AGIBILE

CasermArcheologica, dopo il successo della camminata/presentazione del libro di Diego Fontana, si avvia verso la riapertura al pubblico con un altro appuntamento: sabato 6 maggio (ore 17:00) il Museo della Vetrata, Spazio Bernardini Fatti della Vetrata Antica e Contemporanea, di Sansepolcro ospiterà i tre giovani artisti che saranno i protagonisti della mostra estiva, dal titolo AGIBILE, a cura di Ilaria Margutti, Laura Caruso e Saverio Verini.

In questa occasione, Francesco Capponi, Carla Rak e Federica Gonnelli illustreranno la loro idea di opera site specific, concepita vivendo in un primo sopralluogo l’atmosfera suggestiva dell’ex Caserma dei Carabinieri. Racconteranno il proprio lavoro e illustreranno in che direzione stanno andando i percorsi di creazione artistica per la mostra estiva che sarà realizzata in Via Aggiunti.

La mostra, la cui inaugurazione è prevista per sabato 8 luglio, sarà affiancata dall’esito del laboratorio di fotografia “Lezioni per anime inquiete”, che l’artista Alessandra Baldoni ha condotto con un gruppo di studenti delle scuole superiori indagando sul tema dell’identità e della conoscenza di sé in relazione con l’altro. Parte del percorso si è svolto con un gruppo misto di ragazzi del Liceo e alcuni dei/delle ragazzi/e richiedenti asilo che risiedono nei centri d’accoglienza della Valtiberina, in collaborazione con la Cooperativa L’albero e La Rua, con il sostegno della Provincia di Arezzo, attraverso il bando Giovani Attivi.

A partire dalle ore 19:00 tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al concerto di Amy León, artista newyorkese che si esibirà per la prima volta in Italia presso il Birrificio Altotevere a San Giustino (PG). Il live, organizzato dall’Associazione EffettoK, sarà l’anteprima di WE.STORY, festival delle storie da raccontare che si svolgerà dal 22 giugno al 2 luglio.

L’iniziativa è a ingresso gratuito.

Tutta la progettazione è sostenuta da una rete importante di partner locali e nazionali: Comune di Sansepolcro, Fondazione Unipolis, Fondazione Marco Gennaioli Onlus, Art Sweet Art, Piccini s.p.a., Effetto K e Studio Idea.

 

Info e contatti:
CASERMARCHEOLOGICA
Via Aggiunti 55, ex Caserma dei Carabinieri Sansepolcro (AR)
Email casermarcheologica@gmail.com
Facebook CasermArcheologica
cell. +39 349 6442920

Objets trouvés

Domenica 7 maggio alle ore 11.00 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma inaugura la mostra Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino: un percorso espositivo tra fotografia, grafica, architettura, design e moda, che occuperà gli spazi di diverse sezioni della Chiesa e della Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri dal centro di Parma, nell’ambito di Fotografia Europea 2017 dal titolo Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio.

Il ‘grande magazzino’ – e in particolare un committente d’eccezione come la Rinascente – nella sua duplice dimensione di grande oggetto urbano e di labirinto di merci e di desideri, è stato assunto dallo CSAC come un campo di indagine particolarmente calzante per rappresentare un archivio di immagini e progetti del ‘900 come l’Archivio-Museo CSAC. La fotografia è assunta nella sua specificità, ma è anche analizzata e restituita come una delle tante componenti della ricostruzione della memoria, così come i bozzetti, i cataloghi di moda, le pubblicità, i disegni esecutivi, il packaging, i prodotti finali: sono tutti objets trouvés che ricompongono e suggeriscono per frammenti innumerevoli potenziali narrazioni e microstorie.

Il punto di avvio dell’indagine sono state le campagne fotografiche commissionate a Publifoto Roma che hanno sistematicamente documentato la costruzione della nuova sede de la Rinascente progettata da Franco Albini, in piazza Fiume a Roma (1959/62), e gli allestimenti di vetrine del grande magazzino romano che cadenzano le stagioni della moda e della vita della famiglia italiana dal 1955 al 1957. Da queste campagne si irraggiano molteplici storie di progetto e rappresentazione di oggetti, abiti e architetture. Altri objets che emergono dagli archivi consentono un discorso sulla specificità della fotografia. Si tratta di quelle ricerche che indagano la dimensione del doppio, il tema del riflesso, del frammento, oppure della dimensione urbana della vetrina, dagli anni Venti e Trenta (Florence Henri, Man Ray, Stefani), agli anni Ottanta (Fabio Mauri, Paola Mattioli, Ugo la Pietra, Luigi Ghirri).

Per la moda il percorso va dagli anni Venti agli anni Sessanta e mostra la presentazione dell’abito attraverso diversi media, dalla pubblicità su rivista alla fotografia delle sfilate e delle vetrine, al catalogo di moda; saranno presenti anche diversi bozzetti tra cui alcuni di Ballester, John Guida, degli Atelier Antonelli e Albertina, di Schubert, i disegni di Brunetta e il progetto grafico di Roberto Sambonet in dialogo con i manifesti anni Sessanta di Giancarlo Iliprandi.

Verrà inoltre messa in scena l’interazione tra i diversi archivi, a partire dalla documentazione della storia del Compasso d’oro (Marcello Nizzoli, Roberto Sambonet, Roberto Menghi tra gli altri), premio istituito proprio da la Rinascente, per poi proseguire con il progetto della presentazione del prodotto all’esterno e all’interno del Grande Magazzino da parte di Gio Ponti, Sambonet e Pino Tovaglia (vetrine, allestimenti interni e segnaletica). Il progetto d’architettura sarà invece raccontato attraverso due casi dagli archivi CSAC: l’edificio la Rinascente a Milano di Ferdinando Reggiori e il progetto non realizzato di Ignazio Gardella per la Rinascente di Roma a Piazza Colonna.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Orari
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15
sabato e domenica dalle 10 alle 20

Ingresso
10 euro
Per i possessori del biglietto di Fotografia Europea 17, l’ingresso al Museo CSAC sarà di 5 euro;
a fronte della presentazione del biglietto CSAC, il biglietto di Fotografia Europea sarà ridotto a 12 euro.
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

Per informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

Franca Pisani a Viva Arte Viva

Dopo le partecipazioni del 2009 e del 2011, l’artista Franca Pisani – grossetana di nascita, ma che vive e lavora a Pietrasanta – sarà presente anche alla 57a Esposizione internazionale d’arte di Venezia, dal titolo “Viva Arte Viva”.
 
Dal 13 maggio fino al 26 novembre 2017 le opere dell’artista maremmana saranno visibili nel Padiglione della Repubblica Araba Siriana allestito nell’ex-cinema Chiesa del Redentore, sull’isola della Giudecca.
 
Insieme a altri sette artisti, Franca Pisani sarà protagonista della mostra intitolata “Everybody admires Palmyra’s greatness”, curata del direttore del Museo di Damasco, Emad Kashout, già Commissario del Padiglione stesso.
 
La storia di Palmira costituisce un importante tassello in quella dell’umanità; preservarne la memoria e proteggerla per le generazioni presenti e future è un dovere per tutti e gli artisti operano da sempre con tenacia per difendere la civiltà e per far sì che, ancora una volta, tutti possano “ammirare la grandezza di Palmira”.
Con questo convincimento, la Pisani porta in Laguna quattro opere di recente realizzazione: la doppia versione de L’albero di pietra; un’opera dal titolo Tadmor in pergamena di grandi dimensioni; Archeosegno, scultura in marmo statuario – proveniente dalla cava del Monte Altissimo, sulle Alpi Apuane, scoperta da Michelangelo nel 1517 e che doveva servire per “cavare” i materiali per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze – realizzata con una tecnica innovativa grazie alla quale il materiale lapideo pare perdere la sua naturale rigidità per assumere forme di impensabile morbidezza.IL TEMA
La scelta di dedicare un’esposizione al sito archeologico tra i più famosi del Medio Oriente, ma anche tra i più vandalizzati dagli scontri che da anni oppongono diverse fazioni in quell’area geografica, si innesta nella volontà di omaggiare la sua indiscussa gloria nel passato e perché non si dimentichi il suo profondo respiro artistico nella nostra quotidianità.
Il tema della mostra è l’evoluzione ed il confronto di artisti siriani ed internazionali come Franca Pisani. Il cambiamento del mondo artistico e contemporaneo, nel confronto delle diversità per scoprire che l’arte è oltre le barriere e le frontiere. Il simbolo di tutto ciò è il tributo alla città di Palmira uno dei più importanti siti archeologici del Medio Oriente. La storia di Palmira è un importante messaggio, è la storia dell’uomo, è un dovere preservarne la memoria archeologica per le generazioni future. L’arte di Franca Pisani si concretizza nella dimensione primordiale del segno che unisce tutte le culture del mondo che nascono proprio in Medio Oriente in Mesopotamia, un mito, l’aldilà dal mondo reale, la geografia degli dei e quella degli uomini. Palmira, chiamata la Sposa del Deserto, fu una delle più importanti città della Siria, fiorì come città carovaniera. La regina di Palmira, Zelmira, si sottrasse al controllo di Roma e fu dolorosamente sconfitta dall’imperatore romano Aureliano.LE OPERE DI FRANCA PISANI IN MOSTRA
Dopo le partecipazioni del 2009 (nel Padiglione della Repubblica Araba di Siria) e del 2011 (nel Padiglione Italia), Franca Pisani torna in Laguna come unica toscana invitata alla 57a Esposizione internazionale d’arte di Venezia; nell’ex-cinema Chiesa del Redentore, alla Giudecca, l’artista esporrà quattro opere.• Tadmor è un’opera in pergamena che traccia l’alfabeto archeologico della città di Palmira; è composto da otto tele che misurano ognuna 100×150 centimetri che creano una magica installazione di 3×4 metri.

• Realizzata in marmo statuario del monte Altissimo, sulle Alpi Apuane, e nata nei laboratori dell’Henraux, la scultura Archeosegno misura 140x90x40 centimetri da terra. Il raccordo fra la scultura classica, quella di Palmira, con la sperimentazione di Archeosegno è il tema lapideo, l’arte marmorea classica,che trova un segno nuovo, inedito, contemporaneo in questa opera.

• Franca Pisani esporrà alla Giudecca anche due dei quattro Alberi di pietra recentemente realizzati e che costituiscono un’installazione del linguaggio e la ricerca dei temi antropologici che collegano mito e inconscio. Il primo Albero di pietra è composto da quercia e marmo rosso di Francia, ed è alto 2,20 metri; il secondo, in quercia e Portoro (marmo pregiato di Liguria), è alto sempre 2,20 metri.
Le opere che ho deciso di esporre nel Padiglione della Repubblica Araba di Siria afferma Franca Pisani – rappresentano un viaggio nelle memorie primordiali dell’uomo, dove radici e rinascita sono frontiere di una continua evoluzione, per riappropriarsi dell’arte che supera il vincolo generazionale e abbatte le distanze ideologiche”.

 

CENNI BIOGRAFICI SULL’ARTISTA
Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste. A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio.
Nel 1977 viene invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio.
Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale.
Franca Pisani così espone nel Museo Marino Marini (2008), due volte alla Biennale di Venezia (2009 e 2011), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013), nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d’Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), espone all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015) e alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna (2017).
Da un anno vive e lavora a Pietrasanta.

UTILITIES
La mostra “Everybody admires Palmyra’s greatness” si terrà dal 13 maggio al 26 novembre 2017 nell’ex-cinema Cinema Chiesa del Redentore, sull’Isola della Giudecca, ed è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle ore 17; chiusa di lunedì (eccetto il 15 di maggio, il 14 di agosto, il 4 settembre, il 30 ottobre e il 20 novembre).
Le preview sono previste il 10, l’11 e il 12 maggio dalle ore 11 alle ore 17.
Il vernissage del Padiglione è in programma venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.30.
Altre informazioni agli indirizzi web:

www.francapisani.com,

www.marziaspatafora.it

e www.labiennale.org.

L’amante alchimista

LE DONNE DEL RINASCIMENTO E IL POTERE: DAI MEDICI AGLI SFORZA, DAGLI ESTE AI GONZAGA, UN MAGISTRALE AFFRESCO DEL QUATTROCENTO, SCANDITO DALLE PASSIONI E DALLE CONTRADDIZIONI DELLE SUE INDIMENTICABILI PROTAGONISTE

Alla vigilia del sacco di Roma, Isabella d’Este apre le porte del suo palazzo ad aristocratici e notabili per dare loro riparo, ma consegna alle truppe pontificie una delle sue ospiti: la magista Margherida de’ Tolomei, sacrificata in cambio della berretta cardinalizia per il figlio minore.

Papa Clemente VII ha posto quell’unica condizione, e Isabella non ha avuto scampo, anche se Margherida è stata per lei in passato più che un’amica. Così la donna, avanti negli anni, viene condotta in ceppi a Castel Sant’Angelo e rinchiusa in una cella angusta con due giovani, sospettate di stregoneria, in attesa di conferire con il Papa in persona.

Mentre le truppe imperiali e i Lanzichenecchi, seguaci di Lutero, mettono a ferro e fuoco la città, Margherida ripercorre con nuovo sguardo la sua esistenza. Figlia del dotto Cornelio, profonda conoscitrice del potere delle erbe, degli influssi astrali e dell’animo umano, dedita all’arte alchemica, ha sempre cercato il segreto della conoscenza e dell’infinito; forse è questo che il papa, nipote di Lorenzo il Magnifico, vuole ottenere da lei?

Ricordi, domande, dubbi, inquietudini si affollano nella sua mente: l’amicizia con Caterina Sforza e con le donne più affascinanti e potenti del suo tempo, l’iniziazione all’alchimia, le corti italiane raffinate e corrotte, il sangue delle congiure, la violenza della ragion di stato, il tormentato amore per il giovane conte Pico della Mirandola, il piacere dei sensi, le aspirazioni dell’intelletto, il dolore che piega il corpo. Una vita piena, la sua; una vita che ora deve difendere con tutta se stessa senza svelarne i segreti.

 

ISABELLA DELLA SPINA è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Sonia Raule, una passione per tutti i linguaggi contemporanei, autrice e conduttrice televisiva, è stata anche impegnata nella produzione di film d’autore. Nel 2011 ha scritto con il regista armeno Vasken Barberian Come sabbia nel vento (Sperling & Kupfer). Sposata, ha due figli.

Daniela Ceselli, studiosa di cinema, insegna Teorie e tecniche della sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma. Ha scritto saggi sul cinema inglese e la scrittura cinematografica. Ha pubblicato il libro La sceneggiatura. Un testo dall’esistenza incerta. Dal 2011 collabora con il settimanale Left. È nata e vive a Roma.

L’AMANTE ALCHIMISTA
di Isabella della Spina

Pagg. 420 Euro: 18,50
Uscita: 24 aprile 2017

Blue Unnatural

Luce blu e pioggia incessante, le astronavi sfrecciano nel cielo mentre i fasci di luce dei grandi robot guardiani pattugliano la terra. Manifesti di donne seminude e armate si stagliano sui palazzi inneggiando alla vittoria contro i “ribelli” a garanzia della pace. Sendai City wants you!

Dopo l’anteprima museale a Merano, Bologna e Napoli nell’ambito di “Sendai City”, mostra antologica di Marco Bolognesi curata da Valerio Dehò, il cortometraggio “Blue Unnatural”, nella versione definitiva (13 minuti, colore, animazione, HD Stereo, ITA, 2017), approda al “Future Film Festival” di Bologna e ad “Ibrida, festival delle arti intermediali” di Forlì.

La prima proiezione, nell’ambito della rassegna “Future Film Short”, si terrà martedì 2 maggio 2017, alle ore 23.00, nella Piazzetta Pier Paolo Pasolini di Bologna, con replica mercoledì 3 maggio alle ore 14.00; la seconda proiezione di terrà venerdì 5 maggio 2017, alle ore 19.30, nella Sala Rossa di Forlì. Sarà presente l’autore.

«Marco Bolognesi – dichiara Valerio Dehò – è uno dei pochi, se non l’unico, artista visivo contemporaneo che lavora dentro l’universo cyberpunk. La sua narrazione parte da un tema classico della letteratura cyber: immaginare un mondo in cui c’è chi controlla e chi è controllato».

All’interno del cortometraggio si ritrovano molti dei personaggi che caratterizzano la produzione di Bolognesi – donne mutanti, robot e cyborg – ma il vero cuore dell’opera è la città stessa, fantascientifica e cyberpunk, un mondo dove la libertà personale è annullata e perseguita, dove la comunicazione propagandistica si nutre dell’ossimoro della pace armata e operai privi di identità lavorano in catena di montaggio per costruire donne blu pronte a distruggere chiunque si opponga alla legge delle multinazionali.

Punto di partenza, il cinema di Antonio Margheriti. Tributo ad un grande regista di genere le cui pellicole, soprattutto horror e sci-fi, hanno fatto scuola nel b-movie italiano ed internazionale. Le scene di esterni sono state girate ex novo utilizzando il moke-up della città (proprio come si faceva negli anni ’60), con luci, mezzi volanti e pubblicità a schermo animate in post-produzione. Le scene di interni sono state realizzate a partire da piccole parti estratte dalle pellicole di Margheriti e rimontate in un mash-up complesso, stampato, fotogramma per fotogramma, sovra-dipinto a mano, digitalizzato e animato.

«Ho creato un mondo distopico – dichiara Marco Bolognesi – basato sulle “malformazioni” della nostra realtà come monito. Raccontare le proiezioni future di queste problematiche è discutere quelle contemporanee, concependo il fare politica dell’arte come analisi del sociale».

«L’universo in mutazione – conclude Valerio Dehò – vive le scorie del passato futuro, però ha in sé il germe di una forma evolutiva che si ripete. La saga continua, non termina qui, ci saranno altri episodi, altre avventure, altri blu da guardare e ricordare…».

Nelle giornate in cui sono previste le proiezioni di “Blue Unnatural” a Bologna e Forlì è, infatti, già in fase di lavorazione un nuovo cortometraggio di Marco Bolognesi in tre capitoli, nuovo tassello del Bomar Universe.

“Blue Unnatural” è la prima produzione del neo-nato Bomar Studio, realizzata in collaborazione con Abc (Bologna), Kunst Merano Arte (Merano), PAN (Napoli) e SetUp (Bologna).

Per informazioni ed approfondimenti: tel. 347 6785582, bomarstudio@gmail.com, www.marcobolognesi.co.uk, www.facebook.com/bomarstudio/.

Marco Bolognesi, artista multimediale la cui arte spazia dal disegno alla pittura, dal cinema alla fotografia e al video, nasce a Bologna nel 1974. Prima dei trent’anni, trasferitosi a Londra, vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Culturale Italiano dando così inizio ad una carriera internazionale: oltre a Londra, le sue opere sono esposte a Vienna, Salisburgo, Budapest, Miami, New York, Chicago e Singapore. Nel 2014, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” che si sviluppa in tre mostre personali che si susseguono tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna ed il PAN di Napoli. Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione “Perspectivas Italianas” della Bienal del Fin del Mundo in Cile ed in Argentina. Nel 2016, in occasione della Biennale Italia-Cina, parte del materiale di lavorazione del filmato d’animazione “Blue Unnatural” è presentato alla Plastik Factory di Pechino. Nel 2017, l’opera “Mock-up” è esposta nella collettiva “Our Place in Space” a Palazzo Cavalli Franchetti, Venezia. Mostra curata da Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA – European Space Agency e NASA.

PER INFORMAZIONI:
Bomar Studio
Via Imola, 13/a
40128 Bologna
T. +39 347 6785582
bomarstudio@gmail.com
www.marcobolognesi.co.uk
www.facebook.com/bomarstudio/

UFFICI STAMPA:
Valeria La Pietra
T. +39 349 2263131
val3ria.lapietra@gmail.com
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

La Cattedrale Vegetale

A Lodi, quest’oggi, è avvenuta l’inaugurazione della Cattedrale Vegetale, opera postuma dell’artista lodigiano Giuliano Mauri, tra i fondatori della ‘Art In Nature‘. Il critico d’arte Philippe Daverio, presente all’evento, ha detto : “Qui possiamo affermare che l’arte contemporanea non è morta”.

foto ANSA

La Cattedrale Vegetale è un’installazione realizzata con tronchi e rami di legno su un’area di 1617 mq, sulle sponde dell’Adda, con 108 colonne di legno, dal diametro di 1,20 mt ciascuna e alte 18 metri.

All’interno sono stati piantati alberi di quercia che crescendo completeranno la struttura, destinata, secondo il suo creatore, a diventare un luogo del silenzio e all’ombra dove passeggiare, riflettere e meditare. La Cattedrale Vegetale è stata realizzata con l’associazione Giuliano Mauri, i cui direttori sono i figli Roberto e Mauro, il Comune di Lodi, il sostegno della Regione Lombardia, nomi dell’arte e diversi sponsor.

Il progetto è stato curato da Francesca Regorda. Costo complessivo 300.000 euro. La Triennale di Milano ha dato il patrocinio all’opera.

Desert Project

Dopo il successo riscosso all’Istituto Italiano di Cultura di Praga, “Desert Project” approda a Reggio Emilia in occasione di “Fotografia Europea”.

Curata da Chiara Serri, l’esposizione di ADAMstudio11 (Francesca Consigli e William Santoleri) sarà inaugurata sabato 29 aprile, alle ore 17.00, alla Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso Garibaldi, 4).

«Due artisti sull’altopiano della Majella – scrive la curatrice – in un deserto di pietra ad oltre 2500 metri di altitudine, alla ricerca dell’ultima neve estiva. Decine di migliaia di passi. Cammino e ricerca. Mediata dal ricordo, la neve diviene epifania, accadimento, moderna Sainte-Victoire portata sino ai limiti dell’astrazione».

L’esposizione comprende fotografie, materiali documentari e videoinstallazioni, firmati come ADAMstudio11, che sottolineano l’importanza del camminare nella poetica dei due autori, unitamente ad opere pittoriche individuali.

I ricordi dell’altopiano della Majella affiorano a poco a poco sulle tele di Francesca Consigli sotto forma di residui di neve, curve di livello, segni incisi nella profondità delle paste. Nessuna mimesi fotografica, nessun intento descrittivo, piuttosto la volontà di riprodurre la sensazione di un deserto di sabbia e di vento. Senza avvalersi di disegni preparatori, l’artista sovrappone tratti a matita e strati di colore acrilico, lasciando campo al caso, alla memoria involontaria, al ricordo improvviso e spontaneo.

Tra le fotografie scattate sull’altopiano della Majella, l’attenzione di William Santoleri si concentra su un’immagine apparentemente semplice, con chiazze di neve e terreno sassoso. Senza essere distratto dalla bellezza dei luoghi, l’artista lavora sulle forme bianche, riprese in diversi momenti della giornata. Dagli schizzi a matita sino alla stesura del colore, attraverso un procedimento che porta l’opera ai limiti dell’astrazione. Parallelamente ai dipinti, Santoleri realizza anche alcune lastre in cui il colore è dato dall’ossidazione, la neve da frammenti di carta.

La mostra sarà visitabile fino al 24 maggio 2017, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.

 

Francesca Consigli nasce a Londra e studia Graphic Design presso Hornsey College of Art e Middlesex University, ottenendo una laurea in Arte ed un successivo master al Royal College of Art di Londra. Lavora per diversi anni come illustratrice per importanti riviste ed aziende prima di trasferirsi in Italia e concentrarsi su pittura, scultura ed installazione.

William Santoleri nasce a Guardiagrele (Majella orientale), frequentata l’Accademia di Belle Arti e si laurea in Storia dell’Arte presso La Sapienza di Roma. Ottiene diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. È membro del Collegio Guide Alpine d’Abruzzo. Oggi utilizza la pratica del camminare come fonte inesauribile del fare artistico.

ADAMstudio11 nasce nel 2011 dall’incontro di Francesca Consigli e William Santoleri, accomunati dall’interesse per l’arte e per il camminare nella natura. Nel 2012 realizzano il PineCube, studio-pensatoio sospeso tra i rami di un pino nelle montagne d’Abruzzo. Come collettivo realizzano diverse performance ed installazioni. Nel 2015 espongono presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa

La mostra propone, per la prima volta, il lavoro realizzato nel 1993 da Gabriele Basilico, prima dell’apertura delle frontiere verso la creazione dell’Europa unita. Voluto dalle Ferrovie dello Stato italiane, il libro dal titolo omonimo, “In viaggio verso l’Europa”, era stato pubblicato dalla casa editrice Peliti Associati.

Le immagini raccontano l’Europa dei binari attraverso i valichi di confine che collegano l’Italia ai Paesi a ovest, nord ed est delle Alpi. Basilico segue gli itinerari della ferrovia dalle stazioni che segnano l’attraversamento delle frontiere, tra stupefacenti paesaggi naturali, e realizza un viaggio che non è solo geografico ma piuttosto un viaggio del tempo e nella storia recente dell’Europa.

Nel catalogo che accompagna la mostra Giorgio Pandini motiva le ragioni della sua scelta di proporre una selezioni di immagini vintage e di stampe contemporanee e Mario Peliti ricorda come è nato e si è sviluppato il progetto.

 

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa
TAG – THE ART GALLERY
Lugano – dal 20 aprile al 20 luglio 2017
Via Carlo Frasca 3 (6900)
+41 91 9214775
info@taglugano.ch
www.taglugano.ch

LIGNUM HERO EST

PERFORMANCE ARTISTICA DI MOVIMENTO E COLORI

artisti:
FABRIZIO FONTANA E PAOLO LOSCHI

22 APRILE 2017
Nei pressi del Museo Civico di Ostuni
Via Cattedrale n. 17

due esibizioni
ore 20,00 e ore 22,00

A cura di
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA Ostuni (Br)

I due artisti si confrontano sul problema della Xylella la cui offensiva risoluzione da parte degli organi competenti ha deturpato e oltraggiato il nostro territorio, colpendolo proprio nel suo emblema.

La performance offre un punto di riflessione sulla forza evocativa presente in ogni albero di Ulivo che, incarna, nella performance ma anche nell’immaginario collettivo, il romantico mito del supereroe.

All’ombra dell’ulivo posto al centro della scena, come una vera e propria vestizione, i due artisti coloreranno, in rispettoso silenzio, i tronchetti degli ulivi offesi, trasformandoli da semplici pezzi di legno in veri e propri Supereroi. Dalle loro mani nasceranno nuovamente Superman, Batman e Spiderman. Il mito del supereroe che si sacrifica per la società pur di salvarla viene esplicato con una sorta di nuova vita donata dagli artisti stessi ai tronchetti offesi ed inermi. Un ulivo millenario è duro ed è dolce, è ruvido ed è liscio, è contorto ma è anche fluido, si ammala ma alla fine guarisce e anche ridotto in pezzi la sua storia resta.

Lui subisce ma risorge, si offende ma risorge ancora, si fa fare a pezzi ma alla fine, come in passato, ancora una volta ci salva…. è un Supereroe.

Per informazioni:

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it
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Foto credit: Walter Capone
walter.capone@gmail.com

Gemanco Design

Mosaici in resina, superfici decorate con stampa UV e carte da parati personalizzate sono stati i protagonisti dello show-room della Gemanco Design (www.gemancodesign.it), allestito in occasione della settimana del FuoriSalone di Milano, svoltosi dal 4 al 9 aprile.

La giovane azienda pugliese ha presentato le innovative soluzioni di interior design in una esposizione temporanea in via Pontaccio, 10, all’interno del percorso del Brera Design District, il più importante distretto di promozione del design in Italia, punto di riferimento internazionale e centro dello sviluppo creativo, commerciale e culturale del capoluogo lombardo.

Quando il visitatore entrava nello show-room, decorato con carte da parati e mosaici in resina esclusivi e di grande impatto visivo, aveva l’impressione di immergersi nella natura: se da un lato “sentiva” il sussurìo del vento leggero provocato da uno stormo di gabbiani in volo e si lasciava incantare dall’eleganza dei fenicotteri – realizzati con mosaico irregolare – circondati da fiori e piante tropicali, dall’altro si “sentiva” osservato dallo sguardo fisso della pantera nera dai grandi occhi gialli in resina. Novità lanciata quest’anno dall’azienda pugliese sono state proprio le applicazioni in resina su carta da parati che creano un suggestivo e avvolgente effetto tridimensionale determinato anche dall’intensità del colore.

Ha completato il “natural mood” della mostra 1’ingresso composto da un enorme pannello raffigurante foglie di ceriman stampate su argento in mosaico regolare, e arricchito da grafiche UV con effetti a rilievo e loghi in resina. Un’altra soluzione innovativa, quella della tecnologia di stampa a raggi ultravioletti, che crea speciali effetti tattili e visivi, promossa durante la Milano Design Week.

È coniugando la tradizionale lavorazione del mosaico con la ricerca di materiali innovativi, che Gemanco Design concepisce questi articoli artigianali – alcune parti sono realizzate esclusivamente a mano -, rigorosamente “made in Italy”, altamente personalizzabili e su misura per qualsiasi esigenza, tali da rendere ciascun lavoro unico nel suo genere.

«I princìpi di artigianalità e design – dichiara Romina Ripani, marketing & sales manager di Gemanco Design – rispecchiano perfettamente i valori dell’azienda, che fa dell’innovazione un modo di essere. Con i nostri prodotti tentiamo di unire la manualità e la tecnologia con la cultura del bello, dando vita a pezzi autentici “d’autore”».

A fare da cornice allo show-room, sono stati dei giochi simpatici e coinvolgenti attraverso cui gli appassionati di design hanno avuto l’opportunità di scoprire il lato ludico dei prodotti Gemanco Design e vincere dei quadri realizzati con le ultime tecnologie aziendali.

 

Per maggiori info:
www.gemancodesign.it
pagina FB: www.facebook.com/GemancoDesign

Una spiaggia giapponese d’inverno

Scrive Manuela De Leonardis a proposito di Una spiaggia giapponese d’inverno – Beach Japanese Winter di Vittorio Terracina : Pine Hill (2003) – è la memoria di un momento in cui l’arte sconfina con la vita, immersa nella natura, confortata dall’amicizia. Tre giorni, tre amici che si lasciano alle spalle la vitalità caotica e frenetica della Grande Mela per ritirarsi in mezzo al bosco di Woodstock nell’Upstate New York.

I protagonisti sono Vittorio Terracina, il compianto cugino Iancu Sorell, anche lui artista attivo a New York noto per le sue “invasioni” pittoriche sui bicchieri di carta per il caffè, e il loro amico Mohamed Hussein. A nutrire il momento, oltre che l’aria pura del luogo, le grandi mangiate di parmigiana di melanzane e l’assoluta libertà creativa.
Fuori piove, una pioggia sottile che diventa sempre più consistente. In quella giornata uggiosa che si ripete l’indomani, e ancora nel tempo, tutto solo nel sottotetto della casa – arredato solo dal letto – Terracina affida alla pittura il suo stato d’animo. Allinea sul pavimento, una accanto all’altra, le venticinque piccole tele bianche “leonardesche”, dipingendo dall’alto in basso.

La natura, interiorizzata come una melodia, affiora nelle pennellate che si succedono veloci. Il pittore utilizza la palette essenziale di giallo, rosso e blu, stemperando i colori e mescolandoli con il bianco per ottenere nuove identità cromatiche. L’opera nasce simultaneamente, equilibrando la visione unitaria d’insieme con i singoli frammenti. Però, diversamente dai pezzi di un puzzle, queste venticinque parti hanno anche una loro vita autonoma.

L’Espressionismo Astratto, in particolare attraverso l’opera di Mark Rothko, è per Terracina fonte d’ispirazione nella sua pratica/poetica artistica. La chiave personale con cui egli interpreta questa corrente, a cui è legato da una profonda affinità elettiva, è in parte direzionata dall’approccio intuitivo.

L’interpretazione del momento, vissuto nella sua soggettività, diventa allo stesso tempo evocazione dell’idea di un qualcosa di diverso – la spiaggia giapponese, ad esempio, a cui allude il titolo dell’opera – che è filtrata da un approccio altrettanto soggettivo, ma indiretto, di suggestioni letterarie, poetiche, forse in parte anche oniriche.

La sospensione temporale a cui alludono, poi, le sue pennellate leggere trovano nell’uso della gouache l’immediatezza resa più stabile dalla compattezza dell’acrilico. Una ad una, le piccole tavole vengono impreziosite con l’oro e l’argento: tracce discrete, quasi mimetizzate. Come per gli antichi codici miniati si tratta di segni che “illuminano”, riferendosi ad una spiritualità che, in questo contesto, è esente dal dogma e libera di riflettersi nella natura, all’insegna di un celebrativo inno alla vita e alla creatività. (Manuela De Leonardis)

Beach Japanese Winter (Fall). Un’opera unica di Vittorio Terracina
BIBLIOTHE’ CONTEMPORARY ART GALLERY
Roma – dal 19 al 26 aprile 2017
Via Celsa 4/5 (00186)
+39 066781427 , +39 066781427 (fax)

La bellezza nell’aria

Entrare in una fotografia guidati dal suono lieve della poesia. Vivere un’esperienza nuova, unica. Dal 19 aprile al 5 maggio la galleria Still di Milano si trasforma, si veste di fotografia, completamente.

Lo spettatore sarà avvolto – immerso in un allestimento del tutto inedito – dagli scatti di Paola Spencer ispirati alle poesie del fotografo (e non solo) Giovanni Gastel.

La Bellezza nell’aria è questo: una Sonata a quattro mani nata dall’incontro di due artisti. Un incontro magico, perché con la raccolta 50 Poesie firmata Gastel, Paola Spencer trova finalmente la voce delle sue fotografie: scatti che hanno sempre parlato di bellezza, non quella perfetta ed eroticizzata proposta dai media, ma della bellezza nell’aria che ogni persona emana e che l’occhio fotografico ha saputo immortalare ed esaltare, queste le parole della fotografa: è un lavoro che va oltre all’estetica, che vuole ridare autostima e fiducia. La mostra è dunque un racconto di immagini e parole che descrive con delicatezza lo scorrere inesorabile del tempo e la paura della morte.

Ma l’effetto non è cupo e angoscioso, è anzi un’armonia di luce e di incanto, di nuova speranza. Una location en plein air, un mare calmo dai toni grigi-carta da zucchero, abiti e figure che evocano eleganza, non è solo estetica ma è espressione di quell’ordine morale che accomuna i due artisti: la poesia e l’arte sono le armi più potenti contro la volgarità, l’eleganza vincerà su tutto “siamo troppo umani per non provarci ancora”.