Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla

Organizzata dall’Opera di Santa Maria del Fiore negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze, dal 21 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 , la mostra ‘Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla‘ presenta diciotto opere del maestro senese, selezionate tra le più significative della sua vasta produzione.

Nel solco fecondo della tradizione della scultura e dell’oreficeria in Siena, s’inserisce la vasta produzione di Pier Luigi Olla, nato a Pistoia nel 1939, ma prestissimo trasferitosi a Siena e inseritosi nella vita artistica della città e delle sue Contrade. Le sue opere, risultato di più di cinquant’anni di attività, sono sculture a tutto tondo, bassorilievi, pannelli celebrativi, arredi urbani, tabernacoli, ante di porta, targhe, manufatti singoli. Le sue creazioni, caratterizzate da un’espressione di serenità, di armonia, di eleganza formale, di misura sentimentale, sono indubbiamente funzionali alla realizzazione di arredi di culto, per la realizzazione dei quali è stato richiesto da personalità e comunità religiose. Cibori, ostensori, pissidi, busti e figure di santi, pastorali, croci astili, reliquiari, crocifissi, croci pettorali, sono i manufatti in cui esprime una religiosità non pietistica, ma prossima ai sentimenti umani.

Grazie a questi manufatti – spiega Bruno Santi, consigliere dell’Opera di Santa Maria del Fiore – di sapore antico ma di sensibilità assolutamente moderna, anche il pubblico avrà l’occasione di apprezzare l’opera di questo maestro senese, schivo e riservato, ma dotato di una rara capacità di conciliare la tradizione dell’arte tradizionale, di cui conserva affettuosamente modi e forme, con creazioni di una singolare e quanto mai gradevole, originale attualità”.

Formatosi all’Istituto d’Arte di Siena, Pier Luigi Olla si dedica fin da giovanissimo all’attività artistica che gli farà presto conseguire notorietà e apprezzamenti per le sue opere, realizzate nelle più varie materie. Attivo soprattutto a Siena, viene impegnato nella realizzazione degli arredi del Palio: disegna costumi, bandiere, simboli araldici, nonché il drappellone per la carriera del luglio 1996 e vari masgalani per le Contrade con la migliore comparsa nei due turni della festa. Per queste opere riceve in Siena, nel 1990, la medaglia d’oro del “Mangia” in riconoscenza dei suoi meriti artistici.

Il Sacro nell’arte di Pier Luigi Olla
Firenze – dal 21 dicembre 2016 all’otto gennaio 2017
MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO DI FIRENZE
Piazza Del Duomo 9 (50122)
+39 0552302885
www.ilgrandemuseodelduomo.it/museo

Inaugurazione 21 dicembre 2016, ore 16.30
Ingresso gratuito
Apertura al pubblico dal 22 dicembre 2016, orario 13.00-19.00
Chiusura al pubblico 24, 25, 31 dicembre 2016 e 1° gennaio 2017

UFFICIO STAMPA OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE
Ambra Nepi, Ambra Nepi Comunicazione, Firenze
Tel. 348/6543173
info@ambranepicomunicazione.it
www.ambranepicomunicazione.it

Retrospettiva a luce solida

Retrospettiva a luce solida è il titolo della mostra monografica che il museo MADRE di Napoli dedica a Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), magistrale esponente delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo, la cui ricerca artistica è incentrata sull’esplorazione dei linguaggi dell’ideologia e della propaganda, delle strutture dell’immaginario collettivo e delle narrazioni mediatiche.

Una ricerca unica e personale, che coincide con il tentativo di dare rappresentazione al pensiero, di svelare i meccanismi di funzionamento della percezione e far affiorare i percorsi potenziali della memoria.

La mostra, a cura di Laura Cherubini e Andrea Viliani, è la più completa mai dedicata all’artista negli ultimi due decenni, comprende più di cento opere, installazioni, azioni e documenti che indagano la storia moderna e contemporanea nei suoi conflitti e nelle sue contraddizioni, trovando nell’intrinseco rapporto fra dimensione storica e dimensione etica il loro fulcro intellettuale ed emotivo. Rimarrà in esposizione fino al 6 marzo 2017

Fabio Mauri – Retrospettiva a Luce Solida
MADRE – museo d’arte contemporanea Donnaregina
Via Settembrini, 79
80139 Napoli
T +39 081 19313016
info@madrenapoli.it

Il giorno della memoria

Circuiti Dinamici per la stagione invernale 2017 indice il concorso Il giorno della memoria che si terrà dal 27 gennaio al 12 febbraio 2017 presso il proprio spazio espositivo in via Giovanola 21/c Milano.
 
Il concorso è aperto a tutti gli artisti operanti nel campo delle arti visive – pittura, scultura, fotografia, video, performance, poesia – senza limiti d’età. Ogni artista potrà presentare massimo 2 opere che verranno valutate dal comitato scientifico dell’Associazione Circuiti Dinamici, il quale selezionerà gli artisti partecipanti e il numero di opere da esporre.
 
Le opere selezionate per la mostra collettiva saranno incluse in un catalogo con testo critico introduttivo.
 
L’artista vincitore del concorso (essendo la finalità la promozione), scelto dalla giuria, riceverà come premio una mostra personale e gratuita presso la sede dell’associazione.
Ad un secondo artista scelto dalla giuria sarà dedicata con una sua opera la copertina del catalogo.
 
Le iscrizioni sono aperte fino al 3 gennaio 2017
 
Per ulteriori informazioni :
press@circuitidinamici.it; circuiti@microbo.netIl giorno della memoria:
Il Giorno della Memoria non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita «superiorità» del dolore ebraico. Non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.
Dopo la Shoah è stato coniato il termine «genocidio». Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Ma mai, nella storia, s’è visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed «efficaci», allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte. “ (La Stampa)

Oltre i bordi dello schermo

Questo libro raccoglie 17 conversazioni con alcune delle figure più importanti della storia del cinema sperimentale e della videoarte, forme audiovisive che, senza basarsi necessariamente su strutture narrative e senza contare su apparati produttivi, costituiscono da sempre nel vasto territorio delle immagini in movimento uno spazio di ricerca e libera creatività.

Alcuni di essi sono artisti visivi (Shirin Neshat, Martial Raysse, AES+F, Paolo Gioli), fanno parte cioè del sistema dell’arte contemporanea e, oltre a film e video, hanno prodotto e producono opere di diverso tipo; altri, invece, sono filmmaker che hanno rivoluzionato la storia del cinema (Kenneth Anger, Peter Kubelka, Jonas Mekas, Michael Snow); altri ancora sono pionieri dell’immagine elettronica (Robert Cahen, Peter Campus, Bill Viola). Non mancano poi autori, come Zbigniew Rybczynski e Michel Gondry, che hanno innovato profondamente il linguaggio della videomusica dagli anni ’80 a oggi. Le conversazioni – quasi tutte pubblicate nell’arco di due anni su “Alias”, supplemento del Manifesto – sono precedute da un cappello introduttivo esplicativo su ciascun autore.

Editore: Manifestolibri
Collana: Esplorazioni
Anno edizione: 2016

La presentazione del libro di Bruno Di MarinoOltre i bordi dello schermo” e proiezioni delle conversazioni con i maestri della sperimentazione audiovisiva si terranno nell’ambito della quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti.

Avvistamenti

Il Cineclub Canudo organizza da martedì 27 a sabato 31 dicembre 2016 presso il Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi a Bisceglie, in Via Cardinale Dell’Olio 30, la quattordicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti, curata da Antonio Musci, Daniela Di Niso e Bruno Di Marino e realizzata con il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia e del Comune di Bisceglie.

avvistamenti

Avvistamenti è il titolo di un progetto che il Cineclub Canudo ha avviato nel 2002 a Bisceglie, recuperando il senso e la storia dell’antico nome della città: Vigiliae. Letteralmente sentinella, vedetta, si riferisce alla sua storica vocazione all’avvistamento, data la strategica collocazione sul mare. Avvistare vuol dire guardare lontano, vedere ciò che è distante o non facilmente visibile all’occhio umano. L’avvistamento presuppone dei confini da varcare, dunque la distanza non è intesa come barriera, ma come distesa che si offre al vedere, un territorio da esplorare, in cui avventurarsi per primi. Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica, teatro e arte contemporanea, con proiezioni, mostre, videoinstallazioni, workshop, incontri e performance dal vivo degli artisti invitati. Il progetto va a completare l’edizione 2016, che ha visto durante l’estate, presso la sede del Laboratorio Urbano di Bisceglie, la realizzazione di workshop, proiezioni, sonorizzazioni e incontri con artisti e curatori.

Di seguito il programma di quest’anno:

MARTEDÌ 27 DICEMBRE

VITTORINO CURCI
ORE 19.30
inaugurazione mostra
STOOKATZART
ORE 20.30
reading poetico con sassofono

OLTRE I BORDI DELLO SCHERMO
di Bruno Di Marino
ORE 21.00
presentazione del libro
A SEGUIRE
selezione di film e video di autori intervistati nel libro
a cura di Bruno Di Marino

MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa
Iconostasi (Italia, 2015 – 16′ 09”)
Rothkonite (Italia, 2015 – 2′ 53”)
Obsolescenza programmata (Italia, 2016 – 19′ 31”) [Anteprima]
Psicopompo (Italia, 2016 – 33′ 33”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico Larssen

ORE 21.00
incursione sonora
GABRIELE PANICO vs VITTORINO CURCI [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Claudio Romano, Elisabetta L’Innocente – Con il vento (Italia, 2016 – 9′)
Fabio Scacchioli, Vincenzo Core – Bang Utot (Italia, 2015 – 26′ 48”)
Giuseppe Boccassini – Orbit (Italia/Germania, 2016 – 15′)
Yan Cheng, Federico Francioni – La tomba del Tuffatore (Italia, 2015 – 30′)
Luca Ferri – Colombi (Italia, 2016 – 20′)
Christian Mendoza – Tiefe (USA, 2016 – 9′ 06”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con gli autori

GIOVEDÌ 29 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezioni

Rossella Piccinno
The recall of the songbird (Francia, 2010 – 9′ 56”)
In Limine (Francia/Portogallo, 2014 – 24′ 45”) [Anteprima]
Déhalage (Francia, 2014 – 28′ 48”) [Anteprima]

A SEGUIRE
incontro con l’autore

SONIMAGE
a cura di Antonio Musci e Gabriele Panico

ORE 21.00
sonorizzazione di materiali video di Michele Sambin
VEDO SUONO
Michele Sambin, Gabriele Panico [Anteprima]

ORE 21.30
proiezioni

Michele Sambin – Diogene 1977_2016 (Italia, 1977/2016 – 5′ 32”) [Anteprima]
Roberto Nanni – Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi (Italia, 1989 – 10′ 46”)
Antonello Matarazzo – Happy Endings (Italia, 2016 – 5′ 30”)
Elisabetta Pandimiglio, César Meneghetti, Fabio Rosi – Svolte (Italia, 2012 – 7′)
César Meneghetti – This orient V.3 (Italia, 2010 – 6′)
Francesco Dongiovanni – Anapeson (Italia, 2015 – 40′)

A SEGUIRE
incontro con gli autori

VENERDÌ 30 DICEMBRE

MADE IN ITALY
a cura di Antonio Musci

ORE 19.30
proiezione

Filippo Ticozzi – Inseguire il vento (Italia, 2013 – 58′)

A SEGUIRE
incontro con l’autore

ORE 21.30
proiezioni

Domenico de Ceglia, Serena Porta – Seaduction: the Tale of the Tail (Italia, 2016 – 15′)
Igor Imhoff – Planets (Italia, 2012 – 9′ 11”)
Ilaria Pezone – 1510. Sogno su Carta Impressa con Video (Italia, 2015 – 7′)
Alberto Baroni – Impero (Italia, 2015 – 13′ 50”)
Salvatore Insana – Inganni (Italia, 2016 – 9′ 47”) [Anteprima]
Alessandro G. Capuzzi, Emanuele Dainotti – Santa Teresa (Italia, 2016 – 12′)
Anna Marziano – Orizzonti! Orizzonti! (Italia/Germania/Francia, 2014 – 11′) [Anteprima]
Cristina Picchi – Champ des Possibles (Canada/Italia/Svezia, 2015 – 14′)

AVVISTAMENTI
NON È UN FESTIVAL
XIV Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore
a cura di Antonio Musci, Daniela Di Niso, Bruno Di Marino

27 – 28 – 29 – 30 – 31 dicembre 2016
Palazzo Tupputi – Laboratorio Urbano Bisceglie
Via Cardinale Dell’Olio 30, Bisceglie

INGRESSO LIBERO

info: 340 2215793 – 340 6131760
email: info@avvistamenti.it
www.avvistamenti.it
www.palazzotupputi.it

La finestra sul cortile. Scorci di collezioni private

Durante le festività natalizie la GAM di Milano resterà aperta anche il 24, 31 dicembre e 6 gennaio con i consueti orari (martedì-domenica 9.00-17.30, giovedì 9.00-22.30, lunedì chiuso), mentre sarà chiusa il 25 dicembre, 26 dicembre e 1 gennaio.

Un’ottima occasione per scoprire l’inedito percorso espositivo de La finestra sul cortile. Scorci di collezioni private, un progetto ideato da Luca Massimo Barbero, realizzato da UBS e la Galleria d’Arte Moderna del Comune di Milano, che si inserisce nell’ambito della rinnovata partnership fra l’istituto bancario e la GAM, esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Dal 2013 UBS sostiene infatti il Museo e le sue collezioni con una programmazione dedicata alla valorizzazione e tutela del suo patrimonio.

Il percorso espositivo si snoda all’interno della GAM per indagare il tema del collezionismo privato attraverso un dialogo inedito fra gli spazi neoclassici della Villai suoi capolavori, espressione di quel collezionismo illuminato milanese e lombardo che nel tempo ha arricchito il patrimonio museale civico con importanti lasciti e donazioni, e le opere provenienti da due prestigiose raccolte italiane, la Collezione Panza di Biumo e la Collezione Berlingieri.  Richiamando la celebre pellicola di Hitchcock, da cui prende il titolo, l’esposizione riunisce episodi apparentemente frammentati in un unico grande racconto, definito e circoscritto dalla selezione curatoriale, che delimita il “campo visivo” del visitatore come la finestra del film delimita quello del protagonista, il quale costruisce la sua personale storia osservando i vicini di casa. Sui tre piani della Galleria trovano spazio accostamenti inediti tra il patrimonio artistico del Museo, che include alcuni dei maggiori protagonisti dell’Ottocento e del Novecento, e opere di artisti contemporanei da Christo, Dan Flavin, Joseph Kosuth, Richard Long, Julia Mangold, Cady Noland, Giulio Paolini, Richard Serra, Rudolf Stingel a Giovanni Fattori, Francesco Hayez, Edouard Manet, Giorgio Morandi, per citarne alcuni. 

“Prosegue in maniera sempre più feconda la partnership tra GAM e UBS e, allo stesso tempo, il dialogo tra le opere della Galleria e quelle del collezionismo privato – dichiara l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. La GAM continua a accrescere il numero dei suoi visitatori grazie a una collezione preziosa, curata e allestita con rigore in uno spazio prestigioso, e a una programmazione espositiva attenta, mirata a riflettere con sempre nuova luce il percorso museale. Una direzione che va a consolidare la sua identità e ad accrescere la sua attrattività nei confronti dei milanesi e del sempre più numerosi turisti che visitano la nostra città”.

“Con questo nuovo appuntamento, dedicato al collezionismo privato, aggiungiamo un capitolo importante alla storia che ci lega, ormai dal 2013, alla Galleria d’Arte Moderna e al Comune di Milano. Il tema della mostra rappresenta una buona sintesi delle affinità che, come UBS, condividiamo con la GAM, casa del collezionismo privato lombardo, e con i nostri clienti, a loro volta collezionisti. Ma soprattutto, apre alla città e ai visitatori una prospettiva diversa sul patrimonio artistico del museo, posto in dialogo con opere di due delle più prestigiose collezioni italiane. Il risultato è un viaggio tra passato e presente che mi ha entusiasmato e che invito tutti a intraprendere”, dichiara Fabio Innocenzi, Amministratore Delegato di UBS (Italia).

“Hitchcock è stato un grande maestro dell’inquadratura e del vedere. Proprio alla sua inedita capacità di sguardo è dedicato questo percorso espositivo attraverso la GAM, primo di una serie di progetti che svilupperò ispirati alla sua filmografia – dichiara il curatore Luca Massimo Barbero. Come nel capolavoro del grande regista, il pubblico diventa il vero protagonista mentre osserva e viene osservato; l’architettura dello spazio si trasforma in un grande set dove un gioco di “scorci visivi” riporta agli occhi del visitatore, riscoprendoli con accostamenti inattesi, capolavori museali e opere contemporanee”. 

La scelta del curatore è quella di indagare il collezionismo nei suoi aspetti emblematici di corrispondenze fra il museo milanese e altre raccolte private – Panza e Berlingieri – creando un percorso, diverso da quello abituale, che va a punteggiare gli spazi in modo sottile e curioso, individuando rapporti e corrispondenze in grado di sottolineare, talvolta anche con ironia, temi, soggetti e la storia stessa delle opere, e di raccontare in chiave contemporanea le radici della Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Proprio il tema del collezionismo privato rappresenta l’elemento fondante, di incontro, fra la Galleria d’Arte Moderna e UBS, la cui passione per l’arte trova espressione nella UBS Art Collection, con oltre 30.000 opere dagli anni ’60 ad oggi. Un connubio che, negli ultimi anni, ha visto avviare e consolidare uno stretto percorso di partnership: dapprima con il restauro e la riapertura nel 2013 delle Collezioni Grassi e Vismara e della sala dedicata a Medardo Rosso, successivamente, nel 2014 e 2015, con due mostre realizzate insieme alla GAM – YEAR AFTER YEAR. Opere su carta dalla UBS Art Collection e Don’t Shoot the Painter. Dipinti dalla UBS Art Collection, entrambe a cura di Francesco Bonami – che hanno reso visibili per la prima volta al pubblico milanese i capolavori della collezione internazionale di UBS. 

Con il rinnovo della partnership, oltre al terzo episodio espositivo ideato da Luca Massimo Barbero, La finestra sul cortile. Scorci di collezioni private, si avvia anche la partecipazione di UBS al restauro conservativo di circa 70 opere del patrimonio artistico della Galleria, con l’apertura straordinaria al pubblico dei depositi sotterranei in attesa della grande mostra 100 anni. La scultura a Milano dal 1815 al 1915 (marzo 2017), che ripercorrerà la storia della produzione scultorea lombarda nell’arco di 100 anni.

 

UBS E L’ARTE – Da sempre impegnata a livello mondiale nel sostegno all’arte e alla cultura, UBS promuove un programma articolato di attività che vede fra le principali collaborazioni il supporto a lungo termine ad Art Basel, la più importante fiera d’arte contemporanea internazionale, a Basilea, Miami Beach e Hong Kong, di cui l’istituto è il primo partner globale, la partnership internazionale con il Solomon R. Guggenheim Museum e la sua Fondazione, cui si aggiungono numerose partnership sul territorio con importanti enti e istituzioni tra cui la Fondation Beyeler in Svizzera, il Nouveau Musée National di Monaco, il Louisiana Museum in Danimarca e l’Art Gallery of New South Wales a Sydney. In Italia l’istituto bancario ha scelto di legarsi alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, gioiello architettonico neoclassico sede di prestigiose collezioni d’arte, avviando un programma di partnership che si fonda su due principali attività: la valorizzazione del patrimonio museale attraverso il sostegno a restauri e riallestimenti e la produzione di contenuti attraverso mostre temporanee.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito: www.ubs.com/art.

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI MILANO – Parte dei Musei Civici milanesi, dal 1921 la Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita le collezioni d’arte moderna del Comune, con l’obiettivo di conservare, divulgare e promuovere un patrimonio artistico di circa 3.500 opere raccolte nella splendida sede della Villa Reale, nel cuore della città. Fra gli esempi più alti di architettura neoclassica milanese, la Villa, che comprende anche un magnifico parco romantico all’inglese, fu costruita tra il 1790 e il 1796 da Leopoldo Pollack (allievo di Giuseppe Piermarini) per il Conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso e all’inizio dell’Ottocento, in seguito ai cambiamenti politici che interessarono Milano, divenne residenza del Vicerè Eugenio di Beauharnais, figlio di Napoleone. Al suo interno la GAM custodisce ed espone una raccolta di opere di grande pregio internazionale. Francesco Hayez, Andrea Appiani, Tranquillo Cremona, Giovanni Segantini, Giovanni Fattori, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Antonio Canova, Medardo Rosso, Gaetano Previati sono solo alcuni tra i nomi dei grandi artisti presenti, protagonisti indiscussi della Storia dell’Arte milanese e italiana. Capolavori che, grazie anche al collezionismo del Novecento e alle donazioni di alcune importanti famiglie – in primis Grassi e Vismara – negli anni hanno arricchito ulteriormente il patrimonio artistico della Galleria, includendo fra gli altri lavori di artisti noti in tutto il mondo come Vincent Van Gogh, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani.

Tutta l’opera grafica di Burri

Nuova sezione del più grande Museo d’Artista al mondo, agli Ex Seccatoi del Tabacco.

Con l’’apertura del terzo Museo della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, dedicato esclusivamente all’intero corpus dell’’opera grafica di Alberto Burri, il 12 marzo 2017, in occasione della ricorrenza della sua nascita, si conclude l’anno “lungo” del Centenario e si apre una nuova fase della vita della Fondazione.

L’inedita sezione agli ex Essicatoi occupa infatti oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti in vasti ambienti che accolgono, secondo l’’originario allestimento predisposto dallo stesso Burri, i suoi Grandi Cicli d’opera.

Con questo ingente nucleo di opere grafiche, la superficie espositiva offerta ai visitatori negli ex Essicatoi raggiunge gli undicimila e cinquecento metri quadri. Con le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all’aperto, complessivamente, il “Polo Burri” a Città di Castello è il più esteso Museo d’’Artista al mondo ed è anche uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.

La nuova sezione, o Terzo Museo Burri, accoglie e propone l’’intero repertorio grafico e di multipli dell’artista, consistente in oltre duecento opere. Si tratta di un importante aspetto della produzione artistica di Burri, che a volte precorre, a volte segue e in altri casi è coeva con le sue opere maggiori e pone in evidenza anche la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante. L’’esecuzione di queste opere in collaborazione con grandi stampatori ha visto l’’artista stesso cimentarsi in differenti cicli produttivi che hanno distinto la sua attitudine alla sperimentazione rispetto a quella di altri artisti della sua generazione, tanto in Italia che all’’estero.

«Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell’’esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano», sottolinea Bruno Corà, Presidente della Fondazione.

L’attività grafica di Burri ha inizio nel 1950 e si conclude nel 1994.
Com’è noto, Burri ha ricevuto nel 1973 dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica con la motivazione che essa «… si integra perfettamente alla pittura dell’artista, di cui costituisce (…) una vivificazione che accompagna il rigore estremo a una purezza espressiva incomparabile».

Il Museo Burri della Grafica si aggiunge, come atto conclusivo, alle numerose iniziative del Centenario che ha avuto molte tappe importanti: dalla nuova edizione del Catalogo Generale al compimento del Grande Cretto Gibellina, alla ricostruzione del Teatro Continuo a Milano, solo per citare gli eventi più importanti. L’impegno della Fondazione è stato profuso anche in ambito espositivo con mostre dedicate ad approfondire e/o rivedere il ruolo di Burri in vari contesti nazionali e internazionali, nonché riportando la Fondazione Burri al centro dell’’attenzione internazionale, con convegni che hanno visto confluire nella sua città natale e proprio negli Ex Seccatoi artisti, studiosi, direttori di musei e critici da tutto il mondo per parlare dello stato dell’’arte.

Sino alla recente mostra “Burri. Lo Spazio di Materia / tra Europa e USA”, che lascia ora spazio alla definitiva collocazione museale dell’opera grafica e multipla di Burri.
In occasione dell’apertura della Sezione Grafica della Collezione Burri è prevista una giornata di studio con la partecipazione di studiosi del settore e importanti stampatori nazionali e internazionali.

Info: www.fondazioneburri.org

Ufficio stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net (Stefania Bertelli)

Lotsucht / Scandagliodipendenza

La prima mostra personale in Italia di Jonas Burgert si terrà al MAMbo dal 26 gennaio al 17 aprile 2017.
 
“Lotsucht / Scandagliodipendenza” , curata da Laura Carlini Fanfogna, renderà visibili negli ampi spazi della Sala delle Ciminiere un quarantina di dipinti, prevalentemente di grandi dimensioni, creati dall’artista tedesco nell’ultimo decennio.
Burgert, con ogni composizione, con ogni singola pennellata, dipinge veri e propri scenari. Le sue opere raffigurano una visione della rappresentazione teatrale che costituisce l’esistenza umana, dell’inesauribile bisogno dell’uomo di dare un senso, una direzione e uno scopo alla propria vita.
 
Lotsucht / Scandagliodipendenza sarà accompagnata da un ricco catalogo Edizioni MAMbo con testi critici e immagini di tutte opere esposte più una selezione di altri lavori dell’artista.
 
La mostra si realizza grazie alla collaborazione e al prezioso supporto di Blain|Southern e fa parte della la quinta edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di esposizioni, eventi e iniziative culturali concomitanti ad Arte Fiera, nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere.
Jonas Burgert è nato nel 1969 a Berlino, dove vive e lavora.Maggiori info: clicca qui

Natività

I Maestri e i giovani dell’Accademia Albertina interpretano il tema del Nuovo Inizio è la mostra che, in occasione delle feste natalizie, inaugura alla Pinacoteca Albertina di Torino, ed è dedicata al confronto e al rapporto tra i docenti dei principali corsi dell’Accademia Albertina e alcuni studenti, da loro selezionati, particolarmente meritevoli.

Curata da Luca Beatrice, docente di storia dell’arte e critico d’arte contemporanea, Natività interpreta questo tema tenendo conto delle radici cattoliche della nostra tradizione, ma anche e soprattutto secondo una visione laica, aperta quindi alle diversità culturali e di fede, fondamento di civiltà e tolleranza.

Maestri e allievi hanno lavorato insieme allo svolgimento di questo originale progetto artistico e didattico, in un percorso di circa sessanta opere utilizzando stili, tecniche, linguaggi e mezzi differenti: dalla pittura d’immagine all’arte concettuale, dal video all’installazione, dalla scultura alla fotografia, dall’arte popolare fino a raffinate espressioni mentali e tante altre soluzioni stimolate da un tema trattato in maniere svariate ed eterodosse, alcune più letterali altre decisamente libere.

Natività è quindi un’occasione per il pubblico per conoscere il meglio della produzione creativa dell’Accademia Albertina che, in particolare negli ultimi anni, ospita studenti da tutta Italia e molti dall’estero, in una prospettiva davvero internazionale, riflettendo una molteplicità di sguardi, di creatività visiva e di meticciato culturale che sono rivelatori del nostro tempo.

Il catalogo della mostra, pubblicato da Albertina Press, è curato da Luca Beatrice e ospita i saluti istituzionali del Presidente Fiorenzo Alfieri e del Direttore Salvo Bitonti.

Elenco dei partecipanti

Docenti

Mario Airò, Arcangelo, Laura Avondoglio, Massimo Barzagli, Paolo Belgioioso, Dudi D’Agostini, Marilena De Stefano, Roberta Fanti, Maria Claudia Farina, Franco Febbraro, Franko B, Antonio Fortunato, Leonardo Girardi, Giuseppe Leonardi, Raffaele Mondazzi, Stefano W. Pasquini, Ornella Rovera, Monica Saccomandi, Anna Lea Santarcangeli, Leonardo Santoli, Carlo Michele Schirinzi, Paolo Serrau, Fabrizio Sibona, Claudia Tamburelli, Luisa Valentini, Laura Valle, Vedovamazzei, Roberto Villa, Daniela Zangirolami.

Studenti

Revina Abdullaj, Valentina Aceto, Federica Arra, Viola Barovero, Gabriele Bosco, Ilaria Boccia, Bogdan Bryl, Elena Castaldi, Fabio Celestre, Paola Cera, Julien Cittadino, Giulia Ciriello, Irene Di Fabio, Christian Di Iorio, Pasquale Dominelli, Laura Dosio, Ferdinando Faure, Elena Gelo, Oscar Giachino, Matteo Gravante, Veronica Gresia, Mara Guarneschelli, Liang Guo, Shi Ji, Raja Khairallah, Giovanni Lombardo, Delong Mao, Emanuele Marullo, Umberto Massa, Bianca Micalizzi, Luca Mollo, Angelica Moretti, Giuseppe Mulas, Florian Müller, Daniele Nessi, Lucia Piana, Ottavia Plazza, Davide Pognant Gros, Lidia Maria Pop, Teresa Sacchetti, Valeria Suria, Federica Tortorella, Marco Vacchetta, Xinuy Zuo.

“Natività. I Maestri e i giovani dell’Accademia Albertina interpretano il tema del Nuovo Inizio”

Pinacoteca Albertina

dal 20 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017

a cura di Luca Beatrice

INFO MOSTRA

Conferenza stampa:

lunedì 19/12/2016 alle ore 12.00 nella Sala Azzurra dell’Accademia Albertina.

Inaugurazione:

lunedì 19/12/2016 alle ore 17.30 Pinacoteca Albertina

Orari Apertura:

20/12/2016 – 08/01/2017

aperta tutti i giorni feriali e festivi (Natale e Capodanno compresi) dalle 10.00 alle 18.00.

Ultimo ingresso alle 17.30.

9/ 01 – 22/01/2017

mercoledì giorno di chiusura settimanale

www.pinacotecalbertina.it

tel. 011 0897370

Pittura Anima Italiana

Lunedi 19 dicembre alle 17,30 presso la galleria Maloni Arte Contemporanea si terrà l’inaugurazione della mostra Pittura Anima Italiana, che attraverso un’attenta selezione di opere di medio e grande formato, di alcuni dei maestri dell’arte italiana  (Carla Accardi, Franco Angeli, Sandro Chia, Nicola De Maria, Piero Dorazio, Tano Festa, Mimmo Paladino, Mario Schifano, Giulio Turcato, Mario Vespasiani) vuole fornire un’interpretazione inedita del mezzo pittorico che – passando dall’astratto al figurativo, dalla pratica gestuale a quella meditativa in un arco di tempo che va dalla fine degli anni ’40 ai giorni nostri – evidenzia come sia possibile ricondurre in diversi autori una sola anima, che ne determina il gene.
Se l’uomo è l’unico essere vivente capace di manifestare un sapere che viene da altre forme, le quali portano oltre la loro stessa immagine, l’arte, specie nei luoghi dove è radicata da sempre, può diventare esperienza di un infinito e di una fine che chiede ad ogni pittore di darne compimento, di rappresentare ciò che lo circonda mentre gli si rivela così com’è.
La figura non perde potenza nell’astrazione, come l’immaginazione non viene meno se guidata da precisi elementi descrittivi, dato che in ognuna c’è una componente dell’altra, che decide l’equilibrio tra il vero e l’astratto. L’arte, che in non pochi casi riesce a condurre fino alla commozione, si presenta come esperienza dello stupore, proprio perché rende partecipe di questo confine, che da un gesto, un respiro o un’azione porta l’individuo a sospendere il naturale ritmo quotidiano del tempo.
Quando il corpo dell’immagine va ad imprimersi su quello dell’osservatore, ancor più in profondità di quello che di solito impiega la retina a trattenerlo, si ha la “persistenza” ossia quel solco che scava l’attenzione nel registrare l’esperienza. Persistere vuol dire allora fermare fino in fondo, collocare in un’area familiare un’immagine che presenta un lato sconosciuto, non perfettamente in luce ma che attrae spingendo ad addentrarsi in esso.
L’anima svolge qui la funzione di promemoria, mette in contatto coi sentimenti di unicità, sia dell’autore dell’opera che gli artisti tra di loro, i quali sono guidati da un daimon, che da esuli del presente, vivono una condizione alterata, di nostalgia per ciò che di questo mondo è oltre la superficie.
In ognuno dei dieci autori è presente la necessità di un movimento che trasforma la materia, in ciò che essa è: apertura di infinite possibilità, necessità di un atto creativo ineliminabile, presenza e potenza. La compresenza di visibile e invisibile è, anche nella mostra, ciò che alimenta la vita e la modalità per percepire tale soglia è l’intuizione. Le intuizioni arrivano senza che ci siano passaggi logici coscienti, o processi di pensiero riflessivi, si espandono istantaneamente e come i miti prescindono dal tempo. La pittura ha dunque un rapporto con lo spirito e come gli antenati, dai quali si ereditano i tessuti, mantiene vivo il rapporto con la comunità, in una continua rinascita di informazioni, accessibili a tutti. Si tratta di allenare la sensibilità del nostro occhio, dato che perfino le scienze ci insegnano che si può conoscere qualcosa soltanto se abbiamo avuto in precedenza un’indicazione su come guardare. Complice il progresso è venuto meno l’interesse verso il mistico e il magico e ciò ha comportato una cesura tra ciò che si vede e ciò che invece quell’immagine rimanda. La mostra spinge su questo canale che può definirsi di “estetica nello stupore”, perché restituisce una valenza visionaria funzionale alla vita stessa, perché incide sul modo di guardare, mettendo in stretta comunicazione sia lo spettatore con gli artisti, che le varie generazioni, le scuole e gli stili propri, tra di loro.
Maloni Arte Contemporanea
Via Crispi 56
63039 San Benedetto del Tronto AP

info: 342-6139990
e-mail: luciomaloni@yahoo.it

Inaugurazione Lunedi 19 dicembre alle 17,30
Periodo: 19 dicembre – 22 gennaio 2017
Giorni e orari di apertura: su appuntamento

Dove cade l’ombra

Nel suggestivo ambiente dell’ex lavatoio al Museo Nivola, una videoproiezione realizzata per l’occasione da Carolina Melis racconta le peripezie di una serie di oggetti, seguendone le trasformazioni sul filo di un racconto allusivo e fantastico.

L’idea dell’assenza di gerarchie tra le arti, della flessibilità e permeabilità del confine che le separa, è alla base dell’attività del Museo Nivola così come guida la ricerca di Costantino Nivola, artista il cui lavoro si situa al crocevia tra scultura, pittura, architettura, grafica e design.
Coerentemente con questa visione, a chiusura di un anno di programmazione espositiva incentrata – con le rassegne dedicate a Andrea Branzi e a Salvatore Fancello – sul rapporto tra arte e design, il Museo Nivola presenta la prima mostra di Carolina Melis.

Grafica, illustratrice e video-maker, Carolina Melis è una presenza di spicco nello scenario internazionale del graphic design contemporaneo. Il suo stile, al tempo stesso rigoroso e fresco, costruttivo e carico di energia, imperniato su netti contrasti di colore e giochi di negativo/positivo, segna oggi le campagne pubblicitarie di aziende così diverse come BBC e Condé Nast, Vodafone e Sony, Wolkswagen e Vogue.

Al Museo Nivola Melis non si presenta però con tavole pubblicitarie o con illustrazioni, ma con un progetto creato ad hoc, diretto ad esplorare la dimensione narrativa della grafica e la sua capacità di interagire con lo spazio della realtà. “Abbiamo scartato l’idea di una mostra antologica – spiega il curatore Davide Mariani – per puntare su un intervento che riflette sul significato del lavoro del grafico nel momento stesso in cui in una certa misura lo spettacolarizza per comunicarlo al pubblico”.

Nel suggestivo ambiente dell’ex lavatoio al Museo Nivola, reso immersivo dall’ambiente sonoro creato dalle musiche di Stefano Guzzetti, una videoproiezione realizzata per l’occasione da Carolina Melis racconta le peripezie di una serie di oggetti, seguendone le trasformazioni sul filo di un racconto allusivo e fantastico. “I tessuti, la danza, la musica e la natura – osserva Melis – sono fatti di motivi che si ripetono e attraverso le ripetizioni cambiano e crescono.” Sul filo del ritmo creato da queste trasformazioni, le immagini del film di animazione rimbalzano nella realtà in una grande installazione collocata nell’ambiente espositivo. Il rapporto tra i due livelli di percezione, quella mediata dalla proiezione e quella direttamente esperita nello spazio fisico, da un lato produce in chi guarda un atteggiamento riflessivo, dall’altro apre la porta a una serie di associazioni immaginative.

L’ambivalenza tra dimensione estetica e implicazioni pratiche della ricerca grafica è chiamata in causa dal titolo della mostra. Dove cade l’ombra fa riferimento tanto alla particolare cifra stilistica dell’autrice quanto a un’espressione propria del mondo della pubblicità: “dove cade l’ombra” indica infatti la zona di ricaduta della campagna pubblicitaria, la sua capacità di raggiungere il pubblico e provocarne la risposta.

 

“Dove cade l’ombra”
MUSEO NIVOLA
Orani (NU) – dal 18 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Via Gonare 2 (08026)
www.museonivola.it

Carolina Melis

Diplomata al Collegio del Mondo Unito di Duino, Carolina Melis studia dapprima danza, quindi animazione e illustrazione alla Central Saint Martins di Londra.

Carolina Melis

Nel 2004 lavora come creativa per MTV Europe e inizia una collaborazione come regista con la Nexus di Londra che durerà sino al 2013. Tra il 2005 e il 2014 lavora per agenzie pubblicitarie quali Saatchi&Saatchi, BBH, TWBA, Fallon, Wieden Kennedy, realizzando progetti per clienti come BBC, SONY, Vodafone, Prada, NSPCC, video musicali per Metronomy, Colleen, Vladislav Delay, Oh No Ono, Four Tet, corti per Discovery Channel e Channel 4.

Nel 2008 segue la regia del re-branding del terzo canale della BBC, BBC Three World. Nel 2010 lavora con il canale Logo di MTV New York al reality show The Arrangements. Nel 2011 gira per il marchio francese Chloé il cortometraggio Kaleidoscope. Nel 2012, invitata da Animate Projects, realizza per il National Trust il corto Regarding Gardens, in collaborazione con il poeta Simon Barraclough e con musica di Julia Kent.

Nel 2013 si trasferisce a Pechino per lavorare all’art direction e regia della campagna Volkswagen Think Blue, Move As One. In Cina lavora con il prestigioso studio di animazione Pixomondo.

In Sardegna realizza per l’ISRE nel 2010 il corto Le fiamme di Nule, che racconta la storia di tre tessitrici. Questa esperienza dà inizio a una collaborazione con alcuni laboratori di tessitura sardi sotto il marchio Mio Karo.

Come illustratrice e designer ha lavorato per riviste quali Vogue, Japan, Ottagono, Elle Japan, Tank e per marchi quali LeSportSac, Ikea, Microsoft. Ha pubblicato due libri di illustrazioni per bambini con la casa editrice Mon Petit Arts, una serie di cartoline e poster con Lagom e Ikea.

Tra i riconoscimenti ottenuti, la nomination per i British Television Craft Awards per Hands – corto commissionato dal Consiglio d’Europa – e un Eurobest per la serie BBC three World. Tra le istituzioni in cui suoi lavori sono stati presentati, ricordiamo il V&A Museum di Londra, il British Film Institute, l’Uppsala Konsert & Kongress e il Palais de Tokyo di Parigi.

Attualmente lavora principalmente a Dubai e New York come art director per marchi come Erno Laszlo, Mall of the Emirates e altri.

 

Nota:  Un’intervista pubblicata il 20 agosto  2015 su www.ladonnasarda.it  a firma di Matilde Gianfico offre ulteriori e interessanti informazioni su Carolina Melis.