COLORINCOLOR

Campiture, aloni, sfumature, turbolenze e equilibri cromatici animano gli spazi espositivi di YURTA in provincia di Siena dal 23 aprile al 15 giugno 2019. Tutti i colori sono gli “amici dei loro vicini e gli amanti dei loro opposti ” amava dire Marc Chagall e noi siamo costantemente influenzati dai colori.

La mostra a cura di Maria Mancini con la collaborazione di Wang Yao indaga attraverso l’opera di quindici artisti il colore inteso sia come gestualità istintiva sia come definizione di una progettualità linguistica ben definita. Un’enunciazione visiva, come sottolinea la curatrice, talvolta chiassosa con movimenti di luce e energia si alterna a opere costruite su velature cromatiche e pigmentazioni calibrate alla continua e indomita ricerca di nuove prospettive. Ogni colore modifica il suo aspetto in base alla materia che lo costituisce e lo accoglie. Senza voler tacere sulle abilità tecniche e sui materiali il campo percettivo della mostra si coniuga con elementi plastici e esperienze tattili condivise.

ENZO BERSEZIO – SAURO CARDINALI – MARCO CARDINI – SEOK WON KANG – HAN CHANG KYU – GABRIELE – LANDI – JAILDO MARIHNO – LUCIANO MASSARI – MICHELE D’AGOSTINO – MATTHIAS MILHAUD – DANIELA NOVELLO – PATRIZIA NOVELLO – MARIA ISABEL SALAZAR – TIZIANA TACCONI – WANG YU

INFO:
23 APRILE – 15 GIUGNO 2019 su appuntamento
YURTA via dei manufatti n 1, loc. Sentino, Rapolano Terme, Siena, Italia
e-mail yurta.r.c@outlook.it

Ricognizioni In Contemporanea

A Reggio Emilia, dal 4 maggio al 1 giugno 2019, un focus sull’arte contemporanea e le nuove generazioni. Nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV) e le gallerie d’arte reggiane aderenti alla rete di In Contemporanea, il “Focus Reggio Emilia”, premio assegnato nell’ambito di Arteam Cup 2018 per promuovere e sostenere la ricerca artistica contemporanea.

Cinque artisti (Evita Andújar, Patrizia Novello, Serena Piccinini, Gianluca Patti, Alice Faloretti) per cinque gallerie (Galleria de’ Bonis, Vicolo Folletto Art Factories, Galleria 8,75 Artecontemporanea, Bonioni Arte, 1.1_ZENONEcontemporanea) che, come di consueto, hanno scelto di fare rete, lavorando insieme al progetto “Ricognizioni In Contemporanea”, a cura di Chiara Serri.

Organizzata dall’Associazione Culturale Arteam in collaborazione con In Contemporanea, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, la manifestazione sarà presentata al pubblico sabato 4 maggio, alle ore 16.00, presso la Galleria de’ Bonis, con la partecipazione di Arteam, degli artisti, dei galleristi e della curatrice. A seguire, sarà possibile visitare in anteprima le mostre di Evita Andújar (Galleria de’ Bonis), Patrizia Novello (Vicolo Folletto Art Factories), Serena Piccinini (Galleria 8,75 Artecontemporanea), Gianluca Patti (Bonioni Arte) ed Alice Faloretti (1.1_ZENONEcontemporanea).

L’inaugurazione ufficiale si terrà dalle 17.30 alle 20.00.

«Sebbene differenti per esperienza e linguaggio, le cinque ricerche – spiega Chiara Serri – presentano alcuni interessanti punti di tangenza: in primo luogo il recupero della memoria, intesa come terreno fertile per processi immaginativi che consentono ampie aperture oniriche; in secondo luogo la riflessione sul binomio realtà/finzione, punto di partenza per una riflessione che coinvolge la società contemporanea, dalle dinamiche identitarie al tempo dei social media alla riconsiderazione del rapporto uomo/natura in relazione al progressivo depauperamento del capitale naturale; in terzo luogo la particolare attenzione rivolta alla parte tecnica, sia che essa attinga alle esperienze del passato per sviluppare un linguaggio personale, sia che nasca dalla sperimentazione di nuovi processi e materiali, elementi portanti di un percorso in divenire».

«Arteam Cup – scrive Diego Santamaria, presidente dell’Associazione Culturale Arteam – nasce del 2015 con l’intento di dare visibilità agli artisti meritevoli, contribuendo alla loro crescita professionale. La scelta organizzativa è stata quella di assegnare premi tecnici piuttosto che premi in denaro, garantendo ai vincitori mostre personali in gallerie d’arte che operano sul territorio nazionale, progetti curatoriali e residenze artistiche presso aziende partner, nell’ottica di rafforzare il rapporto arte/impresa. L’Associazione si è impegnata e si impegna per “far vincere il futuro”, predisponendo le condizioni per un ingresso dei più giovani nel circuito delle gallerie e per offrire nuove occasioni di visibilità e confronto con il mercato ad artisti mid-career meritevoli di attenzione e/o riscoperta».

«In Contemporanea – dichiara la coordinatrice Margherita Fontanesi – nasce nel 2014 per offrire una visione d’insieme di ciò che le gallerie di Reggio Emilia propongono in relazione al percorso odierno dell’arte, con l’intento di salvaguardare le gallerie come ambienti espositivi, di conoscenza, di diffusione della cultura e come spazi di incontro, non solo come luoghi commerciali. In Contemporanea è una formazione variabile che, nel tempo e in base ai progetti proposti, ha coinvolto diverse gallerie, sempre in dialogo con le Istituzioni, come i Musei Civici di Reggio Emilia e la Fondazione Palazzo Magnani, e riconosciuti operatori di settore, come nel caso di Arteam».

Le mostre, realizzate con il supporto di Miselli accessori per componenti oleodinamici e Zuliani Impresa Edile, saranno visitabili fino al 1 giugno 2019, negli orari di apertura delle singole gallerie riportati nei siti www.arteam.eu e www.incontemporanea.eu.

Ingresso libero.
Catalogo Vanillaedizioni.

ARTEAM CUP FOCUS REGGIO EMILIA
Ricognizioni In Contemporanea
A cura di Chiara Serri
Reggio Emilia, 4 maggio – 1 giugno 2019

Premio assegnato nell’ambito di Arteam Cup 2018
In collaborazione con In Contemporanea

UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it

Come in un sogno…

In occasione di Photofestival 2019, lo spazio MADE4ART di Milano presenta ” Come in un sogno…“, mostra personale dell’artista fotografo Bruno Samorì (Faenza, 1943) a cura di Gigliola Foschi.

L’esposizione presenta una selezione di opere di Bruno Samorì comprendente composizioni fotografiche nelle quali elementi pittorici, architettonici o musivi vengono accostati a paesaggi connotati da una decisa tendenza all’astrazione. Questi montaggi visivi creano atmosfere magiche e di onirico silenzio intrecciando il presente con il passato, realtà e finzione, geometrie e bidimensionalità. Bruno Samorì, ispirato dalle riflessioni dell’artista David Hockney contenute nel volume “Secret Knowledge”, compie una riflessione sul rapporto tra pittura e fotografia con un linguaggio personale e ricco di originalità.

Come suggerisce la Curatrice Gigliola Foschi nel suo testo critico, Bruno Samorì definisce “un mondo iconico e antiprospettico, dove convivono magicamente dettagli di mosaici bizantini e di icone russe, campi arati simili a tavolozze colorate e solitarie case rurali. Egli raccoglie con amore frammenti dell’arte antica per farli rivivere grazie a complesse tecniche di photo-collage digitale che sembrano paradossalmente obbedire ai canoni della ‘prospettiva rovesciata’ delineata dal grande teologo russo Pavel Florenskij. Con un tocco fiabesco e immaginifico, Samorì compone infatti un universo costituito da figure ‘ritagliate’ che emergono da un fondo nero, luminoso e senza tempo, proprio come in un sogno…”.

La personale di Bruno Samorì, con data di inaugurazione mercoledì 17 aprile 2019 alle ore 18, rimarrà aperta al pubblico fino al 7 maggio; media partner della mostra Image in Progress.

Bruno Samorì. Come in un sogno…
a cura di Gigliola Foschi
17 aprile – 7 maggio 2019
Inaugurazione mercoledì 17 aprile, ore 18
Lunedì ore 15.00 – 18.30, martedì – venerdì ore 09.30 – 13.00 / 15.00 – 18.30
La mostra resterà chiusa al pubblico dal 25 aprile al 1 maggio compresi

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni
Via Voghera 14, 20144 Milano

www.made4art.it, info@made4art.it
t. +39.02.39813872

La pittura come il mare

Prima retrospettiva post mortem per l’artista Piero Guccione, dal 06/04 al 30/06/2019. A dedicargliela è il Museo d’arte Mendrisio che intende ripercorrere il viaggio attorno al mare di Guccione attraverso l’esposizione di 56 capolavori (scelti in collaborazione con l’Archivio Piero Guccione) tra oli e pastelli, a partire dal 1970 fino alla conclusione del suo percorso. Un catalogo di 120 pagine, edito dal Museo d’arte Mendrisio, documenta con fotografie e schede tutte le opere in mostra, introdotte dai contributi di studiosi e seguite da apparati riportanti una bibliografia scelta e una selezione delle esposizioni.

Non c’è mai stato un artista che sia riuscito a dare la dimensione della luce e della relazione tra l’azzurro, il mare e il cielo come Piero Guccione. Egli è stato tra i maggiori protagonisti della pittura italiana del secondo Novecento. Nato nel 1935 a Scicli, ultima propaggine meridionale della Sicilia, e recentemente scomparso, per oltre quaranta anni ogni mattina Guccione ha guardato il mare cercando di coglierne le variazioni, non per semplice descrittivismo, ma per trovarci sempre l’anima dell’uomo.

«Mi attira l’assoluta immobilità del mare, che però è costantemente in movimento.» È questa la grande impresa che quotidianamente ha affrontato: guardare il mare con il desiderio di fissare qualcosa in continuo movimento.

Guccione ha portato la sua ricerca ai limiti dell’astrazione, restando tuttavia ben ancorato alla realtà. Persino nelle ultime opere dove la rarefazione è condotta all’estremo e il senso di vuoto diventa qualità principale, egli vuole e sa rimanere pittore di un’antica tradizione radicata nel dato realistico, figurativo.

Nel dipingere il mare e il cielo, egli è stato attratto dalla forza e dal colore di quell’impercettibile linea che divide la parte superiore dei suoi dipinti, il cielo, dalla parte inferiore, il mare.

È questa impercettibilità che ha sempre cercato di riportare sulla tela.
«La mia pittura oggi va verso un’idea di piattezza che contenga l’assoluto, tra il mare e il cielo, dove quasi il colore è abolito, lo spazio pure. Insomma, una sorta di piattezza, che però, in qualche modo, contenga un dato di assolutezza, di una cosa che assomiglia a niente e che assomiglia a tutto.»

Già lo scrittore Alberto Moravia ne colse bene l’essenza: «Guccione non illustra figure e situazioni, ma cerca anzi di ridurre il più possibile il riferimento illustrativo…si è messo fuori dalla storia, si è tenuto alla passione che è di tutti i tempi e di tutti i luoghi e a quella soltanto

Questo “mettersi fuori dalla storia” ha portato l’artista a prediligere, oltre all’olio, l’uso del pastello, mezzo che scopre tra il 1973 e il 1974 come tecnica “veloce”, in alternativa, o meglio in sostegno al lento procedere dell’olio. Da quel momento in avanti il pastello assume sempre più importanza nella sua opera, dandogli modo di esprimere un’emozione più immediata e diretta, animando la natura e trasferendo alla natura i sentimenti e le passioni umane, dalla gioia al dolore, dalla malinconia all’indignazione.

Amici d’arte

Organizzata e realizzata dall’Associazione Nazionale Culturale Emilio Notte in collaborazione coll’Amministrazione Beni Comuni Villa Riccio, la mostra “Amici d’arte”, dal 6 al 14 aprile presso Villa Riccio a Roma, riunisce una selezione delle opere di Carmine Cecola, Vincenzo Gaetaniello, Goffredo Godi e Vanda Valente: personalità accomunate oltre che da una salda amicizia anche da quella particolare affinità che deriva dalle origini della propria formazione, che si realizzò all’Accademia di Belle Arti e all’Istituto d’Arte di Napoli.

Emilio Notte, Autoritratto in tuta da operaio – particolare, 1955

In quegli ambienti, l’intervallo tra gli anni ’30 ai ’50 del secolo scorso fu infatti particolarmente ricco di personalitá di alto profilo culturale e didattico. La presenza di vari docenti provenienti dalla fucina delle avanguardie storiche del primo Novecento aveva infatti saputo, voluto e potuto fortemente rinnovare una didattica attestata fino a quel momento sugli epigoni del morellismo di maniera, stancamente imperanti da decenni in una cittá che in quel tempo costituiva, dal punto di vista culturale, per così dire il “centro gravitazionale” dell’intero Sud.

Dunque, non a caso, in quel trentennio le scuole di pittura e scultura partenopee furono fucine inesauribili di talenti, che poi trovarono, ciascuno secondo i propri personali orientamenti, degna collocazione nella storia dell’arte nazionale ed europea; i quattro artisti presenti in questa mostra ne appunto sono un esempio.

Da quella molteplice e varia esperienza formativa, aperta alle avanguardie storiche, curiosa delle nascenti neoavanguardie, ma anche sempre connessa al grande patrimonio storico-artistico della regione, emersero dunque le quattro spiccate personalitá in mostra a Villa Riccio: figure che seppero e sanno intessere un dialogo tra i linguaggi contemporanei e la profonda e varia tradizione plurisecolare, anzi, plurimillenaria della nostra terra.

L’evento è anche l’occasione per un felice incontro culturale, che coglie l’obiettivo di diffondere, attraverso una selezione dei lavori di due scultori e due pittori, la conoscenza di una rilevante espressione dell’arte contemporanea in questa prima edizione romana del premio Emilio Notte, che fu maestro di due dei quattro artisti presenti.

I EDIZIONE PREMIO “EMILIO NOTTE” – ROMA

AMICI D’ARTE
Cecola – Gaetaniello – Godi – Valente

VILLA RICCIO
Sabato 06 Aprile 2019
Viale del Vignola n° 61 – ROMA

esposizione dal 6 al 14 aprile 2019 dalle 17.30 alle 19.30

L’universo di Eros Rizzo

Sabato 9 marzo 2019 alle ore 17.00 presso la Galleria del Montirone di Abano Terme (Padova) inaugura la mostra “L’universo di Eros Rizzo”, il pittore di Este per antonomasia, conosciutissimo e apprezzato non solo nella sua città, che omaggia dipingendone monumenti, chiese, portici e palazzi con uno stile primitivo, visionario, istintivo.

L’importante personale a cura di Sonia Strukul, con il patrocinio del Comune di Abano Terme, Assessorato alla Cultura, è stata pensata e voluta per celebrare il lungo percorso artistico di Eros Rizzo. Dalle sue famose vedute dedicate ad Este e a tutto il paesaggio dei colli Euganei, a scorci, nature morte, fiori, in particolare le amate rose, ma anche disegni, bozzetti e i suoi ritratti “psicologici”, la parte più intima e meno conosciuta della sua arte. “L’universo di Eros Rizzo”sarà visitabile ad ingresso libero fino a domenica 24 marzo con i seguenti orari: da martedì a domenica ore 10.00-12.30 e 15.00-18.00, lunedì chiuso.

Entrare nell’universo di Eros Rizzo è un’immersione in un mondo fatto di colore, di segno, di forma, di emozione, di comunicazione. È una costante ricerca per trovare un posto nel mondo ed Eros Rizzo lo ha trovato nelle sue opere. Questo è reso in particolar modo evidente nei suoi ritratti, corpi monumentali, quasi dei “ritratti psicologici” per usare le parole della curatrice Sonia Strukul, «una parte meno conosciuta dell’opera di Eros Rizzo, ma forse quella più intima e personale. Sono corpi che comunicano: non si può rimanere indifferenti, bella o brutta che sia la sensazione che suscitano difficilmente si riesce a togliere lo sguardo.»

In mostra sarà presente anche una sezione dedicata ai bozzetti preparatori per i suoi dipinti a olio. Eseguiti per lo più con un fine tratteggio sovrapposto a punta di penna, rivelano la struttura su cui poggia la pittura di Eros Rizzo. «Per me sono stati una grande scoperta – rivela Sonia Strukul – non si è distolti dal fascino che esercita il colore e si può ammirare la forma nella sua purezza. Qui il colore non può mascherare errori o ripensamenti, e rivelano la maestria e la padronanza tecnica dell’artista che gli permette di esprimere appieno la sua arte.

Eros Rizzo nonostante la propensione verso la pittura dimostrata fin da giovante età non ha fatto studi artistici, ma ad indirizzo tecnico. Solo più tardi in età adulta grazie all’incontro con il pittore Vladimiro Evarchi in arte Miro, ha potuto dare voce alla sua vocazione pittorica. Altra figura importante nel percorso formativo è stato il Prof. Franco Rizzato che lo ha guidato tecnicamente, affinando il suo spirito di osservazione sulla luce, i giochi di chiari e scuri, le ombre che si creano, necessari per una migliore trasposizione della realtà. Tra le mostre passate segnaliamo la “Eros Rizzo” a Palazzo Gentilini di Este (2015); “Estensione” alla Chiesa di San Rocco di Este (2014); “La forza vitale del pennello di Eros Rizzo” alla Pescheria Vecchia di Este a cura del Prof. Renato Zoia (2013); “Trans-form-action arte in cantiere” a Pergine (TN) a cura di Daniela Rosi (2012); “Alchimie dell’arte dell’irriducibilità allo spirito saturnino” al Palazzo della Ragione di Verona a cura di Daniela Rosi (2010) e “Colore e anima” presso lo Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (PD) a cura di Sonia Strukul (2018).

L’UNIVERSO DI EROS RIZZO
a cura di Sonia Strukul (testo critico)

Galleria del Montirone
via Pietro d’ Abano, 20 | Abano Terme (Padova)

dal 10 al 24 marzo 2010

Inaugurazione: sabato 9 marzo alle ore 17.00

Orari di apertura:
da martedì a domenica ore 10.00-12.30 e 15.00-18.00

Lunedì chiuso
Ingresso libero

Per informazioni sulle opere esposte:
Eros Rizzo – Tel. 347 1373158
Sonia Strukul – Tel. 392 4541345 – strukulsonia@alice.it

Comunicazione
Angela Forin – Tel. 347 1573278 – angela.forin@gmail.com – press@angelaforin.it

Controvento

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia presenta, dal 9 marzo al 3 aprile 2019, ” Controvento“, esposizione collettiva con opere pittoriche realizzate dagli artisti iscritti all’omonima Associazione.

In mostra, dipinti su tela, su carta e su tavola di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Artan Derraj, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Carmen Panciroli, Oscar Piovosi e Vilder Rosi.

Dal tema della figura alla natura morta, fino ai limiti dell’’astrazione, attraverso le ricerche di autori tra loro molto diversi, sia per esperienze che per linguaggio, ma accomunati dall’interesse per il colore e l’analisi – a volte fedele, a volte onirica o ironica – della società in cui viviamo.

Il titolo dell’esposizione – “Controvento” – allude, come spiega il gallerista Gino Di Frenna, «ad un andare oltre le norme stabilite e le convenzioni sociali, seguendo la propria strada ed il proprio istinto pittorico». «Un particolare ringraziamento – aggiunge Di Frenna – va ai soci fondatori dell’Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea, che da anni animano lo spazio espositivo con importanti momenti di dialogo e confronto, ma anche ai nuovi iscritti, che hanno portato rinnovata linfa al nostro lavoro».

La collettiva, che sarà inaugurata sabato 9 marzo 2019 alle ore 17.30, sarà visitabile fino al 3 aprile 2019, martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.30-19.30, gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, www.csart.it/875, ginodifrenna875arte@yahoo.it).

 

Controvento
Galleria 8,75 Artecontemporanea, Reggio Emilia
9 marzo – 3 aprile 2019
Inaugurazione: sabato 9 marzo, ore 17.30

Evento segnalato da Chiara Serri
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

Sfidando il vuoto e il silenzio

L’associazione In Arte Exhibit e la rivista In Arte Multiversi sono liete di presentare al pubblico la mostra personale dell’artista Daniela Grifoni dal titolo:“ Sfidando il vuoto e il silenzio “. L’evento artistico si terrà dal 8 al 18 marzo presso la galleria d’arte di Casa Cava – via San Pietro Barisano 47, Matera – scavata nel tufo e ubicata nel cuore della città antica.

Daniela Grifoni vive e opera a San Nazzaro Sesio, un delizioso borgo della provincia di Novara. Irrimediabilmente risucchiata da necessità artistiche, Daniela Grifoni ha finora collezionato un numero cospicuo di mostre e partecipazioni a kermesse artistiche, anche oltre i confini nazionali. Il suo curriculum d’artista è in continuo progredire: stimata e valorizzata dalla critica nazionale, aumentano vertiginosamente dimostrazioni di vivo interesse anche da parte di collezionisti e privati, ipnotizzati dalle sue creazioni. Solidamente attestata nella tradizione del Metamorfismo italiano, le opere di Daniela Grifoni sono il setting privilegiato di una danza surreale del colore lungo il percorso inscritto nella tela. La materia, densa, ricca, eccessiva si accompagna ad una magia che dà origine ad impulsi emozionali introvabili in altre opere contemporanee. “sfidando il vuoto e il silenzio”, mostra personale approda finalmente a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. L’evento è stato organizzato da Angelo Telesca (presidente di In Arte Exhibit) e curato da due giornalisti e esperti dell’arte Carlo Maria Nardiello e Nicola Margiotta.

L’artista Daniela Grifoni ritorna in Basilicata dopo aver già esposto in occasione della quadripersonale Territori Espressivi (Potenza 2015), Panta Rei (Matera 2015), Cromatismi in Equilibrio (Matera 2016) e IncontrArte 2016, il concorso internazionale d’arte in occasione del quale ha riscosso il primo premio della giuria. Un legame, dunque, già maturo quello dell’artista con la Basilicata, che sarà presente a Casa Cava il giorno 8 marzo, in occasione della Festa della Donna.

Responsabile eventi Carlo Maria Nardiello

Ufficio stampa “In Arte Multiversi”

Largo Pisacane 15, 85100 Potenza

Infoline: 330 798058 – 392 4263201

E-mail: informazioni@in-arte.org – eventi@in-arte.org

Website: www.in-arte.org –

Facebook: www.facebook/InArte

Mediterrando

Si inaugura sabato 9 febbraio 2019, negli spazi del MUSEO IRPINO – ex CARCERE BORBONICO, ad Avellino, la mostra Mediterrando di Mariangela Calabrese.

Quasi a ripristinare il senso e la sostanza di un vero e proprio percorso di intenti – mai interrotto – la mostra è un ulteriore segmento di quel progetto iniziato proprio un anno fa e che ha visto le opere di Mariangela Calabrese come estensioni narrative di un’attualità fatta di “transiti, di smarrimenti, di intolleranza, di dolore smisurato e di paura remota”.

Mediterrando è pertanto frammento testimoniale di un itinerario metaforico che attraversa il nostro mondo confidenziale per incrociarsi poi con l’oggettivismo del dramma collettivo, quello arenato sui confini della speranza e del terrore, ai margini delle parole superflue, carico di inconciliabilità e di compassione, di lembi e di mediane, di sguardi e di ignoto.
Un tema assai caro all’artista salernitana, capace oltremodo di dirottare sulla tela il “sentire sociale” con la voce più intima, più profonda, più segreta, la sua.

Si ha il sentore di lenti processi effusivi” scrive di Mariangela Calabrese il critico letterario Marcello Carlino “scanditi sul ritmo di una risacca; e tuttavia a volte si ascolta il ruggito rosso-sangue del mare. Il colore, periodicamente, si schiarisce sperimentando i toni dell’azzurro e del bianco: e allora prende di acqua e prende di aria questa pittura, che assomiglieresti a un che di liquido e di aereo al tempo stesso, fasciato di silenzio in un’atmosfera sospesa…

La mostra al MUSEO IRPINO è pertanto un ulteriore “fascicolo di indagine” capace di puntualizzare il tempo trascorso e di farne fabbrica di osservazione sul divenire. Le opere di Mariangela Calabrese racchiudono un vero e proprio dualismo dialettico: il senso intimo e profondo della propria dimensione di donna-artista e, al contempo, di osservatrice del senso ambiguo dell’esistere.

Rocco Zani, critico d’arte, sottolinea come l’artista affidi al silenzio “il respiro di un colore che non è conforto o barlume occasionale, piuttosto smisurata inclinazione alla ricerca dell’essenza e dell’essenziale. Senza esagerare direi che la sua biacca remota, il suo blu, il rosso argilloso sono oggi sillabario mai stagnante di una narrazione che si fa giorno dopo giorno itinerario “consueto” della sua presenza artistica, della sua sostanza…

Mediterrando

Museo Irpino – ex Carcere Borbonico
Via De Marsico – Avellino
Dal martedì al sabato 09.00-13.15
Mercoledì e venerdì 09.00-13.15 / 15.30-17.30
Info 0825.192606
mariangelacalabrese.blogspot.com
Ingresso libero

Robert Rauschenberg

La Galleria Conceptual presenta una mostra dedicata a uno degli artisti più prolifici e sperimentatori del Novecento: Robert Rauschenberg.

La personale raccoglie una serie di opere realizzate fra gli anni ’70 e ’80, durante i viaggi dell’artista tra India, Giappone e Cina: ispirato dalle culture orientali, l’artista introduce nell’opera vari oggetti, operando una fusione fra diversi materiali e la pittura, alla quale non rinuncia mai. Rauschenberg definisce questa personale unione fra cose quotidiane e pittura combine-paintings (dipinti combinati).

I lavori di Robert Rauschenberg hanno una forte unicità, determinata dal modo in cui l’artista sceglie e accosta gli elementi, nonché dalle parti dipinte a mano, la sovrapposizione del collage, le immagini in composizioni reticolari libere e le imperfezioni del processo serigrafico, elementi che distinguono il suo lavoro dalla più fredda Pop Art. Un viaggio intercontinentale tra paesaggi, atmosfere, anime aleatorie. Un alchemico senza restrizioni.

Bike e Sand (entrambi del 1974) fanno parte degli Hoarfrosts, eseguiti tra il 1974 e il 1975 con diversi tessuti. Il titolo, che in inglese significa brina, fa riferimento all’Inferno della Divina Commedia: accompagnato dal poeta Virgilio, Dante discende all’inferno, avvolto nella nebbia e nel gelo. L’inizio del XXIV canto recita: “quando la brina in su la terra assempra / l’imagine di sua sorella bianca, / ma poco dura a la sua penna tempra”.

Rauschenberg scoprì questa tecnica mentre lavorava con la litografia. Egli notò che la garza usata per pulire le lastre di pietra manteneva tracce della carta da giornale. Usando un solvente che consente alle immagini di essere trasferite su tessuto, iniziò a trasferire le immagini dei giornali su seta, cotone e chiffon. In alcune di queste opere strati di tessuto trasparente o semi-trasparente si sovrappongono, creando delicate composizioni di grande profondità ed eleganza. Gli “Hoarfrosts” parlano di occultamento e di trasparenza, “presentando le immagini nell’ambiguità dell’improvviso immobilizzarsi nella messa a fuoco o del disciogliersi alla vista” (Rauschenberg).

Anche le opere uniche Untitled (1979) e Christmas ’88 (1988) sono state realizzate con la stessa tecnica.

Early Egyptian Series 14 (1974), è un’opera che si inserisce nella serie omonima, creata nel 1973-4, il cui materiale dominante è il cartone. L’artista, non senza una certa ironia, prende delle scatole di cartone, le appiattisce, le ricopre di colla e le fa rotolare nella sabbia o le avvolge nella garza come mummie per realizzare grandi sculture o rilievi murali.

L’interesse di Rauschenberg per l’antico Egitto è in parte ispirato da letture e in parte dalle visite al Louvre. Recuperando un elemento come la scatola di cartone, usato e gettato via, l’artista pone l’osservatore di fronte ai temi della caducità e della continuità.

Le opere Hard Eight e Box Car (entrambe del 1975) appartengono alla serie Bones, prodotta insieme alla serie Unions, a cui invece afferiscono Quorum, Junction e Ballots (1975). Entrambe furono realizzate dall’artista durante il mese trascorso in India presso la residenza Gandhi Ashram ad Ahmedabad, un importante centro di produzione tessile. Le prime sono realizzate con carta fatta a mano, tessuto e legno di bamboo; le seconde sono invece composte da stracci e fango, spesso cosparse di spezie per arricchirle del caratteristico aroma, con aggiunta di tessuto, legno e spago. Affascinato dalla cultura indiana, Rauschenberg si lascia ispirare dalle loro tradizioni nell’utilizzo di materiali semplici, come gli stracci e il fango, nel loro assemblaggio e nelle tecniche di tessitura.

La mostra, a cura di Graziano Menolascina, continua in galleria fino al 17 marzo.

 

Via Mameli 46, 20129 Milano
+39 02 70103941
info@conceptual.it www.conceptual.it

Inverno in quota

Lo spazio MADE4ART di Milano inaugura il nuovo anno espositivo con Inverno in quota, mostra personale dell’artista fotografo Guido Alimento (Macerata, 1950) a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo. In esposizione una selezione di scatti realizzati tra il 2011 e il 2018 sulle Alpi al confine tra Italia – Val di Susa (Bardonecchia) e Francia – Valle della Clarée.

Le cime delle montagne innevate seminascoste da nubi e foschia, i riflessi e le trasparenze che caratterizzano la trasformazione dell’acqua in ghiaccio, le macchie di colore lasciate dalle foglie cadute sul candore della neve: le immagini catturate dall’obiettivo di Guido Alimento si rivelano essere un vero e proprio omaggio all’inverno, nel rigore delle forme e delle geometrie create dalla natura, nella purezza assoluta degli elementi naturali e nel silenzio che sembra scaturire da uno scenario ricco di poesia e incanto. L’inverno, stagione di una morte apparente che cela in realtà riposo e rigenerazione, diviene con le fotografie di Guido Alimento simbolo del ciclico rinnovarsi della vita e della prossima rinascita della natura.

Inverno in quota, con data di inaugurazione mercoledì 9 gennaio 2019, rimarrà aperta al pubblico fino al 31 dello stesso mese; media partner della mostra Image in Progress.

Guido Alimento. Inverno in quota
a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
9 – 31 gennaio 2019
Inaugurazione mercoledì 9 gennaio, ore 18
Lunedì ore 15.00 – 18.30, martedì – venerdì ore 09.30 – 13.00 / 15.00 – 18.30
MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872
Media Partner Image in Progress

Scopri le opere di Guido Alimento sul sito Internet MADE4EXPO
www.made4expo.it
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Le Rouge et le Noir

MADE4ART di Milano presenta dal 17 dicembre 2018 all’ 8 gennaio 2019 Le Rouge et le Noir, speciale progetto artistico che riunisce sei artisti caratterizzati da differenti sensibilità artistiche e specificità tecniche esponendo una selezione di opere pittoriche ispirate al rapporto tra il rosso e il nero.

Protagonisti della mostra Giusella Brenno, Martino Brivio, Josine Dupont, Sara Montani, Francesco Sandrelli, Roberto Tomba: la mostra è un vero e proprio omaggio a un colore, il rosso, da sempre legato a concetti quali “emozione”, “amore”, “passione”, “calore”, impiegato dagli artisti sin dai tempi più antichi per rappresentare sentimenti profondi e intensi legami affettivi; accanto al rosso, il nero, che incarna l’antitesi, il mistero, il silenzio, gli aspetti più intimi e nascosti della nostra interiorità. Il rosso e il nero sorprendono e coinvolgono l’osservatore, rappresentando con il loro accostamento, la loro inevitabile contrapposizione e l’incontro con gli altri colori le infinite sfumature delle emozioni umane.

Le Rouge et le Noir, con data di inaugurazione lunedì 17 dicembre, sarà aperta al pubblico con gli orari di apertura dello spazio dal 18 al 21 dicembre e il 7 e l’8 gennaio; su appuntamento durante il periodo delle Festività natalizie.

Le Rouge et le Noir
Giusella Brenno, Martino Brivio, Josine Dupont,
Sara Montani, Francesco Sandrelli, Roberto Tomba
17 dicembre 2018 – 8 gennaio 2019

Inaugurazione lunedì 17 dicembre, ore 18.30
Orario apertura: 18 – 21 dicembre e 7 – 8 gennaio ore 10 – 13 e 15 – 19
Durante il periodo delle Festività la mostra sarà aperta al pubblico su appuntamento

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