Sutherland-Vangi. Un alto dialogo tra pittura e scultura

Dal 17 dicembre 2016 al 12 marzo 2017 Palazzo Mazzetti (Corso Vittorio Alfieri 357, Asti) ospita la mostra “Sutherland-Vangi. Un alto dialogo tra pittura e scultura”, a cura di Francesco Poli.

L’esposizione, promossa da Fondazione Palazzo Mazzetti e Città di Asti, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Asti.

La Fondazione Palazzo Mazzetti ha portato nell’antica residenza settecentesca di Asti un evento espositivo che presenta, in un dialogo stimolante, opere dipinte e opere plastiche modellate. Alla base di questo progetto che dedica, in contemporanea, due mostre antologiche a Graham Sutherland (1903-1980), protagonista della scena artistica britannica, e a Giuliano Vangi, tra i più grandi scultori figurativi della nostra epoca, c’è la stretta amicizia del collezionista torinese Gianni Tinto con l’artista toscano e l’ammirazione condivisa per Sutherland.

Graham Sutherland arriva al successo internazionale a partire dal secondo dopoguerra. La sua figurazione carica di profonde impressioni naturalistiche con inquietanti valenze esistenziali, caratterizzata da surreali suggestioni biomorfiche e meccanomorfiche, influenza molto giovani artisti, confrontandosi dialetticamente anche con le tendenze informali degli anni ’50. Dopo l’esplosione delle neoavanguardie degli anni ‘60/70 e la svolta postmoderna dei decenni successivi, la qualità formale, espressiva e visionaria della sua pittura ha continuato a mantenere intatto il suo autentico fascino. Alla base dell’intensa visione poetica della natura di Sutherland ci sono due fondamentali componenti culturali: da un lato quella storica, legata all’estetica romantica e alla grande tradizione del paesaggismo inglese e in genere nordico, e dall’altro lato quella moderna d’avanguardia del biomorfismo metamorfico di matrice surrealista. L’autoritratto dell’artista (di cui esiste solo una versione alla National Portrait Gallery di Londra) inaugura il percorso della mostra.

In una recente intervista, Giuliano Vangi ha dichiarato: «L’uomo di oggi e la sua lotta contro un mondo ostile resta comunque il tema fondamentale della mia opera, tutto il resto m’interessa poco. Voglio raccontare i suoi conflitti interiori e i problemi che affronta a livello sociale, solo così sento di essere a posto con la mia coscienza: aver ‘raccontato’ qualcosa che riguarda tutti gli uomini e non essermi limitato alle mie piccole gioie o dolori personali».

La mostra antologica a Palazzo Mazzetti presenta, con un’attenta regia allestitiva, ventisei sculture di varia grandezza realizzate negli ultimi decenni, accompagnate da una decina di grandi disegni di studio; opere che documentano in tutte le sue complesse sfaccettature (esistenziali, aggressive, drammatiche, stranianti, enigmatiche, suggestive, seducenti) la singolare trasformazione delle figure umane in organismi plastici, dotati di una intensa vitalità estetica essenzialmente legata alla capacità dell’artista di controllare e far fluire nelle forme statuarie l’espressività primaria dei materiali costitutivi.

L’esposizione sarà inaugurata venerdì 16 dicembre alle ore 18.00. A seguire rinfresco con la partecipazione speciale dell’Associazione Produttori del Nizza docg e presentazione a cura del Presidente Gianni Bertolino della nuova denominazione punta di diamante di un Territorio di eccellenze.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 12 marzo 2017. Orari: fino al 28 febbraio, da martedì a domenica ore 10.30-18.30; dal 1 al 12 marzo, da martedì a domenica ore 9.30-19.30. Catalogo Silvana Editoriale. Biglietto intero: € 5,00, ridotto € 3,00. SmarTicket acquistabile presso la biglietteria di Palazzo Mazzetti.

Per informazioni: tel. 0141 530403, info@palazzomazzetti.it, www.palazzomazzetti.it.

 
 Segnatato da Chiara Serri 
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Sette Stagioni dello Spirito

Venerdì 16 dicembre, dalle ore 19.00 alle ore 22.00, il museo Madre inaugura Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), che non solo restituisce la memoria ma racconta la dimensione intima e progettuale dell’imponente, omonimo ciclo che, dal 2013 al 2016, ha coinvolto la città di Napoli in un’esperienza collettiva, tesa a ridefinire il rapporto tra arte e comunità.

Nell’ideazione e realizzazione del progetto, Tosatti ha ripercorso la traccia de Il castello interiore (1577), libro in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, trasfigurate dall’artista in altrettante monumentali installazioni ambientali, diffuse in tutta la città: un’opera in formazione progressiva, concepita come un unico grande romanzo urbano.

La mostra finale, a cura di Eugenio Viola, ricostruisce il percorso “dietro le quinte” nella sua articolazione complessiva, fino a spingersi alle soglie dello studio dell’artista, per raccogliere e testimoniare il sovrapporsi delle decisioni e dei cambiamenti, i documenti e i resti di un’officina creativa esposta come un diario, immaginato per la “città e i suoi abitanti”.

Le sonorità elettroniche del progetto Kepler, con le performance di Audioal e Slaker, accompagneranno la serata inaugurale nei cortili del museo, dalle ore 19.00 alle ore 24.00.

Più libri più liberi

Si svolge a Roma, nel Palazzo dei Congressi dell’Eur, dal 7 all’11 dicembre 2016, “Più libri più liberi“, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria.

Giunta alla sua quindicesima edizione, #plpl è l’unica fiera al mondo dedicata esclusivamente all’editoria indipendente dove ogni anno oltre 400 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità ed il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 300 eventi in cui incontrare gli autori, assistere a reading e performance musicali, ascoltare dibattiti sulle tematiche di settore.

Quest’anno si parlerà anche di selfpublishing, settore che negli ultimi anni si è rivelato sempre più un bacino ricchissimo di nuovi autori e nuove storie.

Durante l’incontro Il mercato del self publishing sarà presentata la prima indagine nazionale sul fenomeno a cura dell’Associazione Italiana Editori, e si parlerà dei tanti autori che hanno scelto il self publishing come mezzo principale per pubblicare le proprie opere in alternativa all’editoria tradizionale.

Interverranno Vittorio Anastasia, Ediciclo; Giovanni Peresson, Ufficio studi AIE; Rita Carla Francesca Monticelli, autrice. A moderare il dibattito Cristina Mussinelli, Consulente AIE per l’editoria digitale. Per ilmiolibro parteciperà Lorenzo Fabbri, fondatore della piattaforma, che racconterà la sua esperienza tra libri e digitale.

L’appuntamento è per sabato 10 dicembre, nella Aldus Room (ex Sala Smeraldo) del Palazzo dei Congressi dell’Eur, dalle ore 12 alle ore 12,45.

Give Me Yesterday

Nasce a Milano, realizzato dalla Fondazione Prada in Galleria Vittorio Emanuele II, un nuovo spazio espositivo per la fotografia e i linguaggi visivi. 

Di nome e di fatto l’ ‘Osservatorio‘ intende essere un occhio attento alla fotografia e alla sua rilevanza nella vita quotidiana. “Give Me Yesterday”, mostra a cura di Francesco Zanot, inaugura la programmazione di questo nuovo spazio situato al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali della Galleria, al di sopra dell’ottagono.

L’esposizione, che inaugura il 21 dicembre e rimarrà in visione fino al 12 marzo 2017, mostra i lavori di 14 autori italiani e internazionali (Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopova, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan

McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Maurice van Es) che documentano, attraverso i loro click, i mutamenti d’inizio millennio.

In un contesto caratterizzato dalla presenza pervasiva di dispositivi fotografici e da una circolazione ininterrotta di immagini prodotte e condivise grazie alle piattaforme digitali, questa generazione di giovani artisti ha trasformato il diario fotografico in uno strumento di messa in scena della propria quotidianità e dei rituali della vita intima e personale. Consapevoli delle ricerche di autori come Nan Goldin e Larry Clark negli Stati Uniti o Richard Billingham e Wolfgang Tillmans in Europa, i fotografi presentati in “Give Me Yesterday” sostituiscono l’immediatezza e la spontaneità dello stile documentario con un controllo estremo dello sguardo di chi osserva ed è osservato. Creano così un nuovo diario nel quale si confonde la fotografia istantanea con quella allestita, si imita la catalogazione ripetitiva del web e si usa la componente performativa delle immagini per affermare un’identità individuale o collettiva.

Mario Nalli – Speco

Giovedì 15 dicembre si inaugura a Spazio Menexa la mostra di Mario NalliSpeco”, è la rappresentazione degli antri rupestri secondo la tecnica pittorica dell’artista, che propone la scoperta degli spazi nascosti e intimi che vengono celati all’interno dell’io più recondito.

specoLe sue tele monocromatiche dipinte ad olio descrivono gli spazi chiusi e solitari della natura interpretati come morbidi panni che disorientano.

Gianni Garrera firma il testo critico, e ci dice che “Mario Nalli ottiene l’equivalenza assoluta tra le pieghe di una roccia e quelle di un broccato, tra i ghirigori di un calcare e di un panno. Se la prima suggestione di Nalli è un riferimento alle pareti della caverna platonica, in cui dovrebbero riflettersi le immagini (cioè le ombre) delle idee, in questa parete di caverna non si riflette alcuna idea, ma le immagini o le idee sono le pieghe e i frastagli della roccia stessa, che non funge da schermo, ma è in se stessa un gioiello.

L’artista ripercorre la propria strada e per completare l’esplorazione deve inoltrarsi nella propria grotta ed andare in profondità; ci svela la parte nascosta, taciuta, ma capiamo che è necessario l’uso delle forza interiore per arrivarci, è un viaggio mentale che bisogna percorrere in solitudine e che porta in fondo alla caverna dove riposa l’anima autentica e primordiale che ci avviluppa in un effimera e lieve danza di drappi.

Mario Nalli è il settimo artista che interviene nel ciclo di mostre Salto_nel_buio di Spazio Menexa indagando “gli spazi più nascosti e misteriosi dell’Io” ed attingendo al movimento drammatico delle emozioni, trasporta l’osservatore nel suo armonioso, soave e mutevole mondo, e ci rivela l’apertura di uno spazio che nessuna parola può evidenziare o comprendere; una dimensione dove lo spazio sfocato è l’immagine della forza che ritroviamo in ognuno di noi.

Mario Nalli | Speco
Dal 15 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017

logomenexa
www.spaziomenexa.it

Testo critico Gianni Garrera
Vernissage Giovedì 15 dicembre 2016 | ore 18:30
Via di Montoro, 3 – 00186 Roma
+39 0666019323
Lun-Ven 10:00-19:00

Questo Natale regalati il MAXXI

Per le feste fai&fatti un regalo speciale: dona-ti un anno intero di mostre, eventi, vantaggi con la card myMAXXI! Ce n’è una per ogni età ed esigenza: Young, Individual, Family and Friends, Senior…Ti aspettano tante mostre:

natalemaxxiDall’emozionante mostra ‘Letizia Battaglia. Per pura passione’ che racconta 40 anni di storia d’Italia e non solo con oltre 200 fotografie, alla magia delle video installazioni di Shahzia Sikander. Dal suggestivo viaggio alla scoperta dell’architettura della casa giapponese di The Japanese House al focus dedicato a Carlo Scarpa e il Giappone. E ancora, dalla mostra-installazione Alvaro Siza, Sacro, dedicata ai progetti del maestro portoghese sul tema della sacralità, alle opere sitespecific dei 4 finalisti del Premio MAXXI 2016, fino ad arrivare alla collezione del Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia e alla nuova tappa del progetto The Independent, dedicata questa volta alla realtà romana Vetrina.  Infine: la Collezione MAXXI, libera e permanente, accessibile con ingresso gratuito dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese.

Oltre alle tante iniziative per tutta la famiglia: Le visite guidate gratuite offerte da Groupama Assicurazioni alla scoperta delle mostre e delle collezioni permanenti del museo (26 dicembre e 1 gennaio).
I percorsi, incontri, attrazioni accompagnano l’offerta espositiva e culturale del MAXXI per coinvolgere visitatori di ogni età in un contesto unico. Dal Baby Park gratuito il 26 dicembre, allo spettacolo di magia e illusionismo con il Magic Show di Norbert (1 gennaio). Dall’ApeLettura, il Libro-mobile delle Biblioteche di Roma che srotola il suo magico tappeto di storie su cui immergersi con i propri bimbi (5 gennaio) al Teatro dei Burattini della Compagnia Mangiafuoco (6 gennaio).

Gli orari del MAXXI durante le feste :

sabato 24 dicembre, aperto fino alle ore 17;
lunedì 26 dicembre, apertura anticipata di un’ora (dalle 10.00 alle 19.00) e biglietto ridotto per tutti (€10);
sabato 31 dicembre, aperto fino alle 17.00;
1 gennaio e 6 gennaio, aperto regolarmente fino alle 19.00;
Chiuso il 25 dicembre.

Per maggiori informazioni www.fondazionemaxxi.it

Domenico Spinosa. 100 anni dopo

A Napoli si respira aria d’informale grazie ad una grande mostra diffusa dedicata a Domenico Spinosa, in occasione del centenario, a Villa Pignatelli: “Domenico Spinosa. 100 anni dopo” è il titolo della mostra retrospettiva che raccoglie cinquanta opere dagli anni Cinquanta ai primi del Duemila.

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Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Novecento a Napoli a Castel Sant’Elmo, la Galleria dell’Accademia di Belle Arti questi i luoghi che costituiscono il circuito di luoghi d’arte e che si collegano al percorso espositivo del Museo Pignatelli nei quali si terranno cicli di incontri, approfondimenti, laboratori e visite guidate.

La mostra – che è a cura di Valentina Lanzilli e Aurora Spinosa, con coordinamento organizzativo di Renata Caragliano; organizzata dall’associazione “Progetto Museo” in collaborazione con gli Amici di Capodimonte e con il supporto di COMICON, Salone Internazionale del Fumetto; con allestimento a cura di Lucia Anna Iovieno – è accompagnata dal volume “Domenico Spinosa. Una vita per l’arte 1916 – 2007” edito da Skira (Milano, 2016), a cura di Valentina Lanzilli ed Aurora Spinosa.

dal 6 dicembre 2016 al 30 gennaio 2017

I Lumi di Chanukkah

La Triennale Design Museum presenta al 13 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017  Lumi di Chanukkah. Tra storia, arte e design, una selezione di oltre 40 candelabri rituali a nove braccia (chanukkioth) disegnati da artisti e designer, una parte della collezione depositata negli spazi della Comunità Ebraica di Casale Monferrato.

chanukkahIn apertura del percorso sono esposti tre candelabri antichi tradizionali come esemplificazione di forme archetipiche su cui artisti e designer sono intervenuti.

In ebraico la parola “chanukkah” significa “inaugurazione” o “dedica”. La festa di Chanukkah è dedicata alla Luce e comincia il 25 del mese di kislev, data indicata dal lunario ebraico, che ha la sua corrispondenza nel mese di dicembre, in prossimità del solstizio d’inverno. La festa dura otto giorni.
Il rito che l’accompagna è semplice: al tramonto la famiglia si raccoglie intorno a un candelabro di otto lumi, uno per giorno, più un nono che si chiama shammash – il servitore – che serve ad accendere gli altri lumi.

La ricorrenza commemora il miracolo della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nell’anno 165 a.e.v. dopo l’occupazione dei siriani. In questa occasione era prevista la riaccensione del candelabro – la luce che indica la vita e la vitalità del pensiero ebraico – che secondo il rituale deve essere sempre alimentata con olio d’oliva puro, Kasher. Nonostante l’olio fosse esaurito, miracolosamente ogni giorno per otto giorni si autogenerò la quantità necessario per alimentare costantemente il candelabro.

La collezione delle chanukkiot nasce da un’idea di Elio Carmi – designer – e dall’incontro con Antonio Recalcati – artista -, che condividono una visione universale della spiritualità e le danno forma attraverso il progetto del candelabro. I due, uno ebreo e l’altro no, partendo dalla storia ebraica, riflettono sul valore intimo, personale, del concetto d’identità e sul suo senso nella contemporaneità. Ne ricavano un oggetto dal valore d’uso e dal valore simbolico straordinario, trasformandolo poeticamente. In seguito l’invito è esteso ad altri autori, non necessariamente ebrei, ma cattolici, evangelici, protestanti, mussulmani: coloro che nel racconto di questa festa di libertà, colgono un valore e vogliono partecipare alla collezione.

Il Museo di Casale Monferrato è così in continua crescita: ogni
anno si aggiungono alla collezione nuove lampade di Chanukkah. Raccogliere questi oggetti aiuta a ricordare i gesti materiali e i valori simbolici che raccontano le nostre storie, la nostra umanità, la nostra modernità: i passaggi necessari per garantire la libertà individuale, oggi come ieri.

Opere di Valerio Anceschi, Arman, Roberto Barni, Franca
Bertagnolli, Pietro Bestetti, Renata Boero Medini, Vito Boggeri, Giovanni Bonaldi, Elio Carmi, Eugenio Carmi, Jessica Carroll, Gianluigi Colin, Riccardo Dalisi, Luigi Del Monte, Giosetta Fioroni, Leila Fteita, Tiziana Fusari, Moreno Gentili, Alì Hassoun, Emilio Isgrò, Claude Lalanne, Emanuele Luzzati, Giuseppe Maraniello, Daniele Milanesi, Aldo Mondino, Giancarlo Montebello, Ugo Nespolo, Davide Nido, Mimmo Paladino, David Palterer, Laura Panno, Arnaldo Pomodoro, Marco Porta, Efrem Raimondi, Antonio Recalcati, Paul Renner, Omar Ronda, Roger Selden, Adam Tihany, Roland Topor, Stefano Valabrega, Marco Zanuso Jr.

 

La Triennale di Milano
T. +39.02.724341
info@triennale.org

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6 – 20121 Milano

City Lego®

In occasione della conferenza stampa The Adventures of Alice domani 7 dicembre alle ore 11 presso Guido Reni District (via Guido Reni, 7 – Roma) verrà presentata alla stampa la mostra “City Lego®. La più grande città al mondo costruita con i Lego“.

invito_press_patrociniDall’ 8 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017, 7 milioni dei famosi mattoncini LEGO® riproducono una città unica al mondo con tutti i suoi dettagli, irripetibile nel suo genere e per la prima volta presentata nella sua versione integrale a Roma.

Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice e ospitata presso il Guido Reni District, la mostra porta nella capitale un grandioso diorama (15 metri per 5) interamente dedicato al tema urbano: un incredibile progetto che prende il nome di City Booming e che, con la meticolosa precisione nella realizzazione veritiera di ogni angolo di vita, racconta la magia scatenata dai mattoncini più famosi al mondo, riproducendo un’intera “città fantastica” in ogni minimo dettaglio.

City Booming, costruita in circa 1 anno di lavoro e iniziata nel 2012 – con i pezzi provenienti dalla collezione di Wilmer – arriva a Roma mettendo in scena tutto l’estro creativo del team di LAB.

In mostra non solo costruzioni ma anche sistemi di automazione e illuminazione che danno vita a storie incredibili che solo questi veri e propri “artigiani dei Lego” riescono a realizlegozare: tra gru, elevatori, cinema e pinacoteche, sono diversi i meccanismi presenti all’interno della città, come il treno che giraattorno a essa e una coloratissima ruota panoramica all’interno di un Luna Park.

Ufficio Stampa Arthemisia Group
press@arthemisia.it – T +39 06 69380306

 

Connessioni invisibili

‘Voglio fare di tutto: ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia. Voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perchè dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere.’

settembremLa citazione è di Renato Mambor, una personalità artistica tra le più originali e complesse del secondo Novecento Italiano, che la dice tutta sul suo essere artista. A lui è dedicata l’ampia retrospettiva a cura di Dominique Stella presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 9 febbraio al 27 marzo 2017.

Più o meno 80 i pezzi in esposizione, datati dai primi anni sessanta al 2014, assieme alle ultimissime realizzazioni. Sono opere che documentano le diverse espressioni, i molteplici linguaggi di Mambor: pittura, fotografia, performances installazioni, testimonianze fotografiche del suo teatro sperimentale.

Mambor, negli oltre 55 anni di attività artistica, ha rinnovato continuamente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità.

La mostra è arricchita dalla proiezione di un documentario sull’artista e da una performance teatrale con Paola Pitagora e Igor Horvat.

Renato Mambor – Connessioni invisibili
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline
9 febbraio – 27 marzo 2017

A cura di Dominique Stella

Realizzata in collaborazione con:
MS Spazio Culturale, Brescia

Informazioni : Galleria Gruppo Credito Valtellinese
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Giocando con…

La galleria C+N Canepaneri presenta dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017 la nuova mostra personale dell’artista, autore e regista Giorgio Laveri, “Giocando con…

Giocando con...
Giocando con…

L’artista ligure, che dagli anni Settanta utilizza come medium privilegiato la tecnica tradizionale della ceramica, allestisce negli spazi della galleria milanese un’installazione site specific composta da sabbia. Un’opera di dimensioni ambientali che condensa la pratica del lavoro di Laveri: ironia, gioco, leggerezza si accostano alla maestria dell’esperto ceramista. Al centro di Giocando con… vi è infatti un gioco intramontabile, quello del torneo di biglie. La sabbia è modellata come una delle piste che si trovano comunemente sulle spiagge estive.

Laveri mette a disposizione del pubblico grandi biglie di ceramica del diametro di cinquanta centimetri, i cui diversi colori con i quali le ha forgiate sono abbinati a specifici artisti: il rosso a Lucio Fontana, il blu a Yves Klein, il bianco a Piero Manzoni. Piloti di Formula Uno, ciclisti e automobilisti, con alcuni dei maggiori maestri del Novecento si sfidano in pista sotto gli occhi del pubblico.

L’installazione si colloca nel solco della pratica di Laveri, che modella oggetti ordinari riproposti ingigantiti, secondo una derivazione Dada e Pop; opere dai colori saturi e dalle superfici lucide realizzate seguendo la tradizione della scuola di ceramica di Albisola. Le opere di Laveri sono generalmente oggetti comuni che divengono icone monumentali del nostro tempo, in cui la critica al consumismo si traduce in gioco, come nei rullini giganti di Discorso da sviluppare, i rossetti della serie Truka, le penne stilografiche Stylò, i Temperamatite o le Ciliegie.

Ideatore di progetti che mirano alla sviluppo dell’arte nel sociale, facilitatore e stimolatore di comportamenti, con Giocando con… Laveri mette in atto, dunque, una dinamica relazionale attivata attraverso l’approccio ludico, condita con l’aspetto della memoria di un’età passata e con i giochi semplici di un tempo, lontani dalle relazioni virtuali dettate da un uso sempre più compulsivo della tecnologia digitale.

Giorgio Laveri (Savona, 1953) vive tra l’Italia, la Francia e il Sud America. Dopo gli studi di regia televisiva, durante gli anni Settanta avvia ricerche creative nell’ambito del cinema e del teatro, da cui scaturiscono 11 piece teatrali e 19 film a soggetto. Contemporaneamente si dedica anche a pittura e scultura. Nel 1973 allestisce la prima personale alla Galleria Vultur di Genova e negli anni immediatamente successivi si concentra sulle sperimentazioni con la ceramica, che portano nel 1984 nella prima opera della serie Cineceramica. I fotogrammi in ceramica, ispirati a grandi film, sono poi presentati a Milano, nella Galleria del Duomo, in occasione della premiazione dei vincitori della Biennale del Cinema di Venezia del 1988. Nel 1993 Laveri, insieme all’amico artista Patrick Moya, fonda il Movimento Artistico del Mediterraneo per promuovere la conoscenza dell’arte ceramica e aderisce al gruppo francese Art Mobil, con il quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. Dal 1998 ad oggi sono circa duecento le mostre e gli eventi a cui ha partecipato, tra arte, cinema e performance.

Giorgio Laveri – Giocando con…
CANEPANERI/CONTEMPORARY
Milano – dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017
Foro Buonaparte 48 (20121)
+39 02 36768281
info@canepaneri.com
www.canepaneri.com

Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate

Venerdì 9 dicembre alle ore 19.00, CANTIEREMEMORIA, in occasione della mostra Paolo Gallerani LE MACCHINE ARMATE. SCULTURE E FRAMMENTI VISIVI, presenta la performance ‘Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate’, una lettura inedita delle opere di Paolo Gallerani a cura della danzatrice Nuria Sala Grau e del musicista percussionista Federico Sanesi.

06_sanesi-salaTramutare il linguaggio della scultura su un piano sonoro e cinetico: questo è l’intento dei due artisti protagonisti della performance. Le forme e i volumi delle opere di Gallerani esposte in mostra si animeranno con i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau e le installazioni sonore di Federico Sanesi, tracciando le linee per nuove configurazioni spaziali: gesti e suoni, in accordo e in contrasto, saranno gli attori principali e incarneranno le storie di amori, di viaggi, di guerre, di dolori, di tutto ciò che attraversa la nostra terra.

Struttura e improvvisazione si alterneranno per creare un intreccio di linguaggi misteriosi e imprevedibili, dove le emozioni si sprigionano in una narrazione in continuo divenire e il rapporto tra materia, suono e movimento è un passaggio continuo dal passato al presente.

I gesti delle mani, le espressioni del volto e i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau si fondono alle molteplici voci che scaturiscono dalle percussioni di Federico Sanesi, in un dialogo tra suono, gesto e, materia che coinvolge le sculture di Gallerani. Un viaggio che porta lo spettatore in una dimensione altra, di confine, una “poetica in continua evoluzione verso luoghi immaginari” così come la definiscono Sanesi e Sala.