Iridescenze di Patrizia Atti

Dal “Ritratto di Baldassarre Castiglione” dipinto da Raffaello Sanzio, un progetto pittorico di Patrizia Atti che, attraverso luci iridescenti e moltiplicazione dello sguardo, pone lo spettatore dinanzi ad un enigma in cui si fondono scienza e arte.
 
La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 10 al 28 giugno 2017, le “Iridescenze” di Patrizia Atti. Curata da Federico Bonioni, la mostra sarà inaugurata sabato 10 giugno alle ore 18.00.
In esposizione, cento opere ad olio su tela di piccole dimensioni (13×13 centimetri), tutte realizzate nel 2016 e nel 2017, che ritraggono fedelmente l’occhio sinistro di Baldassarre Castiglione. Unica variante, la colorazione dell’iride, esito di un’approfondita ricerca cromatica.
 
«Cento occhi. Stessa forma, diverso colore. Impercettibili mutamenti del segno – si legge nel testo di presentazione – che si traducono in moti dell’animo. L’arco del sopracciglio come lancetta dei cambiamenti del cuore. Cromatismi dell’iride affidati alle Rune Nordiche. Misteriosi processi alchemici dispiegano le loro tassidermie su latitudini e longitudini di “Mundus Imaginalis”, criptate nelle tonalità dell’iride. Pagine di occhi in proporzioni auree, dove la pupilla diventa il centro della spirale della conchiglia di un Nautilus. Iridescenze: unioni della natura con l’arte, della scienza con l’arte. Un lavoro, quello di Patrizia Atti, che trae ispirazione dallo sguardo di Baldassarre Castiglione dipinto da Raffaello, la cui iride azzurra, collocata dall’artista nell’angolo esterno dell’occhio, instaura con lo spettatore un rapporto di scambio, profondo, che cela un mistero, una consapevolezza segreta condivisa da pittore e scrittore. È uno sguardo in cui l’anima emana un enigma, presente ma inaccessibile. L’osservatore viene seguito, abbracciato dallo sguardo dipinto in qualunque posizione si trovi. L’artista opera come la natura, che nel suo riprodursi non è mai uguale a se stessa. Ripetizione del gesto che trasforma il linguaggio in poesia».
 
La personale sarà visitabile fino al 28 giugno 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì. Mercoledì 21 giugno 2017 apertura serale con orario 21.00-23.00 in occasione del primo Mercoledì Rosa promosso dal Tavolo Unico di Coordinamento del Commercio di Reggio Emilia.
 
Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte.
 
Patrizia Atti nasce a Bologna, dove attualmente vive e lavora. Nel 1982 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione pittura, con Concetto Pozzati. Dal 1982 al 1990 compie una serie di viaggi con permanenze all’estero: Camargue, Isole Canarie, Messico e Brasile, dove svolge attività di ritrattista. Dal 1990 al 1994, rientrata in Italia, sposta la sua attenzione dall’antropologia alla botanica: la galleria dei ritratti diventa allora il giardino dei giardini, ovvero l’Eden, e le rose, soggetto privilegiato della sua ricerca, ne caratterizzano la fisionomia. Dal 1996 collabora con la casa di moda Gucci per l’ideazione e la realizzazione pittorica di soggetti per foulard. Tra le opere da lei create, tra il 1994 e il 1996, lo stilista Tom Ford individua i soggetti ideali per le collezioni del 1996 e del 1997. Nel 1997 l’impollinazione della rosa, regina dei fiori, conquista gli Stati Uniti. Patrizia Atti presenta le sue opere in New Mexico (“The land of enchantment”, Houshang Gallery, Santa Fe), dove la sua ricerca si carica di suggestioni ispirate dalla luce iridescente del luogo. Dal 1998 al 2005 si susseguono numerosi viaggi nel sud-ovest americano con varie esposizioni. “Marbles” è una serie di dipinti eseguiti nel 2005 e nel 2006, ispirata a “Il giuoco delle perle di vetro” di Herman Hesse: una ricerca sulla luce in cui la riflessione dei cristalli genera nuovi universi specchianti, in un caleidoscopio di colori. La sua ricerca artistica si sviluppa quindi nella fotografia e nella rappresentazione di “Mundus Imaginalis”, ovvero di “Giardini delle Meraviglie” in cui Jack, un elfo giullare, appare in un contesto floreale costruito ad arte. Nel 2016 ha inizio la realizzazione di una serie di dipinti ad olio su tela di piccole dimensioni dedicati all’occhio umano. Cento opere che, nel 2017, costituiscono la mostra “Iridescenze”, presentata allo Studio Oculistico d’Azeglio di Bologna in occasione di Art City White Night e successivamente alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia.PATRIZIA ATTI
Iridescenze
A cura di Federico Bonioni
10-28 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 10 giugno, ore 18.00
Orari: da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì; mercoledì 21 giugno apertura serale ore 21.00-23.00.Per informazioni:
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Paolo Minoli. Opere 1970-2004

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 1 aprile al 14 maggio 2017, “Paolo Minoli. Opere 1970-2004”: mostra retrospettiva curata da Niccolò Bonechi con un testo di Riccardo Zelatore.
 
Galleria Bonioni Arte, Artefiera 2017, foto Dario LasagniRealizzata in collaborazione con Casaperlarte Fondazione Paolo Minoli di Cantù (Co), l’esposizione sarà inaugurata sabato 1 aprile alle ore 17.00Un progetto che intende rileggere il percorso artistico di Paolo Minoli in senso cronologico, a partire dagli anni ’70 e ’80, segnati dal dialogo con Bruno Munari, Luigi Veronesi ed altri protagonisti del panorama culturale italiano, sino al 2004, anno della sua scomparsa.

Una ricerca, quella di Paolo Minoli, che si inserisce, per l’indirizzo analitico-costruttivo e le sperimentazioni cromatico-formali, nell’ambito delle esperienze dell’Arte Concreta, sviluppatasi dopo l’Informale.

In mostra, una quindicina di dipinti ad acrilico su tela o su tavola, alcuni dei quali di grandi dimensioni, unitamente ad alcune carte e sculture, a volte nate come studi preparatori per installazioni monumentali.

«La ricerca dell’artista/teorico Paolo Minoli – spiega il curatore – vive di continue duplici dialettiche, tra tempo e spazio, ambiente e superficie, intero ed esterno, pittura e scultura. Al centro di questi contatti/contrasti vi è l’incessante interesse verso il concetto di colore, sia esso inteso come derivato dello spettrometro della luce o come indicatore delle emozioni umane».

«Se volessi azzardare un tentativo di restituzione del valore che Paolo Minoli ha avuto nella storia dell’arte visiva nostrana degli ultimi quarant’anni – aggiunge Riccardo Zelatore – la definizione che userei con maggior disinvoltura è protagonista, e non solo a Cantù e Milano e non solo lombardo. Minoli è stato un artista che ha lavorato con una dedizione, un rigore, una coerenza e una meticolosità tali da permettergli di mettere in campo una sequenza densissima di prove e di esperienze. La mia non è posizione partigiana, motivata da un rapporto amicale autentico e da un legame profondo con l’artista, quanto dalla ricchezza di forza e stupore che queste opere mantengono e rinnovano a ogni nuova esposizione».

La personale sarà visitabile fino al 14 maggio 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì e il giorno di Pasqua, aperto Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio. Ingresso libero. Catalogo Edizioni Bertani, 2017, con testi di Niccolò Bonechi e Riccardo Zelatore

PAOLO MINOLI
Opere 1970-2004

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Forme e colori

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 17 dicembre 2016 al 31 gennaio 2017, “Forme e colori”, mostra collettiva con opere realizzate da venticinque artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: da un lato la Pop Art di Franco Angeli, Tanto Festa e Mario Schifano, protagonisti della Scuola romana di Piazza del Popolo; dall’altro la Pittura Analitica di Rodolfo Aricò, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Gottardo Ortelli, Valentino Vago ed Arturo Vermi, con opere realizzate negli anni ’60 e ’70.

La mostra comprende, inoltre, un approfondimento dedicato alla scultura, con il bozzetto della scultura monumentale in acciaio corten realizzata da Paolo Minoli per la piazza di Cantù, un lavoro di Umberto Cavenago, una ceramica di Luca Freschi ed un’opera in gres porcellanato di Renata e Cristina Cosi, oltre a due oggetti di bronzo e legno dipinto di Pietro Consagra e Guillaume Corneille, fondatore del Gruppo Cobra.

Per finire, opere selezionate di Gianfranco Baruchello, Enzo Cacciola, Ennio Chiggio, Roberto Crippa, Lucio Fontana, Alberto Magnelli, Umberto Mastroianni, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri ed una tela di grandi dimensioni di Shozo Shimamoto, membro fondatore del movimento d’avanguardia Gutai.

Curata da Federico Bonioni, la collettiva sarà inaugurata sabato 17 dicembre 2016 alle ore 17.00. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 19 e 26 dicembre ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 25 dicembre e 1 gennaio ore 16.00-20.00. Ingresso libero.

 

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