Collezione di Antonio Allaria

Il Focus di approfondimento su Mario Sironi è l’occasione per presentare al pubblico le opere della Collezione di Antonio Allaria che, da inizio 2017, vanno ad ampliare il patrimonio del Mart.

Giorgio de Chirico
Bozzetto per il fondale de “I Puritani” di Vincenzo Bellini, atto I, scena II, 1933
Mart, Collezione Allaria
In mostra oltre 60 opere di Sironi, tra dipinti e disegni, che dialogano con i lavori di altri artisti presenti nella collezione, come Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland.

Focus Collezioni

Il programma espositivo del Mart di Rovereto si arricchisce periodicamente di approfondimenti dedicati alle raccolte che compongono il patrimonio museale.
Si tratta dei Focus tematici e monografici pensati per esplorare le radici dell’arte italiana contemporanea, i movimenti storici internazionali, le nuove emergenze partendo dal vasto patrimonio del Mart che comprende, oltre alle opere, preziosi documenti conservati presso l’Archivio del ’900.

Nel 2016 l’inedito “format” ha consentito al pubblico del Mart di conoscere il progetto di ricerca pluriennale MATERIALE IMMATERIALE. PROGETTO VVV VerboVisualeVirtuale realizzato in collaborazione con Museion e con la Fondazione Bruno Kessler; le opere di Mario Raciti giunte al Mart tramite la Donazione Carlo Damiano e le collezioni VAF-Stiftung, Collezione Volker W. Feierabend, Collezione Domenico Talamoni; la serie fotografica Mediterraneo di Mimmo Jodice, dalla Collezione “I Cotroneo”. Inoltre, con materiali provenienti dall’Archivio del ’900 sono state realizzate le mostre Disegnare la villeggiatura e Tra nucleare e patafisica (in corso fino al 30 aprile).

Il calendario del 2017 prevede ancora due Focus a cura dell’Archivio del ’900 Costruire con la luce: fotografie di architettura dagli archivi del Mart (7 maggio – 27 agosto) e La rivista come luogo di ricerca artistica: il portale Capti (3 settembre – 28 gennaio).

A questi progetti si aggiungo due preziose mostre dedicate a due grandi collezioni private italiane: la Collezione Allaria (5 marzo – 11 giugno ) e la Collezione Panza di Biumo (2 aprile – 2 luglio).

Focus | Mario Sironi nella Collezione Allaria

Il recente deposito della Collezione Allaria conferma l’impegno del Mart nell’accogliere e valorizzare nuclei di opere d’arte provenienti da raccolte private, integrandole con armonia nel contesto del museo e del suo patrimonio.
Il cospicuo gruppo di disegni e dipinti di Sironi raccolti nel secondo dopoguerra da Antonio Allaria va infatti ad arricchire la serie di opere del pittore giunte al Mart attraverso precedenti depositi, come quelli della Collezione Domenico Talamoni, della VAF-Stiftung e della Collezione Romana Sironi.

Attraverso circa 100 opere, di cui oltre 60 di Mario Sironi, suddivise in nove sezioni tematiche, il Focus dedicato alla Collezione Allaria esplora il rapporto di amicizia nato a Cortina nel 1947 tra il collezionista e l’artista, restituendo un Sironi privato, quasi totalmente sconosciuto al pubblico.

Tra quadri e disegni, lungo il percorso espositivo si incontrano opere dal contenuto più politico, composizioni figurative con esiti quasi astratti e, addirittura, giocosi e colorati disegni realizzati per le figlie dell’artista e regalati in seguito all’amico Allaria in occasione della nascita della figlia Alessandra.

In generale però la maggior parte delle opere di Sironi presenti nella Collezione Allaria appartiene agli anni più duri dell’esistenza dell’artista, quelli del secondo dopoguerra, segnati dal dramma della morte di una delle figlie e dall’ostilità della critica, che vedeva in lui un vecchio artista del regime fascista. Un’atmosfera cupa si riverbera nei paesaggi dipinti in questo periodo, nelle vedute prevalgono le ombre e i toni plumbei di un eterno crepuscolo. Molte opere hanno come protagonista la montagna, che si staglia scura e massiccia all’orizzonte, dal profilo tracciato sinteticamente con impasti densi, cretosi.

Si tratta quasi sempre di una montagna ideale, fuori dal tempo, ma che in alcuni casi rivela un preciso riferimento alle cime ampezzane, come le Tofane e il Becco di Mezzodì.
Il mondo di rovine dipinto da Sironi in questi anni è popolato da personaggi che ricordano eroi sconfitti, titani schiacciati dal peso delle costruzioni o di un paesaggio che si stringe intorno a loro, soffocandoli. Emergono dall’oscurità figure irrigidite in impasti cromatici calcinati, appena sbozzate come grandi idoli di pietra, murate nelle loro nicchie o nell’atto di fuggire faticosamente da questi spazi angusti

Come scrivono il Direttore e la Presidente del Mart nell’introduzione al catalogo della mostra: “Di grande rilevanza è anche il fatto che la parte più ampia e organica della Collezione presentata dal Mart con una mostra temporanea […] sia focalizzata sull’opera di Mario Sironi, ossia di uno degli artisti più importanti del Novecento italiano e, nonostante l’acclarato rilievo, rappresentante di un’epoca che merita comunque aggiornati studi e approfondimenti scientifici ad oggi inadeguati rispetto al portato di una generazione che ha vissuto la crisi del proprio tempo con gesti non riducibili alla sola prospettiva ideologica e da inquadrare oggi con maggiore coscienza storica”.

In mostra le opere di Sironi vengono messe a confronto con i lavori di altri artisti acquistati da Allaria, come Morandi e Picasso. In particolare, l’esposizione si sofferma sulla presenza all’interno della Collezione di tre grandi artisti a cui Allaria era legato da rapporti di profonda amicizia: Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič e Graham Vivian Sutherland. Le opere del collezionista dialogano inoltre con le opere delle Collezioni del Mart e con i suoi allestimenti permanenti. Il dialogo tra nuovi e vecchi ospiti, selezionati per coerenza tematica, finisce ancora una volta per contraddistinguere l’intero percorso di visita del museo di Rovereto.

FOCUS | MARIO SIRONI NELLA COLLEZIONE ALLARIA
A cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia

Mart, Rovereto
Fino all’11 giugno 2017

In a changing sea

In a changing sea nasce dalla volontà dell’artista Giuseppe La Spada e dalla piattaforma progettuale economART di AMY D Arte Spazio di riflettere su alcuni temi chiave della nostra contemporaneità, quali la riduzione dei rifiuti, il riciclo, la sostenibilità ambientale e il rapporto Uomo-Natura, al fine di indurre nello spettatore una sensibilità nuova nei confronti del nostro Pianeta e una rinnovata voglia di fare la sua parte per la sua salvaguardia.
Il progetto presentato all’edizione 2017 del Mia Photo Fair, testo critico di Gigliola Foschi, indaga sugli elementi di interdipendenza che legano l’uomo contemporaneo e la Natura, un rapporto che vede questi due universi, talvolta contrapposti, interagire tra loro.
All’interno del percorso di mostra si passerà dagli scatti della serie Sublimis, che lavorano sul concetto di Natura come forza creatrice e fondamento dell’esistenza, all’ultima produzione The foreign element, che pone l’attenzione sull’importanza e sulla necessità di attuare pratiche quotidiane come il riciclo e la riduzione dei rifiuti. Il video Five Trillions completerà l’esposizione.
Con la presentazione delle nuove plastiche biodegradabili del Dipartimento Smart Materials dell’IIT di GE si introducono pratiche sostenibili di interazione tra Uomo e Natura, a Rifiuti Zero.
Il progetto è solo uno spunto e una riflessione di temi più articolati quali i cambiamenti climatici, pesca sostenibile, nuove tecnologie, riduzione e riciclo dei rifiuti.[….] “Per i diritti dell’ambiente è necessaria la lotta, quella che partendo dalla politica può far pressione sui governi nel rispetto della volontà dei cittadini e non delle logiche di mercato”.
Luis Sepúlveda

Mia Photo Fair
The Mall-Porta Nuova Mi
Stand 16A
10_13 Marzo 2017

C.s. a cura di
Anna d’Ambrosio

Contatti: www.amyd.it | info@amyd.it | +39.02.654872
Press e comunicazione AMY D Arte Spazio: Vittorio Schieroni | vittoschiero@tin.it

MANUALE PER ARTISTI

Ivan QuaroniWorkshop con Ivan Quaroni – Il workshop si focalizza su tre aspetti fondamentali per chi vuole lavorare all’interno del sistema dell’arte:

  • la stesura e la realizzazione di uno statement e di un portfolio efficaci;
  • la spiegazione del funzionamento del sistema dell’arte contemporanea in Italia (gallerie, curatori, fiere, mostre, premi, prezzi e contratti);
  • l’analisi approfondita del lavoro artistico di ciascun partecipante.
    La frequentazione del workshop permette inoltre di entrare a far parte di un network che sostiene e mette in relazione artisti, curatori, spazi indipendenti e gallerie.

Obiettivi
Il workshop permette ai partecipanti di capire come funziona il sistema dell’arte contemporanea e fornisce gli strumenti per affrontare l’ingresso nel sistema stesso attraverso una serie di consigli e informazioni precisi e specifici. Si impara a organizzare correttamente un buon portfolio e a scrivere uno statement (il testo che descrive la propria ricerca artistica) in modo efficace e incisivo. Il workshop aiuta gli artisti a sviluppare la “criticality”, ovvero l’abilità a esercitare una lettura critica della propria ricerca riuscendo a individuare punti di forza e di debolezza in modo obiettivo.

Contenuti
Come è organizzato il sistema dell’arte; come si fa un portfolio; che cos’è uno statement; il ruolo del critico oggi e l’interfaccia col sistema artistico (gallerie, curatori, critici, giornalisti, fiere, premi); presentazione del proprio lavoro agli altri partecipanti; elaborazione dei feedback dei partecipanti; colloquio individuale con Ivan Quaroni. Verranno inoltre forniti dei materiali informativi.

Modalità
La caratteristica forte di questo workshop sta nella modalità di scambio, confronto e discussione continua tra docente e partecipanti. L’impostazione, ben lontana dalle lezioni frontali, sollecita la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, permettendo un processo di costruzione e maturazione che porta, per la maggior parte delle volte, ad una crescita e a un miglioramento della produzione artistica e della propria consapevolezza. Ivan Quaroni inoltre si concentrerà su una analisi curatoriale del lavoro di ognuno, sempre secondo una modalità dialogica e di scambio.

Ivan Quaroni , giornalista, critico e curatore, è nato a Milano nel 1970, dove è auditor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Come giornalista ha collaborato con la rivista A.D. (Condé Nast ed è stato redattore di programmi radiofonici della Rai. Attualmente scrive per diverse testate, tra cui Flash Art (Politi Editore) e Arte (Cairo Editore). Nel 2008 ha pubblicato il volume Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura (Johan & Levi editore). Nel 2009 ha curato la sezione Italian Newbrow alla Biennale di Praga. Nello stesso anno ha curato la sezione Spaghetti Pop di SerrOne Biennale Giovani di Monza. Ha curato oltre 150 mostre in gallerie private e spazi pubblici. Alla fine del 2010 ha pubblicato il libro Italian Newbrow (Politi Editore). È docente e coordinatore per la didattica per l’Accademia Galli IED di Como.

INFORMAZIONI
Calendario: 28 marzo; 4, 11, 18 aprile; 2, 9, 16, 23, 30 maggio 2017
Orario: 19.00/21.00
Costo: € 420 + € 15 tessera associativa
Sede: Circoloquadro, Galleria Buenos Aires 13 (Fermata MM Lima) Milano
Contatti:info@circoloquadro.com – 02 6884442
Sito web:www.circoloquadro.com

Noa Noa Art Residency

Noa Noa Art Residency è un progetto di residenza artistica a Bali, finalizzato ad ospitare artisti internazionali nelle migliori condizioni per poter sviluppare la loro creatività in un ambiente immerso nella natura, alla scoperta dell’Oriente Indonesiano.

Noa Noa Art Residency si ispira a alla figura di Paul Gauguin. “Noa Noa” ricorda, infatti, il titolo del diario di viaggio dell’artista che ben sintetizza la filosofia della residenza. «Sono fuggito – scrive Gauguin – da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro nella Verità, divento un tutt’uno con la natura».

Il bando è aperto a tutti gli artisti e agli studenti delle Accademie d’Arte, senza limiti di età e nazionalità, purché dimostrino una significativa competenza nella propria disciplina (pittura, disegno ed illustrazione, installazione, fotografia, video art, digital art) e accettino le condizioni indicate nell’application on line: http://noanoaartresidency.com/apply-now/.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2017. I candidati dovranno accompagnare l’iscrizione con cinque opere della loro produzione. Tutte le domande ricevute entro il termine indicato nel bando saranno esaminate da una giuria di professionisti del settore che decreterà i cinque vincitori.

La commissione giudicatrice è composta da Martina Corbetta (Presidente), Roberto Pisoni (Direttore di Sky Arte), Rossella Farinotti (Curatore e critico d’arte, titolare di LabRouge), Matteo Bergamini (Giornalista di Exibart).

I cinque artisti selezionati saranno ospitati dal 1 al 17 luglio 2017 in una esclusiva residenza a Bali (Seminyak), dove potranno lavorare utilizzando strutture e materiali forniti dall’organizzazione stessa.
Noa Noa Art Residency, oltre all’ospitalità e allo studio, offre un programma finalizzato all’interazione con artisti locali ed incoraggia l’esplorazione, la ricerca e la creatività con “Artist’s Pocket Diary”, un percorso che comprende l’assistenza al lavoro in studio, escursioni culturali, meeting e laboratori con artisti del territorio.

Al termine della residenza saranno organizzate due mostre: la prima in una galleria di Bali, la seconda in Italia, da Martina’s Gallery (Monza Brianza), entro dicembre 2017.

Per maggiori informazioni sulle modalità e la quota di iscrizione è possibile visitare il sito http://noanoaartresidency.com/ . Whatsapp: + 39 339 200 5291, info@noanoaartresidency.com, Instagram: @noanoa.art.residency,

Facebook: www.facebook.com/noanoaartresidency/.

 

Segnalato da CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

ELEGANTIA

In occasione delle ultime due settimane di apertura della mostra ELEGANTIA, sabato 11 e sabato 18 marzo si terrà una speciale visita guidata della mostra in compagnia del curatore Francesco Garutti, con il quale i visitatori potranno intrattenersi al termine della visita in un momento di confronto informale in caffetteria.

La mostraLa colazione prevede:
Caffè o Cappuccino
+ Brioches Semplice o farcita
+ Succo di Frutta
+ 1 bott acqua 0,25

Biglietto, visita e colazione: 10 Euro.
Su prenotazione, previo raggiungimento numero minimo: visiteguidate@triennale.org

La mostra resterà aperta fino a domenica 19 marzo.

ELEGANTIA è la prima personale del duo di artisti belgi Jos de Gruyter & Harald Thys in un’istituzione italiana. Concepita come la costruzione di un ambiente preciso in dialogo rigoroso con le sale del Palazzo dell’Arte, ELEGANTIA è stata immaginata come una messa in scena dell’idea stessa di “mostra”, riflesso mentale e miraggio artificiale di un allestimento. Indirettamente ispirata dalla ricca, complessa e ipertrofica storia di produzione e presentazione che caratterizza la Triennale e il suo Palazzo, la mostra è la caricatura di un’architettura, l’immagine di un’esposizione sulle “belle arti”, che si rivela – dopo pochi attimi di straniamento – come un catalogo ambiguo di orrori e solo apparenti normalità.

Francesco Garutti (*1979), è curatore d’arte contemporanea e d’architettura. “Emerging Curator 2013-2014” presso CCA Montreal, dal 2011 al 2013 è stato responsabile delle pagine d’arte contemporanea della rivista Abitare. Tra il 2007 e il 2008 ha lavorato come architetto per Peter Zumthor Architekturbüro e dal 2014 al 2016 ha insegnato presso il Dipartimento di Scienza per l’Architettura dell’Università di Genova. Nel 2012 ha curato il progetto “Portikus Under Construction” negli spazi di Peep-Hole a Milano; insieme a Yann Chateigné Tytelman è stato curatore e selezionatore per l’edizione 2013 del Furla Prize for Emerging Italian Artists. Dal 2015 è curatore dei programmi espositivi di THEVIEW Studio, Genova. Tra i suoi libri recenti “FAIRLAND” (2014) Koenig Books e Mousse Publishing, “HOME’S WIND” a+m bookstore edizioni (2016) e “Can Design Be Devious?” CCA Montreal (2016).

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

Carlo Adelio Galimberti

Giovedì 9 marzo 2017 ore 18 , alla Galleria Ponte Rosso (via Brera 2, Milano) inaugura la mostra personale di CARLO ADELIO GALIMBERTI.
Carlo Adelio GalimbertiSono esposti oltre venti dipinti, alcuni di grande formato, risultato del recente lavoro dell’artista.

In questi dipinti Galimberti, ispirato da grandi maestri, riproduce parte di un’opera nota inserendola in una sua composizione, ponendo l’opera in relazione con elementi del contemporaneo.“Avete mai visto un pittore al lavoro? A me è capitato di vedere Galimberti che dipingeva mentre non si accorgeva d’essere osservato. Aveva due zucche su di un tavolino illuminate da una candela. Quando poi abbiamo parlato gli ho chiesto perché usasse una candela per illuminare il soggetto. Mi ha detto che la luce della fiamma indora la pelle, come non fa la luce naturale o quella artificiale. “La pelle? Ma si tratta di una zucca”, gli ho obiettato. Mi ha detto che una zucca o un corpo umano per un pittore sono la medesima cosa, esercitano la medesima attrazione, richiedono tanta manifattura a fare un quadro buono di fiori, come di figure.” (.) Antonio Musus

Carlo Adelio Galimberti è stato docente di Discipline Pittoriche nei Licei Artistici. Collabora con riviste di storia del disegno e dell’incisione antica e moderna. Svolge consulenze per questioni iconografiche e storico-artistiche per diverse aziende italiane. Allestisce mostre personali nelle più importanti città italiane e all’estero. È autore di testi di storia dell’arte oltre che di molteplici monografie di artisti italiani.

Ultime pubblicazioni: Mogli, garzoni e amanti. Amore ed erotismo nella vita e nell’opera degli artisti del XVI secolo, Ed. Pagliai, Firenze 2011 e (coautore con Marco Grazioli) Creare, governare, dirigere. Evocazioni antiche per un paese che risorge, Ed. Alinari, Firenze 2015.

La mostra resterà aperta fino a venerdì 31 marzo 2017 con il seguente orario:
da martedì a sabato 10-12.30 e 15.30-19.

Contatti:

Galleria Ponte Rosso
via Brera 2 Milano Tel./Fax 02.86461053
E-mail : ponterosso@ponterosso.com
Orario di apertura: 10-12.30 / 15.30-19 Chiuso domenica e lunedì
www.ponterosso.com

Don Marco Melzi

Marco Melzi nasce a Milano il 14 settembre del 1918. Cresce nella fede cristiana cattolica a partire dalla numerosa famiglia inserita nella realtà della parrocchia di San Gregorio a Milano.
 
Don Marco MelziDal padre, ebanista, prende la passione per la lavorazione dei materiali, in particolare il legno e metalli. Si diploma come maestro elementare e dal 1936 al 1939 insegna presso le scuole elementari. Dal 1939 inizia il suo servizio militare partecipando alle operazioni militari prima sul fronte francese e nel 1941, come sottotenente dell’VIII Fanteria, nella campagna di Albania e di Grecia durante la quale gli viene assegnata la medaglia al valore sul campo che viene da lui rifiutata perché non era stata concessa anche ai suoi subalterni. Catturato dai tedeschi nel 1943 e internato come spia in un lager in Westfalia, ha occasione di incontrare Giuseppe Lazzati, futuro rettore dell’Università Cattolica di Milano, e lo scrittore Giovanni Guareschi. In questi anni di guerra e di prigionia rinsalda il carattere e matura la vocazione al sacerdozio e all’arte, vista come strumento di evangelizzazione. Scampato a più di una fucilazione viene liberato ad Amburgo dagli inglesi nel 1945 ricevendo il congedo.
 
Testa di Gesù con barba Terracotta grezza Bozzetto scultoreo bassorilievo cm 26x17x14Ritornato in Italia riprende ad insegnare nella scuola elementare di Inzago fino al 1947 anno in cui decide di frequentare il seminario teologico di Venegono Inferiore. Ordinato sacerdote il 3 giugno del 1950 entra a far parte della Famiglia Beato Angelico dove conclude il noviziato il 6 agosto del 1951. Dopo la maturità artistica, si iscrive all’Accademia di Brera nella quale è allievo di Francesco Messina, il cui assistente è Enrico Manfrini, e della storica dell’arte Eva Tea con cui collaborerà in seguito per la rivista Arte Cristiana. Stringe, inoltre, amicizia con artisti come Giacomo Manzù, Luciano Minguzzi e Marino Marini.
 
Tra il 1951 e 1958 insegna Storia dell’arte ai seminaristi liceali di Venegono Inferiore. Dal 1961 don Marco è il principale interlocutore tra la Scuola Beato Angelico e l’architetto Gio Ponti in occasione della progettazione e realizzazione della chiesa parrocchiale di San Francesco al Fopponino, della concattedrale di Taranto e della chiesa del nuovo ospedale San Carlo di Milano. La stima e l’amicizia che lega i due porta Gio Ponti a realizzare per don Marco una serie di biglietti di auguri disegnati e colorati a pennarello che il sacerdote conserva nel suo studio.
 
Dal 1982 al 1985 è direttore della Fondazione di Culto, Scuola Beato Angelico e redige definitivamente il Codice Fondamentale della Famiglia religiosa eretta dall’arcivescovo Carlo Maria Martini, che nel 1984 consacra l’altare marmoreo, realizzato da don Marco, per la chiesa della Scuola.
Agli studenti del Liceo Artistico insegna religione, storia dell’arte e le materie delle discipline specifiche. Grazie al suo grado militare insegna anche educazione fisica. Nel successivo Istituto d’Arte si dedica all’insegnamento di disegno e scultura fino al 1997. E’ educatore dei giovani e loro assistente spirituale. Il suo intenso lavoro nell’attrezzatissimo laboratorio di scultura non gli ha mai impedito di riservare uno spazio all’inginocchiatoio e alla stola, sempre pronti all’uso.
 
L’attività artistica copre circa sessant’anni della sua vita, dagli anni cinquanta fino al 2011. Nella città di Milano, presso la sua comunità religiosa, termina la sua vita terrena per rinascere al cielo il 21 settembre 2013 alle ore 21.45.Milano, gennaio 2017MARCO MELZI. Sacerdote, scultore e docente
Milano, Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” (ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3)
23 febbraio – 26 marzo 2017

Orari: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì (la biglietteria chiude alle ore 17.30)
Biglietti (Mostra + Museo Diocesano + Museo di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari):
Intero: € 6,00; Ridotto individuale: € 4,00; Ridotto gruppi adulti (parrocchie incluse, almeno 15 persone): € 4,00; Ridotto scuole e oratori: € 3,00.

Informazioni: tel. 02.89420019;

info.biglietteria@museodiocesano.it

Guerre Stellari – Play

La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni – Dopo il grande successo ottenuto al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma, arriva ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova – in una versione più ricca e interattiva – la mostra dedicata all’affascinante universo di Guerre Stellari – Play, un mito assoluto che ha incantato tre generazioni dal 1977 a oggi.

Guerre-Stellari–PlayDal 9 marzo al 16 luglio 2017 oltre 1000 pezzi tra modellini, action figures e stampe d’epoca – alcune esposte per la prima volta in Italia – raccontano ai visitatori le scene e i personaggi più indimenticabili di un mondo che ancora oggi seduce e appassiona a livello globale.

A distanza di 40 anni dalla prima uscita nelle sale del primo film della saga (anniversario che sarà celebrato a maggio 2017), si conferma l’importanza mediatica di un fenomeno divenuto parte integrante della cultura popolare mondiale, della quale questa mostra rappresenta una delle molteplici sfaccettature, unica esposizione al mondo a narrare le pellicole attraverso il merchandising.

Guerre Stellari – Play. La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni si focalizza sull’aspetto ludico della leggendaria narrazione, utilizzando una selezione attinta dall’infinita produzione – partita nel 1977 – di merchandising a marchio Kenner (ora Hasbro) e che Fabrizio Modina, curatore della mostra e uno dei massimi collezionisti mondiali di toys fantascientifici, mette a disposizione del grande pubblico.

Ai più classici toys sono affiancati rarissimi pezzi vintage da collezione quali costumi, accessori, caschi e armi che, in scala reale, ricostruiscono con accurata presenza scenica quell’universo di valori e stereotipi che sono andati oltre il cinema per divenire icone universali.

La mostra Guerre Stellari – Play. La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni, con il patrocinio del Comune di Genova e da un’idea di Kornice, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia ed è curata da Fabrizio Modina.
L’evento vede come sponsor Generali Italia e media partner Il SecoloXIX e Radio Babboleo.

Ufficio Stampa Arthemisia
press@arthemisia.it- T +39 06 69380306

Giacomo Balla. Un’onda di luce

I capolavori di Giacomo Balla, donati in due riprese dalle figlie alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e una selezione della famosa raccolta dei ritratti, con tanto di concorso per il personaggio più bello, sono al centro di due distinte e interessanti rassegne allestite dal 21 febbraio alla GN.

Giacomo-Balla_4Si tratta di importanti nuclei delle raccolte museali, in genere non esposte per motivi conservativi e di allestimento nella loro interezza, ma veri e propri tesori dell’istituzione romana.

Si intitola ‘Giacomo Balla. Un’onda di luce‘, la mostra a cura di Stefania Frezzotti che inaugura quest’oggi e che resterà aperta fino al 26 marzo, proponendo per la prima volta insieme le opere provenienti da due donazioni elargite dalle figlie del grande maestro futurista durante il secolo scorso. Il consistente nucleo di 35 dipinti donati da Elica e Luce Balla nel 1984 nonché opere chiave del periodo futurista, di cui la Galleria era priva, i dipinti degli anni Venti, fino a comprendere l’ultima produzione figurativa.

Giacomo Balla. Un’onda di luce
Dal 21-02 al 26-03-2017
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti 131 — 00197 Roma — T +39 06 322981 — gan-amc@beniculturali.it

(fonte)

Altezze d’artista

Scrive Ilaria Teofilo : ‘Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.

Sembra esserci questo assunto darwiniano alla base della fervida stagione di evoluzione e sperimentalismo che l’artista Michele Agostinelli sta vivendo aprendosi al concettuale e all’astrattismo informale dopo oltre quarant’anni di figurativo e accademismo.

La mostra “Altezze d’artista – panoramiche sulla materia tra cielo e terra” è il risultato di un faticoso percorso intimistico nel quale Agostinelli ha scelto di avventurarsi liberandosi dalle sovrastrutture. E’ tangibile il bisogno di superare il pesante fardello del passatismo e della memoria non per dimenticare ma per rielaborare, rivivere, comprendere e giungere ad una vera e propria agnizione di un sé più vero.

Panoramiche dall’alto, dunque, sono i soggetti preferiti di Agostinelli, che decide di rappresentare i luoghi fisici e “luoghi dell’anima”, ma anche uno sguardo verso l’alto come testimoniano le opere serigrafiche che hanno come soggetto i fuochi d’artificio, trait d’unione tra la passione fotografica e l’avanguardia . Inner life ed esterno si ricongiungono nella necessità di elevarsi ed astrarsi. L’atto creativo diventa gestualità orgasmica, un sincretismo artistico che parte dalle immagini impresse nella mente per poi esplodere nell’espressionismo e nell’action painting. L’arte si fa materica, tridimensionale. Concrezioni di materiali organici( culmi di graminacee, rametti secchi, gusci di molluschi) ed elementi inusuali (brandelli di zerbini, rondelle, bulloni , pezzi di juta, frammenti di specchi) disegnano marine chiarie e apriche, campagne silenziose e assolate, città in movimento. Il senso del rappresentato prende forma attraverso un’innata capacità di visione. Un’arte polisemica che permette la risemantizzazione degli oggetti: la catena di una bicicletta diventa un muretto a secco, la scheda madre di un pc architettura metropolitana.

Altezza intesa, non solo geometricamente come distanza da un piano, ma come profondità, una profondità necessaria per scandagliare il vissuto emotivo. Le passioni e ricordi si fondono alle proiezioni sul futuro, i paesaggi, soprattutto pugliesi, respirati, conosciuti e vissuti vengono rappresentati come incontaminate waste land dove non c’è spazio per le figure antropomorfe anche se in realtà parlano un linguaggio fortemente umano, quello dell’anima. Il bisogno di comunicazione, di una ritrovata empatia si manifesta nei dettagli come la cassette delle lettere in “Regie Poste”, nell’utilizzo di alluminio fuso reperito direttamente dalle zone incendiarie del Gargano per rappresentare la distruzione di Hiroshima e Nagasaki in “Fiore di Fuoco”, nell’emblematica “Cassaforte delle emozioni” che si apre al mondo. Un’arte apparentemente povera che si impreziosisce con le riflessioni dell’artista.

Le opere spesso di dimensioni molto grandi, non hanno cornice o strabordano su di essa. La materia, decisiva anche per il cromatismo, viene smembrata, fusa, assemblata con il furor di demiurgo in grado di forgiarla e donarle valenza testimoniale. Agostinelli si reinventa, giunge alla consapevolezza, alla libertà espressiva. Gioca, si diverte. Segue i voli pindarici della fantasia. La sua è un’arte leggera ma densa che fa tesoro dell’insegnamento di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

La mostra “Altezze d’artista”, curata da Alessandra Savino, si inaugurerà il 23 febbraio 2017 alle ore 19.00 a Bitonto presso il Torrione Angioino e sarà visitabile fino al 9 marzo tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00 con ingresso libero.

Michele Agostinelli

Michele Agostinelli è nato a Tempio Pausania nel 1948. Dal 1964 vive ed opera a Bari.

Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico “Edoardo Amaldi “ di Bitetto. La sua ricerca estetica lo ha condotto per vari itinerari articolati tra la poetica grafico-pittorica e gli interventi sul campo quale operatore culturale.

Ha diretto le Gallerie d’arte “Effe Elle 24”, “Studio 5”, “Palazzo Scarli”; ha coordinato il gruppo “Mediterraneo Incontri-Ego Es”. Col gruppo artistico La Fenice ha realizzato la performance itinerante “… Della morte distrutta?”.

Nel 1977 a Bari, presso l’Istituto Statale d’Arte ha condotto il 2° Seminario di tecniche calcografiche. Nel 1978 a Taranto ha diretto il 4° corso di grafica presso il Circolo Italsider. Nel 1979 ha fondato il centro di ricerche estetiche “Ego-Es”.

Iscritto all’Associazione Incisori Pugliesi, tiene attualmente corsi di grafica e fotografia, organizza esperienze di performances. Dal 1980 ha esteso la sua ricerca alle tecniche della comunicazione ed all’indagine sul territorio attraverso l’immagine fotografica. Nel 1989 ha collaborato con insonorizzazione e computer grafica alla realizzazione di Video Arte per l’artista Mimmo Avellis.

Ha ideato e condotto per l’emittente televisiva T.R.A. le trasmissioni “Dalla scuola x la scuola” e “Istantanea” (profili artistici su Michele Campione, Franco Cassano, Bruno Del Monaco, Enzo De Sario, Tommaso Di Ciaula, Vito Matera, Vito Maurogiovanni, Adriana Notte, Lino Sivilli).

Per la Casa di Produzione televisiva VARS ha ideato e condotto il programma “Paesando” trasmesso in 14 puntate da emittenti Sud-americane.Dal 1996 ha organizzato sul territorio manifestazioni artistico-culturali-multimediali itineranti (Il carro del tempo nel tempo del carro; Gli strumenti della scrittura; Suggestioni d’Oriente; Il modellismo). Nel 1999 ha creato lo spazio espositivo “Palazzo Scarli” (Modugno)Sue opere sono state acquistate dai Reali del Belgio.

Per la regia di operazioni artistiche nel mondo della scuola è stato premiato dal regista Sergio Leone e dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini (I° Premio Naziona- le).

Dal 2001 è Direttore Artistico della manifestazione culturale “Pro Agricultura” di Bitetto. Dal 2014 è componente della Consulta della Cultura del Comune di Bitetto.

Ricordi di musica e arte al mio paese

E’ il titolo del dipinto con cui la pittrice friulana Beatrice Cepellotti si è aggiudicata la 10° edizione del Premio Biennale Nazionale di Pittura del Carnevale di Foiano.

Beatrice Cepellotti - Ricordi di musica e arte al mio paeseLa sua tela intitolata “Ricordi di musica e arte al mio paese” è stata valutata la migliore tra le 128 opere in mostra dal 5 febbraio all’interno del Galleria Comunale “Furio del Furia” di via Solferino 9.

Nelle motivazioni della commissione si mettono in risalto l’equilibrio della composizione e dei colori, la capacità dell’artista di attingere con garbo alle correnti novecentesche come l’espressionismo astratto e il carattere evocativo del quadro, nel quale la pittrice cerca tra i suoi più intimi ricordi.

Nata a Gorizia, Beatrice Cepellotti vive e lavora a Codroipo, in provincia di Udine.
Lo stile esclusivo e riconoscibile l’ha portata, fin dal 1995, a esporre con personali e collettive in tutta Italia, nonché a conseguire importanti riconoscimenti nei concorsi d’arte.

Al secondo posto l’apprezzato pittore di Castelfiorentino Bruno Nardi con il quadro “Fantasticare la magia del Carnevale”; terzo l’emergente e talentuoso perugino Simone Anticaglia con “Evoluzioni sinfoniche”.

Quarti, ex aequo, Adriano Canton (Va), Bruno Ceselin (No), Ettore D’Andrea (Rm) Concetta Daidone (Te), Sebastian De Gobbis (Vr), Claudio Pompeo (Tv), Ilaria Rencinai (Si) e Antonio Renzini (Pg).

La giuria tecnica, quest’anno composta da Liletta Fornasari, storica dell’arte, Giovanni Gocci, docente di psicologia sociale e psicoanalista, Manuela Mancioppi, artista, Chantal Valdambrini, curatrice di eventi espositivi, e Alessandro Valenti, storico dell’arte, ha assegnato anche otto menzioni di merito agli artisti Nicola Badia (Na), Marina Basaglia (Vr), Antonia Bortoloso (Vi), Rita Bucco (Vi), Massimo Cavaglieri (Fe), Diego D’Ambrosi (Tv), Lorena Fabbri (Bo) e Maurizio Rapiti (Pg).

Il premio speciale “Carnevale”, infine, se lo è aggiudicato il padovano Gianfranco Zenerato con l’opera “In equilibrio tra apparenza e realtà”.

La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 26 febbraio, alle ore 10,30, all’interno della galleria che ospita l’evento, alla presenza delle autorità e dell’Associazione Carnevale Foiano della Chiana.

La decima Biennale Nazionale di Pittura del Carnevale di Foiano si chiude con un bilancio lusinghiero. Gli artisti partecipanti da tutta Italia sono quasi raddoppiati rispetto alle precedenti edizioni, a riprova della crescita della manifestazione in termini di qualità e adesioni, che la collocano ormai in maniera stabile tra i concorsi più interessanti nel panorama nazionale.

Il nuovo appuntamento è fissato per il 2018, quando i primi tre artisti classificati potranno esporre a Foiano con una tripla personale durante il periodo carnevalesco, in attesa della Biennale del 2019.

In questo arco di tempo che separerà dall’undicesima edizione, gli organizzatori proseguiranno nel loro impegno volto allo sviluppo dell’evento artistico, alla valorizzazione di autori affermati e giovani talenti e alla promozione del patrimonio storico-culturale di Foiano della Chiana, terra del Carnevale più antico d’Italia.
www.carnevaledifoiano.it