Corpo Celeste

La Fondazione VOLUME!, con il patrocinio del Comune di Todi, di E.T.A.B La Consolazione e dell’Associazione Todi per l’Arte, presenta Corpo Celeste, mostra di Bizhan Bassiri a cura di Bruno Corà, presso il Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg). Altra tappa che segna l’avvicinamento alla prossima Biennale di Venezia dove l’artista rappresenterà il suo Paese, l’Iran.

Per anticipare questo grande evento, l’artista ha ideato un percorso simbolico alla scoperta della sua opera.
Il percorso parte da due siti riconosciuti patrimonio dell’Unesco, location per la Meteorite collocata nell’ottobre 2016 davanti alla Cattedrale di Palermo e del progetto inaugurato l’8 marzo 2017 a Chogha Zanbil, nella provincia del Kuzhestan, dove c’è una delle ziqqurat più antiche esistenti al di fuori della Mesopotamia, scenario per la conferenza Noor in contemporary thought. L’itinerario persiano si sposta poi ad Abadan, città dell’Iran sud occidentale, che fa da cornice all’installazione di Temple of Destiny, inaugurando il nuovo museo di arte contemporanea, costruito più di 20 anni fa, ma mai aperto fino ad oggi.

Tornando in territorio italiano, la mostra Girone della Sorte, inaugurata il 17 marzo presso il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, riflette attraverso uno stretto dialogo tra le opere esposte, sull’azione della sorte intesa dall’artista come “esatta coincidenza della casualità”.

La mostra che inaugurerà il prossimo 22 aprile alle ore 17.00 presso il Tempio di San Martino a Petroro di Todi riprende i temi del sacro, portando quasi a chiusura questo viaggio simbolico.

Il bianco della pietra del Tempio romanico accoglie l’opera Corpo celeste, segno di una assenza più forte della materia, un buco nero dove il buio diventa presenza metafisica. Unici riverberi di luce che rivelano il corpo dell’opera sono dati dai candelieri, Specchi solari che come quinte sceniche la completano.

In dialogo con i resti dell’affresco raffigurante San Martino di Tours una serpe in bronzo, icona ancestrale, prosecuzione del paesaggio sacro.

Info:
Bizhan Bassiri, Corpo Celeste
a cura di Bruno Corà
Opening
22 aprile 2017, h 17:00
Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg)
info@fondazionevolume.com

On the river

Venerdì 21 aprile 2017, alle ore 12:00, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli – Sezioni Americana e Venezuelana, a Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito 1, si inaugura “On the river”, la mostra a due voci che vede protagonisti Angelo Zanella, esperto artista lombardo e Marco Amore, giovane scrittore campano.

L’esposizione è frutto di un incontro non casuale che nell’arco di alcuni mesi ha generato un taccuino per parole e segni, una sorta di agenda scandita da riflessioni, dubbi e visioni istantanee. Sullo sfondo c’è il fiume, nota allegoria eraclitea del divenire nonché autentico riferimento geografico, con la sua fauna scintillante o mimetica e la sua flora elegante e fascinosa. Scenari, guizzi, trame e conseguenti pensieri figli di una evasione sulle orme di Henry David Thoreau e del suo quanto mai attuale Walden. Vita nel bosco.

Insieme ai due autori interverrà al vernissage il dott. Francesco Mercurio direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli. La mostra, visitabile fino al 05 giugno 2017, sarà completata dall’appuntamento, alle ore 18:00 di venerdì 21 aprile, presso la Galleria Anywhere Art Company, in via Mezzocannone 31, a Napoli.

L’allestimento presso le Sezioni Americana e Venezuelana della Biblioteca Nazionale di Napoli sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 13:30. Presso la Galleria Anywhere la mostra sarà visibile previo appuntamento telefonico.

Angelo Zanella (Lovere, Bg. 1960). Comincia ad esporre negli anni ‘80 con opere caratterizzate dalla forza prepotente del gesto e dalla consistenza della materia. Dal 1994 decide di dedicarsi esclusivamente alla professione di archeologo e riprende a dipingere con nuove tenaci motivazioni dopo circa dieci anni. Recentemente ha esposto presso la Galerie Phoenix di Colonia, il Museo di Storia naturale di Genova, il Politecnico di Milano, il Convento di Santo Spirito a Nola e nel 2016 con la mostra “Il Bestiario e altri racconti” alla Galleria Spazio 6 di Verona.

Marco Amore (Benevento, 1991). Nel 2010 ha pubblicato il romanzo “Io non vivo” seguito, l’anno successivo, da tre raccolte di racconti brevi. Nel 2015 ha vinto la quarta edizione del Premio “Michele Sovente” nella sezione “Poesia under 30”. I suoi scritti sono stati pubblicati su diverse riviste cartacee e spaziano dal reportage giornalistico alla poesia. Dal 2013 si avvicina gradatamente, con garbo e umiltà, al mondo dell’arte contemporanea curando con sguardo insolito svariate mostre per istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private.

URP Biblioteca Nazionale tel- 081 7819 231 email- bn-na.urp@beniculturali.it web-  www.bnnonline.it
Anywhere Art Company tel- 329 3662 095 email- anywhere.artcompany@virgilio.it
web-  www.anywhereartcompany.com

Festa dei Musei

Dopo il successo dell’edizione 2016 dedicata a “Musei e Paesaggi culturali” (www.beniculturali.it/festadeimusei2016), il 20 e 21 maggio il MiBACT torna a celebrare la Festa dei Musei.

In continuità con il tema proposto da ICOM per la prossima “Giornata internazionale dei Musei” del 18 maggio, la Direzione generale Musei ha deciso di incentrare questa seconda edizione sul tema “Musei in Contes[x]t: raccontare l’indicibile nei musei”.

Si conferma la formula che coinvolge i musei italiani nel proporre eventi, aperture straordinarie e iniziative dedicate a diverse tipologie di pubblici e incentrate sul tema scelto per questa edizione: “Musei in Contest / Context: raccontare l’indicibile nei musei“. Un modo nuovo per raccontare il patrimonio culturale attraverso prospettive inedite, occasioni di riflessione e di coinvolgimento.

Come per l’edizione passata, il programma preliminare degli eventi prevede un’offerta diversificata per fasce di orario e target di pubblico:
• la mattina di sabato è dedicata alle famiglie e ai bambini (9.00-14.00: Il Patrimonio per i bambini), il pomeriggio ai tecnici, ai curiosi e agli appassionati (a partire dalle 14.00 e fino all’orario di chiusura: Il racconto del Patrimonio, Largo all’esperto, Dietro il Patrimonio) e/o al grande pubblico, con eventi che coinvolgono tutte le arti (a partire dalle 14.00 e fino all’orario di chiusura: Lo spettacolo della cultura);
• la giornata di domenica si rivolge a tutte le categorie possibili di pubblico (9.00-20.00: Il Patrimonio per/di tutti), con eventi connessi al tema della partecipazione al Patrimonio nello spirito della Convenzione di Faro del 2005.

Quando:
• Sabato 20 maggio – con orari e costi ordinari nel corso della giornata
• Domenica 21 maggio – con orari e costi ordinari della giornata.

I Musei e i Luoghi della cultura non statali interessati a prendere parte all’iniziativa dovranno contattare i Poli museali regionali territorialmente competenti che valuteranno – in relazione al personale, alle risorse strumentali, alla pertinenza e alla tempistica – la possibilità di inserire le iniziative sul DBUnico e nel programma on-line.

Gli hashtag ufficiali per seguire e raccontare l’evento sui social sono: #FestadeiMusei2017 | #FDM2017 | #FestadeiMusei | #museincontesXt | #Culturaèpartecipazione

La circolare di riferimento e i loghi della manifestazione in diversi formati sono disponibili in questa pagina
Per informazioni: eventi@beniculturali.it

 

Sulle arie, sulle acque, sui luoghi

Sabato 22 aprile 2017 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta Sulle arie, sulle acque, sui luoghi, personale di Lucia Lamberti a cura di Maria Letizia Paiato.

Dirigibili, navi da guerra, paesaggi portuali, città che si specchiano nell’acqua, ponti, mappe, sono alcuni dei soggetti protagonisti della “fabula” visiva di Lucia Lamberti. Come in un romanzo, l’artista snoda per immagini l’esplorazione di fatti, luoghi e accadimenti, intrecciando a vicende storiche la vita individuale delle persone, interagendo simultaneamente con chi si accosta alla sua opera.

Il dato figurativo è solo il primo livello di lettura cui Lamberti ci mette di fronte, o meglio è la traccia visuale che si offre allo spettatore quale incipit di un cosmo romanzesco, articolato e da scoprire. Poco alla volta, nell’addentrarsi fra le sale della galleria, con un incalzare narrativo, Lamberti ci conduce in quell’“ambizione panoramica” (Roger Caillos) dove è implicita l’attività umana e in luoghi dove la storia progressivamente si fa storia dell’Europa, dunque anche delle nostre radici culturali.

Come in dei fermo immagine fotografici, Lamberti fissa pittoricamente delle scene, dei momenti quotidiani immersi nel lento scorrere del tempo, in apparenza ordinari. Si tratta di sfondi che, frutto di accurate ricerche di archivio, l’artista fa riaffiorare dal passato, contestualizzandoli al presente, attraverso un complesso procedimento di concettualizzazione della ricostruzione storica. Traslati al piano bidimensionale del quadro, essi si traducono in pitture in cui emergono suggestioni di memorie collettive e individuali.

Le serie Luftschiffe, Koenigsberg, Landscape paintings, e Organic landscape, cui si aggiunge per questa mostra un inedito lavoro sulle Isole Svalbard, per la prima volta esposte tutte assieme, sono gli ideali capitoli di una successione di avvenimenti concatenati nel tempo fittizio proposto da Lamberti che, come una scrittrice, compone e trasforma la storia in sequenze pittoriche. In questo modo, tutta la sua opera si mostra come un vero e proprio “intreccio”: ogni singolo dipinto rappresenta un punto di partenza dal quale progredire in un personale ordine degli avvenimenti.

In questa concatenazione, le opere di Lamberti prendono la parola, nell’alternanza continua di più storie simultanee che, ora l’una ora l’altra, s’interrompono per poi essere riprese secondo un procedimento che ricorda quello cinematografico. E l’elaborazione di scatti provenienti da archivi web specializzati nel fermo-immagine, lo rammentiamo qui, è proprio la peculiarità che ha distinto il dipingere dell’artista nell’arco della sua carriera e fino al 2009.

Attraverso la pittura, Lamberti restituisce consistenza e permanenza a qualcosa di estremamente liquido e incorporeo quale è l’immagine dissolta nella rete, così in queste serie più recenti, essa reintegra persistenza a documenti dispersi e dimenticati, quindi a storie di cui si sono perse le tracce. Nel rimettere in circolo la Storia, l’artista allarga il suo obiettivo al senso generale del vivere e dell’abitare.

Non a caso, infatti, Il titolo della mostra è un’esplicita citazione del Corpus, ossia uno dei libri più importanti di Ippocrate dove Le arie, le acque, i luoghi mettono l’accento sulla stretta correlazione tra le abitudini di vita e la possibile cura. Con questa precisa scelta lessicale, Lamberti sottolinea il legame fra l’esistenza, il tempo e lo spazio che, quando diventano cronaca di avvenimenti bellici, tragedie umanitarie e spostamenti di confini, si fanno sinonimo di patologia.

Tuttavia l’artista, è attraverso l’atto creativo che recupera quelle memorie traumatiche della Storia non ancora elaborate, sottoponendole a una terapia per riportarle verso un’aria più salubre. (Maria Letizia Paiato).

 

FabulaFineArt è diretta Giorgio Cattani e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Andrea Del Guercio e Veronica Zanirato. In galleria Annamaria Restieri e Elisa Ugatti.

 

Lucia Lamberti – Sulle arie, sulle acque, sui luoghi
Durata: Dal 22 aprile al 31 maggio 2017

Inaugurazione: Sabato 22 aprile 2017 ore 18.00

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento

Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)

www.fabulafineart.com
fabulafineart@gmail.com
https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

UMBERTO NOBILE (Agenzia: OLYCOM) (NomeArchivio: 03-00fqr.JPG)

Lucia Lamberti

Lucia Lamberti (Salerno 1973) vive e lavora tra Bologna e Salerno. Le sue opere nascono da una lunga selezione di immagini provenienti da archivi o da reportage e sono legate ad un nucleo tematico preciso, che, dal 2009, coincide con il paesaggio e le sue trasformazioni (Kaliningrad – Königsberg).
 
La partenza dal dato oggettivo è solo il primo passo di una strategia con la quale l’artista realizza opere su carta, su tela, video e installazioni pittoriche.
 
La cifra stilistica e la tecnica rispondono volta per volta in maniera diversa dell’argomento affrontato. Concepiti come delle serie, o, per meglio dire, dei capitoli, i suoi dipinti si collegano attraverso un nesso di senso, un grado di unione; e raccontano, avvicinandoli tra loro, storie e luoghi apparentemente lontani.
 
Lo stesso processo creativo l’ha portata a realizzare, tra il 2006 e il 2009, cicli di dipinti dedicati alle donne armate, con immagini provenienti da archivi web specializzati nel fermo-immagine cinematografico, del genere “ragazza con la pistola”.
 
Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero, sia in gallerie private sia in sedi istituzionali, tra cui il MNAC di Bucharest -RO; il Consolato Italiano a Bruxelles -B (solo show); la Fondazione Orestiadi a Gibellina -I; il Collegium Hungaricum a Berlino -DE; il Kaliningrad Art Museum –RU.
 
Hanno scritto del suo lavoro: Eugenio Viola, Antonello Tolve, Achille Bonito Oliva, Gianluca Marziani, Martina Cavallarin.
 
Le sue opere sono in collezione permanente presso TERNA, Roma, il Lentos Museum di Linz in Austria; la Certosa Di San Lorenzo, Padula, (SA) e la Fondazione Orestiadi di Gibellina (Tp).
http://www.lucialamberti.it/

 

Lucia Lamberti Sulle arie, sulle acque, sui luoghi
Durata: Dal 22 aprile al 31 maggio 2017
Galleria FabulaFineArt
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)

Mari del Sud

I disegni di Lele Vianello che narrano il mare e i suoi misteri sono in mostra al Castello Aragonese di Otranto sino al 13 maggio, tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Mari del Sud“, questo il titolo della colorata esposizione di Vianello – collaboratore del maestro Hugo Pratt, padre di Corto Maltese, ma soprattutto continuatore ed erede del suo universo narrativo – che mostra il mare come un protagonista discreto, che non rivendica parti né ruoli, che conosce la sorte degli uomini e osserva, sornione, il susseguirsi degli accadimenti: Un re in panciolle con una spumosa barba bianca ed una magnifica corona di gabbiani. Dal Pacifico all’Atlantico e poi ancora oltre, fino all’Oceano Indiano; dall’Argentina all’Indonesia; da Cuba alle Filippine: Le storie del maestro veneziano sono un invito al viaggio e all’avventura, un invito a prendere il mare.

La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Oltre 400 opere di notevole valore storico-artistico tra dipinti, stampe, incisioni, disegni, sculture e arredi di pregio, dal XIV secolo al secondo Novecento.

Opere eterogenee per gusto, epoca e provenienza che costituiscono la collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Beni che la Fondazione ha acquisito negli anni con l’obiettivo non solo di conservarli, ma anche di valorizzarli, facendoli conoscere al grande pubblico.

Ecco spiegata la scelta, anche nel 2017, di concedere in prestito alcune opere a musei o enti pubblici in occasione di prestigiose esposizioni. È il caso del Museo d’Arte di New Orleans (USA) che, per la mostra “A life of Seduction. Venice in the 1700s”, ha richiesto quattro dipinti del Settecento a firma di un seguace di Joseph Heintz il giovane.

Altre cinque opere, rispettivamente di Francesco Maffei, Giovanni Antonio Pellegrini, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini, saranno presenti alla mostra “Il Tesoro delle Fondazioni”, organizzata dal 9 aprile a Perugia dalla Fondazione Cariperugia. Ad arricchire invece l’esposizione “Rinascimento segreto”, che inaugura il 13 aprile ed è organizzata dal Comune di Pesaro in collaborazione con il Comune di Fano e il Comune di Urbino, sarà una tavola di Giovanni Buonconsiglio.

Diversi anche gli eventi espositivi in Veneto dove può o potrà essere ammirata una parte della collezione d’arte della Fondazione. A Rovigo, in concomitanza alla mostra “Terra senz’ombra” a Palazzo Roverella, Palazzo Roncale ospita alcune opere del Novecento di Alberto Biasi, Enrico Castellani, Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Manfredo Massironi, Toni Costa e Concetto Pozzati.

Altre due opere, questa volta dell’autore Tullio Crali, sono state richieste dal Comune di Padova per la mostra “Aereopittura. La seduzione del volo” in programma al Museo degli Eremitani dal 5 maggio mentre la Fondazione Palazzo Pretorio Onlus di Cittadella (PD) dedicherà dal 9 aprile una mostra a Bruno Munari, dove troveranno spazio anche due opere della collezione della Fondazione. Un dipinto di Giovanni Buonconsiglio, infine, sarà esposto da ottobre al Museo Casa Giorgione in occasione della mostra “Le trame di Giorgione” organizzata dal Comune di Castelfranco Veneto (TV).

Sul portale http://museo.fondazionecariparo.it e nel catalogo cartaceo edito da Marsilio “La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo”, sono censite tutte le opere della collezione, corredate da schede storico-critiche di approfondimento.

Street Art Tour Genova

Scrive Claudia Giraud su Artribune.com : Dal graffiti writing al new muralism, passando per stencil e poster art, 100 street artist di tutto il mondo saranno coinvolti nel progetto biennale per creare uno Street Art Tour lungo la strada più critica della città.

Dal Porto Antico alla Lanterna, passando per la porta ovest della città, Genova è attraversata da un’arteria stradale molto discussa: via Aldo Moro, meglio conosciuta come la Sopraelevata. È qui che dal 2016 opera il progetto dalla durata biennale Walk The Line – a cura di Linkinart, PAGE Public Art Genoa e trasherz.org – con l’intento di trasformare le strutture portanti di questo luogo chiave della città in una galleria a cielo aperto, lunga più di 3 chilometri. Dal graffiti writing al new muralism, passando per stencil e poster art, cento street artist di tutto il mondo accanto a quelli locali saranno coinvolti nella reinterpretazione dei cento piloni, accompagnati da una colonna sonora composta da cento tracce realizzata ad hoc dal collettivo artistico Magellano.

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Talent Prize 2017

Sono aperte le iscrizioni al Talent Prize 2017, il premio di Arti Visive indetto da Inside Art che quest’anno celebra la sua decima edizione.

Un traguardo importante che attesta l’autorevolezza di un riconoscimento che negli anni è cresciuto consolidandosi e distinguendosi nel panorama nazionale, diventando punto di riferimento per i giovani artisti.

Possono partecipare gratuitamente artisti italiani e non, nati a partire dal 1977, con opere pittoriche, sculture, video, installazioni e fotografie.

I partecipanti possono contare sulla professionalità di una giuria composta da riconosciute personalità del mondo dell’arte contemporanea. Quest’anno, in occasione del decennale del premio, il Talent Prize dà il benvenuto in giuria a Peter Benson Miller, (Direttore artistico dell’American Academy di Roma), Joachim Blüher (Direttore dell’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo), Fabio Cavallucci (Direttore artistico del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato), Gianluca Marziani (Curatore artistico di Palazzo Collicola – Arti Visive Spoleto) e Roberta Tenconi (curatrice Pirelli HangarBicocca di Milano) che si vanno ad aggiungere ai giurati che in questi ultimi anni hanno accompagnato il concorso: Anna d’Amelio Carbone (Direttrice della Fondazione Memmo Arte Contemporanea), Rocco Guglielmo (Direttore del Marca – Museo delle Arti di Catanzaro), Charlotte Morel (Direttrice arti visive e attività espositive del Comune di Lille), Federica Pirani (Storica dell’arte contemporanea), Ludovico Pratesi (Critico d’arte e Direttore del Centro di arti visive Pescheria di Pesaro), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, (Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Marcello Smarrelli (Direttore artistico della fondazione Ermanno Casoli), Guido Talarico (editore e direttore di Inside Art).

Saranno loro a selezionare il vincitore e i nove finalisti, che esporranno, insieme agli artisti selezionati dagli sponsor e dai partner del concorso, nella grande collettiva che a ottobre si svolgerà al museo Macro di via Nizza. Il vincitore, i nove finalisti e i premi speciali scelti dagli sponsor avranno diritto a un servizio sul numero di Inside Art dedicato al Talent Prize ed esporranno i propri lavori nella collettiva finale, prevista a dicembre al Museo Macro di Via Nizza, a Roma. Per celebrare i dieci anni del premio, sarà anche allestita una mostra antologica con una selezione dei lavori dei vincitori degli anni passati.

I PREMI
Il vincitore del Talent Prize si aggiudica un premio dal valore di diecimila euro (5mila in denaro e 5mila in promozione), un ampio primo piano sul numero di Inside Art dedicato al concorso, in uscita a dicembre e, grazie al partenariato culturale con la città di Lille, sarà ospite una settimana nella città francese, esponendo il suo lavoro nella mostra Format à l’italienne (Espace Le Carré, Lille), insieme alle opere degli artisti in residenza all’atelier Wicar di Roma.

Iscrizione gratuita su www.talentprize.it

Gioco di fantasmi

Gioco di fantasmi e teatro dei tempi. Le opere di Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida e Gian Luca Groppi in mostra presso la sede di CSArt e ClubArt a Reggio Emilia (Via Emilia Santo Stefano, 54) in occasione di “Fotografia Europea”.
Realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (Sv), l’esposizione sarà inaugurata venerdì 28 aprile 2017, alle ore 18.00, alla presenza degli artisti.Come spiegano i curatori Chiara Serri e Paolo Barilli, «Le opere fotografiche di Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida e Gian Luca Groppi trovano assonanza nella costruzione della scena, nelle suggestioni letterarie, nelle ampie aperture oniriche. Il fantasma del passato irrompe nel contemporaneo rivelando immagini persistenti, riconducibili alla tradizione culturale e alla memoria sociale. Inventario, allora, come strumento di conoscenza, warburghiano “Atlante della Memoria” in grado di dare parola all’immagine e spazio al pensiero».

Alessandra Baldoni presenta una selezione di opere “Da un atlante del mondo difficile”, serie avviata nel 2015 e non ancora conclusa. Il progetto, che trae il titolo dall’omonima poesia di Adrienne Rich, mette in scena gli incubi e le paure che caratterizzano la società contemporanea. Lasciate da parte le atmosfere fiabesche della precedente produzione, l’artista si concentra ora sul mistero, attraverso narrazioni sospese poco prima del tragico. Amante della letteratura, Baldoni utilizza la fotografia come mezzo per immortalare allestimenti curati nel dettaglio, nei quali l’immagine si solleva gradualmente dalla parola.

Giorgio Bormida, presente in mostra con quattro fotografie della serie “VIXI” (2015), perfetto indicativo del verbo “vivere”, opera una continua stratificazione di ricordi e memorie. Diversi momenti collegati tra loro da assonanze formali o connessioni simboliche, calate in un buio teatrale che accentua gli aspetti onirici della visione. L’oscurità diventa dunque sinonimo di interiorità, con riferimenti al bianco e nero cinematografico dell’espressionismo tedesco, alla violenza drammatica delle luci e delle ombre di Caravaggio e alle visioni di Füssli, finestra aperta sulla parte irrazionale della mente umana.

Gian Luca Groppi espone due fotografie e due dittici della serie “Tributo all’Inespresso”, riferibile al 2014-15. Un progetto dedicato a letterati, artisti e pensatori che hanno fortemente influenzato il percorso dell’artista, nonostante la loro prematura scomparsa. Non un lavoro sul suicidio, ma la ricerca di nuove immagini per il presente e per il futuro. La fotografia corrisponde dunque ad una scenografia complessa, che si nutre del pensiero e della storia dei personaggi ritratti, da Ian Curtis ad Antonia Pozzi, da Sarah Kane ad Unica Zurn. Un tributo all’inespresso, alle opere in potenza che non vedranno mai la luce.

Alessandra Baldoni nasce nel 1976 a Perugia, dove vive e lavora. Dal 2000 prende parte a numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le recenti esposizioni si segnalano: “La neve non ha voce” (Chiostro di Voltorre, Varese, 2015, a cura di Alessandra Redaelli), “Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs” (ADD-art gallery, Spoleto, Perugia, 2015, a cura di Maddalena Rinaldi), “Ho tentato tre inizi” (Musei Civici, Camerino, Macerata, 2015, a cura di Verticale d’Arte), “Lo specchio oscuro” (EXMA, Exhibiting and Moving Arts, Cagliari, 2015, a cura di Giacomo Pisano), “A debita distanza” (Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, Milano, 2016, a cura di Angela Madesani). Da anni tiene seminari e workshop sulla fotografia narrativa nelle scuole e nelle università.

Giorgio Bormida nasce a Cengio (Sv) nel 1969. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Paul Klee di Genova, si laurea all’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona. La sua arte si lega alle attività di musicista e di scenografo. Dal 2004 al 2008 è scenografo realizzatore per il Teatro Carlo Felice di Genova. Vincitore del Premio Speciale Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea ad Arteam Cup 2015, partecipa alla collettiva allestita all’Officina delle Zattere (Venezia, 2015) e tiene la personale “VIXI” (Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, Milano, 2016) con catalogo Vanillaedizioni e testo di Antonio D’Amico. Finalista ad Arteam Cup 2016, espone a Palazzo del Monferrato (Alessandria, 2016). Vive e lavora a Savona.

Gian Luca Groppi nasce a Piacenza nel 1970, vive e lavora a Genova. Dal 1997 si dedica alla fotografia, realizzando immagini che stampa personalmente. Ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le recenti personali si segnalano: “L’Ultima Mutazione” (Palazzo Chiabrera, Acqui Terme, Alessandria, 2010; Spazio Biffi, Piacenza, 2011; Wave Gallery, Brescia, 2012; Galerie Hautefeuille, Parigi, Francia 2012), “Besides” (VisionQuest gallery, Genova, 2013, a cura di Clelia Belgrado), “Photographie hiver 2015-16” (Centre d’Art Contemporain, Briancon, Francia, 2015-16, a cura di Julie Arnal). Finalista ad Arteam Cup 2016, partecipa alla collettiva allestita a Palazzo del Monferrato (Alessandria, 2016). Collabora con VisionQuest gallery di Genova.

In occasione del vernissage, si terrà la presentazione del progetto “Arteam for Sug@rt”, una cartella di bustine di zucchero da collezione realizzata da Figli di Pinin Pero S.p.A di Nizza Monferrato (At) con opere di diciotto artisti associati Arteam che hanno presentato la loro candidatura per Arteam Cup 2016.

La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio 2017, da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 16.00-18.30.

Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it, info@clubart.it, www.clubart.it.

 

Gioco di fantasmi – Alessandra Baldoni, Giorgio Bormida, Gian Luca Groppi
A cura di Chiara Serri e Paolo Barilli
Dal 28 aprile al 31 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 28 aprile, ore 18.00
Orari di apertura: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 16.00-18.30.
In collaborazione con Associazione Culturale Arteam, www.arteam.eu

Mostra inserita nel Circuito Off di Fotografia Europea, www.fotografiaeuropea.it

 

INFORMAZIONI E UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T/F 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

ClubArt – the modern art community
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T/F 0522 1715142
info@clubart.it
www.clubart.it

Teatro delle Orge e dei Misteri

Al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno è in corso – e sino al 9 luglio – la mostra Hermann Nitsch O.M.T Orgien Mysterien Theater (Teatro delle Orge e dei Misteri) – Colore dal Rito, personale dedicata al grande maestro austriaco, esponente dell’Azionismo viennese, dell’Informale e quindi creatore di performance e installazioni molto discusse e rimaste memorabili.

Curata da Italo Tomassoni e da Giuseppe Morra, dal 1974 storico gallerista ed editore degli scritti di Nitsch cui ha dedicato nel 2008 un Museo a Napoli, la mostra raccoglie circa 40 opere, divise in 9 diversi cicli di lavori, realizzati tra il 1984 e il 2010 e allestite come fossero un’unica grande opera aperta negli spazi del CIAC, che diversifica nuovamente la propria offerta espositiva offrendo l’opportunità di incontrare uno tra i maggiori protagonisti dell’arte internazionale della seconda metà del Novecento.

La mostra presenta alcune celebri installazioni di Nitsch come 18b.malaktion, 1986 Napoli Casa Morra. Si tratta di grandi tele dove domina il colore rosso versato o schizzato, “una pittura d’azione – afferma Nitsch – che assolve una funzione drammatica, coinvolgendo gli spettatori, come un accadere drammatico che si manifesta a mò di litania, all’interno del mio teatro, attraverso una esibizione pittorica”. Oppure azioni dimostrative-teoriche come 108.lehraktion, 2001 Roma Galleria d’Arte Moderna, dove in altre grandi tele Nitsch evidenzia elementi base del suo teatro, cercando “il segreto profondo del colore” e dando precise indicazioni sulla propria teoria estetica, le sue speculazioni filosofiche e la sua idea del cosmo.

E 130.aktion installazione di relitti, 2010 Museo Nitsch Napoli, dove l’artista costruisce opere autonome ma al tempo stresso tracce rielaborate delle sue precedenti azioni sceniche con elementi che provengono dall’azione stessa come grandi teli bianchi e camici macchiati di sangue, barelle servite per trasportare corpi che divengono tavoli o altari, attrezzi chirurgici come bisturi o divaricatori, provette e alambicchi che rimandano al corpo e ai suoi umori, zollette di zucchero e fazzolettini di carta messi in file perfettamente regolari, che suggeriscono sensazioni di freschezza e purezza. Relitti come installazioni di quanto è già avvenuto, testimonianza di un evento sacrificale assente, segni rituali e formali di fatti fisici e carnali.

Sono esposte inoltre alcune emblematiche stampe su tela come Die Eroberung Jerusalem, 1971-2008, Grablegung, 2007 e Ultima cena, 1983, opere di ispirazione religiosa dove Nitsch è affascinato dall’emanazione sensuale del rituale, soprattutto dall’Eucarestia che fa di ogni individuo un Cristo. Pane e vino, cibi basilari dell’uomo, divengono strumenti dove vita e morte si compenetrano e, grazie al rito, fanno rivivere nell’uomo l’essenza del mondo, la trasformazione dalla morte alla resurrezione, rendendoci consapevoli dell’amore altruista.