Parola di Burri. I pensieri di una vita

Uno dei maggiori collezionisti italiani di arte contemporanea ha avuto l’onore di raccogliere l’unica vera intervista-confessione di Alberto Burri, normalmente schivo e restio a parlare del proprio lavoro.
 
Alberto Burri, Sacco combustione, 1952-1958, Mart, Collezione privataAl Mart, in un dialogo con la giornalista Rai Maria Concetta Mattei, Stefano Zorzi presenta Parola di Burri, il libro che racconta l’artista di Città di Castello.Questo breve testo, infine, ci era sembrato così lungo… una lunghissima storia su tanti fatti di un’intera vita. A rileggerlo oggi è poco più di un soffio, ma anche dopo vent’anni, sfogliandolo, mi è sembrato per un attimo che Burri fosse di nuovo qui, nella sua adorata sahariana, a raccontarmi di sé e delle sue visioni. E allora posso credere che, anche per un lettore nuovo, che di Burri ha solo sentito parlare e visto le opere nei musei, e che magari ha visto la grande retrospettiva che si è tenuta lo scorso anno al Guggenheim di New York in occasione del centenario della sua nascita, tra queste righe possa ritrovarsi ancora viva un’emozione”. Stefano Zorzi

Maria Concetta Mattei, nella doppia veste di giornalista Rai e consigliera di amministrazione del Mart, incontra il collezionista Stefano Zorzi.
Manager e ingegnere, appassionato e profondo conoscitore del mondo dell’arte contemporanea, Zorzi era legato ad Alberto Burri da un’antica e affettuosa amicizia risalente alla sua infanzia.

Nel 1995, a pochi mesi dalla morte di Burri, Stefano Zorzi pubblica la raccolta di interviste all’artista effettuate tra marzo e settembre 1994 con il preciso intento di “trarne un volume di memorie che avesse un qualche senso compiuto”.

Nasce così Parola di Burri. I pensieri di una vita, una narrazione privata che, oltre ad avvicinare il lettore ad Alberto Burri, rappresenta una pietra miliare per lo studio della storia dell’arte italiana più recente, soprattutto considerata la proverbiale ritrosia dell’artista a parlare di sé.

Il libro è stato ripubblicato da Electa nel 2016, in occasione delle celebrazioni del Centenario di Burri.

L’appuntamento a Rovereto, venerdì 17 marzo alle 17.30 nella Sala Conferenze del Mart, sarà l’occasione per approfondire la conoscenza di uno degli artisti esposti nella Collezione permanente del museo e per parlare di collezionismo privato e passione per l’arte.

In apertura, verrà trasmessa l’intervista a Stefano Zorzi realizzata da Laura Gialli per TG2 Storie, andata in onda lo scorso 4 marzo.

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“Grande Nero Cretto

Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’’Ovest americano.

L’’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’’intensità della materia, che l’’artista colse già nelle crepe delle pale d’’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’’interno del campus. Donata da Burri all’’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

 

Tutta l’opera grafica di Burri

Nuova sezione del più grande Museo d’Artista al mondo, agli Ex Seccatoi del Tabacco.

Con l’’apertura del terzo Museo della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, dedicato esclusivamente all’intero corpus dell’’opera grafica di Alberto Burri, il 12 marzo 2017, in occasione della ricorrenza della sua nascita, si conclude l’anno “lungo” del Centenario e si apre una nuova fase della vita della Fondazione.

L’inedita sezione agli ex Essicatoi occupa infatti oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti in vasti ambienti che accolgono, secondo l’’originario allestimento predisposto dallo stesso Burri, i suoi Grandi Cicli d’opera.

Con questo ingente nucleo di opere grafiche, la superficie espositiva offerta ai visitatori negli ex Essicatoi raggiunge gli undicimila e cinquecento metri quadri. Con le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all’aperto, complessivamente, il “Polo Burri” a Città di Castello è il più esteso Museo d’’Artista al mondo ed è anche uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.

La nuova sezione, o Terzo Museo Burri, accoglie e propone l’’intero repertorio grafico e di multipli dell’artista, consistente in oltre duecento opere. Si tratta di un importante aspetto della produzione artistica di Burri, che a volte precorre, a volte segue e in altri casi è coeva con le sue opere maggiori e pone in evidenza anche la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante. L’’esecuzione di queste opere in collaborazione con grandi stampatori ha visto l’’artista stesso cimentarsi in differenti cicli produttivi che hanno distinto la sua attitudine alla sperimentazione rispetto a quella di altri artisti della sua generazione, tanto in Italia che all’’estero.

«Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell’’esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano», sottolinea Bruno Corà, Presidente della Fondazione.

L’attività grafica di Burri ha inizio nel 1950 e si conclude nel 1994.
Com’è noto, Burri ha ricevuto nel 1973 dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica con la motivazione che essa «… si integra perfettamente alla pittura dell’artista, di cui costituisce (…) una vivificazione che accompagna il rigore estremo a una purezza espressiva incomparabile».

Il Museo Burri della Grafica si aggiunge, come atto conclusivo, alle numerose iniziative del Centenario che ha avuto molte tappe importanti: dalla nuova edizione del Catalogo Generale al compimento del Grande Cretto Gibellina, alla ricostruzione del Teatro Continuo a Milano, solo per citare gli eventi più importanti. L’impegno della Fondazione è stato profuso anche in ambito espositivo con mostre dedicate ad approfondire e/o rivedere il ruolo di Burri in vari contesti nazionali e internazionali, nonché riportando la Fondazione Burri al centro dell’’attenzione internazionale, con convegni che hanno visto confluire nella sua città natale e proprio negli Ex Seccatoi artisti, studiosi, direttori di musei e critici da tutto il mondo per parlare dello stato dell’’arte.

Sino alla recente mostra “Burri. Lo Spazio di Materia / tra Europa e USA”, che lascia ora spazio alla definitiva collocazione museale dell’opera grafica e multipla di Burri.
In occasione dell’apertura della Sezione Grafica della Collezione Burri è prevista una giornata di studio con la partecipazione di studiosi del settore e importanti stampatori nazionali e internazionali.

Info: www.fondazioneburri.org

Ufficio stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net (Stefania Bertelli)