Seconda sezione Botero – Versioni da antichi maestri

Uno degli elementi caratterizzanti la pittura di Fernando Botero consiste nella sua capacità di coniugare mirabilmente la cultura latino-americana delle sue origini, alimentata dall’iperbole e dal gusto del fantastico, a quella occidentale.

Il riferimento all’Europa va ovviamente ascritto soprattutto alla cultura pittorica incontrata e amata attraverso Giotto, Piero della Francesca, Leonardo, Mantegna, Velázquez, Goya, importanti pun ti di riferimento durante i suoi viaggi in Italia e Spagna nei primi anni Cinquanta. A costoro si aggiungeranno in seguito Dürer e Rubens, Manet e Cézanne, a testimonianza della curiosità intellettuale di Botero e della sua volontà di stabilire un rapporto ideale con la grande arte europea del passato e della modernità, con i cui capolavori si è confrontato fin dai suoi esordi.

La storia dell’arte è un grande, pressoché infinito magazzino d’immagini, fonte di ispirazione ma non imitabile. Botero non imita mai, infatti. Egli ricrea alla sua maniera, dando vita a immagini che ambiscono a una loro autonomia.

Siamo di fronte a vere e proprie re-interpretazioni nelle quali Botero vuole rendere omaggio, anche attraverso una certa benevola ironia, a dipinti celeberrimi, cercando, a secoli di distanza, di ricrearne lo spirito, attualizzato e fatto proprio attraverso la sua idea originale del volume e dello spazio, del segno e del colore.

Botero rivisita il genio dei grandi maestri per tradurlo in un’espressione tipica del suo “fare”, per instillare la propria idea armonica nello spirito decantato in un tempo magico. L’artista colombiano ha sempre perseguito con abilità e perspicacia il percorso poetico delle sue composizioni che, oltre a essere caratterizzate da una perizia pittorica degna dei talenti menzionati, gli ha permesso di coltivare il gusto del bello. Lo si vede, ad esempio, nel ritratto di Rubens e sua moglie (2005) che mantiene inalterata l’atmosfera intimista, corroborata dalla sinuosa impronta boteriana; nella monumentale presenza de L’infanta Margherita Teresa (2006) – omaggio a Velasquez – e nella delicata reinterpretazione, sinuosa e sensuale de La Fornarina (2008) di Raffaello.

 

Botero
Promossa da Arena Extra e voluta dalla Direzione del Museo AMO-Palazzo Forti, la mostra è coprodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira.