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Tulku

Appuntamento da non perdere venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 17 nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground per la presentazione della mostra fotografica “Tulku. Le reincarnazioni mistiche del Tibet”, frutto di un lungo viaggio durato oltre 30 anni che il giornalista Piero Verni e i fotografi Giampietro Mattolin e Vicky Sevegnani hanno compiuto lungo l’orizzonte delle comunità tibetane dell’India e della regione tibeto-himalayana.

Per l’occasione è stato organizzato l’incontro con Giampietro Mattolin che sarà intervistato dal direttore del Lu.C.C.A. Maurizio Vanni. “L’intento – spiega Vanni – è quello di comprendere in che modo la suggestione dei luoghi e l’importanza spirituale dei personaggi ritratti abbiano influenzato Mattolin e l’obbiettivo della sua macchina fotografica. La sfida che attende i visitatori sarà quella di percepire ciò che va oltre il senso della vista”.

Dal punto di vista dell’insegnamento del Buddha, l’essere umano non vive una sola esistenza ma, al contrario, passa attraverso un ciclo ininterrotto di nascite, morti e rinascite che avrà termine solo quando sarà in grado di ottenere lo stato superiore di coscienza chiamato Illuminazione. Il pensiero tibetano ha arricchito il tradizionale modo di vedere buddhista sulla reincarnazione di un nuovo elemento: quello dei tulku, i maestri che, in virtù dell’alto livello spirituale raggiunto, possono controllare il processo delle successive reincarnazioni. I tulku (“corpi d’emanazione”) sono quei maestri spirituali che scelgono di ritornare nel mondo, esistenza dopo esistenza, per essere di aiuto agli esseri viventi. La tradizione di queste reincarnazioni mistiche è una caratteristica peculiare del Buddhismo vajrayana, la forma dell’insegnamento del Buddha diffusa in Tibet, regione himalayana e Mongolia. I principali e più venerati di tutti i tulku, sono i Dalai Lama, da oltre tre secoli considerati come le massime autorità spirituali e temporali del Tibet”.

I 55 pannelli che compongono la mostra raccontano al visitatore di alcuni tra i più importanti maestri reincarnati tibetani dello scorso secolo e contemporanei. Da Sua Santità il XIV Dalai Lama (a cui è dedicata una specifica sezione) a Chatral Rinpoche (una vera leggenda del Buddhismo tibeto-himalayano morto nel 2015 all’età di 103 anni), dal Sakya Trinzin (il detentore di uno dei principali lignaggi del Buddhismo tibetano) a Khamtrul Rinpoche (fotografato una prima volta bambino nel 1984 e poi adulto nel marzo 2015), da Situ Rinpoche (catturato dall’obiettivo durante l’importante cerimonia del “Cappello Rosso”) a Kandro Rinpoche (attuale detentrice della antica linea di insegnamenti femminili delle Jetsunma), da Lama Paljin Tulku (uno dei pochi occidentali formalmente riconosciuto come la reincarnazione di un maestro tibetano) a Kirti Rinpoche, abate dell’omonimo monastero uno dei più importanti dell’intero Tibet orientale.

L’esposizione sarà visitabile con ingresso libero fino al 12 novembre 2017.

Note biografiche

Giampietro Mattolin, fotografo e viaggiatore, privilegia gli “scatti” legati alle esperienze di viaggio. Nel 2005 ha vinto il premio “De Pisis” in occasione di Landscapes, Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara. Particolarmente interessato alle culture indo-himalayane ha avuto l’opportunità di visitare tutti i Paesi di questa vasta regione, dal Ladakh al Nepal, dal Sikkim all’Arunachal Pradesh, dal Tibet al Bhutan fino al Myanmar (Birmania). Ha pubblicato alcuni libri fotografici, organizzato l’evento Himalaya e allestito le mostre fotografiche Cham, le danze rituali del Tibet e Amdo, il Paese del XIV Dalai Lama. Inoltre, nell’arco di diversi anni, ha potuto fotografare il Dalai Lama in varie occasioni sia in Asia sia in Europa.

Vicky Sevegnani, fotografa e pubblicista si interessa da molto tempo delle culture e dei popoli del Tibet, dell’India e della regione himalayana, che hanno costituito l’aspetto principale della sua attività professionale. Nel corso degli anni ha incontrato alcuni tra i più importanti maestri tibetani, in primo luogo il Dalai Lama, che ha potuto fotografare in diversi momenti delle loro vite.

Piero Verni, giornalista, scrittore e documentarista vive tra la Bretagna e l’Italia. Dedica la maggior parte del suo lavoro alla conoscenza della civiltà tibetana e delle culture indo-himalayane, soggetto di numerosi reportage, libri e documentari. Ha avuto il privilegio di poter scrivere una biografia autorizzata del Dalai Lama il quale, nel corso degli anni, gli ha concesso oltre 50 interviste esclusive e conversazioni private.

“TULKU – LE REINCARNAZIONI MISTICHE DEL TIBET”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 4 ottobre al 12 novembre 2017
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Sergio Fortuna. Metafisica dell’ordinario

Il quotidiano diventa straordinario nella mostra fotografica che si terrà nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground dall’8 luglio al 3 settembre 2017

È un creatore di narrazioni visive che trae spunto dal quotidiano facendolo diventare straordinario Sergio Fortuna, il fotografo toscano di origine umbra che esporrà con una sua mostra personale dal titolo “Metafisica dell’ordinario”, a cura di Maurizio Vanni, negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge & Underground dall’8 luglio al 3 settembre 2017, con ingresso libero. L’inaugurazione alla presenza dell’artista si terrà venerdì 14 luglio 2017 alle ore 17,30.

Non c’è in Fortuna la volontà di ricercare la perfezione dello scatto per rendere immortale un momento unico e irripetibile, ma un lavoro di vera e propria costruzione che nasce spesso dalla giustapposizione di immagini e dalla scomposizione della forma. Nei suoi scatti ricompone un universo ideale, mai uguale a se stesso, figurativo e astratto, vero e verosimile. “Con la sua simbiosi tra scatto fotografico tradizionale e contaminazione digitale – scrive il curatore Maurizio Vanni –, giunge a immagini di sintesi in grado di trasformare gli atomi invisibili di un soggetto ancora riconoscibile in ulteriori aspetti della realtà. Fortuna trae dalle crepe di un vecchio muro, dalle asimmetrie di una parete, dalle iconografie di celebri capolavori del passato o dalle semplici sovrapposizioni di due o più scatti, situazioni ed eventi visivi che, come una sorta di eclisse in positivo – la luce si sovrappone all’oscurità del superficiale – fanno scomparire almeno per un istante un mondo sensoriale fatto di sole apparenze”.

La rappresentazione del quotidiano, che guarda con occhio attento, curioso e intraprendente, è la sua base di partenza, ma nelle sue fotografie il soggetto viene riprodotto non più per come è, ma per come potrebbe essere, e per questo collocato in un contesto non abituale. “Ogni sua opera – sottolinea Vanni – si propone come una totalità indivisibile. Lo spazio apparentemente innaturale prende origine da una particolare dimensione interna: un mondo concluso, ma al tempo stesso irraggiungibile, che si predispone alla possibilità visiva solo attraverso un attacco irrazionale, supportato da una nuova e soggettiva identità. Ne scaturisce una composizione originale sulla quale il fotografo può agire con sviluppi imprevedibili e talvolta illogici: metamorfosi percettiva nella metafisica dell’ordinario”.

Note biografiche Sergio Fortuna
Nato in Umbria nel 1948, dopo aver vissuto qualche anno in Maremma si trasferisce con la famiglia a Lucca per poi stabilirsi in Versilia, a Viareggio, dove ancora vive e lavora.

La sua passione per la fotografia inizia fin da ragazzo; la alimenterà in seguito frequentando uno dei vari circoli fotografici della città, ma soprattutto un amico, con il quale imparerà a sviluppare e stampare da sé il bianco e nero. Intorno ai quarant’anni diventerà la sua professione definitiva e aprirà un suo studio. Si specializzerà nel ritratto senza disdegnare altri temi.

Le sue immagini sono state utilizzate per illustrare copertine di libri, cartoline d’arte, calendari, manifesti pubblicitari, cataloghi d’arte e di moda, depliant commerciali e turistici. Negli ultimi venti anni lavora esclusivamente per due multinazionali, senza però abbandonare le sue ricerche personali. Spaziando tra reportage, ritratto, glamour, ha realizzato oltre 40 mostre personali in spazi pubblici e privati. Ultimamente si dedica a nuove sperimentazioni.

Sue foto sono conservate nel Museo d’Arte Erotica di Parigi, Museo dei Bozzetti di Pietrasanta, Centro Documentario Storico di Viareggio, Museo della Marineria di Viareggio, Fondazione Mario Tobino di Lucca, oltre a collezioni private in Italia, Svizzera, Inghilterra, Germania e Stati Uniti.

SERGIO FORTUNA. METAFISICA DELL’ORDINARIO
a cura di Maurizio Vanni
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dall’8 luglio al 3 settembre 2017
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè mobile +39 339.2006519 m.cicchine@luccamuseum.com

Walter Erra Hubert

È un attento osservatore della natura, Walter Erra Hubert, artista americano che nella sua ricerca pittorica esplora le forme e i colori di questo mondo speciale che gli permette di intraprendere viaggi mentali, emotivi e spirituali. È dunque il linguaggio della natura che ispira e dà consistenza alle sue avventure compositive che saranno in mostra nella personale “Studies from the breathing in the void series”, organizzata in collaborazione con ViDA – Villicana D’Annibale.

L’esposizione, curata da Maurizio Vanni, sarà ospitata negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge&Underground dal 31 marzo al 23 aprile 2017 con ingresso libero. L’inaugurazione si terrà alla presenza del’artista venerdì 31 marzo alle ore 17.

Walter Erra Hubert

Walter Erra Hubert – scrive il curatore Maurizio Vanni – è consapevole che la pittura può prescindere dalla mimesi della natura e che può attingere una propria forza espressiva attraverso un confronto continuo tra forma, spazio, colore, luce e superficie. Il suo desiderio non è legato alla percezione originale della superficie delle cose, ma alla ricerca del non visibile: un’analisi nell’oltre dove le energie dell’universo e i respiri della materia lo accompagnano in un viaggio verso il segreto del Tutto. Gli elementi delle sue composizioni, privi di riferimenti spazio-temporali, trovano la loro posizione in un ‘vuoto’ che non corrisponde a un semplice palinsesto, ma a una luce soprannaturale in grado di coagulare segni, colore e materia viva”.

Quelle dell’artista californiano sono visioni sintetiche, cerebrali e consapevoli, profonde e concrete che ci riportano ad atmosfere primordiali: quasi ingrandimenti macroscopici di forme vitali che da una parte si rifanno all’Informale di Jean Dubuffet e Jean Fautrier, dall’altra alludono a un legame personalissimo con la realtà che, probabilmente, diventa ancora più intenso in relazione alla sua volontà di percepirne l’essenza.

Walter Erra Hubert ci propone un percorso di conoscenza e autoconoscenza alla ricerca della verità interiore. Nelle sue composizioni le immagini prendono vita attraverso particolari cromie che scandiscono la materia in una liquida e luminosa trasparenza magnetica che evoca la realtà. “I suoi studi – conclude Vanni – non sono bozzetti o prove, ma corrispondono alle tessere di un mosaico che rende visibile il non visibile: proprio nell’invisibile ognuno può trovare la propria libertà”.

Biografia Walter Erra Hubert
Nato negli Stati Uniti, Walter Erra Hubert si è laureato all’Otis Art Institute di Los Angeles con un Master in Arte. Designer e pittore, vive e lavora tra gli Stati Uniti (California) e l’Italia.
Fondatore, direttore creativo e visionario di Silver Birches (Pasadena, California), da oltre quarant’anni lavora come concept artist, designer, scenografo e curatore di eventi per prestigiosi brand internazionali incluso il National Academy of Recording Arts and Sciences (The Grammys) e l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences (The Oscars). Hubert ha tenuto numerose mostre personali, ha partecipato a varie mostre collettive, e le sue opere sono state acquisite da aziende importanti come The Times Mirror Corporation e Pacific Bell. È presente anche in collezioni private a livello internazionale. Fa parte della collezione M.A.C.I.S.T. Museum di Biella.

“WALTER ERRA HUBERT. STUDIES FROM THE BREATHING IN THE VOID SERIES”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 31 marzo al 23 aprile 2017
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè mobile +39 339.2006519 m.cicchine@luccamuseum.com