Le Marche per le Marche

Urbino e Pesaro unite dalla valorizzazione del patrimonio artistico e dalla solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal recente terremoto. A partire da un’idea di Vittorio Sgarbi, questo è lo spirito che ha portato al progetto espositivo “Le Marche per le Marche”: dal 23 dicembre 2016 al 28 febbraio 2017 tre capolavori saranno in mostra in tre luoghi diversi. Tre opere visibili grazie all’acquisto di un biglietto unico al costo di 3 euro che consente l’affiliazione alla Card Pesaro Cult. Per ogni card/biglietto venduto, 1 euro andrà destinato ai fondi per la ricostruzione delle zone interessate dal sisma.

I tre dipinti scelti per l’occasione da Vittorio Sgarbi sono La Sacra Parentela di Cola dell’Amatrice (1480 circa – 1547), collocata a Urbino nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale; il Matrimonio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria, di Lorenzo Salimbeni (1374 – 1420), in esposizione a Urbino nell’ Oratorio di San Giovanni; la pala di Giovanni Antonio da Pesaro, Madonna con il bambino, e i santi Onofrio, Giovanni Battista, Gerolamo, un santo vescovo e Sant’Aiuto inginocchiato, datata 1473, esposta a Pesaro nella Sala 8 di Palazzo Mosca.

L’iniziativa “Le Marche per le Marche” vuole mettere in evidenza alcuni esempi dello straordinario patrimonio culturale della nostra regione, mantenere l’attenzione delle istituzioni sulle necessità dei territori colpiti dal sisma e nel contempo promuovere le Marche come destinazione turistico-culturale. Il tutto è stato possibile grazie al lavoro dell’Assessore Vittorio Sgarbi, alla pronta cooperazione fra le Amministrazioni comunali di Urbino e Pesaro, alla generosa disponibilità della Confraternita di San Giovanni Battista di Urbino, alla fondamentale collaborazione del Comune di San Severino Marche e di due collezionisti privati. Il progetto è stato coordinato in tutti i suoi aspetti dalla Società Cooperativa Sistema Museo e ha il patrocinio della Regione Marche.

«La nostra Amministrazione –commenta il sindaco di Urbino Maurizio Gambini– è onorata di poter dar vita a un’iniziativa nobile come questa, promossa dal nostro assessore Sgarbi. Questa mostra esprime la vicinanza della nostra città alle zone della nostra regione devastate dal terremoto ed è particolarmente significativo presentarla in occasione dell’inizio delle festività natalizie, in un momento che dovrebbe essere di gioia e condivisione per tutti, speriamo così di dare anche noi il nostro contributo per aiutare questi territori a risollevarsi. Siamo anche felici di dar vita a una fattiva collaborazione nell’ambito della cultura con il Comune di Pesaro, iniziando a costruire una rete capace di saper valorizzare le nostre ricchezze».

«Dai giorni immediatamente successivi al sisma –dice Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro– abbiamo creduto tutti insieme che il modo migliore per sostenere le terre colpite fosse continuare a viverle, anche attraverso il patrimonio artistico. Ebbene questa iniziativa ha l’obbiettivo da una parte di sostenere il restauro del patrimonio danneggiato, dall’altra di offrire un motivo in più per visitare i luoghi della cultura marchigiana e scoprirne i tesori, grazie anche alla preziosa disponibilità di collezionisti privati».

ORARI

Urbino – Sale del Castellare di Palazzo Ducale e Oratorio San Giovanni
Dal lunedì al sabato >10-13 / 15-18
Domenica > 10-13
Prima domenica del mese > 10-13 / 15-18
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

Pesaro – Palazzo Mosca sala 8
Da martedì a giovedì > 10-13
Da venerdì a domenica > 10-13 / 15.30-18.30
Lunedì chiuso
Fino al 6 gennaio > tutti i giorni h 10 – 13 / 15.30–18.30
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

INGRESSI
Biglietto intero > 3 euro
Biglietto ridotto > 2 euro (10-18 anni, gruppi 15pax)
Biglietto gratuito fino a 9 anni, possessori Card Pesaro Cult, disabili, possessori biglietto Pesaro Musei
Possibilità di affiliazione alla Card Pesaro Cult > 3 euro + biglietto gratuito
Prevendita > www.liveticket.it

INFO T 0721 387541
Biglietteria Palazzo Mosca negli orari di apertura dei Musei
pesaro@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it
www.pesaromusei.it

“Grande Nero Cretto

Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’’Ovest americano.

L’’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’’intensità della materia, che l’’artista colse già nelle crepe delle pale d’’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’’interno del campus. Donata da Burri all’’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

 

Illustri persuasioni

Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce – Il progetto inaugurale del Museo nazionale Collezione Salce intende proporre un campionario di eccellenze della raccolta, connotandone in modo spettacolare la rinnovata e permanente esposizione in Treviso.

L’evento Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce si articolerà in tre momenti espositivi, organizzati per cronologia: 1. La Belle Epoque, 2. Tra le due guerre, 3. Dal secondo dopoguerra al 1962.

Durante poco meno di un anno, senza soluzione di continuità, saranno circa 300 i pezzi della Collezione proposti alla visione diretta del pubblico: una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte – nel dicembre del 1962 – pose fine alla sua appassionata, vorace e ininterrotta attività di raccolta.

Il primo evento, La Belle Epoque, rinnoverà i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna, caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e di costume: le Esposizioni Universali, l’architettura del ferro e del vetro, la bicicletta e l’automobile, la luce elettrica, la moda per tutti, i cabaret, l’assenzio e lo champagne. Un’epoca che, nonostante le oggettive diseguaglianze e povertà, ammantò se stessa di un’esuberante joie de vivre, decorata di fiori e scintillante di luci. Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia nell’avvenire”.

Un’epoca che, come noto, fu anche indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, subito popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

Con l’intento di rinnovare il coinvolgimento fisico dello spettatore davanti ai grandi cartelloni da strada, la mostra di apertura del Museo Nazionale Collezione Salce proporrà le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma illustrerà anche quella via tutta italiana al cartellonismo nella quale i decori floreali e i linearismi a colpo di frusta convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce.

Non mancherà anche il più austero, raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.
Per la prima volta, infine, i manifesti di grande dimensione saranno affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate; e sarà proposta una selezione di foto storiche attraverso la quale ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.
Ce la rammentano i ricordi di Marcel Proust davanti a una delle tante colonne-chiosco allora dedicate all’affissione: “Tutte le mattine correvo alla colonna Morris per vedere gli spettacoli che annunciava. Nulla era più disinteressato e più felice dei sogni offerti alla mia fantasia […] e che erano condizionati a un tempo dalle immagini inseparabili delle parole che componevano il titolo e anche dal colore dei cartelloni ancor umidi e gonfi di colla su cui questo spiccava…”.

 

LA BELLE EPOQUE. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

04 Aprile 2017 – 02 Luglio 2017

Prossimi appuntamenti:

Tra le due guerre, 14 luglio – 15 ottobre 2017

Dal secondo dopoguerra al 1962, 27 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

 

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

FRAGILE – handle with care

Venerdì 13 Gennaio alle ore 18.00 inaugura la II Edizione della Collettiva d’arte contemporanea “FRAGILE – handle with care” con performance musicale e visual sul tema della fragilità al Museoteatro della Commenda di Prè a Genova. Esposizione con il patrocinio della Regione Liguria e Comune di Genova, a cura di Benedetta Spagnuolo curatore e critico d’arte, organizzata da Artisti italiani – arti visive e promozione, in collaborazione con Mu.MA e Cooperativa Solidarietà e lavoro, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Visitabile fino al 27 Gennaio 2017

Artisti partecipanti: Anna Acciarino, Gaia Amorello, Sonia Andreani, Loredana Boschiero, Branciforte, Andrea Caddeo, Dario Caria, Nina Carini, Maria Laura Catalogna, Luisa Civardi, Sara Colzi, Daniela Di Lullo, Ilaria Facci, Petra Fantozzi, Veronica Francione, Marco Frezza, Alessandra Gereschi, Deborah Graziano, Carmela Iacovelli, Paola Lambitelli, Chiara Loggia, Martina Lorenzon, Luineri, Clara Machado, Laura Malaterra, Manuela Olga Malerbi, Lucia Marchesin, Silvia Marchesini, Sofia Masini, Alice Massini, Steven Meek, Sara Menichino, Matilde Mulè, Valerio Murri, Carla Pasqualucci, Elvio Pierattini, Federico Pisciotta, Sebastiano Ragusa, Viviana Rasulo, Paolo Residori, Valeria Ru, Elena Santoro, Marina Scardacciu, Francesca Serra, Claudia Strà, Armando Tamagnone, Deva Nicoletta Tortone, Andrea Vannini-Mistificazione Urbana, Concetta Vernuccio, Alessandra Vinotto.

 

ARTISTI ITALIANI-arti visive e promozione
www.artistiitaliani.wix.com/artistiitaliani
www.facebook.com/Artisti.italiani
artisti_italiani@libero.it
Curatore Benedetta Spagnuolo
+ 39 320 4868376

Le stagioni di Louise

Jean-Francois Laguionie a proposito del suo ultimo film

 “Le stagioni di Louise è probabilmente la pellicola più intima che ho realizzato. Senza dubbio è anche quella realizzata in modo più minuzioso e complesso, a partire dall’assurda situazione in cui Louise si viene a trovare e passando per le avventure che vive all’età di otto anni in cima alla scogliera e nel bosco misterioso dopo lo scoppio della guerra, momenti di cui anche io ho avuto esperienza. Per me è stato difficile descriverle e rappresentare i villaggi della costa della Normandia in cui ero solito trascorrere le vacanze. Nella mia mente rappresentano ancora un luogo ideale per una tranquilla vacanza spensierata, sono luoghi in cui mi sento protetto dalla miseria del resto del mondo e in cui mi sento protetto e isolato in un luogo privo di confini temporali dove le abitudini borghesi sono ancora intatte e tengono lontane le angosce esistenziali, come l’invecchiamento e le maree.

Per sviluppare il personaggio protagonista della storia, ho immaginato qualcuno che potesse rappresentare all’apparenza tutte le piccole fragilità tipiche di questi villaggi costieri e che alla fine del racconto emergesse come una figura infallibilmente forte. Louise è una donna senza età. Si ritrova da sola nel villaggio, senza nessuno con cui parlare al di fuori di se stessa (almeno prima di incontrare il cane Pepper), quindi l’idea di tenere un diario di bordo dei suoi giorni solitari è una scelta pressoché inevitabile e troppo allettante per essere ignorata. Questo espediente è utile per comprendere il punto di vista della protagonista e confrontarlo con ciò che intuiamo e supponiamo stia veramente accadendo nella realtà.

I suoni e i rumori tipici dei paesaggi marittimi, assieme al suono del mare e il richiamo degli uccelli sono sicuramente una parte fondamentale nella costruzione di un contorno musicale credibile e ben strutturato. I suoni naturali sono elementi necessari per dare credibilità alla situazione di abbandono della protagonista; la musica del piano di Pierre Kellner crea invece un’interessante contrapposizione volta a rappresentare la spensieratezza, l’ottimismo e la gioia di vivere di Louise. Le musiche intonate dall’orchestra di Pascal Le Pennec, il quale ha composto “The Painting” (“Le tableau”), supportano la rappresentazione delle memorie e dei sogni più intimi e profondi di Louise. Anche le voci, tanto quanto le musiche, sono state fondamentali per la costruzione del film e la sua animazione. È stato necessario determinare tutti questi elementi prima ancora di iniziare a realizzare il film e decidere quale sarebbe stata la struttura della narrazione.

Lo sviluppo dello stile grafico è venuto in seguito e in modo graduale, anche se avevo già impresso in mente quale doveva essere l’aspetto dei personaggi: Louise doveva essere un po’ tozza, ma apparire ancora estremamente in gamba per la sua età, mentre il suo compagno di avventura sarebbe stato arruffato e trasandato. In una seconda fase ci siamo occupati dell’animazione e delle immagini e poi della loro rielaborazione per far sì che corrispondessero ai caratteri dei personaggi.

Il mio gusto personale per la pittura e lo stile grafico del ventesimo secolo emergono molto nel film, così come la mia passione per i paesaggisti come Jean-Francis Auburtin e Henri Rivière, artisti capaci di ricreare sulla carta paesaggi marittimi particolari unendo la tecnica del wash-drawing a disegni a matita e ad acquarello. Quest’unione di tecniche differenti permette la realizzazione di un disegno caratterizzato da un tratto delicato tipico delle animazioni classiche e che ben si sposa con un’ambientazione marittima e le numerose sequenze ventose. Desideravo che si avvertisse in tutte le immagini un senso di libertà e che la pellicola ne fosse totalmente intrisa, come se quest’ultima fosse stata interamente disegnata a mano. Questo effetto è stato reso possibile grazie a Lionel Chauvin, figura essenziale per la realizzazione del film, e grazie a tutto il team di JPL Films.”
Jean-Francois Laguionie

Il mago dell’arte

Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma.

Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

La mostra è frutto della collaborazione istituzionale fra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani Rocca, ed è curata da Nicoletta Boschiero, già autrice di storiche ricognizioni su Depero, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione.
Il futurista Depero si schiera contro i modelli comuni provocando la rottura di schemi obsoleti grazie ad un lavoro creativo che, oltre all’estro, richiede tempo, sapienza, organizzazione. Spirito di sacrificio abbinato alla volontà un po’ folle di andare oltre il limite, dettando regole nuove in continuo mutamento: ancor oggi l’artista ci appare come dispensatore di meraviglia.

La mostra è articolata in cinque capitoli:
Irredentismo e futurismo. La formazione alla scuola elisabettina e l’’adesione futurista
Teatro magico. Chant du Rossignol, Balli plastici, Anihccam
La Casa del mago. La produzione artistica tra design e artigianato
New York. Depero Futurist House
Rovereto. Verso il museo

a interpretare il percorso futurista dell’’autore, analizzandone i ruoli peculiari di sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario e infine maestro.

L’’esposizione prende avvio dai primi passi dell’’artista in Irredentismo e futurismo, dagli esordi roveretani fino al periodo romano quando, nel 1915, firma con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione futurista dell’’universo, che custodisce il sogno di un’’opera d’’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica.

Il teatro magico inizia col balletto Chant du rossignol commissionato nel 1916 a Depero da Sergei Diaghilev, e prosegue coi Balli plastici, nati dalla collaborazione con Gilbert Clavel. Il movimento sulla scena dell’’automa è meccanico e rigido, le marionette riportano ai valori dell’’infanzia, del sogno, del gioco, del magico.

A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte futurista, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi. Dal 1921 la casa d’arte, grazie all’’apporto della moglie Rosetta Amadori e di alcune lavoranti, lavora a pieno ritmo, creando una importante produzione artistica differenziata.

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferiscono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti dura ventiquattro mesi, dal novembre 1928 all’ottobre 1930. Qui l’’artista apre la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. Incontra dopo dieci anni Leonide Massine direttore artistico del Roxy Theatre che lo coinvolge come scenografo.

Negli anni cinquanta, al ritorno da un secondo viaggio negli Stati Uniti, l’’artista progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista, una insolita e originale consacrazione della sua opera.

Il catalogo dell’’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, gli apparati di Ilaria Cimonetti oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

DEPERO il mago
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 18 marzo al 2 luglio 2017. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 1° maggio.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.

Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337

info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it

Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15, 16, 17, visita alla mostra con guida specializzata; è possibile prenotare via mail a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi
saggi in catalogo di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi; apparati di Ilaria Cimonetti.

Info: www.magnanirocca.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049 663499
Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net

Indossa il mio abito mentale

Quest’oggi 21 dicembre 2016 alle ore 18.30 la performance interattiva “Gloria Campriani. La Relazione nel Dono” presso la Galleria Cavalieri Ordine Vittorio Veneto di Poggibonsi (Siena) aprirà la mostra “Gloria Campriani. Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico” a cura di Ilaria Magni.

In questo periodo natalizio la perfomance interattiva e la mostra di Gloria Campriani, artista che da sempre lavora con il materiale tessile utilizzando il filo come metafora sociale, mirano a valorizzare l’esperienza dell’incontro con l’altro, inteso come esplorazione di diverse e stimolanti emozioni e realtà contro l’irrigidimento, la chiusura mentale e l’individualismo.

La perfomance interattiva La RELAZIONE del DONO introduce il percorso della mostra Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico presentata da Ilaria Magni.

Si ringrazia per la collaborazione la Misericordia di Poggibonsi, l’Associazione Multimedia91 e il Gruppo Filpucci Industrie Filati.

Gloria Campriani – Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico
Poggibonsi (SI) – dal 21 al 31 dicembre 2016

Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla

Organizzata dall’Opera di Santa Maria del Fiore negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze, dal 21 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 , la mostra ‘Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla‘ presenta diciotto opere del maestro senese, selezionate tra le più significative della sua vasta produzione.

Nel solco fecondo della tradizione della scultura e dell’oreficeria in Siena, s’inserisce la vasta produzione di Pier Luigi Olla, nato a Pistoia nel 1939, ma prestissimo trasferitosi a Siena e inseritosi nella vita artistica della città e delle sue Contrade. Le sue opere, risultato di più di cinquant’anni di attività, sono sculture a tutto tondo, bassorilievi, pannelli celebrativi, arredi urbani, tabernacoli, ante di porta, targhe, manufatti singoli. Le sue creazioni, caratterizzate da un’espressione di serenità, di armonia, di eleganza formale, di misura sentimentale, sono indubbiamente funzionali alla realizzazione di arredi di culto, per la realizzazione dei quali è stato richiesto da personalità e comunità religiose. Cibori, ostensori, pissidi, busti e figure di santi, pastorali, croci astili, reliquiari, crocifissi, croci pettorali, sono i manufatti in cui esprime una religiosità non pietistica, ma prossima ai sentimenti umani.

Grazie a questi manufatti – spiega Bruno Santi, consigliere dell’Opera di Santa Maria del Fiore – di sapore antico ma di sensibilità assolutamente moderna, anche il pubblico avrà l’occasione di apprezzare l’opera di questo maestro senese, schivo e riservato, ma dotato di una rara capacità di conciliare la tradizione dell’arte tradizionale, di cui conserva affettuosamente modi e forme, con creazioni di una singolare e quanto mai gradevole, originale attualità”.

Formatosi all’Istituto d’Arte di Siena, Pier Luigi Olla si dedica fin da giovanissimo all’attività artistica che gli farà presto conseguire notorietà e apprezzamenti per le sue opere, realizzate nelle più varie materie. Attivo soprattutto a Siena, viene impegnato nella realizzazione degli arredi del Palio: disegna costumi, bandiere, simboli araldici, nonché il drappellone per la carriera del luglio 1996 e vari masgalani per le Contrade con la migliore comparsa nei due turni della festa. Per queste opere riceve in Siena, nel 1990, la medaglia d’oro del “Mangia” in riconoscenza dei suoi meriti artistici.

Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla
Firenze – dal 21 dicembre 2016 all’otto gennaio 2017
MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO DI FIRENZE
Piazza Del Duomo 9 (50122)
+39 0552302885
www.ilgrandemuseodelduomo.it/museo

Inaugurazione 21 dicembre 2016, ore 16.30
Ingresso gratuito
Apertura al pubblico dal 22 dicembre 2016, orario 13.00-19.00
Chiusura al pubblico 24, 25, 31 dicembre 2016 e 1° gennaio 2017

UFFICIO STAMPA OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE
Ambra Nepi, Ambra Nepi Comunicazione, Firenze
Tel. 348/6543173
info@ambranepicomunicazione.it
www.ambranepicomunicazione.it

Retrospettiva a luce solida

Retrospettiva a luce solida è il titolo della mostra monografica che il museo MADRE di Napoli dedica a Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), magistrale esponente delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo, la cui ricerca artistica è incentrata sull’esplorazione dei linguaggi dell’ideologia e della propaganda, delle strutture dell’immaginario collettivo e delle narrazioni mediatiche.

Una ricerca unica e personale, che coincide con il tentativo di dare rappresentazione al pensiero, di svelare i meccanismi di funzionamento della percezione e far affiorare i percorsi potenziali della memoria.

La mostra, a cura di Laura Cherubini e Andrea Viliani, è la più completa mai dedicata all’artista negli ultimi due decenni, comprende più di cento opere, installazioni, azioni e documenti che indagano la storia moderna e contemporanea nei suoi conflitti e nelle sue contraddizioni, trovando nell’intrinseco rapporto fra dimensione storica e dimensione etica il loro fulcro intellettuale ed emotivo. Rimarrà in esposizione fino al 6 marzo 2017

Fabio Mauri – Retrospettiva a Luce Solida
MADRE – museo d’arte contemporanea Donnaregina
Via Settembrini, 79
80139 Napoli
T +39 081 19313016
info@madrenapoli.it

Il giorno della memoria

Circuiti Dinamici per la stagione invernale 2017 indice il concorso Il giorno della memoria che si terrà dal 27 gennaio al 12 febbraio 2017 presso il proprio spazio espositivo in via Giovanola 21/c Milano.
 
Il concorso è aperto a tutti gli artisti operanti nel campo delle arti visive – pittura, scultura, fotografia, video, performance, poesia – senza limiti d’età. Ogni artista potrà presentare massimo 2 opere che verranno valutate dal comitato scientifico dell’Associazione Circuiti Dinamici, il quale selezionerà gli artisti partecipanti e il numero di opere da esporre.
 
Le opere selezionate per la mostra collettiva saranno incluse in un catalogo con testo critico introduttivo.
 
L’artista vincitore del concorso (essendo la finalità la promozione), scelto dalla giuria, riceverà come premio una mostra personale e gratuita presso la sede dell’associazione.
Ad un secondo artista scelto dalla giuria sarà dedicata con una sua opera la copertina del catalogo.
 
Le iscrizioni sono aperte fino al 3 gennaio 2017
 
Per ulteriori informazioni :
press@circuitidinamici.it; circuiti@microbo.netIl giorno della memoria:
Il Giorno della Memoria non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita «superiorità» del dolore ebraico. Non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.
Dopo la Shoah è stato coniato il termine «genocidio». Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Ma mai, nella storia, s’è visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed «efficaci», allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte. “ (La Stampa)

Oltre i bordi dello schermo

Questo libro raccoglie 17 conversazioni con alcune delle figure più importanti della storia del cinema sperimentale e della videoarte, forme audiovisive che, senza basarsi necessariamente su strutture narrative e senza contare su apparati produttivi, costituiscono da sempre nel vasto territorio delle immagini in movimento uno spazio di ricerca e libera creatività.

Alcuni di essi sono artisti visivi (Shirin Neshat, Martial Raysse, AES+F, Paolo Gioli), fanno parte cioè del sistema dell’arte contemporanea e, oltre a film e video, hanno prodotto e producono opere di diverso tipo; altri, invece, sono filmmaker che hanno rivoluzionato la storia del cinema (Kenneth Anger, Peter Kubelka, Jonas Mekas, Michael Snow); altri ancora sono pionieri dell’immagine elettronica (Robert Cahen, Peter Campus, Bill Viola). Non mancano poi autori, come Zbigniew Rybczynski e Michel Gondry, che hanno innovato profondamente il linguaggio della videomusica dagli anni ’80 a oggi. Le conversazioni – quasi tutte pubblicate nell’arco di due anni su “Alias”, supplemento del Manifesto – sono precedute da un cappello introduttivo esplicativo su ciascun autore.

Editore: Manifestolibri
Collana: Esplorazioni
Anno edizione: 2016

La presentazione del libro di Bruno Di MarinoOltre i bordi dello schermo” e proiezioni delle conversazioni con i maestri della sperimentazione audiovisiva si terranno nell’ambito della quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti.

Avvistamenti

Il Cineclub Canudo organizza da martedì 27 a sabato 31 dicembre 2016 presso il Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi a Bisceglie, in Via Cardinale Dell’Olio 30, la quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti, curata da Antonio Musci, Daniela Di Niso e Bruno Di Marino e realizzata con il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia e del Comune di Bisceglie.

avvistamenti

Avvistamenti è il titolo di un progetto che il Cineclub Canudo ha avviato nel 2002 a Bisceglie, recuperando il senso e la storia dell’antico nome della città: Vigiliae. Letteralmente sentinella, vedetta, si riferisce alla sua storica vocazione all’avvistamento, data la strategica collocazione sul mare. Avvistare vuol dire guardare lontano, vedere ciò che è distante o non facilmente visibile all’occhio umano. L’avvistamento presuppone dei confini da varcare, dunque la distanza non è intesa come barriera, ma come distesa che si offre al vedere, un territorio da esplorare, in cui avventurarsi per primi. Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica, teatro e arte contemporanea, con proiezioni, mostre, videoinstallazioni, workshop, incontri e performance dal vivo degli artisti invitati. Il progetto va a completare l’edizione 2016, che ha visto durante l’estate, presso la sede del Laboratorio Urbano di Bisceglie, la realizzazione di workshop, proiezioni, sonorizzazioni e incontri con artisti e curatori.

Di seguito il programma di quest’anno:

MARTEDÌ 27 DICEMBRE

VITTORINO CURCI
ORE 19.30
inaugurazione mostra
STOOKATZART
ORE 20.30
reading poetico con sassofono

OLTRE I BORDI DELLO SCHERMO
di Bruno Di Marino
ORE 21.00
presentazione del libro
A SEGUIRE
selezione di film e video di autori intervistati nel libro
a cura di Bruno Di Marino

MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa
Iconostasi (Italia, 2015 – 16′ 09”)
Rothkonite (Italia, 2015 – 2′ 53”)
Obsolescenza programmata (Italia, 2016 – 19′ 31”) [Anteprima]
Psicopompo (Italia, 2016 – 33′ 33”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico Larssen

ORE 21.00
incursione sonora
GABRIELE PANICO vs VITTORINO CURCI [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Claudio Romano, Elisabetta L’Innocente – Con il vento (Italia, 2016 – 9′)
Fabio Scacchioli, Vincenzo Core – Bang Utot (Italia, 2015 – 26′ 48”)
Giuseppe Boccassini – Orbit (Italia/Germania, 2016 – 15′)
Yan Cheng, Federico Francioni – La tomba del Tuffatore (Italia, 2015 – 30′)
Luca Ferri – Colombi (Italia, 2016 – 20′)
Christian Mendoza – Tiefe (USA, 2016 – 9′ 06”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

GIOVEDÌ 29 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Rossella Piccinno
The recall of the songbird (Francia, 2010 – 9′ 56”)
In Limine (Francia/Portogallo, 2014 – 24′ 45”) [Anteprima]
Déhalage (Francia, 2014 – 28′ 48”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con l’autore

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico

ORE 21.00
sonorizzazione di materiali video di Michele Sambin
VEDO SUONO
Michele Sambin, Gabriele Panico [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Michele Sambin – Diogene 1977_2016 (Italia, 1977/2016 – 5′ 32”) [Anteprima]
Roberto Nanni – Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi (Italia, 1989 – 10′ 46”)
Antonello Matarazzo – Happy Endings (Italia, 2016 – 5′ 30”)
Elisabetta Pandimiglio, César Meneghetti, Fabio Rosi – Svolte (Italia, 2012 – 7′)
César Meneghetti – This orient V.3 (Italia, 2010 – 6′)
Francesco Dongiovanni – Anapeson (Italia, 2015 – 40′)

A SEGUIRE
incontro con gli autori

VENERDÌ 30 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezione

Filippo Ticozzi – Inseguire il vento (Italia, 2013 – 58′)

A SEGUIRE
incontro con l’autore

ORE 21.30
proiezioni

Domenico de Ceglia, Serena Porta – Seaduction: the Tale of the Tail (Italia, 2016 – 15′)
Igor Imhoff – Planets (Italia, 2012 – 9′ 11”)
Ilaria Pezone – 1510. Sogno su Carta Impressa con Video (Italia, 2015 – 7′)
Alberto Baroni – Impero (Italia, 2015 – 13′ 50”)
Salvatore Insana – Inganni (Italia, 2016 – 9′ 47”) [Anteprima]
Alessandro G. Capuzzi, Emanuele Dainotti – Santa Teresa (Italia, 2016 – 12′)
Anna Marziano – Orizzonti! Orizzonti! (Italia/Germania/Francia, 2014 – 11′) [Anteprima]
Cristina Picchi – Champ des Possibles (Canada/Italia/Svezia, 2015 – 14′)

AVVISTAMENTI
NON È UN FESTIVAL
XIV Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore
a cura di Antonio Musci, Daniela Di Niso, Bruno Di Marino

27 – 28 – 29 – 30 – 31 dicembre 2016
Palazzo Tupputi – Laboratorio Urbano Bisceglie
Via Cardinale Dell’Olio 30, Bisceglie

INGRESSO LIBERO

info: 340 2215793 – 340 6131760
email: info@avvistamenti.it
www.avvistamenti.it
www.palazzotupputi.it