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Testi vari

In questa pagina i testi che accompagnano i comunicati stampa di mostre ed eventi.

Giunge a Siena, al Santa Maria della Scala, che ne ha curato la produzione, il progetto fotografico Ten Years and Eighty-Seven Days/Dieci anni e ottantasette giorni di Luisa Menazzi Moretti che sarà visibile dal 13 aprile al 4 giugno 2017.
Di seguito le varie recensioni: 
—    Luisa Menazzi Moretti 
—    Daniele Pittèri 
—    Luigi Reitani 
—    Lothar Müller  
—    Bruno Valentini 

Botero
Promossa da Arena Extra e voluta dalla Direzione del Museo AMO-Palazzo Forti, la mostra è coprodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira.
Prima sezione Botero      – Sculture
Seconda sezione Botero  – Versioni da antichi maestri
Terza sezione Botero       – Nature morte
Quarta sezione Botero    – Religione
Quinta sezione Botero    – Politica
Sesta sezione Botero       – Vita latino-americana
Settima sezione Botero   – Nudi
Ottava sezione Botero     – Circo

 


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Progetto ambizioso e punto di partenza per un irripetibile viaggio di esplorazione e scoperta, dal 3 al 5 novembre 2017 torna Artissima all’Oval di Torino, per offrire al suo pubblico internazionale una eccezionale opportunità di innamorarsi delle ultime tendenze del mondo dell’arte contemporanea.

Ten Years and Eighty-Seven Days

Dopo il successo della mostra a Berlino (EMOP Berlin 2016) e il premio dell’International Photography Awards del 2016, giunge a Siena, al Santa Maria della Scala, che ne ha curato la produzione, il progetto fotografico Ten Years and Eighty-Seven Days/Dieci anni e ottantasette giorni di Luisa Menazzi Moretti che sarà visibile dal 13 aprile al 4 giugno 2017.

La mostra è composta da 17 fotografie di grande formato (esposte come opere singole, dittici e trittici) e 9 testi tratti da lettere e interviste rilasciate dai prigionieri del braccio della morte del carcere di Livingston, vicino ad Huntsville, in Texas e il titolo – Ten Years and Eighty-Seven Days/Dieci anni e ottantasette giorni – fa riferimento al tempo medio che deve attendere un condannato a morte, in solitudine, dal momento della condanna all’esecuzione. Le opere sono una sorta di trasposizione delle storie e dei testi con cui i condannati del braccio della morte raccontano le loro vite o descrivono le emozioni vissute nel carcere texano, dove tutt’oggi vengono eseguite più esecuzioni di ogni nazione democratica del mondo occidentale.

Scrive Daniele Pitteri, direttore del Museo Santa Maria della Scala di Siena: “…Queste esistenze Luisa Menazzi Moretti non le documenta, né le interpreta. Le trasfigura. Le compenetra, le filtra attraverso la propria sensibilità e le rimanda, trasfigurate appunto, sotto forma di immagini che non raccontano, ma che danno forma ai pensieri, alle sensazioni e alle emozioni provocate in lei dai pensieri, le sensazioni e le emozioni non di reietti a scadenza, ma di esseri umani che, nonostante tutto, esistono”.

Distante da ogni realismo, la fotografia di Luisa Menazzi Moretti richiama, in effetti, a una profonda riflessione sulla pena di morte. Sono, infatti, 29 gli Stati che ancora oggi negli USA praticano la pena di morte; se Luisa Menazzi Moretti ha scelto di lavorare su quanto continua ad accadere nel ricco ed evoluto Texas (dove ha vissuto per molti anni) è per il triste primato che rappresenta tra gli Stati confederati d’America, modello di democrazia liberale che non riesce a risolvere questa feroce contraddizione. 

Scrive Bruno Valentini, Sindaco di Siena: “Quando mi fermo e penso che i civilissimi Stati Uniti d’America, simbolo delle democrazie occidentali, applicano ancora la condanna a morte, un brivido mi attraversa la schiena. Com’è possibile? Come può essere giustificata questa barbarie? Come può uno Stato decidere sulla vita e la morte dei propri cittadini? Queste stesse domande mi hanno ossessionato per tutto i percorso artistico che Luisa Menazzi Moretti propone. Un percorso fatto di immagini e di parole, di significati che si intrecciano, di richiami continui tra due diverse sostanze dell’espressione e soprattutto è fatto di sensazioni forti.”

La mostra, curata da Luisa Menazzi Moretti è prodotta dal Complesso Museale Santa Maria della Scala con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, è patrocinata dal Comune di Siena con il supporto organizzativo di Opera-Civita, il catalogo è edito da Contrasto.

Siti web

www.santamariadellascala.com
www.luisamenazzimoretti.it

 

Testi di recensione alla mostra: 

Luisa Menazzi Moretti per Ten Years and Eighty-Seven Days >>>
Daniele Pittèri per Ten Years and Eighty-Seven Days >>>
Luigi Reitani per Ten Years and Eighty-Seven Days >>>
Lothar Müller per Ten Years and Eighty-Seven Days >>>
Bruno Valentini per Ten Years and Eighty-Seven Days >>>