Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce

“Le fotografie di Gabriele Basilico, in dialogo con i disegni dell’architetto Álvaro Siza, in mostra da Vicolo Folletto Art Factories di Reggio Emilia in occasione di “Fotografia Europea“.

Accompagnata da un libro pubblicato da corsiero editore, l’esposizione ” Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce” sarà aperta al pubblico da venerdì 5 maggio 2017. Domenica 7 maggio 2017, alle ore 16.30, si terrà inoltre la presentazione del volume a cura di Giovanna Calvenzi (Studio Gabriele Basilico).

Quaranta fotografie di Gabriele Basilico e dieci disegni su carta di Álvaro Siza compongono il ritratto di Matosinhos (comune portoghese situato nel distretto di Porto) e allo stesso tempo costituiscono l’esito del dialogo tra un architetto e un fotografo, maturato attraverso lunghe conversazioni nella casa della sorella di Siza, Tereza, ma anche e soprattutto attraverso camminate e sguardi condivisi.

Basilico e Siza si conobbero in occasione del Progetto Espositivo “Uma cidade assim (Una città così)“, commissionato dal Comune di Matosinhos.

«Stiamo passeggiando – scrive Gabriele Basilico nel 2011 – Álvaro e io, una domenica mattina per le strade di Matosinhos, non lontano dalla casa in stile eclettico di rua Brito Capelo, dove Siza ha vissuto per molti anni con la sua famiglia e dove tuttora abita sua sorella Tereza. I fabbricati che contornano le strade di questo quartiere sono capannoni, magazzini, spazi di industrie dismesse, dove una volta veniva lavorato e inscatolato il pesce. Le scritte delle compagnie, che campeggiavano enormi sulle facciate degli edifici, come nelle tele degli artisti pop, sono scolorite, quasi illeggibili e l’atmosfera, con la complicità della luce intensa che si riflette sul pavé e dell’assenza quasi totale di traffico, è come sospesa in un tempo dilatato».

«Circa venti anni fa – racconta Siza nel 1999 – visitò il Portogallo un architetto brasiliano, Charles Nelson che dirigeva la ristrutturazione di una favela a Rio de Janeiro. Ci presentò il suo progetto, un variopinto miscuglio di lotta urbana, auto-costruzione, samba e poesia. […] Nacque in me l’idea che la città rinnovata, non sappiamo quale città, sarebbe sorta dalla periferia, dalle bidonvilles, dalle favelas, più che dalla memoria o dalla presenza dei centri storici. Provo la stessa sensazione quando guardo le fotografie di Basilico. […] Le immagini esasperate di Basilico sono l’espressione di un’enorme speranza, di comprensione e di tolleranza, della convinzione. Possiamo parlare di fede, fede nell’uomo in costruzione. Quelle immagini nascono da una passeggiata fra le macerie. A volte le macerie sono reali, rovine perforate dal tempo o dalle pallottole, non-rovine che rovinano la città, rovine disprezzate o abitate, mai ritoccate. […] Basilico è un architetto che non esercita? È un architetto di visione al di là del pessimismo. Sa vedere meglio e apprendere, insegnare a vedere. I suoi strumenti sono l’ombra e la luce. Le ombre disegnano lo spazio. Dipendono dalla lue. Non c’è spazio né architettura senza luce. L’accettazione è creazione. Luce».

La mostra comprende, inoltre, alcune note fotografie di Porto scattate negli stessi anni da Gabriele Basilico.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013), dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la DATAR, il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, dai quali sono nati mostre e libri, come “Porti di mare” (1990), “L’esperienza dei luoghi” (1994), “Italy, Cross Sections of a Country” (1998), “Interrupted City” (1999), “Cityscapes” (1999), “Berlino” (2000), “Scattered City” (2005), “Appunti di viaggio” (2006), “Intercity” (2007). Tra i suoi ultimi lavori, “Roma 2007”, “Silicon Valley ’07” (per incarico del San Francisco Museum of Modern Art), “Mosca Verticale”, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2010 dalla sommità delle sette torri staliniane, “Istanbul 05 010”, “Shanghai 2010”, “Beirut 2011”, “Rio 2011”, “Leggere le fotografie” (2012).

Álvaro Joaquim Melo Siza Vieira è nato a Matosinhos (vicino a Porto), il 25 giugno 1933. Tra il 1949 e il 1955 ha studiato alla Scuola di Architettura dell’Università di Porto. Il suo primo progetto costruito fu concluso nel 1954. Dal 1955 al 1958 ha collaborato con l’architetto Fernando Távora. Ha insegnato alla Scuola di Architettura (ESBAP) dal 1966 al 1969 ed è diventato professore assistente di Costruzione nel 1976. È stato visiting professor alla Ècole Polythéchnique di Losanna, alla University of Pennsylvania, alla Los Andes University di Bogotà e alla Graduate School of Design della Harvard University; ha insegnato alla Scuola di Architettura di Porto (giubilato nel 2003). È membro della American Academy of Arts and Sciences; “Honorary Fellow” del Royal Institute of British Architects; dell’AIA/American Institute of Architects; dell’Académie d’Architecture de France e della European Academy of Sciences and Arts; della Royal Swedish Academy of Fine Arts; dell’IAA/International Academy of Architecture; dell’American Academy of Arts and Letters.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 5 maggio al 9 luglio 2017 da martedì a sabato con orario 10.30-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento, chiuso il giovedì. In occasione di “Fotografia Europea”, apertura straordinaria domenica 7 e 14 maggio con orario 10.30-13.00 e 16.30-19.30. Ingresso libero. Libro corsiero editore, 2017, 120 pagine.

Per informazioni: tel. + 39 342 6741987, gallery@vicolofolletto.it, www.vicolofolletto.it

Evento segnalato da :
CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

Wunderkammer DUE

“Pur nella differenza semantica di espressione e di segno si scorge, nelle opere di Carla Rigato e di Giorgio Trinciarelli, una potenza espressiva che rimanda ai primordi energetici della creazione del mondo. Agli ALLOTROPI, dal greco Allos ( altro ) e Tropos ( modo ), i primi atomi rintracciati agli albori della vita e formati dallo stesso elemento chimico. Così come in linguistica, gli allotropi vengono detti etimologici, perché riferiti a vocaboli di significato diverso o affine, che risalgono per vie differenti alla stessa forma originaria.

Carla Rigato, con peculiarità femminile, rintraccia l’origine. Il cominciamento del mondo appare grazie all’esplosione vitale degli elementi naturali. Mediante la potenza del colore intravediamo forme energetiche e figure in embrione uscire dalla placenta dell’incerto, eppur potente amalgama. La vita è in nuce.
L’ “astrattismo” dell’autrice ci dirige verso un figurativo appena percepito, astratto. Percepiamo chiaramente come dall’energia cosmica si faccia strada la vita. Rigato dipinge il momento decisivo: gli elementi, le particelle elementari, tutte le forze naturali si stanno concretamente avviluppando. Per dare origine al mondo.

Giorgio Trinciarelli, nel suo procedere – che è analitico, e quindi più rigoroso e razionale – ci parla anch’egli alla nascita del cosmo, con passo matematico e cerebrale. Le sue sculture, così come le sue chine, sono matrici modulari, codici genetici, figure tridimensionali che racchiudono il segreto chimico del cosmo.
Le opere di Trinciarelli possono definirsi al contempo “naturali” e “artificiali”, ricordano gli algoritmi matematici alla base della vita. Alcuni suoi lavori sembrano partire dalle forme dell’acido nucleico per approdare a geometrie celesti, metafisiche”. – Barbara Codogno

Carla Rigato:
Nata a Padova, vive e lavora a Montegrotto Terme. Vantaun’intensa attività nazionale e internazionale, testimoniate dalla sua presenza in importanti mostre collettive e personali. L’arte di Carla Rigato è espressione del nostro tempo. Con passione, forza visionaria e linguaggio personale ha affrontato le principali fonti della pittura del Novecento, dall’Espressionismo all’Astrattismo, per coglierne gli aspetti che meglio traducono il senso di contemporaneità. La sua ricerca pittorica parte da queste basi alla conquista di un linguaggio nuovo, moderno, musicale, flessibile, contrassegnato da note coloristiche inconfondibili che ne stimolano una lettura unica. La ricerca stilistica di Carla Rigato si esprime attraverso la forza e l’energia, fermate per un istante sulla tela dal gesto pittorico per poi tornare a vibrare nello spazio dipinto. Il risultato sono opere senza spazio e senza tempo in totale libertà compositiva, pennellate dense e materiche: una memoria pregna di sensazioni, di emozioni, di suggestioni catturate e rimandate direttamente sulla tela dalla materia del colore.

Un colore a volte violento, drammatico, corrosivo, a volte morbido, lirico, melodico. Anche quando il linguaggio figurativo riappare è pur sempre trasfigurato dal colore, dalla libertà della pennellata, dall’intensità dell’emozione, dalla poetica dell’interiorità. La pittura di Carla Rigato è carne e respiro, è spirito e sangue, è fuoco aria terra e acqua: ogni tela mette a nudo la sua anima per donarci spazi di meditazione che invitano alla scoperta delle profondità dell’essere.

Giorgio Trinciarelli:

Nato a Volterra (PI) nel 1958, dal 1959 vive a Mestre dove lavora come medico psichiatra. Inizia a praticare la scultura all’età di 17 anni.

Il segno e la materia sono il filo conduttore da sempre presente nelle sue opere. Le sue opere si dividono in due grandi gruppi: Segni e Suture. I “Segni” rappresentano il corpo delle opere, l’essenza, l’aspetto più intimo, il filo conduttore. Sono segni che nascono nella massima libertà e si sviluppano per logiche formali. Le “Suture” risentono del dramma sociale e psicologico che l’autore intercetta nel suo lavoro di psichiatra, delle lacerazioni del connettivo sociale. Nelle suture il segno si fa più violento, più drammatico e il polistirolo e la ceramica raku sono il luogo più adatto ad accogliere questa energia. Le suture trovano poi nelle acqueforti, nelle chine e negli acrilici un loro naturale luogo di maturazione e di sviluppo.

L’autore predilige, nell’ambito di questa esposizione, alcuni precisi materiali a partire dall’alabastro che è, insieme al ferro, uno dei primi materiali che ha utilizzato per le sculture. Rappresenta il legame con la terra di origine. L’alabastro, per la sua morbidezza, si presta particolarmente ad una lavorazione duttile e varia, di cui all’artista piace esaltare l’essenza, data dalle venature, trasparenze e opacità naturali. L’autore lavora inoltre il bronzo, brunito, satinato, lucido od ossidato: un materiale che, a seconda del punto di osservazione, dialoga sempre con la luce. Il polistirolo, in particolare quello nero, è una scoperta relativamente recente dell’artista. Poco utilizzato in scultura, è per l’artista fonte di continue scoperte. Pur considerandosi sostanzialmente uno scultore, Trinciarelli ha sempre dipinto, soprattutto chine, acrilici e acquerelli. La china con il suo nero profondo e luminoso permette all’autore l’invenzione e la sperimentazione di segni grafici.

Da anni attiva nella compagine dell’arte contemporanea sia come artista che come curatrice, Adolfina De Stefani, coadiuvata dall’Associazione Culturale “cittadellarte” ha intrapreso una nuova importante avventura che direziona il raggio del suo intervento organizzativo e creativo nel cuore di Venezia, occupando gli spazi espositivi della Galleria L’Oleandro Rosa in San Marco 1958, Calle de la Fenice. Nasce Cittadellarte che, da aprile a novembre, seguendo il calendario della Biennale d’Arte di Venezia, proporrà al pubblico una serie di ricognizioni artistiche riunite sotto l’egida della mirabilia delle Wunderkammer.

In Galleria anche opere di: Adolfina De Stefani; Franz Chi, Manu Brunello, Nelli Cordioli e Andrea Tagliapietra

Wunderkammer DUE
A cura di Adolfina De Stefani
14 MAGGIO | 4 giugno 2017
Inaugurazione Sabato 13 Maggio 2017 ore 20,00
Presentazione e critica di Barbara Codogno

Orari apertura galleria:
Mercoledì – Domenica ore 15,30 – 20,00 Lunedì e Martedì chiuso

cittadellarte
GALLERIA L’OLEANDRO ROSA
San Marco, 1958 Calle De La Fenice, VENEZIA

La Scienza a regola d’Arte

Vedo l’arte come un supplemento e un’espansione delle scienze” ha dichiarato Tony Cragg, uno dei più importanti e affermati artisti contemporanei. Traendo spunto da questa affermazione il Museo d’arte della Svizzera italiana e IBSA Foundation FOR SCIENTIFIC RESEARCH presentano martedì 9 maggio 2017 alle ore 18:15 nella Hall del LAC una conversazione fra l’artista e il matematico e grande divulgatore scientifico Piergiorgio Odifreddi. L’incontro inaugura un ciclo di conversazioni fra esponenti del mondo artistico e scientifico intitolato “La Scienza a regola d’Arte”.

La conversazione fra Tony Cragg e Piergiorgio Odifreddi si svilupperà intorno ai tanti temi che interessano l’artista e lo studioso: il rapporto fra ispirazione e ragione, il metodo come punto di riferimento nel processo creativo e nella ricerca, l’arte come linguaggio in grado di raccontare la complessità del reale anche oltre i fenomeni visibili.

L’opera di Cragg ha infatti un rapporto diretto e fecondo con il mondo della scienza. Le sue creazioni si ispirano alla natura nelle sue forme visibili e invisibili e offrono rappresentazione di realtà e concetti che altrimenti ci appaiono troppo distanti o astratti per essere illustrati: il moto degli atomi, le unità microscopiche, le forze che governano la geologia, la crescita delle piante, gli esseri animati. Le opere dell’artista non sono semplici illustrazioni di modelli scientifici, ma reinterpretano con materiali comuni le forze e le dinamiche della natura: Minster, una serie di guglie ottenute impilando elementi metallici di diametro sempre minore, sembra essersi sviluppata autonomamente nel corso degli anni; Secretions una grande scultura biomorfa dalla superficie coperta di dadi da gioco, pare l’esito di misteriosi programmi genetici codificati dai dadi stessi. Piergiorgio Odifreddi, di formazione matematico e logico, ha invece scritto diffusamente sui riflessi della matematica e più in generale della conoscenza scientifica nella produzione artistica.

L’incontro sarà moderato da Guido Comis, curatore del Museo d’arte della Svizzera italiana e da Giacinto Di Pietrantonio, membro dell’Advisory Board di IBSA Foundation for scientific research e direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Il dialogo fra Tony Cragg e Piergiorgio Odifreddi è il primo appuntamento di “La Scienza a regola d’Arte”, un ciclo di conversazioni fra esponenti del mondo scientifico e artistico ideato e realizzato dal Museo d’arte della Svizzera italiana e IBSA Foundation for scientific research. Attraverso questa iniziativa il Museo e IBSA Foundation estendono il proprio ambito di interesse e di approfondimento anche a temi apparentemente distanti dai loro mandati istituzionali, assecondando una realtà in cui la relazione fra arte, scienza, tecnologia e ricerca è ormai così stretta da risultare spesso inscindibile.

I protagonisti

Tony Cragg nasce nel 1949 a Liverpool. Per due anni, dal 1966 al 1968 collabora come assistente di laboratorio presso la National Rubber Producers Research Association), esperienza che avrà grande importanza nel definire gli ambiti di interesse del futuro artista. Frequenta il Gloucestershire College of Art and Design, la Cheltenham and Wimbledon School of Art (1968-1972) e il Royal College of Art dal 1973 al 1977, quando si trasferisce in Gemania, dove ancora oggi vive e lavora. Il suo percorso artistico, tuttora in evoluzione, ha inizio negli anni ’70. A partire dal 1979 insegna presso la Kunstakademie Düsseldorf, di cui è rettore dal 2009 al 2013. Nel 2007 l’artista è insignito del prestigioso Praemium Imperiale for Sculpture in Giappone; nel 2009 riceve il riconoscimento di Honorary Doctor of the Royal College of Art a Londra; mentre nel 2013 gli è conferita la Chaire de Création Artistique dal Collège de France di Parigi. Sue esposizioni sono state presentate dai più importanti musei del mondo. Nel 2012 anche la Città di Lugano gli ha dedicato una mostra presso Villa Ciani.

Piergiorgio Odifreddi nasce a Cuneo nel 1950. Studia matematica presso l’Università di Torino dove si laurea in logica nel 1973. Si specializza poi negli Stati Uniti e nella ex Unione Sovietica nella stessa materia, la logica, che insegna presso l’Università di Torino fino al 2007 e alla Cornell University. Nel 2011 vince il premio Galileo per la divulgazione scientifica. Collabora al quotidiano “La Repubblica” e alla rivista “Le Scienze”; ha al suo attivo numerose partecipazioni radiofoniche e televisive. Tra i suoi libri ricordiamo la trilogia logica C’era una volta un paradosso; Il diavolo in cattedra (Einaudi, 2001 e 2003) e Le menzogne di Ulisse (Longanesi, 2004), la trilogia geometrica ; C’è spazio per tutti; Una via di fuga e Abbasso Euclide! (Mondadori, 2010, 2011 e 2013), la trilogia biografica In principio era Darwin (Longanesi, 2009), Hai vinto, Galileo (Mondadori, 2009) e Sulle spalle di un gigante (Longanesi, 2014) e il volume scritto con Benedetto XVI Caro papa teologo, caro matematico ateo (Mondadori, 2013). Per Rizzoli ha pubblicato Come stanno le cose (2013) e Il museo dei numeri (2014).

Informazioni

Martedì 9 maggio, ore 18:15

Museo d’arte

della Svizzera italiana Lugano

+41(0)91 815 7971 info@masilugano.ch www.masilugano.ch

Evento gratuito, aperto al pubblico.

La convervazione si terrà in lingua italiana e inglese, sarà disponibile una traduzione simultanea. Al termine seguirà un aperitivo.

Il ciclo “La Scienza a regola d’Arte” è ideato e realizzato dal Museo d’arte della Svizzera italiana assieme a IBSA Foundation for scientific research.

LA GRANDE OCCASIONE

LA GRANDE OCCASIONE è il titolo di questa edizione speciale, a cura di Laura Lamonea. Un’esplicita citazione dell’omonimo film del 1973, realizzato dall’artista italiano Ugo La Pietra, ospite di questa edizione speciale del festival.

Il lungometraggio è una critica alle strutture culturali e produttive. “Represso e insoddisfatto, attende per anni la possibilità di rifarsi, di realizzare finalmente le proprie aspirazioni”. In questi termini, La Pietra descrive quella “particolare condizione in cui si trova a lavorare l’operatore estetico all’interno della nostra società”.

Anche per gli artisti di Video Sound Art, la collaborazione con una realtà importante come la Fon-deria Artistica Battaglia rappresenta la “Grande Occasione”; la possibilità di realizzare un progetto artistico con il supporto della centenaria esperienza e delle capacità artigianali della fonderia, ma la scelta del titolo è anche l’adesione alla critica tristemente attuale di La Pietra: oggi come negli anni Settanta, per un artista, mantenere continuativa nel tempo la propria attività è la conseguenza di caparbia determinazione e frutto di sacrificio e duro lavoro.

Il programma dell’edizione speciale di Video Sound Art Festival

L’edizione speciale indaga il tema dell’Abitare, inteso nel senso di connotare e dare identità ad un luogo, possederlo mentalmente oltre che fisicamente, inseguendo la provocazione di Ugo La Pietra: “Abitare è essere ovunque a casa propria”. Tra spazio e uomo non vi è un prima e un dopo ma un rapporto nella relazione; le stesse possibilità di intervento e modificazione sviluppate nel privato sono trasferibili nel cosiddetto spazio pubblico.

Dal 25 al 28 maggio, abiteranno gli spazi della Fonderia Artistica Battaglia l’artista brasiliana Bibi Yamamoto con la nuova edizione delle sculture in bronzo Women Geographies esposte all’interno di una mostra monografica corollata da disegni e stampe grafiche di tecnica mista e installazioni audio-video che introducono al suo “abitare domestico”;

Ugo La Pietra prosegue il proprio percorso di ricerca sulla città con l’installazione interattiva Abitare Milano-Analisi e decodifica dello spazio urbano, a cura di Lucio La Pietra, in cui svelerà all’avvicinarsi dello spettatore 4 diverse Milano: la Milano arredata – curiamo gli oggetti privati cari-candoli di significati positivi mentre gli oggetti pubblici comunicano solo violenza e separatezza, la Milano del verde – il verde pubblico non è più sinonimo di parco urbano bensì di bosco verticale, la Milano del sesso – un invito a liberare la nostra fantasia delle sovrastrutture culturali e religiose, la Milano Monumentale – l’atto del costruire contestualizzato allo spazio.

L’indagine di Yuri Ancarani sposta il tema su grande scala proponendo in circa 60 minuti un ritratto molto originale di Ravenna e della Romagna. Attraverso una documentazione sui cambiamenti e i fenomeni che l’hanno vista protagonista negli ultimi decenni, tra immigrazione, industria del petrol-chimico e paesaggi ancestrali, Ancarani mostra della sua terra natale ciò che non si vede ma che sappiamo bene esistere.

Con il progetto Ricordi per Moderni una serie di 13 cortometraggi assolutamente inediti per il pubblico milanese saranno presentati il 30 e il 31 maggio nella Palazzina dei Bagni Misteriosi, in fase di riqualificazione, accessibile solo per eventi speciali.

Nel corso del mese di ottobre la seconda sezione del festival VIDEO SOUND ART vedrà la presentazione dell’edizione in bronzo di un’opera inedita dell’artista Nour Awada alla Fonderia Artistica Battaglia. A questa mostra, di cui verrà data opportuna comunicazione, saranno affiancati altri artisti e un programma di talk con ospiti internazionali.

Incontri, discussioni e Lectio Magistralis

Fonderia Artistica Battaglia
Programma incontri

25 maggio 18:00 – 21:00

Ore 18:30
Presentazione del libro “Bosco in città”, Edizioni Plana. Con la presenza dell’autore.
“Bosco in città” rappresenta l’ultimo libro opera – in edizione limitata – di Ugo La Pietra dedicato alla sua ricerca sul verde urbano. Con le “favole metropolitane” sul bosco verticale e i “progetti di ar-chitetture nel e con il verde”, La pietra mette l’accento in modo ironico su come “gli architetti ci invi-tano ad abbandonare l’idea di parco urbano per assistere al cambiamento delle stagioni guardando il verde sui grattacieli”.
Intervengono Ugo La Pietra e Marco Meneguzzo.
Su prenotazione: info@videosoundart.com

27 maggio 15:00 – 20:00

Ore 17.00
Lavorare con gli artisti. Alcune esperienze di produzione problematica.
Da Thomas Teurlai ad Alis/Filliol e Aldo Giannotti passando per Adrian Villar Rojas.
Una lectio condotta dal curatore Lorenzo Balbi
Su prenotazione: info@videosoundart.com

28 maggio 15:00 – 20:00

Ore 17:00
Documentare le installazioni complesse. Il problema degli allestimenti, delle riproposizioni e della conservazione delle installazioni.
Una lectio condotta dal curatore Barbara Ferriani
Su prenotazione: info@videosoundart.com

VIDEO SOUND ART festival

LA GRANDE OCCASIONE
Dal 25 al 31 maggio – Milano

Fonderia Artistica Battaglia – Via Stilicone, 10
Bagni Misteriosi – Via Carlo Botta, 18

Orari apertura:
Fonderia Artistica Battaglia
Vernissage 25 maggio 18:00 – 21:00
26 maggio 15:00 – 20:00
27 maggio 15:00 – 20:00
28 maggio 15:00 – 20:00

Open Studio Bibi Yamamoto
in mostra fino al 8 giugno
Lun. / Ven. dalle 14:00 alle 17:00
Solo su appuntamento scrivendo a: info@fonderiabattaglia.com

Bagni Misteriosi
Vernissage 30 maggio 18:00 – 22:00
31 maggio 18:00 – 22:00
Ingresso €5

Inside Love Love inside

In contemporanea con la Biennale d’Arte, Antonio Nocera, ospite presso la prestigiosa Università Ca’ Foscari a Venezia, presenta, in occasione dei suoi 50 anni di lavoro, una preview di “Inside Love Love inside“: un’installazione in bronzo composta da dieci sculture realizzate nel suo studio a Londra (trasferito a Venezia).

Il maestro Antonio Nocera affronta ancora una volta concetti di spessore, ma lo fa con l’eleganza e la garbatezza cui ci ha abituati da sempre. Presso la suggestiva cornice del Giardino Ca’Dolfin, infatti, offre allo sguardo dei visitatori un’istallazione che parla di “metamorfosi”, intesa come trasformazione che inizia dalla forma per raggiungere un miglioramento interiore. L’artista affida a un vivace fremito d’ali il diritto inalienabile alla libertà, il desiderio di elevazione spirituale, il bisogno impellente di cambiamento insito in ogni essere umano, partendo, ancora una volta, dall’universo femminile. Donne, infatti, sono le sue “Muse” dalle quali si alzano in volo delicate farfalle, come a portare il vento del Pensiero libero e della Cultura nello spazio intorno che, non a caso, è attinente all’ateneo Ca’ Foscari, dove ogni giorno centinaia di giovani si arricchiscono attraverso lo studio e la ricerca. Nocera ha voluto dare un volto a Storia, Poesia, Filosofia, Arte, Musica, Dialettica, in una parola sola Cultura, unico mezzo in grado di donare la libertà dal pregiudizio, spezzando le catene dell’ignoranza per poter “volare in alto”. Come lo stesso titolo dell’evento sottolinea, poi, non si può prescindere dall’Amore, puro e incondizionato, quello per la vita, innanzitutto, e per ogni altro essere umano con il quale ci troviamo a condividere l’esperienza terrena. Porta avanti così, il maestro Nocera, la sua convinzione che l’Arte non sia solo foriera di Bellezza ma anche di Pensiero, e ci invita a raggiungere la vera libertà nutrendoci di Cultura e lasciandoci guidare dall’Amore, per sconfiggere paure insensate e costrizioni mentali e vedere trasformata ogni bruttura…. in un battito d’ali.

Biografia
Nato a Caivano (NA) nel 1949, fin da ragazzo insegue con tenacia la sua inclinazione artistica studiando presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia delle Belle Arti del capoluogo partenopeo. Negli anni sessanta, si trasferisce a Roma, poi a Parma e a Milano, dove esordisce con le sue prime mostre (1967). Prosegue a Venezia, fino a varcare i confini dell’Italia per raggiungere la Svizzera, la Francia, il Belgio e l’Inghilterra, spinto dal suo desiderio di fare nuove esperienze e dal suo istinto di viaggiatore curioso e inarrestabile. Realizza opere istituzionali di notevole prestigio, collaborando con enti pubblici e organismi internazionali quali il Parlamento Europeo, l’Unesco, l’Onu e l’Unicef. Nel 1988, si stabilisce a Roma e collabora con la Zecca dello Stato. Nel 1988, viene invitato dal Comitato per le celebrazioni del bicentenario della Rivoluzione francese a partecipare a una mostra al Parlamento Europeo a Strasburgo. Nel 2002 presenta, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il volume illustrato “Le avventure di Pinocchio-Storia di un burattino”. Nello stesso anno, inaugura a Parigi la mostra “Pinocchio et la lune” che, successivamente, esporrà anche al Parlamento Europeo di Bruxelles, con la presentazione di Giorgio Napolitano. Nel 2003, viene ricevuto a Castelgandolfo da Sua Santità Giovanni Paolo II, al quale presenta la collezione di smalti “Immagini Sacre”. Due anni dopo, con la benedizione di Papa Benedetto XVI, realizza la scultura “Christus Patiens” per l’altare della chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani a Roma. Nel 2006, realizza il monumento in bronzo per il 50mo anniversario della tragedia di Marcinelle in Belgio. Nel 2010, presenta il ciclo di opere “Oltre il Nido” presso i sontuosi Mercati di Traiano a Roma. Nel 2011, è presente alla 54ma Biennale d’Arte di Venezia con una monumentale installazione. Nel 2012, su invito dell’Ambasciatore d’Italia, Antonio Morabito, presenta al Grimaldi Forum di Monaco un’installazione dal titolo “Oltre il Mare”, inaugurata da S.A.R. Caroline De Hannover. Nel 2013, ritorna alla Biennale d’Arte di Venezia con l’installazione dal titolo “I libri d’acqua”. Nel 2015, è ospite a Expo Milano con un’installazione sul tema della migrazione, presso la mostra “Il Tesoro d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi. Nel 2016, viene ricevuto in Vaticano da Sua Santità Papa Francesco, al quale presenta il suo nuovo lavoro su Pinocchio. Di recente ha inaugurato il suo “Atelier Ouvert” a Venezia, dove lavora e si relaziona direttamente con collezionisti e appassionati d’arte.

Contatti: Ateliers ouverts
Fondamenta San Biagio 782, Giudecca (VE)
Telephone 39 0415231947
Mobile 39 3336451796
ateliersouvertsnocera@gmail.com
www.antonionocera.com
archivionocera@gmail.com

COORDINATE EVENTO

Titolo: “Inside Love Love Inside
Autore: Antonio Nocera
Vernissage: Giovedì 4 maggio 2017, ore 18,00
Dove: Giardino di Ca’Dolfin, Dorsoduro 3859/A, Venezia 30123
Periodo di apertura: Dal 5 maggio al 15 settembre 2017
Periodo di chiusura: 2 giugno e dal 12 al 19 agosto 2017
Ingresso: Libero
Sponsor: Blastness, Nero Hotels, Nero Lifestyle, Villa Cortine Palace Hotel

Mi è sembrato di vedere uno struzzo

Struzzi, rinoceronti e pesci in galleria. Stupore e straniamento. La Galleria de’ Bonis, dal 5 al 31 maggio 2017, ospita nel suo spazio espositivo di viale dei Mille 44/B, a Reggio Emilia, la mostra di Angelo Accardi  “Mi è sembrato di vedere uno struzzo”.

La decontestualizzazione, che corrisponde ad uno degli strumenti più importanti dell’arte contemporanea, è anche l’elemento chiave della pittura di Angelo Accardi. L’artista, in particolare, inserisce in interni e in contesti urbani lo struzzo, animale selvatico e fortemente evocativo di sentori esotici, che funziona da “elemento di sorpresa”, scuotendo la percezione dell’osservatore ed invitandolo, con ironia, a guardare – e non semplicemente a vedere – la propria quotidianità.

L’ironia è, infatti, protagonista nelle sue opere, davanti alle quali si finisce sempre per spalancare gli occhi e sorridere.
Angelo Accardi è solito anche accostare citazioni di capolavori del passato a elementi contemporanei e pop della cultura di massa, come i Minions o I Simpson, lasciando allo spettatore le opportune considerazioni sull’evoluzione del linguaggio visivo.

Un uso accurato ma non lezioso della figurazione è un’altra cifra chiave della pittura di Accardi, mossa da lievi rumori di fondo e da qualche inserimento calligrafico che la personalizzano.

Non si consideri però l’aspetto divertente di questa ricerca indice di vacuità o superficialità: le riflessioni che lascia sul nostro tempo, sullo stato dell’arte e sul linguaggio visivo più in generale sono profonde.

Non stiamo forse prendendo troppo sul serio il nostro sviluppo urbano, sociale e intellettuale? A voi la risposta dopo un confronto con le opere in galleria.

Angelo Accardi nasce a Sapri (SA) nel 1964. Frequenta per breve tempo l’Academia di Belle Arti di Napoli, preferendo all’insegnamento accademico la ricerca personale. Apre così il proprio studio a Sapri. Dopo un passaggio attraverso l’astrazione, Accardi si dedica totalmente alla figurazione che diventa la sua cifra stilistica. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, sia in Italia che all’estero (Canada, Germania, Spagna).

Angelo Accardi, Mi è sembrato di vedere uno struzzo

Galleria de’ Bonis, Reggio Emilia
5-31 maggio 2017
Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00

Per informazioni:
Galleria de’ Bonis
V.le dei Mille 44/B, Reggio Emilia
Tel. 0522 580605, cell. 338 3731881
info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com
www.facebook.com/galleriadebonis, www.twitter.com/galleriadebonis

 

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142, cell. 348 7025100, info@csart.it, www.csart.it

Fotografia Europea 2017

Il 5 maggio 2017, inaugura a Reggio Emilia la dodicesima edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, interamente dedicato alla forma d’arte che più di ogni altra comunica e interpreta la complessità della società contemporanea.

Una rassegna che conferma la sua rilevanza nel panorama espositivo nazionale e internazionale con un vastissimo programma nei luoghi più suggestivi della città e allarga sempre più i propri confini attraverso sinergie e partnership con importanti realtà culturali e artistiche della regione. Infatti, per questa XII edizione, oltre a Reggio Emilia, mostre ed eventi collegati al festival saranno ospitati dalla Fondazione Mast di Bologna, dallo Csac Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma, dalla Collezione Maramotti, dalla Fondazione Fotografia di Modena, collaborazioni di grande valenza che sottolineano il ruolo centrale assunto da tempo da Reggio Emilia.

Non è infatti un caso che proprio Reggio Emilia sia stata scelta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini , quale sede per la seconda giornata degli STATI GENERALI DELLA FOTOGRAFIA. Due giornate dedicate alla fotografia con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali, al fine di definire un piano di sviluppo sul rapporto tra intervento pubblico e mutazioni tecniche ed economiche del settore, con l’obiettivo di determinare nuove opportunità per la fotografia italiana.

Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour (direttrice Le Bal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli Studi di Bergamo) e Walter Guadagnini (direttore Camera, Torino), Fotografia Europea 2017 ruoterà attorno al tema Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro e coinvolgerà giovani artisti e fotografi affermati nel raccontare il proprio personale approccio critico e creativo al tema dell’archivio, come sintesi tra idea di storia, memoria, lettura del presente e visione del futuro.

Nel percorso attraverso le dieci sedi ufficiali, si potranno incontrare artisti tra i più importanti nel panorama internazionale, come Paul Strand e Cesare Zavattini, Gianni Berengo Gardin, Joan Fontcuberta e i giovani artisti di Fabrica.

Amore e rivoluzione

Nell’anno del centenario della rivoluzione di ottobre, il MAN annuncia l’apertura della mostra “Amore e rivoluzione. Coppie dell’avanguardia russa”, in programma dal 1 giugno al 1 ottobre 2017.

Nata dalla collaborazione con la Galleria Statale Tretjakov di Mosca e con il Museo Statale Schusev di Architettura, in partership con Bank Austria Kusftorum, Vienna, la mostra, a cura di Heike Eipeldauer e Lorenzo Giusti, adotta un punto di vista innovativo – le coppie di artisti – per rileggere le vicende dell’avanguardia visiva russa attraverso il contributo di sei autori della prima generazione, uniti nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi, così come nella vita comune: Natalya Goncharova (1881–1962) e Mikhail Larionov (1881–1964), Varvara Stepanova (1894–1958) e Alexander Rodchenko (1891–1956), Lyubov Popova (1889–1924) e Alexander Vesnin (1883–1959).

Destinata ad attrarre un pubblico variegato, non soltanto di amanti della storia dell’arte, ma anche di appassionati di storia del Novecento, di comunicazione, design e fotografia, la mostra intende raccontare lo stretto legame tra arte e vita che le diverse coppie si trovarono a sperimentare, in una fase di intensa collaborazione e di grande impegno, sia artistico, sia politico. Attraverso un nucleo di oltre cento opere, tra dipinti, sculture, disegni, collage, fotografie, manifesti pubblicitari e di propaganda politica, saranno indagati i metodi di lavoro, le tecniche, i linguaggi, soffermandosi sui punti di contatto, ma anche sulle specificità e dunque sui diversi profili degli autori considerati.

Accomunati dall’ambizione di connettere tutti i generi della creatività artistica con l’azione estetica, l’elaborazione teorica e la prospettiva politica, gli artisti dell’avanguardia contribuirono ad alimentare l’aspirazione al cambiamento e a costruire le basi di una nuova idea di società.

Contraddistinti da una grande produttività, i movimenti nati sotto la spinta della rivoluzione bolscevica del 1917 portarono alla ribalta non soltanto un numero senza precedenti di donne artiste, attive alla stregua degli uomini, ma anche una serie inusuale di coppie all’interno della quale le tre coinvolte in questo progetto possono essere considerate le più importanti e rappresentative. Lavorando fianco a fianco, condividendo spazi, idee, programmi, le coppie dell’avanguardia russa giunsero a fondere indissolubilmente la sfera privata con quella pubblica, promuovendo e testimoniando quella visione utopica, quella possibilità di una creazione collettiva alternativa al mito dell’arte come sfera del genio solitario, di cui la rivoluzione si era fatta promotrice insieme al grande ideale della parità di genere.

Quali aspetti artistici e quali ideali sociali risultano predominanti nel percorso di queste coppie? Funzionò effettivamente, questa collaborazione, come strumento di emancipazione oppure le convenzioni di genere continuarono a condizionare la produzione artistica e la sua ricezione da parte del pubblico? Con queste domande alla base, la mostra al MAN intende tracciare una genealogia dell’avanguardia russa: dagli esordi prerivoluzionari intorno al 1907, influenzati dalle sperimentazioni dell’arte moderna occidentale, fino allo sviluppo dei più noti movimenti artistici degli anni Dieci e Venti, capitali nello sviluppo dei linguaggi dell’avanguardia internazionale, a partire dal cubo-futurismo di Liubov Popova e Varvara Stepanova, passando per il raggismo di Natalia Goncharova e Mikhail Larionov, che, come Popova , partecipò anche al suprematismo di Malevich, fino alla sperimentazione di nuovi criteri di funzionalizzazione dell’arte nell’ambito del costruttivismo, frequentato da Stepanova, Vesnin, Popova e soprattutto Rodchenko, di cui, insieme a un numero significativo di pitture, collage e manifesti, sarà presentato un nucleo di oltre 20 fotografie che, nel loro insieme, costituiscono di fatto una mostra nella mostra.

Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

ItaliaModerna Reload 017

Presso Istituto Italiano di Cultura, Edinburgo, Nicolson Str. si sta tenendo , fino a venerdi 1 settembre 2017, la sessione finale in territorio scozzese di ItaliaModerna Reload 017, esposizione estesa di alcuni degli artisti italiani più significativi, curata da In-Art – Art Where You Are.

ItaliaModerna è stata avviata da In-Art – Art Where You Are nel 2011 come programma di promozione e marketing istituzionale al fine di sensibilizzare, in territori al di fuori dell’Italia, il grande contributo che gli artisti nostrani stanno offrendo al mondo della comunicazione visiva internazionale. Fin dal primo momento, il lavoro degli artisti selezionati è stato mostrato in Shoreditch Inn e Brick Lane, Londra, nel programma dell’Edimburgh Art Festival, nell’appartamento ufficiale del Console Generale italiano e nelle sale di accoglienza del Consolato Italiano di Edimburgo, dove sono stati apprezzati da una vasta rappresentanza di leader culturali e politici provenienti dalla Scozia e altrove.

In questo ultimo evento, una versione ben più estesa di questi lavori sono accessibili ad un pubblico decisamente più vasto e ai visitatori del Festival Internazionale di Edimburgo e del Fringe Festival, proprio in questo nuovo format ‘ItaliaModerna Reload-017’.

La selezione delle opere per “ItaliaModerna Reload”, mira alla promozione di artisti che hanno già partecipato a importanti mostre, sia all’interno che all’esterno del territorio Italiano, in exhibitions permanenti e temporanee, dal Museo di Bilbao, alla Biennale di Venezia, dalla Biz Art Shanghai, al Festival delle Arti di Edimburgo, dall’IIC Copenhagen alla Quadriennale d’Arte a Roma, dalla Kunsthalle di Bratislava fino ad altre importanti collezioni internazionali, pubbliche e private. La mostra presenta anche artisti il cui lavoro è incluso nella collezione permanente del governo italiano “Futuro – arte moderna del XXI secolo” in via Farini, Roma.

Gli artisti presenti in ItaliaModerna Reload-017 comprendono Astormendez Community (installazioni materiali misti e pittura), Pino Caputi (Pittura), Pierluca Cetera (Pittura), Magda Milano (Pittura), Ezia Mitolo (installazioni tridimensionali murarie) Monticelli & Pagone (Photo-painting), Giuseppe Palumbo (installazione di grafica e mixed media), Claudia Scandella (Fotografia), Cosmo Vestita (supporti misti e installazioni in ceramica policroma).

“ItaliaModerna Reload – 017” includerà anche nuove visioni d’avanguardia ad opera di Liuba, artista e physical performer di Rimini e quelle dell’artista italo-austriaca casaluce-geiger. Liuba mostrerà alcuni stills da video e due video musicali realizzati a Berlino, che esplorano l’infuocata questione dell’immigrazione, con particolare attenzione all’attuale situazione politica internazionale; casaluce-geiger attraverso un video racconto-storyboard e due opere fotografiche in formati medio-grandi, presenterà una visione personale della modificazione del corpo e dell’interazione tra nuove tecnologie e identità alternative. Astormendez Community estenderanno il loro progetto “Sanctuary” con un concept quadrittico in plexiglas + video. Ezia Mitolo mostrerà un nuova installazione a parete ispirata dalla recente antologica della sua carriera artistica trentennale, presentata nei locali dell’Agenzia Generali S.p.A. di Taranto.

In-Art (Guglielmo Greco Piccolo e Damian Killeen OBE) si avvale degli spazi di alberghi, punti vendita, attrazioni turistiche e istituzionali ed altri spazi non convenzionali, per portare l’opera degli artisti contemporanei al grande pubblico.

Maggiori informazioni: www.iicedimburgo.esteri.it

LUCE – L’immaginario italiano a Matera

LUCE – L’immaginario italiano a Matera“, racconta l’evoluzione dell’Italia e degli italiani attraverso un un flusso continuo di immagini.

Grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video.

Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave lega l’itinerario. Si va così dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre. L’ultimo spazio dell’esposizione è interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

Se questo è il corpus principale della mostra, già esposto a Roma, Mantova e Catania e che a Matera è allestito all’ex ospedale di San Rocco, nella città dei Sassi, nei suoi antichi rioni in tufo, sarà possibile ammirare una ricca sezione di materiali inediti dedicati alla Basilicata e a Matera.

Nei locali di via San Giovanni Vecchio della Fondazione Sassi, fotografie e video raccontano tradizioni e vita a Matera. Immagini girate nel 1937 mostrano la festa per elezione dei materani : le celebrazioni in onore della Madonna Maria Santissima della Bruna, con i cittadini che attorniano il carro trionfale in piazza Vittorio Veneto e alla Cattedrale. E ancora : la visita del duce a Matera e quella del Presidente del Consiglio De Gasperi, la Riforma Fondiaria, la nascita di nuovi borghi da La Martella a Gaudiano, la costruzione delle dighe, l’emigrazione, sono solo alcuni dei temi del ricco materiale fotografico e video presente nella mostra.

Matera è soprattutto i Sassi. E sono gli antichi rioni cittadini a essere protagonisti del film nato dall’inchiesta del giornalista Sandro De Feo e che venne diretto nel 1951 dal regista Romolo Marcellini. La mostra LUCE – L’immaginario italiano a Matera ha il pregio di rivelare aspetti inediti dei lavori che si realizzavano su Matera in quegli anni. Il film di Marcellini ha una vicenda distributiva (ricostruita da Marco Bertozzi) che esprime bene lo spirito dei tempi. La commissione di censura concede il nulla osta per l’Italia ma, di fronte a una richiesta di esportazione in Gran Bretagna, chiede che «siano eliminate le scene in cui appaiono animali addetti ai lavori agricoli convivere nelle case degli abitanti in quanto esse possono suscitare errati e dannosi apprezzamenti sul nostro Paese ». Di Diverso parere saranno gli americani : le scene rimasero al loro posto.

Ideata e realizzata da Istituto Luce – Cinecittà, la mostra è organizzata a Matera dalla Fondazione Sassi con il sostegno di Regione Basilicata, Lucana Film Commission e Sensi Contemporanei. Provincia, Comune e Camera di Commercio di Matera e la Fondazione Matera – Basilicata 2019, hanno concesso il patrocinio.

La mostra può essere visitata tutti i giorni. Per informazioni su orari, biglietti e modalità di visita si può consultare il sito : www.fondazionesassi.org

Incontri d’autore all’Arte dell’invisibile

In occasione del finissage de ‘L’Arte dell’invisibile‘, sabato 6 maggio alle ore 17.00 il Museo Nuova Era ospita l’incontro con l’autrice Liliana Ebalginelli e la curatrice della mostra Angela Madesani.

Nota biografica dell’artista
Liliana Ebalginelli vive a Milano e opera nel campo della poesia visuale e sonora/performativa. Con Ferruccio Cajani ha fondato nel 2001 la lilianaebalginelli Editrice e la rivista sperimentale bilingue online Ulu-Late che dirige e a cui ha a lungo collaborato Arrigo Lora Totino.

Libri visuali: L (Archivi del ‘900, 1999), Voyage (coautore F. Cajani, lilianaebalginelli Editrice, 2001), L/Amami ( Archivi del ‘900, 2007), Manes (libro d’artista, 2010), L’Immateriale (Lucini Libri, 2013), Wholly (Lucini Libri, 2015), L’Arte dell’Invisibile (libro d’artista con G. Lucini, 2016), Le rane o dell’Italia (libro d’artista, 2016).

Mostre personali: Esplodità con P. Brunati Urani, F. Cajani e A. Lora Totino (Museo della Carale, Ivrea 2010), Vado là e nulla può guidarmi con A. Oberto e L. Pescador (Museo della Carale, Ivrea 2011), L’Immateriale (Galleria Derbylius, Milano 2014), Poesia carta inchiostri (Galleria Milano, Milano 2015).

Nota biografica della curatrice
Angela Madesani è storica dell’arte e curatrice indipendente. Vive a Milano, dove insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo di Design. È autrice dei volumi Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e del video in Italia (2002), Storia della fotografia (2005) e Le intelligenze dell’arte. Ha inoltre realizzato numerosi volumi su importanti artisti, quali Studio Azzurro, Anne e Patrick Poirier, il Laboratorio di Comunicazione militante, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Franco Vaccari. È responsabile per la fotografia per il mensile Artribune.

Incontri d’autore
Liliana Ebalginelli | Angela Madesani
sabato 6 maggio ore 17.00

C/O Museo Nuova Era
Strada dei Gesuiti 13
70122 Bari

Info & Contatti
www.museonuovaera.com
museonuovaera@alice.it

ArtFutura. Creature digitali

Se dall’arte ti aspetti meraviglia all’Ex Dogana tu devi venire.

Eh sì, proprio così: L’impatto forte, appena si entra, è di grande meraviglia e non finisce lì (entrando) ma ti accompagna in tutti i sette hangar, dove sette installazioni realizzate da sette visual designer e artisti digitali internazionali, fanno vivere una una vera e propria esperienza immersiva nell’arte digitale: Sculture cinetiche che creano olografie galleggianti, campi magnetici che generano forme di ferro fluido dinamiche, esperienze audiovisive avvolgenti in cui sperimentare proiezioni virtuali sconosciute.

E’ “ArtFutura. Creature digitali” dal 29 aprile al 10 settembre negli spazi dell’Ex Dogana di Roma e organizzata da MondoMostre Skira. L’esposizione (aperta anche di notte) si muove sul labile confine tra arte e scienza, evidenziando tra i due diversi ambiti suggestioni e connessioni che proprio nell’uomo e nella sua creatività trovano il loro punto di incontro.

La curatela è di Montxo Algora, direttore dell’omonimo e storico Festival internazionale ArtFutura, che per l’occasione ha riunito alcuni dei più interessanti artisti multimediali (molti dei quali anche scienziati) del panorama internazionale: Paul Friedlander, Esteban Diácono Motion Graphics, Can Buyukberber, Sachiko Kodama, Chico MacMurtrie e il collettivo Universal Everything.