macro Museo di arte contemporanea, precisamente nella Sala Media con un progetto centrato sul disegno, la video arte e l’installazione: In_visible. Illusioni ottiche e percettive della realtà distorta in tutti gli aspetti del quotidiano. Un mondo fluido, irreale e perennemente in movimento quello di Keziat, che genera sensazioni, percezioni, ricordi, visioni possedute da un’energia primitiva. Il progetto è principalmente installativo e site specific in cui disegni su tela e video proiezioni su superfici in trasparenza dialogano tra loro e diventano veicoli attraverso cui le emozioni si muovono.

In_visible ovvero “nel visibile” non è che una narrazione senza sosta del nostro spazio intimo, dell’interiorità, disordinata, folle, nostalgica, stravolta e talvolta schiava delle strutture sociali e tecnologiche che ci rendono omologati. In_visible è quindi un invito a riappropriarsi di tutto ciò che non vediamo con gli occhi ma che bisogna sentire educando e allenando ogni giorno il nostro senso più profondo.

Durante i giorni di esposizione del progetto In_visible Keziat darà vita a un’opera in loco, interagendo con altri artisti e con il pubblico che diverrà parte integrante della performance.

KIMONOS ART CENTER | Paphos, Cipro

Keziat Introspective

opening 2 luglio 2019 ore 20:00

2 – 11 luglio 2019

finissage 11 luglio 2019 – Performance Music for your eyes

con Luca Ciarla

MACRO Museo Arte Contemporanea Roma

KeziatIn_Visible

opening16luglio 2019

16– 21 luglio 2019

Arte e impresa

Non è passato molto tempo da quando, nel 2010, un ministro italiano ha detto “con la cultura non si mangia”, ma la sensazione è che qualcosa sia invece cambiato. E a ragione, perché l’arte e la cultura pesano a livello economico: nel 2017 il valore del sistema culturale creativo italiano era pari a 92,2 miliardi di euro e, in percentuale, rappresentava il 6% della ricchezza prodotta in Italia*.

La cultura è qualcosa su cui investire perché garantisce un ritorno: gli Italiani hanno sempre più bisogno di un senso e di uno scopo e lo cercano in ogni aspetto della loro vita. E questo vale ancora di più per Millennial e Generazione Z per cui i codici culturali sono cambiati e vogliono che la loro esistenza abbia un senso; vogliono condividere e partecipare, preferendo chi si impegna a costruire un mondo migliore.

L’arte è un veicolo di ispirazione, in casa, nel tempo libero, ma anche al lavoro. Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi di smart working, con il suo punto di vista privilegiato, prova a spiegare perché.

Il valore dell’arte – È così che anche i brand e le aziende hanno iniziato a impegnarsi per essere portatori di un messaggio positivo, per raccontare storie di bellezza che siano d’ispirazione e per offrire esperienze che arricchiscano chi le vive.

Le imprese oggi devono essere creative se vogliono avere successo e, soprattutto se vogliono essere innovative. L’arte può infatti produrre risultati economici e può introdurre nuovi modelli di business e sociali. L’arte offre una finestra sull’estetica sociale, politica ed economica del mondo e questo la rende una buona fonte d’ispirazione per i dipendenti.

E allora perché relegare l’arte solo nei luoghi tradizionalmente deputati a ospitarla? Oggi aprono le porte a mostre, incontri e tavole rotonde anche luoghi insoliti, persino le aziende. Anche se misurare il ROI di un investimento artistico è più difficile rispetto a quello, per esempio, di sponsorizzazioni di grandi eventi sportivi, è dimostrato che la cultura può portare vantaggi sia all’impresa sia ai suoi dipendenti.

Qualche conferma arriva dalla scienza. Secondo uno studio, condotto da Business Committee for the Arts e International Association for Professional Art Advisors, l’arte sul posto di lavoro aiuta a diminuire lo stress, aumentare la creatività e incoraggiare l’espressione di opinioni.

Deutsche Bank è d’accordo tanto da aver creato negli anni la più grande collezione di “arte aziendale” al mondo, con circa 60mila opere d’arte distribuite in 900 uffici in 40 Paesi. C’è anche un’app che racconta ai dipendenti di più sulle opere che stanno guardando e un “Artothek”, una biblioteca contenente, al posto di libri e film, opere d’arte che possono essere prese in prestito dagli impiegati per arredare personalmente le pareti dei propri uffici. Infine, la banca ospita anche conferenze con artisti.

Creare sinergie – La cultura aziendale negli anni ha conquistato un ruolo fondamentale perché i valori che una qualsiasi attività (B2B o B2C, fornitrice di prodotti o di servizi) sceglie come propri e che decide di promuovere sono quelli in cui si rispecchiano i dipendenti equelli che percepiscono i clienti. Un chiaro sistema di valori abbinato a una forte proposta culturale per i dipendenti ha quindi un potere attrattivo, e si traduce nell’assunzione di personale più motivato e predisposto a creare sinergia e connessioni con i colleghi. In altre parole, la cultura aziendale ha un effetto diretto sulla creazione di una squadra positiva, motivata e responsabile.

Art JourneyLa cultura si sta sempre più trasformando in un reale investimento per le imprese, uno strumento capace di dare loro nuove rappresentazioni, nuove narrazioni; un asset strategico in grado di rafforzare brand che debbono pensare a mercati globali. Ma soprattutto esplorare l’arte, organizzare momenti culturali all’interno di un’azienda facilita un nuovo scambio tra due linguaggi diversi che si arricchiscono a vicenda e sono di stimolo per il raggiungimento degli obiettivi e la nascita di nuove idee. Arte per l’impresa e impresa per l’arte per vivere meglio un luogo di lavoro, generare innovazione e migliorare la qualità della vita.
Per questo Copernico ha ideato un progetto che faccia diventare l’arte parte della vita aziendale: Art Journey, dedicato ad esplorare le interconnessioni tra arte, business e lavoro, che nasce proprio da questi presupposti per dare vita a un orizzonte lavorativo più dinamico, più flessibile e più connesso.

CHI È COPERNICO
Copernico è smart working: una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi in grado di accelerare lo sviluppo di business e la crescita di freelance, professionisti, start-up e aziende grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking. Copernico gestisce attualmente 12 edifici pari a 62.000 mq. Oltre 6.000 professionisti quotidianamente utilizzano gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi.

website: www.coperni.co

* Fonte Unioncamere – Fondazione Symbola, Rapporto 2018

457 Stupinigi Experience

LE STELLE DEL MONDO FIAT 500 SI DANNO APPUNTAMENTO ALLA 457 STUPINIGI EXPERIENCE: PARTECIPA ALLA PARATA ANCHE UNA ABARTH 595 COMPETIZIONE.

Ruzza Torino rafforza la propria sinergia con Parco Valentino ed avvia una nuova collaborazione con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile per la parata di FIAT 500 più prestigiosa di tutti i tempi.

La 457 Stupinigi Experience – la kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 – si conferma l’appuntamento diamante dedicato alla mitica utilitaria italiana, con la presenza ufficiale delle Case automobilistiche, del Motor Show Parco Valentino e del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, che sarà presente con una vettura della propria collezione.

Tutto iniziò a Stupinigi il 18 Ottobre 1955, quando i vertici FIAT presentarono il futuro modello 400, poi re-ingegnerizzato come 450 ed infine messo in vendita nel 1957 con il nome di “Nuova 500”, facendo richiamo alla precedente Topolino, lei prima portatrice del nome 500: 400, 450 e 1957… i numeri nativi del mito 500, sintetizzatinel progetto 457. E tutto è ripartito nel 2017 quando, con la collaborazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Ruzza Torino ha riacceso la sede natia della FIAT 500, oggi sede di 457 Experience, gli appuntamenti di rappresentanza riservati ai grandi nomi della mitica utilitaria italiana, frequentati sin da subito in forma ufficiale dai costruttori.

Nel 2018 è poi stata avviata la collaborazione con Parco Valentino, con la prima 457 Stupinigi Parade Experience, che ha portato in parata da Stupinigi al centro di Torino le grandi rappresentanze della 500: per il 2019 si conferma la passerella dei grandi nomi in sinergia con il Motor Show ma il programma si arricchisce di altre firme, per una giornata all’insegna dell’eccellenza del mondo 500.

Se la sede natia di Stupinigi sarà la partenza della parata e Parco Valentino la tappa di transizione, il traguardo simbolico sarà in Piazza Bodoni dove sarà eccezionalmente esposta una vettura simbolo della collezione del MAUTO: la FIAT Nuova 500 del 1962, appartenuta al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che la guidava nel traffico di Roma.

500 DIABOLIKA

Stupinigi, Parco Valentino, Città di Torino, Museo dell’Automobile e traguardo alla 500 di Sandro Pertini: questo il tracciato iconico della 457 Experience, la cui congiunzione sarà affidata ad una ulteriore eccellenza del settore automotive. Sarà infatti la famiglia Stola a congiungere la sede natia della 500 con l’auto di Sandro Pertini, aprendo la 457 Parade Experience a bordo della FIAT 500 Diabolika by Studiotorino. Non è casuale l’affidamento della congiunzione agli Stola, grande firma torinese del settore auto che proprio in questo 2019 celebra i propri primi 100 anni di attività nel mondo delle quattro ruote: un secolo di attività partita sì da Torino ma poi giunta in tutto il mondo. La redazione di Autoappassionati.it racconterà in diretta la parata proprio dall’interno della 500 Diabolika della famiglia Stola.

Grande anniversario anche per Abarth, che celebra i suoi primi 70 anni e schiera ufficialmente una 595 affidandola a Ruzza Torino, per una festa dello Scorpione in chiave 457. Un party che viene arricchito dalla contemporanea presenza ufficiale di Romeo Ferraris, che delle Abarth 595 ne ha fatto la propria base di partenza per un progetto ulteriormente vitaminizzato: la Romeo Ferraris FatFive, anch’essa in parata il prossimo 22 Giugno. Autoservizi Stupinigi porterà alle origini la storia della Abarth 595, schierando l’esemplare su base tipo D al tempo affidato alle redazioni per i primi servizi giornalistici, mentre la grande passione per l’attuale corso dello Scorpione sarà condotto in passerella da Abarth Club Torino, che peraltro è una delle associazioni che hanno dato vita alla community ufficiale della Scorpionship: ACT – questa la sigla con cui è anche noto il club – porterà anche in parata una delle attuali tendenze di valorizzazione delle Abarth, con una 595 wrappata nell’originale livrea “metà-metà”, da un lato grigia e dall’altro nera.

Sportività e prestazioni elevante troveranno risalto anche nel nome di Giannini: al costruttore romano farà omaggio Gram Torino Engineering, portando in parata l’evoluzione finale della supercity car 350GP, nella definitiva configurazione 350GP4 a trazione integrale, che proprio a Parco Valentino verrà presentata.

La storia di FIAT 500 farà invece passerella grazie all’intervento delle associazioni culturali, ciascuna con un punto di vista diverso, caratteristico del proprio DNA di club.

Anche il CMAE, il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca più antico d’Italia, sarà presente con alcuni equipaggi di appassionati soci. La sua partecipazione si inserisce in un calendario fitto di attività, che vedono il Club sempre in prima linea nella promozione del motorismo storico a tutti i livelli. All’alba degli anni ’60 il CMAE fu pioniere dotandosi per primo in Italia tra i Club di auto d’epoca di un proprio statuto, estendendo inoltre l’interesse collezionistico alle due ruote (Determinante fu anche il suo appoggio alla nascita dell’ASI, nel 1966).

A ricordare come la storia di FIAT 500 ebbe inizio nel 1936 interverrà invece il Club Topolino FIAT Torino, che nel mondo delle “Topo” è inesauribile protagonista con quartier generale a Gassino Torinese: sempre su Topolino, in parata anche la Società Editrice Il Cammello, specializzata in pubblicazioni sul motorismo storico.

Alla generazione delle Topolino fece poi seguito quella del Cinquino, anche se il cappello generale era sempre quello di FIAT 500.

La generazione del Cinquino 1957-1977 andrà in passerella con lo sguardo del Club Scuderie Reali e porterà al debutto nuove collaborazioni per la 457 Stupinigi Experience. La kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 si gemellerà infatti agli altri grandi appuntamenti di Stupinigi ed il Club Scuderie Reali porterà in sfilata per l’occasione una 500 con la livrea di “Sposi In” ed una con al livrea di “Natale è Reale”, organizzati da AD Eventi & Comunicazione: la collaborazione fra i grandi eventi di Stupinigi sarà così affidata all’associazione che ha sede quanto più prossima a Stupinigi stessa, le Scuderie Reali. La redazione di Kaleidosweb, specializzata nelle attività motoristiche piemontesi con particolare attenzione ai rally ma che non dimentica gli eventi di spessore di tutta Italia, sarà a bordo di una delle ultime 500 della seconda generazione con porte a vento, dopo di ché arrivano nel 1965 quelle controvento a cui siamo tutt’oggi abituati.

La seconda generazione della 500 nacque sin da subito affiancata da una variante premium, l’Autobianchi Bianchina: la 457 Parade Experience ricorderà la cosa gemellandosi con il tour “La Bianchina Sabauda”, organizzato per l’occasione dal Bianchina Club.

La terza generazione perse il nome in cifre e ne acquisì uno in lettere, così negli anni ’90 arrivò la “Cinquecento”, che sarà in passerella con il gruppo Solo Cuore e Carburatore, il quale interverrà a portare ulteriori punti di vista sul mondo 500: la mitica utilitaria italiana, infatti, è da sempre al centro di eventi a scopo benefico, vero leitmotiv di Cuore e Carburatore. Che la 500 sia elemento di aggregazione in gruppi interverranno inoltre a ricordarlo dalla Toscana i ragazzi del 500-Puffolandia, che ha nella propria cifra distintiva il guardare all’auto in ottica “cartoon”.

In parata poi anche la quarta ed ultima generazione, quella attuale, campionessa di vendite: l’attuale gamma 500 andrà così al confronto con la sua stessa storia e la versione familiare 500L ritroverà nelle giardiniere le sue antesignane: la ricerca delle origini della versione 500X porterà invece alla mitica ed originalissima Ferves Ranger, per l’occasione schierata nientemeno che dal Sig. Lombardi, che della Ferves fu capo dei meccanici. Saranno inoltre presenti ulteriori varianti molto particolari del mondo 500.

La FIAT 500 Diabolika darà il via alla parata affiancando la FIAT 500 pre-serie simbolo del progetto 457, dalla corte d’onore di Stupinigi ora sede delle kermesse 457 Experience al termine di un doppio prestigioso saluto: dapprima la banda musicale Puccini intonerà l’italianità del nome 500, quindi a Stupinigi ci sarà il saluto a Mirella Rovatti, colei che nel 1957 fu testimonial del lancio del Cinquino, poi donatasi a madrina delle 457 Stupinigi Experience. La FIAT 500 Diabolika della famiglia Stola sarà inoltre contemporaneamente presente all’interno del Motor Show: presso lo stand della redazione di Autoappassionati.it saranno infatti disponibili delle cartoline postali in serie limitata a 100 pezzi dedicati proprio alla Diabolika, con presenza nello stand di Poste Italiane, con un annullo filatelico specifico per la giornata.

Un’altra leggendaria FIAT 500 sarà contemporaneamente sotto i riflettori Sabato 22, quando la Spiaggia carrozzata da Boano appositamente per Gianni Angelli inaugurerà la prima edizione di Parco Valentino Classic, concorso d’eleganza organizzato da Auto Classic: l’arrivo delle auto iscritte alla 457 Stupinigi Experience sarà pressoché concomitante e gli equipaggi faranno visita al concorso.

Nel mentre, per tutta la giornata di Sabato 22, Piazza Bodoni si trasformerà in Piazza 457 Experience, con diversi laboratori dedicati al mondo FIAT 500, fra cui spicca il ritorno dei meccanici in tuta bianca per le presentazioni tecniche live.

Accadde infatti che, nel 1957, il lancio della seconda generazione della 500 venne valorizzato dalla presenza di meccanici in tuta bianca, pronti ad assistere e spiegare tecnicamente le nuove vetture alla loro prima uscita pubblica. Il prossimo 22 Giugno assisteremo al ritorno delle tute bianche con l’intervento di CNOS-FAP che, tramite il protocollo TechPro2, è l’attuale squadra di formazione professionale tecnica FCA. Il ritorno al passato tecnico del Cinquino sarà doppio perché, oltre a tornare le tute bianche, tornerà anche un grande progetto di ieri, grazie all’intervento di LGR Prototipi, del docente di motorismo Ludovico Gonella: LGR riporterà infatti in vita un prototipo di FIAT 500 sviluppato ai tempi con motore motociclistico, che poi non ebbe seguito produttivo e non venne conservato. Quello che fu un veicolo sperimentale diventerà a tutti gli effetti un’auto unica circolante su strada e la sua creazione sarà portata a termine in 4 anni: a ogni evento 457 Stupinigi Experience il progetto evolverà di uno step, di cui il primo sarà esposto il prossimo 22 Giugno. Lo staff capitanato da Gonella non si limiterà però a riprodurre fedelmente quanto realizzato in passato ma rivisiterà il progetto in modo personale, amplificandone il valore sperimentale.

Piazza Bodoni sarà Piazza 457 anche grazie al contributo del Centro Infanzia Lilliput di Volpiano, che sarà lo staff di riferimento per la prima 457 Baby Experience, parata di FIAT 500 cavalcabili riservata ai bimbi che vogliono giocare a replicare la parata contemporaneamente in corso dei grandi. Su Piazza Bodoni verrà infatti allestito un piccolo percorso per simulare il tracciato Stupinigi-Torino e saranno gratuitamente disponibili le 500 cavalcabili per i bimbi che vorranno fare la baby parata: per tutti i più piccoli che simuleranno la sfilata ci sarà in omaggio la spilla della 457 Baby Experience (*). Anche per loro l’arrivo sarà fissato alla 500 di Sandro Pertini.

La seconda edizione della 457 Stupinigi Experience conferma il progetto stesso come piattaforma trasversale dedicata alle eccellenze del mondo 500, coinvolgendo le Case Automobilistiche, i club, i ricercatori, i collezionisti, i tecnici, i grandi nomi, gli specialisti, le redazioni, le concessionarie ed ora anche i più piccoli.

La stagione di eventi 457 Stupinigi Experienceèsostenuta da Pulp (Agenzia di marketing), SAT Società Assicuratrice Torinese, Marando Service (Specialista macchinari industriali settore plastico), Autoservizi Stupinigi (Carrozzeria e autolavaggio a Orbassano), Saturno Torino (Specialista di trasporti speciali) ed EnnePi (Produzione e restauro targhe per veicoli).

Ulteriori informazioni sul portale Ruzzatorino.com.

Natura invisibile

Il secondo evento nel calendario stagionale della Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni è affidato all’artista milanese Claudia Margadonna che, reduce dalla grande esposizione presso le Filanda di Soncino, propone in galleria una selezione di dipinti di grandi dimensioni per la mostra “Natura Invisibile“.

L’artista stessa ci parla del suo lavoro, raccontandoci quanto la natura sia una fonte determinante di ispirazione nella sua opera:

Il contatto con la natura genera in me un senso di appagamento e connessione col mondo. Dipingo in assenza di progettualità e le immagini che appaiono appartengono sempre al mondo naturale. Il mio modo di dipingere è erratico, procedo per divagazioni, seguendo il libero fluire della pennellata, come trasportata da una forza invisibile, alla scoperta di paesaggi naturali e immaginari. Mi muovo in uno stato di trasognamento, le figurazioni appaiono da sé, provenienti chissà da quale mondo interiore o arcano, semplicemente seguo questo flusso alla scoperta di nuovi elementi che mi si delineano dinanzi. Non rappresento in modo realistico la natura, ciò che mi interessa è evocare, cogliere e trasporre sulla tela le forze che muovono la natura stessa. L’opera è il frutto della connessione tra l’energia che permea l’esistenza e il mio modo dinamico di dipingere. Riversando la mia gestualità nell’opera, anch’essa, di riflesso, mi restituisce le sue vibrazioni di colori, forme e materia. Si stabilisce così una forte connessione tra natura, vita e opera. Essendo per me imprescindibile il rapporto con il mondo naturale, il mio invito, anche in questa personale, è quello di riappropriarci di uno stile di vita che sia più in sintonia con la natura e teso alla sua salvaguardia”.

Claudia Margadonna – Natura Invisibile
a cura di Gabriella Damiani
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale
Centro Storico
Ostuni
16 – 29 giugno 20190
opening domenica 16 giugno ore 11.00

GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it

Sergio Scabar

Sergio Scabar è nato a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove vive e lavora. Comincia ad interessarsi alla fotografia nel 1964.

Autoanalisi, Self – Analysis, 1978

Dal 1966 al 1974 partecipa saltuariamente a concorsi nazionali ed internazionali utilizzando la fotografia soprattutto con finalità di racconto e reportage. Successivamente, negli anni ’80, il suo lavoro prende una svolta sostanziale, la figura umana esce dai suoi lavori ed il suo interesse si concentra sulla natura, sublimando l’aspetto materiale e concettuale. Con il lavoro “Il Teatro delle cose” nel 1996, inizia una stampa alchemica ai sali d’argento “unico esemplare”.

Il metodo di lavoro artigianale emerge maggiormente rispetto alle opere precedenti. Nel 2003 riceve dal CRAF il premio “Friuli Venezia Giulia Fotografia”. Nel 2005 ha una personale dal titolo “Tempo Fermo” al Castello di Grumello (Bergamo) a cura di Philippe Daverio. Nel 2008 pubblica “Silenzio di Luce” per Punto Marte Editore e nel 2010 “Cidinors” edito da Associazione culturale Colonos. Nel 2015 partecipa alla collettiva “Obiecta” presso la Giacomo Guidi Gallery (Roma) e nel 2016 partecipa a “Silenzi” presso la Galleria Milano (Milano) curate da Angela Madesani.

Nel 2017 ha una personale alla Galerie L&c Tirelli a Vevey (Svizzera). È presente nella collezione d’arte contemporanea di San Vito al Tagliamento, “Punto Fermo” istituita in occasione della rassegna “Palinsesti” (2011), secondo un progetto di Angelo Bertani, Alessandro del Puppo e Denis Viva. Le sue opere sono anche nella collezione della Pinacoteca dei Musei Provinciali – Palazzo Attems Petzenstein, della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, del CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo (Pordenone) – nella collezione della Pilonova Galerija di Aidussina (Slovenia) e dell’Associazione cultural Colonos (Villacaccia di Lestizza, Udine).

Ha esposto per numerose gallerie private e per diverse istituzioni in Italia e all’estero.

SERGIO SCABAR – OSCURA CAMERA (1969-2018)

A cura di Guido Cecere e Alessandro Quinzi

MiCamera
Via Medardo Rosso, 19 Milano

con Angela Madesani
Autrice di uno dei testi in catalogo

Inaugurazione mostra:
giovedì 27 giugno ore 19:00
Ente Regionale per il Patrimonio Culturale
Musei provinciali di Gorizia
Palazzo Attems Petzenstein
Piazza E. de Amicis, 2 Gorizia

Pino Pinelli

Pino Pinelli nasce a Catania nel 1938, dove compie gli studi artistici. Nel 1963 si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora, affascinato e attratto dal dibattito artistico di quegli anni, animato da figure quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani.

Partecipa ai premi San Fedele e nel 1968 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Bergamini. Nei primi anni ’70 Pinelli avvia una fase di riflessione e di ricerca, in cui tenta di mettere a fuoco l’imprescindibile nesso fra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla superficie pittorica, alle vibrazioni della pittura. Nascono così i cicli delle “Topologie” e quelli dei “Monocromi”, la cui superficie comincia a essere mossa da sottile inquietudine, quasi che l’artista volesse restituire il respiro stesso della pittura. Queste esperienze lo fanno collocare nella tendenza che Filiberto Menna definì “pittura analitica”, anche se dal 1976 Pinelli riduce drasticamente la dimensione delle sue opere, che si vanno collocando nello spazio, accostate l’una all’altra, quasi che una deflagrazione avesse investito le sue grandi tele e avesse generato una disseminazione dei loro frammenti nello spazio: l’artista abbandona tela e telaio, attratto dal concetto stesso di pittura.

Tra le numerose mostre collettive, Pinelli ha esposto alla Biennale di Venezia (1986 / 1997), all Quadriennale di Roma (1986 / 2006), alla Galleria Civica di Modena, Galleria Civica di Torino, Musée d’Art Moderne di Parigi, Galleria Nazionale di Roma, Palazzo Forti a Verona, MART di Trento e Rovereto, Kunstverein di Hannover, Haus am Waldsee di Berlino, Kunstverein di Bregenz, Hochschule für Angewandte Kunst di Vienna, Kunstverein di Francoforte, e molti altri ancora.

In tempi recenti, nel 2016 ha tenuto una grande monografica al Multimedia Art Museum di Mosca e nel 2017, l’antologica al Marca di Catanzaro e sempre in quell’anno un’opera è entrata a far parte della collezione permanete del Centre George Pompidou.

Del 2018 è la grande antologica ospitata a Palazzo Reale di Milano, in contemporanea con le opere inedite alle Gallerie d’Italia di Milano.

 

PINO PINELLI. MONOCROMO (1973-1976). Il colore come destino e come profezia

Milano, Dep Art Gallery (via Comelico, 40)

20 giugno – 21 settembre 2019

Evita Andùjar

Scrive Carmelo Cipriani a proposito dell’artista spagnola Evita Andùjar : “Nel corso dell’ultimo secolo in molti, a più riprese e con varie motivazioni, hanno annunciato la morte della pittura. Sospesa tra protagonismo e sopravvivenza, essa resiste (ed esiste) nelle opere di quanti hanno saputo rinnovarla, compendiando idea e tecnica, mimesi e astrazione. Evita Andujar è tra questi.

Educatasi in Spagna dove ha posto le basi per una tecnica impeccabile, si è poi perfezionata in Italia, meta sognata e agognata. Qui lo studio delle esperienze informali e trasfigurative l’hanno indotta ad abbandonare la pura mimesi per intraprendere una rappresentazione discostante e pensosa. Un cambiamento che non equivale a rinuncia dell’immagine ma al suo completamento in termini di concetto, salvaguardando per intero il patrimonio tecnico faticosamente acquisito.

Partendo dalle ricerche di Bacon – riferimento mai celato né negato – Evita ha trasfigurato la figura entro ragionati accordi cromatici, infondendovi l’inquietudine e il dramma della contemporaneità. In ogni sua opera inscena una parodia della società dell’immagine negando proprio quell’identità a cui le opere invece fanno riferimento. L’era dei selfie, dei social media e dell’iperesposizione, per paradosso,p si rivela nel lavoro dell’artista l’era dell’annullamento, della smaterializzazione, della confusione d’identità.

In relazione alla sua ricerca Roberto Gramiccia ha prospettato suggestioni futuriste per via della dinamicità che le sue figure assumono nel loro conformarsi nello spazio. L’artista, infatti, focalizzandosi su processi e identità mutevoli, allude alla transitorietà del tutto ricordandoci come la realtà che ci circonda non sia statica ma in continuo movimento. Una rinnovata forma di interazione spaziale tra oggetti, ambiente e figure, ottenuta non per compenetrazione di piani ma per scivolamento del colore. Ampie pennellate, dense e corpose, simili a macchie, strutturano le sue composizioni contraddicendo volutamente la tridimensionalità e alludendo alla flatness teorizzata da Clement Greenberg, vera essenza della pittura.
Pittrice della realtà, sceglie i suoi modelli dall’umanità che la circonda, esaltandoli attraverso sapienti impasti di luce e colore. Mai seriale né generica nelle composizioni, fissa contesti e ambienti di vita autentica, catturando istanti e atteggiamenti spontanei attraverso cui inscena una commedia umana, tenera, operosa e riservata. Dietro le pennellate apparentemente indefinite e liquide, volti e figure umane, raccontano, al di là dell’immediata bellezza, i drammi individuali, verso i quali ci sentiamo solidali e partecipi.

Tanto nei ritratti quanto nell’inquadramento ambientale dei soggetti, l’artista rimette al mondo il disequilibrio dell’inquietudine, inscenando figure solitarie, talvolta suadenti, altre nostalgiche. Rinunciando all’intento puramente narrativo, Evita conferisce poeticità e visionarietà alle scene rappresentate, dando vita ad una pittura ampia, che parla ormai più per energia e contrasti cromatici che per descrizione formale. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un mondo affascinante eppure problematico, lo stesso a cui ciascuno di noi appartiene, nel quale, come in una tela di ragno, più si tenta di fuggire e più si invischiati.”

Evita Andùjar – Camera Picta
Galatina (LE) – dal 15 giugno al 15 luglio 2019
MUSEO CIVICO PIETRO CAVOTI – PALAZZO DELLA CULTURA
Piazza Dante Alighieri 51 (73013)
info@museocavoti.it
www.comune.galatina.le.it/museocavoti/

Premio AccadeMibac

Sono aperte le selezioni per partecipare al Premio AccadeMibac, una nuova iniziativa per valorizzare gli artisti italiani under 28 che studiano o si sono diplomati in una Accademia di Belle Arti. Il Premio è promosso e prodotto dal Mibac-Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee , organizzato e realizzato dalla Fondazione La Quadriennale di Roma.

Il Premio AccadeMibac è una iniziativa promossa e prodotta dalla Direzione Generale Arte e Architetture contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DG AAP Mibac) con l’intento di promuovere i giovani artisti italiani e di valorizzare le Accademie di Belle Arti quali istituzioni di alta formazione artistica.
In particolare, il Premio si propone di offrire esperienze di crescita professionale agli artisti italiani under 28 che studiano o che si sono diplomati in un’Accademia di Belle Arti.

Il concorso offre tre opportunità:

– l’invito a una importante Mostra di arti visive che si terrà in occasione della Quadriennale d’Arte 2020
– un sostegno di diecimila euro alla produzione di un’opera per la Mostra
– una residenza artistica all’estero, da tre a sei mesi, in una organizzazione di elevato profilo in Europa

Le candidature degli artisti devono provenire dalle Accademie di Belle Arti, sia statali sia private legalmente riconosciute.

Il termine per le Accademie di invio delle candidature tramite mail è il 29 luglio 2019.

Il Premio AccadeMibac in sintesi:

Ciascuna Accademia può candidare, tra i propri iscritti e/o diplomati, fino a tre artisti under 28. Una Commissione di esperti valuterà le candidature sulla base del curriculum, del portfolio, di una lettera motivazionale e selezionerà, tra queste, dieci artisti da invitare a una Mostra che si terrà in occasione della Quadriennale d’arte 2020 (Palazzo delle Esposizioni, 1 ottobre 2020-11 gennaio 2021). I dieci artisti selezionati riceveranno un contributo di diecimila euro alla produzione di un’opera per la Mostra. Gli autori dei tre lavori più significativi, a giudizio di una Giuria, avranno l’opportunità di partecipare a una residenza artistica all’estero, presso una organizzazione di elevato profilo in Europa.

Tutte le informazioni e i moduli per partecipare sono disponibili sul sito www.quadriennalediroma.org .

Per ulteriori informazioni e richieste di chiarimento: francesca.vella.st@quadriennalediroma.org

Patrizia Riccioli – Noi

Scrive Salvatore Vendittelli a proposito di Patrizia Riccioli e della sua mostra al Museo Nuova Era di Bari: “La pittura della Riccioli rivela l’essenza del “NOI”, il vivere insieme sotto lo stesso tetto, la casa, l’abitazione del vivere civile, ma lontani, conosciuti e insieme sconosciuti, con un linguaggio volutamente deformante, ma attento al suo comporsi e al suo equilibrio, spesso necessitato dalla sua poetica, il vivere civile, che ne è la sua guida.

Le sue opere negano il senso dell’atmosfera e la persistenza dello spazio prospettico. E’ “una pittura bidimensionale che si affida ai valori della linea e del piano, ma soprattutto ai valori dei moti dell’animo”.

La semplificazione dell’immagine, l’espressione delle passioni profonde, ma elementari, che si manifestano entro la ritmica robusta dei contorni, attraverso un segno netto e preciso, preclude, con un grafismo che si fa stile, ad un’architettura civile, che non si esaurisce nel singolo quadro, ma nell’insieme della sua produzione, esprimendo con essa una coerenza morale.

Ciò che determina il valore estetico di questa pittura, è la necessità formativa che trova la sua conclusione esterna nel suo stesso formarsi. Essa esprime se’ stessa. Essa esprime un puro atto mentale, una diversa attitudine nei confronti della realtà.

Va’ tenuto presente che il valore dell’opera della Riccioli non si esaurisce nel singolo quadro, ma nell’insieme della sua produzione. Per altro, questi dipinti sembrano proseguire un solo discorso, indicando, accanto alla componente estetica, anche una coerenza morale, stilisticamente legata alle esperienze dell’avanguardia. Ecco, per la Riccioli l’equilibrio nella sua pittura è essenziale come nella vita. Basta rileggere l’entrata e l’uscita dal quadro in alcuni dei suoi lavori, per capire come la libertà pittorica va’ sempre dove il significato vuole. Così la Riccioli, da’, dell’opera sua, un significato originale, che è la libertà e l’invenzione, che sono sempre nuove in tutto il suo lavoro.”

 

Patrizia Riccioli – Noi
MUSEO NUOVA ERA
Bari – dal 14 giugno al 15 luglio 2019
Strada Dei Gesuiti 13 (70122)

Mai per StartART

Il Parco di Grottole Art in Nature, voluto dalla Fondazione Maria Rossi con la consulenza della Fondazione Pino Pascali, continua il suo percorso, unico dell’Italia Meridionale di parco dedicato all’arte contemporanea immerso in un contesto naturalistico-storico-ambientale di raro pregio quale è la Madonna di Grottole.

In attesa del bando di residenza d’artista, che sarà pubblicato nel mese di settembre, la Fondazione Maria Rossi, con il suo presidente, l’Avv. Giacomo Olivieri, ha fortemente voluto l’apertura, all’interno del Parco, di uno spazio dedicato agli artisti emergenti.

StartART è lo spazio giovani che accompagnerà con il suo percorso quello delle opere lasciate dagli artisti in residenza (ad oggi le opere di Dario Agrimi e di Giacomo Zaganelli).

Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio dell’Accademia Pugliese delle Scienze e dell’Associazione per l’Italia nel Mondo, è curato dal comitato scientifico del Parco, composto da Marisa Milella (direttore artistico), Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara che selezioneranno, nel tempo, le opere e gli autori da esporre.

StartART, nasce con l’intenzione di offrire la possibilità ai giovani artisti, italiani e non, di esporsi, mettersi alla prova e farsi conoscere. StartART vuole essere, anche, incubatore e vivaio di artisti emergenti, selezionando e promuovendo artisti di talento, giovani artisti che fanno del loro mezzo espressivo uno strumento d’indagine della relazione tra Arte, essere umano, storia e natura.

Da tempo impegnato in una ricerca sociale e antropologica sulle manifestazioni della cultura popolare, Francesco Strabone (Brindisi, 1990), il primo artista selezionato, con la grande installazione Mai (Barca in resina, argilla, gesso; 2018-19) depone su una vecchia imbarcazione un cumulo di ossa, dalle forme irregolari, del tutto irriconoscibili nella loro tormentata anatomia. Si tratta di ossa scolpite, in gesso ed argilla, fatte dunque di materiali naturali e minerali, anch’esse figlie della terra che le genera e le ospita.

Ancora una volta, l’allusione ai tragici eventi migratori al centro della narrazione politica attuale, trova espressione in una forma contenuta, quasi votiva, e l’ambiente che ospita il relitto diventa luogo di deriva e smarrimento che accoglie le poche spoglie di uomini e donne venuti dal mare. La scultura trasforma la materia in fatto sociale, umano, sensibile, mentre lo spazio si trasforma in un altare della memoria collettiva dove trova posto questo scarno monumento ad ignoti caduti del Mediterraneo.

L’opera Mai di Francesco STRABONE

Inaugura il progetto

StartART (Spazio giovani)

Parco di Grottole. Art in Nature (Polignano a Mare)

Sabato, 15 giugno ore 18,00

 

NOTA BIOGRAFICA di Francesco STRABONE

Mostre recenti: “Untitled”, Kunstschau, Lecce, 2018; “Progetto Incipit”, MUST, Lecce, 2018; “Francesco Strabone”, Lo.FT Gallery, Lecce e Art and Ars Gallery, Galatina, 2018; “Contempo”, Monastero di San Benedetto, Conversano, 2018; “Acqua Ossigenata”, Studio Filannino, Barletta, 2017; Collettiva, “Art Studio 42”, Lecce, 2015.

Sergey Filatov

Sergey Filatov è un artista nel campo dell’arte visiva e del suono, un musicista, autore e sviluppatore di strumenti musicali e sculture sonore.

Nato nel 1977, ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la Kuban State University e una in Ingegneria Meccanica presso l’Istituto di Ingegneria Navale Lenin di San Pietroburgo.

Dal 2003 è membro dell’Unione degli artisti russi e dell’Associazione internazionale delle belle arti – AIAP UNESCO. Fa parte della comunità russa della sound art.

È membro del progetto internazionale di sound art nell’ambito del programma principale della 58a Biennale di Venezia 2019 (padiglione centrale dell’Arsenale) Come musicista si esibisce regolarmente in festival internazionali di musica sperimentale con programmi solisti e in collaborazione con altri musicisti. Ha registrato anche album musicali pubblicati per diverse etichette. Le sue opere fanno parte di collezioni private e museali in Russia, Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, India, Stati Uniti, Canada, ecc.

SonoContour di Sergey Filatov
Cura scientifica di Giorgio Agnisola

Dall’8 al 23 giugno 2019
Tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina