La Collezione Queer

Collettiva di arte contemporanea dal 28 aprile al 14 maggio 2019 presso Ospizio Giovani Artisti (via Cernaia 15 – Roma). Opere degli artisti Flora Bradwell, Werther Germondari, Wrik Mead, Melanie Menard, Cristiano Sousa, Andrew Thomas, Maximilian Wasinski, Alejandro Zenha.

Werther Germondari, Il Trasloco, 2019

La mostra presentata in questa occasione è dedicata alle filosofie e teorie ‘queer’, un termine di difficilissima definizione e spiegazione in poche parole. Quello che qui si può dire, semplificando al massimo, è comunque che la sessualità indefinita, fluida, lgbt, ecc, con tutte le implicazioni e provocazioni anche politiche e sociali che la riguardano, sono il tema di base di trattato dagli otto artisti presenti in mostra, con opere come sempre provenienti dalla Collezione OGA.

Flora Bradwell (Londra, GB, 1984) è un artista e filmmaker londinese che ha studiato Fine Art alla City & Guilds della London Art School. Vincitrice del David Ballardie Travel Award nel 2008. Le idee di facciata e il fantastico continuano ad influenzare le vibranti pitture, le installazioni interattive site specific e i lavori di azione e performance di Flora Bradwell. Il suo video anarchico presente in mostra vede l’alter-ego di Flora, la diva disco band Bella & The Lordwarfs, esplorare il tema del dominio della voce maschile nella vita di tutti i giorni.

Werther Germondari (Rimini, 1963) Artista visivo, performer e filmmaker. Attento a dinamiche innovative sperimentali neo-concettuali che si caratterizzano per un gusto ironico e surreale, svolge dai primi anni ottanta una ricerca attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato a esposizioni in gallerie private e spazi sperimentali internazionali, alternando installazioni d’ambiente, videowork e atti performativi, focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti a una visione reale, sociale e politica. Nel 2013 ha ideato l’Ospizio Giovani Artisti.

Melanie Menard (Rouen, Francia, 1983) vive a Brighton. Lavora con la fotografia, il video e la performance. Gli interessi alla base di tutto il suo lavoro sono le tensioni tra l’individuo, il luogo le circostanze in cui vivono, e i conflitti della mente umana. La sue performance mescolano il popolare cabaret alt-drag con l’estetica dal vivo per mettere in discussione le identità di genere e ritrarre individui che combattono norme sociali restrittive. “Tricyclic Transform”, in mostra, teatralizza la creazione e l’autodistruzione del suo alter-ego “drag queen”, Miss Liliane.

Wrik Mead (Toronto, Canada, 1962) utilizza il film, il video, la serigrafia e la fotografia. I temi del suo lavoro esplorano le questioni relative all’identità queer, al desiderio, al corpo e all’allegoria delle fiabe. L’animazione è anche un punto focale nei suoi lavori basati sul tempo, sperimentando varie forme di manipolazione fotogramma per fotogramma. “Summer 1975”, il suo video in questa mostra, è la rielaborazione di un’animazione di 50 minuti che fa parte di un’installazione esposta per la prima volta alla PayneShurvell Gallery di Londra, nel Regno Unito.

Cristiano Sousa (Goiânia, Brazil, 1977). Scrittore, produttore e regista audiovisivo, ha vinto diversi premi in festival cinematografici in Brasile e all’estero. Curatore e direttore di festival pioneristici, è stato anche membro di giuria e curatore di festival nazionali e internazionali, e produttore teatrale. Laureato in Arti Visive all’Università Federale di Goiás, è stato insignito del Trofeo Buriti conferito dal Consiglio Comunale della Cultura e Segretario della Cultura del Municipio di Goiânia come punto culminante dell’audiovisivo a Goiânia 2016/2017. Direttore della Cristos Produções.

Andrew Thomas (Leamington, GB, 1970) diplomato al Central Saint Martin’s College of Art & Design di Londra, Andrew Thomas è un artista che lavora attraverso vari media, con base a Berlino. “Thet Called Us Animals”, il lavoro in mostra, è un video sperimentale incentrato sull’omofobia contemporanea e che fa riferimento all’arte creata intorno all’attivismo gay negli anni ’80.

Maximilian Wasinski (Londra, Regno Unito, 1994) esplora l’incarnazione spirituale mettendo in discussione la dualità tra il corpo e l’anima, realizzando installazioni in cui i confini tra queste dualità sono offuscati per produrre convivenza tra la critica queer delle restrizioni religiose e il rabdomante celebrativo, che vede la singolarità come fonte di un nuovo spiritualismo. Attraverso la separazione della spiritualità dalle religioni istituzionalizzate, Wasinski sviluppa una spiritualità queer auto-realizzata per guarire e proteggere dalle restrizioni normative sentite nei confronti della comunità queer e celebrare questa prospettiva come una divinazione per il cambiamento.

Alejandro Zenha (Goiânia, Brasile, 1979). Architetto, sviluppa attualmente la sua ricerca nelle arti visive attraverso la fotografia, esplorando il dialogo tra il corpo e l’edificio, l’uomo e il suo habitat, avendo il nudo come principale risorsa estetica, dall’influenza data dall’arredamento d’arte, al linguaggio visivo della danza contemporanea. Ricercatore presso il Laboratorio di Filosofia delle Immagini dell’Università Federale di Goiás (LABFOTOFILO – UFG).

 

LA COLLEZIONE QUEER

Inaugurazione: Domenica 28 aprile 2019, h11.30 (fino h14)

Periodo: 28 aprile – 14 maggio 2019

Visite: solo su appuntamento, scrivendo a wgermondari@mac.com