Viaggio Racconto Memoria

Al piano nobile dei Musei San Domenico a Forlì è in corso la più grande mostra antologica mai dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre.

Viaggio Racconto Memoria

Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.

Questa importante retrospettiva, di cui colpisce l’altissima qualità del percorso espositivo appositamente concepito per il nostro museo – osserva il presidente della Fondazione di Forlì Roberto Pinza – conferma che la Fondazione ha colto nel segno quando decise, quattro anni fa, di affiancare alle grandi mostre di arte figurativa un ciclo di ampio respiro dedicato alla fotografia, non solo come occasione di richiamo turistico ma come ‘possibilità di racconto delle vicende umane’”.

Il lungo percorso artistico di Ferdinando Scianna si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Come fotografo – scrive di sé Ferdinando Scianna – mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

FERDINANDO SCIANNA. Viaggio Racconto Memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Informazioni
www.mostraferdinandoscianna.it

HUMANSCAPE

HUMANSCAPE è la prima pubblicazione monografica che racconta la storia artistica e creativa di Giuseppe Mastromatteo: una retrospettiva fatta di immagini e parole, un viaggio a ritroso che parte dai lavori più recenti fino ad arrivare alle origini della sua produzione, celebrando la fotografia come medium espressivo d’elezione ed esplorando l’evoluzione di un autore molto apprezzato nel mondo del collezionismo di arte contemporanea e gli ambiti tematici che hanno caratterizzato la sua ricerca.

Il progetto editoriale, nato da un’esigenza di Giuseppe Mastromatteo di raccogliere e ordinare in maniera compiuta l’intero corpus dei suoi lavori, è stato realizzato in collaborazione con Silvana Editoriale e Benedetta Donato, cui è stata affidata la curatela e si avvale di contributi a firma di differenti autori e critici come Rankin, Oliviero Toscani, Denis Curti, Walter Guadagnini, Barbara Silbe, Giovanni Pelloso e altri.

Il volume, composto da un ricco corpus di 110 fotografie insieme a testimonianze, contributi e immagini, si inserisce a pieno titolo nel dibattito della cultura visiva internazionale, grazie anche ad una foto-intervista che rappresenta il cuore del progetto: un dialogo tra l’autore e la curatrice che approfondisce i momenti fondamentali del percorso artistico di Mastromatteo attraverso le ispirazioni, gli incontri, gli aneddoti in una sorta di flash back di memorie restituite al presente. Ciò che emerge da questo confronto è anche una mappa visiva caratterizzata da più matrici in cui immagini di altri artisti, oggi divenute icone contemporanee e che hanno segnato la storia di Mastromatteo, sono giustapposte alle sue opere, con l’obiettivo di restituire a 360° il senso della sua ricerca artistica.

Serie già conosciute sono pubblicate a fianco di produzioni inedite che evidenziano il tema centrale dell’indagine di Mastromatteo: l’identità tra essenza e percezione. I soggetti dell’obiettivo dell’artista sono sempre i corpi e soprattutto i volti che rappresentano una teoria di tipi umani in cui la perfezione dei fisici torniti e dai contorni plastici, contrasta con la natura instabile ed effimera dell’uomo. Attraverso un uso quasi filologico della manipolazione digitale e della sottrazione, l’autore definisce questi ossimori scomponendo le immagini e creando un effetto di straniamento prima e di riconoscimento poi tra chi è ritratto, chi ritrae e anche in chi osserva.

Dai suoi primi lavori all’ultima serie inedita Eyedentikit c’è un’evoluzione, tuttora in divenire, di questa riflessione: negli otto volti ritratti nella serie Homogenic c’è l’inserimento di uno sguardo unico e uniformante, in Indepensense III, II, I vengono create nuove figure paradossali ma allo stesso tempo attraenti attraverso degli innesti dei cinque sensi nei volti e nella fusione di corpi, culture e razze diverse, in Eyedentikit infine Mastromatteo si fonde nello sguardo di chi è ritratto, mediante la sostituzione degli occhi di tutti i soggetti fotografati con i propri, un azzeramento delle distanze, un guardare agli altri per ritrovare sé stesso, mettendo in discussione continuamente il proprio punto di vista e quindi portando ad una più profonda conoscenza di sé e degli altri.

Eyedentikit è la fusione tra io che scatto e il soggetto che viene fotografato, e ci incontriamo a metà idealmente in quello spazio che c’è tra me e lui per diventare un nuovo soggetto. Do un pezzo di me ma idealmente prendo un pezzo da lui. Quella distanza viene sintetizzata in un’immagine che non è quella che vedo attraverso l’obbiettivo, che è solo la partenza.

Giuseppe Mastromatteo lavora come artista da 15 anni e attualmente ricopre l’incarico di Chief Creative Officer per l’agenzia di comunicazione Ogilvy Italia. Immagine e comunicazione sono sicuramente due parti essenziali del suo universo professionale da cui attingere e ricevere stimoli per la componente artistica del suo lavoro che, come tale, rivendica però una liberta di indagine e di espressione totale.

HUMANSCAPE, nelle librerie da ottobre, è un libro opera che si rivolge ai collezionisti e agli amanti dell’arte e che vuole dare una lettura completa della ricerca di Giuseppe Mastromatteo in cui la fotografia è mezzo espressivo per eccellenza e compone un percorso caratterizzato da una sintesi raffinata ed efficace tra forma e contenuto, superficie e profondità, materia e identità.

In contemporanea alla pubblicazione del volume, la galleria 29 ARTS IN PROGRESS presenta dal 4 ottobre al 18 novembre la mostra HUMANSCAPE a cura di Giovanni Pelloso che espone l’ultima produzione inedita di Giuseppe Mastromatteo.

 

Ufficio stampa mostra
Maria Chiara Salvanelli
email mariachiara@salvanelli.it
cell + 39 333 4580190

Ufficio Stampa Silvana Editoriale
Lidia Masolini
press@silvanaeditoriale.it
02 45395111