VALENTINA. Una vita con Crepax

Valentina, la donna di una vita. Per Guido Crepax ma anche per milioni di uomini (e di donne) nel mondo. Arriva ai Musei Civici di Bassano del Grappa, affascinante protagonista di una esposizione originale quanto spettacolare, totalmente nuova rispetto alle recenti mostre che a lei e al suo creatore sono state dedicate in anni anche recenti a Roma e a Milano.

A Bassano, Valentina Rosselli, in arte solo Valentina, accoglierà amici e ospiti, dal 2 dicembre al 15 aprile, da bellissima padrona di casa.
Nessuno noterà i suoi molti anni, oltre 70, attraversati con l’intangibilità che appartiene al sogno e al disegno.
Protagonista di una vita normale e onirica, di cui la seconda è fuga dalle difficoltà della prima. Una vita molto reale, marchiata dall’anoressia, dalle allucinazioni, dalle difficoltà. Una difficile quotidianità superata dalla realtà altra, quella del sogno, là dove tutto è consentito e nulla è impossibile o censurabile. Donna forte e fragilissima, donna normale, quindi. E anche per questo Valentina è il ritratto di un’epoca, oltre che il frutto di un uomo di genio, il suo creatore, Guido Crepax.

Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici di Bassano del Grappa, e Giovanni Cunico, Assessore alla Cultura del Comune, spiegano il perché di questa mostra bassanese: “Valentina è una delle icone femminili più affascinanti della storia del fumetto italiano. Il suo creatore, Guido Crepax, sarebbe stato il più ambito ospite nella nostra commissione per la Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea che si terrà nella primavera del 2019 che questa mostra vuole anticipare nella stessa sede (la Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa) e con un omaggio, una dedica al grande autore internazionalmente ammirato. Il progetto espositivo è stato concepito dai tre figli di Crepax ad hoc per questa occasione e si conferma come momento di produzione culturale rivolta al pubblico più ampio e vede il suo focus nel lavoro di un artista contemporaneo volto alla valorizzazione delle tradizioni e del genius loci a partire dalle collezioni dei Remondini, con le loro stampi popolari, per arrivare alla sesta Biennale che ormai è un appuntamento consolidato della città sul Brenta”.
Valentina e Crepax sono i co-protagonisti della mostra al Museo Civico che ripercorre le tappe della vita di entrambi.

In questa ricerca delle origini del lavoro di una vita, che trascende l’ambito del fumetto e colloca l’Autore e il suo personaggio tra i testimoni di quarant’anni di vita italiana, la città di Venezia è un tassello fondamentale nella sua formazione”, anticipano i curatori. Infatti, vent’anni prima della nascita di Valentina (pubblicata per la prima volta sulla rivista Linus nel 1965), un Crepax appena dodicenne, aveva realizzato, proprio a Venezia (dove aveva abitato con la famiglia tra il ’43 e il ’45 per sfuggire alla guerra), i suoi primi albi a fumetti ispirati a film horror degli anni ’30/’40 e sognava di diventare un autore di storie a fumetti. Figlio d’arte di un musicista, primo violoncello alla Fenice di Venezia e poi alla Scala di Milano, e fratello di un’emergente manager discografico, Crepax ottenne i primi incarichi professionali in ambito musicale illustrando centinaia di cover di dischi di tutti i generi musicali. Notato come illustratore adatto per la pubblicità, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, realizzò importanti campagne pubblicitarie per Shell, Dunlop, Campari e i tessuti Terital. Contemporaneamente, lavorò anche a sigle e scenografie per alcuni programmi televisivi, scenografie di spettacoli teatrali e storyboard cinematografici. Disegnò anche centinaia di illustrazioni per riviste (Novella, Tempo Medico, ecc.) e copertine di libri. Dopo una parentesi dedicata al principale passatempo dell’autore (realizzare giochi da tavolo basati sulla sua passione per la ricostruzione storica e caratterizzati dal suo incredibile gusto estetico), la mostra si focalizza sul personaggio di Valentina che, unico nel mondo dei fumetti, invecchia, vive in una realtà possibile (anche se con frequenti divagazioni oniriche) ed ha una psicologia complessa, passioni e idee che possono essere comuni a molte donne reali. L’ultima tappa del percorso dedicato all’evoluzione artistica dell’autore (al piano terra), sarà dedicata alla scelta di Crepax, innovativa per il mondo tradizionale del fumetto, di fare delle donne le protagoniste delle proprie storie. Non solo per un fatto estetico o legato alla valenza erotica delle sue storie, ma per distinguersi dagli altri fumetti, uscire dal solco della tradizione, esplorare mondi psicologici e stili narrativi nuovi e, talvolta, anche per far discutere, riflettere, scandalizzare. Il primo piano sarà dedicato, invece, ai tanti contenuti video dedicati all’Autore e al personaggio di Valentina e ai possibili sviluppi futuri: la video arte e la colorazione delle pagine legate in un’installazione dove le pagine si colorano progressivamente e grandi tavole su cavalletti forniscono un saggio dell’ultimo progetto editoriale di Archivio Crepax: la nuova collana con le storie più belle a colori realizzata per la Repubblica.

Per informazioni:
www.museibassano.it

Piazza Garibaldi, 34
36061 Bassano del Grappa

Apertura: lunedì – domenica
Orario: 10 – 19. Chiuso il martedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Ingresso: Intero: 12 €; Ridotto: 10 €, Museo + Valentina 15€

Chi dice donna…

Dal 17 giugno al 13 luglio 2017 ExpArt studio&gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Chi dice donna…”, tripla mostra di Guido Crepax, Valeria Di Ponio e Valentina Porcelli e a cura di Silvia Rossi.
 
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.
Sabato 17 giugno, dalle ore 17,30, l’inaugurazione in galleria con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge.LA MOSTRA:
“Chi dice donna…” racconta molti mondi, siano essi fragili, effimeri, malinconici, forti o insoliti. Voler inquadrare in una singola parola, donna appunto, la vastità di un mondo intero appare superfluo e inutilmente opprimente. Nella nuova mostra allestita a ExpArt sono tre le figure femminili rappresentate, ognuna forte di un proprio microcosmo esistenziale, ognuna fiera delle proprie divergenze. Tre diverse donne, tre diversi autori, tre diverse scelte stilistiche.
La prima è Valentina, (chi non la conosce?), personaggio scaturito dalla penna di Guido Crepax, di cui sono esposte quattro tavole originali provenienti dalla collezione Sista Ovidio Scapigliati.“Capelli neri corvini, occhi verdi languidi, viso di porcellana, bocca sensuale. Valentina interpreta lo spirito dei tempi in cui è vissuta (anni ’70), il caschetto pieno e dritto che lascia scoperta la nuca, le linee geometriche che simboleggiano determinazione e la frangia sopra gli occhi che incornicia un volto tra il trasognato e l’innocente. Valentina non piacque alle femministe perché l’epoca demonizzava l’erotismo come prodotto pensato esclusivamente a uso e consumo degli uomini, eppure rappresentò un modello di emancipazione femminile, a partire dal fatto che lavorasse in proprio come fotografa, presupponendo che la libertà sociale della donna dovesse per forza di cose passare per un’autonomia professionale, cioè economica. Valentina ebbe molto in comune con gli anni Sessanta: le storie oniriche, spesso dei veri e propri trip lisergici, rispecchiarono alla perfezione anni in cui sotto molteplici punti di vista – la grande stagione hippie, la contestazione universitaria, il terrorismo – si fece fatica a distinguere il sogno dalla realtà”.

Valeria Di Ponio ci pone davanti a un differente modello di donna: riflessiva, malinconica, profondamente interiore. Il bianco e nero steso in imprecise velature, che caratterizza l’estetica di questa artista, lascia trasparire un’anima profonda e riflessiva, fortemente poetica senza essere esente da un dolore che profondamente traspare dalle pose e dagli sguardi quantomai intensi. Una riflessione che attraverso il sé analizza l’intera società e le sue tematiche più contemporanee, i corpi e i lineamenti soffusi e dissolventi trasmettono una delicata angoscia, un elegante mal di vivere.

Ancora una “Valentina” in mostra e Valentina Porcelli, giovane artista foggiana che ci propone un modello ancora differente: la sue grandi tele giocano con lo still life, ponendone al centro donne ferme e risolute, catturate in attimi indistinti, sguardo fermo ma mai assente, la posa, che appare come irrigidita, trasmette una forte tensione. Le sue protagoniste sembrano colte giusto un attimo prima di un movimento risolutivo, di uno slancio decisionale.

BREVI BIOGRAFIE:
Guido Crepax è nato a Milano nel 1933. Inizia a lavorare nel campo dell’illustrazione e della grafica mentre frequenta la facoltà di architettura, realizzando manifesti pubblicitari e copertine di libri e di dischi. Firma il primo grande successo nel 1957 con i disegni della campagna pubblicitaria della benzina Shell premiati con la Palma d’Oro. Nel 1963 si riavvicina al mondo del suo primo amore, il fumetto, e qualche anno più tardi dà vita all’indiscutibile protagonista delle sue storie, la celebre Valentina, comparsa per la prima volta nel numero 3 di Linus. Autore assai prolifico, Crepax in seguito dà vita effimera a numerose altre eroine (Belinda, Bianca, Anita…), e realizza sofisticate versioni a fumetti di alcuni classici della letteratura erotica quali Emmanuelle, Justine e Histoire d’O. Le storie a fumetti di Crepax sono state pubblicate in vari paesi. Da tempo malato, muore nel 2003 a Milano all’età di 70 anni.

Valeria Di Ponio è nata a Torino nel 1976. Si diploma in pittura all’Accademia Albertina di Torino nel 2000. La sua ricerca artistica è focalizzata sulla figura, sui gesti e sulle espressioni. La passione per il disegno e il segno grafico la porta a lavorare esclusivamente in bianco e nero, lasciando nell’indefinito i suoi personaggi, dove le pennellate vibranti e l’effetto “mosso” lascia loro trasparire l’anima. Espone con personali e collettive già a partire dal 1997, durante gli studi. Da allora vince numerosi premi e compare in svariate pubblicazioni. Il suo lavoro sta ottenendo un crescente riconoscimento sia sul territorio nazionale sia internazionale. Nel 2017 espone più volte con la galleria bibbienese, in occasione dell’AAf di Milano e della successiva mostra nella sede bibbienese, per poi attraversare le alpi con la seconda edizione de “La Grande Bellezza”, presso l’austriaco Castello di Obernberg.

Valentina Porcelli è nata a Foggia nel 1987, dove attualmente vive e lavora. Laureata in pittura con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Foggia, inizia il suo percorso artistico fin da bambina, mostrando uno spiccato interesse per la ritrattistica. Fortemente attratta dalla pittura tradizionale europea e dalla fotografia, rivolge gli studi alla tecnica a olio. Nel 2016 sintetizza le sue conoscenze in uno stile a metà tra il Realismo e l’illustrazione, ottenendo risvolti metafisici per via degli sfondi monocromi. Nell’ottobre dello stesso anno partecipa alla II edizione della Biennale d’arte contemporanea di Salerno, vincendo il primo premio sezione Pittura nella Contemporanea giovani. Nel 2017 ha parlato di lei la rivesta di arte contemporanea “Frattura Scomposta contemporary art magazine” ed ha partecipato alla collettiva “E allora?”, a cura di Anna Soricaro a Zerouno di Barletta.

www.expartgallery.com

 

Segnalato da Marco Botti