L’arte differente: MOCAK al MAXXI

Dal 7 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017 al MAXXI vanno in mostra oltre 60 opere tra dipinti, fotografie, video, installazioni provenienti dal MOCAK, il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia.

Mercy!
Mercy!

Curata da Maria Anna Potocka, “L’arte differente: MOCAK al MAXXI” è l’occasione per scoprire i fermenti creativi che animano la scena artistica della Polonia contemporanea attraverso il lavoro di autori quali AES+F, Paweł Althamer, Reza Aramesh, Tomasz Bajer, Krzysztof M. Bednarski’ Piotr Blamowski, Małgorzata Blamowska, Bernhard’, Johannes Blume, Rafał Bujnowski, Josef Dabernig, Andrzej Dłużniewski, Stanisław Dróżdż, Edward Dwurnik, Pola Dwurnik, Tomasz, Ciecierski, Maya Gold, Katarzyna Górna, Przemysław Jasielski, Koji Kamoji, Karolina Kowalska, Paweł Książek, Leszek, Lewandowski, Zbigniew Libera, Sarah Lucas, Marcin Maciejowski, Shahar Marcus, Małgorzata Markiewicz, Bartek Materka, Muntean/Rosenblum, Shinji Ogawa, Julian Opie, Laura Pawela, Józef Robakowski, Wilhelm Sasnal, Jadwiga Sawicka, Daniel Spoerri, Marian Warzecha, Peter Weibel, Krzysztof Wodiczko,Heimo Zobernig.

Con la sua ampia collezione, e sin dalla sua apertura nel 2011, il MOCAK fa costantemente un lavoro di avvicinamento all’arte come strumento indispensabile alla comprensione del mondo contemporaneo, con un interesse particolare al dialogo tra l’arte polacca e quella internazionale, per dimostrare come abbiano comuni valori e punti di contatto.

 

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Via Guido Reni 4A – 00196 Roma

Il weekend della cultura in Puglia

Tre grandi conferenze territoriali nel corso delle quali istituzioni, imprese, artisti e operatori della cultura si confronteranno e interrogheranno sui cinque temi del Piiil: Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa, Lavoro.

piiilCiascun incontro sarà, dunque, diviso in cinque sessioni di lavoro, ogni sessione sarà introdotta da un “relatore del tema”. I partecipanti saranno divisi tra i tavoli allestiti e organizzati per sei aree di intervento: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva. A margine di ciascuna conferenza sarà redatto e pubblicato un report che costituirà il documento di partenza per la redazione del Piano strategico.

I tavoli di lavoro saranno divisi in:
– Attività culturali: arti visive, lettura ed editoria, fumettistica, convegnistica, eventi culturali;
– Spettacolo dal vivo: teatro, musica e danza, arti circensi;
– Industria audiovisiva: cinema, radio, tv, multimedialità, cross medialità e web;

– Beni culturali, ambientali e paesaggistici: archivi, aree archeologiche, biblioteche, cattedrali, complessi monumentali, musei, teatri storici, parchi, sic (siti interesse comunitario), riserve naturali, sac (sistemi ambientali e culturali), ecomusei;
– Industria Creativa: design/artigianato artistico e architettura, agenzie di comunicazione, servizi filiera culturale, nuove tecnologie, laboratori urbani;
– Istituzioni culturali: università, sovrintendenze, EELL, istituzioni di ricerca, studio e documentazione.

ATTENZIONE: I partecipanti al Weekend della cultura siederanno a tavoli di discussione divisi per le sei aree di intervento. I tavoli si svolgeranno in contemporanea, pertanto OGNI PARTECIPANTE potrà prendere parte AD UN SOLO TAVOLO DI LAVORO (i tavoli saranno: attività culturali, istituzioni culturali, spettacolo dal vivo, beni culturali e ambientali, industria creativa, industria audiovisiva).

Iscrizioni APERTE:

Iscriviti

Prodotto http://bit.ly/2g4P5Ez
Identità http://bit.ly/2gS9y0o
Innovazione http://bit.ly/2gTfxQm
Impresa http://bit.ly/2gzvX24
Lavoro http://bit.ly/2glyrhK

FOGGIA
A Foggia gli incontri si terranno tutti presso la Camera di Commercio.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

BARI
A Bari gli incontri si terranno tutti presso la Fiera del Levante.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Sabato17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

LECCE
A Lecce gli incontri si terranno tutti presso l’Università del Salento.

Venerdì 16 Dicembre, h. 15-19
Si parla di IDENTITA‘
con Alessandro Leogrande

Sabato 17 Dicembre, h. 9-13
Si parla di IMPRESA
con Guido Guerzoni

Sabato 17 Dicembre, h. 15-19
Si parla di PRODOTTO
con Francesco Cascino

Domenica 18 Dicembre, h. 9-13
Si parla di INNOVAZIONE
con Patrizia Asproni

Domenica 18 Dicembre, h. 15-19
Si parla di LAVORO
con Michele Trimarchi

Per maggiori info seguire sul Piano Strategico Cultura Puglia
PiiiL Cultura Puglia www.piiilculturapuglia.it

Parlare con il colore

Progetto espositivo per il Museo Bilotti

 

Nel 2017, dedicata a Francesco del Drago: Il Museo Bilotti annuncia “Parlare con il colore“, la prima ampia retrospettiva sul grande artista romano, studioso della fenomenologia del colore

francesco-del-drago-meteorite-2-m«Fino al tempo di Matisse e Picasso, i pittori creavano quadri che servivano per essere visti dall’occhio. Oggi cerchiamo di agire direttamente sulla trasmissione dalla retina all’area cerebrale, ed io personalmente sull’area gratificante delle sinapsi edoniche».
Ad esprimersi così è stato Francesco del Drago, l’artista di cui il Museo Bilotti annuncia la prima retrospettiva per l’inizio dell’anno prossimo, esattamente a partire dal 18 gennaio 2017.

A curare questa attesissima mostra è Pietro Ruffo, il giovane artista romano riconosciuto dal mondo dell’arte come uno degli artisti Italiani più interessanti, con la consulenza scientifica di Elena del Drago.

Francesco del Drago, nato a Roma nel 1920 e morto nel 2011 ha percorso quasi un secolo di storia da protagonista, partecipando attivamente e con passione tanto alle trasformazioni artistiche che si sono susseguite nel Novecento, quanto ai cambiamenti politici. Ha tenuto numerose mostre a partire dalla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1954, ed è presente in molte collezioni pubbliche e private soprattutto europee e statunitensi.

Intellettuale rigoroso e straordinario artista, indagò a lungo la fenomenologia del colore giungendo all’elaborazione del “Nuovo Cerchio Cromatico”. I contrasti cromatici e la giustapposizione di determinate forme concorrono nel creare uno stato di eccitazione nelle aree cerebrali deputate alla visione.
Le sue ricerche teoriche sono state oggetto di conferenze in molte università del mondo, ma anche di scambio con i numerosi amici artisti: tra gli altri Guttuso e Birolli in Italia, Picasso, Pignon, Matta e i maestri del colore francese come Herbin e Dewasne a Parigi, dove si trasferì nel 1951. Esperienza francese particolarmente rilevante nel suo percorso, tanto che lo storico dell’arte Nello Ponente scrisse: “Del Drago porta aventi tutti gli sviluppi della pittura contemporanea e in modo particolare quelli della tradizione francese.

La mostra pensata da Pietro Ruffo per il Museo Bilotti presenterà una selezione di opere astratte fondamentali, che consentiranno di entrare nel pensiero e nella pratica artistica di Francesco del Drago.

Seguendo un percorso a ritroso, la mostra all’Aranciera comincerà con le ultime opere realizzate dall’artista, commoventi nello sforzo di ampliare ulteriormente la gamma cromatica, per poi concentrarsi sugli imponenti polittici astratti, summa dell’intera ricerca di del Drago.

Di del Drago, sarò evidenziata anche la statura di teorico, i suoi studi sul colore strettamente connessi alle più recenti scoperte matematiche attraverso una ricca selezione di documenti, filmati ed esperimenti.

Particolarmente interessante è infatti la possibilità di passare dai risultati estetici alle premesse teoriche in un processo che consente di approfondire le problematiche dell’arte astratta de Novecento e, segnatamente, quelle riguardanti il colore. Non a caso la ricerca di Francesco del Drago ha influenzato profondamente l’utilizzo cromatico delle generazioni successive, ma anche nel mondo della grafica, della pubblicità e del cinema.

Info:
Museo Carlo Bilotti (Roma, viale Fiorello La Guardia, 6)
www.museocarlobilotti.it  tel. 06 0608

Leggerezze al Museo

Vincenzo Nasuto espone al Museo Paleontologico di Montevarchi (AR) una collezione di foulard, 20 capi d’abbigliamento unici di grande formato, nelle cui fantasie le immagini d’epoca in bianco e nero dei luoghi storici di Montevarchi e del Valdarno, prendono vita in un’esplosione inaspettata di linee e colori.

Leggerezze al Museo
Leggerezze al Museo

Fotografie dei centri storici agli inizi del secolo scorso, antichi acquerelli, immagini d’epoca di luoghi familiari ma sbiaditi dal tempo: a tutti è capitato di rileggere il Valdarno sfogliando le foto in bianco e nero di tanti anni fa, attratti dalla suggestione di immagini così lontane. Ci voleva però l’intuizione di un artista per pensare di far rivivere quelle immagini animandole di disegni e colori, e soprattutto trasformandole in opere d’arte da indossare come capi di alta moda. Vincenzo Nasuto ha sperimentato questa intuizione e ha realizzato una galleria di foulard nei quali rifioriscono le immagini d’epoca dei luoghi storici di Montevarchi e del Valdarno, e il bianco e nero di vie, palazzi e chiese diventa una esplosione inaspettata di linee e colori. Davvero inaspettata anche perché le rielaborazioni creative di Nasuto si dispiegano sul grande formato, che si mostra per intero solo se esposto come un arazzo: ma il foulard è un capo da indossare, non certo un’immagine da esporre in un museo, e così da questa galleria le immagini del Valdarno non sono subito evidenti, ma si avvolgono come un vestito e si lasciano solo intuire. Il segno dei secoli passati compare soltanto a chi lo sappia cercare nelle mille pieghe che il tessuto disegna.

La scelta delle sala dell’Accademia e del Museo Paleontologico per una mostra di corredi di abbigliamento potrebbe stupire: almeno per chi associa ‘Museo’ e ‘Accademia’ a immagini di seriosa e compassata formalità. Ma quale missione migliore può avere un luogo di cultura di quella di condurre a incontrare la bellezza? Una bellezza che certo non compare subito, ma che fiorisce agli occhi di chi ha la pazienza e la fantasia di cercare. Anzi, in fondo la riuscita di un luogo di cultura in mezza alla città è proprio quando le persone riescono a ‘vestirsi’ di quello che a lungo hanno soltanto ammirato in una vetrina. E così questa galleria di disegni e colori è stata una bella occasione per contaminare le forme dell’arte e del bello, anche grazie alle splendide foto attraverso le quali le opere di Nasuto hanno ‘vestito’ e animato gli spazi del Museo.

Vincenzo Nasuto ha fatto alla sua terra d’elezione e in particolare all’Accademia il dono di venti ‘pezzi unici’, capi d’arredo irripetibili, ciascuno originale e destinato solo alla persona che lo riceverà: nella gratitudine della nostra istituzione c’è anche un po’ di orgoglio di poterci considerare un ‘pezzo unico’, un piccolo gioiello della terra dell’Arno.

Vincenzo Nasuto – Leggerezze al Museo
MUSEO PALEONTOLOGICO DI MONTEVARCHI
Montevarchi (AR) – dal 4 al 18 dicembre 2016
Via Poggio Bracciolini 36/40 (52025)
+39 055981227
paleo@accademiadelpoggio.it
www.museopaleontologicomontevarchi.it

There’s Something Happening Here

In questi tempi difficili e incerti di sconvolgimenti e dissenso su scala globale, una nuova generazione di fotografi e di   image-maker e video-maker sta emergendo.

 

LEAD Technologies Inc. V1.01
LEAD Technologies Inc. V1.01

Lara Baladi, Miguel Calderón, Marco Gavin, Paul M. Smith, Grace Ndiritu, Zhang Peng, Athi-Patra Ruga, Luca Simonetti, Cinthya Sotho e Lolo Veleko, dal 6 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017 presso Snap Photograpf presentano lavori elaborati e sofisticati di processi tecnici digitali versata nella psicologia del mezzo, che esplorano angosce, nevrosi, nozioni di fragilità e di identità e soggettività della fotografia stessa.

I fotografi inclusi nella mostra provengono da una vasta gamma di varie esperienze fotografiche: dalla moda allo still-life e da lavori concettualmente complessi. Nonostante la diversità dei loro background , emergono interessi comuni andando oltre i confini convenzionali della fotografia, sfidandoli e giocando con essi. Insieme, questi artisti esplorano il mondo attraverso il mezzo fotografico in modo radicale e sperimentale. Ne emerge una contorta visione, a volte apocalittica di un mondo che è scivolato dal proprio asse rivelandone qualcosa di oscuro a volte assurdo e comico, inquietante e non ancora completamente formato. C’è qualcosa che accade qui.

There’s Something Happening Here
SNAP PHOTOGRAPH
Firenze – dal 6 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017
Borgo Santi Apostoli 12 (50123)

info@snaphotograph.com
www.snaphotograph.com

Mostra collettiva di Natale alla Galleria LICONI ARTE

Dal 4 dicembre al 14 gennaio 2017 la galleria LICONI ARTE presenta una nuova mostra collettiva che racchiude le opere e gli artisti trattati in questi mesi di attività, esaltando le capacità tecniche, l’uso del colore e l’immaginazione.

Alessandra Carloni attraverso rapide pennellate introduce il riguardante in un immaginario fiabesco, talvolta futuristico. L’artista vuole rappresentare i principali sentimenti che sono alla base dei rapporti interpersonali fra esseri umani e per far ciò si avvale di scenari in cui compaiono fari bretoni o navicelle spaziali che sorvolano città immaginarie. Al centro delle sue scene una serie di personaggi dalle fattezze appena abbozzate, tratteggiati da rapidi tocchi di colore.

mostracollettivanataleFabio Carmignani è un artista toscano, grande cultore della vasta eredità artistica del Rinascimento, nelle sue opere possiamo vedere un legame diretto con il passato. Carmignani studia le tecniche e gli effetti usati dai pittori medievali, per poi trasporle ai giorni nostri, arricchendole di invenzioni e di elementi surreali caratterizzati da cromie accese.

Romain Mayoulou nelle sue tele rappresenta la gioia di vivere, i ritmi e i colori dell’Africa. Le scene delle danze tipiche o della vita di tutti i giorni, diventano nei suoi dipinti occasione in cui scomporre l’immagine in frammenti, creando un mosaico di cromie, che volutamente vanno a contrastarsi per creare la volumetria dei suoi personaggi, oppure li costruisce usando differenti toni della medesima tinta.

Daniele Mini è un artista in grado di ereditare le attitudini di due momenti della storia della pittura, coniuga la lezione dei maestri dell’impressionismo e dell’iperrealismo. Mini, grazie alla padronanza che ha del pennello e uno studio attento della luce, riesce a riprodurre i riflessi che caratterizzano le cromature delle auto storiche, gli scafi delle barche a vela o i riflessi dell’acqua in un bicchiere. Sembrano soggetti statici, ma dietro queste opere vi è la ricerca della raffigurazione dell’eleganza e del sereno passare del tempo.

Stefano Ronchi, è un originalissimo miniaturista dei nostri tempi. La sua capacità pittorica stupisce e affascina al primo sguardo il visitatore, in seguito dopo lo stupore e l’ammirazione per l’esecuzione tecnica, il riguardante rimane affascinato dalla fervida immaginazione dell’artista, capace di creare scenari con animali fantastici, dove ogni singolo particolare è reso alla perfezione e mai abbozzato.

Marina Tabacco è un’artista di Torino che ha viaggiato molto ed è innamorata del continente africano. Non è solo innamorata dei suoi paesaggi, è innamorata anche delle energie creative che abitano il continente, tanto da cercare di entrare in contatto con alcuni artisti contemporanei africani. Questo incontro artistico ha fatto sì che anche le opere di Marina Tabacco ne risentano e le sue tele si sono arricchite di maschere africane o di elementi apparentemente astratti che guardano ai soggetti della figurazione africana.

Gianrico Agresta e Giulio Zanet, sono due artisti che si muovono nell’ambito della pittura astratta, sebbene con due differenti anime. Zanet crea delle striature che corrono lungo tutta la tela, con colori a volte caldi, talvolta freddi, ma sempre caratterizzati da una viva brillantezza. In questo tessuto di striature di colore inserisce qualche elemento geometrico, un fascio di rette parallele oppure un semicerchio, il quale diventa elemento di contrasto con le linee colorate. Agresta è un artista che è partito dalla figurazione; come molti aveva notato che le scene che rappresentava avevano una matrice geometrica, dopo questa intuizione, vi fu la svolta e la ricerca di quella matrice, di quell’anima nascosta nei suoi dipinti.
Le sue opere appaiono oggi come campiture geometriche di colori e talvolta rimane la curiosità di decifrare che immagine può scaturire da quelle forme.

Mostra collettiva di Natale
LICONI ARTE
Torino – dal 4 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017
Via Della Rocca 28 (10123)
+39 0114276569
info@liconiarte.com
www.liconiarte.com

Le Donne di Giuseppe Leone

Donne

Donne“,  è il titolo della mostra di Giuseppe Leone, ospitata dal 4 dicembre al 14 gennaio nella Galleria Lo Magno di Modica, in via Risorgimento 91- 93.

La mostra, curata da Giuseppe Lo Magno e Viviana Haddad, propone un’ampia collezione di foto, realizzate in un lungo arco temporale (dal 1968 al 2015) dedicate tutte alla figura muliebre, all’erotismo, alla sensualità femminile. La mostra sarà inaugurata domenica 4 dicembre, alle 18,30. I testi del catalogo sono stati curati dallo stesso Leone e da Caterina Magliulo.

Scatto dopo scatto – racconta Leone – ho cercato di raccontare la donna, lontano dai cliché: il mio interesse non è mai stato legato alla rappresentazione degli amori, delle ambiguità, delle contraddizioni umorali e passionali, espressioni fuorvianti tipiche del raccontare la donna nell’attuale contesto dei cambiamenti sociali.(..)

Giuseppe Leone – Donne
GALLERIA LO MAGNO
Modica (RG) – dal 4 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017
Via Risorgimento 91 (97015)
+39 0932763165
gallerialomagno@virgilio.it
www.gallerialomagno.it

Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017

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Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017

Città di origine romana, cinta a nord dalle montagne e incastonata nel verde dei suoi vivai, è stata premiata con l’autorevole riconoscimento non solo per la ricchezza del suo patrimonio artistico e architettonico, ma anche per l’impegno con cui l’amministrazione cittadina promuove e sostiene progetti e iniziative che ne valorizzano l’identità e le tradizioni.

L’aspra Pistoia – come la definisce D’Annunzio – ha accolto con responsabilità la nomina: il suo programma consiste nel proporsi come modello di città media europea, che promuove la cultura e il sapere come strumenti di coesione sociale e leve per la crescita, che investe su un’economia verde e su uno stile di vita ecosostenibile, che riconverte il patrimonio pubblico e privato attraverso sistemi di riqualificazione urbana.

Piccolo gioiello conosciuto da pochi estimatori, da sempre crocevia di incontri e scambi, la città è oggi pronta per farsi scoprire dai visitatori di tutto il mondo. Con la convinzione, tuttavia, che in quest’anno importante, durante il quale sarà sotto i riflettori, non dovrà presentarsi diversa da com’è, ma piuttosto impegnarsi a mettere in luce le caratteristiche e le peculiarità che la rendono preziosa. L’amministrazione ha scelto di non puntare sulla spettacolarizzazione con grandi eventi effimeri, ma ha ideato strategie a lungo raggio per uno sviluppo coerente e reale della città e del suo territorio, oltre il 2017.

«Il Comune di Pistoia investe ordinariamente in politiche culturali più del doppio della media nazionale» dichiara il sindaco Samuele Bertinelli «Siamo convinti infatti che il sapere e la cultura siano i primi diritti di cittadinanza, lievito per la crescita e la formazione di cittadini liberi e consapevoli, di cittadini democratici. In questo senso la cultura rappresenta, in tutte le sue espressioni, la fonte ispiratrice di ogni nostra azione amministrativa».

Numerose le iniziative in programma, ideate in sinergia con il Comitato scientifico, composto da Giulia Cogoli, Virgilio Sieni e Carlo Sisi. Dall’arte alla musica, dall’antropologia al teatro, dall’animazione degli spazi urbani alle iniziative per i più piccoli e per la riscoperta del verde e del paesaggio, tutte le attività sono state pensate appositamente per condividere percorsi di riflessione con i cittadini e i visitatori e per dare vita a nuovi modelli di produzione culturale.

Cuore del progetto di Pistoia 2017 è la rigenerazione urbana.
Grande è l’impegno dell’amministrazione comunale nel favorire un uso più sostenibile del suolo, risorsa fondamentale sia dal punto di vista della biodiversità che della memoria dei luoghi e dell’originalità dei paesaggi, eredità preziosa da trasmettere integra e viva alle nuove generazioni. Pochi centri in Italia possono vantare, come Pistoia, l’esistenza di aree agricole ai margini della città storica: questo è uno dei principali valori da preservare. Solo negli ultimi tre anni sono stati recuperati 40.719 mq di territorio agricolo e 11.330 mq a verde privato, con un totale di oltre cinque ettari (51.509 mq) di terreno sottratti alla cementificazione.

Particolare attenzione è riservata naturalmente alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico: dopo il restauro di edifici e monumenti, sono in cantiere lavori per restituire all’uso pubblico le chiese di San Pier Maggiore, San Salvatore, San Jacopo in Castellare, quest’ultima destinata alla funzione di nuovo spazio culturale cittadino.
Progetto cardine della riqualificazione cittadina è il recupero dell’area dell’antico Ospedale del Ceppo, in pieno centro storico, che sarà trasformato in un quartiere di elevata qualità ambientale, urbanistica e architettonica, completamente pedonale e immerso nel verde. È già visitabile il padiglione di emodialisi, progettato dall’architetto Giannantonio Vannetti, che ha lavorato con artisti di levatura internazionale: Daniel Buren, Dani Karavan, Sol Lewitt, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani, Gianni Ruffi.

Elemento di assoluta unicità dell’Ospedale del Ceppo è il Fregio Robbiano, pregiata opera cinquecentesca di Santi Buglioni, recentemente restituita al suo splendore originario. Il Fregio trae il suo nome dalla tecnica con cui è stato realizzato, definita “robbiana” in omaggio al suo inventore Luca Della Robbia, che nel Quattrocento applicò alle sculture in terracotta l’antichissima tecnica dell’invetriatura.

Il capolavoro di Luca Della Robbia è la Visitazione, gruppo scultoreo ospitato nella chiesa pistoiese di San Giovanni Fuorcivitas, che è ora negli Stati Uniti per due esposizioni (a Boston e a Washington), ma dal luglio del 2017 tornerà a Pistoia e potrà essere ammirato nella chiesa di San Leone.

L’arte è una delle direttrici principali del programma di Pistoia Capitale Italiana della Cultura.
Come nel Rinascimento, anche in epoca contemporanea Pistoia continua ad attrarre artisti, in un proficuo scambio con il mondo internazionale dell’arte. Ne è esempio la Collezione Gori alla Fattoria di Celle, laboratorio creativo di arte ambientale nel quale hanno lasciato un segno, tra gli altri, Alberto Burri, Daniel Buren, Jean-Michel Folon, Anselm Kiefer, Robert Morris, Claudio Parmiggiani, Sol Lewitt.

Una delle sedi più importanti della città, Palazzo Fabroni – vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo – ospiterà, tra le altre, le mostre: “Prêt-à-porter” del pittore Giovanni Frangi, a cura di Giovanni Agosti (5 febbraio-2 aprile) e “Marino Marini. Passioni visive”, curata da Flavio Fergonzi e Barbara Cinelli (16 settembre 2017-7 gennaio 2018). La particolarità della prima è che gli ambienti espositivi del palazzo hanno implicitamente fornito il ritmo e il senso della mostra; la seconda indagherà l’officina di invenzioni plastiche del Marini, ponendole in relazione diretta con i grandi modelli della scultura del Novecento e con alcuni esempi dei secoli passati. Dopo Pistoia, sarà a Venezia, alla Peggy Guggenheim Collection (27 gennaio-1 maggio 2018).

Altre due esposizioni saranno dedicate ad altrettante figure emblematiche di Pistoia: l’architetto di fama mondiale Giovanni Michelucci e il missionario gesuita Ippolito Desideri.
Le Città di Michelucci”, allestita dal 25 marzo al 21 maggio nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale, sarà articolata in quattro sezioni e permetterà di conoscere disegni, progetti, modelli, bozzetti e plastici del poliedrico architetto. Un convegno internazionale dedicato al maestro Michelucci – che fra gli altri suoi lavori progettò la stazione di Firenze – si terrà il giorno dell’inaugurazione della mostra e sarà seguito, nel corso dei mesi, da workshop e varie iniziative.

Una mostra e un convegno approfondiranno la figura di Ippolito Desideri, in memoria del terzo centenario del suo arrivo a Lhasa. Giunto in Tibet come missionario, si immerse nella cultura locale a tal punto che l’attuale Dalai Lama lo considera un precursore del dialogo interreligioso in un’epoca in cui il concetto neppure esisteva.

La vastità del patrimonio culturale locale è rispecchiata anche dalla ricca offerta del sistema museale cittadino. In particolare, il Museo Civico, che raccoglie le più significative testimonianze dell’arte a Pistoia dal XIII al XX secolo e che ospiterà dal 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 una mostra intorno all’opera La presentazione di Gesù al Tempio del pittore settecentesco fiorentino Anton Domenico Gabbiani; il Museo della Sanità Pistoiese, che sorge nella parte storico-monumentale del Ceppo e raccoglie una ricca collezione di ferri chirurgici appartenuti alla Scuola Medica Pistoiese e che sarà ampliato nel corso dell’anno; Palazzo Fabroni, con la sua collezione permanente, che nel 2017 ingrandirà ulteriormente i propri spazi.
Colonne portanti della vita culturale cittadina, che nell’anno della nomina saranno ancora più dinamiche nel proporre attività, sono le biblioteche San Giorgio e Forteguerriana. La prima – una costruzione post-industriale vestita da opere d’arte contemporanea tra cui quella site-specific Il grande carico di Anselm Kiefer – è anche polo di innovazione. In collaborazione con l’Ambasciata USA in Italia è stato realizzato YouLab Pistoia, centro digitale dedicato soprattutto ai giovani, che hanno a disposizione un’ampia strumentazione audio-video e informatica per migliorare le proprie competenze digitali e condividere la realizzazione di vari progetti. Tra le iniziative proposte (oltre mille) per il 2017: il Festival del giallo (febbraio), il convegno sulle Human Libraries (ottobre) e il Forum del Libro (novembre). La Forteguerriana è una delle più antiche e prestigiose biblioteche del nostro Paese, che custodisce un patrimonio archivistico e librario di grande pregio, costituito da circa 220.000 libri. Nel 2017 presenterà “La primavera del libro francese” (marzo), il convegno “Cultura e biblioteche” (settembre) e la mostra “La città che scrive” (14 ottobre-17 dicembre, a cura di Giovanni Capecchi e Giovanna Frosini), per uno sguardo sulle principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o a essa legate, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini.

Manoscritti, pergamene e testi a stampa saranno protagonisti del percorso espositivo “L’archivio e la città. Tesori dell’Archivio Capitolare di Pistoia”, a cura di Sonia Chiodo, Giovanna Frosini e Stefano Zamponi (Battistero di San Giovanni in Corte, 23 settembre-10 dicembre), che accoglierà i testi più diversi: registri medievali, codici manoscritti dei canonici, una raccolta di testi musicali che vanno dal XVI al XX secolo e documenti pontifici.

Anche i festival legheranno la loro programmazione al tema della Capitale della Cultura.
Dal 6 al 9 aprile si terrà la quinta edizione di Leggere la città, evento annuale dedicato alla città e alle città. Alle piccole e medie città d’Europa, nelle quali si manifestano i processi più significativi della contemporaneità. L’edizione 2017 sarà aperta da una lezione dell’antropologo Marc Augé e sarà dedicata al tema “Cultura è comunità”.
Il filo rosso dell’ottava edizione del festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, in programma dal 26 al 28 maggio, sarà invece “La cultura ci rende umani. Movimenti, diversità e scambi”. Ideato e diretto da Giulia Cogoli, proporrà come sempre incontri, letture e conferenze per un pubblico intergenerazionale, interessato all’approfondimento e alla ricerca di nuovi strumenti e stimoli per comprendere la realtà di oggi.

La trentottesima edizione di Pistoia Blues, uno dei più longevi festival musicali italiani, attesa a giugno e luglio, amplierà nel corso dell’anno il suo cartellone per la Capitale della Cultura. Un appuntamento eccezionale sarà quello del 23 febbraio al Teatro Manzoni con il concerto in anteprima nazionale di John Mayall, uno dei padri del blues europeo. Seguiranno altri eventi in attesa della manifestazione estiva, il cui programma sarà declinato in cinque filoni: contemporaneità e contaminazione; i legami con la tradizione; le esclusive; le nuove generazioni; la didattica.

La musica sarà protagonista di quest’anno speciale in più occasioni.
La Fondazione Promusica – Ente strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, nato nel 1955 per diffondere la cultura musicale e promotore dell’Orchestra Leonore, formata da musicisti provenienti da prestigiosi contesti internazionali – ha in calendario dieci concerti della Stagione di musica da camera (da gennaio a giugno); i Concerti Brandeburghesi di Bach (marzo); la XIII Stagione Sinfonica Promusica, che si chiuderà il 26 maggio con l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven, a inaugurazione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo.

Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino, nel suo ottantesimo anniversario, renderà omaggio a Pistoia, uscendo per la prima volta dai confini fiorentini, con la messa in scena dell’Idomeneo di Mozart al Teatro Manzoni (26 e 30 aprile, 3 e 6 maggio). Il 5 luglio in Piazza del Duomo l’Orchestra e il Coro del Maggio si esibiranno nella Sinfonia n.2 in Do minore “Resurrezione” di Mahler.

Anche il teatro avrà un ruolo importante nell’anno di Pistoia Capitale.
L’Associazione Teatrale Pistoiese, da due anni Centro di Produzione riconosciuto dal MiBACT, animerà la città con vari progetti, tra cui: Pistoia Teatro Festival (19-25 giugno) con ospiti di fama internazionale, come il coreografo Virgilio Sieni con un progetto ispirato alle opere di misericordia illustrate nel Fregio Robbiano o il regista Federico Tiezzi con il suo nuovo lavoro da Schnitzler; Progetto T, dedicato alla ferrovia Porrettana, coinvolge il gruppo teatrale Gli Omini, che a dicembre realizzerà un vagone-teatro adattato a spazio scenico: da Pistoia “città dei treni” potrà partire quindi l’idea di un teatro viaggiante. Il cartellone del Teatro Manzoni proporrà la migliore drammaturgia classica riletta alla luce della contemporaneità, come lo spettacolo Odissea A/R di Emma Dante.
Una realtà pistoiese di respiro internazionale è il Funaro, che coniuga il capillare lavoro sul territorio cittadino alle migliori esperienze internazionali dello spettacolo dal vivo. Negli anni ha coinvolto artisti del calibro di Pina Bausch, Sonia Bergamasco, Alessandro Bergonzoni, Peter Brook e Natasha Parry, Dario Fo, Vittorio Gassman, Fabrizio Gifuni. Tra i progetti del 2017, il ritorno in residenza di Daniel Pennac per lo sviluppo di Un amore esemplare; in prima assoluta per l’Italia Terre Noire, dal testo di Stefano Massini, per la regia di Irina Brook; A Fury Tale di Cristiana Morganti, volto noto del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

Pistoia, riconosciuta dall’Unicef “città amica delle bambine e dei bambini”, rivolge da sempre grande attenzione al diritto all’educazione dei più piccoli, visti non come cittadini di domani, ma come cittadini di oggi. Forte è il ruolo dei Servizi Educativi, eccellenza italiana nel settore della pedagogia, nel programma di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, con progetti di inclusione sociale per promuovere la partecipazione dei genitori e dell’intera comunità al progetto educativo rivolto ai più piccoli, perché la città, in tutte le sue espressioni, sia davvero a misura di bambino. Tra le principali iniziative, il convegno “La cultura dell’infanzia come risorsa della città” (Teatro Bolognini, 31 marzo e 1 aprile) e la mostra “La città letta con lo sguardo dei bambini” (più sedi espositive in città, con inaugurazione il 31 marzo).

Infanzia e città: il futuro ti passa accanto è un progetto dell’Associazione Teatrale Pistoiese alla sua quinta edizione, incentrato sul rapporto tra infanzia e spazi pubblici della città, che unisce teatro, danza, musica, cinema e illustrazione. Nel 2017 sarà dedicato a “Pinocchio e i suoi amici” e si terrà da settembre a ottobre.

La provincia di Pistoia è il cuore del vivaismo italiano, nato un secolo e mezzo fa negli orti dentro le mura per produrre le piante da frutto necessarie a soddisfare il crescente bisogno della città. Oggi la provincia di Pistoia è leader in Europa: si tratta di un territorio unico, in cui si possono trovare piante tipiche di tutte le zone del mondo. L’attività vivaistica ornamentale è concentrata nella Valle dell’Ombrone pistoiese e interessa oltre 5.200 ettari, 1.500 aziende e oltre 5.500 addetti diretti. Il titolo di Pistoia Capitale Italiana della Cultura è un’occasione per mostrare l’importanza della realtà produttiva e creativa del comparto vivaistico pistoiese. Momento chiave per esplorare questo territorio sarà la manifestazione Vestire il paesaggio (11-17 giugno), la cui quarta edizione coinvolgerà gli spazi verdi della città come luoghi di confronto e discussione. A due giornate di convegno se ne affiancheranno altrettante da vivere direttamente nei vivai, che apriranno le porte e mostreranno le loro rarità e i loro segreti produttivi. In programma inoltre itinerari nei parchi, giardini e chiostri della città, una “Biciclettata verde” e un omaggio al contrabbassista pistoiese di fama internazionale Franco Petracchi.
Il territorio pistoiese ha un’altra caratteristica: è stato disegnato dall’acqua. A questo elemento sarà dedicata la mostra “Disegni d’Acqua. Acque e trasformazioni del territorio” (giugno-dicembre): un percorso espositivo che evocherà con strumenti multimediali i tratti salienti delle trasformazioni del territorio nelle diverse epoche storiche.

Durante l’anno Pistoia offrirà occasioni di confronto e di conoscenza in diversi ambiti disciplinari, approfondimenti (dall’architettura e l’urbanistica alla filosofia, dalla scienza al turismo, dall’antropologia alla sociologia, dalla scienza politica alle scienze della terra e all’ingegneria) organizzati in collaborazione con enti pubblici e privati, con ordini professionali, case editrici, istituti universitari.
Per tutto il 2017, inoltre, la città sarà animata da fiere e rassegne dedicate all’antiquariato, all’enogastronomia e alla valorizzazione dei sapori e prodotti locali e accoglierà nel suo calendario anche gli appuntamenti culturali dei comuni della provincia.
Al di fuori delle tre cerchie murarie, il territorio offre allo sguardo magnifici scenari: dalle montagne degli Appennini con le stazioni sciistiche, la riserva naturale dell’Acquerino, l’osservatorio astronomico di San Marcello e i percorsi immersi nel verde, alle colline del Montalbano, con i loro pregiati prodotti tipici, fino alla straordinaria riserva naturale del Padule di Fucecchio; dal sistema termale e alberghiero di Montecatini e della Valdinievole, fino alla casa di Pinocchio a Collodi.

Il comitato promotore di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017 è costituito dalla Regione Toscana, dal Comune di Pistoia, dalla Provincia di Pistoia, dalla Diocesi di Pistoia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pistoia e dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia.

Info: www.pistoia17.it

Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria

Dal 15 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017, l’Istituto centrale per la grafica ospita la mostra Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria, a cura di Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli, con oltre 100 lavori realizzati da alcuni dei maggiori fotografi italiani contemporanei che hanno documentato il paesaggio attraversato dall’A3 Salerno – Reggio Calabria.

Verso il Mediterraneo
Verso il Mediterraneo

Il sottotitolo della mostra prende ispirazione dalla celebre ricerca di Gabriele Basilico e Stefano Boeri ‘Sezioni del paesaggio italiano’, pubblicata nel 1997 per un atlante eclettico sui mutamenti del territorio nazionale.

La mostra è promossa da Anas SpA in collaborazione con l’Istituto centrale per la grafica e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nell’ambito del progetto OIGO – Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere.

Undici gli autori coinvolti, Andrea Botto, Gaia Cambiaggi, Martin Errichielloe Filippo Menichetti, Marco Introini, Allegra Martin, Maurizio Montagna, Armando Perna, Filippo Romano, Marcello Ruvidotti, Francesco Stelitano, Giulia Ticozzi, che hanno esplorato tre regioni – Campania, Basilicata e Calabria – e rintracciato un patrimonio culturale materiale e immateriale visibile in mostra come un “viaggio nel viaggio” che inizia a Salerno e termina a Reggio Calabria. Sono narrate realtà diverse, attraverso i focus che ogni autore ha individuato con singoli percorsi, visitando le infrastrutture, osservando il paesaggio, facendo emergere attraverso l’ascolto dei linguaggi delle tre regioni, i conflitti e le contraddizioni del territorio indagato.

La documentazione va dalla dismissione delle vecchie infrastrutture alla naturalizzazione e il ripristino ambientale; dalle storie di vita di uomini e donne coinvolti direttamente o indirettamente dai lavori dell’infrastruttura alla presentazione di opere collegate all’autostrada, come il Porto di Gioia Tauro; fino alle immagini di paesaggio fisico e culturale alla scoperta di un Meridione inedito, a volte intrinsecamente legato alle origini dei singoli autori.
Ne emerge un racconto antropologico in cui la monumentalità delle grandi opere diviene veicolo per sondare da una parte la trasformazione e l’emancipazione del panorama culturale delle regioni che attraversa, dall’altra l’integrazione e la valorizzazione dell’architettura paesaggistica.

A fare da contrappunto a questo racconto sul presente è una sezione dedicata a tre maestri della fotografia italiana con opere provenienti dalla Collezione di Fotografia del MAXXI Architettura e in particolare dal progetto di committenza Atlante Italiano 03. Sono gli scatti di Gabriele Basilico e Olivo Barbieri che descrivono lo stretto di Messina, ancora oggi di estrema attualità, e quelle di Mario Cresci che centra il suo lavoro sulla SS 106 Jonica, importante collegamento tra Reggio Calabria a Taranto, illustrata anni dopo anche dal fotografo Filippo Romano.

Sono parte integrante del percorso espositivo i disegni e le immagini provenienti dall’archivio Anas, esposto per la prima volta al pubblico: progetti, planimetrie e soprattutto fotografie degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, alcune realizzate dallo Studio Fotografico Vasari, che testimoniano i lavori infrastrutturali di un’epoca e del periodo che precede la costruzione dell’A3.

La mostra Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria è accompagnata da una pubblicazione edita da Planar Books con i testi dei curatori e di Stefano Boeri e Joseph Grima.

Il progetto allestitivo è dello studio di architettura 2A+P/A di Roma (Gianfranco Bombaci e Matteo Costanzo)

Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria – A cura di: Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli
Promosso da: Anas
In collaborazione con: ICG – Istituto centrale per la grafica e MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Con il supporto di: Contship Italia Group, Willis Towers Watson, Planar
Nell’ambito del progetto: OIGO Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere
Progetto di allestimento: 2A+P/A

www.versoilmediterraneo.it
#VersoIlMediterraneo
Info pubblico
Istituto centrale per la grafica
Roma, Palazzo Poli, via Poli 54 (Fontana di Trevi)
Orari: martedì – domenica, dalle ore 14.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
Ingresso libero

Libro “visionario” delle ore

Venerdì 9 dicembre alle ore 17.30 presso la Galleria ZetaEffe Arte Contemporanea di Firenze, incontro con l’artista Ottavio Troiano e il suo Libro “visionario” delle ore.

troianoSe il vecchio e familiare libro delle ore era un pozzo inesausto di devozione e di mantra evocativi – l’angelo custode, i supplizi dei santi, le stimmate sui corpi e sulla sindone dell’uomo-dio crocifisso -, rivisitato oggi dal tocco visionario di Ottavio Troiano che sovrappone al testo tedesco in caratteri gotici i suoi pensieri, minia le pagine rimaste vuote, “intonaca” le immagini precedenti con cera e colori a encausto, diventa questo stesso libro una miniera di epifanie e di miti della Magna Grecia, di danzatori daunî su fondi vascolari rossi e neri, di silhouettes che ascendono il pentagramma dei Salmi, di sagome di burqa imprigionate in campiture dorate, di membra e corpi deformi imbrigliati nell’acme della torsione. Diventa alla fine questo libro: un’intima, sincera e allucinata autobiografia. – Ivan Teobaldelli

BIOGRAFIA

OTTAVIO TROIANO nasce a Manfredonia, in Puglia, nel 1947 e dagli anni Settanta vive e lavora a Firenze. Pittore, scenografo, costumista, autore di installazioni, ha lavorato per alcune istituzioni pubbliche ed esposto sia in Italia che all’estero.

La sua opera si configura da sempre come indagine su un passato storico legato ai luoghi di origine (la terra garganica) e come assiduo confronto con la contemporaneità intesa in senso multidisciplinare. Da ciò scaturisce la passione per il mondo della musica e della danza; a quest’ultimo Troiano ha dedicato una parte cospicua della propria ricerca, tuttora in fase di evoluzione.

Gli ultimi lavori hanno preso in esame antichi libri su cui l’autore ha inteso imprimere una traccia personale elaborandone le pagine con segni grafico-pittorici, quasi un anomalo palinsesto restitutivo.
Attualmente vive e lavora tra Firenze e Berlino.

www.ottaviotroiano.com
ottavio.troiano@tiscali.it

Giorno dopo giorno

Domenica 11 dicembre alle ore 19,00 negli spazi espositivi della Calandra Arte Contemporanea (Corso Umberto I, 38/A) sarà inaugurata la bipersonale “Giorno dopo giorno” di Tamara Marino e Simon Troger, a cura di Andrea Strano.

in-cubus_dsc_8827-1024x1024La mostra, aperta fino all’8 gennaio (visite: da martedì al sabato, ore 10,00-12,00 e 17,00-19,00; lunedì solo di pomeriggio), propone installazioni relative ai progetti “My name in the world” della Marino e “inCubus” di Troger.

Tamara Marino, ragusana, dopo gli studi all’Istituto d’Arte “Salvatore Fiume” di Comiso e all’Accademia di Belle Arti di Catania, ha conseguito la specializzazione in Scultura a Carrara lavorando al contempo in uno studio di artisti. Nelle sue opere, contamina le tecniche del disegno e della scultura con i nuovi linguaggi performativi, fotografici e musicali, su un piano sperimentale e sensoriale.

Il progetto “My name in the world” è nato nel 2012, quando l’artista ha contattato attraverso i social networks e riunito in un gruppo virtuale i propri omonimi (diciotto donne e un uomo) da tutto il mondo. Da questo flusso di immagini e informazioni sono nati dei ritratti di volti in terracotta bianca e schede personali. “Questo progetto – spiega l’artista – nasce dal bisogno di rapportarsi con gli altri e trovare un confronto e un punto di riflessione. Chi sono? È una delle prime domande che ci poniamo durante la nostra vita, che ha a che fare con la nostra esistenza. […] Il nostro nome è intriso di tutta la nostra vita fin da quando eravamo bambini, inclusa quella interiore. Dentro un nome ci identifichiamo. […] Ogni persona chiama col proprio nome quel baule di emozioni, persone, ricordi, passioni, lavoro, cultura che le appartengono. Alla domanda ‘Chi sono?’ si trova un altro significato. Se fossi nata uomo, in un Paese come l’Argentina, e avessi avuto tre sorelle e … Le nostre vite e il nostro modo di pensare dipendono da una moltitudine di fattori. Spiare le vite degli altri dà maggiore oggettività al fatto che siamo unici pur non essendolo”.

Simon Troger, originario della provincia di Bolzano, ma ragusano di adozione, si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, specializzandosi nella Scultura. Ha partecipato a simposi di scultura monumentale in Germania, Austria, Italia aggiudicandosi premi e riconoscimenti. Nel 2012 ha fondato Glurns Art Point, un gruppo di Arte contemporanea composto da giovani artisti. Allo stesso anno risale la collaborazione artistica con Tamara Marino. La sua ricerca si sviluppa sull’analisi del rapporto tra uomo e ambiente, idea e concretezza, utopia e distopia.

“InCubus”, in particolare, analizza criticamente il modo di vivere la vita dell’uomo occidentalizzato: un robot umano auto-programmato a eseguire ordini impartiti da falsi miti veicolati da slogan e immagini seducenti. Tutto si traduce in tecnologia e codici alfanumerici, ed è così che l’uomo di conseguenza organizza pensieri e azioni. Le sue installazioni – cubi seriali formati da gabbie reticolari di legno che includono gli “uomini perfetti” in legno combusto – esprimono il duplice significato di cubo-gabbia e di incubo. Esse, spiega, “parlano del mondo effimero, in cui la corsa verso il grado di perfezione ideale raggiunge un livello di autodistruzione inconsapevole, dove volere e avere costituiscono i piani verticali e orizzontali di una gabbia insormontabile e in crescita esponenziale”.

Info e contatti
La Calandra Arte contemporanea
Corso Umberto I 38/A, Ispica (RG)
cell. 329 725 5089
mail: info@lacalandra.com
web: http://www.lacalandra.com/

Lo zoo delle meraviglie

Parte oggi con #dicembrealmuseo “Lo zoo delle meraviglie” la nuova campagna social promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: un viaggio nell’arte attraverso i secoli che, per questo mese, propone una galleria variegata delle immagini di animali provenienti dalle più belle collezioni dei musei statali.

DOPO IL DILUVIO UNIVERSALE
DOPO IL DILUVIO UNIVERSALE

Tra i protagonisti delle locandine digitali di questo mese i Bachi da Setola di Pino Pascali della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Taccuino con Farfalle di Andreas M. Andersen, custodito al Museo Hendrik Christian Andersen, il vaso di Libagione a Testa di Mulo del Museo Archeologico Nazionale di Taranto della fine del V secolo, il dipinto Gli animali in Giardino di David de Coninck in mostra al Museo di Palazzo Reale a Genova, La Madonna con il bambino e agnellino di un leonardesco esposta alla Pinacoteca di Brera, a Milano, e ancora il gattopardo del Gabinetto alla ‘China’ nella Villa della Regina a Torino, il vaso in faience a forma di porcospino del Museo Nazionale Cerite a Cerveteri insieme all’ippopotamo di Valeriano Trubbiani , conservato al Museo tattile Statale Omero di Ancona.

Anche per questo mese l’invito rivolto ai visitatori è quello di una vera e propria caccia al tesoro digitale nei musei italiani, muniti di smartphone o macchina fotografica, alla ricerca di figure di animali in dipinti, sculture, vasi figurati, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate.

Tutti possono condividere le proprie foto con gli hashtag #dicembrealmuseo e #zoodellemeraviglie e invadere i social con opere da tutta Italia, seguendo un filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani. Per questo mese c’è grande attesa di presenze e partecipazioni, anche in occasione delle feste natalizie e per l’appuntamento con la domenica al museo che si rinnova anche il prossimo 4 dicembre. La campagna è promossa su tutti i social network del Mibact, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani, nato lo scorso agosto, in occasione delle Olimpiadi di Rio, per rilanciare le opere del patrimonio culturale italiano dedicate allo sport.

Tutte le locandine della campagna di #dicembrealmuseo su: http://www.beniculturali.it/dicembrealmuseo

Roma, 1 dicembre 2016
Ufficio Stampa MiBACT