Archivi tag: Amy-D

Fosbury Architecture

Appunti di Massimo Mazzone per ‘Fosbury Architecture. Ambienti di Resistenza per individui sociali‘ : (…) “La galleria Amy-D da anni lavora su queste complesse relazioni tra economia, ricerca scientifica, estetica e arti visive e il collettivo Fosbury Architecture è, fin dall’esordio, impegnato in ricerche che tentano di mettere in luce criticità di sistema, spesso ricorrendo a delicati e sofisticati giochi linguistici. Dobbiamo leggere infatti come un gioco evocare il termine ‘resistenza’ nel titolo della mostra ‘ambienti di resistenza per individui sociali’, il quale non allude di certo alla Resistenza e alla lotta partigiana, ma richiama invece a quella specie di naturale opposizione, resistenza morale o resistenza passiva, in un certo senso, a certe consuetudini che la contemporaneità a tutti impone. Si tratta di un processo autoindotto e pertanto autonomo, di decolonizzazione della vita quotidiana, una proposta forte nel contenuto ma necessariamente morbida nella prassi, viste le forze impari che sono in gioco.

Un gioco che bisogna rispettare anche quando fa il verso ad una moda diffusa nell’ambito dell’arte politica ufficiale, ossimoro assai in voga oggi, ovvero il paradosso di una parte di ricerca impegnata nel sociale, prodotta dal basso, prodotta tra la gente al livello del suolo, nei Centri Sociali e nelle Università che, allo stesso tempo, è continuativamente presente nelle mostre locali e internazionali, alla ricerca di un accreditamento da ricevere proprio dal ‘sistema’ – di fatto mercantile – che si tenta di mettere in discussione mediante una critica costruttiva.

Questo è anche il tentativo di uscire dall’impotenza obbligata di una generazione ridotta ad un continuo compromesso, con quasi una sola possibilità, ovvero quella di utilizzare l’ironia per affermare degli spazi di possibilità, di ragionamento ed in definitiva di ricerca. L’allestimento è essenziale e intelligente, la sequenza delle cose esposte segue un plot quasi cinematografico, con introduzione, svolgimento e finale, il tutto sempre a ricordarci questa strana relazione che in definitiva intessiamo con gli oggetti della nostra vita, i quali dicono qualcosa di noi oltre la nostra volontà di comunicarlo.

Nella galleria troviamo una struttura d’acciaio ottagonale che andrà a ridurre lo spazio espositivo, mimando uno spazio intimo per l’individuo sociale, sulla quale verrà esposto il catalogo storico e incrementale con gli Ambienti di Resistenza: composto da 430 elementi dal Medioevo ad oggi.
7 quadri a parete che rappresentano gli Ambienti di Resistenza disegnati dal collettivo. Una sorta di summa del catalogo storico che punta a riscoprire alcuni rituali domestici perduti e portarne alla luce di nuovi.
7 ambienti privati disegnati con il solo scopo di armonizzare le idiosincrasie di chi li occupa.

Una rappresentazione della condizione urbana contemporanea. L’aggiornamento della famosa No-Stop City degli Archizoom dove, in un regime spinto di sharing economy, tutto è in affitto.

Una serie di 100 cartoline intitolate Greetings from Anywhere, 100 immagini di 100 case in 100 città del Mondo su AirBnb che raccontano di come lo spazio domestico si vada omogeneizzando su scala globale.
Una carta da parati (dimensioni 2,5m x 5m) intitolata AirSpace e composta da migliaia di oggetti che caratterizzano e definiscono il paesaggio sterile nel quale ci muoviamo tutti.

Oltre che nello spazio fisico, si troverà on line ( https://we.tl/2c46ne0vJn ) sia la brochure completa di Ambienti di Resistenza per Individui Sociali, che un cv con le biografie.

Si legge in filigrana un’attenzione al dato materiale dei singoli oggetti e, allo stesso tempo, quella specie di rifiuto alla Thoreau della vita nei boschi che disegna gli oggetti come gabbie di un’identità cristallizzata in ruoli che sarebbero altrimenti molto più fluidi rispetto a quelli della realtà quotidiana che viviamo ogni giorno.”

https://cerchioquadrato.blogspot.it/2017/07/fosbury-architecture-ambienti-di.html