Titina Maselli

maselli_titElegante e cosmopolita, Titina Maselli (Roma, 1924 – 2005) è tra le pittrici italiane più originali del Novecento. A lei la Fondazione Querini Stampalia dedica l‘antologica: Titina Maselli, a cura di Chiara Bertola, con il supporto della Galleria Massimo Minini di Brescia, dal 03 Dicembre 2016 al 05 Marzo 2017

La sua è un’arte controcorrente. Rifiuta scelte di comodo, non asseconda la moda del momento e i dettami del mercato: non ha una galleria di riferimento. Esprime una personalità fuori dal comune, tanto che il ‘personaggio Titina’ oscura la sua raffinata produzione, rimasta sconosciuta per molto tempo al grande pubblico e quasi ignorata dalla critica.

Spirito libero, Titina è un‘artista non incasellabile. A chi le chiedeva che cosa fosse l’arte, rispondeva: «L’unica giustificazione».

La mostra ne ricostruisce la poetica attraverso una trentina di opere, che ripercorrono temi e modi del suo personalissimo linguaggio. Così Titina: «Un quadro non è un libro, un quadro appare in un istante, si vede in un attimo…Vorrei che i miei quadri fossero chiari come quelle scene che Chaplin ripete decine di volte, per accertarsi di essere capito… Cerco sempre di rendere le cose nel modo più chiaro e più iperbolico possibile… di cogliere la realtà, tanta realtà in una cosa sola. In un solo momento».

Titina Maselli
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Venezia – dal 2 dicembre 2016 al 5 marzo 2017
Campo Santa Maria Formosa 5252 (30122)
+39 0412711411 , +39 0412711445 (fax)
fondazione@querinistampalia.org

www.querinistampalia.it

Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione

Palazzo Madama presenta dal 2 dicembre 2016 al 6 marzo 2017 ‘Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione‘, una mostra che celebra, il grande collezionista e mecenate piemontese che, dopo una brillante carriera diplomatica, fu dal 1879 al 1890 direttore del Museo Civico di Torino.

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Curata da Cristina Maritano, conservatore per le arti decorative di Palazzo Madama, la mostra si concentra sulla grande passione collezionistica di Vittorio Emanuele Taparelli d’Azeglio, le cui preziose raccolte di ceramiche e di vetri dorati, graffiti e dipinti, conservate a Palazzo Madama, costituiscono oggi una collezione unica al mondo, per qualità e numero di pezzi.

La mostra si dipana su tutti i piani del museo attraverso un percorso ‘distribuito’ segnalato al pubblico da un’apposita grafica. Al piano nobile, Gabinetto Cinese, Piccola Guardaroba e Camera Nuova ospitano un approfondimento sulla vita di Emanuele d’Azeglio e dei suoi interessi collezionistici.

Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione
dal 2 dicembre 2016 al 6 marzo 201
Palazzo Madama
Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello
10122 Torino

Arte in … Roma

rossocinabro_arte_in_romaNel periodo natalizio, Artexpertise promuove una nuova edizione di “ Arte in…” , rassegna d’arte che viene sempre proposta in luoghi di particolare rilievo storico, architettonico, culturale e artistico. Presentando alcune delle tendenze artistiche più avanguardiste in contesti storici, come in questo caso la città di Roma, generando suggestivi giochi di contrasto.

Artisti partecipanti: Matteo Arzenton, Ornella Balbo, Lynn England, Lubov Fridman, Stefania Gallina, Alice Gasco, Omar Ahmed Haj, Emanuela Lanza, Agostina Lisi, Barbara Mapelli, Fara Mas, Andrea Mottura, Paola Paleari, Devis Ponzellini, Carmen Cecilia Rusu, Maria Teresa Sabatiello, Leyla Salm, Leonardo Terenzi, Derya Yilmaz.

a cura di Artexpertise

Arte in … Roma
5 – 12 dicembre 2016
opening lunedì 5 dicembre ore 11:00
visitabile dalle ore 11:00 alle 19:00

incontro con gli artisti sabato 10 dicembre ore 17:30

Rosso Cinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
info 06 60658125 – 342 0739665
rossocinabro.com
artexpertisefirenze.com

Un’installazione interattiva illumina l’inverno al LAC di Lugano

Da Montreal, passando per Londra, dal 3 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 arriva al LAC di Lugano “Impulse”: un’installazione interattiva formata da quindici altalene luminose e sonore di grandi dimensioni che trasformano la Piazza Bernardino Luini in un grande spazio ludico. Tutto il pubblico è invitato a immergersi in un gioco di luci e suoni attraverso un’esperienza creativa e divertente.

impulseImpulse”, presentata e premiata in occasione della sesta edizione del Festival “Luminothérapie” (2015) organizzato dal Partenariat Quartier des Spectacles di Montreal, è un’opera di grande impatto scenico che invita pubblico, passanti e famiglie a vivere un’esperienza originale e creativa, a giocare, a trascorrere le giornate invernali all’aria aperta rituffandosi nelle sensazioni della propria infanzia.

Le altalene, di dimensioni variabili tra i cinque e i sette metri, possono accogliere più persone. Una volta in movimento, la loro luce varia d’intensità secondo l’inclinazione ed emettono una sequenza di suoni armoniosi composti per il progetto dall’artista canadese Mitchell Akiyama. Giocando con le differenti tonalità di luce e suono, il pubblico diventa così protagonista dell’installazione stessa nel cuore della piazza del LAC da inizio dicembre e per tutto il periodo delle festività.

Programma:

ore 16.00
Incontro con la stampa – Convento della Chiesa degli Angioli
Presenteranno la nuova installazione:
Michel Gagnon, direttore generale del LAC
Pierre Fortin, direttore generale del Partenariat du Quartier des Spectacles, Montreal

ore 17.00
“Impulse” si illumina – Piazza Bernardino Luini
Il pubblico e le famiglie potranno immergersi in un gioco di luci e suoni.

Rilevamenti # 1

Dopo il significativo evento dedicato all’opera di Nicola Carrino, uno dei protagonisti di spicco dello storico Gruppo Uno di Roma, venerdì 9 dicembre 2016, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 20,00, è in programma presso il CAMUSAC l’apertura della mostra “Rilevamenti # 1”, ideata e progettata da Bruno Corà in collaborazione con Daniela Bigi, Tommaso Evangelista, Aldo Iori, Federico Sardella e Marco Tonelli che hanno individuato, ognuno con proprie indicazioni critiche, i primi cinque nuclei di artisti invitati in questa rassegna.

rilevamenti_L’evento “Rilevamenti # 1” si configura pertanto come il primo di una vasta ricognizione critica a respiro italiano, rivolto a segnalare artisti emergenti o di cui si vanno definendo le cifre linguistiche distintive che li impongono sulla scena artistica nella seconda decade di questo inizio di millennio.

L’iniziativa ha parimenti la volontà di sottolineare le personalità critiche che negli ultimi anni si sono rivelate e impegnate con maggiore determinazione mediante una produzione curatoriale, saggistica e di ricerca che ha indotto la direzione del Museo a considerarne gli esiti con motivato interesse.

Gli artisti invitati a “Rilevamenti # 1” sono: Gianfranco Maranto, Campostabile, Genuardi/Ruta, Davide Mineo (a cura di Daniela Bigi), Riccardo Ajossa, Alessio Ancillai, Michele Giangrande, Roberto Pugliese (a cura di Tommaso Evangelista), Luca Pozzi, Michele Guido, Giovanni Termini, Michele Ciribifera (a cura di Aldo Iori), Claudio Citterio, Yari Miele, Maria Elisabetta Novello, Antonella Zazzera (a cura di Federico Sardella), Jacopo Cardillo, Nebojsa Bogdanovic, Chiara Sorgato, Marco Ulivieri (a cura di Marco Tonelli).

La mostra annovera 2 opere per ogni artista, per un totale di 40 lavori. Ogni curatore ha provveduto alla scelta delle opere insieme alla stesura di un breve profilo critico che insieme a una sintetica bio-bibliografia comparirà nel catalogo previsto per l’evento, comprensivo di testi critici introduttivi e immagini delle opere per i tipi della casa editrice Magonza di Arezzo.

Nel corso dell’apertura della mostra saranno previste conferenze e tavole rotonde che forniranno spunti di osservazione e riflessione sul nuovo panorama artistico di cui “Rilevamenti # 1” intende essere espressione.

Per ulteriori informazione sulla mostra o sulla logistica inerente l’iniziativa rivolgersi al n. +39 335 52 59 956 – o per mail all’indirizzo info@camusac.com

Artemisia Gentileschi e il suo tempo

Arriva nella Capitale una grande mostra dedicata a una delle artiste più appassionanti e amate dal grande pubblico, Artemisia Gentileschi: dal 30 novembre 2016 al 7 maggio 2017 presso Museo di Roma a Palazzo Braschi, magnifico edificio del XIX secolo, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II.

artemisia_gentileschi_e_il_suo_tempo_largeL’esposizione, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, nasce da un’idea di Nicola Spinosa, avvalendosi di un prestigioso comitato scientifico ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana.

L’artista, nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653, protagonista di noti episodi drammatici e scandalosi, ha vissuto e lavorato principalmente in tre città: Firenze (dal 1613 al 1620), Roma (dal 1620 al 1626) e Napoli (dal 1626 al 1630). La mostra è un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini.

Frutto di un lunghissimo lavoro preparatorio, la mostra vanta prestiti da tutti i principali musei del mondo – dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo di Capodimonte, dal Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e dal Národní galerie v Praze di Praga -, ed opere straordinarie quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne (Museo di Capodimonte), Ester e Assuero (Metropolitan Museum di New York), Autoritratto come suonatrice di liuto (Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut) e moltissime altre.

Accanto alle opere di Artemisia, anche quelle dei grandi protagonisti del ‘600 come Cristofano Allori, Simon Vouet, Giovanni Baglione, Antiveduto Grammatica e Giuseppe Ribera.

 

Les Américains a Milano

Dal 30 novembre al 19 febbraio, la galleria Forma Meravigli, in collaborazione con Contrasto, espone per la prima volta a Milano la serie completa del progetto fotografico di Robert FrankLes Américains‘, probabilmente il più importante del ventesimo secolo.

Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956
Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956

Robert Frank aveva 34 anni quando in Francia fu pubblicata la prima edizione di “Les Américains“. L’anno seguente uscì negli Stati Uniti con il titolo “The Americans“, un libro con 83 immagini in bianco e nero, scattate durante un viaggio negli Stati Uniti nel 1955, che di lì a poco avrebbe cambiato la grammatica e la storia della fotografia, sfidato la grandezza dei lavori dei suoi predecessori e mentori Walker Evans e Henri Cartier Bresson, mostrato la drammatica solitudine delle persone e svelato, in maniera cruda e spietata, il profondo abisso tra la grigia realtà quotidiana statunitense e lo splendore dell’ American Dream.

Ebbe a scrivere Jack Kerouac : “Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa. È questo che ha catturato Robert Frank nelle formidabili foto scattate durante il lungo viaggio attraverso qualcosa come quarantotto stati su una vecchia macchina di seconda mano”.

L’artista Cesare Cassone per Norcia.

Summer 2016 n.1
Summer 2016 n.1

Le Associazioni Culturali E20 Gaia e l’Agenzia Rothko, con il patrocinio del Comune di Perugia hanno organizzato un’asta di beneficenza a favore della popolazione del territorio di Norcia colpita dal recente terremoto, invitando artisti, sia nazionali che internazionali, a partecipare alla donazione di opere per una raccolta fondi, contando vivamente sulla loro solidarietà e preziosa collaborazione.

Lo spirito di unione e condivisione per una giusta causa permetterà agli organizzatori di donare aiuti sia a sostegno della comunità che alla ricostruzione del patrimonio storico artistico e architettonico del territorio, simbolo di grande valore culturale e di identità civile della Regione Umbria.

Cesare Cassone parteciperà donando il dipinto: “Summer 2016 n.1” 100×80 acrilico su tela 2016

Pugliese, di Castellaneta, Cesare Cassone vive ed opera a Bari. Pittore autodidatta come ama definirsi dipinge fin dal 1966 ricercando, nelle prime prove pittoriche, l’equilibro tra luci e colori della natura pugliese proseguendo dal 1973, anche da ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a coltivare la sua innata passione per la pittura. Al termine della sua carriera nell’Arma con il grado di Generale nell’agosto 2005 si è dedicato completamente alla pittura interpretando, sotto una nuova luce, le sue passate esperienze di osservazione della realtà esterna tendendo essenzialmente a mettere in evidenza la stupenda cromaticità. Ha tenuto numerose mostre personali partecipando anche a collettive e fiere internazionali d’arte moderna contemporanea sia in Italia che all’estero. Della sua attività si è ampiamente interessata la stampa quotidiana e specializzata. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti tra i quali i premi internazionali “Van Dyck”, “San Valentino” e “Boe”, il premio “Inno alla natura” ed il premio speciale del “Corriere dell’arte”.

Artista inquieto , estremamente avido di esperienza , deciso alle innovazioni il pugliese Cesare Cassone soppianta , assai spesso , la struttura meditata della composizione a vantaggio dell’intervento della materia cromatica che si irradia, vero e proprio magma, per l’intera superficie della tela.
Speculazioni pittoriche, le sue, che partono dal presupposto che la pittura debba essere sostanza espressiva e comunicativa di sentimenti e mai subordinata alle convenzioni.
Cosi operando questo pittore, al quale vanno riconosciuti impegno, forza, coraggio e soprattutto lenta e positiva escavazione del dato formale, lascia intendere appieno di avere tutte le carte in regola per una significativa presenza nel panorama dell’arte contemporanea.”Lello Spinelli , storico e critico dell’Arte in Bari

Sito web dell’artista

 

Il Paese delle Meraviglie di Susy Manzo

Il 3 dicembre presso la Galleria Kōart: unconventional place sarà inaugurata la mostra di Susy Manzo dal titolo ‘Storie Sospese‘ a cura di Dora Marchese e Aurelia Nicolosi.

Storie sospese
Storie sospese

Invenzione, creazione, poesia, magia sono elementi peculiari del cammino, originale e ante litteram, dell’artista. Le sue sono favole, brevi narrazioni dove immagini eteree e delicate sostituiscono i versi di un racconto metaforico sull’esistenza umana. Uomini, animali, oggetti interagiscono da soli o assieme per suggerirci un ricordo, un moto dell’animo, una verità morale o un insegnamento di saggezza pratica. È tutto lì, in un unico tableau vivant, scrigno prezioso da cui si diffondono soavi melodie o si aprono finestre della mente. Susy è una nuova Alice che trasforma il mondo reale in una dimensione altra, dove paure, ansie e desideri più intimi vengono sublimati attraverso il sogno e le delicate sagome che animano le sue composizioni. «Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?» Sembra suggerire la poliedrica autrice allo spettatore che sicuramente verrà coinvolto e rapito dalle sue composizioni, quasi a sentirsi parte attiva della piccola istallazione.

Dov’è la verità? Qual è la finzione? In realtà è difficile dare dei limiti, creare dei confini: ognuno interpreta e reinterpreta la storia come vuole. Ogni azione della vita quotidiana offre uno spunto narrativo con cui giocare e creare delle situazioni che appartengono un po’ a ciascuno di noi. Basta avvicinarsi per riscoprire quegli angoli di mondo a noi cari e quelle persone/personaggi che ci hanno accompagnato durante un percorso irto di ostacoli. Attraverso gli occhi di Susy/Alice scopriamo la gioia delle piccole grandi cose e impariamo ad apprezzare ciò che sembra scontato e quasi banale, ciò che la quotidianità rifugge ma che, invece, appartiene al nostro Universo Parallelo, al nostro Paese delle Meraviglie.
Oscar Wilde sosteneva che «I grandi eventi della vita spesso non lasciano traccia: escono dalla nostra coscienza, e quando per puro caso ci si riaffacciano alla mente, ci appaiono irreali. Perfino il fiore scarlatto della passione sembra crescere nello stesso prato dei papaveri dell’oblio. Ci rammarichiamo del fardello dei nostri ricordi, e abbiamo degli antidoti per difendercene. Ma le piccole cose, le cose di nessuna importanza, quelle ci restano impresse. In qualche minuscola, eburnea cellula il cervello conserva le impressioni più delicate e fuggevoli». L’Arte è in grado di raccontare anche questo e Susy Manzo ne diventa raffinata interprete, scardinando le regole del tempo e ribaltando quelle dello spazio.

Susy Manzo – Storie sospese

A cura di
Dora Marchese e Aurelia Nicolosi

(testo critico di Dora Marchese)

3 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017

Inaugurazione 3 dicembre
ore 19,00

Galleria Kōart: unconventional place
Via San Michele 28
Catania

L’esposizione sarà visitabile fino all’8 Gennaio 2017, dal lunedi al sabato dalle 16,30 alle 21,00. In altri orari per appuntamento, telefonando al 3391779005, 3391190585.
Per info: aurelianicolosi@gmail.com; info@galleriakoart.com

Art Today

Federica Morandi art projects presenta dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017 la consueta mostra di fine anno attraverso una selezione di lavori degli artisti esposti durante gli ultimi anni in Atelier. Artisti in mostra: Pietro Di Girolamo; Veronica Green; Marta Mezynska; Cristiano Ossoli; Stefania Pennacchio; Alberto Maria Prina.

alberto-maria-prina-rada-acrilico-su-cartaArt Today si focalizza sull’arte contemporanea emergente internazionale attraverso la selezione di lavori di piccolo e medio formato, con l’obiettivo di aprire le porte dell’arte ad un pubblico eterogeneo e incoraggiare collezionisti ed appassionati ad investire sui talenti dell’arte di oggi. Iniziare una collezione o incrementarne una, significa lasciarsi contagiare dall’energia dell’arte e coltivare preparazione culturale e sensibilità estetica. Il pubblico è invitato ad interrogarsi sui lavori in mostra, riconoscendo nelle opere esposte il talento e a fare così buoni investimenti sia in termini economici che di appagamento del gusto estetico personale.

L’obiettivo è avvicinare all’arte contemporanea anche giovani o persone con la passione per l’arte, considerando la capacità di spesa di ognuno. La mostra offre un’alternativa utile, terapeutica e accessibile come tante altre spese che si affrontano quotidianamente, soprattutto nel periodo natalizio, considerando che un’opera d’arte è unica, inimitabile e per sempre. Investire in arte significa vedere e comprendere, intuire il futuro e scommettere sul suo valore estetico ed economico. Questo è il gioco avvincente dell’arte contemporanea.

Durante l’inaugurazione saranno presenti alcuni artisti per raccontare il percorso artistico intrapreso e personalizzare su richiesta i propri lavori.

Art Today
ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS
Magenta (MI) – dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017
Via Orti S/n (20013)
Presso Tennis Club Pontenuovo
+39 338 4939 365
info@fmap.it
www.fmap.it

Il silenzio di David Hamilton.

Non ha retto, questa volta No: David Hamilton, uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi, si è tolto la vita. Era stato accusato di stupro qualche giorno da una presentatrice della tv francese in “cerca del suo ultimo quarto d’ora di gloria”.

david_hamilton-ansaHamilton iniziò la sua carriera fotografica nel 1966, dopo essere stato direttore dei magazzini Printemps a Parigi. Cercava la purezza nelle sue foto, ne era ossessionato cosi come lo era dal personaggio di Lolita di Vladimir Nabokov.
Le sue foto, a partire dagli anni ’70, lo avevano reso celebre, con le ragazze in pose erotiche diventate icone dell’epoca, ma gli erano valse, purtroppo anche critiche ed accuse di pedopornografia.
Tuttavia suoi libri hanno venduto milioni di copie, e le sue immagini sono apparse in migliaia di riviste per anni.

La sito “Arte & leonardo basile” riportiamo una pagina che sintetizza la cifra stilistica del grande autore scomparso :

Ho “conosciuto” David Hamilton su una “bancarella del libro ad un euro”…..è stata una piacevole, inattesa scoperta. Sono stato colpito dalle sue foto, dalla romantica magia delle luci e dei colori che in esse riesce ad armonizzare in maniera veramente unica. Il sospetto che sia opera di filtri e manipolazioni è legittimo…..ma clamorosamente falso: David Hamilton non usa assolutamente nulla di tutto ciò. “L’abilità tecnica? E se vi dicessi che non ne ho affatto?” In effetti non ha neanche avuto la curiosità di sviluppare le proprie fotografie e di ignorare il corretto uso dei filtri e degli esposimetri. Le uniche abilità “tecniche” che si riconosce sono il senso della luce e il gusto della composizione.

Dicono che David Hamilton incominciò ad usare la macchina fotografica nel 1969 , esattamente a seguito del suo incontro con la poesia. Non la “poesia” in senso lato ma una in particolare: “Suzanne”, la canzone di Léonard Cohen, che lo colpì profondamente e intensamente, tanto da consentirgli di “tirare fuori” tutto il suo talento nel campo della fotografia, sino allora celato in sé.

TWEN , importante rivista tedesca dell’epoca, pubblicò il suo primo lavoro: le fotografie di Suzanne, racchiudevano tutte le qualità che, nel loro armonico compklesso, costiuiscono la sensibilità artistica di Hamilton e che troviamo nella luce sfumata e incerta dei suoi crepuscoli, la segreta penombra dei tendaggi socchiusi, l’intimità, il riserbo, il pudore e, apparentemente in contrasto, l’abbandono totale.

In molti hanno tentato di carpire il segreto delle sue fotografie, ma lui ha sempre rivelato: “non c’è alcun segreto….solo la bellezza, l’innocenza, la fragilità”.

In effetti, il suo cosiddetto segreto, forse consiste nel profondo, quasi ossessivo interesse per la “fanciulla adolescente”, che è il simbolo perfetto della bellezza allo stato puro, non ancora contaminata dal mondo degli adulti, in cui tutti gli atteggiamenti perdono spontaneità.

Per le sue foto Hamilton non cerca generiche modelle, ma “innocenti e pudiche senza alcun turbamento per la loro nudità”. E vuole che esse non sappiano né truccarsi né tanto meno posare e che abbiano “una maniera assolutamente naturale di correre, di stirarsi o di accavallare le gambe”. Per le ragazze dev’essere quasi un gioco, perché non intravedano nel posare per un celebre fotografo un secondo fine, una futuribile speculazione professionale.

Un’altro “segreto” è St. Tropez, il sole di quella latitudine, le spiagge, l’habitat incantevole. E’ così che prepara psicologicamente le sue modelle, in un’atmosfera di fiducioso abbandono.

“Le lunghe colazioni sulla spiaggia, la vita in comune nella casa di Ramatuelle semplificano molte difficoltà; sentendosi protette, le fanciulle si abbandonano al fotografo, che si limita a cogliere i loro atteggiamenti naturali…”

A Brindisi nasce l’ Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”.

Inaugurazione Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”
Brindisi – Ex Convento Santa Chiara
Via Santa Chiara n.°6 (Piazza Duomo)
3 dicembre 2016 alle ore 17,30

inaugurazione_associazione_culturale-porta-d-oriente_brindisiDirezione artistica Carmen De Stasio e Enzo Gabellone .
Patrocini : Comune di Brindisi Assessorato alla Cultura – MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Leo Club Virgilio

Ospiti:

Pierfranco Bruni (scrittore – (poeta)
Responsabile Progetto Etnie e Letteratura – MIBACT

Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi (scrittura verbo – visuale)
CONVERSAZIONE per contatti ravvicinati (performance e installazione interattiva)

Francesco Gaetani (pittore performer) metamorfosi in colore
Performance RI_CREARE dell’artista Massimo Nardi
Dall’arte alla foto d’arte con
Florisa Sciannamea – ideatrice del progetto solidarietà RI-CREARE

Francesco Pasca (poeta visivo)
L’ascolto dell’immaginario

Mimmo Summa (Mimmo Disamistade – artista foto-amatore)
La teatralità attraverso la foto

Interventi Musicali

Dario Ble (comèpositore – chitarra
Francesca Palmisano (violino)

In esposizione

I libri d’artista di “Major Read – On” Boys & Girls
Giuseppe D’Elia (artista) Vicepresidente
Antonio Sabia consigliere
Tommaso Tedesco (artista) segretario.