Uomo, eterno pellegrino

Nota curatoriale della dott.ssa Giuliana Schiavone per il concorso d’arte contemporanea indetto dalla Fondazione Monsignor Sante Montanaro, denominato “Premio nazionale don Sante

“Uomo, eterno pellegrino. L’espressione utilizzata da Mons. Sante Montanaro in un suo scritto si rivela quanto mai attuale, potremmo dire, eterna e sempre valida. E se un termine come pellegrino, così denso di implicazioni semantiche, di stratificazioni storiche e culturali, potrebbe forse apparire anacronistico agli occhi dell’uomo contemporaneo, parlare di pellegrinaggio, soprattutto in ambito artistico e culturale è invece uno degli aspetti più interessanti di questa riflessione.

Peregrinus è un termine che si afferma a partire dal medioevo, affonda le sue radici etimologiche nella locuzione per agros, rimandandoci così a una dimensione liminare, di estraneità allo spazio della città strictu sensu. Il pellegrino è colui che percorre un cammino, colui che viaggia e attraversa di volta in volta i territori più differenti per raggiungere la sua meta. Si tratta di una pratica lontana, le cui radici affondano in età classica e si consolidano per tutto il periodo alto medievale, legata a un sentimento di religiosità e devozione.

Se l’uomo ha sempre viaggiato sin dagli albori della sua storia, e quello di migrazione è un concetto fondamentale all’interno dei processi storici ed evolutivi della specie, la pratica del pellegrinaggio si inscrive all’interno di un fenomeno che è allo stesso tempo religioso e culturale. Proprio perché il pellegrinaggio riveste un’enorme importanza per la storia della cultura e la storia dell’arte in generale, non è un caso se negli ultimi anni, siano molte le iniziative volte alla valorizzazione dei suoi itinerari storici.

La tematica scelta per la prima edizione di questo concorso nazionale dedicato alla figura di Don Sante Montanaro ci porta così a elaborare una riflessione di più ampio respiro sul nostro progredire collettivo come esseri umani ed esseri culturali e a riformulare proprio il nostro concetto di cultura, rendendolo dinamico, attivo, frutto di scambi e di percorsi, di cammini sempre in fieri. Quella del pellegrino è una condizione peculiare che diventa così emblematica della ricerca dell’artista. In costante cammino, soggetto anche a smarrirsi, offrendo però una chiave di lettura al mondo e una possibilità di interpretazione alla collettività, l’artista è homo viator che si fa carico del bagaglio emotivo, dei pensieri, del presente e del passato dell’universo, in altre parole della sua storia, viaggiando nel mondo e per il mondo.

Il viaggio è una componente della storia dell’umanità così intrinseca ai suoi processi evolutivi, vitale per i processi storici e di formazione delle culture del mondo. Si viaggia perché è necessario farlo e si viaggia perché l’esistenza è dinamica. Ma il pellegrino non è mai colui che viaggia per caso: se è vero che il percorso può apparire incerto, costellato di difficoltà, luoghi angusti e varchi di luce inaspettati, la meta è invece perfetta, sacra, e ne pregusta l’avvicinamento giorno dopo giorno, con uno spirito di sacrificio innato, perché la osserva magicamente con gli occhi dell’intuito, e con la ragione che diventa alleata esattamente come fa l’artista nei confronti della sua meta creativa. E l’arte non teme il pensiero ma lo rende partecipe dello stesso processo creativo, inglobandolo nei suoi meccanismi.

L’artista pellegrino è tutto questo. Egli è nel mondo, ma sa anche restare all’esterno, nutrendosi di quel poco di distanza che occorre per dare all’arte una forma che parli di quel mondo e sia funzionale e utile anche al suo contemporaneo. L’artista è l’alchimista pellegrino che viaggia attraverso il mondo veicolando la sua essenza eterna. È grazie al suo prezioso andare che punti lontanissimi tra loro possono entrare in contatto nello stesso segmento perfetto: qui è la sopravvivenza dell’universo. E non è forse vero che in questo costante progredire, portiamo con noi come preziosi veicoli idee, sensazioni, conoscenze, memorie dei nostri luoghi di origine? Non importa per quanto tempo camminiamo, e quanto la meta sarà lontana, l’andare dell’umanità è sempre sacro perché è questione di meravigliosa sopravvivenza.

Sta qui il significato del concorso nazionale nel ricordo di una figura che tanto ha creduto nel valore della cultura e delle arti. Perché la collettività possa accedere al futuro è necessario viaggiare e contemporaneamente ricordare il punto esatto da cui si è partiti. Perché non c’è viaggio senza memoria. E non c’è nessun viaggio che non abbia implicazioni culturali, che non porti con sé, all’interno delle sue rotte fattori artistici, parole, e frammenti di vita per ricordarci che l’uomo è un essere culturale.

Preservare la memoria è importante quanto costruire la strada di domani. E quando questo viaggio somiglia più a un errare incerto, ecco che l’artista può offrire il suo istinto per orientare la rotta perché, come affermava Don Sante, l’arte ingentilisce l’anima.”

Giuliana Schiavone

A Villa Magnisi va in scena “Yellow”

Villa Magnisi diventerà un laboratorio di esperienze culturali e uno spazio espositivo per l’arte contemporanea.

Lo prevede un progetto denominato “Yellow – un nuovo modo di vivere l’arte”, ideato dagli artisti Tommaso Chiappa e Alessandro Di Giugno. Il progetto intende valorizzare la splendida villa settecentesca di Via Rosario da Partanna 22, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, attraverso alcuni eventi che dal 21 gennaio al 30 giugno metteranno assieme incontri, mostre d’arte e di pittura, fotografia, video, esibizioni musicali e teatrali.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell’Ordine dei Medici e del Collegio universitario “Lorenzo Valla” di Pavia, e in collaborazione con il Centro d’Arte Malagnini di Saronno (VA), la casa editrice People & Humanities, la Galleria La Piana Arte Contemporanea e il Comitato Civico “Cominciamo dal quartiere” di Palermo.

Il progetto nasce dalla volontà di creare un ponte tra la Sicilia e aree geografiche altrettanto vivaci e ricche di fermenti artistico-culturali, instaurando un dialogo fecondo tra il pubblico, giovani esponenti dell’arte e della fotografia siciliana – come Stefania Romano, Paola Schillaci, Riccardo Paternò Castello, Tiziana Battaglia, Alessandro Di Giugno, Francesco Conte e altri – e i rappresentanti della scuola lombarda del nuovo futurismo – da Dario Brevi a Gianni Cella – e altri artisti, come Leonardo Santoli, Olinsky, Gianfranco Sergio, Emanuele Gregolin, Sabrina Romanò, Davide Ferro, Massimo Romani, Lele Picà, Mauro Rea, Vittorio Valente.

L’iniziativa intende promuovere – come recita il sottotitolo – anche un nuovo modo di vivere l’arte, che miri al maggior coinvolgimento e alla partecipazione del pubblico, soprattutto dei giovani. Gli eventi saranno costruiti di volta in volta intorno a una parola-chiave che racchiude l’essenza della contemporaneità. Ogni appuntamento sarà un “contenitore” di esperienze artistiche e culturali. Diversi relatori si confronteranno sul tema proposto. Seguiranno performance di artisti. Si potranno ammirare una o più installazioni, una collettiva di opere di pittura, fotografia e video e le esibizioni di musicisti e attori teatrali. Del progetto fa parte anche il Collegio “Lorenzo Valla” di Pavia con il quale gli artisti coinvolti hanno realizzato di recente alcuni progetti espositivi, denominati “Back to College”.

Tre gli appuntamenti. Il primo, “Identità”/”Identity”, dal 21 gennaio al 26 febbraio. Il secondo, “Integrazione”/”Integration”, dal 25 marzo al 23 aprile. L’ultimo, “Confine”/”Border”, dal 3 al 30 giugno. Tutti gli eventi si inaugureranno alle ore 18,00; visite: martedì e giovedì ore 15,00-18,00, gli altri giorni su appuntamento. Al termine del progetto, sarà presentato un libro-catalogo della casa editrice People & Humanities che racchiuderà i testi, le opere e il resoconto fotografico dell’intero percorso.

«Tutto è nato – spiega Tommaso Chiappa, uno dei curatori – dopo la mia mostra personale di pittura “Origine”, tenutasi la scorsa primavera a Villa Magnisi. Da qui è scaturita l’idea di trasformare questo luogo magico e raffinato in un laboratorio di idee e di arte contemporanea, un luogo simbolo per Palermo e per la Sicilia. Vivendo da tempo al Nord, avverto l’esigenza di creare spazi e momenti di confronto, riflessioni e stimoli anche qui in Sicilia. Scambiando alcune idee progettuali con alcuni artisti, tra cui Alessandro Di Giugno e Davide Ferro, è nata l’idea di creare questo nuovo progetto dove l’arte diventa interazione e scambio».

Info e contatti
Mail: yellow.2017.palermo@gmail.com
Facebook: @yellow2017palermo
Instagram: 2017yellow
cell: 320 3733769

Segnalato da : Inpress events & communication S.r.l.s.

I numeri della mostra Storie dell’’impressionismo

A parlare, per le mostre di Linea d’’ombra, sono ancora una volta i numeri. E sono numeri che documentano un successo reale, di quelli veramente importanti.

olio su tela, cm 65 x 54
Zurigo, Fondazione Collezione E. G. BŸhrle

Al Museo di Santa Caterina, a Treviso, “Storie dell’’impressionismo”, a cura di Marco Goldin, a 70 giorni dall’’apertura, ha già ampiamente superato i centomila visitatori. Per l’’esattezza la mostra ha raggiunto quota 107.704, con una media giornaliera di 1.538 biglietti. Circa la metà dei quali ha evitato le code, giungendo a Treviso munito di prenotazione, dato che conferma come il pubblico di Linea d’ombra sia come sempre molto organizzato, preciso e previdente.

Due settimane di grande successo per la mostra sono state quelle delle Festività appena trascorse. Tra il 26 dicembre 2016 e l’8 gennaio 2017, i visitatori sono stati ben 34.037, con una media giornaliera che ha toccato quota 2.431 visitatori. Il costante, regolare crescere delle medie giornaliere fa supporre che la mostra possa aspirare a moltiplicare l’’attuale numero di visitatori.

Dati interessanti emergono anche dall’’analisi che Linea d’’ombra ha reso pubblica sulle tipologie e le provenienze dei visitatori finora.

La tendenza, ormai comune, di visitare la mostra a piccoli gruppi, con i familiari e con gli amici, si conferma anche per la grande esposizione trevigiana. Che registra il netto prevalere di “privati”, ovvero di visitatori individuali e, appunto, di microgruppi, rispetto alle visite da “torpedone”, ovvero ai gruppi organizzati e alle scuole. Per l’’esattezza, i “privati” sono stati finora 83.429, contro i 17.038 scesi a Treviso in gruppo organizzato e i 7.237 studenti.

Trova conferma anche le regola dell’’attrazione a cono. Ovvero il numero di visitatori diminuisce man mano che ci si allontana dal centro rappresentato dalla città sede della mostra. “Storie dell’’impressionismo” piace moltissimo ai trevigiani, che rappresentano un quarto dei visitatori. Piace poi molto agli appassionati delle province limitrofe (Padova, Venezia, Pordenone e Vicenza). Molto attratti sono stati anche i visitatori provenienti, nell’’ordine, da Bologna, Milano, Udine, Verona, Modena, Trieste, Trento, Belluno, Ravenna, Bergamo, Brescia, Torino. Colpisce anche la percentuale (5% per quanto riguarda i gruppi) raggiunta dalla Slovenia, “a conferma che le grandi mostre sono ormai un forte attrattore anche internazionale”, commenta Marco Goldin.

Info: www.lineadombra.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net

Sottopelle

Prima mostra personale dell’artista Rachele Moscatelli  (Cantù, 1993) a cura di Elisa Fusi, presso il Teatro comunale San Teodoro di Cantù.
Dal 15 gennaio al 10 febbraio 2017 gli spazi del teatro canturino presentano la recente produzione della giovane artista: tredici opere di medie e piccole dimensioni realizzate su carta e tela, appartenenti alla serie Collezione di Madonne; una grande installazione fotografica dal titolo Nuotare è come volare; un’installazione site-specific allestita sul palco del teatro esclusivamente per la serata di inaugurazione, che metterà in scena una Crocifissione al femminile ambientata in un salotto borghese.
L’esposizione testimonia l’interesse dell’artista per la rappresentazione della figura femminile indagata da un lato come icona di bellezza pubblicitaria e dall’altro come depositaria dell’affetto ma anche del dolore materno, come avviene nell’iconografia sacra. Nella volontà di unire apparenza e sostanza, contemporaneità e tradizione, voleri e valori, Moscatelli affronta con un linguaggio semplice e diretto l’aspetto estetico, sociologico e antropologico della questione dell’identità femminile, accantonando gli ideologismi a favore di una presa diretta con la realtà e l’esperienza personale.
La mostra si apre con la serie Collezione di Madonne, sei opere realizzate tra il 2015 e il 2016 con il collage, la stampa digitale e la stampa calcografica su carta. Come il ragno perde la sua pelle e il baco da seta il suo involucro, queste Madonne nate dalla contemporaneità perdono le loro sembianze per diventare simboli di maternità e di sofferenza. Sono figure perturbanti ed enigmatiche, prelevate dalle pagine patinate delle riviste di moda e dalle pubblicità e poi manipolate e distorte nella loro fisionomia attraverso diverse tecniche tra cui l’incisione e il collage per far emergere il dolore del loro vissuto. Soffocate, lacerate e incise in superficie, si ergono solitarie in primo piano con colli allungati, sorrisi stridenti e sguardi insani.
Una sofferenza del tutto femminile che caratterizza anche l’installazione che trova luogo sul palco del teatro: una Crocifissione che rovescia la tradizionale iconografia mostrando come il dolore della vergine per la morte del figlio sia così forte da diventare lei stessa oggetto della crocifissione. La crocifissione è però un’allusione simbolica e metaforica: non siamo su un monte e non ci sono croci, ma pochi elementi ambientano la scena all’interno di un salotto; non ci sono personaggi dalle sembianze umane ma una serie di fantocci realizzati dall’artista con calzamaglie ricolme di ovatta o di bachi da seta ormai estinti (il protagonista), quali interpreti della fecondità materna ma allo stesso tempo dell’aborto. La loro disposizione richiama la Crocifissione di Matthias Grünewald , un’opera del Cinquecento che colpisce per la resa efficace dell’agonia dei personaggi, e di cui troviamo un dettaglio tra le pagine del libro d’artista Rachele aperto al centro del palco. Si tratta di un libro di memorie, appunti e paragoni visivi che racchiude l’intero processo di ideazione di questa mostra e l’indagine svolta negli anni sull’identità femminile. Ed è da queste pagine, dall’associazione visiva tra una Crocifissione dipinta da Francis Bacon e una statua raffigurante la Madonna sofferente, che nasce l’idea di una crocifissione al femminile, in cui il dolore della Madonna diventi altrettanto forte e universale. Un intreccio di riferimenti iconografici storico-artistici ma anche autobiografici, nati da una presa diretta con la realtà. Su un secondo piano di lettura, infatti, l’approccio alla sofferenza è intimo e personale, proveniente dalla perdita di una familiare. E quindi il body, il cassetto, le fotografie: elementi di una storia privata che circoscrivono all’ambito personale un’iconografia di portata universale.
La sofferenza trova infine pace nell’ultima opera, una composizione di grande formato che chiude concettualmente la mostra proponendo una sorta di catarsi, di resurrezione. Nuotare è come volare è un’installazione composta da una sequenza di 30 fotogrammi prelevati in ordine non consequenziale dal cortometraggio The land of men (1966) del regista armeno Artavazd Peleshyan. Con il procedimento della cianotipia, i fotogrammi prescelti sono stati impressi dall’artista mediante la luce solare su carta fotografica scaduta, poi fissata in camera oscura. La disposizione finale dei fotogrammi propone un’analogia visiva tra le immagini di nuotatori, paracadutisti e un astronauta immersi nell’acqua o nell’aria, circondati dal vuoto. E con questa condizione di leggerezza si chiude la mostra, aprendo una via verso l’ascensione e la ricongiunzione con qualcosa che era prima lontano e inafferrabile.

 

Note biografiche

Rachele Moscatelli è nata a Cantù (CO) nel 1993. Dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte Fausto Melotti di Cantù, si laurea in Grafica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente frequenta il biennio di specialistica nello stesso indirizzo di studio. Ha partecipato a diverse mostre collettive e collaborato con studi di visual design per installazioni e progetti espositivi. Questa è la sua prima mostra personale.

SOTTOPELLE – Rachele Moscatelli
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione domenica 15 gennaio 2017, ore 19
In mostra fino al 10 febbraio 2017
Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.

www.teatrosanteodoro.it | www.rachelemoscatelli.it
Mail. mostre@teatrosanteodoro.it | Tel. 347 8086566

Pars Oculi

La mostra “Pars Oculi“, a cura di Philippe Daverio, Elena Maria Gregori Daverio e Marco Teseo, inaugura il ricco calendario di eventi previsti nel corso del 2017 presso la Biblioteca del Daverio.

Anamorfosi 4 scultura in ferro corten 75 x 60 anno 2013

In esposizione dal 19 al 25 gennaio sarà infatti possibile ammirare le straordinarie opere di Marc Didou, artista francese, che da anni lavora sull’anamorfosi, sulle illusioni ottiche, sui giochi di luce e di prospettiva.

Con un corpus di oltre 20 sculture, accompagnate da disegni e bozzetti, i suoi lavori uniscono il concettuale al figurativo, l’antico al moderno, offrendo allo spettatore la possibilità di interrogarsi sull’essere e l’apparire, sul reale e sul virtuale. Proprio attraverso distorsioni anamorfiche, infatti, i soggetti vengono parzialmente celati e ne è possibile il riconoscimento solo guardando la rappresentazione da una posizione precisa.

La ricerca di Marc Didou è molto innovativa, orientata all’utilizzo di nuove tecnologie, attenta al processo di decostruzione – soprattutto del corpo umano – e unisce alle potenzialità espressive della scultura, quelle del linguaggio scientifico e nello specifico della tomografia a risonanza magnetica (RMT). Si crea di conseguenza un dialogo tra i materiali, quali ferro, bronzo, marmo, legno e imaging radiologico o dati informatici che divengono parte integrante per la realizzazione delle opere, estremamente bilanciate e armoniche.

Molto significativo è l’intervento sulla mostra di Philippe Daverio che potete leggere a questa pagina di incircolarte.it

Al termine della mostra alla Biblioteca del Daverio, si potranno vedere o chiedere informazioni sui lavori esposti presso Teseo Arte, galleria di riferimento dell’artista a Milano.

 

Marc Didou – Pars Oculi
BIBLIOTECA DEL DAVERIO
Milano – dal 19 al 25 gennaio 2017
Piazza Luigi Vittorio Bertarelli 4 (20123)
labibliotecadeldaverio@gmail.com

Philippe Daverio scrive di Marc Didou

Pars oculi. L’occhio vuole la sua parte. Questo lo sanno tutti ma Marc Didou lo sa più degli altri, il suo occhio non serve solo a guardare ma serve ad utilizzare l’intelligenza per vedere. Ed è così diventato pacifico per lui riscoprire quella tecnica curiosa che generò la curiosità dei curiosi: l’anamorfico.

Ne andavano ghiotti gli umanisti cinquecenteschi che avevano deciso di superare la prospettiva puntuale del Brunelleschi e il bifocalismo intuitivo di Leonardo, era nata allora la passione per i corpi ottici trasparenti o riflettenti che consentivano di ricomporre con il senso fisico della terza dimensione l’immagine piatta.

Una rivoluzione. Hans Holbein ne diede un esempio straordinario con il suo dipinto degli ambasciatori del 1533 dove questi uomini coltissimi s’appoggiano ad uno scaffale che raccoglie strumenti tecnici geofisici e musicali, secondo la miglior tradizione scolastica del quadrivio cioè l’aritmetica la geometria l’astronomia e la musica.

Marc Didou ripercorre oggi una strada analoga e la rinnova. Corre all’opposto di Holbein: all’aritmetica sostituisce il computer, alla geometria la restituzione plastica dell’immagine che si fa oggetto. Il tutto porta in un’armonia musicale che sembra aprire la mente alle dimensioni del cosmo. E l’artifizio diventa opera. E il guardare diventa vedere. E il vedere diventa sorpresa. E la sorpresa apre la mente alle magie della fantasia”.

Marc Didou

Marc Didou nasce nel 1963 a Brest, dove studia e frequenta la Scuola Superiore delle Belle Arti.
 
Nel 1987 consegue un diploma di laurea in Espressione plastica e inizia a lavorare l’acciaio. Realizza le sue prime sculture in ferro battuto nel 1988.
 
Numerose sono le sue mostre internazionali in spazi pubblici e privati. Espone la sua prima personale presso il Museo delle Belle Arti di Brest nel 1991. Il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea della Bretagna gli dedica una mostra prima al TNB a Rennes nel 1993, poi, nel 1995, al museo della Cohue a Vannes. Nel 1996 debutta con la serie di sculture realizzate con la tecnica della risonanza magnetica, utilizzando le tecnologie dell’imaging biomedico. In seguito insegna alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest, dal 1999 al 2004.
I suoi lavori sono esposti alla Galleria Martini&Ronchetti di Genova nel 2002, 2005, 2009 e da diverse istituzioni d’arte in Italia fra cui il Museo d’arte contemporanea Villa Croce a Genova nel 2003 e la Fondazione Raggianti a Lucca nel 2004. Nel 2005 inaugura a Torino la scultura sonora “Eco”, collocata nel settore della Mole Antonelliana. Espone nel 2007 nel Regno Unito alla Queen’s University di Belfast. Nel 2009 è a Genova alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e nel 2012 a Palazzo Loredan a Venezia.
Nel 2015 partecipa al progetto “L’art au fil de la Rance” presso la cittadina francese di Plouër sur Rance e al festival “Lieux Mouvants” di Lanrivain. Nel 2016 partecipa alla collettiva presso la Galerie Eulenspiegel di Basilea e la Galerie de Rohan di Landerneau lo accoglie con una personale.

GenerAction

Mail Post.it Art a cura di Ruggero Maggi –  In occasione dei festeggiamenti per i trent’anni dell’Università del Melo, centro culturale della cooperativa sociale Il Melo ONLUS, presso il Museo MA*GA di Gallarate si terrà dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017 la rassegna internazionale d’Arte Postale “GenerAction” ideata e curata da Ruggero Maggi, che si estenderà successivamente anche ad altri Paesi europei.
Il tema “Incontro tra le generazioni” proposto agli artisti invitati ha offerto lo spunto per sottolineare una volta di più quale importanza abbia da sempre il rapporto che unisce tutte le varie “età” del genere umano.
Rapporto che si pone come elemento fondamentale dell’Amore: unica arma per combattere l’odio, l’arroganza, l’inciviltà … un Post-it® sul libro della Vita e dell’Amore.Centinaia di artisti di una quarantina di Nazioni hanno risposto entusiasticamente all’appello inviando migliaia di Post-it® con la specifica richiesta di un intervento, di un gesto che indicasse la propria volontà di rendersi partecipi di questa azione-evento, in cui Arte, Poesia, Sociologia ne costituiscono gli elementi fondanti:Fernando Aguiar (Portogallo), Lorenzo Alagio, Anêla Aliotis (Francia), Christian Alle (Francia), Antonio Amato, Fernando Andolcetti, Salvatore Anelli, Enzo Angiuoni, Michela Angiuoni, Antic ham (Corea del Sud), Toni Antonius (Indonesia), Michele Attianese, Dmitry Babenko (Russia), Vittorio Baccelli, Erika Baggini, Anna Banana, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Paolo Barlusconi, Vittore Baroni, Donatella Baruzzi, Daniela Barzaghi, Keith Bates (Gran Bretagna), Patrizia Battaglia, Elisa Battistella, Horst Baur (Germania), Angela Behrendt (Germania), Mariano Bellarosa, Lancillotto Bellini, John M. Bennett (USA), Luisa Bergamini, Pedro Bericat (Spagna), Francesca Bernardi, Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Diane Bertrand (Canada), Gabriele Bianconi, Tomaso Binga, Julien Blaine (Francia), Joyce Bloem (Olanda), Antonio Bobò, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Giorgio Bongiorni, Ivano Bortolussi, Anna Boschi, Renee Bouws (Olanda), Antonino Bove, Gioacchino Bragato, Gianni Broi, Paulo Bruscky (Brasile), Keith A. Buchholz (USA), Patricia Bueno (Perù), Ioan Bunus (Francia), Rosaspina Buscarino Canosburi, Nirvana Bussadori, Mirta Caccaro, Virginia Cafiero, Matteo Cagnola, Carlo Canè, Maria Amalia Cangiano, Bruno Capatti, Carlo Capeti, Silvia Capiluppi, Angela Caporaso, Emma Caprini, Guido Capuano, Paola Caramel, Lamberto Caravita, Michele Carmellino, Emilio Carrasco Gutierrez (Messico), Nicola Carrù, Schoko Casana Rosso (Germania), Bruno Cassaglia, Maddalena Castegnaro, Torma Cauli (Ungheria), Alessandro Ceccotto, Sergio Cena, Valérie Ceravolo (Francia), Renato Cerisola, Valdemar Cher (Svezia), Pino Chimenti, Silvia Cibaldi, Cosimo Cimino, Franco Colnaghi, Mario Commone, Gigi Conti, Paolo G. Conti, Francesca Romana Corradini, Marisa Cortese, V. Courtois (Francia), Anna Crescenzi, Laura Cristin, Natale Cuciniello, Eleonora Cumer, Filli Cusenza, Flavio Da Rold, Daniel Daligand (Francia), Caterina Davinio, Ko De Jonge (Olanda), Liliana De Lorenzi , Antonio De Marchi Gherini, Teo De Palma, Dario De Souza (Brasile), Adolfina De Stefani, David Dellafiora (Australia), Roberto Denti , Antonio Di Michele, Franco Di Pede, Gabriella Di Trani , Abdourahamane Diarra (Repubblica del Mali), Konrad Dietrich, Marcello Diotallevi, Fausta Dossi, Gianfranco Duro, Mike Dyar (USA), Emerenciano (Portogallo), Elsa Emmy, Ever Arts (Olanda), Arturo Fallico (USA), Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Simonetta Ferrante, Luc Fierens (Belgio), José Manuel Figueiredo (Portogallo), Anna Finetti, Alessandra Finzi, Alfio Fiorentino, Joe Fleury (Svizzera), Lino Foffano, Maurizio Follin, Morena Fontana, Roberto Formigoni, Nicola Frangione, Piet Franzen (Olanda), Leszek Frey-Witkowski (Polonia), Raymond Furlotte (Canada), Mimmo Fusco, Veronica Gabrielse (Sudafrica), Fabrizio Galli, Antonella Gandini, Ornella Garbin, Mario Gatto, Claudio Gavina, Luciano Gerolamo Gerini, Ivana Geviti, Mabel Giaccarini (Argentina), Alessandro Giannandrea, Eugenio Giannì, Juri Gik (Russia), Gino Gini, Guglielmo Girolimini, Lillo Giuliana, Lidia Gobbati, Michael Goetz (USA), Pedro Gonzalves Garcia (Spagna), Isa Gorini, Claudio Grandinetti, Antonio Grassi, Francesco Gravino, M. Greenfield (Gran Bretagna), Klaus Groh (Germania), Elke Grundmann (Germania), Gruppo Sinestetico, Karl-Friedrich Hacker (Germania), John Held Jr. (USA), Peter Hide 311065, Tapio Holopainen (Finlandia), I Santini Del Prete, Il Melo, Eberhard Janke (Germania), Miguel Jimenez (Spagna), Emily Joe , Jreena (Gran Bretagna), Dobrica Kamperelić (Serbia), Kappa, Norbert Koczorski (Germania), Tania Krosse (Svezia), Oriana Labruna, Magda Lagerwerf (Olanda), Franca Lanni, Michael Leigh (Gran Bretagna), Pascal Lenoir (Francia), Alfonso Lentini, Les Cammer (USA), Pino Lia, Oronzo Liuzzi, Juan Rodriguez Lopez (Messico), Tobia Loos (Germania), Gian Paolo Lucato, Gisella Lucci, Serse Luigetti, PaolaMacchi, Michele Macchia, Romina Maggi, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Paola Malato, Malok (USA), Antonio Mancini, Francesco Mandrino, Antonello Mantovani, Danilo Marchi, Angela Marchionni, Hildegunn Marcussen (Norvegia), Renato Marini, Max Marra, Maria Grazia Martina, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi, Andrea Massaro, Cristina Massironi, Cinzia Mastropaolo, Madalena Matoso (Portogallo), Monica Mazzone, Rita McNamara (USA), Italo Medda, Massimo Medola, Rita Mele, Renato Mertens, Nuria Metzli, Luca Miti, Annalisa Mitrano, Henning Mittendorf (Germania), Giorgio Moio, Samuel Montalvetti (Argentina), Emilio Morandi, Simona Morani, Antonio Garrido Moreno (Spagna), Alberto Mori, Franca Munafò, Keiichi Nakamura (Giappone), Cesare Nardi, Riri Negri Bolgiaghi, Giorgio Nelva, Dragan Nesić (Serbia), Francesco Takehiko Niki (Giappone), Rea Nikonova (Russia), Angela Noya, Paolo Nutarelli, Yadián Hernández Ojeda (Cuba), Jürgen O. Olbrich (Germania), Domenico Olivero, Elisabetta Oneto, Camilla Oppino, Orson Nelson Pacheco Acuña (Cile), Clara Paci, Clemente Padin (Uruguay), Elisabetta Pagani, Vittorio Pannone, Sjoerd Paridaen (Belgio), Ennio Pauluzzi (Isle of Man), Giancarlo Pavanello, Hilda Paz (Argentina), Linda Pelati, Giuseppe Pellegrino, Remy Penard (Francia), Walter Pennacchi, Salvatore Pepe, Teresinka Pereira (USA), Michele Perfetti, Gloria Persiani, Silvano Pertone, Renata Petti, Marisa Pezzoli, Riccardo Pezzoli, Alfa Pietta, Barry Edgar Pilcher (Irlanda), Franco Focardi Piri, Pjm (USA), Planet Susannia (Germania), Hugo Pontes (Brasile), Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Ross Priddle (Canada), Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Giancarlo Pucci, Ruggero Radaele, Marco Ravenna, Tulio Restrepo (Colombia), Gaetano Ricci, Isabella Rigamonti, Giuseppina Riggi, Jaume Rocamora (Spagna), Sabina Romanin, Claudio Romeo, Carla Roncato, Irene Ronchetti (Argentina), Cristina Rossetti, Gianni Rossi, Fabrizio Rovesti, Colette Ruch (Svizzera), Günther Ruch (Svizzera), Enzo Ruggiero, Manuel Ruiz Ruiz (Spagna), Marina Salmaso (Danimarca), Massimo Salvoni, Daniele Sanguinetti, Sergio Sansevrino, Anna Santinello, Evie Satijadi (Indonesia), Alba Savoi, Roberto Scala, Patrizia Scalvini & Paolo Caporossi, Evelina Schatz (Russia), Josè Roberto Sechi (Brasile), Gianni Sedda, Serge Segay (Russia), Eugenia Serafini, Danilo Sergiampietri, Elena Sevi, Valery Shimanovsky (Russia), Eliso Ignacio Silva (Venezuela), Fulgor C. Silvi, Luigino Solamito, Mark Sonnenfeld (USA), Oliana Spazzoli, Franco Spena, Carol Stetser (USA), David Stone (USA), Renata e Giovanni Strada, Rod Summers (Olanda), E. Sündermann (Austria), W. Mark Sutherland (Canada), Jaromir Svozilik (Norvegia), Pietro Tartamella, Patricia Tavenner (USA), José Antonio Tenente (Portogallo), Ernesto Terlizzi, Camilla Testori, Roberto Testori, The Shepherd (Gran Gretagna), Paul Tiililä (Finlandia), La Toan Vinh (Vietnam), Marzia Todero, Tokitama (Giappone), Ettore Tomas, Stefano Tonelli, Mario Tonino, Attilio Tono, Micaela Tornaghi, Giuseppe Luca Torraco, Agostino Tulumello, Lubomyr Tymkiv (Ucraina), Sigismund Urban (Germania), Valdor (Spagna), Anke Van Den Berg (Belgio), Johan Van Geluwe (Belgio), Francis Van Maele (Irlanda), Isabelle Vannobel (France), Giorgio Vazza, Armanda Verdirame, Cristina Vignocchi, Alberto Vitacchio, Piero Viti, Rüdiger Axel Westphal (Germania), Gail D. Whitter (Canada), Jokie X Wilson (USA), Monika Wolf (Germania), Reid Wood (USA), Roberto Zito, Rolando Zucchini.

La Terra non è un enorme vortice, un gorgo dove tutte le civiltà, tutte le tribù, tutte le radici culturali si mescolano e si confondono, ma è formata da una miriade di punti, di pixel che si intersecano interagendo in continuazione. Se vogliamo la presente rassegna è proprio questo: una grande allegoria della vita con le sue innumerevoli sfaccettature, con le sue molteplici possibilità e potenzialità, in questo caso naturalmente poetiche ed artistiche.

La visione totale dell’installazione si completerà con la scoperta da parte del visitatore delle singole opere ottenute con le tecniche più disparate e sfruttando ogni possibilità di impiego dei famosi foglietti gialli.

“Cerca la saggezza dei vecchi, ma guarda il mondo attraverso gli occhi di un bimbo” (Ron Wild)

GenerAction

Museo MA*GA
Via E. de Magri 1
Gallarate (VA)

Inaugurazione 14 gennaio 2017 – ore 18.00
dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017

Orari: martedì/venerdì 9.30/12.30 – 14.30/18.30, sabato e domenica 11.00/19.00, lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Per informazioni:
0331. 708224 – 320.9621497
e-mail: udm@melo.it – maggiruggero@gmail.com

Catalogo con testi di: Isabella Peroni [Assessore alla Cultura], Emma Zanella [Direttrice MAGA – Gallarate], Marco Predazzi [Presidente Fondazione Il Melo – Luigi Figini], Ruggero Maggi.

Biennali, triennali e grandi eventi del 2017

Elenco delle più importanti rassegne d’arte che si terranno nel corso dell’anno appena iniziato:

25 febbraio – 20 aprile
Desert X Desert Exhibition of Art, Coachella Valley, California
Letteralmente l’evento più caldo dell’anno, nel deserto della California, versione artistica lanciata nel 2014 del celebre festival musicale di Coachella: ospite speciale Ed Ruscha

8 marzo-8 maggio
Honolulu Biennale, Honolulu, Hawaii
Edizione inaugurale della rassegna ospitata presso i siti in tutta la città, rivolta all’area dell’Oceano Pacifico, diretta da Fumio Nanjo del Mori Art Museum di Tokyo e curata da Ngahiraka Mason

14 marzo-10 maggio
Russian Art Triennial by Garage Museum, Mosca, Russia
Prima edizione della rassegna lanciata in concomitanza con il centenario della rivoluzione russa nel 2017, è diretta dal curatore capo del Garage Kate Fowle, con artisti a rappresentare le nove regioni del paese

12 marzo-12 giugno
Biennale di Sharjah, Sharjah, Emirati Arabi Uniti
Iniziativa della Sharjah Art Foundation curata da Christine Tohm, anche se riconosciuta a livello internazionale conserva ancora un focus regionale e tradizionale

17 marzo-11 giugno
Whitney Biennial 2017, New York
Curata da Christopher Y. Lew e Mia Locks, quest’anno la Whitney Biennial debutta nel nuovo museo di Renzo Piano nel Meatpacking District, con un mix di nomi emergenti e affermati

27 marzo – 6 aprile
Antarctic Biennale, Penisola Antartica
Primo evento del suo genere, la biennale troverà posto per la durata di circa 15 giorni a bordo delle navi di ricerca Akademik Ioffe e Akademik Sergey Vavilov, con artisti come Michelangelo Pistoletto, Cai Guo-Qiang, Hans Op de Beeck

8 aprile-16 luglio ad Atene; 17 giugno-10 settembre a Kassel
Documenta 14, Atene, Grecia e Kassel, Germania
Documenta si divide per la prima volta nella sua storia fra due sedi, Kassel in Germania e Atene in Grecia. Curatore e direttore artistico Adam Szymczyk, titolo Documenta 14: ‘Learning from Athens’

26 maggio-13 novembre
57 ° Biennale di Venezia
Titolo ‘Viva Arte Viva’, curatrice Christine Macel, la rassegna intende concentrarsi sul ruolo dell’artista nella società, soprattutto in tempi difficili, sottolineando l’importanza del ruolo che gli artisti giocano nell’inventare un proprio universo nel mondo in cui viviamo

10 giugno – 17 settembre
Skulptur Projekte, Münster, Germania
Unica nel suo genere, la mostra si tiene ogni dieci anni, trovando il suo fascino unico nell’uso totale dello spazio pubblico. Curatore Kasper König, fra gli ospiti Rebecca Horn, Claes Oldenburg, Bruce Nauman, Rosemarie Trockel, Ei Arakawa

4 agosto – 5 novembre
Triennale di Yokohama, Yokohama, Giappone
Sesta edizione, titolo Islands, Constellations and Galapagos, location il Yokohama Museum of Art e la Yokohama Red Brick Warehouse

16 settembre – 12 novembre
15 ° Istanbul Biennale, Istanbul, Turchia
Diretta quest’anno dagli artisti-curatori Elmgreen & Dragset, titolo A Good Neighbor, la rassegna esplorerà le nozioni di casa, vicinato e sfera privata in senso tradizionale, secondo la domanda: “Che cosa significa essere un buon vicino di casa?”

30 settembre-20 dicembre
14 ° Biennale de Lyon, Regione Rhône-Alpes, Francia
Emma Lavigne, direttore del Centre Pompidou-Metz, curerà la 14 ° Biennale di Lione, affrontando le questioni relative a modernismo e modernità

21 ottobre – 5 novembre
Karachi Biennale, Karachi, Pakistan

1-19 novembre
Performa 17, New York

11 novembre 2017-25 febbraio 2018
Prospect.4 New Orleans, New Orleans, Louisiana

(attinto dal sito exibart)

The cage of my mind

Performance di body painting di Miguel Gomez, con Ilaria Palomba, Nilde Mastrosimone de Troyli e Manuela Maroli che si terrà il 10 gennaio 2017 alle ore 20,30 presso Auditorio Federico II Eventi, Via Latilla, 13 – Bari nell’ambito di BIBART – Biennale Internazionale d’Arte.

La gabbia della mente dove sono riposti amore e dolore, la gabbia della mente dove sono riposti sogni, fantasie, luoghi, immagini che rimbalzano nella testa, luogo in cui un attimo diventa eternità, voli senza rotte. La pazzia è fuori, per le strade, sugli sguardi di volti mai visti, anneriti dal carbone… E’ la gabbia da cui vorresti veramente uscire?” M.G.

Miguel Gomez (videoart – performer), nasce a Wiesloch (Germania) nel 1962. Da piccolo segue il padre, Giuseppe Loiacono, artista affermato nella Parigi degli anni 70, e grazie a lui ha la fortuna di conoscere e frequentare gli atelier di Pablo Picasso e Bernard Dubuffet. Ma è l’incontro con Salvador Dalì che segnerà definitivamente la strada di Miguel Gomez, avvicinandolo all’arte in tutte le sue forme ed espressioni. Frequenta il liceo artistico a Bari e a 19 anni, per circa un anno, gira l’Europa come artista di strada. Rientra in Italia e frequenta l’Accademia di Torino. Dal 1987 al 1994 si dedica all’incisione collaborando con artisti quali Emilio Greco, Aligi Sassu, Renzo Vespignani, Enrico Baj. Dal 1994 si dedica alla ricerca di nuove espressioni artistiche e dal 2009, oltre che con la pittura, Miguel Gomez si esprime attraverso la body art, la performance art, la video art e installazioni. Attualmente è Responsabile della Federico II Eventi e di Artoteca Vallisa di Bari.

Nilde Mastrosimone de Troyli nasce a Taranto nel 1972.
Nel 1997 si Laurea in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Nel 1999 consegue il Master in grafi ca pubblicitaria ed editing video. Nel 2000 entra a far parte dello staff della Creative Image Entertainment s.r.l., lavorando per le più importanti case di produzione cinematografi che. Nel 2007 si diploma come performer, presso la scuola di Playback Theatre di Sondrio. Dal 1995 ad oggi si dedica alla pittura, cortometraggi, performance.

Ilaria Palomba, ha pubblicato il romanzo “Fatti male” (Gaffi ), tradotto in Germania per la Aufbau- Verlag nella collana Blumenbar, con titolo “Tu dir weh”; la raccolta poetica “I buchi neri divorano le stelle” (Arduino Sacco); la raccolta di racconti “Violentati” (ErosCultura), di cui un racconto pubblicato in Inghilterra e negli Stati Uniti per il Mammoth Book. Grazie a una Borsa di Studio Internazionale, ha elaborato il saggio “Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art”. Ha curato per AlterEgo Edizioni l’antologia di racconti e disegni “Streghe Postmoderne”. Ha esperito sul proprio corpo, non solo come ricercatrice, l’ebrezza della performance art, grazie al workshop “Chi sei tu” con Franko Be a un workshop di Performazione con Antonio Bilo Canella e Hossein Taheri. “Una volta l’estate” è il suo terzo romanzo, scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi.

Manuela Maroli, artista multidisciplinare di Torino, nel 1999 inizia il suo percorso artistico nel campo della Body Art, in particolare come Body Piercer. Nel 2013 compie atti poetici (poesia in azione) e si dedica alla sua personale ricerca nella Performance Art. Appassionata di letteratura, scrive poesie. Nel 2014 fonda Svergin_Arte, si propone di diffondere nuovi orizzonti artistici/poetici e nuove realtà di espessione/aggregazione artistica. Manuela è membro e co fondatore del collettivo internazionale “An Army Of Artists” e membro del collettivo internazionale “The Other Society”.

 

 

Grandi mostre nel 2017

Sono tanti gli appuntamenti importanti già confermati per questo nuovo anno con i grandi eventi dedicati all’arte e vedono l’avvicendarsi di mostre con protagonisti indiscussi della contemporaneità come Damien Hirst, Bill Viola, Keith Haring, i grandi maestri del Novecento, Amedeo Modigliani, Manet, Vasilj Kandinskij, o pilastri del passato da Caravaggio a Guercino. Da non perdere poi per gli appassionati, le grandi esposizioni mercato e soprattutto la Biennale d’arte di Venezia che con “Viva arte Viva”, curata da Christine Macel, torna ad offrire un’imperdibile spaccato sulle tante realtà artistiche nel mondo, le variazioni in corso d’opera della ricerca e delle tendenze più rilevanti.

Ecco una veloce carrellata – elaborata da Valentina Tosoni su la Repubblica – da nord a sud delle mostre che verranno inaugurate nel 2017, nei più importanti spazi espositivi italiani >>>

Vitriol di Gillo Dorfles

Giovedì 12 gennaio, alle ore 18.00, alla Triennale di Milano, si tiene l’inaugurazione della mostra dedicata a VITRIOL il personaggio fantastico inventato da Gillo Dorfles. La mostra è a cura di Aldo Colonetti e Luigi Sansone.

VITRIOL è un personaggio fantastico, inventato da Gillo Dorfles, presente la prima volta nel dipinto del 2010, esposto in mostra, poi di nuovo protagonista di una serie di disegni e di appunti, realizzati nella seconda metà del 2016. In totale, accanto al dipinto del 2010, sono esposti, per la prima volta, 18 disegni, che rappresentano un’assoluta novità.

La mostra resterà aperta dal 13 Gennaio al 5 Febbraio 2017.