Mariangela Calabrese

Scrive Rocco Zani a proposito di Mariangela Calabrese e della sua mostra Interferenze Progressive aI Museo Emilio Greco di Sabauda : “Il senso di una mostra è il senso di un percorso codificato. Come se l’osservazione “disciplinata” di un viaggio (quello che all’artista appartiene comunque, come violazione o punteggiatura, indicatore o consapevolezza) non fosse un blando esercizio di sopravvivenza o di asilo, piuttosto il cortile arioso dove disporre la traccia morale della propria volontà. Almeno per Mariangela Calabrese. Nulla è accidentalmente occasionale.

Nulla è offerto come precario sostentamento o rendiconto doveroso . Ecco allora che la mostra ordinata nei magnifici spazi del Museo Emilio Greco pare farsi – ancora una volta – luogo di decifrazione del tempo trascorso. In questo caso del tempo recente, frenetico, traboccante, eppure ricco di una “musicalità” inedita, appassionata. Perché nessun tempo vissuto è agorà di quello presente. Chi, come me, ha avuto la sorte di pedinare il cammino della Calabrese pittrice ha scoperto, via via, ogni declinazione, ogni dissolvimento. Le pause, il silenzio, le esitazioni, il rinvenimento di una luce fino allora celata, il senso – anche in questo caso – di indagare tra i fotogrammi di un nuovo sillabario.

A me pare sia questa, la sua nuova stagione pittorica. Di intendimenti e di rotte. Il chiaro tentativo di rimuovere le frontiere della forma, il suo disfacimento plastico in una sorta di sedimentazione cromatica, finanche il dissolvimento o l’abrogazione dei profili (significative le scalfitture rigate nei “corpi” di talune opere) provoca – in un contraltare bilanciato – non già un disorientamento dello sguardo, piuttosto l’ accesso dello stesso ad una dimensione di intima ispezione.

E’ allora che il “notturno” immaginato e riflesso si fa marea tonale, spirale di umori, crocevia del tragico e del ripensamento, di bagliori e di sfinimento. Incrocio della sua esistenza e delle nostre vite che ne saccheggiano l’ascolto. Come a riversare nelle pendenze e nelle diavolerie del colore – assoluto protagonista – ogni suo (e nostro) tentativo di annunciare, di offrire, di informare. O, forse, di intendere.

 

MARIANGELA CALABRESE

INTERFERENZE PROGRESSIVE

 MUSEO EMILIO GRECO – SABAUDIA (LT)

 Dal 13 AL 22 OTTOBRE 2018

Virtuosismi tecnici

Da quest’oggi (vernissagge alle ore 17,30) al 9 aprile 2017 al Museo “Emilio Greco” di Catania è visitabile la doppia mostra personale, dal titolo “Virtuosismi tecnici“, delle artiste siciliane Nelly D’Urso e Antonella Serratore.

Promossa dall’Accademia Federiciana e curata dal noto critico d’arte Fortunato Orazio Signorello, la mostra propone opere di medio e grande formato – molte delle quali sono state già esposte, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica, a prestigiose expo e rassegne d’arte contemporanea nazionali e internazionali – frutto dell’interessante e personale ricerca espressiva delle 2 valide artiste; che sono approdate con successo a uno stile subito riconoscibile.

Nata a Catania nel 1950, Nelly D’Urso ha completato gli studi all’Accademia di Belle arti di Catania, dove è stata anche allieva di Piero Guccione. Pittrice figurativa attiva nell’ambito del realismo e dell’espressionismo, ella realizza prevalentemente pastelli e oli. Il culmine del suo operato è costituito da opere, proponenti tematiche sociali in grado di suscitare riflessioni ed emozioni, caratterizzati spesso da toni cromatici vividi. Tra i critici d’arte più noti che si sono occupati di lei figurano Paolo Levi, Fortunato Orazio Signorello, Giorgio Falossi e Riccardo Campanella. Ha partecipato, su invito, a mostre nazionali e internazionali. È socia dell’Accademia Federiciana (Catania). È presente in molti annuari e dizionari d’arte. Nel 2010 la Kritios Edizioni ha pubblicato, curata da Fortunato Orazio Signorello, la monografia “Nelly D’Urso. Mimesi figurativa”. Nel 2015 al Museo Emilio Greco di Catania si è svolta, organizzata dall’Accademia Federiciana e curata da Fortunato Orazio Signorello, una sua mostra personale dal titolo “Esplicitazioni cromatiche”.

Formatasi studiando all’Istituto statale d’arte di Catania, Antonella Serratore, che nata a Lentini (Siracusa) nel 1948, nel corso della sua attività ha approfondito, al fine di approdare a una proprio linguaggio espressivo, vari stili. Tra i critici d’arte più noti che si sono occupati di lei figurano Paolo Levi, Fortunato Orazio Signorello (che all’artista ha dedicato una pubblicazione monografica, editata nel 2012 dalla Kritios Edizioni, dal titolo “Antonella Serratore. Dinamismo stilistico”) e Giorgio Falossi. È presente in diversi annuari e dizionari d’arte. È socia dell’Accademia Federiciana (Catania). Negli ultimi anni ha preso parte, tra l’altro, alle seguenti mostre ed expo: Rassegna d’arte visiva “Stili contemporanei” (Lentini, 2015), VI Rassegna d’arte visiva “Arte al femminile” (Catania, 2015-2016), “Spoleto Festival Art” (Spoleto, 2015), II Esposizione internazionale d’arte contemporanea “GenovaContemporanea” (Genova, 2015), “Art today” (Catania, 2016).

La mostra è visitabile – fino al 9 aprile – domenica dalle 9 alle 13; da lunedì a sabato dalle 9 alle 19. È supportata da una brossura e da 2 monografie sulle 2 artiste, curate da Fortunato Orazio Signorello ed editate dalla Kritios Edizioni, che saranno date in omaggio a tutti i visitatori. Ingresso libero.

“Virtuosismi tecnici”- Nelly D’Urso e Antonella Serratore.
Museo Emilio Greco di Catania (piazza San Francesco d’Assisi, 3)
dall’ 1 al 9 aprile 2017.

Accademia Federiciana
Via Borgo, 12 – 95125 Catania

http://www.accademiafedericiana.org

accademiafedericiana@libero.it