Arte in … Roma

rossocinabro_arte_in_romaNel periodo natalizio, Artexpertise promuove una nuova edizione di “ Arte in…” , rassegna d’arte che viene sempre proposta in luoghi di particolare rilievo storico, architettonico, culturale e artistico. Presentando alcune delle tendenze artistiche più avanguardiste in contesti storici, come in questo caso la città di Roma, generando suggestivi giochi di contrasto.

Artisti partecipanti: Matteo Arzenton, Ornella Balbo, Lynn England, Lubov Fridman, Stefania Gallina, Alice Gasco, Omar Ahmed Haj, Emanuela Lanza, Agostina Lisi, Barbara Mapelli, Fara Mas, Andrea Mottura, Paola Paleari, Devis Ponzellini, Carmen Cecilia Rusu, Maria Teresa Sabatiello, Leyla Salm, Leonardo Terenzi, Derya Yilmaz.

a cura di Artexpertise

Arte in … Roma
5 – 12 dicembre 2016
opening lunedì 5 dicembre ore 11:00
visitabile dalle ore 11:00 alle 19:00

incontro con gli artisti sabato 10 dicembre ore 17:30

Rosso Cinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
info 06 60658125 – 342 0739665
rossocinabro.com
artexpertisefirenze.com

Un’installazione interattiva illumina l’inverno al LAC di Lugano

Da Montreal, passando per Londra, dal 3 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 arriva al LAC di Lugano “Impulse”: un’installazione interattiva formata da quindici altalene luminose e sonore di grandi dimensioni che trasformano la Piazza Bernardino Luini in un grande spazio ludico. Tutto il pubblico è invitato a immergersi in un gioco di luci e suoni attraverso un’esperienza creativa e divertente.

impulseImpulse”, presentata e premiata in occasione della sesta edizione del Festival “Luminothérapie” (2015) organizzato dal Partenariat Quartier des Spectacles di Montreal, è un’opera di grande impatto scenico che invita pubblico, passanti e famiglie a vivere un’esperienza originale e creativa, a giocare, a trascorrere le giornate invernali all’aria aperta rituffandosi nelle sensazioni della propria infanzia.

Le altalene, di dimensioni variabili tra i cinque e i sette metri, possono accogliere più persone. Una volta in movimento, la loro luce varia d’intensità secondo l’inclinazione ed emettono una sequenza di suoni armoniosi composti per il progetto dall’artista canadese Mitchell Akiyama. Giocando con le differenti tonalità di luce e suono, il pubblico diventa così protagonista dell’installazione stessa nel cuore della piazza del LAC da inizio dicembre e per tutto il periodo delle festività.

Programma:

ore 16.00
Incontro con la stampa – Convento della Chiesa degli Angioli
Presenteranno la nuova installazione:
Michel Gagnon, direttore generale del LAC
Pierre Fortin, direttore generale del Partenariat du Quartier des Spectacles, Montreal

ore 17.00
“Impulse” si illumina – Piazza Bernardino Luini
Il pubblico e le famiglie potranno immergersi in un gioco di luci e suoni.

L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro.

con-fine edizioni annuncia l’uscita del nuovo libro “L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, in diffusione dal 18 ottobre 2016 nell’ambito delle iniziative organizzate per i 90 anni del grande maestro della scultura italiana.

copertinafronte_ingressolabirinto2016Il volume nasce dall’idea di documentare per la prima volta in maniera esaustiva la sua monumentale opera ambientale “Ingresso nel labirinto (1995-2011)”. Non una monografia in senso tradizionale ma piuttosto un libro “fresco” e agile, dove le immagini e le parole si fondono in una narrazione originale, accattivante e non accademica.

La prefazione di Aurora Donzelli (Professore associato di antropologia linguistica al Sarah Lawrence College di New York) introduce dal punto di vista storico-antropologico al labirinto, “luogo dove perdersi e dove, forse, ritrovarsi, (i cui) reticoli, siano essi grovigli caotici e contorti o giochi di incastri geometrici, mirano a creare uno spaesamento, al tempo stesso inquietante e salvifico”. L’interconnessione di spazio e tempo, dimensione costitutiva del labirinto, nell’opera di Pomodoro si traduce in proliferazione di piani temporali capaci di dilatare e trasformare la fisicità dello spazio stesso.

Presentandosi come un testo multidimensionale e poliedrico, l’opera alimenta l’immaginazione e Gino Fienga (editore e curatore) esprime la sua interpretazione con un vero e proprio racconto visionario: tutto si svolge in una notte in cui il protagonista intraprende il suo viaggio “verso la montagna dei cedri”, ovvero verso se stesso, attraverso la mente labirintica dell’artista (forse un po’ la sua). In questo percorso è accompagnato dalla voce-guida di Ulrica, misteriosa figura di borgesiana memoria che, quasi in un dialogo continuo fra cuore e mente, cerca di far comprendere al viaggiatore gli ambienti che incontra in una notte piena di arcane atmosfere e magiche alchimie.

A Federico Giani (Curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro) il compito di raccontare la storia dell’opera nell’arco di sedici anni; un work in progress in cui le esperienze dell’artista si sedimentano eppure alimentano riflessioni in divenire e trasformazioni. Una “grande costruzione arcaizzante” dice Pomodoro che, da sempre affascinato dai segni primordiali degli Ittiti e dei Sumeri, ha voluto dedicare questo lavoro a Gilgamesh, il primo (2000 a.C. circa) grande testo poetico e allegorico sull’esperienza umana.

Ingresso nel labirinto viene documentato da Giani nelle sue tappe evolutive con citazioni del maestro e dei critici e storici dell’arte che lo hanno accompagnato, a partire dalla prima presentazione del 1995 alla Galleria Marconi di Milano, alla mostra “La culla di Babilonia”, poi a “Sculture per San Leo e Cagliostro” del 1997, nel Palazzo Mediceo di San Leo, fino alla collocazione negli spazi milanesi dell’ex Riva-Calzoni in via Solari 35, il capannone industriale che Pomodoro utilizza prima come laboratorio per la realizzazione della spirale Novecento destinata all’EUR di Roma, e poi dal 2005 al 2011 come sede espositiva della Fondazione. Qui la creazione assume la sua forma definitiva e viene inaugurata il 22 novembre 2011.

L’opera è tuttora visitabile su appuntamento
(info e prenotazioni: didattica@fondazionearnaldopomodoro.it).

 

con-fine edizioni è una casa editrice “di arte e cultura” che fonda le sue basi sulla serietà e sulla qualità delle pubblicazioni, sulla coerenza del progetto editoriale e sul consolidamento di un’immagine riconoscibile e apprezzabile sul piano ideologico e culturale.
La dimensione di contenuto, insieme all’attenzione estetica sono quindi gli elementi qualificanti delle proposte editoriali che si muovono dall’Arte Contemporanea alla Storia, dalla Poesia alla Narrativa, sempre alla ricerca di proposte uniche ed originali che rendano ogni libro un piccolo e prezioso oggetto da desiderare e custodire.

L’INGRESSO NEL LABIRINTO di Arnaldo Pomodoro
con-fine edizioni
Pubblicazione 18 ottobre 2016
ISBN 978-88-96427-76-7
Prefazione Aurora Donzelli
Autori Gino Fienga, Federico Giani
Pagg. 96 / immagini colori
Prezzo € 12
Genere arte contemporanea
Italiano
#ingressolabirinto

Un osservatorio sulla creatività contemporanea

Sharing Gallery è un osservatorio sulla creatività contemporanea. E’ uno spazio virtuale in cui condividere l’arte, parlare d’arte, raccontare l’arte.

Sharing Gallery
Sharing Gallery

La piattaforma presenta una selezione di gallerie e opere in linea con un’idea di valorizzazione dell’arte cosiddetta emergente. Dove emergente non è necessariamente assimilabile a “giovane”, ma fa riferimento a quel mondo dell’arte che non ha accesso a canali e circuiti preferenziali.
Un’arte sommersa, avulsa dal mainstream .

Sharing Gallery è un progetto con un’identità precisa: un network di gallerie, una vetrina di opere che presentano una filosofia condivisa.

Tra gli obiettivi prioritari della piattaforma, supportare l’attività di comunicazione e promozione delle gallerie, nonché contribuire a incrementare la visibilità degli artisti su di essa pubblicati.

www.sharing.gallery
Per aderire al network: info@sharing.gallery

https://www.facebook.com/sharing.gallery/
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Rilevamenti # 1

Dopo il significativo evento dedicato all’opera di Nicola Carrino, uno dei protagonisti di spicco dello storico Gruppo Uno di Roma, venerdì 9 dicembre 2016, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 20,00, è in programma presso il CAMUSAC l’apertura della mostra “Rilevamenti # 1”, ideata e progettata da Bruno Corà in collaborazione con Daniela Bigi, Tommaso Evangelista, Aldo Iori, Federico Sardella e Marco Tonelli che hanno individuato, ognuno con proprie indicazioni critiche, i primi cinque nuclei di artisti invitati in questa rassegna.

rilevamenti_L’evento “Rilevamenti # 1” si configura pertanto come il primo di una vasta ricognizione critica a respiro italiano, rivolto a segnalare artisti emergenti o di cui si vanno definendo le cifre linguistiche distintive che li impongono sulla scena artistica nella seconda decade di questo inizio di millennio.

L’iniziativa ha parimenti la volontà di sottolineare le personalità critiche che negli ultimi anni si sono rivelate e impegnate con maggiore determinazione mediante una produzione curatoriale, saggistica e di ricerca che ha indotto la direzione del Museo a considerarne gli esiti con motivato interesse.

Gli artisti invitati a “Rilevamenti # 1” sono: Gianfranco Maranto, Campostabile, Genuardi/Ruta, Davide Mineo (a cura di Daniela Bigi), Riccardo Ajossa, Alessio Ancillai, Michele Giangrande, Roberto Pugliese (a cura di Tommaso Evangelista), Luca Pozzi, Michele Guido, Giovanni Termini, Michele Ciribifera (a cura di Aldo Iori), Claudio Citterio, Yari Miele, Maria Elisabetta Novello, Antonella Zazzera (a cura di Federico Sardella), Jacopo Cardillo, Nebojsa Bogdanovic, Chiara Sorgato, Marco Ulivieri (a cura di Marco Tonelli).

La mostra annovera 2 opere per ogni artista, per un totale di 40 lavori. Ogni curatore ha provveduto alla scelta delle opere insieme alla stesura di un breve profilo critico che insieme a una sintetica bio-bibliografia comparirà nel catalogo previsto per l’evento, comprensivo di testi critici introduttivi e immagini delle opere per i tipi della casa editrice Magonza di Arezzo.

Nel corso dell’apertura della mostra saranno previste conferenze e tavole rotonde che forniranno spunti di osservazione e riflessione sul nuovo panorama artistico di cui “Rilevamenti # 1” intende essere espressione.

Per ulteriori informazione sulla mostra o sulla logistica inerente l’iniziativa rivolgersi al n. +39 335 52 59 956 – o per mail all’indirizzo info@camusac.com

Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte

Ancora code e ancora Petruzzelli pieno fino all’ultimo posto per la rassegna ‘La Storia nell’Arte‘ degli editori Laterza che oggi ha portato in teatro la lezione di storia di Franco Cardini che ha parlato di ‘Filosofia al potere, partendo da Castel Del Monte‘.

castel-monte“Una reggia, un monumento celebrativo, un luogo di culto? La forma di Castel del Monte – è la lezione di Cardini – è strettamente legata alle idee di chi l’ha voluto, Federico II: imperatore cristiano, illuminista ante litteram, tiranno politico e legislatore egualitario, cultore delle scienze ed esoterista”.

Petruzzelli_code

Le lezioni di storia al Petruzzelli di Bari stanno riscuotendo un enorme successo con lunghe code la domenica mattina per assicurarsi i posti migliori in teatro. La rassegna continua fino al 18 dicembre. I grandi scenari storici, le trasformazioni sociali e religiose, i protagonisti dei movimenti culturali e politici vengono riletti attraverso l’interpretazione che 6 grandi storici propongono di 6 opere d’arte.

(da Ansa)

VISIONI ONIRICHE DI SUSY MANZO

Visioni oniriche in chiave fiabesca – Testo a cura di Dora Marchese

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, scriveva Shakespeare nella Tempesta.

il-navigar-me-dolce-in-questo-pratoE da questa sostanza, sfuggente e misteriosa, paiono essere originati i delicati e seducenti lavori di Susy Manzo, artista milanese, maestra nell’arte del paper-cutting, della pittura ad olio e del disegno.

In ‘Storie sospese‘ Susy Manzo ha voluto raccontarci qualcosa di sé, aspetti legati alle parti più profonde del suo vissuto e del suo immaginario. Ha voluto fondere il passato, fatto di esperienze ora gioiose ora tristi, con il presente, intriso di speranze e attese, realizzando delle opere fortemente intimistiche, delle visioni oniriche in chiave fiabesca.
Ironia, gioco e leggerezza sono gli ingredienti principali delle sue Storie ma a ben guardare l’artista ci catapulta anche in un mondo perturbato e perturbante. Lo si capisce avvicinandosi e osservando da vicino i piccoli quadri preziosi di dettagli e simboli significativi.

L’urgenza di comunicazione di Susy si esprime nel rifiuto della bidimensionalità, dunque nella negazione di una condizione d’irrealtà a favore della “verità” della terza dimensione, realizzata attraverso personaggi e oggetti che evadono dalle cornici, si affacciano e si protendono verso lo spettatore creando più livelli di narrazione: l’infrazione della bidimensionalità mira a rendere concreto il fantastico. E così le delicate figure femminili, biancovestite di ricami fatti da chiaroscurali intarsi, sono icone di candore e innocenza ma si muovono in un universo senza spazio e senza tempo, fatto di colori tenui rivivificati solo dal fulvo delle chiome muliebri. In questo universo vige la duplicità, si muovono opposte tensioni. Da una parte vi si accampano alberi e rami che svettano verso l’alto senza soluzione di continuità, senza mai finire, sconfinando dai margini fisici del quadro stesso, emblemi di libertà e voglia d’infinità. Dall’altra, campeggiano lunghe e articolate radici, simili a ragnatele, espressioni del bisogno di realtà e stabilità che però si risolve in utopia: le radici infatti sono aeree, non affondano saldamente nel terreno, fluttuano del vuoto, sono altrettanti inganni di sicurezza e stabilità. E se le radici si diramano nel cielo, i pesci volano nell’aria e i fiori, perduta la loro carnalità e i loro sgargianti colori, sono bianche silhouette, quasi astrazioni. Solo le fragili barchette di carta sembrano garantire che la continua inesausta ricerca è quella che, alla fine, ci tiene davvero legati al mondo e ne rende possibile il viaggio nel suo cuore.

Susy interpreta così le tensioni della vita moderna, raccontando storie che sono quelle di noi tutti, dimidiati tra desideri e fallimenti, tra età adulta e fanciullezza, tra malinconie e sogni: le linee verticali del pensiero s’intersecano con quelle orizzontali della materia.

Le Storie sospese di Susy Manzo emanano una piccola musica, un sussurro che pare scandire le parole del poeta Lucio Piccolo: «Se noi siamo figure/ di specchio che un soffio conduce/ senza spessore né suono/ pure il mondo dintorno/ non è fermo ma scorrevole parete/ dipinte, ingannevole gioco/ equivoco d’ombre e barbagli/ di forme che chiamano/ e negano un senso».

Artemisia Gentileschi e il suo tempo

Arriva nella Capitale una grande mostra dedicata a una delle artiste più appassionanti e amate dal grande pubblico, Artemisia Gentileschi: dal 30 novembre 2016 al 7 maggio 2017 presso Museo di Roma a Palazzo Braschi, magnifico edificio del XIX secolo, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II.

artemisia_gentileschi_e_il_suo_tempo_largeL’esposizione, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, nasce da un’idea di Nicola Spinosa, avvalendosi di un prestigioso comitato scientifico ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana.

L’artista, nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653, protagonista di noti episodi drammatici e scandalosi, ha vissuto e lavorato principalmente in tre città: Firenze (dal 1613 al 1620), Roma (dal 1620 al 1626) e Napoli (dal 1626 al 1630). La mostra è un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini.

Frutto di un lunghissimo lavoro preparatorio, la mostra vanta prestiti da tutti i principali musei del mondo – dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo di Capodimonte, dal Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e dal Národní galerie v Praze di Praga -, ed opere straordinarie quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne (Museo di Capodimonte), Ester e Assuero (Metropolitan Museum di New York), Autoritratto come suonatrice di liuto (Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut) e moltissime altre.

Accanto alle opere di Artemisia, anche quelle dei grandi protagonisti del ‘600 come Cristofano Allori, Simon Vouet, Giovanni Baglione, Antiveduto Grammatica e Giuseppe Ribera.

 

Les Américains a Milano

Dal 30 novembre al 19 febbraio, la galleria Forma Meravigli, in collaborazione con Contrasto, espone per la prima volta a Milano la serie completa del progetto fotografico di Robert FrankLes Américains‘, probabilmente il più importante del ventesimo secolo.

Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956
Robert Frank Municipio, Reno, Nevada, 1956

Robert Frank aveva 34 anni quando in Francia fu pubblicata la prima edizione di “Les Américains“. L’anno seguente uscì negli Stati Uniti con il titolo “The Americans“, un libro con 83 immagini in bianco e nero, scattate durante un viaggio negli Stati Uniti nel 1955, che di lì a poco avrebbe cambiato la grammatica e la storia della fotografia, sfidato la grandezza dei lavori dei suoi predecessori e mentori Walker Evans e Henri Cartier Bresson, mostrato la drammatica solitudine delle persone e svelato, in maniera cruda e spietata, il profondo abisso tra la grigia realtà quotidiana statunitense e lo splendore dell’ American Dream.

Ebbe a scrivere Jack Kerouac : “Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa. È questo che ha catturato Robert Frank nelle formidabili foto scattate durante il lungo viaggio attraverso qualcosa come quarantotto stati su una vecchia macchina di seconda mano”.

L’artista Cesare Cassone per Norcia.

Summer 2016 n.1
Summer 2016 n.1

Le Associazioni Culturali E20 Gaia e l’Agenzia Rothko, con il patrocinio del Comune di Perugia hanno organizzato un’asta di beneficenza a favore della popolazione del territorio di Norcia colpita dal recente terremoto, invitando artisti, sia nazionali che internazionali, a partecipare alla donazione di opere per una raccolta fondi, contando vivamente sulla loro solidarietà e preziosa collaborazione.

Lo spirito di unione e condivisione per una giusta causa permetterà agli organizzatori di donare aiuti sia a sostegno della comunità che alla ricostruzione del patrimonio storico artistico e architettonico del territorio, simbolo di grande valore culturale e di identità civile della Regione Umbria.

Cesare Cassone parteciperà donando il dipinto: “Summer 2016 n.1” 100×80 acrilico su tela 2016

Pugliese, di Castellaneta, Cesare Cassone vive ed opera a Bari. Pittore autodidatta come ama definirsi dipinge fin dal 1966 ricercando, nelle prime prove pittoriche, l’equilibro tra luci e colori della natura pugliese proseguendo dal 1973, anche da ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a coltivare la sua innata passione per la pittura. Al termine della sua carriera nell’Arma con il grado di Generale nell’agosto 2005 si è dedicato completamente alla pittura interpretando, sotto una nuova luce, le sue passate esperienze di osservazione della realtà esterna tendendo essenzialmente a mettere in evidenza la stupenda cromaticità. Ha tenuto numerose mostre personali partecipando anche a collettive e fiere internazionali d’arte moderna contemporanea sia in Italia che all’estero. Della sua attività si è ampiamente interessata la stampa quotidiana e specializzata. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti tra i quali i premi internazionali “Van Dyck”, “San Valentino” e “Boe”, il premio “Inno alla natura” ed il premio speciale del “Corriere dell’arte”.

Artista inquieto , estremamente avido di esperienza , deciso alle innovazioni il pugliese Cesare Cassone soppianta , assai spesso , la struttura meditata della composizione a vantaggio dell’intervento della materia cromatica che si irradia, vero e proprio magma, per l’intera superficie della tela.
Speculazioni pittoriche, le sue, che partono dal presupposto che la pittura debba essere sostanza espressiva e comunicativa di sentimenti e mai subordinata alle convenzioni.
Cosi operando questo pittore, al quale vanno riconosciuti impegno, forza, coraggio e soprattutto lenta e positiva escavazione del dato formale, lascia intendere appieno di avere tutte le carte in regola per una significativa presenza nel panorama dell’arte contemporanea.”Lello Spinelli , storico e critico dell’Arte in Bari

Sito web dell’artista

 

Il Paese delle Meraviglie di Susy Manzo

Il 3 dicembre presso la Galleria Kōart: unconventional place sarà inaugurata la mostra di Susy Manzo dal titolo ‘Storie Sospese‘ a cura di Dora Marchese e Aurelia Nicolosi.

Storie sospese
Storie sospese

Invenzione, creazione, poesia, magia sono elementi peculiari del cammino, originale e ante litteram, dell’artista. Le sue sono favole, brevi narrazioni dove immagini eteree e delicate sostituiscono i versi di un racconto metaforico sull’esistenza umana. Uomini, animali, oggetti interagiscono da soli o assieme per suggerirci un ricordo, un moto dell’animo, una verità morale o un insegnamento di saggezza pratica. È tutto lì, in un unico tableau vivant, scrigno prezioso da cui si diffondono soavi melodie o si aprono finestre della mente. Susy è una nuova Alice che trasforma il mondo reale in una dimensione altra, dove paure, ansie e desideri più intimi vengono sublimati attraverso il sogno e le delicate sagome che animano le sue composizioni. «Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?» Sembra suggerire la poliedrica autrice allo spettatore che sicuramente verrà coinvolto e rapito dalle sue composizioni, quasi a sentirsi parte attiva della piccola istallazione.

Dov’è la verità? Qual è la finzione? In realtà è difficile dare dei limiti, creare dei confini: ognuno interpreta e reinterpreta la storia come vuole. Ogni azione della vita quotidiana offre uno spunto narrativo con cui giocare e creare delle situazioni che appartengono un po’ a ciascuno di noi. Basta avvicinarsi per riscoprire quegli angoli di mondo a noi cari e quelle persone/personaggi che ci hanno accompagnato durante un percorso irto di ostacoli. Attraverso gli occhi di Susy/Alice scopriamo la gioia delle piccole grandi cose e impariamo ad apprezzare ciò che sembra scontato e quasi banale, ciò che la quotidianità rifugge ma che, invece, appartiene al nostro Universo Parallelo, al nostro Paese delle Meraviglie.
Oscar Wilde sosteneva che «I grandi eventi della vita spesso non lasciano traccia: escono dalla nostra coscienza, e quando per puro caso ci si riaffacciano alla mente, ci appaiono irreali. Perfino il fiore scarlatto della passione sembra crescere nello stesso prato dei papaveri dell’oblio. Ci rammarichiamo del fardello dei nostri ricordi, e abbiamo degli antidoti per difendercene. Ma le piccole cose, le cose di nessuna importanza, quelle ci restano impresse. In qualche minuscola, eburnea cellula il cervello conserva le impressioni più delicate e fuggevoli». L’Arte è in grado di raccontare anche questo e Susy Manzo ne diventa raffinata interprete, scardinando le regole del tempo e ribaltando quelle dello spazio.

Susy Manzo – Storie sospese

A cura di
Dora Marchese e Aurelia Nicolosi

(testo critico di Dora Marchese)

3 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017

Inaugurazione 3 dicembre
ore 19,00

Galleria Kōart: unconventional place
Via San Michele 28
Catania

L’esposizione sarà visitabile fino all’8 Gennaio 2017, dal lunedi al sabato dalle 16,30 alle 21,00. In altri orari per appuntamento, telefonando al 3391779005, 3391190585.
Per info: aurelianicolosi@gmail.com; info@galleriakoart.com

Art Today

Federica Morandi art projects presenta dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017 la consueta mostra di fine anno attraverso una selezione di lavori degli artisti esposti durante gli ultimi anni in Atelier. Artisti in mostra: Pietro Di Girolamo; Veronica Green; Marta Mezynska; Cristiano Ossoli; Stefania Pennacchio; Alberto Maria Prina.

alberto-maria-prina-rada-acrilico-su-cartaArt Today si focalizza sull’arte contemporanea emergente internazionale attraverso la selezione di lavori di piccolo e medio formato, con l’obiettivo di aprire le porte dell’arte ad un pubblico eterogeneo e incoraggiare collezionisti ed appassionati ad investire sui talenti dell’arte di oggi. Iniziare una collezione o incrementarne una, significa lasciarsi contagiare dall’energia dell’arte e coltivare preparazione culturale e sensibilità estetica. Il pubblico è invitato ad interrogarsi sui lavori in mostra, riconoscendo nelle opere esposte il talento e a fare così buoni investimenti sia in termini economici che di appagamento del gusto estetico personale.

L’obiettivo è avvicinare all’arte contemporanea anche giovani o persone con la passione per l’arte, considerando la capacità di spesa di ognuno. La mostra offre un’alternativa utile, terapeutica e accessibile come tante altre spese che si affrontano quotidianamente, soprattutto nel periodo natalizio, considerando che un’opera d’arte è unica, inimitabile e per sempre. Investire in arte significa vedere e comprendere, intuire il futuro e scommettere sul suo valore estetico ed economico. Questo è il gioco avvincente dell’arte contemporanea.

Durante l’inaugurazione saranno presenti alcuni artisti per raccontare il percorso artistico intrapreso e personalizzare su richiesta i propri lavori.

Art Today
ATELIER FEDERICA MORANDI ART PROJECTS
Magenta (MI) – dal 27 novembre 2016 al 20 gennaio 2017
Via Orti S/n (20013)
Presso Tennis Club Pontenuovo
+39 338 4939 365
info@fmap.it
www.fmap.it