Pascali sciamano

La mostra “Pascali sciamano“, che si terrà fino al 24 giugno 2017 alla Fondazione Carriero di Milano, nasce con l’obiettivo di presentare l’opera di Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) in dialogo con quella che comunemente viene definita “arte tribale”.

Pino Pascali. Cinque bachi da setola e un bozzolo
Pino Pascali. Cinque bachi da setola e un bozzolo

Esplorare l’approccio creativo dell’artista attraverso il suo legame con la cultura africana, a partire dall’interesse verso il primitivo, in contrapposizione ai miti della società moderna, e all’attenzione per il totemismo, i fenomeni di identificazione animale/individuo e alla concezione animistica della natura.

Sono infatti molte le sinergie tra l’arte tribale e la poetica di Pino Pascali – figura eclettica, scultore, scenografo, performer, figura centrale della scena artistica italiana degli anni Sessanta, che trova nelle forme creative proprie all’Africa una fonte d’inesauribile ispirazione, nel tentativo di aprire a una dimensione magica, fantastica, giocosa e ambigua del fare artistico. La rappresentazione della natura stilizzata e ridotta ai suoi elementi essenziali, il mito del primitivo, l’uso del corpo quale estensione dell’opera/oggetto, il rapporto tra individuo e collettività, la commistione tra naturale e artificiale, caratterizzano la ricerca di Pascali, che mette in scena l’Africa, non la sublima, va oltre l’essenzialità plastica e lo studio della figura, nel tentativo di recuperare quell’armonia primordiale offuscata dall’intellettualismo dominante dell’epoca, utilizzando la materia come strumento di conoscenza, come una mitica invocazione degli elementi vitali.

Nelle società primitive lo sciamano è colui che agisce ai limiti tra i due mondi, terreno e ultraterreno, in dialogo con le forze naturali, e che si esprime attraverso un simbolismo mitico, irriducibile alle categorie del pensiero e delle verità logiche. Riconoscere la vita al di fuori dell’uomo, ovunque si intraveda un principio di attività, e trasformare ogni comportamento in un linguaggio, è questo ciò che unisce Pascali ai riti e ai miti delle culture primitive. Pascali sciamano è una sorprendente esplorazione attraverso la produzione di Pascali tra il 1966 e il 1968 che permetterà di scoprire opere poco o mai esposte al pubblico. Il percorso espositivo gioca con l’architettura evitando il confronto diretto tra i manufatti africani e le sculture dell’artista, mettendo invece queste ultime in stretta relazione tra loro, quasi a evocare una libera narrazione. La mostra si sviluppa lungo i tre piani della Fondazione, ognuno dei quali è dedicato a uno dei tre anni della breve ma prolifica attività di dell’artista.

PASCALI SCIAMANO
a cura di Francesco Stocchi
dal 24 marzo 2017 al 24 giugno 2017
Fondazione Carriero
via Cino del Duca 4 – 20122 Milano
Orario: aperto tutti i giorni su appuntamento
Sabato accesso libero dalle 11:00 alle 18:00
Domenica chiuso
Informazioni e prenotazioni
info@fondazionecarriero.org
+39 02 36747039

http://fondazionecarriero.org/en/

La grande rivoluzione dei musei europei

Mercoledì 5 aprile 2017, alle ore 18,00 presso il Museo Marino Marini (Piazza di S. Pancrazio, Firenze) si terrà la presentazione del libro di Massimo NegriLa grande rivoluzione dei musei europei” edito da Marsilio.
 
Introdurranno : Patrizia Asproni, Presidente del Museo Marino Marini; Maria Vittoria Rimbotti, Presidente Associazione Amici degli Uffizi.
Ne parlerà con l’autore:  Vania Virgili, Italian delegate Horizon 2020 – EU Consigliere Ministro Beni Culturali. 

Il libro

Gran parte dei musei europei che possiamo visitare oggi, oltre 40.000, non esistevano nel secondo dopoguerra, se a questi aggiungiamo quelli che si sono radicalmente rinnovati possiamo ben dire che il nostro continente sia stato negli ultimi decenni un gigantesco laboratorio di reinvenzione del modo di essere e di comunicare i più diversi tipi di patrimonio materiale e immateriale. Sono inoltre nate tipologie del tutto nuove e spesso non riducibili alle categorie tradizionalmente determinate dalla natura delle collezioni, veri e propri “musei delle idee”, oppure sono state proposte reinterpretazioni dell’esistente secondo visioni nuove in ambito storico-politico, naturalistico, letterario, aziendale, e così via.

Nuovi paradigmi nell’interpretazione di nuovi patrimoni. Si è trattato di un grande fenomeno di contaminazione intellettuale determinato non solo da concezioni emergenti, ma anche e forse soprattutto da metodologie di progettazione e dalla adozione di nuovi linguaggi con esiti a volte sorprendenti, a volte sconcertanti.

Anche la fisionomia degli utenti è cambiata: da visitatori a utilizzatori la cui antropologia è sempre più complessa. E infine il metodo stesso di concezione e sviluppo del progetto museale ha subito una profonda revisione mettendo in discussione prassi consolidate e proponendo nuovi modelli di musei seduttivi oltre gli aspetti convenzionali, ma imprescindibili, della conservazione e della educazione.

Una tale “rivoluzione” è il tema di questo libro, risultato di pluridecennali ricognizioni professionali condotte sul campo alla ricerca di esperienze innovative nell’area geoculturale del Consiglio d’Europa, ben oltre i confini della Unione Europea. Anche le tipologie investigate sono le più diverse, dal Museo della Mente di Haarlem alle British Galleries del V&A, dal Tom Tits Experiment al Museo della Città di Nicosia, solo per citare alcuni esempi differenti per contesto e tematica. Una indagine i cui risultati non sono rivolti ai soli specialisti, ma in generale sia a chi nei musei ci va regolarmente oppure a chi non ci è ancora andato e forse potrà esserne attratto, anche grazie a questa lettura.

 

La redazione del libro, scritto da Massimo Negri, Director di European Museum Academy ed edito da Marsilio Editori, si è avvalsa del contributo di alcuni degli alumni delle diverse edizioni del Master Specialistico in Museologia europea, diretto dall’autore e organizzato dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano sin dal 2009, sotto gli auspici di The European Museum Academy Foundation, L’Aia.

Hanno collaborato: Samanta Buglia, Laura Diamanti, Giovanna Marini.

L’autore
Massimo Negri è attualmente Director di European Museum Academy. Membro del Comitato Scientifico del Museo del Duomo di Milano, del Comitato Scientifico del MUSIL di Brescia e consulente del Forum of Slavic Cultures di Lubiana. Fondatore e Direttore Scientifico del Master in Museologia Europea all’Università IULM di Milano, insegna Museografia del patrimonio industriale all’Università di Padova. Direttore di European Museum Forum, del Premio Europeo Museo dell’Anno e del Council of Europe Museum Prize dal 1999 al 2009. Tra i suoi lavori più recenti la concezione e direzione del progetto museologico del nuovo “Museo della Storia di Bologna” e il progetto museologico di “Per Via”, e del museo “Casa De Gasperi” a Pieve Tesino, il “Museo della Musica” di Pieve di Cento, il progetto di un “Museo del Viaggio” per il Touring Club Italiano. Fa parte del gruppo di professionisti vincitori del concorso per il nuovo museo d’arte moderna di Oslo. E’incaricato del progetto museologico della futura sede centrale del “Museo dell’Industria e del Lavoro” di Brescia.

Landscapes. Declinazioni in giallo e in verde

Graham Sutherland, Landscape, 1974, acquarello su carta, cm. 47x61, foto Fabio FantiniLa Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Sessi, 1/F) presenta, dal 1 aprile al 30 giugno 2017, “Landscapes. Declinazioni in giallo e in verde”, mostra collettiva con opere di Valerio Adami, Giorgio Griffa, Antonio Ligabue, Elio Marchegiani e Graham Sutherland.

L’esposizione, che trae il titolo da un acquerello su carta di Graham Sutherland (“Landscape”, 1974), è dedicata al tema del paesaggio, inteso come luogo reale o immaginario, con figure e animali, sequenze ritmiche e creste materiche. Trait d’union, la dominante cromatica giallo-verde, colore della natura che si risveglia e simbolo di un nuovo inizio.

Il percorso della mostra comprende due opere di grandi dimensioni di Valerio Adami, maestro della Pop Art italiana, caratterizzate da campiture piatte di colore all’interno di contorni netti, la “Sezione Aurea n°989” di Giorgio Griffa, esponente della Pittura Analitica, invitato da Christine Macel alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e due paesaggi ad olio su tavola di Antonio Ligabue riconducibili agli anni 1948-49. Presenti inoltre due “Grammature di colore” ad intonaco su lavagna di Elio Marchegiani che, negli anni ’70, si proponeva di giungere ad una sintesi astratto-geometrica dell’affresco italiano, infine Graham Sutherland, artista inglese scomparso nel 1980, le cui forme sono sottoposte ad una continua metamorfosi che ci restituisce una natura frammentaria e destrutturata.

La mostra è completata da opere selezionate di Enrico Della Torre, Omar Galliani, Herbert Hamak, Alberto Manfredi, Carlo Mattioli, Piero Ruggeri e Giuseppe Spagnulo.

L’esposizione sarà visitabile a partire da sabato 1 aprile 2017 alle ore 16 fino al 30 giugno 2017, tutti i giorni con orario 10-12,30 e 16-19,30, aperto anche domenica e festivi. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 580143, duemilanovecento@tin.it,
www.duemilanovecento.it,
www.facebook.com/duemilanovecento.

 

LANDSCAPES
Declinazioni in giallo e in verde
Adami, Griffa, Ligabue, Marchegiani, Sutherland
Reggio Emilia, 2000 & NOVECENTO Galleria d’Arte
1 aprile – 30 giugno 2017
Orari: 10-12,30 e 16-19,30, aperto anche domenica e festivi

Per informazioni:
2000 & NOVECENTO Galleria d’Arte
Via Sessi 1/F | 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 580143 | Fax. 0522 496582
duemilanovecento@tin.it | www.duemilanovecento.it
www.facebook.com/duemilanovecento

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54 | 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142 | info@csart.it | www.csart.it

Mala Yerba

Si terrà dal 3 al 16 Aprile, alla Isolo17 Gallery di Verona, la mostra di fotografia cubana contemporanea “Mala Yerba“, a cura di Alain Cabrera Fernández e Giovanni Monzon. La mostra, realizzata da Isolo17 in collaborazione con International Photo Project (IPP) – 2017 / FONDO MALERBA PER LA FOTOGRAFÍA (FMF), verrà inaugurata alle ore 11.00 del 2 Aprile.

I protagonisti della fotografia cubana contemporanea – per lo meno quella sorta tra la fine del secolo XX e inizi del XXI -, cercano incessantemente delle strategie di lavoro zigzaganti, ciò che suggerisce un complesso percorso ad ostacoli. Questo non soltanto riguarda la loro difficile inserzione nei circuiti espositivi (promozionali e commerciali) nei contesti nazionale e straniero ma, anche, il bisogno continuo di rinnovare le attrezzature e tecniche digitali o analogiche e software di ultima generazione per mettere a punto ottimale l’elaborazione di immagini di alta qualità.

A sua volta, nel campo delle arti visuali, la fotografia si diparte principalmente su due versanti di lavoro riconosciuti a livello mondiale: quella di carattere documentale, ostensibile perché le immagini riflettono specifici aspetti della realtà circostante, dove il fotografo è sempre in agguato “dell’istante decisivo”, e quella concettuale o che scommette su uno schema definito di creazione, partendo da l’idea astratta e la sua successiva materializzazione attraverso degli scenari costruiti, cioè, frammenti di realtà sovente non esistente da sé. Benché, ambedue linee presentino notevoli differenze, a momenti traspaiono certi parallelismi e, coloro che le praticano, frequentemente passano dall’una all’altra se il modus operandi risiede nell’uso della camera come utensile o nel concetto come oggettivo da raggiungere.

Dunque, le proposte degli artisti che compongono questa mostra, svelano un eterogeneo corpus ideo-estetico, riconoscibile via le proprie poetiche e discorsi ma anche comunitari nel quotidiano contendere di questa nuova generazione. Gli esiti, tradotti in opere, da un’occhiata critica, risultano anche contenitori di processi multidisciplinari maggiori, che implicano intenzionalmente il sondaggio di diversi temi: la scultura, l’installazione, la manipolazione fotografica, la messa in scena ovvero, l’azione previa divenuta performance intima, realizzata unicamente tra il creatore e qualsiasi fosse il suo modello. Si mette in pratica la tesi in voga a Cuba, già difesa in altre occasioni: “malgrado le circostanze, qua gli artisti crescono come l’erba cattiva” («pese a las circunstancias, aquí los artistas siguen creciendo como la mala yerba»)

La rigorosa selezione degli artisti e delle opere fu realizzata considerando loro profili curricolari, tra cui risaltano premi, borse di studio e residenze di artisti, come pure mostre personali e collettive presso istituzioni ufficiali sia in Cuba che all’estero.

Gli artisti:
Ricardo Miguel Hernández (La Habana, 1984) – Yanahara Mauri (Artemisa, 1984) – Alfredo Sarabia (La Habana, 1986) – Linet Sánchez (Villa Clara, 1989) – Yomer Montejo (Camagüey, 1983) – Grethell Rasúa (La Habana, 1983) – Daylene Rodríguez (Matanzas, 1978) – Carlos Vilá (La Habana, 1992) – Alain Cabrera Fernández (La Habana, 1980) – Alvaro Brunet (Sancti Spíritus, 1974 – Dany del Pino (La Habana, 1975) – Irolán Maroselli (La Habana, 1980) – Néstor Martí (La Habana, 1973) – David Velázquez (La Habana, 1976) – Jorge Otero (La Habana, 1982) – Nadal Antelmo (Matanzas, 1968) – Yuri Limonte (Ciego de Avila, 1974) – Harold Garcia(La Habana, 1984)

 

Per informazioni:
Giovanni Monzon
Isolo17 Gallery
Via XX Settembre 31/b
37129 Verona
cel. 349 3746379
Mail: spazioisolo17@gmail.com
www.isolo17.gallery

Donna in Rinascita 2017

PassepARTout Unconventional Gallery vuole rendere omaggio alla Donna che nei secoli ha dovuto lottare per superare discriminazioni e violenze con un concorso internazionale che vede protagoniste tutte quelle donne che hanno lottato per superare le avversità a cui la vita le ha sottoposte.

Tutti possono partecipare al Concorso “DONNE IN RINASCITA 2017“, senza distinzione di sesso o età o nazionalità, con una o più Opere di pittura, grafica, grafica digitale, fotografia delle dimensioni massime non superiori a 100×100 cm (cornice o listello compresi) e scultura (piccole dimensioni).

Per i minori sarà necessaria autorizzazione alla pubblicazione di un genitore o chi ne fa le veci.

Non saranno ammessi al concorso opere che contengano immagini indecorose, o che offendano in qualche modo la dignità umana.

Ogni artista può partecipare con un massimo di 5 opere a testa.
L’opera deve essere libera da qualsiasi vincolo di esclusività da parte dell’artista o degli aventi diritti per consentirne il pieno utilizzo da parte dell’organizzazione del concorso. Gli autori accettano inoltre che i lavori inviati al concorso possano essere proiettati durante il concorso e gli eventi ad esso collegati oltre che sul web per esigenze di comunicazione e promozione.

Non è necessario che le opere siano inedite. Gli autori si assumono interamente la responsabilità relativa ai contenuti delle loro opere, compreso il rispetto della normativa italiana ed estera sul diritto d’autore e sulla privacy.
Il TERMINE d’iscrizione è fissato al 14 aprile. Le immagini delle opere in concorso dovranno pervenire a passepartoutgallery@libero.it in formato jpeg entro e non oltre la data suddetta. Ogni foto dovrà
essere “nominata” con nome dell’artista, titolo dell’opera, dimensioni e tecnica.

Le Opere in concorso andranno consegnate entro e non oltre il 20 aprile 2017 a Passepartout Associazione Artistico Culturale c/o Atahotel Expo Fiera – Via Keplero 12, 20016 Pero (MI) e dovranno essere munite di attaccaglia, non necessariamente di cornice ed essere imballate con materiale che potrà essere riutilizzato per la rispedizione, a carico del partecipante al concorso. NB.: Le opere non dotate di attaccaglia non verranno esposte.

Tutte le fotografie relative alle opere in concorso verranno pubblicate sul sito ufficiale della galleria PassepARTout e sulla pagina Facebook del Gruppo Donne in Rinascita.
Per tutti i partecipanti che avranno aderito alla sesta edizione di Donne in Rinascita 2017 verrà
pubblicata un’opera all’interno della rivista specializzata d’arte ExpoArt.
Tutte le immagini pervenute ed ammesse al concorso verranno pubblicate sul sito http://www.passepartout-unconventional-gallery.it e potranno essere condivise nei vari social network della rete e votate dal pubblico. Il voto on line non ha alcun valore ai fini della proclamazione dei vincitori ma solo funzione divulgativa e di promozione.

L’inaugurazione si terrà sabato 6 maggio alle ore 21,00 presso Atahotels EXPO FIERA Milano – Pero , Via Keplero 12.
I primi tre vincitori del concorso “DONNE IN RINASCITA 2017″ saranno proclamati durante l’inaugurazione della mostra il 6 maggio e saranno eletti da una giuria tecnica che valuterà i lavori selezionati ad insindacabile giudizio. I nomi dei giurati verranno resi noti e pubblicati ufficialmente sul sito.
Un quarto vincitore verrà eletto su votazione del pubblico che interverrà fisicamente alla mostra. Ad ogni visitatore verrà consegnato un coupon nominale da compilare con la propria preferenza. Il quarto vincitore verrà reso noto al termine della mostra, il 22 maggio.

PREMI:

I vincitori si aggiudicheranno una mostra di un mese presso la galleria permanente di PassepARTout sita all’interno delle prestigiose sale di Atahotel Business & Resort Varese e la pubblicazione di una monografia digitale sul sito ufficiale www.passepartout-unconventional-gallery.it

La partecipazione al Concorso implica la piena e incondizionata accettazione del Regolamento. La quota di partecipazione corrisponde a :
1 opera € 120 – 2 opere € 200 – 3 opere € 250 – 4 opere € 280 – 5 opere € 300.

Tale quota potrà essere inviata tramite bonifico bancario al momento della sottoscrizione al concorso unitamente alla modulistica compilata in ogni sua parte e firmata. La direzione non accetta assegni bancari, postali o vaglia.
La quota potrà essere versata sul Conto Banco Posta Iban: IT70R0760105138258885058888 intestato a Elena Maria Ferrari. Causale: Nome e Cognome del partecipante al concorso.
Tale quota è da intendersi come contributo per l’attività dell’Associazione e per la copertura dei costi organizzativi del concorso.

PassepARTout Associazione Artistico Culturale declina ogni responsabilità per danni o furto causati durante il trasporto. Le opere godranno di servizio di vigilanza e telecamere a circuito chiuso 24h/24h.

Le opere potranno essere destinate alla vendita. Il prezzo di vendita verrà concordato direttamente con l’artista.
Eventuali modifiche alle date relative alla scadenza del concorso e alle modalità di partecipazione saranno comunicate via mail a tutti i partecipanti e agli interessati.

Per maggiori informazioni inviate la vostra e.mail a passepartoutgallery@libero.it o visitate il sito www.passepartout-unconventional-gallery.it

Il concorso ufficiale Donne in Rinascita è solo quello organizzato da PassepARTout. L’evento è a cura del Direttore Elena Ferrari.

“Da Giotto a Morandi” si presenta a Roma

Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane”, la mostra che si terrà dall’11 aprile al 15 settembre 2017 a Palazzo Baldeschi (Corso Vannucci, 66) verrà presentata a Roma nel corso di una conferenza stampa che si tiene mercoledì prossimo, 29 marzo, alle 11.30 presso la sede dell’Associazione Civita di Roma (Piazza Venezia, 11). Oltre al curatore prof. Vittorio Sgarbi, saranno presenti il Presidente dell”Acri Giuseppe Guzzetti e il Presidente della Fondazione CariPerugia Arte, Giuseppe Depretis.

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte la mostra comprende una selezione di circa 90 opere d’arte provenienti dalle raccolte di Fondazioni e Banche italiane, un avvincente percorso lungo sette secoli di storia dell’arte che consentirà di verificare la pluralità degli orientamenti che stanno alla base del fenomeno del collezionismo bancario.

Il percorso espositivo assume ancor più valore in quanto parte dei proventi verranno destinati al recupero di beni storico-culturali danneggiati dai recenti eventi sismici.

 

Info: www.fondazionecariperugiaarte.it tel. 075. 5724563

 

Omaggio al colore

Una mostra di pittura italiana del secondo Novecento inaugura l’attività espositiva di Pandolfini nella nuova sede romana.

Piero Dorazio, TONDO DONI II, 1990Lo scorso novembre Pandolfini ha aperto in via Margutta 54, all’interno di un cortile ricco di atmosfera e suggestioni situato proprio a lato della Fontana delle Arti, la sede romana. Questo nuovo punto di riferimento, unitamente a quello operativo da alcuni anni a Milano e alla storica sede di Firenze, permette a Pandolfini di rendere più radicata e attivamente concreta la sua presenza sull’intero territorio nazionale nelle attività di valutazione e incontri con clientela e collezionisti.

Achille Perilli, BAIARDO IN SOFFITTA, 1966Lo spazio di via Margutta, inserito in un tessuto artistico vivace e articolato, consente a Pandolfini di andare oltre alle preview delle aste e dedicarsi anche a un’attività espositiva vera e propria studiando e realizzando esposizioni e mostre che coinvolgono la professionalità e le competenze dell’intero staff di esperti, dai gioielli agli arredi, dai dipinti antichi a quelli moderni e contemporanei.

È proprio con una mostra tematica promossa da Glauco Cavaciuti e Jacopo Antolini, del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, che si apre l’attività romana.

Giulio Turcato ARCIPELAGO, 1971 circaOmaggio al colore, in esposizione dal 29 marzo al 14 aprile, è una mostra che celebra alcuni artisti italiani del Ventesimo secolo che hanno fatto della simbiotica unione di forma e colore la base della loro firma stilistica.

Paolo Cotani, K12a, 1975Gianluca Ranzi, autore del testo critico introduttivo alla mostra, scrive: “(..)L’arte italiana, qui rappresentata da una significativa selezione di opere dagli anni Cinquanta, ha sempre conservato nel suo patrimonio genetico il senso della propria tradizione e della propria storia, che vede nel rispetto della forma e del colore il suo punto più alto di tensione e di ricerca…il colore diviene la chiave di volta per aprirsi sul mondo affermando la disponibilità verso la vita e verso il suo divenire, nella assoluta convinzione che anima questi artisti a lasciare memoria di sé e della propria identità individuale e collettiva. Così la loro proposta pittorica incarna, attraverso la simbiosi di colore e forma, un principio vitale e sempre positivo che ha nella tradizione della storia dell’arte e nel vissuto individuale di ciascuno i suoi punti di riferimento e di diversità(..)”

Agostino Bonalumi, BLU, 1982Il percorso espositivo di Omaggio al colore, il cui titolo riporta ad alcune opere di Tano Festa protagoniste di successo nel recente passato delle vendite milanesi di Pandolfini e presenti anche in mostra, propone lavori di Franco Angeli, Rodolfo Aricò, Agostino Bonalumi, Eugenio Carmi, Paolo Cotani, Lucio Del Pezzo, Ugo Nespolo, Achille Perilli, Concetto Pozzati, Claudio Olivieri e Giulio Turcato.

 

Omaggio al colore – Una mostra di pittura italiana del secondo Novecento inaugura l’attività espositiva di Pandolfini nella nuova sede romana
Dal 29 marzo al 14 aprile
Inaugurazione: 28 marzo – ore 18.00, su invito

Orario: 9.30/13.30, pomeriggio su appuntamento

Via Margutta 54, Roma
+39 06 3201799

roma@pandolfini.it
http://www.pandolfini.it

García Lorca

Copertina del volumeIl libro ‘García Lorca‘ di Gabriele Morelli verrà presentato nell’ambito delle Letture Bergamasche presso il Museo Cividini nella Antica Zecca nell’atelier dello scultore Pierantonio Volpini, via Donizetti18/a, domenica 2 aprile alle ore 11:00Il professore Gabriele Morelli avrà accanto Umberto Zanetti e Mimma Forlani. Letture di Diego Bonifaccio.

Scrivendo questo libro, pubblicato dalla casa editrice Salerno lo scorso anno, Gabriele Morelli conclude un lungo itinerario di conoscenza e di studio della poesia e della vita di García Lorca. E ricorda, ottanta anni dopo, la morte tragica di un grandissimo artista del Novecento. Grazie alle sue ricerche meticolose ed appassionate possiamo ricostruire la tragica alba del 17, 18 o 19 agosto 1936, allorché alle quattro di mattina il grande poeta andaluso, in compagnia di un maestro elementare, privo di gamba, Dióscoro Galindo González e di due banderillos di fede anarchica, sarà fucilato sotto un vecchio ulivo, posto accanto alla Fuente Grande.

I suoi assassini sono otto uomini della Escuadra Negra, che hanno ricevuto l’ordine del Governatore di Granada, il comandante José Valdés Gusmán. “Davanti, l’orizzonte della vega oscillava lievemente nel primo chiarore del mattino”. Depone così le sue uova la morte non nella ferita del torero Ignacio, ma nel corpo del poeta e musicista di trentotto anni, in cui rifulgeva la grazia andalusa.

Foto di Gabriele MorelliGabriele Morelli, fino a qualche anno anni fa professore ordinario di lingua e letteratura spagnola nell’Università di Bergamo, scrive questo libro con la passione del ricercatore di verità, con l’amore del devoto e ammirato lettore della poesia spagnola, la pazienza dell’investigatore che ha conosciuto i luoghi dell’andaluso magnetico: Fuente Vaqueros dove Lorca era nato il 5 giugno 1898 e aveva strascorso la sua infanzia; Granada, la città dell’Alhambra, della cultura nazarì dove inizia i suoi studi; Madrid dove frequenta l’università e incontra nella Residencia de Estudiantes Salvador Dalí, il catalano, Luis Buñuel, l’aragonese e Pepín Bello, medico geniale, anch’egli aragonese; con i quattro, allora studenti, destinati a essere i protagonisti del mondo artistico mondiale, coltiva un’amicizia forte, intensa, fatta di incontri al caffé, di discussioni sul mondo dell’arte che stava cambiando i suoi canoni estetici, di progetti artistici e di travestimenti macabri e giocosi.

García Lorca con la sua personalità “dionisiaca e appassionata” nelle cui vene scorreva la grande tradizione gitana, amante del folclore, musicista esperto, amico di lunga data di Manuel De Falla, vive nelle trecento pagine di Morelli che ne rievoca la sua complessa personalità umana e artistica. Il libro è dedicato a Isabel García Lorca, la sorella minore del poeta e a Manuel Fernandez-Montesinos García, figlio di Concha, l’altra sorella del poeta, che ebbe il marito Manuel, sindaco di Granada, ucciso il 15 agosto. Alla sorella Isabel e a Manolo, che il professore ha conosciuto bene, Morelli lascia la parola alla fine del libro. Essi testimoniano la ferocia della Guerra Civile, la tragedia vissuta da don Federico García, il padre del poeta, da doña Vincenta, la madre, sua iniziatrice alla musica; da Francisco, il fratello diplomatico, tutti obbligati a lasciare la Spagna e esuli per molti anni.

Letture Bergamasche 2017: il libro “García Lorca” con Gabriele Morelli
Museo Cividini nella Antica Zecca – via Donizetti 18/a Bergamo alta
domenica 2 APRILE 2017 ore 11:00

Info: Pierantonio Volpini 0350932533 3931860566 3299681644
pierantonio@volpini.org

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo le letture è previsto un pranzo conviviale, a cura del gruppo “Mangia Con Me” della “Associazione Per Voi”, contributo euro 20 compresa tessera associativa, prenotazione obbligatoria, per partecipare al convivio o avere informazioni: mail a pierantonio@volpini.org o chiamateci allo 035 0932533 al 3931860566 al 3299681644

Premio Arte Laguna 2017 : I Vincitori

Vincono per le 6 categorie in concorso all’11° Premio Arte Laguna:

SEZIONE PITTURA
Artista vincitore: Elías Peña Salvador | Madrid, Spagna 1992
Titolo opera: Argos, 2016, Olio su tela
Motivazione: Per l’idea di pittura come rappresentazione di uno spazio in cui la vita si presenta nelle sue dinamiche poetiche ed esistenziali e per la capacità narrativa che si esplica attraverso l’uso del colore-immagine, in sintonia tanto con la tradizione più antica, quanto con le ultime ricerche contemporanee.

SEZIONE ARTE FOTOGRAFICA
Artista vincitore: María Gabriela Chirinos | Caracas, Venezuela 1964
Titolo opera: Waiting, 2016, Fotografia digitale
Motivazione: Per la tematica legata al problema dell’invecchiamento, per il voluto e ricercato approccio narrativo, per le soluzioni tecniche ed estetiche che contribuiscono in maniera determinante alla poetica dell’opera, la giuria ha deciso di premiare per la sezione fotografia María Gabriela Chirinos.

SEZIONE SCULTURA E INSTALLAZIONE
Artista vincitore: Elena Bertuzzi & Laure Chatrefou | Biella, Italy 1959 & Tours, France 1983
Titolo opera: Le labyrinthe du Debaa, 2015, Proiezioni su un cubo di veli trasparenti
Motivazione: Per la straordinaria elaborazione di una tradizione, e per la sua forza nel mettere in evidenza la complessa fusione di riti, ambientata in un ambiente delicato che invita il pubblico a svelare le profondità della conoscenza umana.

SEZIONE LAND ART con il supporto di Pentagram Stiftung
Artista vincitore: Branko Stanojević & Milena Strahinović | Serbia 1983 & 1984
Titolo opera: Border, 2014, Monumento di specchi e sottostruttura in acciaio
Motivazione: per l’interessante rapporto che stabilisce con il territorio, evidenziando la difficile e problematica relazione tra l’urbanizzazione umana e il territorio circostante, toccando temi sempre più di stingente attualità.

SEZIONE VIDEO ARTE E PERFORMANCE

Artista vincitore: Eliza Soroga | Greece 1988
Titolo opera: Women in Agony, 2015, Performance in spazio pubblico
Motivazione: per l’interessante tematica trattata dalla perfomance che si concentra sul rapporto a tratti drammatico tra l’essere umano contemporaneo e la società consumistica in cui vive.

SEZIONE ARTE VIRTUALE E GRAFICA DIGITALE
Artista vincitore: Hill Kobayashi | Japan 1977
Titolo opera: Radioactive Live Soundscape, 2016, Trasmissione live attraverso rete satellitare da una zona radioattiva
Motivazione: Il vincitore è stato scelto per l’interessante utilizzo delle nuove tecnologie che vengono applicate nello studio e nella definizione di fenomeni legati alla natura, in particolare è interessante il modo in cui l’artista affronta le tragiche tematiche legate ad un disastro ecologico.

 

La mostre saranno aperte in forma totalmente gratuita fino a domenica 9 aprile, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 18; sarà inoltre possibile conoscere meglio le opere in mostra durante la visita guidata in programma per domenica 26 marzo: alle ore 11 all’Arsenale e a seguire alle ore 15 presso TIM Future Centre. Gli altri giorni su appuntamento.

Il Premio Arte Laguna è realizzato con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Esteri, della Regione del Veneto, della Città Metropolitana e Città di Venezia, dell’Istituto Europeo di Design, Università Iuav di Venezia e Università Ca’ Foscari.

Mostra dei finalisti e vincitori
125 opere d’arte
Nappe dell’Arsenale e TIM Future Centre, Venezia
26 marzo – 9 aprile 2017 ore 10 -18

Visite guidate: domenica 26 marzo
– ore 11 Nappe Arsenale
– ore 15 TIM Future Centre – sezione arte virtuale e grafica digitale

www.premioartelaguna.it

Premio Arte Laguna 2017

Con la proclamazione dei sei vincitori assoluti, l’undicesima edizione del Premio Arte Laguna giunge alla sua conclusione e al suo momento di massima emozione.
 
 
Questa sera alle Nappe dell’Arsenale di Venezia oltre 3000 persone per l’apertura della mostra con 125 opere d’arte provenienti da 41 Paesi. Gli artisti arrivano per la maggior parte da Stati Uniti (10), Spagna (8), Cina (6), Germania (6), Regno Unito (5), mentre l’Italia è rappresentata da 28 artisti di Biella, Lucca, Ravenna, Vicenza, Milano, Napoli, Udine, Trapani, Parma, Como, Catania, Varese, Agrigento, Pescara.
Si notano anche artisti da Lituania, Nuova Zelanda, Australia, Perù, Giappone, Israele, Canada, Russia, Colombia, Taiwan, India, Serbia.Durante la serata si sono svolte dal vivo le 5 performance finaliste – Eleana Alexandrou, Fred Farrow, Yixiao Shao, Eliza Soroga, Amy Steel – e sono stati assegnati oltre 30 premi: 6 i vincitori assoluti che si aggiudicano ciascuno un premio di 7.000 euro, 12 vincitori del programma di residenze internazionali, 6 gli artisti che vincono una mostra in galleria, 12 i vincitori di festival e partecipazioni a mostre collettive, 9 i vincitori di collaborazioni con aziende e premi in denaro.La giuria che ha selezionato i finalisti e i premi assoluti – presieduta da Igor Zanti, direttore di IED Venezia e curatore – annovera nomi d’eccellenza del panorama artistico internazionale: Flavio Arensi, Italia, Critico d’arte; Tamara Chalabi, Iraq, Presidente e co-fondatrice di Ruya Foundation; Paolo Colombo, Italia, Consulente d’arte per il Museo di Arte Moderna di Istanbul; Suad Garayeva, Azerbaigian, Direttore curatoriale delle mostre e della collezione permanente di YARAT – spazio per le arti contemporanee; Ilaria Gianni, Italia, Curatrice e critica d’arte; Nav Haq (Belgio, Curatore senior al M HKA – Museo di Arte Contemporanea di Anversa); Emanuele Montibeller, Italia, Direttore Artistico Arte Sella in Trentino; Salvador Nadales, Spagna, Curatore al Museo nazionale Centro de Arte Reina Sofía di Madrid; Fatos Ustek, Regno Unito, Curatrice indipendente e Scrittrice; Alma Zevi, Italia, Curatrice e Scrittrice.

La mostre saranno aperte in forma totalmente gratuita fino a domenica 9 aprile, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 18; sarà inoltre possibile conoscere meglio le opere in mostra durante la visita guidata in programma per domenica 26 marzo: alle ore 11 all’Arsenale e a seguire alle ore 15 presso TIM Future Centre. Gli altri giorni su appuntamento.

Il Premio Arte Laguna è realizzato con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Esteri, della Regione del Veneto, della Città Metropolitana e Città di Venezia, dell’Istituto Europeo di Design, Università Iuav di Venezia e Università Ca’ Foscari.

Mostra dei finalisti e vincitori
125 opere d’arte
Nappe dell’Arsenale e TIM Future Centre, Venezia
26 marzo – 9 aprile 2017 ore 10 -18

Visite guidate: domenica 26 marzo
– ore 11 Nappe Arsenale
– ore 15 TIM Future Centre – sezione arte virtuale e grafica digitale

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Paola De Rosa – 2 Vie Crucis a Castel dell’Ovo. Dipinti d’Invenzione

La Sala delle Terrazze di Castel dell’Ovo a Napoli ospita, dal 12 al 25 aprile 2017, la mostra di Paola De Rosa 2 Vie Crucis a Castel dell’Ovo. In mostra, sono esposti due cicli pittorici realizzati nel 2012 e nel 2014-15.

Il primo ciclo pittorico, dal titolo Via Crucis d’Invenzione, è composto da 14 oli su tela e dai rispettivi studi a matita e acquerello su carta ed è stato esposto, a partire dal 2013, nel Museo Civico Rocca Flea a Gualdo Tadino, ne La Stanza dell’Aliprandi in Brera a Milano, nella Pinacoteca Civica Casimiro Ottone di Vigevano e, in parte, al Chiostro del Bramante di Roma.

Il secondo ciclo pittorico, dal titolo 14 Stazioni d’Invenzione, è composto da 14 dittici a olio su tela e dai rispettivi studi a gessetto su carta ed è stato esposto nel 2016 al Museo Emilio Greco di Sabaudia.

Queste due Vie Crucis, lontane dalla tradizione figurativa a cui si è normalmente abituati, condividono una stessa matrice spaziale composta da frammenti di un plastico di cartone, ispirato alle tavole delle Carceri d’Invenzione di Giambattista Piranesi.

Come indicato da Luciana Rogozinski, “il forte e costante orientamento sul Significato ne fa – della prima Via Crucis – un’operazione allegorica, una scena concettuale che coinvolge lo spazio, le architetture afunzionali, le pedine impersonali delle singole sequenze (le mele) e quanto di contemporaneo possa integrarvisi (i giornali come parti della sintassi ambientale). Dunque uno straniamento che rimette in causa il problema del Vortice, compreso quello storico, a cui il Significato è consegnato”.

Come scrive Alessandra Muntoni in merito alla seconda Via Crucis, “Il Tempio di Erode – come le Carceri di Piranesi – è però di pietra, mentre quello di Paola De Rosa è di cartone. Qui si coglie una sostanziale differenza che serve per un contrasto voluto. Se il Tempio – Carcere è rappresentazione di materia quasi impalpabile, Gesù è invece rappresentato come carne grondante sangue. Egli attraversa i frammenti del Tempio distrutto avviandosi per la “via dolorosa” verso una meta non visibile, infinita. Anzi non percorre sempre quella via, spesso la vede dal di fuori, nell’assenza assoluta delle turbe, dei soldati, degli apostoli, delle donne. È una via tracciata come la pagina infinita di un libro. Anzi, del “Libro”, lastricato coi caratteri che riprendono la trama ondulata alla quale i due fogli di cartone sono incollati. Il Libro è interpretato, dunque, come percorso. La Via è il Libro, è la Sacra Scrittura che viene percorsa per realizzare il nuovo Tempo“.

Nel loro complesso, queste due Vie Crucis conducono, nell’àmbito di una ricerca pittorica, a possibili “interpretazioni che possono essere misurate con esperienze e significati presenti nella memoria di ciascuno di noi” (A. Muntoni).

La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli.

Paola De Rosa – 2 Vie Crucis a Castel dell’Ovo. Dipinti d’Invenzione
Napoli – Castel dell’Ovo, Sala delle Terrazze, dal 12 al 25 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 12 aprile 2017, ore 17

Orari: dal lunedì al venerdì (14-19); sabato (10-19); domenica e festivi (10-14)
Ingresso: libero
Info: info@paoladerosa.co
Sito web: www.paoladerosa.co

INSIDE_dentro le storie

F. project | Centro di formazione sulla fotografia e l’immagine contemporanea presenta INSIDE_dentro le storie dall’1 al 27 aprile 2017

Terza rassegna sulla fotografia contemporanea curata da Massimo Barberio, Roberta Fiorito, Michela Frontino e Maria Teresa Salvati, si terrà nel mese di aprile presso gli spazi dell’ex laboratorio Fotocine Meridionale.

Esperienze e ricerche artistiche presentate attraverso una mostra e un programma di incontri e talk che, seppur fortemente diverse per background e approccio allo strumento fotografico, trovano un territorio comune nel punto di vista privilegiato con cui producono le loro opere.

Uno sguardo che parte, comprende e irrompe dall’interno delle realtà esplorate e che di esse diviene parte imprescindibile.
Sabato 1° aprile alle ore 12:30 si darà il via alla rassegna con l’inaugurazione della mostra INSIDE_dentro le storie, collettiva che mette in dialogo i lavori di sette autori italiani ed internazionali – Alexander Aksakov, CESURA, Sean Lee, Amak Mahmoodian, Carlo Rainone, Camilla Riccò e Juan Diego Valera – e una conversazione a più voci che metterà a confronto le esperienze e le ricerche di Stefano Carini (fotografo freelance e picture editor), Giovanni Cocco (autore) e Carlo Rainone (autore), moderati da Lina Pallotta (fotografa e insegnante).

Cosa vuol dire essere vicini o interpretare i propri soggetti dall’interno? Qual è la distanza dalla storia che permette di comprenderla e interpretarla intimamente? Quanto un autore si può spingere per avvicinarsi alla realtà che fotografa? Quali sono le componenti fisiche ed emotive che entrano in gioco nel racconto fotografico?

A partire da queste domande, la riflessione sul tema inside genera una fitta trama di analogie visive, punti di vista e visioni personali che uniscono e legano tra loro le opere degli artisti esposte in mostra. Al centro del percorso espositivo è il trasporto viscerale che conduce al cuore degli eventi, genera e produce immagini. Il linguaggio è parte di un metodo di condivisione empatica e di partecipazione visiva che distingue ciascun autore.

Si parte da uno sguardo sulla storia recentissima con il collettivo Cesura. Il loro lavoro Ado racconta i venti di rivoluzione che hanno scosso il mondo arabo fra il 2010 e il 2011. Il risultato è un ampio lavoro a più mani composto da immagini e video prodotti dal collettivo e dai protagonisti stessi degli eventi. Ado introduce una feconda riflessione sul “citizen photojournalism”, fotogiornalismo partecipato, che coinvolge la testimonianze dei cittadini come punto di partenza nel racconto della notizia.

Spostandoci più a est il fotografo russo Alexander Aksakov con il lavoro 365 Dreams, a metà fra un diario personale e un reportage, ci svela un anno di vita di giovani militari russi che, come lui, devono “pagare il loro debito con la madre patria” in una base militare segreta. Aksakov è riuscito a raccontare, di nascosto e con una macchina fotografica Smena-8M (una macchina fotografica 35mm a basso costo), un’esperienza che solitamente è nascosta agli occhi dei più, mostrandoci momenti di intimità, alienazione, nostalgia, paura, solitudine e volontà di fuggire.

Di alienazione e disorientamento racconta anche il progetto Diente de chucho del fotografo argentino Juan Diego Valera, ma il risultato stilistico, oltre che i contenuti, sono molto diversi. Per Valera si tratta di trasmettere lo stato di confusione e di allarme permanente di un fotografo in un luogo sconosciuto, attraverso l’evocazione di paesaggi e spazi apparentemente comuni. Qui il fattore umano viene usato come ingrediente reiterativo di immagini semplici di un autore incapace di separare l’emotivo dall’obiettivo.

Camilla Riccò, giovane fotografa fiorentina, attraversando diverse storie legate a diversi disturbi alimentari, svela e ci racconta “dall’interno” la malattia e la maniera in cui, chi ne soffre, percepisce se stesso e il mondo circostante. Il progetto, a lungo termine, nasce da un’esperienza personale e indagata, utilizzando immagini d’archivio, testi, still life e collages, le storie di 11 persone che hanno sofferto di disturbi alimentari e che ha personalmente conosciuto nel corso degli anni.

Inside ha anche a che fare con l’accesso e la comprensione delle storie dalle sue viscere; e così il giovane fotografo partenopeo Carlo Rainone entra nelle case, nelle feste, nei luoghi di ritrovo dei cantanti neo-melodici napoletani e in quelle dei presunti nobili vicini ai movimenti neo-borbonici. Un punto di vista privilegiato, quello di Rainone, che consente di avvicinarci a luoghi altrimenti inaccessibili: una società, quella napoletana, multi-sfaccettata e fatta di tanti micro-cosmi con una loro peculiarissima identità.

Di identità parliamo anche con la fotografa iraniana Amak Mahmoodian. Shenasnameh, è il nome del progetto nonché il nome del certificato di nascita ufficiale iraniano. È valido per tutta la vita ma la foto-tessera che essa contiene deve essere aggiornata secondo gli standard nazionali. Amak si rifiuta di far passare l’idea che le donne siano tutte uguali, e attraverso la raccolta di immagini e impronte digitali di diverse donne sottolinea, con delicata analisi, le differenze che rendono tali donne uniche nel loro essere. Un luccichio degli occhi, le sopracciglia, le labbra, uno sguardo con cui
queste donne riconquistano una loro individualità.

Con Sean Lee, artista cinese, entriamo davvero dentro la storia, attraverso la relazione inscindibile tra fotografo e soggetto. Desideroso di comprendere la vita dei lady-boy in Cambogia, ma non pago della realizzazione di un documentario visto da out-sider, per più di un anno Sean ha dato vita e corpo al suo alter ego femminile: Shauna. Il travestimento, la totale immedesimazione nei panni di Shauna è la strategia adottata dal giovane autore per documentare, con incredibile veridicità ed estrema e delicata intimità, la vita del quartiere a luci rosse di Siem Reap.

La rassegna INSIDE_dentro le storie proseguirà giovedì 7 aprile con la presentazione del libro The Modern Spirit is Vivisective di Francesca Catastini e giovedì 27 aprile con la presentazione del libro Diente de Chucho di Juan Diego Valera.

La rassegna, che scandirà le prossime settimane, intende stabilire un dialogo profondo e duraturo con il territorio in cui opera e con il pubblico, a vario titolo, interessato al ruolo della fotografia nella realtà che viviamo ogni giorno. In continuità con le attività didattiche di richiamo nazionale e internazionale che F. project Scuola di Fotografia e Cinematografia porta avanti da oltre tre anni nella città di Bari, questa rassegna conferma l’impegno di una realtà interessata alla divulgazione e alla valorizzazione della cultura fotografica in Puglia e più in generale nel sud Italia.

La mostra INSIDE_dentro le storie è stata concepita in collaborazione con Slideluck, organizzazione non-profit dedicata alla costruzione e al rafforzamento delle comunità attraverso il cibo e l’arte. Dal 2000, Slideluck porta in oltre 100 città in tutto il mondo, eventi che combinano una presentazione multimediale con una cena a buffet.

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info: fproject.didattica@gmail.com / Roberta Fiorito 340 722 52 37