Modelle 4.0: il cosmo possibile

In un mondo sempre più dominato dal digitale, dalla virtualità e dalla robotica, l’artista ligure Massimo Podestà ci propone una riflessione “analogica” attraverso un tuffo nel suo mondo pittorico che sembra annullare i concetti di spazio e tempo. “Modelle 4.0: il cosmo possibile” è il titolo della sua mostra personale, curata da Maurizio Vanni, che sarà aperta al pubblico dal 18 agosto al 16 settembre 2018 nel Lu.C.C.A. Lounge & Underground, con ingresso libero. L’incontro con l’artista si terrà sabato 1 settembre 2018 alle ore 17.

Nelle sue opere appare subito chiara la volontà di utilizzare ripetutamente uno stesso archetipo – quello della “modella” che diventa una matrice segnica – scardinando il concetto tradizionale di tempo. Ne scaturiscono lavori nei quali – scrive Maurizio Vanni – “l’esperienza visiva è ripetutamente ostacolata da un’indeterminatezza della condizione temporale. I fondi, a loro volta tendono a produrre risultati estetici ed estatici. Accelerazioni, rallentamenti, fluttuazioni, immersioni, riflessioni, ribaltamenti morfologici e prospettici: sono queste le azioni-sensazioni che rivelano la simbiosi tra figure e spazio, impediscono la misurazione tradizionale del tempo e si inseriscono, connotandolo, all’interno di un cosmo improbabile, ma possibile”.

Le modelle cosmiche di Massimo Podestà calcano una passerella ideale, apparentemente inverosimile, che si presenta come una sorta di mappa cognitiva del “qui e ora”. I fondi, mai concepiti come tali, sono ricchi di sollecitazioni visive, cromatiche, simboliche ed esoteriche e costituiscono parte fondamentale del dipinto. “Modelle rappresentate con posture tipiche delle mannequin – prosegue Vanni –, ma contestualizzate in scenari galattici, in contesti cosmici, in ambienti planetari: la figura femminile diventa un archetipo, una matrice esistenziale che si muove in palinsesti che hanno a che fare con il tempo del sogno. Le sue composizioni, infatti, potrebbero alludere a coscienti illusioni: il loro fascino, legato al mistero di una immagine che pur restando a portata di mano è sempre fuggevole, sta nel fatto che si presentano con un carattere di purezza, essenzialità e sintesi che si scontra con scenari dinamici che rompono schemi e convenzioni. Certe volte la fantasia risulta essere più efficace del pensiero razionale. Ecco perché scenari fantastici possono proiettare ognuno di noi in un cosmo possibile: Podestà è consapevole che senza sogni l’essere umano non potrebbe vivere”.

Note biografiche Massimo Podestà
Nasce a Sarzana (SP) nel 1949. A partire dal 1967 comincia a dipingere e ad esporre. Conosce artisti come G. Dagna e F. Vaccarone insieme ai quali comparirà nello speciale Artisti Liguri su “Bolaffi Arte 1972”. Nel 1970 nasce il ciclo “Natura e uomo”, ed è incoraggiato, a Firenze, da importanti pittori come Primo Conti. Alfio Rapisardi gli organizza nel 1971 la prima personale fiorentina alla galleria La Lambertesca. Nel 1973, conosce il pittore U. Capocchini che lo sprona a proseguire nelle sue ricerche. Nel 1975 nasce la “Scultura debole”. Si laurea nel 1976 presso la Facoltà di Architettura di Firenze, col Prof. Leonardo Savioli. Nel 1977 nascono i quadri geometrici con poesie mentre nel 1979 i “Quadri spaziali”. Dal 1979 intraprende l’attività di designer, ideando oggetti (mobili, lumi, borse), collaborando alla produzione industriale ed alla direzione artistica di diverse ditte, partecipando a mostre commerciali nazionali ed estere, quali Gift (Firenze), Macef (Milano), Abitare il tempo (Verona), Salone del mobile (Milano), Mobile (Parigi), mostra internazionale Conseguenze impreviste arte-moda-design a Prato. Nel 1980 nascono i quadri con riferimento al design. Nel 1981, le prime foto ritoccate. Tra il 1982 e il 1983, collabora con lo Studio Alchimia e Alessandro Mendini a Milano. Nel 1983 fonda a Firenze “Il punto Bacola”, struttura aperta a tutto ciò che succede nel campo del design (architettura, arte, grafica, comunicazione); nello stesso anno, espone le sue opere ai Magazzini La Fayette di Parigi e alle Argenterie Cassetti di Firenze. Nel 1984 partecipa a Marmo-moda (Firenze) ed espone da Lancel a Parigi, da Tiffany a New York e ai Magazzini Harrod’s di Londra. Nel 1985 firma il manifesto del “Nuovo Rinascimento” ed espone le opere da Cristofle a Parigi. Nel 1990 nascono gli “Universi”, nel 1991 le figure con campi magnetici. Sono del 1995 “I paesaggi dell’anima” e “I segni dello zodiaco”. Nel 1997 prende parte al Comitato Arte e Cultura di Firenze; nel gennaio 1998 fonda a Firenze “IntroArt” e nello stesso anno crea la “Mail Art”. Nel 2001 entra a far parte dell’Antica compagnia del Paiolo di Firenze. Nel 2000 nascono “Le modelle cosmiche”. Nel 2005 entra a far parte del gruppo dei Coloristi, presso la Galleria del Palazzo Coveri. Nel 2006 riprende a sviluppare la “Scultura debole”. Nel 2007 entra a far parte della Società delle Belle Arti – Circolo Artistico Casa di Dante di Firenze e crea la “Fluicart”. Con un gruppo di artisti, fonda il “KPK”, movimento attivo tutt’oggi con mostre, performance, installazioni e video. Nel 2008 nasce la “Photart”. Nel 2009, nasce il “Massimo pensiero”: pensieri diffusi attraverso la pubblicità, inseriti nel contesto di varie opere. Sulla rivista “Exibart” n. 61 (novembre/dicembre 2009) per la prima volta appare il Primo Massimo pensiero. Nel 2013 partecipa alla Bottega di Sgarbi Artisti e capre. Nel 2017 è presente al CollaborAzione Festival del Castello di Vicari, Lari.

MOSTRA “MASSIMO PODESTÀ. MODELLE 4.0: IL COSMO POSSIBILE”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
Dal 18 agosto al 16 settembre 2018
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Incontro con l’artista sabato 1 settembre 2018 ore 17

Per info:
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