Basquiat.New York City

Con una esposizione dal titolo ‘Basquiat.New York City‘ il Chiostro del Bramante di Roma omaggia Jean-Michel Basquiat dal 24 marzo al 2 luglio.

BasquiatLa mostra assiema opere provenienti dalla collezione Mugrabi: Cento lavori, tra olii, disegni, serigrafie, ceramiche e collabrazioni con Andy Warhol, realizzati tra il 1981 ed il 1987.

Esattamente gli anni più cruciali nella produzione dell’artista, quelli del ‘tratto materico’, della visceralità, dell’orgoglio per le radici afro-americane.

A testimoniarlo i lavori in esposizione, a partire dai graffiti, grandi ‘tele bianche’ rappresentate dai muri della grande mela, che lo resero popolare nella cultura della metropoli americana degli anni ottanta.

da equilibriarte.net

Ai confini dell’Europa

Palazzo Tupputi Laboratorio Urbano incontra e dialoga con Lorenzo Scaraggi protagonista di un viaggio di quattro mesi lungo il periplo del continente europeo percorrendo 20 mila chilometri a bordo di un camper del 1982.

Questa l’avventura del reporter pugliese Lorenzo Scaraggi che a bordo del suo Vostok100k è andato alla ricerca di storie di confine da raccontare attraverso filmati e fotografie pubblicati in un continuo narrativo sui social e sul sito di Repubblica.

La ricerca di storie di confine nasce dalla voglia di conoscere, dall’esigenza di essere testimone dal vivo di storie che spesso sono fuori dai circuiti dell’informazione mainstream. – afferma Lorenzo – Quando parlo di confini mi riferisco al senso lato del termine. Non solo confini geografici, ma confini tra la gente, confini dell’anima, i confini che ogni giorno ci dividono dagli altri ma anche da noi stessi”.

Lorenzo non è nuovo al racconto di storie di viaggi e di incontri: il progetto Vostok100k nasce circa 4 anni fa con l’acquisto del suo vecchio camper. Da allora ha raccontato sulla sua pagina Facebook Vostok100k non solo i viaggi a bordo del Vostok ma anche viaggi a piedi o con mezzi di fortuna. L’avventura europea ha rappresentato la prima parte di un grande progetto a lungo termine: il giro del mondo.

La sosta a Palazzo Tupputi Laboratorio Urbano, fino al 31 marzo, rappresenta una delle tante tappe della sua mostra fotografica itinerante.

Mentre i video, l’interazione con i social network hanno rappresentato una narrazione costante con i follower, la mia ricerca fotografica è lo specchio del mio rapporto interiore con il mondo che mi scorreva intorno, con la natura, con le strade che hanno fatto da scenario al mio viaggio”.

Nel corso della serata di inaugurazione tenutasi il 17 marzo Lorenzo ha parlato del viaggio, degli incontri, della sua interazione con i social, ma anche della preparazione al viaggio, dal crowdfunding alla ricerca degli sponsor fino alla sua realizzazione e di come si possa, nell’epoca dei viaggi veloci, andare alla ricerca di sé stessi a 70 km all’ora.

La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo 2017, dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle 20.30
Via Cardinale dell’Olio, 30 76011 Bisceglie

info: 3406131760
info@palazzotupputi.it
www.palazzotupputi.it

L’arte e il suo calore

Domenica 19 marzo alle ore 18.30, presso il Museo Civico di Arte Contemporanea di San Cesario di Lecce (nel Palazzo Ducale), s’inaugura la mostra “L’arte e il suo calore. Cinque artisti”, a cura di Flaminio Gualdoni, noto critico e storico dell’arte. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di San Cesario, Andrea Paolo Filippo Romano, dell’Assessore alla Cultura, Daniela Litti, il programma prevede la presentazione della mostra ad opera dello stesso curatore, che firma anche il catalogo che accompagna la mostra.

La finestra di PessoaLe opere di Salvatore Sava, Giovanni Valletta, Gino De Rinaldis, Marcello Leone, Domenico D’Aria a confronto per un “caso non banale di glocal artistico”, come lo definisce lo stesso Gualdoni. Cinque autori a confronto, uniti da comuni radici ma divisi da percorsi differenti, in cui ciascuno ha trovato la propria cifra stilistica negli astrattismi dell’arte contemporanea. «Questa mostra testimonia l’attenzione e la cura – spiega l’Assessore alla Cultura, Daniela Litti – che questa Amministrazione continua a dedicare alla promozione e alla valorizzazione dell’arte, la quale da pura espressione territoriale e locale diventa capace in questa occasione di aprirsi ad una dimensione nazionale, in un fruttuoso e fecondo dialogo tra artisti». La mostra sarà aperta al pubblico dal 19 marzo al 19 aprile (da martedì al sabato, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17 alle 19).

La collettiva s’inserisce in un progetto culturale più ampio, dal titolo “Dialoghi fra arte e territorio”, promosso e realizzato dal Comune di San Cesario e cofinanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma delle Attività culturali per il triennio 2016-2018, con il coordinamento di Fabiola Carlino e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e l’Università del Salento. Il progetto, con mostre, open studio e visite guidate, si propone l’obiettivo di potenziare e valorizzare il Museo Civico di San Cesario di Lecce e il suo patrimonio artistico, al fine di valorizzare quei beni culturali che nelle realtà locali rappresentano uno specchio della storia delle comunità, integrandoli sistematicamente con gli itinerari culturali del territorio. «Sono profondamente soddisfatto della proposta culturale contenuta in questo progetto, sia per la qualità espressa sul piano artistico sia sul versante dell’accompagnamento curatoriale del prof. Gualdoni. Una conferma per San Cesario, per la sua comunità e per il suo museo di arte contemporanea, da sempre abituato a confrontarsi e a dialogare con le eccellenze nazionali e internazionali in campo artistico», commenta il Sindaco di San Cesario, Andrea Paolo Filippo Romano.

Dal 1979 ad oggi, il Museo ha attraversato un pezzo importante di storia della sua comunità, accogliendo numerose opere di artisti illustri, a molti dei quali San Cesario ha dato i natali. In questi anni il Museo, grazie alla costante attenzione e alla valorizzazione delle Amministrazioni che si sono succedute fino a quella presente, non solo ha ospitato numerose mostre, esposizioni e collettive, ma ha visto incrementare la propria collezione grazie alle donazioni delle opere di numerosi artisti salentini: dalla cospicua raccolta di opere di Aldo Calò, a Carlo e Francesco Barbieri ed Ezechiele Leandro, per citarne alcuni. Nell’ottica di fare del Museo Civico un museo-laboratorio, “Dialoghi fra arte e territorio” si propone di coinvolgere direttamente i giovani studenti del Liceo Artistico Pellegrino Ciardo di Lecce organizzando un Open Studio con gli artisti e avviando alcuni percorsi di alternanza scuola-lavoro mirati a sollecitare il loro interesse e la conoscenza critica delle opere e delle collezioni presenti sul territorio e a trasmettere saperi e conoscenze utili per l’acquisizione di nuove capacità e competenze professionali.

Per facilitare l’ingresso alla mostra (aperta a tutti) saranno predisposti specifici percorsi guidati, in particolare, per le scuole primarie e secondarie del territorio e le associazioni della società civile che ne faranno richiesta (info: 348.0602958).

MARIO GOSSO – Diario di una vacanza

Il Museo Luigi Mallé ospiterà dal 18 marzo al 16 luglio 2017 la mostra antologica di Mario Gosso intitolata Diario di una vacanza, a cura di Ivana Mulatero.

Diario di una vacanzaL’esposizione rappresenta l’occasione sia per omaggiare e approfondire un’artista che da mezzo secolo è protagonista della scena artistica locale e nazionale, sia per ripercorrere il fascinoso rapporto tra la pittura e la calcografia, le loro aree di interesse che hanno favorito una prolifica e fantastica invenzione.

L’attività di Mario Gosso (Busca, Cuneo, 1946), si colloca tra gli episodi salienti dello scenario artistico italiano dell’ultimo quarto del Novecento: la Scuola di Incisione dell’Accademia Albertina di Torino diretta da Mario Calandri e Francesco Franco, e quella di Pittura guidata da Sergio Saroni e Mario Davico, l’attività propositiva di movimenti e gruppi di ricerca sulla scrittura visuale negli anni Sessanta e Settanta. Tra queste due polarità scorrono i decenni di lavoro e si dipana la sua vicenda artistica che affonda da un lato nel rigore dell’apprendimento delle discipline e dall’altro si spinge sul bordo della contemporaneità più sperimentale.

La biografia di Mario Gosso si situa tra questi due momenti, incarnando la figura ideale del peintre-graveur che si dedica all’incisione e alla pittura partendo dalle origini della scrittura in cui coesistono, corpo, gesto e segno per poi sviluppare le ambiguità percettive tra figura e parola, per approdare infine alla rappresentazione di arcani paesaggi scaturiti dalla serrata dialettica, tutta mentale e carica di emozioni, fra il segno che scava una fitta trama di fondo e il colore che si deposita impalpabile.

Tuttavia, pur se il tema figurativo è vario e dominante – melograni, alberi, piume, farfalle, pagine miniate, lattine di coca cola, inchiostri, matite, scodelle, cortili e giostre – nelle opere di Mario Gosso si avverte subito come l’interesse principale sia rivolto alle dinamiche del segno. Questa disposizione a cogliere la natura espressiva del segno, inciso e dipinto, lo porta a compiere un viaggio verso molteplici direzioni. E’ un procedere per accumulo di esperienze, con la messa a punto di numerosi e nuovi procedimenti tecnici, incluso il ricamo rakam e la scrittura cucita, ed è anche un percorso con ripetizioni differenti, riconvertendo o semplicemente sostando tra la parola e la figura con un esito quasi astratto.

Il percorso espositivo è dunque un deliberato “accrochage antologico” che segue l’ordinamento del libro-catalogo dal titolo omonimo “Diario di una vacanza”, edito da Smens con la cura di Gianfranco Schialvino, una nota di Pino Mantovani e un saggio introduttivo di Ivana Mulatero che si sofferma sulle variazioni stilistiche e tematiche.

L’artista espone alle più importanti rassegne dedicate alla grafica, dal Premio Internazionale dell’Incisione di Biella (nelle edizioni del 1979-1980- 1987-1991), alla numerose Triennali dell’Incisione della Permanente di Milano (dal 1979 al 1993), alla seconda Triennale Internazionale dell’Incisione di Glasgow nel 2004, accanto alle molte mostre personali di pittura e alle pubblicazioni di cartelle di grafica incisa e ai libri d’arte. Sue opere sono documentate e censite nel “Repertorio degli Incisori Italiani” del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo (Ravenna).

L’esposizione presenterà più di sessanta opere che illustrano il percorso di Mario Gosso, mettendo in luce l’inclinazione più poetica e sperimentale dell’artista e la sua attività al confine tra incisione e pittura, oltre a una selezione di lastre indicative di un repertorio ampio di materiali per una calcografia non ortodossa.

La mostra offre un particolare souvenir da portare a casa e appendere in salotto: uno speciale e apposito timbro, creato dall’artista e presente in mostra, è a disposizione del visitatore che può così vivere l’emozione di stampare ex novo una xilografia originata da segno e colore.

Realizzata dal Museo Luigi Mallé con la segreteria organizzativa di Espaci Occitan, il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Dronero e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, la mostra è curata da Ivana Mulatero (cui si deve anche la predisposizione del progetto scientifico e il sussidio comunicativo nelle sale espositive).

Il Museo Luigi Mallé s’inserisce a pieno titolo in un progetto di sviluppo culturale locale, attraverso le collaborazioni con le associazioni del territorio e con la partecipazione alla rete Musei Valli Maira e Grana organizzata da Espaci Occitan.

Info e prenotazioni:

La mostra Mario Gosso. Diario di una vacanza sarà visitabile fino a domenica 16 luglio 2017.

Apertura del Museo Luigi Mallé: sabato, domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00.

Aperto su prenotazione in orari di visita infrasettimanali per Scuole e gruppi. Ingresso a pagamento alle collezioni permanenti del Museo e alle Mostre: 3 euro inclusa la visita guidata.

Ingresso ridotto: 2 euro (7/14 anni, oltre i 65 anni, T.C.I, studenti universitari, gruppi maggiori di 10 su prenotazione) Ingresso gratuito per minori di 7 anni, residenti in Dronero, Abbonamento Musei, disabile+accompagnatore, giornalisti.

Civico Luigi Mallè, via Valmala 9, Dronero (Cuneo)

Info: segreteria@espaci-occitan.org – museo.malle@comune.dronero.cn.it

www.espaci-occitan.org

Tel/fax 0171-904075 – 909329 – 3478878051

Sito web: www.turismo.comune.dronero.cn.it

F@museomalle

Festival Fotografico Europeo 2017

Il Festival Fotografico Europeo, giunto alla sua 6a edizione , si pone tra le iniziative più rilevanti nel panorama fotografico nazionale ed europeo, proponendo percorsi visivi articolati, aperti alle più svariate esperienze espressive.

Ideato e curato dall’Afi-Archivio Fotografico Italiano, evento posto “sotto l’alto patrocinio del PARLAMENTO EUROPEO”, con il patrocinio della Regione Lombardia e delle Amministrazioni comunali di Busto Arsizio, Legnano, Varese, Castellanza, Olgiate Olona, Castiglione Olona, Gallarate, Milano-Municipio 6, con il patrocinio della Provincia di Varese, la collaborazione del Museo MA*GA di Gallarate, dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, dell’ICMA – Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio, e l’apporto tecnologico di EPSON Italia, MALEDETTI FOTOGRAFI e con la partecipazione di numerose associazioni, gallerie, scuole e realtà private tra cui: mc2Gallery Milano, Liceo Artistico Paolo Candiani e Liceo Classico Crespi di Busto Arsizio, Scuola professionale ACOF di Busto Arsizio, Punto Marte Editore, Ester Produzioni, Biblioteca Sormani Milano, Libreria Boragno Busto A., EyesOpen Magazine trimestrale di Cultura Fotografica, Fondazione Bandera per l’Arte Busto A., Bottega Artigiana Busto Arsizio, Spazio Lavit Varese, Centro Giovanile Stoa’ Busto A., Spazio d’arte Carlo Farioli Busto A., Galleria Fotografica ALIDEM Milano, Associazione Borgo Antico di Castiglione O., Galleria d’Arte Palmieri Busto A., Il Magazzino dei Re Busto A., Studio Albè & Associati Busto A. e Milano, Associazione Culturale BARICENTRO – Milano,

Una sorta di laboratorio culturale, che si apre all’Europa, che dialoga con la gente attraverso l’arte dello sguardo e mette a fuoco le aspirazioni, i linguaggi e l’inventiva di artisti provenienti da diversi Paesi.

Un progetto che vuole affermare la centralità della cultura quale potente dispositivo in grado aprire confronti tra i popoli e tra le generazioni in una prospettiva di crescita, riflessione e dialogo guidati dall’impegno sociale, dallo studio, dalla voglia di abbattere le frontiere e insieme in percorso comune di crescita e di responsabilità collettiva.

Grandi autori divengono il faro per i giovani emergenti, in un confronto dialettico teso a stimolare dibattiti e ragionamenti, attorno a temi d’attualità, di storia, d’arte e di ricerca.

Circa quaranta mostre, seminari, workshop, proiezioni, letture dei portfolio, presentazione di libri, concorsi: un programma espositivo articolato ed esteso che si muove dalla fotografia storica al reportage d’autore, dalla fotografia d’arte alle ricerche creative fino alla documentazione del territorio.

Visitare le mostre sarà anche l’occasione per visitare l’area delimitata dalle Prealpi Varesine e dal Lago Maggiore, ricca di paesaggi suggestivi, di luoghi storici, di presenze artistiche.

Per rendere maggiormente rilevante l’evento, si sono unite diverse realtà culturali e formative predisponendo progetti che interesseranno diverse fasce di età di studenti e cittadini.

http://www.europhotofestival.it/

Raffaello Lucci per Michelangelo

Prosegue la mostra di calcografie e acqueforti “L’anima che non sogna non pecca amar le cose di natura, usando peso, termine e misura” di Raffaello Lucci nella casa natale di Michelangelo, culmine delle celebrazioni michelangiolesche “Nel segno del Buonarroti”.

C’è di più, perché l’artista – apprezzato per il suo astrattismo lirico – ha deciso di donare in maniera permanente le sette opere al Museo Michelangiolesco, arricchendone la proposta.

Si tratta di vere e proprie sculture su carta che accolgono i passi poetici del genio rinascimentale, riprodotti con una tecnica, quella calcografica, di cui Lucci è un maestro riconosciuto.

Le opere rimarranno visibili al piano terra della casa natale, dove il padre Ludovico Buonarroti espletava le sue funzioni di podestà di Caprese e Chiusi.

Fino a sabato 25 marzo 2017 sarà inoltre possibile ammirare, nell’ala dedicata all’arte contemporanea del Museo Michelangiolesco, la personale di pittura e grafica “Kyclos” di Raffaello Lucci, dedicata al ciclo della vita e curata da Giovanni Pichi Graziani.

 

Ufficio Stampa
Marco Botti
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Paolo Minoli. Opere 1970-2004

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 1 aprile al 14 maggio 2017, “Paolo Minoli. Opere 1970-2004”: mostra retrospettiva curata da Niccolò Bonechi con un testo di Riccardo Zelatore.
 
Galleria Bonioni Arte, Artefiera 2017, foto Dario LasagniRealizzata in collaborazione con Casaperlarte Fondazione Paolo Minoli di Cantù (Co), l’esposizione sarà inaugurata sabato 1 aprile alle ore 17.00Un progetto che intende rileggere il percorso artistico di Paolo Minoli in senso cronologico, a partire dagli anni ’70 e ’80, segnati dal dialogo con Bruno Munari, Luigi Veronesi ed altri protagonisti del panorama culturale italiano, sino al 2004, anno della sua scomparsa.

Una ricerca, quella di Paolo Minoli, che si inserisce, per l’indirizzo analitico-costruttivo e le sperimentazioni cromatico-formali, nell’ambito delle esperienze dell’Arte Concreta, sviluppatasi dopo l’Informale.

In mostra, una quindicina di dipinti ad acrilico su tela o su tavola, alcuni dei quali di grandi dimensioni, unitamente ad alcune carte e sculture, a volte nate come studi preparatori per installazioni monumentali.

«La ricerca dell’artista/teorico Paolo Minoli – spiega il curatore – vive di continue duplici dialettiche, tra tempo e spazio, ambiente e superficie, intero ed esterno, pittura e scultura. Al centro di questi contatti/contrasti vi è l’incessante interesse verso il concetto di colore, sia esso inteso come derivato dello spettrometro della luce o come indicatore delle emozioni umane».

«Se volessi azzardare un tentativo di restituzione del valore che Paolo Minoli ha avuto nella storia dell’arte visiva nostrana degli ultimi quarant’anni – aggiunge Riccardo Zelatore – la definizione che userei con maggior disinvoltura è protagonista, e non solo a Cantù e Milano e non solo lombardo. Minoli è stato un artista che ha lavorato con una dedizione, un rigore, una coerenza e una meticolosità tali da permettergli di mettere in campo una sequenza densissima di prove e di esperienze. La mia non è posizione partigiana, motivata da un rapporto amicale autentico e da un legame profondo con l’artista, quanto dalla ricchezza di forza e stupore che queste opere mantengono e rinnovano a ogni nuova esposizione».

La personale sarà visitabile fino al 14 maggio 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì e il giorno di Pasqua, aperto Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio. Ingresso libero. Catalogo Edizioni Bertani, 2017, con testi di Niccolò Bonechi e Riccardo Zelatore

PAOLO MINOLI
Opere 1970-2004

Per informazioni:
Galleria Bonioni Arte
Corso Garibaldi, 43
42121 Reggio Emilia
Tel/Fax 0522 435765
www.bonioniarte.it
info@bonioniarte.it

Ufficio Stampa:
CSArt Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
Tel/Fax 0522 1715142
www.csart.it
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Paolo Minoli

Paolo Minoli nasce nel 1942 a Cantù (Co). Frequenta, in giovanissima età, la casa del pittore Enrico Sottili e, da studente, lo studio dello scultore Gaetano Negri. Si diploma nel 1961 all’Istituto Statale d’Arte di Cantù, dove insegna dal 1964 al 1978.
 
Paolo MinoliDal 1977 al 1978 fa parte del gruppo di ricerca “L’interrogazione sistematica” con Nato Frascà e Antonio Scaccabarozzi. Dal 1979, all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano è docente del corso speciale di “Cromatologia” e collabora, in qualità di consulente, con aziende per l’applicazione di soluzioni cromatiche nella produzione industriale. È stato direttore artistico della collana d’arte pubblicata dalle edizioni “RS” di Como (1975-1986) e, dal 1986 al 1989, del laboratorio serigrafico “On Color” di Cantù, in collaborazione con diversi artisti, fra i quali Mario Radice, Carla Badiali, Aldo Galli, Bruno Munari, Luigi Veronesi, Max Huber, Piero Dorazio e Mario Nigro.
 
Nel 1982 è invitato alla “XL Biennale Internazionale d’arte” di Venezia, dove è nuovamente presente nel 1986. Realizza per la “Plaz” a Saulgau, nel 1992, una scultura d’acciaio di 8 metri d’altezza intitolata “Nelle ali del vento”. Nel 1994 è collocata presso il parco del Museum Bertholdsburg a Schleusingen la scultura in acciaio di 7 metri di altezza “Nelle ali del canto”. Nel 1997 è collocata, sul lato nord della rocca dei Musei Civici di Riva del Garda, la scultura “Ballerina” in acciaio di 9 metri di altezza e 5×2 di base.
 
Nel 1998 è presente alla mostra “Arte Italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura aniconica” alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Nel 1999 è invitato alla “XIII Quadriennale d’arte” di Roma e nello stesso anno è installata, permanentemente, nel “Parco della scultura” di Viadana (Mn) la scultura “Storie di Scena”. Nell’ambito di un intervento di riqualificazione urbanistica per la Piazza Volta a Como, nel 2001, è collocata, nel centro della fontana progettata dall’architetto Mario Di Salvo, una scultura, “Stele”, in acciaio di 4,40 metri d’altezza.
 
Per iniziativa di Paolo Minoli, scomparso il 20 dicembre 2004, è stata costituita Casaperlarte Fondazione Paolo Minoli con sede a Cantù, finalizzata alla promozione dell’arte contemporanea nelle sue diverse espressioni.
 
Il 23 dicembre 2004, pochi giorni dopo la sua scomparsa, è inaugurata a Cantù “Asteria… tra le pieghe del vento e la porta delle stelle”, una scultura monumentale in acciaio corten alta 5,30 metri, collocata all’ingresso della città sul Rondò Bersagliere. Nel dicembre 2014 la città di Como ha organizzato, in collaborazione con la fondazione, la mostra personale “Paolo Minoli. Itinerari tra arte e scienza” presso la Pinacoteca Civica ripercorrendo in modo agile, ma esaustivo, tutto il suo percorso creativo. Nello stesso mese l’Accademia di Belle Arti di Brera ha organizzato una giornata convegno dal titolo “Paolo Minoli. Metodo e sperimentazione”. Nel 2015 il Comune di Cantù, presso Villa Calvi, ha reso omaggio all’attenzione che Paolo Minoli ha sempre riservato ad amici, maestri e colleghi con l’esposizione di una parte dei lavori serigrafici.
 
Nel 2016 Il Museo di Lissone ha selezionato un’opera di Paolo Minoli per la mostra collettiva dedicata al Premio Lissone. Nel 2017 la Galleria Giovanni Bonelli di Milano ha presentato la personale “Paolo Minoli. Metrica colore musica”, a cura di Carlo Pirovano e Riccardo Zelatore.

Vento e follia

VENTO E FOLLIA è il secondo appuntamento di NEVERENDINGPHOTOMASTERCLASS , un progetto che si sviluppa in luoghi diversi, tutti legati a grandi temi della contemporaneità.

locandina webNel corso dell’organizzazione del workshop Vento e Follia a Volterra, mi sono reso conto che questo luogo carismatico e ricco di storia umana suscita un interesse sempre più crescente, e merita un’attenzione e un approfondimento che comportano una maggior complessità di produzione.
Vorrei quindi arricchire il master e coinvolgere storie e persone locali per permettere che le fotografie che verranno realizzate diventino una vera memoria storica.
Per questa ragione il Masterclass Vento e Follia verrà posticipato al 22/23 Aprile 2017. Vi aspetto con entusiasmo”. Oliviero Toscani

VENTO E FOLLIA indaga, attraverso l’immagine, la profonda relazione tra la psiche umana e le condizioni fisico-ambientali proprie del luogo.

Il Workshop, full immersion di due giorni, è articolato in:
– lectures
– shooting fotografico
– lettura portfolio
– discussione lavori
– dibattito

La fotografia ha un carattere ossessivo, caratteriale, estatico e narcisistico, è un’attività solitaria. L’immagine fotografica è discontinua, puntuale, imprevedibile, irreparabile, come lo stato delle cose a un momento dato.

L’oggetto o il soggetto deve essere fissato, guardato intensamente, e immobilizzato dallo sguardo, non è lui che deve posare, è il fotografo che deve trattenere il suo respiro per fare il vuoto nel tempo e nel corpo.” Oliviero Toscani

Per ulteriori informazioni visita il sito masterclass.toscani.com

Van Gogh. Tra il grano e il cielo.

Una mostra monografica dedicata a Vincent Van Gogh, con oltre 120 sue opere tra dipinti e disegni, dal 7 ottobre all’8 aprile 2018 negli spazi della Basilica Palladiana: è il sunto dell’accordo chiuso dal Comune di Vicenza con Marco Goldin e Linea d’ombra, che segna il ritorno del curatore nel capoluogo berico dopo le tre rassegne curate tra il 2012 e il 2015.

Basilica Palladiana

La mostra sarà intitolata “Van Gogh. Tra il grano e il cielo” e avrà un taglio molto particolare, utile a ripercorrere in modo inedito l’intera vita del genio olandese.

I contenuti non solo della mostra ma dell’intero, e molto ampio, progetto culturale dedicato a Van Gogh verranno raccontati in anteprima sabato 18 marzo, alle ore 11, nel ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. (ANSA)

Simone Sbaraglia – Portraits

L’Associazione culturale Obiettivo Camera e Spazio Kryptos presentano Simone Sbaraglia, con una selezione fotografie di natura, in combinazione tra ampi spazi e osservazioni ravvicinate di animali.
 

Simone Sbaraglia - Assiolo (2016)Scrive Maurizio Rebuzzini : “Tra i più apprezzati fotografi naturalisti a livello internazionale, Simone Sbaraglia rivela una intensa partecipazione al soggetto, che consente ad ognuno di noi di avvicinare momenti di straordinaria bellezza.Nel commovente film I sogni segreti di Walter Mitty, di e con Ben Stiller, del 2013, a contorno della vicenda narrata (la chiusura di Life, postdatata di quarant’anni dalla realtà), si incontra un toccante cameo. Evocato per tutto il film, il fotografo Sean O’Connell, si materializza nell’interpretazione di Sean Penn. Il photo editor Walter Mitty (Ben Stiller) lo rintraccia su un ghiacciaio, dove è in postazione da giorni per fotografare il leopardo delle nevi, sostanziosamente inavvicinabile. La situazione è in citazione colta: della fotografia con la quale Steve Winter si è affermato al BBC Wildlife Photographer of the Year 2008, realizzata dopo dieci mesi di osservazioni delle abitudini dell’animale e tentativi successivi.

Nel film, inquadrato il leopardo delle nevi, Sean O’Connell non scatta: «Certe volte, non scatto...», afferma. «Se mi piace il momento… Piace a me… Non amo avere la distrazione dell’obiettivo».
Atteggiamento mirabile, che può nascere soltanto in momenti di intensa natura. Da cui, al cospetto di una significativa selezione di fotografie di natura del talentuoso Simone Sbaraglia, un pensiero sorge spontaneo. Oltre a quanto possiamo vedere del suo lavoro, quante volte non ha scattato, lasciandosi avvolgere e coinvolgere dalla sola osservazione visiva?

Siccome Simone Sbaraglia è un eccellente fotografo, capace di interpretare e proporre la natura come pochi altri riescono a farlo, personalmente, speriamo che sia sempre rimasto fedele al proprio mandato, per offrirci la sua fotografia in quantità, oltre che in qualità.

Bisogna essere grati ai bravi fotografi di natura, quale è Simone Sbaraglia, la cui intensa partecipazione al soggetto, che non ha eguali in nessun altro indirizzo fotografico, rivela a tutti noi un mondo che non possiamo né conoscere dal vivo, né avvicinare nella propria bellezza. Un mondo che alberga soprattutto nel loro cuore, nel quale nasce e cresce un amore senza confini né limiti, che viene prontamente diviso e condiviso con l’osservatore.

Non natura, ma (straordinarie) fotografie di natura, che arricchiscono anche il nostro di cuore.”

Simone Sbaraglia (Roma, 1972) è un fotografo naturalista, che proviene da una formazione accademica in matematica.
Inviato dalle riviste Oasis e inNatura, ha pubblicato su testate inter-nazionali di pregio e valore. È autore delle monografie Immagini dal Pianeta Terra (2014) e A tu per tu con la Natura (Palombi Editore, 2015). Numerosi i riconoscimenti a livello internazionale.
È ambasciatore e testimonial X Photographer Fujifilm.

Simone Sbaraglia – Portraits
KRYPTOS
Milano – dal 15 al 30 marzo 2017
Via Panfilo Castaldi 26 (20124)

http://www.simonesbaraglia.com

Parola di Burri. I pensieri di una vita

Uno dei maggiori collezionisti italiani di arte contemporanea ha avuto l’onore di raccogliere l’unica vera intervista-confessione di Alberto Burri, normalmente schivo e restio a parlare del proprio lavoro.
 
Alberto Burri, Sacco combustione, 1952-1958, Mart, Collezione privataAl Mart, in un dialogo con la giornalista Rai Maria Concetta Mattei, Stefano Zorzi presenta Parola di Burri, il libro che racconta l’artista di Città di Castello.Questo breve testo, infine, ci era sembrato così lungo… una lunghissima storia su tanti fatti di un’intera vita. A rileggerlo oggi è poco più di un soffio, ma anche dopo vent’anni, sfogliandolo, mi è sembrato per un attimo che Burri fosse di nuovo qui, nella sua adorata sahariana, a raccontarmi di sé e delle sue visioni. E allora posso credere che, anche per un lettore nuovo, che di Burri ha solo sentito parlare e visto le opere nei musei, e che magari ha visto la grande retrospettiva che si è tenuta lo scorso anno al Guggenheim di New York in occasione del centenario della sua nascita, tra queste righe possa ritrovarsi ancora viva un’emozione”. Stefano Zorzi

Maria Concetta Mattei, nella doppia veste di giornalista Rai e consigliera di amministrazione del Mart, incontra il collezionista Stefano Zorzi.
Manager e ingegnere, appassionato e profondo conoscitore del mondo dell’arte contemporanea, Zorzi era legato ad Alberto Burri da un’antica e affettuosa amicizia risalente alla sua infanzia.

Nel 1995, a pochi mesi dalla morte di Burri, Stefano Zorzi pubblica la raccolta di interviste all’artista effettuate tra marzo e settembre 1994 con il preciso intento di “trarne un volume di memorie che avesse un qualche senso compiuto”.

Nasce così Parola di Burri. I pensieri di una vita, una narrazione privata che, oltre ad avvicinare il lettore ad Alberto Burri, rappresenta una pietra miliare per lo studio della storia dell’arte italiana più recente, soprattutto considerata la proverbiale ritrosia dell’artista a parlare di sé.

Il libro è stato ripubblicato da Electa nel 2016, in occasione delle celebrazioni del Centenario di Burri.

L’appuntamento a Rovereto, venerdì 17 marzo alle 17.30 nella Sala Conferenze del Mart, sarà l’occasione per approfondire la conoscenza di uno degli artisti esposti nella Collezione permanente del museo e per parlare di collezionismo privato e passione per l’arte.

In apertura, verrà trasmessa l’intervista a Stefano Zorzi realizzata da Laura Gialli per TG2 Storie, andata in onda lo scorso 4 marzo.

Informazioni
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