L’amante alchimista

LE DONNE DEL RINASCIMENTO E IL POTERE: DAI MEDICI AGLI SFORZA, DAGLI ESTE AI GONZAGA, UN MAGISTRALE AFFRESCO DEL QUATTROCENTO, SCANDITO DALLE PASSIONI E DALLE CONTRADDIZIONI DELLE SUE INDIMENTICABILI PROTAGONISTE

Alla vigilia del sacco di Roma, Isabella d’Este apre le porte del suo palazzo ad aristocratici e notabili per dare loro riparo, ma consegna alle truppe pontificie una delle sue ospiti: la magista Margherida de’ Tolomei, sacrificata in cambio della berretta cardinalizia per il figlio minore.

Papa Clemente VII ha posto quell’unica condizione, e Isabella non ha avuto scampo, anche se Margherida è stata per lei in passato più che un’amica. Così la donna, avanti negli anni, viene condotta in ceppi a Castel Sant’Angelo e rinchiusa in una cella angusta con due giovani, sospettate di stregoneria, in attesa di conferire con il Papa in persona.

Mentre le truppe imperiali e i Lanzichenecchi, seguaci di Lutero, mettono a ferro e fuoco la città, Margherida ripercorre con nuovo sguardo la sua esistenza. Figlia del dotto Cornelio, profonda conoscitrice del potere delle erbe, degli influssi astrali e dell’animo umano, dedita all’arte alchemica, ha sempre cercato il segreto della conoscenza e dell’infinito; forse è questo che il papa, nipote di Lorenzo il Magnifico, vuole ottenere da lei?

Ricordi, domande, dubbi, inquietudini si affollano nella sua mente: l’amicizia con Caterina Sforza e con le donne più affascinanti e potenti del suo tempo, l’iniziazione all’alchimia, le corti italiane raffinate e corrotte, il sangue delle congiure, la violenza della ragion di stato, il tormentato amore per il giovane conte Pico della Mirandola, il piacere dei sensi, le aspirazioni dell’intelletto, il dolore che piega il corpo. Una vita piena, la sua; una vita che ora deve difendere con tutta se stessa senza svelarne i segreti.

 

ISABELLA DELLA SPINA è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Sonia Raule, una passione per tutti i linguaggi contemporanei, autrice e conduttrice televisiva, è stata anche impegnata nella produzione di film d’autore. Nel 2011 ha scritto con il regista armeno Vasken Barberian Come sabbia nel vento (Sperling & Kupfer). Sposata, ha due figli.

Daniela Ceselli, studiosa di cinema, insegna Teorie e tecniche della sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma. Ha scritto saggi sul cinema inglese e la scrittura cinematografica. Ha pubblicato il libro La sceneggiatura. Un testo dall’esistenza incerta. Dal 2011 collabora con il settimanale Left. È nata e vive a Roma.

L’AMANTE ALCHIMISTA
di Isabella della Spina

Pagg. 420 Euro: 18,50
Uscita: 24 aprile 2017

Blue Unnatural

Luce blu e pioggia incessante, le astronavi sfrecciano nel cielo mentre i fasci di luce dei grandi robot guardiani pattugliano la terra. Manifesti di donne seminude e armate si stagliano sui palazzi inneggiando alla vittoria contro i “ribelli” a garanzia della pace. Sendai City wants you!

Dopo l’anteprima museale a Merano, Bologna e Napoli nell’ambito di “Sendai City”, mostra antologica di Marco Bolognesi curata da Valerio Dehò, il cortometraggio “Blue Unnatural”, nella versione definitiva (13 minuti, colore, animazione, HD Stereo, ITA, 2017), approda al “Future Film Festival” di Bologna e ad “Ibrida, festival delle arti intermediali” di Forlì.

La prima proiezione, nell’ambito della rassegna “Future Film Short”, si terrà martedì 2 maggio 2017, alle ore 23.00, nella Piazzetta Pier Paolo Pasolini di Bologna, con replica mercoledì 3 maggio alle ore 14.00; la seconda proiezione di terrà venerdì 5 maggio 2017, alle ore 19.30, nella Sala Rossa di Forlì. Sarà presente l’autore.

«Marco Bolognesi – dichiara Valerio Dehò – è uno dei pochi, se non l’unico, artista visivo contemporaneo che lavora dentro l’universo cyberpunk. La sua narrazione parte da un tema classico della letteratura cyber: immaginare un mondo in cui c’è chi controlla e chi è controllato».

All’interno del cortometraggio si ritrovano molti dei personaggi che caratterizzano la produzione di Bolognesi – donne mutanti, robot e cyborg – ma il vero cuore dell’opera è la città stessa, fantascientifica e cyberpunk, un mondo dove la libertà personale è annullata e perseguita, dove la comunicazione propagandistica si nutre dell’ossimoro della pace armata e operai privi di identità lavorano in catena di montaggio per costruire donne blu pronte a distruggere chiunque si opponga alla legge delle multinazionali.

Punto di partenza, il cinema di Antonio Margheriti. Tributo ad un grande regista di genere le cui pellicole, soprattutto horror e sci-fi, hanno fatto scuola nel b-movie italiano ed internazionale. Le scene di esterni sono state girate ex novo utilizzando il moke-up della città (proprio come si faceva negli anni ’60), con luci, mezzi volanti e pubblicità a schermo animate in post-produzione. Le scene di interni sono state realizzate a partire da piccole parti estratte dalle pellicole di Margheriti e rimontate in un mash-up complesso, stampato, fotogramma per fotogramma, sovra-dipinto a mano, digitalizzato e animato.

«Ho creato un mondo distopico – dichiara Marco Bolognesi – basato sulle “malformazioni” della nostra realtà come monito. Raccontare le proiezioni future di queste problematiche è discutere quelle contemporanee, concependo il fare politica dell’arte come analisi del sociale».

«L’universo in mutazione – conclude Valerio Dehò – vive le scorie del passato futuro, però ha in sé il germe di una forma evolutiva che si ripete. La saga continua, non termina qui, ci saranno altri episodi, altre avventure, altri blu da guardare e ricordare…».

Nelle giornate in cui sono previste le proiezioni di “Blue Unnatural” a Bologna e Forlì è, infatti, già in fase di lavorazione un nuovo cortometraggio di Marco Bolognesi in tre capitoli, nuovo tassello del Bomar Universe.

“Blue Unnatural” è la prima produzione del neo-nato Bomar Studio, realizzata in collaborazione con Abc (Bologna), Kunst Merano Arte (Merano), PAN (Napoli) e SetUp (Bologna).

Per informazioni ed approfondimenti: tel. 347 6785582, bomarstudio@gmail.com, www.marcobolognesi.co.uk, www.facebook.com/bomarstudio/.

Marco Bolognesi, artista multimediale la cui arte spazia dal disegno alla pittura, dal cinema alla fotografia e al video, nasce a Bologna nel 1974. Prima dei trent’anni, trasferitosi a Londra, vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Culturale Italiano dando così inizio ad una carriera internazionale: oltre a Londra, le sue opere sono esposte a Vienna, Salisburgo, Budapest, Miami, New York, Chicago e Singapore. Nel 2014, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” che si sviluppa in tre mostre personali che si susseguono tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna ed il PAN di Napoli. Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione “Perspectivas Italianas” della Bienal del Fin del Mundo in Cile ed in Argentina. Nel 2016, in occasione della Biennale Italia-Cina, parte del materiale di lavorazione del filmato d’animazione “Blue Unnatural” è presentato alla Plastik Factory di Pechino. Nel 2017, l’opera “Mock-up” è esposta nella collettiva “Our Place in Space” a Palazzo Cavalli Franchetti, Venezia. Mostra curata da Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA – European Space Agency e NASA.

PER INFORMAZIONI:
Bomar Studio
Via Imola, 13/a
40128 Bologna
T. +39 347 6785582
bomarstudio@gmail.com
www.marcobolognesi.co.uk
www.facebook.com/bomarstudio/

UFFICI STAMPA:
Valeria La Pietra
T. +39 349 2263131
val3ria.lapietra@gmail.com
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

La Cattedrale Vegetale

A Lodi, quest’oggi, è avvenuta l’inaugurazione della Cattedrale Vegetale, opera postuma dell’artista lodigiano Giuliano Mauri, tra i fondatori della ‘Art In Nature‘. Il critico d’arte Philippe Daverio, presente all’evento, ha detto : “Qui possiamo affermare che l’arte contemporanea non è morta”.

foto ANSA

La Cattedrale Vegetale è un’installazione realizzata con tronchi e rami di legno su un’area di 1617 mq, sulle sponde dell’Adda, con 108 colonne di legno, dal diametro di 1,20 mt ciascuna e alte 18 metri.

All’interno sono stati piantati alberi di quercia che crescendo completeranno la struttura, destinata, secondo il suo creatore, a diventare un luogo del silenzio e all’ombra dove passeggiare, riflettere e meditare. La Cattedrale Vegetale è stata realizzata con l’associazione Giuliano Mauri, i cui direttori sono i figli Roberto e Mauro, il Comune di Lodi, il sostegno della Regione Lombardia, nomi dell’arte e diversi sponsor.

Il progetto è stato curato da Francesca Regorda. Costo complessivo 300.000 euro. La Triennale di Milano ha dato il patrocinio all’opera.

Desert Project

Dopo il successo riscosso all’Istituto Italiano di Cultura di Praga, “Desert Project” approda a Reggio Emilia in occasione di “Fotografia Europea”.

Curata da Chiara Serri, l’esposizione di ADAMstudio11 (Francesca Consigli e William Santoleri) sarà inaugurata sabato 29 aprile, alle ore 17.00, alla Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso Garibaldi, 4).

«Due artisti sull’altopiano della Majella – scrive la curatrice – in un deserto di pietra ad oltre 2500 metri di altitudine, alla ricerca dell’ultima neve estiva. Decine di migliaia di passi. Cammino e ricerca. Mediata dal ricordo, la neve diviene epifania, accadimento, moderna Sainte-Victoire portata sino ai limiti dell’astrazione».

L’esposizione comprende fotografie, materiali documentari e videoinstallazioni, firmati come ADAMstudio11, che sottolineano l’importanza del camminare nella poetica dei due autori, unitamente ad opere pittoriche individuali.

I ricordi dell’altopiano della Majella affiorano a poco a poco sulle tele di Francesca Consigli sotto forma di residui di neve, curve di livello, segni incisi nella profondità delle paste. Nessuna mimesi fotografica, nessun intento descrittivo, piuttosto la volontà di riprodurre la sensazione di un deserto di sabbia e di vento. Senza avvalersi di disegni preparatori, l’artista sovrappone tratti a matita e strati di colore acrilico, lasciando campo al caso, alla memoria involontaria, al ricordo improvviso e spontaneo.

Tra le fotografie scattate sull’altopiano della Majella, l’attenzione di William Santoleri si concentra su un’immagine apparentemente semplice, con chiazze di neve e terreno sassoso. Senza essere distratto dalla bellezza dei luoghi, l’artista lavora sulle forme bianche, riprese in diversi momenti della giornata. Dagli schizzi a matita sino alla stesura del colore, attraverso un procedimento che porta l’opera ai limiti dell’astrazione. Parallelamente ai dipinti, Santoleri realizza anche alcune lastre in cui il colore è dato dall’ossidazione, la neve da frammenti di carta.

La mostra sarà visitabile fino al 24 maggio 2017, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.

 

Francesca Consigli nasce a Londra e studia Graphic Design presso Hornsey College of Art e Middlesex University, ottenendo una laurea in Arte ed un successivo master al Royal College of Art di Londra. Lavora per diversi anni come illustratrice per importanti riviste ed aziende prima di trasferirsi in Italia e concentrarsi su pittura, scultura ed installazione.

William Santoleri nasce a Guardiagrele (Majella orientale), frequentata l’Accademia di Belle Arti e si laurea in Storia dell’Arte presso La Sapienza di Roma. Ottiene diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. È membro del Collegio Guide Alpine d’Abruzzo. Oggi utilizza la pratica del camminare come fonte inesauribile del fare artistico.

ADAMstudio11 nasce nel 2011 dall’incontro di Francesca Consigli e William Santoleri, accomunati dall’interesse per l’arte e per il camminare nella natura. Nel 2012 realizzano il PineCube, studio-pensatoio sospeso tra i rami di un pino nelle montagne d’Abruzzo. Come collettivo realizzano diverse performance ed installazioni. Nel 2015 espongono presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa

La mostra propone, per la prima volta, il lavoro realizzato nel 1993 da Gabriele Basilico, prima dell’apertura delle frontiere verso la creazione dell’Europa unita. Voluto dalle Ferrovie dello Stato italiane, il libro dal titolo omonimo, “In viaggio verso l’Europa”, era stato pubblicato dalla casa editrice Peliti Associati.

Le immagini raccontano l’Europa dei binari attraverso i valichi di confine che collegano l’Italia ai Paesi a ovest, nord ed est delle Alpi. Basilico segue gli itinerari della ferrovia dalle stazioni che segnano l’attraversamento delle frontiere, tra stupefacenti paesaggi naturali, e realizza un viaggio che non è solo geografico ma piuttosto un viaggio del tempo e nella storia recente dell’Europa.

Nel catalogo che accompagna la mostra Giorgio Pandini motiva le ragioni della sua scelta di proporre una selezioni di immagini vintage e di stampe contemporanee e Mario Peliti ricorda come è nato e si è sviluppato il progetto.

 

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa
TAG – THE ART GALLERY
Lugano – dal 20 aprile al 20 luglio 2017
Via Carlo Frasca 3 (6900)
+41 91 9214775
info@taglugano.ch
www.taglugano.ch

LIGNUM HERO EST

PERFORMANCE ARTISTICA DI MOVIMENTO E COLORI

artisti:
FABRIZIO FONTANA E PAOLO LOSCHI

22 APRILE 2017
Nei pressi del Museo Civico di Ostuni
Via Cattedrale n. 17

due esibizioni
ore 20,00 e ore 22,00

A cura di
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA Ostuni (Br)

I due artisti si confrontano sul problema della Xylella la cui offensiva risoluzione da parte degli organi competenti ha deturpato e oltraggiato il nostro territorio, colpendolo proprio nel suo emblema.

La performance offre un punto di riflessione sulla forza evocativa presente in ogni albero di Ulivo che, incarna, nella performance ma anche nell’immaginario collettivo, il romantico mito del supereroe.

All’ombra dell’ulivo posto al centro della scena, come una vera e propria vestizione, i due artisti coloreranno, in rispettoso silenzio, i tronchetti degli ulivi offesi, trasformandoli da semplici pezzi di legno in veri e propri Supereroi. Dalle loro mani nasceranno nuovamente Superman, Batman e Spiderman. Il mito del supereroe che si sacrifica per la società pur di salvarla viene esplicato con una sorta di nuova vita donata dagli artisti stessi ai tronchetti offesi ed inermi. Un ulivo millenario è duro ed è dolce, è ruvido ed è liscio, è contorto ma è anche fluido, si ammala ma alla fine guarisce e anche ridotto in pezzi la sua storia resta.

Lui subisce ma risorge, si offende ma risorge ancora, si fa fare a pezzi ma alla fine, come in passato, ancora una volta ci salva…. è un Supereroe.

Per informazioni:

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Foto credit: Walter Capone
walter.capone@gmail.com

Gemanco Design

Mosaici in resina, superfici decorate con stampa UV e carte da parati personalizzate sono stati i protagonisti dello show-room della Gemanco Design (www.gemancodesign.it), allestito in occasione della settimana del FuoriSalone di Milano, svoltosi dal 4 al 9 aprile.

La giovane azienda pugliese ha presentato le innovative soluzioni di interior design in una esposizione temporanea in via Pontaccio, 10, all’interno del percorso del Brera Design District, il più importante distretto di promozione del design in Italia, punto di riferimento internazionale e centro dello sviluppo creativo, commerciale e culturale del capoluogo lombardo.

Quando il visitatore entrava nello show-room, decorato con carte da parati e mosaici in resina esclusivi e di grande impatto visivo, aveva l’impressione di immergersi nella natura: se da un lato “sentiva” il sussurìo del vento leggero provocato da uno stormo di gabbiani in volo e si lasciava incantare dall’eleganza dei fenicotteri – realizzati con mosaico irregolare – circondati da fiori e piante tropicali, dall’altro si “sentiva” osservato dallo sguardo fisso della pantera nera dai grandi occhi gialli in resina. Novità lanciata quest’anno dall’azienda pugliese sono state proprio le applicazioni in resina su carta da parati che creano un suggestivo e avvolgente effetto tridimensionale determinato anche dall’intensità del colore.

Ha completato il “natural mood” della mostra 1’ingresso composto da un enorme pannello raffigurante foglie di ceriman stampate su argento in mosaico regolare, e arricchito da grafiche UV con effetti a rilievo e loghi in resina. Un’altra soluzione innovativa, quella della tecnologia di stampa a raggi ultravioletti, che crea speciali effetti tattili e visivi, promossa durante la Milano Design Week.

È coniugando la tradizionale lavorazione del mosaico con la ricerca di materiali innovativi, che Gemanco Design concepisce questi articoli artigianali – alcune parti sono realizzate esclusivamente a mano -, rigorosamente “made in Italy”, altamente personalizzabili e su misura per qualsiasi esigenza, tali da rendere ciascun lavoro unico nel suo genere.

«I princìpi di artigianalità e design – dichiara Romina Ripani, marketing & sales manager di Gemanco Design – rispecchiano perfettamente i valori dell’azienda, che fa dell’innovazione un modo di essere. Con i nostri prodotti tentiamo di unire la manualità e la tecnologia con la cultura del bello, dando vita a pezzi autentici “d’autore”».

A fare da cornice allo show-room, sono stati dei giochi simpatici e coinvolgenti attraverso cui gli appassionati di design hanno avuto l’opportunità di scoprire il lato ludico dei prodotti Gemanco Design e vincere dei quadri realizzati con le ultime tecnologie aziendali.

 

Per maggiori info:
www.gemancodesign.it
pagina FB: www.facebook.com/GemancoDesign

Una spiaggia giapponese d’inverno

Scrive Manuela De Leonardis a proposito di Una spiaggia giapponese d’inverno – Beach Japanese Winter di Vittorio Terracina : Pine Hill (2003) – è la memoria di un momento in cui l’arte sconfina con la vita, immersa nella natura, confortata dall’amicizia. Tre giorni, tre amici che si lasciano alle spalle la vitalità caotica e frenetica della Grande Mela per ritirarsi in mezzo al bosco di Woodstock nell’Upstate New York.

I protagonisti sono Vittorio Terracina, il compianto cugino Iancu Sorell, anche lui artista attivo a New York noto per le sue “invasioni” pittoriche sui bicchieri di carta per il caffè, e il loro amico Mohamed Hussein. A nutrire il momento, oltre che l’aria pura del luogo, le grandi mangiate di parmigiana di melanzane e l’assoluta libertà creativa.
Fuori piove, una pioggia sottile che diventa sempre più consistente. In quella giornata uggiosa che si ripete l’indomani, e ancora nel tempo, tutto solo nel sottotetto della casa – arredato solo dal letto – Terracina affida alla pittura il suo stato d’animo. Allinea sul pavimento, una accanto all’altra, le venticinque piccole tele bianche “leonardesche”, dipingendo dall’alto in basso.

La natura, interiorizzata come una melodia, affiora nelle pennellate che si succedono veloci. Il pittore utilizza la palette essenziale di giallo, rosso e blu, stemperando i colori e mescolandoli con il bianco per ottenere nuove identità cromatiche. L’opera nasce simultaneamente, equilibrando la visione unitaria d’insieme con i singoli frammenti. Però, diversamente dai pezzi di un puzzle, queste venticinque parti hanno anche una loro vita autonoma.

L’Espressionismo Astratto, in particolare attraverso l’opera di Mark Rothko, è per Terracina fonte d’ispirazione nella sua pratica/poetica artistica. La chiave personale con cui egli interpreta questa corrente, a cui è legato da una profonda affinità elettiva, è in parte direzionata dall’approccio intuitivo.

L’interpretazione del momento, vissuto nella sua soggettività, diventa allo stesso tempo evocazione dell’idea di un qualcosa di diverso – la spiaggia giapponese, ad esempio, a cui allude il titolo dell’opera – che è filtrata da un approccio altrettanto soggettivo, ma indiretto, di suggestioni letterarie, poetiche, forse in parte anche oniriche.

La sospensione temporale a cui alludono, poi, le sue pennellate leggere trovano nell’uso della gouache l’immediatezza resa più stabile dalla compattezza dell’acrilico. Una ad una, le piccole tavole vengono impreziosite con l’oro e l’argento: tracce discrete, quasi mimetizzate. Come per gli antichi codici miniati si tratta di segni che “illuminano”, riferendosi ad una spiritualità che, in questo contesto, è esente dal dogma e libera di riflettersi nella natura, all’insegna di un celebrativo inno alla vita e alla creatività. (Manuela De Leonardis)

Beach Japanese Winter (Fall). Un’opera unica di Vittorio Terracina
BIBLIOTHE’ CONTEMPORARY ART GALLERY
Roma – dal 19 al 26 aprile 2017
Via Celsa 4/5 (00186)
+39 066781427 , +39 066781427 (fax)

La bellezza nell’aria

Entrare in una fotografia guidati dal suono lieve della poesia. Vivere un’esperienza nuova, unica. Dal 19 aprile al 5 maggio la galleria Still di Milano si trasforma, si veste di fotografia, completamente.

Lo spettatore sarà avvolto – immerso in un allestimento del tutto inedito – dagli scatti di Paola Spencer ispirati alle poesie del fotografo (e non solo) Giovanni Gastel.

La Bellezza nell’aria è questo: una Sonata a quattro mani nata dall’incontro di due artisti. Un incontro magico, perché con la raccolta 50 Poesie firmata Gastel, Paola Spencer trova finalmente la voce delle sue fotografie: scatti che hanno sempre parlato di bellezza, non quella perfetta ed eroticizzata proposta dai media, ma della bellezza nell’aria che ogni persona emana e che l’occhio fotografico ha saputo immortalare ed esaltare, queste le parole della fotografa: è un lavoro che va oltre all’estetica, che vuole ridare autostima e fiducia. La mostra è dunque un racconto di immagini e parole che descrive con delicatezza lo scorrere inesorabile del tempo e la paura della morte.

Ma l’effetto non è cupo e angoscioso, è anzi un’armonia di luce e di incanto, di nuova speranza. Una location en plein air, un mare calmo dai toni grigi-carta da zucchero, abiti e figure che evocano eleganza, non è solo estetica ma è espressione di quell’ordine morale che accomuna i due artisti: la poesia e l’arte sono le armi più potenti contro la volgarità, l’eleganza vincerà su tutto “siamo troppo umani per non provarci ancora”.

Corpo Celeste

La Fondazione VOLUME!, con il patrocinio del Comune di Todi, di E.T.A.B La Consolazione e dell’Associazione Todi per l’Arte, presenta Corpo Celeste, mostra di Bizhan Bassiri a cura di Bruno Corà, presso il Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg). Altra tappa che segna l’avvicinamento alla prossima Biennale di Venezia dove l’artista rappresenterà il suo Paese, l’Iran.

Per anticipare questo grande evento, l’artista ha ideato un percorso simbolico alla scoperta della sua opera.
Il percorso parte da due siti riconosciuti patrimonio dell’Unesco, location per la Meteorite collocata nell’ottobre 2016 davanti alla Cattedrale di Palermo e del progetto inaugurato l’8 marzo 2017 a Chogha Zanbil, nella provincia del Kuzhestan, dove c’è una delle ziqqurat più antiche esistenti al di fuori della Mesopotamia, scenario per la conferenza Noor in contemporary thought. L’itinerario persiano si sposta poi ad Abadan, città dell’Iran sud occidentale, che fa da cornice all’installazione di Temple of Destiny, inaugurando il nuovo museo di arte contemporanea, costruito più di 20 anni fa, ma mai aperto fino ad oggi.

Tornando in territorio italiano, la mostra Girone della Sorte, inaugurata il 17 marzo presso il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, riflette attraverso uno stretto dialogo tra le opere esposte, sull’azione della sorte intesa dall’artista come “esatta coincidenza della casualità”.

La mostra che inaugurerà il prossimo 22 aprile alle ore 17.00 presso il Tempio di San Martino a Petroro di Todi riprende i temi del sacro, portando quasi a chiusura questo viaggio simbolico.

Il bianco della pietra del Tempio romanico accoglie l’opera Corpo celeste, segno di una assenza più forte della materia, un buco nero dove il buio diventa presenza metafisica. Unici riverberi di luce che rivelano il corpo dell’opera sono dati dai candelieri, Specchi solari che come quinte sceniche la completano.

In dialogo con i resti dell’affresco raffigurante San Martino di Tours una serpe in bronzo, icona ancestrale, prosecuzione del paesaggio sacro.

Info:
Bizhan Bassiri, Corpo Celeste
a cura di Bruno Corà
Opening
22 aprile 2017, h 17:00
Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg)
info@fondazionevolume.com

On the river

Venerdì 21 aprile 2017, alle ore 12:00, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli – Sezioni Americana e Venezuelana, a Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito 1, si inaugura “On the river”, la mostra a due voci che vede protagonisti Angelo Zanella, esperto artista lombardo e Marco Amore, giovane scrittore campano.

L’esposizione è frutto di un incontro non casuale che nell’arco di alcuni mesi ha generato un taccuino per parole e segni, una sorta di agenda scandita da riflessioni, dubbi e visioni istantanee. Sullo sfondo c’è il fiume, nota allegoria eraclitea del divenire nonché autentico riferimento geografico, con la sua fauna scintillante o mimetica e la sua flora elegante e fascinosa. Scenari, guizzi, trame e conseguenti pensieri figli di una evasione sulle orme di Henry David Thoreau e del suo quanto mai attuale Walden. Vita nel bosco.

Insieme ai due autori interverrà al vernissage il dott. Francesco Mercurio direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli. La mostra, visitabile fino al 05 giugno 2017, sarà completata dall’appuntamento, alle ore 18:00 di venerdì 21 aprile, presso la Galleria Anywhere Art Company, in via Mezzocannone 31, a Napoli.

L’allestimento presso le Sezioni Americana e Venezuelana della Biblioteca Nazionale di Napoli sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 13:30. Presso la Galleria Anywhere la mostra sarà visibile previo appuntamento telefonico.

Angelo Zanella (Lovere, Bg. 1960). Comincia ad esporre negli anni ‘80 con opere caratterizzate dalla forza prepotente del gesto e dalla consistenza della materia. Dal 1994 decide di dedicarsi esclusivamente alla professione di archeologo e riprende a dipingere con nuove tenaci motivazioni dopo circa dieci anni. Recentemente ha esposto presso la Galerie Phoenix di Colonia, il Museo di Storia naturale di Genova, il Politecnico di Milano, il Convento di Santo Spirito a Nola e nel 2016 con la mostra “Il Bestiario e altri racconti” alla Galleria Spazio 6 di Verona.

Marco Amore (Benevento, 1991). Nel 2010 ha pubblicato il romanzo “Io non vivo” seguito, l’anno successivo, da tre raccolte di racconti brevi. Nel 2015 ha vinto la quarta edizione del Premio “Michele Sovente” nella sezione “Poesia under 30”. I suoi scritti sono stati pubblicati su diverse riviste cartacee e spaziano dal reportage giornalistico alla poesia. Dal 2013 si avvicina gradatamente, con garbo e umiltà, al mondo dell’arte contemporanea curando con sguardo insolito svariate mostre per istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private.

URP Biblioteca Nazionale tel- 081 7819 231 email- bn-na.urp@beniculturali.it web-  www.bnnonline.it
Anywhere Art Company tel- 329 3662 095 email- anywhere.artcompany@virgilio.it
web-  www.anywhereartcompany.com