Evita Andùjar

Scrive Carmelo Cipriani a proposito dell’artista spagnola Evita Andùjar : “Nel corso dell’ultimo secolo in molti, a più riprese e con varie motivazioni, hanno annunciato la morte della pittura. Sospesa tra protagonismo e sopravvivenza, essa resiste (ed esiste) nelle opere di quanti hanno saputo rinnovarla, compendiando idea e tecnica, mimesi e astrazione. Evita Andujar è tra questi.

Educatasi in Spagna dove ha posto le basi per una tecnica impeccabile, si è poi perfezionata in Italia, meta sognata e agognata. Qui lo studio delle esperienze informali e trasfigurative l’hanno indotta ad abbandonare la pura mimesi per intraprendere una rappresentazione discostante e pensosa. Un cambiamento che non equivale a rinuncia dell’immagine ma al suo completamento in termini di concetto, salvaguardando per intero il patrimonio tecnico faticosamente acquisito.

Partendo dalle ricerche di Bacon – riferimento mai celato né negato – Evita ha trasfigurato la figura entro ragionati accordi cromatici, infondendovi l’inquietudine e il dramma della contemporaneità. In ogni sua opera inscena una parodia della società dell’immagine negando proprio quell’identità a cui le opere invece fanno riferimento. L’era dei selfie, dei social media e dell’iperesposizione, per paradosso,p si rivela nel lavoro dell’artista l’era dell’annullamento, della smaterializzazione, della confusione d’identità.

In relazione alla sua ricerca Roberto Gramiccia ha prospettato suggestioni futuriste per via della dinamicità che le sue figure assumono nel loro conformarsi nello spazio. L’artista, infatti, focalizzandosi su processi e identità mutevoli, allude alla transitorietà del tutto ricordandoci come la realtà che ci circonda non sia statica ma in continuo movimento. Una rinnovata forma di interazione spaziale tra oggetti, ambiente e figure, ottenuta non per compenetrazione di piani ma per scivolamento del colore. Ampie pennellate, dense e corpose, simili a macchie, strutturano le sue composizioni contraddicendo volutamente la tridimensionalità e alludendo alla flatness teorizzata da Clement Greenberg, vera essenza della pittura.
Pittrice della realtà, sceglie i suoi modelli dall’umanità che la circonda, esaltandoli attraverso sapienti impasti di luce e colore. Mai seriale né generica nelle composizioni, fissa contesti e ambienti di vita autentica, catturando istanti e atteggiamenti spontanei attraverso cui inscena una commedia umana, tenera, operosa e riservata. Dietro le pennellate apparentemente indefinite e liquide, volti e figure umane, raccontano, al di là dell’immediata bellezza, i drammi individuali, verso i quali ci sentiamo solidali e partecipi.

Tanto nei ritratti quanto nell’inquadramento ambientale dei soggetti, l’artista rimette al mondo il disequilibrio dell’inquietudine, inscenando figure solitarie, talvolta suadenti, altre nostalgiche. Rinunciando all’intento puramente narrativo, Evita conferisce poeticità e visionarietà alle scene rappresentate, dando vita ad una pittura ampia, che parla ormai più per energia e contrasti cromatici che per descrizione formale. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un mondo affascinante eppure problematico, lo stesso a cui ciascuno di noi appartiene, nel quale, come in una tela di ragno, più si tenta di fuggire e più si invischiati.”

Evita Andùjar – Camera Picta
Galatina (LE) – dal 15 giugno al 15 luglio 2019
MUSEO CIVICO PIETRO CAVOTI – PALAZZO DELLA CULTURA
Piazza Dante Alighieri 51 (73013)
info@museocavoti.it
www.comune.galatina.le.it/museocavoti/

457 Stupinigi Experience

LE STELLE DEL MONDO FIAT 500 SI DANNO APPUNTAMENTO ALLA 457 STUPINIGI EXPERIENCE: PARTECIPA ALLA PARATA ANCHE UNA ABARTH 595 COMPETIZIONE.

Ruzza Torino rafforza la propria sinergia con Parco Valentino ed avvia una nuova collaborazione con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile per la parata di FIAT 500 più prestigiosa di tutti i tempi.

La 457 Stupinigi Experience – la kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 – si conferma l’appuntamento diamante dedicato alla mitica utilitaria italiana, con la presenza ufficiale delle Case automobilistiche, del Motor Show Parco Valentino e del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, che sarà presente con una vettura della propria collezione.

Tutto iniziò a Stupinigi il 18 Ottobre 1955, quando i vertici FIAT presentarono il futuro modello 400, poi re-ingegnerizzato come 450 ed infine messo in vendita nel 1957 con il nome di “Nuova 500”, facendo richiamo alla precedente Topolino, lei prima portatrice del nome 500: 400, 450 e 1957… i numeri nativi del mito 500, sintetizzatinel progetto 457. E tutto è ripartito nel 2017 quando, con la collaborazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Ruzza Torino ha riacceso la sede natia della FIAT 500, oggi sede di 457 Experience, gli appuntamenti di rappresentanza riservati ai grandi nomi della mitica utilitaria italiana, frequentati sin da subito in forma ufficiale dai costruttori.

Nel 2018 è poi stata avviata la collaborazione con Parco Valentino, con la prima 457 Stupinigi Parade Experience, che ha portato in parata da Stupinigi al centro di Torino le grandi rappresentanze della 500: per il 2019 si conferma la passerella dei grandi nomi in sinergia con il Motor Show ma il programma si arricchisce di altre firme, per una giornata all’insegna dell’eccellenza del mondo 500.

Se la sede natia di Stupinigi sarà la partenza della parata e Parco Valentino la tappa di transizione, il traguardo simbolico sarà in Piazza Bodoni dove sarà eccezionalmente esposta una vettura simbolo della collezione del MAUTO: la FIAT Nuova 500 del 1962, appartenuta al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che la guidava nel traffico di Roma.

500 DIABOLIKA

Stupinigi, Parco Valentino, Città di Torino, Museo dell’Automobile e traguardo alla 500 di Sandro Pertini: questo il tracciato iconico della 457 Experience, la cui congiunzione sarà affidata ad una ulteriore eccellenza del settore automotive. Sarà infatti la famiglia Stola a congiungere la sede natia della 500 con l’auto di Sandro Pertini, aprendo la 457 Parade Experience a bordo della FIAT 500 Diabolika by Studiotorino. Non è casuale l’affidamento della congiunzione agli Stola, grande firma torinese del settore auto che proprio in questo 2019 celebra i propri primi 100 anni di attività nel mondo delle quattro ruote: un secolo di attività partita sì da Torino ma poi giunta in tutto il mondo. La redazione di Autoappassionati.it racconterà in diretta la parata proprio dall’interno della 500 Diabolika della famiglia Stola.

Grande anniversario anche per Abarth, che celebra i suoi primi 70 anni e schiera ufficialmente una 595 affidandola a Ruzza Torino, per una festa dello Scorpione in chiave 457. Un party che viene arricchito dalla contemporanea presenza ufficiale di Romeo Ferraris, che delle Abarth 595 ne ha fatto la propria base di partenza per un progetto ulteriormente vitaminizzato: la Romeo Ferraris FatFive, anch’essa in parata il prossimo 22 Giugno. Autoservizi Stupinigi porterà alle origini la storia della Abarth 595, schierando l’esemplare su base tipo D al tempo affidato alle redazioni per i primi servizi giornalistici, mentre la grande passione per l’attuale corso dello Scorpione sarà condotto in passerella da Abarth Club Torino, che peraltro è una delle associazioni che hanno dato vita alla community ufficiale della Scorpionship: ACT – questa la sigla con cui è anche noto il club – porterà anche in parata una delle attuali tendenze di valorizzazione delle Abarth, con una 595 wrappata nell’originale livrea “metà-metà”, da un lato grigia e dall’altro nera.

Sportività e prestazioni elevante troveranno risalto anche nel nome di Giannini: al costruttore romano farà omaggio Gram Torino Engineering, portando in parata l’evoluzione finale della supercity car 350GP, nella definitiva configurazione 350GP4 a trazione integrale, che proprio a Parco Valentino verrà presentata.

La storia di FIAT 500 farà invece passerella grazie all’intervento delle associazioni culturali, ciascuna con un punto di vista diverso, caratteristico del proprio DNA di club.

Anche il CMAE, il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca più antico d’Italia, sarà presente con alcuni equipaggi di appassionati soci. La sua partecipazione si inserisce in un calendario fitto di attività, che vedono il Club sempre in prima linea nella promozione del motorismo storico a tutti i livelli. All’alba degli anni ’60 il CMAE fu pioniere dotandosi per primo in Italia tra i Club di auto d’epoca di un proprio statuto, estendendo inoltre l’interesse collezionistico alle due ruote (Determinante fu anche il suo appoggio alla nascita dell’ASI, nel 1966).

A ricordare come la storia di FIAT 500 ebbe inizio nel 1936 interverrà invece il Club Topolino FIAT Torino, che nel mondo delle “Topo” è inesauribile protagonista con quartier generale a Gassino Torinese: sempre su Topolino, in parata anche la Società Editrice Il Cammello, specializzata in pubblicazioni sul motorismo storico.

Alla generazione delle Topolino fece poi seguito quella del Cinquino, anche se il cappello generale era sempre quello di FIAT 500.

La generazione del Cinquino 1957-1977 andrà in passerella con lo sguardo del Club Scuderie Reali e porterà al debutto nuove collaborazioni per la 457 Stupinigi Experience. La kermesse dedicata alla vera sede natia della FIAT 500 si gemellerà infatti agli altri grandi appuntamenti di Stupinigi ed il Club Scuderie Reali porterà in sfilata per l’occasione una 500 con la livrea di “Sposi In” ed una con al livrea di “Natale è Reale”, organizzati da AD Eventi & Comunicazione: la collaborazione fra i grandi eventi di Stupinigi sarà così affidata all’associazione che ha sede quanto più prossima a Stupinigi stessa, le Scuderie Reali. La redazione di Kaleidosweb, specializzata nelle attività motoristiche piemontesi con particolare attenzione ai rally ma che non dimentica gli eventi di spessore di tutta Italia, sarà a bordo di una delle ultime 500 della seconda generazione con porte a vento, dopo di ché arrivano nel 1965 quelle controvento a cui siamo tutt’oggi abituati.

La seconda generazione della 500 nacque sin da subito affiancata da una variante premium, l’Autobianchi Bianchina: la 457 Parade Experience ricorderà la cosa gemellandosi con il tour “La Bianchina Sabauda”, organizzato per l’occasione dal Bianchina Club.

La terza generazione perse il nome in cifre e ne acquisì uno in lettere, così negli anni ’90 arrivò la “Cinquecento”, che sarà in passerella con il gruppo Solo Cuore e Carburatore, il quale interverrà a portare ulteriori punti di vista sul mondo 500: la mitica utilitaria italiana, infatti, è da sempre al centro di eventi a scopo benefico, vero leitmotiv di Cuore e Carburatore. Che la 500 sia elemento di aggregazione in gruppi interverranno inoltre a ricordarlo dalla Toscana i ragazzi del 500-Puffolandia, che ha nella propria cifra distintiva il guardare all’auto in ottica “cartoon”.

In parata poi anche la quarta ed ultima generazione, quella attuale, campionessa di vendite: l’attuale gamma 500 andrà così al confronto con la sua stessa storia e la versione familiare 500L ritroverà nelle giardiniere le sue antesignane: la ricerca delle origini della versione 500X porterà invece alla mitica ed originalissima Ferves Ranger, per l’occasione schierata nientemeno che dal Sig. Lombardi, che della Ferves fu capo dei meccanici. Saranno inoltre presenti ulteriori varianti molto particolari del mondo 500.

La FIAT 500 Diabolika darà il via alla parata affiancando la FIAT 500 pre-serie simbolo del progetto 457, dalla corte d’onore di Stupinigi ora sede delle kermesse 457 Experience al termine di un doppio prestigioso saluto: dapprima la banda musicale Puccini intonerà l’italianità del nome 500, quindi a Stupinigi ci sarà il saluto a Mirella Rovatti, colei che nel 1957 fu testimonial del lancio del Cinquino, poi donatasi a madrina delle 457 Stupinigi Experience. La FIAT 500 Diabolika della famiglia Stola sarà inoltre contemporaneamente presente all’interno del Motor Show: presso lo stand della redazione di Autoappassionati.it saranno infatti disponibili delle cartoline postali in serie limitata a 100 pezzi dedicati proprio alla Diabolika, con presenza nello stand di Poste Italiane, con un annullo filatelico specifico per la giornata.

Un’altra leggendaria FIAT 500 sarà contemporaneamente sotto i riflettori Sabato 22, quando la Spiaggia carrozzata da Boano appositamente per Gianni Angelli inaugurerà la prima edizione di Parco Valentino Classic, concorso d’eleganza organizzato da Auto Classic: l’arrivo delle auto iscritte alla 457 Stupinigi Experience sarà pressoché concomitante e gli equipaggi faranno visita al concorso.

Nel mentre, per tutta la giornata di Sabato 22, Piazza Bodoni si trasformerà in Piazza 457 Experience, con diversi laboratori dedicati al mondo FIAT 500, fra cui spicca il ritorno dei meccanici in tuta bianca per le presentazioni tecniche live.

Accadde infatti che, nel 1957, il lancio della seconda generazione della 500 venne valorizzato dalla presenza di meccanici in tuta bianca, pronti ad assistere e spiegare tecnicamente le nuove vetture alla loro prima uscita pubblica. Il prossimo 22 Giugno assisteremo al ritorno delle tute bianche con l’intervento di CNOS-FAP che, tramite il protocollo TechPro2, è l’attuale squadra di formazione professionale tecnica FCA. Il ritorno al passato tecnico del Cinquino sarà doppio perché, oltre a tornare le tute bianche, tornerà anche un grande progetto di ieri, grazie all’intervento di LGR Prototipi, del docente di motorismo Ludovico Gonella: LGR riporterà infatti in vita un prototipo di FIAT 500 sviluppato ai tempi con motore motociclistico, che poi non ebbe seguito produttivo e non venne conservato. Quello che fu un veicolo sperimentale diventerà a tutti gli effetti un’auto unica circolante su strada e la sua creazione sarà portata a termine in 4 anni: a ogni evento 457 Stupinigi Experience il progetto evolverà di uno step, di cui il primo sarà esposto il prossimo 22 Giugno. Lo staff capitanato da Gonella non si limiterà però a riprodurre fedelmente quanto realizzato in passato ma rivisiterà il progetto in modo personale, amplificandone il valore sperimentale.

Piazza Bodoni sarà Piazza 457 anche grazie al contributo del Centro Infanzia Lilliput di Volpiano, che sarà lo staff di riferimento per la prima 457 Baby Experience, parata di FIAT 500 cavalcabili riservata ai bimbi che vogliono giocare a replicare la parata contemporaneamente in corso dei grandi. Su Piazza Bodoni verrà infatti allestito un piccolo percorso per simulare il tracciato Stupinigi-Torino e saranno gratuitamente disponibili le 500 cavalcabili per i bimbi che vorranno fare la baby parata: per tutti i più piccoli che simuleranno la sfilata ci sarà in omaggio la spilla della 457 Baby Experience (*). Anche per loro l’arrivo sarà fissato alla 500 di Sandro Pertini.

La seconda edizione della 457 Stupinigi Experience conferma il progetto stesso come piattaforma trasversale dedicata alle eccellenze del mondo 500, coinvolgendo le Case Automobilistiche, i club, i ricercatori, i collezionisti, i tecnici, i grandi nomi, gli specialisti, le redazioni, le concessionarie ed ora anche i più piccoli.

La stagione di eventi 457 Stupinigi Experienceèsostenuta da Pulp (Agenzia di marketing), SAT Società Assicuratrice Torinese, Marando Service (Specialista macchinari industriali settore plastico), Autoservizi Stupinigi (Carrozzeria e autolavaggio a Orbassano), Saturno Torino (Specialista di trasporti speciali) ed EnnePi (Produzione e restauro targhe per veicoli).

Ulteriori informazioni sul portale Ruzzatorino.com.

Premio AccadeMibac

Sono aperte le selezioni per partecipare al Premio AccadeMibac, una nuova iniziativa per valorizzare gli artisti italiani under 28 che studiano o si sono diplomati in una Accademia di Belle Arti. Il Premio è promosso e prodotto dal Mibac-Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee , organizzato e realizzato dalla Fondazione La Quadriennale di Roma.

Il Premio AccadeMibac è una iniziativa promossa e prodotta dalla Direzione Generale Arte e Architetture contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DG AAP Mibac) con l’intento di promuovere i giovani artisti italiani e di valorizzare le Accademie di Belle Arti quali istituzioni di alta formazione artistica.
In particolare, il Premio si propone di offrire esperienze di crescita professionale agli artisti italiani under 28 che studiano o che si sono diplomati in un’Accademia di Belle Arti.

Il concorso offre tre opportunità:

– l’invito a una importante Mostra di arti visive che si terrà in occasione della Quadriennale d’Arte 2020
– un sostegno di diecimila euro alla produzione di un’opera per la Mostra
– una residenza artistica all’estero, da tre a sei mesi, in una organizzazione di elevato profilo in Europa

Le candidature degli artisti devono provenire dalle Accademie di Belle Arti, sia statali sia private legalmente riconosciute.

Il termine per le Accademie di invio delle candidature tramite mail è il 29 luglio 2019.

Il Premio AccadeMibac in sintesi:

Ciascuna Accademia può candidare, tra i propri iscritti e/o diplomati, fino a tre artisti under 28. Una Commissione di esperti valuterà le candidature sulla base del curriculum, del portfolio, di una lettera motivazionale e selezionerà, tra queste, dieci artisti da invitare a una Mostra che si terrà in occasione della Quadriennale d’arte 2020 (Palazzo delle Esposizioni, 1 ottobre 2020-11 gennaio 2021). I dieci artisti selezionati riceveranno un contributo di diecimila euro alla produzione di un’opera per la Mostra. Gli autori dei tre lavori più significativi, a giudizio di una Giuria, avranno l’opportunità di partecipare a una residenza artistica all’estero, presso una organizzazione di elevato profilo in Europa.

Tutte le informazioni e i moduli per partecipare sono disponibili sul sito www.quadriennalediroma.org .

Per ulteriori informazioni e richieste di chiarimento: francesca.vella.st@quadriennalediroma.org

Patrizia Riccioli – Noi

Scrive Salvatore Vendittelli a proposito di Patrizia Riccioli e della sua mostra al Museo Nuova Era di Bari: “La pittura della Riccioli rivela l’essenza del “NOI”, il vivere insieme sotto lo stesso tetto, la casa, l’abitazione del vivere civile, ma lontani, conosciuti e insieme sconosciuti, con un linguaggio volutamente deformante, ma attento al suo comporsi e al suo equilibrio, spesso necessitato dalla sua poetica, il vivere civile, che ne è la sua guida.

Le sue opere negano il senso dell’atmosfera e la persistenza dello spazio prospettico. E’ “una pittura bidimensionale che si affida ai valori della linea e del piano, ma soprattutto ai valori dei moti dell’animo”.

La semplificazione dell’immagine, l’espressione delle passioni profonde, ma elementari, che si manifestano entro la ritmica robusta dei contorni, attraverso un segno netto e preciso, preclude, con un grafismo che si fa stile, ad un’architettura civile, che non si esaurisce nel singolo quadro, ma nell’insieme della sua produzione, esprimendo con essa una coerenza morale.

Ciò che determina il valore estetico di questa pittura, è la necessità formativa che trova la sua conclusione esterna nel suo stesso formarsi. Essa esprime se’ stessa. Essa esprime un puro atto mentale, una diversa attitudine nei confronti della realtà.

Va’ tenuto presente che il valore dell’opera della Riccioli non si esaurisce nel singolo quadro, ma nell’insieme della sua produzione. Per altro, questi dipinti sembrano proseguire un solo discorso, indicando, accanto alla componente estetica, anche una coerenza morale, stilisticamente legata alle esperienze dell’avanguardia. Ecco, per la Riccioli l’equilibrio nella sua pittura è essenziale come nella vita. Basta rileggere l’entrata e l’uscita dal quadro in alcuni dei suoi lavori, per capire come la libertà pittorica va’ sempre dove il significato vuole. Così la Riccioli, da’, dell’opera sua, un significato originale, che è la libertà e l’invenzione, che sono sempre nuove in tutto il suo lavoro.”

 

Patrizia Riccioli – Noi
MUSEO NUOVA ERA
Bari – dal 14 giugno al 15 luglio 2019
Strada Dei Gesuiti 13 (70122)

Mai per StartART

Il Parco di Grottole Art in Nature, voluto dalla Fondazione Maria Rossi con la consulenza della Fondazione Pino Pascali, continua il suo percorso, unico dell’Italia Meridionale di parco dedicato all’arte contemporanea immerso in un contesto naturalistico-storico-ambientale di raro pregio quale è la Madonna di Grottole.

In attesa del bando di residenza d’artista, che sarà pubblicato nel mese di settembre, la Fondazione Maria Rossi, con il suo presidente, l’Avv. Giacomo Olivieri, ha fortemente voluto l’apertura, all’interno del Parco, di uno spazio dedicato agli artisti emergenti.

StartART è lo spazio giovani che accompagnerà con il suo percorso quello delle opere lasciate dagli artisti in residenza (ad oggi le opere di Dario Agrimi e di Giacomo Zaganelli).

Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio dell’Accademia Pugliese delle Scienze e dell’Associazione per l’Italia nel Mondo, è curato dal comitato scientifico del Parco, composto da Marisa Milella (direttore artistico), Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara che selezioneranno, nel tempo, le opere e gli autori da esporre.

StartART, nasce con l’intenzione di offrire la possibilità ai giovani artisti, italiani e non, di esporsi, mettersi alla prova e farsi conoscere. StartART vuole essere, anche, incubatore e vivaio di artisti emergenti, selezionando e promuovendo artisti di talento, giovani artisti che fanno del loro mezzo espressivo uno strumento d’indagine della relazione tra Arte, essere umano, storia e natura.

Da tempo impegnato in una ricerca sociale e antropologica sulle manifestazioni della cultura popolare, Francesco Strabone (Brindisi, 1990), il primo artista selezionato, con la grande installazione Mai (Barca in resina, argilla, gesso; 2018-19) depone su una vecchia imbarcazione un cumulo di ossa, dalle forme irregolari, del tutto irriconoscibili nella loro tormentata anatomia. Si tratta di ossa scolpite, in gesso ed argilla, fatte dunque di materiali naturali e minerali, anch’esse figlie della terra che le genera e le ospita.

Ancora una volta, l’allusione ai tragici eventi migratori al centro della narrazione politica attuale, trova espressione in una forma contenuta, quasi votiva, e l’ambiente che ospita il relitto diventa luogo di deriva e smarrimento che accoglie le poche spoglie di uomini e donne venuti dal mare. La scultura trasforma la materia in fatto sociale, umano, sensibile, mentre lo spazio si trasforma in un altare della memoria collettiva dove trova posto questo scarno monumento ad ignoti caduti del Mediterraneo.

L’opera Mai di Francesco STRABONE

Inaugura il progetto

StartART (Spazio giovani)

Parco di Grottole. Art in Nature (Polignano a Mare)

Sabato, 15 giugno ore 18,00

 

NOTA BIOGRAFICA di Francesco STRABONE

Mostre recenti: “Untitled”, Kunstschau, Lecce, 2018; “Progetto Incipit”, MUST, Lecce, 2018; “Francesco Strabone”, Lo.FT Gallery, Lecce e Art and Ars Gallery, Galatina, 2018; “Contempo”, Monastero di San Benedetto, Conversano, 2018; “Acqua Ossigenata”, Studio Filannino, Barletta, 2017; Collettiva, “Art Studio 42”, Lecce, 2015.

Sergey Filatov

Sergey Filatov è un artista nel campo dell’arte visiva e del suono, un musicista, autore e sviluppatore di strumenti musicali e sculture sonore.

Nato nel 1977, ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la Kuban State University e una in Ingegneria Meccanica presso l’Istituto di Ingegneria Navale Lenin di San Pietroburgo.

Dal 2003 è membro dell’Unione degli artisti russi e dell’Associazione internazionale delle belle arti – AIAP UNESCO. Fa parte della comunità russa della sound art.

È membro del progetto internazionale di sound art nell’ambito del programma principale della 58a Biennale di Venezia 2019 (padiglione centrale dell’Arsenale) Come musicista si esibisce regolarmente in festival internazionali di musica sperimentale con programmi solisti e in collaborazione con altri musicisti. Ha registrato anche album musicali pubblicati per diverse etichette. Le sue opere fanno parte di collezioni private e museali in Russia, Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, India, Stati Uniti, Canada, ecc.

SonoContour di Sergey Filatov
Cura scientifica di Giorgio Agnisola

Dall’8 al 23 giugno 2019
Tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Nicolas Rojas Leon

Nicolás Rojas León, cileno, eccezionale per aver portato la calligrafia tradizionale in un ambiente molto più artistico e sperimentale, creatore del proprio stile, dove la gestualità e l’espressività sono parti fondamentali della sua arte. Attualmente ambasciatore Calligraffiti, dove è parte dei 25 artisti calligrafici più influenti al mondo.

Rojas Leon nasce a Santiago in Cile nel 1986. Ha iniziato la sua carriera di artista nel 2012 a Buenos Aires, in Argentina, dove ha studiato con grandi artisti della calligrafia e del mondo della letteratura, come Silvia Cordero Vega (Argentina), Yani e Guille (Argentina), Ale Paul (Argentina), Roballos Naab (Argentina), Jhon Stevens (Olanda), Martina Flor (Germania) e gli altri. Dopo 2 anni inizia a studiare arte astratta alla Galleria Matienzo (Bsas) dove trova il perfetto mix tra arte Gestuale, Astrazione e Calligrafia. In quell’anno il suo stile si rafforza e comincia la sua carriera nel mondo dell’arte, il suo nome inizia a girare in diversi paesi, diventando un punto di riferimento per l’arte calligrafica, comincia così ad essere invitato a diversi festival di arte e design come Puma Urban Art, Trimarchi, Pixelation, Croma Festival, Università di Palermo, tra gli altri.

Sempre nel 2014 la sua carriera viene internazionalizzata partendo prima dalla Colombia (Medellin, Bogotà e Cartagena de Indias) e poi in diversi paesi e città d’ America come: Argentina, Ecuador, Stati Uniti d’America (NewYork e Miami) Messico e Perù.

Nel 2016 l’olandese Niel Neulman, precursore dell’arte calligrafica nella Street Art ed uno dei più importanti esponenti del movimento “Calligraffiti”, cura una mostra dove presenta i venticinque artisti calligrafici più influenti al mondo e RojasLeon è l’unico artista sudamericano a essere rappresentato e sponsorizzato.

Nel 2018 il marchio internazionale STARTER porta RojasLeon a Shanghai, in Cina, in uno degli eventi più importanti di Street Wear di tutta l’Asia:”Innersect Show”. Quest’evento segnerà la sua prospettiva artistica a livello globale.

RojasLeon attualmente si divide in tre paesi all’anno: Nord America, Sud America, Asia ed Europa, dove conduce workshop, interventi urbani e campioni del suo lavoro come artista, lavorando con diversi marchi come: Editorial Planeta, ZooYork, Starter, Redbull, iTunes, RayBan Skechers, Adidas, Superga, Nike, NewEra, Corona Beer, Vans e molti altri.

 

Gestuale – Nicolás Rojas León

Centro d’arte Raffaello

Natura invisibile

Il secondo evento nel calendario stagionale della Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni è affidato all’artista milanese Claudia Margadonna che, reduce dalla grande esposizione presso le Filanda di Soncino, propone in galleria una selezione di dipinti di grandi dimensioni per la mostra “Natura Invisibile“.

L’artista stessa ci parla del suo lavoro, raccontandoci quanto la natura sia una fonte determinante di ispirazione nella sua opera:

Il contatto con la natura genera in me un senso di appagamento e connessione col mondo. Dipingo in assenza di progettualità e le immagini che appaiono appartengono sempre al mondo naturale. Il mio modo di dipingere è erratico, procedo per divagazioni, seguendo il libero fluire della pennellata, come trasportata da una forza invisibile, alla scoperta di paesaggi naturali e immaginari. Mi muovo in uno stato di trasognamento, le figurazioni appaiono da sé, provenienti chissà da quale mondo interiore o arcano, semplicemente seguo questo flusso alla scoperta di nuovi elementi che mi si delineano dinanzi. Non rappresento in modo realistico la natura, ciò che mi interessa è evocare, cogliere e trasporre sulla tela le forze che muovono la natura stessa. L’opera è il frutto della connessione tra l’energia che permea l’esistenza e il mio modo dinamico di dipingere. Riversando la mia gestualità nell’opera, anch’essa, di riflesso, mi restituisce le sue vibrazioni di colori, forme e materia. Si stabilisce così una forte connessione tra natura, vita e opera. Essendo per me imprescindibile il rapporto con il mondo naturale, il mio invito, anche in questa personale, è quello di riappropriarci di uno stile di vita che sia più in sintonia con la natura e teso alla sua salvaguardia”.

Claudia Margadonna – Natura Invisibile
a cura di Gabriella Damiani
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale
Centro Storico
Ostuni
16 – 29 giugno 20190
opening domenica 16 giugno ore 11.00

GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it

Tenere il punto

Sabato 22 giugno alle ore 18.30 il terzo appuntamento della nuova stagione espositiva del TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive con Tenere il punto, personale di Renzo Marasca a cura di Milena Becci.

La caratteristica torre eptagonale è sede del Centro Arti Visive e dalla fine del 2010 ospita, con la direzione artistica di Andrea Giusti, proposte artistiche e culturali che si presentano sui quattro piani della costruzione risalente al XII secolo e ubicata nel centro storico del piccolo borgo marchigiano di Moresco. Sabato 22 giugno questa peculiare struttura architettonica accoglie il progetto site-specific di Renzo Marasca, artista nato a Jesi (AN) che dal 2015 vive e lavora a Lisbona dov’è approdato a seguito di numerose esperienze vissute a livello internazionale. Tenere il punto è nata da una profonda relazione, sempre esistita e naturalmente empatica, con la propria terra d’origine. Lo studio del paesaggio circostante, noto all’artista, diviene registrazione segnica e cromatica rapportandosi con la verticalità della torre. Centrale all’interno della programmazione del TOMAV, questa personale è simbolo di un amore che si trasforma e si imprime sulla tela con il passare del tempo e con i mutamenti dell’esistenza individuale e del vissuto della collettività.

Renzo Marasca realizza piccole tele, carte veline e sottili linee di ferro modellate con le mani che entrano in relazione con lo spazio interno in un rimando poetico con la natura della valle dell’Aso. Tenere il punto significa trovare una posizione precisa, affermare la necessità, urgente ed attuale, di pensare per suggestioni e di riappropriarsi di quell’aspetto tipicamente umano che alberga nell’immaginazione, dichiara Marasca. È un percorso politico e poetico sull’idea di libertà. La torre è uno scrigno che contiene qualcosa di prezioso e fragile, qualcosa che deve essere preservato e che ha a che fare con la memoria del sapere. Le opere, anch’esse preziose e fragili, suggeriscono allo spettatore un’apertura verso l’esterno, verso l’altro. Lo sguardo sulla linea dell’orizzonte è attraversato dalla verticalità dell’architettura e dalle opere che cercano di tenere il punto. Il foro circolare chiuso da un vetro, apice della cupola all’ultimo piano, è di per sé idea di libertà rafforzata dal paesaggio mentale ritratto sulla tela. Quella di Renzo Marasca è una presa di posizione specifica che lega l’interno della struttura e l’esterno del paesaggio con ed attraverso la profondità dell’artista e di ogni essere umano.

Un suono proveniente da altre terre invade l’ultimo piano del TOMAV come un ricordo lontano o come un richiamo che giunge da Cabo da Roca, estrema punta del continente europeo, luogo che il poeta portoghese Luís Vaz de Camões definì Aqui…Onde a terra se acaba e o mar começa… (Qui…dove la terra finisce e il mare comincia…).

Tenere il punto, personale di Renzo Marasca a cura di Milena Becci, inaugura sabato 22 giugno alle ore 18.30 e sarà visitabile fino al 21 luglio, da venerdì a domenica dalle ore 18 alle ore 20.
In occasione dell’opening verrà servito un aperitivo offerto dalla Cantina CASTRUM MORISCI di Moresco (www.castrummorisci.it).

 

BIOGRAFIA

Renzo Marasca (Jesi, Ancona) vive e lavora a Lisbona dal 2015.
Dopo il diploma di laurea in Restauro di opere pittoriche, Marasca decide di continuare gli studi di ricerca individualmente. Ha sviluppato la sua conoscenza della pittura in residenze presso il Piramidón Centre d’Art Contemporani a Barcellona (2014) e alla LA54 di Berlino (2012).
Ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il premio ORA, Venezia (2013), il Premio Celeste, Milano (2009) e il Premio Morlotti, Milano (2004). Le principali mostre dell’artista includono: From Night to Dawn, Galeria Belo Galsterer, Lisbona (2019); artista invitato nella selezione del Premio Internazionale G.B. Salvi, Italia (2018); Piccola Scala, Istituto Italiano di Cultura, Lisbona (2018); Eutopia – L’Europa come corpo complesso, Fusion Art Gallery, Torino (2016); Ideologie der Nature, Corpo 6 Galerie, Berlino (2013); Blasius / Litzkow / Marasca, S & G Galeries, Berlino (2010). Le opere di Marasca fanno parte della collezione pubblica dell’ambasciata italiana nella Repubblica di San Marino e del Museo d’arte italiano Bengasi, in Libia.

Tenere il punto

di Renzo Marasca
a cura di Milena Becci
TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive
Comune di Moresco (FM)
Tel_0734 259983 / Cell_351 5199570
Web site_www.comune.moresco.fm.it
E-mail_tomav@libero.it
Facebook_www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive/
Instagram_www.instagram.com/torre_moresco/

Gli artisti di IAM friends

A MAGMA gallery da sabato 1 giugno al 13 luglio si terrà una interessante mostra che offre una visione particolare e interessante del panorama contemporaneo: l’esplosione cromatica e surreale di Okuda San Miguel, il dinamismo e la tensione delle composizioni dell’argentino Franco Fasoli, la tecnica e l’irriverenza di Sawe, l’iperrealismo di Spok Brillor.

Okuda, The misterious knight of God’s garden

Okuda (Santander, 1980) è uno degli artisti più riconoscibili ed apprezzati dell’arte urbana contemporanea, le sue opere possono essere viste in strade e gallerie di tutto il mondo: Stati Uniti, Giappone, India, Mali, Mozambico, Cile, Brasile, Perù, Sud Africa, Messico e il continente europeo, tra gli altri. Poco prima della sua prima mostra presso MAGMA gallery tenutasi nel 2018, il Centre del Carme di Valencia gli dedica una grandiosa retrospettiva e nel 2016 la fiera ARCO Madrid gli commissiona un progetto di arte pubblica, mentre nel 2015, tra gli altri eventi, realizza Heads Juice per Expo Milano. Nel 2014 è tra i protagonisti della mostra realizzata dalla Fondazione Benetton al CAC di Malaga.
Nel suo lavoro, architetture geometriche multicolori si fondono con forme organiche, corpi senza identità, animali senza testa, simboli che incoraggiano la riflessione, fra serio e faceto: un linguaggio iconografico unico. Il pop-surrealismo che lo contraddistingue affonda le radici nei suoi viaggi, nel cinema, nella musica (numerose le collaborazioni con nomi importanti del rap e soul come Alicia Keys e Kanye West), nella moda e nella vita quotidiana.
Le sue opere spesso sollevano interrogativi sull’esistenzialismo, l’universo, l’infinito, il significato della vita e le contraddizioni della falsa libertà della società, mostrando un conflitto tra la modernità e le nostre radici; in definitiva, tra l’uomo e lo stesso. Lo stile distintivo delle armonie geometriche di Okuda, arricchito da colori intensi, può far sentire le sue opere come se fossero di un universo parallelo. L’approccio ai differenti media di Okuda è vario, dalle opere su tela e su carta, elementi di ricamo, collage e legno, evidenziando la sua insaziabile sete di creazione e abilità.

Franco Fasoli (noto anche come Jaz- Buenos Aires, 1981) è uno degli artisti più noti e più talentuosi della scena argentina.
Scenografo e muralista, Fasoli inizia a immaginare le strade come una tela alla fine degli anni ’90. Già in queste prime esperienze si nota l’influenza dello studio e della passione per la ceramica e, al tempo stesso, del legame forte con la tecnica del “fileteado”, tipico della capitale argentina.

Di lì a breve il suo stile si evolve, allontanandosi dal writing più tradizionale, introducendo nel suo lavoro la rappresentazione delle vere contraddizioni delle società latinoamericane, i loro rituali e la loro apparentemente perenne instabilità. Uno degli aspetti più sorprendenti del suo lavoro è la sua esplorazione di materiali e dimensioni.
La tensione tra la cultura globale dominante e le sottoculture come spazi di resistenza lo ha influenzato sia a livello concettuale che nelle sue azioni nel corso della sua carriera. Molteplici forme di identità individuale e collettiva costituiscono la spina dorsale sociologica della sua opera. Il conflitto, lo scontro, la destrutturazione della scena ritratta sono alcuni degli elementi utilizzati da Fasoli per stimolare la visione e la percezione del pubblico. Il concetto di identità è infatti uno dei cardini fondanti del suo lavoro, sia nei murales che nei dipinti su tela o nelle sculture. La sua ricerca esplora come si formano identità individuali e collettive e il rapporto in continuo mutamento tra esse.
Nel 2016 partecipa ad importanti collettive presso il Museo di Arte Contemporanea di Lione, al Museo Emilio Caraffa di Córdoba (Argentina) e all’importante Artmossphere Biennale di Mosca. Nel 2011 espone al Museo de Arte Contemporáneo a Rosario in Argentina e nel 2010 al Museo Mube di Sao Paulo.

Sawe (Barcellona, 1986) ha fatto la sua prima comparsa nel mondo dei graffiti all’età di 14 anni. Dopo aver studiato illustrazione alla scuola d’arte, ha lavorato per più di dieci anni come illustratore, muralista e, più recentemente, come direttore artistico e di animazione. Il contrasto tra la tecnica, il controllo e la disciplina che ha appreso dall’illustrazione e l’irriverenza, il flusso e la disinibizione dei graffiti è evidente in tutte le sue opere. Nel 2018, dopo la sua prima mostra personale a New York, decide di concentrarsi esclusivamente sulla sua carriera come artista: pittura, murales, scultura, installazioni, video-arte.

Sebbene figurativo, il suo lavoro raramente spiega la realtà che ci circonda. Sawe non è interessato infatti a rappresentare il mondo come visto dai nostri occhi. Le sue opere piuttosto possono sembrare sogni, quasi che l’artista fosse teso ad ascoltare il suo subconscio nella maniera più libera ed incondizionata possibile. Emergono in questo modo le sue opere, fortemente venate di umorismo, satira e ironia. Un umorismo sottile, capace di fornire allo spettatore uno spazio per la propria lettura e riflessione.

Spok Brillor (Madrid, 1978) inizia il suo percorso nei graffiti oltre 20 anni fa. Nel corso della sua lunga carriera ha realizzato circa 30 interventi pubblici ed ha partecipato ad esposizioni in più di 10 paesi. Laureatosi in Belle Arti, Spok ha raggiunto il suo stile unico in poco meno di 9 anni, dal 1994 al 2003, “bombardando” inizialmente treni e mura con la sua crew locale, TBC. Successivamente, il suo stile si è evoluto e ha iniziato a realizzare progetti privati, per esempio in Messico, Buenos Aires, Hong Kong e Miami. Spok Brillor tramite le sue opere rappresenta un mondo abitato da incredibili personaggi immaginari, non dimenticando però il writing da cui proviene, inserendo quindi talvolta la sua firma nel contesto ritratto, con un effetto ancor più surreale. Il suo lavoro è noto per i suoi riferimenti all’umorismo nero e alla grande tecnica pittorica impiegata, che catalizza da subito l’attenzione dello spettatore.
Nel tempo, Spok ha preso parte a prestigiose esposizioni tenutesi per esempio al Thyssen Museum di Madrid, all’Instituto Cervantes, alla Somerset House e partecipando al circuito di Wynwood Walls tra gli altri. Importanti anche le sue collaborazioni con marchi come Adidas e Absolut.

MAGMA GALLERY
Bologna – dal primo giugno al 13 luglio 2019
Via Santo Stefano 164 (40125)
+39 380 767 57 18
info@magma.gallery
www.magma.gallery

Rabarama e i giovani artisti

Sabato 1 Giugno alle ore 11 inaugura la mostra ‘ Rabarama e i giovani artisti‘ presso la settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, evento centrale dell’VIII edizione della “Biennale Arteinsieme – cultura e culture senza barriere”. Testimonial di questa edizione sono l’artista Rabarama e il Maestro Michele Mariotti, a cui si sono ispirati i lavori degli studenti.

Vid

Fino al 1 settembre saranno esposti al Museo Omero tre opere di Rabarama “ Vid”, “ Trans-azione B”, “ In-cinta”: affascinanti lavori che rappresentano figure umane raccolte su se stesse in momenti di riflessione, con sguardi intenti e pensierosi su corpi intagliati e marchiati con forme e colori diversi. Sculture pensanti, che si interrogano sulla propria identità.

Accanto alle opere dell’artista i lavori finalisti – selezionati da Commissione qualificata – del Concorso Biennale Arteinsieme per le tre sezioni: Arti figurative, Musica e Libri speciali.

Per le Arti figurative in mostra dodici sculture di studenti dei Licei Artistici e delle Accademie di Belle Arti ispirati alla poetica di Rabarama e caratterizzati dalla molteplicità e varietà di materiali nonché volte ad esaltare la plasticità e la tattilità delle forme. Per la Musica sono allestite cinque postazioni audio e video con lavori musicali realizzati dagli studenti di Conservatori e Licei musicali e ispirati al tema dell’orchestra, con riferimento al maestro Michele Mariotti. Per la sezione Libri speciali in esposizione dieci libri multisensoriali realizzati dagli alunni degli Istituti comprensivi che hanno inventato storie ispirate ai due testimonial, le hanno tradotte in Braille e illustrate con immagini tattili.

All’inaugurazione della mostra sabato 1 giugno alle ore 11 alla presenza di oltre 100 studenti e insegnanti provenienti da tutta Italia, da Bolzano a Catania, verranno decretati da Aldo Grassini e dall’artista Rabarama i vincitori per ogni sezione, a cui sarà devoluto un premio in denaro.

La mostra è promossa dal Museo Tattile Statale Omero – TACTUS Centro per le Arti Contemporanee, la Multisensorialità e l’Interculturalità in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali tramite la Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, la Direzione Generale Musei – Servizio II – Gestione e Valorizzazione dei Musei e dei Luoghi della Cultura, la Direzione Generale Educazione e Ricerca – Servizio I, Ufficio Studi – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio (Sed).

Rabarama e i giovani artisti
MUSEO TATTILE STATALE OMERO
Ancona – dal primo giugno al primo settembre 2019
Banchina Giovanni Da Chio 28 (60121)
+39 0712811935 , +39 0712818358 (fax)
info@museoomero.it
www.museoomero.it

Everyday life

EVERYDAY LIFE. ECONOMIA GLOBALE E IMMAGINE CONTEMPORANEA
A cura di Gabriele Lorenzoni e Carlo Sala
Galleria Civica, Trento
31 maggio — 1 settembre 2019

La mostra Everyday Life accoglie e declina il tema dell’edizione 2019 del Festival dell’Economia di Trento: globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza.
Attraverso la ricerca fotografica più recente, installazioni video e interventi topic specific, la mostra intende indagare fenomeni e mutamenti socioeconomici.

Il tempo presente è caratterizzato dall’ipervisione, ossia dall’esposizione continua e caotica di immagini prodotte e diffuse a velocità crescente. Web, cinema, fiction, video, videogiochi: le simulazioni del reale riempiono ogni spazio della visual comunication e si sovrappongono, generando un caos visivo tanto attrattivo quanto destabilizzante.
Le tecnologie della visione producono immaginari più o meno realistici che influenzano e narcotizzano i costumi culturali e le posture sociali. Tra open data e propaganda, anche la trattazione dei temi politici, economici e sociali è ormai stereotipata e omologata.
È questo il multiforme e attuale tema di Everyday Life. Economia globale e immagine contemporanea, la mostra curata da Gabriele Lorenzoni (curatore Mart) e Carlo Sala (curatore indipendente e docente), alla Galleria Civica di Trento, dal 30 maggio al 1 settembre 2019.

Nata per dialogare con il Festival dell’Economia di Trento (30 maggio – 2 giugno), l’esposizione ne accoglie le suggestioni empiriche e le restituisce attraverso le immagini. La ricerca artistica diviene interlocutrice autorevole, capace di generare consenso e pensiero, sfiducia e allontanamento, progresso e sconfitta alla stessa maniera del dibattito intellettuale, dei numeri e delle statistiche, della ricerca scientifica.

Dalla cultura dell’immagine alla cultura della video-tecnologia

Negli spazi della Galleria Civica di Trento il primo lavoro in mostra è un’installazione che annulla lo spazio di fruizione e nega la grammatica espositiva a cui il visitatore contemporaneo è abituato. Una sorta di silenzio visivo, una pausa, un nuovo grado zero da cui partire.

Nella sala successiva i lavori iconici di quattro indiscussi maestri internazionali, Andreas Gursky, Fischli & Weiss, Shirin Neshat, Wolfgang Tillmans, le cui opere appartengono alle Collezioni del Mart, costituiscono una sorta di prologo iconografico. Si tratta di fotografie realizzate negli anni Novanta, agli albori di quel processo di globalizzazione che, attraverso virate del tutto impreviste, ha condotto al presente.

La generazione di fotografi successiva ha necessariamente guardato a questi “pionieri”, destrutturando i messaggi visivi dei vecchi e dei nuovi media.
La mostra entra nel vivo e presenta il lavoro di quegli artisti italiani che analizzano le contraddizioni, gli stereotipi, gli immaginari precostituiti secondo una prospettiva post-contemporanea dal sapore fortemente sociologico: Adrian Paci, Alessandro Calabrese, Brigitte Niedermair, Daniele Girardi, Dido Fontana, Discipula, Filippo Berta, Filippo Minelli, Giovanni Morbin, Hannes Egger, Ingrid Hora, Nicolò Degiorgis, Paolo Ciregia, The Cool Couple.

I generi tradizionali della fotografia, come l’immagine di moda, la fotografia di architettura, scientifica, giornalistica e, soprattutto, le indagini sul paesaggio, sono implosi.
A partire dall’inizio del nuovo millennio lo scenario muta radicalmente: fotografi e artisti devono confrontarsi con il fenomeno della cosiddetta fotografia espansa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale caratterizzata dall’uscita dal genere, dall’ibridazione di soggetti e tipologie di ricerca, dalla contaminazione con i temi globali della visual culture e della comunicazione.

A questo si aggiunge la sempre più ampia accessibilità non solo alla fruizione delle immagini, ma anche all’utilizzo delle tecnologie capaci di produrre, elaborare e diffondere dati visivi. Cambiano i costumi e fenomeni di massa: per la prima volta nella storia ognuno è prosumer, ovvero è al tempo stesso creatore e consumatore del magma visuale che circola attraverso il mondo digitale in tempo reale.
La proliferazione senza limiti implica la caduta di confini non solo geografici e la possibilità pressoché infinita di descrivere ogni realtà plausibile, non necessariamente vera.

Nessun medium più della fotografia può assorbire con efficacia la rapidità di tali cambiamenti, l’immagine perde però l’aura di rappresentazione mimetica e realistica dell’esistente, divenendo a sua volta un vero e proprio fattore in grado di generare realtà.
Nelle sempre più numerose possibilità tecnologiche, la fotografia produce relazioni, esperienze e narrazioni, tanto nella sfera pubblica quanto nella sfera privata. L’immagine spinge ogni attività di comunicazione a livelli mai raggiunti prima, fino a divenire, indiscutibilmente, manifestazione stessa del post-contemporaneo.

Tutto è veloce, la vita quotidiana non scorre più placidamente accanto a fenomeni che possono essere studiati nel medio termine. Inebriante, la rapidità impedisce la valutazione empirica dei piccoli e grandi mutamenti a cui, sempre più, la popolazione globale si è abituata e adeguata. La commistione delle immagini è totale e le trasformazioni vanno registrate nel loro farsi. Nuovi ritmi e sovrapposizioni costringono a una misurazione immediata delle conseguenze, l’istante presente è già passato.

Everyday Life descrive paesaggi urbani e spazi naturali, processi di gentrificazione e di erranza. La riflessione si sofferma in particolar modo sul tema dei confini e delle soglie. Inevitabilmente indugia sulla definizione stessa e sull’uso possibile dell’immagine, allo stesso tempo soggetto e oggetto della mostra. La comunicazione e le forme di persuasione diventano materia di studio. Ne deriva una vera e propria antropologia visiva che fa del glocal una delle sue peculiarità.

Tra post-immagine, ipervisione e fotografia espansa, la mostra propone un’indagine poetica e allo stesso tempo dissacrante del presente.

Galleria CIVICA Trento e ADAC
Via Belenzani 44
38122 Trento
T+39 0461 985511
+ 39 800 397760
F +39 0461 277033
civica@mart.tn.it
www.mart.trento.it

Orari
Mar / Dom 10-13 / 14-18
Lunedì chiuso

Tariffe
Intero: 2 €
Gratuito: Mart Membership, bambini fino a 14 anni
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese

Ufficio comunicazione
Susanna Sara Mandice
press@mart.trento.it
T +39 0464 454124
T +39 334 6333148

Il Mart ringrazia
Provincia autonoma di Trento
Comune di Trento
Comune di Rovereto

Sponsor Tecnici
Cantina Sociale Trento

In collaborazione con
Trentino Marketing