Rilevamenti # 1

Dopo il significativo evento dedicato all’opera di Nicola Carrino, uno dei protagonisti di spicco dello storico Gruppo Uno di Roma, venerdì 9 dicembre 2016, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 20,00, è in programma presso il CAMUSAC l’apertura della mostra “Rilevamenti # 1”, ideata e progettata da Bruno Corà in collaborazione con Daniela Bigi, Tommaso Evangelista, Aldo Iori, Federico Sardella e Marco Tonelli che hanno individuato, ognuno con proprie indicazioni critiche, i primi cinque nuclei di artisti invitati in questa rassegna.

rilevamenti_L’evento “Rilevamenti # 1” si configura pertanto come il primo di una vasta ricognizione critica a respiro italiano, rivolto a segnalare artisti emergenti o di cui si vanno definendo le cifre linguistiche distintive che li impongono sulla scena artistica nella seconda decade di questo inizio di millennio.

L’iniziativa ha parimenti la volontà di sottolineare le personalità critiche che negli ultimi anni si sono rivelate e impegnate con maggiore determinazione mediante una produzione curatoriale, saggistica e di ricerca che ha indotto la direzione del Museo a considerarne gli esiti con motivato interesse.

Gli artisti invitati a “Rilevamenti # 1” sono: Gianfranco Maranto, Campostabile, Genuardi/Ruta, Davide Mineo (a cura di Daniela Bigi), Riccardo Ajossa, Alessio Ancillai, Michele Giangrande, Roberto Pugliese (a cura di Tommaso Evangelista), Luca Pozzi, Michele Guido, Giovanni Termini, Michele Ciribifera (a cura di Aldo Iori), Claudio Citterio, Yari Miele, Maria Elisabetta Novello, Antonella Zazzera (a cura di Federico Sardella), Jacopo Cardillo, Nebojsa Bogdanovic, Chiara Sorgato, Marco Ulivieri (a cura di Marco Tonelli).

La mostra annovera 2 opere per ogni artista, per un totale di 40 lavori. Ogni curatore ha provveduto alla scelta delle opere insieme alla stesura di un breve profilo critico che insieme a una sintetica bio-bibliografia comparirà nel catalogo previsto per l’evento, comprensivo di testi critici introduttivi e immagini delle opere per i tipi della casa editrice Magonza di Arezzo.

Nel corso dell’apertura della mostra saranno previste conferenze e tavole rotonde che forniranno spunti di osservazione e riflessione sul nuovo panorama artistico di cui “Rilevamenti # 1” intende essere espressione.

Per ulteriori informazione sulla mostra o sulla logistica inerente l’iniziativa rivolgersi al n. +39 335 52 59 956 – o per mail all’indirizzo info@camusac.com

Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte

Ancora code e ancora Petruzzelli pieno fino all’ultimo posto per la rassegna ‘La Storia nell’Arte‘ degli editori Laterza che oggi ha portato in teatro la lezione di storia di Franco Cardini che ha parlato di ‘Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte‘.

castel-monte“Una reggia, un monumento celebrativo, un luogo di culto? La forma di Castel del Monte – è la lezione di Cardini – è strettamente legata alle idee di chi l’ha voluto, Federico II: imperatore cristiano, illuminista ante litteram, tiranno politico e legislatore egualitario, cultore delle scienze ed esoterista”.

Petruzzelli_code

Le lezioni di storia al Petruzzelli di Bari stanno riscuotendo un enorme successo con lunghe code la domenica mattina per assicurarsi i posti migliori in teatro. La rassegna continua fino al 18 dicembre. I grandi scenari storici, le trasformazioni sociali e religiose, i protagonisti dei movimenti culturali e politici vengono riletti attraverso l’interpretazione che 6 grandi storici propongono di 6 opere d’arte.

(da Ansa)

VISIONI ONIRICHE DI SUSY MANZO

Visioni oniriche in chiave fiabesca – Testo a cura di Dora Marchese

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, scriveva Shakespeare nella Tempesta.

il-navigar-me-dolce-in-questo-pratoE da questa sostanza, sfuggente e misteriosa, paiono essere originati i delicati e seducenti lavori di Susy Manzo, artista milanese, maestra nell’arte del paper-cutting, della pittura ad olio e del disegno.

In ‘Storie sospese‘ Susy Manzo ha voluto raccontarci qualcosa di sé, aspetti legati alle parti più profonde del suo vissuto e del suo immaginario. Ha voluto fondere il passato, fatto di esperienze ora gioiose ora tristi, con il presente, intriso di speranze e attese, realizzando delle opere fortemente intimistiche, delle visioni oniriche in chiave fiabesca.
Ironia, gioco e leggerezza sono gli ingredienti principali delle sue Storie ma a ben guardare l’artista ci catapulta anche in un mondo perturbato e perturbante. Lo si capisce avvicinandosi e osservando da vicino i piccoli quadri preziosi di dettagli e simboli significativi.

L’urgenza di comunicazione di Susy si esprime nel rifiuto della bidimensionalità, dunque nella negazione di una condizione d’irrealtà a favore della “verità” della terza dimensione, realizzata attraverso personaggi e oggetti che evadono dalle cornici, si affacciano e si protendono verso lo spettatore creando più livelli di narrazione: l’infrazione della bidimensionalità mira a rendere concreto il fantastico. E così le delicate figure femminili, biancovestite di ricami fatti da chiaroscurali intarsi, sono icone di candore e innocenza ma si muovono in un universo senza spazio e senza tempo, fatto di colori tenui rivivificati solo dal fulvo delle chiome muliebri. In questo universo vige la duplicità, si muovono opposte tensioni. Da una parte vi si accampano alberi e rami che svettano verso l’alto senza soluzione di continuità, senza mai finire, sconfinando dai margini fisici del quadro stesso, emblemi di libertà e voglia d’infinità. Dall’altra, campeggiano lunghe e articolate radici, simili a ragnatele, espressioni del bisogno di realtà e stabilità che però si risolve in utopia: le radici infatti sono aeree, non affondano saldamente nel terreno, fluttuano del vuoto, sono altrettanti inganni di sicurezza e stabilità. E se le radici si diramano nel cielo, i pesci volano nell’aria e i fiori, perduta la loro carnalità e i loro sgargianti colori, sono bianche silhouette, quasi astrazioni. Solo le fragili barchette di carta sembrano garantire che la continua inesausta ricerca è quella che, alla fine, ci tiene davvero legati al mondo e ne rende possibile il viaggio nel suo cuore.

Susy interpreta così le tensioni della vita moderna, raccontando storie che sono quelle di noi tutti, dimidiati tra desideri e fallimenti, tra età adulta e fanciullezza, tra malinconie e sogni: le linee verticali del pensiero s’intersecano con quelle orizzontali della materia.

Le Storie sospese di Susy Manzo emanano una piccola musica, un sussurro che pare scandire le parole del poeta Lucio Piccolo: «Se noi siamo figure/ di specchio che un soffio conduce/ senza spessore né suono/ pure il mondo dintorno/ non è fermo ma scorrevole parete/ dipinte, ingannevole gioco/ equivoco d’ombre e barbagli/ di forme che chiamano/ e negano un senso».

Artemisia Gentileschi e il suo tempo

Arriva nella Capitale una grande mostra dedicata a una delle artiste più appassionanti e amate dal grande pubblico, Artemisia Gentileschi: dal 30 novembre 2016 al 7 maggio 2017 presso Museo di Roma a Palazzo Braschi, magnifico edificio del XIX secolo, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II.

artemisia_gentileschi_e_il_suo_tempo_largeL’esposizione, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, nasce da un’idea di Nicola Spinosa, avvalendosi di un prestigioso comitato scientifico ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana.

L’artista, nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653, protagonista di noti episodi drammatici e scandalosi, ha vissuto e lavorato principalmente in tre città: Firenze (dal 1613 al 1620), Roma (dal 1620 al 1626) e Napoli (dal 1626 al 1630). La mostra è un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini.

Frutto di un lunghissimo lavoro preparatorio, la mostra vanta prestiti da tutti i principali musei del mondo – dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo di Capodimonte, dal Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e dal Národní galerie v Praze di Praga -, ed opere straordinarie quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne (Museo di Capodimonte), Ester e Assuero (Metropolitan Museum di New York), Autoritratto come suonatrice di liuto (Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut) e moltissime altre.

Accanto alle opere di Artemisia, anche quelle dei grandi protagonisti del ‘600 come Cristofano Allori, Simon Vouet, Giovanni Baglione, Antiveduto Grammatica e Giuseppe Ribera.

 

Les Américains a Milano

Dal 30 novembre al 19 febbraio, la galleria Forma Meravigli, in collaborazione con Contrasto, espone per la prima volta a Milano la serie completa del progetto fotografico di Robert FrankLes Américains‘, probabilmente il più importante del ventesimo secolo.

Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956
Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956

Robert Frank aveva 34 anni quando in Francia fu pubblicata la prima edizione di “Les Américains“. L’anno seguente uscì negli Stati Uniti con il titolo “The Americans“, un libro con 83 immagini in bianco e nero, scattate durante un viaggio negli Stati Uniti nel 1955, che di lì a poco avrebbe cambiato la grammatica e la storia della fotografia, sfidato la grandezza dei lavori dei suoi predecessori e mentori Walker Evans e Henri Cartier Bresson, mostrato la drammatica solitudine delle persone e svelato, in maniera cruda e spietata, il profondo abisso tra la grigia realtà quotidiana statunitense e lo splendore dell’ American Dream.

Ebbe a scrivere Jack Kerouac : “Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa. È questo che ha catturato Robert Frank nelle formidabili foto scattate durante il lungo viaggio attraverso qualcosa come quarantotto stati su una vecchia macchina di seconda mano”.

L’artista Cesare Cassone per Norcia.

Summer 2016 n.1
Summer 2016 n.1

Le Associazioni Culturali E20 Gaia e l’Agenzia Rothko, con il patrocinio del Comune di Perugia hanno organizzato un’asta di beneficenza a favore della popolazione del territorio di Norcia colpita dal recente terremoto, invitando artisti, sia nazionali che internazionali, a partecipare alla donazione di opere per una raccolta fondi, contando vivamente sulla loro solidarietà e preziosa collaborazione.

Lo spirito di unione e condivisione per una giusta causa permetterà agli organizzatori di donare aiuti sia a sostegno della comunità che alla ricostruzione del patrimonio storico artistico e architettonico del territorio, simbolo di grande valore culturale e di identità civile della Regione Umbria.

Cesare Cassone parteciperà donando il dipinto: “Summer 2016 n.1” 100×80 acrilico su tela 2016

Pugliese, di Castellaneta, Cesare Cassone vive ed opera a Bari. Pittore autodidatta come ama definirsi dipinge fin dal 1966 ricercando, nelle prime prove pittoriche, l’equilibro tra luci e colori della natura pugliese proseguendo dal 1973, anche da ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a coltivare la sua innata passione per la pittura. Al termine della sua carriera nell’Arma con il grado di Generale nell’agosto 2005 si è dedicato completamente alla pittura interpretando, sotto una nuova luce, le sue passate esperienze di osservazione della realtà esterna tendendo essenzialmente a mettere in evidenza la stupenda cromaticità. Ha tenuto numerose mostre personali partecipando anche a collettive e fiere internazionali d’arte moderna contemporanea sia in Italia che all’estero. Della sua attività si è ampiamente interessata la stampa quotidiana e specializzata. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti tra i quali i premi internazionali “Van Dyck”, “San Valentino” e “Boe”, il premio “Inno alla natura” ed il premio speciale del “Corriere dell’arte”.

Artista inquieto , estremamente avido di esperienza , deciso alle innovazioni il pugliese Cesare Cassone soppianta , assai spesso , la struttura meditata della composizione a vantaggio dell’intervento della materia cromatica che si irradia, vero e proprio magma, per l’intera superficie della tela.
Speculazioni pittoriche, le sue, che partono dal presupposto che la pittura debba essere sostanza espressiva e comunicativa di sentimenti e mai subordinata alle convenzioni.
Cosi operando questo pittore, al quale vanno riconosciuti impegno, forza, coraggio e soprattutto lenta e positiva escavazione del dato formale, lascia intendere appieno di avere tutte le carte in regola per una significativa presenza nel panorama dell’arte contemporanea.”Lello Spinelli , storico e critico dell’Arte in Bari

Sito web dell’artista

 

Il Paese delle Meraviglie di Susy Manzo

Il 3 dicembre presso la Galleria Kōart: unconventional place sarà inaugurata la mostra di Susy Manzo dal titolo ‘Storie Sospese‘ a cura di Dora Marchese e Aurelia Nicolosi.

Storie sospese
Storie sospese

Invenzione, creazione, poesia, magia sono elementi peculiari del cammino, originale e ante litteram, dell’artista. Le sue sono favole, brevi narrazioni dove immagini eteree e delicate sostituiscono i versi di un racconto metaforico sull’esistenza umana. Uomini, animali, oggetti interagiscono da soli o assieme per suggerirci un ricordo, un moto dell’animo, una verità morale o un insegnamento di saggezza pratica. È tutto lì, in un unico tableau vivant, scrigno prezioso da cui si diffondono soavi melodie o si aprono finestre della mente. Susy è una nuova Alice che trasforma il mondo reale in una dimensione altra, dove paure, ansie e desideri più intimi vengono sublimati attraverso il sogno e le delicate sagome che animano le sue composizioni. «Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?» Sembra suggerire la poliedrica autrice allo spettatore che sicuramente verrà coinvolto e rapito dalle sue composizioni, quasi a sentirsi parte attiva della piccola istallazione.

Dov’è la verità? Qual è la finzione? In realtà è difficile dare dei limiti, creare dei confini: ognuno interpreta e reinterpreta la storia come vuole. Ogni azione della vita quotidiana offre uno spunto narrativo con cui giocare e creare delle situazioni che appartengono un po’ a ciascuno di noi. Basta avvicinarsi per riscoprire quegli angoli di mondo a noi cari e quelle persone/personaggi che ci hanno accompagnato durante un percorso irto di ostacoli. Attraverso gli occhi di Susy/Alice scopriamo la gioia delle piccole grandi cose e impariamo ad apprezzare ciò che sembra scontato e quasi banale, ciò che la quotidianità rifugge ma che, invece, appartiene al nostro Universo Parallelo, al nostro Paese delle Meraviglie.
Oscar Wilde sosteneva che «I grandi eventi della vita spesso non lasciano traccia: escono dalla nostra coscienza, e quando per puro caso ci si riaffacciano alla mente, ci appaiono irreali. Perfino il fiore scarlatto della passione sembra crescere nello stesso prato dei papaveri dell’oblio. Ci rammarichiamo del fardello dei nostri ricordi, e abbiamo degli antidoti per difendercene. Ma le piccole cose, le cose di nessuna importanza, quelle ci restano impresse. In qualche minuscola, eburnea cellula il cervello conserva le impressioni più delicate e fuggevoli». L’Arte è in grado di raccontare anche questo e Susy Manzo ne diventa raffinata interprete, scardinando le regole del tempo e ribaltando quelle dello spazio.

Susy Manzo – Storie sospese

A cura di
Dora Marchese e Aurelia Nicolosi

(testo critico di Dora Marchese)

3 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017

Inaugurazione 3 dicembre
ore 19,00

Galleria Kōart: unconventional place
Via San Michele 28
Catania

L’esposizione sarà visitabile fino all’8 Gennaio 2017, dal lunedi al sabato dalle 16,30 alle 21,00. In altri orari per appuntamento, telefonando al 3391779005, 3391190585.
Per info: aurelianicolosi@gmail.com; info@galleriakoart.com

Art Today

Federica Morandi art projects presenta dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017 la consueta mostra di fine anno attraverso una selezione di lavori degli artisti esposti durante gli ultimi anni in Atelier. Artisti in mostra: Pietro Di Girolamo; Veronica Green; Marta Mezynska; Cristiano Ossoli; Stefania Pennacchio; Alberto Maria Prina.

alberto-maria-prina-rada-acrilico-su-cartaArt Today si focalizza sull’arte contemporanea emergente internazionale attraverso la selezione di lavori di piccolo e medio formato, con l’obiettivo di aprire le porte dell’arte ad un pubblico eterogeneo e incoraggiare collezionisti ed appassionati ad investire sui talenti dell’arte di oggi. Iniziare una collezione o incrementarne una, significa lasciarsi contagiare dall’energia dell’arte e coltivare preparazione culturale e sensibilità estetica. Il pubblico è invitato ad interrogarsi sui lavori in mostra, riconoscendo nelle opere esposte il talento e a fare così buoni investimenti sia in termini economici che di appagamento del gusto estetico personale.

L’obiettivo è avvicinare all’arte contemporanea anche giovani o persone con la passione per l’arte, considerando la capacità di spesa di ognuno. La mostra offre un’alternativa utile, terapeutica e accessibile come tante altre spese che si affrontano quotidianamente, soprattutto nel periodo natalizio, considerando che un’opera d’arte è unica, inimitabile e per sempre. Investire in arte significa vedere e comprendere, intuire il futuro e scommettere sul suo valore estetico ed economico. Questo è il gioco avvincente dell’arte contemporanea.

Durante l’inaugurazione saranno presenti alcuni artisti per raccontare il percorso artistico intrapreso e personalizzare su richiesta i propri lavori.

Art Today
ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS
Magenta (MI) – dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017
Via Orti S/n (20013)
Presso Tennis Club Pontenuovo
+39 338 4939 365
info@fmap.it
www.fmap.it

Il silenzio di David Hamilton.

Non ha retto, questa volta No: David Hamilton, uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi, si è tolto la vita. Era stato accusato di stupro qualche giorno da una presentatrice della tv francese in “cerca del suo ultimo quarto d’ora di gloria”.

david_hamilton-ansaHamilton iniziò la sua carriera fotografica nel 1966, dopo essere stato direttore dei magazzini Printemps a Parigi. Cercava la purezza nelle sue foto, ne era ossessionato cosi come lo era dal personaggio di Lolita di Vladimir Nabokov.
Le sue foto, a partire dagli anni ’70, lo avevano reso celebre, con le ragazze in pose erotiche diventate icone dell’epoca, ma gli erano valse, purtroppo anche critiche ed accuse di pedopornografia.
Tuttavia suoi libri hanno venduto milioni di copie, e le sue immagini sono apparse in migliaia di riviste per anni.

La sito “Arte & leonardo basile” riportiamo una pagina che sintetizza la cifra stilistica del grande autore scomparso :

Ho “conosciuto” David Hamilton su una “bancarella del libro ad un euro”…..è stata una piacevole, inattesa scoperta. Sono stato colpito dalle sue foto, dalla romantica magia delle luci e dei colori che in esse riesce ad armonizzare in maniera veramente unica. Il sospetto che sia opera di filtri e manipolazioni è legittimo…..ma clamorosamente falso: David Hamilton non usa assolutamente nulla di tutto ciò. “L’abilità tecnica? E se vi dicessi che non ne ho affatto?” In effetti non ha neanche avuto la curiosità di sviluppare le proprie fotografie e di ignorare il corretto uso dei filtri e degli esposimetri. Le uniche abilità “tecniche” che si riconosce sono il senso della luce e il gusto della composizione.

Dicono che David Hamilton incominciò ad usare la macchina fotografica nel 1969 , esattamente a seguito del suo incontro con la poesia. Non la “poesia” in senso lato ma una in particolare: “Suzanne”, la canzone di Léonard Cohen, che lo colpì profondamente e intensamente, tanto da consentirgli di “tirare fuori” tutto il suo talento nel campo della fotografia, sino allora celato in sé.

TWEN , importante rivista tedesca dell’epoca, pubblicò il suo primo lavoro: le fotografie di Suzanne, racchiudevano tutte le qualità che, nel loro armonico compklesso, costiuiscono la sensibilità artistica di Hamilton e che troviamo nella luce sfumata e incerta dei suoi crepuscoli, la segreta penombra dei tendaggi socchiusi, l’intimità, il riserbo, il pudore e, apparentemente in contrasto, l’abbandono totale.

In molti hanno tentato di carpire il segreto delle sue fotografie, ma lui ha sempre rivelato: “non c’è alcun segreto….solo la bellezza, l’innocenza, la fragilità”.

In effetti, il suo cosiddetto segreto, forse consiste nel profondo, quasi ossessivo interesse per la “fanciulla adolescente”, che è il simbolo perfetto della bellezza allo stato puro, non ancora contaminata dal mondo degli adulti, in cui tutti gli atteggiamenti perdono spontaneità.

Per le sue foto Hamilton non cerca generiche modelle, ma “innocenti e pudiche senza alcun turbamento per la loro nudità”. E vuole che esse non sappiano né truccarsi né tanto meno posare e che abbiano “una maniera assolutamente naturale di correre, di stirarsi o di accavallare le gambe”. Per le ragazze dev’essere quasi un gioco, perché non intravedano nel posare per un celebre fotografo un secondo fine, una futuribile speculazione professionale.

Un’altro “segreto” è St. Tropez, il sole di quella latitudine, le spiagge, l’habitat incantevole. E’ così che prepara psicologicamente le sue modelle, in un’atmosfera di fiducioso abbandono.

“Le lunghe colazioni sulla spiaggia, la vita in comune nella casa di Ramatuelle semplificano molte difficoltà; sentendosi protette, le fanciulle si abbandonano al fotografo, che si limita a cogliere i loro atteggiamenti naturali…”

A Brindisi nasce l’ Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”.

Inaugurazione Associazione Culturale ” Porta D’Oriente”
Brindisi – Ex Convento Santa Chiara
Via Santa Chiara n.°6 (Piazza Duomo)
3 dicembre 2016 alle ore 17,30

inaugurazione_associazione_culturale-porta-d-oriente_brindisiDirezione artistica Carmen De Stasio e Enzo Gabellone .
Patrocini : Comune di Brindisi Assessorato alla Cultura – MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Leo Club Virgilio

Ospiti:

Pierfranco Bruni (scrittore – (poeta)
Responsabile Progetto Etnie e Letteratura – MIBACT

Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi (scrittura verbo – visuale)
CONVERSAZIONE per contatti ravvicinati (performance e installazione interattiva)

Francesco Gaetani (pittore performer) metamorfosi in colore
Performance RI_CREARE dell’artista Massimo Nardi
Dall’arte alla foto d’arte con
Florisa Sciannamea – ideatrice del progetto solidarietà RI-CREARE

Francesco Pasca (poeta visivo)
L’ascolto dell’immaginario

Mimmo Summa (Mimmo Disamistade – artista foto-amatore)
La teatralità attraverso la foto

Interventi Musicali

Dario Ble (comèpositore – chitarra
Francesca Palmisano (violino)

In esposizione

I libri d’artista di “Major Read – On” Boys & Girls
Giuseppe D’Elia (artista) Vicepresidente
Antonio Sabia consigliere
Tommaso Tedesco (artista) segretario.

The Missing Link di Michele Gabriele

Dal 29 novembre 2016 al 31 gennaio 2017 la Fondazione Adolfo Pini presenta per la prima volta un progetto espositivo site specific realizzato all’interno delle proprie sale – The Missing Link di Michele Gabriele a cura di /77 – con una serie di interventi artistici sulle vetrine della casa museo. Una collaborazione resa possibile grazie alla supervisione di Adrian Paci, da cui è nato l’incontro tra la Fondazione e l’artist run project /77, due realtà molto diverse ma accomunate dalla reciproca volontà di promuovere giovani artisti.

invito-inaugurazioneProprio con il recente ingresso di Adrian Paci nel comitato scientifico, la Fondazione Adolfo Pini ha infatti ampliato ulteriormente il suo impegno verso i giovani attraverso un nuovo percorso dedicato all’arte contemporanea, con l’obiettivo di porsi quale nuovo luogo di incontro e valorizzazione della scena dell’arte giovanile a Milano. Rientra in quest’ambito anche il progetto promosso dalla Fondazione Adolfo Pini in collaborazione con /77, che sancisce ancora una volta l’attenzione rivolta ai giovani, cui l’Istituzione dedica da sempre particolare impegno nel campo della musica, della letteratura e, oggi, anche dell’arte.

L’artista, Michele Gabriele, interviene all’interno delle tre vetrine della Fondazione Adolfo Pini, che separano le sale della casa museo, con tre corpi scultorei, composti da materiali organici e oggetti di uso comune, che perdono la loro funzionalità primaria per rimandare ad altri immaginari: una commistione di elementi in grado di creare un ambiente che non possiede più né uno spazio né un tempo specifico. Michele Gabriele decide infatti di utilizzare il tempo come materia per la realizzazione dell’opera. All’interno di ciascuna delle tre vetrine viene esposta una scultura che gioca allo stesso modo con l’estetica delle tassidermie mal realizzate di inizio secolo scorso e quella di tecnologie e macchinari medici contemporanei, creando un immaginario di carattere fantascientifico. La forte connotazione storica dell’ambiente della casa museo ha spinto l’artista a riflettere sulla dimensione temporale della sua produzione, rielaborando elementi e idee che hanno fatto parte della sua ricerca in passato per ragionare sull’evoluzione futura del suo lavoro.

THE MISSING LINK – MICHELE GABRIELE UN PROGETTO ESPOSITIVO SITE SPECIFIC DELLA FONDAZIONE ADOLFO PINI

A cura di /77

29 novembre 2016 – 31 gennaio 2017

Opening: 28 novembre 2016, ore 18.30

Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano

Made in Usa by Andy Warhol

warhol_1Retrospettiva dedicata a Andy Warhol
Inaugurazione sabato 3 dicembre 2016 ore 18.00
Galleria Formaquattro, via Argiro 73, Bari
Dal 3 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017

Sabato 3 dicembre 2016 alle ore 18.00, la Galleria Formaquattro inaugura, “Made in Usa by Andy Warhol”, una retrospettiva dedicata all’artista più rappresentativo della Pop art americana Andy Warhol, (Pittsurgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987).

Curata da Graziano Menolascina , la mostra presenta un percorso completo di tutto il lavoro svolto nella carriera dell’artista, che va dalla serie delle polaroid, alla serie delle icone e i ritratti, tutti gli oggetti e i manifesti pubblicitari, la serie degli strumenti musicali e i vinili utilizzati e realizzati per e dalle grandi Pop Star come Michael Jackson, Rolling Stones e Liza Minnelli.

warholLa coloratissima serie dei Flowers e degli Space Fruit, la fantomatica serie di personaggi dei fumetti I Myths, sino agli intramontabili Self Portrait.

Andy Warhol è stato prima di tutto un eccellente comunicatore, che meglio di qualsiasi altro artista ha saputo interpretare i cambiamenti rivoluzionari in atto nella società del benessere e dei consumi degli anni ’60, comprendendo i potenti meccanismi della pubblicità e utilizzandoli nell’impostare tutta la sua filosofia, la sua poetica artistica, ma soprattutto la sua vita, al punto da essere considerato un’opera d’arte a sua volta. Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore. Tutti ruoli che ha rivestito alla perfezione portando avanti, con una personalissima visione dell’estetico e della rappresentazione creativa. L’utilizzo di colori accesi e contrapposti, l’esaltazione di idoli rappresentativi in uno schema che si può riassumere nei concetti base di bellezza-potere-moda, il consumismo, la ripetitività, l’arte di Andy Warhol è insomma la raffigurazione di un’epoca attraverso le sue immagini chiave. Andy Warhol, con la sua personalità e con la sua immagine, rifletteva i desideri della cultura consumistica americana e la sua opera non è altro che un prolungamento coerente con tutto questo. Le sue serigrafie in serie di personaggi famosi o di prodotti di largo consumo diventano il manifesto di un’ attenzione maniacale all’immagine, all’apparenza, e soprattutto sfidano sfacciatamente il mondo dell’arte tradizionalmente intesa.

Al termine del periodo di esposizione, la mostra sarà disponibile on line sul sito www.formaquattro.com, grazie al tour virtuale realizzato da Dimensione3 www.dimensione3.com

MADE IN USA BY ANDY WARHOL
Retrospettiva dedicata a Andy Warhol
Inaugurazione: sabato 3 dicembre 2016 ore 18.00
Dal 3 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Ingresso: libero
martedì/domenica 10.00/13.00 17.00/20.00
Info: 080 9675720 – 3466260299
info@formaquattro.com