Materie prime. Artisti italiani contemporanei tra terra e luce

Venerdì 6 settembre, alle ore 12.00, presso la Rocca Roveresca di Senigallia (AN) si terrà l’ anteprima stampa della mostra ” Materie prime. Artisti italiani contemporanei tra terra e luce“, a cura di Giorgio Bonomi, Francesco Tedeschi e Matteo Galbiati.

Promossa dal Comune di Senigallia in collaborazione con il Polo Museale delle Marche, da un progetto di FerrarinArte, l’esposizione presenta una settantina di opere realizzate da Carlo Bernardini, Renata Boero, Giovanni Campus, Riccardo De Marchi, Emanuela Fiorelli, Franco Mazzucchelli, Nunzio, Paola Pezzi, Pino Pinelli, Paolo Radi, Arcangelo Sassolino, Paolo Scirpa, Giuseppe Spagnulo, Giuseppe Uncini e Grazia Varisco: artisti appartenenti a diverse generazioni, ma tutti con curricula di altissimo livello, accomunati dal lavoro condotto con e sulla materia.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo Silvana Editoriale con testi di Giorgio Bonomi, Francesco Tedeschi, Matteo Galbiati e un ricco apparato iconografico. Main sponsor: Kromya Lugano, Zacobi, M.T.I. Holding. Con il sostegno di Megius, Subdued, Sens.ùs, M.G.M, Siri Sera, Star Shop distribuzione.

Chiara Serri
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Iridescenze di Patrizia Atti

Dal “Ritratto di Baldassarre Castiglione” dipinto da Raffaello Sanzio, un progetto pittorico di Patrizia Atti che, attraverso luci iridescenti e moltiplicazione dello sguardo, pone lo spettatore dinanzi ad un enigma in cui si fondono scienza e arte.
 
La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 10 al 28 giugno 2017, le “Iridescenze” di Patrizia Atti. Curata da Federico Bonioni, la mostra sarà inaugurata sabato 10 giugno alle ore 18.00.
In esposizione, cento opere ad olio su tela di piccole dimensioni (13×13 centimetri), tutte realizzate nel 2016 e nel 2017, che ritraggono fedelmente l’occhio sinistro di Baldassarre Castiglione. Unica variante, la colorazione dell’iride, esito di un’approfondita ricerca cromatica.
 
«Cento occhi. Stessa forma, diverso colore. Impercettibili mutamenti del segno – si legge nel testo di presentazione – che si traducono in moti dell’animo. L’arco del sopracciglio come lancetta dei cambiamenti del cuore. Cromatismi dell’iride affidati alle Rune Nordiche. Misteriosi processi alchemici dispiegano le loro tassidermie su latitudini e longitudini di “Mundus Imaginalis”, criptate nelle tonalità dell’iride. Pagine di occhi in proporzioni auree, dove la pupilla diventa il centro della spirale della conchiglia di un Nautilus. Iridescenze: unioni della natura con l’arte, della scienza con l’arte. Un lavoro, quello di Patrizia Atti, che trae ispirazione dallo sguardo di Baldassarre Castiglione dipinto da Raffaello, la cui iride azzurra, collocata dall’artista nell’angolo esterno dell’occhio, instaura con lo spettatore un rapporto di scambio, profondo, che cela un mistero, una consapevolezza segreta condivisa da pittore e scrittore. È uno sguardo in cui l’anima emana un enigma, presente ma inaccessibile. L’osservatore viene seguito, abbracciato dallo sguardo dipinto in qualunque posizione si trovi. L’artista opera come la natura, che nel suo riprodursi non è mai uguale a se stessa. Ripetizione del gesto che trasforma il linguaggio in poesia».
 
La personale sarà visitabile fino al 28 giugno 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì. Mercoledì 21 giugno 2017 apertura serale con orario 21.00-23.00 in occasione del primo Mercoledì Rosa promosso dal Tavolo Unico di Coordinamento del Commercio di Reggio Emilia.
 
Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte.
 
Patrizia Atti nasce a Bologna, dove attualmente vive e lavora. Nel 1982 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione pittura, con Concetto Pozzati. Dal 1982 al 1990 compie una serie di viaggi con permanenze all’estero: Camargue, Isole Canarie, Messico e Brasile, dove svolge attività di ritrattista. Dal 1990 al 1994, rientrata in Italia, sposta la sua attenzione dall’antropologia alla botanica: la galleria dei ritratti diventa allora il giardino dei giardini, ovvero l’Eden, e le rose, soggetto privilegiato della sua ricerca, ne caratterizzano la fisionomia. Dal 1996 collabora con la casa di moda Gucci per l’ideazione e la realizzazione pittorica di soggetti per foulard. Tra le opere da lei create, tra il 1994 e il 1996, lo stilista Tom Ford individua i soggetti ideali per le collezioni del 1996 e del 1997. Nel 1997 l’impollinazione della rosa, regina dei fiori, conquista gli Stati Uniti. Patrizia Atti presenta le sue opere in New Mexico (“The land of enchantment”, Houshang Gallery, Santa Fe), dove la sua ricerca si carica di suggestioni ispirate dalla luce iridescente del luogo. Dal 1998 al 2005 si susseguono numerosi viaggi nel sud-ovest americano con varie esposizioni. “Marbles” è una serie di dipinti eseguiti nel 2005 e nel 2006, ispirata a “Il giuoco delle perle di vetro” di Herman Hesse: una ricerca sulla luce in cui la riflessione dei cristalli genera nuovi universi specchianti, in un caleidoscopio di colori. La sua ricerca artistica si sviluppa quindi nella fotografia e nella rappresentazione di “Mundus Imaginalis”, ovvero di “Giardini delle Meraviglie” in cui Jack, un elfo giullare, appare in un contesto floreale costruito ad arte. Nel 2016 ha inizio la realizzazione di una serie di dipinti ad olio su tela di piccole dimensioni dedicati all’occhio umano. Cento opere che, nel 2017, costituiscono la mostra “Iridescenze”, presentata allo Studio Oculistico d’Azeglio di Bologna in occasione di Art City White Night e successivamente alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia.PATRIZIA ATTI
Iridescenze
A cura di Federico Bonioni
10-28 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 10 giugno, ore 18.00
Orari: da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì; mercoledì 21 giugno apertura serale ore 21.00-23.00.Per informazioni:
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Ritratti: Verità e misteri dell’umano

Verità e misteri dell’umano” nei ritratti di Giuseppe Maria Codazzi, dal 12 maggio al 24 novembre 2017 presso BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali a Reggio Emilia. Curata da Sandro Parmiggiani, che firma il testo di presentazione, la mostra sarà inaugurata venerdì 12 maggio 2017, alle ore 19.00.

Come di consueto, lo studio professionale di Piazza Vallisneri n. 4, che dal 2010 è sponsor di “Fotografia Europea”, promuove anche un’esposizione personale presso la propria sede, confermando l’impegno a sostegno dell’arte e della cultura in città.
In mostra, una quarantina di immagini in bianco e nero, stampate personalmente dall’autore su carta baritata. Opere tratta da diverse serie fotografiche, dal 1979 al 2011, che focalizzano l’attenzione di Codazzi su soggetti assai diversi, comunque all’insegna della sua attenzione per l’appartenenza all’umano: dai jazzisti più celebri alle icone della musica e del balletto, ma anche persone comuni che passeggiano per strada e ancora gli “ultimi”, che lottano per la propria sopravvivenza in alcuni Paesi dell’Africa o che trovano assistenza e uno sguardo che finalmente ne riconosce l’identità nelle case della carità.

Come scrive, infatti, il curatore, «Nel corso di trentacinque anni, Codazzi è sempre stato, quasi magneticamente, attratto dal volto di una persona, la “summa”, la parte più alta di un corpo, come luogo di verità altrimenti inaccessibili, anche se spesso il mistero dell’identità e dei sentimenti che il viso racchiude non si svelano compiutamente, restando avvolti nel mistero […]. Codazzi ama il nero, il buio, come scrigno di una vita che non si vede ma che palpita e respira – allo stesso modo di un fotografo che lui sente profondamente affine, Eugene Smith, anche per la sua tenace volontà di essere testimone –, ed è affascinato, nei primi piani, dagli occhi che ci guardano e che ci chiedono il dono di essere visti».

In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 12 maggio a partire dalle ore 19.00, sarà presentata l’anteprima della mostra, visitabile da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Per informazioni: tel. 0522 455000/303003, info@bfmr.it, www.bfmr.it.

Giuseppe Maria Codazzi nasce a Nismozza (Re) nel 1952. Inizia a fotografare nel 1977, diventando professionista nel 1979. Nel 1980 attiva la sua collaborazione con “Il Resto del Carlino” e nel 1983 si iscrive all’albo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Attualmente lavora come freelance e cura il settore di ripresa fotografica e fotografia commerciale dello Studio C. di Reggio Emilia. Da sempre coinvolto nella fotografia sociale, ha pubblicato diversi volumi su questo tema, ultimo dei quali “L’Isola Rossa. Diario di un viaggio in Madagascar” con testi di Massimo Camisasca e Giovanni Lindo Ferretti, uscito nel giugno del 2015. Dal 1983 ad oggi la sua attività espositiva è stata intensa sia in Italia che all’estero.

BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2017).

GIUSEPPE MARIA CODAZZI
Ritratti: verità e misteri dell’umano
A cura di Sandro Parmiggiani
12 maggio – 24 novembre 2017
Inaugurazione su invito: venerdì 12 maggio 2017, ore 19.00
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00.

Per Informazioni:
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Frammenti

Con la mostra personale di Nicla Ferrari, in programma dal 25 febbraio al 1 aprile 2017, ReArt Belle Arti apre il proprio spazio dedicato all’arte contemporanea in Viale Umberto I n. 42/B a Reggio Emilia. Curata da Gaia Bertani, l’esposizione sarà inaugurata sabato 25 febbraio alle ore 18.00.

Il titolo della mostra, “Frammenti”, fa riferimento alla frammentazione della figura umana che da alcuni anni caratterizza la pittura dell’artista reggiana, tra riferimenti mitologici, corrosione del tempo e graduale liquefazione del colore.

In mostra, una quindicina di opere ad olio su tela o su tessuto antico, unitamente ad alcuni lavori inediti a grafite su tavola che riprendono uno dei temi cari alla pittrice – le mani – dal quale ha avuto origine il suo percorso di ricerca.

«Il referente principale delle opere di Nicla Ferrari, scrive la curatrice, è la classicità, ideale indiscusso nelle nostre menti, simbolo di un passato che fa parte di noi e che rimane indelebile nel tempo. Ma l’intenzione dell’artista non è quella di rappresentare la classicità in quanto tale, bensì nel modo in cui essa ci giunge, ossia tramite frammenti corrosi dal tempo, ma ancora prepotentemente espressivi. Condensando la bellezza delle sculture greche classiche, la sua memoria di donna-artista e la contemporaneità del nostro tempo, crea opere che sembrano voler mettere in guardia dall’incuria, dalla negligenza e dalla corruzione dei valori. Ispirandosi non ai personaggi mitologici maggiori, quelli di cui tutti abbiamo sentito parlare (fosse anche solo nel classico Disney “Hercules” del 1997), bensì a personaggi minori, come le Ninfe, l’artista dipinge, su tela o su tessuto derivante da antichi corredi di famiglia, figure frammentate, scrostate, mai complete. È come se il tempo si fosse dato un gran da fare intorno a loro riducendole, con il passare degli anni, a meri scampoli di qualcosa che un tempo fu. A questi busti dallo sguardo vuoto mancano sempre gli arti, mentre la testa, scrigno di memorie, va ad aprirsi e dissolversi in un altrove a noi sconosciuto. Nonostante tutto, queste figure trovano sempre un equilibrio “altro” che le pone in relazione con lo spazio circostante, il più delle volte vuoto o interessato da incrostazioni e gocciolature, in alcuni casi “abitato” da fiori, foglie ed elementi naturali che si sfaldano così come l’immagine alla quale sono legati. Le mani poi, soggetto amato e ricorrente nella ricerca di Nicla Ferrari, sono riportate sul supporto sotto forma di frammento, parte di un tutto non più palese, ma non per questo privo di vita».

La personale sarà visitabile da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 15.30-19.00, oppure su appuntamento. Domenica 26 febbraio, alle ore 11.00, aperitivo d’arte con Nicla Ferrari.

Per informazioni: cell. 370 3462813, spazioreart@gmail.com, www.belleartisupplies.com, www.facebook.com/ReArtBelleArti.

Nicla Ferrari nasce a Cavriago, Reggio Emilia, dove tuttora vive e lavora. Si diploma disegnatrice stilista all’Istituto G.B. Sidoli di Reggio Emilia. Nel 2000 lascia definitivamente l’attività di stilista per dedicarsi interamente alla ricerca artistica. Collabora con il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e tiene corsi di disegno e pittura ad olio. Collabora con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Villimpenta (MN) e coordina le attività espositive nel Castello Scaligero. Nel 2013 pubblica il libro d’artista “Diario Intimo”. Sempre nel 2013, una sua installazione è esposta nella mostra “Jean Cocteau et les mots”, a cura di Mauro Carrera, presso la “Maison du Livre et du Tourisme” a Bécherel (Francia), nel corso delle celebrazioni del cinquantenario dalla morte di Jean Cocteau.

Nelle ricerche più recenti, classificabili nell’ambito della neo-figurazione, la sua pittura diviene sempre più dinamica, espressa in composizioni dove elementi descritti nel dettaglio si alternano a tratti di materia fluida o tormentata. Importante elemento ricorrente nelle installazioni, e non solo, è il tessuto, a volte riciclato, materia versatile e medium perfetto per la resa di effetti tridimensionali. Nelle installazioni spesso sono presenti brani di tessuto che escono “tangibilmente” da grandi tele dipinte, mentre nella serie di opere raccolte nel progetto “Diario Intimo” la pittura ad olio o la grafite vengono stese su tele provenienti da antichi corredi di famiglia e i soggetti rappresentati sono quelli che circondano l’artista nella sua quotidianità: i volti e i corpi dei propri figli o quelli di conoscenti, le proprie mani colte nel compiersi di un gesto. Nelle ricerche più recenti l’interesse dell’artista si sposta verso tematiche legate alla memoria e al mito. I soggetti si impongono frammentati su campiture neutre o molto scure, attraversate talvolta da colature. Un singolo elemento naturale compare, talvolta, accanto alla figura, in particolare nella serie delle “Ninfe”, figure mitologiche minori funzionali a riflessioni sulla natura e sull’ambiente. Tra le recenti mostre personali: “Inscindibili trame” (Palazzo Medosi Fracassati, Budrio, Bologna, 2013, a cura di Cristiano Galassi), “Tempi in-visibili” (Maison Olivier, Parma, 2013), “Diario intimo” (Spazio sant’Ambrogio, Reggio Emilia, 2013, a cura di Mauro Carrera), “Pagine d’autunno” (Galleria Comunale l’Ottagono, Bibbiano, Reggio Emilia, 2013), “Un filo sottile” (Castello Scaligero di Villimpenta, Mantova, 2014), “Sine die” (SpazioArte Prospettiva16, Boretto, Reggio Emilia, 2016).

Nicla Ferrari, Frammenti
ReArt Arte Contemporanea e Belle Arti
Viale Umberto I, 42/B
42123 Reggio Emilia
25 febbraio – 1 aprile 2017
Inaugurazione: sabato 25 febbraio, ore 18.00
Domenica 26 febbraio, ore 11.00, apritivo d’arte.
Orari: da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 15.30-19.00, oppure su appuntamento.
Ingresso libero

PER INFORMAZIONI:
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Nicla Ferrari, Danza di Driope, 2016, olio su tela, cm. 40x30