Immaginare la musica

Giovedì 25 maggio presso Erratum di Milano si terrà la presentazione del volume di Giancarlo Schiaffini  ‘Immaginare la musica’ – per un’estetica fenomenologica della composizione contemporanea edito da Auditorium Edizioni nel 2017.

Il libro chiude un’approfondita e originale riflessione sulla musica del nostro tempo. Dopo E non chiamatelo jazz (2011), sulla pratica dell’improvvisazione attraverso i diversi stili musicali, e Tragicommedia dell’ascolto (2015), che affrontava il tema dell’ascolto musicale, Immaginare la musica si occupa ora della Nuova Musica dal suo interno, attraverso un’indagine sulle tecniche compositive più salienti del ‘900. Questa trilogia di Giancarlo Schiaffini risulta quindi essenziale per strumentisti e musicisti, ma anche preziosa e ricca di sollecitazioni per l’ascoltatore e l’appassionato.

In esposizione fino al 1 giugno presso Erratum una serie di ritratti fotografici di Schiaffini realizzati da Luca d’Agostino / Phocus Agency contenuti nel libro, insieme alla diffusione in sede di materiale sonoro su Giancarlo Schiaffini. Il progetto è a cura di Sergio Armaroli e Steve Piccolo, in collaborazione con MADE4ART.

Spazio di ascolto e sperimentazione, Erratum si presenta al pubblico come un laboratorio di idee dove la contaminazione tra le arti e il loro incontro con la musica porta a risultati inaspettati proponendosi come punto di riferimento per creativi, musicisti, poeti e artisti.

Giancarlo Schiaffini, nato a Roma, fisico, compositore-trombonista, è fra i primi esecutori di free-jazz (anni ’60). Ha studiato a Darmstadt con Stockhausen, Ligeti e Globokar e a Roma con Franco Evangelisti. Ha fondato Nuove Forme Sonore e fatto parte del Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza e della Italian Instabile Orchestra. Ha insegnato a Pesaro, L’Aquila, Roma in conservatorio, a Siena Jazz e tenuto seminari in Italia, a Freiburg, a Melbourne e alla New York University. Ha lavorato con John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi e alla Scala, IRCAM, Donaueschingen, Bimhuis, JazzYatra (India). È stato Composer in Residence (Composers & Improvisers Forum Munich).

Ha registrato per le radio di molti paesi e ha inciso più di 150 LP e CD. Ha pubblicato composizioni (BMG, Curci, Edipan, Ricordi), un trattato sul trombone (Ricordi), uno sull’improvvisazione e uno sull’ascolto (Auditorium). È citato dalla Biographical Encyclopedia of Jazz (Oxford Un. Press) e dall’Enciclopedia della Musica (Garzanti).

Immaginare la musica
Presentazione del volume di Giancarlo Schiaffini giovedì 25 maggio ore 18
25 maggio – 1 giugno 2017 | apertura su appuntamento

ERRATUM |Via Doria 20, 20124 Milano
www.erratum.it – erratumemme@gmail.com – m. 333 9692237

In collaborazione con

MADE4ART | Comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo | www.made4art.it- press@made4art.it

Auditorium Edizioni

HUMAN RIGHTS? #H2O

HUMAN RIGHTS? #H2O, dedicata all’Acqua da cui nasciamo, propone tematiche che esigono risposte urgenti e coinvolgenti: è una Rassegna che impone una conoscenza più intensa e impegna le coscienze ad una consapevolezza totale.
 
HUMAN RIGHTS?#H2O ha chiesto quindi agli Artisti di parlare dell’acqua perché primo tra i diritti umani e chiede di farlo in maniera originale, significativa, concreta e parlandone con trasporto e coinvolgimento, comunicando al pubblico la sua natura, la sua forza, la sua sacralità e la necessità di proteggere la sua essenza. L’Acqua è di tutti; e se a tutti appartiene, tutti dobbiamo imparare a conoscerla e a rispettarla. Parlare dell’Acqua come diritto primario significa rivolgersi alle donne, agli uomini, alle bambine e ai bambini verso le quali e verso i quali abbiamo un dovere essenziale e urgentissimo: far comprendere, attraverso le immagini, il sacro rispetto per ciò che crea la vita. Senza l’Acqua nessuno di noi esisterebbe; l’acqua fa di noi ciò che siamo.
Celebriamo l’Acqua per celebrare la vita.GLI ARTISTI

ACCA / Anna Caser e Adriano Cecco | Egizia Agatone | Domenico Asmone | Alfredo Avagliano | Julia Bagryanskaya | Rossella Baldecchi | PG Baroldi | Giancarlo Beltrame | Alessandra Binini | Alessandra Bisi | Margreet Blaas | Linda Blokken | Bluer | Giancarlo Bonacina – Nastrorosso | Gina Bonasera | Lidia Borella | Claudine Boucq | Bernard Bouton | Enrico Bovi | Sarah Bowyer | Flavio Bregoli | Salvatore Bruno | Eduardo Cabrer | Clelia Caliari | Maria Capellini | Massimo Cappellani | Calogero Carbone e Maria Grazia Lunghi | Norma Carminati | Elisabetta Castello | Jill Casty | Alex Cattoi | Elvezia Cavagna | Teresa Condito | Mavry – Maurizio Corradin | Nadia Cultrera | Orietta Dal Santo | Giovanna Dalla Villa | Giovanna D’Amico | Claudia Del Giudice | Maria Di Cosmo | Dario Di Franco | Rino Di Terlizzi | Brigitte Dietz | Tonia Erbino | Fabrizio Fabbroni | Remigio Fabris | Francesco Fai | Eva Fellner | Franca Filippini | Romina Fiorani | Ignazio Fresu | Antonio Fumagalli | Svetoslava Georgieva | Aranka Gérné Mezősi | Tiziana “Tirtha” Giammetta | Federica Gionfrida | Fabrizio Giusti | Annette e Martin Goretzki Katerina Grapsia | Natalia Gromicho | Mihai Grosu | Isabella Guidi | Anna Gunnlaugsdottir | Lydia Hoffnungsthal | Tomasz Holuj | Gerardo Iorio | Antonella Iovinella | Safa Kasaei | Ioanna Katsibra | Emir Krajisnik | Lucia Lacopo | Alberto Lanzaretti | Monika Lederbauer | Annalisa Lenzi | Adrian Lis | Lavinia Longhetto | Jeanette Luchese Lughia | Ornella Luvisotto | Giuliana Magalini | Gabriella Maldifassi | Chaitali Mallick Daftari | Gilberto Maltinti | Mario Luciano Marino | Emanuele Marsigliotti | Moreno Marzaroli | Sauro Marzioli | Roberta Masciarelli | Vera Elvira Mauri | Gerasimos Mavris | Giovanni Mazzi | Claudia Mazzitelli | Mazzocca & Pony | Alvaro Mejias | Memo_Art – Marianna Merler e Christian Molin | Mary Miller | Anita Monoscalco | Anna Montanaro | Piero Motta | Maurizio Muscettola | Hoang Ngo Duc | Patrizia Nicolini | Josep Nogué Pola | Maria Oikonomou | Giulio Orioli | Elena Ospina | Mariamarta Pacheco | Viviana Palestini | Mauro Paolini | Isabella Paris | Emil Catalin Pascar | Nadia Perrotta | Sylvia Petsoura | Luca Piccini | Yajaira M. Pirela M. | Cloo Potloot | Punto Critico | Roberto Ramirez Anchique | Viviana Rasulo | Sonia Riccio | Nikolay Rusev | Marika Santoni | Simona Sarti | Antonella Sassanelli | Giuseppe Sassone | Daniela Savini | Adelaide Scavino | SER – Serena Viola | Isabel Sevillano Palacios | Maela Silvestrin | Leni Smoragdova | Antonella Soria | Ernesto Massimo Sossi | Rodica Strugaru | Andrea Tabacco | Anis Tabaree | Daniela Tabarin | TAM Cagliari – Mimmo Di Caterino e Barbara Ardau | Testadilegno | Marie Theophilou | Jessica Tibaldo | Ivan Toninato | Sofia Tornero Gea | Rosalba Trentini | Elina Tsingiroglou | Joanna Turlej | Petr Vlach | Massimo Volponi | Karen Wild | Madeleine Wories | Mariva Zacharof | Stefano Zaghetto | Cristina Zanella | Iaia Zanella

Musiche di Alioune Slysajah

RUSSIA | ITALIA | OLANDA | BELGIO | FRANCIA | UK | PORTORICO | USA | GERMANIA | UNGHERIA | AUSTRIA | BULGARIA GRECIA | PORTOGALLO | ROMANIA | ISLANDA | SPAGNA | POLONIA | SVEZIA | IRAN | BOSNIA ED ERZEGOVINA | CANADA INDIA | BRASILE | VENEZUELA | REPUBBLICA CECA | VIETNAM | COLOMBIA | COSTARICA | ARGENTINA
PITTURA | SCULTURA | FOTOGRAFIA | GRAFICA | VIDEOARTE | INTERACTIVE | ISTALLAZIONI | DIGITALART | PERFORMANCE

‘HUMAN RIGHTS?’ #H2O
Il Concept

Nessun progetto d’Arte e Cultura, nel senso più vasto del coinvolgimento delle radici esistenziali, potrebbe mai reggere il confronto con questo progetto, glorificando l’Acqua, che dà la vita. Francesco, il suo più eletto cantore, nel Cantico delle Creature la definisce utile, humile, pretiosa et casta. Questo elemento essenziale alla vita, riveste un ruolo di primaria ed irrinunciabile importanza perché è quello da cui prende origine la vita stessa.

Utile, quindi, umile, preziosa e casta l’acqua, irrinunciabile nel nostro tempo dell’incertezza, e per il futuro in cui le guerre saranno motivate dalla necessità di detenerne il predominio, diventa questa volta fonte ispirativa delle arti figurative, che appuntano infatti la loro attenzione sugli effetti dell’inquinamento che continua a depauperare le attuali risorse del pianeta.
Scoprire il mare è meraviglia che toglie il respiro, ma è ineffabile il fascino autentico di una fonte, da cui l’innocenza di questo elemento vivificatore ci sussurra tra le mani la sua canzone.
Che poi acquisti consistenza e spessore, scorra, cerchi i suoi alvei e proceda verso il mare per confondersi nelle sue onde, può diventare materia di poesia, ma nessuno potrà mai conoscere quali segreti di pietre e zolle abbia appreso nel suo percorso.
Si innamora dell’Acqua chi ama la vita dove ha più vita.

Chi cerca nella zampillante trasparenza quei misteri che alimentano fioriture e muovono le grandi macchine della tecnologia per il bene dell’umanità.
Proprio dall’Acqua sono germinate le vitali componenti che formano l’ossatura di tutte le narrazioni naturali, culturali, economiche e produttive.
Questa Rassegna è una vera e propria chiamata alle arti, cui è a cuore l’esistenza del nostro pianeta.

Nessun limite alle possibilità creative degli artisti, i quali sanno come da una rupe zampilli l’acqua che si farà onda, nube e gelo prima di tornare a vivificare il nostro pianeta.
Gli artisti sono stati chiamati ad un responsabile coinvolgimento per testimoniare l’impegno per la realtà civile, per verificare un incontro ottimale tra Cultura ed Esistenza nei luoghi di massima modificazione, specie dove tutte le crisi sono a rischio di non ritorno.

L’Arte per l’Acqua, primo diritto umano, affronta le tematiche della vita dove ha più vita e del nutrimento inteso nel senso più vasto, senza del quale non è possibile alimentare il pensiero, dare fondamenta all’educazione all’ambiente, a una visione planetaria della materia che vive e conforta gli uomini alla difesa della propria esistenza nel rispetto della natura e del prossimo.

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E ARTISTICA

DIREZIONE ARTISTICA Roberto Ronca / CONCEPT CRITICO Angelo Calabrese / COORDINAMENTO PROGETTO AIAPI (Board Susanna Viale – Presidente, Debora Salardi – Vice Presidente, Piergiorgio Baroldi – Concept Coordinator, Roberto Ronca – Art Curator) / IDEAZIONE Angelo Calabrese, Roberto Ronca e Debora Salardi / COMUNICAZIONE Debora Salardi / PUBBLICHE RELAZIONI Debora Salardi, Gabriella Maldifassi / KEY ACCOUNT MANAGER ITALIA Anna Maria Gaudiano, Daniela Tabarin, Franco Cardone / KEY ACCOUNT MANAGER CANADA Olivier Leogane / LOCATION MANAGER AMERICA LATINA Viviana Palestini / SEDE EVENTO Fondazione Opera Campana dei Caduti – Rovereto / UFFICIO STAMPA AIAPI | Spazio-Tempo Arte | Art&fortE / AMMINISTRAZIONE Studio Baroldi Commercialisti / WEBDESIGN Spazio-Tempo Arte / ASSISTENZA LEGALE Maria Antonietta Maggi / SPAZIO-TEMPO ARTE FACEBOOK MANAGER – AIAPI FACEBOOK MANAGER Alfredo Avagliano /

Fondazione Opera Campana dei Caduti – Rovereto (Trento)
Con il patrocinio di UNRIC | Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite- Obiettivi per lo sviluppo sostenibile | IAA / AIAP | UNESCO | Comune di Rovereto – Provincia Di Trento

Fondazione Opera Campana dei Caduti
AIAPI | ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ARTI PLASTICHE ITALIA – Comitato Nazionale IAA/AIAP UNESCO Official Partner
Spazio-Tempo Arte
PRESENTANO

HUMAN RIGHTS? #H2O
161 ARTISTI | 30 NAZIONI
Edizione speciale
a cura di Roberto Ronca

FONDAZIONE OPERA CAMPANA DEI CADUTI
ROVERETO – TRENTO – ITALIA
20 MAGGIO – 21 SETTEMBRE 2017

Oraridi visita continuato tutti i giorni:dalle ore 9.00 alle ore 19.00
NB: ultimo biglietto d’entrata mezz’ora prima della chiusura.
Per raggiungere la Campana dei Caduti:
In auto: Impostare il navigatore satellitare con le seguenti coordinate:
LATITUDINE: 45.87427 LONGITUDINE: 11.04094
Con i mezzi pubblici: Linea 7 del trasporto pubblico locale di Rovereto – http://www.ttesercizio.it/Urbano/Rovereto.aspx
La Campana suona ogni giorno: alle ore 21:30 con ora legale, alle 20:30 con ora solare; la domenica suona anche alle ore 12.
Dal 15 giugno al 15 settembre apertura serale dalle ore 21.00 alle ore 22.00 per assistere al suono della Campana delle 21.30.

info point | info@aiapi.it
aiapi.it

Rome Art Week [RAW]

Al via la seconda edizione della Rome Art Week [RAW], la settimana romana interamente dedicata all’arte contemporanea, che quest’anno si svolgerà dal 9 al 14 ottobre.Rome Art Week [RAW] è un progetto culturale, a cadenza annuale e senza scopo di lucro, che coinvolge per una settimana l’intera città di Roma attraverso la promozione di eventi e progetti artistici organizzati dalle strutture espositive e dagli artisti che operano nella città.

RAW punta ad unire il mondo dell’arte contemporanea della Capitale – creando una rete tra le strutture espositive, gli artisti, i curatori ei critici del mondo dell’arte – e ad offrire una panoramica quanto più possibile esaustiva della sua offerta al pubblico nazionale ed estero: l’obbiettivo è infatti quello di allinearsi alle altre capitali europee, dove già da anni vengono organizzate Art Week o Gallery Weekend, dando vita ad una manifestazione che possa essere un utile strumento di conoscenza, approfondimento e impulso al mercato e alla comunicazione della Roma contemporanea, proiettandola all’attenzione dei circuiti internazionali.

Come per l’edizione 2016, anche quest’anno RAW offrirà la possibilità di aderire all’iniziativa mediante la compilazione delle apposite Schede Biografiche – dedicate agli Artisti e alle Strutture partecipanti – e fornirà una mappa interattiva con la quale sarà possibile consultare il calendario con gli appuntamenti della settimana. Al termine delle iscrizioni, il calendario completo degli eventi organizzati per l’occasione (vernissage, visite guidate, talk critici, conferenze, performance, open studio, etc.) sarà pubblicato anche in versione cartacea e distribuito a tutti gli aderenti.

Le iscrizioni saranno aperte dal 15 maggio al 15 luglio.

Tante le novità della nuova edizione, a partire dalla divisione del territorio coinvolto dall’iniziativa in macro aree per le quali saranno suggeriti dei percorsi al fine di migliorare l’offerta e rendere più agevole al pubblico la partecipazione agli eventi della RAW.

Oltre agli eventi nelle strutture espositive e agli open studio degli artisti, verranno promossi progetti espositivi presentati da artisti, curatori o Istituzioni.

Le Strutture e gli Artisti iscritti alla RAW avranno la possibilità di aggregarsi rispettivamente in liberi Consorzi e liberi Collettivi, composti da un minimo di cinque partecipanti, allo scopo di organizzare un unico evento concertato fra tutti gli aderenti. Ciascun collettivo potrà inoltre ricevere il supporto di uno o più curatori per la presentazione di un evento comune.

Infine, come già accaduto durante la prima edizione della RAW, noti critici, curatori e operatori del settore dell’arte contemporanea romana, i cosiddetti “Punti di vista”, saranno invitati a consigliare dei percorsi di visita scelti tra i vari eventi durante le giornate della Rome Art Week. Saranno inoltre invitati a registrare delle video interviste che saranno visibili sul sito e sui canali social della RAW – costantemente aggiornati – arricchendo i contenuti della manifestazione.

Per tutte le altre informazioni in itinere e per il manifesto ed il regolamento di adesione si rimanda alla piattaforma romeartweek.com.

Si ricorda che la partecipazione a RAW è completamente gratuita e non saranno ammessi eventi che prevedano un costo di ingresso.

Rome Art Week è un’iniziativa di Kou – Associazione no profit per la promozione delle Arti visive – e patrocinata da CIU – Confederazione Italiana di unione delle Professioni Intellettuali.

 

Brigida Mascitti
Rome Art Week
press@romeartweek.com / +39 3889291884

Via di Montoro, 3 – 00186 Rome Italy
romeartweek.com

Dov’è finita la bellezza?

Firma questo articolo pubblicato sul n° 9 di Pentagrammi, Rivista di Cultura , Musica, Arte, Ambiente e Società, il noto pittore barese Manlio Chieppa.

 

Never ends = Non finisce mai. Bari (il cui sostantivo, rammentandoci le due versioni picaresche di Caravaggio, sa d’imbrogli!) ha racchiuso, con il motto in english e un logo in quattro lettere, l’identità «culturale» della città: dove, nella simbologia dei caratteri, i riferimenti «attrattivi» – ci dicono – sono storia, tradizioni, mare, enogastronomia, e innovazione. Gadget e varie per 57mila euro! Quando si dice la comunicazione! Se Sgarbi l’ha marchiato «aberrante», ha raccolto il pensiero intelligente di una città sotto l’assedio ingannevole. Di chi per le Arti Visive impone il mito onnivero degli sperimentalismi d’Oltreoceano, sottraendo risorse con espedienti intraducibili. Quanto un logo, viceversa, dev’essere d’impatto! Colpire nell’immediatezza di un messaggio comprensibile, rappresentativo e identificativo, perché resti memorizzato.

«La grande impostura, fatti e misfatti dell’Arte Moderna e Contemporanea», è il titolo azzeccato da Sigfrido Bartolini (Pistoia 1932 – Firenze 2007, pittore, incisore, scrittore, narratore, poeta,…), apposto ad uno dei suoi ultimi libri, 2002 (ed. Polistampa). Una raccolta di suoi articoli e pensieri, apparsi sulla stampa, etichettata di destra: Roma, L’Indipendente, Il Giornale, Libero… Uniche testate a consentirgli «libera espressione» su verità ch’erano, e sono, scomode.
A svelare il «sistema» delle Arti Visive Contemporanee; incancrenito in una «repellenza visiva», che desertifica l’affluenza ai musei e le sparute gallerie! Ostaggio di cosiddetti critici, divenuti storici, curatori e consigliori di Enti, direttori museali e di fondazioni, poli, etc…, agganciati alle scorrerie del mercato! Ovvero accaparratori, pennivendoli e ciarlatani; insinuatisi nei gangli della comunicazione, della pubblicità e del business, per gonfiare quotazioni stratosferiche d’inconsistenze artistiche.

Autentici bluff. Così le pubblicazioni sui social network, tracimanti d’improvvisati aspiranti alla visibilità globale. Di qui il rapporto comunicazione-etica-estetica. Ovvero i «Persuasori occulti», altro libro poetico-urticante, del giornalista sociologo statunitense Vance Packard (1914/1996), del 1957, aggiornato anni ’80 (Einaudi Ed.), a svelare i trucchi psicologici e le tattiche usate dal marketing, per manipolare le nostre menti e convincerci a comprare. Allora fu definito inquietante; ignorando quel che sarebbe subentrato, con strumenti pubblicitari più pressanti sulla psicologia cognitiva e le neuroscienze, che scrutano nel profondo, invogliando a consumare.

Ecco, l’Arte Visiva, alla stregua di volgare prodotto, va consumata! Nel vortice perverso «dell’industria» artistica, che macina furbe strategie esibizionistiche e provocatorie, a snobismi di moda. Secondo un’azione immediata di comunicazione estemporanea, di performance. La «spettacolarizzazione» di uno schiocco di dita, in una «contaminazione» che disorienta. Alibi abusato dai «concettuali» e loro installazioni. Dove tutti (ma proprio tutti!) sono talenti, con ciarpame da rigattiere e mano d’opera artigiana. In scenografici teatri dell’assurdo frastornante. Perciò sottoposti al suggerimento, o alla «mediazione» del critico, dall’onnipotente «verbo», che affabula il significato sull’incomprensibile, autoreferenziandosi! Ben distanti dal godimento individuale e spontaneo di una visione che «comunica», affrancandoci l’animo.
Discesa da un’ispirazione, uno studio, di come l’artista sia giunto, magari con sofferenza, a talune soluzioni poetiche, comprese e condivise. Quale traccia di una «emozione» ai posteri. E qui subentra la storia.

«L’arte del passato è più viva che mai!» esclamò Picasso nel 1923, affermandosi il più grande artista dell’Età Moderna e Contemporanea! Mentre, oggi, il déjà vu sa di stantìo. Correndo nella falsa avanguardia dell’effimero, che, nello scalpore, fa notizia! E vai! Tanti Marcel Duchamp, con la profetica «Fontana» di un orinatoio, vecchio di cent’anni (1917), e tanti barattoli di «Merda d’artista» (1961) di Piero Manzoni. Ad occupare spazi pubblici e musei di mezzo mondo! Così Bari, disinvoltamente, il 2011, con l’ipotetica BAC, requisendo l’ex Teatro Margherita, sulla facciata sistemò l’insegna «Museo della Rivoluzione», con caratteri bastone: «opera artistica» del serbo Marko Lulic! E tutti a bocca aperta, con sorrisi imbecilli, a scattarsi selfie!

Ritratto #02

Secondo appuntamento con Ritratti, progetto di Ignazio Fabio Mazzola; giovedì 8 giugno 2017 alle ore 19 MICROBA presenta Ritratto #02, doppia personale che mette in dialogo il cineasta barese e Dario Molinaro.

La creazione di interazioni tra generi e tecniche diverse è una delle principali eredità lasciate dalle Avanguardie storiche e può esser definita, al giorno d’oggi, una delle prassi più consolidate nell’operare artistico.

Attraverso un frequente scambio con lo spazio circostante, tali incroci arricchiscono le opere di significati ulteriori e permettono di rintracciare le sottili trame poetiche che legano i loro autori. A partire dal mese di marzo, questa natura combinatoria caratterizzerà il nuovo progetto artistico organizzato nello spazio espositivo di MICROBA, studio di architettura di Riccardo Pavone e Marialuisa Sorrentino, situato in pieno centro a Bari.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Achrome e a cura di Edoardo Trisciuzzi, intende creare una sintesi dialettica tra più forme d’arte visiva. Durante il corso dell’anno, i cortometraggi del cineasta Ignazio Fabio Mazzola incontreranno la pittura, la grafica e il disegno di quattro altri artisti (Silvia Argiolas, Dario Molinaro, Alessandro Passaro e Gianmaria Giannetti) a cui egli ha dedicato altrettanti lavori. Ben al di là della mera sfera documentaria, questi si situano nel genere del ritratto psicologico, poiché partono dalla specifica relazione che ognuno dei vari interpreti ha con il regista e mirano ad approfondirne l’immaginario e le ossessioni.

Il secondo evento pone a confronto lo sguardo di Mazzola con i lavori del pittore foggiano Dario Molinaro. Rispetto al precedente videoritratto di Silvia Argiolas, dixi rappresenta un nuovo corso per il regista barese, nella tecnica come nelle scelte compositive. Mazzola registra la presenza di Molinaro attraverso una serie di sciabolate pittoriche, che l’artista accalca sullo schermo di un televisore e sovrappone alle scene che scorrono al di sotto. Anche l’obiettivo di Mazzola diventa quindi una delle superfici campite da Molinaro e, in un gioco sottilmente concettuale, definisce una stratificazione visiva che unifica le poetiche dei due artisti.

MICROBA si pone lontano dal canonico concetto di galleria d’arte e, anche in questo ciclo di eventi, rinnova la propria aspirazione di spazio laboratoriale e sperimentale. Attraverso le esperienze dei cinque artisti protagonisti del progetto espositivo, il centro barese persegue la propria missione nel territorio e intende introdurre stimoli di riflessione nel contesto culturale circostante.

Ignazio Fabio Mazzola (Bari, 1980) si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte del capoluogo pugliese e frequenta la Facoltà di Architettura del Politecnico barese. Nei suoi video indaga una condizione corporea ed esistenziale che oscilla tra la narrazione biografica e la dimensione collettiva. Prima ancora di approfondire il mezzo video, Mazzola realizza una serie di lavori misurandosi con il disegno, l’installazione e la performance. Nel 2009 espone le prime opere grafiche e negli anni successivi partecipa a numerose mostre collettive. Nel 2013 la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare (Bari) gli dedica una Project Room all’interno del programma Il Museo e il suo territorio. Nel 2014 e nel 2015 partecipa al Milano Film Festival. Nel 2015 viene selezionato per la seconda edizione delle Residenze d’artista nell’ambito del SAC – Mari tra le Mura curate dalla Fondazione Pino Pascali. Sempre nello stesso anno partecipa a Filmmaker Festival (Milano). Nel 2016 partecipa al NOFEST: Cosa fare con il fuoco presso il teatro filarmonico di Piove di Sacco (Padova) e al Transient Visions: Festival of the Moving Image a Johnson City, NY. Nel 2017 prende parte al NOFEST: Non è un pranzo di gala (Milano). Attualmente vive e lavora a Bari.

Dario Molinaro, nato a Foggia nel 1985, vive e lavora tra Foggia e Milano. Laureato nel 2007 in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia con una tesi in Critica d’Arte, il suo lavoro narra delle dinamiche comportamentali umane contemporanee con uno sguardo alla vita di tutti i giorni. Oltre ai collegamenti con la sua esperienza personale, sono presenti citazioni che spaziano dalla letteratura al cinema, geografia, filosofia, medicina e cultura popolare italiana, fino ad arrivare alle derivazioni più estreme della contemporaneità come il trash. Ha partecipato a Got it for cheap 2017, progetto espositivo itinerante tra varie sedi (Atene, Copenhagen, Oslo, Denver, Los Angeles) curata da Charlie Roberts e Chris Rexroad, e ad altre mostre collettive come MONO(A)TYPIC, allestita alla Fondazione Federica Galli di Milano; La bellezza fa 40, al Castello Carlo V di Lecce; Carta Canta, organizzata da Antonio Colombo Arte Contemporanea (Milano); L’Arte che aiuta i bambini, curata da Ivan Quaroni presso AAM 2013 – Spazio Eventiquattro Gruppo Il Sole 24 Ore, sempre a Milano; ArtVerona | Art Project Fair. Protagonista di solo show come too real, alla Lenssen Gallery di Maastricht, e FRITTO (AM Galerie, Vienna), ha vinto il T.I.N.A. Prize 2016 ed è stato finalista al Premio Combat 2015 – Sezione Pittura e alla quinta edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (2016).

Ritratti
di Ignazio Fabio Mazzola
Ritratto #02 – Dario Molinaro
A cura di Edoardo Trisciuzzi

MICROBA
Via Gianbattista Bonazzi 46
70123 – Bari

Inaugurazione: giovedì 8 giugno 2017, ore 19
Dall’8 giugno al 6 luglio 2017
Da martedì a sabato, dalle ore 17 alle ore 20

Comunicazione a cura di Associazione Culturale Achrome

Info:
MICROBA
+39 3927385558 – spaziomicroba@gmail.com
https://www.facebook.com/microba46/?fref=ts

ACHROME
+39 3470866802 – associazioneachrome@gmail.com
https://www.facebook.com/acachrome/?fref=ts

Sofia Valleri a Oltremare

Presso il palazzo cinquecentesco Tezon Grande dell’isola del Lazzaretto Nuovo di Venezia, si sta tenendo una mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo ‘Oltremare‘ a cui partecipano Amina Konate Visintin, Andrea Valleri, Ilias Valaris, Sofia Valleri (veneti, istriani, greci).

 

Le opere (sculture e pitture) nascono in diversi linguaggi, prevalentemente neo-pop o neo-espressionista. Dopo un mese di esposizione all’isola del Lazzaretto Nuovo la mostra si sposterà in Grecia (presso la la Fortezza vecchia di Corfù) e quindi in Croazia (presso il porto di Parenzo), seguendo la storia di chi le opere le ha realizzate.

Il mare inteso come una grande metafora della vita, segno della infinita vastità e via di comunicazione dei popoli. Una mostra e un viaggio culturale sulle rotte della Serenissima fatto non solo di ricordi, ma di testimonianze attuali circa la viva presenza degli archetipi collettivi che formano il senso dell’esistenza delle genti mediterranee eredi della tradizione bizantina.

Fra gli artisti figura la nota modella e artista italo-greca Sofia Valleri, ma al Lazzaretto Nuovo niente foto in posa, né servizi fotografici da passerella: solo arte, cultura e pittura.

E’ un’avventura nella quale mi ha coinvolto mio padre, è lui il vero artista di famiglia – precisa la modella neo pittrice – le mie sono 8 opere realizzate con colori ad olio, tempera e acrilici su pannelli in compensato. Le ho dipinte due anni fa, nella mia casa a Milano, in un momento no della mia vita. Il tema è la passione e le ho definite Plus Emozionali, energia pura. Non mi rifaccio ad una tendenza generica , ma è pura espressione di qualcosa che stava dentro senza ricerca di una forma. Non pensavo di esporle, ma un giorno mio padre le ha visto, le sono piaciute e mi ha chiesto di partecipare a ‘Oltremare’.

http://www.equilibriarte.net/article/4620

La debordanza

Martedì 16 maggio si inaugura alla Galleria Schubert, via Sirtori 11, 20129 Milano, la mostra personale di Rosa Maria Falciola curata da Giorgio Seveso che firma il saggio introduttivo in catalogo dal titolo “La debordanza” –

Una creatività alluvionale al servizio del lirismo.Rosa Maria Falciola è nata a Belgirate, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, dove tuttora ha lo studio. Attiva fin dai prmi anni settanta l’artista ha esposto soprattuto in Piemonte. La prima mostra a Milano è del 1999 presso la Libreria Garzanti. Schiva e riservata predilige l’isolamento del suo studio dove sperimenta materiali e composizioni con una creatività vulcanica senza pari. Tale propensione all’isolamento ha portato la sua creatività a quel limite estremo che Seveso ha definito “debordanza”, e “creatività alluvionale” riportandoci la dimensione in cui le opere vengono generate.

La mostra è imperniata su tre distinti cicli: gli scudi, tondi di varie dimensioni completamente ricoperti di materia eterogenea; i mondi impossibili, delle carte ricoperte di un fine pigmento spatolato a ricreare visioni prospettiche monocromatiche; e i libri, preziosi oggetti della memoria: veri e propri libri che diventano supporto per delle composizioni tridimensionali che ci raccontano un vissuto personale, favolistico o potenziale.

Rosa Maria Falciola
GALLERIA SCHUBERT
Milano – dal 16 maggio al 9 giugno 2017
Via Giuseppe Sirtori 11 (20129)
+39 0254101633 , +39 0254101614 (fax)
info@galleriaschubert.it
www.galleriaschubert.it

Forget about it

Current da il via a una serie di collaborazioni con artisti in cui mette a disposizione il suo spazio per progetti site-specific. Artisti che hanno la possibilità di realizzare il primo solo show utilizzando lo spazio in totale libertà, cercando di sovvertire la normatività dei display e della messa in esposizione, di superare i regimi di visibilità propri del contemporaneo.Il secondo artista invitato è Davide Dicorato (1991), che crea un display ad hoc per accogliere le nuove opere, in sospeso tra memorie inorganizzabili, archeologie in loop tra preistoria e ultramoderno e immagini persistenti, oggetti e feticci della post-modernità.

CURRENT è una piattaforma creata da artisti e curatori. Ha base in uno spazio indipendente a Milano dove sperimentare ed esporre le forme contemporanee di creazione. CURRENT è un artist-run space aperto alla collaborazione con altri progetti italiani e internazionali. Un progetto di Alessandro Azzoni, Ruben De Sousa, Tania Fiaccadori, Carlo Miele, Francesco Pieraccini, Marcella Toscani.

 

Davide Dicorato – Forget about it
CURRENT
Milano – dal 15 maggio al primo giugno 2017
Via Sant’Agnese 12 (20123)
+39 3389752368
info@currentproject.it
www.currentproject.it

L’arte nel cesso

Con l’ironia che immancabilmente lo contraddistingue, Francesco Bonami, uno dei più noti critici d’arte internazionali, riprende il ragionamento iniziato dieci anni fa con Lo potevo fare anch’io proponendoci L’arte nel cesso come continuazione o, se vogliamo, come conclusione.

La verve non muta col passar degli anni e le ghiotte considerazioni sullo status dell’arte si mostrano sempre interessanti e condivisibili, nell’ulrimo libro di Francesco Bonami : “L’arte nel cesso – Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell’arte contemporanea“.

Bonami ammette, dopo dieci anni dal suo Lo potevo fare anch’io, che in fondo, tante opere alla cui vista restiamo sgomenti forse avremmo potute farle pure noi, e comunque, anche se le ha fatte qualcun altro prima, questo non significa affatto che si tratti di arte.

Provocatoriamente ma non del tutto, l’autore sentenzia che l’arte contemporanea – che ha avuto inizio nel 1917 con l’orinale capovolto di Marcel Duchamp – nel 2017, a un secolo esatto, è giunta a conclusione, ha perso la sua spinta propulsiva e deve lasciare il posto a una nuova fase. E con che cosa si è chiusa? Con il cesso d’oro 18 carati di Maurizio Cattelan esposto nell’autunno 2016 al Guggenheim di New York, dove lo si può non solo ammirare ma persino usare.

In questi cento anni, ci scrive Bonami, abbiamo visto davvero di tutto: dagli artisti che sulla scia di Duchamp espongono un oggetto, a chi propone un’ idea, un concetto (come Una e tre sedie di Joseph Kosuth), a chi mostra un progetto, ovvero parole, disegni, grafici che vengono presentati come opere d’arte ma al momento sono semplici ipotesi in attesa di essere realizzate (come accade per esempio con Christo, ma non con Peter Fend, che in genere espone solo fantasiose e irrealizzabili ipotesi sul mondo, come cambiare i confini di certe nazioni o deviare il corso del Danubio).

Tutti accomunati dall’intento di sorprendere. Attraverso una serie di racconti e riflessioni, l’autore ci mostra perché ora all’arte non bastano più solo idee che si rincorrono con l’obiettivo di essere una più rivoluzionaria dell’altra. E perché, provocazione dopo provocazione, la contemporaneità ha esaurito il suo potere di stupire. E conclude che, per tornare a essere utile, l’arte deve ritrovare la capacità d’inventare e narrare storie, recuperando quell’essenziale cocktail di ingenuità e genialità che è alla base della creatività umana. Un po’ come fa Charles Ray, in polemica con l’astrazione del Novecento, con il suo bambino che gioca con una macchinina.

«Il bambino di Ray non è semplice, ma è accessibile. Il gesto semplicissimo ma universale» scrive Bonami chiudendo il suo saggio. «Qualsiasi persona di qualsiasi parte del mondo comprende quel gesto. L’oggetto, quale che sia nella mano del bimbo, diventa un universo di pensieri, l’inizio di una storia, di un viaggio che il bambino farà stando fermo quasi sdraiato per terra, praticamente senza muoversi. Ecco il destino dell’arte. Farci entrare in una storia, farci iniziare un viaggio senza doversi mai spostare. Ma questo non posso farlo io, non potete nemmeno farlo voi. Lo possono solo fare i veri artisti. Amen. L’arte contemporanea è finita, andate in pace. Liberate il bambino dentro di voi.»

IL CROMATISMO NEL PAESAGGIO

Si conclude la prima rassegna d’arte a cadenza mensile presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) con “Il cromatismo nel paesaggio” mostra personale dell’artista padovano Ruggero Innocente a cura di Sonia Strukul.

L’inaugurazione si terrà sabato 20 maggio alle ore 18.00 e l’apertura sarà fino al 24 giugno con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Ruggero Innocente dipinge esclusivamente paesaggi, vedute di luoghi conosciuti che fanno parte del suo vissuto. Tradizione tutta Veneta che ha origine nel 1700 con i Vedutisti e che si sviluppa a Venezia grazie a maestri come Canaletto e Francesco Guardi. «Ruggero Innocente si fonde con la propria materia, con ciò che rappresenta, con il mondo che lo circonda – spiega la curatriceSonia Strukul – Sia il contadino che coltiva il grano o il pittore che dipinge un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo soggetto diventano un’unica cosa, l’uomo si unisce con il mondo nel processo di creazione».

I paesaggi di Ruggero Innocente sono delle estemporanee veloci, istintive, hanno tutto l’insegnamento degli impressionisti, realizzati con una tecnica molto originale fatta di pennellate leggere con colori dai toni improbabili, surreali, tramonti dai rossi accesi o virati sull’azzurro, lagune, barene con barche e uccelli di passo, boschi, vegetazione lussureggiante con cieli solcati da nubi rosse. Tutto questo in un’armonia compositiva e cromatica suggestiva e personalissima che contraddistingue i suoi dipinti rendendoli unici. Il paesaggio non è semplicemente un oggetto, uno dei tanti della realtà visuale che ci circonda, ma è un modo per organizzare le molte realtà complesse possono essere trattate come paesaggi.

Ruggero Innocente si diploma Maestro d’Arte all’Istituto Pietro Selvatico di Padova. Numerose sono le esperienze lavorative nell’ambito dell’artigianato artistico: è stato disegnatore tecnico negli anni ’70 alla Jolly Ceramica; negli anni ‘80 apre un’attività in proprio per la realizzazione di bambole in porcellana e viene chiamato ad avviarne una fabbrica in Romania. Realizza innumerevoli lavori in tutta la Provincia di Padova anche con commissioni per importanti Comuni e alberghi del bacino termale di Abano e Montegrotto. Ha lavorato in Austria e a Lione in Francia su espresso invito delle massime autorità. È stato docente di scuola media superiore, ha tenuto corsi per insegnanti di Educazione Tecnica e Artistica, chiamato più volte in qualità di insegnante per corsi all’avviamento professionale della Provincia di Padova.
In tutto questo avvicendarsi di impegni lavorativi e relativi riconoscimenti nell’ambito della ceramica non tralascia la pittura che negli anni diventerà la sua prima attività.

Il ciclo di mostre a cura di Sonia Strukul, dopo la pausa estiva, riprenderàad ottobre 2017. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.

Grazie alla lungimiranza di imprenditori come i due fondatori del gruppo Meltias, il dott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, dal 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, mirati alla divulgazione delle varie sfaccettature del mondo artistico e culturale. Un nuovo concetto di Farmacia come luogo di benessere sia fisico che emotivo; un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. Arte come conforto dell’anima, messaggio salvifico per la cura del corpo e della mente.

IL CROMATISMO NEL PAESAGGIO / Ruggero Innocente
a cura di Sonia Strukul
Spazio Espositivo Farmacia MELTIAS
Via Vittorio Emanuele II, 21 – Conselve (Padova)
dal 20 maggio al 24 giugno 2017

vernissage sabato 20 maggio ore 18.00
Orari di apertura:
da lunedì a sabato ore 8.30-12.45 e 15.30-19.45
Ingresso libero

Per informazioni:
Farmacia Meltias Conselve
Tel. 049 5384165
www.farmaciemeltias.it
conselve@farmaciemeltias.it

Per informazioni sulle opere esposte:
Ruggero Innocente
Tel. 345 1441846
ruggeroinnocente44@gmail.com
strukulsonia@alice.it

Sonia Strukul
Tel. 392 4541345
strukulsonia@alice.it

Comunicazione
Angela Forin
Tel. 347 1573278
angela.forin@gmail.com
press@angelaforin.it

Da Vinci Experience

Da Vinci Experience, la nuova mostra multimediale prodotta dal Gruppo Crossmedia, apre al pubblico sabato 13 maggio e sarà in programma fino al 8 ottobre 2017, nel complesso della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze, a due passi dal Ponte Vecchio.

Dedicata al genio di Leonardo, alla sua scienza ed eclettismo nelle varie discipline, l’inedita produzione vuole essere la prosecuzione naturale del racconto della ineguagliabile storia di Firenze e dei personaggi che l’hanno resa celebre nel mondo, narrazione già intrapresa lo scorso anno con la mostra Incredible Florence.

Un progetto espositivo finalizzato alla divulgazione culturale, che fa proprio il concetto di edutainment, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento che si avvale di linguaggi comunicativi contemporanei, rivolti soprattutto ai più giovani e alle famiglie.

Il cuore della mostra è il format immersivo realizzato da Art Media Studio Firenze, che regala emozioni uniche e irripetibili , le medesime che hanno decretato il recente enorme successo di Klimt Experience, attestato da oltre 80mila visitatori.

Una sorta di story telling per immagini, spettacolare e coinvolgente, dell’universo di Da Vinci, ottenuta grazie alle multiproiezioni in video mapping sui nove giganteschi schermi dell’allestimento e sulle magnifiche architetture della navata di

Santo Stefano al Ponte, di centinaia di immagini digitalizzate ad alta definizione, d’inserti video in full HD ed alla colonna sonora diffusa a 360° in Dolby surround.

Da Vinci Experience è però anche molto altro. Arricchiscono infatti il percorso della mostra numerosi modelli delle macchine leonardesche – a grandezza naturale e in scala – riprodotte minuziosamente sulla base dei progetti originali dalla bottega artigiana fiorentina Martelli; tra queste, di assoluto impatto scenografico, l’ala per il volo umano di nove metri di apertura sospesa al centro della navata.

Nell’area didattica sono esposte le pregevoli riproduzioni anastatiche dei codici e dei disegni del Genio, capolavori unici nel loro genere realizzati da Giunti Editore nell’ambito del “Progetto Leonardo”.

Gli sviluppatori della società milanese Orwell sono gli autori della applicazione per la Da Vinci VR Experience, creata appositamente per la mostra, un’esperienza di realtà virtuale 3D con gli Oculus che permette di entrare dentro al carro armato ed interagire con i suoi meccanismi, di navigare con la barca a pale, di ammirare il volo sul panorama fiorentino della vite aerea e dell’ornitottero.

Da non perdere poi la visione del cartone animato a tema Leonardo, proposto da Effeci Group nello spazio di percezione fisica e sensoriale dedicato al cinema 10D. Un box magico a 6 posti, installato all’ingresso della sezione espositiva, per affacciarsi in un mondo fantastico, a più dimensioni, che per alcuni minuti diventa reale in un susseguirsi di effetti speciali di luci, suoni, movimenti, acqua, vento, bolle di sapone.

Dopo la sua prima a Santo Stefano al Ponte, Da Vinci Experience, patrocinata dal Comune di Firenze, nei prossimi anni sarà distribuita in Italia ed all’estero.

 

Da Vinci EXPERIENCE

13 maggio – 8 ottobre 2017

Orario: Aperto tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 19.30 – ultimo ingresso 18.30 Complesso di Santo Stefano al Ponte

Piazza di Santo Stefano, 5 – Firenze

Info: + 39.055.217418 | | www.davinciexperience.it |#davinciexperience Mail to: info@davinciexperience.it
Ufficio stampa: Headline Giornalisti | Marco Ferri | mob. 335.7259518 | mail to: marcoferri.press@gmail.com

Young Fiber Contest 2017

L’evento rientra nel progetto di valorizzazione del patrimonio artistico/culturale della città di Chieri, rappresentato dalla Collezione Civica Trame d’Autore, che raccoglie opere di artisti da tutto il mondo impegnati nel linguaggio della Fiber Art, oggi osservatorio e documentazione di studio sulla tematica dell’utilizzo del medium tessile nell’arte contemporanea.

Sviluppatasi negli Anni Sessanta soprattutto negli Stati Uniti e in Europa – spiega la direttrice del Premio e curatrice della Mostra, Silvana Nota – la Fiber Art, non solo arte ma storia della civiltà umana, rappresenta uno degli affluenti più affascinanti e colti delle ricerche collegate alle post avanguardie e alle sperimentazioni di materiali inusuali nell’espressione poetico artistica, il cui filo ha continuato la sua corsa giungendo fino ad oggi con straordinaria freschezza e inaspettati innovativi esiti.

Sempre più artisti utilizzano infatti materiali eterogenei tessendoli al telaio oppure off loom individuando concettualmente nella manualità una scelta teorica della loro comunicazione contenutistica. Una tendenza sfociata nelle recentissime Urban Knitting Art e Yarn Bombing a cui si ispira il tema Dialoghi Urbani del Contest.

Dilaganti e solari, questi movimenti artistici mescolano fiber artist, street artist ad altri artisti ancora di diverso accento, che insieme a gente di ogni età e ceto sociale colorano e “bombardano” pacificamente città e periferie con filati polimaterici al fine di ridisegnare volti nuovi di paesaggi e metropoli.

Young Fiber Contest 2017. Marialuisa Sponga Award – Dialoghi Urbani
IMBIANCHERIA DEL VAJRO
Chieri (TO) – dal 13 maggio al 18 giugno 2017
Via Imbiancheria 12 (10023)