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Deutsche Forschung

Si inaugura Giovedì 14 dicembre 2017 presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara, la mostra collettiva dedicata all’ arte tedesca contemporanea.
 
La mostra è il frutto di una serie di processi conoscitivi condotti in collaborazione con Five Gallery di Lugano tra i territori espositivi dei nuovi e fertili linguaggi artistici tedeschi e di cui tale progetto espositivo vuole essere testimonianza ed espressione.
La mostra raccoglie i recenti lavori di sette artisti selezionati da Andrea B. Del Guercio, già inseriti in un sistema artistico consolidato, che si caratterizzano per un loro libero protendere verso un purismo formale sia plastico che pittorico proprio dell’Arte Concreta, sempre concepita come produzione segnica e cromatica autonomamente elaborata dalla personale creatività dell’artista. Le opere esposte infatti si differenziano per un eterogeneo valore estetico tendente ad una sintesi creativa, che fonde in un unico corpo pittura, scultura, grafica e al contempo memore di alcune delle principali e intriganti sperimentazioni sul colore. Appaiono forme, segni-pensiero, visioni tra il concreto e l’astratto che fluttuano nell’ area pittorica e illusionisticamente irrompono nello spazio fisico; configurazioni cromatiche, vibrazioni provenienti dal corpo della mente. Il colore, condotto allo stato puro, la geometricità formale e l’uso di una carta artigianale e attentamente selezionata sono i caratteri su cui Lore Bert ha costruito la sua cifra creativa. Le opere di Claudia Desgranges sono graffi, fugaci attraversamenti di colore-luce, altre volte nastri di campiture continue che tendono a creare un prolungamento spaziale. Sonja Edle von Hoeßle trae dalla forza vitale della natura, l’ispirazione per le sue sculture dalle silhouettes eleganti e sinuose. Affascinata dalle qualità intrinseche della materia, l’artista realizza visioni pittoriche vive e palpitanti. Di natura parla anche la produzione plastica di Herbert Mehler. Alberi, fiori e frutti si fanno archeologie naturali dalle forme scanalate e volte a ventaglio che dichiarano lo stretto connubio tra architettura paesaggistica e materia. Nelle opere di Ivo Ringe il cromatismo gestuale convive con un equilibrio compositivo ritmico. Le sue lavagne di pittura, caratterizzate da tangenze e incroci che danno vita al puro piacere del segno, sono memori degli insegnamenti di Joseph Beyus, suo maestro negli anni accademici di Düsseldorf. Le pitto-sculture di Cecilia Vissers rivelano una predilezione per la tridimensionalità e per l’omogeneità coloristica. Il colore diventa area in cui si dilata e si sviluppa la forma. Sono accadimenti, relazioni complesse che intercorrono entro il perimetro della tela, le vivaci forme cromatiche di Maria Wallenställ-Schoenberg. Patrimonio policromo che si condensa in una zona della tela e che si pone come un inno alla gioia.
Annamaria Restieri

 

Lore Bert (Giessen, 1936). Vive e lavora a Mainz (Germania) e Venezia (Italia).
Ha studiato pittura a DarVstadtandat all’Accademia di Belle Arti di Berlino con il Prof. Hans Uhlmann. Lavora con carte dell’Estremo Oriente su legno, fin dai primi anni ’90 anche con la luce (lavori al neon) e alla metà degli anni ’90 anche con foglia d’oro. Elementi di forma costruttiva si alternano a scritture poetiche e filosofiche. I numeri giocano un ruolo importante. Le varie vicende storiche e le caratteristiche dei diversi Paesi vengono espresse nei suoi lavori. Un altro aspetto è il lavoro ambientale. Finora 125 installazioni sono state realizzate nello spazio pubblico in Europa, Asia, Africa, paesi arabi e Stati Uniti. Più di 250 mostre in 26 paesi sono pubblicate in quasi 110 libri e cataloghi, in cui più di 40 sono monografie.

Claudia Desgranges (Francoforte, 1953). Vive tra Monaco e Colonia.
Ha al suo attivo 20 anni di mostre e di partecipazioni a fiere in tutta Europa. Nel 2014 le è stato assegnato il Premio Pollock-Krasner. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano. 2016 Galerie Floss & Schultz, Cologne (with Rainer Splitt). 2015 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2014 Rheinisches Landesmuseum Bonn. 2012 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2011 Galerie Ulrich Mueller,Cologne. 2010 Galerie M.Schneider, Bonn. 2009 Museum Burg Wissem, Troisdorf; McBride Fine Art, Antwerpen, Belgium, Projekt der Miwo, Bonn. 2006 Artothek, Köln. 2005 Kunst aus NRW, Ehemalige Reichsabtei Aachen-Kornelimünster, Museum am Ostwall, Dortmund; Heidelberger Kunstverein, Heidelberg.

Sonja Edle von Hoeßle (Wiesbaden, 1960). Vive e lavora a Eisingen, vicino a Würzburg e a Kranidi, in Grecia.
Ha studiato comunicazione visiva presso l’Università Tecnica di Mainz e Würzburg, dipartimento di design. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano (C); “Panta rhei – Welten im Fluss”, Kunststation Kleinsassen (with Herbert Mehler). 2016 “Panta Rhei”, Kulturzentrum TO FOUGARO, Nafplion, Greece (C), with Herbert Mehler. 2015 “One Artist Show“, ART Karlsruhe with Galerie Petra Kern, Heidelberg; “Show it again“, Neuer Kunstverein Aschaffenburg; “Parallelwelten“, Kunstverein Coburg. 2014 “Parallelwelten“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C),with Gallery Weekend Berlin. 2012 “Sparkling Elements“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C), with Gallery Weekend Berlin; “Elementarlandschaften“, Galerie Winter, Wiesbaden. 2011 “Sculptures et Peintures“, Atelier Archipel, Arles.

Herbert Mehler (Steinau, 1949). Vive e lavora tra Riedenheim, Germania e Kranidi, Grecia. Con un patrimonio monumentale ormai vasto e distribuito nei siti pubblici e museali della Germania, è ritenuto tra i più importanti scultori della generazione nata negli anni ’50. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano (C). 2016 Coloredition, Galerie Angela Lenz; city of Altshausen; UNIQ Gallery Istanbul. 2015 Kunst Architektur Kunst, Jörg Heitsch Galerie, München (with Yoshiyuki Miura); “Parallelwelten”, Kunstverein Coburg (with Sonja Edle von Hoeßle); “Naturwelten” Kunstverein Münsterland Coesfeld (mit Malgosia Jankowska); “Panta Rhei” To Fougaro Nafplion, Griechenland (mit Sonja Edle von Hoeßle). 2014 “Herbert Mehler”, Nuovo Gallery Daegu, Korea; “Parallelwelten” Galerie Tammen und Partner Berlin (with Sonja Edle von Hoeßle)(C). 2013 “Parallelnatur”, Jörg Heitsch, Bad Wiessee; Im Fluss – Galerie der Schmiede, Pasching/Linz, Austria. 2012 “Sculptures dans les jardins“, Chateau de Vullierens, Schweiz; DB – Museum Nürnberg. 2011 “Travellers in time”, Center for Visual Communication, Wynwood, Miami, Florida; “Parallel Nature”, Allison Menkes Fine Art + Lausberg Contemporary, Toronto; “Curved”, Armory Art Center, West Palm Beach, Florida.

Ivo Ringe (Bonn, 1951). Vive e lavora a Colonia. Ha iniziato i suoi studi presso la Kunstakademie di Düsseldorf con Joseph Beuys, nel 1972. Apparteneva al gruppo Minimal Art degli studenti di Beuys. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, Switzerland. 2016 “Wisse das Bild”, Galerie Floss und Schultz, Cologne, Germany; “Die Proportion der Dinge”, Galerie Nana Preussners, Hamburg, Germany; “Morphic Fields”, Hionas Gallery, New York, USA. 2015 Institut für Konkrete Kunst und Konkrete Poesie, Kunsthaus Rehau (IKKP), Germany. 2011 Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany; “Also sprach Zarathustra”, Kunstkontor Köln, Köln, Germany. 2010 “Così parlo Zarathustra”, Antico Castello sul Mare, Rapallo, Italy. 2009 “The Strange Territory of the Other”, Multi-Art International, Bonn, Germany; “Der Moment des Tuns”, Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany. 2007 “Marina Wolff”, Milan, Italy.

Cecilia Vissers (Beverwijk, 1964). Vive e lavora a Sint-Oedenrode, in Olanda. Ha studiato all’Academy for Art & Design di ‘s-Hertogenbosch. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, CH. 2016 “The Edge of the Sea”, Gray Contemporary Houston, USA; “A moment in time”, GalerieFloss&Schultz, Cologne, DE. 2015 inde/jacobs (with HadiTabatabai); Marfa, Texas, USA. 2014 “Faraway”, Peter Foolen Editions, Eindhoven, NL; “Soulmates” (with Cor van Dijk), KuuB, Utrecht, NL. 2013 “Time and Tide”, Summerhall, Edinburgh, UK; “Wind Swept”, Galerie Corona Unger, Bremen, DE. 2012 “Ultima Thule”, The Far North, Masters &Pelavin, New York, USA; “Match” (with Ditty Ketting), “Nouvelles Images”, The Hague, NL. 2010 “Formal”, Museum Waterland, Purmerend, NL; “En forme” (with E. Cruikshank), “ParisCONCRET”, Paris, FR. 2009 Gallery Nine, Amsterdam, NL. 2008 “Een Wolk van Staal”, De Verdieping, Veldhoven, NL; Priveekollektie Contemporary Art | Design, Heusden, NL. 2007 Galerie De Natris, Nijmegen, NL.

Maria Wallenställ-Schoenberg (Uppsala, 1959). Vive e lavora a Monaco, in Germania. Ha studiato all’Università di Uppsala. Dopo essersi trasferita in Germania, ha preso parte a corsi d’arte di Doz. Clemens Etz di Ulm e del Prof. Jerry Zeniuk alla Munich Artacademy di Monaco. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano. 2016 Galerie Filser&Gräf, Munich (Double with René Dantes); Galerie Ulf Larsson, Cologne (Double with Reiner Selinger). 2015 “In touch“, So eine ART Loft, Cologne (Double with Stephan Marienfeld) (C). 2013 “Färg III”, Galerie Wesner, Konstanz; “Färg II”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2012 “Färg”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2011 “Farbe konkret”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2010 “Aufgelöst konkret”, Halle 50 with Galerie Filser & Gräf, München; 2009 “Farbmalerei”, HVB Ulm, Ulm, with Galerie Filser&Gräf; “Farbmalerei”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2008 “Farbmalerei”, Orangerie, Englischer Garten, Munich. 2007 “Konkrete Farbmalerei“, Kunstforum soziale Skulptur e.V., Munich. 2004 Galerie Metz, Munich.

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Info: fabulafineart@gmail.com
Tel: +39 0532 098935

Il suono dei luoghi – il suono del silenzio

Sabato 16 settembre 2017 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta ‘Il suono dei luoghi – il suono del silenzio‘, personale di Franco Marrocco a cura di Vittoria Coen e Annamaria Restieri.

La mostra raccoglie gli ultimi tre anni di ricerca dell’artista, improntata sulla sperimentazione di impasti cromatici, trasparenze e di interazioni materiche evocatrici di sentimenti naturalistici, suggestioni liriche indefinite e mutevoli che si estendono come materia/immateriale ma nello allo stesso tempo percepibile e tattile.

Il recente ciclo pittorico è il risultato di un lento processo di sedimentazione e decantazione di visioni e sonorità naturali. Tra gli ampi territori, i coraggiosi cromatismi convivono con i delicati equilibri di superfici dipinte. In un ritmo, di volta in volta differente, si dipanano i segni casuali e le forme leggiadre della natura. Nei giochi intricati di erbe ed arbusti che tracciano una texture tutta nuova ed originale, l’artista percepisce la sincronicità dei richiami naturali.

I lavori che Franco Marrocco presenta in galleria – precisa il direttore artistico Giorgio Cattani – pur mantenendo una loro dimensione legata alla natura, portano dentro di loro mappature di territori urbani. Tali carpiture, fanno riflettere sull’intreccio che sempre avviene tra la potenza generatrice ed il rapporto con lo spazio di vita vissuta”.

L’eco del bosco – sottolinea Vittoria Coen – è l’eco di una natura che diventa anti-natura nelle prospettive assemblate di moduli di grandi, medie e piccole dimensioni, realizzati in straordinari effetti di campiture cromatiche sovrapposte con vere e proprie velature. Il suono del silenzio – il suono dei luoghi, rappresenta un’apparizione fenomenologica diversa da quella che vediamo in natura. In mostra la selezione delle opere riflette la volontà dell’artista di dialogare con lo spazio dai bianchi ai rossi ai neri. Bianchi che non sono bianchi, neri e rossi che non sono tali[…].

Franco Marrocco – rivela Annamaria Restieri – lavora in spazialità geometrizzate, in sezioni distinte e accostate in un unico quadro o su opere singole tenute insieme da un ritmo compositivo di volta involta differente aperto a varie soluzioni possibili. Se da un lato le superfici appaiono pervase da bianche e raffinate gradazioni dall’altro sono trafitte da violente insorgenze scure, meri limiti quanto corpi plastici che incombono sul terreno quasi ‘sacro’ della rappresentazione.

Ad accompagnare la mostra il catalogo a cura di Vittoria Coen e Annamaria Restieri edizioni Fabula.

Il suono dei luoghi – Il suono del silenzio
Mostra personale di Franco Marrocco
Dal 16 settembre al 16 ottobre 2017

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento

www.fabulafineart.com
fabulafineart@gmail.com

+39 0532 098935

Sulle arie, sulle acque, sui luoghi

Sabato 22 aprile 2017 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta Sulle arie, sulle acque, sui luoghi, personale di Lucia Lamberti a cura di Maria Letizia Paiato.

Dirigibili, navi da guerra, paesaggi portuali, città che si specchiano nell’acqua, ponti, mappe, sono alcuni dei soggetti protagonisti della “fabula” visiva di Lucia Lamberti. Come in un romanzo, l’artista snoda per immagini l’esplorazione di fatti, luoghi e accadimenti, intrecciando a vicende storiche la vita individuale delle persone, interagendo simultaneamente con chi si accosta alla sua opera.

Il dato figurativo è solo il primo livello di lettura cui Lamberti ci mette di fronte, o meglio è la traccia visuale che si offre allo spettatore quale incipit di un cosmo romanzesco, articolato e da scoprire. Poco alla volta, nell’addentrarsi fra le sale della galleria, con un incalzare narrativo, Lamberti ci conduce in quell’“ambizione panoramica” (Roger Caillos) dove è implicita l’attività umana e in luoghi dove la storia progressivamente si fa storia dell’Europa, dunque anche delle nostre radici culturali.

Come in dei fermo immagine fotografici, Lamberti fissa pittoricamente delle scene, dei momenti quotidiani immersi nel lento scorrere del tempo, in apparenza ordinari. Si tratta di sfondi che, frutto di accurate ricerche di archivio, l’artista fa riaffiorare dal passato, contestualizzandoli al presente, attraverso un complesso procedimento di concettualizzazione della ricostruzione storica. Traslati al piano bidimensionale del quadro, essi si traducono in pitture in cui emergono suggestioni di memorie collettive e individuali.

Le serie Luftschiffe, Koenigsberg, Landscape paintings, e Organic landscape, cui si aggiunge per questa mostra un inedito lavoro sulle Isole Svalbard, per la prima volta esposte tutte assieme, sono gli ideali capitoli di una successione di avvenimenti concatenati nel tempo fittizio proposto da Lamberti che, come una scrittrice, compone e trasforma la storia in sequenze pittoriche. In questo modo, tutta la sua opera si mostra come un vero e proprio “intreccio”: ogni singolo dipinto rappresenta un punto di partenza dal quale progredire in un personale ordine degli avvenimenti.

In questa concatenazione, le opere di Lamberti prendono la parola, nell’alternanza continua di più storie simultanee che, ora l’una ora l’altra, s’interrompono per poi essere riprese secondo un procedimento che ricorda quello cinematografico. E l’elaborazione di scatti provenienti da archivi web specializzati nel fermo-immagine, lo rammentiamo qui, è proprio la peculiarità che ha distinto il dipingere dell’artista nell’arco della sua carriera e fino al 2009.

Attraverso la pittura, Lamberti restituisce consistenza e permanenza a qualcosa di estremamente liquido e incorporeo quale è l’immagine dissolta nella rete, così in queste serie più recenti, essa reintegra persistenza a documenti dispersi e dimenticati, quindi a storie di cui si sono perse le tracce. Nel rimettere in circolo la Storia, l’artista allarga il suo obiettivo al senso generale del vivere e dell’abitare.

Non a caso, infatti, Il titolo della mostra è un’esplicita citazione del Corpus, ossia uno dei libri più importanti di Ippocrate dove Le arie, le acque, i luoghi mettono l’accento sulla stretta correlazione tra le abitudini di vita e la possibile cura. Con questa precisa scelta lessicale, Lamberti sottolinea il legame fra l’esistenza, il tempo e lo spazio che, quando diventano cronaca di avvenimenti bellici, tragedie umanitarie e spostamenti di confini, si fanno sinonimo di patologia.

Tuttavia l’artista, è attraverso l’atto creativo che recupera quelle memorie traumatiche della Storia non ancora elaborate, sottoponendole a una terapia per riportarle verso un’aria più salubre. (Maria Letizia Paiato).

 

FabulaFineArt è diretta Giorgio Cattani e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Andrea Del Guercio e Veronica Zanirato. In galleria Annamaria Restieri e Elisa Ugatti.

 

Lucia Lamberti – Sulle arie, sulle acque, sui luoghi
Durata: Dal 22 aprile al 31 maggio 2017

Inaugurazione: Sabato 22 aprile 2017 ore 18.00

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento

Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)

www.fabulafineart.com
fabulafineart@gmail.com
https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

UMBERTO NOBILE (Agenzia: OLYCOM) (NomeArchivio: 03-00fqr.JPG)

ECHO OF HIDDEN PLACES

Sabato 25 febbraio 2017 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta ECHO OF HIDDEN PLACES doppia personale di Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli a cura di Maria Letizia Paiato.

«L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile. L’essenza della grafica induce spesso e giustamente all’astrazione. Nella grafica albergano i fantasmi e le fiabe dell’immaginazione e nello stesso tempo si rivelano con grande precisione. Quanto più puro il lavoro grafico, vale a dire quanto maggiore l’importanza attribuita agli elementi formali sui quali si basa la rappresentazione grafica, tanto più difettosa la disposizione a rappresentare realisticamente gli oggetti visibili».

Scrive la curatrice : “Sono trascorsi quasi cento anni da quando Paul Klee scrisse il saggio Confessione Creatrice, nel cui incipit si concentra il senso di molte ricerche d’avanguardia interessate alla destrutturazione delle forma e all’emancipazione dell’io creativo. Studi che hanno segnato indelebilmente molte delle espressioni artistiche del “secolo breve” e che, non possono essere negati nella lettura degli eterogenei e trasversali linguaggi dell’arte contemporanea. L’arte di Klee, di fatti, rende visibili i processi della natura e della mente e indica l’essenza dell’essere e del divenire degli accadimenti.

Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli appaiono visivamente distanti, eppure nel serrato dialogo fra le loro opere, si cattura il riflesso di un suono comune. In Echo of Hidden Places, letteralmente Eco di luoghi nascosti, dove l’uso dell’inglese, la lingua franca delle modernità, pone l’accento sul vivere nell’oggi, si celano territori condivisi entro cui si muovono gli artisti. Entrambi lavorano su un campo che contempla la geometria, riconoscendo nel concetto di forma e nella prassi qualcosa di essenzialmente non statico, la forma come metamorfosi di se stessa e creazione in costante movimento. Allo stesso tempo in questa espressione è radicato il concetto di una natura dinamica, di coscienza del circostante che spinge all’ideazione di una forma che diventa creazione pura.

Sia Jasmine Pignatelli sia Patrick Tabarelli, nella consapevolezza di una tradizione artistica novecentesca, mostrano personali ricerche dedite a una sperimentazione su “punti, energie lineari, piane e spaziali” che producono forme. Patrick Tabarelli, nel perseguire una riduzione di questi elementi, arriva a una sintesi compositiva fatta essenzialmente di sole linee, espressione visiva di una disamina allargata dei meccanismi di creazione e fruizione dell’immagine. Ne consegue un’ambiguità formale, un’incertezza percettiva che porta ad accostare il suo lavoro al principio d’indeterminazione della meccanica quantistica, enunciato da Werner Karl Heisenberg, che contempla i concetti di gioco e caso per ciò che accade nello spazio e nel tempo circa le leggi naturali.

L’idea d’incertezza percettiva è rafforzata nella sua più recente produzione, dove i dipinti non sono più realizzati a mano ma da drawing machine con hardware e software artigianali, attraverso cui si generano in autonomia le varianti dei pattern che in seguito appaiono sulle superfici. Quelle linee fluttuanti, oltre a rendere comprensibile il pensiero Heisenberghiano riferito al concetto di “onda”, rivelano il labile confine fra produzione umana e meccanica. Tuttavia, ciò che conta davvero è l’inaspettato risultato estetico. I suoi dipinti, dai colori accesi e brillanti, sono sorprendentemente empatici e sanciscono un inatteso legame emotivo con chi osserva, lasciando spazio all’immaginazione.

«I concetti di modulo, di vettore (modulo provvisto di direzione e verso) e di segno plastico – sono gli strumenti che Jasmine Pignatelli rende – interpretabili come segnali capaci di materializzare un ambiente e che rappresentano gli oggetti reali di un concetto astratto di paesaggio e di un possibile altrove».

Sono queste sue stesse parole a chiarirne la ricerca, le cui fondamenta poggiano su quegli elementi della rappresentazione grafica che lei materializza in senso formale, ma senza immolarne l’originaria natura. Nelle diverse e possibili combinazioni di questi “dispositivi spaziali” e statici, nella loro liberazione o raggruppamento, Jasmine Pignatelli crea raffinate composizioni generatrici di movimento, quest’ultimo sempre alla base di ogni divenire, di ogni espressione di vita.

La sua arte è di conseguenza una similitudine dell’inquietudine antropica, della difficoltà umana “a individuare una direzione precisa e un luogo geografico di appartenenza”, e al contempo è una possibile traccia perché l’io possa definire un proprio luogo di azione. Il campo entro cui agiscono Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli è di fatto un’estensione nello spazio e nel tempo tale da rendere l’arte – come scrisse Klee – un esempio della creazione, come il terrestre un esempio cosmico. L’arte, ovvero Echo of Hidden Places. ” – Testo critico a cura di Maria Letizia Paiato

 

Echo of hidden places – Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli

Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Curatore: Maria Letizia Paiato – Comitato Scientifico FabulaFineArt
Inaugurazione: Sabato 25 febbraio 2017 ore 18.00

Dal 25 febbraio all’ 8 aprile 2017.
Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. O visite su appuntamento

Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

Patrick Tabarelli

Patrick Tabarelli vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica si concentra sui meccanismi di creazione e percezione dell’immagine. Fortemente orientate al processo, le sue opere sono sempre aperte a una sorta d’incertezza percettiva e indagano le relazioni tra causa ed effetto, assenza e presenza.

Patrick Tabarelli, {F}, 2017, acrylic on canvas, 80x60cm

Lavora spesso in serie, seguendo regole precise per quanto riguarda l’elaborazione dell’opera e la composizione cromatica delle palette. Costruisce strumenti che gli permettano di ottenere oscillazioni dinamiche e minimali ottenute talvolta per interferenza, superfici quanto più piatte possibile, dalla resa quasi digitale, in grado di eludere la sua gestualità.

Negli ultimi anni ha iniziato a canalizzare i processi creativi in algoritmi che, eseguiti da drawing-machines, generano superfici pittoriche ponendo un’ulteriore distanza tra opera e autore sia nella fase esecutiva sia in quella generativa.

Ha all’attivo diverse mostre collettive e personali. Fra le più recenti si ricordano: nel 2016 la partecipazione alla collettiva Principio di Indeterminazione, curata da Ivan Quaroni alla galleria ABC-Arte di Genova e nel 2015 quella a Shapes presso Circoloquadro a Milano.

Fra le personali si rammentano Elsewhere, Again presso Peninsula in Berlino nel 2016; 500 Unreachable Islands – Machines Dream of Electric Islands in Expo Milano, Ubiquity, curata da Ivan Quaroni, per Maryling|ABC Arte, Milano e crossing-over all’ HangarBicocca di Milano, tutte svoltesi nel 2015.

http://www.patricktabarelli.com/

 

Echo of hidden places – Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli
Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Curatore: Maria Letizia Paiato – Comitato Scientifico FabulaFineArt
Inaugurazione: Sabato 25 febbraio 2017 ore 18.00

Dal 25 febbraio all’ 8 aprile 2017.
Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. O visite su appuntamento

Jasmine Pignatelli

Jasmine Pignatelli vive e lavora tra Roma e Bari. I suoi recenti lavori sviluppano riflessioni intorno ai concetti di modulo, vettore (modulo cioè provvisto di direzione e verso) e di segno plastico, traducendoli in elementi/forme che determinano e interrogano lo spazio coinvolto. Jasmine Pignatelli è impegnata in un personale e convinto percorso artistico nella scultura.
 
Jasmine Pignatelli, Directionless, 2016. Semirefrattario nero. Ph Manuela Giusto

Dopo il liceo artistico a Bari e la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, si avvicina all’arte contemporanea con un approccio storico-critico collaborando per diversi anni con numerose gallerie d’arte e riviste del settore. Ha all’attivo diverse mostre collettive e personali non ultima la partecipazione alla mostra La Scultura Ceramica Contemporanea in Italia presso la GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (marzo/maggio 2015).In Puglia vince con bando pubblico la Residenza d’Artista “Made in Loco”, un progetto del Segretariato Regionale MiBACT per la Puglia e che ha portato alla realizzazione di una grande installazione site-specific dal titolo Locating Laterza | Segnali d’Arte. E’ sempre del 2015 la mostra personale a Bari Directionless a cura di Marilena Di Tursi, nel doppio spazio Misia Arte e Cellule Creative.

Il 2016 si apre con la mostra personale a Roma presso la galleria Menexa dal titolo Dimensionless a cura di Francesco Castellani e si chiude con la residenza artistica “Bosc Art Cosenza” a cura di Alberto Dambruoso e dei Martedì Critici.

http://jasminepignatelli.blogspot.it/

 

Echo of hidden places – Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli
Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Curatore: Maria Letizia Paiato – Comitato Scientifico FabulaFineArt
Inaugurazione: Sabato 25 febbraio 2017 ore 18.00

Dal 25 febbraio all’ 8 aprile 2017.
Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. O visite su appuntamento

Sequens lineam di Giovanni Gaggia

Venerdì 9 dicembre 2016 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta SEQUENS LINEAM personale di Giovanni Gaggia.

1_giovanni-gaggia-sequens-lineam-foto-gianluca-panareo-1Artista visivo e performer, con una poetica indirizzata alla continua ricerca di equilibrio fra azione performativa e disegno, Giovanni Gaggia entra negli spazi di FabulaFineArt impaginando una mostra narrante il proprio ‘io’ creativo, e al contempo dialogante con un luogo che, nei suoi proponimenti, intende trarre ispirazione continua – secondo il pensiero di Giorgio Cattani, direttore artistico della galleria – dal significato di “origine”, per alimentarsi e arricchirsi costantemente di nuove e diverse conoscenze. A questa definizione del luogo, la ‘galleria’, Giovanni Gaggia intreccia un filo invisibile al telaio dell’esistenza, invitando lo spettatore ad‘attraversare’ l’artista – il suo corpo e il suo pensiero –, per trarre o ritrovare nell’arte un senso di spiritualità perduto, quella‘poesia’ cui la nostra epoca sembra aver rinunciato.

Non un vate, né uno sciamano, l’artista oggi è – avvicinandoci alla filosofia di Gaggia – quella figura che, con i suoi gesti, non ha timore di chiedere attenzione – per tutti – per quell’‘origine’ di emozione, passione, compassione e sentimento, di cui l’uomo è fatto e di cui si nutre. E di cui ha disperatamente paura ma bisogno. Così le opere, sono i segni e le tracce di quel viaggio incredibile e misterioso che è la vita, con i suoi dolori e i suoi slanci. Così quelle selezionate per questa mostra, sono simbolicamente rappresentative dei passaggi nodali al divenire artista di Giovanni Gaggia, una trasformazione lenta e progressiva che da fisica si fa immateriale sino ad abbracciare l’incorporeo altrui.Fra disegni, piccole sculture, opere fotografiche, interventi audio, video, installativi e performativi, grandi arazzi, delicati ricami, e poesie, emerge con chiarezza dapprima il tema del corpo, metaforicamente materiale da plasmare per Gaggia e poi ponte verso la propria consapevolezza del fluire e confluire nell’universo dell’arte.

1_giovanni-gaggia-nessun-tempo-2001-tecnica-mista-com-55x75-1Un mondofatto di passione (fisica – spirituale – affettiva) in seguito sintetizzato nella forma di un cuore, che è al contempo spirito ed esempio iconico di deposito immaginale, capace di far affiorare con delicatezza ma serietà, uno status di ‘coscienza’. È un cuore rosso che lentamente svanisce, per palesarsi poi nella sola riduzione del colore, sintetizzato in una macchia, che a sua volta si fa impronta di un ‘sentire’ e ‘indizio’ di un ‘pulsare vitale’, particolarmente emozionante, quando incontra i delicati ed eterei segni a matita di questo giovane e profondo artista. Infine, attraverso l’atto del cucire, la forma-cuore si astrae ulteriormente: il disegno si fa ricamo eil filo, a sua volta, si fa espressione di ‘carattere”.

Come affermava Henri Matisse: «Il carattere del disegno non dipende dalla copia precisa, dal vero delle forme o dalla riunione di dettagli esatti radunati pazientemente, ma dal sentimento profondo dell’artista di fronte agli oggetti scelti, su cui si è fermata la sua attenzione e di cui deve penetrare lo spirito». Parafrasando il pensiero del grande artista francese, anche Giovanni Gaggia posa lo sguardo sugli oggetti e su ciò che lo circonda per penetrare lo spirito, e quando il suo sguardo si posa e incontra quello delle persone, idealmente l’umanità diventa il suo disegno. Qui si tratteggia e si sviluppa appieno la sua poetica, che trova massima espressionenella performance. In tal senso, la sua ricerca di equilibrio fra disegno e azione performativa trova,nella trasversalità del suo esprimersi, una chiave di volta puramente contemporanea e innovativa.

SEQUENS LINEAM, letteralmente inseguendo la linea, oltre che esplicitare un senso di accompagnamento all’esistenza, diventa un’ideale parabola fra classico e moderno, dove l’uso del latino – molto caro a Gaggia – guarda alle radici della nostra cultura e l’immagine della linea traccia il futuro. Un domani che non può prescindere dalla lezione sulla comunicazione moderna, infatti, il cum, il munire e il communico di Gaggia, si rispecchia anche nella scelta dell’artista di comunicare questa mostra attraverso le immagini fotografiche, vere e proprie opere create dagli obiettivi di Cristina Núñez e Gianluca Panareo.

Per questa mostra, infine, Gaggia realizza alcune opere inedite liberamente ispirate alle poesie di Davide Quadrio pubblicate sul suo ultimo libro Inventarium, sottolineando ulteriormente la collaborazione con il critico e poeta, ma anche il senso di cooperazione fondamentale nel suo lavoro.

La mostra è curata da Maria Letizia Paiato, membro del Comitato Scientifico di FabulaFineArt, insieme ad Andrea B. Del Guercio e Veronica Zanirato, con la direzione artista e il coordinamento di Giorgio Cattani.

Venerdì 9 dicembre 2016 alle ore 12.00 Giovanni Gaggia incontrerà gli studenti dell’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara per presentare il volume Inventarium, a cura di Serena Ribaudo e con poesie di Davide Quadrio – edito da Maretti Editore.

Presenti l’artista e la curatrice per raccontare, 36 anni dopo la strage di Ustica, il lavoro di meditazione che Gaggia ha svolto sul senso di memoria viva in cui il dolore si affranca dalla contingenza della tragica fatalità per trasfigurare nei sentimenti di vita, di resistenza, di resilienza.

Durante l’inaugurazione della mostra programmata alle ore 18.00 alla FabulaFineArt, Giovanni Gaggia eseguirà proprio la performance Inventarium, mettendo in moto quel senso di partecipazione emozionale sotteso alla sua poetica.

SequensLineam – Giovanni Gaggia
Dal 9 dicembre al 30 gennaio 2016.
Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
www.fabulafineart.com
fabulafineart@gmail.com

Gallery Assistant: Annamaria Restieri 320 7525922