Rouge/Noir

M4A-MADE4ART di Milano presenta Rouge / Noir, speciale progetto artistico che riunisce alcune significative sperimentazioni d’arte astratta sul tema del rapporto tra il rosso e il nero.
 
Protagonisti della mostra Domenico Asmone, Natalia Berselli, Donata Bonanomi, Martino Brivio, Iure Cormic, Josine Dupont, Flavio Dusio, Giorgio Gioia, Ruggero Marrani, Leonor Navas Richar, Leo Panta, Francesco Sandrelli, Ferdinando Valentini, Rita Vitaloni: in esposizione una selezione di opere pittoriche e sculture caratterizzate da differenti specificità tecniche e sensibilità artistiche riunite in un allestimento di forte impatto cromatico basato su armonie e corrispondenze, ma anche su opposizioni e contrasti.
Il progetto è un vero e proprio omaggio a un colore, il rosso, da sempre legato a concetti quali “emozione”, “amore”, “passione”, “calore”, impiegato dagli artisti sin dai tempi più antichi per rappresentare sentimenti profondi e intensi legami affettivi; accanto al rosso, il nero, che incarna l’antitesi, il mistero, il silenzio, gli aspetti più intimi e nascosti della nostra interiorità. Giochi di luci e ombre, presenze geometriche, forme appena riconoscibili, inclusioni di materiali e di altri colori: il rosso e il nero ci sorprendono e coinvolgono, rappresentando con il loro incontro e l’inevitabile contrapposizione che nasce dal loro accostamento le infinite sfumature delle emozioni umane.
Rouge / Noir, con data di inaugurazione martedì 20 dicembre, rimarrà aperta al pubblico fino al 12 gennaio. La nuova mostra di M4A-MADE4ART rientra nel percorso di indagine sull’arte astratta precedentemente inaugurato con Visioni astratte. Nuove tendenze al femminile (marzo 2013) e portato avanti con le successive esposizioni Black&White. Astrazione negli opposti (maggio 2013), Explosion! colore astrazione emozione (ottobre 2013), Monochromes (febbraio 2014), Light & Shadow (settembre 2014), GREEN. arte uomo natura (novembre 2014), Primary colours (febbraio 2015), L’arte come energia per la vita (giugno 2015), le Rouge (dicembre 2015). Un evento M4E-MADE4EXPO ed Expo in Città.

Rouge / Noir
Domenico Asmone, Natalia Berselli, Donata Bonanomi, Martino Brivio, Iure Cormic,
Josine Dupont, Flavio Dusio, Giorgio Gioia, Ruggero Marrani, Leonor Navas Richar,
Leo Panta, Francesco Sandrelli, Ferdinando Valentini, Rita Vitaloni
20 dicembre 2016 – 12 gennaio 2017
Inaugurazione martedì 20 dicembre, ore 18.30
Orario apertura: 21 – 23 dicembre e 9 – 12 gennaio ore 15 – 18
Durante il periodo delle Festività la mostra sarà aperta al pubblico su appuntamento

M4A – MADE4ART | Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo
Via Voghera 14 – ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Contrapposizioni

Un nuovo spazio espositivo a Reggio Emilia. Tullio Masoni, il più piccolo produttore di vino al mondo, con un vigneto sospeso tra i tetti della città storica, estende il marchio ViaMari10 all’arte contemporanea, allestendo al numero 10 di via Mari una mostra collettiva – CONTRAPPOSIZIONI – con opere di Giordano Montorsi, Sandra Moss e Matteo Messori.

Realizzata con il sostegno di Sanfelice 1893 Banca Popolare, l’esposizione sarà inaugurata sabato 17 dicembre 2016 alle ore 17.00. “ Contrapposizioni” è il titolo del progetto, che raccoglie una selezione di dipinti, sculture ed installazioni site-specific realizzate dai tre artisti, differenti per esperienza, provenienza e linguaggio, ma accomunati dalla ricerca di tipo concettuale e da una gestualità ampia ed articolata.

«La vita di tutti i giorni –- spiegano gli autori –- è in continuo mutamento. Spetta a noi decidere ciò che i nostri occhi possono vedere e, tramite essi, plasmare una personale concezione critico-visiva. Come una macchia nera nella nostra retina, mettiamo a fuoco le contrapposizioni della vita, che man mano occupano il nostro campo visivo, proiettando davanti a noi immagini che possono creare cortocircuiti inaspettati».

Giordano Montorsi, docente di Tecniche e tecnologie delle arti visive all’Accademia di Brera, presenta due opere su carta della serie “Figure Metacosmiche” (2014), in cui l’aspetto figurale va oltre l’ordine costituito, unitamente ad una scultura-oggetto (“Topsy-turvy, sottosopra”, 2014) che, attraverso il capovolgimento di un tavolo ligneo, rivela una narrazione latente, un paesaggio spirituale in blu Klein, circondato da quattro fusi in ottone, ideale congiunzione tra terra e cielo.

Sandra Moss, artista originaria dell’Ohio, USA, espone una selezione di opere ad encausto e pastello su cartoncino, tratte dalla serie “The wild: outside in” (2016). Una riflessione sul tema del “selvaggio” ( The wild) in natura ( outside) e nella civiltà ( in), sull’idea di crescita e di declino, sui processi di raccolto, abbandono e rigenerazione. Il tutto, all’interno di una ricerca volta ad analizzare il rapporto uomo-natura, tra consapevolezza e negazione.

Matteo Messori, artista classe 1993 diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, presenta opere selezionate che testimoniano il doppio binario su cui corre il suo lavoro: da un lato la pittura, in cui il gesto si libera allontanando l’osservatore dal vivere quotidiano, dall’altro l’installazione, veicolo per riflettere sulla società contemporanea e sui filtri che vengono imposti (o noi stessi poniamo) al nostro sguardo (“Filtri”, 2016).

La collettiva sarà visitabile fino al 7 gennaio 2017, da venerdì a domenica ore 16.00-20.00, oppure su appuntamento; chiuso 25 dicembre e 1 gennaio, aperto 6 gennaio ore 16.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 335 6352424, tumasoni@tin.it, www.viamari10.it.

 

Segnalato da : CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

Disegni di Seta

Seta , il romanzo pubblicato nel 1996 dello scrittore Alessandro Baricco, è ora un elegante libro illustrato.

Ci ha pensato Rébecca Dautremer, una delle più eleganti e celebrate illustratrici francesi che con la raffinatezza dei suoi lavori è riuscita a persuadere lo scrittore per anni ostinatamente restìo ad una edizione illustrata e che è arrivato a dire : «Ci sono pezzi nel libro che sono riusciti meglio a lei che a me. Il lavoro di Rébecca è una specie di mise en scène».

In effetti lo straordinario lavoro della Dautremer non è stato di tradurre in tavole esplicative quello che suggeriva la scrittura, ma di reinventarla. Tanto che dalla stessa autrice leggiamo: «Dare un volto a Joncour e non darlo al misterioso sconosciuto in Giappone, immaginare un baco da seta lungo un chilometro, un tatuaggio sul corpo di un guerriero giapponese, Flaubert e un elefante, qualche bel fiore azzurro e anche un paio di chiappe. Vuol dire dare un’immagine alla fedeltà tradita, all’amore silente, ai desideri e alle pene».

In questa nuova pubblicazione ritroviamo per intero il testo del romanzo assieme alla meravigliosa trama di immagini che lo reinventano… indubbiamente un lavoro editoriale di grande raffinatezza, un libro sicuramente prezioso (forse un’idea per Natale). Da Feltrinelli.

 

(pubblicato anche su Equilibriarte)

BERENICE ABBOTT. Topografie

Il Museo MAN è lieto di annunciare l’imminente apertura della prima mostra antologica in Italia dedicata a Berenice Abbott (USA, 1917-1991), una delle più originali e controverse protagoniste della storia fotografica del Novecento.

Terza di un grande ciclo dedicato alla street photography, la mostra al MAN di Nuoro, a cura di Anne Morin, presenta, per la prima volta in Italia, una selezione di ottantadue stampe originali realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta. Suddiviso in tre macrosezioni – Ritratti, New York e Fotografie scientifiche – il percorso espositivo restituisce il grande talento di Berenice Abbott e fornisce un quadro generale della sua variegata attività.

Nata a Springfield, in Ohio, nel 1898, Berenice Abbott si trasferisce a New York nel 1918 per studiare scultura. Qui entra in contatto con Marcel Duchamp e con Man Ray, esponenti di punta del movimento dada. Con Man Ray, in particolare, stringe un rapporto di amicizia che la spingerà a seguirlo a Parigi e a lavorare come sua assistente tra il 1923 e il 1926.

Sono di questo periodo i primi ritratti fotografici dedicati ai maggiori protagonisti dell’avanguardia artistica e letteraria europea, da Jean Cocteau, a James Joice, da Max Ernst ad André Gide. Ritratti che – secondo molti interpreti – costituiscono il canale espressivo attraverso il quale Berenice Abbott – lesbica dichiarata, in un’epoca ancora lontana dall’accettare l’omosessualità femminile – racconta la propria dimensione sessuale.

Allontanatasi dallo studio di Man Ray per aprire il proprio laboratorio di fotografia –frequentato da un circolo di intellettuali e artiste lesbiche come Jane Heap, Sylvia Beach, Eugene Murat, Janet Flanner, Djuna Barnes, Betty Parson – già nel 1926 Abbott espone i propri ritratti nella galleria “Le Sacre du Printemps”. È in questo momento che entra in contatto con il fotografo francese Eugène Atget, conosciuto per le sue immagini delle strade di Parigi, volte a catturare la scomparsa della città storica e le mutazioni nel paesaggio urbano.

Per Abbott è un punto di svolta. La fotografa decide di abbandonare la ricerca portata avanti fino a quel momento e di fare propria la poetica del negletto Atget – del quale, alla morte, acquisterà gran parte dell’archivio, facendolo conoscere in Europa e negli Stati Uniti – dedicandosi, da quel momento in poi, al racconto della metropoli di New York.

Tutti gli anni Trenta, dopo il rientro negli Stati Uniti, sono infatti dedicati alla realizzazione di un unico grande progetto, volto a registrare le trasformazioni della città in seguito alla grande depressione del 1929. La sua attenzione si concentra sulle architetture, sull’espansione urbana e sui grattacieli che progressivamente si sostituiscono ai vecchi edifici, oltre che sui negozi e le insegne. Il risultato è un volume, tra i più celebri della storia della fotografia del XX secolo, intitolato “Changing New York” (1939), che raccoglie una serie straordinaria di fotografie caratterizzate da forti contrasti di luci e ombre e da angolature dinamiche, ad esaltare la potenza delle forme e il ritmo interno alle immagini.

Nel 1940 Berenice Abbott diventa picture editor per la rivista “Science Illustrated”. L’esperienza maturata nelle strade di New York la porterà a guardare con occhi diversi le immagini scientifiche, che diventano per lei uno spazio privilegiato di osservazione della realtà oltre il paesaggio urbano. In linea con le coeve ricerche artistiche sull’astrazione, Berenice Abbott realizza allora una serie di fotografie di laboratorio, concentrandosi sul dinamismo e sugli equilibri delle forme, con esiti straordinari.

La mostra Topografie al Museo MAN, realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, racconta le tre principali fasi della produzione fotografica di Berenice Abbott attraverso una ricca selezione di scatti, tra i più celebri della sua produzione, e materiale documentario proveniente dal suo archivio.

BERENICE ABBOTT. Topografie
7 Febbraio 2017 – 31 Maggio 2017
Inaugurazione Venerdì 17 febbraio ore 19.00
Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

Ufficio Stampa
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo, tel. 049663499
referente Simone Raddi, gestione2@studioesseci.net

Bibart Biennale Internazionale d’arte

Al nastro di partenza (prende il via domani, per concludersi il 15 gennaio), la prima Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana-Bibart, ambientata nel centro storico della città, nelle sue chiese e nel Museo Diocesano. Oltre 100 artisti da tutto il mondo esporranno per un mese in dieci location.

Miguel Gomez, direttore artistico

La città vecchia si animerà non solo di opere d’arte ma anche di eventi di musica e danza: in particolare, saranno 156 gli artisti, provenienti da nove Paesi (Italia, Argentina, Armenia, Brasile, Croazia, Francia, Grecia, Iraq e Uruguay), con 328 opere esposte tra pittura, scultura, grafica e video art.

Nell’ambito dell’evento spicca la mostra all’interno del Museo Diocesano: “Dal Postimpressionismo al Neorealismo: viaggio tra le avanguardie del Novecento“, ben 48 opere di grandi maestri da Cezanne a Renoir, Picasso, Balla, Mirò, Rosai, Boccioni, Archypenko, provenienti dalla collezione privata dell’artista, ultimo esponente del neorealismo italiano, William Tode.

Bibart è anche spettacolo, cinema, teatro, letteratura e musica con 20 appuntamenti in calendario: presentazioni di libri, concerti, proiezioni di film, spettacoli teatrali e performing art.

Olio d’artista

Olio d’artista è un progetto curato da Francesco Sannicandro che propone elaborazioni, interpretazioni e riuso dei tradizionali contenitori dell’olio: la lattina metallica e la bottiglia di vetro.

Avviata nel 2011 con un primo nucleo di artisti e arricchitasi sempre più nel tempo, esalta, attraverso l’arte, il principe della tavola mediterranea, quell’olio d’oliva che rappresenta l’asse portante dell’economia pugliese e, anche grazie al quale, la Puglia è nota nel mondo.

La mostra Olio d’artista si compone di una collezione di oltre centotrenta opere di artisti, pugliesi e non, che partendo da lattine di alluminio e bottiglie di vetro,dismettono i panni di semplici contenitori per divenire opere d’arte. La fantasia, l’estro e la sensibilità degli artisti fanno a gara, utilizzando gli oggetti, per esaltare e valorizzare un prodotto il cui successo è noto anche fuori dai confini nazionali e che vede, in questa mostra, l’arte di rendergli omaggio.

«… nella mostra Olio d’artista è l’oggetto stesso che si trasforma in opera d’arte e nel contempo vede realizzarsi la perdita del suo valore d’uso: perde la funzione originale per acquisire altre proprietà, estetiche, simboliche, allusive, analogiche, allegoriche, in taluni casi persino anagogiche […] non siamo nel campo della riciclart, giacché non si tratta di oggetti che hanno già esaurito la loro funzione e attendono di essere abbandonati o riciclati: le lattine e le bottiglie utilizzate sono tutte nel pieno della loro potenziale azione, nuove e non ancora “unte” dall’olio. Potremmo dire che non hanno avuto modo neanche di espletare la funzione per la quale sono state realizzate: contenere l’olio». (Francesco Sannicandro).

Artisti partecipanti: Natale Addamiano – Dario Agrimi – Franco Altobelli – Caterina Arcuri – Uccio Biondi – Alessandro Boezio – Dario Brevi – Rossana Bucci & Oronzo Liuzzi – Antonia Bufi – Loredana Cacucciolo – Vito Capone – Cappelluti Raffaele – Gaetano Cariello – Michele Carmellino – Miki Carone – Giovanni Carpignano – Maria Grazia Carriero – Mariangela Cassano – Mauro Castellani – Pierluca Cetera – Daniela Chionna – Angela Cosnsoli – Daniela Corbascio – Angelo Cortese – Franco Cortese – Maria Grazia Costa – Flavia D’Alessandro – Teo De Palma – Paolo De Santoli – Gianni De Serio – Amedeo Del Giudice – Angioletta Denitto – Pietro De Scisciolo – Carlo Dicillo – Amalia Di Lanno – Antonio Di Michele – Antonio Di Rosa – Pietro Di Terlizzi – Ninì Elia – Gaetano Fanelli – Luigi Filograno – Antonino Foti – Ignazio Gadaleta – Letizia Gatti – Antonio Giannini – Marco Giberti – Claudio Grenzi – Gaetano Grillo – Enzo Guaricci – Dario Lafasciano – Nicola Liberatore – Giuseppe Lisi – Salvatore Lovaglio – Paolo Lunanova – Nelli Maffia – Anna Magistro – Franco Marrocco – Michele Martucci – Mimmo Marullo – Jara Marzulli – Vincenzo Mascoli – Antonio Menichella – Mauro Mezzina – Enzo Morelli – Massimo Nardi – Fernando Perrone – Pino Potito – Mario Pugliese – Massimo Quarta – Daniela Raffaele – Lucia Rotundo – Massimo Ruiu – Francesco Sannicandro – Laura Scaringi – Lino Sivilli – Maddalena Strippoli – Anna Maria Suppa – Beppe Sylos Labini – Cosmo Damiano Tondo – Tommaso Tosiani – Franco Valente – Claudia Venuto – Michele Zaza.

Olio d’artista
Pinacoteca Comunale Museo del Fuoco di Novoli (Lecce)
ex asilo “Tarantini”.

La mostra verrà esposta al pubblico dal 4 al 18 gennaio 2017

Al vernissage saranno presenti
il Sindaco e Presidente della Fondazione Fòcara di Novoli, avv. Gianmaria Greco e il direttore della Pinacoteca Comunale Museo del Fuoco , dott. Piero Pella

Evento Patrocinato dal Comune di Novoli, Fondazione Focàra di Novoli.
Media Partner Il Sito dell’Arte

In collaborazione con il Museo del Fuoco di Novoli, Accademia di Belle Arti di Lecce, Arte Italia Cutura, Foreste Urbane, Az.Mimì

Segni di luce

Segni di luce, rassegna di Arte Sacra contemporanea promossa ed organizzata dall’Associazione culturale ‘Terra’ e dalla Fondazione Rocco Spani Onlus di Taranto, prenderà il via domenica 18 dicembre alle ore 18.30 nelle sale del MuDi (Museo Diocesano di Arte Sacra), già sede storica del Seminario Arcivescovile (XVI sec.) di Taranto.

La rassegna, progettata site specific dal prof. Giulio De Mitri, affermato artista pugliese, e curata dal critico e storico dell’arte dott.ssa Sara Liuzzi, annovera la presenza di un valido quartetto di artisti calabresi, appartenenti a formazione, linguaggi e a due diverse generazioni: Lucia Rotundo e Maria Teresa Sorbara artiste-docenti, con un rilevante background culturale. Caterina Rotella e Antonio Tolomeo, invece, due giovanissimi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e creativi emergenti.

Accompagna la mostra un significativo catalogo edito da Print Me, per la Collana di Arte Contemporanea IMAGO, diretta da Sara Liuzzi, contenente testo istituzionale, critico, apparato iconografico e note biografiche sugli artisti.

Gli artisti, con le loro opere – scrive la curatrice, nella presentazione in catalogo – ci condurranno nell’infinito mistero della luce. Un prezioso evento che fa trasparire il messaggio, invitando il fruitore alla riflessione. (…) Una mostra singolare che si pone come obiettivo quello di riaccendere l’attenzione sugli aspetti iconici e aniconici dell’Arte Sacra contemporanea, attraverso linguaggi essenziali e trasparenti, che vadano oltre l’effimero, per una nuova lettura che esprima trascendenza nello spirito del Sacro”.

All’inaugurazione interverranno i proff. Antonio Basile, critico e docente di Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Lecce, Giulio De Mitri, artista e docente di Tecniche e tecnologia delle arti visive all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e il dott. Silvano Trevisani, critico e direttore della rivista “L’Officina, Laboratorio delle culture e delle storie”.

La rassegna Segni di luce è inserita nell’ambito della terza edizione del “Natale nell’Isola…” ovvero nel centro storico di Taranto.

Segni di luce a cura di Sara Liuzzi
Taranto, Museo Diocesano di Arte Sacra
Centro Storico – Vico I Seminario
Inaugurazione 18 Dicembre 2016, ore 18.30

Infoline: 3932204680 – 3204520266
Email: info@associazioneterra.org

Liberty in Italia

A Palazzo Magnani esposte oltre 300 opere, selezionatissimi prestiti provenienti dai più importanti Musei italiani e da straordinarie collezioni private, molti dei quali, oggetto di recenti studi, vengono presentati al grande pubblico per la prima volta.Ogni sezione della mostra – dedicata al dialogo tra le diverse arti: pittura, scultura, decorazione murale, ceramiche, progetti di case d’artista, manifesti, illustrazione e incisione – mette in luce l’alternanza tra le due “anime” del Liberty italiano: quella propriamente floreale e quella “modernista”, più inquieta, stilizzata ed essenziale e che precederà le ricerche delle avanguardie, in primis il Futurismo.

ORARI DI APERTURA
dal martedì al giovedì 10.00-13.00/15.00-19.00
venerdì, sabato e festivi 10.00-19.00
lunedì chiuso

ORARI DI APERTURA DURANTE LE FESTIVITA’ NATALIZIE
giovedì 8 dicembre: orario continuato 10-19
sabato 24 dicembre: dalle 10 alle 13
domenica 25 dicembre: dalle 15 alle 19
lunedì 26 dicembre: orario continuato 10-19
sabato 31 dicembre: orario continuato 10-13
domenica 1 gennaio 2017: dalle 15 alle 19
venerdì 6 gennaio 2017: orario continuato 10-19

Ingressi
Intero € 11
Ridotto Residenti della provincia di Reggio Emilia € 10
Ridotto € 9 (Amici della FPM; Amici dei Teatri; militari; over 65; diversamente abile; studenti dai 18 ai 26 anni)
Studenti € 5 (studenti dai 6 ai 18 anni)
Ingresso omaggio (bambini fino ai 6 anni; accompagnatore per visitatore diversamente abile; Giornalista iscritto all’albo con tessera di riconoscimento valida)

Ingresso famiglia
Ingresso € 22 (2 adulti + 1 bambino dai 6 ai 14 anni)
Ingresso € 28 (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 14 anni)
Ingresso € 35 (2 adulti + 3 bambini dai 6 ai 14 anni)

Ingressi gruppi – minimo 20 massimo 26 persone
Ridotto € 9 a persona, omaggio per accompagnatore del gruppo. È d’obbligo la prenotazione

Audioguide
Comprese nel biglietto d’ingresso

per informazioni e prenotazioni
Tel. 0522 454437 – 444446
info@palazzomagnani.it

In Romeo and Juliet

L’installazione In Romeo and Juliet è visibile al MAMbo dal 16 al 26 dicembre (inaugurazione il 15), nell’ambito della rassegna ‘Scene da Romeo e Giulietta’.
 
Un percorso sulle parole di Shakespeare, progetto promosso da Teatrino Giullare e Associazione Liberty, con la cura di Elena Di Gioia.
All’ingresso della sala, situata negli spazi della Collezione Permanente, ad accogliere il visitatore, le pagine del copione di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, cucite tra loro, lavorate dagli appunti dei due artisti-registi, Giulia Dall’Ongaro e Enrico Deotti, con annotazioni di regia, tagli, macchie di vino e inchiostro: un filo cuce i pezzi del Primo In-quarto shakespeariano, per la prima volta presentato in Italia.
 
All’interno della sala, l’esposizione s i sviluppa con evocazioni, maschere, figure, disegni realizzati, da Cikuska, che riflettono sul tema dell’identità e della teatralità della vita. Il raggio di un proiettore perfora gli occhi di una maschera rivelando pensieri, presenze e ricordi. In Romeo and Juliet è il primo passo di un’esplorazione di opere teatrali e letterarie tradotte in un frammento visivo.
In occasione dell’inaugurazione, giovedì 15 dicembre alle h 18.00, l’esposizione sarà arricchita da un incontro speciale con ospite Giuliano Scabia, poeta e drammaturgo, per molti anni docente al Dams di Bologna e testimone della nascita di Teatrino Giullare.
 
Nel breve scritto, Per sentiero e per foreste (da Il tremito, ed. Casagrande, 2006), Giuliano Scabia, racconta i suoi esperimenti alla ricerca della voce della poesia, del teatro, della musica.
Inaugurazione e incontro sono a ingresso libero.

Lo Studio di Pablo Picasso

Dall’ 8 dicembre l’opera di Pablo Picasso ‘Lo Studio’ (L’Atelier) è tornata ad essere esposta al pubblico nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni, al termine del delicato intervento di restauro di cui è stata oggetto, intrapreso lo scorso giugno dal dipartimento di conservazione della Collezione Peggy Guggenheim e reso possibile grazie al prezioso supporto della banca BSI, Institutional Patron del museo dal 2001.

Quel bianco incredibile ha finalmente recuperato la sua luminosità” sostiene il Conservatore del museo Luciano Pensabene Buemi che ha eseguito il restauro. “Si possono adesso distinguere i due bianchi utilizzati da Picasso per dare profondità differenti agli elementi della composizione. Inoltre la pulitura ha messo in evidenza come l’artista abbia voluto sperimentare una diversa superficie materica dei bianchi creando alcune figure con impasti ricchi di colore e altre con stesure che lasciano intravedere il grigio della preparazione. Gli altri colori presenti nel dipinto, il rosso, il verde, i gialli, il grigio sono ora più vividi e saturi”.

Decisamente innovativo, nell’ambito di questo intervento, è stato l’utilizzo sperimentale della nanotecnologia e l’applicazione di nanogel selettivi che hanno permesso di rimuovere lo sporco accumulatosi nel tempo e le vernici non originali. Il lavoro di ricerca e di restauro si è di fatto inserito all’interno del progetto europeo NANORESTART (NANOmaterials for the REStoration of works of ART) finanziato dalla Commissione Europea, che ha come obiettivo lo sviluppo di nanomateriali per la pulitura selettiva delle opere moderne e contemporanee. Il progetto è stato presentato, in anteprima, lo scorso 25 novembre alla Tate Britain di Londra durante il simposio Picasso, Picabia, Ernst. New perspectives.

Siamo lieti di collaborare con la Collezione Peggy Guggenheim per il restauro di questi capolavori dell’arte del XX secolo” dichiara Francesca Martinoli, Responsabile della Collezione d’arte di BSI. “Questi progetti ci permettono di affiancare il museo, di cui siamo orgogliosi partner da più di 15 anni, in modo ancora più puntuale e di dimostrare che il nostro impegno nel campo dell’arte si realizza sia attraverso la valorizzazione della nostra importante collezione, la BSI Art Collection, sia partecipando a progetti specifici che contribuiscono alla crescita del patrimonio culturale

Il pubblico può nuovamente ammirare questo “capolavoro ritrovato” e nel corso del mese di dicembre, tutti i giorni alle 15, verranno offerti ai visitatori approfondimenti sull’intervento di restauro e sull’opera stessa.

Lo Studio rimarrà esposto alla Collezione Peggy Guggenheim fino a metà gennaio, per poi essere trasferito, ma solo temporaneamente, al Museo Solomon R. Guggenheim di New York, in occasione della mostra Visionaries: Creating a Modern Guggenheim, in apertura il 10 febbraio 2017.

Ma la generosa collaborazione con BSI non termina qui. È infatti al via un secondo, importante progetto di conservazione realizzato grazie al supporto della banca svizzera, su un altro capolavoro della collezione di Peggy, Circoncisione ( Circumcision), realizzato da Jackson Pollock nel 1946. Questo intervento di restauro si inserisce nell’ambito della campagna di conservazione sulle opere di Jackson Pollock iniziata dal museo, nel 2015, con il restauro di Alchimia.

SIGNA – Storie di Donne

Dal 10 Gennaio 2017 presso Palazzo Roberto Narducci ex Poste Centrali (Piazza Cesare Battisti, Bari) l’Associazione Sviluppo Sostenibile presenta “SIGNA – Storie di Donne”, una mostra fotografica a cura di Iginia Romeo composta di 36 foto di Pio Meledandri.

Alla inaugurazione, che si terrà alle ore 18:00 interverranno Stefania Santelia, docente di Letteratura Latina – Università Aldo Moro Bari e Annamaria Ferretti giornalista – direttora di ILIKEPUGLIA. Insieme compareranno cultura, rapporti sociali, consuetudini e normative relative alla condizione della Donna nel mondo antico e in quello contemporaneo, esaminando casi e motivazioni della violenza nei confronti delle Donne e la loro subordinazione al potere maschile.

Le dodici donne – Angela Mongelli, Annamaria Ferretti, Fara Melandri, Giulia Ceci, Iginia Romeo, Irma Melini, Ketty Zotti, Paola Di Giulio, Silvia Dattoma, Stefania Lapedota, Valentina Cernò, Yvonne Cernò – vere protagoniste della mostra, di età, profili professionali e funzioni sociali diverse, hanno costruito storie differenti che hanno in comune la violenza da parte di un uomo o addirittura del branco.

Ogni donna, nella realtà della finzione, è rappresentata poco prima e poco dopo la violenza e poi nell’’immaginazione visuale, riprende la vita quotidiana convivendo con “i segni” del trauma.

Illusione della Fotografia, dove nel nostro caso “ogni dramma è un falso”, grazie al “trucco” e alla mimica dei soggetti riesce a mettere in scena una storia per ciascuna protagonista.

Pagina facebook dell’Associazione

BACK TO THE LAND

Il progetto Back to the Land non è una semplice mostra, ma la tappa di un percorso virtuale che, a livello globale, ormai da tempo, chiama in causa l’arte contemporanea, quale strumento in grado di portare alla ribalta questioni ecologiche e di stimolare riflessioni ambientali.
 
Un movimento “intestinale”, all’interno del quale l’Italia si è ritagliata da tempo un ruolo da protagonista, forte di un’eredità che, attraverso movimenti come l’Arte Povera, fin dagli anni Sessanta, ha saputo porre le basi per le attuali esperienze artistiche […].
Questo grande fermento globale, stimolato da una situazione di perenne pericolo, di cui abbiamo recentemente avuto conferma in seguito all’ultimo monito ufficiale dell’ONU sul livello dei gas serra, è la reazione alla tradizione antropocentrica occidentale, nella quale l’uomo, dotato di ragione e personalità, è ritenuto il solo depositario della legge morale; il sintomo di un malessere che da tempo l’arte cerca di elaborare, a cui l’artista, quale attore e interprete, si approccia in maniera creativa e spesso non scientifica, sfruttando codici e linguaggi in grado di raccontare problematiche importanti, mediante approcci innovativi e non tradizionali.La mostra Back to the Land intende inserirsi all’interno di questo panorama estremamente complesso e delicato, attraverso il lavoro di 7 giovani artisti internazionalmente riconosciuti. Pur non avendo l’obiettivo di rappresentare un momento di denuncia aperta, o l’occasione per gridare ad alta voce l’ennesimo triste elenco di eventi e disastri ecologici, Back to the Land, vuole riflettere sull’importanza del gesto umano, del senso di responsabilità e del potere che il linguaggio dell’arte contemporanea può rivestire in questo senso. Attraverso approcci formali differenti, i sette artisti invitati mettono in scena metodi espressivi e linguaggi che sono in grado, ognuno a proprio modo, di raccontare una comune attenzione alle questioni ambientali e alle problematiche naturali odierne. (Continua sulla fonte)

 

In Foto : Back to the Land, veduta della mostra, Studio la Città, Verona, 2016. Al centro: Andreco. Photo Michele Alberto Sereni. Courtesy Studio la Città, Verona