Alejandro “Jano” Schmitt

Prosegue fino al 15 gennaio 2017, al Palazzo dei Principi di Correggio (RE), la personale del fotografo argentino Alejandro “Jano” Schmitt, ospitata nella Galleria Espositiva del Museo Il Correggio.

Il percorso di mostra vede una sessantina di fotografie in bianco e nero. Radicalmente opposto al “pittorialismo fotografico”, Schmitt offre una fotografia pura e senza interventi o manipolazioni, cogliendo nel dettaglio i lati più espressivi o empatici di contesti dove la luce e l’ombra sono le sole realtà a parlare. L’esposizione presenta, inoltre, una decina di opere pittoriche che rappresentano un’esternazione emozionale, una confessione del suo profondo. Si comprendono gli stati d’animo attraverso le tonalità, la terra, il fango, l’oro, l’argento e la tecnica assolutamente personale e camaleontica.

Jano Schmitt è nato a Rosario, in Argentina, nel 1960. Le sue opere hanno viaggiato con lui in quasi tutto il mondo: dall’Argentina al Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Mexico Belize e Panama, dove ha lavorato come reporter fotografico. Successivamente a Rosario, Buenos Aires, Bariloche, Miami, Los Angeles, New York, San Josè in Costa Rica e Patagonia. In Europa sono state innumerevoli le sue mostre: in Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera e Spagna, ove ora risiede e lavora, fino ad avvicinarsi all’Italia e precisamente a Roma, Milano, Siena, Pescara e Correggio (RE).

Per approfondimenti sulla mostra e sull’artista: cell. 334 8024761, contezecca@libero.it.

La personale è visitabile fino al 15 gennaio 2017 presso Palazzo dei Principi (Museo Il Correggio, Corso Cavour 7, Correggio, Reggio Emilia) di sabato ore 15.30-18.30 e domenica ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30; chiuso il 31 dicembre, aperto il giorno di Santo Stefano ore 15.30-18.30, 1 e 6 gennaio ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30, oppure su appuntamento.

Per informazioni e visite su prenotazione: tel. 0522 691806, museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.

Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili

Il 26 dicembre 2016 alle ore 17.00 verrà inaugurata al Mann,  nel Giardino delle Fontane, l’installazione site specific OOPARTS / OUT OF PLACE ARTIFACTS / Reperti Impossibili, di Michele Iodice, con la curatela di Mario Codognato, in prosecuzione del progetto espositivo presentato a Capri lo scorso luglio, sotto la direzione artistica della galleria per le arti contemporenee Intragallery.
La mostra OOPARTS era stata concepita appositamente per gli spazi del Centro Caprense Ignazio Cerio, quale rilettura in chiave contemporanea dei reperti conservati al Museo Cerio.
In quell’occasione, l’artista, ispirato dal piccolo antiquarium della collezione Cerio, creò una vera installazione site specific di opere ispirate ai reperti paleontologici ed archeologici raccolti dallo studioso Ignazio Cerio, ma rese contemporanee dai materiali utilizzati: acciaio, alluminio e resine.
 
La stratificazione storica e culturale di Napoli – scrive Mario Codognato – al contrario di quella geologica non avviene per moti orizzontali, per quanto discontinui, ma piuttosto attraverso contaminazioni e trasparenze reciproche ed il riciclo di modelli che dall’antichità alla contemporaneità si adattano ingegnosamente e fluidamente agli stimoli e alle esigenze della vita quotidiana. Incarnando questo spirito geniale, le creazioni di Michele Iodice attraversano i secoli, gli stili, le suggestioni e le intuizioni che le hanno prodotte. Nella produzione artistica più recente, questa stratificazione antropologica e ctonia prende in considerazione un altro “discorso” che attraversa il tempo e lo spazio della polis, quel bestiario, reale e simbolico, che si riversa nelle fondamenta mitologiche e architettoniche e nell’immaginario collettivo della città. L’acciaio e l’alluminio, metalli o meglio leghe che hanno forgiato e che continuano a forgiare le metropoli e gli utensili della modernità, per contrasto o partenopeamente per continuità, si appropriano delle forme e dei miti degli animali, delle forme viventi più antiche.” L’artista Michele Iodice, arrichirà la collezione dei lavori da esporre, con un intervento site specific appositamente studiato per il cortile del museo: verrà realizzata una ragnatela luminosa, sovrastante l’intero cortile, che ingloberà in un gioco di luce tutti i reperti esposti.

Michele Iodice – Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili
MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Napoli – dal 26 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Piazza Museo Nazionale 19 (80135)
+39 0814422149
www.museoarcheologiconapoli.it

Per maggiori info:
Segreteria Organizzativa Associazione Culturale Intraprendere
info@intragallery.it

MUSEO MANN NAPOLI
Ufficio Stampa, Marketing e P.R. Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Ornella Falco, Vittorio Melini
+39 0814422275
ornella.falco@beniculturali.it
vittorio.melini@beniculturali.it
Piazza Museo Nazionale 18/19 – 80135 Napoli (NA)
Tel 0814422275

ArtFacts.Net

Fornitore di servizi nel mondo dell’arte ArtFacts.Net™ ha sviluppato, sin dal 2001, un vastissimo database grazie alla collaborazione con gallerie, musei, fiere d’arte ed associazioni di galleristi nazionali ed internazionali.
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Festività con Arte

Le mostre d’arte dal nord al sud d’Italia (ma non solo) che lo Studio Esseci di Sergio Campagnolo propone di visitare nei giorni delle più belle Festività dell’anno…perchè dopo una fetta di panettone e un brindisi, l’Arte, non guasta. Anzi piace.

Megariccio di Iginio Iurilli

Di seguito il comunicato stampa a cui la redazione di incircolarte.it ha aggiunto (per ogni mostra riportata) i link ufficiali di riferimento  per ulteriori informazioni.

“La nostra proposta parte dalla Sicilia per risalire alla Svizzera.
Muybridge Recall è il titolo della originale mostra che sino al 19 febbraio è allestita ad Acireale, alla Galleria Credito Siciliano.
Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo“. A scriverlo fu Paul Valéry riconoscendo l’’importanza di Eadweard Muybridge (1830 – 1904), il fotografo che “inventò” il movimento, influenzando con le sue immagini Degas e gli artisti del suo tempo e anticipando la nascita del cinema.

Dalla Sicilia alla Sardegna. Dove il Man di Nuoro propone, sino al 5 febbraio, Soggettivo – Primordiale. Un percorso nell’’espressionismo tedesco attraverso le collezioni dell’’Osthaus Museum di Hagen. In mostra gli artisti che si riconoscevano in sodalizi come il “Die Brücke” (Il ponte) o “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro). Rivoluzionari dell’’arte e del pensiero che in una Germania stretta tra il conservatorismo della politica imperiale e la crescita di una nuova cultura di massa, trovarono riferimento nei valori dell’’individualismo e del primordio, alla ricerca di esperienze di vita autentiche e originali.

“Stupefacente” è stata definita – e siamo in Umbria – Alberto Burri: Lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A., sino al 6 gennaio a Città di Castello (PG), Ex Seccatoi Tabacco. Qui, Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Miró, Soulages e altri. A confronto, mai casuale, con il padrone di casa, Alberto Burri.

Sempre in Umbria, ma a Perugia un triplo appuntamento. Con L’’Umbria sullo Schermo. Dal cinema muto a don Matteo, sino al 15 gennaio in Palazzo Baldeschi al Corso. Dario Argento, Pupi Avati, Mario Monicelli, Liliana Cavani, Franco Zeffirelli, Roberto Benigni, Alberto Sordi e Carlo Verdone, Mickey Rourke e Peter Ustinov. Ma anche Rodolfo Valentino e, naturalmente, Monica Bellucci. Nomi e volti che testimoniano, tra i tanti, l’’Umbria come set di grandi produzioni cinematografiche e televisive.

Doppio l’’appuntamento, sino la 22 gennaio, in Palazzo Lippi Alessandri. Con la doppia mostra I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia apre lo scrigno dei suoi tesori d’arte, frutto di venti anni di collezionismo. La selezione propone oltre 50 importanti dipinti rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco. E, parallelamente, il medesimo spazio espositivo accoglie la mostra dedicata al caravaggismo nelle collezioni perugine.

In Toscana, doppio anche l’’invito a Viareggio. In Villa Argentina, sino all’’8 gennaio, epea – European Photo Exhibition AwardConfini sfuggenti”: per la prima volta a Viareggio la palestra europea della fotografia. Il lavoro di 12 fotografi che hanno percorso l’’Europa, per interpretarne, con i loro scatti, i cambiamenti più profondi, secondo il tema “Confini sfuggenti”. Una collettiva che raccoglie centinaia di immagini capaci di focalizzare l’evoluzione dei territori europei. Una mostra che giunge a Viareggio dopo la “prima” alla Fondazione Gulbenkian a Parigi, per poi approdare ad Amburgo e Oslo.

E Il tempo di Signorini e De Nittis. L’’Ottocento aperto al Mondo nelle Collezioni Borgiotti e Piceni, sino al 26 febbraio alla Fondazione Matteucci per l’’Arte Moderna. A confronto i magnifici De Nittis, Zandomeneghi e Boldini con opere non meno superbe di Signorini, Lega e degli altri protagonisti del momento macchiaiolo. E’ il racconto per immagini della “singolar tenzone” intellettuale e artistica che intercorse tra due straordinari collezionisti milanesi: Enrico Piceni e Mario Borgiotti.

Diversi gli appuntamenti in Emilia Romagna. A Bologna, al Museo Morandi, Ennio Morlotti. Dalla collezione Merlini al Museo Morandi , sino all’’8 gennaio. Affascinante confronto, al Museo Morandi di Bologna, tra due protagonisti dell’’arte italiana del Novecento. Un confronto che trova ragione nella stima di Morandi per il più giovane Morlotti che, a sua volta, riconosceva in Morandi un suo maestro. A rendere possibile questo confronto, le opere del Museo Morandi vis a vis con i bellissimi Morlotti della Collezione Merlini.

Nella vicina Ferrara, la vedette è Orlando Furioso 500 Anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, ai Diamanti sino al 29 gennaio. Qui si viene condotti in un appassionante viaggio nell’’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. Tappe i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo a Raffaello, da Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che fanno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’’Italia delle corti di cui è espressione il capolavoro dell’’Ariosto.

Sempre a Ferrara, da non dimenticare il nuovo allestimenti in Castello dei capolavori di de Pisis, Boldini, Previati e Mentessi delle civiche raccolte.

A Reggio Emilia, in Palazzo Magnani sino al 14 febbraio, Reggio Emilia, Palazzo Magnani Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno. 300 opere, in gran parte inedite, per raccontare in modo nuovo il Liberty italiano. La sua anima più propriamente floreale e quella “modernista”, più inquieta e vicina a influenze europee. Che porterà, da lì a poco, alle ricerche delle avanguardie e allo sviluppo in chiave più stilizzata ed essenziale del linguaggio decorativo.
Ricco di proposte anche il Veneto.

Cominciamo da Venezia, dove hanno ancora un sapore di fresco le Nuove sale dell’’Ala Palladiana delle Gallerie dell’Accademia. Sette nuove sale, allestite nell’ala del convento dei Canonici Lateranensi disegnata da Andrea Palladio, ospitano i protagonisti dell’arte veneziana e veneta tra Sette e Ottocento. Sebastiano Ricci, Rosalba Carriera, Canaletto, Bellotto e Guardi, Hayez, tra i tanti. Ma soprattutto Antonio Canova cui sono riservati gli spazi della luminosa galleria e il celebre Tablino.

A Rovigo, I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia, sino al 14 gennaio in Palazzo Roverella. Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, quattro grandi “isole” e tanto, tanto colore. Questa è una mostra di emozioni. E di storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi. Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana. Quasi fossero alla ricerca del valore purificatore dell’acqua e degli elementi naturali.

Nella vicina Fratta Polesine, al Museo Nazionale Archeologico sino al 26 febbraio, Storia del Profumo, Profumo della Storia. Chissà se la Storia sarebbe stata la stessa nel caso in cui Cleopatra non avesse usato i suoi mitici unguenti profumati! In mostra tremila anni di profumi, attraverso i loro contenitori: da quelli dell’’età greca e romana ai marchi della grande profumeria planetaria di oggi. Insieme a oggetti, libri, antichi formulari e farmacopee, strumenti multimediali. Oltre a esperienze sensoriali.

All’’insegna del “divertimento”, la proposta di Padova dove, al San Gaetano, sino al 26 febbraio, c’’è Godzil-Land  Un viaggio fantastico dal Mondo Perduto a Jurassic Park. I piccoli li amano per la loro mostruosa aggressività, gli adulti per la loro silenziosa testimonianza. I dinosauri sono diventati una costante culturale del nostro tempo. La fantascienza li ha resi protagonisti di storie indimenticabili. Come questa mostra dimostra.

Treviso cala molte, notevoli proposte. Innanzitutto Storie dell’’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, sino al 17 aprile, al Museo di Santa Caterina. 140 opere, quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno, per raccontare, come prima mai fatto in Italia, le varie storie dell’impressionismo. Opere, spesso capolavori, provenienti da musei e grandi collezione di mezzo mondo. Sempre a Santa Caterina, Tiziano Rubens Rembrandt. L’immagine femminile tra Cinquecento e Seicento. Tre capolavori dalla Scottish National Gallery di Edimburgo. Sono la Venere che sorge dal mare di Tiziano, il Banchetto di Erode di Rubens e Una donna nel letto di Rembrandt, concessi dalla Scottish National Gallery e offerti da Marco Goldin ai visitatori della grande mostra sulla Storia dell’’Impressionismo, per festeggiare insieme i primi 20 anni di Linea d’ombra.

Ancora in Santa Caterina Da Guttuso a Vedova a Schifano. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento. Guttuso, Afro, Music, Turcato, Zigaina,Tancredi, Ferroni, Vedova, Guccione, Novelli, Schifano, Ruggeri, Morlotti, Scialoja, Birolli, Pizzinato, Dorazio, Vespignani, Bendini, Francese, Olivieri, Sarnari, Ruggero Savinio, Lavagnino… sono solo alcuni dei 55 artisti che Marco Goldin ha riunito per raccontare 55 anni di storia della pittura in Italia.

Sempre a Treviso e sempre tra le iniziative collaterali alla grande mostra sull’’Impressionismo, in Palazzo Giacomelli De Pictura. 12 pittori in Italia. Claudio Olivieri, Claudio Verna, Mario Raciti, Pier Luigi Lavagnino, Attilio Forgioli, Ruggero Savinio, Franco Sarnari, Piero Guccione, Piero Vignozzi, Gianfranco Ferroni. Sono i 12 artisti riuniti da Marco Goldin a Palazzo Giacomelli, a vent’anni dal loro primo incontro a Palazzo Sarcinelli. Con in più un omaggio a Vincenzo Nucci, ad un anno dalla morte.

I vent’anni di Linea d’ombra sono celebrati anche a Conegliano, Palazzo Sarcinelli, con Ode alla pittura sino all’’8 gennaio. Nei suoi 15 anni di direzione di Palazzo Sarcinelli (1988 – 2002), Marco Goldin ha proposto ben 75 mostre. Che hanno fatto della sede espositiva coneglianese uno dei maggiori punti di riferimento italiani per la pittura contemporanea. La direzione di Goldin ha stimolato la donazione alle Collezioni stabili del Palazzo di quasi 200 opere. La mostra propone una selezione di 107, per delineare un percorso culturale e critico unico in Italia per unitarietà e livello.

Su altro registro, a Treviso in Fondazione Benetton, La geografia serve a fare la guerra? Mappe e arte in mostra sino al 19 febbraio. Ma è proprio vero che La geografia serve a fare la guerra? Certo, senza geografia le guerre non sarebbero nemmeno immaginabili, ma a fare la guerra è sempre l’uomo che per raggiungere i suoi obiettivi è disposto a utilizzare tutti i saperi disponibili come quelli della fisica, della chimica, della geometria o della matematica. E, naturalmente, anche la geografia.

Molti e diversi anche gli appuntamenti di Vicenza. A cominciare da Andrea Palladio. Il mistero del volto, sino al 4 giugno al Palladio Museum. La vicenda potrebbe piacere a Dan Brown. Nessuno può dire che aspetto avesse Palladio, il più conosciuto architetto degli ultimi cinque secoli. Perché il “padre” della Casa Bianca non ha un vero volto? Guido Beltramini conduce il visitatore nei meandri di una storia che si è fatta leggenda, tra falsificazioni, equivoci e colpi di scena. Giungendo ad una verità che riporta, non a caso, a Erasmo da Rotterdam.

Diverse e importanti le iniziative intorno alla riapertura di Palazzo Chiericati come nuova e più ampia sede della notevole Pinacoteca Civica. Innanzitutto da ammirare sono le sale ricchissime di opere proposte in un allestimento di grande eleganza. Poi, negli ambienti sotterranei, le antiche cucine del Palazzo, la mostra Ferro, Fuoco, Sangue. Vivere la Grande Guerra, sino al 26. Questa è una mostra di emozioni, di verità che fanno realmente “Vivere la Grande Guerra”. E’ una mostra che ti sommerge, inquieta, che non lascia indifferenti perché trasforma una “epopea,” conosciuta dai più solo attraverso i libri di storia, in quello che la guerra in realtà fu: “Ferro, Fuoco e Sangue”.

Dallo stesso Chiericati, dove è esposto in una mostra dossier il “Cristo crocifisse” parte un itinerario dedicato a Giovanni Bellini. Itinerario che conduce ad ammirare il “Battesimo di Cristo” in Santa Corona e, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, la “Trasfigurazione” che sino al ‘600 era in Cattedrale, capolavoro che torna, “Ospite Illustre”, per la prima volta a Vicenza. Un percorso che esalta il ruolo di primo pittore italiano avuto dal Bellini al suo tempo.

In Lombardia, a Milano, al Museo di Storia Naturale sino al 30 aprile, Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra. Ogni qualvolta si verifica un terremoto di una certa importanza e magnitudo in grado di provocare danni e vittime ci si interroga sulla natura di questa manifestazione del nostro pianeta. Questa mostra offre risposte precise. E mostra come dai terremoti ci si possa difendere, basta che si scelga di volerlo fare.

A Cremona, al Museo del Violino sono al 29 gennaio, Janello Torriani. Genio del Rinascimento. Riuscì ad affascinare i due più potenti Sovrani del suo tempo, Carlo V e suo figlio Filippo II, che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci. A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, non era un intellettuale, eppure le sue grosse mani da fabbro seppero creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva.

In Piemonte, il grande appuntamento è con Futurballa, sino al 27 febbraio ad Alba alla Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero. Grandi prestiti internazionali, molte opere mai prima viste in Italia, per raccontare Giacomo Balla. Dall’apprendistato torinese al realismo sociale, alla sperimentazione della tecnica divisionista al grande momento futurista.

Nella vicina Svizzera, davvero straordinaria è la mostra Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento, a Rancate (Mendrisio) alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst sino al 22 gennaio. Una materia povera, il legno, diventa capolavoro d’arte nelle mani di chi sa trasformalo in un oggetto di culto, di devozione e di piacere anche solo estetico. Le opere dei grandi maestri italiani, svizzeri ed europei, tra Medio Evo e Settecento sono per la prima volta riunite in una affascinante mostra. Allestita da Mario Botta.

Dalla Svizzera al lontano Giappone dove, sino al 15 gennaio, il National Art Center di Tokyo e il National Museum of Art di Osaka propongono, grazie alla collaborazione delle Gallerie dell’Accademia, la più imponente mostra sull’’arte veneziana mai ammirata in Giappone. “Venetian Renaissance Paintings from the Gallerie dell’’Accademia, Venice” è l’evento clou delle manifestazioni culturali organizzate per celebrare il Centocinquantesimo anniversario del Trattato di Amicizia e di Commercio siglato nel 1866 da Giappone e Italia.

A questo punto, non resta che da augurarvi un cordiale “Buone feste con l’’Arte e la Storia”. Le occasioni davvero non mancano!”

 

L’immagine a corredo (foto de ‘ilsitodellarte’ di Massimo Nardi) riprende l’opera dell’artista pugliese Iginio Iurilli ‘Megariccio’, in esposizione alla Pinacoteca Metropolitana di Bari nell’ambito della mostra Genius Loci a cura di Clara Gelao.

SetUp Contemporary Art Fair

E’ con grande entusiasmo e immenso orgoglio che SetUp Contemporary Art Fair annuncia i nomi degli espositori che abiteranno dal 27 al 29 gennaio 2017 gli ambienti originali dell’Autostazione di Bologna per la sua V edizione.

Le gallerie espositrici saranno ben 60, fra cui la straordinaria presenza e partecipazione di 15 gallerie straniere. Un grande trionfo sotto il segno dell’importante traguardo raggiunto quest’anno da SetUp, che ha ricevuto l’accreditamento come Fiera Internazionale, a conferma della crescita e dello sviluppo delle capacità eccezionali di questa fiera d’arte contemporanea di grande successo e delle sue due organizzatrici, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

Il format esclusivo, che da cinque anni contraddistingue SetUp come l’unica fiera d’arte a livello internazionale che ruota su un tema centrale in tutti i suoi aspetti, celebra questa edizione con il tema dell’EQUILIBRIO, erede simbolico del tema dell’orientamento trattato nell’edizione passata.

I progetti pervenuti e selezionati in linea con la massima del filosofo Søren Kierkegaard − “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi” −, da cui prende mossa la scelta tematica di questa edizione 2017, sono state definite in cinque categorie: Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S, SetUp Open Space.

• INFORMAZIONI UTILI
Inaugurazione: 26 GENNAIO 2017 ORE 20.00, SU INVITO
Date e orari:
27/28 GENNAIO 2017 – DALLE ORE 17.00 ALLE 01.00
29 GENNAIO 2017, DALLE ORE 12.00 ALLE 22.00
Ingresso: € 7.00
Gratuito per bambini di età inferiore ai 10 anni

Direzione organizzativa:
info@setupcontemporaryart.com
Simona Gavioli
339 3290120 – simona.gavioli@setupcontemporaryart.com
Alice Zannoni
329 8142669 – alice.zannoni@setupcontemporaryart.com
Segreteria Organizzativa
Roberta Filippi 392 9492881 roberta.filippi@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
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Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Pressoffice
Culturalia – Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 Cell: 392-2527126
info@culturaliart.com – www.culturaliart.com

 

Questo comunicato stampa nella sua interezza lo trovate a questo link

Le Marche per le Marche

Urbino e Pesaro unite dalla valorizzazione del patrimonio artistico e dalla solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal recente terremoto. A partire da un’idea di Vittorio Sgarbi, questo è lo spirito che ha portato al progetto espositivo “Le Marche per le Marche”: dal 23 dicembre 2016 al 28 febbraio 2017 tre capolavori saranno in mostra in tre luoghi diversi. Tre opere visibili grazie all’acquisto di un biglietto unico al costo di 3 euro che consente l’affiliazione alla Card Pesaro Cult. Per ogni card/biglietto venduto, 1 euro andrà destinato ai fondi per la ricostruzione delle zone interessate dal sisma.

I tre dipinti scelti per l’occasione da Vittorio Sgarbi sono La Sacra Parentela di Cola dell’Amatrice (1480 circa – 1547), collocata a Urbino nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale; il Matrimonio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria, di Lorenzo Salimbeni (1374 – 1420), in esposizione a Urbino nell’ Oratorio di San Giovanni; la pala di Giovanni Antonio da Pesaro, Madonna con il bambino, e i santi Onofrio, Giovanni Battista, Gerolamo, un santo vescovo e Sant’Aiuto inginocchiato, datata 1473, esposta a Pesaro nella Sala 8 di Palazzo Mosca.

L’iniziativa “Le Marche per le Marche” vuole mettere in evidenza alcuni esempi dello straordinario patrimonio culturale della nostra regione, mantenere l’attenzione delle istituzioni sulle necessità dei territori colpiti dal sisma e nel contempo promuovere le Marche come destinazione turistico-culturale. Il tutto è stato possibile grazie al lavoro dell’Assessore Vittorio Sgarbi, alla pronta cooperazione fra le Amministrazioni comunali di Urbino e Pesaro, alla generosa disponibilità della Confraternita di San Giovanni Battista di Urbino, alla fondamentale collaborazione del Comune di San Severino Marche e di due collezionisti privati. Il progetto è stato coordinato in tutti i suoi aspetti dalla Società Cooperativa Sistema Museo e ha il patrocinio della Regione Marche.

«La nostra Amministrazione –commenta il sindaco di Urbino Maurizio Gambini– è onorata di poter dar vita a un’iniziativa nobile come questa, promossa dal nostro assessore Sgarbi. Questa mostra esprime la vicinanza della nostra città alle zone della nostra regione devastate dal terremoto ed è particolarmente significativo presentarla in occasione dell’inizio delle festività natalizie, in un momento che dovrebbe essere di gioia e condivisione per tutti, speriamo così di dare anche noi il nostro contributo per aiutare questi territori a risollevarsi. Siamo anche felici di dar vita a una fattiva collaborazione nell’ambito della cultura con il Comune di Pesaro, iniziando a costruire una rete capace di saper valorizzare le nostre ricchezze».

«Dai giorni immediatamente successivi al sisma –dice Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro– abbiamo creduto tutti insieme che il modo migliore per sostenere le terre colpite fosse continuare a viverle, anche attraverso il patrimonio artistico. Ebbene questa iniziativa ha l’obbiettivo da una parte di sostenere il restauro del patrimonio danneggiato, dall’altra di offrire un motivo in più per visitare i luoghi della cultura marchigiana e scoprirne i tesori, grazie anche alla preziosa disponibilità di collezionisti privati».

ORARI

Urbino – Sale del Castellare di Palazzo Ducale e Oratorio San Giovanni
Dal lunedì al sabato >10-13 / 15-18
Domenica > 10-13
Prima domenica del mese > 10-13 / 15-18
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

Pesaro – Palazzo Mosca sala 8
Da martedì a giovedì > 10-13
Da venerdì a domenica > 10-13 / 15.30-18.30
Lunedì chiuso
Fino al 6 gennaio > tutti i giorni h 10 – 13 / 15.30–18.30
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

INGRESSI
Biglietto intero > 3 euro
Biglietto ridotto > 2 euro (10-18 anni, gruppi 15pax)
Biglietto gratuito fino a 9 anni, possessori Card Pesaro Cult, disabili, possessori biglietto Pesaro Musei
Possibilità di affiliazione alla Card Pesaro Cult > 3 euro + biglietto gratuito
Prevendita > www.liveticket.it

INFO T 0721 387541
Biglietteria Palazzo Mosca negli orari di apertura dei Musei
pesaro@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it
www.pesaromusei.it

“Grande Nero Cretto

Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’’Ovest americano.

L’’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’’intensità della materia, che l’’artista colse già nelle crepe delle pale d’’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’’interno del campus. Donata da Burri all’’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

 

Illustri persuasioni

Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce – Il progetto inaugurale del Museo nazionale Collezione Salce intende proporre un campionario di eccellenze della raccolta, connotandone in modo spettacolare la rinnovata e permanente esposizione in Treviso.

L’evento Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce si articolerà in tre momenti espositivi, organizzati per cronologia: 1. La Belle Epoque, 2. Tra le due guerre, 3. Dal secondo dopoguerra al 1962.

Durante poco meno di un anno, senza soluzione di continuità, saranno circa 300 i pezzi della Collezione proposti alla visione diretta del pubblico: una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte – nel dicembre del 1962 – pose fine alla sua appassionata, vorace e ininterrotta attività di raccolta.

Il primo evento, La Belle Epoque, rinnoverà i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna, caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e di costume: le Esposizioni Universali, l’architettura del ferro e del vetro, la bicicletta e l’automobile, la luce elettrica, la moda per tutti, i cabaret, l’assenzio e lo champagne. Un’epoca che, nonostante le oggettive diseguaglianze e povertà, ammantò se stessa di un’esuberante joie de vivre, decorata di fiori e scintillante di luci. Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia nell’avvenire”.

Un’epoca che, come noto, fu anche indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, subito popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

Con l’intento di rinnovare il coinvolgimento fisico dello spettatore davanti ai grandi cartelloni da strada, la mostra di apertura del Museo Nazionale Collezione Salce proporrà le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma illustrerà anche quella via tutta italiana al cartellonismo nella quale i decori floreali e i linearismi a colpo di frusta convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce.

Non mancherà anche il più austero, raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.
Per la prima volta, infine, i manifesti di grande dimensione saranno affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate; e sarà proposta una selezione di foto storiche attraverso la quale ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.
Ce la rammentano i ricordi di Marcel Proust davanti a una delle tante colonne-chiosco allora dedicate all’affissione: “Tutte le mattine correvo alla colonna Morris per vedere gli spettacoli che annunciava. Nulla era più disinteressato e più felice dei sogni offerti alla mia fantasia […] e che erano condizionati a un tempo dalle immagini inseparabili delle parole che componevano il titolo e anche dal colore dei cartelloni ancor umidi e gonfi di colla su cui questo spiccava…”.

 

LA BELLE EPOQUE. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

04 Aprile 2017 – 02 Luglio 2017

Prossimi appuntamenti:

Tra le due guerre, 14 luglio – 15 ottobre 2017

Dal secondo dopoguerra al 1962, 27 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

 

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

FRAGILE – handle with care

Venerdì 13 Gennaio alle ore 18.00 inaugura la II Edizione della Collettiva d’arte contemporanea “FRAGILE – handle with care” con performance musicale e visual sul tema della fragilità al Museoteatro della Commenda di Prè a Genova. Esposizione con il patrocinio della Regione Liguria e Comune di Genova, a cura di Benedetta Spagnuolo curatore e critico d’arte, organizzata da Artisti italiani – arti visive e promozione, in collaborazione con Mu.MA e Cooperativa Solidarietà e lavoro, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Visitabile fino al 27 Gennaio 2017

Artisti partecipanti: Anna Acciarino, Gaia Amorello, Sonia Andreani, Loredana Boschiero, Branciforte, Andrea Caddeo, Dario Caria, Nina Carini, Maria Laura Catalogna, Luisa Civardi, Sara Colzi, Daniela Di Lullo, Ilaria Facci, Petra Fantozzi, Veronica Francione, Marco Frezza, Alessandra Gereschi, Deborah Graziano, Carmela Iacovelli, Paola Lambitelli, Chiara Loggia, Martina Lorenzon, Luineri, Clara Machado, Laura Malaterra, Manuela Olga Malerbi, Lucia Marchesin, Silvia Marchesini, Sofia Masini, Alice Massini, Steven Meek, Sara Menichino, Matilde Mulè, Valerio Murri, Carla Pasqualucci, Elvio Pierattini, Federico Pisciotta, Sebastiano Ragusa, Viviana Rasulo, Paolo Residori, Valeria Ru, Elena Santoro, Marina Scardacciu, Francesca Serra, Claudia Strà, Armando Tamagnone, Deva Nicoletta Tortone, Andrea Vannini-Mistificazione Urbana, Concetta Vernuccio, Alessandra Vinotto.

 

ARTISTI ITALIANI-arti visive e promozione
www.artistiitaliani.wix.com/artistiitaliani
www.facebook.com/Artisti.italiani
artisti_italiani@libero.it
Curatore Benedetta Spagnuolo
+ 39 320 4868376

Le stagioni di Louise

Jean-Francois Laguionie a proposito del suo ultimo film

 “Le stagioni di Louise è probabilmente la pellicola più intima che ho realizzato. Senza dubbio è anche quella realizzata in modo più minuzioso e complesso, a partire dall’assurda situazione in cui Louise si viene a trovare e passando per le avventure che vive all’età di otto anni in cima alla scogliera e nel bosco misterioso dopo lo scoppio della guerra, momenti di cui anche io ho avuto esperienza. Per me è stato difficile descriverle e rappresentare i villaggi della costa della Normandia in cui ero solito trascorrere le vacanze. Nella mia mente rappresentano ancora un luogo ideale per una tranquilla vacanza spensierata, sono luoghi in cui mi sento protetto dalla miseria del resto del mondo e in cui mi sento protetto e isolato in un luogo privo di confini temporali dove le abitudini borghesi sono ancora intatte e tengono lontane le angosce esistenziali, come l’invecchiamento e le maree.

Per sviluppare il personaggio protagonista della storia, ho immaginato qualcuno che potesse rappresentare all’apparenza tutte le piccole fragilità tipiche di questi villaggi costieri e che alla fine del racconto emergesse come una figura infallibilmente forte. Louise è una donna senza età. Si ritrova da sola nel villaggio, senza nessuno con cui parlare al di fuori di se stessa (almeno prima di incontrare il cane Pepper), quindi l’idea di tenere un diario di bordo dei suoi giorni solitari è una scelta pressoché inevitabile e troppo allettante per essere ignorata. Questo espediente è utile per comprendere il punto di vista della protagonista e confrontarlo con ciò che intuiamo e supponiamo stia veramente accadendo nella realtà.

I suoni e i rumori tipici dei paesaggi marittimi, assieme al suono del mare e il richiamo degli uccelli sono sicuramente una parte fondamentale nella costruzione di un contorno musicale credibile e ben strutturato. I suoni naturali sono elementi necessari per dare credibilità alla situazione di abbandono della protagonista; la musica del piano di Pierre Kellner crea invece un’interessante contrapposizione volta a rappresentare la spensieratezza, l’ottimismo e la gioia di vivere di Louise. Le musiche intonate dall’orchestra di Pascal Le Pennec, il quale ha composto “The Painting” (“Le tableau”), supportano la rappresentazione delle memorie e dei sogni più intimi e profondi di Louise. Anche le voci, tanto quanto le musiche, sono state fondamentali per la costruzione del film e la sua animazione. È stato necessario determinare tutti questi elementi prima ancora di iniziare a realizzare il film e decidere quale sarebbe stata la struttura della narrazione.

Lo sviluppo dello stile grafico è venuto in seguito e in modo graduale, anche se avevo già impresso in mente quale doveva essere l’aspetto dei personaggi: Louise doveva essere un po’ tozza, ma apparire ancora estremamente in gamba per la sua età, mentre il suo compagno di avventura sarebbe stato arruffato e trasandato. In una seconda fase ci siamo occupati dell’animazione e delle immagini e poi della loro rielaborazione per far sì che corrispondessero ai caratteri dei personaggi.

Il mio gusto personale per la pittura e lo stile grafico del ventesimo secolo emergono molto nel film, così come la mia passione per i paesaggisti come Jean-Francis Auburtin e Henri Rivière, artisti capaci di ricreare sulla carta paesaggi marittimi particolari unendo la tecnica del wash-drawing a disegni a matita e ad acquarello. Quest’unione di tecniche differenti permette la realizzazione di un disegno caratterizzato da un tratto delicato tipico delle animazioni classiche e che ben si sposa con un’ambientazione marittima e le numerose sequenze ventose. Desideravo che si avvertisse in tutte le immagini un senso di libertà e che la pellicola ne fosse totalmente intrisa, come se quest’ultima fosse stata interamente disegnata a mano. Questo effetto è stato reso possibile grazie a Lionel Chauvin, figura essenziale per la realizzazione del film, e grazie a tutto il team di JPL Films.”
Jean-Francois Laguionie

Il mago dell’arte

Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma.

Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

La mostra è frutto della collaborazione istituzionale fra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani Rocca, ed è curata da Nicoletta Boschiero, già autrice di storiche ricognizioni su Depero, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione.
Il futurista Depero si schiera contro i modelli comuni provocando la rottura di schemi obsoleti grazie ad un lavoro creativo che, oltre all’estro, richiede tempo, sapienza, organizzazione. Spirito di sacrificio abbinato alla volontà un po’ folle di andare oltre il limite, dettando regole nuove in continuo mutamento: ancor oggi l’artista ci appare come dispensatore di meraviglia.

La mostra è articolata in cinque capitoli:
Irredentismo e futurismo. La formazione alla scuola elisabettina e l’’adesione futurista
Teatro magico. Chant du Rossignol, Balli plastici, Anihccam
La Casa del mago. La produzione artistica tra design e artigianato
New York. Depero Futurist House
Rovereto. Verso il museo

a interpretare il percorso futurista dell’’autore, analizzandone i ruoli peculiari di sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario e infine maestro.

L’’esposizione prende avvio dai primi passi dell’’artista in Irredentismo e futurismo, dagli esordi roveretani fino al periodo romano quando, nel 1915, firma con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione futurista dell’’universo, che custodisce il sogno di un’’opera d’’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica.

Il teatro magico inizia col balletto Chant du rossignol commissionato nel 1916 a Depero da Sergei Diaghilev, e prosegue coi Balli plastici, nati dalla collaborazione con Gilbert Clavel. Il movimento sulla scena dell’’automa è meccanico e rigido, le marionette riportano ai valori dell’’infanzia, del sogno, del gioco, del magico.

A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte futurista, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi. Dal 1921 la casa d’arte, grazie all’’apporto della moglie Rosetta Amadori e di alcune lavoranti, lavora a pieno ritmo, creando una importante produzione artistica differenziata.

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferiscono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti dura ventiquattro mesi, dal novembre 1928 all’ottobre 1930. Qui l’’artista apre la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. Incontra dopo dieci anni Leonide Massine direttore artistico del Roxy Theatre che lo coinvolge come scenografo.

Negli anni cinquanta, al ritorno da un secondo viaggio negli Stati Uniti, l’’artista progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista, una insolita e originale consacrazione della sua opera.

Il catalogo dell’’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, gli apparati di Ilaria Cimonetti oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

DEPERO il mago
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 18 marzo al 2 luglio 2017. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 1° maggio.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.

Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337

info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it

Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15, 16, 17, visita alla mostra con guida specializzata; è possibile prenotare via mail a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi
saggi in catalogo di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi; apparati di Ilaria Cimonetti.

Info: www.magnanirocca.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049 663499
Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net

Indossa il mio abito mentale

Quest’oggi 21 dicembre 2016 alle ore 18.30 la performance interattiva “Gloria Campriani. La Relazione nel Dono” presso la Galleria Cavalieri Ordine Vittorio Veneto di Poggibonsi (Siena) aprirà la mostra “Gloria Campriani. Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico” a cura di Ilaria Magni.

In questo periodo natalizio la perfomance interattiva e la mostra di Gloria Campriani, artista che da sempre lavora con il materiale tessile utilizzando il filo come metafora sociale, mirano a valorizzare l’esperienza dell’incontro con l’altro, inteso come esplorazione di diverse e stimolanti emozioni e realtà contro l’irrigidimento, la chiusura mentale e l’individualismo.

La perfomance interattiva La RELAZIONE del DONO introduce il percorso della mostra Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico presentata da Ilaria Magni.

Si ringrazia per la collaborazione la Misericordia di Poggibonsi, l’Associazione Multimedia91 e il Gruppo Filpucci Industrie Filati.

Gloria Campriani – Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico
Poggibonsi (SI) – dal 21 al 31 dicembre 2016