Premio Amnesty International Italia Emergenti

Un concorso unico in Italia,  giunto al traguardo della 20a edizione. È il “Premio Amnesty International Italia Emergenti” inserito come sempre in Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, il festival musicale promosso dall’Associazione Voci per la Libertà con Amnesty International Italia e che quest’anno si terrà dal 20 al 23 luglio a Rosolina Mare (RO).

logoSul sito www.vociperlaliberta.it è da poco online il nuovo bando di concorso del Premio, a cui possono partecipare tutti gli artisti che abbiano un brano legato al tema dei diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e con qualsiasi genere musicale.

La scadenza del bando è fissata per il 22 aprile, ma gli artisti che si iscriveranno entro l’11 marzo avranno una ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l’artista vincitore alle semifinali della fase live.

Fra tutte le iscrizioni arrivate entro il 22 aprile ci sarà inoltre il Premio Under 35 che consentirà al migliore giovane di accedere alle semifinali del concorso. L’Associazione Voci per la Libertà sceglierà poi altre sei proposte, che si batteranno assieme al Premio Web Social e al Premio Under 35 nel concorso dal vivo a Rosolina Mare. Qui una giuria prestigiosa di addetti ai lavori assegnerà il Premio Amnesty International Italia Emergenti.

Vuoi partecipare? Basta avere una canzone a sostegno dei diritti umani (hai mai letto la Dichiarazione universale sui diritti umani? Sa essere una potente fonte di ispirazione) e iscriversi entro il 22 aprile 2017 (entro l’11 marzo se si vuole concorrere anche al Premio Web Social).

Tutte le informazioni sul concorso, i premi, le modalità di iscrizione e il bando completo sono disponibili sul sito www.vociperlaliberta.it

ALBO D’ORO
2016 Do’ Storieski
2015 Adolfo Durante
2014 Mud
2013 Leo Miglioranza
2012 Novadef
2011 Areamag
2010 Piccola Orchestra Karasciò
2009 Terzobinario
2008 Elena Vittoria
2007 Marcosbanda
2006 ‘A 67
2005 Sancto Ianne
2004 Riserva Moac
2003 Nuovi Orizzonti Artificiali
2002 Il Combo Farango
2001 Livido
2000 Re del Deseo
1999 Frank Paulis Band
1998 Versi Banditi

ASSOCIAZIONE CULTURALE VOCI PER LA LIBERTA’
www.vociperlaliberta.it
www.amnesty.it

Mia E Göransson

Scrive Antonio Grulli : “Gli organismi che popolano i paesaggi di Mia E Göransson possono ricordare le forme della natura frammentata e ricomposta, una New Nature che svela e nasconde allo stesso tempo le strutture geometriche sottese alle leggi naturali, quelle linee, vortici, traiettorie che le piante seguono nel loro sviluppo, nelle fasi della crescita, secondo rapporti armonici invisibili ed eterni.

Mia E Göransson, Next to Nature, still life 2016, porcellana, alluminioL’uso del colore e l’applicazione di geometrie più o meno irregolari porta all’astrazione, interesse sempre più manifesto nei lavori dell’artista. Alcuni dei suoi oggetti potrebbero essere caduti fuori da un quadro di Kandinsky, si potrebbe ricondurre alla semplicità del cerchio, del triangolo e del quadrato, ma qualcosa li complica, li arricchisce, si intromette nella banalità del normale e scopre un divertito gusto nel creare, nel liberare le forme e dar vita a oggetti inconsueti.

Nelle installazioni più complesse, disposte su piani diversi e sotto teche trasparenti, compaiono oggetti così insoliti da sorprendere e incuriosire a ogni nuovo sguardo. Mia E Göransson è in questo senso una visionaria, una sognatrice, che ammicca a un design ludico, le sue opere potrebbero essere giochi per bambini o modellini di enigmatiche città del futuro. Compiendo un lavoro di astrazione della natura circostante, l’artista arriva a realizzare una nuova natura decostruita, concreta, solida, oggettuale.

La mostra che da martedì 28 marzo Officine Saffi inaugura (la prima in Italia) offre un viaggio negli affascinanti ecosistemi dell’artista – rocce, piante grasse, piccoli pianeti, architetture metafisiche dai colori curiosi. Dallo scontro tra la morbida organicità della vita e il rigore della geometria nascono dei piccoli teatri aperti sul mondo.”

Mia E Göransson
OFFICINE SAFFI
Milano – dal 28 marzo al 10 maggio 2017
Via Aurelio Saffi 7 (20123)
info@officinesaffi.com
www.officinesaffi.com

Officine Saffi è un centro specializzato nella ceramica contemporanea. Il progetto comprende la Galleria dedicata all’arte ceramica con mostre di artisti contemporanei e maestri del passato. Il Laboratorio dove sono organizzati corsi e workshop, oltre a produzioni di artisti e designer, le Residenze d’artista e la Casa Editrice che pubblica la rivista trimestrale specializzata La Ceramica in Italia e nel mondo (www.laceramicainitalia.com) e cataloghi d’arte. Infine, completa il progetto, il concorso internazionale Open to Art, dedicato alla Ceramica contemporanea d’Arte e di Design.

Fausto Melotti. Trappolando.

Si inaugura lunedì 20 marzo presso la Galleria De Crescenzo & ViestiFausto Melotti. Trappolando.” Presentata per la prima volta presso la sede milanese di Montrasio Arte (novembre 2016 – febbraio 2017), la mostra rappresenta un omaggio all’opera plastica di Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986), con particolare attenzione alla produzione ceramica.

TrappolandoLa mostra è accompagnata da un catalogo di 240 pagine (Silvana editoriale), con testi di Sara Fontana, Ilaria Despina Bozzi, Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci.
Il titolo Trappolare deriva da una frase pronunciata da Melotti all’indomani del precipitare degli eventi bellici e della distruzione del suo studio di Milano: “Mi sono messo, se non proprio a lavorare, a trappolare. Ho un po’ di creta e faccio delle testine grosse come un pugno. Ma mi organizzerò meglio”.

Melotti definì la ceramica come un pasticcio, una cosa anfibia, forse per evidenziare la sfida a cui essa ogni volta sottopone il suo artefice, ma le numerose opere da lui realizzate restano oggi come testimonianza del suo interesse verso questo medium.

Un nucleo di opere testimonia la rinascita artistica e creativa di Melotti all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando la completa distruzione dello studio milanese lo spinge verso una produzione quasi frenetica di ceramiche e di sculture in terracotta, proseguita per circa quindici anni con inatteso successo ma senza alcuna eco critica. L’artista dà vita a una serie di invenzioni poetiche originalissime – vasi sole, vasi luna, vasi pesce, vasi gallo, vasi pavone, le grandi figure femminili dette Kore – e parallelamente intensifica la collaborazione con Gio Ponti in alcuni importanti interventi decorativi su vasta scala.

È un periodo magico e vitale, documentato in mostra da un cospicuo gruppo di opere realizzate negli anni 50′, sempre in ceramica smaltata, testimonianza della varietà di soluzioni cromatiche e iconografiche escogitate dall’artista roveretano in quegli anni. Sono opere fortemente evocative. Originate da un sogno, da un ricordo o da un’idea, esse raccontano con nuove forme gli antichi miti e le credenze popolari, l’amore per la natura in tutte le sue forme e la passione per la musica. Della ricchissima poetica dell’artista esse svelano sia l’aspetto più espressivo e colorato, scaturito dall’amore per una materia indomabile, sia l’aspetto più riflessivo e minimalista, tradotto in una scultura sempre leggera e rigorosa.

Dopo i primi riconoscimenti critici per le opere astratte degli anni Trenta e l’intensificarsi dell’attività grafica negli anni Sessanta, il decennio successivo è rappresentato da alcuni bassorilievi in gesso dalle delicate cromie, formelle quadrangolari in creta o in gesso, memori delle candide formelle plasmate da Melotti nell’immediato dopoguerra, ma ora evocanti paesaggi, figure e architetture musicali.

Il percorso espositivo include anche due nuclei di fotografie inedite realizzate da Vittorio Pigazzini (Monza 1929) e da Toni Thorimbert (Losanna 1957).

MIRÓ. LE PAROLE MULTICOLORI

Artista sublime, amatissimo e molto prolifico, negli ultimi anni Joan Miró è stato oggetto di mostre internazionali ricche e variegate.

Difficile quindi dire su di lui qualcosa di nuovo e diverso, a meno di non affrontare la sua figura da una prospettiva particolare. È questo lo scopo di Miró. Le parole multicolori, che propone la Kasa dei Libri di Andrea Kerbaker per dipingere la figura del pittore catalano dal poco noto punto di vista dei libri, con risultati sorprendenti.

Per Miró, infatti, il rapporto con il libro e i suoi autori è un amore a prima vista, che scoppia tra le due guerre e lo accompagna durante tutta la sua vita artistica, praticamente in tutte le sue varianti, con una copiosa produzione di libri illustrati e d’artista, di copertine di riviste, attraverso continue collaborazioni con testate internazionali e cataloghi in tutte le lingue per cui Miró crea quasi sempre opere d’arte autonome e originali. Il risultato è un universo cromatico straordinario, un caleidoscopio di colori accompagnato dai grandi nomi delle lettere del Novecento, che la Kasa dei Libri mette in mostra in innumerevoli esempi. Per farlo, in questa occasione la Kasa allarga i suoi spazi espositivi, invadendo allegramente tutti i tre piani della sua sede milanese di largo De Benedetti, interamente occupati dall’allestimento a cura da Matteo Ferrario e Turi Virgillito.

Frutto della passione personale di Andrea Kerbaker per la figura di Miró, la mostra raduna libri rari e rarissimi, nella più parte dei casi introvabili in Italia, reperiti nei principali Paesi europei e negli Stati Uniti.Raccolgo libri da una vita” commenta Kerbaker “non per il gusto feticistico di possederli, ma per farli parlare, raccontare le loro storie, che, a saperle leggere, sono sempre avvincenti. Trasmettere queste storie al pubblico è la vocazione della Kasa dei Libri; questa mostra su Miró vuole fare esattamente questo: spremere da tanti volumi, a volte apparentemente anonimi, tutte le avventure che hanno vissuto. Mi pare che alla fine l’insieme racconti la storia dell’artista come una vera e propria biografia per immagini”.

Arricchita da litografie in edizione numerata, manifesti originali di mostre e serigrafie in tiratura limitata, Miró. Le parole multicolori è una mostra coloratissima e festosa, in linea con la direttrice di un luogo – la Kasa dei Libri – che vuole proporre occasioni di approfondimento senza mai annoiare. L’esposizione è divisa in tre aree tematiche – Scrittori, Riviste e Vita di Miró attraverso i cataloghi – ciascuna delle quali contraddistinta da un colore tra quelli più utilizzati dall’artista. Inoltre sarà arricchita da una serie di eventi collaterali sempre ispirati dai colori.

Fino al 12 Aprile 2017
MILANO
LUOGO: Kasa dei Libri
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02.66989018
E-MAIL INFO: mostre@lakasadeilibri.it

Zino Citelli – La Luce nella terra

La luce nella terraScrive Serena Messina: “Zino Citelli non è semplicemente un fotografo: è un uomo curioso. Dietro al suo obiettivo, c’è un animo sensibile ai particolari, ai colori, alla gente, alle cose che lo circondano. Un obiettivo mai falso, pronto ad accettare e riconsegnare ad altri occhi la realtà così com’è, senza filtri. Quello di Zino con la fotografia è un legame atavico di pura passione, strumento e mezzo per raccontare e raccontarsi, per vivere e far rivivere ad altri intime emozioni.

E’ un rapporto umile e sincero, scevro da qualsiasi formalità o presunzione, libero da futili vincoli o imposizioni di natura tecnologica: “Chi ha cuore, occhio e sensibilità, è in grado di scattare una fotografia carica di emozioni. Nel corso degli anni, Zino ha partecipato a diversi concorsi fotografici, ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni su autorevoli riviste, anche on line. Ha collaborato inoltre con alcune testate giornalistiche nazionali per l’ideazione e lo sviluppo di progetti fotografici. “La luce nella terra” è la sua prima mostra personale. Luce che svela e rivela.

Luce che il sole dona alla terra, grazie a quel viaggio di milioni di chilometri che si esaurisce in appena otto minuti. Otto, il numero che racchiude in sé il simbolo dell’infinito. Infinito, come l’amore nei confronti della propria terra, del mare e della natura, racchiuso nell’immagine “Lo spicchio di Sicilia”. Osservandola, vi verrà voglia di toccarla e, perdendovi in quei colori, riuscirete a sentirne anche gli odori.”

Zino Citelli – La Luce nella terra
Progetto fotografico promosso da Bobez Arte Contemporanea
Inaugurazione sabato 18 marzo 2017 ore 19.00
Direzione Monica Schiera
Segreteria Organizzativa e comunicazione Francesca Del Grosso
Promozione Milvia Averna
Sponsor Barrel 44, Marcella Milano,Feudo Arancio
Ringraziamenti Marilena Mureddu, Print and go, Chiara Citelli, Monica Schiera
Laura Boscia, Jerry Cannatella, Francesca Pagliaro

Bobez Arte Contemporanea
via Isidoro La Lumia 22, Palermo
www.bobezarte.com
martedì- sabato 10.00-12.00/17.00-19.30
lunedì si riceve su appuntamento
domenica chiuso
contatti: info.bobez@libero.it
3393634206-3272819564

1% Privilege in a time of global inequality

Organizzata dall’associazione di promozione sociale fosfeniLAB, in collaborazione con PIXU Studio, il patrocinio del Comune di Albignasego, la mostra 1% Privilege in a time of global inequality curata da Myles Little (Senior Photo Editor della rivista TIME), allestimento curato da Giorgia Volpin e fosfeniLAB, si sta tenendo negli spazi espositivi di Spazio Cartabianca.

Con la mostra 1%, curata da Myles Little, aperta al pubblico fino a lunedì 3 luglio 2017, è stato inaugurato lo spazio espositivo dedicato alla fotografia di Spazio Cartabianca.

Autori in mostra
Christopher Anderson / Nina Berman / Sasha Bezzubov / Peter Bialobrzeski / Guillaume Bonn / Jörg Brüggemann /Philippe Chancel / David Chancellor / Jesse Chehak / Kevin Cooley / Mitch Epstein / Floto+Warner / Greg Girard /Jacqueline Hassink / Guillaume Herbaut / Shane Lavalette / David Leventi / Michael Light / Alex Majoli /Yves Marchand / Laura McPhee / Virginia Beahan / Andrew Moore / Zed Nelson / Simon Norfolk / Mike Osborne /Matthew Pillsbury / Ben Quinton / Daniel Shea / Anna Skladmann / Juliana Sohn / Alec Soth / Mikhael Subotzky /Brian Ulrich / Eirini Vourloumis / Henk Wildschut / Michael Wolf / Paolo Woods

Myles Little
Nato in Irlanda nel 1984, è un photo editor con base nella città di New York. Ha studiato fotografia alla “Savannah College of Art and Design” e ha lavorato con i più influenti fotografi a livello mondiale. Collabora o ha collaborato in veste di photo editor con riviste quali: TIME, Bloomberg Businessweek, Condé Nast Portfolio.com. 1% Privilege in a Time of Global Inequality è la terza mostra in cui ha rivestito il ruolo di curatore.

Spazio Cartabianca
Nasce dall’incontro tra fosfeniLAB e PIXU Studio e dal desiderio comune di creare a Padova un luogo dedicato alla fotografia in cui trovare qualità accessibile.
Uno spazio in cui visitare mostre, incontrare autori, sfogliare libri, ma soprattutto fare fotografia e farla bene, grazie a corsi e workshop per imparare, e a infrastrutture e strumenti di qualità per fare.
Abbiamo messo assieme forze, passione, competenze e una buona dose di follia per creare qualcosa che fosse diverso. Ciò che contraddistingue la nostra realtà è l’essere uno spazio vivo in cui respirare fotografia, un luogo in cui lavorare e collaborare sentendosi a casa e liberi di esprimersi.
Per poter creare bisogna conoscere, per questo mettiamo a disposizione per la consultazione gratuita la nostra libreria dai contenuti ricercati e in continuo ampliamento, un divano e un caffè.
Invitiamo gli autori a esporre i propri lavori e raccontarceli, organizziamo corsi e workshop con insegnanti accuratamente selezionati.
C’è solo un modo per fare: farlo bene. Per questo motivo mettiamo a disposizione per il noleggio spazi e attrezzature e offriamo servizi dedicati alla fotografia.

fosfeniLAB [Marco Baldina e Emanuele Salvagno]
È un laboratorio di sviluppo e stampa analogica e digitale nel quale riscoprire l’esperienza tattile e materiale della fotografia e dei suoi processi realizzativi, mettendo in gioco la manualità così come lo sguardo e il pensiero.

Riserviamo ad appassionati e amatori, così come a professionisti del settore, servizi che amiamo pensare e realizzare impegnandoci in prima persona, con l’obiettivo di promuovere la qualità e al contempo l’accessibilità al mondo della fotografia analogica e digitale.
All’attività commerciale, affianchiamo quella culturale; organizziamo periodicamente mostre, incontri, e molte altre attività culturali al fine di poter offrire ai nostri soci una stimolante offerta riguardante la fotografia di qualità.
Abbiamo riunito nella nostra squadra energie e passioni differenti, accomunati da quella stessa urgenza di reinvezione come risposta a un presente che ci chiede a gran voce di realizzare cose belle e importanti, potendo contare solamente sulle nostre forze.

Massimo Pistore [PIXU Studio]
Co-ideatore di Spazio Cartabianca, offre servizi di shooting fotografici e video per pubblicità, ritrattistica
personale, corporate identity e servizi matrimoniali.

1% Privilege in a time of global inequality

curata da Myles Little
presso Spazio Cartabianca | via Giorgione, 24 -Albignasego (PD) | dal 3 marzo al 3 luglio 2017 | Ingresso libero
Per informazioni: info@spaziocartabianca.it | spaziocartabianca.it

SASSOFERRATO. Dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita

Dopo più di due secoli torna a casa L’ Immacolata Concezione, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato. La magnifica pala, oggi nel Museo del Louvre, venne trasferita in Francia da Dominique-Vivant Denon, direttore del Musée Napoleon; da allora non è più rientrata in Italia. Era tra i tesori della millenaria abbazia benedettina di San Pietro a Perugia.

Assunzione della Vergine, olio su tela, Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609-1685), Museo del Louvre, ParigiIl Sassoferrato1650 ca.Francia – Parigi, Museo del Louvre

A ottenere il rientro dell’opera, naturalmente temporaneo, è stata la Fondazione per l’’Istruzione Agraria, presieduta dal Magnifico Rettore dell’’Università degli Studi di Perugia, professor Franco Moriconi.
L’ Immacolata Concezione del Louvre sarà esposta accanto a una quarantina di dipinti, in parte di Sassoferrato in parte di famosi maestri ai quali l’’artista si ispirò.

In mostra saranno presenti capolavori del pittore marchigiano provenienti da varie raccolte pubbliche e private italiane e straniere. Si potranno ammirare, fra l’’altro, tutte le opere eseguite del Salvi (ben 17) eseguite per il complesso benedettino di San Pietro” sottolinea la professoressa Cristina Galassi, curatrice della mostra insieme a Vittorio Sgarbi. Ma accanto alle opere del Sassoferrato verranno esposte anche opere di Pietro Perugino, il grande maestro umbro lungamente studiato da Sassoferrato.

L’intento, evidenzia la Curatrice, è quello di far capire quanto il pittore rinascimentale abbia influito sulla visione dell’’artista seicentesco, a cominciare dalla purezza formale delle immagini”. Pari interesse Sassoferrato riservò alle opere umbre di Raffaello. In mostra vengono messe a confronto due copie della Deposizione Borghese di Raffaello, la prima di Orazio Alfani, la seconda di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, con la bella versione dipinta da Sassoferrato nel 1639.

Uno spazio significativo viene riservato anche alla cosiddetta Madonna del Giglio, immagine devozionale che assicurò grande notorietà al Sassoferrato: se ne presentano tre versioni: le prime due provengono da Modena e da Bologna, la terza è di proprietà della Fondazione. In queste opere l’’artista riprende un’antica immagine di culto realizzata da Giovanni di Pietro detto lo Spagna, dotatissimo seguace di Perugino e Raffaello.

Di fronte a opere del genere – continua la professoressa Galassi – gli studiosi si sono legittimamente chiesti fino a che punto la pittura di Sassoferrato debba essere considerata originale. In realtà, e la mostra lo conferma in pieno, sarebbe sbagliato considerare il Salvi un mero imitatore, perché, come ha acutamente osservato Federico Zeri, egli non si limita a copiare le opere degli artisti presi a modello ma aggiunge sempre la sua personale interpretazione. Ciò emerge chiaramente dal confronto tra la bellissima Maddalena del Tintoretto e la versione di mano del Sassoferrato, dove le forme turgide e quasi sensuali del pittore veneto vengono riproposte dal Salvi con un linguaggio più asciutto e temperato. In mostra non mancano, d’altra parte, opere in cui l’artista si palesa in tutta la sua eccezionale originalità. Ecco dunque la Giuditta con la testa di Oloferne, un dipinto che non è esagerato includere tra i capolavori del Seicento italiano, la grande Annunciazione della Vergine, opera di rara finezza esecutiva, i santi Benedetto, Barbara, Agnese e Scolastica, lavori in cui l’’artista, pur rispettando l’autorità dei modelli, mette da parte ogni forma di deferente imitazione. Esemplare, in tal senso, è anche la Madonna con il Bambino e Santa Caterina da Siena, concessa dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, autentico vertice della pittura religiosa del Seicento”.

Tutte le opere del Salvi conservate in San Pietro furono commissionate dall’abate Leone Pavoni che resse per lunghi anni la comunità benedettina di San Pietro. Era di sua proprietà la magnifica Santa Francesca Romana con l‘angelo, oggi custodita nella sagrestia della Basilica, per lunghi anni attribuita a Caravaggio, in realtà capolavoro di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, uno degli interpreti più fedeli del maestro lombardo. In omaggio all’’ abate Pavoni, singolare figura di committente e collezionista, anche questa tela farà parte del percorso espositivo.

Lo studio sistematico delle opere esposte, in aggiunta ad alcuni documenti inediti emersi dalle carte custodite nell’’archivio della Basilica e alla pubblicazione di nuove fonti utili per la ricostruzione della vita del Sassoferrato, confluiranno in un ricco catalogo a stampa che si è posto l’’obiettivo di ridare nuova luce a un artista efficacemente definito da Adolfo Venturi aveva “un quattrocentista smarrito nel Seicento”.

La collaborazione con il Museo del Louvre, con la Galleria Nazionale dell’’Umbria, con la Galleria Nazionale delle Marche e con altre istituzioni pubbliche e private, come dichiara il Magnifico Rettore “accrescerà l’’interesse per un formidabile artista del Seicento italiano ma rilancerà, al tempo stesso, il complesso di San Pietro, seconda realtà museale dell’’Umbria dopo la Galleria Nazionale dell’Umbria nonché luogo che tuttora emana il fascino della sua storia millenaria”.

Contatti e informazioni: www.sanpietroperugia.it
Serena Maria Lucarelli – serena.lucarelli@fiapg.it – +39.368.3796825
Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo te. 049.663499, referente Simone Raddi – gestione2@studioesseci.net

Art Deco nella collezione Parenti. Moda e pubblicità nell’epoca dorata successiva al Liberty

Un gusto, una moda, una sorta di frenesia di breve durata, ma travolgente, l’Art Deco’ è nuovamente al centro di un’importante esposizione che fino al 16 luglio riunisce al Museo di Arte Povera di Sogliano al Rubicone una straordinaria selezione di lavori grafici, conservati nella Collezione Parenti.

per BROWSER e DESK queste tre foto titolo L’Art Deco’ nella collezione Parenti

Allestite circa 300 opere, che raccontano la voglia di lusso, la gioia di vivere e le sfrenatezze estetiche di un’epoca votata alla bellezza, ma soprattutto alla modernità.

Con il titolo ‘Art Deco nella collezione Parenti. Moda e pubblicità nell’epoca dorata successiva al Liberty‘, la mostra (che si svolge in felice concomitanza con la grande rassegna dei Musei di San Domenico di Forlì) porta negli spazi di Palazzo Marcosanti quello scenario di splendida creatività, fiorita in tutta Europa a partire dagli anni ’20 e che in Italia ebbe incredibili ripercussioni sia nelle arti decorative sia nell’industria, fino a mettere le basi dell’eccellenza nazionale nel design.

Fino al 16 Luglio 2017
SOGLIANO AL RUBICONE | FORLÌ-CESENA
Museo di Arte Povera
ingresso gratuito
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0541.948418
E-MAIL INFO: info@italialiberty.it
SITO UFFICIALE: http://www.italialiberty.it/mostradeco

Collezione di Antonio Allaria

Il Focus di approfondimento su Mario Sironi è l’occasione per presentare al pubblico le opere della Collezione di Antonio Allaria che, da inizio 2017, vanno ad ampliare il patrimonio del Mart.

Giorgio de Chirico
Bozzetto per il fondale de “I Puritani” di Vincenzo Bellini, atto I, scena II, 1933
Mart, Collezione Allaria
In mostra oltre 60 opere di Sironi, tra dipinti e disegni, che dialogano con i lavori di altri artisti presenti nella collezione, come Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland.

Focus Collezioni

Il programma espositivo del Mart di Rovereto si arricchisce periodicamente di approfondimenti dedicati alle raccolte che compongono il patrimonio museale.
Si tratta dei Focus tematici e monografici pensati per esplorare le radici dell’arte italiana contemporanea, i movimenti storici internazionali, le nuove emergenze partendo dal vasto patrimonio del Mart che comprende, oltre alle opere, preziosi documenti conservati presso l’Archivio del ’900.

Nel 2016 l’inedito “format” ha consentito al pubblico del Mart di conoscere il progetto di ricerca pluriennale MATERIALE IMMATERIALE. PROGETTO VVV VerboVisualeVirtuale realizzato in collaborazione con Museion e con la Fondazione Bruno Kessler; le opere di Mario Raciti giunte al Mart tramite la Donazione Carlo Damiano e le collezioni VAF-Stiftung, Collezione Volker W. Feierabend, Collezione Domenico Talamoni; la serie fotografica Mediterraneo di Mimmo Jodice, dalla Collezione “I Cotroneo”. Inoltre, con materiali provenienti dall’Archivio del ’900 sono state realizzate le mostre Disegnare la villeggiatura e Tra nucleare e patafisica (in corso fino al 30 aprile).

Il calendario del 2017 prevede ancora due Focus a cura dell’Archivio del ’900 Costruire con la luce: fotografie di architettura dagli archivi del Mart (7 maggio – 27 agosto) e La rivista come luogo di ricerca artistica: il portale Capti (3 settembre – 28 gennaio).

A questi progetti si aggiungo due preziose mostre dedicate a due grandi collezioni private italiane: la Collezione Allaria (5 marzo – 11 giugno ) e la Collezione Panza di Biumo (2 aprile – 2 luglio).

Focus | Mario Sironi nella Collezione Allaria

Il recente deposito della Collezione Allaria conferma l’impegno del Mart nell’accogliere e valorizzare nuclei di opere d’arte provenienti da raccolte private, integrandole con armonia nel contesto del museo e del suo patrimonio.
Il cospicuo gruppo di disegni e dipinti di Sironi raccolti nel secondo dopoguerra da Antonio Allaria va infatti ad arricchire la serie di opere del pittore giunte al Mart attraverso precedenti depositi, come quelli della Collezione Domenico Talamoni, della VAF-Stiftung e della Collezione Romana Sironi.

Attraverso circa 100 opere, di cui oltre 60 di Mario Sironi, suddivise in nove sezioni tematiche, il Focus dedicato alla Collezione Allaria esplora il rapporto di amicizia nato a Cortina nel 1947 tra il collezionista e l’artista, restituendo un Sironi privato, quasi totalmente sconosciuto al pubblico.

Tra quadri e disegni, lungo il percorso espositivo si incontrano opere dal contenuto più politico, composizioni figurative con esiti quasi astratti e, addirittura, giocosi e colorati disegni realizzati per le figlie dell’artista e regalati in seguito all’amico Allaria in occasione della nascita della figlia Alessandra.

In generale però la maggior parte delle opere di Sironi presenti nella Collezione Allaria appartiene agli anni più duri dell’esistenza dell’artista, quelli del secondo dopoguerra, segnati dal dramma della morte di una delle figlie e dall’ostilità della critica, che vedeva in lui un vecchio artista del regime fascista. Un’atmosfera cupa si riverbera nei paesaggi dipinti in questo periodo, nelle vedute prevalgono le ombre e i toni plumbei di un eterno crepuscolo. Molte opere hanno come protagonista la montagna, che si staglia scura e massiccia all’orizzonte, dal profilo tracciato sinteticamente con impasti densi, cretosi.

Si tratta quasi sempre di una montagna ideale, fuori dal tempo, ma che in alcuni casi rivela un preciso riferimento alle cime ampezzane, come le Tofane e il Becco di Mezzodì.
Il mondo di rovine dipinto da Sironi in questi anni è popolato da personaggi che ricordano eroi sconfitti, titani schiacciati dal peso delle costruzioni o di un paesaggio che si stringe intorno a loro, soffocandoli. Emergono dall’oscurità figure irrigidite in impasti cromatici calcinati, appena sbozzate come grandi idoli di pietra, murate nelle loro nicchie o nell’atto di fuggire faticosamente da questi spazi angusti

Come scrivono il Direttore e la Presidente del Mart nell’introduzione al catalogo della mostra: “Di grande rilevanza è anche il fatto che la parte più ampia e organica della Collezione presentata dal Mart con una mostra temporanea […] sia focalizzata sull’opera di Mario Sironi, ossia di uno degli artisti più importanti del Novecento italiano e, nonostante l’acclarato rilievo, rappresentante di un’epoca che merita comunque aggiornati studi e approfondimenti scientifici ad oggi inadeguati rispetto al portato di una generazione che ha vissuto la crisi del proprio tempo con gesti non riducibili alla sola prospettiva ideologica e da inquadrare oggi con maggiore coscienza storica”.

In mostra le opere di Sironi vengono messe a confronto con i lavori di altri artisti acquistati da Allaria, come Morandi e Picasso. In particolare, l’esposizione si sofferma sulla presenza all’interno della Collezione di tre grandi artisti a cui Allaria era legato da rapporti di profonda amicizia: Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland. Le opere del collezionista dialogano inoltre con le opere delle Collezioni del Mart e con i suoi allestimenti permanenti. Il dialogo tra nuovi e vecchi ospiti, selezionati per coerenza tematica, finisce ancora una volta per contraddistinguere l’intero percorso di visita del museo di Rovereto.

FOCUS | MARIO SIRONI NELLA COLLEZIONE ALLARIA
A cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia

Mart, Rovereto
Fino all’11 giugno 2017

In a changing sea

In a changing sea nasce dalla volontà dell’artista Giuseppe La Spada e dalla piattaforma progettuale economART di AMY D Arte Spazio di riflettere su alcuni temi chiave della nostra contemporaneità, quali la riduzione dei rifiuti, il riciclo, la sostenibilità ambientale e il rapporto Uomo-Natura, al fine di indurre nello spettatore una sensibilità nuova nei confronti del nostro Pianeta e una rinnovata voglia di fare la sua parte per la sua salvaguardia.
Il progetto presentato all’edizione 2017 del Mia Photo Fair, testo critico di Gigliola Foschi, indaga sugli elementi di interdipendenza che legano l’uomo contemporaneo e la Natura, un rapporto che vede questi due universi, talvolta contrapposti, interagire tra loro.
All’interno del percorso di mostra si passerà dagli scatti della serie Sublimis, che lavorano sul concetto di Natura come forza creatrice e fondamento dell’esistenza, all’ultima produzione The foreign element, che pone l’attenzione sull’importanza e sulla necessità di attuare pratiche quotidiane come il riciclo e la riduzione dei rifiuti. Il video Five Trillions completerà l’esposizione.
Con la presentazione delle nuove plastiche biodegradabili del Dipartimento Smart Materials dell’IIT di GE si introducono pratiche sostenibili di interazione tra Uomo e Natura, a Rifiuti Zero.
Il progetto è solo uno spunto e una riflessione di temi più articolati quali i cambiamenti climatici, pesca sostenibile, nuove tecnologie, riduzione e riciclo dei rifiuti.[….] “Per i diritti dell’ambiente è necessaria la lotta, quella che partendo dalla politica può far pressione sui governi nel rispetto della volontà dei cittadini e non delle logiche di mercato”.
Luis Sepúlveda

Mia Photo Fair
The Mall-Porta Nuova Mi
Stand 16A
10_13 Marzo 2017

C.s. a cura di
Anna d’Ambrosio

Contatti: www.amyd.it | info@amyd.it | +39.02.654872
Press e comunicazione AMY D Arte Spazio: Vittorio Schieroni | vittoschiero@tin.it

MANUALE PER ARTISTI

Ivan QuaroniWorkshop con Ivan Quaroni – Il workshop si focalizza su tre aspetti fondamentali per chi vuole lavorare all’interno del sistema dell’arte:

  • la stesura e la realizzazione di uno statement e di un portfolio efficaci;
  • la spiegazione del funzionamento del sistema dell’arte contemporanea in Italia (gallerie, curatori, fiere, mostre, premi, prezzi e contratti);
  • l’analisi approfondita del lavoro artistico di ciascun partecipante.
    La frequentazione del workshop permette inoltre di entrare a far parte di un network che sostiene e mette in relazione artisti, curatori, spazi indipendenti e gallerie.

Obiettivi
Il workshop permette ai partecipanti di capire come funziona il sistema dell’arte contemporanea e fornisce gli strumenti per affrontare l’ingresso nel sistema stesso attraverso una serie di consigli e informazioni precisi e specifici. Si impara a organizzare correttamente un buon portfolio e a scrivere uno statement (il testo che descrive la propria ricerca artistica) in modo efficace e incisivo. Il workshop aiuta gli artisti a sviluppare la “criticality”, ovvero l’abilità a esercitare una lettura critica della propria ricerca riuscendo a individuare punti di forza e di debolezza in modo obiettivo.

Contenuti
Come è organizzato il sistema dell’arte; come si fa un portfolio; che cos’è uno statement; il ruolo del critico oggi e l’interfaccia col sistema artistico (gallerie, curatori, critici, giornalisti, fiere, premi); presentazione del proprio lavoro agli altri partecipanti; elaborazione dei feedback dei partecipanti; colloquio individuale con Ivan Quaroni. Verranno inoltre forniti dei materiali informativi.

Modalità
La caratteristica forte di questo workshop sta nella modalità di scambio, confronto e discussione continua tra docente e partecipanti. L’impostazione, ben lontana dalle lezioni frontali, sollecita la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, permettendo un processo di costruzione e maturazione che porta, per la maggior parte delle volte, ad una crescita e a un miglioramento della produzione artistica e della propria consapevolezza. Ivan Quaroni inoltre si concentrerà su una analisi curatoriale del lavoro di ognuno, sempre secondo una modalità dialogica e di scambio.

Ivan Quaroni , giornalista, critico e curatore, è nato a Milano nel 1970, dove è auditor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Come giornalista ha collaborato con la rivista A.D. (Condé Nast ed è stato redattore di programmi radiofonici della Rai. Attualmente scrive per diverse testate, tra cui Flash Art (Politi Editore) e Arte (Cairo Editore). Nel 2008 ha pubblicato il volume Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura (Johan & Levi editore). Nel 2009 ha curato la sezione Italian Newbrow alla Biennale di Praga. Nello stesso anno ha curato la sezione Spaghetti Pop di SerrOne Biennale Giovani di Monza. Ha curato oltre 150 mostre in gallerie private e spazi pubblici. Alla fine del 2010 ha pubblicato il libro Italian Newbrow (Politi Editore). È docente e coordinatore per la didattica per l’Accademia Galli IED di Como.

INFORMAZIONI
Calendario: 28 marzo; 4, 11, 18 aprile; 2, 9, 16, 23, 30 maggio 2017
Orario: 19.00/21.00
Costo: € 420 + € 15 tessera associativa
Sede: Circoloquadro, Galleria Buenos Aires 13 (Fermata MM Lima) Milano
Contatti:info@circoloquadro.com – 02 6884442
Sito web:www.circoloquadro.com

Noa Noa Art Residency

Noa Noa Art Residency è un progetto di residenza artistica a Bali, finalizzato ad ospitare artisti internazionali nelle migliori condizioni per poter sviluppare la loro creatività in un ambiente immerso nella natura, alla scoperta dell’Oriente Indonesiano.

Noa Noa Art Residency si ispira a alla figura di Paul Gauguin. “Noa Noa” ricorda, infatti, il titolo del diario di viaggio dell’artista che ben sintetizza la filosofia della residenza. «Sono fuggito – scrive Gauguin – da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro nella Verità, divento un tutt’uno con la natura».

Il bando è aperto a tutti gli artisti e agli studenti delle Accademie d’Arte, senza limiti di età e nazionalità, purché dimostrino una significativa competenza nella propria disciplina (pittura, disegno ed illustrazione, installazione, fotografia, video art, digital art) e accettino le condizioni indicate nell’application on line: http://noanoaartresidency.com/apply-now/.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2017. I candidati dovranno accompagnare l’iscrizione con cinque opere della loro produzione. Tutte le domande ricevute entro il termine indicato nel bando saranno esaminate da una giuria di professionisti del settore che decreterà i cinque vincitori.

La commissione giudicatrice è composta da Martina Corbetta (Presidente), Roberto Pisoni (Direttore di Sky Arte), Rossella Farinotti (Curatore e critico d’arte, titolare di LabRouge), Matteo Bergamini (Giornalista di Exibart).

I cinque artisti selezionati saranno ospitati dal 1 al 17 luglio 2017 in una esclusiva residenza a Bali (Seminyak), dove potranno lavorare utilizzando strutture e materiali forniti dall’organizzazione stessa.
Noa Noa Art Residency, oltre all’ospitalità e allo studio, offre un programma finalizzato all’interazione con artisti locali ed incoraggia l’esplorazione, la ricerca e la creatività con “Artist’s Pocket Diary”, un percorso che comprende l’assistenza al lavoro in studio, escursioni culturali, meeting e laboratori con artisti del territorio.

Al termine della residenza saranno organizzate due mostre: la prima in una galleria di Bali, la seconda in Italia, da Martina’s Gallery (Monza Brianza), entro dicembre 2017.

Per maggiori informazioni sulle modalità e la quota di iscrizione è possibile visitare il sito http://noanoaartresidency.com/ . Whatsapp: + 39 339 200 5291, info@noanoaartresidency.com, Instagram: @noanoa.art.residency,

Facebook: www.facebook.com/noanoaartresidency/.

 

Segnalato da CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia