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Torna anche quest’anno SCOPRIR, mostra del cinema iberoamericano di Roma.

Da lunedì 12 a sabato 17 dicembre la Real Academia de España en Roma ospita la quinta edizione della rassegna organizzata dall’Istituto Cervantes di Roma, in collaborazione con la Real Academia de España, la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori – e le ambasciate in Italia di Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù, Portogallo e Uruguay.

13 film in lingua originale con sottotitoli in italiano, in rappresentanza di altrettanti paesi, verranno presentati al festival capitolino che ha come mission la promozione di una tra le cinematografie più dinamiche e audaci al mondo, capace di offrire novità tra le più interessanti in termini di tematiche, tecniche narrative e scelte stilistiche. Tra prime assolute, presentazioni con gli autori, proiezioni speciali e momenti di approfondimento, Roma diventa per una settimana la dimora delle culture filmiche iberoamericane, offrendo al pubblico una visione ampia, inedita e soprattutto originale di una scena in costante crescita. Con particolare attenzione ai giovani autori e ai talenti ancora poco noti alle grandi masse.

Ghiru Kim – 1000 Facce della Luna

Daegu, Beijing, Assisi

Ghiru Kim nel suo studio di Assisi

Queste città, in Korea, in Cina e in Italia, rappresentano le tre tappe del percorso di Gil Hu Kim. Ghiru (versione occidentale del nome) si sposta inseguendo la cultura dei luoghi che sceglie. Dopo gli ultimi sei anni trascorsi a Pechino dedicati a interpretare e rappresentare santi ed eroi orientali, Ghiru ha deciso di trasferirsi in Italia per iniziare una ulteriore fase del suo percorso. Nel corso della sua residenza Assisiate Ghiru si dedica a sfogliare libri e guide su Assisi e l’Umbria, passeggia per le vie della città rapito da ogni angolo e sosta in tutte le chiesa affascinato dai segreti di Giotto, Cimabue, Simone Martini…e poi dipinge, dipinge senza sosta, nel piccolo appartamento che sarà la sua casa ed il suo studio fino a gennaio, lontano dai grandi spazi dei musei di Seoul e Pechino, concentrato sulle figure che la pittura medievale gli suggerisce, convinto che un’unica ispirazione abbia guidato nella storia la mano degli artisti a tutte le latitudini, come se una grande Luna proiettasse ancora infiniti raggi ad illuminare le storie e i volti di personaggi e accadimenti che meritano di essere raccontati.
Stefano Frascarelli

Parlando di “LUI”

Lui non conosce il suo nome. E’ un essere senza nome. Non ha un corpo. Scorre nell’acqua senza lasciare traccia di sé. Non è definibile. E’ al mondo come frammenti di sé, come 1000 riflessi della Luna nel buio. […] Ghiru Kim

Ghiru Kim – 1000 Facce della Luna

MINIGALLERY_ASSISI
Assisi (PG) – dall’undici dicembre 2016 all’otto gennaio 2017
Via Portica 26 (06081)
www.minigallery.it

Màule per Art Open Air

Art Open Air. Sculture all’aperto‘ è il progetto, a cura di Rosalba Branà con Antonio Frugis, Susanna Torres e Nicola Zito, nato da un’idea della Fondazione Pino Pascali nell’ambito del ‘SAC Mari tra le mura’, che ha individuato quattro artisti di fama nazionale ed internazionale per la realizzazione di altrettante sculture collocate permanentemente nei luoghi simbolo delle rispettive città che costituiscono la rete del SAC: il Castello di Conversano, l’Accademia di Belle Arti di Bari, sede di Mola di Bari, il Museo del Fischietto di Rutigliano e il giardino delle sculture della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.

I primi artisti a raccogliere l’invito sono stati Michele Giangrande, che ha riflettuto sulla tradizione della terracotta di Rutigliano e Christiane Löhr, a Polignano a Mare, con un’opera in bronzo per il roof garden della Fondazione Pino Pascali. Ora è la volta del duo Perino & Vele che presentano il 16 dicembre alle ore 11 a Mola di Bari all’ex Monastero di Santa Chiara – sede di Mola di Bari dell’Accademia di Belle Arti di Bari – un’opera site specific intitolata Màule, un lavoro inedito che prarte da uno studio approfondito della storia di Mola, dal quale emerge con evidenza il suo stretto legame con il mare.

La scultura è composta da sei cassette in acciaio zincato a caldo e ossidato su cui è stata installata una riproduzione in vetroresina di un’antica anfora; le cassette, che rappresentano la vocazione marittima e commerciale del paese adriatico, sono per gli artisti i custodi di un passato che è stato nascosto, nel corso dei secoli, nelle profondità dei fondali marini: “un orcio di terracotta simbolo dell’Età dell’Oro ormai perduta ma modello ideale senza tempo, che è oggetto del vivere quotidiano”. Creata con l’intento di perpetuare e rinnovare il legame tra l’uomo, il mare –, la cui forza è raffigurata alla base della colonna da un banco di pesci – e la storia, l’opera di Perino & Vele è una presenza totemica che ha il compito di trasmettere uno specifico messaggio “costruttivo”, per mezzo del quale si possa edificare il futuro.

Leggi tutto sul sito della Fondazione Pino Pascali

Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti

“Le nostre sensazioni, le nostre percezioni, la nostra memoria, la nostra vita non possono essere raccontate e rappresentate che rispetto a un luogo. Noi siamo il nostro luogo, i nostri luoghi: tutti i luoghi, reali o immaginari, che abbiamo vissuto, accettato, scartato, combinato, rimosso, inventato. Noi siamo anche il rapporto che abbiamo saputo e voluto stabilire con i luoghi.” (Vito Teti, Il senso dei luoghi, Roma 2004)

Anna Maria Di Terlizzi 

La frase del Teti, frutto di una lunga riflessione che ha attraversato i secoli, se non i millenni (dallo “spirito del luogo” di classica memoria a quello, aggiornato alla luce del celebre volume di Norberg Schulz, che lo identifica in quei particolari elementi naturali, culturali, antropologici propri di un luogo e non di un altro, che ne costituiscono l’identità più profonda) spiega come meglio non si potrebbe l’assunto di questa originale mostra promossa dalla Città Metropolitana di Bari, che sarà inaugurata il 17 dicembre 2016 presso la Pinacoteca: indagare se il genius loci così come inteso dagli autori più recenti trovi i suoi riflessi nelle opere degli artisti che in quel luogo hanno avuto la loro origine, in un percorso storico e descrittivo, articolato per grandi tematiche, che dal 1900 si spingerà sino ad oggi.

Franco Dell’Erba

Dai pittori pugliesi del primo Novecento (Damaso Bianchi, Enrico Castellaneta, Francesco Romano) che hanno inventato un repertorio e un linguaggio pittorico adatto a rappresentare il particolare paesaggio “pugliese”, sin allora escluso, salvo rare eccezioni, dalla storia dell’arte, agli artisti attivi negli anni quaranta/settanta sino ad arrivare, senza soluzione di continuità, agli artisti contemporanei, in cui il rapporto con l’habitat, meno esplicito, non è però meno intenso e coinvolgente, sebbene rappresentato con modalità espressive totalmente differenti.

Il sottile, importante discrimine che ha guidato la scelta dei pezzi da esporre – provenienti in parte dal ricco patrimonio della Pinacoteca Metropolitana di Bari, in parte da altri musei italiani o da collezioni private e d’autore – ha tenuto presenti, per l’equilibrio e la validità comunicativa del percorso intrapreso, non soltanto fattori qualitativi ma anche il rispecchiamento delle tematiche proposte, che sono state individuate in una scelta quanto più possibile chiara e caratterizzante.

La mostra, prevista dal 17 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, sarà documentata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, con saggi della stessa, di Gaetano Cristino, di Lucio Galante, con la riproduzione a colori di tutte le opere esposte, schede delle opere e biografie degli artisti.

Genius loci. Riflessi dell’identità pugliese in cinquanta artisti tra passato e presente
17 dicembre 2016 – 31 marzo 2017

Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 (IV piano)
70121 Bari Tel. 080/ 5412420-2-4-6
www.pinacotecabari.it

Per informazioni:

Tel: 080/5412421  pinacoteca@cittametropolitana.ba.it

Ufficio Stampa:

Tel. 080/5412427  pincorradogiaquinto@gmail.com;

Alla Pinacoteca metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all ‘ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale “Pane e Pomodoro”, ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all’altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell’ex Provincia dove, al IV piano, ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.

ORARIO: dal martedì al sabato ore: 9.00 – 19.00
domenica ore: 9.00 – 13.00
lunedì e festività infrasettimanali: chiuso
(La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura).

PREZZI D’INGRESSO: INTERO € 3,00

RIDOTTO € 0,50

Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.
Ingresso libero in occasione di inaugurazioni, cerimonie e particolari iniziative in programma.

Da Hayez a Boldini

L’esposizione presenterà 100 capolavori per celebrare un secolo di arte italiana. I maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura e del divisionismo, da Canova a Hayez, da Fattori a Segantini, da Inganni a De Nittis, da Appiani fino a Boldini, saranno i protagonisti di una grande mostra, in programma a Palazzo Martinengo di Brescia, dal 21 gennaio all’11 giugno 2017.

L’esposizione, dal titolo “Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento“, curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo in collaborazione con la Provincia di Brescia, racconterà la straordinaria stagione che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono, rendendo il panorama creativo nazionale uno dei più dinamici a livello europeo.

“Dopo i successi di critica e di pubblico, con oltre 105.000 visitatori – afferma Roberta Bellino, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo -, riscossi con le rassegne Il Cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol nel 2015, Lo Splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento nel 2016, organizzate dalla nostra associazione, e ancora prima con Moretto,
Savoldo, Romanino, Ceruti nel 2014, Palazzo Martinengo si appresta a godere del fascino e delle suggestioni dell’800, confermandosi come una delle sedi espositive più prestigiose della città e tra le più importanti a livello nazionale”.

Il percorso espositivo si aprirà con Amore e Psiche, capolavoro di Antonio Canova, che incarna i canoni dell’estetica neoclassica. Attorno alla scultura ruoteranno alcune delle tele più rappresentative di autori neoclassici, quale Andrea Appiani, pittore prediletto da Napoleone, capace di evocare la sublime grazia raffaellesca.

Quindi, la sezione dedicata al romanticismo vedrà come assoluto protagonista Francesco Hayez di cui verrà presentata la Maria Stuarda sale al patibolo, capolavoro di tre metri per due, che giunge eccezionalmente a Brescia. Accanto ad altre opere di Hayez saranno esposti dipinti dei principali autori romantici quali il Piccio, la cui pittura anticipò gli esiti dei maestri della Scapigliatura alla quale sarà dedicata la terza sala, dove spiccheranno le tele di Tranquillo Cremona.

Mentre a Milano si affermavano gli scapigliati, a Firenze, negli stessi anni, si faceva largo un gruppo di giovani e agguerriti artisti che, per reagire alla stanca pittura insegnata nelle accademie, diede vita al movimento dei macchiaioli capitanato da Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, qui presenti con alcune delle loro opere più famose.

Proseguendo nel percorso, il visitatore verrà prima sedotto dai dipinti a soggetto orientalista, e poi dalle toccanti scene di vita quotidiana immortalate da Induno, Ciardi, Favretto, Palizzi, Irolli, Milesi e dal bresciano Angelo Inganni, qui presente con diversi lavori tra cui due splendide vedute di Piazza della Loggia.

Aggiornati sulle novità dell’impressionismo francese i divisionisti elaborarono, invece, un’innovativa tecnica pittorica caratterizzata da intrecci di brevi pennellate cariche di colore, che trova la massima espressione nelle tele cariche di significati simbolici di Segantini, Pellizza da Volpedo e Morbelli.

La mostra si chiude con la rievocazione del clima culturale parigino della Belle Époque, dove vissero e lavorarono maestri quali Zandomeneghi, De Nittis e Boldini. Di quest’ultimo, geniale anticipatore della modernità novecentesca, saranno esposti i sensuali ritratti nei quali esaltò la bellezza femminile, svelandone l’anima più misteriosa.

DA HAYEZ A BOLDINI. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento
Brescia, Palazzo Martinengo (via dei Musei 30)
21 gennaio – 11 giugno 2017

Orari: da mercoledì a venerdì, dalle 9.00 alle 17.30;
sabato, domenica e festivi, dalle 10.00 alle 20.00
lunedì e martedì chiuso
Info e prenotazioni:
tel. 327.3339846; gruppi@amicimartinengo.it
Sito internet: www.mostra800.it

Catalogo Silvana Editoriale.
Brescia, 16 settembre 2016

Emotivando

(ANSA) – ROMA, 10 DIC – Ad Andrea Trisciuzzi è dedicata la mostra ‘Emotivando‘ che inaugura a Roma il 12 dicembre alla sede della Banca Fideuram in Via Cicerone 54.
 
Il percorso, aperto fino al 31 gennaio 2017, attraverso sculture in bronzo e resina con rappresentate figure riferite a diversi sport come la maratona, la ginnastica, il ciclismo, ma anche altre legate ai sentimenti dell’uomo come ‘Gli innamorati’, rivela i temi portanti con cui l’artista si è confrontato: la libertà, la speranza e l’amore, da cui ripartire per la rinascita, bene di tutta l’umanità.
 
La ricerca di risposte a questa vita, dove sempre più l’individuo si allontana dagli altri costruendo pregiudizi e barriere, perdendo via via la propria identità, restando legato ad una speranza, si dipana lungo il percorso artistico di Andrea Trisciuzzi, artista romano, di fama internazionale. Le sue opere legate a contesti contemporanei, ma anche al sacro, sono presenti in tutto il mondo dall’Europa, all’Australia, dall’Africa agli Stati Uniti, fino al Giappone.
 
Formatosi a Pietrasanta (Lucca) sotto la guida di Ferruccio Vezzoni, professore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara attraverso la lavorazione della resina e del bronzo, ha dato vita a figure proiettate a conquistare lo spazio nella loro essenzialità, da cui affiora la spontaneità delle emozioni tra gioia e smarrimento, entusiasmo e attesa, entro questo tempo che accoglie e rifiuta, imprigiona e libera.

Mater(i)a

Da domenica 11 dicembre 2016 e fino al 31 marzo 2017, la lussuosa residenza I Tre Portali in piazza San Pietro Caveoso a Matera, rinnova il suo allestimento interno con “Mater(i)a”, una mostra curata da Momart Gallery per sperimentare nuovamente la contaminazione tra arte, design e paesaggio.
Nella centralissima piazza di San Pietro Caveoso con l’omonima Chiesa e con l’incantevole panorama dei Sassi di Matera, la Suite Cielo e la Suite Terra dello storico edificio “I tre Portali”, ospiteranno, a partire dalla seconda domenica di dicembre, la mostra “Mater(i)a” delle artiste Ilaria Abbiento e Donatella Tataranni, in un duplice percorso visivo che fissa la dimensione del viaggio come elemento necessario per strutturare e approfondire un pensiero inedito.
 
La fotografia di Ilaria Abbiento e il collage di Donatella Tataranni, seppur conoscano e si servano del paesaggio rupestre circostante, se ne distaccano parzialmente, descrivendolo con nuovi linguaggi espressivi, e regalano agli ospiti la possibilità di vivere il luogo con un approccio curioso e contemporaneo. I due lavori si inseriscono perfettamente negli ambienti della residenza definendo un nuovo equilibrio tra volumi, colori, luci e proporzioni.
“Mater(i)a” vuole indagare le possibili sfaccettature del paesaggio culturale, interpretare concretamente la magia di un luogo storico di rilevanza mondiale e condurre l’arte fuori dagli schemi consueti di lettura, trasformando un luogo di generale accoglienza turistica in una esclusiva temporary art gallery house.
 

Le suites ospiteranno la mostra fino al 31 marzo, ad uso esclusivo degli ospiti della struttura. 

ILARIA ABBIENTO
Artista di stanza a Napoli ha il primo incontro con la fotografia durante la sua infanzia quando uno zio fotografo la introduce per gioco in camera oscura. Vince il Concorso Scatta Mojoca nel 2011. All’attivo una mostra personale Concetta dei fiori nel 2013 anno in cui entra in Lab \ per un laboratorio irregolare del fotografo Antonio Biasiucci esponendo l’Opera In ogni luogo nella collettiva Epifanie al Castel dell’Ovo a Napoli e al Museo Macro a Roma per il Festival Internazionale di Fotografia 2014. Nello stesso anno espone In ogni luogo a Photissima ArtFair con Galleria Primopiano. Artista visiva per AltoFest 2014 con l‘Opera Appartamenti, e nel 2015 con l’Opera Corrispondenze. Premiata al Festival di Corigliano Calabro Fotografia, vince Portfolio Italia 2015 con l’Opera Corrispondenze esposta al Centro Italiano Fotografia d’Autore a Bibbiena e nel circuito dei Festival di fotografia di varie città d’Italia tra cui il SiFest / Savignano Immagini Festival 2016. Partecipa alla Residenza d’Artista BoCS Art 2015 curata da Alberto Dambruoso con l’Opera Opificio per la collezione del Museo d’Arte Contemporanea di Cosenza.
Selezionata nel 2016 tra gli artisti di Smartup Optima / Premio di Arte Contemporanea con l’Opera Harmonia.
Artista per la Collezione di Arte Contemporanea Imago Mundi Art / Luciano Benetton con l’Opera Lido Conchiglia. I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste di fotografia e arte contemporanea. Predilige la fotografia concettuale, correlata talvolta dalla materia, che le consente di costruire una poetica di immagini sospese nel tempo.
Attualmente è impegnata in un progetto artistico sul mare. ( www.ilariaabbiento.com )

DONATELLA TATARANNI
Donatella Tataranni, materana di origine e milanese di adozione, inizia la sua attività creativa come una pratica di esplorazione e conoscenza del proprio caos immaginario, sbocciando nella primavera del 2014.
Del Collage ama il fatto che sia una tecnica efficace, a volte veloce a volte meditativa, che dà attraverso semplici strumenti come forbici e colla, una forma visibile alla propria creatività; con aspetti anche terapeutici, rappresenta la costruzione di un sogno, dove l’ immagine diventa surreale, metaforica, dove l’incontro e la costruzione di due o più elementi portano ad una coincidenza visiva, ad un nuovo scenario, dove quasi sempre l’ essere umano è protagonista. Tra le sue esperienze più significative, il collage per Metropolis concorso internazionale di cortometraggi dedicato al tema del lavoro e delle urgenze sociali, organizzato dall’associazione Statuto dei lavoratori.it, inserito nel programma Matera Capitale europea della cultura 2019, patrocinato dalla Lucana Film Commission, dalla Apulia Film Commission, dall’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” e dal Comune di Matera e il collage per l’immagine di copertina del podcast musicale scelto dalla etichetta Sharingtones. ( www.donatellatataranni.it )

Testo critico di Manuela Clemente 

Mater(i)a – Ilaria Abbiento/Donatella Tataranni
MOMART GALLERY – I TRE PORTALI

DIREZIONA ARTISTICA
Monica Palumbo
CURATO DA
Manuela Clemente
c/0
I TRE PORTALI
www.itreportali.it

Ilaria Abbiento e Donatella Tataranni

“A guidare un percorso visivo nello spazio di riferimento è la volontà di restituire alla propria memoria una dimensione di ordine ed equilibrio.
Partendo dalla struttura del viaggio, sia fisico che metafisico, l’arte permette infatti di fissare e diffondere il flusso continuo di immagini che raggiungono la mente, semplificando le difficoltà espressive degli impulsi emotivi.
 
Affine nel metodo progettuale è il lavoro delle artiste Ilaria Abbiento e Donatella Tataranni, che, in entrambi i casi si serve di una molteplicità di aspetti del quotidiano per approfondire e strutturare una nuova riflessione psicologica in cui la “mater(i)a”, realtà tangibile dell’opera d’arte, diventa specchio di se stessi.
 
Ilaria Abbiento, fotografa napoletana, realizza il suo lavoro delle “Piccole Poesie” raccogliendo gli appunti di viaggio di un grande e immaginario diario di memorie. Le opere di piccolo formato sono come fotogrammi di una pellicola che aiutano a scrivere e posizionare alcuni istanti della vita, raggiungendo una nuova consapevolezza che concretizza un’esperienza. Le immagini della città di Matera accumulate durante un viaggio di qualche tempo fa, ritornano, in forma di stampa fotografica, negli stessi luoghi e raccontano angoli e suggestioni del tutto personali.
Lo sguardo ricerca soggetti simili in cui la luce, chiara e delicata, avvolge la fotografia e traccia un percorso comune che sembra distaccarsi da una dimensione reale, per riempire invece lo spazio soggettivo della memoria. Le immagini costruiscono composizioni fotografiche con elementi in equilibrio di forme e linee, quasi a concepire delle poesie metricamente perfette.
 
La costruzione formale dell’opera d’arte, seppur utilizzando come metodologia quella del processo di esplorazione e di disposizione del proprio caos immaginario, segue una strada diversa nelle opere di Donatella Tataranni. Materana di origine e milanese di adozione, utilizza il collage come tecnica efficace per dar forma alla propria creatività.
 
La ricerca delle immagini, il ritaglio minuzioso e la combinazione degli elementi secondo nuove architetture, generano una originale “coincidenza visiva” ed un inedito livello di lettura. Nei lavori dedicati a Matera e alla Basilicata, si definisce un senso di appartenenza ad un territorio in cui il forte volume paesaggistico si lega ai simboli delle tradizioni contadine e popolari. Le opere presentano elementi locali di immediata riconoscibilità ed evidenti contaminazioni con culture e luoghi differenti.
 
La mostra propone un momento di sospensione, indica un’espressione di maturità nell’esercizio del pensiero attraverso i due lavori, confermando lo spazio, anche ideale, come luogo di accoglienza e intimità.”
 
Manuela Clemente 
 
MATER(i)A
ILARIA ABBIENTO | DONATELLA TATARANNI
11 dicembre 2016/ 31 marzo 2017
c/o I TRE PORTALI, piazza San Pietro Caveoso – Matera
 

Inaugurata la nuova sede del Museo Messina

Dopo trent’anni di ritardi dovuti a problemi burocratici è stata inaugurata quest’oggi la nuova sede del museo regionale di Messina, adiacente alla precedente area espositiva dell’ex Filanda.

Quasi 8000 le opere d’arte della collezione permanente che trovano dimora nei 4800 metri quadri del nuovo spazio espositivo, mentre nel vecchio edificio sarà possibile visitare la mostra Mediterraneo luoghi e miti Capolavori del Mart, museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, con le opere , tra i tanti, di De Chirico e Guttuso.

Anche se l’iter è stato lungo – ha precisato la direttrice del museo Caterina Di Giacomo – ci tengo a dire che dalla prima pietra, nel 1985, ad oggi sono stati spesi circa 11 milioni e 347 mila euro, una cifra che corrisponde a molto meno della metà di quanto costa la realizzazione di un museo di medie dimensioni in Europa“.

Rimane tuttavia chiusa ancora un’area, ma assicura l’assessore ai beni culturali Carlo Vermiglio, “verrà aperta il prossimo aprile”.

Forme e colori

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 17 dicembre 2016 al 31 gennaio 2017, “Forme e colori”, mostra collettiva con opere realizzate da venticinque artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: da un lato la Pop Art di Franco Angeli, Tanto Festa e Mario Schifano, protagonisti della Scuola romana di Piazza del Popolo; dall’altro la Pittura Analitica di Rodolfo Aricò, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Gottardo Ortelli, Valentino Vago ed Arturo Vermi, con opere realizzate negli anni ’60 e ’70.

La mostra comprende, inoltre, un approfondimento dedicato alla scultura, con il bozzetto della scultura monumentale in acciaio corten realizzata da Paolo Minoli per la piazza di Cantù, un lavoro di Umberto Cavenago, una ceramica di Luca Freschi ed un’opera in gres porcellanato di Renata e Cristina Cosi, oltre a due oggetti di bronzo e legno dipinto di Pietro Consagra e Guillaume Corneille, fondatore del Gruppo Cobra.

Per finire, opere selezionate di Gianfranco Baruchello, Enzo Cacciola, Ennio Chiggio, Roberto Crippa, Lucio Fontana, Alberto Magnelli, Umberto Mastroianni, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri ed una tela di grandi dimensioni di Shozo Shimamoto, membro fondatore del movimento d’avanguardia Gutai.

Curata da Federico Bonioni, la collettiva sarà inaugurata sabato 17 dicembre 2016 alle ore 17.00. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 19 e 26 dicembre ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 25 dicembre e 1 gennaio ore 16.00-20.00. Ingresso libero.

 

Per informazioni:
Galleria Bonioni Arte
Corso Garibaldi, 43
42121 Reggio Emilia
Tel/Fax 0522 435765
www.bonioniarte.it
info@bonioniarte.it

 

Evento segnalato da:
CSArt Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
Tel/Fax 0522 1715142
www.csart.it
info@csart.it

TRAME.Realtà arte cinema invenzione

Il nascente polo per l’arte e la cultura contemporanea di Bari, fortemente voluto dal Comune e diretto da Massimo Torrigiani, inizia ufficialmente le sue attività espositive con una mostra dedicata al lavoro di otto artisti tra i più seguiti della scena internazionale: John Akomfrah, The Atlas Group, Yto Barrada, Rossella Biscotti, Ho Tzu Nyen, João Penalva, Thomas Sauvin e Wu Tsang.

Trame, questo il titolo dell’esposizione, sarà aperta al pubblico dal 9 Dicembre 2016 al 5 Febbraio 2017 proprio nello Spazio Murat, primo dei tre edifici destinati a costituire la sede del polo per l’arte e la cultura contemporanea della città.

Il polo si propone di esplorare i diversi linguaggi delle arti visive, performative e musicali, la cultura del progetto e le loro relazioni con altri ambiti di ricerca, umanistica e scientifica, attraverso attività espositive, sceniche, didattiche, ludiche, di intrattenimento e di produzione culturale. Con particolare, ma non esclusiva attenzione ai rapporti tra locale e globale, tra arte, design e territorio; e con lo sguardo rivolto alla cultura di Bari e della Puglia dal dopoguerra a oggi nella più ampia geografia culturale dell’Europa e del Mediterraneo.

Le sue attività si svolgeranno principalmente nello Spazio Murat fino alla ristrutturazione, ora in corso, del Teatro Margherita e quella imminente dell’ex Mercato del pesce.

Il progetto del polo ha tuttavia anche la funzione di contribuire alla diffusione dell’arte e della cultura contemporanea a Bari, autonomamente o in collaborazione con altre realtà e istituzioni del territorio, nazionali internazionali.

LA MOSTRA

Nata da un progetto curato da Francesca Girelli e Davide Quadrio per il centro d’arte contemporanea OCAT di Shanghai, Trame esplora (in una edizione nuova, ripensata per Bari su commissione di Torrigiani, e arricchita dalla partecipazione di The Atlas Group, Rossella Biscotti e Wu Tsang) i territori di confine, formali e morali, tra verità e finzione. Come nascono i miti, la Storia, quello in cui crediamo?

Trame è una mostra che confonde episodi storici e scenari artefatti, vicende individuali e collettive, trasformando documenti originali in racconti di finzione. E storie inventate in evidenze certe.

Gli artisti che abbiamo scelto per questa mostra – dicono Girelli e Quadrio – smascherano proprio le strategie con le quali il potere, o i poteri, manipolano la storia per imporne letture faziose. In questo senso e con l’aiuto di strumenti quali la percezione sensoriale, l’empatia, il ritratto psicologico e l’impatto estetico, imbracciano pratiche revisioniste che riportano a galla vicende volontariamente o inconsapevolmente escluse dalle storiografie ufficiali. Le narrazioni al centro delle loro opere sono fili coscienziosamente estratti dai tessuti più complessi di cui si compongono le memorie collettive”.

Dal Portogallo al Libano, dal Marocco all’Italia, alla Cina, gli artisti smontano e rimontano fatti, noti o segreti, per suggerirne letture nuove e per condurci altrove, dove verità e finzione si confondono. Dove il tempo è sospeso. Come nei miti.

Spina dorsale della mostra è il cinema, anche documentario: un dispositivo sempre più utilizzato dagli artisti per colmare i vuoti e le fratture che ci separano dalle costruzioni mitologiche, dai segreti della loro durata.

Uno strumento per mettere in luce – in maniera fluida, tempestiva e reversibile – che solo la condivisione consapevole di esperienze e immaginari può produrre quel gioco di specchi, creativo ed emotivo, che dà terreno e senso alle nostre vite insieme.

È l’opera a dettare il tempo di fruizione e percezione dello spettatore – aggiungono Francesca Girelli e Davide Quadrio -. La visione integrale di un’opera-film ci permette di accettare le condizioni dell’artista, suggerendoci di rispettare la durata prevista per l’efficace comunicazione e comprensione di un argomento, di un’idea, di un sentimento, di un messaggio. Trame è una riflessione concettuale e sensoriale sul tempo e le sue molteplici forme e declinazioni. Con le loro opere gli artisti aprono le porte su un mondo in cui il passato è sempre in mutamento, e il futuro è un insieme di congetture in via di definizione. Il presente, dove queste due dimensioni s’incontrano, esiste in tempo reale attraverso la percezione dello spettatore che si sincronizza con le linee del tempo create dal montaggio cinematografico. Il presente viene a coincidere con la narrazione che scorre davanti ai nostri occhi, un istante dopo l’altro”.

Grazie al sostegno di Poste Italiane, la mostra godrà di un ricco programma di visite guidate e di un programma di incontri pubblici con artisti, critici e curatori, tesi a rendere quanto più ampia possibile la partecipazione della cittadinanza, di persone di ogni età e provenienza, all’arte e alla cultura contemporanea.

Trame: Realtà arte cinema invenzione è stata realizzata in collaborazione con l’OCAT – Contemporary Art Teminal, Shanghai, e con Arthub, la piattaforma dedicata alla produzione, cura e promozione dell’arte asiatica e in Asia guidata da Davide Quadrio, co-curatore della mostra.

Il coordinamento e la produzione della mostra sono a cura di DOC Servizi – Filiale di Bari.

 

TRAME.Realtà arte cinema invenzione

Con John Akomfrah, The Atlas Group, Yto Barrada, Rossella Biscotti, Ho Tzu Nyen, João Penalva, Thomas Sauvin e Wu Tsang

A cura di Francesca Girelli e Davide Quadrio

9 Dicembre 2016 – 5 Febbraio 2017

Spazio Murat, Piazza del Ferrarese, Bari

TEFAF Curated 2017

TEFAF Maastricht, la più importante Fiera dell’arte e dell’antiquariato  annuncia che la terza edizione di TEFAF Curated (la mostra allestita all’interno della Fiera) sarà affidata alla curatela di Penolope Curtis, attuale direttore del Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Maastricht 17 maart 2016
TEFAF 2016 – Sfeer Photo: Harry Heuts

La sezione ospiterà una gruppo selezionato di gallerie ognuna delle quali esporrà opere di artisti contemporanei sul tema (Between Heaven and Earth) delle figure distese o coricate. TEFAF Curated si propone di mostrare opere di artisti che non sono stati esposti in precedenza in Fiera ed è pensata per completare le sezioni dell’arte moderna e contemporanea.

Between Heaven and Earth – Tra cielo e terra
La figura distesa è un motivo di uso costante sin dall’epoca antica. Una delle caratteristiche che rendono unica questa forma è il modo in cui questa possa rappresentare al tempo stesso la vita e la morte, si pensi a esempio alle immagini di fertilità e fecondità tanto comuni quanto quelle di dolore e commemorazione. Questo motivo permette inoltre di sviluppare connessioni con la natura ed è spesso presente quale schema decorativo nei parchi, nei giardini come pure nel paesaggio urbano.

TEFAF Maastricht è nota anche perché rappresenta un impareggiabile “forum” all’interno del quale si sviluppano e scoprono connessioni storiche. Attraverso il tema unificante della figura distesa, la Curtis ci porta a ripensare ai periodi storici che vanno dall’antico al presente, indica le connessioni tra opere di differenti epoche sottolineando così l’unicità di TEFAF quanto a varietà e livello delle proposte.

Penolope Curtis, la curatrice
Penelope Curtis è una curatrice e storica della scultura molto conosciuta, ha infatti creato a Leeds l’Istituto dedicato a Henry Moore, dove ha lanciato molte mostre innovative e tematiche che riflettevano sui materiali e sulle forme della scultura. Come direttore della Tate Britain, tra il 2010 e il 2015 la Curtis ha sovrainteso al progetto per il Millbank (Caruso St John, 2013) insieme con il completo riallestimento della collezione. Alla Museo Calouste Gulbenkian, Penelope Curtis ha il compito di combinare insieme le due collezioni, quella del fondatore e le collezioni moderne, all’interno di un unico programma.

Penelope Curtis ha studiato Storia Moderna alla Oxford University e al Courtauld Institute of Art, ha ottenuto una laurea in storia dell’arte europea 1900-1950 e un dottorato su E.A. Bourdelle e la scultura monumentale in Francia.

TEFAF Maastricht
È la fiera dell’arte e dell’antiquariato più importante al mondo, impareggiabile per la qualità dell’offerta, sostiene le gallerie più prestigiose e gli esperti dal tutto il mondo. TEFAF è una Fondazione no profit che agisce, nel mercato dell’arte globale, come guida esperta per i privati e per collezioni istituzionali. La 30ma edizione di TEFAF Maastricht si terrà al MECC di Maastricht dal 10 al 19 marzo 2017.

TEFAF. Your Art Community.
L’arte, più di un bene TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero e il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

 

TEFAF Curated 2017
Between Heaven and Earth (Tra Cielo e Terra)
A cura di Penelope Curtis
10 -19 Marzo, Maastricht, Paesi Bassi