Goffredo Godi

Goffredo Godi (1920 – 2013), ha vissuto i suoi primi cinquant’anni a Napoli, dove si diplomò all’Accademia delle Belle Arti, allievo di Emilio Notte. Dal 1952 al 1979 ha insegnato discipline pittoriche nei Licei Artistici di Napoli e di Roma. Dal 1969 è stato membro dell’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno.

Gli sono state allestite una trentina di mostre personali in numerose città, ha esposto in importanti rassegne nazionali, tra le quali la VII e VIII Quadriennale di Roma e in retrospettive di rilievo quali quella dedicatagli dal Comune di Ercolano nella settecentesca Villa Campolieto nel 1996 e quella organizzatagli al Vittoriano di Roma nel 2012. Nel 1935, vista la sua inclinazione per la pittura, Goffredo Godi fu iscritto dalla famiglia alla Scuola d’Incisione su Corallo, dove ebbe per maestro Giuseppe Palomba, uno degli allievi prediletti di Cammarano.

Anche sotto le armi, persino nel campo di prigionia, non smise mai di dipingere o disegnare, e proprio l’amore per la pittura gli rese più sopportabili gli orrori della guerra e la terribile esperienza di due anni di prigionia nel campo di concentramento di Limburg. Nell’autunno del 1945 tornò a casa e si iscrisse al corso di pittura di Emilio Notte – che era stato tra i primi futuristi a Firenze e a Milano – nell’Accademia di Belle Arti di Napoli e nel ‘50 si diplomò.

La formazione di Goffredo Godi è costellata da incontri con personaggi chiave dell’arte italiana ad iniziare da Luigi Crisconio ad Emilio Notte che ebbe così tanta influenza sul giovane allievo. Come insegnante ha avuto alcuni giovani saliti alla più larga notorietà: da Alfano a Paladino. Nella sua pittura c’è un brevissimo, giovanile entusiasmo per gli esponenti del Secondo Futurismo, che gli derivò da un’esposizione viaggiante giunta a Napoli nel ‘37; e c’è una discreta sperimentazione astratta nella metà degli anni Settanta; ma in realtà Godi, fin dall’adolescenza, non si è mai staccato da quella che, nella varietà delle manifestazioni, è stata la sua fonte di ispirazione: la natura. La sua poetica pittorica rimane, in tutto l’arco della sua vita, fortemente legata alle rappresentazioni naturalistiche realizzate en plein air, per quanto filtrate dal proprio stato d’animo. Se da un lato il suo operare ha caratteristiche “antiche”, i suoi paesaggi risultano più che mai attuali e metamorfici.

Fra gli altri autori che in giornali, riviste, cataloghi, libri hanno finora scritto di Godi:Gino Agnese, Carlo Barbieri, Ferruccio Battolini, Michele Bonuomo, Remo Brindisi, Angelo Calabrese, Lorenzo Canova, Carlo Fabrizio Carli, Julie Carpentier, Vincenzo Ciardo, Renato Civello, Antonio Colasanto, Lauretta Colonnelli, Costanzo Di Marzo, Nino D’Antonio, Mario D’Onofrio, Stefano Gallo, Piero Girace, Gino Grassi, Franco Grassi, Virgilio Guzzi, Arcangelo Izzo, Lidia Lombardi, Mario Maiorino, Bonifacio Malandrino, Immacolata Marino, Italo Marucci, Elio Mazzella, Dario Micacchi, Armando Miele, Riccardo Notte, Giorgio Palumbi, Antonio Pecoraro, Salvatore Pugliatti, Paolo Ricci, Donatella Rizzo, Giuseppe Russo, Gaia Salvatori, Alfredo Schettini, Franco Simongini, Giuseppe Sciortino e Laura Turco Liveri.

A cura di Riccardo Notte

Dal catalogo della mostra
AMICI D’ARTE
Cecola – Gaetaniello – Godi – Valente

VILLA RICCIO
Sabato 06 Aprile 2019
Viale del Vignola n° 61 – ROMA

esposizione dal 6 al 14 aprile 2019 dalle 17.30 alle 19.30