La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze­­?

Un luogo rigenerato e condiviso; uno spazio di ricerca, cultura scientifica, politica, dell’arte e della conoscenza. È il CoscioniLAB, progetto che nasce in seno all’Istituto Luca Coscioni di Maria Antonietta Farina e apre le porte il 26 marzo nella sede di via Rimini 14 a Roma.

Attraverso incontri, dibattiti, seminari, conferenze, giornate di studio, mostre, proiezioni, dove saranno coinvolti esperti, scuole, università, enti di ricerca, l’universo della società civile e le istituzioni politiche, il primo anno di attività si incentrerà sui rapporti tra arti e neuroscienze e si caratterizzerà, tra gli altri, per l’ampio risalto dato ai linguaggi visivi.

Per l’appuntamento iniziale, intitolato La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze­­?, è prevista la partecipazione di relatori afferenti a campi del sapere eterogenei: Tommaso Edoardo Frosini vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Michele Mirabella presentatore e autore televisivo, Paola Pardini membro del Board Italian Research Institute-Georgetown University, Paolo Portoghesi accademico e teorico dell’architettura, la psicologa e scrittrice Vera Slepoj, Anna Testa, giornalista e attrice. Introduce Lamberto Maffei professor emerito alla Normale di Pisa e già presidente della Accademia dei Lincei e modera il giornalista del Tg2 Valter Vecellio. Le conclusioni sono di Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Luca Coscioni.

L’opera che apre il ciclo sull’arte contemporanea, invece, è l’installazione permanente di Marco Milia ‘ Molecula’, scultura “aerea” realizzata in situ e donata al CoscioniLAB.

La parte per il tutto; l’unità base che ripetuta uguale a se stessa dà – letteralmente – vita a corpo organico. La complessità di un’organizzazione in equilibrio perfetto, celata da simulata leggerezza; il cerchio come simbolo per rappresentare processi, materia, impulsi, reti. I legami continui, passaggio di informazioni, che sorreggono la struttura polimorfa e cangiante. Infine l’instabilità che governa le cose, fissata nella semplicità di una forma chiusa, modulare e riprodotta potenzialmente all’infinito. Molecula visualizza le capacità della mente di farsi largo in un caos di input discordi e connota il luogo con un segno aperto, imprevisto, fluido.

La scultura in policarbonato, che sembra variare colore al variare delle condizioni luminose, e modifica il proprio aspetto in relazione al differente punto di vista, si articola senza un inizio, un centro e una chiusura, espandendosi virtualmente fin dove l’immaginazione può arrivare. Scendendo dall’alto senza invadere lo spazio dei movimenti, corteggia il design e si oppone alla verticalità delle linee dell’ambiente. L’effetto è di alterazione delle funzioni preesistenti.

Sono parecchi anni che Marco Milia sfrutta l’intelligibilità del segno ridotto a pura geometria per raccontare, rendere evidenti, elementi impalpabili come l’aria; per cercare la costante nelle svariate manifestazioni dei fenomeni atmosferici; per spiegare processi complicati come il vivere (edificare) e l’organizzazione del lavoro. Con Molecula si trova a confronto con le sfide del pensiero, scegliendo (ancora una volta) la via della regola: anarchica e autogenerativa ma sempre regola. Cioè del principio minimo attraverso cui verificare problemi superiori. Come la scienza.

Per l’occasione, e fino al 15 maggio, saranno esposti anche una serie di progetti dell’artista, modelli in scala delle installazioni ambientali realizzate dal 2010 ad oggi.

Info:

Marco Milia, Molecula

Installazione permanente

Con un testo di Carlotta Monteverde

Inaugurazione: martedì 26 marzo 2019 ore 19 – 21.30

L’opera è visibile fino al 15 maggio 2019 su appuntamento contattando: info@istitutolucacoscioni.it, marcomilia10@gmail.com

La Ricerca dei Sé, tra Arte e Neuroscienze?

Martedì 26 marzo ore 16.45

Introduce: Lamberto Maffei, professor emerito alla Normale di Pisa e già presidente della Accademia dei Lincei

Modera: Valter Vecellio, giornalista del Tg2

Relatori: TommasoEdoardo Frosini,vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Michele Mirabella, presentatore e autore televisivo; Paola Pardini, membro del Board Italian Research Institute-Georgetown University; Paolo Portoghesi,accademico e teorico dell’architettura;Vera Slepoj,psicologa e scrittrice; Anna Testa, giornalista e attrice

Conclusioni: Maria Antonietta Farina Coscioni,presidente dell’Istituto Luca Coscioni

L’ingresso è libero previo registrazione obbligatoria, inviando una e-mail ainfo@istitutolucacoscioni.it o un sms al numero 3394477700 poiché il numero dei posti è limitato

CoscioniLAB

Via Rimini 14, Roma

www.istitutolucacoscioni.it

Ingresso gratuito

Biblioteca di Design “Bruno Munari”

Martedì 19 marzo 2019, alle ore 17.30, in occasione delle celebrazioni internazionali dell’ Italian Design Day apre al pubblico la nuova Biblioteca di Design “Bruno Munari” dell’ISIA di Faenza, la prima in Emilia-Romagna a essere dedicata specificamente a questa materia.

Oltre 3.500 volumi tra design, architettura, arte, scienze umane, letteratura che trovano spazio negli antichi ambienti del monumentale Palazzo Mazzolani, nel cuore di Faenza, appositamente ristrutturati per accogliere la nuova biblioteca.

Oggi le biblioteche sono nuove piazze del sapere, amate e frequentate dai giovani, e questo evento è un investimento importante e simbolico per un’istituzione di formazione universitaria quale ISIA Faenza.

L’Associazione Bruno Munari ha aderito con entusiasmo all’iniziativa di intitolare la biblioteca al grande Maestro, ideatore del progetto didattico dell’ISIA e massimo esponente del Novecento nel dialogo tra arti e design, per una creatività fondata sulla continua sperimentazione.

Alla cerimonia inaugurale interverranno, oltre al Presidente Giovanna Cassese e al Direttore Marinella Paderni :

Massimo Mezzetti
Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

Giovanni Malpezzi
Sindaco del Comune di Faenza

Massimo Isola
Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza

Claudio Leombroni
Responsabile del servizio Biblioteche, archivi, musei e beni culturali dell’IBC

Beppe Finessi
Direttore della rivista Inventario

Giuseppe Furlanis
Presidente della Conferenza Presidenti e Direttori degli ISIA

Anty Pansera
Storica del design

Silvana Sperati
Presidente dell’Associazione Bruno Munari

La Biblioteca si sta ampliando con centinaia di nuovi volumi grazie a una campagna di nuove acquisizioni e donazioni. Sta avendo infatti successo l’iniziativa dal titolo “Dona un tuo libro all’ISIA di Faenza”, rivolta a designer, artisti, galleristi, curatori, studiosi, collezionisti, editori, istituzioni universitarie, accademiche e musei, che sono indicati, in qualità di donatori, nella scheda informatizzata di ogni volume.

La Biblioteca “Bruno Munari” compare nell’OPAC SBN Nazionale – Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e nella rete delle biblioteche della Romagna. La campagna acquisizioni continuerà nei prossimi anni, anche grazie agli investimenti ad hoc programmati dall’ISIA.

Modernizzare e aprire il nostro patrimonio librario, depositato nei decenni, agli studenti dell’ISIA, agli appassionati, ai bibliofili e, in generale, a tutto il pubblico interessato, è fonte di orgoglio istituzionale e d’impegno sociale nei confronti della comunità” dichiara il direttore di ISIA Faenza Marinella Paderni. “Il progetto è nato dalla volontà della nostra Presidente, prof.ssa Giovanna Cassese, a cui ho risposto con lo stesso entusiasmo e passione credendo fermamente nell’azione formativa dei saperi librari nella formazione accademica degli studenti e nella vita delle persone”.

Conclude il presidente di ISIA Faenza, Giovanna Cassese: “È una gioia e un onore inaugurare – in concomitanza con la giornata del Ministero Affari esteri che celebra l’eccellenza del Made in Italy nel mondo – la nuova Biblioteca di design “Bruno Munari” dell’Isia di Faenza, frutto di un progetto pluriennale, articolato e complesso, che seguo in prima persona dall’inizio del mio mandato qui all’Isia, convinta da sempre della centralità di biblioteche moderne, attrezzate, aggiornate e accoglienti nelle istituzioni di formazione universitaria. Assolutamente in controtendenza, l’Isia di Faenza ha puntato tanto su questo ambizioso obiettivo, portando a termine il restauro e la ristrutturazione degli antichi spazi di Palazzo Mazzolani, mettendo in rete il patrimonio esistente, acquisendo tramite acquisti e donazioni nuovo e prezioso materiale bibliografico, con il coinvolgimento di personale specializzato e dei tanti donatori, a cui va tutta la nostra gratitudine. Così tra stucchi e affreschi un moderno arredamento con pezzi di design accoglierà quotidianamente studenti, docenti e studiosi non solo per leggere ma anche per dialogare su design e arte. È una scelta di politica culturale chiara, che include investimenti significativi anche laddove non ci sono purtroppo fondi ad hoc, una scelta che punta sulla centralità della ricerca nelle istituzione di Alta Formazione Artistica e sulla salvaguardia e valorizzazione del loro ricchi e preziosi patrimoni materiali e immateriali”.

La Biblioteca ospiterà anche una prestigiosa selezione di opere di design ceramico ideate da Andrea Anastasio e prodotte presso la bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza.

ISIA Faenza Design & Comunicazione è un’ istituzione universitaria di primo piano nel mondo della creatività e della progettazione contemporanei che, fin dalla sua fondazione, opera nell’ambito dell’Alta Formazione del design. Grazie anche alla nuova governance di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, sta sviluppando un dialogo sempre più serrato tra formazione, ricerca, produzione e valorizzazione della cultura del design con una particolare attenzione al tema della ceramica.

Ufficio stampa ISIA Faenza
Irene Guzman
Email ufficio.stampa@isiafaenza.it
Cel +39 349 1250956

Da grande farò il curatore

Torna sul Lago d’Orta, a Miasino, il corso Da grande farò il curatore. La tre giorni è organizzata dall’Associazione Culturale Asilo Bianco ed è dedicata ad approfondimenti e confronti con curatori indipendenti, responsabili di istituzioni culturali e professionisti della creatività.
 

Il corso è aperto a tutti: studenti, giovani curatori, operatori culturali, professionisti e appassionati.La quinta edizione indagherà i diversi aspetti legati alla costruzione di un progetto d’arte contemporanea: dalla scelta degli artisti fino all’allestimento vero e proprio degli spazi espositivi. Come nelle precedenti edizioni sarà dedicato spazio al fundraising e alla progettazione culturale attraverso le opportunità offerte dalle fondazioni di origine bancaria.

Con Benedetta Baraggioli – consulente fundraising e progetti culturali, Ilaria Bonacossa – direttrice di Artissima, Umberto Cavenago – artista, Valerio Dehò – critico e curatore indipendente, Elisa Fulco – curatrice, Massimo Giovanardi – Giovanardi Spa, Lorella Giudici – storica dell’arte e docente, Emanuele Montibeller – direttore artistico Arte Sella, Marco Panizza – direttore Premio Suzzara, Nicoletta Rusconi – art dealer, curatrice e gallerista, Carlo Sala – curatore Fondazione Fabbri e docente al Master IUAV in Photography, Marco Tagliafierro – critico d’arte e curatore indipendente, Bianca Tresoldi – lighting designer, Giorgio Verzotti – critico d’arte e curatore, Velasco Vitali – artista.

In chiusura, il racconto di un impegno che continua a mantenersi costante, tra fallimenti e successi: quello di Asilo Bianco e del Comune di Miasino per il recupero e la valorizzazione di Villa Nigra, con Paola Bertinotti – consulente di progetti culturali e Francesca Gattoni – curatrice.

Il corso inizierà venerdì 22 marzo, giorno in cui si festeggia la giornata mondiale dell’acqua, acqua che è il tema principale di tutte le attività di valorizzazione del progetto “Villa Nigra. Cultura e impresa per lo sviluppo di un territorio liquido” sostenuto da Fondazione Cariplo.

Programma completo

Enrico Crispolti – Testimonianze di un’esperienza condivisa

L’ 8 aprile 2019 l’Accademia di Belle Arti di Brera promuove insieme all’Archivio Crispolti Arte Contemporanea una giornata dedicata alla figura dello storico e critico d’arte Enrico Crispolti (Roma 1933-2018), teorico della disciplina, conservatore di documenti e libri, fondatore dell’omonima Biblioteca Archivio in Roma, nonché docente che, attraverso la Scuola di specializzazione dell’Università di Siena, ha formato generazioni di studiosi.

Enrico Crispolti, nel 2005, a Milano, alla Galleria Naviglio Modern Art, fotografato da Ignazio Gadaleta nella sua opera ambiente Celesti magnetici (al cielo di Milano). Courtesy Archivio Crispolti Arte Contemporanea, Roma.

La giornata, introdotta dalla Presidente dell’Accademia Livia Pomodoro e dal Direttore Giovanni Iovane, è curata da Luisa Somaini, con la collaborazione di Ignazio Gadaleta e Livia Crispolti. Ospita interventi di artisti, storici dell’arte, dell’architettura e del design, curatori, direttori di museo e d’archivio, galleristi, editori d’arte, restauratori ed ex studenti, per lo più attivi nel capoluogo lombardo, che riferiranno di un momento importante di lavoro condiviso con Crispolti, analizzandone le reciproche ricadute professionali ed umane.

L’incontro intende analizzare il metodo con cui, in più di sessant’anni di impegno “militante”, Crispolti abbia aggiornato la conoscenza dei linguaggi artistici contemporanei e dei nuovi media, inquadrando le ragioni del fare dell’artista nel contesto culturale di riferimento. Basti pensare, nell’area milanese, al lavoro svolto, tra gli altri, con Lucio Fontana, Francesco Somaini, Mauro Staccioli, Enrico Baj, Emilio Scanavino e Bepi Romagnoni.

Fra i massimi esperti di Futurismo, Informale, Pop Art e di artisti di diverse tendenze come, ad esempio, lo stesso Lucio Fontana e Renato Guttuso, Mattia Moreni e Valeriano Trubbiani, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, Crispolti dà vita ad uno dei più vasti archivi privati italiani come centro di documentazione del contemporaneo che gli ha permesso di allestire grandi progetti editoriali come i Nuovi Archivi del Futurismo (promosso da La Quadriennale di Roma ed edito da De Luca), o il monumentale L’Informale. Storia e poetica, edito da Beniamino Carucci, Assisi-Roma, avviato nel 1971 e dal 2018 in parte ripubblicato da De Luca.

Aprirà i lavori, un breve documentario che raccoglie alcune riflessioni di Enrico Crispolti sul ruolo dello storico e del critico d’arte. Il filmato è tratto da un più ampio documentario Arte a Critica, ideato da Angelo Casciello e realizzato da Gennaro Visciano nello studio di Via di Ripetta 132, a Roma, in occasione dei suoi ottant’anni, dando così inizio al Progetto 80.

L’iniziativa milanese, nell’intenzione dell’Archivio Crispolti, sarà seguita da analoghe giornate: a Roma, il 27 maggio al Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza, a cura di Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi; in autunno, a Siena, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena, a cura di Massimo Bignardi e Luca Quattrocchi; a Firenze a Le Murate Progetti Arte Contemporanea, a cura di Valentina Gensini; e a Baronissi, presso il Frac (Museo Fondo Regionale d’Arte Contemporanea) in provincia di Salerno, città in cui Crispolti ha lavorato e insegnato, a cura di Massimo Bignardi.

I cinque appuntamenti, nel loro complesso intendono costituire un primo approfondito bilancio della multiforme attività dello studioso Enrico Crispolti e della sua eclettica personalità, componendo un mosaico di voci attraverso gli interventi di coloro che con lo studioso hanno collaborato e si sono formati .

Relatori della giornata di Milano:

Umberto Allemandi, Roberta Cerini Baj, Luca Massimo Barbero, Renato Barilli, Luca Beatrice, Silvia Bignami, Alessandro Bonfanti, Paolo Campiglio, Michele Casamonti, Ursula Casamonti, Giuliano Collina, Dario Cimorelli, Fernando De Filippi, Rachele Ferrario, Barbara Ferriani, Lorenzo Fiorucci, Maria Fratelli, Ignazio Gadaleta, Giuliano Giuman, Lorenzo Giusti, Fulvio Irace, Paolo Laurini, Umberto Mariani, Paolo Marraccini, Franco Marrocco, Anna Mazzanti, Gabriele Mazzotta, Giuseppe Melzi, Anna Maria Montaldo, Antonello Negri, Ugo Nespolo, Luca Pietro Nicoletti, Anty Pansera, Alessandro Pioselli, Fabrizio Plessi, Francesco Poli, Francesco Porreca, Amedeo Porro, Luisa Somaini, Valentina Sonzogni, Francesco Tedeschi, Marco Tonelli, Giorgio Zanchetti.

 

ENRICO CRISPOLTI

testimonianze di un’esperienza condivisa

MILANO

Giornata dedicata alla figura dello storico e critico d’arte

4 aprile 2019

Accademia di Belle Arti di Brera – Sala Napoleonica

via Brera 28, Milano

orari: 10.00-13.00 / 14.00-18.00

ingresso libero

MY HEART GOES GLAM

La mostra MY HEART GOES GLAM, dal 9 al 16 Febbraio a Rossocinabro, è una collezione di fotografie, video musicali, interviste e abiti iconici degli 80s che ritraggono istanti di euforia di questa favolosa decade.

Gli anni ’80 sono stati un’esplosione di energia, vitalità e immensa creatività. Maestri della Fotografia quali Brian Aris e altri hanno accettato il nostro invito di offrire il loro sguardo – a volte trasgressivo e molto dinamico – di alcuni tra i maggiori artisti degli 80s.

Questa retrospettiva propone band emblematiche e performer della New Wave che hanno trovato nella musica pop il modo perfetto di esprimere loro stessi. Ritracceremo le celebrità di questa età d’oro della musica pop con una selezione di foto straordinarie che catturano la talentuosa Kate Bush, gli Human League di Philip Hoakey – assoluti pionieri del synth-pop; gli evergreen e osannati Duran Duran, oltre i Dead Or Alive (con una vasta collezione) dell’eccentrico ed ipnotico Pete Burns; la Blondie Debbie Harry e l’alieno David Bowie.

Il linguaggio del corpo diventa essenziale e unito ai suoni di pura evasione dove gli artisti manipolano e trasformano il loro personaggio ripetutamente, facendo dello stile parte del loro messaggio artistico. “Ho giocato con l’immagine, perché penso che l’immagine sia temporanea. È una proiezione. È illusoria”, dice Annie Lennox.

Rivivremo un’era e una generazione di artisti incredibilmente stravaganti, versatili, i più camaleontici di tutti i tempi.

IN MOSTRA
Adam Ant, Kate Bush, David Bowie, Duran Duran, Dead Or Alive, Bryan Ferry, Nina Hagen, Debbie Harry, The Human League, Annie Lennox, Boy George, Spandau Ballet, Steve Strange, Siouxie, Midge Ure, Wham, Toyah Wilcox.
Abiti appartenuti a Peter Burns dei Dead Or Alive.
Video musicali, copertine degli album, Memorabilia.

MY HEART GOES GLAM
The last New Romantics
9 – 16 Febbraio 2019
Opening: 9 febbraio 2019 ORE 17:00
Curatore: Maria Luisa Pappadà
In collaborazione con Marina Zacco Coy

Rossocinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
www.rossocinabro.com
info 06 60658125
da lun a ven 11-19

Across the Border

UNA Galleria è lieta di annunciare per l’anno 2019 la prosecuzione della collaborazione con Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione, con sede in Porta Nuova.

La programmazione a cura di UNA prevede una serie di tre mostre personali di artisti italiani che presentano un progetto site-specific per la gallery di Spazio Leonardo: Filippo Minelli (febbraio – aprile 2019); Elia Cantori (in collaborazione con la galleria CarDrde di Bologna, maggio-settembre 2019); Stefano Serretta (ottobre – dicembre 2019).

Per il primo appuntamento UNA porta a Milano il progetto Across the Border di Filippo Minelli (Brescia 1983), già presentato nel 2018 all’interno del programma di Manifesta 12, biennale internazionale d’arte contemporanea, a Palazzo Ajutami cristo a Palermo.

Il lavoro di Filippo Minelli si inserisce in molteplici nuclei di ricerca che riguardano in primo luogo la classica tematica seicentesca del paesaggio, ampliata, attualizzata e ricondotta in termini in cui coincide un discorso politico e storico. A questa si somma l’indagine sui modelli partecipativi che ha portato l’artista a viaggiare per dieci anni incontrando persone e intessendo un network casuale di performers, producendo e mettendo in circolazione 44 bandiere, che formano appunto il progetto in mostra Across the Border.

L’artista definisce la propria ricerca “Estetica Transnazionale”, in grado di connettere la periferia al globale. Questa permette una creazione di simboli e “parole iconiche” per nuove ipotetiche nazioni pensate da una generazione che vive i confini non più in maniera tradizionale, ma che abita il mondo in forma fluida. Questa nuova estetica si manifesta su bandiere – per antonomasia i terreni ideali per l’identificazione e la segnalazione – che diventano medium per epifanici messaggi e neologismi: IODINE, medicinale per prevenire il cancro alla tiroide urlato su una bandiera di una piccola cittadina belga vicina a una centrale nucleare; BELEAF, da Mumbai, scritta con le foglie di un albero abbattuto che significa resurrezione, speranza della rinascita di una natura ormai addomesticata; HORMONES che diventa invece un gioco di parole con “HOR-MONES”, quindi “orrore”, specchio, secondo l’attivista libanese, degli orrori della classe dirigente del paese. – Valentina Rossi

Filippo Minelli

Across the Border, a cura di UNA

opening su invito martedì 19 febbraio 18:30 – 21:00

mostra 19 febbraio – 4 maggio 2019

orari: dal lunedì al venerdì, 10:00 – 18:00

Spazio Leonardo

via della Liberazione 16/a, 20124 Milano

www.leonardoassicurazioni.it

Per informazioni: info@unagalleria.com

+ 39 339 17 14 400 | + 39 349 35 66 535

Il lavoro di Filippo Minelli (*1983 BS) è stato presentato in diverse istituzioni nazionali e internazionali, tra cui: IMAL, Bruxelles; Manege, Mosca; Somerset House, Londra; Münchner Stadt Museum, Monaco di Baviera; Total Museum, Seoul; La Triennale di Milano; East Wing Biennial, Londra; ArtScience Museum, Singapore; Fundaciòn Loewe, Madrid; Museu do Som e da Imagem, San Paolo; Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires; MACRO, Roma; Manifesta 12, Palermo; Fondazione del Monte, Bologna. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni come la Galleria Civica di Modena e Courtauld Institute of Art, Londra.

Opere d’arte in saldo da ARTantide.com Gallery

Tano Festa, Piero Dorazio, Riccardo Licata, Bernard Aubertin, Giulio Turcato, Gianni Asdrubali, Sergio Sarri, Paul Kostabi, Omar Ronda, Giò Pomodoro, Jiri Kolar, Giuseppe Chiari, sono solo alcuni degli oltre 70 artisti presentati in 4 mostre a prezzi irripetibili

ARTantide.com Gallery rinnova completamente i suoi magazzini e apre quattro sessioni straordinarie di vendita di molte delle opere che vi sono state conservate, dopo aver razionalizzato gli spazi dei nuovi store.
Quattro inaugurazioni speciali, ciascuna destinata a presentare opere di grande qualità:

– Dal 18 gennaio al 23 gennaio: Fotografia e Arte Digitale (con incursione scultura)
– Dal 24 gennaio al 30 gennaio: Artisti storicizzati
– Dal 31 gennaio al 6 febbraio: Pittura in piccoli e grandi formati
– Dal 7 febbraio al 13 febbraio: Artisti internazionali

Le opere saranno esposte in galleria e saranno offerte con sconti fino al 90%, e saranno presentate nelle serate inaugurali di venerdì 18 gennaio dalle ore 18:00 e a seguire di giovedì 24 gennaio, 31 gennaio e 7 febbraio, sempre dalle ore 18:00 con aperitivo di benvenuto per gli ospiti.

Oltre 500 opere presentate in un mese, con range di prezzi che vanno dai 25,00 € ai 10.000,00 €, con scelta di opere di tutti i generi: astratte, figurative, concettuali, opere su carta, tela e tavola fotografie e sculture. Si troveranno opere di tantissime dimensioni, dalle più piccole fino ad arrivare ad opere di oltre 2 metri, con le quali si potranno arredare anche grandi spazi con spese irrisorie oppure si potranno scegliere opere di artisti con prospettive di crescita internazionale e imbastire dei piccoli investimenti dai ritorni imprevedibili e sorprendenti.

Un’occasione unica di vivere i saldi della stagione invernale approfittando del rinnovo dei magazzini di ARTantide.com Gallery, godendo di sconti mai visti anche nel campo della bellezza e della cultura.

Per cominciare il nuovo anno con qualcosa di veramente nuovo, che non ha prezzo e che non passerà mai di moda, bisogna visitare ARTantide.com Gallery, in Via Messedaglia 7 a Verona (zona ZAI, vicino al nuovo centro commerciale Adigeo), dal 18 gennaio al 13 febbraio 2019.
Apertura al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 8:30 alle ore 19:00 e sabato e domenica su appuntamento, chiamando il numero 045 8622389.

Per informazioni :
ARTantide.com Gallery, Via Messedaglia 7, Verona – Tel 045 8622389
info@artantide.com – www.artantide.com

Collezione Maramotti 2019

La Collezione Maramotti annuncia i progetti in programma per il 2019:

Phoebe Unwin
fino al 10 marzo 2019
Field, prima mostra personale in Italia dell’artista inglese Phoebe Unwin, costituita da una serie di nuovi disegni e dipinti realizzati appositamente per la Pattern Room della Collezione.

Rehang
dal 3 marzo 2019 – permanente
Per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti nell’ottobre del 2007 dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente saranno riallestite per accogliere alcuni dei progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez (2008), Gert & Uwe Tobias (2009), Jacob Kassay (2010), Krištof Kintera (2017), Jules de Balincourt (2012), Alessandro Pessoli (2011), Evgeny Antufiev (2013), Thomas Scheibitz (2011), Chantal Joffe (2014), Alessandra Ariatti (2014). Questa serie di esposizioni personali offre una panoramica, seppur parziale, sul work in progress portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali – in un momento particolare nello sviluppo della loro ricerca – a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico e che, successivamente, sono entrate a far parte del patrimonio. Questo riallestimento è accompagnato da una piccola mostra temporanea, a piano terra, di documenti, libri e opere dai nostri archivi e dalla nostra biblioteca.

Mostra in corso di definizione
14 aprile – 28 luglio 2019
in occasione del Festival di Fotografia Europea

Helen Cammock
13 ottobre 2019 – febbraio 2020
Helen Cammock è la vincitrice della settima edizione del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery. La sua proposta per il premio si concentra sull’espressione del lamento. Riflettendo su un aspetto centrale del suo lavoro, Cammock si focalizzerà sull’espressione delle emozioni nella cultura italiana. L’artista esplorerà voci femminili nascoste nelle storie raccolte durante la residenza in Italia, con l’obiettivo di creare un lamento collettivo che rifletta il nostro tempo. La mostra includerà video, performance, fotografie, incisioni e un libro d’artista.

Mona Osman
13 ottobre 2019 – febbraio 2020
Mona Osman è una giovane pittrice che vive e lavora nel Regno Unito. I suoi dipinti entrano in dialogo l’uno con l’altro, ogni opera risponde a un’altra nello stesso modo in cui si relazionano le figure al loro interno. Con riferimenti a Klimt, Mondrian ed Ensor e con un vocabolario visivo i cui simboli sono strettamente correlati, Osman mira a una verità universale attraverso la quale la connessione degli elementi o la loro comprensione diventi possibile, sviluppando allo stesso tempo una logica interiore potenzialmente condivisa. L’artista produrrà un nuovo progetto per la Collezione, prendendo ispirazione dai filosofi esistenzialisti e dalla Bibbia.

Performance site specific
autunno 2019
in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia – Aperto Festival

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
collezionemaramotti.org

BROKEN NATURE SYMPOSIUM

Lunedì 14 gennaio 2019, dalle 14.00 alle 19.30, un mese e mezzo prima dell’apertura della XXII Triennale di Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, il Museum of Modern Art ospiterà il secondo simposio dedicato a Broken Nature, che analizzerà il concetto di design ricostituente.

Relatori: Maurice Cox, Teddy Cruz, Heather Davis, Karthik Dinakar, Susannah Drake, Fonna Forman, Ursula K. Heise, Antonia Juhasz, Neri Oxman, Cara Smyth e Dori Tunstall.

Attingendo ad architettura, urbanistica, geopolitica, linguistica e ad altri campi di ricerca interconnessi, il simposio mostrerà la potenzialità del design di riparare i legami interrotti tra gli esseri umani e la natura e offrirà uno scambio dinamico di opinioni attraverso presentazioni, tavole rotonde, un dibattito e contributi video.

Al termine del simposio, la serata si concluderà con la proiezione del film Winged Migration (2001) di Jacques Perrin, dalle 20.30 alle 22.15.

Il simposio sarà trasmesso in live streaming sulla pagina youtube.com/triennalevideo e su facebook.com/latriennale.

Scopri qui il programma dettagliato.

XXII Triennale di Milano
Broken Nature: Design Takes on Human Survival
1 marzo – 1 settembre 2019

Programma espositivo 2019 del MASI di Lugano

Dalle luminose cromie di Hodler e Segantini al poliedrico geometrismo di Giacometti, passando per Gertsch, Gauguin e Munch: nell’arco del 2019, il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano, getta luce sugli ultimi due secoli di arte svizzera, con un occhio di riguardo alla scena artistica emergente elvetica, presentando il lavoro del giovane artista Julian Charrière, e anche alla grande fotografia internazionale rappresentata dallo statunitense William Wegman.
 
 Surrealismo Svizzera  
dal 10 febbraio al 16 giugno 2019
 
Organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus, la mostra indaga, in un’ampia retrospettiva sul Surrealismo svizzero, sia l’influenza che il movimento ha avuto sulla produzione artistica elvetica, sia il contributo degli artisti svizzeri nel definire il Surrealismo in modo globale. Alcuni artisti in mostra: Hans Arp, Alberto Giacometti, Paul Klee, Meret Oppenheim.
 
 
 Hodler – Segantini – Giacometti : Capolavori della Fondazione Gottfried Keller 
dal 24 marzo al 28 luglio 2019
 
In collaborazione con il Museo nazionale svizzero di Zurigo e l’Ufficio federale della cultura, il MASI riunisce dopo oltre 60 anni i principali capolavori della prestigiosa collezione d’arte della Fondazione Gottfried Keller, normalmente dislocati nei musei svizzeri. Il percorso espositivo ripercorre le tappe salienti della storia dell’arte svizzera degli ultimi due secoli, con opere di Ferdinand Hodler, Alberto Giacometti e il maestoso Trittico delle Alpi di Giovanni Segantini.
Quest’ultimo, ceduto in prestito una sola volta negli ultimi cent’anni, rimarrà in seguito al centro di uno allestimento dedicato.
 
 
 Gertsch – Gauguin – Munch : Cut in Wood 
dal 12 maggio al 22 settembre 2019
 
In occasione dell’imminente 90esimo compleanno di Franz Gertsch, il MASI invita l’artista a concepire una mostra dedicata alla sua stessa opera. Ne nasce un sorprendente incontro tra le monumentali xilografie di Gertsch e le incisioni su legno di due artisti, che sono stati per lui molto più che dei precoci rivoluzionari della tecnica xilografica, Paul Gauguin e Edvard Munch.
Nonostante la distanza storica e le differenze stilistiche, i tre artisti rivelano profonde e inaspettate affinità, che oltrepassano ampiamente la sola condivisione della tecnica. 
 
 
 Sublime : Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini 
dal 25 agosto al 10 novembre 2019
 
Il celebre Trittico delle Alpi di Giovanni Segantini, dopo essere stato esposto nella precedente mostra Hodler – Segantini – Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller, viene ora messo in dialogo con opere della collezione del MASI, in un allestimento che ripercorre la pittura di paesaggio e la sua evoluzione fino ai giorni nostri.
 
 
 William Wegman: Being Human 
dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020
 
Il MASI, in collaborazione con la Fondation for the Exhibition of Photography, presenta William Wegman: Being Human, una grande mostra dedicata al celebre fotografo americano. Wegman, che occupa una posizione particolare nell’arte contemporanea, ha sviluppato il suo linguaggio fotografico sul rapporto con i suoi cani Weimaraner, abbinando allo sguardo documentaristico un’attenta scenografia e un sottile senso umoristico. La mostra Being Human conta un centinaio di opere che evidenziano l’abilità del fotografo a creare immagini allo stesso tempo divertenti, impressionanti e surrealiste.
 
 
 Julian Charrière : Towards No Earthly Pole 
dal 27 ottobre 2019 al 14 marzo 2020
 
Il MASI presenta uno dei più innovativi artisti svizzeri della sua generazione: Julian Charrière. Attraverso una serie di nuovi lavori, tra video, fotografie ed installazioni, toccando la storia della scienza, lo sviluppo della cultura dei media, il romanticismo dell’esplorazione e la crisi ecologica contemporanea, la mostra indurrà ad una meditazione visiva e concettuale sull’immaginario geografico contemporaneo.
 
 
 Riapertura di Palazzo Reali 
dal 6 ottobre 2019
 
In autunno, il MASI vedrà nuovamente aperta la sede storica di Palazzo Reali, in precedenza sede del Museo Cantonale d’Arte, che ospiterà mostre temporanee e allestimenti della collezione, , in parallelo alla sede del LAC. La riapertura, prevista per il 6 ottobre, vedrà allestita una mostra dedicata ai capolavori della Collezione del Museo.
 
 
 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati 
Parte del circuito museale del MASI Lugano, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati apre periodicamente al pubblico per mostrare allestimenti e installazioni temporanee volti ad approfondire le linee guida della raccolta. Due saranno gli appuntamenti del 2019.
 
 
 
 A Collection in Progress 
dal 31 marzo al 16 giugno 2019
 
La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta un nuovo e inedito allestimento di A Collection in Progress con nuove acquisizioni, tra cui importanti opere di Günther Förg, Pino Pascali, Ugo Rondinone, Harold Ancart, Christopher Wool e Markus Raetz
 
 
 
 Marisa Merz 
dal 22 settembre 2019 al 12 gennaio 2020
 
La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati inaugura la stagione autunnale con una prestigiosa mostra monografica dedicata ad un’importante esponente dell’arte contemporanea italiana, Marisa Merz, prodotta e curata in collaborazione con la Fondazione Merz, in parallelo a un nuovo e inedito allestimento di A Collection in Progress.
 
 
 
Contatti stampa
LAC Lugano Arte e Cultura
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La ricerca di Angelo Iodice

La ricerca di Angelo Iodice si è sviluppata in questi anni nel segno dell’intervento scientifico su una stratificazione classicheggiante.

L’attrazione verso gli accadimenti, chimicamente perfetti, lo spinge a catalogarli, studiarli, e ad attendere il risultato dell’interazione fra gli stessi. Lo studio dell’archeologia, l’antica ritualità pagana, l’attrazione verso l’indeterminato e l’inafferrabile ologrammato attraverso formule chimico fisiche, gli serve per riuscire a far riemergere leggere sensazioni magmatiche e lontane ossessioni.

Concetti come l’inseparabilità particellare, i continui rimandi all’alchimia di gusto quasi Pisaniano, lo spazio eterotopico, la figura del doppelgänger sono alla base della poetica di Iodice che una volta anagrammate producono forme e visioni non comuni ma che incantano.

Praticare il riverbero – 2018

L’installazione mette in scena due forze opposte che si vincono e si attraggono continuamente in un inesauribile scontro. Il suono perenne e melodico che nasce dal ventre di un Nautilus, arriva da meandri lontani e inafferrabili di un ignoto, archetipo di una perfezione matematica e inafferrabile, di cui la sua struttura carbonatica è custode.

La melodia una volta a galla si annulla, scontrandosi con l’elemento asettico e afono della Lana di vetro. E’ una lotta impari di rimandi e di inseguimenti che sovrastano assenti un capitello romano, arenato sulla spiaggia della contemporaneità arrivato da chissà quale dimensione passata. L’indifferenza del richiamo, la mancata corrispondenza al fine di tessere speranze e incontri.

Come la polvere di trasformazione – 2018

Come sosteneva Mircea Eliade, l’uomo attraverso il processo alchemico della trasmutazione poteva prendere il posto del Tempo abolendolo. […] Antichi simulacri medici come opali di contenimento in dialogo con algidi utensili di laboratorio, al fine di rivelare l’indeterminato, l’impalpabile.

La dimensione risultante sfida le leggi temporali, sacrifica lo spazio ma preserva l’immaginazione. L’unica temporalità segnata è rappresentata dalla polvere con il suo ciclo, riuscendo così a sostenere la volontà di Anassimandro “L’uomo è polvere e in polvere ritornerà”.

Un continuum materiale e temporale che può essere invocato da indagini senza fine. L’accostamento di cumuli di polvere diventa una predella che rivela la dimensione interiore umana durante il processo alchemico di trasmutazione vista l’ossessione di Iodice di lavorare sul tempo e sul suo immagazzinamento.

La misura della distanza – 2017

Secondo Angelo Iodice la perdita del senso del luogo (genius loci fictionale) dipende dall’assenza di tre elementi fondamentali: la memoria, l’orientamento e l’identificazione analogica.

Ciò che si conserva richiede sempre un atto di interpretazione, dunque apre verso il futuro.

Il paesaggio è pensabile solo come sedimentazione di una memoria vivente e non oggettivata (nel qual caso si tratterebbe di un’operazione di storicizzazione), che racchiude in sè l’esigenza della memoria e dell’avvenire.

Testo di Gabriele Perretta

 

 

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AMBIVALENZE

Le differenti espressioni artistiche di GIOVANNI PALMIERI #artistfashionerd e ROBERTO SATERNO si congiungono per rappresentarsi, attraverso le loro opere, in un’unica inconsueta mostra AMBIVALENZE, a cura di Andrea Alessio Cavarretta, con la collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres e l’organizzazione di KIROLANDIA, dal 6 al 9 Dicembre 2018, al TEATROSOPHIA, direttore artistico Guido Lomoro.

Il partenopeo Palmieri ed il siciliano Saterno, entrambi d’adozione romana, forti delle loro potenti origini, riassumono in emblematici lavori, le loro singole esperienze. Una duplice composita esposizione con forti punti di convergenza ed altrettanti spazi divergenti, tanto ambivalenti da mostrare amplificate dimensioni estetiche ed emotive lungo percorsi, non solo visivi, che si pongono come attuazione il coinvolgimento completo dei visitatori.

Giovanni Palmieri, dopo le ripetute esposizioni degli ultimi anni, decide finalmente di rivivere parte della sua esperienza artistica, fissando, in un punto quasi fermo, il suo continuo divenire espressivo attraverso lavori non solo pittorici. Ripresenta, così, alcune importanti opere già esposte tra cui il suo emblematico “Vesuvium”, lo skateboard dipinto “Dreamyway” della famosa collettiva “Skate Heart Roma”, e l’opera a tasselli “Meraviglia” presentata al “Beu Beu art Festival”. Ridiscute le loro collocazioni espressive, giunge ad una nuova capacità descrittiva della profondità dell’animo attraverso opere singolari che esprimono una gamma di sentimenti reconditi sino alla “Totale Indifferenza”.

Roberto Saterno, torna finalmente ad esporre, dopo tante mostre ed un importante periodo di grande ricerca. Si riaffaccia evoluto al pubblico, con carica passionale, si distacca dall’ordine, perde pressoché completamente il senso d’unicità dell’opera, sino ad ora quasi esclusivamente rappresentato, e si apre al dialogo attraverso dinamiche seriali e di confronto. Migra la sua anima da stanze apparentemente vuote, scruta il suo passato e con uno sguardo al divenire, quasi travolto, si ripresenta sempre con marcate tele a tecnica composita in due linee conduttrici i “piani sensibili” e il “filo continuo”, segmenti che, partendo dal dipinto “Siamo nuvole che passano”, convergono il chiaro punto di vista in una significante “Ossidiana”.

Le identità di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno, qui in AMBIVALENZE, si sfiorano, poi s’intrecciano nella stretta del tempo, dello spazio, che trabocca di energia magmatica spesso trattenuta ma spesso anche esplosa.

Tre gli incontri ideati per accompagnare i visitatori di tutte le età.
Il consueto VERNISSAGE, il 6 Dicembre alle 19.00, con una presentazione ideata dalla scrittrice Elena Costa in cui gli attori Junia Tomasetta e Roberto Caccioppoli si alternano, attraverso letture tratte da poeti e scrittori, per tracciare una linea di collegamento tra le opere dei due artisti, le loro emotività e la scelta espositiva.
A questo si aggiunge il TALK CON GLI ARTISTI, il 7 Dicembre alle 21.30, presentato dalla conduttrice Silvia Elisabetta Cangelosi, in cui Giovanni Palmieri e Roberto Saterno si confrontano, dialogando con il pubblico presente, per chiarire ogni punto della loro arte, discorrendo come in un salotto tra amici.
E poi, il LAB BAMBINI, con due appuntamenti, il 9 Dicembre alle 11.00 e alle 16.00, condotti dalla docente d’infanzia Raffaella Ceres (Adatto dai 3 ai 10 anni).
– L’obiettivo del percorso espositivo dedicato ai bambini e ragazzi, in merito alla mostra “Ambivalenze”, è quello di lasciare che le loro creatività leggano le opere di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno. Le suggestioni dei piccoli fruitori divengono poi libere di esprimersi in maniera progettuale attraverso un laboratorio didattico a loro dedicato. Il laboratorio conduce i bambini ed i ragazzi alla realizzazione di una personale opera d’arte ispirata al pensiero creativo degli artisti in mostra al termine del percorso laboratoriale. Tutti insieme, adulti e giovanissimi, sono chiamati ad ascoltare l’esposizione dei “nuovi artisti” – . Raffaella Ceres

Il TEATROSOPHIA, la nuova struttura di Roma, nei pressi di Piazza Navona, attraverso la mostra AMBIVALENZE di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno, a cura di Andrea Alessio Cavarretta, apre le porte al fluire di arti e idee generato dalla compresenza di due distinte forze, pronte a divenire con tutti gli spettatori molteplici emozioni.

Media partner della mostra è il magazine THE PARALLEL VISION direttore Paolo Gresta.
Il TALK CON GLI ARTISTI è seguito al livello mediatico da CULTURSOCIALART di Sissi Corrado.
Fotografa del VERNISSAGE: Marcella Cistola.
La grafica di presentazione della mostra è a cura di Maria Paola Canepa.

” Credo di non aver mai visto tanta forza emotiva in una mostra, tanto fluire di idee. Il percorso che abbiamo fatto insieme ai due artisti Giovanni Palmieri e Roberto Saterno ed a tutti i professionisti coinvolti mi fa credere sempre di più che l’arte è viva, è vita, che erompe dalle profondità dell’essere.” –  Andrea Alessio Cavarretta

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona) –
VERNISSAGE Giovedì 6 Dicembre, ore 19.00
TALK CON GLI ARTISTI Venerdì 7 Dicembre, ore 21.30
LAB BAMBINI (dai 3 ai 10 anni) Domenica 9 Dicembre, ore 11.00 e 16.00
Orari visita mostra: Ven. 16.00-22.30 ; Sab. 11.00-20.00 ; Dom. 11.00-18.00

Ingresso GRATUITO con tessera obbligatoria del Teatro 2 € – Bambini tessera gratuita.
Info e contatti TEATROSOPHIA: info@teatrosophia.it – tel: 06.68801089 ; 375.5488661
Prenotazione obbligatoria LAB BAMBINI (9 Dicembre 2018) – email: raffaella.ceres@tin.it ; kirolandia@gmail.com

Ufficio stampa Kirolandia
Andrea Alessio Cavarretta #scrittoremetropolitano
Tel. 3405248027 – kirolandia@gmail.com

Ufficio stampa Teatrosophia
Rocchina Ceglia
Tel. 3464783266 – rocchinaceglia@rocchinacegliacomunicazione.it

www.teatrosophia.com
www.kirolandia.com
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