Vincenzo Gaetaniello

Vincenzo Gaetaniello, nasce nel 1935 a Pomigliano d’Arco. Vive e lavora a Roma dove per diversi anni è stato titolare della cattedra di Decorazione Plastica all’Accademia di Belle Arti. Ha studiato presso l’Istituto d’Arte di Napoli dove in seguito è divenuto docente di lavorazione della pietra e disegno dal vero. Ha avuto per maestro lo scultore fiorentino Lelio Gelli a sua volta allievo di Libero Andreotti.

Sono importanti per la sua formazione due incontri a Napoli: quello con lo scrittore Vasco Pratolini e quello con il pittore Paolo Ricci. I disegni e le sculture del periodo Napoletano sono la scoperta del mondo agrario e contadino; soprattutto i disegni eseguiti a luce notturna, a forte chiaroscuro, lo accomunano a certe istanze del neorealismo. Nel 1957 tiene a Roma la prima personale alla galleria dei Porfiri sostenuto da Antonello Trombadori con un testo introduttivo di Vasco Pratolini e frequenta lo studio di Pericle Fazzini a cui rimarrà legato da profonda stima. Nel 1962 si trasferisce definitivamente a Roma legandosi d’amicizia con i critici di “Il Pro e il Contro” Dario Micacchi, Antonio Del Guercio e Duilio Morosini.

A partire dal 1962-63 la tematica della sua scultura si fa più complessa e l’interesse passa dal mondo rurale a quello urbano e ai conflitti che in esso esplodono. Ne è un primo esempio il rilievo in legno del “Radiatore d’auto in corsa” che già allora Antonio Del Guercio aveva indicato come un punto di partenza per lo sviluppo successivo della sua scultura. Dal 1965 al 1968 fa parte del collettivo “Il Girasole”: esperimento unico di galleria autogestita da un gruppo di dodici artisti e dal critico Giorgio di Genova. Ha partecipato alle Quadriennali di Roma (1960, 1965, 1972), al X Premio Spoleto, alla Biennale di Alessandria di Egitto (1971), a Il Premio Nazionale del Fiorino a Palazzo Strozzi a Firenze (1971), alla Biennale di Scultura a Padova (1971), alla Biennale di Milano (1993). Ha tenuto personali a Roma, nella Galleria la Nuova Pesa e nella Galleria il Gabbiano e a Milano alla Galleria 32, dove nel 1967 è presentato in catalogo da Renato Guttuso.

Tra le opere permanenti in spazi pubblici realizza il cancello per la Cappella Secci a Terni, con la vetrata di Renato Guttuso su progetto dell’architetto Mario Ridolfi (1972), la statua per Piazza Primavera a Pomigliano D’Arco (1998). A conferma della critica del suo percorso artistico riceve numerosi riconoscimenti ufficiali tra cui: il Primo premio alla Quadriennale di Roma (1965), il Premio Internazionale Budapest per la piccola scultura (1978) e il Premio Presidente della Repubblica per la Scultura (1986) su designazione dell’Accademia Nazionale di San Luca di cui è membro dal 1999. Tra il 2002 e il 2003 progetta e realizza una scultura per Alberto Sordi presentata sul quotidiano il Messaggero con un articolo di Costanzo Costantini.

Dal marzo 2003 ha lavorato ai disegni e alle sculture per la realizzazione di una mostra nel 2010 presso la Fondazione Crocetti di Roma e poi a Teramo nella sala “Carino Gambacorta” della Banca di Teramo. I bronzi di Vincenzo Gaetaniello possiedono l’impossibile levità del vento e del movimento, del gesto naturale che in un attimo preciso del suo accadere diventa dramma e rappresentazione e al tempo stesso stasi e salda presenza di uno spazio assoluto, l’incontrovertibile conquista della bellezza.

Fra gli altri autori che in giornali, riviste, cataloghi, libri hanno finora scritto di Gaetaniello: Fortunato Bellonzi, Furio Colombo, Costanzo Costantini, Mario De Micheli, Antonio Del Guercio, Pericle Fazzini, Renato Guttuso, Domenico Guzzi, Virgilio Guzzi, Maria Jatosti, Francesco Paolo Memmo, Dario Micacchi, Duilio Morosini, Vasco Pratolini, Enzo Siciliano, Antonello Trombadori e Cesare Vivaldi.

A cura di Riccardo Notte

Dal catalogo della mostra
AMICI D’ARTE
Cecola – Gaetaniello – Godi – Valente

VILLA RICCIO
Sabato 06 Aprile 2019
Viale del Vignola n° 61 – ROMA

esposizione dal 6 al 14 aprile 2019 dalle 17.30 alle 19.30