L’incanto della luce

Domani alle Gallerie d’Italia a Milano prende il via il ciclo di conferenze “L’incanto della luce” dedicato a Bellotto e Canaletto: primo ospite è il filosofo Carlo Sini con ‘Dipingere vedute mentre attorno il mondo cambia‘.

Le vedute di Bellotto e Canaletto, apparentemente così quiete, nascondono un mondo che, dietro le quinte, sta vivendo uno sconvolgimento senza pari: è il Settecento dell’Illuminismo che porta dritto alla Rivoluzione francese, rievocato nelle riflessioni del filosofo Carlo Sini.

lincantodellaluceconferenzeL’esposizione “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce” ( mostra a cura di Bożena Anna Kowalczyk ) guida il visitatore attraverso le opere dei maestri indiscussi del vedutismo tra il XVII e il XVIII secolo. Una fortuna, quella di Bellotto e Canaletto, riconosciuta in Italia e all’estero, che procede di pari passo con l’inizio del Secolo dei Lumi.

La mostra è quindi il punto di partenza per raccontare più diffusamente di un clima culturale, di una temperie artistica e di luoghi geografici suggestivi, temi al centro del ciclo di conversazioni curato dallo scrittore Andrea Kerbaker, che avrà per protagonisti artisti di prim’ordine nel panorama internazionale, esperti d’arte, di cinema e di politiche culturali nazionali ed europee.

Informazioni e prenotazioni:
Attività gratuita fino ad esaurimento posti
Prenotazione consigliata al numero 800.167619 o scrivendo a info@gallerieditalia.com

Immagine in evidenza:
Bernardo Bellotto, Piazza San Marco verso sud-ovest, Venezia (particolare), 1742-1743
The Cleveland Museum of Art, Leonard C. Hanna, Jr. Fund (1962.169)
© The Cleveland Museum of Art

Titina Maselli

maselli_titElegante e cosmopolita, Titina Maselli (Roma, 1924 – 2005) è tra le pittrici italiane più originali del Novecento. A lei la Fondazione Querini Stampalia dedica l‘antologica: Titina Maselli, a cura di Chiara Bertola, con il supporto della Galleria Massimo Minini di Brescia, dal 03 Dicembre 2016 al 05 Marzo 2017

La sua è un’arte controcorrente. Rifiuta scelte di comodo, non asseconda la moda del momento e i dettami del mercato: non ha una galleria di riferimento. Esprime una personalità fuori dal comune, tanto che il ‘personaggio Titina’ oscura la sua raffinata produzione, rimasta sconosciuta per molto tempo al grande pubblico e quasi ignorata dalla critica.

Spirito libero, Titina è un‘artista non incasellabile. A chi le chiedeva che cosa fosse l’arte, rispondeva: «L’unica giustificazione».

La mostra ne ricostruisce la poetica attraverso una trentina di opere, che ripercorrono temi e modi del suo personalissimo linguaggio. Così Titina: «Un quadro non è un libro, un quadro appare in un istante, si vede in un attimo…Vorrei che i miei quadri fossero chiari come quelle scene che Chaplin ripete decine di volte, per accertarsi di essere capito… Cerco sempre di rendere le cose nel modo più chiaro e più iperbolico possibile… di cogliere la realtà, tanta realtà in una cosa sola. In un solo momento».

Titina Maselli
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Venezia – dal 2 dicembre 2016 al 5 marzo 2017
Campo Santa Maria Formosa 5252 (30122)
+39 0412711411 , +39 0412711445 (fax)
fondazione@querinistampalia.org

www.querinistampalia.it

Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione

Palazzo Madama presenta dal 2 dicembre 2016 al 6 marzo 2017 ‘Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione‘, una mostra che celebra, il grande collezionista e mecenate piemontese che, dopo una brillante carriera diplomatica, fu dal 1879 al 1890 direttore del Museo Civico di Torino.

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collezione_d-azeglio

Curata da Cristina Maritano, conservatore per le arti decorative di Palazzo Madama, la mostra si concentra sulla grande passione collezionistica di Vittorio Emanuele Taparelli d’Azeglio, le cui preziose raccolte di ceramiche e di vetri dorati, graffiti e dipinti, conservate a Palazzo Madama, costituiscono oggi una collezione unica al mondo, per qualità e numero di pezzi.

La mostra si dipana su tutti i piani del museo attraverso un percorso ‘distribuito’ segnalato al pubblico da un’apposita grafica. Al piano nobile, Gabinetto Cinese, Piccola Guardaroba e Camera Nuova ospitano un approfondimento sulla vita di Emanuele d’Azeglio e dei suoi interessi collezionistici.

Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione
dal 2 dicembre 2016 al 6 marzo 201
Palazzo Madama
Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello
10122 Torino

Contratto di sviluppo per i beni culturali e il turismo nelle isole italiane e del Mediterraneo

compendio_garibaldinoIl Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini il 30 Novembre alle ore 12 presso il Compendio Garibaldino di Caprera sottoscriverà il “Contratto di sviluppo per i beni culturali e il turismo nelle isole italiane e del Mediterraneo” insieme all’ ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori e alle Regioni Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Toscana, Sardegna, Sicilia.

Obiettivo del “patto” è quello di creare una programmazione integrata tra Comuni, Regioni e Stato sui temi della cultura, del turismo e dello sviluppo sostenibile per trasformare l’insularità da debolezza a punto di forza.

 

UFFICIO STAMPA MIBACT
28 novembre 2016

Premio O.R.A.

Vuoi dare una svolta alla tua carriera di artista? Vuoi entrare in contatto con 14 gallerie e 5 curatori? Il Premio ORA è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri, senza limiti di età, pensiero, e tecnica.

premio_oraLa giuria del Premio ORA è composta da 14 gallerie selezionate e professionali realmente interessate a esporre nuovi artisti nei propri spazi. Ognuna delle 14 gallerie in giuria, disseminate nelle principali città italiane, sceglierà l’artista per cui ha più interesse e gli offrirà una mostra personale, preludio per una collaborazione lavorativa duratura. Infatti, molti degli artisti che hanno vinto il premio O.R.A. nelle scorse edizioni, ora lavorano stabilmente con le gallerie che li hanno premiati.

Le iscrizioni sono aperte su www.premio-ora.it . Compila il form di iscrizione e inizia subito a caricare il tuo portfolio e approfittare delle opportunità di O.R.A. : Hai tempo per iscriverti fino alla mezzanotte del 10 marzo 2017

Copyright © PREMIO O.R.A., Associazione culturale Radar todos los derechos reservados
info@premio-ora.it – Associazione culturale Radar, via Bortolazzi, 57 – 30027 San Donà di Piave (VE)

Arte in … Roma

rossocinabro_arte_in_romaNel periodo natalizio, Artexpertise promuove una nuova edizione di “ Arte in…” , rassegna d’arte che viene sempre proposta in luoghi di particolare rilievo storico, architettonico, culturale e artistico. Presentando alcune delle tendenze artistiche più avanguardiste in contesti storici, come in questo caso la città di Roma, generando suggestivi giochi di contrasto.

Artisti partecipanti: Matteo Arzenton, Ornella Balbo, Lynn England, Lubov Fridman, Stefania Gallina, Alice Gasco, Omar Ahmed Haj, Emanuela Lanza, Agostina Lisi, Barbara Mapelli, Fara Mas, Andrea Mottura, Paola Paleari, Devis Ponzellini, Carmen Cecilia Rusu, Maria Teresa Sabatiello, Leyla Salm, Leonardo Terenzi, Derya Yilmaz.

a cura di Artexpertise

Arte in … Roma
5 – 12 dicembre 2016
opening lunedì 5 dicembre ore 11:00
visitabile dalle ore 11:00 alle 19:00

incontro con gli artisti sabato 10 dicembre ore 17:30

Rosso Cinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
info 06 60658125 – 342 0739665
rossocinabro.com
artexpertisefirenze.com

Un’installazione interattiva illumina l’inverno al LAC di Lugano

Da Montreal, passando per Londra, dal 3 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 arriva al LAC di Lugano “Impulse”: un’installazione interattiva formata da quindici altalene luminose e sonore di grandi dimensioni che trasformano la Piazza Bernardino Luini in un grande spazio ludico. Tutto il pubblico è invitato a immergersi in un gioco di luci e suoni attraverso un’esperienza creativa e divertente.

impulseImpulse”, presentata e premiata in occasione della sesta edizione del Festival “Luminothérapie” (2015) organizzato dal Partenariat Quartier des Spectacles di Montreal, è un’opera di grande impatto scenico che invita pubblico, passanti e famiglie a vivere un’esperienza originale e creativa, a giocare, a trascorrere le giornate invernali all’aria aperta rituffandosi nelle sensazioni della propria infanzia.

Le altalene, di dimensioni variabili tra i cinque e i sette metri, possono accogliere più persone. Una volta in movimento, la loro luce varia d’intensità secondo l’inclinazione ed emettono una sequenza di suoni armoniosi composti per il progetto dall’artista canadese Mitchell Akiyama. Giocando con le differenti tonalità di luce e suono, il pubblico diventa così protagonista dell’installazione stessa nel cuore della piazza del LAC da inizio dicembre e per tutto il periodo delle festività.

Programma:

ore 16.00
Incontro con la stampa – Convento della Chiesa degli Angioli
Presenteranno la nuova installazione:
Michel Gagnon, direttore generale del LAC
Pierre Fortin, direttore generale del Partenariat du Quartier des Spectacles, Montreal

ore 17.00
“Impulse” si illumina – Piazza Bernardino Luini
Il pubblico e le famiglie potranno immergersi in un gioco di luci e suoni.

L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro.

con-fine edizioni annuncia l’uscita del nuovo libro “L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, in diffusione dal 18 ottobre 2016 nell’ambito delle iniziative organizzate per i 90 anni del grande maestro della scultura italiana.

copertinafronte_ingressolabirinto2016Il volume nasce dall’idea di documentare per la prima volta in maniera esaustiva la sua monumentale opera ambientale “Ingresso nel labirinto (1995-2011)”. Non una monografia in senso tradizionale ma piuttosto un libro “fresco” e agile, dove le immagini e le parole si fondono in una narrazione originale, accattivante e non accademica.

La prefazione di Aurora Donzelli (Professore associato di antropologia linguistica al Sarah Lawrence College di New York) introduce dal punto di vista storico-antropologico al labirinto, “luogo dove perdersi e dove, forse, ritrovarsi, (i cui) reticoli, siano essi grovigli caotici e contorti o giochi di incastri geometrici, mirano a creare uno spaesamento, al tempo stesso inquietante e salvifico”. L’interconnessione di spazio e tempo, dimensione costitutiva del labirinto, nell’opera di Pomodoro si traduce in proliferazione di piani temporali capaci di dilatare e trasformare la fisicità dello spazio stesso.

Presentandosi come un testo multidimensionale e poliedrico, l’opera alimenta l’immaginazione e Gino Fienga (editore e curatore) esprime la sua interpretazione con un vero e proprio racconto visionario: tutto si svolge in una notte in cui il protagonista intraprende il suo viaggio “verso la montagna dei cedri”, ovvero verso se stesso, attraverso la mente labirintica dell’artista (forse un po’ la sua). In questo percorso è accompagnato dalla voce-guida di Ulrica, misteriosa figura di borgesiana memoria che, quasi in un dialogo continuo fra cuore e mente, cerca di far comprendere al viaggiatore gli ambienti che incontra in una notte piena di arcane atmosfere e magiche alchimie.

A Federico Giani (Curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro) il compito di raccontare la storia dell’opera nell’arco di sedici anni; un work in progress in cui le esperienze dell’artista si sedimentano eppure alimentano riflessioni in divenire e trasformazioni. Una “grande costruzione arcaizzante” dice Pomodoro che, da sempre affascinato dai segni primordiali degli Ittiti e dei Sumeri, ha voluto dedicare questo lavoro a Gilgamesh, il primo (2000 a.C. circa) grande testo poetico e allegorico sull’esperienza umana.

Ingresso nel labirinto viene documentato da Giani nelle sue tappe evolutive con citazioni del maestro e dei critici e storici dell’arte che lo hanno accompagnato, a partire dalla prima presentazione del 1995 alla Galleria Marconi di Milano, alla mostra “La culla di Babilonia”, poi a “Sculture per San Leo e Cagliostro” del 1997, nel Palazzo Mediceo di San Leo, fino alla collocazione negli spazi milanesi dell’ex Riva-Calzoni in via Solari 35, il capannone industriale che Pomodoro utilizza prima come laboratorio per la realizzazione della spirale Novecento destinata all’EUR di Roma, e poi dal 2005 al 2011 come sede espositiva della Fondazione. Qui la creazione assume la sua forma definitiva e viene inaugurata il 22 novembre 2011.

L’opera è tuttora visitabile su appuntamento
(info e prenotazioni: didattica@fondazionearnaldopomodoro.it).

 

con-fine edizioni è una casa editrice “di arte e cultura” che fonda le sue basi sulla serietà e sulla qualità delle pubblicazioni, sulla coerenza del progetto editoriale e sul consolidamento di un’immagine riconoscibile e apprezzabile sul piano ideologico e culturale.
La dimensione di contenuto, insieme all’attenzione estetica sono quindi gli elementi qualificanti delle proposte editoriali che si muovono dall’Arte Contemporanea alla Storia, dalla Poesia alla Narrativa, sempre alla ricerca di proposte uniche ed originali che rendano ogni libro un piccolo e prezioso oggetto da desiderare e custodire.

L’INGRESSO NEL LABIRINTO di Arnaldo Pomodoro
con-fine edizioni
Pubblicazione 18 ottobre 2016
ISBN 978-88-96427-76-7
Prefazione Aurora Donzelli
Autori Gino Fienga, Federico Giani
Pagg. 96 / immagini colori
Prezzo € 12
Genere arte contemporanea
Italiano
#ingressolabirinto

Un osservatorio sulla creatività contemporanea

Sharing Gallery è un osservatorio sulla creatività contemporanea. E’ uno spazio virtuale in cui condividere l’arte, parlare d’arte, raccontare l’arte.

Sharing Gallery
Sharing Gallery

La piattaforma presenta una selezione di gallerie e opere in linea con un’idea di valorizzazione dell’arte cosiddetta emergente. Dove emergente non è necessariamente assimilabile a “giovane”, ma fa riferimento a quel mondo dell’arte che non ha accesso a canali e circuiti preferenziali.
Un’arte sommersa, avulsa dal mainstream .

Sharing Gallery è un progetto con un’identità precisa: un network di gallerie, una vetrina di opere che presentano una filosofia condivisa.

Tra gli obiettivi prioritari della piattaforma, supportare l’attività di comunicazione e promozione delle gallerie, nonché contribuire a incrementare la visibilità degli artisti su di essa pubblicati.

www.sharing.gallery
Per aderire al network: info@sharing.gallery

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Rilevamenti # 1

Dopo il significativo evento dedicato all’opera di Nicola Carrino, uno dei protagonisti di spicco dello storico Gruppo Uno di Roma, venerdì 9 dicembre 2016, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 20,00, è in programma presso il CAMUSAC l’apertura della mostra “Rilevamenti # 1”, ideata e progettata da Bruno Corà in collaborazione con Daniela Bigi, Tommaso Evangelista, Aldo Iori, Federico Sardella e Marco Tonelli che hanno individuato, ognuno con proprie indicazioni critiche, i primi cinque nuclei di artisti invitati in questa rassegna.

rilevamenti_L’evento “Rilevamenti # 1” si configura pertanto come il primo di una vasta ricognizione critica a respiro italiano, rivolto a segnalare artisti emergenti o di cui si vanno definendo le cifre linguistiche distintive che li impongono sulla scena artistica nella seconda decade di questo inizio di millennio.

L’iniziativa ha parimenti la volontà di sottolineare le personalità critiche che negli ultimi anni si sono rivelate e impegnate con maggiore determinazione mediante una produzione curatoriale, saggistica e di ricerca che ha indotto la direzione del Museo a considerarne gli esiti con motivato interesse.

Gli artisti invitati a “Rilevamenti # 1” sono: Gianfranco Maranto, Campostabile, Genuardi/Ruta, Davide Mineo (a cura di Daniela Bigi), Riccardo Ajossa, Alessio Ancillai, Michele Giangrande, Roberto Pugliese (a cura di Tommaso Evangelista), Luca Pozzi, Michele Guido, Giovanni Termini, Michele Ciribifera (a cura di Aldo Iori), Claudio Citterio, Yari Miele, Maria Elisabetta Novello, Antonella Zazzera (a cura di Federico Sardella), Jacopo Cardillo, Nebojsa Bogdanovic, Chiara Sorgato, Marco Ulivieri (a cura di Marco Tonelli).

La mostra annovera 2 opere per ogni artista, per un totale di 40 lavori. Ogni curatore ha provveduto alla scelta delle opere insieme alla stesura di un breve profilo critico che insieme a una sintetica bio-bibliografia comparirà nel catalogo previsto per l’evento, comprensivo di testi critici introduttivi e immagini delle opere per i tipi della casa editrice Magonza di Arezzo.

Nel corso dell’apertura della mostra saranno previste conferenze e tavole rotonde che forniranno spunti di osservazione e riflessione sul nuovo panorama artistico di cui “Rilevamenti # 1” intende essere espressione.

Per ulteriori informazione sulla mostra o sulla logistica inerente l’iniziativa rivolgersi al n. +39 335 52 59 956 – o per mail all’indirizzo info@camusac.com

Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte

Ancora code e ancora Petruzzelli pieno fino all’ultimo posto per la rassegna ‘La Storia nell’Arte‘ degli editori Laterza che oggi ha portato in teatro la lezione di storia di Franco Cardini che ha parlato di ‘Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte‘.

castel-monte“Una reggia, un monumento celebrativo, un luogo di culto? La forma di Castel del Monte – è la lezione di Cardini – è strettamente legata alle idee di chi l’ha voluto, Federico II: imperatore cristiano, illuminista ante litteram, tiranno politico e legislatore egualitario, cultore delle scienze ed esoterista”.

Petruzzelli_code

Le lezioni di storia al Petruzzelli di Bari stanno riscuotendo un enorme successo con lunghe code la domenica mattina per assicurarsi i posti migliori in teatro. La rassegna continua fino al 18 dicembre. I grandi scenari storici, le trasformazioni sociali e religiose, i protagonisti dei movimenti culturali e politici vengono riletti attraverso l’interpretazione che 6 grandi storici propongono di 6 opere d’arte.

(da Ansa)

VISIONI ONIRICHE DI SUSY MANZO

Visioni oniriche in chiave fiabesca – Testo a cura di Dora Marchese

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, scriveva Shakespeare nella Tempesta.

il-navigar-me-dolce-in-questo-pratoE da questa sostanza, sfuggente e misteriosa, paiono essere originati i delicati e seducenti lavori di Susy Manzo, artista milanese, maestra nell’arte del paper-cutting, della pittura ad olio e del disegno.

In ‘Storie sospese‘ Susy Manzo ha voluto raccontarci qualcosa di sé, aspetti legati alle parti più profonde del suo vissuto e del suo immaginario. Ha voluto fondere il passato, fatto di esperienze ora gioiose ora tristi, con il presente, intriso di speranze e attese, realizzando delle opere fortemente intimistiche, delle visioni oniriche in chiave fiabesca.
Ironia, gioco e leggerezza sono gli ingredienti principali delle sue Storie ma a ben guardare l’artista ci catapulta anche in un mondo perturbato e perturbante. Lo si capisce avvicinandosi e osservando da vicino i piccoli quadri preziosi di dettagli e simboli significativi.

L’urgenza di comunicazione di Susy si esprime nel rifiuto della bidimensionalità, dunque nella negazione di una condizione d’irrealtà a favore della “verità” della terza dimensione, realizzata attraverso personaggi e oggetti che evadono dalle cornici, si affacciano e si protendono verso lo spettatore creando più livelli di narrazione: l’infrazione della bidimensionalità mira a rendere concreto il fantastico. E così le delicate figure femminili, biancovestite di ricami fatti da chiaroscurali intarsi, sono icone di candore e innocenza ma si muovono in un universo senza spazio e senza tempo, fatto di colori tenui rivivificati solo dal fulvo delle chiome muliebri. In questo universo vige la duplicità, si muovono opposte tensioni. Da una parte vi si accampano alberi e rami che svettano verso l’alto senza soluzione di continuità, senza mai finire, sconfinando dai margini fisici del quadro stesso, emblemi di libertà e voglia d’infinità. Dall’altra, campeggiano lunghe e articolate radici, simili a ragnatele, espressioni del bisogno di realtà e stabilità che però si risolve in utopia: le radici infatti sono aeree, non affondano saldamente nel terreno, fluttuano del vuoto, sono altrettanti inganni di sicurezza e stabilità. E se le radici si diramano nel cielo, i pesci volano nell’aria e i fiori, perduta la loro carnalità e i loro sgargianti colori, sono bianche silhouette, quasi astrazioni. Solo le fragili barchette di carta sembrano garantire che la continua inesausta ricerca è quella che, alla fine, ci tiene davvero legati al mondo e ne rende possibile il viaggio nel suo cuore.

Susy interpreta così le tensioni della vita moderna, raccontando storie che sono quelle di noi tutti, dimidiati tra desideri e fallimenti, tra età adulta e fanciullezza, tra malinconie e sogni: le linee verticali del pensiero s’intersecano con quelle orizzontali della materia.

Le Storie sospese di Susy Manzo emanano una piccola musica, un sussurro che pare scandire le parole del poeta Lucio Piccolo: «Se noi siamo figure/ di specchio che un soffio conduce/ senza spessore né suono/ pure il mondo dintorno/ non è fermo ma scorrevole parete/ dipinte, ingannevole gioco/ equivoco d’ombre e barbagli/ di forme che chiamano/ e negano un senso».