I volti e il cuore

Il Museo del Paesaggio di Verbania – dopo la riapertura nel giugno 2016 con la splendida mostra dedicata a Paolo Troubetzkoy che, visto il grande successo di pubblico e critica, rimane aperta in modo permanente al piano terra – riapre il proprio piano nobile con la bella mostra “I volti e il cuore, La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini“, visibile dal 25 marzo prossimo al 1° ottobre.

Curata da Elena Pontiggia, l’esposizione comprende circa ottanta opere e intende esaminare, attraverso le collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania, integrate con opere di Mario Sironi della raccolta Isolabella e di Cristina Sironi, sorella dell’artista, il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.

Il percorso espositivo è diviso in undici sezioni tematiche.

Muove dai ritratti femminili “dipinti col fiato” di Daniele Ranzoni, maestro della Scapigliatura, di cui il Museo del Paesaggio possiede diversi ritratti femminili: sono presentate qui sei opere tra cui due capolavori come Ritratto della principessa Margherita di Savoia, 1869 con la tipica dissoluzione della forma in un pulviscolo luminoso e Giuseppina Imperatori Orsenigo, 1877.

Prosegue poi con altre sei sezioni iconografiche:

1. I LUOGHI DELLA VITA: LA CASA, IL GIARDINO, LA VIA, LA STALLA
2. GLI AFFETTI: L’AMORE E LA MATERNITÀ
3. FIGURE DELLA STORIA
4. LA RELIGIONE
5. IL LAVORO
6. IL NUDO

Spiccano in queste sezioni il delicato Cave di Baveno, 1881 di Guido Boggiani, dipinto con un naturalismo attento ai valori della luce; Il convegno, 1918, di Ambrogio Alciati, immagine guida della mostra, un romantico idillio senza tempo dipinto con sensibilità impressionista opposta al gusto del disegno nitido predominante negli anni venti del Novecento; Madre, 1916, figura toccante e intensa di Mario Tozzi; la splendida Maternità in gesso e il dolente L’addio dello spazzacamino, 1898 bronzo di Giulio Branca; il monumentale Alla Vanga, 1890 di Arnaldo Ferraguti, opera-manifesto del realismo sociale, premiata alla Triennale di Milano del 1891 e Le lavandaie a Pallanza, 1897 sempre di Ferraguti; L’aratura a Miazzina, 1890, di Achille Tominetti opera-simbolo della condizione femminile tra Otto e Novecento; il moderno Nudo femminile, 1930, disegnato sinteticamente da Achille Funi.

La mostra prosegue con una sezione su due donne artiste da riscoprire, come la simbolista Sophie Browne (sua l’inquietante Eva, 1898) e Adriana Bisi Fabbri, protagonista nel 1914 del gruppo futurista “Nuove Tendenze” e scomparsa nel 1918 a trentasette anni, di cui è esposta La principessa Pignatelli, 1917, anch’essa di gusto simbolista.

Seguono infine tre sezioni dedicate a tre maestri del Novecento: Arturo Martini, Mario Tozzi e Mario Sironi.

Di Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) sono esposte quattordici figure femminili, tra cui Testa di ragazza, 1921, capolavoro della stagione di “Valori Plastici”; La scoccombrina, 1928, felice esempio del suo espressionismo; e un nucleo di figure femminili degli anni trenta e quaranta, come Nudino, 1935 piccola scultura in gesso realizzata nel felice periodo creativo del soggiorno a Blevio sul lago di Como, La famiglia degli acrobati, 1936-7 con i personaggi nudi caratterizzati da un forte accento visionario, Lavandaie al fiume, 1939 con le figure inserite in una scatola prospettica, sino a Incontro, 1946-7, tutto risolto in una tensione dinamica, alcune appartenute a Egle Rosmini, la giovane compagna dell’artista, e da lei donate al Museo del Paesaggio. Il Museo possiede ben 53 opere del grande artista, tra sculture, dipinti, incisioni, acqueforti e litografie, medaglie e disegni, acquistate nel 1908 dalla Rosmini tramite un finanziamento regionale.

Di Mario Tozzi (Fossombrone 1895-Saint Jean-du-Gard 1979) è esposta un’antologia di opere che vanno dal suo impressionismo giovanile (Ritratto della madre, 1915; Nel giardino fiorito, 1920) al suo realismo magico (La toeletta del mattino, emblema dell’antiimpressionismo, dove le figure umane si impongono come forme volumetriche senza interesse per la loro psicologia, capolavoro giudicato dalla critica francese “il più bel nudo” del Salon d’Automne 1922; e Serenità, 1923, paesaggio anch’esso impostato sul disegno e sul volume anziché sul colore).

Il tema della donna in Mario Sironi (Sassari 1885-Milano 1961), infine, è indagato attraverso le opere della raccolta di Cristina, sua sorella maggiore. Tra queste Ars et Amor, 1901-2, documenta la giovanile e poco nota stagione simbolista del pittore, mentre Cocotte e Figure, 1915-16, mostrano il suo sorprendente, coloratissimo e finora sconosciuto momento fauve. A questi lavori quasi inediti si accostano la celebre Madre che cuce, 1905-6, il suo più importante dipinto divisionista, e il grande Nudo con bicchiere, una delle opere più amate da Margherita Sarfatti. La mostra termina con l’impressionante Vittoria Alata, 1935 (cm. 182×250), una delle maggiori testimonianze del Sironi monumentale.

Un percorso dunque di grande interesse e fascino, tra una varietà di figure femminili dipinte o scolpite da celebri maestri nei diversi ruoli e nelle tante trasformazioni che hanno segnato il passaggio tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

La mostra è stata realizzata con il sostegno di Compagnia di San Paolo e di Fondazione Cariplo.

Sede espositiva

Palazzo Viani Dugnani, Via Ruga 44 – Verbania

Orari di apertura

Da Martedì a Venerdì 10.00 – 18.00

Sabato Domenica e Festivi 10.00-19.00

Ingresso:

5 € intero; 3 € ridotto; gratuito per disabili e un accompagnatore

Per informazioni

Museo del Paesaggio – Tel +39 0323 556621 segreteria@museodelpaesaggio.it

www.museodelpaesaggio.it

Ufficio Stampa Nazionale:

Lucia Crespi, tel. 02 89415532 – 02 89401645, lucia@luciacrespi.it

COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo

E’ prevista per il prossimo luglio, la Mostra-Concorso collettiva COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo, organizzata dall’Associazione Culturale La Medusa di Gubbio, in Umbria.

Il progetto espositivo, che vedrà la sua realizzazione e messa in opera presso i prestigiosi locali della Galleria degli Arconi di Palazzo dei Consoli, in pieno centro storico, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Gubbio, dell’Unione Astrofili Italiani e vede tra i compartecipatori al progetto il Polo Museale Diocesano cittadino.

La Mostra-Concorso collettiva aperta a pittori, scultori e fotografi, ha come tema conduttore l’interpretazione e la rivisitazione del soggetto cosmologico ed astrofisico in arte. La Mostra-Concorso prevede in sede espositiva, la presenza di un modulo di votazione per i visitatori che inseriranno in apposita urna sigillata la propria preferenza.

Il comitato scientifico scrutinerà a fine mostra le schede ed in sede di Finissage sarà proclamato il vincitore che avrà la possibilità nell’anno 2018 di esporre in Mostra Personale presso uno dei musei cittadini gestiti dall’Associazione Culturale La Medusa.

Per potervi partecipare, basta richiedere il bando completo ed inviare la propria candidatura correlata all’immagine di un opera selezionata dall’artista per l’esposizione, alla mail info@museogubbio.it o contattare il numero 0759220904 oppure il mobile 3496499491.

La mostra sarà aperta sabato 8 luglio e il finissage con premiazione avverrà domenica 30 luglio.

Associazione Culturale la Medusa
Palazzo del Bargello
Via dei Consoli – Largo del Bargello – 06024 Gubbio (Pg)
Contatti: 075 9220904 – 3496499491 info@museogubbio.it

Doni – Authors from Campania

Dal 12 aprile all’ 8 maggio 2017 il museo Madre ospita Doni – Authors from Campania, un’esplorazione della produzione artistica attuale in Campania attraverso le opere di 143 artisti, nell’ambito di Imago Mundi, il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton in cui artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si misurano con lo stesso supporto, una tela di 10×12 centimetri.

Per la prima volta, il progetto in progress Imago Mundi dedica questo suo capitolo (a cura di Chiara Pirozzi) esclusivamente ad una singola regione, la Campania, in cui si sono avvicendati per millenni popoli e culture diversi, dai Greci agli Etruschi e ai Romani, dai Bizantini ai Longobardi e ai Normanni, fino a Francesi e Spagnoli, e oltre. La Campania oggi è il crogiolo vivace, stupefacente e affascinante di queste articolate radici storiche, culturali, artistiche a cui Imago Mundi rende omaggio con la presentazione al Madre di Doni – Authors from Campania, in cui le contaminazioni e i richiami, le intersezioni e i nomadismi di un’esperienza culturale antichissima e unica rivivono nell’attualità della ricerca artistica proposta della scena campana contemporanea.

Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: le molteplici forme espressive dell’arte contemporanea sono presenti e analizzate in questa collezione, che idealmente ruota attorno al concetto di “dono”: al dono delle singole opere da parte degli artisti fa da contraltare il dono dell’accoglienza nel caleidoscopio globale e democratico di Imago Mundi, in cui le opere si nutrono della loro bellezza e unicità e al contempo godono del riverbero del mosaico colorato, autentico e appassionato di cui fanno parte, nel rispetto dello spirito ideale del progetto complessivo.

La serata di presentazione del progetto sarà preceduta, giovedì 12 aprile (ore 11.30, Aula Magna), da un incontro di studio dal titolo “L’Arte del Dono” che si terrà presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’approfondimento trae spunto dal tema proposto dalla raccolta campana declinando, attraverso differenti approfondimenti disciplinari, le logiche sottese all’atto del “donare” che intreccia teorie e pratiche, profilo storico e dinamiche contemporanee, traducendosi in punti possibili sulla comprensione di quale valore abbia oggi, in un’epoca di migrazioni e transiti, l’etica della reciprocità e dello scambio, un vivere civile che proceda di pari passo a temi come l’accoglienza e il rispetto.

All’incontro partecipano il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta, il direttore del museo Madre Andrea Viliani, il docente ordinario di Sociologia all’ Università degli Studi di Napoli Federico II Gianfranco Pecchinenda, la docente di Estetica all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale Elena Tavani, e il duo artistico napoletano Afterall. Modera Chiara Pirozzi, curatrice, nell’ambito del progetto Imago Mundi, di Doni – Authors from Campania.

Imago Mundi è il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton: artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si stanno confrontando con lo stesso supporto, una tela di 10×12 cm; fino ad ora sono stati coinvolti 20.000 artisti da 120 Paesi, regioni e popoli, che diventeranno 26.000 entro la fine del 2017. La ricerca degli artisti di Imago Mundi è promossa attraverso i cataloghi, la piattaforma imagomundiart.com e la partecipazione a presentazioni organizzate in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale di Venezia e Fondazione Cini, 2013 e 2015) al NOMA Museum di New Orleans (2014-2015), dal Belvedere di Vienna (2015) al Pratt Institue di New York (2016), dalla Cina, dove Imago Mundi è impegnato fino alla fine del 2019 in un tour itinerante, a Palermo, dove la presentazione dedicata alle 21 collezioni dei Paesi del Mediterraneo ha inaugurato il percorso espositivo del 2017.

Imago Mundi
Doni – Authors from Campania
a cura di Chiara Pirozzi

dal 12 aprile all’ 8 maggio 2017
Sala delle colonne (primo piano)
opening:
mercoledì 12 aprile, ore 18.00

L’Arte del Dono
incontro di studio
mercoledì 12 aprile, ore 11.30
Accademia di Belle Arti di Napoli (Aula Magna)

Museo MADRE
Via Settembrini 79, 80139 Napoli
+39.081.193.13.016
info@madrenapoli.it

Disegni & Artissima

Artissima annuncia la prima edizione di Disegni, nuova sezione della fiera dedicata alla pratica artistica del disegno. Un progetto sperimentale all’interno di un contesto fieristico dedicato alle arti contemporanee, sia per la modalità di presentazione che per la visione curatoriale.

Disegni intende valorizzare una pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, vivendo in uno spazio sospeso tra idea e opera finita. Un mezzo espressivo che sta conoscendo una rinnovata popolarità e che si sta progressivamente affermando nel mercato, particolarmente fra i nuovi collezionisti. In quest’ottica, la sezione si costituirà come una vetrina di alto livello, curata da un duo d’eccezione: Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, Lisbona.

Disegni è aperta a tutte le forme del disegno contemporaneo. Le gallerie saranno selezionate sulla base dei lavori degli artisti proposti, che dovranno essere specificatamente creati con questa tecnica, inizialmente associata alla carta e trasformatasi radicalmente negli anni.

Attraverso questa sezione Artissima persegue l’obiettivo di mostrare le ricerche più innovative, tenendo fede alla sua vocazione di fiera sperimentale, capace di precorrere le tendenze e esplorare sempre nuovi percorsi.
Presentazione
Le gallerie di questa sezione saranno presentate in un’area specifica della Fiera, per dare una visibilità ancora maggiore agli stand e ai lavori in essi presentati. Gli spazi disponibili sono di circa 20 metri quadri ciascuno.

Il Comitato curatoriale
João Mourão (Alegrete, 1975) e Luís Silva (Lisbona, 1978) vivono e lavorano a Lisbona dove attualmente co-dirigono la Kunsthalle Lissabon, un’istituzione dedicata all’arte contemporanea da loro fondata nel 2009. Oltre all’attività curatoriale João Mourão e Luís Silva scrivono per riviste di settore e sono co-editori della serie di volumi “Performing the Institution(al)”, rivolta ai recenti sviluppi della pratica artistica nel rapporto con le istituzioni.

Come iscriversi
Le domande di partecipazione per Disegni sono disponibili sul nostro sito, nella sezione ‘Iscrizioni’. La scadenza per presentare le domande è il 13 maggio.

Le domande di partecipazione alle sezioni Main Section, New Entries, Dialogue, Art Editions e Back to the Future, sono disponibili online nella stessa sezione del sito, con scadenza 13 maggio.

Artissima
2-5 novembre 2017
Oval, Torino

Arte grafica italiana del XX secolo

Arte grafica italiana del XX secolo, dalla A alla Z presenta un’accurata selezione di opere grafiche della collezione creata a cominciare dagli anni ’70 del Novecento da Giorgio Forni, Direttore della Fondazione Sartirana Arte.

Le opere, che sono sempre state acquistate direttamente negli studi degli artisti, rappresentano un campionario di arte a stampa di questi ultimi cinquant’anni, in cui si sono cimentati i più interessanti pittori e scultori italiani, dalla A di Afro alla Z di Zompì, per tradurre in piccole tirature i temi specifici del loro lavoro.

Il Novecento ha modificato il discorso sulla grafica artistica spostando l’attività incisoria, l’attenzione e l’interesse collezionistico dalla stampa di riproduzione di opere pittoriche, oggetto di colto collezionismo tra Settecento e Ottocento, alla stampa di invenzione, prodotto artistico di autonoma espressione. Raffigurando nella serialità degli esemplari di carta stampati le proprietà e le caratteristiche di un linguaggio autonomo, gli artisti novecenteschi hanno esonerato la grafica dal ruolo subordinato rispetto alla pittura e alla scultura da essa a lungo mantenuto.

Il procedimento seriale della grafica, ripetitivo di esemplari – e non copie – ha sfatato così quella concezione aristocratica dell’arte che salvaguardava il pregio della rarità dell’opera unica, in linea con quanto sostenuto da Walter Benjamin nel saggio del 1936 “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, nel quale il filosofo affermava: “L’opera d’arte è sempre stata riproducibile”. E oggi, maestri come Carrà, Vedova, Guttuso, Consagra, Melotti, Pomodoro, Santomaso, Ghinzani, Carmi, Bacci, Gaspari, Morandis, Pirro, Forgioli, Guidi, Benevelli, Dova, Scanavino, Staccioli, Tenconi, Trubbiani, Vespignani, Pavarotti, Conte e molti altri, sono qui a dimostrarlo, in un viaggio sfaccettato ma idealmente ininterrotto tra ricerca astratta geometrica e lirismo, figurazione e approccio concettuale, informale ed espressione pop.

Arte grafica italiana del XX secolo, dalla A alla Z
SPAZIO PER LE ARTI CONTEMPORANEE DEL BROLETTO
Pavia – dal 13 aprile al 7 maggio 2017
Piazza Della Vittoria 27 (27100)
+39 0382399611 , +39 3480533037
www.comune.pv.it

Trittici

Scrive Georges Claude Boissonnade di sè : In un documentario facilmente consultabile su internet, Gerhard Richter, nella sua giovinezza, già affermava: «Parlare di pittura è difficile, se non addirittura privo di senso. Perché infatti si può mettere in parole unicamente ciò che può essere messo in parole, espresso per mezzo del linguaggio. Ora, non è il caso della pittura.»
Ecco, qui bisogna sottolineare che queste pitture vengono esposte in una libreria, una di quelle che sanno far vivere ciò che è stato scritto.Richter prosegue: «A questo si aggiungono certi cliché come: a che cosa pensa creando questo quadro? Non si può pensare a niente… la pittura è un modo di pensiero in sé. D’altra parte in pittura, e questo concerne il che cosa e il come, mi interessa soltanto quello che non afferro. Ed è così ogni volta. Trovo cattivi i quadri che comprendo».

La scrittura offre il suo nutrimento, il suo risveglio, la caffeina della coscienza, nel suo lineare dispiegarsi (si legge e si scrive una parola dopo l’altra). La pittura invece capta in blocco l’occhio e la mente e, poiché è astratta, disturba il bisogno di comprensione agevole, lineare, discorsiva. Essa lascia “senza parole”. In questa libreria, regno della parola distesa sulla carta, io propongo delle pitture astratte su carta. Allora, quale logica paradossale si gioca qui?

«La tua pittura è musicale» mi è stato detto, un po’ con la voglia di spiegare tutto tramite questa scorciatoia. Sì, ma solo un poco, perché la musica dispiega il suo fascino anch’essa in modo lineare. E tuttavia la musica è molto importante, considerando l’enorme influenza che per me ha avuto il canto corale, da più di trent’anni. Mi fermo un momento su questo punto: la trasparenza della struttura verticale della musica, come l’ho vissuta nel mio corpo durante l’esecuzione di tutto il repertorio di canto a cappella a quattro voci, – dai canti gregoriani fino a Schönberg – è un’esperienza che impregna l’essere in primo luogo sul piano fisico, su quello intellettuale a seguire. Ho visto così ammorbidirsi il centro stesso della mia reattività pitturale in ciascuna delle mie decisioni plastiche istantanee; ho cominciato ad affrontare ogni problema sentendomi autorizzato a praticare i voltafaccia del contrappunto – fatto di frizioni, interferenze – con intento puramente ludico e altrettanto arrischiato, a volte glaciale, ma non importa, purché la sorpresa fosse abbastanza grande da farmi sorridere. E di sorriso in sorriso, una risoluzione si è imposta, una risoluzione che non vuole essere fissa né conclusiva (sennò è la morte!).

«Un quadro astratto non nasce spontaneamente, ma nasce senza disegno, senza intenzione preventiva» affermava ancora Richter al suo tempo. Io desidero fortemente andare più avanti in questo non-volere, in questa imprevedibilità liberatrice. Rifiuto la produzione in serie, specchio obbediente alla razionalizzazione consumista contemporanea. Niente giustifica ai miei occhi una ripetizione gestuale, coloristica, grafica. Sento salire la nausea al minimo riflusso di auto-déjà-vu. Da sempre coltivo l’ambizione che questo lavoro della libertà, gioiosamente rivendicato con un solido marameo, abbia un impatto forte sull’occhio di colui che guarda, lo sconcerti e nel medesimo tempo lo rassicuri. Con lui condivida la sana collera, l’attitudine a tradire le attese, smantellare le abitudini e le certezze, certo giocosamente, ma in piena coscienza degli abissi imprevedibili dell’arte e della realtà. Continuare questa strana impresa dell’astrazione che dura da più di un secolo: mostrare le cose sottosopra, come la famosa tela di Kandinsky poggiata all’inverso sul cavalletto, quella fatidica sera del 1908.

Comunque, Trittici… perché questo nome? Perché 3 sta fra 2 e 4: due è insufficiente, quattro è troppo. Scherzo, ma è vero. Gettate uno sguardo su tutte le cose di questo mondo. (Georges Claude Boissonnade )

 

Georges Claude Boissonnade – Trittici
LO SPAZIO DI VIA DELL’OSPIZIO
Pistoia – dal 9 aprile al 13 maggio 2017
Via Dell’Ospizio 26 (51100)
+39 057321744 , +39 057321744 (fax)
lo-spazio@libero.it

Residenza d’Artista a Polignano a Mare

La Fondazione Maria Rossi intende avviare, avvalendosi della consulenza della Fondazione Pino Pascali, un Programma annuale di ‘Residenza d’Artista’ finalizzato alla creazione del primo ‘parco tematico di Arte/Natura’ dell’Italia Meridionale, stabile e fruibile dal pubblico, all’interno dell’insediamento denominato “Madonna di Grottole” a Polignano a Mare (BA).

Questa prima edizione si qualifica come avvio sperimentale di un evento culturale teso a diventare “stabile”, con collaborazioni istituzionali e di privati, di “residenza d’artista”. La residenza messa a disposizione dell’artista rappresenterà un momento di formazione e di confronto anche per l’artista stesso, inquanto legata all’esperienza diretta sul territorio ospitante. Durante la residenza l’artista parteciperà anche ad incontri e laboratori contribuendo a vivificare il rapporto con le nuove generazioni e con il pubblico residente e non. L’artista, secondo la propria poetica ma in accordo con la natura del luogo realizzerà un’opera site specific, con i materiali messi a disposizione dalla natura stessa dei luoghi.

Il principio di protezione del paesaggio, dell’habitat e delle emergenze storico artistiche si coniuga, nelle intenzioni progettuali, con il dialogo che si intende instaurare con l’arte contemporanea, nella sua accezione di “Arte/Natura” che tende ad interpretare la natura nella sua essenza, quale fonte di sapere e di esperienza. Dove le opere fanno parte di uno spazio e di un tempo specifici al luogo d’intervento. Non fanno parte di un luogo circoscritto e privilegiano l’uso di materiali organici, non artificiali.

Le opere escono dal paesaggio, lo abitano per poi tornare, secondo i tempi della natura, a farvi parte.

L’opera o le opere prodotte in residenza entreranno a far parte del parco di “Grottole: Art in Nature” e resteranno di proprietà della Fondazione Maria Rossi.

Il processo creativo sarà ripreso attraverso filmati e fotografie che saranno utilizzati per la comunicazione e promozione dell’iniziativa. I materiali resteranno negli archivi della Fondazione Maria Rossi che potrà utilizzarli liberamente.

Il complesso Madonna di Grottole è collocato su un costone calcarenitico caratterizzato da sessantadue grotte, di differente forma e dimensione, frequentate dall’uomo dalla preistoria fino all’età moderma.

Il paesaggio, tipicamente agrario, appare agli occhi dei visitatori con la sua terra di colore rosso, vecchi muretti a secco che ne contengono il dilavamento e talvolta si confondono con la parete rocciosa del costone. Le essenze botaniche presenti sono sia spontanee, nei pianori interni, vicino alle grotte, che piantate dall’uomo, prevalentemente caratterizzate da uliveto, mandorleto e alberi da frutto, presenti negli ampi pianori interni e in quelli esterni.

Si accede all’insediamento dalla masseria omonima. L’insediamento grotticolo, che a partire dalla masseria ha andamento parallelo alla linea di costa, si estende per circa due chilometri.

Il luogo, per l’incanto del suo paesaggio incontaminato e il fascino della storia ininterrotta che riesce a trasmettere è il luogo ideale per la creazione di un parco tematico di Arte/Natura, arte che vive con la natura, nella natura e il tempo della natura.

Principio fondamentale posto alla base del progetto è la difesa della natura e del paesaggio storicizzato. La natura va difesa come scrigno della memoria dell’individuo. Un principio quanto mai corretto e adeguato alla realtà territoriale della Madonna di Grottole, zona salvaguardata dalla presenza di due vincoli da parte del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) uno per la salvaguardia del sito archeologico e l’altro per la salvaguardia dell’habitat rupestre.

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Bowie in Berlin

La RizzutoGallery è lieta di presentare “Bowie in Berlin”, un incontro con Gigi Razete e Dario Oliveri, sabato 8 aprile alle ore 18.00, in via Maletto 5.

Nel 1976 David Bowie torna in Europa dopo due anni trascorsi negli States e ad aprile suona per la prima volta a Berlino Ovest: un concerto divenuto memorabile anche per il fatto di essere stato citato da Christiane Vera Falscherinow (in arte Christiane F.) nel suo memoir-bestseller Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino. Poco dopo, Bowie decide di affittare un appartamento nel quartiere di Schoenberg e di trasferirsi per alcuni mesi nella città tedesca. All’ombra del Muro vede dunque la luce una trilogia di dischi – Low (1977), “Heroes” (1977) e Lodger (1979) – realizzati insieme con Brian Eno e destinati a segnare la storia del rock come musica d’arte.

Gigi Razete e Dario Oliveri racconteranno il “periodo berlinese” di David Bowie, alternando le loro parole ad ascolti discografici dai vinile dell’epoca, e non solo… Durante l’incontro verranno proiettati i ritratti fotografici realizzati a partire dagli anni Settanta da Masayoshi Sukita, autore della copertina di “Heroes”.

Gigi Razete è giornalista musicale suo malgrado (per la RAI, “L’Ora”, varie testate periodiche e adesso per “la Repubblica”) e pure, suo malgrado, docente di jazz e popular music alla Fondazione The Brass Group e al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo. Inoltre è riuscito nella difficile impresa di non essere un musicista e di non avere mai provato ad esserlo, consapevole di non averne né vocazione né talento, ma di essere, viceversa, appagato a sufficienza dal piacere dell’ascolto. Vive stressato dall’angoscia dei suoi troppi dischi e del tempo che gli manca per ascoltarli tutti.

Dario Oliveri è laureato in filosofia e appassionato di musica (Bowie, Mahler, Strawinsky, Wagner), cinema (De Sica, Germi, Kubrick, Welles) e letteratura (Dostoëvskij, Dumas, Grossman, Roth). Dal 1996 al 2016 è stato direttore artistico dell’Associazione Siciliana Amici della Musica. Insegna Storia della Musica all’Università di Palermo e ha pubblicato svariati testi per il teatro musicale, numerosi saggi e tre monografie: L’altro Novecento (2005); Hitler regala una città agli ebrei. Musica e cultura nel ghetto di Theresienstadt (2008) e Sentieri interrotti. Musicisti europei nel crepuscolo dell’Occidente (2012).

Bowie in Berlin – Un incontro con Gigi Razete e Dario Oliveri
Sabato 8 aprile alle ore 18.00
Ingresso libero

RizzutoGallery
Palermo, via Maletto 5
Per informazioni: +39 091 7795443; +39 347 1769901

City Lego®

City Lego®, la più grande città al mondo costruita nei minimi dettagli con 7 milioni dei famosi mattoncini LEGO©, dopo essere stata esposta nella capitale arriva a Pesaro nelle Marche, e si potrà ammirare al Centro Arti Visive Pescheria dall’8 aprile fino all’11 giugno 2017.

Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks, prodotta e organizzata da Kornice con la collaborazione di Giuliamaria Dotto, e organizzata a Pesaro dal Comune/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo, la mostra presenta un grandioso diorama di 15 metri per 4, ospitato nello spazio ottagonale della ex chiesa del Suffragio e introdotto da gigantografie a tema Lego, allestite nel Loggiato. A disposizione inoltre un’area ludica dove tutti potranno fermarsi e divertirsi con i mattoncini e dove ogni domenica si svolgeranno laboratori didattici.

City Lego® è il frutto della fantasia di Wilmer Archiutti, fondatore del LAB, laboratorio creativo di Roncade, in provincia di Treviso, nato allo scopo di realizzare forme e architetture di Lego, uniche e irripetibili. I celebri mattoncini-giocattolo vengono assemblati con cura certosina e uno dei giochi più creativi di sempre si è trasformato in un vero e proprio “mestiere”, grazie alla squadra di bricks addicted, specializzati nella creazione di scenografie incredibili. Un progetto che prende il nome di City Booming e che è il risultato di circa un anno di lavoro, iniziato nel 2012, con i pezzi provenienti dalla collezione di Wilmer, raccolta in 40 anni di passione.

Lo stesso gruppo LAB è rappresentato nel diorama dove si può vedere lo staff impegnato nella realizzazione di nuove costruzioni. Una città vera e funzionante, con il centro commerciale, la fioreria, la pasticceria, il negozio di giocattoli, il negozio di animali, cinema e pinacoteche, e ancora, il quartiere residenziale con il barbiere e l’investigatore privato intento a consultare le mappe con la lente d’ingrandimento.

Sono ricostruite persino le vite private negli appartamenti, arredati e illuminati, nei quali, ad esempio, padre e figlio si preparano da mangiare mentre qualcuno si rilassa nella vasca a idromassaggio o si prepara un caffè in cucina.

In questa fantastica città ci sono inoltre tantissimi personaggi famosi inseriti appositamente per focalizzare l’attenzione su alcuni dettagli del diorama: supereroi quali Batman, Wonder Woman, Spiderman, Hulk e molti altri si mescoleranno tra la folla ed è un incentivo a riconoscere momenti noti, ad esempio, l’arrivo alla prima di un film americano con tanto di red carpet calcato dai divi del jet set internazionale come Sean Connery.

Dal centro pulsante ai numerosi particolari naturalistici, i più disparati scenari convivono permettendo al visitatore di ammirare le competenze artistiche e i virtuosismi costruttivi.

Una esperienza unica nel suo genere che riunisce il lato ludico al lato artistico rivolgendosi non solo ai più piccoli ma anche agli appassionati, ai curiosi e a tutti coloro che amano ampliare i loro orizzonti: la presenza di video e immagini dell’interno delle costruzioni, permette infatti al pubblico di avere una percezione reale e tecnica di quanto è nascosto dietro ogni singola riproduzione. Si possono ammirare i sistemi di automazione e illuminazione, gru, elevatori e i meccanismi che fanno funzionare per esempio il treno o la coloratissima ruota panoramica all’interno di un Luna Park.

Quando, nel lontano 1932, l’olandese Ole Kirk Christiansen ebbe l’idea di creare i colorati mattoncini con cui sperava di intrattenere qualche bambino, non poteva di certo immaginare che stava dando forma a uno dei successi più clamorosi di tutti i tempi: capace di vincere latitudini ed ere, gli ormai celebri mattoncini, da giocattoli comuni sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo fino a essere considerati “opere d’arte”.

City Lego®
7 milioni di mattoncini in un’unica immensa città
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
Corso XI settembre 184, Pesaro
8 aprile – 11 giugno 2017

Inaugurazione > sabato 8 aprile h 18 / Ingresso con Card Pesaro Cult
Orario
Da martedì a venerdì h 15-20 / sabato e domenica e festivi h 10-21 / lunedì chiuso
(la biglietteria chiude mezz’ora prima)

Biglietti
Intero € 8
Ridotto € 6 > possessori di Card Pesaro Cult; 65 anni compiuti; ragazzi da 14 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti
Ridotto bambini € 4 > da 6 a 14 anni non compiuti, biglietto scuole, biglietto gruppi didattica
Biglietto Famiglia € 20 (fino a 2 adulti € 6 cad + fino a 2 bambini € 4 cad + 3° bambino omaggio)
Ingresso libero > bambini fino a 6 anni non compiuti; disabili più accompagnatore; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine nazionale

Laboratori didattici
Domenica > h 10.30 bambini 3-5 anni € 4 / h 17 bambini 6-13 anni € 4 + ingresso ridotto € 4

Prevendita per acquisti on line
1 € / www.liveticket.it

Mostra prodotta e organizzata da
Kornice
Ideata da
LAB Literally Addicted to Bricks di
Wilmer Archiutti con la collaborazione di Giuliamaria Dotto
Organizzata a Pesaro da
Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo
Progetto di allestimento e grafica
Kornice
Assicurazioni
Generali
Trasporto
Fossaluzza Licio Autotrasporti srl

INFO T 0721 387541 – pesaro@sistemamuseo.it
www.kornice.com / www.pesaromusei.it / www.pesarocultura.it

Hashtag mostra #pesarocitylego #kornice

Copyright immagini ©Giulia Fedel / City Lego®

UFFICIO STAMPA Alessandra Zanchi M 328 2128748 – press.zanchi@gmail.com

Materia e materiali

M4A-MADE4ART presenta Materia e materiali: elementi della natura, ideale prosecuzione del progetto organizzato dallo spazio d’arte e design milanese per il Fuorisalone del Mobile – Milan Design Week di “zona Tortona” (aprile 2017).

La mostra, quarta tappa del progetto di indagine su questo tema portato avanti da M4A-MADE4ART, vede protagonisti i fotografi Guido Alimento e Paolo Bongianino, focalizzando l’attenzione per la presente edizione sulla ricerca condotta in ambito fotografico sulle forme e i colori della natura.

Gli artisti, selezionati dai curatori di M4A-MADE4ART Elena Amodeo e Vittorio Schieroni proprio per la loro particolare attenzione alle tematiche legate alla natura, mettono in luce grazie all’obiettivo della macchina fotografica dettagli, colori, contrasti e sfumature che caratterizzano gli elementi naturali. Dalle astrazioni in bianco e nero di Guido Alimento, lavori appartenenti alla serie Metamorfosi d’acqua che ritraggono le geometrie e le inaspettate evoluzioni che la natura crea grazie alla trasformazione dell’acqua in ghiaccio, alle poetiche vedute di Paolo Bongianino, dove la terra è indiscussa protagonista della composizione nel suo rapporto con la vastità del cielo e la presenza indiretta, mai esplicita dell’uomo, luoghi dove è possibile sperimentare un contatto forte e senza filtri con la natura e con se stessi.

Lo special art project Materia e materiali è stato ideato da M4A-MADE4ART per sottolineare l’importanza della ricerca tecnica e della sperimentazione sulla materia e sui materiali nel design e in arte, ambiti della creatività umana tra loro sempre più vicini e dai confini sempre meno definiti, un viaggio di scoperta all’interno del progetto e dell’idea che stanno alla base della realizzazione di un’opera d’arte. Elementi della natura, con data di inaugurazione mercoledì 12 aprile alle ore 18.30, rimarrà aperta al pubblico fino al 19 dello stesso mese.

Materia e materiali: elementi della natura
Guido Alimento | Paolo Bongianino
Special Art Project M4A-MADE4ART

12 – 19 aprile 2017
Inaugurazione mercoledì 12 aprile, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 e 15 – 19, sabato su appuntamento

M4A-MADE4ART
di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14 – ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Un progetto M4E-MADE4EXPO

Noa Noa

Nella “Mecca del surf”, Bali – Indonesia -, nasce il primo concorso d’arte che, ispirato alla figura di Paul Gauguin, propone una residenza artistica a stretto contatto con la natura e alla scoperta dell’Oriente Indonesiano.

Noa Noa” è il titolo del diario di viaggio dell’artista francese che ben sintetizza la filosofia della residenza. «Sono fuggito – scrive nella Verità, divento un tutt’uno con la natura». Gauguin – da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro

Noa Noa Art Residency è il nome del progetto, made in Italy, finalizzato a ospitare artisti internazionali nelle migliori condizioni per poter sviluppare la loro creatività in un ambiente non convenzionale.

Anche Vans, brand da sempre simbolo dell’espressione creativa, è felice di supportare questa iniziativa no profit credendo nell’arte a 360 gradi.

Il bando è aperto a tutti gli artisti e agli studenti delle Accademie d’Arte, senza limiti di età e nazionalità, purché dimostrino una significativa competenza nella propria disciplina (pittura, disegno ed illustrazione, installazione, fotografia, video art, digital art, street art) e accettino le condizioni indicate nell’application on line: http://noanoaartresidency.com/apply-now/. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2017.

Tutte le domande ricevute entro il termine indicato nel bando saranno esaminate da una giuria che decreterà i cinque vincitori. La commissione giudicatrice è composta di professionisti di settore: Martina Corbetta (Presidente), Rossella Farinotti (Curatore e critico d’arte, titolare di LabRouge), Matteo Bergamini (Giornalista di Exibart); Roberto Pisoni (Direttore di Sky Arte) e Lucio Pergola, (Marketing Manager di Vans Italia).

I cinque artisti selezionati saranno ospitati dal 1 al 17 luglio 2017 in una esclusiva residenza a Seminyak, dove potranno lavorare utilizzando strutture e materiali forniti dall’organizzazione stessa.

Noa Noa Art Residency , oltre all’ospitalità e allo studio, offre un programma finalizzato all’interazione con artisti locali ed incoraggia l’esplorazione, la ricerca e la creatività con “Artist’s Pocket Diary“, un percorso che comprende l’assistenza al lavoro in studio, escursioni culturali, meeting e laboratori con artisti del territorio.

Al termine della residenza saranno organizzate due mostre: la prima a Bali, la seconda in Italia, da Martina’s Gallery (Monza Brianza) dove si svolgerà un evento di reportage della Residenza in Indonesia attraverso foto, video e opere d’arte.

 

Per maggiori informazioni su modalità e quota di iscrizione è possibile visitare il sito http://noanoaartresidency.com/ .

Mail : info@noanoaartresidency.com
Facebook : https://www.facebook.com/noanoaartresidency/
Whatsapp : + 39 339 200 5291
Instagram : @noanoa.art.residency

6ARTISTA. Progetto per giovani artisti

La Fondazione Pastificio Cerere, in collaborazione con l’Associazione Civita, bandisce la V edizione del Premio “6ARTISTA. Progetto per giovani artisti”, finalizzato a supportare la crescita professionale dei nuovi talenti con lo scopo di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana anche attraverso scambi internazionali.
La quinta edizione del Premio, istituito nel 2009, è realizzata con il sostegno di SIAE | Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura, con la collaborazione di Schafhof – European House of Art Upper Bavaria, con la partecipazione di noMade e in partnership con Artribune.Premio:
Il bando di concorso è volto alla selezione di due giovani artisti under 35 residenti in Italia, per l’assegnazione di due borse di studio della durata di sei mesi di cui tre a Roma, presso il Pastificio Cerere, e tre a Frisinga, presso la Schafhof – European House of Art Upper Bavaria.Il programma si inserisce in un progetto più ampio di scambio internazionale: contestualmente alla residenza in Germania dei due vincitori italiani, due artisti tedeschi trascorreranno tre mesi in Italia, all’interno del Pastificio Cerere (selezionati da un’ulteriore open call indetta dal partner tedesco).

Inoltre, alla fine del periodo di residenza, i quattro artisti avranno l’occasione di presentare i loro lavori in una mostra collettiva presso la Fondazione Pastificio Cerere.

Leggi e/o scarica il bando