Fotografia Europea 2017

Il 5 maggio 2017, inaugura a Reggio Emilia la dodicesima edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, interamente dedicato alla forma d’arte che più di ogni altra comunica e interpreta la complessità della società contemporanea.

Una rassegna che conferma la sua rilevanza nel panorama espositivo nazionale e internazionale con un vastissimo programma nei luoghi più suggestivi della città e allarga sempre più i propri confini attraverso sinergie e partnership con importanti realtà culturali e artistiche della regione. Infatti, per questa XII edizione, oltre a Reggio Emilia, mostre ed eventi collegati al festival saranno ospitati dalla Fondazione Mast di Bologna, dallo Csac Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma, dalla Collezione Maramotti, dalla Fondazione Fotografia di Modena, collaborazioni di grande valenza che sottolineano il ruolo centrale assunto da tempo da Reggio Emilia.

Non è infatti un caso che proprio Reggio Emilia sia stata scelta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini , quale sede per la seconda giornata degli STATI GENERALI DELLA FOTOGRAFIA. Due giornate dedicate alla fotografia con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali, al fine di definire un piano di sviluppo sul rapporto tra intervento pubblico e mutazioni tecniche ed economiche del settore, con l’obiettivo di determinare nuove opportunità per la fotografia italiana.

Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour (direttrice Le Bal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli Studi di Bergamo) e Walter Guadagnini (direttore Camera, Torino), Fotografia Europea 2017 ruoterà attorno al tema Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro e coinvolgerà giovani artisti e fotografi affermati nel raccontare il proprio personale approccio critico e creativo al tema dell’archivio, come sintesi tra idea di storia, memoria, lettura del presente e visione del futuro.

Nel percorso attraverso le dieci sedi ufficiali, si potranno incontrare artisti tra i più importanti nel panorama internazionale, come Paul Strand e Cesare Zavattini, Gianni Berengo Gardin, Joan Fontcuberta e i giovani artisti di Fabrica.

Amore e rivoluzione

Nell’anno del centenario della rivoluzione di ottobre, il MAN annuncia l’apertura della mostra “Amore e rivoluzione. Coppie dell’avanguardia russa”, in programma dal 1 giugno al 1 ottobre 2017.

Nata dalla collaborazione con la Galleria Statale Tretjakov di Mosca e con il Museo Statale Schusev di Architettura, in partership con Bank Austria Kusftorum, Vienna, la mostra, a cura di Heike Eipeldauer e Lorenzo Giusti, adotta un punto di vista innovativo – le coppie di artisti – per rileggere le vicende dell’avanguardia visiva russa attraverso il contributo di sei autori della prima generazione, uniti nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi, così come nella vita comune: Natalya Goncharova (1881–1962) e Mikhail Larionov (1881–1964), Varvara Stepanova (1894–1958) e Alexander Rodchenko (1891–1956), Lyubov Popova (1889–1924) e Alexander Vesnin (1883–1959).

Destinata ad attrarre un pubblico variegato, non soltanto di amanti della storia dell’arte, ma anche di appassionati di storia del Novecento, di comunicazione, design e fotografia, la mostra intende raccontare lo stretto legame tra arte e vita che le diverse coppie si trovarono a sperimentare, in una fase di intensa collaborazione e di grande impegno, sia artistico, sia politico. Attraverso un nucleo di oltre cento opere, tra dipinti, sculture, disegni, collage, fotografie, manifesti pubblicitari e di propaganda politica, saranno indagati i metodi di lavoro, le tecniche, i linguaggi, soffermandosi sui punti di contatto, ma anche sulle specificità e dunque sui diversi profili degli autori considerati.

Accomunati dall’ambizione di connettere tutti i generi della creatività artistica con l’azione estetica, l’elaborazione teorica e la prospettiva politica, gli artisti dell’avanguardia contribuirono ad alimentare l’aspirazione al cambiamento e a costruire le basi di una nuova idea di società.

Contraddistinti da una grande produttività, i movimenti nati sotto la spinta della rivoluzione bolscevica del 1917 portarono alla ribalta non soltanto un numero senza precedenti di donne artiste, attive alla stregua degli uomini, ma anche una serie inusuale di coppie all’interno della quale le tre coinvolte in questo progetto possono essere considerate le più importanti e rappresentative. Lavorando fianco a fianco, condividendo spazi, idee, programmi, le coppie dell’avanguardia russa giunsero a fondere indissolubilmente la sfera privata con quella pubblica, promuovendo e testimoniando quella visione utopica, quella possibilità di una creazione collettiva alternativa al mito dell’arte come sfera del genio solitario, di cui la rivoluzione si era fatta promotrice insieme al grande ideale della parità di genere.

Quali aspetti artistici e quali ideali sociali risultano predominanti nel percorso di queste coppie? Funzionò effettivamente, questa collaborazione, come strumento di emancipazione oppure le convenzioni di genere continuarono a condizionare la produzione artistica e la sua ricezione da parte del pubblico? Con queste domande alla base, la mostra al MAN intende tracciare una genealogia dell’avanguardia russa: dagli esordi prerivoluzionari intorno al 1907, influenzati dalle sperimentazioni dell’arte moderna occidentale, fino allo sviluppo dei più noti movimenti artistici degli anni Dieci e Venti, capitali nello sviluppo dei linguaggi dell’avanguardia internazionale, a partire dal cubo-futurismo di Liubov Popova e Varvara Stepanova, passando per il raggismo di Natalia Goncharova e Mikhail Larionov, che, come Popova , partecipò anche al suprematismo di Malevich, fino alla sperimentazione di nuovi criteri di funzionalizzazione dell’arte nell’ambito del costruttivismo, frequentato da Stepanova, Vesnin, Popova e soprattutto Rodchenko, di cui, insieme a un numero significativo di pitture, collage e manifesti, sarà presentato un nucleo di oltre 20 fotografie che, nel loro insieme, costituiscono di fatto una mostra nella mostra.

Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

ItaliaModerna Reload 017

Presso Istituto Italiano di Cultura, Edinburgo, Nicolson Str. si sta tenendo , fino a venerdi 1 settembre 2017, la sessione finale in territorio scozzese di ItaliaModerna Reload 017, esposizione estesa di alcuni degli artisti italiani più significativi, curata da In-Art – Art Where You Are.

ItaliaModerna è stata avviata da In-Art – Art Where You Are nel 2011 come programma di promozione e marketing istituzionale al fine di sensibilizzare, in territori al di fuori dell’Italia, il grande contributo che gli artisti nostrani stanno offrendo al mondo della comunicazione visiva internazionale. Fin dal primo momento, il lavoro degli artisti selezionati è stato mostrato in Shoreditch Inn e Brick Lane, Londra, nel programma dell’Edimburgh Art Festival, nell’appartamento ufficiale del Console Generale italiano e nelle sale di accoglienza del Consolato Italiano di Edimburgo, dove sono stati apprezzati da una vasta rappresentanza di leader culturali e politici provenienti dalla Scozia e altrove.

In questo ultimo evento, una versione ben più estesa di questi lavori sono accessibili ad un pubblico decisamente più vasto e ai visitatori del Festival Internazionale di Edimburgo e del Fringe Festival, proprio in questo nuovo format ‘ItaliaModerna Reload-017’.

La selezione delle opere per “ItaliaModerna Reload”, mira alla promozione di artisti che hanno già partecipato a importanti mostre, sia all’interno che all’esterno del territorio Italiano, in exhibitions permanenti e temporanee, dal Museo di Bilbao, alla Biennale di Venezia, dalla Biz Art Shanghai, al Festival delle Arti di Edimburgo, dall’IIC Copenhagen alla Quadriennale d’Arte a Roma, dalla Kunsthalle di Bratislava fino ad altre importanti collezioni internazionali, pubbliche e private. La mostra presenta anche artisti il cui lavoro è incluso nella collezione permanente del governo italiano “Futuro – arte moderna del XXI secolo” in via Farini, Roma.

Gli artisti presenti in ItaliaModerna Reload-017 comprendono Astormendez Community (installazioni materiali misti e pittura), Pino Caputi (Pittura), Pierluca Cetera (Pittura), Magda Milano (Pittura), Ezia Mitolo (installazioni tridimensionali murarie) Monticelli & Pagone (Photo-painting), Giuseppe Palumbo (installazione di grafica e mixed media), Claudia Scandella (Fotografia), Cosmo Vestita (supporti misti e installazioni in ceramica policroma).

“ItaliaModerna Reload – 017” includerà anche nuove visioni d’avanguardia ad opera di Liuba, artista e physical performer di Rimini e quelle dell’artista italo-austriaca casaluce-geiger. Liuba mostrerà alcuni stills da video e due video musicali realizzati a Berlino, che esplorano l’infuocata questione dell’immigrazione, con particolare attenzione all’attuale situazione politica internazionale; casaluce-geiger attraverso un video racconto-storyboard e due opere fotografiche in formati medio-grandi, presenterà una visione personale della modificazione del corpo e dell’interazione tra nuove tecnologie e identità alternative. Astormendez Community estenderanno il loro progetto “Sanctuary” con un concept quadrittico in plexiglas + video. Ezia Mitolo mostrerà un nuova installazione a parete ispirata dalla recente antologica della sua carriera artistica trentennale, presentata nei locali dell’Agenzia Generali S.p.A. di Taranto.

In-Art (Guglielmo Greco Piccolo e Damian Killeen OBE) si avvale degli spazi di alberghi, punti vendita, attrazioni turistiche e istituzionali ed altri spazi non convenzionali, per portare l’opera degli artisti contemporanei al grande pubblico.

Maggiori informazioni: www.iicedimburgo.esteri.it

LUCE – L’immaginario italiano a Matera

LUCE – L’immaginario italiano a Matera“, racconta l’evoluzione dell’Italia e degli italiani attraverso un un flusso continuo di immagini.

Grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video.

Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave lega l’itinerario. Si va così dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre. L’ultimo spazio dell’esposizione è interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

Se questo è il corpus principale della mostra, già esposto a Roma, Mantova e Catania e che a Matera è allestito all’ex ospedale di San Rocco, nella città dei Sassi, nei suoi antichi rioni in tufo, sarà possibile ammirare una ricca sezione di materiali inediti dedicati alla Basilicata e a Matera.

Nei locali di via San Giovanni Vecchio della Fondazione Sassi, fotografie e video raccontano tradizioni e vita a Matera. Immagini girate nel 1937 mostrano la festa per elezione dei materani : le celebrazioni in onore della Madonna Maria Santissima della Bruna, con i cittadini che attorniano il carro trionfale in piazza Vittorio Veneto e alla Cattedrale. E ancora : la visita del duce a Matera e quella del Presidente del Consiglio De Gasperi, la Riforma Fondiaria, la nascita di nuovi borghi da La Martella a Gaudiano, la costruzione delle dighe, l’emigrazione, sono solo alcuni dei temi del ricco materiale fotografico e video presente nella mostra.

Matera è soprattutto i Sassi. E sono gli antichi rioni cittadini a essere protagonisti del film nato dall’inchiesta del giornalista Sandro De Feo e che venne diretto nel 1951 dal regista Romolo Marcellini. La mostra LUCE – L’immaginario italiano a Matera ha il pregio di rivelare aspetti inediti dei lavori che si realizzavano su Matera in quegli anni. Il film di Marcellini ha una vicenda distributiva (ricostruita da Marco Bertozzi) che esprime bene lo spirito dei tempi. La commissione di censura concede il nulla osta per l’Italia ma, di fronte a una richiesta di esportazione in Gran Bretagna, chiede che «siano eliminate le scene in cui appaiono animali addetti ai lavori agricoli convivere nelle case degli abitanti in quanto esse possono suscitare errati e dannosi apprezzamenti sul nostro Paese ». Di Diverso parere saranno gli americani : le scene rimasero al loro posto.

Ideata e realizzata da Istituto Luce – Cinecittà, la mostra è organizzata a Matera dalla Fondazione Sassi con il sostegno di Regione Basilicata, Lucana Film Commission e Sensi Contemporanei. Provincia, Comune e Camera di Commercio di Matera e la Fondazione Matera – Basilicata 2019, hanno concesso il patrocinio.

La mostra può essere visitata tutti i giorni. Per informazioni su orari, biglietti e modalità di visita si può consultare il sito : www.fondazionesassi.org

Incontri d’autore all’Arte dell’invisibile

In occasione del finissage de ‘L’Arte dell’invisibile‘, sabato 6 maggio alle ore 17.00 il Museo Nuova Era ospita l’incontro con l’autrice Liliana Ebalginelli e la curatrice della mostra Angela Madesani.

Nota biografica dell’artista
Liliana Ebalginelli vive a Milano e opera nel campo della poesia visuale e sonora/performativa. Con Ferruccio Cajani ha fondato nel 2001 la lilianaebalginelli Editrice e la rivista sperimentale bilingue online Ulu-Late che dirige e a cui ha a lungo collaborato Arrigo Lora Totino.

Libri visuali: L (Archivi del ‘900, 1999), Voyage (coautore F. Cajani, lilianaebalginelli Editrice, 2001), L/Amami ( Archivi del ‘900, 2007), Manes (libro d’artista, 2010), L’Immateriale (Lucini Libri, 2013), Wholly (Lucini Libri, 2015), L’Arte dell’Invisibile (libro d’artista con G. Lucini, 2016), Le rane o dell’Italia (libro d’artista, 2016).

Mostre personali: Esplodità con P. Brunati Urani, F. Cajani e A. Lora Totino (Museo della Carale, Ivrea 2010), Vado là e nulla può guidarmi con A. Oberto e L. Pescador (Museo della Carale, Ivrea 2011), L’Immateriale (Galleria Derbylius, Milano 2014), Poesia carta inchiostri (Galleria Milano, Milano 2015).

Nota biografica della curatrice
Angela Madesani è storica dell’arte e curatrice indipendente. Vive a Milano, dove insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo di Design. È autrice dei volumi Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e del video in Italia (2002), Storia della fotografia (2005) e Le intelligenze dell’arte. Ha inoltre realizzato numerosi volumi su importanti artisti, quali Studio Azzurro, Anne e Patrick Poirier, il Laboratorio di Comunicazione militante, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Franco Vaccari. È responsabile per la fotografia per il mensile Artribune.

Incontri d’autore
Liliana Ebalginelli | Angela Madesani
sabato 6 maggio ore 17.00

C/O Museo Nuova Era
Strada dei Gesuiti 13
70122 Bari

Info & Contatti
www.museonuovaera.com
museonuovaera@alice.it

ArtFutura. Creature digitali

Se dall’arte ti aspetti meraviglia all’Ex Dogana tu devi venire.

Eh sì, proprio così: L’impatto forte, appena si entra, è di grande meraviglia e non finisce lì (entrando) ma ti accompagna in tutti i sette hangar, dove sette installazioni realizzate da sette visual designer e artisti digitali internazionali, fanno vivere una una vera e propria esperienza immersiva nell’arte digitale: Sculture cinetiche che creano olografie galleggianti, campi magnetici che generano forme di ferro fluido dinamiche, esperienze audiovisive avvolgenti in cui sperimentare proiezioni virtuali sconosciute.

E’ “ArtFutura. Creature digitali” dal 29 aprile al 10 settembre negli spazi dell’Ex Dogana di Roma e organizzata da MondoMostre Skira. L’esposizione (aperta anche di notte) si muove sul labile confine tra arte e scienza, evidenziando tra i due diversi ambiti suggestioni e connessioni che proprio nell’uomo e nella sua creatività trovano il loro punto di incontro.

La curatela è di Montxo Algora, direttore dell’omonimo e storico Festival internazionale ArtFutura, che per l’occasione ha riunito alcuni dei più interessanti artisti multimediali (molti dei quali anche scienziati) del panorama internazionale: Paul Friedlander, Esteban Diácono Motion Graphics, Can Buyukberber, Sachiko Kodama, Chico MacMurtrie e il collettivo Universal Everything.

Takako Hirai

L’Associazione Giardini e Dintorni, nell’ambito della manifestazione Meraviglie segrete. Giardini aperti nel territorio ravennate, in collaborazione con il Museo d’Arte della città, presenta la mostra “Il senso segreto della natura. Takako Hirai” a cura di Linda Knifftz, dal 6 al 14 maggio 2017.

Takako Hirai è un’artista giapponese nata a Kumamoto nel 1975. Si è laureata in pittura alla Hiroshima City University, e in seguito ha deciso di apprendere la tecnica musiva venendo a Ravenna. La conoscenza approfondita di entrambi i linguaggi artistici, e del disegno, fa sì che Takako approcci il tema che più d’ogni altro la coinvolge il rapporto fra l’uomo e la natura con una sensibilità insieme formale (quale ricava dalla tradizione artistica del suo Paese), coloristica e materica.

Ma tutto nel segno d’una poetica sobria, asciutta, che nell’osservazione attenta e partecipe del dato naturale e nella sua elaborazione evocativa, ma sempre concentrata al massimo, trova la sua cifra.

I suoi lavori sono pensieri che rivolge a sé stessa, usando pochi materiali, quasi solo materiali naturali, che compone da virtuosa. A volte nasconde una figura umana nelle sue opere, ma in maniera non perfettamente criptica: Takako desidera in realtà che essa venga cercata e infine scoperta da noi, che siamo invitati a percorrere insieme a lei il suo cammino nel gran bosco della Natura. Ugualmente nasconde i suoi sentimenti in una rappresentazione naturalistica accurata, che rimanda a un universo interiore segreto e malinconico dove possa sentirsi riparata, al sicuro, sperando però che i suoi segreti vengano disvelati, in una contraddizione palese e feconda.

Il suo rapporto con la natura è costante, in senso fisiologico e istintivo, ma con una connotazione introspettiva di carattere più etico che psicologico. Scrive: “Io sono un essere della natura. Come devo vivere?

Si ricorda che la manifestazione Meraviglie Segrete 2017 apre il 2 maggio con: Il giardino: uno spazio simbolico – Percorsi di immagini a cura di Giovanni Gardini, docente di archeologia e iconografia cristiana ISSR Forlì e Rimini. Iniziativa in Collaborazione con Ufficio Catechistico Diocesano, Settore Apostolato Biblico, Scuola di Formazione Teologica San Pier Crisologo, Ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Ravenna-Cervia

Periodo: 2 maggio 2017 dalle 21:00 alle 22:00
Sede: Seminario Arcivescovile, Piazza Duomo, 4, 48121 Ravenna RA, Italia

Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
Nada Mamish – Francesca Boschetti
tel +39 0544 482017 – 482775
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
mar.ra.it

Ground di Oscar Piovosi

Nelle sale liberty della Residenza d’Epoca Hotel Grand’Italia di Padova (Corso del Popolo, 81), dal 6 maggio al 30 giugno 2017, la mostra personale di Oscar Piovosi, curata da Mary Bordin, responsabile artistico della struttura.
 
L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 6 maggio alle ore 18.00, trae il titolo – “Ground” – dalla recente produzione pittorica dell’artista, dedicata alle figure dei madonnari, intenti a dipingere a terra (ground), nel momento in cui sono essi stessi ritratti.
 
In mostra, nel Salone del Sogno, una ventina di dipinti ad acrilico su tela, molti dei quali inediti. «Opere – scrive Mary Bordin – che raccontano, quasi come scatti fotografici, il lavoro degli artisti di strada. Ci troviamo immersi nel momento stesso della creazione del disegno, ci immedesimiamo, camminiamo tra le tele per scoprirne dettagli e particolari, quasi a cercare quel “qualcosa” che ci era sfuggito al primo sguardo. Una poetica molto particolare, quella di Piovosi, bravo a fermare gli istanti, a far trapelare le emozioni dal quotidiano. Opere suggestive e figure che prendono forma in non luoghi, che hanno invece un collocamento reale».
 
La personale è visitabile tutti i giorni con orario 10.00-19.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 049 8761111, www.hotelgranditalia.it. Per approfondimenti sul lavoro di Oscar Piovosi: www.oscarpiovosi.it.
 
Oscar Piovosi nasce nel 1944 a San Polo d’Enza (Re). Apprendista in uno studio fotografico, acquisisce il gusto e il piacere dell’immagine. Dal 1960 al 1975 lavora creta e gessi in un laboratorio di ceramica artistica. Autodidatta, inizia a dipingere nel 1974 trovando la sua espressione ideale nella figura umana. Partecipa a concorsi e mostre fino al 1982, anno in cui intraprende una nuova attività professionale che lo porta a viaggiare, costringendolo ad interrompere la sua ricerca in ambito artistico. Riprende a dipingere nel 2007. Nel 2009 tiene la prima personale proprio a San Polo d’Enza (Re), nella Torre dell’Orologio, iniziando ad esporre i nuovi lavori. Prende parte a mostre personali e collettive. Le sue ultime ricerche sono racchiuse in quattro serie tra loro in dialogo: “ViaggiaMente”, “Up”, “Phone and…” e “Ground”. La sua produzione comprende anche il ciclo “Informale”, in cui l’autore si è temporaneamente allontanato dall’ambito figurativo liberando il gesto. Vive e lavora a Reggio Emilia.
 
Oscar Piovosi, Ground
A cura di Mary Bordin
Hotel Grand’Italia Residenza d’Epoca
Corso del Popolo, 81
35131 Padova
6 maggio – 30 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio, ore 18.00
Orari: tutti i giorni, ore 10-00-19.00Per informazioni:
Hotel Grand’Italia Residenza d’Epoca
Corso del Popolo, 81
35131 Padova
T. 049 8761111
booking@hotelgranditalia.it
www.hotelgranditalia.itPer approfondimenti:
Oscar Piovosi
info@oscarpiovosi.it
www.oscarpiovosi.it

Ufficio stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

AGIBILE

CasermArcheologica, dopo il successo della camminata/presentazione del libro di Diego Fontana, si avvia verso la riapertura al pubblico con un altro appuntamento: sabato 6 maggio (ore 17:00) il Museo della Vetrata, Spazio Bernardini Fatti della Vetrata Antica e Contemporanea, di Sansepolcro ospiterà i tre giovani artisti che saranno i protagonisti della mostra estiva, dal titolo AGIBILE, a cura di Ilaria Margutti, Laura Caruso e Saverio Verini.

In questa occasione, Francesco Capponi, Carla Rak e Federica Gonnelli illustreranno la loro idea di opera site specific, concepita vivendo in un primo sopralluogo l’atmosfera suggestiva dell’ex Caserma dei Carabinieri. Racconteranno il proprio lavoro e illustreranno in che direzione stanno andando i percorsi di creazione artistica per la mostra estiva che sarà realizzata in Via Aggiunti.

La mostra, la cui inaugurazione è prevista per sabato 8 luglio, sarà affiancata dall’esito del laboratorio di fotografia “Lezioni per anime inquiete”, che l’artista Alessandra Baldoni ha condotto con un gruppo di studenti delle scuole superiori indagando sul tema dell’identità e della conoscenza di sé in relazione con l’altro. Parte del percorso si è svolto con un gruppo misto di ragazzi del Liceo e alcuni dei/delle ragazzi/e richiedenti asilo che risiedono nei centri d’accoglienza della Valtiberina, in collaborazione con la Cooperativa L’albero e La Rua, con il sostegno della Provincia di Arezzo, attraverso il bando Giovani Attivi.

A partire dalle ore 19:00 tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al concerto di Amy León, artista newyorkese che si esibirà per la prima volta in Italia presso il Birrificio Altotevere a San Giustino (PG). Il live, organizzato dall’Associazione EffettoK, sarà l’anteprima di WE.STORY, festival delle storie da raccontare che si svolgerà dal 22 giugno al 2 luglio.

L’iniziativa è a ingresso gratuito.

Tutta la progettazione è sostenuta da una rete importante di partner locali e nazionali: Comune di Sansepolcro, Fondazione Unipolis, Fondazione Marco Gennaioli Onlus, Art Sweet Art, Piccini s.p.a., Effetto K e Studio Idea.

 

Info e contatti:
CASERMARCHEOLOGICA
Via Aggiunti 55, ex Caserma dei Carabinieri Sansepolcro (AR)
Email casermarcheologica@gmail.com
Facebook CasermArcheologica
cell. +39 349 6442920

Objets trouvés

Domenica 7 maggio alle ore 11.00 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma inaugura la mostra Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino: un percorso espositivo tra fotografia, grafica, architettura, design e moda, che occuperà gli spazi di diverse sezioni della Chiesa e della Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri dal centro di Parma, nell’ambito di Fotografia Europea 2017 dal titolo Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio.

Il ‘grande magazzino’ – e in particolare un committente d’eccezione come la Rinascente – nella sua duplice dimensione di grande oggetto urbano e di labirinto di merci e di desideri, è stato assunto dallo CSAC come un campo di indagine particolarmente calzante per rappresentare un archivio di immagini e progetti del ‘900 come l’Archivio-Museo CSAC. La fotografia è assunta nella sua specificità, ma è anche analizzata e restituita come una delle tante componenti della ricostruzione della memoria, così come i bozzetti, i cataloghi di moda, le pubblicità, i disegni esecutivi, il packaging, i prodotti finali: sono tutti objets trouvés che ricompongono e suggeriscono per frammenti innumerevoli potenziali narrazioni e microstorie.

Il punto di avvio dell’indagine sono state le campagne fotografiche commissionate a Publifoto Roma che hanno sistematicamente documentato la costruzione della nuova sede de la Rinascente progettata da Franco Albini, in piazza Fiume a Roma (1959/62), e gli allestimenti di vetrine del grande magazzino romano che cadenzano le stagioni della moda e della vita della famiglia italiana dal 1955 al 1957. Da queste campagne si irraggiano molteplici storie di progetto e rappresentazione di oggetti, abiti e architetture. Altri objets che emergono dagli archivi consentono un discorso sulla specificità della fotografia. Si tratta di quelle ricerche che indagano la dimensione del doppio, il tema del riflesso, del frammento, oppure della dimensione urbana della vetrina, dagli anni Venti e Trenta (Florence Henri, Man Ray, Stefani), agli anni Ottanta (Fabio Mauri, Paola Mattioli, Ugo la Pietra, Luigi Ghirri).

Per la moda il percorso va dagli anni Venti agli anni Sessanta e mostra la presentazione dell’abito attraverso diversi media, dalla pubblicità su rivista alla fotografia delle sfilate e delle vetrine, al catalogo di moda; saranno presenti anche diversi bozzetti tra cui alcuni di Ballester, John Guida, degli Atelier Antonelli e Albertina, di Schubert, i disegni di Brunetta e il progetto grafico di Roberto Sambonet in dialogo con i manifesti anni Sessanta di Giancarlo Iliprandi.

Verrà inoltre messa in scena l’interazione tra i diversi archivi, a partire dalla documentazione della storia del Compasso d’oro (Marcello Nizzoli, Roberto Sambonet, Roberto Menghi tra gli altri), premio istituito proprio da la Rinascente, per poi proseguire con il progetto della presentazione del prodotto all’esterno e all’interno del Grande Magazzino da parte di Gio Ponti, Sambonet e Pino Tovaglia (vetrine, allestimenti interni e segnaletica). Il progetto d’architettura sarà invece raccontato attraverso due casi dagli archivi CSAC: l’edificio la Rinascente a Milano di Ferdinando Reggiori e il progetto non realizzato di Ignazio Gardella per la Rinascente di Roma a Piazza Colonna.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Orari
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15
sabato e domenica dalle 10 alle 20

Ingresso
10 euro
Per i possessori del biglietto di Fotografia Europea 17, l’ingresso al Museo CSAC sarà di 5 euro;
a fronte della presentazione del biglietto CSAC, il biglietto di Fotografia Europea sarà ridotto a 12 euro.
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

Per informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

Franca Pisani a Viva Arte Viva

Dopo le partecipazioni del 2009 e del 2011, l’artista Franca Pisani – grossetana di nascita, ma che vive e lavora a Pietrasanta – sarà presente anche alla 57a Esposizione internazionale d’arte di Venezia, dal titolo “Viva Arte Viva”.
 
Dal 13 maggio fino al 26 novembre 2017 le opere dell’artista maremmana saranno visibili nel Padiglione della Repubblica Araba Siriana allestito nell’ex-cinema Chiesa del Redentore, sull’isola della Giudecca.
 
Insieme a altri sette artisti, Franca Pisani sarà protagonista della mostra intitolata “Everybody admires Palmyra’s greatness”, curata del direttore del Museo di Damasco, Emad Kashout, già Commissario del Padiglione stesso.
 
La storia di Palmira costituisce un importante tassello in quella dell’umanità; preservarne la memoria e proteggerla per le generazioni presenti e future è un dovere per tutti e gli artisti operano da sempre con tenacia per difendere la civiltà e per far sì che, ancora una volta, tutti possano “ammirare la grandezza di Palmira”.
Con questo convincimento, la Pisani porta in Laguna quattro opere di recente realizzazione: la doppia versione de L’albero di pietra; un’opera dal titolo Tadmor in pergamena di grandi dimensioni; Archeosegno, scultura in marmo statuario – proveniente dalla cava del Monte Altissimo, sulle Alpi Apuane, scoperta da Michelangelo nel 1517 e che doveva servire per “cavare” i materiali per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze – realizzata con una tecnica innovativa grazie alla quale il materiale lapideo pare perdere la sua naturale rigidità per assumere forme di impensabile morbidezza.IL TEMA
La scelta di dedicare un’esposizione al sito archeologico tra i più famosi del Medio Oriente, ma anche tra i più vandalizzati dagli scontri che da anni oppongono diverse fazioni in quell’area geografica, si innesta nella volontà di omaggiare la sua indiscussa gloria nel passato e perché non si dimentichi il suo profondo respiro artistico nella nostra quotidianità.
Il tema della mostra è l’evoluzione ed il confronto di artisti siriani ed internazionali come Franca Pisani. Il cambiamento del mondo artistico e contemporaneo, nel confronto delle diversità per scoprire che l’arte è oltre le barriere e le frontiere. Il simbolo di tutto ciò è il tributo alla città di Palmira uno dei più importanti siti archeologici del Medio Oriente. La storia di Palmira è un importante messaggio, è la storia dell’uomo, è un dovere preservarne la memoria archeologica per le generazioni future. L’arte di Franca Pisani si concretizza nella dimensione primordiale del segno che unisce tutte le culture del mondo che nascono proprio in Medio Oriente in Mesopotamia, un mito, l’aldilà dal mondo reale, la geografia degli dei e quella degli uomini. Palmira, chiamata la Sposa del Deserto, fu una delle più importanti città della Siria, fiorì come città carovaniera. La regina di Palmira, Zelmira, si sottrasse al controllo di Roma e fu dolorosamente sconfitta dall’imperatore romano Aureliano.LE OPERE DI FRANCA PISANI IN MOSTRA
Dopo le partecipazioni del 2009 (nel Padiglione della Repubblica Araba di Siria) e del 2011 (nel Padiglione Italia), Franca Pisani torna in Laguna come unica toscana invitata alla 57a Esposizione internazionale d’arte di Venezia; nell’ex-cinema Chiesa del Redentore, alla Giudecca, l’artista esporrà quattro opere.• Tadmor è un’opera in pergamena che traccia l’alfabeto archeologico della città di Palmira; è composto da otto tele che misurano ognuna 100×150 centimetri che creano una magica installazione di 3×4 metri.

• Realizzata in marmo statuario del monte Altissimo, sulle Alpi Apuane, e nata nei laboratori dell’Henraux, la scultura Archeosegno misura 140x90x40 centimetri da terra. Il raccordo fra la scultura classica, quella di Palmira, con la sperimentazione di Archeosegno è il tema lapideo, l’arte marmorea classica,che trova un segno nuovo, inedito, contemporaneo in questa opera.

• Franca Pisani esporrà alla Giudecca anche due dei quattro Alberi di pietra recentemente realizzati e che costituiscono un’installazione del linguaggio e la ricerca dei temi antropologici che collegano mito e inconscio. Il primo Albero di pietra è composto da quercia e marmo rosso di Francia, ed è alto 2,20 metri; il secondo, in quercia e Portoro (marmo pregiato di Liguria), è alto sempre 2,20 metri.
Le opere che ho deciso di esporre nel Padiglione della Repubblica Araba di Siria afferma Franca Pisani – rappresentano un viaggio nelle memorie primordiali dell’uomo, dove radici e rinascita sono frontiere di una continua evoluzione, per riappropriarsi dell’arte che supera il vincolo generazionale e abbatte le distanze ideologiche”.

 

CENNI BIOGRAFICI SULL’ARTISTA
Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste. A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio.
Nel 1977 viene invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio.
Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale.
Franca Pisani così espone nel Museo Marino Marini (2008), due volte alla Biennale di Venezia (2009 e 2011), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013), nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d’Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), espone all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015) e alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna (2017).
Da un anno vive e lavora a Pietrasanta.

UTILITIES
La mostra “Everybody admires Palmyra’s greatness” si terrà dal 13 maggio al 26 novembre 2017 nell’ex-cinema Cinema Chiesa del Redentore, sull’Isola della Giudecca, ed è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle ore 17; chiusa di lunedì (eccetto il 15 di maggio, il 14 di agosto, il 4 settembre, il 30 ottobre e il 20 novembre).
Le preview sono previste il 10, l’11 e il 12 maggio dalle ore 11 alle ore 17.
Il vernissage del Padiglione è in programma venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.30.
Altre informazioni agli indirizzi web:

www.francapisani.com,

www.marziaspatafora.it

e www.labiennale.org.

L’amante alchimista

LE DONNE DEL RINASCIMENTO E IL POTERE: DAI MEDICI AGLI SFORZA, DAGLI ESTE AI GONZAGA, UN MAGISTRALE AFFRESCO DEL QUATTROCENTO, SCANDITO DALLE PASSIONI E DALLE CONTRADDIZIONI DELLE SUE INDIMENTICABILI PROTAGONISTE

Alla vigilia del sacco di Roma, Isabella d’Este apre le porte del suo palazzo ad aristocratici e notabili per dare loro riparo, ma consegna alle truppe pontificie una delle sue ospiti: la magista Margherida de’ Tolomei, sacrificata in cambio della berretta cardinalizia per il figlio minore.

Papa Clemente VII ha posto quell’unica condizione, e Isabella non ha avuto scampo, anche se Margherida è stata per lei in passato più che un’amica. Così la donna, avanti negli anni, viene condotta in ceppi a Castel Sant’Angelo e rinchiusa in una cella angusta con due giovani, sospettate di stregoneria, in attesa di conferire con il Papa in persona.

Mentre le truppe imperiali e i Lanzichenecchi, seguaci di Lutero, mettono a ferro e fuoco la città, Margherida ripercorre con nuovo sguardo la sua esistenza. Figlia del dotto Cornelio, profonda conoscitrice del potere delle erbe, degli influssi astrali e dell’animo umano, dedita all’arte alchemica, ha sempre cercato il segreto della conoscenza e dell’infinito; forse è questo che il papa, nipote di Lorenzo il Magnifico, vuole ottenere da lei?

Ricordi, domande, dubbi, inquietudini si affollano nella sua mente: l’amicizia con Caterina Sforza e con le donne più affascinanti e potenti del suo tempo, l’iniziazione all’alchimia, le corti italiane raffinate e corrotte, il sangue delle congiure, la violenza della ragion di stato, il tormentato amore per il giovane conte Pico della Mirandola, il piacere dei sensi, le aspirazioni dell’intelletto, il dolore che piega il corpo. Una vita piena, la sua; una vita che ora deve difendere con tutta se stessa senza svelarne i segreti.

 

ISABELLA DELLA SPINA è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Sonia Raule, una passione per tutti i linguaggi contemporanei, autrice e conduttrice televisiva, è stata anche impegnata nella produzione di film d’autore. Nel 2011 ha scritto con il regista armeno Vasken Barberian Come sabbia nel vento (Sperling & Kupfer). Sposata, ha due figli.

Daniela Ceselli, studiosa di cinema, insegna Teorie e tecniche della sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma. Ha scritto saggi sul cinema inglese e la scrittura cinematografica. Ha pubblicato il libro La sceneggiatura. Un testo dall’esistenza incerta. Dal 2011 collabora con il settimanale Left. È nata e vive a Roma.

L’AMANTE ALCHIMISTA
di Isabella della Spina

Pagg. 420 Euro: 18,50
Uscita: 24 aprile 2017