I Lumi di Chanukkah

La Triennale Design Museum presenta al 13 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017  Lumi di Chanukkah. Tra storia, arte e design, una selezione di oltre 40 candelabri rituali a nove braccia (chanukkioth) disegnati da artisti e designer, una parte della collezione depositata negli spazi della Comunità Ebraica di Casale Monferrato.

chanukkahIn apertura del percorso sono esposti tre candelabri antichi tradizionali come esemplificazione di forme archetipiche su cui artisti e designer sono intervenuti.

In ebraico la parola “chanukkah” significa “inaugurazione” o “dedica”. La festa di Chanukkah è dedicata alla Luce e comincia il 25 del mese di kislev, data indicata dal lunario ebraico, che ha la sua corrispondenza nel mese di dicembre, in prossimità del solstizio d’inverno. La festa dura otto giorni.
Il rito che l’accompagna è semplice: al tramonto la famiglia si raccoglie intorno a un candelabro di otto lumi, uno per giorno, più un nono che si chiama shammash – il servitore – che serve ad accendere gli altri lumi.

La ricorrenza commemora il miracolo della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nell’anno 165 a.e.v. dopo l’occupazione dei siriani. In questa occasione era prevista la riaccensione del candelabro – la luce che indica la vita e la vitalità del pensiero ebraico – che secondo il rituale deve essere sempre alimentata con olio d’oliva puro, Kasher. Nonostante l’olio fosse esaurito, miracolosamente ogni giorno per otto giorni si autogenerò la quantità necessario per alimentare costantemente il candelabro.

La collezione delle chanukkiot nasce da un’idea di Elio Carmi – designer – e dall’incontro con Antonio Recalcati – artista -, che condividono una visione universale della spiritualità e le danno forma attraverso il progetto del candelabro. I due, uno ebreo e l’altro no, partendo dalla storia ebraica, riflettono sul valore intimo, personale, del concetto d’identità e sul suo senso nella contemporaneità. Ne ricavano un oggetto dal valore d’uso e dal valore simbolico straordinario, trasformandolo poeticamente. In seguito l’invito è esteso ad altri autori, non necessariamente ebrei, ma cattolici, evangelici, protestanti, mussulmani: coloro che nel racconto di questa festa di libertà, colgono un valore e vogliono partecipare alla collezione.

Il Museo di Casale Monferrato è così in continua crescita: ogni
anno si aggiungono alla collezione nuove lampade di Chanukkah. Raccogliere questi oggetti aiuta a ricordare i gesti materiali e i valori simbolici che raccontano le nostre storie, la nostra umanità, la nostra modernità: i passaggi necessari per garantire la libertà individuale, oggi come ieri.

Opere di Valerio Anceschi, Arman, Roberto Barni, Franca
Bertagnolli, Pietro Bestetti, Renata Boero Medini, Vito Boggeri, Giovanni Bonaldi, Elio Carmi, Eugenio Carmi, Jessica Carroll, Gianluigi Colin, Riccardo Dalisi, Luigi Del Monte, Giosetta Fioroni, Leila Fteita, Tiziana Fusari, Moreno Gentili, Alì Hassoun, Emilio Isgrò, Claude Lalanne, Emanuele Luzzati, Giuseppe Maraniello, Daniele Milanesi, Aldo Mondino, Giancarlo Montebello, Ugo Nespolo, Davide Nido, Mimmo Paladino, David Palterer, Laura Panno, Arnaldo Pomodoro, Marco Porta, Efrem Raimondi, Antonio Recalcati, Paul Renner, Omar Ronda, Roger Selden, Adam Tihany, Roland Topor, Stefano Valabrega, Marco Zanuso Jr.

 

La Triennale di Milano
T. +39.02.724341
info@triennale.org

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6 – 20121 Milano

City Lego®

In occasione della conferenza stampa The Adventures of Alice domani 7 dicembre alle ore 11 presso Guido Reni District (via Guido Reni, 7 – Roma) verrà presentata alla stampa la mostra “City Lego®. La più grande città al mondo costruita con i Lego“.

invito_press_patrociniDall’ 8 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017, 7 milioni dei famosi mattoncini LEGO® riproducono una città unica al mondo con tutti i suoi dettagli, irripetibile nel suo genere e per la prima volta presentata nella sua versione integrale a Roma.

Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice e ospitata presso il Guido Reni District, la mostra porta nella capitale un grandioso diorama (15 metri per 5) interamente dedicato al tema urbano: un incredibile progetto che prende il nome di City Booming e che, con la meticolosa precisione nella realizzazione veritiera di ogni angolo di vita, racconta la magia scatenata dai mattoncini più famosi al mondo, riproducendo un’intera “città fantastica” in ogni minimo dettaglio.

City Booming, costruita in circa 1 anno di lavoro e iniziata nel 2012 – con i pezzi provenienti dalla collezione di Wilmer – arriva a Roma mettendo in scena tutto l’estro creativo del team di LAB.

In mostra non solo costruzioni ma anche sistemi di automazione e illuminazione che danno vita a storie incredibili che solo questi veri e propri “artigiani dei Lego” riescono a realizlegozare: tra gru, elevatori, cinema e pinacoteche, sono diversi i meccanismi presenti all’interno della città, come il treno che giraattorno a essa e una coloratissima ruota panoramica all’interno di un Luna Park.

Ufficio Stampa Arthemisia Group
press@arthemisia.it – T +39 06 69380306

 

Connessioni invisibili

‘Voglio fare di tutto: ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia. Voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perchè dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere.’

settembremLa citazione è di Renato Mambor, una personalità artistica tra le più originali e complesse del secondo Novecento Italiano, che la dice tutta sul suo essere artista. A lui è dedicata l’ampia retrospettiva a cura di Dominique Stella presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 9 febbraio al 27 marzo 2017.

Più o meno 80 i pezzi in esposizione, datati dai primi anni sessanta al 2014, assieme alle ultimissime realizzazioni. Sono opere che documentano le diverse espressioni, i molteplici linguaggi di Mambor: pittura, fotografia, performances installazioni, testimonianze fotografiche del suo teatro sperimentale.

Mambor, negli oltre 55 anni di attività artistica, ha rinnovato continuamente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità.

La mostra è arricchita dalla proiezione di un documentario sull’artista e da una performance teatrale con Paola Pitagora e Igor Horvat.

Renato Mambor – Connessioni invisibili
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline
9 febbraio – 27 marzo 2017

A cura di Dominique Stella

Realizzata in collaborazione con:
MS Spazio Culturale, Brescia

Informazioni : Galleria Gruppo Credito Valtellinese
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Giocando con…

La galleria C+N Canepaneri presenta dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017 la nuova mostra personale dell’artista, autore e regista Giorgio Laveri, “Giocando con…

Giocando con...
Giocando con…

L’artista ligure, che dagli anni Settanta utilizza come medium privilegiato la tecnica tradizionale della ceramica, allestisce negli spazi della galleria milanese un’installazione site specific composta da sabbia. Un’opera di dimensioni ambientali che condensa la pratica del lavoro di Laveri: ironia, gioco, leggerezza si accostano alla maestria dell’esperto ceramista. Al centro di Giocando con… vi è infatti un gioco intramontabile, quello del torneo di biglie. La sabbia è modellata come una delle piste che si trovano comunemente sulle spiagge estive.

Laveri mette a disposizione del pubblico grandi biglie di ceramica del diametro di cinquanta centimetri, i cui diversi colori con i quali le ha forgiate sono abbinati a specifici artisti: il rosso a Lucio Fontana, il blu a Yves Klein, il bianco a Piero Manzoni. Piloti di Formula Uno, ciclisti e automobilisti, con alcuni dei maggiori maestri del Novecento si sfidano in pista sotto gli occhi del pubblico.

L’installazione si colloca nel solco della pratica di Laveri, che modella oggetti ordinari riproposti ingigantiti, secondo una derivazione Dada e Pop; opere dai colori saturi e dalle superfici lucide realizzate seguendo la tradizione della scuola di ceramica di Albisola. Le opere di Laveri sono generalmente oggetti comuni che divengono icone monumentali del nostro tempo, in cui la critica al consumismo si traduce in gioco, come nei rullini giganti di Discorso da sviluppare, i rossetti della serie Truka, le penne stilografiche Stylò, i Temperamatite o le Ciliegie.

Ideatore di progetti che mirano alla sviluppo dell’arte nel sociale, facilitatore e stimolatore di comportamenti, con Giocando con… Laveri mette in atto, dunque, una dinamica relazionale attivata attraverso l’approccio ludico, condita con l’aspetto della memoria di un’età passata e con i giochi semplici di un tempo, lontani dalle relazioni virtuali dettate da un uso sempre più compulsivo della tecnologia digitale.

Giorgio Laveri (Savona, 1953) vive tra l’Italia, la Francia e il Sud America. Dopo gli studi di regia televisiva, durante gli anni Settanta avvia ricerche creative nell’ambito del cinema e del teatro, da cui scaturiscono 11 piece teatrali e 19 film a soggetto. Contemporaneamente si dedica anche a pittura e scultura. Nel 1973 allestisce la prima personale alla Galleria Vultur di Genova e negli anni immediatamente successivi si concentra sulle sperimentazioni con la ceramica, che portano nel 1984 nella prima opera della serie Cineceramica. I fotogrammi in ceramica, ispirati a grandi film, sono poi presentati a Milano, nella Galleria del Duomo, in occasione della premiazione dei vincitori della Biennale del Cinema di Venezia del 1988. Nel 1993 Laveri, insieme all’amico artista Patrick Moya, fonda il Movimento Artistico del Mediterraneo per promuovere la conoscenza dell’arte ceramica e aderisce al gruppo francese Art Mobil, con il quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. Dal 1998 ad oggi sono circa duecento le mostre e gli eventi a cui ha partecipato, tra arte, cinema e performance.

Giorgio Laveri – Giocando con…
CANEPANERI/CONTEMPORARY
Milano – dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017
Foro Buonaparte 48 (20121)
+39 02 36768281
info@canepaneri.com
www.canepaneri.com

Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate

Venerdì 9 dicembre alle ore 19.00, CANTIEREMEMORIA, in occasione della mostra Paolo Gallerani LE MACCHINE ARMATE. SCULTURE E FRAMMENTI VISIVI, presenta la performance ‘Percussioni, Voci e Danza per le Macchine Armate’, una lettura inedita delle opere di Paolo Gallerani a cura della danzatrice Nuria Sala Grau e del musicista percussionista Federico Sanesi.

06_sanesi-salaTramutare il linguaggio della scultura su un piano sonoro e cinetico: questo è l’intento dei due artisti protagonisti della performance. Le forme e i volumi delle opere di Gallerani esposte in mostra si animeranno con i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau e le installazioni sonore di Federico Sanesi, tracciando le linee per nuove configurazioni spaziali: gesti e suoni, in accordo e in contrasto, saranno gli attori principali e incarneranno le storie di amori, di viaggi, di guerre, di dolori, di tutto ciò che attraversa la nostra terra.

Struttura e improvvisazione si alterneranno per creare un intreccio di linguaggi misteriosi e imprevedibili, dove le emozioni si sprigionano in una narrazione in continuo divenire e il rapporto tra materia, suono e movimento è un passaggio continuo dal passato al presente.

I gesti delle mani, le espressioni del volto e i movimenti della danzatrice Nuria Sala Grau si fondono alle molteplici voci che scaturiscono dalle percussioni di Federico Sanesi, in un dialogo tra suono, gesto e, materia che coinvolge le sculture di Gallerani. Un viaggio che porta lo spettatore in una dimensione altra, di confine, una “poetica in continua evoluzione verso luoghi immaginari” così come la definiscono Sanesi e Sala.

A cuore aperto

Da sabato 10 dicembre, lo Zodiaco ospita, nella sua splendida cornice di Viale del Parco Mellini, 88/92, la personale tutta da vedere dal titolo “A cuore aperto” con la quale il poliedrico Elvino Echeoni, pittore e scultore, festeggia i suoi 50 anni di vita artistica, presentando la summa di mezzo secolo di lavoro e riflessioni sull’arte.

elvino-echeoni-3L’esposizione, a ingresso libero e in programma per un intero mese fino al 10 gennaio prossimo (tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00), rappresenta un excursus puntuale nella produzione di quello che critica e pubblico considerano “uno tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale” e punta a narrare – attraverso una ventina di tele caratterizzate da stili e tecniche pittoriche tra loro differenti – momenti diversi della sua storia personale e della sua produzione.

In mostra un’ampia raccolta di opere nate dall’estro artistico del Maestro che ha scelto di celebrare le sempre verdi emozioni che la pittura e la vita continuano a donargli, come commenta lui stesso, “con coloro i quali hanno condiviso questo mio percorso artistico” e “dedicandolo a quanti non sono più tra noi”.

Così, accanto a tele che raccontano le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello piuttosto che tra Fellini e Chaplin, sono esposti quadri che proiettano lo spettatore, attraverso le vibrazioni e l’armonia del colore, verso la sintesi pittorica declamata dall’ “Energia vitale”. E nell’antologica non potevano mancare – oltre alle maschere, alle composizioni floreali e alle figure femminili – la serie di astratti ispirati ai “Momenti musicali” e quelli intitolati alla “Realtà virtuale”, in cui il pittore estremizza la tridimensionalità di figure geometriche ad alto contenuto simbolico.

Ero fermamente intenzionato a festeggiare, con un percorso fra le mie tele più rappresentative, i miei 50 anni di vita artistica con amici e colleghi che, fin dagli esordi, mi sono stati accanto nel viaggio della vita, reso ancora più entusiasmante da quando, in seguito all’intervento a cuore aperto subito nel 2009, ho iniziato, oltre che a guardare avanti, a soffermarmi sui ricordi e sulle tante cose che ancora avevo da raccontare e alle quali oggi possono, per fortuna, aggiungersene altrettante”, ha precisato il pittore.

Artista istrionico e completo, dotato allo stesso tempo di una spiccata perizia tecnica e di un’instancabile vena creativa, Echeoni è capace di spaziare dalla tavolozza agli spartiti musicali, passando per il restauro, la scenografia, l’incisione, la scultura, e ancora per la composizione di testi e canzoni. Un abile trasformista che a proposito di sé stesso dice “faccio cose diverse e apparentemente non collegate, anche se, a ben vedere, c’è un sottile fil rouge che unisce tutto: canzoni, pittura, tele astratte e ancora quadri di tramonti, notturni, composizioni floreali o volti e corpi femminili”.

Ed è proprio quest’impercettibile filo rosso che fa di quest’uomo – da sempre innamorato allo stesso tempo della lucidità e del coraggio sperimentale di Leonardo Da Vinci così come della folle corposità della pennellata di
 – un funambolo del nostro mondo artistico con una naturale propensione a tentare sempre strade diverse e il coraggio di chi ama rimettersi continuamente in discussione.

Romano, classe 1950, da ragazzo, indeciso fra liceo artistico e conservatorio, Echeoni sceglie di iscriversi a ragioneria e poi di laurearsi in economia e commercio. Intanto, però, si specializza in restauro e tecnica del colore, studia i trattati di Cennino Cennini e si cimenta, a più riprese, nella figurazione classica e nell’astrazione pura.
Outsider generoso e talentuoso, si dimostra un personaggio fuori dagli schemi fin da giovanissimo. Negli anni ’70, insieme all’amico Remo Panacchia, la prima scelta coraggiosa: affiancare, a quello storico di Via Margutta, uno spazio espositivo nel popoloso quartiere di Centocelle, spinto dall’idea di cercare, là dove si respirava il vero decentramento culturale, un’autenticità resa ancora più unica dal difficile clima degli anni di piombo.

Dotato di una natura curiosa e onnivora, attratto dai tentativi sperimentali di artisti diversi tra loro, in particolar modo italiani e giovani, riesce ad allestirne mostre di generi differenti, spaziando dall’arte iperrealista e astratta a quella che ripropone un surrealismo fiabesco, in cui l’uso del colore, talvolta forte, riesce ad accendere l’immaginazione dell’osservatore e lo trasporta in un mondo poetico nutrito di una magia sospesa piuttosto che in uno spazio quotidiano familiare e privato.
Conosciuto e amato dal grande pubblico per l’utilizzo di tonalità intense, impegnato da sempre nella costante ricerca di forme rappresentative nuove e diverse e nell’impiego di stili e tecniche differenti, il Maestro Echeoni vede nella forma il racconto, la narrazione, l’armonia; mentre dà al colore le sembianze della vita e dell’energia pura. E’ proprio approfondendo l’uso delle tinte cromatiche di cui si è servito durante tutta la sua produzione, che – attraverso un intenso racconto pittorico perfettamente capace di dosare, con sapienza, tecnica e armonia del colore – è riuscito a realizzare tele in cui il colore diventa forma e la forma materia che catturano l’attenzione dello spettatore.

In occasione del vernissage, partendo dalle tele dedicate ai “Momenti musicali” e accantonata per un attimo la tavolozza, il Maestro si metterà al pianoforte per celebrare, con i pezzi firmati dagli amici e quelli composti da lui, i trascorsi da musicista e ricordare la professione esercitata fino agli anni della Dolce Vita romana, quelli in cui iniziò con Novella Parigini un indissolubile sodalizio artistico che non si concluse neanche con la scomparsa della pittrice.

Nel corso della serata sarà anche proiettato un video in cui si alterneranno le immagini più salienti dell’operazione chirurgica che gli ha salvato la vita e i momenti più intensi del suo percorso artistico e professionale.

L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 10 dicembre 2016 dalle 18.00 alle 24.00.
Zodiaco (http://zodiaco-roma.it/) – Via Del Parco Mellini, 88/92 Roma

L’arte differente: MOCAK al MAXXI

Dal 7 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017 al MAXXI vanno in mostra oltre 60 opere tra dipinti, fotografie, video, installazioni provenienti dal MOCAK, il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia.

Mercy!
Mercy!

Curata da Maria Anna Potocka, “L’arte differente: MOCAK al MAXXI” è l’occasione per scoprire i fermenti creativi che animano la scena artistica della Polonia contemporanea attraverso il lavoro di autori quali AES+F, Paweł Althamer, Reza Aramesh, Tomasz Bajer, Krzysztof M. Bednarski’ Piotr Blamowski, Małgorzata Blamowska, Bernhard’, Johannes Blume, Rafał Bujnowski, Josef Dabernig, Andrzej Dłużniewski, Stanisław Dróżdż, Edward Dwurnik, Pola Dwurnik, Tomasz, Ciecierski, Maya Gold, Katarzyna Górna, Przemysław Jasielski, Koji Kamoji, Karolina Kowalska, Paweł Książek, Leszek, Lewandowski, Zbigniew Libera, Sarah Lucas, Marcin Maciejowski, Shahar Marcus, Małgorzata Markiewicz, Bartek Materka, Muntean/Rosenblum, Shinji Ogawa, Julian Opie, Laura Pawela, Józef Robakowski, Wilhelm Sasnal, Jadwiga Sawicka, Daniel Spoerri, Marian Warzecha, Peter Weibel, Krzysztof Wodiczko,Heimo Zobernig.

Con la sua ampia collezione, e sin dalla sua apertura nel 2011, il MOCAK fa costantemente un lavoro di avvicinamento all’arte come strumento indispensabile alla comprensione del mondo contemporaneo, con un interesse particolare al dialogo tra l’arte polacca e quella internazionale, per dimostrare come abbiano comuni valori e punti di contatto.

 

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Via Guido Reni 4A – 00196 Roma

Il weekend della cultura in Puglia

Tre grandi conferenze territoriali nel corso delle quali istituzioni, imprese, artisti e operatori della cultura si confronteranno e interrogheranno sui cinque temi del Piiil: Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa, Lavoro.

piiilCiascun incontro sarà, dunque, diviso in cinque sessioni di lavoro, ogni sessione sarà introdotta da un “relatore del tema”. I partecipanti saranno divisi tra i tavoli allestiti e organizzati per sei aree di intervento: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva. A margine di ciascuna conferenza sarà redatto e pubblicato un report che costituirà il documento di partenza per la redazione del Piano strategico.

I tavoli di lavoro saranno divisi in:
– Attività culturali: arti visive, lettura ed editoria, fumettistica, convegnistica, eventi culturali;
– Spettacolo dal vivo: teatro, musica e danza, arti circensi;
– Industria audiovisiva: cinema, radio, tv, multimedialità, cross medialità e web;

– Beni culturali, ambientali e paesaggistici: archivi, aree archeologiche, biblioteche, cattedrali, complessi monumentali, musei, teatri storici, parchi, sic (siti interesse comunitario), riserve naturali, sac (sistemi ambientali e culturali), ecomusei;
– Industria Creativa: design/artigianato artistico e architettura, agenzie di comunicazione, servizi filiera culturale, nuove tecnologie, laboratori urbani;
– Istituzioni culturali: università, sovrintendenze, EELL, istituzioni di ricerca, studio e documentazione.

ATTENZIONE: I partecipanti al Weekend della cultura siederanno a tavoli di discussione divisi per le sei aree di intervento. I tavoli si svolgeranno in contemporanea, pertanto OGNI PARTECIPANTE potrà prendere parte AD UN SOLO TAVOLO DI LAVORO (i tavoli saranno: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva).

Iscrizioni APERTE:

Iscriviti

Prodotto http://bit.ly/2g4P5Ez
Identità http://bit.ly/2gS9y0o
Innovazione http://bit.ly/2gTfxQm
Impresa http://bit.ly/2gzvX24
Lavoro http://bit.ly/2glyrhK

FOGGIA
A Foggia gli incontri si terranno tutti presso la Camera di Commercio.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

BARI
A Bari gli incontri si terranno tutti presso la Fiera del Levante.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

LECCE
A Lecce gli incontri si terranno tutti presso l’Università del Salento.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Per maggiori info seguire sul Piano Strategico Cultura Puglia
PiiiL Cultura Puglia www.piiilculturapuglia.it

Parlare con il colore

Progetto espositivo per il Museo Bilotti

 

Nel 2017, dedicata a Francesco del Drago: Il Museo Bilotti annuncia “Parlare con il colore“, la prima ampia retrospettiva sul grande artista romano, studioso della fenomenologia del colore

francesco-del-drago-meteorite-2-m«Fino al tempo di Matisse e Picasso, i pittori creavano quadri che servivano per essere visti dall’occhio. Oggi cerchiamo di agire direttamente sulla trasmissione dalla retina all’area cerebrale, ed io personalmente sull’area gratificante delle sinapsi edoniche».
Ad esprimersi così è stato Francesco del Drago, l’artista di cui il Museo Bilotti annuncia la prima retrospettiva per l’inizio dell’anno prossimo, esattamente a partire dal 18 gennaio 2017.

A curare questa attesissima mostra è Pietro Ruffo, il giovane artista romano riconosciuto dal mondo dell’arte come uno degli artisti Italiani più interessanti, con la consulenza scientifica di Elena del Drago.

Francesco del Drago, nato a Roma nel 1920 e morto nel 2011 ha percorso quasi un secolo di storia da protagonista, partecipando attivamente e con passione tanto alle trasformazioni artistiche che si sono susseguite nel Novecento, quanto ai cambiamenti politici. Ha tenuto numerose mostre a partire dalla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1954, ed è presente in molte collezioni pubbliche e private soprattutto europee e statunitensi.

Intellettuale rigoroso e straordinario artista, indagò a lungo la fenomenologia del colore giungendo all’elaborazione del “Nuovo Cerchio Cromatico”. I contrasti cromatici e la giustapposizione di determinate forme concorrono nel creare uno stato di eccitazione nelle aree cerebrali deputate alla visione.
Le sue ricerche teoriche sono state oggetto di conferenze in molte università del mondo, ma anche di scambio con i numerosi amici artisti: tra gli altri Guttuso e Birolli in Italia, Picasso, Pignon, Matta e i maestri del colore francese come Herbin e Dewasne a Parigi, dove si trasferì nel 1951. Esperienza francese particolarmente rilevante nel suo percorso, tanto che lo storico dell’arte Nello Ponente scrisse: “Del Drago porta aventi tutti gli sviluppi della pittura contemporanea e in modo particolare quelli della tradizione francese.

La mostra pensata da Pietro Ruffo per il Museo Bilotti presenterà una selezione di opere astratte fondamentali, che consentiranno di entrare nel pensiero e nella pratica artistica di Francesco del Drago.

Seguendo un percorso a ritroso, la mostra all’Aranciera comincerà con le ultime opere realizzate dall’artista, commoventi nello sforzo di ampliare ulteriormente la gamma cromatica, per poi concentrarsi sugli imponenti polittici astratti, summa dell’intera ricerca di del Drago.

Di del Drago, sarò evidenziata anche la statura di teorico, i suoi studi sul colore strettamente connessi alle più recenti scoperte matematiche attraverso una ricca selezione di documenti, filmati ed esperimenti.

Particolarmente interessante è infatti la possibilità di passare dai risultati estetici alle premesse teoriche in un processo che consente di approfondire le problematiche dell’arte astratta de Novecento e, segnatamente, quelle riguardanti il colore. Non a caso la ricerca di Francesco del Drago ha influenzato profondamente l’utilizzo cromatico delle generazioni successive, ma anche nel mondo della grafica, della pubblicità e del cinema.

Info:
Museo Carlo Bilotti (Roma, viale Fiorello La Guardia, 6)
www.museocarlobilotti.it  tel. 06 0608

Leggerezze al Museo

Vincenzo Nasuto espone al Museo Paleontologico di Montevarchi (AR) una collezione di foulard, 20 capi d’abbigliamento unici di grande formato, nelle cui fantasie le immagini d’epoca in bianco e nero dei luoghi storici di Montevarchi e del Valdarno, prendono vita in un’esplosione inaspettata di linee e colori.

Leggerezze al Museo
Leggerezze al Museo

Fotografie dei centri storici agli inizi del secolo scorso, antichi acquerelli, immagini d’epoca di luoghi familiari ma sbiaditi dal tempo: a tutti è capitato di rileggere il Valdarno sfogliando le foto in bianco e nero di tanti anni fa, attratti dalla suggestione di immagini così lontane. Ci voleva però l’intuizione di un artista per pensare di far rivivere quelle immagini animandole di disegni e colori, e soprattutto trasformandole in opere d’arte da indossare come capi di alta moda. Vincenzo Nasuto ha sperimentato questa intuizione e ha realizzato una galleria di foulard nei quali rifioriscono le immagini d’epoca dei luoghi storici di Montevarchi e del Valdarno, e il bianco e nero di vie, palazzi e chiese diventa una esplosione inaspettata di linee e colori. Davvero inaspettata anche perché le rielaborazioni creative di Nasuto si dispiegano sul grande formato, che si mostra per intero solo se esposto come un arazzo: ma il foulard è un capo da indossare, non certo un’immagine da esporre in un museo, e così da questa galleria le immagini del Valdarno non sono subito evidenti, ma si avvolgono come un vestito e si lasciano solo intuire. Il segno dei secoli passati compare soltanto a chi lo sappia cercare nelle mille pieghe che il tessuto disegna.

La scelta delle sala dell’Accademia e del Museo Paleontologico per una mostra di corredi di abbigliamento potrebbe stupire: almeno per chi associa ‘Museo’ e ‘Accademia’ a immagini di seriosa e compassata formalità. Ma quale missione migliore può avere un luogo di cultura di quella di condurre a incontrare la bellezza? Una bellezza che certo non compare subito, ma che fiorisce agli occhi di chi ha la pazienza e la fantasia di cercare. Anzi, in fondo la riuscita di un luogo di cultura in mezza alla città è proprio quando le persone riescono a ‘vestirsi’ di quello che a lungo hanno soltanto ammirato in una vetrina. E così questa galleria di disegni e colori è stata una bella occasione per contaminare le forme dell’arte e del bello, anche grazie alle splendide foto attraverso le quali le opere di Nasuto hanno ‘vestito’ e animato gli spazi del Museo.

Vincenzo Nasuto ha fatto alla sua terra d’elezione e in particolare all’Accademia il dono di venti ‘pezzi unici’, capi d’arredo irripetibili, ciascuno originale e destinato solo alla persona che lo riceverà: nella gratitudine della nostra istituzione c’è anche un po’ di orgoglio di poterci considerare un ‘pezzo unico’, un piccolo gioiello della terra dell’Arno.

Vincenzo Nasuto – Leggerezze al Museo
MUSEO PALEONTOLOGICO DI MONTEVARCHI
Montevarchi (AR) – dal 4 al 18 dicembre 2016
Via Poggio Bracciolini 36/40 (52025)
+39 055981227
paleo@accademiadelpoggio.it
www.museopaleontologicomontevarchi.it

There’s Something Happening Here

In questi tempi difficili e incerti di sconvolgimenti e dissenso su scala globale, una nuova generazione di fotografi e di   image-maker e video-maker sta emergendo.

 

LEAD Technologies Inc. V1.01
LEAD Technologies Inc. V1.01

Lara Baladi, Miguel Calderón, Marco Gavin, Paul M. Smith, Grace Ndiritu, Zhang Peng, Athi-Patra Ruga, Luca Simonetti, Cinthya Sotho e Lolo Veleko, dal 6 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017 presso Snap Photograpf presentano lavori elaborati e sofisticati di processi tecnici digitali versata nella psicologia del mezzo, che esplorano angosce, nevrosi, nozioni di fragilità e di identità e soggettività della fotografia stessa.

I fotografi inclusi nella mostra provengono da una vasta gamma di varie esperienze fotografiche: dalla moda allo still-life e da lavori concettualmente complessi. Nonostante la diversità dei loro background , emergono interessi comuni andando oltre i confini convenzionali della fotografia, sfidandoli e giocando con essi. Insieme, questi artisti esplorano il mondo attraverso il mezzo fotografico in modo radicale e sperimentale. Ne emerge una contorta visione, a volte apocalittica di un mondo che è scivolato dal proprio asse rivelandone qualcosa di oscuro a volte assurdo e comico, inquietante e non ancora completamente formato. C’è qualcosa che accade qui.

There’s Something Happening Here
SNAP PHOTOGRAPH
Firenze – dal 6 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017
Borgo Santi Apostoli 12 (50123)

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Mostra collettiva di Natale alla Galleria LICONI ARTE

Dal 4 dicembre al 14 gennaio 2017 la galleria LICONI ARTE presenta una nuova mostra collettiva che racchiude le opere e gli artisti trattati in questi mesi di attività, esaltando le capacità tecniche, l’uso del colore e l’immaginazione.

Alessandra Carloni attraverso rapide pennellate introduce il riguardante in un immaginario fiabesco, talvolta futuristico. L’artista vuole rappresentare i principali sentimenti che sono alla base dei rapporti interpersonali fra esseri umani e per far ciò si avvale di scenari in cui compaiono fari bretoni o navicelle spaziali che sorvolano città immaginarie. Al centro delle sue scene una serie di personaggi dalle fattezze appena abbozzate, tratteggiati da rapidi tocchi di colore.

mostracollettivanataleFabio Carmignani è un artista toscano, grande cultore della vasta eredità artistica del Rinascimento, nelle sue opere possiamo vedere un legame diretto con il passato. Carmignani studia le tecniche e gli effetti usati dai pittori medievali, per poi trasporle ai giorni nostri, arricchendole di invenzioni e di elementi surreali caratterizzati da cromie accese.

Romain Mayoulou nelle sue tele rappresenta la gioia di vivere, i ritmi e i colori dell’Africa. Le scene delle danze tipiche o della vita di tutti i giorni, diventano nei suoi dipinti occasione in cui scomporre l’immagine in frammenti, creando un mosaico di cromie, che volutamente vanno a contrastarsi per creare la volumetria dei suoi personaggi, oppure li costruisce usando differenti toni della medesima tinta.

Daniele Mini è un artista in grado di ereditare le attitudini di due momenti della storia della pittura, coniuga la lezione dei maestri dell’impressionismo e dell’iperrealismo. Mini, grazie alla padronanza che ha del pennello e uno studio attento della luce, riesce a riprodurre i riflessi che caratterizzano le cromature delle auto storiche, gli scafi delle barche a vela o i riflessi dell’acqua in un bicchiere. Sembrano soggetti statici, ma dietro queste opere vi è la ricerca della raffigurazione dell’eleganza e del sereno passare del tempo.

Stefano Ronchi, è un originalissimo miniaturista dei nostri tempi. La sua capacità pittorica stupisce e affascina al primo sguardo il visitatore, in seguito dopo lo stupore e l’ammirazione per l’esecuzione tecnica, il riguardante rimane affascinato dalla fervida immaginazione dell’artista, capace di creare scenari con animali fantastici, dove ogni singolo particolare è reso alla perfezione e mai abbozzato.

Marina Tabacco è un’artista di Torino che ha viaggiato molto ed è innamorata del continente africano. Non è solo innamorata dei suoi paesaggi, è innamorata anche delle energie creative che abitano il continente, tanto da cercare di entrare in contatto con alcuni artisti contemporanei africani. Questo incontro artistico ha fatto sì che anche le opere di Marina Tabacco ne risentano e le sue tele si sono arricchite di maschere africane o di elementi apparentemente astratti che guardano ai soggetti della figurazione africana.

Gianrico Agresta e Giulio Zanet, sono due artisti che si muovono nell’ambito della pittura astratta, sebbene con due differenti anime. Zanet crea delle striature che corrono lungo tutta la tela, con colori a volte caldi, talvolta freddi, ma sempre caratterizzati da una viva brillantezza. In questo tessuto di striature di colore inserisce qualche elemento geometrico, un fascio di rette parallele oppure un semicerchio, il quale diventa elemento di contrasto con le linee colorate. Agresta è un artista che è partito dalla figurazione; come molti aveva notato che le scene che rappresentava avevano una matrice geometrica, dopo questa intuizione, vi fu la svolta e la ricerca di quella matrice, di quell’anima nascosta nei suoi dipinti.
Le sue opere appaiono oggi come campiture geometriche di colori e talvolta rimane la curiosità di decifrare che immagine può scaturire da quelle forme.

Mostra collettiva di Natale
LICONI ARTE
Torino – dal 4 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017
Via Della Rocca 28 (10123)
+39 0114276569
info@liconiarte.com
www.liconiarte.com