La Terra di Bari nelle incisioni

Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitetto, Bitonto, Conversano Giovinazzo Gravina, Minervino, Molfetta, Monopoli, Polignano , Trani… sono solo una parte delle città dell’antica ‘Terra di Bari ‘ (o Peucetia), Ottava Provincia del Regno di Napoli, ‘recensite’ dall’ Abate Giovanni Battista Pacichelli (1641-1695) nel suo ‘Il Regno di Napoli in Prospettiva‘, edito da Michele Luigi Mutio, nel 1695.

Ravvivando l’antico titolo di Peucetia in questa Provincia – scrive il nostro nel cappelleto introduttivo al capitolo riguardante la Terra di Bari – non ci persuadiamo già di dare ad intendere la medesimezza, per così dire, dell’una, e dell’altra, ma una participatione considerevole della prima nella seconda. E’ appunto la Puglia del tratto piano, con qualche portione della Japigia, e del paese vecchio de’ Pedicoli, e Messapi. Chiamasi volgarmente Terra di Bari, per la sua Contea, e Ducato, che risplendea nella Città, hoggi Regale, di questo nome. Assai largo era il territorio della Puglia, che s’interpretava una volta per tutto il Regno. Voglion che derivasse dal Ree Appulo qui antico Signore, o dal Fonte Greco, siccome scrive Paol.Diac. delle Cose Longobarde 2.21. “A perditione nominatur, citius enim ibi solis fervoribus Terra virentia perduntur”, o dal Latino, e dall’A Pluvia quasi senza pioggia, per la sua nativa siccità, significando anche maraviglia, per l’altra radice Greca, sendo fertilissima di Grani senz’acqua, per la scartezza de’ fonti, e percossa lunga de’ raggi del sole.(…)”

Assieme alle ‘recensioni’ dei luoghi visitati nel suo viaggio, il Pacichelli metteva una o più vedute prospettiche corrispondenti. Incisioni che davano immagine alle sue descrizioni… incisioni che Leonardo Basile ha elaborato digitalmente e, assiemando il tutto con amorevole maestria, ha trasformato in un originale documento storico in formato video.

Il video è visionabile al seguente indirizzo Youtube mentre tutte le immagini utilizzate per la sua realizzazione a quest’altro indirizzo. Accompagnano le immagini le note del ‘Lonely Mountain‘ di Rafael Krux.

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Dallo sfrido può nascere un fiore

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Dallo sfrido può nascere un fiore‘ è il titolo della realizzazione lignea di Leonardo Basile in mostra da domenica 12 Gennaio nella vetrina del Centro d’arte e cultura L. Da Vinci, in via Verdi 7 a Bari-Santo Spirito.

Il ‘riciclo dei rifiuti’ (in questo caso, scarti della lavorazione del legno) come pratica creativa, è la ‘filosofia’
che sta alla base dell’originale lavoro dell’artista : spezzoni di essenze dalle diverse forme geometriche e differenti cromatismi che vanno, assiemandosi, ad intraprendere un ‘nuovo percorso di vita’, elevandosi ad opera d’arte.

Certo, nulla di nuovo se pensiamo che la tecnica dell’assemblage ha attraversato diversi movimenti artistici fin dall’inizio del secolo scorso e che nella contemporaneità si è arricchito, con il radicarsi di una coscienza ecologica collettiva, di ulteriori concetti fra i quali la critica alla società dei consumi e la necessità (doverosa) di contrastare (seppur in misura minima) il degrado devastante delle discariche.

Non penso – dichiara Basile – di aver realizzato qualcosa di artisticamente eclatante, del resto mi sono lasciato guidare semplicemente da quel ‘banale’ principio della conservazione per cui ‘in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma’…se sappiamo (vogliamo) vedere le cose non soltanto per quello che sono, ma anche per quello che potrebbero essere.

Questo mio lavoro (insieme ad altri realizzati con la stessa tecnica) vuol essere un piccolo contributo alla ‘causa ambientale’ nella consapevolezza che il degrado ambientale ha causa collettiva e necessita di soluzione altrettanto collettiva: ognuno, deve metterci qualcosa di proprio…un pò come le formiche.

Dallo sfrido può nascere un fiore
Dal 12 al 30 gennaio 2020
ARTE CONTEMPORANEA

Location
Vetrina Centro d’arte e cultura L. Da Vinci
Bari Santo Spirito, Via Giuseppe Verdi, 7, (BA)

Orario di apertura
Tutti i giorni, 24/24 h

Sito web
http://leonardobasile.it

Autore
Leonardo Basile

Produzione organizzazione
Associazione L. Da Vinci

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La scoperta dell’energia del colore nell’opera di Leonardo Basile

Leonardo Basile

Ha scritto Gianni Latronico a proposito dell’opera di Leonardo Basile: ” L’avventura pittorica di Leonardo Basile nasce dal talismano nabis di Gauguin , con colori squillanti , in quadri da fiaba . Per staccarsi dalla narrazione , egli fa dei colori un esercizio spirituale : anziché aggiungere , sottrae , toglie , scarnifica la materia , fino a coglierne la segreta essenza , l’intima sostanza , la scintilla creativa .

Quando la sua percezione visiva viene a coincidere con il palpito vitale , insito nella molecola , allora scatta il momento magico . Proseguendo questo iter interiore , la vecchia figurazione si affievolisce sempre più , fino a scomparire del tutto.

Multiplo del Conflitto_59 (elaborazioni grafiche dell’artista realizzate in data 3 dicembre 2019)

Nascono così le sue cascate di topazi , i suoi globi rutilanti , le sue acque zampillanti . Questa esplosione di energia vitale soddisfa i sensi ma raggela l’anima , che aspira all’autodisciplina e che cerca di placare il tormento geniale . Leonardo Basile ricorre allora alle scatole cinesi , al quadrato nel quadrato , alla scacchiera , ai cubi magici.

I suoi dipinti attuali devono qualcosa al cubismo ed al surrealismo , per la combinazione di frammenti visivi , capaci di evocare atmosfere oniriche , mondi di fiaba , paesaggi di sogno . Queste fonti dotte gli derivano dagli studi artistici ma il brio , la luminosità , l’esplosione dei colori , gli derivano dalla sua sensazione visiva e dal suo talento artistico.

All’irruenza dell’action painting , Leonardo Basile ha aggiunto la passione per il colore , il senso della luce e la musicalità dei toni cromatici . La sua percezione penetra in profondità e tira a galla movimenti reconditi dell’anima e paesaggi interiori mai visti prima d’ora.

L’optical art è solo un ricordo , Mondrian è superato da tempo e questa è la stagione degli amori , la vibrazione dell’inconscio , il fremito esistenziale , il cromatismo modulare. Se nella vita il sonno della ragione genera mostri , nell’arte il trionfo dell’irrazionale crea capolavori , quali risultati di uno stato di grazia e di intima fluidità . L’effervescenza del colore , la ieraticità del gesto , l’aflato della poesia provocano nel fruitore un impatto immediato e condizionato.

Leonardo Basile dà tutto se stesso per realizzare un’opera nuova , che entri a far parte dell’immaginario collettivo , capace di esprimere il linguaggio universale dell’arte , facendo continuare ad agire l’effetto di quell’iniziale talismano nabis.”

Sito web dell’artista : Arte & leonardo Basile

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Rosamaria Dell’Erba per Leonardo Basile

Scrive Rosamaria Dell’Erba a proposito di Leonardo Basile “(..) In un’opera del 2008: colpodocchio, Basile fissa l’ istante della percezione visiva, l’ attimo in cui il dinamismo dell’ ambiente e la sensorialità del singolo entrano in contatto, è il momento della consapevolezza, il passaggio dal vedere all’ osservare, è entrare “dentro la situazione”, attivare questo tratto della percezione è indispensabile davanti ad un dipinto Informale: questa capacità attentiva ci condurrà ad un approdo della coscienza che è solo nostro, personalissimo.

leonardo basileGrazie al dipinto senza forme ciascuno di noi vive le proprie epifanie e prende coscienza della vita interiore.
Questo processo è realistico perché è dentro “la situazione”.

Le opere della mostra ripropongono il simbolismo dell’ occhio nel flash della ripetizione modulare di Terza Grande Policromia Modulare realizzati su 36 piccole tele di uguale formato. Nei due dipinti che ripetono i particolari di opere più grandi è presente l’accenno alla capacità di fissare nella retina messaggi subliminali: scritte, marchi, frammenti di oggetti, come parte di una montatura di occhiali. Il nostro occhio agisce come una periferica di input e noi siamo nel gioco senza esserne consapevoli. L’ artista denuncia senza raccontare, ma entrando “dentro la situazione”.

Le tecniche di Basile manifestano questa espressività aggiornata sul piano tecnologico. L’artista non rinuncia, tuttavia, alla tentazione di rappresentare un paesaggio, ma lo realizza con piccole tessere lignee multicolori. E’ un paesaggio marino si intitola “Il mare” ,una sua policromia modulare. Non c’è traccia di action painting, tutto è controllato e razionale, se si osserva l’opera nel suo insieme, nella sintesi. Ad un occhio attento, però, le tessere racchiudono un microcosmo informale e l’ immancabile dripping ce lo rammenta. I titoli delle opere sono indizi sulla pregnanza materica, cromatica, dunque sulla fisicità: 2° particolare Seconda grande policromia modulare ; Terza grande Policromia modulare ; 1° particolare seconda grande Policromia modulare ;Tricromia modulare.

Il concetto del frammento viene esaltato dall’ uso del modulo e della tecnica del mosaico realizzata con tessere di legno di pioppo o piccole tele usate in alternativa.(..)”.

Colpodocchio

Dalle presentazione (a cura della prof.ssa Rosa Dell’Erba ) della mostra “Il Tratto delle Emozioni

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