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Formazione visiva

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018, “Formazione visiva”, la consueta collettiva di Natale con opere pittoriche, scultoree e fotografiche di quaranta autori contemporanei, da Arcangelo, Julia Bornefeld e Davide Bramante a Francesco Stefanini.

In esposizione, opere di Arcangelo, Silvia Argiolas, Julia Bornefeld, Davide Bramante, Marco Catellani, Marco Cingolani, Lucia Conforti, Giovanni Laurent Cossu, Giuseppe De Luca, Vincenzo De Simone, Josè Demetrio, Friedrich Einhoff, Omar Galliani, Salvatore Garau, Marco Gerra, Luca Giacobbe, Federica Giulianini, Marino Iotti, Ludmila Kazinkina, Fiona Kennedy Altoft, Paolo Minoli, Nicoletta Moncalieri, Fabio Nicotera, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Mario Schifano, Kai-Uwe Schulte-Bunert, Enzo Silvi, Sebastiano Simonini, Francesco Stefanini, Egger Ulrich, Riccardo Varini.

Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con le ricerche di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli e Oscar Piovosi, artisti e soci che animano gli spazi dell’ Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea con momenti di dialogo e riflessione.

«La mostra – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce dall’incontro tra la mia personale raccolta d’arte, maturata nei decenni, e le opere degli artisti presentati dal 1994 ad oggi in Galleria. Uno spazio che vive grazie al prezioso supporto dei soci e degli sponsor che ci permettono di proporre alla città mostre di artisti affermati, di eccellenze del territorio e di giovani talenti».

La collettiva, che sarà inaugurata sabato 9 dicembre 2017 alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 13 gennaio 2018, martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, www.csart.it/875, ginodifrenna875arte@yahoo.it).

“Formazione visiva” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che nel 2017 è diventata rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Il 16 e il 17 dicembre 2017 si terrà “In Contemporanea – Fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00. Domenica 17 dicembre, alle ore 11.00, “Dolci di Natale”, una colazione in galleria tra arte e convivialità.

Un viaggio

Scrive Giuseppe Berti a proposito di Gianni Ruspaggiari : «E’ un esploratore di colori e di segni. Placate la foga del gesto e la “cupa” violenza cromatica di precedenti esperienze, l’artista ora si esprime attraverso più morbidi registri compositivi dove il colore, fluido, libero e cangiante, si unisce ad un segno sottile che si fa figura, che diventa corpo, immagine pulsante di un desiderio carnale: una pittura, questa, che si potrebbe persino definire neo-secentesca e rubensiana, per lo meno nell’espansa e calda sensuosità della composizione.

Infatti, sia nelle opere ad olio, sia in quelle di più piccolo formato condotte a tecnica mista (acrilico e acquerello), Ruspaggiari fa uso di una tavolozza esuberante di contrappunti cromatici e di valori tattili: un “canto libero” di viola, lilla, azzurro, arancio, rosso, bianco che si dispiega sulla tela o sul foglio ora con lenti e sfumati trapassi di toni, ora attraverso palpitanti esplosioni cromatiche in cui, in una felice combinazione di tachisme e di dripping, talvolta risuonano anche le note più gravi del nero»

Gianni Ruspaggiari – Un viaggio
dal 26 ottobre al 26 novembre 2017
Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde
Viale Lelio Basso, 1
42123 Reggio Emilia
Tel. 0522 328611
info@villaverde.it
www.villaverde.it

L’Europa di Bolondi

La rassegna “Profeti in patria – Cammini d’artista a Montecchio Emilia” giunge alla terza edizione, dedicata alla fotografia di Ivano Bolondi.

Dopo il successo riscosso con Graziano Pompili ed Omar Galliani, il Comune di Montecchio Emilia sceglie come nuovo “profeta” Ivano Bolondi, fotografo originario di Montecchio Emilia (RE), autore di immagini che, come parole, esplorano “I 5 continenti”.

Da ottobre 2017 a luglio 2018, all’interno del Castello di Montecchio Emilia (Via A. D’Este), saranno allestite cinque mostre, dedicate ai cinque continenti. La prima esposizione – “Europa” – sarà inaugurata sabato 21 ottobre, alle ore 17.00, con una presentazione di Massimo Mussini.

«Sono passati tre anni – scrive l’Assessore Angela Marchetti – da quando l’Amministrazione comunale di Montecchio Emilia ha deciso di sostenere la voce dei suoi artisti con l’iniziativa “Profeti in Patria”. L’idea era che la loro voce potesse chiamare nel deserto dei nostri tempi per suscitare un coro di voci, le voci di chi avrebbe accettato di entrare in dialogo con queste persone che non smettono di cercare di essere vive. Desiderio di conoscere e incontrare, pratica dell’accoglienza e del dialogo anche quando a dividerci sono i chilometri, la cultura, la tradizione, questo è ciò che l’opera di Ivano Bolondi riesce a comunicare. I fotografi che lavoreranno con lui a questo lungo anno insieme ricreeranno con tutti quelli che vorranno partecipare, nuove letture della realtà e nuovi intrecci di vite, di pensieri, di sentimenti per prendere Montecchio in una rete di immagini e parole che non lasci più nessuno a sentirsi escluso da un silenzio senza inviti. Prendiamo una fotografia oggi di Montecchio e scopriamo se si sarà modificata alla fine di questo viaggio».

Realizzato in collaborazione con Cinefotoclub Montecchio, in occasione del 35° Fotofestival, l’anno di Ivano Bolondi sarà arricchito da un ricco programma di iniziative rivolte a giovani, adulti, bambini e studenti di ogni età. Ci saranno serate dedicate a fotografi, viaggiatori, registi, critici, unitamente a proiezioni, workshop, laboratori, progetti musicali e residenze d’artista, per vedere, e sentire, il territorio con occhi nuovi.

La mostra “Europa” sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018 nei seguenti orari: lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica 15.00-19.00. Ingresso Euro 2,00.

Nell’ambito della rassegna “Profeti in Patria”, nei mesi di ottobre e novembre si terranno le seguenti iniziative: sabato 28 ottobre, ore 10.00, presso l’Ex Macello Comunale (Via Marconi, 18), “#selfiemontecchioemilia”, mostra fotografica a cura di Fabian Albertini e Juliana Curvellano; venerdì 10 ottobre, ore 21.00, Castello medievale, “Corretti stili di vita nell’emozione di una foto”, serata condotta da Ermanno Rondini, Presidente della LILT (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) di Reggio Emilia; venerdì 24 novembre, ore 21.00, Castello medievale, presentazione del video multimediale “Ivano Bolondi (Autore dell’Anno FIAF 2005)”, a cura di Lorenzo De Francesco, Direttore del Servizio Audiovisivi della FIAP (Fèdération International de l’Art Photographique).

Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it). Per aggiornamenti relativi al programma della manifestazione: www.ivanobolondi-profetiinpatria.com.

Profeti in patria – Cammini d’artista a Montecchio Emilia
Ottobre 2017 – luglio 2018

IVANO BOLONDI
I 5 continenti – Immagini come parole. Europa
Presentazione di Massimo Mussini
Castello di Montecchio Emilia
Via A. D’Este, 5
42027 Montecchio Emilia (RE)
21 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 21 ottobre 2017, ore 17.00
Orari: lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica 15.00-19.00.
Ingresso Euro 2,00.

Per informazioni:
Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia
Tel. 0522 861864
biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it
www.ivanobolondi-profetiinpatria.com

Uffici Stampa:
Comune di Montecchio Emilia
Paolo Casamatti
Tel. 0522 861863
Cell. 347 9732826
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CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
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Eros Opuntia

Eros Opuntia”: un amore pungente dal 21 ottobre al 25 novembre 2017 alla Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia. Quindici opere pittoriche di Federica Giulianini, tra natura, mito e racconto.

La nuova stagione espositiva della Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) si apre con la mostra personale di Federica Giulianini, artista ravennate classe 1990. Curata da Chiara Serri, l’esposizione sarà inaugurata sabato 21 ottobre 2017, alle ore 17.00.

La mostra trae il titolo – “Eros Opuntia” – da un’opera a tecnica mista su tela di grandi dimensioni, metafora di un amore pungente. Se nella cosmogonia di Esiodo, Eros viene infatti indicato come divinità primordiale, le Opuntia sono piante appartenenti alla famiglia delle Cactacee, generalmente dotate di spine e capaci di resistere in ambienti impervi. Di qui il parallelismo con la pittura di Federica Giulianini: senza tempo e tenace.

In esposizione, una quindicina di opere a tecnica mista su tela, su tavola e su carta, tutte realizzate dal 2015 al 2017. L’allestimento prevede l’alternanza di dipinti, alcuni dei quali di grande formato, e disegni, nati dalla giustapposizione di diverse carte: carte antiche, carte di recupero e carte volutamente studiate e cercate.

Tratto distintivo della recente produzione su carta di Federica Giulianini è la presenza di un segno maggiormente inciso e di una pennellata organica. Lo spettatore, destabilizzato dal moltiplicarsi dei punti di attrazione che si contendono lo sguardo, è portato a scegliere un proprio centro all’interno di una visione naturale generale, instaurando così un particolare legame con l’opera, che viene esplorata a poco a poco, nel tempo.

«I lavori di Federica Giulianini – scrive la curatrice – sono attraversati da vibrazioni profonde, da racconti infiniti, da immagini archetipe che affiorano all’improvviso come epifanie del passato, destinate a perdersi poco dopo nella stratificazione delle tecniche e dei materiali. Connessioni simboliche e formali, rimandi cromatici, allusioni alla storia, al mito, ad una contemporaneità indissolubilmente ancorata al vissuto personale e alla memoria collettiva».

La mostra sarà visitabile fino al 25 novembre 2017, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.00-19.00, oppure su appuntamento; venerdì 24 novembre 2017, festa patronale di San Prospero, aperto ore 17.00-19.00. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it,
www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.

 

Federica Giulianini nasce a Ravenna nel 1990. Dopo la maturità al Liceo Artistico P.L. Nervi di Ravenna, consegue il diploma di laurea in Arti Visive / Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Costante è la sua partecipazione a mostre personali e collettive, premi, residenze d’artista e workshop in Italia e all’estero. Tra le recenti esposizioni: “Selvatico. Foresta” (Museo Civico San Rocco, Fusignano, 2017, a cura di Massimiliano Fabbri), “Acite” (Vibra Spazio Contemporaneo di Idee, Ravenna, 2016, testo di Chiara Serri), “Arteam Cup 2016” (Palazzo del Monferrato, Alessandria, 2016), “Premio Internazionale Marina di Ravenna 015” (Palazzo Rasponi dalle Teste, Ravenna, 2015), “Meteore” (Palazzo S. Giacomo, Russi, 2015, a cura di Bruno Bandini), “Incontro” (Galleria Arte Fuori Centro, Roma, 2015, a cura di Silvia del Campo), “L’Approdo” (Museo Archeologico della Regione Sicilia, Gela, 2015), “Secondo Livello” (Otto Gallery, Bologna, 2014, a cura di Giuseppe Lufrano). Con Vibra Spazio Contemporaneo di Idee ha partecipato a SetUp Contemporary Art Fair (Bologna, 2017). Dal 2015 è collaboratore alla didattica presso la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora tra Ravenna, Bologna e Milano.

Destinazione Micromosaico

Nel trentesimo anno di attività, Sicis partecipa alla quinta edizione di “RavennaMosaico” con un’esposizione che intende sottolineare il rapporto con la sua città, storica patria del mosaico.

L’azienda, leader nel mondo per la produzione di mosaici d’arredo e non solo, presenta, dal 5 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, nelle sale secentesche di Palazzo Rasponi dalle Teste (Piazza J.F. Kennedy 12, Ravenna), la mostra “Destinazione Micromosaico”, un’esperienza immersiva ideata da Crossmedia Group, produttore di importanti esposizioni multimediali.

«Il progetto – spiega Gioia Placuzzi, co-fondatrice e responsabile della divisione Jewels di Sicis – nasce con lo scopo di presentare al visitatore il mondo Sicis e di esplorare l’arte del mosaico, linguaggio universale e multiforme. Questa esperienza si spinge fino al micromosaico, utilizzato per impreziosire pezzi di alta gioielleria, opere uniche che combinano pietre preziose ed oro con l’esclusività di una tecnica straordinaria che le rende eterne».

Il percorso espositivo si snoda dallo scalone d’ingresso per l’intero piano nobile di Palazzo Rasponi dalle Teste. Nelle prime sale, un susseguirsi di proiezioni a 360°, affreschi digitali e video zenitali per raccontare la storia di Sicis attraverso le principali collezioni di ritratti, le icone e i volti realizzati dai maestri mosaicisti, con approfondimenti dedicati alla realtà produttiva, ai materiali e alla storia antica dell’arte musiva, nonché alle realizzazioni di Sicis ispirate alle opere classiche, alla Pop Art e all’Avanguardia.

A seguire, la “Sala del Micromosaico”, dedicata ai preziosissimi gioielli di Sicis realizzati in micromosaico. La tecnica ha avuto il suo periodo di massimo splendore nel XVIII secolo ma è scomparsa di scena quasi completamente nel XIX secolo. L’azienda ha investito risorse proprie per studiare e recuperare quest’arte e riportarla ai lustri dell’Epoca del Gran Tour, quando principi e principesse, re e regine, zar e nobili indossavano gioielli in micromosaico. Per finire, giochi di immagini e video mostrano la maestria del mosaico della natura, spaziando dall’impostazione floreale barocca e rinascimentale fino ai canoni stilistici orientali. È inoltre disponibile una ricca libreria con oltre cento libri e pubblicazioni.

La mostra, verrà inaugurata giovedì 5 ottobre, alle ore 18.00, alla presenza di Michele de Pascale (Sindaco del Comune di Ravenna) ed Elsa Signorino (Assessore alla Cultura). Palazzo Rasponi dalle Teste sarà aperto al pubblico da martedì a domenica con orario 11.00-18.00, festività escluse.
Ingresso libero.

 

Per informazioni: tel. 0544 469711, info@sicis.com, www.sicis.com.

“RavennaMosaico” (www.ravennamosaico.it) è una rassegna biennale dedicata al mosaico contemporaneo, promossa dal Comune di Ravenna in collaborazione con AIMC (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei).

SCHEDA TECNICA:
Destinazione Micromosaico
Palazzo Rasponi dalle Teste
Piazza J.F. Kennedy 12, Ravenna
Mostra allestita in occasione di RavennaMosaico
5 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
Inaugurazione: giovedì 5 ottobre 2017, ore 18.00
Orari: da martedì a domenica ore 11.00-18.00, festività escluse.
Ingresso libero

 

 

PER INFORMAZIONI:
Sicis
Via Canala 75/79, Ravenna
Tel. 0544 469711
info@sicis.com
www.sicis.com

UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
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Tel. 0522 1715142
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OfficinARS

L’Associazione Villa Sistemi Reggiana inaugura la propria attività con la mostra “OfficinARS”, che sarà presentata domenica 1 ottobre 2017, dalle 18.00 alle 20.00, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Reggio Emilia, recentemente restaurata ed aperta al pubblico.

In linea con l’edificio che la ospita, un tempo scuola per fanciulle povere, l’Associazione intende individuare e promuovere artisti emergenti, mettendoli in relazione con gallerie, associazioni ed operatori culturali. Le attività promosse dall’Associazione tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

«Siamo fortemente conviti che credere nei giovani, nel loro entusiasmo, nelle loro risorse e nelle loro energie – spiega Maria-Teresa Crispo, Presidente di Villa Sistemi Reggiana – possa fare da viatico alla realizzazione di tante ed importanti iniziative. Promuovere il talento, sin da quando emerge e tenta di affermarsi, ci sembra il modo più naturale per far crescere la coscienza artistica, che è parte determinante della nostra natura. L’arte è una forma estrema di sensibilità ed è capace di suscitare le più intense emozioni, da qui l’idea che l’opera artistica possa funzionare da strumento per la solidarietà e da sostegno per iniziative benefiche. Riteniamo che da un’ispirazione artistica si possa giungere ad un atto concreto, lì dove l’ideale incontra il reale, in uno scambio di reciproco aiuto, condivisione ed arricchimento».

La mostra “OfficinARS è l’esito di un concorso ad accesso gratuito al quale hanno partecipato ottanta artisti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (scultore e docente di Scultura, Presidente della commissione), Mauro Carrera (curatore e critico d’arte) e Mauro Davoli (fotografo), ha selezionato prima una trentina di finalisti e poi cinque vincitori – Alketa Delishaj, Pietro Dente, Jessica Ferro, Giuseppe Graziosi, Erjon Nazeraj – le cui opere saranno recensite dal critico Mauro Carrera e inserite nel catalogo annuale dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana e successivamente esposte al Museo Storico Archeologico di Nola (NA).

“OfficinARS” è realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia. Nel corso dell’esposizione si terranno diversi eventi collaterali, segnalati sul sito

www.villasistemireggiana.it

e sulla pagina www.facebook.com/villasistemireggiana.

La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-18.00, sabato ore 15.00-19.00. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 272405, info@villasistemireggiana.it.

Alketa Delishaj nasce a Shkoder, in Albania; vive e lavora a Verona. Indaga principalmente il rapporto tra pittura e fotografia, confrontandosi con problematiche legate ad interazione fra individui, pari opportunità, divisioni culturali ed economiche. Prende parte a mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, collaborando con gallerie ed istituzioni internazionali, tra cui il Ministero della Repubblica della Diaspora del Kosovo. “Swimming” è il nome di una serie di opere a tecnica mista su tela che hanno come tema il nuoto in luoghi diversi, ma sempre comuni.

Pietro Dente nasce nel 1977 a Padova, dove frequenta il liceo artistico. Prosegue poi gli studi presso il D.A.M.S. di Bologna, dove si laurea nel 2003. Segue corsi di grafica, design e fotografia. Nel 1996 inaugura l’attività espositiva con numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti. Tra le recenti esposizioni: “Metropolitan Embedded Systems II” (San Gregorio Art Gallery, Venezia 2017). L’opera in concorso, “Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano 132 (Bologna)”, è realizzata a tecnica mista su policarbonato e tela.

Jessica Ferro nasce a Dolo (VE) nel 1992. Si diploma al Liceo Artistico “C. Roccati” di Rovigo. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Arti Visive – Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove attualmente lavora come collaboratore per le attività di supporto alla didattica. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali, sia in Italia che all’estero, ottenendo diversi premi, menzioni e riconoscimenti. La modalità di realizzazione delle sue opere è frutto dell’unione tra tecniche pittoriche e incavo-rilievo grafiche sperimentali.

Giuseppe Graziosi nasce nel 1982 a Roma, dove vive e lavora. Si diploma in restauro e conservazione presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma. Ultimati gli studi, si trasferisce a Londra. Tornato in Italia, diviene responsabile della Collezione Jacorossi. Prende parte a mostre e concorsi. Nel 2016 partecipa alla collettiva “Il Linguaggio Come Scoperta. Nuove forme di libro d’artista nel XXI secolo” presso il MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma. L’opera in concorso, “Maria”, è realizzata a china su carta velina applicata su tela.

Erjon Nazeraj nasce a Fier, in Albania, nel 1982. Nel 2001 si diploma in scultura al Liceo Artistico Jakov Xoxa di Fier. Nel 2008 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le recenti mostre personali si segnalano: “Inside Rinascite” (Spazio Pasubio, Parma, 2013), “Inside” (Palazzo del Governatore, Parma, 2014) e “Sindone – Contemporary Shroud” (The Gallery on The Corner, Londra, 2015). L’opera presentata in concorso, “Utero natura”, è realizzata in piombo, vetroresina e carbonio.

Villa Sistemi Reggiana è un’associazione che opera nel settore dell’arte e del volontariato, a cui aderiscono individui che si impegnano, in forma del tutto gratuita, a promuovere iniziative ed eventi tesi alla diffusione e alla sensibilizzazione verso l’espressione artistica. La scelta di individuare e promuovere artisti emergenti è suggerita dalla originaria destinazione dell’immobile, ottocentesca scuola per fanciulle povere di Gavassa (RE). Il 15 gennaio 2018 saranno aperte le iscrizioni al nuovo concorso, riservato ai giovani fotografi, che si concluderà nel maggio 2018 con la proclamazione dei vincitori ed una mostra collettiva allestita in occasione di “Fotografia Europea”.

Informazioni:
Villa Sistemi Reggiana
Via Montagnani Marelli 18, Reggio Emilia
Tel. 0522 272405, info@villasistemireggiana.it, www.villasistemireggiana.it

Ufficio stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it

Le strade della pittura

Le strade della pittura” di Carlo Calzolari, Carlo Mastronardi e Corrado Tagliati dal 23 settembre al 29 ottobre 2017 alla Corte Ospitale di Rubiera (RE).

La mostra, promossa dal Comune di Rubiera, verrà inaugurata sabato 23 settembre alle ore 18.00. Saranno presenti, oltre agli artisti, Emanuele Cavallaro (Sindaco del Comune di Rubiera), Elena Lusvardi (Assessore alla Cultura del Comune di Rubiera) e Sandro Parmiggiani (curatore).

L’esposizione si tiene in un luogo fortemente simbolico – la cinquecentesca Corte Ospitale di Rubiera, per secoli centro di accoglienza e di incontro, e in questa occasione luogo simbolico in cui si incrociano le strade della pittura – e riunisce e mette a confronto tre artisti reggiani, originari di terre diverse: Calzolari è nato a Parma nel 1944, anche se risiede a Reggio Emilia da quarantacinque anni; Mastronardi è nato a Prepotto (Udine) nel 1940 ed è rubierese di adozione, essendosi qui trasferito il padre medico quando lui aveva dieci anni; Tagliati ha solidi, apparentemente irrecidibili, legami con l’Appennino, essendo nato a Castelnovo ne’ Monti nel 1940, e avendovi sempre vissuto.

“Le strade della pittura” è una mostra che, pur di dimensioni contenute – una decina di opere per ciascuno degli autori –, assume significati e valori peculiari. Da un lato, essa getta luce su ciò che tenacemente alcuni artisti continuano quotidianamente a fare, nel silenzio e nella solitudine dei loro studi, interrogandosi su quali possano essere oggi i linguaggi della pittura, capaci di non recidere il legame con la tradizione, di confrontarsi con il nuovo e, soprattutto, di essere fedeli testimoni della loro interiorità, delle tensioni che li animano, delle sfide che sentono di dovere raccogliere. Dall’altro lato, questi artisti dimostrano come la provincia possa essere luogo in cui si può sperimentare, lontano da luci e assedi di ogni genere (compresa la sollecitazione a replicare ciò che il mercato accoglie), un percorso di continui affinamenti e verifiche, con esiti che sono parte di ciò che può definirsi contemporaneo.

Calzolari, Mastronardi e Tagliati non formano certo un gruppo, né mai hanno pensato di dare vita a un sodalizio formale che potesse sostenere il loro percorso. Nutrono, da molti anni, sentimenti di amicizia personale, e di rispetto l’uno per il lavoro dell’altro, che già li hanno portati in passato ad esporre assieme, pure con altri amici artisti, quali i compianti Marco Gerra e Bruno Olivi, oltre a Fausto De Nisco.

Sono assai diverse le strade percorse dai tre artisti – anche se quelle di Mastronardi e Tagliati hanno segrete affinità e convergenze –; la frequentazione costante che da anni intrattengono fa sì che siano sempre aggiornati sugli esiti del lavoro di ciascuno, che questa mostra documenta con opere realizzate negli anni recenti.

Carlo Calzolari traccia bave, fiati di segni, graffiti, grumi e grovigli, numeri e lettere dell’alfabeto, parole nelle quali si condensa il retaggio di una presenza e di un pensiero misterioso, che pare sintonizzarsi sulla meraviglia e sull’estrema sensibilità proprie dell’infanzia; tutto viene percepito da chi guarda come ombre distorte da una lastra trasparente di plexiglass, che, investita dalla luce, proietta e origina sulla tavola retrostante brividi e fluttuazioni delle forme, a conferma che la cangiante presenza della luce è fondamentale nella percezione dell’opera, continuamente generando incupimenti, chiarori, trasalimenti dei toni.

Carlo Mastronardi fa ritorno, in queste opere ultime, al paesaggio delle nostre colline e montagne, in un qualche modo riallacciandosi alle esperienze degli esordi, quando trasfigurava il paesaggio emiliano, per poi rivisitare, sempre con un linguaggio informale sensibile al fascino della materia e del colore, i fienili e le vecchie case contadine, abbandonate a un inesorabile declino, i vecchi strumenti e attrezzi contadini – totem sacrali, tanto che la sua opera potrebbe davvero definirsi un’ininterrotta elegia sulla civiltà contadina ormai inghiottita e dissolta dal tempo. Di Mastronardi non possiamo infine dimenticare la ricerca sulla natura morta, con esiti del tutto personali, di grande felicità tonale e compositiva.

Corrado Tagliati è, fin dagli esordi, un indagatore del paesaggio, dapprima reso con una pittura figurativa, che presto s’inoltra lungo le strade di un’astrazione formalmente rigorosa, modulata su toni e tonalismi lavorati per accordi minimi, per segni, variazioni e sfumature di colore quasi impercettibili, ma che sempre reca l’impronta di emozioni e sentimenti che si rinnovano ogni volta che l’artista getta lo sguardo sulla natura, sia essa quella ancora in gran parte incontaminata sia quella che reca i segni dell’umano intervento. Spira nei suoi dipinti, sia ad olio sia a pastello, una sensibilità estrema, con la capacità di cogliere ogni più estenuato tono, ogni impercettibile frontiera tra forma e vuoto, ogni più recondita vibrazione della luce, che ne fanno un artista di rara qualità, che ha introiettato alcune delle esperienze più alte della pittura del Novecento.

L’esposizione, realizzata con il contributo di Tetra Pak, sarà visitabile il sabato con orario 16.00-19.00 e la domenica ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, oppure su appuntamento (tel. 339 3420557).
Ingresso libero.

Catalogo disponibile in mostra con riproduzione fotografica delle opere, apparato bio-bibliografico e presentazione di Sandro Parmiggiani, curatore dell’esposizione e del volume.
Per informazioni: tel. 0522 622238, cultura@comune.rubiera.re.it, www.comune.rubiera.re.it.

 

LE STRADE DELLA PITTURA
Carlo Calzolari, Carlo Mastronardi, Corrado Tagliati
Rubiera (Reggio Emilia), Corte Ospitale, via Fontana 2
23 settembre – 29 ottobre 2017

Orari: sabato 16.00-19.00, domenica e festivi, 9.30-12.30 e 16.00-19.00; per appuntamento: tel. 339 3420557.
Su appuntamento per gruppi: tel. 339 3420557.

Ingresso libero
Catalogo: Euro 5 in mostra

Per informazioni:
Comune di Rubiera – Ufficio Cultura
Via Emilia Est 5, Rubiera (RE)
Tel. 0522 622238
cultura@comune.rubiera.re.it
www.comune.rubiera.re.it

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

Apocalittica

LABS Gallery di Bologna presenta, dal 30 settembre all’11 novembre 2017, Italian Newbrow. Apocalittica, esposizione collettiva curata da Ivan Quaroni con opere di Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Laurina Paperina, Giuliano Sale, Giuseppe Veneziano.

A cinque anni dalla mostra pubblica allestita al Fortino di Forte dei Marmi, Italian Newbrow torna con il progetto Apocalittica che, come di consueto, comprende alcuni artisti della compagine storica (Argiolas, Cuoghi, De Biasi, Sale, Veneziano) unitamente a nuove proposte (Laurina Paperina), nell’intento di documentare un’area della pittura figurativa italiana caratterizzata da un forte anelito comunicativo e narrativo.

«Italian Newbrow – scrive il curatore – registra la persistenza di un immaginario figurativo capace di attingere simultaneamente a una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, radicate nella cultura o nell’immaginario del mondo globale e connesso della contemporaneità».

Il titolo della mostra – Apocalittica – allude all’origine greca del termine “apocalisse”, ovvero “disvelamento”. L’atto del disvelamento è proprio della pittura figurativa, che si serve appunto di forme e immagini comprensibili. Questa volontà costituisce il cuore di tutte le mostre organizzate a partire dal 2009, anno di nascita di Italian Newbrow, per riallacciare una comunicazione da tempo interrotta con il pubblico e con il mondo dell’arte.

Ad accomunare le opere esposte, diverse per tema e linguaggio pittorico, è quindi la tensione narrativa, anche quando il racconto non è lineare. L’ossatura narrativa si ritrova soprattutto nelle figure dipinte da Silvia Argiolas, che abitano in una sorta di allucinata periferia geografica ed esistenziale, così come nelle icone di Giuseppe Veneziano, sospese sul crinale tra realtà e finzione e nelle ironiche visioni apocalittiche di Laurina Paperina, costellate di allusioni al mondo del cinema e dei cartoon. Strutturati come racconti sono anche i Monolocali di Vanni Cuoghi, realizzati con la tecnica dell’acquarello e del paper cutting e costruiti nella forma di piccole unità abitative. Nelle opere di Paolo De Biasi e Giuliano Sale, invece, la destrutturazione dello spazio e delle figure contribuisce alla costruzione di un ipertesto visivo disseminato di riferimenti e citazioni pretestuose.

Il percorso espositivo comprende esclusivamente opere inedite riconducibili al biennio 2016-2017. Ogni autore presenta un grande dipinto, realizzato per l’occasione, oltre ad una selezione di lavori di piccole e medie dimensioni, parte della sua ultima produzione. Sarà inoltre proiettato How to kill the artists di Laurina Paperina, ottavo episodio di una serie di animazioni in cui noti artisti contemporanei, da Ai Weiwei a Christo e Cindy Sherman, sono trattati con dissacrante ironia.

La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 settembre alle ore 18.00, sarà visitabile fino all’11 novembre 2017, da martedì a sabato con orario 16.00-20.00, oppure su appuntamento.
Ingresso libero. Catalogo disponibile in Galleria con testi di Ivan Quaroni e ricco apparato iconografico.
Per informazioni: M. +39 348 9325473, info@labsgallery.it, www.labsgallery.it.

 

Italian Newbrow nasce da un’idea, formulata per la prima volta nel 2009 durante Prague Biennale 4, evento internazionale curato da Giancarlo Politi ed Helena Kontova nella capitale della Repubblica Ceca. Successivamente, una sua rappresentativa viene inserita in SerrOne-Biennale Giovani di Monza, mostra tenutasi nell’estate 2009 presso il Serrone della Villa Reale di Monza. Nel 2012 la prima mostra pubblica è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como presso la Pinacoteca Civica Palazzo Volpi. Nello stesso anno un’altra esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi presso il Fortino di Forte Dei Marmi. La genesi di Italian Newbrow è illustrata nell’omonimo volume, pubblicato nel 2010 da Giancarlo Politi editore.

LABS Gallery nasce nel 2014 dalla passione ventennale di Stefano Bevilacqua e Alessandro Luppi per l’arte contemporanea. La sua sede si trova nel cuore di Bologna, all’interno di una chiesa sconsacrata del XII secolo. Tra le mostre principali: Pittura Analitica in Italia. Gli Anni Settanta, a cura di Marco Meneguzzo, 2014; Fernando De Filippi, Opere 1974-1979, a cura di Angela Madesani, 2015; Giulio Cassanelli, Kairos, a cura di Angela Madesani, 2015; Carlo Battaglia, Una pittura esemplare, a cura di Marco Meneguzzo, 2015-16; Vanni Cuoghi e Marcel Dzama, Masked Tales, a cura di Ivan Quaroni, 2016; Marc Angeli, Domenico D’Oora, Ivan De Menis, :COLORE, a cura di Angela Madesani, 2016; Herman De Vries, 2017; Antonio Riello, Né capo né coda, a cura di Marco Meneguzzo, 2017; Incidenze spaziali. Transizioni verso il contemporaneo, a cura di Piero Degiovanni e Leonardo Ragno, 2017, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna. LABS Gallery ha partecipato ad ArtVerona (Verona, 2013-2016) ed Arte Fiera (Bologna, 2015-2017).

Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Laurina Paperina, Giuliano Sale, Giuseppe Veneziano
Italian Newbrow. Apocalittica
A cura di Ivan Quaroni
LABS Gallery
Via Santo Stefano 38, 42125 Bologna
30 settembre – 11 novembre 2017
Inaugurazione: sabato 30 settembre, ore 18.00
Orari: da martedì a sabato ore 16.00-20.00, oppure su appuntamento
Catalogo disponibile in sede con testi di Ivan Quaroni
Ingresso libero

PER INFORMAZIONI:
LABS Gallery
Via Santo Stefano 38, 40121 Bologna
M. +39 348 9325473
info@labsgallery.it
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UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
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La pelle che abito

ReArt Arte Contemporanea e Belle Arti di Reggio Emilia (Viale Umberto I, 42/B) presenta, dal 16 settembre al 7 ottobre 2017, “La pelle che abito”, doppia personale di Marco Arduini ed Anna Barbara Olszewska.

Curata da Michael Peddio, l’esposizione sarà inaugurata sabato 16 settembre alle ore 18.00 alla presenza degli artisti. In mostra, una quindicina di opere pittoriche il cui comune denominatore è l’interesse per la figura femminile.

Marco Arduini presenta una selezione di dipinti ad inchiostro ed acrilico su tavola di matrice Pop, in cui il tema del viaggio viene restituito allo spettatore per momenti non consecutivi e fermo immagine.

Anna Barbara Olszewska propone un excursus attraverso la sua produzione pittorica degli ultimi dieci anni. Opere a tecnica mista che esplorano l’infinito universo femminile, dal ritratto al nudo, prendendo spunto anche dai disegni degli abiti creati per le case di moda ed indossati dalle modelle.

Marco Arduini nasce a Reggio Emilia. È pittore e incisore. La sua formazione artistica avviene all’Istituto d’Arte Gaetano Chierici di Reggio Emilia. Attualmente lavora su tavola, tela e carta antica. La sua ricerca, di matrice figurativa, presenta chiari riferimenti alla Pop Art americana. Esperienze rivisitate nei “Racconti di Viaggio” degli anni 60-70, ambientati anche nell’attualità. Usa tempera e acrilico, ottenendo dipinti di forte impatto emotivo e cromatico. Nelle carte antiche, molte delle quali risalenti all’800, si snodano racconti realistici, con piloti, macchine da corsa e aerei. Numerose le mostre personali e collettive. Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali la selezione al Premio Arte Mondadori (Milano, 2010). Ha esposto alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Emilia Romagna (Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro, 2011).

Anna Barbara Olszewska nasce in Polonia, dove consegue la maturità artistica. A diciotto anni fa visita ad alcuni parenti a Cavriago (RE) ed incontra Mariella Burani che la ingaggia come modella. Il suo interesse però è rivolto alla creazione. Frequenta quindi la scuola di Maramotti e inizia a fare la modellista, diventando successivamente stilista. Per vent’anni è stata stilista di prima linea di Mariella Burani. Parallelamente all’attività professionale, ha coltivato l’interesse per la pittura con mostre e riconoscimenti da parte della critica e del pubblico.

ReArt Arte Contemporanea e Belle Arti nasce nel 2017 a Reggio Emilia (Viale Umberto I, 42/B) per iniziativa di Barbara Nicoletto e Michael Peddio, accomunati dalla passione per la pittura e le belle arti. Accanto alla galleria, attrezzata per mostre personali e collettive, si trova la sezione belle arti, con prodotti e marchi selezionati. L’attività espositiva si è aperta nel febbraio 2017 con la personale “Frammenti” di Nicla Ferrari. A seguire, mostre collettive, giornate di lavoro e full immersion con gli artisti.

 

Marco Arduini ed Anna Barbara Olszewska – La pelle che abito
ReArt Belle Arti
Viale Umberto I, 42/B
42123 Reggio Emilia
16 settembre – 7 ottobre 2017
Inaugurazione: sabato 16 settembre, ore 18.00
Orari: da martedì a sabato ore 9.30-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento.
Ingresso libero

PER INFORMAZIONI:

ReArt Belle Arti
Viale Umberto I, 42/B
42123 Reggio Emilia
Cell. 370 3462813
spazioreart@gmail.com
www.belleartisupplies.com
www.facebook.com/ReArtBelleArti

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Eridania

Dall’antico nome del Fiume Po (Eridano), un’esposizione collettiva che intende esplorare i tanti linguaggi artistici che trovano origine “dal” e “nel” territorio di appartenenza. Luoghi, atmosfere, personaggi, bestiari, storia, tradizioni, attualità, curiosità tra la Via Emilia e il Po, perché a volte non serve andare lontano per trovare ciò che si cerca.

Eridania” è il titolo della mostra promossa dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e da Kairos art & projects, in collaborazione con SpazioArte Prospettiva16 che, dal 16 settembre al 1 ottobre 2017, ospita nei suoi spazi in via Trieste 2/m a Boretto (RE) le ricerche di diciannove pittori, scultori e fotografi iscritti al Circolo degli Artisti (Marco Aduini, Francesca Artoni, Nicoletta Bagatti, Alberto Bertolotti, Federico Bianchi, Lucio Braglia, Flavio Bregoli, Massimo Canuti, Emanuela Cerutti, Andrea Giovannini, Susy Manzo, Luigi Marmiroli, Epifanio Mestica, Silva Nironi, Eugenio Paterlini, Oscar Piovosi, Giuseppe Polizzi, Giovanni Sala, Claudio Salsi), unitamente a due invitati (Antonella De Nisco, Riccardo Varini).
Curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari, l’esposizione sarà inaugurata sabato 16 settembre alle ore 17.30, con una presentazione dello storico dell’arte Giuseppe Berti.

«Con questo evento – spiegano le curatrici – si intende porre l’accento sulla straordinaria influenza che il territorio di appartenenza può esercitare sulla formazione dell’individuo, contribuendo a forgiare una precisa identità artistica. L’artista, come un Argonauta, può cercare e trovare il proprio Vello d’Oro, ovvero la propria fonte d’ispirazione, laddove per altri non esiste magia, anche tra le pieghe di un territorio apparentemente insipido ma in realtà assai fecondo ed ospitale, abitato fin dalle civiltà più antiche e ricco di storia, generoso in fatto di tradizioni e di cultura, di eccellenze produttive e creative».

La collettiva, realizzata con il patrocinio del Comune di Boretto e dell’Associazione Boretto Arte e Cultura, sarà visitabile fino al 1 ottobre 2017, sabato ore 16.00-19.00, domenica e festivi ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in loco.

Nell’ambito della mostra, sabato 30 settembre, alle ore 17.30, si terrà un dialogo con gli artisti. Interverrà Daniele Daolio, scrittore e ricercatore.

PER INFORMAZIONI:
SpazioArte Prospettiva16
Via Trieste, 2/m
42022 Boretto (RE)
Tel. 333 8494623, 335 8376777, 0522 964234
prospettiva16@virgilio.it

Circolo degli Artisti
Via Scaruffi, 1
42122 Reggio Emilia
Tel. 0522 554711
Cell. 346 0142189
circolodegliartisti2016@gmail.com
www.circolodegliartisti.re.it

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IN ART Obiettivo Fotografia

A Villa Genesio di San Polo d’Enza (RE), dall’8 settembre al 1 ottobre 2017, un viaggio attraverso la fotografia contemporanea con “IN ART Obiettivo Fotografia”, esposizione collettiva curata da Elisabetta Margini con un testo di Toni Contiero.

La mostra, che per il terzo anno consecutivo porterà l’arte nelle stanze seicentesche di Villa Genesio, è realizzata in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza. Il vernissage si terrà venerdì 8 settembre alle ore 18.00, alla presenza degli artisti, della curatrice e dei rappresentanti delle Istituzioni.

In esposizione, le ricerche fotografiche di Fabrizio Artoni, Achille Ascani, Alle Basso, Eduardo Becchimanzi, Marco Borciani, Alessandro Brintazzoli, Alessandra Calò, Francesca Catellani, Antonio Cavicchioni, Toni Contiero (in collaborazione con Laura Cadelo, Corrado Costa, Compagnia Teatrale Pietribiasi Tedeschi), Daniele Corradini, Enzo Crispino, Marcello Grassi, Massimo Mantovani, Franco Monari, Marco Montanari, Carlo Vannini, Riccardo Varini. Nel giardino saranno inoltre presentate le sculture in ferro zincato di Oscar Accorsi.

«Scatti svelati – spiega Elisabetta Margini – dove stile e tecnica non sono lo scopo o il fine, ma un mezzo per realizzare immagini che nascono ben prima della ripresa. Negativi e positivi che riassumono una visione personale e originale della realtà a prescindere dal soggetto che, a sua volta, si trasforma in espressione d’arte e momento di storia. Obiettivi in movimento, desiderosi di scoprire, emozionare, catturare. Soggetti, luoghi, ambientazioni, geometrie, prospettive reali o surreali, ispiratrici di un progetto artistico da perpetuare nel tempo».

«Il Fotografo ai tempi della Rete – aggiunge Toni Contiero – è un essere bulimico, onnivoro, multimediale, contaminato, che non può più limitarsi e deve osare, talvolta restringendo il campo d’azione, limitando, fedele al proprio diktat interiore, la propria ricerca a ciò che conosce veramente, cioè le proprie ossessioni. Per assurdo, porsi dei limiti significa aprirsi a nuove prospettive, “alla calma, al lusso e alla voluttà” di prendersi il tempo per riflettere e capire. Ammirare la Luce: the inmost light, una luce intima, che ha a che fare con la parte più segreta e nascosta dello spirito di un artista».

Il percorso espositivo si snoderà dalle cantine di Villa Genesio sino al solaio, attraverso il salone al piano terra e le stanze del primo e del secondo piano. Una seconda parte della mostra sarà allestita all’interno dell’ex casa del custode e nell’annesso giardino.

Villa Genesio è un’antica dimora residenziale con giardino risalente al XVII secolo di proprietà della famiglia Margini-Villa, il cui cognome ha origine dal luogo di provenienza “Villa delle Ville”. Tommaso Villa e successivamente il figlio Genesio modificarono in piccola parte, nel corso del XIX secolo, l’impianto originale. L’attuale configurazione risale ad ulteriori interventi eseguiti nel XX secolo ad opera degli eredi. La grande cantina con il pozzo e la raccolta di reperti lapidei sono documento storico di notevole interesse. Dal 2015 Villa Genesio ha aperto le sue porte all’arte contemporanea: nel 2015 l’Associazione Culturale Merende d’Artista, in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza, ha presentato “Who Où. Arte fuori luogo”; nel 2016 Villa Genesio, in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza, ha presentato “IN ART nel segno del contemporaneo”, a cura di Lia Bedogni, Elisabetta Margini, Riccardo Varini. Nel 2016, in concomitanza con la mostra, sono state inoltre recuperate e aperte al pubblico le stanze dell’ex casa del custode.

IN ART Obiettivo Fotografia
Evento promosso da Villa Genesio in collaborazione con il Comune di San Polo d’Enza
A cura Elisabetta Margini, testo di Toni Contiero
Fotografie di Fabrizio Artoni, Achille Ascani, Alle Basso, Eduardo Becchimanzi, Marco Borciani, Alessandro Brintazzoli, Alessandra Calò, Francesca Catellani, Antonio Cavicchioni, Antonio Contiero (in collaborazione con Laura Cadelo, Corrado Costa, Compagnia Teatrale Pietribiasi Tedeschi), Daniele Corradini, Enzo Crispino, Marcello Grassi, Massimo Mantovani, Franco Monari, Marco Montanari, Carlo Vannini, Riccardo Varini; sculture di Oscar Accorsi

Villa Genesio
Via Don P. Borghi, 14 – 42020 San Polo d’Enza (RE)
8 settembre – 1 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 8 settembre, ore 18.00.
Orari di apertura: venerdì ore 15.00-22.00, sabato e domenica ore 10.00-22.00

Per informazioni:
Comune di San Polo d’Enza
Tel. 0522 241729
biblioteca@comune.sanpolodenza.re.it
www.comune.sanpolodenza.re.it
www.facebook.com/villagenesio

Ufficio Stampa:
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NASSE/LAAI

Domenica 27 agosto 2017, presso l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (RE), verrà inaugurata l’installazione “NASSE/LAAI”, realizzata dall’artista Antonella De Nisco per la IX edizione della Summer School Emilio Sereni, “PAESAGGIO, patrimonio culturale e turismo”. L’opera sarà presentata dal critico d’arte Nila Shabnam Bonetti.

L’installazione prevede un intervento collettivo di completamento in programma per il 30 agosto 2017. Il laboratorio, rivolto agli iscritti alla Scuola Estiva di Paesaggio, sarà tenuto dall’artista nell’ambito del LAAI – Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante.

L’installazione “NASSE/LAAI”, insieme alle altre opere dell’artista – “Spiare la terra” (2016) e “SETTErami” (2015) – saranno successivamente visitabili presso la Biblioteca Emilio Sereni.

Nassa strumento per la pesca, contenitore intrecciato in giunco e altro, una rete chiusa, di forma ovoidale, con un’apertura che consente l’ingresso ma dalla quale è impossibile uscire. Entrare nella nassa significa rimanere preso in un imbroglio, restare imprigionati. L’installazione di improbabili Nasse, costruzione simbolica e reale degli arnesi usati da pescatori, rimanda a concetti di spazio, precarietà e importanza della natura, ricordandoci che oggi, nelle nostre quotidiane distrazioni, i pescati siamo noi! Nasse è l’idea di una installazione eseguita collettivamente, allusione al paesaggio fluviale, attraverso la costruzione di segni-manufatti realizzati ad intreccio con materiali della lavorazione palustre ad evocare luoghi reali e metaforici, suoni, rumori, sibili e silenzi.

Antonella De Nisco da anni mette in atto pratiche artistiche nei luoghi, nelle città, paesi, dentro spazi naturali e di margine dei giardini, scuole e musei con installazioni che tentano un impegno civico, nel riferimento alla memoria collettiva, emozionale e soggettiva. Con l’architetto Giorgio Teggi ho fondato LAAI (Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante) nell’intento di sperimentare, con l’azione artistica partecipata, una riflessione possibilmente reale e poetica, in una società complessa, che fatica a riconoscersi come comunità. L’artista mette in atto pratiche relazionali che sono una indagine semantica e soprattutto simbolica, attraverso la gestione dei segni e dei manufatti realizzati. La socializzazione della creatività diventa uno strumento trasversale, dal momento che lo spettatore, chiamato ad essere co-creatore nell’azione didattico-laboratoriale, partecipa ad un’eperienza spaziale di relazione e di vita. L’autoproduzione nello spazio, attraverso l’esercizio dell’intreccio di forme archetipiche, ancestrali, da ri-guardare con sorpresa, come riflessione sulla fragilità umana, nel rispetto della natura e del territorio, realizzata nella pratica, attraverso produzioni, anche effimere.

Scrive Nila Shabnam Bonetti nel testo di presentazione: “Il lavoro che sviluppa Antonella De Nisco affonda le radici nella storia dell’uomo. È necessario capirne l’importanza, perché l’intreccio ha segnato una svolta radicale nell’evoluzione della specie. Il susseguirsi di nodi forma trappole, luoghi contenitivi, trame che proteggono e avvolgono. Sulla base dell’intreccio, anche metaforico, si sviluppa la complessa società umana. Sinapsi, relazioni, punti che uniscono, creando forza nell’unione e vincoli inscindibili. Tessere, nel senso più ampio del termine, rappresenta la proiezione all’esterno di una sorta di codice che compone la nostra struttura interna e trasforma la realtà secondo una forma che ci appartiene. È la manifestazione più pura dell’uomo nel mondo… Le Nasse, progetto della De Nisco, disegnano un dentro e un fuori definito da nodi di giuntura, sono luoghi nei luoghi. Sono architetture che si ancorano al paesaggio e in esso portano tutto il loro carico di senso. L’invito aperto alla partecipazione conferisce all’opera il suo vero peso. Non si tratta solo di tramandare e condividere una tecnica, ma di ridefinire il ruolo dell’artista come veicolo conduttore di un patrimonio universale, attraverso Sé alla società, così che l’azione sublime appartenga integralmente alla collettività. E intendere questo messaggio nel suo senso più profondo, va ben oltre sia al manufatto che all’arte. Si tratta di un principio spirituale e sociale, parliamo del valore sacro dell’essere uno nella molteplicità. In tal senso, il Museo Cervi è un luogo simbolico, elettivo per questo lavoro. Così, l’azione dell’intrecciare diventa un mantra, eludendo il tempo e allo stesso tempo essendone vittima. Qui si prende contatto con l’energia del luogo e con l’ambivalenza delle Nasse. Potrebbero essere trappole per la caccia e la pesca, o per il tempo che scorre, così simili a clessidre. O bozzetti di luoghi abitabili per l’uomo del futuro. O trame per lo sviluppo di piante rampicanti. Ed è nell’essere ciò che più vi aggrada, nel far giocare la vostra fantasia, che troviamo il semplice valore poetico di una vera opera d’arte”.

Antonella De Nisco vive a Reggio Emilia. Artista e docente di storia dell’arte, affianca alla pluriennale attività espositiva la realizzazione di progetti, installazioni site-specific, eventi e lezioni. Insieme a Giorgio Teggi ha ideato il LAAI, Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante, con il quale realizza, insieme a gruppi di cittadini/e, installazioni territoriali intrecciate, tessute, assemblate. È autrice di articoli e ricerche sulla formazione e la didattica dell’arte. Raccoglie le sue esperienze artistiche nella serie di pubblicazioni tascabili “Collane di Plastica”.

Per informazioni: www.antonelladenisco.it, www.istitutocervi.it.

 

Segnalato da: CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano, 54, 42121 Reggio Emilia