Grafito. Dialoghi e metafore visive

Giovedì 4 luglio 2019 alle 19.00 presso la Sala delle conferenze Museo Gagliardi – Palazzo Trigona (Noto) si terrà la Conferenza stampa della rassegna di “Grafito. Dialoghi e metafore visive”, a cura di Giuseppe Carrubba.

Contestualmente verrà presentato il catalogo ufficiale della mostra “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata”, a cura di Angelo De Grande e Ciro Salinitro, che è stata inaugurata il 7 giugno e sarà visitabile fino al 16 agosto 2016.

Il catalogo “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata” conterrà in appendice il progetto “Grafito. Dialoghi e metafore visive”, con immagini degli artisti e testi critici.

Interventi di Angelo De Grandee, Ciro Salinitro, Sudestasi Contemporanea ; Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore indipendente

“Grafito. Dialoghi e metafore visive” è una rassegna d’arte visiva che vuole indagare il segno e la narrazione, nelle varie espressioni del pensiero contemporaneo. La rassegna è frutto della collaborazione tra il curatore e SUDESTASI CONTEMPORANEA ed è stata concepita come una serie di eventi paralleli, all’interno della mostra “GHRAPHEIN. Carte da una collezione privata”.

Si tratta di sei incontri settimanali, ogni giovedì, dal 4 luglio al 8 agosto 2019, nei quali il lavoro di un artista diviene un dispositivo per attivare parallelismi, convergenze o dissonanze nella narrazione alternativa di altri autori del pensiero contemporaneo.

Una stanza del palazzo, quella adiacente alla terrazza, è stata denominata per l’occasione project room e destinata all’esposizione di un progetto d’artista, di settimana in settimana, mentre lo spazio esterno, sociale e conviviale, fa da contraltare allo spazio espositivo e diventa scena performativa per le corrispondenze e gli incontri.

Scrive Giuseppe Carrubba, curatore della rassegna, nel testo critico di presentazione del progetto:
GRAFITO si vuole occupare della multidimensionalità tipica del contemporaneo, veicolando il concetto di un’opera aperta che va oltre i confini, mettendo in evidenza il valore della pluralità ma anche della reciprocità.

Gli artisti invitati a confrontarsi con la poetica del progetto sono: Calusca, Paolo Greco, Andrea Marchese, Giuseppe Ragazzini, Francesco Rinzivillo e Piero Roccasalvo RUB; mentre sono stati invitati a condividere questo percorso e a sviluppare una personale visione letteraria o critico-poetica alcuni autori che nella loro ricerca si occupano della contemporaneità: Giuseppe Bella (scrittore), Barbara Cammarata (artista visiva e art director), Giuseppe Carrubba (critico d’arte e curatore), Vincenzo Caprio (poeta e scrittore), Rocco Giudice (poeta e scrittore), Angelo De Grande (Gallerista e curatore), Daniela Frisone (scrittrice e giornalista), Marco Napolitano (critico d’arte e curatore), Nuccio Pisana (musicista) e Ciro Salinitro (Gallerista e curatore).

I lavori presentati documentano attraverso la tecnica ed il materiale gli sviluppi linguistici, plastici, grafici del tempo presente, pur riflettendo i mutamenti radicali dell’arte del XX secolo: la frammentazione e l’evocazione, l’analisi ed il confronto con il dato scientifico, il pensiero filosofico e l’immaginario dei mass-media, le forme processuali e l’uso di elementi non convenzionali, l’utilizzo della rappresentazione fotografica, del video e dell’app dedicata all’arte, in un cortocircuito tra passato e presente.

 

Grafito. Dialoghi e metafore visive
a cura di Giuseppe Carrubba

dal 04 luglio all’ 08 agosto2019

Museo Gagliardi – Palazzo Trigona
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 91
96017 Noto, Siracusa

Inaugurazioni ore 19,00
Selezione musicale + aperitivo

Incontri d’arte contemporanea
Project Room + live

04 luglio 2019
“MILK”
Paolo Greco, artista visivo
Daniela Frisone, scrittrice

11 luglio 2019
“Fuori luogo. Una geografia della trascendenza”
Andrea Marchese, artista visivo
Barbara Cammarata, artista visivo

18 luglio 2019
“Ri/tratti – vani e vedute”
Calusca, artista visivo
Giuseppe Bella, scrittore
Vincenzo Caprio, poeta e scrittore
Rocco Giudice, poeta e scrittore

25 luglio 2019
“A.D.O. # [sonorizzata]”
Francesco Rinzivillo, artista visivo
Marco Napolitato, critico d’arte e curatore
Nuccio Pisana, musicista

01 agosto 2019
“Piccolo Almanacco di diavolerie e superstizioni”
Piero Roccasalvo Rub, artista visivo
Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore

08 agosto 2019
“Forme irregolari. L’estetica del grottesco”
Giuseppe Ragazzini, artista visivo
Angelo De Grande, Ciro Salinitro, Sudestasi Contemporanea

Salone Internazionale del Restauto, dei Musei e delle Imprese Culturali

La XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, unico e imprescindibile appuntamento annuale internazionale nell’ambito dei beni culturali e ambientali con qualifica internazionale ISO2563, nasce sotto i migliori auspici e all’insegna di significanti novità.

La manifestazione fieristica, che si terrà a Ferrara dal 18 al 20 settembre, da quest’anno ha visto un importante cambio di gestione: l’evento, infatti, è promosso e organizzato da Ferrara Fiere Congressi srl, gruppo Bologna Fiere, uno tra i più importanti player fieristici europei.

La recente strategia volta al rinnovamento e portata avanti dalla nuova gestione, ribadisce ancora una volta il ruolo del Salone come prima manifestazione di settore in Italia, ulteriormente confermato dal rinnovato patrocinio del MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali.

Questa nuova edizione del Salone si svolgerà assieme a RemTech Expo, l’unico evento internazionale specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare. Numerosi sono i punti in comune tra le due manifestazioni, che non mancheranno di essere trattati e sviluppati ulteriormente in occasione di questa partnership: dalla sismica alla rigenerazione urbana, dai temi inerenti la tutela ambientale all’industria sostenibile.

L’ACCORDO CON IL MISE – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Nell’ottica di innovare, rafforzare e potenziare l’evento, il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali ha stipulato un importante accordo con il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Assorestauro e ICE – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, che prevede lo sviluppo di un Progetto promozionale straordinario ad hoc, orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo del Restauro all’estero come prodotto dell’eccellenza italiana, incluso anche, in collaborazione con GBC Italia, il tema della Edilizia Sostenibile, intesa come la necessità di valorizzare a livello nazionale e internazionale un approccio integrato tra gli aspetti storico-testimoniali e gli aspetti energetico-ambientali nei processi del restauro. Il Progetto MADE IN ITALY RESTORING sarà articolato in differenti fasi progettuali in Italia e all’estero, individuando in Ferrara Fiere e nel Salone del Restauro un ruolo centrale come hub internazionale settoriale.

Pertanto l’edizione 2019 sarà rafforzata come evento espositivo rispetto al passato, proprio in termini di maggiore attrazione internazionale, perché diventi negli anni a seguire punto di riferimento a livello mondiale per gli addetti al settore, per gli ordini professionali di comparto e per tutto il pubblico interessato. In tale ottica nell’ambito del Salone Restauro 2019 sarà intensificata l’organizzazione di momenti di matching tra domanda e offerta per costruire un solido network, che veda protagonisti l’elevata specializzazione del settore italiano nell’ambito delle risorse culturali e del restauro e la crescente richiesta a livello internazionale di professionalità provenienti da questi reparti come nuove componenti dell’economia.

In tale sforzo d’internazionalizzazione, la nuova edizione, proporrà un forte rafforzamento dell’incoming di operatori e stakeholders stranieri (circa 50/60 provenienti da Paesi come USA, Cina, Russia, Germania, Turchia, India, Francia ed altri), che avranno la possibilità di conoscere e incontrare le aziende espositrici e le realtà italiane di settore. Durante le giornate della manifestazione sarà, inoltre, prevista una ricca programmazione di incontri B2B mirati tra i delegati stranieri le aziende italiane, nonché una scaletta di convegni, workshop, eventi speciali ad alto livello, visite in cantiere e momenti formativi.

Con lo scopo di creare un network fieristico economicamente importante, è previsto inoltre un accordo di collaborazione e la presenza al Salone di alcune delle manifestazioni internazionali di maggior rilievo. Tutto ciò al fine di promuovere anche l’outogoing degli operatori italiani, sempre in collaborazione e a supporto delle attività già avviate da Assorestauro nei Paesi individuati come strategici.

Per la registrazione online per avere l’accesso gratuito:
http://www.webland2000.com/restauro2019/

CONTATTI
tel. +39 340 5047250 / 0532 900713
fax. +39 0532 976997
info@salonedelrestauro.com
segreteria@ferrarafiere.it

Project Manager:
Omar Marcacci
omar.marcacci@salonedelrestauro.com

sito: http://www.salonedelrestauro.com/new/it/home/
facebook: https://www.facebook.com/salonedelrestauro
twitter: https://twitter.com/salonerestauro
instagram: https://www.instagram.com/salonedelrestauro/

Anche per la XXVI edizione il Salone prevede la presenza di prestigiosi partner e autorevoli realtà pubbliche e private.

Art and sharing

Domenica 23 giugno alle 20 nella “Bottega d’arte Lacast” in via Sammichele 87/89 a Casamassima si inaugura la II edizione dell’innovativo progetto culturale “Art and sharing”.

Il vernissage occupa uno spazio espositivo di circa 100 mq2, in cui è stata allestita una mostra collettiva di opere pittoriche di quindici artisti selezionati provenienti da tutto il territorio pugliese.

Durante l’evento si svolgerà una performance teatrale dedicata al cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, uno dei geni italiani di tutti i tempi. La rappresentazione sarà a cura dell’artista Elisa Cantatore, e sarà introdotta da Vito Capozzi, professore di arte applicata all’Università di Foggia. Seguirà uno spettacolo musicale in cui una giovane e talentuosa band locale, “Roun’White Lamp” si esibirà nell’area aperta della bottega incorniciata da aiuole decorative e funzionali, con le voci di Arianna Borracci, Angelica Milillo e Italo Pellecchia.

A completare la serata ci sarà anche una performance di live body painting a cura della giovane artista pluripremiata Angela Campanella e dei maestri della scuola di pittura Laura Castellano e Fabio Castellaneta.

Tra le opere più inconsuete, saranno esposte quelle dell’emerito della fotografia italiana Mario De Matteo e i lavori pittorici di Mattia Iacovelli, Mina Latorraca, Antonella Gallo, Anna Maria Positano, Rosellina Pugliese, Nica Verna, Massimo Schirinzi, Antonieta Damiano Rojas e Luisa Franco Maiellaro.

La serata sarà arricchita da altre sorprese originali che lasceranno ai visitatori per ricordo un “selfie con la Gioconda”.

La Bottega d’Arte Lacast, fondata nel 2013 dall’artista Laura Castellano, si trova in una location multifunzionale completamente rinnovata nel 2018 e si propone come galleria e scuola di pittura nonché come centro di interazioni artistiche con lo scopo di diffondere tutte quelle forme d’arte che esprimono creatività e ricerca della bellezza, espressività e talento, reclutando giovani leve dell’arte che si arricchiscono con le esperienze dei più affermati.

«Dopo il successo della I edizione – dichiara Laura Castellano, artista e fondatrice della “Bottega d’Arte Lacast” –, vogliamo riproporre un’iniziativa sfidante in un settore, come quello culturale, che in Puglia stenta ancora a diventare elemento predominante dello sviluppo locale. Mi riempie di orgoglio, a un solo anno dall’apertura della nuova sede della bottega, poter parlare utilizzando il plurale perché si è formato un gruppo di lavoro e un ambiente ricco di interazioni positive e propositive».

Ingresso gratuito domenica 23 giugno dalle ore 20 alle 23 per il vernissage della II edizione di “Art and Sharing” presso la sede di “Bottega d’arte Lacast.

Maggiori info sulla pagina ufficiale di Bottega d’arte Lacast su Facebook:

https://www.facebook.com/bottegadartelacast/

Ufficio stampa : Giusy Loglisci

Email: pressword4@gmail.com

Cell: +39.334.2588877

KeziatIntrospective

Il terzo ciclo espositivo Introspective di Keziat prosegue alla conquista di nuovi spazi culturali e interdisciplinari. Dopo Johannesburg (Sudafrica) presso il prestigioso The Centre for the Less Good Idea di William Kentridge e la personale a cura di Mary J. Sollway presso la galleria Via Umbria a Washington Dc (USA), una nuova personale vedrà l’artista al Kimonos Art Center di Paphos (Cipro) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Nicosia. In esposizione le ultime opere realizzate con la biro, strumento identificativo di Keziat.

Il segno lasciato dall’inchiostro, ossessivo e intricato, rievoca l’idea del pensiero che si forma nella nostra mente, del ricordo offuscato, del sogno che riaffiora in superficie svelando in maniera surreale la realtà contemporanea. In occasione del finissage (11 luglio 2019) Keziat si esibirà nella performance Music for your eyes con il violinista Luca Ciarla.

Subito dopo la personale a Cipro, l’artista tornerà in Italia, questa volta al Macro Museo di arte contemporanea, precisamente nella Sala Media con un progetto centrato sul disegno, la video arte e l’installazione: In_visible. Illusioni ottiche e percettive della realtà distorta in tutti gli aspetti del quotidiano. Un mondo fluido, irreale e perennemente in movimento quello di Keziat, che genera sensazioni, percezioni, ricordi, visioni possedute da un’energia primitiva. Il progetto è principalmente installativo e site specific in cui disegni su tela e video proiezioni su superfici in trasparenza dialogano tra loro e diventano veicoli attraverso cui le emozioni si muovono.

In_visible ovvero “nel visibile” non è che una narrazione senza sosta del nostro spazio intimo, dell’interiorità, disordinata, folle, nostalgica, stravolta e talvolta schiava delle strutture sociali e tecnologiche che ci rendono omologati. In_visible è quindi un invito a riappropriarsi di tutto ciò che non vediamo con gli occhi ma che bisogna sentire educando e allenando ogni giorno il nostro senso più profondo.

Durante i giorni di esposizione del progetto In_visible Keziat darà vita a un’opera in loco, interagendo con altri artisti e con il pubblico che diverrà parte integrante della performance.

KIMONOS ART CENTER | Paphos, Cipro

Keziat Introspective

opening 2 luglio 2019 ore 20:00

2 – 11 luglio 2019

finissage 11 luglio 2019 – Performance Music for your eyes

con Luca Ciarla

MACRO Museo Arte Contemporanea Roma

KeziatIn_Visible

opening16luglio 2019

16– 21 luglio 2019

Arte e impresa

Non è passato molto tempo da quando, nel 2010, un ministro italiano ha detto “con la cultura non si mangia”, ma la sensazione è che qualcosa sia invece cambiato. E a ragione, perché l’arte e la cultura pesano a livello economico: nel 2017 il valore del sistema culturale creativo italiano era pari a 92,2 miliardi di euro e, in percentuale, rappresentava il 6% della ricchezza prodotta in Italia*.

La cultura è qualcosa su cui investire perché garantisce un ritorno: gli Italiani hanno sempre più bisogno di un senso e di uno scopo e lo cercano in ogni aspetto della loro vita. E questo vale ancora di più per Millennial e Generazione Z per cui i codici culturali sono cambiati e vogliono che la loro esistenza abbia un senso; vogliono condividere e partecipare, preferendo chi si impegna a costruire un mondo migliore.

L’arte è un veicolo di ispirazione, in casa, nel tempo libero, ma anche al lavoro. Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi di smart working, con il suo punto di vista privilegiato, prova a spiegare perché.

Il valore dell’arte – È così che anche i brand e le aziende hanno iniziato a impegnarsi per essere portatori di un messaggio positivo, per raccontare storie di bellezza che siano d’ispirazione e per offrire esperienze che arricchiscano chi le vive.

Le imprese oggi devono essere creative se vogliono avere successo e, soprattutto se vogliono essere innovative. L’arte può infatti produrre risultati economici e può introdurre nuovi modelli di business e sociali. L’arte offre una finestra sull’estetica sociale, politica ed economica del mondo e questo la rende una buona fonte d’ispirazione per i dipendenti.

E allora perché relegare l’arte solo nei luoghi tradizionalmente deputati a ospitarla? Oggi aprono le porte a mostre, incontri e tavole rotonde anche luoghi insoliti, persino le aziende. Anche se misurare il ROI di un investimento artistico è più difficile rispetto a quello, per esempio, di sponsorizzazioni di grandi eventi sportivi, è dimostrato che la cultura può portare vantaggi sia all’impresa sia ai suoi dipendenti.

Qualche conferma arriva dalla scienza. Secondo uno studio, condotto da Business Committee for the Arts e International Association for Professional Art Advisors, l’arte sul posto di lavoro aiuta a diminuire lo stress, aumentare la creatività e incoraggiare l’espressione di opinioni.

Deutsche Bank è d’accordo tanto da aver creato negli anni la più grande collezione di “arte aziendale” al mondo, con circa 60mila opere d’arte distribuite in 900 uffici in 40 Paesi. C’è anche un’app che racconta ai dipendenti di più sulle opere che stanno guardando e un “Artothek”, una biblioteca contenente, al posto di libri e film, opere d’arte che possono essere prese in prestito dagli impiegati per arredare personalmente le pareti dei propri uffici. Infine, la banca ospita anche conferenze con artisti.

Creare sinergie – La cultura aziendale negli anni ha conquistato un ruolo fondamentale perché i valori che una qualsiasi attività (B2B o B2C, fornitrice di prodotti o di servizi) sceglie come propri e che decide di promuovere sono quelli in cui si rispecchiano i dipendenti equelli che percepiscono i clienti. Un chiaro sistema di valori abbinato a una forte proposta culturale per i dipendenti ha quindi un potere attrattivo, e si traduce nell’assunzione di personale più motivato e predisposto a creare sinergia e connessioni con i colleghi. In altre parole, la cultura aziendale ha un effetto diretto sulla creazione di una squadra positiva, motivata e responsabile.

Art JourneyLa cultura si sta sempre più trasformando in un reale investimento per le imprese, uno strumento capace di dare loro nuove rappresentazioni, nuove narrazioni; un asset strategico in grado di rafforzare brand che debbono pensare a mercati globali. Ma soprattutto esplorare l’arte, organizzare momenti culturali all’interno di un’azienda facilita un nuovo scambio tra due linguaggi diversi che si arricchiscono a vicenda e sono di stimolo per il raggiungimento degli obiettivi e la nascita di nuove idee. Arte per l’impresa e impresa per l’arte per vivere meglio un luogo di lavoro, generare innovazione e migliorare la qualità della vita.
Per questo Copernico ha ideato un progetto che faccia diventare l’arte parte della vita aziendale: Art Journey, dedicato ad esplorare le interconnessioni tra arte, business e lavoro, che nasce proprio da questi presupposti per dare vita a un orizzonte lavorativo più dinamico, più flessibile e più connesso.

CHI È COPERNICO
Copernico è smart working: una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi in grado di accelerare lo sviluppo di business e la crescita di freelance, professionisti, start-up e aziende grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking. Copernico gestisce attualmente 12 edifici pari a 62.000 mq. Oltre 6.000 professionisti quotidianamente utilizzano gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi.

website: www.coperni.co

* Fonte Unioncamere – Fondazione Symbola, Rapporto 2018

457 Stupinigi Experience

LE STELLE DEL MONDO FIAT 500 SI DANNO APPUNTAMENTO ALLA 457 STUPINIGI EXPERIENCE: PARTECIPA ALLA PARATA ANCHE UNA ABARTH 595 COMPETIZIONE.

Ruzza Torino rafforza la propria sinergia con Parco Valentino ed avvia una nuova collaborazione con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile per la parata di FIAT 500 più prestigiosa di tutti i tempi.

La 457 Stupinigi Experience – la kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 – si conferma l’appuntamento diamante dedicato alla mitica utilitaria italiana, con la presenza ufficiale delle Case automobilistiche, del Motor Show Parco Valentino e del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, che sarà presente con una vettura della propria collezione.

Tutto iniziò a Stupinigi il 18 Ottobre 1955, quando i vertici FIAT presentarono il futuro modello 400, poi re-ingegnerizzato come 450 ed infine messo in vendita nel 1957 con il nome di “Nuova 500”, facendo richiamo alla precedente Topolino, lei prima portatrice del nome 500: 400, 450 e 1957… i numeri nativi del mito 500, sintetizzatinel progetto 457. E tutto è ripartito nel 2017 quando, con la collaborazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Ruzza Torino ha riacceso la sede natia della FIAT 500, oggi sede di 457 Experience, gli appuntamenti di rappresentanza riservati ai grandi nomi della mitica utilitaria italiana, frequentati sin da subito in forma ufficiale dai costruttori.

Nel 2018 è poi stata avviata la collaborazione con Parco Valentino, con la prima 457 Stupinigi Parade Experience, che ha portato in parata da Stupinigi al centro di Torino le grandi rappresentanze della 500: per il 2019 si conferma la passerella dei grandi nomi in sinergia con il Motor Show ma il programma si arricchisce di altre firme, per una giornata all’insegna dell’eccellenza del mondo 500.

Se la sede natia di Stupinigi sarà la partenza della parata e Parco Valentino la tappa di transizione, il traguardo simbolico sarà in Piazza Bodoni dove sarà eccezionalmente esposta una vettura simbolo della collezione del MAUTO: la FIAT Nuova 500 del 1962, appartenuta al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che la guidava nel traffico di Roma.

500 DIABOLIKA

Stupinigi, Parco Valentino, Città di Torino, Museo dell’Automobile e traguardo alla 500 di Sandro Pertini: questo il tracciato iconico della 457 Experience, la cui congiunzione sarà affidata ad una ulteriore eccellenza del settore automotive. Sarà infatti la famiglia Stola a congiungere la sede natia della 500 con l’auto di Sandro Pertini, aprendo la 457 Parade Experience a bordo della FIAT 500 Diabolika by Studiotorino. Non è casuale l’affidamento della congiunzione agli Stola, grande firma torinese del settore auto che proprio in questo 2019 celebra i propri primi 100 anni di attività nel mondo delle quattro ruote: un secolo di attività partita sì da Torino ma poi giunta in tutto il mondo. La redazione di Autoappassionati.it racconterà in diretta la parata proprio dall’interno della 500 Diabolika della famiglia Stola.

Grande anniversario anche per Abarth, che celebra i suoi primi 70 anni e schiera ufficialmente una 595 affidandola a Ruzza Torino, per una festa dello Scorpione in chiave 457. Un party che viene arricchito dalla contemporanea presenza ufficiale di Romeo Ferraris, che delle Abarth 595 ne ha fatto la propria base di partenza per un progetto ulteriormente vitaminizzato: la Romeo Ferraris FatFive, anch’essa in parata il prossimo 22 Giugno. Autoservizi Stupinigi porterà alle origini la storia della Abarth 595, schierando l’esemplare su base tipo D al tempo affidato alle redazioni per i primi servizi giornalistici, mentre la grande passione per l’attuale corso dello Scorpione sarà condotto in passerella da Abarth Club Torino, che peraltro è una delle associazioni che hanno dato vita alla community ufficiale della Scorpionship: ACT – questa la sigla con cui è anche noto il club – porterà anche in parata una delle attuali tendenze di valorizzazione delle Abarth, con una 595 wrappata nell’originale livrea “metà-metà”, da un lato grigia e dall’altro nera.

Sportività e prestazioni elevante troveranno risalto anche nel nome di Giannini: al costruttore romano farà omaggio Gram Torino Engineering, portando in parata l’evoluzione finale della supercity car 350GP, nella definitiva configurazione 350GP4 a trazione integrale, che proprio a Parco Valentino verrà presentata.

La storia di FIAT 500 farà invece passerella grazie all’intervento delle associazioni culturali, ciascuna con un punto di vista diverso, caratteristico del proprio DNA di club.

Anche il CMAE, il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca più antico d’Italia, sarà presente con alcuni equipaggi di appassionati soci. La sua partecipazione si inserisce in un calendario fitto di attività, che vedono il Club sempre in prima linea nella promozione del motorismo storico a tutti i livelli. All’alba degli anni ’60 il CMAE fu pioniere dotandosi per primo in Italia tra i Club di auto d’epoca di un proprio statuto, estendendo inoltre l’interesse collezionistico alle due ruote (Determinante fu anche il suo appoggio alla nascita dell’ASI, nel 1966).

A ricordare come la storia di FIAT 500 ebbe inizio nel 1936 interverrà invece il Club Topolino FIAT Torino, che nel mondo delle “Topo” è inesauribile protagonista con quartier generale a Gassino Torinese: sempre su Topolino, in parata anche la Società Editrice Il Cammello, specializzata in pubblicazioni sul motorismo storico.

Alla generazione delle Topolino fece poi seguito quella del Cinquino, anche se il cappello generale era sempre quello di FIAT 500.

La generazione del Cinquino 1957-1977 andrà in passerella con lo sguardo del Club Scuderie Reali e porterà al debutto nuove collaborazioni per la 457 Stupinigi Experience. La kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 si gemellerà infatti agli altri grandi appuntamenti di Stupinigi ed il Club Scuderie Reali porterà in sfilata per l’occasione una 500 con la livrea di “Sposi In” ed una con al livrea di “Natale è Reale”, organizzati da AD Eventi & Comunicazione: la collaborazione fra i grandi eventi di Stupinigi sarà così affidata all’associazione che ha sede quanto più prossima a Stupinigi stessa, le Scuderie Reali. La redazione di Kaleidosweb, specializzata nelle attività motoristiche piemontesi con particolare attenzione ai rally ma che non dimentica gli eventi di spessore di tutta Italia, sarà a bordo di una delle ultime 500 della seconda generazione con porte a vento, dopo di ché arrivano nel 1965 quelle controvento a cui siamo tutt’oggi abituati.

La seconda generazione della 500 nacque sin da subito affiancata da una variante premium, l’Autobianchi Bianchina: la 457 Parade Experience ricorderà la cosa gemellandosi con il tour “La Bianchina Sabauda”, organizzato per l’occasione dal Bianchina Club.

La terza generazione perse il nome in cifre e ne acquisì uno in lettere, così negli anni ’90 arrivò la “Cinquecento”, che sarà in passerella con il gruppo Solo Cuore e Carburatore, il quale interverrà a portare ulteriori punti di vista sul mondo 500: la mitica utilitaria italiana, infatti, è da sempre al centro di eventi a scopo benefico, vero leitmotiv di Cuore e Carburatore. Che la 500 sia elemento di aggregazione in gruppi interverranno inoltre a ricordarlo dalla Toscana i ragazzi del 500-Puffolandia, che ha nella propria cifra distintiva il guardare all’auto in ottica “cartoon”.

In parata poi anche la quarta ed ultima generazione, quella attuale, campionessa di vendite: l’attuale gamma 500 andrà così al confronto con la sua stessa storia e la versione familiare 500L ritroverà nelle giardiniere le sue antesignane: la ricerca delle origini della versione 500X porterà invece alla mitica ed originalissima Ferves Ranger, per l’occasione schierata nientemeno che dal Sig. Lombardi, che della Ferves fu capo dei meccanici. Saranno inoltre presenti ulteriori varianti molto particolari del mondo 500.

La FIAT 500 Diabolika darà il via alla parata affiancando la FIAT 500 pre-serie simbolo del progetto 457, dalla corte d’onore di Stupinigi ora sede delle kermesse 457 Experience al termine di un doppio prestigioso saluto: dapprima la banda musicale Puccini intonerà l’italianità del nome 500, quindi a Stupinigi ci sarà il saluto a Mirella Rovatti, colei che nel 1957 fu testimonial del lancio del Cinquino, poi donatasi a madrina delle 457 Stupinigi Experience. La FIAT 500 Diabolika della famiglia Stola sarà inoltre contemporaneamente presente all’interno del Motor Show: presso lo stand della redazione di Autoappassionati.it saranno infatti disponibili delle cartoline postali in serie limitata a 100 pezzi dedicati proprio alla Diabolika, con presenza nello stand di Poste Italiane, con un annullo filatelico specifico per la giornata.

Un’altra leggendaria FIAT 500 sarà contemporaneamente sotto i riflettori Sabato 22, quando la Spiaggia carrozzata da Boano appositamente per Gianni Angelli inaugurerà la prima edizione di Parco Valentino Classic, concorso d’eleganza organizzato da Auto Classic: l’arrivo delle auto iscritte alla 457 Stupinigi Experience sarà pressoché concomitante e gli equipaggi faranno visita al concorso.

Nel mentre, per tutta la giornata di Sabato 22, Piazza Bodoni si trasformerà in Piazza 457 Experience, con diversi laboratori dedicati al mondo FIAT 500, fra cui spicca il ritorno dei meccanici in tuta bianca per le presentazioni tecniche live.

Accadde infatti che, nel 1957, il lancio della seconda generazione della 500 venne valorizzato dalla presenza di meccanici in tuta bianca, pronti ad assistere e spiegare tecnicamente le nuove vetture alla loro prima uscita pubblica. Il prossimo 22 Giugno assisteremo al ritorno delle tute bianche con l’intervento di CNOS-FAP che, tramite il protocollo TechPro2, è l’attuale squadra di formazione professionale tecnica FCA. Il ritorno al passato tecnico del Cinquino sarà doppio perché, oltre a tornare le tute bianche, tornerà anche un grande progetto di ieri, grazie all’intervento di LGR Prototipi, del docente di motorismo Ludovico Gonella: LGR riporterà infatti in vita un prototipo di FIAT 500 sviluppato ai tempi con motore motociclistico, che poi non ebbe seguito produttivo e non venne conservato. Quello che fu un veicolo sperimentale diventerà a tutti gli effetti un’auto unica circolante su strada e la sua creazione sarà portata a termine in 4 anni: a ogni evento 457 Stupinigi Experience il progetto evolverà di uno step, di cui il primo sarà esposto il prossimo 22 Giugno. Lo staff capitanato da Gonella non si limiterà però a riprodurre fedelmente quanto realizzato in passato ma rivisiterà il progetto in modo personale, amplificandone il valore sperimentale.

Piazza Bodoni sarà Piazza 457 anche grazie al contributo del Centro Infanzia Lilliput di Volpiano, che sarà lo staff di riferimento per la prima 457 Baby Experience, parata di FIAT 500 cavalcabili riservata ai bimbi che vogliono giocare a replicare la parata contemporaneamente in corso dei grandi. Su Piazza Bodoni verrà infatti allestito un piccolo percorso per simulare il tracciato Stupinigi-Torino e saranno gratuitamente disponibili le 500 cavalcabili per i bimbi che vorranno fare la baby parata: per tutti i più piccoli che simuleranno la sfilata ci sarà in omaggio la spilla della 457 Baby Experience (*). Anche per loro l’arrivo sarà fissato alla 500 di Sandro Pertini.

La seconda edizione della 457 Stupinigi Experience conferma il progetto stesso come piattaforma trasversale dedicata alle eccellenze del mondo 500, coinvolgendo le Case Automobilistiche, i club, i ricercatori, i collezionisti, i tecnici, i grandi nomi, gli specialisti, le redazioni, le concessionarie ed ora anche i più piccoli.

La stagione di eventi 457 Stupinigi Experienceèsostenuta da Pulp (Agenzia di marketing), SAT Società Assicuratrice Torinese, Marando Service (Specialista macchinari industriali settore plastico), Autoservizi Stupinigi (Carrozzeria e autolavaggio a Orbassano), Saturno Torino (Specialista di trasporti speciali) ed EnnePi (Produzione e restauro targhe per veicoli).

Ulteriori informazioni sul portale Ruzzatorino.com.

Mai per StartART

Il Parco di Grottole Art in Nature, voluto dalla Fondazione Maria Rossi con la consulenza della Fondazione Pino Pascali, continua il suo percorso, unico dell’Italia Meridionale di parco dedicato all’arte contemporanea immerso in un contesto naturalistico-storico-ambientale di raro pregio quale è la Madonna di Grottole.

In attesa del bando di residenza d’artista, che sarà pubblicato nel mese di settembre, la Fondazione Maria Rossi, con il suo presidente, l’Avv. Giacomo Olivieri, ha fortemente voluto l’apertura, all’interno del Parco, di uno spazio dedicato agli artisti emergenti.

StartART è lo spazio giovani che accompagnerà con il suo percorso quello delle opere lasciate dagli artisti in residenza (ad oggi le opere di Dario Agrimi e di Giacomo Zaganelli).

Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio dell’Accademia Pugliese delle Scienze e dell’Associazione per l’Italia nel Mondo, è curato dal comitato scientifico del Parco, composto da Marisa Milella (direttore artistico), Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara che selezioneranno, nel tempo, le opere e gli autori da esporre.

StartART, nasce con l’intenzione di offrire la possibilità ai giovani artisti, italiani e non, di esporsi, mettersi alla prova e farsi conoscere. StartART vuole essere, anche, incubatore e vivaio di artisti emergenti, selezionando e promuovendo artisti di talento, giovani artisti che fanno del loro mezzo espressivo uno strumento d’indagine della relazione tra Arte, essere umano, storia e natura.

Da tempo impegnato in una ricerca sociale e antropologica sulle manifestazioni della cultura popolare, Francesco Strabone (Brindisi, 1990), il primo artista selezionato, con la grande installazione Mai (Barca in resina, argilla, gesso; 2018-19) depone su una vecchia imbarcazione un cumulo di ossa, dalle forme irregolari, del tutto irriconoscibili nella loro tormentata anatomia. Si tratta di ossa scolpite, in gesso ed argilla, fatte dunque di materiali naturali e minerali, anch’esse figlie della terra che le genera e le ospita.

Ancora una volta, l’allusione ai tragici eventi migratori al centro della narrazione politica attuale, trova espressione in una forma contenuta, quasi votiva, e l’ambiente che ospita il relitto diventa luogo di deriva e smarrimento che accoglie le poche spoglie di uomini e donne venuti dal mare. La scultura trasforma la materia in fatto sociale, umano, sensibile, mentre lo spazio si trasforma in un altare della memoria collettiva dove trova posto questo scarno monumento ad ignoti caduti del Mediterraneo.

L’opera Mai di Francesco STRABONE

Inaugura il progetto

StartART (Spazio giovani)

Parco di Grottole. Art in Nature (Polignano a Mare)

Sabato, 15 giugno ore 18,00

 

NOTA BIOGRAFICA di Francesco STRABONE

Mostre recenti: “Untitled”, Kunstschau, Lecce, 2018; “Progetto Incipit”, MUST, Lecce, 2018; “Francesco Strabone”, Lo.FT Gallery, Lecce e Art and Ars Gallery, Galatina, 2018; “Contempo”, Monastero di San Benedetto, Conversano, 2018; “Acqua Ossigenata”, Studio Filannino, Barletta, 2017; Collettiva, “Art Studio 42”, Lecce, 2015.

Everyday life

EVERYDAY LIFE. ECONOMIA GLOBALE E IMMAGINE CONTEMPORANEA
A cura di Gabriele Lorenzoni e Carlo Sala
Galleria Civica, Trento
31 maggio — 1 settembre 2019

La mostra Everyday Life accoglie e declina il tema dell’edizione 2019 del Festival dell’Economia di Trento: globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza.
Attraverso la ricerca fotografica più recente, installazioni video e interventi topic specific, la mostra intende indagare fenomeni e mutamenti socioeconomici.

Il tempo presente è caratterizzato dall’ipervisione, ossia dall’esposizione continua e caotica di immagini prodotte e diffuse a velocità crescente. Web, cinema, fiction, video, videogiochi: le simulazioni del reale riempiono ogni spazio della visual comunication e si sovrappongono, generando un caos visivo tanto attrattivo quanto destabilizzante.
Le tecnologie della visione producono immaginari più o meno realistici che influenzano e narcotizzano i costumi culturali e le posture sociali. Tra open data e propaganda, anche la trattazione dei temi politici, economici e sociali è ormai stereotipata e omologata.
È questo il multiforme e attuale tema di Everyday Life. Economia globale e immagine contemporanea, la mostra curata da Gabriele Lorenzoni (curatore Mart) e Carlo Sala (curatore indipendente e docente), alla Galleria Civica di Trento, dal 30 maggio al 1 settembre 2019.

Nata per dialogare con il Festival dell’Economia di Trento (30 maggio – 2 giugno), l’esposizione ne accoglie le suggestioni empiriche e le restituisce attraverso le immagini. La ricerca artistica diviene interlocutrice autorevole, capace di generare consenso e pensiero, sfiducia e allontanamento, progresso e sconfitta alla stessa maniera del dibattito intellettuale, dei numeri e delle statistiche, della ricerca scientifica.

Dalla cultura dell’immagine alla cultura della video-tecnologia

Negli spazi della Galleria Civica di Trento il primo lavoro in mostra è un’installazione che annulla lo spazio di fruizione e nega la grammatica espositiva a cui il visitatore contemporaneo è abituato. Una sorta di silenzio visivo, una pausa, un nuovo grado zero da cui partire.

Nella sala successiva i lavori iconici di quattro indiscussi maestri internazionali, Andreas Gursky, Fischli & Weiss, Shirin Neshat, Wolfgang Tillmans, le cui opere appartengono alle Collezioni del Mart, costituiscono una sorta di prologo iconografico. Si tratta di fotografie realizzate negli anni Novanta, agli albori di quel processo di globalizzazione che, attraverso virate del tutto impreviste, ha condotto al presente.

La generazione di fotografi successiva ha necessariamente guardato a questi “pionieri”, destrutturando i messaggi visivi dei vecchi e dei nuovi media.
La mostra entra nel vivo e presenta il lavoro di quegli artisti italiani che analizzano le contraddizioni, gli stereotipi, gli immaginari precostituiti secondo una prospettiva post-contemporanea dal sapore fortemente sociologico: Adrian Paci, Alessandro Calabrese, Brigitte Niedermair, Daniele Girardi, Dido Fontana, Discipula, Filippo Berta, Filippo Minelli, Giovanni Morbin, Hannes Egger, Ingrid Hora, Nicolò Degiorgis, Paolo Ciregia, The Cool Couple.

I generi tradizionali della fotografia, come l’immagine di moda, la fotografia di architettura, scientifica, giornalistica e, soprattutto, le indagini sul paesaggio, sono implosi.
A partire dall’inizio del nuovo millennio lo scenario muta radicalmente: fotografi e artisti devono confrontarsi con il fenomeno della cosiddetta fotografia espansa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale caratterizzata dall’uscita dal genere, dall’ibridazione di soggetti e tipologie di ricerca, dalla contaminazione con i temi globali della visual culture e della comunicazione.

A questo si aggiunge la sempre più ampia accessibilità non solo alla fruizione delle immagini, ma anche all’utilizzo delle tecnologie capaci di produrre, elaborare e diffondere dati visivi. Cambiano i costumi e fenomeni di massa: per la prima volta nella storia ognuno è prosumer, ovvero è al tempo stesso creatore e consumatore del magma visuale che circola attraverso il mondo digitale in tempo reale.
La proliferazione senza limiti implica la caduta di confini non solo geografici e la possibilità pressoché infinita di descrivere ogni realtà plausibile, non necessariamente vera.

Nessun medium più della fotografia può assorbire con efficacia la rapidità di tali cambiamenti, l’immagine perde però l’aura di rappresentazione mimetica e realistica dell’esistente, divenendo a sua volta un vero e proprio fattore in grado di generare realtà.
Nelle sempre più numerose possibilità tecnologiche, la fotografia produce relazioni, esperienze e narrazioni, tanto nella sfera pubblica quanto nella sfera privata. L’immagine spinge ogni attività di comunicazione a livelli mai raggiunti prima, fino a divenire, indiscutibilmente, manifestazione stessa del post-contemporaneo.

Tutto è veloce, la vita quotidiana non scorre più placidamente accanto a fenomeni che possono essere studiati nel medio termine. Inebriante, la rapidità impedisce la valutazione empirica dei piccoli e grandi mutamenti a cui, sempre più, la popolazione globale si è abituata e adeguata. La commistione delle immagini è totale e le trasformazioni vanno registrate nel loro farsi. Nuovi ritmi e sovrapposizioni costringono a una misurazione immediata delle conseguenze, l’istante presente è già passato.

Everyday Life descrive paesaggi urbani e spazi naturali, processi di gentrificazione e di erranza. La riflessione si sofferma in particolar modo sul tema dei confini e delle soglie. Inevitabilmente indugia sulla definizione stessa e sull’uso possibile dell’immagine, allo stesso tempo soggetto e oggetto della mostra. La comunicazione e le forme di persuasione diventano materia di studio. Ne deriva una vera e propria antropologia visiva che fa del glocal una delle sue peculiarità.

Tra post-immagine, ipervisione e fotografia espansa, la mostra propone un’indagine poetica e allo stesso tempo dissacrante del presente.

Galleria CIVICA Trento e ADAC
Via Belenzani 44
38122 Trento
T+39 0461 985511
+ 39 800 397760
F +39 0461 277033
civica@mart.tn.it
www.mart.trento.it

Orari
Mar / Dom 10-13 / 14-18
Lunedì chiuso

Tariffe
Intero: 2 €
Gratuito: Mart Membership, bambini fino a 14 anni
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese

Ufficio comunicazione
Susanna Sara Mandice
press@mart.trento.it
T +39 0464 454124
T +39 334 6333148

Il Mart ringrazia
Provincia autonoma di Trento
Comune di Trento
Comune di Rovereto

Sponsor Tecnici
Cantina Sociale Trento

In collaborazione con
Trentino Marketing

Italia Moderna 1945-1975

Alla Fondazione Pistoia Musei  la mostra ” ITALIA MODERNA 1945-1975. Dalla Ricostruzione alla Contestazione”, a cura di Marco Meneguzzo e con una selezione di oltre centocinquanta opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, affronta già nel titolo un problema di indagine critica con l’intenzione di mostrare il complesso tessuto artistico italiano in uno dei periodi di trasformazione del Paese tra i più fecondi.

Suddivisa in due “tappe” – Le macerie e la speranza (18 aprile-25 agosto) e Il benessere e la crisi (13 settembre-17 novembre) – la mostra indaga il concetto di modernità nelle sue diverse accezioni: da una parte il senso comune, per cui il “moderno” è ciò che risulta nuovo, veloce, innaturale e lontano dalle consuetudini; dall’altra la Modernità (stavolta con l’iniziale maiuscola) ben precisata storicamente e concettualmente, che si manifesta come un’idea di progetto, includendo in sé la convinzione di poter essere i protagonisti del proprio futuro.

Così, la Modernità del XX secolo comprende quel periodo in cui i popoli, le culture, le nazioni, ma anche i singoli individui, vivono sulla base di grandi ideali e grandi valori.

È tra il 1945 e i successivi trent’anni – dopo una guerra che ha lasciato non solo macerie materiali, ma anche culturali – che l’Italia cambia i comportamenti sociali, modernizzandosi visibilmente e affrontando, dopo la straordinaria anticipazione del Futurismo, il problema della Modernità. Nella prima parte della mostra, Le macerie e la speranza, si affronta il periodo dal ’45 al ’60. Attraverso le opere di artisti tra i quali Enrico Baj, Mario Nigro, Giulio Turcato, Renato Guttuso e Antonio Recalcati, si ripercorre la fase subito successiva alla guerra, in cui si sente il bisogno di trovare nuovi modelli cui appellarsi, per esprimere quell’ansia di rinnovamento che percorre tutto il mondo.

Gli anni Cinquanta sono invece caratterizzati su scala planetaria da quello che in Italia è noto come l’Informale, alfabeto visivo che utilizza solo elementi basilari, primari, come il segno, il gesto, la materia. Come esprimere su una tela un senso di ribellione meglio che con un gesto ampio, veloce, carico di colore?

Andando oltre la mera scelta cronologica degli artisti – tra cui Carla Accardi, Afro, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Bruno Munari, Emilio Vedova e Giuseppe Capogrossi – e la loro suddivisione per movimenti, la mostra arriva a chiedersi se esista una sorta di continuum in grado di identificare una cultura unitaria, presupponendo quindi un vero e proprio modello italiano. La risposta, inevitabilmente, non è scontata.

PARTE PRIMA Le macerie e la speranza, 18 aprile – 25 agosto 2019
PARTE SECONDA Il benessere e la crisi, 13 settembre – 17 novembre 2019

www.fondazionepistoiamusei.it

Libri d’artista. L’arte di leggere.

Sabato 25 maggio nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Bari la Direzione del Polo Museale della Puglia e l’Associazione Volontari per la Cultura presenteranno la mostra Libri d’artista. L’arte da leggere.

Alle ore 12:00 ne sarà data anteprima alla stampa e nel pomeriggio alle ore 18:00 la mostra aprirà al pubblico negli spazi della Sala Sveva del Castello.

Il progetto, promosso dall’Associazione Volontari per la Cultura, è stato ideato e curato da Mariastella Margozzi direttore del Polo Museale della Puglia, con il coordinamento di Luciano Perrone, Presidente dell’Associazione Culturale ETRA E.T.S. e la collaborazione di Vito Nicola Iacobellis, Gianfranco Lepore, Giuseppe Gernone, Carla Bagnulo, Stefania Gatto, Eleonora Crimi, Silvana Costa e Alessandra Mongelli.

Saranno qui esposte oltre cinquanta opere realizzate da quarantuno artisti italiani contemporanei: Bruno Aller, Vincenzo Arena, Antonio Barrese, Adriano Bergozza, Alberto Biasi, Veronica Botticelli, Silvia Celeste Calcagno, Giuseppe Carta, Franco Durelli, Marisa Facchinetti, Enrico Franchi, Fausto Maria Franchi, Omar Galliani, Nicola Genco, Claudia Giannuli, Corrado Grifa, Massimo Luccioli, Teodosio Magnoni, Mirna Manni, Elio Marchegiani, Riccardo Monachesi, Elisa Montessori, Marcello Morandini, Elena Nonnis, Gianfranco Notargiacomo, Maria Elisabetta Novello, Anna Onesti, Joseph Pace, Jasmine Pignatelli, Lamberto Pignotti, Lydia Predominato, Pino Procopio, Paolo Radi, Anna Maria Russo, Giuseppe Salvatori, Filippo Sassòli, Attilio Taverna, Edoardo Tresoldi, Chiara Valentini, Grazia Varisco, Emiliano Zucchini con Alessandra Alliata Nobili.

CONCEPT – Come si sa la lettura arricchisce chi la pratica, perché ogni libro è una fonte di esperienze e un passaggio di testimone da chi ha scritto a chi legge, con una possibilità di diffusione del pensiero illimitata. Finché un libro esiste e viene letto può raccontare la stessa storia a decine di generazioni, ognuna delle quali, immersa nel proprio tempo, ne farà l’uso culturale che vuole: personale, sociale, storico. Un libro è sempre un dono, perfino quando è stato acquistato, perché il suo contenuto è compagnia e conoscenza. La compagnia è evidente a chiunque ama leggere e riconosce nel libro il compagno di un viaggio, di una serata in solitudine; la conoscenza arricchisce il sapere di ognuno di noi e non lo esaurisce mai: c’è sempre qualcosa da sapere, da mettere nel bagaglio di esperienze della vita, sia quella lavorativa che quella speculativa. Ne consegue che i libri sono sempre stati considerati un bene prezioso, tanto che conservarli ha costituito in tutte le civiltà una conquista e un vanto.

Il libro d’artista ha sempre goduto di fascino e curiosità; qui l’opera d’arte non è concepita come illustrazione o compendio del testo, ma come parte integrante e principale protagonista del messaggio. L’artista diventa il creatore dell’opera, scrittore per immagini, colori, linee, forme e significati, utilizzando tecniche e stili secondo la propria sensibilità.

Come far comprendere a tutti questo concetto è l’obiettivo del presente progetto che intende mostrare in modo evidente, attraverso “libri” molto particolari realizzati certo non convenzionalmente e non da scrittori ma da artisti, quanta arte si possa esprimere attraverso il contenuto di un libro. Tante opere d’arte sotto forma di “libro” che testimoniano così la straordinarietà del proprio contenuto.

La mostra, inserita nel percorso di visita del Castello Svevo di Bari, sarà aperta al pubblico fino al 9 settembre 2019.

Förg in Venice

Il Dallas Museum of Art (DMA) è lieto di presentare la mostra di Günther Förg (1952-2013), che sarà ospitata nello storico Palazzo Contarini Polignac a Venezia durante la Biennale Arte 2019.

Evento Collaterale ufficiale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Förg in Venice farà seguito a Günther Förg: a Fragile Beauty, la prima mostra americana in oltre trent’anni dedicata all’artista, organizzata nel 2018 dal Dallas Museum of Art in collaborazione con lo Stedelijk Museum di Amsterdam.

Realizzata in stretta cooperazione con l’Estate di Günther Förg, Förg in Venice metterà in mostra oltre 30 opere del percorso multidisciplinare di Förg – dai dipinti alle meno note sculture – per riflettere sui metodi intuitivi e di ampio respiro di questo artista intellettuale e poliedrico. La mostra è curata dalla Dottoressa Elisa Schaar, storica dell’arte, e segue la ricerca resa disponibile dalla precedente mostra di Dallas, curata dalla Dottoressa Anna Katherine Brodbeck, Curatrice Capo del Dipartimento di Arte Contemporanea del DMA.
La mostra sarà visitabile dall’11 maggio al 23 agosto 2019.

Dopo l’importante mostra del Dallas Museum of Art dedicata all’artista nel 2018, siamo lieti di presentare il lavoro di Günther Förg al pubblico internazionale di Biennale Arte 2019, coinvolgendo nuove generazioni mondiali nello stesso modo in cui l’operato dell’artista ha influenzato la storia dell’arte per generazioni” ha dichiarato il Dottor Agustín Arteaga, Direttore del DMA.

Nato nel 1952 a Füssen, Algovia, Germania, Förg è uno dei più significativi artisti tedeschi della generazione del dopoguerra, noto per il suo stile sperimentale e provocatorio legato alla storia dell’arte. Attraverso la sua innovativa produzione interdisciplinare che ha sfidato i limiti delle discipline artistiche, Förg ha esplorato un linguaggio di astrazione ed espressionismo, appropriandosi di metafore prese in prestito da architettura e arte moderna.

L’Italia e l’architettura italiana hanno giocato un ruolo centrale nello sviluppo della carriera di Förg. Il suo primo viaggio in Italia, nel 1982, stimolò la sua nota serie di fotografie sugli edifici di importanza culturale e politica, dai monumenti italiani alle costruzioni in stile Bauhaus a Tel Aviv. Attraverso la fotografia, Förg riuscì a esplorare la relazione tra arte, architettura e interventi spaziali, un tema ricorrente in tutta la sua produzione che la mostra di Venezia metterà in risalto. Alcuni lavori di Förg furono esposti già alla 45. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 1993 all’interno della mostra Il Viaggio verso Citera, ma Förg in Venice realizzerà il desiderio dell’artista di esporre durante la Biennale Arte con una personale, un sogno rimasto incompiuto quando era in vita.

Förg in Venice presenterà questo poliedrico artista sotto una nuova prospettiva, in un’ambientazione veneziana senza eguali dove gli arredi e le decorazioni giocheranno un ruolo chiave nel contestualizzare l’arte. La mostra offrirà una panoramica approfondita dei temi estetici e concettuali affrontati da Förg, non solo dal punto di vista della produzione artistica ma anche in relazione al contesto in cui le opere sono esposte. L’artista riteneva che lo spazio, l’ubicazione e il posizionamento di una sua opera fossero intrinseci all’opera stessa. Durante la sua carriera, Förg dipinse sulle pareti delle gallerie, usò porte e finestre come elementi integranti, e arrivò a usare la vernice di alcune sue opere per creare un gioco di riflessi che desse vita a considerazioni inaspettate.

Per lo stesso motivo, l’artista installò più volte le sue opere all’interno di contesti storici, spesso attraverso interventi tanto delicati quanto minimalisti. Questa mostra porterà avanti tale tradizione, preservando l’atmosfera del Palazzo ma anche indagando lo spirito creativo e ludico di Förg. Nel contesto di Palazzo Contarini Polignac – una location classica, romantica e mozzafiato affacciata sul Canal Grande di Venezia – imbattersi nelle opere versatili e sapienti dell’artista inviterà il visitatore a interrogarsi sul rapporto di Förg con la storia dell’arte e dell’architettura, entrambe determinanti nella sua produzione polivalente.

Attraverso l’installazione delle opere d’arte di Förg – prevalentemente aderenti alle tradizioni moderniste- all’interno delle sale decorate e dell’architettura rinascimentale di Palazzo Contarini Polignac, l’esposizione indagherà l’eredità del modernismo estetico (uno degli ideali al centro dello studio di Förg) in uno spazio ricco di storia e maestria artigiana. La mostra non avrà uno sviluppo tradizionale bensì un allestimento di grande atmosfera dove le opere dell’artista abiteranno un contesto intimo e privato evocando una malinconia e un romanticismo raramente
associati all’opera di Förg. Grazie all’integrazione del ricco corpus di opere di Förg negli interni delle sale del Palazzo, la mostra illustrerà l’interesse dell’artista per il dialogo tra arte, architettura e fruizione.

Lungo tutto il Palazzo, singoli quadri, arazzi ed elementi decorativi in determinate posizioni saranno sostituiti con le opere dell’artista. Al piano terra, un dipinto minimalista di grandi dimensioni raffigurante una finestra, “Untitled” (2004), affiancato da alcuni schizzi preparatori dell’opera, prenderà il posto di uno stemma dando l’impressione che ci sia una finestra dove in realtà non c’è. Nonostante la loro forte geometria, le finestre di Förg sono provocatorie poiché offrono una cornice dentro cui guardare ma senza fornire alcuna visuale: al contrario, dirigono e limitano lo sguardo, mettendo in discussione l’atto visivo e l’estetica in sé.

Nel Salone del Palazzo, quattro straordinari dipinti in stile Spot Painting realizzati tra il 2007 e il 2009 saranno presentati di fronte a quattro ampi arazzi. In queste opere astratte e gestuali, i segmenti orizzontali delle pennellate verticali richiamano i raffinati scarabocchi di Cy Twombly, ma con differenze sia a livello cromatico – con un diverso uso del bianco e del grigio chiaro che sembrano richiamare la base di una tavolozza – sia per quanto concerne l’impiego di pennelli puliti. Questi Spot Painting danno l’idea di essere stati prodotti velocemente, ma sono in realtà frutto tanto di una rapida intuizione quanto di un’attenta riflessione dell’artista. Insieme, i quattro dipinti daranno prova della ponderata e incessante sperimentazione di abbinamenti cromatici, applicazioni di pittura, composizioni e ritmi dell’artista, il tutto all’interno di una sola serie di quadri. Collocate di fronte agli arazzi figurativi del Palazzo, che si potranno ancora intravedere, queste opere di Spot Painting evocheranno – attraverso le pennellate fluttuanti sulle superfici piane – una sorta di potere autonomo dell’astrazione modernista, sottolineando il rapporto stesso dell’artista con questa forma artistica, tanto coinvolto quanto distaccato.

Nella maestosa sala degli specchi del Palazzo, una serie di sculture di Förg, realizzate nel 1990, verranno installate vicino alle finestre. Queste sculture figurative, tra cui maschere di bronzo su piedistalli in compensato grezzo, esplorano le possibilità e i limiti della materia. Le superfici corpose, lavorate rapidamente, fanno pensare alla distruzione: deliberatamente imperfette, dimostrano che Förg preferiva esplorare un’idea anziché realizzare un ideale di piacere e perfezione estetica. Le superfici palpabili recano i segni delle impronte digitali di Förg, di agenti esterni casuali e danni fisici che spingono il bronzo e la sua lavorazione lontani dalle associazioni gerarchiche, classiche e monumentali di tale materiale.

Lungo le sale laterali del Palazzo saranno infine in mostra diversi dipinti astratti di Förg datati dagli anni Ottanta agli anni Novanta, che sostituiranno le opere d’arte solitamente esposte. Nella sua interezza, l’offerta espositiva della mostra dà prova dell’ampia portata della carriera di Förg e della sua tendenza alla sperimentazione, raggruppando i vari filoni e le influenze concettuali che hanno interessato la sua produzione – dall’agile esecuzione, complessità tonale e composizione stratificata, alla libera gestione delle discipline formali e delle strutture geometriche.

Förg in Venice è presentata con il supporto dell’Estate di Günther Förg e di Hauser & Wirth.

 

Ufficio stampa internazionale
Delaney Smith, Resnicow and Associates, dsmith@resnicow.com, +1 212 671 5160

Italian Media:
Roberta Barbaro, Studio Esseci, gestione3@studioesseci.net, +39 331 614 7373

La Ceramica Parallela

Sabato 6 aprile 2019, in occasione della Milano Art Week, l’ISIA Faenza Design & Comunicazione inaugura negli spazi della Galleria Fatto ad Arte di Milano la mostra La Ceramica Parallela, a cura dell’artista Salvatore Arancio e di Marinella Paderni, direttrice dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche faentino.

La mostra – risultato del workshop condotto da Salvatore Arancio con otto studenti del Biennio Specialistico di Design del Prodotto di ISIA Faenza – si concluderà il 14 aprile, al termine della Milano Design Week 2019.

Il titolo della mostra è ispirato a La botanica parallela, volume del 1976 concepito dal pittore, scrittore e illustratore Leo Lionni come un trattato di una scienza inesistente, un viaggio nell’immaginario, che esponeva un materiale interamente inventato nella forma di un plausibile manuale scientifico.

La natura “parallela” dell’esposizione si rivela negli elementi dai lineamenti biomorfi costitutivi delle colonne che dominano lo spazio: gambi di tavolini da caffè, stampati in ceramica 3D e poi smaltati con colori pastello che, impilati l’uno sull’altro, danno origine a sculture totemiche di ispirazione metareale. Un paesaggio fantastico, composto da forme organiche che sembrano uscite dall’ingannevole trattato di botanica di Lionni, ma che invece sono frutto della fantasia e della creatività degli otto studenti del Biennio Specialistico di Design del Prodotto di ISIA Faenza, che hanno partecipato al workshop condotto e curato da Salvatore Arancio.

Rispecchiando il modello didattico universitario dell’ISIA, il progetto espositivo spinge gli studenti a operare oltre la propria “comfort zone”, combinando il mondo dell’arte con quello del design, e progettando sculture che sono al tempo stesso degli elementi di arredo. “In questo modo” – sottolinea Salvatore Arancio – “si conferisce una funzione pratica alle sculture, che allo stesso tempo sono concepite come una specie di distopica mutazione di forme organiche”.

Accanto ai totem, saranno esposte le maquette originali in ceramica modellate a mano dagli studenti e smaltate con una texture di colori cangianti.

Su una delle pareti invece, una videoanimazione, creata estrapolando elementi dal processo progettuale 3D, riproduce un immaginario paesaggio naturale, inabitato da forme organiche che ci trasportano in mondi distanti e distopici.

Il 2019 è un anno importante per l’ISIA di Faenza, punta di diamante nell’ambito delle istituzioni universitarie che formano i designer del futuro – commenta Giovanna Cassese, Presidente di ISIA Faenza– un anno in cui, tra l’altro, l’ISIA inaugura la sua nuova Biblioteca di design “Bruno Munari” ed è invitato al Salone Satellite di Milano. Il workshop con Salvatore Arancio, artista sulla scena internazionale dell’arte, riporta l’attenzione sulle grandi possibilità della ceramica quale materiale privilegiato delle arti e del design e segna la nuova politica culturale dell’istituzione nel recupero del suo genius loci. Il lavoro ha rappresentato per gli allievi del biennio la possibilità di riaprire il dibattito sugli statuti fondativi della disciplina del design in tutta la sua affascinante complessità, ripensando alla centralità del laboratorio come luogo eminente del pensiero e della ricerca. E così è scaturita una produzione di grande originalità, frutto di sperimentazione e di un dialogo sempre nuovo tra arti e tecnologia, tra creatività e riproducibilità anche grazie alle nuove tecnologie del 3D, ed è nata La Ceramica Parallela, un progetto innovativo che si fa mostra e che avrà esiti fecondi”.

Il lavoro di un artista di notevole valore dentro l’ISIA, quale Salvatore Arancio, ha permesso ai nostri studenti di praticare quel modello di formazione che, proprio cent’anni fa, fondò il Bauhaus e che ancora oggi si dimostra essere il più illuminante ed efficace nello sviluppo dei futuri designer e delle Industrie Culturali Creative.” – aggiunge Marinella Paderni, Direttrice di ISIA Faenza – “La ceramica è tornata all’attenzione dei creativi di tutto il mondo per la sua capacità di unire un sapere antichissimo con la ricerca tecnologica più nuova e questo progetto ne mostra le possibilità presenti e future. La ceramica 3D è tra le tecniche più esplorate oggi all’interno del nostro istituto”.

Accompagna il progetto espositivo, un catalogo in italiano e inglese con testi di Salvatore Arancio, Giovanna Cassese, Daniela Lotta, Marinella Paderni, Marco Tonelli.

La mostra è promossa in collaborazione con WASP, sponsor tecnico e azienda leader nel settore della stampa 3D, con le istituzioni Ente Ceramica Faenza, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza e il Contamination Lab di Faenza.