Florence Biennale 2019

Scrive la Dr. Melanie Zefferino, Curatrice della XII Florence Biennale : “In vista delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, che si terranno nel 2019, la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze propone una riflessione sull’approccio conoscitivo e al tempo stesso creativo del Maestro del Rinascimento universalmente considerato quale genio di ogni tempo.

In particolare, il tema della XII Florence Biennale si focalizza sulla natura multanime di Leonardo, artista eccelso che a suo modo fu anche scienziato dedito allo studio spaziando attraverso diverse discipline – l’anatomia comparata, la botanica, la geologia, le leggi della fisica, anche intrecciando la cosmologia nei suoi studi della luce, e altro ancora.

Come si legge nella sua lettera di presentazione a Ludovico Maria Sforza, detto ‘Ludovico il Moro’, Duca di Milano, in cui si dichiarava abile nel rappresentare qualsiasi cosa “in scultura di marmore, di bronzo e terra, similiter in pictura”, Leonardo era anche architetto atto a progettare ponti mobili, edifici e canali, nonché ingegnere capace di sintetizzare elementi visivi e strutturali in innovazioni d’artiglieria, effetti pirotecnici e congegni vari – che possiamo solo immaginare alla Fortezza da Basso nei giorni in cui accoglierà centinaia di artisti da tutto il mondo, alcuni dei quali esporranno le proprie installazioni. Nondimeno, le machine pionieristiche di Leonardo, persino concepite per librarsi in volo o immergersi nelle profondità del mare, andavano ad aggiungersi non solo agli strumenti musicali, inclusa la famosa lira d’argento a forma di teschio di cavallo, ma anche agli automi e ai mirabili apparati scenici da lui ideati e costruiti.

Del Paradiso di Plutone, realizzato per la rappresentazione dell’Orfeo di Poliziano alla corte di Gian Galeazzo Sforza e successivamente a quella di Isabella d’Este-Gonzaga a Marmirolo intorno al 1490-91 è rimasta memoria nel Codice Arundel.

Anonima è invece la descrizione del grande ingegno a cupola rotante, ovvero il “Paradiso con tutti li sette pianeti”, progettato e messo in scena da Leonardo per la Festa del Paradiso in occasione delle nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona il 13 gennaio 1490. E quale inventore di feste teatrali forte della tradizione dei festaioli fiorentini, Leonardo dilettò il pubblico dei suoi giorni anche con favole e facezie.

Alla luce di tutto quanto sin qui detto si configura l’assegnazione del Premio “Lorenzo il Magnifico alla Carriera” 2019 a personalità di primo piano i cui nomi saranno presto annunciati.

Frattanto, guardando a Leonardo quale exemplum per la creatività del contemporaneo si vuole richiamare attenzione su come, coniugando la pratica artistica alla ricerca scientifica non senza sperimentazione in ciascun ambito, egli abbia polverizzato l’antica distinzione fra artes mechanicae e artes liberales.

Così facendo nobilitò anzitutto la pittura, “scienza e legittima figlia di natura” in quanto essa “considera tutte le qualità continue e le qualità delle proporzioni d’ombre e lumi e distanze nella sua prospettiva” dunque, proprio come la musica e la geometria, è fondata sulle proporzioni armoniche.

Nel suo Trattato della pittura, Leonardo afferma che “l’ingegno del pittore vuole essere a similitudine dello specchio, il quale sempre si trasmuta nel colore di quella cosa, ch’egli ha per obietto, e di tante similitudini si empie tante sono le cose che gli sono contrapposte. Adunque conoscendo tu pittore non poter essere buono, se non sei universale maestro di contrafare con la tua arte tutte le qualità delle forme che produce la natura, le quali non saprai fare, se non le vedi, e ritraile nella mente”. In quest’ottica è fondamentale conoscere la natura attraverso l’osservazione per poterla rappresentare. Il processo artistico, tuttavia, non si estrinseca nella pura imitazione di ciò che è visibile.

Figlio del suo tempo, Leonardo condivideva almeno in parte la Theologia platonica di Marsilio Ficino, che presumibilmente lesse dopo aver appreso il latino in età adulta. La sua era una visione del mondo che Michel Foucault ha sintetizzato come epistema del Rinascimento, un sistema di conoscenza basato sui concetti di similitudine e interpretazione per afferrare ciò che si cela nella affinità fra le cose, dando vita a un infinito sistema di rimandi. In questa luce si fa più pregnante il pensiero di Leonardo da Vinci secondo il quale “la deità ch’ha la scientia del pittore fa che la mente del pittore si trasmuta in una similitudine di mente divina”.

Lo studio e l’interpretazione della natura ai fini della sua rappresentazione conferisce dunque alla intelligenza dell’artista l’estro creativo della mente divina, che della natura è Autore. Non a caso il fare di Leonardo contempla interpretazione dei fenomeni naturali e immaginazione dal momento che “nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni sí di componimenti di battaglie, d’animali e d’uomini, come di varî componimenti di paesi e di cose mostruose, come di diavoli e simili cose, perché saranno causa di farti onore”.

Frutto di una mente fertile e di un irrefrenabile anelito a competere in creatività col divino, prendevano vita nella mente di Leonardo, seppure talvolta cristallizzandosi solo su un foglio manoscritto, invenzioni mirabilissime – non solo pittoriche ma anche scenotecniche e scultoree. Esempio ne sia l’innovativo quanto ambizioso sistema di fusione ideato per “dare opera al cavallo di bronzo” promesso a Ludovico il Moro e di cui rimangono preziosi studi.

Inesauribile fonte di ispirazione da ormai cinque secoli, l’eredità Vinciana sarà interpretata attraverso i più disparati linguaggi dell’arte da autori di diversa provenienza, cultura, formazione e carriera, che si apprestano a partecipare alla XII Florence Biennale nel 2019. A costoro è rivolto l’invito, espresso con parole di Paul Valéry, a immaginare Leonardo all’opera e seguirlo “mentre si muove nell’unità opaca e densa del mondo ove la natura gli diventerà così familiare che egli la imiterà per raggiungerla, e finirà per imbattersi nella difficoltà di concepire un oggetto che essa non contiene”.

Specialmente in “tempi bui” come il presente, che vede il mondo dell’arte affrontare quella stessa difficoltà ma anche istanze ricorrenti e nuove sfide a livello globale – dal coniare una definizione della nozione di arte alla ricerca di valenze estetiche passando forse per un possibile affrancamento dalla presunta supremazia dell’arte concettuale, e al ridimensionamento del fenomeno deskilling – il metodo di Leonardo appare una come una “luce” proiettata su una via di conoscenza e perfezione. Un percorso che parrebbe richiedere l’adozione di un approccio olistico per guardare all’individuo nella sua unità fisica, psichica e spirituale, ma anche per cogliere appieno il valore di un artista e del suo fare creativo, che può sempre essere rivisitato e reinterpretato, dunque rivivificato.”

Dr. Melanie Zefferino

Curatrice della XII Florence Biennale

Terra Amica

Arte, Moda e Musica dell’Italia Contemporanea a Vienna . Si inaugura giovedì 12 gennaio alle ore 19 a Vienna l’evento “Terra Amica. Arte, Moda e Musica dell’Italia Contemporanea a Vienna”, presso l’Istituto Italiano di Cultura della capitale austriaca (Palais Sternberg, Ungargasse 43 A, 1030 Wien).
Evento interdisciplinare promosso dalla Florence Biennale, Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze, “Terra Amica” è un progetto ideato in sintonia con la storia dell’Istituzione ospitante e della sua sede. Un progetto che trae ispirazione dall’opera di Gioachino Rossini quale trait d’union tra Vienna e l’Italia in un fecondo dialogo tra le espressioni celebrate nell’iniziativa – arte, moda e musica – tra passato e presente.La scelta di Franca Pisani quale protagonista della mostra “Visioni d’Arie”, personale di pitture e sculture ispirate all’opera di Gioachino Rossini, al di là del comprovato valore artistico dell’artista toscana, si deve alla sua capacità di intrecciare i linguaggi delle arti visive con la poesia, dunque la parola e la metrica comune alla musica, ma anche di coniugare un approccio di matrice concettuale con la sperimentazione di tecniche e materiali.

Frutto di un approccio sperimentale è pure il concerto in prima assoluta di Imago Sonora Ensemble, gruppo romano diretto per l’occasione dal maestro Dimitri Scarlato, con musiche di Rossini, Morricone, Scarlato, Trecozzi, Verlingeri. Intitolato “Superstiti. Rossini incontra la contemporanea”, il concerto rende omaggio alla tradizione invitando a meditare sul rapporto tra passato e presente attraverso il confronto tra antichi modi (linguaggi, strumenti, strutture di pensiero e di suono) e nuove interpretazioni.

E poi la moda. Il fil rouge di “Terra Amica” passa anche attraverso la sfilata “Abiti ad Arte“ con creazioni sartoriali degli stilisti emergenti Roberta Bellavista, Adriana Bucutea, Sara Carlino, Valentina D’Angelo, Luigina Epifani, Federica Gatto, Ana Maria Ghetea, Nadia Gorjan e Leonardo Ligorio. Questi fashion designers condividono una passione per materiali e fatture di pregio, ma anche un gusto per accessori e dettagli preziosi: cristalli Swarovski, ricami, inserti appliqué e passamanerie in fil di seta rivestiti di foglia di metallo nobile i cui bagliori evocano l’oro fra i mille colori dei dipinti di Gustav Klimt. La sfilata si concluderà con l’intervento performativo di Franca Pisani accompagnata dalle modelle che indosseranno i suoi cappelli-scultura.

A chiusura dell’evento, il 9 febbraio 2017, alle ore 19, è prevista la conferenza dal titolo “Arte e Musica d’Italia tra Passato e Presente” che suggellerà l’ideale percorso multidisciplinare di “Terra Amica” offrendo spunti di riflessione sulla cultura italiana declinata nei linguaggi della musica e delle arti visive, performative e applicate di ieri e di oggi. Tutto ciò guardando in modo particolare alle suggestioni culturali che hanno dato vita a un dialogo virtuoso fra diverse città d’arte italiane e Vienna.

PROGRAMMA

VERNISSAGE: giovedì, 12 gennaio 2017.

19:00 – Saluto della Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, Clara Bencivenga.
Saluto del Direttore della Florence Biennale, Jacopo Celona, e
presentazione dell’evento con Melanie Zefferino, Curatrice della Florence Biennale.

19.15 – Superstiti. Rossini incontra la contemporanea
Musiche di Rossini, Morricone, Scarlato, Trecozzi, Verlingeri eseguite da Imago Sonora Ensemble, dirige il maestro Dimitri Scarlato.

20.15 – Presentazione di “Visioni d’Arie”, mostra personale di Franca Pisani.
Saluto dell’artista e intervento della curatrice, Melanie Zefferino.

20.30 – Cocktail inaugurale offerto dall’Istituto Italiano di Cultura con degustazione di vini provenienti
dalla Tenuta di Artimino (Carmignano, Prato)

21.00 – “Abiti ad Arte”
Sfilata di moda con creazioni sartoriali degli stilisti emergenti Roberta Bellavista, Adriana Bucutea, Sara Carlino, Valentina D’Angelo, Luigina Epifani, Federica Gatto, Ana Maria Ghetea, Nadia Gorjan e Leonardo Ligorio indossate da modelle.
Regia di Michele Casto. Coordinamento di Giovanni Iovene e Valentina Lanzoni.
Intervento performativo di Franca Pisani con i suoi cappelli-scultura indossati da modelle.

22.00 – Ringraziamenti a chiusura della serata.

FINISSAGE: giovedì, 9 febbraio 2017

19:00 – Saluto del Rappresentante dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna.
Saluto del Direttore della Florence Biennale, Jacopo Celona.

19:15 – Conferenza “Arte e Musica d’Italia tra Passato e Presente”
MODERATORE: Jacopo Celona, Direttore della Florence Biennale.
RELATORI E INTERVENTI:
Daniele Carnini, coordinatore editoriale della Fondazione Rossini,
“Vienna e Rossini”.
Melanie Zefferino, storica dell’arte e del teatro e curatrice,
“L’opera di commedianti figurati da Firenze a Venezia a Vienna”.
Adrian E. Hollaender, studioso e musicologo,
“Il Belcanto rossiniano allo Staatsoper di Vienna”.

20:30 – Saluti di chiusura dell’evento.