Natura invisibile

Il secondo evento nel calendario stagionale della Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni è affidato all’artista milanese Claudia Margadonna che, reduce dalla grande esposizione presso le Filanda di Soncino, propone in galleria una selezione di dipinti di grandi dimensioni per la mostra “Natura Invisibile“.

L’artista stessa ci parla del suo lavoro, raccontandoci quanto la natura sia una fonte determinante di ispirazione nella sua opera:

Il contatto con la natura genera in me un senso di appagamento e connessione col mondo. Dipingo in assenza di progettualità e le immagini che appaiono appartengono sempre al mondo naturale. Il mio modo di dipingere è erratico, procedo per divagazioni, seguendo il libero fluire della pennellata, come trasportata da una forza invisibile, alla scoperta di paesaggi naturali e immaginari. Mi muovo in uno stato di trasognamento, le figurazioni appaiono da sé, provenienti chissà da quale mondo interiore o arcano, semplicemente seguo questo flusso alla scoperta di nuovi elementi che mi si delineano dinanzi. Non rappresento in modo realistico la natura, ciò che mi interessa è evocare, cogliere e trasporre sulla tela le forze che muovono la natura stessa. L’opera è il frutto della connessione tra l’energia che permea l’esistenza e il mio modo dinamico di dipingere. Riversando la mia gestualità nell’opera, anch’essa, di riflesso, mi restituisce le sue vibrazioni di colori, forme e materia. Si stabilisce così una forte connessione tra natura, vita e opera. Essendo per me imprescindibile il rapporto con il mondo naturale, il mio invito, anche in questa personale, è quello di riappropriarci di uno stile di vita che sia più in sintonia con la natura e teso alla sua salvaguardia”.

Claudia Margadonna – Natura Invisibile
a cura di Gabriella Damiani
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale
Centro Storico
Ostuni
16 – 29 giugno 20190
opening domenica 16 giugno ore 11.00

GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it

Tenere il punto

Sabato 22 giugno alle ore 18.30 il terzo appuntamento della nuova stagione espositiva del TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive con Tenere il punto, personale di Renzo Marasca a cura di Milena Becci.

La caratteristica torre eptagonale è sede del Centro Arti Visive e dalla fine del 2010 ospita, con la direzione artistica di Andrea Giusti, proposte artistiche e culturali che si presentano sui quattro piani della costruzione risalente al XII secolo e ubicata nel centro storico del piccolo borgo marchigiano di Moresco. Sabato 22 giugno questa peculiare struttura architettonica accoglie il progetto site-specific di Renzo Marasca, artista nato a Jesi (AN) che dal 2015 vive e lavora a Lisbona dov’è approdato a seguito di numerose esperienze vissute a livello internazionale. Tenere il punto è nata da una profonda relazione, sempre esistita e naturalmente empatica, con la propria terra d’origine. Lo studio del paesaggio circostante, noto all’artista, diviene registrazione segnica e cromatica rapportandosi con la verticalità della torre. Centrale all’interno della programmazione del TOMAV, questa personale è simbolo di un amore che si trasforma e si imprime sulla tela con il passare del tempo e con i mutamenti dell’esistenza individuale e del vissuto della collettività.

Renzo Marasca realizza piccole tele, carte veline e sottili linee di ferro modellate con le mani che entrano in relazione con lo spazio interno in un rimando poetico con la natura della valle dell’Aso. Tenere il punto significa trovare una posizione precisa, affermare la necessità, urgente ed attuale, di pensare per suggestioni e di riappropriarsi di quell’aspetto tipicamente umano che alberga nell’immaginazione, dichiara Marasca. È un percorso politico e poetico sull’idea di libertà. La torre è uno scrigno che contiene qualcosa di prezioso e fragile, qualcosa che deve essere preservato e che ha a che fare con la memoria del sapere. Le opere, anch’esse preziose e fragili, suggeriscono allo spettatore un’apertura verso l’esterno, verso l’altro. Lo sguardo sulla linea dell’orizzonte è attraversato dalla verticalità dell’architettura e dalle opere che cercano di tenere il punto. Il foro circolare chiuso da un vetro, apice della cupola all’ultimo piano, è di per sé idea di libertà rafforzata dal paesaggio mentale ritratto sulla tela. Quella di Renzo Marasca è una presa di posizione specifica che lega l’interno della struttura e l’esterno del paesaggio con ed attraverso la profondità dell’artista e di ogni essere umano.

Un suono proveniente da altre terre invade l’ultimo piano del TOMAV come un ricordo lontano o come un richiamo che giunge da Cabo da Roca, estrema punta del continente europeo, luogo che il poeta portoghese Luís Vaz de Camões definì Aqui…Onde a terra se acaba e o mar começa… (Qui…dove la terra finisce e il mare comincia…).

Tenere il punto, personale di Renzo Marasca a cura di Milena Becci, inaugura sabato 22 giugno alle ore 18.30 e sarà visitabile fino al 21 luglio, da venerdì a domenica dalle ore 18 alle ore 20.
In occasione dell’opening verrà servito un aperitivo offerto dalla Cantina CASTRUM MORISCI di Moresco (www.castrummorisci.it).

 

BIOGRAFIA

Renzo Marasca (Jesi, Ancona) vive e lavora a Lisbona dal 2015.
Dopo il diploma di laurea in Restauro di opere pittoriche, Marasca decide di continuare gli studi di ricerca individualmente. Ha sviluppato la sua conoscenza della pittura in residenze presso il Piramidón Centre d’Art Contemporani a Barcellona (2014) e alla LA54 di Berlino (2012).
Ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il premio ORA, Venezia (2013), il Premio Celeste, Milano (2009) e il Premio Morlotti, Milano (2004). Le principali mostre dell’artista includono: From Night to Dawn, Galeria Belo Galsterer, Lisbona (2019); artista invitato nella selezione del Premio Internazionale G.B. Salvi, Italia (2018); Piccola Scala, Istituto Italiano di Cultura, Lisbona (2018); Eutopia – L’Europa come corpo complesso, Fusion Art Gallery, Torino (2016); Ideologie der Nature, Corpo 6 Galerie, Berlino (2013); Blasius / Litzkow / Marasca, S & G Galeries, Berlino (2010). Le opere di Marasca fanno parte della collezione pubblica dell’ambasciata italiana nella Repubblica di San Marino e del Museo d’arte italiano Bengasi, in Libia.

Tenere il punto

di Renzo Marasca
a cura di Milena Becci
TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive
Comune di Moresco (FM)
Tel_0734 259983 / Cell_351 5199570
Web site_www.comune.moresco.fm.it
E-mail_tomav@libero.it
Facebook_www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive/
Instagram_www.instagram.com/torre_moresco/

Rabarama e i giovani artisti

Sabato 1 Giugno alle ore 11 inaugura la mostra ‘ Rabarama e i giovani artisti‘ presso la settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, evento centrale dell’VIII edizione della “Biennale Arteinsieme – cultura e culture senza barriere”. Testimonial di questa edizione sono l’artista Rabarama e il Maestro Michele Mariotti, a cui si sono ispirati i lavori degli studenti.

Vid

Fino al 1 settembre saranno esposti al Museo Omero tre opere di Rabarama “ Vid”, “ Trans-azione B”, “ In-cinta”: affascinanti lavori che rappresentano figure umane raccolte su se stesse in momenti di riflessione, con sguardi intenti e pensierosi su corpi intagliati e marchiati con forme e colori diversi. Sculture pensanti, che si interrogano sulla propria identità.

Accanto alle opere dell’artista i lavori finalisti – selezionati da Commissione qualificata – del Concorso Biennale Arteinsieme per le tre sezioni: Arti figurative, Musica e Libri speciali.

Per le Arti figurative in mostra dodici sculture di studenti dei Licei Artistici e delle Accademie di Belle Arti ispirati alla poetica di Rabarama e caratterizzati dalla molteplicità e varietà di materiali nonché volte ad esaltare la plasticità e la tattilità delle forme. Per la Musica sono allestite cinque postazioni audio e video con lavori musicali realizzati dagli studenti di Conservatori e Licei musicali e ispirati al tema dell’orchestra, con riferimento al maestro Michele Mariotti. Per la sezione Libri speciali in esposizione dieci libri multisensoriali realizzati dagli alunni degli Istituti comprensivi che hanno inventato storie ispirate ai due testimonial, le hanno tradotte in Braille e illustrate con immagini tattili.

All’inaugurazione della mostra sabato 1 giugno alle ore 11 alla presenza di oltre 100 studenti e insegnanti provenienti da tutta Italia, da Bolzano a Catania, verranno decretati da Aldo Grassini e dall’artista Rabarama i vincitori per ogni sezione, a cui sarà devoluto un premio in denaro.

La mostra è promossa dal Museo Tattile Statale Omero – TACTUS Centro per le Arti Contemporanee, la Multisensorialità e l’Interculturalità in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali tramite la Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, la Direzione Generale Musei – Servizio II – Gestione e Valorizzazione dei Musei e dei Luoghi della Cultura, la Direzione Generale Educazione e Ricerca – Servizio I, Ufficio Studi – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio (Sed).

Rabarama e i giovani artisti
MUSEO TATTILE STATALE OMERO
Ancona – dal primo giugno al primo settembre 2019
Banchina Giovanni Da Chio 28 (60121)
+39 0712811935 , +39 0712818358 (fax)
info@museoomero.it
www.museoomero.it

Il Tessuto fra Arte, Design e Impresa

Nell’ambito della mostra “È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte“, Dino Zoli Textile e Fondazione Dino Zoli presentano un incontro aperto alla cittadinanza sul tema “Il Tessuto fra Arte, Design e Impresa“, in programma venerdì 31 maggio, alle ore 18.30, presso la sede della Fondazione Dino Zoli (Viale Bologna 288, Forlì).

Il tessuto è il protagonista di questa conversazione e verrà visto come medium artistico, come elemento decorativo nel design e come prodotto commerciale rispettivamente dall’artista Claudia Losi, nella cui ricerca ricorre frequentemente l’uso del tessuto, dall’Architetto Saverio Calia, imprenditore e direttore artistico e creativo di Calia Italia, e da Monica Zoli, socia e responsabile commerciale di Dino Zoli Textile. A moderare la serata sarà Nadia Stefanel, direttore della Fondazione Dino Zoli.

L’intervento di Claudia Losi, piacentina classe 1971, s’intitola “Tessere narrazioni. Progettualità e immaginari condivisi” in riferimento alla poetica dell’artista, caratterizzata dal desiderio di costruire nuovi immaginari a partire dall’esistente, grazie ad un fitto lavoro di trame e intrecci, di storie personali ed esperienze collettive. Nel corso della relazione sarà illustrato, in particolare, un progetto realizzato nel 2016 per Marina Rinaldi in occasione della settimana della moda milanese: una corolla di strisce di cotone con la trascrizione di centinaia di frasi giunte da ogni parte del mondo in riposta alla domanda lanciata dall’artista – “What My Shape Says” (Cosa dice la mia forma) – ma anche una più ampia riflessione su ciò che le donne pensano del proprio corpo.

L’Architetto Saverio Calia illustrerà il caso di Calia Italia, azienda materana leader nella produzione di divani e poltrone in pelle e tessuto, che dal 1986, grazie al “Centro Studi Calia”, ha chiamato a sé designer, architetti e tecnici, puntando sul design, l’innovazione e la ricerca. “Calia Cultura” è la sezione di Calia Italia a sostegno dell’arte, della ricerca scientifica e dell’impegno sociale che dal 1990 favorisce lo sviluppo economico del territorio, la crescita sociale e culturale, avvicinando la comunità locale all’arte, comunicando valori, mettendo a disposizione competenze e risorse.

Monica Zoli, infine, si farà portavoce della visione strategica e della predisposizione per l’innovazione tecnologica e stilistica che hanno portato Dino Zoli Textile ad operare con successo sul mercato italiano ed internazionale. Il tessuto, prodotto commerciale per l’azienda forlivese, verrà presentato come elemento in continua evoluzione come lo sono i mercati, le culture e le persone di cui sono espressione. Dino Zoli Textile sostiene sia direttamente che in collaborazione con la Fondazione Dino Zoli progetti legati alla scuola, al sociale e all’arte, come la mostra “È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte”.

Dei progetti artistici sostenuti dalla Dino Zoli Textile si racconta nel numero zero dell’Art Book “Dell’Arte e delle Trame” che sarà presentato ufficialmente in questa occasione.

Al termine del talk sarà possibile visitare la mostra “È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte”, curata da Nadia Stefanel e Vanna Romualdi, con il coordinamento di Laura Giovannardi, Tiziana Abretti e Cristina Guardigli, nell’ambito del programma “Who’s next”. Un progetto dedicato all’abitare, nato dall’incontro tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, i ragazzi delle cooperative sociali “La Fraternità” (all’interno del Progetto Recooper) e “Arca di Noè” di Bologna e i tessuti della Dino Zoli Textile. Attraverso un’esperienza immersiva ed emozionale, fatta di suoni e colori, il visitatore è condotto alla scoperta delle 29 sedute originali della collezione “Jointly”, realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna a partire dai racconti dei ragazzi delle cooperative sociali.

 

CSArt – Comunicazione per l’Arte Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia T. +39 0522 1715142 info@csart.itwww.csart.it

Giovanna Barbieri

Mostra personale di Giovanna Barbieri presso la Galleria Immagini Spazio Arte (Via Eugenio Beltrami 9b, Cremona) dal dal 26 maggio all’otto giugno 2019.

Giovanna Barbieri ha studiato anatomia e nudo all’Accademia di Venezia sotto la guida di L. Tito. Ha partecipato attivamente a concorsi nazionali e internazionali. Sue opere si trovano in collezioni private Lugano, Parigi, New York, Austria e Germania. Ha tenuto mostre personali e partecipato a collettive nel Triveneto, Roma, Milano, Firenze e Venezia.

Sperimenta diverse tecniche seguendo sempre una ricerca personale improntata sull’espressività del corpo umano. Dalla scultura, alla pittura ad olio ed alle tecniche miste degli anni 70 e 80,fino a gli acrilici, alle malte incise, gli smalti su acciaio,alle terre su tavola.

Ultimamente realizza anche oggetti in ceramica Raku e terracotta, nonché formelle con i soggetti delle opere pittoriche.

Giovanna Barbieri
GALLERIA IMMAGINI SPAZIO ARTE
Cremona – dal 26 maggio all’otto giugno 2019
Via Eugenio Beltrami 9b (26100)
+39 0372422409 , +39 0372422409 (fax)
info@arteimmagini.it
www.arteimmagini.it

orario: 10,30- 18,30

Collezione da Tiffany

Mercoledì 29 maggio 2019 alle 18 Sala Uno GAM – Via Magenta, 31 Torino
GLI AMICI DELLA BIBLIOTECA D’ARTE
Per il ciclo Vivere di (storia dell’) arte. Professioni, temi, strumenti
presentano
Collezione da Tiffany: l’Arte vista da un blog
Interviene Nicola Maggi
ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Il 5 giugno 2012 nasceva nel web Collezione da Tiffany, il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. Un blog che in pochi anni ha saputo imporre il suo stile e il suo sguardo indipendente sul mondo dell’arte: mentre tutti parlano di record e di aggiudicazioni strabilianti, Collezione da Tiffany spiega anche cosa c’è dietro e quali siano i meccanismi che guidano sia il mercato che il collezionismo. Da dieci anni questo progetto porta avanti l’idea ambiziosa di avvicinare all’acquisto d’arte i tanti appassionati che spesso preferiscono un amore “platonico” ad uno più attivo.

Giornalista professionista e storico della critica d’arte, Nicola Maggi (1975) è ideatore e co-fondatore di Collezione da Tiffany Srl, la prima piattaforma italiana completamente dedicata al collezionismo e al mercato dell’arte contemporanea.

l 5 dicembre 2018 l’Associazione Amici della Biblioteca d’Arte ha dato avvio alla sua attività con un ciclo di incontri che ha al centro la Biblioteca della Fondazione Torino Musei e il suo patrimonio di libri, documenti e fotografie, strumenti fondamentali per lo storico dell’arte nel suo rapporto con le opere. Le mostre, le ricerche, i libri fanno da filo conduttore delle conversazioni, con l’intento di aprirsi alla cittadinanza, facendo scoprire la Biblioteca e avvicinandola a un lavoro, quello dello storico dell’arte e del curatore, molto concreto e dentro la realtà quotidiana, più di quanto si possa pensare.

Per informazioni:amicibibliogam@gmail.com

Note contemporanee

La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Sessi, 1/F) presenta, dal 1 giugno al 30 settembre 2019, la mostra collettiva “Note contemporanee. Motivi artistici a confronto dagli anni ’60 ad oggi”, con opere di Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Mario Schifano, Jorrit Tornquist ed altri autori selezionati.

Il lavoro degli artisti scelti per questa collettiva illustra al pubblico la contemporaneità dell’arte attraverso suggestioni cromatiche e formali, ma anche la sovrapposizione di linee e geometrie, segnando un percorso di continuità tra i maestri del secolo scorso e quelli del presente.

La mostra comprende quattordici opere selezionate riunite per offrire un panorama di firme dalle riconoscibili affinità elettive che offrono un significativo contributo alla contemporaneità espressiva ed artistica, testimonianze di segni diversi, che ripercorrono la ricerca e la storia della produzione artistica nazionale.

In esposizione due opere dell’artista torinese Piero Gilardi (1942) che profeticamente ha anticipato temi diventati centralissimi nel dibattito artistico del nostro presente – e non solo – come il rispetto nei confronti della natura ormai impoverita ed imbruttita dalla presenza dell’uomo. Quello che si evince, osservando criticamente i suoi “tappeti natura”, è un continuo dialogo tra artificiale, rappresentato dal poliuretano espanso, e naturale, rappresentato dalla finzione di un paesaggio selvaggio e incontaminato. Come ben delineato dai lavori in mostra, si possono vedere rappresentati “selciati incolti”, “piccole foreste” o “oceani con gabbiani”.

Di Giorgio Griffa (1936) un’opera della seconda metà degli anni ’70 riferibile al ciclo dei Segni primari, in cui l’idea o il concetto eliminano l’arbitrio, il casuale, il caotico, l’emotivo e il soggettivo, esaltando il controllo, la chiarezza e la sobrietà. Ci accorgiamo che il segno policromo bidimensionale con la sua studiata piattezza si sviluppa secondo una struttura concettuale che risulta lo zoccolo duro, obiettivo del lavoro. È qui evidente la volontà di Griffa di operare un tentativo sistematico di eliminare ogni componente empirica, per cui l’adozione di un metodo e di un ordine diventa fondamentale.

Infine Mario Schifano (1934-1998), – unanimemente considerato uno dei più importanti, trasgressivi ed originali artisti italiani e nume tutelare della Pop Art italiana – è presente con una grande tela del 1973/1978 caratterizzata dalla sua tipica pittura gestuale, carica di sentimento vitale, di tocchi veloci e di forti accensioni cromatiche, mentre il lavoro in esposizione dell’austriaco Jorrit Tornquist (1938), il cui approccio alla pittura è sempre di tipo scientifico, nasce da uno studio innovativo dei meccanismi della visione, dei fenomeni ottici e luminosi, in linea con i progressi scientifici dal dopoguerra in poi.

In esposizione anche opere di Enrico Della Torre, Gianfranco Ferroni, Omar Galliani, Marco Gastini, Mimmo Iacopino, Walter Valentini, Renzo Vespignani, Gianfranco Zappettini.

La collettiva sarà visitabile fino al 30 settembre 2019, tutti i giorni con orario 10-12,30 e 16-19,30, aperto anche domenica e festivi. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 580143, info@duemilanovecento.it,
www.duemilanovecento.it, www.facebook.com/duemilanovecento.

 

NOTE CONTEMPORANEE
Motivi artistici a confronto dagli anni ’60 ad oggi
Enrico Della Torre, Gianfranco Ferroni, Omar Galliani, Marco Gastini, Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Mimmo Iacopino, Mario Schifano, Jorrit Tornquist, Walter Valentini, Renzo Vespignani, Gianfranco Zappettini.
Reggio Emilia, 2000 & NOVECENTO Galleria d’Arte
1 giugno – 30 settembre 2019
Orari: 10-12,30 e 16-19,30 – aperto anche domenica e festivi

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54 | 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142 | info@csart.it | www.csart.it

Transiti – Ugo Borgese, Carmine Cecola e Goffredo Godi.

La mostra Transiti allestita a Castello Pandone, nelle sale nobili del primo piano, ripercorre il rapporto umano e creativo di tre artisti legati da profonde affinità di visione e di ricerca artistica: Ugo Borgese, Carmine Cecola e Goffredo Godi.

TRANSITI

I tre, pittori Borgese e Godi, scultore Cecola, legati al contesto romano, sono stati molto amici negli anni e sono stati tutti attivi sul versante figurativo, conservando un solido legame con la tradizione interpretata però attraverso personali e aggiornate soluzioni formali. L’esposizione vuol mettere parimenti in evidenza la costante relazione dei tre con il paesaggio, la natura, la veduta e il corpo umano, relazione perennemente in bilico tra organicità e astrazione, e riportare alla luce, nell’ambito della storia dell’arte molisana del Novecento, la figura di Carmine Cecola, scultore originario di Monteroduni del quale saranno esposte inedite opere monumentali.

La mostra presenta quindi un’ampia selezione di opere dei tre artisti, tra pitture e sculture, a loro volta in dialogo con gli spazi e gli affreschi del Museo.

L’evento è organizzato dal Polo Museale del Molise insieme al Museo Nazionale di Castello Pandone e vuol essere la prima tappa di una rinnovata programmazione espositiva pensata specificatamente per il castello.

L’esposizione inoltre è una nuova tappa del progetto itinerante che i figli dei tre artisti hanno chiamato “Amici d’arte” e che vuol essere un momento di riflessione e studio sulle singole ricerche e sull’idea di gruppo (precedenti collettive: “Amici d’arte. Borghese-Cecola-Godi”, a cura di Lorenzo Canova, 11-27 novembre 2016, Galleria IPSAR, Via dei Portoghesi, Roma; “Amici d’arte. Cecola-Gaetaniello-Godi-Valente”, a cura di Riccardo Notte, 8-31 agosto 2018, Castello Ducale, Ceglie Messapica). La curatela è stata affidata allo storico e critico d’arte Tommaso Evangelista.

CONCEPT – Le ricerche plastiche dei tre artisti, sviluppanti un alfabeto visivo incentrato su un naturalismo sintetico e primitivo, si contraddistinguono per un’indagine lirica del paesaggio e della figura umana. Parallelamente, all’interno dei tre corpus si possono individuare nuclei che si caratterizzano per rigore costruttivo e forza dinamica. Nell’ottica di una retrospettiva che proponga chiavi di letture nuove sui percorsi artistici, osservati sia singolarmente sia in una dimensione collettiva e corporativa, emerge la sottile differenza tra una pittura/scultura maggiormente incentrata sulla lettura del paesaggio e del corpo, con spirito realistico e analitico, seppur riassuntivo e condensato, e alcune sperimentazioni formali fondate sulla scomposizione e sulla decostruzione degli spazi e delle figure, in chiave artificiale e astratta. Da un lato abbiamo vibrazione della luce, pennellate veloci, anatomie calibrate, sublimazione della natura e della veduta, e dall’altro dinamismo, oscillazione, ricerca cromatica. Il “transito” della mostra è questa duplice lettura che mette a confronto la produzione di impronta analitica, nata dalla visione e dallo studio del vero, e le creazioni di stampo strutturale, maggiormente eclettiche e sperimentali, lineari e geometriche. Dallo “scontro” stilistico e contenutistico di queste due dimensioni (naturale/artificiale – forma/struttura – natura/ambiente) nasce una positiva impressione di vitalità e ricerca.

Transiti – Borgese / Cecola / Godi
“Amici d’arte”
Venafro, Museo Nazionale di Castello Pandone
24 maggio 2019 – 24 agosto 2019

Con il patrocinio di:

Regione Molise
Comune di Venafro
Aratro. Galleria Gino Marotta. Università degli Studi del Molise

Promossa da
Prof. Leandro Ventura
Segretario regionale MIBAC per il Molise e Direttore del Polo Museale del Molise

A cura di
Tommaso Evangelista

Testi in catalogo di
Lorenzo Canova
Tommaso Evangelista
Leandro Ventura

Con la collaborazione di
Adelina Cecola
Filippo Godi
Leonardo Borgese

Coordinamento organizzativo
Irene Spada, Direttrice del Museo nazionale di Castello Pandone Lia Montereale, Funzionaria per la promozione e comunicazione Giovanni Iacovone, Funzionario per le tecnologie

Pierangelo Izzo, Funzionario architetto Francesca Dal Maschio, Funzionaria restauratrice

Si ringrazia il personale del Museo Nazione di Castello Pandone:
Benedetto Zullo, Funzionario per le tecnologie
Lello Golluccio, Funzionario per le tecnologie
Nicandro Brusello, Funzionario per le tecnologie
Antonio Iannacone, Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza – Albertina Bagaglia, Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza e il personale di assistenza al pubblico e vigilanza Ales – Arte Lavoro e Servizi Spa Lidia Falcone, Valentina Serpe

Un ringraziamento sentito va inoltre all’attività dei volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri – Sezione di Venafro

Didattica
Me.Mo Cantieri Culturali a.p.s.

Catalogo in mostra

Orari di apertura: martedì – domenica 8:00-19:00 Via Tre Cappelle s.n.c., 86079 Venafro (IS) Tel. 0865-904698

pm-mol@beniculturali.it
www.musei.molise.beniculturali.it
www.castellopandone.beniculturali.it

Emotional travellers

In occasione di Photofestival 2019, lo spazio MADE4ART di Milano ha il piacere di presentare Emotional travellers, progetto fotografico a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo con opere di Francis TheBlueRoom, Guido Maria Isolabella, Marcella Ponassi, Tommaso Stilla.

Il viaggio come occasione di scoperta di luoghi e persone vicine e lontane, ma anche il viaggio come immersione nella propria interiorità alla ricerca di emozioni, sensazioni e ricordi. La Cuba di Francis TheBlueRoom, il Brasile di Guido Maria Isolabella, l’Italia (Liguria) di Marcella Ponassi, la Cina di Tommaso Stilla: ogni artista fotografo ha ritratto con abilità e poesia i Paesi i che hanno lasciato un’esperienza indelebile sulla propria vita con opere ricche di fascino, capaci di trasmettere all’osservatore il loro desiderio di conoscere e di vedere il mondo.

Emotional travellers, con data di inaugurazione mercoledì 22 maggio alle ore 18, rimarrà aperta al pubblico fino al 3 giugno; media partner della mostra Image in Progress.

 

Emotional travellers
Francis TheBlueRoom, Guido Maria Isolabella, Marcella Ponassi, Tommaso Stilla
a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo
22 maggio – 3 giugno 2019

Inaugurazione mercoledì 22 maggio, ore 18
Lunedì ore 15.00 – 18.30, martedì – venerdì ore 09.30 – 13.00 / 15.00 – 18.30
Ingresso libero

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Media Partner Image in Progress

Deep Vision

UNA e CAR DRDE sono liete di presentare la mostra personale di Elia Cantori: DEEP VISION, secondo appuntamento del programma espositivo annuale presso Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione.

In un’ottica di apertura e collaborazione tra realtà operanti nel contemporaneo, UNA invita la galleria CAR DRDE di Bologna a concepire un progetto condiviso per la gallery di Spazio Leonardo. Nasce così DEEP VISION, mostra che include una serie di nuovi lavori di Elia Cantori, votati a mettere in discussione la nostra percezione delle cose, attraverso una sorta di rompicapo visivo.

La ricerca di Elia Cantori rappresenta spesso una sfida visiva per lo spettatore. Di fronte alle sue opere, l’occhio di chi guarda viene interrogato, invitato a osservare con maggiore attenzione, stimolato a porsi domande sul processo che ha generato il lavoro.

La traiettoria di uno sparo d’arma da fuoco, o un’esplosione, sembrano mosse pittoriche gestuali; o ancora, una manciata di polvere di meteorite sparsa su carta fotosensibile diventa una costellazione celeste.

Non si tratta mai di un test percettivo, o di un intento ludico fine a se stesso: piuttosto, di una sovrapposizione di possibili letture che guardano al mondo della scienza, della tecnica, della sperimentazione in senso lato. La pratica di Cantori (che include scultura, installazione, video, fotografia in diverse modulazioni) inquadra infatti mondi scientifici come quello dei fenomeni celesti, degli effetti della luce, della cinetica, in un’estetica perfettamente equilibrata.

L’idea del calco, dell’impronta, presente nelle tre opere in mostra si inserisce in questo contesto: una sfida alla percezione dello spettatore ma, al tempo stesso, un’accurata indagine sulla materia e sulla forma in termini sperimentali e poetici al tempo stesso.Barbara Meneghel

 

Elia Cantori  –  DEEP VISION

a cura di UNA e CAR DRDE

opening su invito martedì 21 maggio 18.30 – 21.00

mostra 22 maggio – 20 settembre 2019

orari: dal lunedì al venerdì, 10.00 – 18.00

Spazio Leonardo

via della Liberazione 16/a, 20124 Milano

www.leonardoassicurazioni.it

Per informazioni:

info@unagalleria.com | office@cardrde.com

+ 39 339 17 14 400 | + 39 051 9925171

Press contact: Sara Zolla

press@sarazolla.it | 346 8457982

L’Orizzonte degli Eventi

Nuovo evento allo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina: sarà inaugurata sabato 11 maggio la mostra “L’Orizzonte degli Eventi. Il Viaggio della Musa Spaziale di Carmelo Minardi”.

Carmelo Minardi è stato il vincitore del Premio del Pubblico durante la VII edizione del Premio COMEL grazie all’eterea scultura “Musa Spaziale”. Un’opera molto amata non solo per le linee sinuose e riconoscibili di un busto femminile, ma per la grande forza evocativa unita alle evidenti capacità tecniche del suo autore.

Ebbene l’artista siciliano torna a Latina con una personale che accompagna l’osservatore in un viaggio che conduce lontano: verso universi lontani e mondi paralleli. Partendo dall’uso di vari materiali, oltre l’alluminio si potranno osservare opere in rame, acciaio, resine, cemento e argilla, l’artista propone una riflessione sull’interazione tra materia ed energia.

È proprio dall’osservazione delle leggi naturali della fisica che parte la sua ricerca: dalla concretezza della materia fino a giungere alle forze magnetiche ed elettromagnetiche che governano il nostro mondo e lo spazio. L’Orizzonte degli Eventi, espressione che dà il titolo alla mostra, è infatti in astronomia la zona liminale attorno ai buchi neri, dove la materia è ancora intatta ma si muove inesorabilmente verso un luogo che ancora non conosciamo e dove perderà tutti i suoi connotati conosciuti. E se a un primo sguardo tutto ciò può atterrire, apre in realtà infinite possibilità di rigenerazione e nuova vita. È proprio questo slancio positivo, l’andare incontro verso nuova vita e nuovi orizzonti, che Carmelo Minardi sottolinea con le sue opere.

La mostra, a cura di Dafne Crocella, antropologa, scrittrice e curatrice d’arte, sarà inaugurata alla presenza dell’artista. L’evento gode del patrocinio del Comune di Caltagirone.

Cenni biografici: Carmelo Minardi è nato a Caltagirone nel 1962. Artista autodidatta, esordisce nel 1994 con la mostra personale “Fabbricando”, che già dal titolo esprime il carattere e la vocazione dell’artista; infatti, a partire dal suo lavoro che lo mette giornalmente a contatto con i materiali metallici, l’energia elettrica, il magnetismo, si connota fin dall’inizio come “faber”, recuperando dell’antica denominazione, e dell’aura che gli antichi attribuivano a questa figura, l’aspetto della sperimentazione, del fascino della materia, di una curiosità e sapienza manipolativa profondamente alchemica. Dopo e insieme ad una ricca ed apprezzabile stagione pittorica, l’artista passa alle limature di ferro che orienta con il magnete creando sulla tela un microcosmo affascinante e misterioso. Approda infine al tutto tondo, nel quale felicemente si coniugano, le componenti essenziali della sua arte: materica, espressionistica e sottilmente metaforica. Vive e lavora a Caltagirone.

INFO:

L’Orizzonte degli Eventi. Il Viaggio della Musa Spaziale di Carmelo Minardi.

A cura di Dafne Crocella

Dall’11 al 26 maggio 2019

Tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Ingresso Libero

Spazio COMEL Arte Contemporanea
via Neghelli, 68 – Latina
tel. 0773.487546 – email: info@spaziocomel.it
sito: www.spaziocomel.it

In Dante Veritas

Le opere del designer visionario e artista russo Vasily Klyukin (Mosca, 1976), conosciuto a livello internazionale per i suoi successi come businessman e filantropo, sono esposte all’Arsenale di Venezia in concomitanza alla Biennale Arte, dall’8 maggio al 26 novembre 2019.
La mostra dal titolo “In Dante Veritas“, organizzata con il patrocinio dello State Russian Museum di San Pietroburgo – che ospita la più grande collezione di arte russa al mondo – e del Comune di Venezia, è visitabile nei suggestivi spazi dell’ Arsenale Nord, presso la Tesa 94.
Nella stessa location, in prossimità del bacino dell’Arsenale, è esposta una nuova versione della grande scultura “Why People Can’t Fly” (2019), con un altezza di 10 metri, realizzata per denunciare l’inquinamento causato dalla plastica.
 

Come il nome della mostra suggerisce, “In Dante Veritas” – curata da Paola Gribaudo – nasce come un’interpretazione moderna della più grande opera letteraria di tutti i tempi, la Divina Commedia di Dante Alighieri. In particolare, le opere in mostra si ispirano alla prima parte dell’Inferno dantesco, con i suoi nove cerchi concentrici che ospitano le anime dannate, destinate alla punizione eterna.

Vasily Klyukin traspone ai nostri tempi questo scenario apocalittico, creando quella che egli definisce una vera e propria “esperienza dell’inferno”, attraverso un unicum artistico formato da oltre 100 elementi multimediali su 900 metri quadrati di spazio espositivo: sculture, sound, opere di video mapping, riproduzioni digitali e lightboxes. Parte integrante del percorso è l’audio-guida, disponibile gratuitamente in 10 diverse lingue: la voce narrante dell’artista accompagna il visitatore con un testo in poesia e prosa in questo viaggio “infernale”, aiutandolo a comprendere il vero messaggio di ogni opera.

Nucleo della mostra, 32 grandi sculture in acciaio che raccontano, come un terribile ammonimento, l’Inferno che l’uomo può decidere di fare della propria vita e del mondo , se non si ravvede in tempo: 22 opere rappresentano i vizi e i peccati umani – come Gola, Lussuria, Ipocrisia – 4 invece sono i Cavalieri dell’Apocalisse, maestosi nei loro 3,5 metri di altezza. Tra le altre opere troviamo poi una maschera mortuaria di Dante, e le sculture rappresentanti Beatrice e una grande Tigre, come unione di delicatezza e forza.

Non si tratta di una semplice trasposizione artistica dell’opera poetica di Dante, ma di una riflessione critica sui nostri tempi, le loro grandi problematiche e paure. Significativi in tal senso sono i nomi con cui Klyukin chiama i cavalieri dell’Apocalisse di oggi: Disinformazione, Sovrapopolazione, Sfruttamento incontrollato delle risorse, e Inquinamento Ambientale. Un discorso estremamente attuale, per noi che viviamo l’epoca delle fake news, delle grandi migrazioni e dei cambiamenti climatici, con l’incertezza che tutto questo comporta.

Le opere mostrano l’Inferno, tuttavia il male è esposto come un richiamo alla responsabilità, un’esortazione al cambiamento e alla riflessione , sia sulla propria vita personale che sulle conseguenze che il comportamento di ciascuno può causare nel destino del mondo. La speranza non è mai eliminata: Klyukin mostra vizi, peccati e debolezze perché è necessario guardare il nemico negli occhi per poterlo affrontare e sconfiggere.

Le 32 sculture in acciaio sono definite da Klyukin”Live Sculptures”, perché realizzate attraverso una particolare tecnica ad incastro di lastre di acciaio che non richiede nessun elemento aggiuntivo per l’assemblaggio, e conferisce alla scultura un senso di tridimensionalità e grande mobilità che ricorda il movimento delle pagine di un libro, permettendo inoltre di scomporre e ricomporre le figure.

La mostra è un percorso immersivo e multisensoriale, in cui i visitatori sono chiamati a una partecipazione attiva, confrontandosi con le opere a partire dalla propria esperienza, come nel caso della scultura “Betrayal” (Tradimento), dove il pubblico è invitato a scrivere le iniziali di coloro che in passato hanno tradito la loro fiducia.

Nelle parole di Klyukin, “l’apocalisse moderna non è una pestilenza, la guerra o la morte – bensì la sovrapopolazione, lo sfruttamento incontrollato, la disinformazione, l’inquinamento. La mostra è una “esperienza dell’inferno”, che vuole essere un tentativo di risposta alle domande: cos’è l’aldilà? come siamo veramente? per cosa potremmo essere all’inferno, e possiamo cambiare?”.

Dopo l’Arsenale di Venezia, “In Dante Veritas” sarà esposta negli Stati Uniti, a New York e Miami.