Two Thoughts di Svenja Deininger

Collezione Maramotti è lieta di annunciare l’apertura della mostra Two Thoughts di Svenja Deininger.

La Pattern Room raccoglierà un ciclo di nuove opere pittoriche concepite dall’artista austriaca specificamente per questo progetto e in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński,  in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź.Partendo da un quadro del 2018 acquisito dalla Collezione Maramotti e prendendo spunto dalla ricerca di Strzemiński e dalle sue Architectural Compositions realizzate quasi un secolo fa, Deininger ha lavorato su numerose opere contemporaneamente per giungere alla selezione finale dei dipinti, alla “frase” che essi compongono sulle pareti della sala.

Deininger concepisce infatti le sue opere all’interno di un processo ininterrotto: ogni dipinto, sul quale lavora anche per lungo tempo, non è un’entità conclusa, ma un tassello del discorso creativo che conduce l’artista a visualizzarne la collocazione in un contesto spaziale definito. Affine alla generazione di unità lessicali e alla contemporanea elaborazione di una loro sintassi, il processo creativo di Deininger prende forma attraverso passaggi successivi e pazienti sulla superficie di ogni singola opera e si sviluppa nei rapporti tra i diversi dipinti.

Le texture, le consistenze e gli spessori che si svelano a una distanza ravvicinata dalle opere sono ottenuti dall’artista mescolando gesso, polvere di marmo o colla ai colori ad olio –materiali che assorbono e restituiscono la luce in modo differente – così come procedendo per stratificazioni di colore e lavorando sia sul fronte che sul retro delle tele.

Le composizioni di linee e colori rimandano a una dimensione astratta, ma l’immaginario di Deininger attinge alla realtà di forme e oggetti concreti, che sono poi trasposti e ibridati sulla tela, ricombinati per aprirsi a nuove interpretazioni possibili. Anche l’apparenza piatta della superficie delle opere è spesso scardinata da un’osservazione attenta, che rivela livelli diversi di profondità e rapporti talvolta prospettici tra gli elementi.
Deininger, che lavora esclusivamente con la luce naturale, dipinge reagendo passo dopo passo alle fasi successive della generazione stessa delle opere, nel tempo del loro farsi, della loro “messa al mondo”. La sua pittura è sperimentale nel processo – di cui gli errori e i cambi di direzione sono parte connaturata – ed esatta e calibrata nel risultato formale.

In questo progetto connesso e ispirato a Strzemiński emerge la riflessione di Deininger sulla ricerca di un artista della generazione dell’Avanguardia, lontano dal punto di vista storico e teorico, ma in cui riecheggiano affinità formali inaspettate e una comune profonda ricerca sull’essenza della visione e della pittura.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con testi di Luigi Fassi, Paulina Kurc-Maj e Władysław Strzemiński.

8 marzo – 26 luglio 2020
Visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente.
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 25 aprile, 1° maggio

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
www.collezionemaramotti.org

Integr’Azione: Vita d’Arte e Arte di Vita.

La mostra Integr’Azione celebra l’arte di vivere, la qualità relazionale dell’identità alla differenza nel chiasmo donante del riconoscimento, in una collettiva annuale d’arte integrata e itinerante, dal 23 al 27 Marzo dalle 10 alle 16, Sesta Edizione 2020, presso l’Istituto Leonarda Vaccari, in Viale Angelico 22 a Roma, partecipata da artisti emergenti unitamente ai ragazzi dell’Istituto Leonarda Vaccari, del Centro Don Orione, dell’Opera Don Calabria, del Don Guanella, del Sant’Egidio e della Fondazione Don Carlo Gnocchi.

L’Istituto Leonarda Vaccari, presidente la prof.ssa Saveria Ghia Dandini de Sylva, in collaborazione con l’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, presidente il critico e ArteTerapeuta, prof.ssa Fulvia Minetti, cerimonia la mostra artistica con il conferimento dei diplomi e la lettura della critica in semiotica estetica delle opere di tutti i partecipanti, per la condivisione del valore dell’identità, della riconoscenza alla ricchezza reciproca della differenza, del senso universale dell’espressione artistica e del divenire dialettico dell’essere, in Convenzione Formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre e con il Patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale.

L’Integr’Azione non chiude nel cerchio elettivo della norma pregiudiziale di un modello identitario; è “l’unità dell’essersi”: un atto etico di solidarietà è il luogo umano della solidità, che vincola l’io all’altro per l’intero del se stesso. L’altro è la condizione di senso e di verità. La sostanza dell’identità è una relazione: di sé è sempre all’altro e l’emarginazione nega, con l’esistere dell’altro, l’essere stesso del negante. Nessuno fra due orizzonti di sguardo possiede la verità: la verità è fra di essi, al luogo di eccedenza, che si trova andando, un poco, al di là di se stessi. Il carattere itinerante della mostra raccoglie l’attestazione d’esistenza lungo la fenomenologia degli incontri.

Accademia Internazionale di Significazione
Poesia e Arte Contemporanea
www.accademiapoesiarte.it
www.accademiapoesiarte.com

La Genesis di Alessandra Romani

Dal 28 febbraio al 24 aprile 2020 il centro benessere “Corpo e Mente” di via Tanucci 21, ad Arezzo, ospita “Genesis“, mostra di pittura di Alessandra Romani a cura di Marco Botti. L’evento espositivo è promosso dall’associazione culturale AltreMenti.

L’inaugurazione, a ingresso gratuito, si svolgerà venerdì 28 febbraio a partire dalle ore 20 in collaborazione con Agriturismo Badia Ficarolo di Enrica Romani, che proporrà un gustoso buffet.
Per l’occasione ci sarà un breve spettacolo dedicato a Gianmaria Testa, nel quarto anniversario dalla morte del raffinato cantautore italiano. Il musicista Andrea Ciri ne ripercorrerà la carriera attraverso racconti, note personali ed estratti di interviste, incastonati nelle sue più belle canzoni.

LA MOSTRA
Tornano gli eventi espositivi a “Corpo e Mente”, sviluppati da anni nella grande hall e nelle sale del centro benessere. La stagione 2020 sarà inaugurata da una pittrice aretina alla sua prima mostra personale: Alessandra Romani.

Nelle opere esposte, eseguite con acrilici su tela e tecniche miste, si nota l’amore dell’artista per l’astrazione di Gerhard Richter, la pittura gestuale di Jackson Pollock, i colori eterei di Karen Hale e la versatilità di Pamela Kogen.
Partendo da queste influenze la Romani va alla ricerca di un linguaggio personale in cui gli stati d’animo del momento determinano il processo creativo. L’idea di partenza raramente è rappresentata dal risultato finale, poiché l’opera si evolve in maniera imprevedibile ma puntualmente sorprendente.

“Genesis” è l’esordio di una pittrice che esprime le sue emozioni attraverso le tele e che ha le carte in regola per ritagliarsi uno spazio nel composito mondo dell’arte. “Corpo e Mente”, da anni attento alla valorizzazione dei talenti emergenti, non poteva lasciarsi scappare questa esclusiva.

 

Segnalato da Marco Botti
marco.botti9@gmail.com – marco.botti@pec.giornalistitoscana.it

Le regine di carta

Dal 23 febbraio al 22 marzo 2020 la Sala Pieve del Museo della Fraternita dei Laici di Piazza Grande, ad Arezzo, ospita “Le regine di carta”, mostra di Sara Lovari a cura di Marco Botti e Laura Davitti.
Domenica 23 febbraio, alle ore 17, l’inaugurazione ufficiale con un brindisi offerto da Tenute di Fraternita. L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, dalle 10,30 alle 18.
 

Torna l’arte contemporanea nella Sala Pieve, promossa come sempre dal Magistrato della Fraternita dei Laici. Protagonista della nuova mostra dedicata alle opere di piccolo formato è una delle pittrici aretine più apprezzate a livello internazionale: la casentinese Sara Lovari.
Per l’occasione sono esposti lavori tratti dalla fortunata serie “Queen”, realizzati con le tecniche predilette dall’artista come la collage-scultura e la pitto-scultura, utilizzando acrilici, carta semplice, spartiti musicali, cartoline, stampe, libri e riviste d’epoca.
Attraverso i suoi assemblage dal gusto rétro, con rimandi soprattutto ai mitici anni Sessanta, l’autrice ci trascina in un periodo in cui tra boom economico, contestazioni e voglia di libertà, il mondo femminile dava una svolta al suo lungo percorso di emancipazione, tuttora lontano dal considerarsi concluso.
Le donne di Sara Lovari sono di carta, quindi delicate e leggiadre ma anche fragili. Le teche in cui sono inserite le valorizzano, ma allo stesso tempo le proteggono dalla violenza e dalla cattiveria a cui possono andare incontro nella lotta quotidiana per ritagliarsi uno spazio egualitario nella società. Una mostra che indaga il complesso pianeta femminile attraverso l’occhio privilegiato di un’artista sensibile, mettendone in luce bellezza, fascino e contraddizioni.

Sara Lovari è nata nel 1979 ad Avena di Poppi (AR). Esordisce nel mondo dell’arte nel 2007 e da lì la sua carriera è un crescendo di successi attraverso mostre e prestigiosi riconoscimenti.
Le sue opere si distinguono per le applicazioni polimateriche che dialogano su supporti antichi e preziosi come libri d’epoca e cartine geografiche, dando vita a lavori apprezzati da critica, pubblico e collezionisti di tutto il mondo.
Nel 2014 è finalista al premio Arte Mondadori e vincitrice della sezione “nuove proposte” al premio Adrenalina. Nel 2015 espone con una personale nel MAEC di Cortona dal titolo “Les Objects & The Letter-Room”. Nell’ottobre dello stesso anno è vincitrice di una borsa di studio all’Università dell’Oklahoma con “Art Residence Norman USA”, dove esegue un ciclo di opere sul tema del viaggio. Nel 2016 vince nella sezione “gold” al premio Adrenalina e partecipa alla residenza artistica a BoCs Art di Cosenza. Nel 2017 è presente negli Stati Uniti a “Scope Miami Beach”, “Scope New York” e alla biennale del National Weather Center di Oklahoma City. Nel 2018 espone con la personale “La ricerca del desiderio” nel Castello di Poppi e in seguito alla Barbara Paci Galleria d’Arte di Pietrasanta, nonché con “Le charme dans le mirror” alla Galleria Fidia di Roma. Nel 2019 prende parte al project room “Parte prima: la realtà” alla Luisa Catucci Art Gallery di Berlino. Nel 2020 espone con la personale “A pesca di vita” nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Vive e lavora in provincia di Arezzo. Collabora stabilmente con gallerie italiane ed estere.

OMAGGIO A CHIARA FUMAI

A due anni dalla prematura scomparsa di Chiara Fumai (Roma 1978 – Bari 2017) la Regione Puglia e il Comune di Bari, insieme al Teatro Pubblico Pugliese e Puglia Circuito del Contemporaneo con organizzazione dell’associazione culturale Dafna, rendono pubblico omaggio all’artista barese nel Teatro Margherita, dall’8 febbraio al 6 marzo 2020.


Una mostra molto attesa, che presenta la complessità del pensiero dell’artista e della sua opera nella formula dell’Omaggio a Chiara Fumai ideata da Anna Fresa e Paola Marino con la curatela di Antonella Marino e la consulenza scientifica di Francesco Urbano Ragazzi, direttore di The Church of Chiara Fumai, associazione presieduta da Liliana Chiari, madre dell’artista, che ne preserva l’opera.
Il pubblico omaggio di Bari a Chiara Fumai rende evidente l’attenzione delle istituzioni culturali pugliesi nel riconoscimento di un’eccellenza assoluta nel panorama dell’arte contemporanea.

Nella breve ma intensa carriera Chiara Fumai si è imposta all’attenzione del sistema dell’arte internazionale per il carattere innovativo della sua pratica performativa, che analizza il rapporto tra potere, linguaggio e sovversione attraversando con estrema libertà diversi saperi e ambiti disciplinari. Con una gamma di conoscenze ampissima: dalla musica sperimentale al femminismo radicale, dal pensiero anarchico a studi occultistici, tra teosofia, spiritismo, stregoneria.
Nelle sue azioni l’artista ha dato corpo e voce a numerose figure soprattutto femminili, personaggi ai margini del sistema patriarcale e appartenenti ai diversi ambiti della contro-cultura come fenomeni da baraccone, protagoniste da freak show di fine ‘800, medium, scrittrici, donne criminali.

Nel foyer sarà mostrato un compendio di questo particolare percorso artistico, dopo la Biennale di Venezia e prima della grande retrospettiva che dalla primavera 2020 partirà dal Centre d’Art Contemporain di Ginevra per un tour europeo, che in Italia farà tappa al Centro Pecci di Prato. Bari diventa così l’avamposto di questo momento di attenzione e riconoscimento internazionale. La mostra è stata appositamente disegnata per il Teatro Margherita, in un percorso espositivo immersivo ed esperienziale che propone un affondo nell’universo creativo dell’artista. Il teatro è popolato da una nuova iconografia femminista: figure paradigmatiche eppur marginalizzate della storia come Zalumma Agra, Eusapia Palladino, Annie Jones, Ulrike Meinhof, vengono portate alla ribalta sulla scena.

Lo spazio d’ingresso, totalmente oscurato, è trasfigurato dalla presenza monumentale della video performance Shut Up Actually Talk in cui Zalumma Agra, personaggio del Circo Barnum già evocato da Chiara Fumai nell’opera Moral Exhibition House (Kassel 2012), legge il Secondo Manifesto di Rivolta femminile “Io dico Io”, scritto da Carla Lonzi nel 1970. Al centro, sul pavimento, è collocato un grande sigillo con una stella a sette punte, simbolo di riconoscimento dell’artista per la prima volta esposto in una versione installativa. L’area sinistra del foyer accoglie invece la video-installazione The Book of Evil Spirits, presentata alla Contour Biennale nel 2016 (e vincitrice della VII edizione del Premio Fondazione VAF), dove Chiara Fumai riunisce in una seduta spiritica diverse figure incarnate nelle sue performance. Sul fondo del teatro torna poi in nuova versione l’installazione La donna delinquente, concepita proprio per il Teatro Margherita in occasione del Premio Lum nel 2011, che ha per protagonista la figura della medium di origini pugliesi Eusapia Palladino. Mentre nell’unica zona luminosa è ricostruita un’ambientazione inedita: The Church of Chiara Fumai, l’archivio che raccoglie quadri, manifesti, dischi, video, oggetti di scena, mobili appartenuti all’artista e riuniti a Bari presso la sede dell’omonima associazione. Tra i documenti esposti è presente un focus su Nicola Fumai, padre dell’artista recentemente scomparso. A lui è ispirata la serie di lavori Chiara Fumai Presents Nico Fumai, tema della sua prima apparizione pubblica alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nel 2010.

NOTE BIOGRAFICHE/IL RAPPORTO CON BARI
Chiara Fumai ha vinto premi prestigiosi come il Premio Furla per l’Arte Contemporanea (2013) e il New York Prize (2017) e partecipato a numerose mostre all’estero e in Italia. Le sue performance sono state presentate in istituzioni importanti come la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, il Museion di Bolzano, la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, David Roberts Foundation di Londra, Maison Rouge di Parigi, ISCP di New York. Nel 2011 ha partecipato alla XIII edizione di Documenta a Kassel, su invito della direttrice Carolyn Christov-Bakargiev, e nel 2019 alla 58° Biennale Arte di Venezia, tra i tre artisti scelti per il Padiglione Italia. Chiara Fumai ha vissuto a Bari sino al conseguimento del diploma liceale. Si è trasferita poi a Milano, dove si è laureata in architettura al Politecnico. Ha in seguito frequentato il XV Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como e ha studiato Teoria dell’Arte al Dutch Art Institute di Arnhem. Nonostante i riscontri internazionali il legame dell’artista con Bari resta costante. A Bari hanno sempre vissuto i suoi genitori, la madre attrice Liliana Chiari, da cui sembra aver ereditato l’attitudine performativa, e il padre Nicola Fumai.
Nella sua città ha esposto per la prima volta nel 2010, con una performance nella vetrina di Palazzo Mincuzzi per la rassegna nazionale “Gemine Muse”. Nel 2011 ha partecipato alla II edizione del Premio Lum, dentro il Teatro Margherita. Nello stesso anno ha tenuto la personale Valerie Solanas non è nata ieri presso la galleria Murat centoventidue.
La ricerca complessa e originale di Chiara Fumai ha però tanti aspetti ancora da approfondire. Al fine di tutelarla The Church of Chiara Fumai, diretta da Francesco Urbano Ragazzi, ha riunito e catalogato tutti i materiali per la costituzione di un archivio che è in parte custodito dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli. La mostra barese, oltre a costituire un primo e doveroso riconoscimento alla talentuosa artista nella sua città, segna dunque un primo e necessario momento di approfondimento e di riflessione sulla sua significativa e originale ricerca visiva.

INFO
Teatro Margherita – Piazza IV Novembre, 70122 Bari
Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 21.30. Chiuso il 23 febbraio – Ingresso libero

REFERENTE PER LA DIDATTICA
Virginia G.I.Magoga, UniBa virginia.magoga@gmail.com

UFFICIO STAMPA
MANUAL comunicazione informazione immaginazione
T.3393449512 paola.manual@gmail.com

ALLESTIMENTI Romano Exhibit
SPONSOR TECNICO Storm events
PROGETTO GRAFICO Giulia Bellipario

SPONSOR GVM Care&Research

Mediterraneo Frontiera di Pace

Mediterraneo Frontiera di Pace, è una mostra d’arte internazionale che si terrà a Bari dal 15 febbraio al 1 marzo 2020 presso la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi nel borgo antico della Città.

La mostra ha come titolo “Mediterraneo Frontiera di Pace”: si tratta di un evento espositivo collaterale all’Incontro di riflessione e di spiritualità che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio p.v. promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e avrà per protagonisti i Vescovi e Pastori di tre continenti (Europa, Asia e Africa). La chiusura del convegno avverrà alla presenza del Santo Padre, Papa Francesco.

L’esposizione si pone come un momento di unione e incontro tra artisti di varie nazionalità e culture, un contributo attraverso l’espressione artistica, alla promozione della cultura del dialogo e della pace per il futuro dell’intero bacino del Mediterraneo.

Le opere esposte saranno di artisti Italiani, Spagnoli, Iracheni e Palestinesi che si sono confrontati su questo tema. In esposizione opere di: Rima Amozayyen, Abdullah Arishen, Francesca Brivio, Beatrice Capozza, Sara Chaparro, Amedeo del Giudice, Antonio Delli Carri, Paolo de Sario, Ibrahim Doudieh, Miguel Gomez, Donato Linsalata, Gabriele Liso, Ferruccio Magaraggia, Rocco Malatacca, Raed Masoor, Angela Piazza, Lyad Sabbah, Ahmad Shamma, Mahmud Shobar, Miranda Santoro, Giuseppe Toscano, Rocco Zullo.

La mostra rimarrà aperta dal 15 febbraio al 1 marzo 2020, dal martedì alla domenica, orari 10,00/13,00 17,00/19,30 lunedì chiuso. Ingresso libero.

Web: www.facebook.com/bibartbiennale

da sabato 15 Febbraio a domenica 1 marzo 2020

Bari (Bari) Chiesa di Santa Teresa dei Maschi

piazzetta Santa Teresa, strada Lamberti 4 – dal martedì alla domenica orari 10,00/13,00 – 17,00/19,30 ( lunedì chiuso) – Ingresso libero

Info. 345 511 9994

Natalija Dimitrijević – Condominium

Nuova stagione espositiva per lo Spazio MICROBA, che inaugura l’anno con la mostra personale di Natalija Dimitrijević, Condominium, a cura di Riccardo Pavone e Marialuisa Sorrentino, vernissage venerdì 31 gennaio 2020 alle ore 19,00.

Tematica di questo 2020, al centro di una serie di personali, doppie personali e attività laboratoriali, che MICROBA organizzerà con l’Associazione culturale Achrome, con cui lo spazio rinnova una proficua collaborazione iniziata nel 2017, è legata alla relazione tra Arte e Architettura.

Il progetto, coordinato da Riccardo Pavone e Marialuisa Sorrentino con Ignazio Fabio Mazzola e Nicola Zito, vedrà il coinvolgimento di artisti, curatori e critici, invitati di volta in volta a presentare progetti site specific su differenti aspetti dell’affascinante rapporto tra i due ambiti, fortemente correlati e da sempre intrecciati nelle dinamiche e nei risultati estetici.

Protagonista del primo appuntamento del ciclo sarà Natalija Dimitrijević, giovane artista serba laureata all’Accademia di Belle Arti di Bari, che presenterà all’interno dello spazio espositivo la sua più recente produzione pittorica, una serie di lavori inediti attraverso i quali, in maniera del tutto peculiare, darà una personale visione del tema centrale del progetto.
La mostra sarà corredata da un testo critico di Melissa Destino, ricercatrice presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna e curatrice presso lo Spazio Murat di Bari, con cui MICROBA e Achrome daranno vita a una collaborazione che nei prossimi mesi porterà a nuovi eventi legati all’artista.

La mostra di Natalija Dimitrijević sarà aperta e visitabile fino al prossimo 29 febbraio 2020, dal martedì al sabato, dalle ore 17,00 alle ore 20,00.

MICROBA si pone lontano dal canonico concetto di galleria d’arte e, anche in questo nuovo ciclo di eventi, rinnova la propria aspirazione di spazio laboratoriale e sperimentale. Attraverso le opere e le esperienze di artisti giovani ma già di respiro nazionale e internazionale, il centro barese persegue la propria missione nel territorio e intende introdurre stimoli di riflessione nel contesto culturale circostante.

L’Associazione culturale Achrome è un collettivo che opera nel campo dell’Arte Contemporanea, muovendosi tra molteplici ambiti, dalla didattica alla ricerca, dall’organizzazione di eventi espositivi alla formazione professionale. Intessendo rapporti con il territorio, Achrome si propone di favorire un rinnovato e più proficuo dialogo tra la città e le dinamiche dell’Arte Contemporanea.

Natalija Dimitrijević (Niš, Serbia, 1995) ha frequentato la scuola d’arte della sua città di nascita (Umetnička škola Niš), dipartimento tecnico-figurativo. Nel 2014 si trasferisce a Bari e s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari al corso di Pittura, dove si laurea nel 2019. Si esprime attraverso diversi linguaggi tra cui: installazione, ambienti sensitivi, collage, pittura, disegno. Il suo lavoro si basa sulla ricerca della memoria del suo tempo, di un passato non troppo lontano, che non vuole essere nostalgica o malinconica, ma ricordo di sé e degli altri, che porta alla conoscenza dell’identità. Il mezzo artistico principale usato è la pittura, che spesso viene impiegata nello spazio, in installazioni e ambienti interattivi. La ricerca spaziale è molto importante per le sue opere attuali; la serie delle case è il risultato degli studi sul flusso mnemonico e cognitivo, un’improvvisazione che è correzione degli sbagli di un ricordo non preciso, riempimento delle lacune e ricostruzione di una nuova memoria. Attualmente vive e lavora a Bari.

Natalija Dimitrijević Condominium
A cura di Riccardo Pavone e Marialuisa Sorrentino
Testo critico di Melissa Destino

MICROBA Via Giambattista Bonazzi 46 70123 – Bari

Inaugurazione: venerdì 31 gennaio 2020, ore 19
Dal 31 gennaio al 29 febbraio 2020
Da martedì a sabato, dalle ore 17 alle ore 20

Info: MICROBA +39 3927385558 – spaziomicroba@gmail.com
https://www.facebook.com/microba46/?fref=ts

ACHROME +39 3470866802 – associazioneachrome@gmail.com
https://www.facebook.com/acachrome/?fref=ts

Art today

L’ Accademia Federiciana si dimostra ancora una volta istituzione culturale no-profit in primo piano nel far conoscere a un pubblico sempre più ampio i fermenti e le tendenze più attuali nel panorama dell’arte contemporanea odierna. L’ulteriore conferma arriva dalla 9ª Mostra d’arte contemporanea “Art today“, allestita – curata dal noto critico d’arte Fortunato Orazio Signorello – al Museo Emilio Greco di Catania (piazza San Francesco d’Assisi 3).

Inaugurata il 18 gennaio alla presenza di un foltissimo pubblico, l’esposizione – visitabile gratuitamente fino al 26 gennaio – propone opere di medio e grande formato, differenti per stili e tecniche, eseguite da 45 artisti contemporanei: Salvatrice Alberghina, Innoccenza Alessi, Marlena Justyna Banbura, Marisa Cacciola, Serena Capizzello, Roberto Caristia, Eleonora Catania, Emanuela Coniglione, Alberto Correnti, Rosaria Dattero (Roda), Anna Di Mauro, Nelly D’Urso, Giuseppe Ferrato, Adriana Garozzo, Angela Giglio, Nicolò Grasso, Domenico Guzzetta, Pinella Insabella, Giovanna Isaia, Anna Maria La Torre, Francesco Lotti, Eliana Manitta, Giuseppina Martinez, Salvatore Milazzo, Ciro Mozzillo, Riccardo Musumeci, Salvatore Musumeci, Letizia Pace, Giovanni Pinzone, Gaetano Puleo, Gabriella Puliatti, Vittorio Ribaudo, Elio Ruffo, Connie Sciacca, Davide Scuderi, Antonella Serratore, Daniela Serratore, Fortunato Orazio Signorello (è anche un valido pittore figurativo), Ada Sozzi, Giuseppe Spinoso (Jos), Rosa Maria Taffaro, Emma Traina Ghirardini, Pietro Alessandro Trovato, Luisa Turinese, Angela Maria Viscuso.

Organizzata annualmente con lo scopo di “mostrare la propensione degli espositori a una sperimentazione di procedure innovative intesa come nuovo stimolo visivo” la mostra – che è stata patrocinata dalla Kritios Edizioni – propone la le opere di 45 validi artisti noti ed emergenti. Per presentare un viaggio all’interno della contemporaneità più attuale, sulla metodologia esecutiva delle opere e sulla spiccata attitudine progettuale degli artisti, Fortunato Orazio Signorello – ideatore, curatore e direttore artistico sin dalla prima edizione – ha concentrato la sua attenzione, dando la possibilità di mettere a confronto linguaggi espressivi sia tradizionali che innovativi, il talento, la destrezza manuale e intellettiva degli artisti.

L’esposizione è il frutto di un’indagine condotta sull’opera dei 45 artisti invitati (per la maggior parte siciliani) attraverso opere figurative, astratte, informali, astratte e concettuali che declinano in maniera differente le principali correnti stilistiche ricorrenti nella loro ricerca espressiva. Concepita come un contenitore di idee aperto alla contaminazione di linguaggi espressivi, la 9ª Mostra d’arte contemporanea “Art today” propone, infatti, un confronto fra i diversi modi d’interpretare e usare la varietà dei linguaggi artistici e delle tendenze estetiche da parte di artisti contemporanei, identificando così le diverse caratteristiche di ciascuno e sottolineando la possibilità attuale di esprimersi utilizzando, oltre ai linguaggi tradizionali, strumenti tecnologicamente avanzati, filtrati e modellati dalla sensibilità personale di ogni artista.

Gli artisti che espongono in questa mostra hanno realizzato – per mostrare uno spaccato sulle innumerevoli metodologie progettuali ed esecutive che caratterizzano l’arte contemporanea – opere che evidenziano le inevitabili diversità di orientamenti e che ben rappresentano il tessuto vitale della sperimentazione odierna. Ancora una volta Fortunato Orazio Signorello – collaboratore dell’Enciclopedia d’arte italiana-Catalogo generale artisti dal Novecento ad oggi e di altre prestigiose pubblicazioni d’arte – ha voluto proporre una mostra d’arte che comprende una varietà di tecniche e di stili e che propone opere di artisti capaci di guardare con occhio nuovo al rapporto tra forma e segno, e alle soluzione innovative.

La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 13.

 

ACCADEMIA FEDERICIANA – Via Borgo, 12 – 95125 Catania
accademiafedericiana@libero.it
http://www.accademiafedericiana.eu

Le trame del vento

Giovedì 23 gennaio negli spazi della galleria B4 di Bologna in via Vinazzetti 4/b si inaugura la mostra ” Le trame del vento” dell’artista Mariarosaria Stigliano.
L’evento è a cura di Lodovico Pignatti Morano e sarà visitabile fino al 5 marzo.

Una strada di campagna, uno scorcio urbano da una prospettiva insolita, una figura che cammina con una valigia, sono alcuni degli attimi descritti in punta di pennello da Mariarosaria Stigliano, immagini di un istante sospeso che raccontano il vento.
Il colore, a volte acceso nei rossi di un segno nervoso ed a volte velato dal riflesso di una luce notturna, è lo strumento che ci guida nelle trame dipinte in ognuna delle opere in mostra ed invita ad entrarvi.
Sono storie rumorosamente silenziose che ci parlano di un altrove incredibilmente vi-cino ma inafferrabile, così chiaro eppure completamente misterioso.

INFO
MOSTRA: Mariarosaria Stigliano – Le trame del Vento
A CURA DI : Lodovico Pignatti Morano
INAUGURAZIONE: giovedì 23 gennaio ore 18.00
PERIODO: 23 gennaio-5 marzo 2020, dal martedì al sabato ore 17-20
ORGANIZZAZIONE: Galleria B4 / Via Vinazzetti 4/b, Bologna

Mother nature’s son

Dal 18 gennaio al 20 marzo 2020 il Ristorante Falterona di Piazza Tanucci 9, a Stia (AR), ospita “Mother nature’s son”, mostra di pittura di Andrea Ciotti a cura di Marco Botti. Sabato 18 gennaio, dalle ore 12, l’apertura ufficiale.

Il primo appuntamento del 2020 nel locale casentinese, sempre votato alla promozione delle arti visive, cita nel titolo una delle più delicate canzoni dei Beatles. Protagonista è Andrea Ciotti, affermato chitarrista, che negli ultimi anni è tornato ad alimentare anche la sua passione per la pittura con risultati sorprendenti.

Per l’occasione l’artista valtiberino espone il suo personale omaggio a Madre Natura con una serie di paesaggi e scorci eseguiti con rara sensibilità. Per un pittore, che è anche musicista, risulta quasi normale trasferire nelle opere armonia e ritmo. Nascono così dei lavori vibranti, fatti di ambienti naturali affrancati dalla presenza umana, in cui le emozioni trasmesse dai vari momenti della giornata, ma anche dai colori e dal mutamento delle stagioni, restituiscono un dialogo alla pari con quello che ci circonda.

Ciotti offre allo spettatore la possibilità di “sentire” i suoni e le melodie del creato, lontani dal frastuono che avvolge sempre più la nostra quotidianità. Un’opportunità da cogliere al volo.

Dallo sfrido può nascere un fiore

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Dallo sfrido può nascere un fiore‘ è il titolo della realizzazione lignea di Leonardo Basile in mostra da domenica 12 Gennaio nella vetrina del Centro d’arte e cultura L. Da Vinci, in via Verdi 7 a Bari-Santo Spirito.

Il ‘riciclo dei rifiuti’ (in questo caso, scarti della lavorazione del legno) come pratica creativa, è la ‘filosofia’
che sta alla base dell’originale lavoro dell’artista : spezzoni di essenze dalle diverse forme geometriche e differenti cromatismi che vanno, assiemandosi, ad intraprendere un ‘nuovo percorso di vita’, elevandosi ad opera d’arte.

Certo, nulla di nuovo se pensiamo che la tecnica dell’assemblage ha attraversato diversi movimenti artistici fin dall’inizio del secolo scorso e che nella contemporaneità si è arricchito, con il radicarsi di una coscienza ecologica collettiva, di ulteriori concetti fra i quali la critica alla società dei consumi e la necessità (doverosa) di contrastare (seppur in misura minima) il degrado devastante delle discariche.

Non penso – dichiara Basile – di aver realizzato qualcosa di artisticamente eclatante, del resto mi sono lasciato guidare semplicemente da quel ‘banale’ principio della conservazione per cui ‘in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma’…se sappiamo (vogliamo) vedere le cose non soltanto per quello che sono, ma anche per quello che potrebbero essere.

Questo mio lavoro (insieme ad altri realizzati con la stessa tecnica) vuol essere un piccolo contributo alla ‘causa ambientale’ nella consapevolezza che il degrado ambientale ha causa collettiva e necessita di soluzione altrettanto collettiva: ognuno, deve metterci qualcosa di proprio…un pò come le formiche.

Dallo sfrido può nascere un fiore
Dal 12 al 30 gennaio 2020
ARTE CONTEMPORANEA

Location
Vetrina Centro d’arte e cultura L. Da Vinci
Bari Santo Spirito, Via Giuseppe Verdi, 7, (BA)

Orario di apertura
Tutti i giorni, 24/24 h

Sito web
http://leonardobasile.it

Autore
Leonardo Basile

Produzione organizzazione
Associazione L. Da Vinci

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In the light of

In occasione di Arte Fiera 2020, in parallelo con la programmazione di Palazzo De’ Toschi, prosegue la proposta espositiva della Direzione Generale di Banca di Bologna, che apre nuovamente il proprio spazio al lavoro di un artista italiano.

Per questa edizione è stata invitata a esporre Margherita Moscardini (1981), che inaugurerà la mostra In the light of martedì 21 gennaio alle ore 18.00 (ingresso libero), a cura di Barbara Meneghel, nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera.

L’artista interpreta la sede di piazza Galvani con una singola opera dalla vocazione pubblica: The Decline of the Nation State and the End of the Rights of Man è un’installazione al neon che riporta il titolo del nono capitolo de “Le Origini del Totalitarismo” – testo che Hannah Arendt pubblica nel 1951.
La filosofa tedesca descrive qui l’istituzione degli stati nazione d’Europa attraverso trattati che anziché proteggere giuridicamente le minoranze le condannarono all’apolidia, generando milioni di rifugiati che lo stato nazione, non avendo messo in questione i propri principi fondativi, continua oggi a trattare come eccezioni anziché come fondamento.

Rendere pubbliche queste riflessioni di Arendt significa introdurre il fruitore dentro un’epoca che ha finalmente compreso la necessità di un cambio di paradigma, permettendo alla filosofa – a settant’anni di distanza – di risponderci su questioni di stringente attualità.
Abbiamo riconosciuto le democrazie guadagnate nel secolo scorso come un bene da difendere, ma non siamo stati capaci di rinnovarle. Qualsiasi sia l’entità politica capace di servire, come strumento, le esigenze del nostro tempo, assumerà l’apolide come suo stesso fondamento? La condizione dell’esilio, da eccezione, diventerà il fondamento attorno al quale costruire un altro modo di intendere la cittadinanza che, svincolato dall’appartenenza territoriale, superi finalmente la distinzione tra diritti del cittadino e i diritti inalienabili?
Se un cambio di paradigma ci fosse offerto dalla città, se la città fosse un riferimento pertinente capace di essere portatore di un’altra idea di cittadinanza, sarebbe una città dove non avrebbe più senso disturbare istituti come l’asilo o parole insidiose come accoglienza e ospitalità, perché saremmo tutti quanti protetti giuridicamente come stranieri.
Margherita Moscardini, che considera la citazione del titolo lo statement ‘alla cui luce’ leggere la sua produzione recente, crede sia questa la sfida da cogliere oggi.
L’installazione, collocata in uno spazio significativamente visibile dalla strada, è un’edizione di un lavoro presentato per la prima volta nella città di Plovdiv in Bulgaria nel 2018: sarebbe bello immaginare che altri esemplari di questo statement fossero disseminati in altre città, almeno in Europa.

Dopo le mostre di Elia Cantori (2018), e di Matteo Fato (2019) – la prima con una vocazione scultorea e fotografica, la seconda incentrata sulla pittura – si passa quindi a un progetto di natura pubblica e filosofica: una diversificazione dei contenuti che arricchisce ulteriormente la proposta espositiva di Banca di Bologna.

Margherita Moscardini (1981) indaga le relazioni tra processi di trasformazione di ordine naturale, urbano e sociale appartenenti a specifiche geografie. La sua pratica privilegia il processo e progetti a lungo termine che generano interventi in larga scala, disegni, scritti, modelli in scala e video-documenti.
Tra i suoi progetti: Istanbul City Hills_On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation (2013), a proposito della trasformazione urbana recente di Istanbul, le demolizioni di interi quartieri e il ricollocamento di comunità locali. Tra il 2012 e il 2018, ha sviluppato 1XUnknown (1942-2018, to Fortress Europe with Love), una serie di 21 video che documentano la linea difensiva Atlantic Wall (1942-1944): 15.000 bunker costruiti dal Terzo Reich lungo la costa atlantica europea con lo scopo di difendere la Fortezza Europa. Dal 2016 lavora al progetto The Fountains of Za’atari, studiando i campi per rifugiati come città a partire dal campo per rifugiati di Za’atari, nato nel 2012 in Giordania in un’area desertica sul confine siriano.
Margherita Moscardini si è laureata alla Accademia di Belle Arti di Bologna, e ha frequentato il CSAV della Fondazione Antonio Ratti di Como con Yona Friedman. È stata research fellow 2015 della Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University, New York, USA.
Recentemente, ha tenuto lectures e conversazioni al MAXXI, Roma; Columbia University, New York; SVA e ISCP, New York; Triennale di Milano; NABA, Milano.
Negli ultimi anni il suo lavoro è stato mostrato al MAXXI, Roma; MMCA Changdong e SongEun ArtSpace, Seoul, Corea; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; IIC di Istanbul e di Bruxelles; MACRO, Roma; CCA, Plovdiv, Bulgaria; MAMbo, Bologna; Quadriennale e Palazzo delle Esposizioni, Roma; Palazzo Reale, Milano.

Margherita Moscardini
In the light of

21 gennaio – 21 febbraio 2020

A cura di Barbara Meneghel

Nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera

Direzione Generale Banca di Bologna
Piazza Galvani 4, Bologna

Inaugurazione
martedì 21 gennaio, ore 18.00

Orari weekend di ART CITY Bologna
venerdì 24 gennaio | ore 10-20
sabato 25 gennaio | ore 10-24
domenica 26 gennaio | ore 10-20

Orari di apertura ordinari
dal 22 gennaio al 21 febbraio 2020
lunedì-venerdì 10-13 e 15-17
chiuso sabato e domenica

Ingresso libero

Ufficio stampa
Sara Zolla | press@sarazolla.it | 346 8457982

Informazioni
Luigi Raffa | l.raffa@bancadibologna.it | 342 8019558 – 051 6571430
Francesca Caselli | f.caselli@bancadibologna.it | 051 6571431