Vincent van Gogh

La mostra racconterà, attraverso 129 opere in totale (43 dipinti e 86 disegni), l’intero percorso artistico di Vincent van Gogh, dai disegni di esordio assoluto al tempo del Borinage in Belgio nel 1880, quando svolgeva la funzione di predicatore laico per i minatori della zona, fino ai quadri conclusivi con i campi di grano realizzati a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, pochi giorni prima di suicidarsi. Accanto alle opere di Van Gogh, per utili e puntuali confronti, troverete il Seminatore di Jean-François Millet e alcuni dipinti dei pittori della Scuola dell’Aia, che il giovane Vincent guardava con ammirazione, da Israëls ai due Maris.
La mostra si svolge grazie al fondamentale contributo del Kröller-Müller Museum di Otterlo, uno dei due veri santuari dell’opera vangoghiana nel mondo. Il museo olandese, la cui collezione raggiunge una qualità a dir poco superba, presta infatti oltre cento delle opere di Van Gogh in arrivo a Vicenza. Un’altra decina di istituzioni e collezioni private poi, aggiungono capolavori per sigillare l’intero percorso, a cominciare dalla versione da Vincent più amata de Il ponte di Langlois (1888), una tra le immagini simbolo della sua parabola artistica e per questa occasione concessa eccezionalmente dal museo di Colonia. Quadro che abbiamo eletto a manifesto della nostra esposizione.Lettere a Théo. Un nuovo libro come fondamentale apporto alla mostra
La mostra, al di là della vastissima presenza di opere, l’ho pensata anche come la precisa ricostruzione della vita di Vincent vanGogh, seguendolo non solo nei dieci anni che vanno dal 1880 al 1890, ma anche nel decennio precedente, quello che prepara l’attività artistica. In questo senso, di fondamentale importanza è stata per me la rilettura, e il nuovo studio, delle lettere, soprattutto all’amato fratello Théo. Anche quelle scritte dal 1872 all’estate del 1880, quando da Cuesmes in Belgio annuncia, appunto a Théo, di voler diventare un artista. E’ il tempo dei suoi vagabondaggi, per i vari tentativi, e fallimenti, tra lavoro e aspirazioni teologiche, tra Olanda, Inghilterra, Francia e Belgio. Prima del suo percorso vero e proprio tra Brabante olandese e Francia, da Parigi, alla Provenza a Auvers. Per questo motivo abbiamo editato un nuovo libro, che accompagnerà la mostra, con cento lettere appositamente tradotte, includendo prima di tutto quelle che riguardano le opere esposte a Vicenza, oltre ad alcune altre fondamentali per la storia di Van Gogh.

Allestimento come un viaggio
Negli spazi ampi e meravigliosi della Basilica Palladiana a Vicenza, la mostra si snoderà come un vero e proprio viaggio anche nei luoghi nei quali Vincent ha vissuto: il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise. Al di là delle lettere che faranno da contrappunto ai singoli momenti, certamente uno dei punti di maggior fascino sarà la sala nella quale, attraverso un grande plastico di 20 metri quadrati, è stato ricostruito alla perfezione – architetture romaniche e orti e giardini e sullo sfondo la catena delle Alpilles – l’istituto di cura per malattie mentali di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, il luogo nel quale Van Gogh sceglie di farsi ricoverare da maggio 1889 a maggio 1890. Sarà un’immersione in un luogo sì di sofferenza ma nel quale, e attorno al quale, il pittore ha generato tanta bellezza.

Un film appositamente creato sulla vita e l’opera di Van Gogh
Permettetemi di dirvi quanto sia felice di comunicarvi adesso come un film documentario accompagni la mostra, appositamente realizzato per questa circostanza. Van Gogh. Storia di una vita il suo titolo, avrà la durata di un’ora e sarà proiettato in una vera e propria sala cinema, studiata in ogni dettaglio tecnico e funzionale, all’interno della Basilica Palladiana, come ultima, grande stanza del percorso espositivo. Ve ne parlerò diffusamente nella prossima newsletter, in uscita tra una settimana. Per adesso voglio dirvi che è stato per me entusiasmante realizzare questo mio primo film documentario, arricchito dalle meravigliose immagini che abbiamo girato in tutti i luoghi di Van Gogh, tra Provenza e Auvers. Un film che vivrà come un prodotto anche slegato dalla mostra e per questo lo abbiamo raccolto in un dvd in vendita, unito a tante foto del backstage. Vi anticipo che, nei giorni in cui sarò già impegnato a Vicenza con l’allestimento della mostra, faremo quattro serate di proiezione in anteprima di questo film, nei teatri di Vicenza (25 settembre), Verona (26 settembre), Padova (27 settembre) e Treviso (28 settembre). L’introduzione che farò del film nei teatri, sarà ovviamente anche l’occasione per introdurre la mostra stessa.

I quadri di Matteo Massagrande e lo spirito di Van Gogh
Per un anno e mezzo mi sono aggirato prima attorno, e poi sempre più dentro, la vita e l’opera di Van Gogh. Nella scorsa primavera, mentre mettevo mano a uno spettacolo teatrale sulla sua storia, e che vedrà la luce sul finire dell’anno prossimo, ho scritto, proprio per questo spettacolo, il breve monologo che l’attore che impersonerà Vincent sul palcoscenico reciterà sotto un ultimo albero della vita, accanto a un ultimo campo di grano. Gli ho dato come titolo Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Van Gogh), ed è il movimento straziato di un’anima che avrebbe voluto amare e mai ha potuto esprimere invece la grandezza di questo amore. Un testo che ovviamente trae spunto da alcuni passaggi di vita contenuti nelle lettere a Théo. Sono davvero brandelli d’anima e di cuore, occhi sgranati sul mondo. Tempo dopo averlo scritto, ho provato il desiderio che un pittore potesse non illustrarne alcune scene, ma entrandovi desse loro una temperatura insieme d’anima e di colore. Allora ho chiamato un artista che stimo molto, Matteo Massagrande, e gli ho mandato il testo, dicendogli solo: “Matteo, non aggiungo altro a quello che ho scritto, non ti spiego, non ti chiedo di illustrare una scena piuttosto che un’altra, falla diventare, se ti va, la tua storia. Io l’ho scritta, tu la dipingerai. Come vorrai tu”. Ecco, così effettivamente è stato, ed è nata pertanto una mostra, fatta di qualche decina di studi preparatori e di sette quadri finali che sono in questo momento ancora in lavorazione. Li vedremo nella sala successiva all’ultima dell’esposizione dedicata a Van Gogh, sempre in Basilica Palladiana, prima della sala cinema. Chi mi conosce, sa che amo da sempre scoprire come la pittura contemporanea di qualità possa dialogare con la pittura dei secoli passati. Una volta ancora, ho voluto farlo. E un libro ne resterà quale testimonianza.

Per le vostre prenotazioni e informazioni
Come avete potuto capire, gli argomenti, pur trattati in brevi capitoletti, erano tanti e vi ringrazio se avrete avuto la pazienza di leggermi fin qui. Mi auguro in ogni caso che questo ampio progetto alla fine possa portare per voi nuovi motivi di conoscenza e tanta emozione, in un rapporto con Van Gogh che dovrebbe avere, io credo, alcuni elementi di novità. Così almeno è stato per me, pur dopo tanti anni che ho dedicato a Van Gogh.
Chiudo ricordandovi che il nostro call center 0422 429999 è a vostra disposizioneper tutte le prenotazioni di biglietti delle varie tipologie, poi visite guidate per gruppi e scuole, prenotazione audioguide e anche serate esclusive a mostra chiusa per le aziende. Come sempre, il nostro sito www.lineadombra.it resta il punto di riferimento, anche per le prenotazioni dei singoli visitatori.
Non mi resta che ringraziarvi ancora per l’attenzione che mi avete dedicato e darvi appuntamento, per chi lo vorrà e potrà fare, nei teatri (ingresso libero fino a eventuale esaurimento posti, inizio serate ore 20.30) di Vicenza, Verona, Padova e Treviso, dal 25 al 28 settembre, e poi a Vicenza per la mostra a partire dal 7 ottobre.

Vi saluto cordialmente.

Marco Goldin

1 settembre 2017

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