Amore Multiversi

In Arte Exhibit seleziona artisti che prenderanno parte alla mostra concorso di Arti visive dal titolo “Amore Multiversi”. L’evento artistico si svolgerà presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza dal giorno 3 al 20 febbraio 2017.
 
L’obiettivo della rassegna Amore Multiversi è di celebrare con una mostra a tema il mese dedicato agli innamorati e di diffondere l’arte contemporanea e la cultura dell’amore tra le giovani generazioni.La mostra si inserisce in un progetto più ampio di eventi itineranti denominato “In Arte in Tour” che vedrà coinvolte location prestigiose quali castelli, abbazie, anfiteatri e musei di Basilicata, Puglia e Campania, allo scopo di promuovere su scala nazionale territori ricchi di emergenze storiche, artistiche e architettoniche e di offrire agli artisti delle vetrine prestigiose per esporre le proprie opere.

Il messaggio che la mostra “Amore Multiversi” intende veicolare è quello di un recupero dei valori autentici dell’amore inteso nella sua accezione più alta di sentimento sublime e idealizzato, di tensione e aspirazione dell’imperfetto al perfetto come espresso nella concezione platonica. La tematica dell’amore ben si sposa con il concetto di esposizione in quanto entrambi tendono alla bellezza, che può manifestarsi sia in forma materiale e tangibile così come in quella spirituale.

La mostra concorso prevede l’assegnazione di ricchi premi e intende dare spazio e visibilità ad artisti di ogni provenienza operanti nel campo della pittura, scultura, disegno, fotografia, grafica, installazione, arte digitale. Gli artisti sono chiamati a partecipare proponendo una o due opere che abbiano una qualche attinenza con il tema trattato, avendo cura di cogliere le multiformi manifestazioni dell’Amore.

Gli artisti interessati a partecipare alla mostra concorso potranno scaricare il bando dal sito www.in-arte.org oppure richiederlo all’indirizzo di posta elettronica eventi@in-arte.org.

ArtExpo Winter Rome

Si inaugura a Roma venerdi’ 6 gennaio alle ore 18 la rassegna artistica internazionale ArtExpo Winter Rome, presso il prestigioso spazio della Galleria Domus Romana in Via Quattro Fontane, 113 (tra Piazza di Spagna e la Fontana di Trevi), nel centro storico di Roma.

Locandina della rassegna

In mostra opere pittoriche, fotografiche, scultoree e digitali di artisti provenienti da 20 diversi Paesi  : Argentina, Austria, Bosnia-Erzegovina, Canada, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Romania, Slovenia, Svezia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, USA.

Come in ogni manifestazione di Artists in the World, anche per ArtExpo Winter Rome, la peculiare caratteristica di internazionalità è chiaramente espressa dai numerosi paesi diversi di provenienza degli artisti partecipanti alla manifestazione, con le loro culture diverse ma uniti insieme dallo stesso linguaggio universale dell’arte, testimoniando come l’Arte possa essere un valido strumento di comunione tra diverse culture, che supera qualunque ostacolo di diversità di lingua, religione, credo politico o altro.

Artisti partecipanti ad ArtExpo Winter Rome: Anna Kristiina Alm, Tove Andresen “Tove-a”, Francisco Araneo “Cisco”, Davorka Azinovic, Maurizio Bellucci, Simona Bianchini, Francesco Borrelli, Paola Bradamante, Branka Bradic, Angela Brittain, Davide Cardella “Dag”, Sandro Casadei, Antonio Corbo, Angela De Tommasi, Marisa Di Bartolo, Antonella Dipalma, Halyna Dmytruk “Alina”, Victoria Dutu, Elena Facchini, Silvano Fagiolo, Marcela Falcone, Roberta Floreani, Marta Franco, Mónica Gallardo, Antonino Gambadoro, Michelina Gatti, Paola Gentile, Amalia Gil-Merino, Tiziana Gualandi, Charlotta Höglund, Gianfranco Ingravalle “Valle”, Ilona Kiss, Aleksandar Knapic “Alex”, Andrea Krnetic Grbic, Franco La Russa “Thion”, Michel Marant, Vincenzo Marino, Enrico Marozza “Chiri”, Lionello Matteucci “Lioma” , Susanna Micheletto, Sandra Migliorini, Beatrice Moggi, Gianni Nattero, Andrea Noviello, Sohsuke Onoike, Francesco Panatteri, Claudia Perruso, Alda Picone, Juha-Matti Pitkänen, Sigrid Plattner, Stefania Ponticelli “L’armonia dei sassi”, Maria Pia Rella, Federica Ripani “Whiteartlab”, Ilse Renata Rivelli, Taina Rönkkö, Eka Rukhadze, Alessia Salera, Carolina Silva y Rosas, Claudio Sist, Scilla Spaccarelli, Tanja Špenko, Janez Štros, Giuseppe Tabacco, Ivan Toller, Beate Zelnicek.

Mini personali di Gianpiero Bonfantini e Martin Mugnolo

Durante il vernissage, con ingresso libero, si potrà assistere al concerto di musica classica della pianista Elisabetta Cialoni. ArtExpo Winter Rome è in mostra dal 6 gennaio al 19 gennaio 2017.

Orari espositivi dalle 15 alle ore 22 tutti i giorni, festivi compresi , presso la Galleria Domus Romana Via Quattro Fontane, 113 00184 Roma

Organizzazione evento Artists in the World Angelo Ribezzi http://www.artintheworld.net/ news@artintheworld.net in collaborazione con Eudaimonia Event http://www.eudaimoniaevent.com/

 

Dialoghi sospesi

Pavarini Arte presenta, nella sede cinquecentesca di Villa De Moll a Brugneto di Reggiolo (RE), una grande mostra dell’artista Mario Pavesi dal titolo Dialoghi sospesi
Dopo la mostra a Mantova alla “Casa del Mantegna” e i successi europei a Stoccarda e Bruxelles l’artista ha presentato in Kazakistan un’esposizione itinerante che ha toccato le città Aksai, Utask e Astana, ed è stato invitato a Expo Astana 2017 per realizzare una scultura monumentale da installare all’interno dell’Esposizione prevista nella capitale del Kazakistan.
 
La mostra Dialoghi sospesi, allestita nelle suggestive stanze di Villa De Moll fino al 26 marzo 2017, propone alcune delle più espressive opere in bronzo del Maestro realizzate negli ultimi anni, una cinquantina di lavori suddivisi in diverse aree tematiche: Eros, Corpi femminili, Maternità, Corpi maschili, Animali, oltre a una selezione di dipinti tratti dalla serie Luoghi Comuni e Las Mariposas.
Un incontro fra scultura pittura, due poli, due percorsi paralleli che caratterizzano la ricerca dell’artista impegnato da sempre nel cercare di comunicare emozioni con la sua arte, di far riflettere, di stimolare un pensiero, una riflessione.
Nei dipinti Pavesi guarda a Mondrian, Kandinskij e tramite il gesto, l’astrazione e il colore che è vibrazione spirituale e induce particolari reazioni nell’osservatore, l’artista si interroga sul concetto di libertà personificato dalle farfalle: belle, fragili e delicate come la libertà.
Nelle sculture, invece, l’energia pulsante della materia viene domata da Pavesi e trasformata in corpi, forme, volumi carichi di umanità e poesia che sembrano prendere vita. Come nei quadri il colore è protagonista anche delle sculture in bronzo: la patina si rivela il vestito finale dell’opera, la giusta sfumatura scelta con cura e attenzione dall’artista che intensifica così le sensazioni e il significato complessivo della composizione.
L’equilibrio, il non equilibrio, la deformazione, la mutilazione, il vuoto e la concavità del bronzo sono l’espressione visibile di moti dell’animo, di passioni umane, di uno Strazio generazionale, di un “Vuoto interiore” che accomuna molti giovani che non hanno prospettive in una società in crisi.
I Corpi femminili di Pavesi emanano dolcezza, sensualità (Bagnante); la magia della maternità è rappresentata dalle rotondità e morbidezza della forma; gli animali e la loro forza sono metafora dell’esistenza. Il coraggio di Icaro è visibile nella tensione dei muscoli delle braccia e dell’addome: Icaro è un’opera per i giovani, è un invito a osare, a provarci”, commenta lo scultore, mentre in Equilibrio, grande figura maschile raccolta in una postura di equilibrio precario, “ho cercato di mettere in evidenza le difficoltà delle nuove generazioni” .
Le opere di Pavesi sono profondamente attuali, legate alla contemporaneità e alla società, a una dimensione esistenziale, portatrici di un messaggio ben preciso, ma cariche di positività e speranza.
È in corso di lavorazione un’opera monumentale, un enorme toro dal titolo Possanza di quattro metri e mezzo che l’artista presenterà a mostra iniziata.L’esposizione sarà visitabile fino al 26 marzo 2017 tutti i giorni nei seguenti orari: 9.00-12.00 e 15.00-19.00;

Ingresso libero.
Per informazioni e incontri diretti con l’artista: tel. 335 355136, pavarini@pavarini.it

Mario Pavesi – Icaro.jpg Mario Pavesi – Possanza.jpg Mario Pavesi – Vuoto interiore.jpg

Mario Pavesi nasce il 5 agosto 1945 a Guastalla (Reggio Emilia).
Dopo gli studi superiori si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e segue il Corso di Scultura di Umberto Mastroianni. In questa sede incontra lo scultore Dante Carpigiani che insieme al pittore novellareseVivaldo Poli diventeranno punti di riferimento per la sua formazione umana e artistica. In quarant’anni di attività, ha sperimentato vari percorsi pittorici e scultorei, svincolati sempre e comunque dalle logiche del mercato e dalle mode del momento, ma sempre legati alla sfera delle emozioni e alla ricerca incessante di una interiorità sofferta. Attualmente, oltre alla produzione artistica, si dedica ad una intensa attività didattica tenendo corsi di formazione a vari livelli. Vive e lavora a Novellara in provincia di Reggio Emilia.

Recenti esposizioni:
Orizzonti altri, 2016 Aksai Industrial Park, Kazakistan
ExpoArte, 2015 Villa BagattiValsecchi, Varedo
Ri-nascita, June 2015 Palazzo Principi, Correggio, Reggio Emilia
Emozionarte, May 2015 Palazzo della Prefettura, Reggio Emilia
S-cultura, April 2015, Casa del Mantegna, Mantova, Italy
Lescontemporains: Unione Europea, Unione dell’arte, 2014, AmArtGallery, Bruxelles, Belgio
A Contemporary Point ofView, 2014, Villa Mussolini, Riccione
Equilibri di un eterno presente, Milano, 20 Marzo-30 Maggio 2014
Occhi – mano – cuore, Pforzheim, Stoccarda,16 marzo-20 aprile 2013
Interiori equilibri, Chiostri di San Domenico (Ex Stalloni), Reggio Emilia, 3-31 marzo 2012
Palazzo Detraz, Salsomaggiore Terme Parma, Presentazione di Vittorio Sgarbi, 2010
Afferrare la forma, Palazzo Dei Principi, Correggio (RE), 1 maggio-28 giugno 2009

Villa De Moll, ha la sua origine in un fortilizio ristrutturato alla fine del Cinquecento quando sulla zona signoreggiava la famiglia Torello, originaria di Mantova e imparentata con i signori di Guastalla. Il palazzo fu rinnovato e ristrutturato dal 1804, lasciando intatta la facciata originaria del ‘600. Notevoli all’interno gli affreschi di Felice Campi sul soffitto della Sala del Sole.La Villa deve il suo nome alla famiglia dei Baroni De Moll, che la abitarono tra la fine dell’Ottocento e la metà del secolo successivo. Destinata a residenza estiva della famiglia, iniziò intorno al 1955 un periodo di lento declino poiché gli ultimi proprietari, i Marchesi Ferrero residenti in Veneto, non si preoccuparono di risistemarla. Dal 1972 è proprietà della famiglia Pavarini che la restaurò e ne ha adibito le ampie sale a mostra di mobili antichi. La Villa è stata riaperta il giugno scorso dopo gli imponenti restauri effettuati in seguito agli eventi sismici del 2012.

Dialoghi Sospesi
Mostra personale di Mario Pavesi
Pavarini Arte, Villa De Moll, Via Guastalla 144, Brugneto, Reggiolo (RE)
Testo di Camilla Mineo
Inaugurazione sabato 24 dicembre 2016 ore 23.00
24 dicembre 2016 – 26 marzo 2017
Aperto tutti i giorni dalle 9.00-12.00 e 15.00-19.00. Ingresso libero.

Per informazioni e incontri diretti con l’artista: tel. 335 355136, pavarini@pavarini.it.
www.mariopavesi.it • staffpavesi@gmail.com • 338 9713901

Anime e Corpi

Il saggio scritto da Valeria ArnaldiCorpi e Anime. Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese‘, documenta il mondo dei cartoni animati degli anni Ottanta:

Corpi e Anime (copertina del volume)

Il fisico da pin-up di Lamù, le curve di Margot, spiate e desiderate da Lupin, e ancora, Sailor Moon, Bia, Ransie la strega, Mila e Shiro, Kiss me Licia e Ranma 1/2. Senza dimenticare i grandi film, come Perfect Blue e Paprika di Satoshi Kon. Sono bastati pochi trasgressivi frammenti di china e colore senza veli per “animare” le fantasie di intere generazioni.

Tra serie per tutte le età e prodotti più adulti, come ecchi ed hentai, tra appuntamenti in fascia protetta e veri e propri lungometraggi, il nudo è presente in modo importante all’interno degli anime giapponesi, con valenze più o meno erotiche. Una presenza non sempre evidente che ha permesso alla nudità, accompagnata da sguardi maliziosi o, al contrario, imbarazzati, di entrare nel mondo infantile, contribuendo a determinarne i primi interrogativi. Corredato di un ricco apparato iconografico, il volume illustra il fenomeno del nudo animato, in un percorso che parte dalle serie di fumetti e cartoni animati, icone dei piccoli, per arrivare alle ultime produzioni degli anime più raffinati ed “erotici”, mettendo a confronto la tradizione nipponica, non priva di pruderie e violenze, con quella di altri Paesi, a partire dall’America.

Grande attenzione è dedicata alla funzione narrativa del nudo e alla censura che hanno prodotto rielaborazioni, fan art, ma anche videogame e opere d’arte. Un’analisi puntuale e approfondita, e assolutamente originale, sugli aspetti “più adulti” dei cartoni animati che sono entrati a far parte del nostro immaginario culturale.

 

VALERIA ARNALDI è nata nel 1977 a Roma. Laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Per Ultra, ha pubblicato Hayao Miyazaki – Un mondo incantato, Lady Oscar – L’eroina rivoluzionaria di Ryoko Ikeda, Roma da Paura e SPQR Sono pettegoli questi romani. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero. Ha scritto e diretto spettacoli e cortometraggi, tra i quali Dietro le quinte di un bacio con l’attore Enrico Lo Verso.

“Per me la donna è un ideale, qualcosa da ammirare.
Per me le donne sono fonte di ispirazione”
Gō Nagai

CORPI E ANIME – Valeria Arnaldi
Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese
Il primo studio iconografico sul nudo nell’animazione, tra libertà e censure del nostro immaginario

Collana Ultra Shibuya – pp. 220 – € 22,00 – Illustrato a colori grande formato

Alejandro “Jano” Schmitt

Prosegue fino al 15 gennaio 2017, al Palazzo dei Principi di Correggio (RE), la personale del fotografo argentino Alejandro “Jano” Schmitt, ospitata nella Galleria Espositiva del Museo Il Correggio.

Il percorso di mostra vede una sessantina di fotografie in bianco e nero. Radicalmente opposto al “pittorialismo fotografico”, Schmitt offre una fotografia pura e senza interventi o manipolazioni, cogliendo nel dettaglio i lati più espressivi o empatici di contesti dove la luce e l’ombra sono le sole realtà a parlare. L’esposizione presenta, inoltre, una decina di opere pittoriche che rappresentano un’esternazione emozionale, una confessione del suo profondo. Si comprendono gli stati d’animo attraverso le tonalità, la terra, il fango, l’oro, l’argento e la tecnica assolutamente personale e camaleontica.

Jano Schmitt è nato a Rosario, in Argentina, nel 1960. Le sue opere hanno viaggiato con lui in quasi tutto il mondo: dall’Argentina al Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Mexico Belize e Panama, dove ha lavorato come reporter fotografico. Successivamente a Rosario, Buenos Aires, Bariloche, Miami, Los Angeles, New York, San Josè in Costa Rica e Patagonia. In Europa sono state innumerevoli le sue mostre: in Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera e Spagna, ove ora risiede e lavora, fino ad avvicinarsi all’Italia e precisamente a Roma, Milano, Siena, Pescara e Correggio (RE).

Per approfondimenti sulla mostra e sull’artista: cell. 334 8024761, contezecca@libero.it.

La personale è visitabile fino al 15 gennaio 2017 presso Palazzo dei Principi (Museo Il Correggio, Corso Cavour 7, Correggio, Reggio Emilia) di sabato ore 15.30-18.30 e domenica ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30; chiuso il 31 dicembre, aperto il giorno di Santo Stefano ore 15.30-18.30, 1 e 6 gennaio ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30, oppure su appuntamento.

Per informazioni e visite su prenotazione: tel. 0522 691806, museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.

Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili

Il 26 dicembre 2016 alle ore 17.00 verrà inaugurata al Mann,  nel Giardino delle Fontane, l’installazione site specific OOPARTS / OUT OF PLACE ARTIFACTS / Reperti Impossibili, di Michele Iodice, con la curatela di Mario Codognato, in prosecuzione del progetto espositivo presentato a Capri lo scorso luglio, sotto la direzione artistica della galleria per le arti contemporenee Intragallery.
La mostra OOPARTS era stata concepita appositamente per gli spazi del Centro Caprense Ignazio Cerio, quale rilettura in chiave contemporanea dei reperti conservati al Museo Cerio.
In quell’occasione, l’artista, ispirato dal piccolo antiquarium della collezione Cerio, creò una vera installazione site specific di opere ispirate ai reperti paleontologici ed archeologici raccolti dallo studioso Ignazio Cerio, ma rese contemporanee dai materiali utilizzati: acciaio, alluminio e resine.
 
La stratificazione storica e culturale di Napoli – scrive Mario Codognato – al contrario di quella geologica non avviene per moti orizzontali, per quanto discontinui, ma piuttosto attraverso contaminazioni e trasparenze reciproche ed il riciclo di modelli che dall’antichità alla contemporaneità si adattano ingegnosamente e fluidamente agli stimoli e alle esigenze della vita quotidiana. Incarnando questo spirito geniale, le creazioni di Michele Iodice attraversano i secoli, gli stili, le suggestioni e le intuizioni che le hanno prodotte. Nella produzione artistica più recente, questa stratificazione antropologica e ctonia prende in considerazione un altro “discorso” che attraversa il tempo e lo spazio della polis, quel bestiario, reale e simbolico, che si riversa nelle fondamenta mitologiche e architettoniche e nell’immaginario collettivo della città. L’acciaio e l’alluminio, metalli o meglio leghe che hanno forgiato e che continuano a forgiare le metropoli e gli utensili della modernità, per contrasto o partenopeamente per continuità, si appropriano delle forme e dei miti degli animali, delle forme viventi più antiche.” L’artista Michele Iodice, arrichirà la collezione dei lavori da esporre, con un intervento site specific appositamente studiato per il cortile del museo: verrà realizzata una ragnatela luminosa, sovrastante l’intero cortile, che ingloberà in un gioco di luce tutti i reperti esposti.

Michele Iodice – Ooparts out of place artifacts – Reperti impossibili
MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Napoli – dal 26 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Piazza Museo Nazionale 19 (80135)
+39 0814422149
www.museoarcheologiconapoli.it

Per maggiori info:
Segreteria Organizzativa Associazione Culturale Intraprendere
info@intragallery.it

MUSEO MANN NAPOLI
Ufficio Stampa, Marketing e P.R. Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Ornella Falco, Vittorio Melini
+39 0814422275
ornella.falco@beniculturali.it
vittorio.melini@beniculturali.it
Piazza Museo Nazionale 18/19 – 80135 Napoli (NA)
Tel 0814422275

ArtFacts.Net

Fornitore di servizi nel mondo dell’arte ArtFacts.Net™ ha sviluppato, sin dal 2001, un vastissimo database grazie alla collaborazione con gallerie, musei, fiere d’arte ed associazioni di galleristi nazionali ed internazionali.
Il team di ArtFacts.net

Festività con Arte

Le mostre d’arte dal nord al sud d’Italia (ma non solo) che lo Studio Esseci di Sergio Campagnolo propone di visitare nei giorni delle più belle Festività dell’anno…perchè dopo una fetta di panettone e un brindisi, l’Arte, non guasta. Anzi piace.

Megariccio di Iginio Iurilli

Di seguito il comunicato stampa a cui la redazione di incircolarte.it ha aggiunto (per ogni mostra riportata) i link ufficiali di riferimento  per ulteriori informazioni.

“La nostra proposta parte dalla Sicilia per risalire alla Svizzera.
Muybridge Recall è il titolo della originale mostra che sino al 19 febbraio è allestita ad Acireale, alla Galleria Credito Siciliano.
Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo“. A scriverlo fu Paul Valéry riconoscendo l’’importanza di Eadweard Muybridge (1830 – 1904), il fotografo che “inventò” il movimento, influenzando con le sue immagini Degas e gli artisti del suo tempo e anticipando la nascita del cinema.

Dalla Sicilia alla Sardegna. Dove il Man di Nuoro propone, sino al 5 febbraio, Soggettivo – Primordiale. Un percorso nell’’espressionismo tedesco attraverso le collezioni dell’’Osthaus Museum di Hagen. In mostra gli artisti che si riconoscevano in sodalizi come il “Die Brücke” (Il ponte) o “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro). Rivoluzionari dell’’arte e del pensiero che in una Germania stretta tra il conservatorismo della politica imperiale e la crescita di una nuova cultura di massa, trovarono riferimento nei valori dell’’individualismo e del primordio, alla ricerca di esperienze di vita autentiche e originali.

“Stupefacente” è stata definita – e siamo in Umbria – Alberto Burri: Lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A., sino al 6 gennaio a Città di Castello (PG), Ex Seccatoi Tabacco. Qui, Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Miró, Soulages e altri. A confronto, mai casuale, con il padrone di casa, Alberto Burri.

Sempre in Umbria, ma a Perugia un triplo appuntamento. Con L’’Umbria sullo Schermo. Dal cinema muto a don Matteo, sino al 15 gennaio in Palazzo Baldeschi al Corso. Dario Argento, Pupi Avati, Mario Monicelli, Liliana Cavani, Franco Zeffirelli, Roberto Benigni, Alberto Sordi e Carlo Verdone, Mickey Rourke e Peter Ustinov. Ma anche Rodolfo Valentino e, naturalmente, Monica Bellucci. Nomi e volti che testimoniano, tra i tanti, l’’Umbria come set di grandi produzioni cinematografiche e televisive.

Doppio l’’appuntamento, sino la 22 gennaio, in Palazzo Lippi Alessandri. Con la doppia mostra I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia apre lo scrigno dei suoi tesori d’arte, frutto di venti anni di collezionismo. La selezione propone oltre 50 importanti dipinti rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco. E, parallelamente, il medesimo spazio espositivo accoglie la mostra dedicata al caravaggismo nelle collezioni perugine.

In Toscana, doppio anche l’’invito a Viareggio. In Villa Argentina, sino all’’8 gennaio, epea – European Photo Exhibition AwardConfini sfuggenti”: per la prima volta a Viareggio la palestra europea della fotografia. Il lavoro di 12 fotografi che hanno percorso l’’Europa, per interpretarne, con i loro scatti, i cambiamenti più profondi, secondo il tema “Confini sfuggenti”. Una collettiva che raccoglie centinaia di immagini capaci di focalizzare l’evoluzione dei territori europei. Una mostra che giunge a Viareggio dopo la “prima” alla Fondazione Gulbenkian a Parigi, per poi approdare ad Amburgo e Oslo.

E Il tempo di Signorini e De Nittis. L’’Ottocento aperto al Mondo nelle Collezioni Borgiotti e Piceni, sino al 26 febbraio alla Fondazione Matteucci per l’’Arte Moderna. A confronto i magnifici De Nittis, Zandomeneghi e Boldini con opere non meno superbe di Signorini, Lega e degli altri protagonisti del momento macchiaiolo. E’ il racconto per immagini della “singolar tenzone” intellettuale e artistica che intercorse tra due straordinari collezionisti milanesi: Enrico Piceni e Mario Borgiotti.

Diversi gli appuntamenti in Emilia Romagna. A Bologna, al Museo Morandi, Ennio Morlotti. Dalla collezione Merlini al Museo Morandi , sino all’’8 gennaio. Affascinante confronto, al Museo Morandi di Bologna, tra due protagonisti dell’’arte italiana del Novecento. Un confronto che trova ragione nella stima di Morandi per il più giovane Morlotti che, a sua volta, riconosceva in Morandi un suo maestro. A rendere possibile questo confronto, le opere del Museo Morandi vis a vis con i bellissimi Morlotti della Collezione Merlini.

Nella vicina Ferrara, la vedette è Orlando Furioso 500 Anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, ai Diamanti sino al 29 gennaio. Qui si viene condotti in un appassionante viaggio nell’’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. Tappe i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo a Raffaello, da Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che fanno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’’Italia delle corti di cui è espressione il capolavoro dell’’Ariosto.

Sempre a Ferrara, da non dimenticare il nuovo allestimenti in Castello dei capolavori di de Pisis, Boldini, Previati e Mentessi delle civiche raccolte.

A Reggio Emilia, in Palazzo Magnani sino al 14 febbraio, Reggio Emilia, Palazzo Magnani Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno. 300 opere, in gran parte inedite, per raccontare in modo nuovo il Liberty italiano. La sua anima più propriamente floreale e quella “modernista”, più inquieta e vicina a influenze europee. Che porterà, da lì a poco, alle ricerche delle avanguardie e allo sviluppo in chiave più stilizzata ed essenziale del linguaggio decorativo.
Ricco di proposte anche il Veneto.

Cominciamo da Venezia, dove hanno ancora un sapore di fresco le Nuove sale dell’’Ala Palladiana delle Gallerie dell’Accademia. Sette nuove sale, allestite nell’ala del convento dei Canonici Lateranensi disegnata da Andrea Palladio, ospitano i protagonisti dell’arte veneziana e veneta tra Sette e Ottocento. Sebastiano Ricci, Rosalba Carriera, Canaletto, Bellotto e Guardi, Hayez, tra i tanti. Ma soprattutto Antonio Canova cui sono riservati gli spazi della luminosa galleria e il celebre Tablino.

A Rovigo, I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia, sino al 14 gennaio in Palazzo Roverella. Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, quattro grandi “isole” e tanto, tanto colore. Questa è una mostra di emozioni. E di storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi. Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana. Quasi fossero alla ricerca del valore purificatore dell’acqua e degli elementi naturali.

Nella vicina Fratta Polesine, al Museo Nazionale Archeologico sino al 26 febbraio, Storia del Profumo, Profumo della Storia. Chissà se la Storia sarebbe stata la stessa nel caso in cui Cleopatra non avesse usato i suoi mitici unguenti profumati! In mostra tremila anni di profumi, attraverso i loro contenitori: da quelli dell’’età greca e romana ai marchi della grande profumeria planetaria di oggi. Insieme a oggetti, libri, antichi formulari e farmacopee, strumenti multimediali. Oltre a esperienze sensoriali.

All’’insegna del “divertimento”, la proposta di Padova dove, al San Gaetano, sino al 26 febbraio, c’’è Godzil-Land  Un viaggio fantastico dal Mondo Perduto a Jurassic Park. I piccoli li amano per la loro mostruosa aggressività, gli adulti per la loro silenziosa testimonianza. I dinosauri sono diventati una costante culturale del nostro tempo. La fantascienza li ha resi protagonisti di storie indimenticabili. Come questa mostra dimostra.

Treviso cala molte, notevoli proposte. Innanzitutto Storie dell’’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, sino al 17 aprile, al Museo di Santa Caterina. 140 opere, quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno, per raccontare, come prima mai fatto in Italia, le varie storie dell’impressionismo. Opere, spesso capolavori, provenienti da musei e grandi collezione di mezzo mondo. Sempre a Santa Caterina, Tiziano Rubens Rembrandt. L’immagine femminile tra Cinquecento e Seicento. Tre capolavori dalla Scottish National Gallery di Edimburgo. Sono la Venere che sorge dal mare di Tiziano, il Banchetto di Erode di Rubens e Una donna nel letto di Rembrandt, concessi dalla Scottish National Gallery e offerti da Marco Goldin ai visitatori della grande mostra sulla Storia dell’’Impressionismo, per festeggiare insieme i primi 20 anni di Linea d’ombra.

Ancora in Santa Caterina Da Guttuso a Vedova a Schifano. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento. Guttuso, Afro, Music, Turcato, Zigaina,Tancredi, Ferroni, Vedova, Guccione, Novelli, Schifano, Ruggeri, Morlotti, Scialoja, Birolli, Pizzinato, Dorazio, Vespignani, Bendini, Francese, Olivieri, Sarnari, Ruggero Savinio, Lavagnino… sono solo alcuni dei 55 artisti che Marco Goldin ha riunito per raccontare 55 anni di storia della pittura in Italia.

Sempre a Treviso e sempre tra le iniziative collaterali alla grande mostra sull’’Impressionismo, in Palazzo Giacomelli De Pictura. 12 pittori in Italia. Claudio Olivieri, Claudio Verna, Mario Raciti, Pier Luigi Lavagnino, Attilio Forgioli, Ruggero Savinio, Franco Sarnari, Piero Guccione, Piero Vignozzi, Gianfranco Ferroni. Sono i 12 artisti riuniti da Marco Goldin a Palazzo Giacomelli, a vent’anni dal loro primo incontro a Palazzo Sarcinelli. Con in più un omaggio a Vincenzo Nucci, ad un anno dalla morte.

I vent’anni di Linea d’ombra sono celebrati anche a Conegliano, Palazzo Sarcinelli, con Ode alla pittura sino all’’8 gennaio. Nei suoi 15 anni di direzione di Palazzo Sarcinelli (1988 – 2002), Marco Goldin ha proposto ben 75 mostre. Che hanno fatto della sede espositiva coneglianese uno dei maggiori punti di riferimento italiani per la pittura contemporanea. La direzione di Goldin ha stimolato la donazione alle Collezioni stabili del Palazzo di quasi 200 opere. La mostra propone una selezione di 107, per delineare un percorso culturale e critico unico in Italia per unitarietà e livello.

Su altro registro, a Treviso in Fondazione Benetton, La geografia serve a fare la guerra? Mappe e arte in mostra sino al 19 febbraio. Ma è proprio vero che La geografia serve a fare la guerra? Certo, senza geografia le guerre non sarebbero nemmeno immaginabili, ma a fare la guerra è sempre l’uomo che per raggiungere i suoi obiettivi è disposto a utilizzare tutti i saperi disponibili come quelli della fisica, della chimica, della geometria o della matematica. E, naturalmente, anche la geografia.

Molti e diversi anche gli appuntamenti di Vicenza. A cominciare da Andrea Palladio. Il mistero del volto, sino al 4 giugno al Palladio Museum. La vicenda potrebbe piacere a Dan Brown. Nessuno può dire che aspetto avesse Palladio, il più conosciuto architetto degli ultimi cinque secoli. Perché il “padre” della Casa Bianca non ha un vero volto? Guido Beltramini conduce il visitatore nei meandri di una storia che si è fatta leggenda, tra falsificazioni, equivoci e colpi di scena. Giungendo ad una verità che riporta, non a caso, a Erasmo da Rotterdam.

Diverse e importanti le iniziative intorno alla riapertura di Palazzo Chiericati come nuova e più ampia sede della notevole Pinacoteca Civica. Innanzitutto da ammirare sono le sale ricchissime di opere proposte in un allestimento di grande eleganza. Poi, negli ambienti sotterranei, le antiche cucine del Palazzo, la mostra Ferro, Fuoco, Sangue. Vivere la Grande Guerra, sino al 26. Questa è una mostra di emozioni, di verità che fanno realmente “Vivere la Grande Guerra”. E’ una mostra che ti sommerge, inquieta, che non lascia indifferenti perché trasforma una “epopea,” conosciuta dai più solo attraverso i libri di storia, in quello che la guerra in realtà fu: “Ferro, Fuoco e Sangue”.

Dallo stesso Chiericati, dove è esposto in una mostra dossier il “Cristo crocifisse” parte un itinerario dedicato a Giovanni Bellini. Itinerario che conduce ad ammirare il “Battesimo di Cristo” in Santa Corona e, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, la “Trasfigurazione” che sino al ‘600 era in Cattedrale, capolavoro che torna, “Ospite Illustre”, per la prima volta a Vicenza. Un percorso che esalta il ruolo di primo pittore italiano avuto dal Bellini al suo tempo.

In Lombardia, a Milano, al Museo di Storia Naturale sino al 30 aprile, Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra. Ogni qualvolta si verifica un terremoto di una certa importanza e magnitudo in grado di provocare danni e vittime ci si interroga sulla natura di questa manifestazione del nostro pianeta. Questa mostra offre risposte precise. E mostra come dai terremoti ci si possa difendere, basta che si scelga di volerlo fare.

A Cremona, al Museo del Violino sono al 29 gennaio, Janello Torriani. Genio del Rinascimento. Riuscì ad affascinare i due più potenti Sovrani del suo tempo, Carlo V e suo figlio Filippo II, che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci. A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, non era un intellettuale, eppure le sue grosse mani da fabbro seppero creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva.

In Piemonte, il grande appuntamento è con Futurballa, sino al 27 febbraio ad Alba alla Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero. Grandi prestiti internazionali, molte opere mai prima viste in Italia, per raccontare Giacomo Balla. Dall’apprendistato torinese al realismo sociale, alla sperimentazione della tecnica divisionista al grande momento futurista.

Nella vicina Svizzera, davvero straordinaria è la mostra Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento, a Rancate (Mendrisio) alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst sino al 22 gennaio. Una materia povera, il legno, diventa capolavoro d’arte nelle mani di chi sa trasformalo in un oggetto di culto, di devozione e di piacere anche solo estetico. Le opere dei grandi maestri italiani, svizzeri ed europei, tra Medio Evo e Settecento sono per la prima volta riunite in una affascinante mostra. Allestita da Mario Botta.

Dalla Svizzera al lontano Giappone dove, sino al 15 gennaio, il National Art Center di Tokyo e il National Museum of Art di Osaka propongono, grazie alla collaborazione delle Gallerie dell’Accademia, la più imponente mostra sull’’arte veneziana mai ammirata in Giappone. “Venetian Renaissance Paintings from the Gallerie dell’’Accademia, Venice” è l’evento clou delle manifestazioni culturali organizzate per celebrare il Centocinquantesimo anniversario del Trattato di Amicizia e di Commercio siglato nel 1866 da Giappone e Italia.

A questo punto, non resta che da augurarvi un cordiale “Buone feste con l’’Arte e la Storia”. Le occasioni davvero non mancano!”

 

L’immagine a corredo (foto de ‘ilsitodellarte’ di Massimo Nardi) riprende l’opera dell’artista pugliese Iginio Iurilli ‘Megariccio’, in esposizione alla Pinacoteca Metropolitana di Bari nell’ambito della mostra Genius Loci a cura di Clara Gelao.

SetUp Contemporary Art Fair

E’ con grande entusiasmo e immenso orgoglio che SetUp Contemporary Art Fair annuncia i nomi degli espositori che abiteranno dal 27 al 29 gennaio 2017 gli ambienti originali dell’Autostazione di Bologna per la sua V edizione.

Le gallerie espositrici saranno ben 60, fra cui la straordinaria presenza e partecipazione di 15 gallerie straniere. Un grande trionfo sotto il segno dell’importante traguardo raggiunto quest’anno da SetUp, che ha ricevuto l’accreditamento come Fiera Internazionale, a conferma della crescita e dello sviluppo delle capacità eccezionali di questa fiera d’arte contemporanea di grande successo e delle sue due organizzatrici, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

Il format esclusivo, che da cinque anni contraddistingue SetUp come l’unica fiera d’arte a livello internazionale che ruota su un tema centrale in tutti i suoi aspetti, celebra questa edizione con il tema dell’EQUILIBRIO, erede simbolico del tema dell’orientamento trattato nell’edizione passata.

I progetti pervenuti e selezionati in linea con la massima del filosofo Søren Kierkegaard − “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi” −, da cui prende mossa la scelta tematica di questa edizione 2017, sono state definite in cinque categorie: Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S, SetUp Open Space.

• INFORMAZIONI UTILI
Inaugurazione: 26 GENNAIO 2017 ORE 20.00, SU INVITO
Date e orari:
27/28 GENNAIO 2017 – DALLE ORE 17.00 ALLE 01.00
29 GENNAIO 2017, DALLE ORE 12.00 ALLE 22.00
Ingresso: € 7.00
Gratuito per bambini di età inferiore ai 10 anni

Direzione organizzativa:
info@setupcontemporaryart.com
Simona Gavioli
339 3290120 – simona.gavioli@setupcontemporaryart.com
Alice Zannoni
329 8142669 – alice.zannoni@setupcontemporaryart.com
Segreteria Organizzativa
Roberta Filippi 392 9492881 roberta.filippi@setupcontemporaryart.com

Link di riferimento
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Twitter: @setupartfair
Instagram: @setupartfair

Pressoffice
Culturalia – Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 Cell: 392-2527126
info@culturaliart.com – www.culturaliart.com

 

Questo comunicato stampa nella sua interezza lo trovate a questo link

Le Marche per le Marche

Urbino e Pesaro unite dalla valorizzazione del patrimonio artistico e dalla solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal recente terremoto. A partire da un’idea di Vittorio Sgarbi, questo è lo spirito che ha portato al progetto espositivo “Le Marche per le Marche”: dal 23 dicembre 2016 al 28 febbraio 2017 tre capolavori saranno in mostra in tre luoghi diversi. Tre opere visibili grazie all’acquisto di un biglietto unico al costo di 3 euro che consente l’affiliazione alla Card Pesaro Cult. Per ogni card/biglietto venduto, 1 euro andrà destinato ai fondi per la ricostruzione delle zone interessate dal sisma.

I tre dipinti scelti per l’occasione da Vittorio Sgarbi sono La Sacra Parentela di Cola dell’Amatrice (1480 circa – 1547), collocata a Urbino nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale; il Matrimonio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria, di Lorenzo Salimbeni (1374 – 1420), in esposizione a Urbino nell’ Oratorio di San Giovanni; la pala di Giovanni Antonio da Pesaro, Madonna con il bambino, e i santi Onofrio, Giovanni Battista, Gerolamo, un santo vescovo e Sant’Aiuto inginocchiato, datata 1473, esposta a Pesaro nella Sala 8 di Palazzo Mosca.

L’iniziativa “Le Marche per le Marche” vuole mettere in evidenza alcuni esempi dello straordinario patrimonio culturale della nostra regione, mantenere l’attenzione delle istituzioni sulle necessità dei territori colpiti dal sisma e nel contempo promuovere le Marche come destinazione turistico-culturale. Il tutto è stato possibile grazie al lavoro dell’Assessore Vittorio Sgarbi, alla pronta cooperazione fra le Amministrazioni comunali di Urbino e Pesaro, alla generosa disponibilità della Confraternita di San Giovanni Battista di Urbino, alla fondamentale collaborazione del Comune di San Severino Marche e di due collezionisti privati. Il progetto è stato coordinato in tutti i suoi aspetti dalla Società Cooperativa Sistema Museo e ha il patrocinio della Regione Marche.

«La nostra Amministrazione –commenta il sindaco di Urbino Maurizio Gambini– è onorata di poter dar vita a un’iniziativa nobile come questa, promossa dal nostro assessore Sgarbi. Questa mostra esprime la vicinanza della nostra città alle zone della nostra regione devastate dal terremoto ed è particolarmente significativo presentarla in occasione dell’inizio delle festività natalizie, in un momento che dovrebbe essere di gioia e condivisione per tutti, speriamo così di dare anche noi il nostro contributo per aiutare questi territori a risollevarsi. Siamo anche felici di dar vita a una fattiva collaborazione nell’ambito della cultura con il Comune di Pesaro, iniziando a costruire una rete capace di saper valorizzare le nostre ricchezze».

«Dai giorni immediatamente successivi al sisma –dice Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro– abbiamo creduto tutti insieme che il modo migliore per sostenere le terre colpite fosse continuare a viverle, anche attraverso il patrimonio artistico. Ebbene questa iniziativa ha l’obbiettivo da una parte di sostenere il restauro del patrimonio danneggiato, dall’altra di offrire un motivo in più per visitare i luoghi della cultura marchigiana e scoprirne i tesori, grazie anche alla preziosa disponibilità di collezionisti privati».

ORARI

Urbino – Sale del Castellare di Palazzo Ducale e Oratorio San Giovanni
Dal lunedì al sabato >10-13 / 15-18
Domenica > 10-13
Prima domenica del mese > 10-13 / 15-18
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

Pesaro – Palazzo Mosca sala 8
Da martedì a giovedì > 10-13
Da venerdì a domenica > 10-13 / 15.30-18.30
Lunedì chiuso
Fino al 6 gennaio > tutti i giorni h 10 – 13 / 15.30–18.30
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

INGRESSI
Biglietto intero > 3 euro
Biglietto ridotto > 2 euro (10-18 anni, gruppi 15pax)
Biglietto gratuito fino a 9 anni, possessori Card Pesaro Cult, disabili, possessori biglietto Pesaro Musei
Possibilità di affiliazione alla Card Pesaro Cult > 3 euro + biglietto gratuito
Prevendita > www.liveticket.it

INFO T 0721 387541
Biglietteria Palazzo Mosca negli orari di apertura dei Musei
pesaro@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it
www.pesaromusei.it

“Grande Nero Cretto

Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’’Ovest americano.

L’’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’’intensità della materia, che l’’artista colse già nelle crepe delle pale d’’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’’interno del campus. Donata da Burri all’’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

 

Illustri persuasioni

Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce – Il progetto inaugurale del Museo nazionale Collezione Salce intende proporre un campionario di eccellenze della raccolta, connotandone in modo spettacolare la rinnovata e permanente esposizione in Treviso.

L’evento Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce si articolerà in tre momenti espositivi, organizzati per cronologia: 1. La Belle Epoque, 2. Tra le due guerre, 3. Dal secondo dopoguerra al 1962.

Durante poco meno di un anno, senza soluzione di continuità, saranno circa 300 i pezzi della Collezione proposti alla visione diretta del pubblico: una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte – nel dicembre del 1962 – pose fine alla sua appassionata, vorace e ininterrotta attività di raccolta.

Il primo evento, La Belle Epoque, rinnoverà i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna, caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e di costume: le Esposizioni Universali, l’architettura del ferro e del vetro, la bicicletta e l’automobile, la luce elettrica, la moda per tutti, i cabaret, l’assenzio e lo champagne. Un’epoca che, nonostante le oggettive diseguaglianze e povertà, ammantò se stessa di un’esuberante joie de vivre, decorata di fiori e scintillante di luci. Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia nell’avvenire”.

Un’epoca che, come noto, fu anche indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, subito popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

Con l’intento di rinnovare il coinvolgimento fisico dello spettatore davanti ai grandi cartelloni da strada, la mostra di apertura del Museo Nazionale Collezione Salce proporrà le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma illustrerà anche quella via tutta italiana al cartellonismo nella quale i decori floreali e i linearismi a colpo di frusta convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce.

Non mancherà anche il più austero, raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.
Per la prima volta, infine, i manifesti di grande dimensione saranno affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate; e sarà proposta una selezione di foto storiche attraverso la quale ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.
Ce la rammentano i ricordi di Marcel Proust davanti a una delle tante colonne-chiosco allora dedicate all’affissione: “Tutte le mattine correvo alla colonna Morris per vedere gli spettacoli che annunciava. Nulla era più disinteressato e più felice dei sogni offerti alla mia fantasia […] e che erano condizionati a un tempo dalle immagini inseparabili delle parole che componevano il titolo e anche dal colore dei cartelloni ancor umidi e gonfi di colla su cui questo spiccava…”.

 

LA BELLE EPOQUE. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

04 Aprile 2017 – 02 Luglio 2017

Prossimi appuntamenti:

Tra le due guerre, 14 luglio – 15 ottobre 2017

Dal secondo dopoguerra al 1962, 27 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

 

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net