Fractalia

Fractalia , la personale di Isabella Nazzarri, inaugura a Circoloquadro a due anni di distanza da Life on Mars , mostra da cui prende le mosse e di cui continua, in una sorta di germinazione, il processo artistico e poetico che rivela la raggiunta maturità artistica dell ’ artista livornese, invitata quest ’ anno al Premio Cairo.

Fractalia, nome di fantasia che evoca un pianeta lontano, descrive perfettamente il nuovo ciclo di lavori di Isabella Nazzarri che mostra una coerenza poetica insieme a una forte capacità di crescere, maturare e creare opere sempre nuove e fresche, senza mai perdere di intensità. I concetti di trasformazione, metamorfosi e creazione, che abbiamo visto nella mostra presentata nel 2016 a Circoloquadro, vengono qui ripresi e approfonditi grazie a due anni di studi e di lavoro intenso.

Fractalia è una mostra generativa, nel senso più letterale del termine. Il mio lavoro ha sempre parlato di metamorfosi e trasformazione, gli elementi stessi delle mie opere si trasformano e si plasmano nel tempo con un processo quasi alchemico. […] Le mie opere sono da una parte intimiste, dall’altra metafisiche e alienanti, sembrano venire da un mondo misterioso.

In mostra ci saranno quattro lavori inediti, che fanno parte della serie Innesti, a cui l’artista lavora dal 2015: si tratta di acquerelli e acrilici su carta in cui elementi fitomorfi e gestuali fluttuano su sfondi neutri e in cui le forme si innestano l’una con l’altra nel processo spontaneo e germinativo, tipico di Isabella Nazzarri.

Da queste carte ha origine la nuova serie dell’artista perché da esse germinano letteralmente nuove opere quasi per mitosi cellulare. Per ottenere questo risultato Isabella Nazzarri ha utilizzato un programma generativo di frattali per elaborare delle opere digitali basate sulla trasformazione delle opere in mostra. Il programma si basa su disposizioni casuali, per cui l’elemento spontaneità, che da sempre accompagna il lavoro dell’artista, diviene anche in questo caso un processo che genera variazioni uniche e irripetibili. Nelle opere originali così come nelle stampe digitali c’è dunque sia l’elemento della spontaneità e della rivelazione sia il processo germinativo di nascita delle forme e della loro trasformazione.

In mostra si potranno dunque ammirare le opere originali e 40 stampe in 10 varianti – uniche e firmate – per ogni opera.

Isabella Nazzarri nasce a Livorno nel 1987. Vive e lavora a Milano. Nel 2011 si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Successivamente frequenta il Biennio in Arti Visive dell’Accademia di Brera. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’Estero tra cui Villa Brivio (Nova Milanese), Spazio Oberdan (Milano), GalleryV9 (Varsavia), Parabrod Cultural Centre (Belgrado), The Griffin Gallery (Londra), Spazio Soderini (Milano), Interno18 (Cremona), Galerie Michael Schultz (Berlino), Officina Giovani (Prato), Circoloquadro (Milano), Spazio Ex Fornace (Milano), Museo Fattori (Livorno), Abc Arte (Genova), Orizzonti Arte (Ostuni), Palazzo Barbaroux (Torino), Alon Zakaim Fine Art (Londra), Mazzacurati Fine Art (Ferrara), Cittadella Degli Archivi di Milano (Milano), Fondazione Luigi Di Sarro (Roma), Teodora Galerie (Parigi), Atelier Richelieu (Parigi), Grand Palais (Parigi), Galleria Monopoli (Milano), Palazzo Reale (Milano).

Isabella Nazzarri | Fractalia
a cura di Arianna Beretta
Inaugurazione: mercoledì 7 novembre 2018 dalle 18.30
In mostra: dal 7 al 30 novembre 2018
Orario: dal mercoledì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00; o su appuntamento.

CIRCOLOQUADRO arte contemporanea
Via Gian Battista Passerini 18 Milano
Telefono +39 324 8392144 | Email: info@circoloquadro.com

Filippo de Pisis

Scrive Elena Pontiggia a proposito di Filippo de Pisis e della mostra ‘Gli eventi del minuto‘ : “Sono passati trent’anni (una generazione, quasi due) da quando nel 1988 Duilio Affanni apriva la sua galleria, che allora si trovava in via Carcano e prendeva nobilmente il nome dall’antico chiostro del convento di S. Francesco

Inaugurava la galleria con una mostra di de Pisis che dava già il senso e, per così dire, la direzione delle sue future scelte: un’attenzione alle vicende e alle ragioni dell’oggi, ma anche alla storia del Novecento, consapevole che in arte il tempo non esiste e che, come diceva Gadda “se una cosa è più moderna di un’altra, vuol dire che non sono eterne né l’una né l’altra”.

Dunque spazio al presente, ma anche a quel passato artistico che spesso è ancora più vivo. E qui bisognerebbe ricordare, accanto alla rassegna inaugurale di de Pisis, le mostre di altri maestri, a cominciare dal maggior artista saronnese del Novecento, vale a dire Francesco De Rocchi, per proseguire con Carrà, Marino Marini, Sironi, Fontana e molti altri. Del chiarismo, in particolare – il movimento di cui De Rocchi è stato un protagonista – il “Chiostro” è stato fin dalla nascita un punto di riferimento, e mi fa piacere ricordare il sostegno (di più: la condivisione) con cui Duilio Affanni ha collaborato alla grande mostra mantovana del 1996. Non a caso nell’elenco dei ringraziamenti in catalogo il nome della galleria di Saronno figura subito dopo i musei. Del resto “Il Chiostro”, come è accaduto in Italia ai migliori spazi espositivi privati, con le sue mostre storiche ha svolto anche le veci di un piccolo museo, in un Paese che di musei d’arte moderna ne ha ancora tragicamente pochi.

Sono passati trent’anni da allora, dunque. La galleria ha ora una nuova sede a pochi passi dalla Beata Vergine dei Miracoli (dal chiostro al santuario: speriamo sia di buon augurio, e Dio sa quanto ce n’è bisogno di questi tempi…), e ora alla direzione c’è Marina, che ha ereditato la stessa visione aperta e la stessa passione del padre, interpretandole con la sensibilità di una nuova generazione. Per il compleanno trentennale, a questo punto, non si poteva non pensare a de Pisis, sia per ricordare quella mostra iniziale, sia per la capacità, che l’artista ferrarese possiede come pochi altri, di tramutare il tempo dell’attimo (il “minuto”, in cui tutti siamo immersi) in un “evento”. Gli eventi del minuto si intitolava appunto la mostra di allora e si intitola quella odierna. Allora come ora la didascalia delle opere sono idealmente i versi di Montale: “E tutti vidi/ gli eventi del minuto/ come pronti a disgiungersi in un crollo”.

Sono versi sotterraneamente drammatici, come sotterraneamente drammatica, pur nella felicità della fisionomia e delle apparenze, è l’arte di de Pisis. La sua pittura sfugge infatti alle categorie della critica, perché l’ ”ismo” che risulta meno inadeguato a descriverla è quello di esistenzialismo. Dove per esistenzialismo non si intende la cupa e materialista filosofia di Sartre, ma una domanda commossa, la stessa che i poeti lirici di tutti i tempi si sono posti, sull’esistenza troppo breve delle cose.

Come scrivevo allora nel catalogo, e come non ho smesso di pensare, per dar conto della pittura di de Pisis, più che di impressionismo (come hanno detto i francesi, purtroppo incapaci di capire a fondo l’unicità dell’artista italiano); più che di espressionismo lirico, che pure è una definizione meno inadempiente, bisognerebbe parlare di una riflessione su quello che lui stesso chiamava “paradiso provvisorio”. Cioè sulla precarietà di ogni forma di bellezza.

In questo senso nelle sue opere una mandorla, un vaso di fiori, un piccolo nudo, una Trebbiatura a Geres e perfino Ragazzo sulla spiaggia, meglio noto come ‘Omaggio a Matisse’ hanno lo stesso significato: sono attimi fuggenti, a cui l’artista intima goethianamente il suo “Fermati! Sei bello”, sapendo già in anticipo che non sarà esaudito. Foglie, erbe, figure, luoghi sono apparizioni momentanee. E l’artista li dipinge con un disegno intriso di vuoto, con una stenografia luminosa, ma talmente lieve da rivelare tutta l’illusorietà di figure e cose.

Dove sono le nevi dell’anno scorso? si chiedeva Villon. Se lo chiede anche de Pisis, che però dipinge quelle nevi (cioè quei frutti, quei fiori, quei cieli) come un’infinita magia.”

Filippo de Pisis – Gli eventi del minuto
IL CHIOSTRO ARTECONTEMPORANEA
Viale Santuario 11 – Saronno
Dal 28/10/2018 al 21/12/2018.net

I Castelli nell’Ora Blu

I Castelli nell’Ora Blu , è la prima mostra personale a Milano dell’artista, creatore teatrale e autore Jan Fabre, curata da Melania Rossi.

 

In mostra una selezione di lavori – in gran parte in anteprima assoluta perché provenienti dalla collezione dell’artista, e messi ora a disposizione del pubblico- realizzati da Jan Fabre dalla fine degli anni Ottanta, incentrati su due temi particolarmente significativi per l’artista: i castelli e l’Ora Blu. Disegni, collage, film e opere fotografiche compongono un percorso nell’immaginario più “romantico” e poetico, ma sempre radicale e simbolico, di uno degli artisti più interessanti della scena contemporanea.

Se il castello è il luogo della favola romantica per eccellenza, i castelli di Jan Fabre hanno qualcosa di diverso, sono infusi del personale romanticismo dell’artista, che si definisce “cavaliere della disperazione e guerriero della bellezza“.

La tonalità dell’inchiostro Bic ricorda all’artista l’atmosfera di quell’ora speciale tra la notte e il giorno, tra il sonno e la veglia, tra la vita e la morte. L’Ora Blu, teorizzata da Jean Henri Fabre, considerato il padre dell’entomologia, è un momento di totale silenzio e perfetta simmetria in natura, quando gli animali notturni si stanno per addormentare e quelli diurni si stanno svegliando, in cui i processi di metamorfosi hanno atto.

Anche nei grandi formati in mostra, l’attenzione si concentra naturalmente su piccole porzioni di disegno per seguirne le linee ora più lievi, ora più marcate, oppure trova un immaginario punto di fuga negli insetti-foglia applicati sulla carta, che formano profili di torri castellane. Come di fronte al grande telo in seta di quasi diciassette metri (Un Castello nel Cielo per René, 1987) che è esposto all’interno della Basilica di Sant’Eustorgio, al cospetto della scultura nella Cappella Portinari o nell’opera site specific che l’artista ha realizzato sul lucernario di BUILDING, siamo dentro il disegno, che diviene spazio, casa, castello.

BUILDING
Via Monte di Pietà 23, Milano
Mar – Sab, 10:00 – 19:00
www.building-gallery.com

Basilica di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari
P.zza Sant’Eustorgio 1, 20122 Milano
Lun – Dom, 10:00 – 17:30
Ingresso Capella Portinari: €6

Il brivido della bellezza

Il 25 ottobre a Roma l’estetica artistica si fonde con quella più glamour, nell’art aperitif Il brivido della bellezza.

L’evento, organizzato da Barbara Molinario, fondatrice di Fashion News Magazine, sarà ospitato in uno dei saloni di bellezza più famosi della Capitale, Franco & Cristiano Russo, in via Frattina 99, che dalle 18:00 fino alle 21:00 si trasformerà in una vera e propria galleria d’arte, esponendo la nuova collezione di inediti “ricollage” di Marco Innocenti, in arte Brivido Pop, pop collage digitali che esaltano la bellezza dei grandi capolavori del Rinascimento, miscelata con manifesti cinematografici dal sapore vintage.

Ad illustrare le opere, sarà il professor Vittorio Maria de Bonis, storico della letteratura ed esperto d’arte. E così Brigitte Bardot mostra la sua chioma bionda al Ragazzo con canestra di frutta di Caravaggio, la leonardesca Dama con l’ermellino sfoggia la sua pettinatura ultra moderna alla Fornarina di Raffaello e a Sofia Loren, il Gladiatore e la Ragazza col Turbante (lei si copre la testa perché sta per andare dal parrucchiere) restano ammirati dal ricciolo fascinoso di Ava Gardner. Non mancano affascinanti barbe maschili – da Van Gogh a Bud Spencer – tra il caschetto di Uma Thurman, la piega di Catherine Spaak, la “cipolla” della dama di Pollaiolo o il capello bagnato di Ursula Andress.

È sempre interessante unire arti diverse per ammirare l’effetto finale. – Ha dichiarato Barbara Molinario. – Cristiano Russo ospita l’artista visivo Marco Innocenti, con una mostra onirica che unisce il mondo dell’arte a quello del cinema. Esposti per l’occasione anche quadri inediti che si discostano dalla tecnica originale dell’artista, e regalano un percorso fantastico e suggestivo. Cristiano Russo non è nuovo a queste incursioni nel suo salone, ha già ospitato sfilate di moda e presentazioni di libri fino ad incontro con la nutrizionista, in fondo la bellezza, quella vera, si può trovare ovunque!

Gli invitati potranno, inoltre, votare il migliore look alla Warhol, in un’interessante rivisitazione firmata “brivido pop”. Chi sarà la più affascinante, Liz Taylor o Marilyn?

Nel corso della serata, infine, Cristiano Russo, hair stylist tra i più richiesti nel mondo dello spettacolo capitolino, illustrerà le nuove tendenze autunnali in fatto di tagli e nuances, oltre a fornire preziosi consigli per preservare il benessere dei capelli e difenderli dal freddo e dall’umidità dei mesi invernali.

Per partecipare all’evento è necessario accreditarsi tramite email a eventi@barbaramolinario.com

Per accrediti giornalisti e blogger:
Alessia Piccioni – 392 1956002 – alessia@alessiapiccioni.it
Barbara Molinario – 327 1641370 – bmpressoffice@gmail.com

Viaggio Racconto Memoria

Al piano nobile dei Musei San Domenico a Forlì è in corso la più grande mostra antologica mai dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre.

Viaggio Racconto Memoria

Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.

Questa importante retrospettiva, di cui colpisce l’altissima qualità del percorso espositivo appositamente concepito per il nostro museo – osserva il presidente della Fondazione di Forlì Roberto Pinza – conferma che la Fondazione ha colto nel segno quando decise, quattro anni fa, di affiancare alle grandi mostre di arte figurativa un ciclo di ampio respiro dedicato alla fotografia, non solo come occasione di richiamo turistico ma come ‘possibilità di racconto delle vicende umane’”.

Il lungo percorso artistico di Ferdinando Scianna si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Come fotografo – scrive di sé Ferdinando Scianna – mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

FERDINANDO SCIANNA. Viaggio Racconto Memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Informazioni
www.mostraferdinandoscianna.it

Atlas Coelestis

Scrive Fabrizio Pizzuto a proposito di Davide Dormino : “In anatomia, l’atlante è la prima vertebra, posta subito sotto la testa. Permette una vantaggiosa mobilità del corpo formando l’articolazione che connette cranio e colonna vertebrale.

Il suo nome richiama l’Atlante mitologico perché così come egli è il sostegno del mondo, questa è supporto e sostegno della testa. Devo dunque pensare che il mondo abbia il ruolo della testa. Intravedo il cervello come formicolìo vibrante di input e pensieri, distribuiti nello spazio pensante come continenti. Si muovono e spaziano in maniera autonoma dal supporto, portati in giro da lui. Si rivolgono agli altri come ad altri pianeti.

Atlante connette il corpo alla testa dunque, che è, certamente, parte del corpo, ma che al contempo vola dimenticandosi di esso. Ne ho adesso immagine separata. Il mio corpo tuttavia cammina direzionando la testa non solo come pensiero ma come raggio di visione e di collaborazione con gli altri, di interazione. Atlante viene chiamato “Telamone”, nome usato anche per designare un volume che raccoglie carte geografiche o carte illustrate. Una traslazione. L’Atlante è, in definitiva, la porta del confronto, la connessione del viaggiatore con il luogo.

Per astratto diventa il mondo stesso, o la testa stessa, di cui doveva essere solo sostegno. Nel momento in cui se ne fa astrazione si cammina vicino all’idea di simbolo, quasi porta dell’immaginazione. La sua struttura, tuttavia, nel lavoro di Davide Dormino, si trasforma in materia. Nella maniera che gli è più consona, ovvero quella scultorea, materica, sensibile. Il lavoro invade e occupa gli spazi. Come un’idea svela nuove possibilità. Accade iscrivendo un segno nell’idea stessa perché il segno rende la materia viva. Non carne, ovviamente, ma ferro, superficie lucente e poi carta, mondo opaco, tratto che affianca e cammina formando il disegno. Ogni variazione di supporto materica svela nuove capacità e potenzialità.

Il tratto mostra il percorso grafico, ne segui il disegno come segui le ossa. L’ossatura dell’uomo vola via da esso, le sue simbologie sono nel ruolo che essa ricopre. Fa capolino la storia del nome e di quanto accade attorno ad esso. Ma è solo un’istante poi si rifugia nuovamente nei pensieri. Rimane che qualcosa è, ed è inciso, vivo, e segnala lo spazio attorno ad esso e guardandolo, entrando, segnalo io lo spazio attorno a me, segnalo che io sono alto, largo, profondo, mi muovo, penso. Tutto dei pensieri vola via e si imprigiona in una nuova forma che chiameremo visione.

Non esattamente icona, come si diceva, bensì piuttosto aggressione lucente e scultorea dello spazio. Porta di comunicazione, non alchemica, ma visionaria tra i significanti e il significato. E poi infine azione site specific, prettamente artistica. Azione che invade e sfonda gli spazi. Li misura, ne fa nuovo stato dell’animo, nuova ambientazione, attraversabile col corpo. Imprimendosi nell’occhio direi attraversabile anche con la mente, infine visibile col corpo. Manifestazione di una forma materiale. Pensiero tra cielo e terra.”

Atlas Coelestis | Davide Dormino
Spazio Menexa
Via di Montoro, 3 – 00186 Roma
0621128870 info@spaziomenexa.it
+39 0666019323
Lun-Ven 10:00-19:00

Opening sabato 27 ottobre 2018 | ore 18.00
A cura di Fabrizio Pizzuto
la mostra proseguirà fino al 17 novembre 2018

Pino Pascali

Pino Pascali (Bari, 19 ottobre 1935 – Roma, 11 settembre 1968)

Nato da genitori di Polignano a Mare, trascorre l’adolescenza a Bari, dove frequenta il Liceo Scientifico, ma, già ripetente, si trasferisce e si diploma al Liceo Artistico di Napoli. Nel 1956 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all’Accademia delle Belle Arti e frequenta le lezioni di Toti Scialoja. Dopo il diploma comincia a lavorare come aiuto scenografo alla RAI. Nel contempo inizia una collaborazione, che diventerà poi continuativa, con Sandro Lodolo, realizzando Caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive.

Negli anni sessanta partecipa a varie mostre collettive e nel 1965 realizza la sua prima personale presso la Galleria romana La Tartaruga.
L’anno successivo espone alla Galleria L’Attico. In soli tre anni ottiene un notevole riscontro da parte della critica e viene notato da influenti galleristi italiani e internazionali. Proprio all’apice della sua carriera, mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale di Venezia, muore prematuramente a Roma nel 1968 per le conseguenze di un grave incidente in motocicletta, sua grande passione. La sua tomba si trova nel cimitero di Polignano a Mare.

Artista eclettico, Pascali fu scultore, scenografo e performer. Nelle sue opere riunisce le radici della cultura mediterranea (i campi, il mare, la terra e gli animali) con la dimensione ludica dell’arte: un ciclo di opere è dedicato alle armi, veri e propri giocattoli realizzati con materiali di recupero (metalli, paglia, corde) e molti suoi lavori ripropongono le icone e i feticci della cultura di massa.

Nella serie “Ricostruzione della natura”, iniziata nel 1967, Pascali analizza il rapporto tra la produzione industriale in serie e la natura. È ritenuto uno dei più importanti esponenti dell’arte povera, insieme a Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Mario Merz, Eliseo Mattiacci, Renato Mambor, Sergio Lombardo e Cesare Tacchi.

Fu il primo a formalizzare le pozzanghere con l’acqua vera, da cui nacque la mostra “Fuoco immagine acqua terra” avvenuta all’Attico nel maggio del 1967.

Oasi

Oasi, la nuova mostra personale di Sergia Avveduti, inaugura venerdì 26 ottobre alle ore 18:30 negli spazi della galleria AF Arte Contemporanea di Bologna.

Nella serie di opere esposte in mostra, l’artista ricorre al collage fotografico come “dispositivo ottico” che potenzia la capacità della fotografia di rappresentare l’invisibile: i suoi prelievi d’immagini fotografiche da riviste di paesaggio vengono ricomposti creando un nuovo paesaggio, summa di tutti i paesaggi esistenti e di quelli sedimentati nel nostro immaginario, con l’idea di portare lo spettatore a intraprendere un viaggio, partecipando al processo di deformazione che la memoria innesca sulla qualità delle informazioni visive percepite.

Il potere delle immagini storiche, la loro fisicità cartacea e vissuta, travalicano il senso d’effimero prodotto oggi dalle immagini digitali che, spesso, vivono solo per pochi istanti. Queste, al contrario, sono immagini manipolate e riassemblate attraverso l’utilizzo di una geometria primitiva, fatta di tagli circolari incisi che agiscono come fossero una messa a fuoco ulteriore di brani di paesaggio o di architettura, posti al di fuori di un contesto di riferimento.

I contorni creano uno scheletro di forze che influenzano l’esperienza visiva inserita in un contesto di spazio tempo. Si crea una tensione psicologica tra la percezione dei diversi frammenti in gioco e le esperienze visive che l’hanno preceduta. La forma delle singole porzioni si espande sulla capacità descrittiva che ogni singolo frammento ha al suo interno, realizzando un dislocamento percettivo che sospinge lo sguardo del pubblico a immaginare cielo e terra, natura e architettura, visione e introspezione a compenetrarsi.

Per Sergia Avveduti: “Oasi è un luogo di stupore e di intimità, emancipazione e rituale, tempo rimasto e tempo da reclamare. Il mio intervento intrusivo determina nuove forme, il punto di partenza si disperde seguendo logiche connesse alla mia sensibilità soggettiva. Oasi è un versante verticale, una geometria rigorosa che insiste fino a scoprire qualcosa che non si era immaginato: poco sotto il punto d’osservazione, un paesaggio a gradoni senza gravità racconta la nuova dinamica del mondo. Edifici in linea irrigidiscono l’Ala di Francesco Baracca. Più in basso, sulla strada verso il fondovalle, si vedono architetture scanalate dal gelo sotto cupole di meteorologie impalpabili mentre sul margine visivo una scia di cani si lancia nel vuoto della pagina”.

opening 26 ottobre 2018, ore 18.30

27 ottobre – 30 novembre 2018
martedì-sabato ore 10-12 | 15.30-19

Via dei Bersaglieri 5/e
40125 Bologna
T 051 229544
F 051 27027
info@af-artecontemporanea.it
www.af-artecontemporanea.it

Residenti

RESIDENTI è un evento inserito nella Rome Art Week. Questa mostra di opere d’arte originali esplora la diversità degli argomenti che evidenziano il patrimonio culturale di trentatré artisti provenienti da un programma di selezione che Rossocinabro esporrà insieme ad opere provenienti dalla collezione permanente della Galleria.

Quaranta pezzi di opere d’arte originali divisi in cinque categorie – pittura, disegno, fotografia, grafica, scultura – raffigurano una varietà di stili artistici e medium. Gli utenti potranno trovare nel sito approfondimenti su ciascun artista in mostra, in ordine alfabetico o divisi per categoria (figurazione, astrazione e informale, fotografia, arte digitale e scultura).

Artisti: Janice Alamanou, Jonathan Alfaro, Graciela Danese, Maria De Vido, Jari Di Giampietro, Onno Dröge, Eivor Ewalds, Ana Paola González, Linda Grool, Gul Durmayaz Guducu, Andreina Guerrieri, Sabine Heetebrij, Gary Hopkins, Osamu Jinguji, Stefanie Kamrath, Aleksandra Kosoń, Ioanna Konstantinou, Judy Lange, Lisa J Levasseur, LiV, Walter Marin, Alexandra Mekhanik, Mikesch, Betsie Miller-Kunsz, Paris Leroy, Edna Piorko, Irena Procházková, Daniela Rebecchi, Sandra Schawalder, Shigeru K, Gladys Sica, Ildikó Terebesi, Anthony Vella.

L’evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina dell’artista ormai consolidata, così come i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una serie di dipinti, fotografia d’arte, sculture, in diversi stili e dei media.

a cura di Cristina Madini

Rossocinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma

Opening lunedì 22 ottobre dalle 16:00-18:00 solo su invito
Visitabile da lunedì a venerdì 11-19

Adele Lo Feudo

Adele Lo Feudo, in arte ALF, nasce nel 1967 a Cosenza. Dopo gli studi classici e la laurea in giurisprudenza si trasferisce a Perugia, dove la sua vita prende la via dell’arte. Si diploma interior designer e insegna per 7 anni nel settore. Riprende a dipingere e consegue il diploma di maestro d’arte, iniziando il suo percorso artistico in modo serio e continuativo sia come pittrice, sia come performer.
 
La prima personale

 è Ali per volare del 2010 a cui seguono Fucsia e Adele e Adele nel 2011, Tante mani per… nel 2012, Anima e Corpo e Riflessioni nel 2013, Artista d’avorio, Qui non si muore e Motus Terrae nel 2014, Messi a Nudo nel 2015, Presenze/Assenze: IO SONO! nel 2016 e Per giungere fino a te nel 2017. Sempre nel 2017 partecipa con successo all’asta silenziosa organizzata a New York nel corso del Columbus Day.
 
Adele Lo Feudo organizza eventi di grande richiamo come Un petalo rosa… per non dimenticare, in cui coinvolge 65 artiste in un programma antiviolenza sulle donne, con donazione a una fondazione delle opere esposte a Perugia e Cosenza. Nel 2016 realizza I Maccaturi, partendo dalla tradizione delle filande calabresi. Nel progetto sono inclusi 106 artisti sul tema del recupero delle tradizioni della sua terra natale e dei valori del passato. Le opere, donate al comune di Mendicino (CS), sono esposte in maniera permanente a Palazzo Campagna.
 
Le sue originali performance ricevono da anni apprezzamenti di pubblico e critica. Le sue opere sono inserite in importanti collezioni private e pubbliche.
 
www.adelelofeudo.it
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

Mariana Polisena

Mariana Polisena nasce nel 1985 a Buenos Aires, in Argentina, ma a quattro anni si trasferisce con la famiglia in Italia. Dal 2017 vive e lavora a Montefiorino (MO).
 
Dopo gli studi superiori intraprende un percorso da autodidatta indirizzato al mondo della sartoria. Dal 2012 disegna con sempre maggiore convinzione abiti originali e cuce ciò che scaturisce dalla sua matita. Con l’obiettivo di diventare figurinista, si iscrive all’Istituto di moda “Burgo” di Modena e porta avanti un percorso triennale di modellistica sartoriale.
 
Nel 2016 comincia a realizzare abiti storici e da allora tutto ciò che crea si lega al passato. I suoi costumi sono realizzati con criteri precisi, che rispettano il modello e il taglio dell’epoca. Per tale motivo la costumista prende ispirazione da quadri, immagini e figurini del periodo, ma anche da vestiti esposti nei musei o utilizzati nei set cinematografici.
 
Dietro ogni creazione di Mariana Polisena c’è lo studio del momento storico, degli usi e delle mode in voga. Per l’autrice l’abito ha una storia profonda da raccontare e regole rigorose da rispettare.
Lei stessa indossa le sue realizzazioni per eventi in costume o a tema, perché ama la sensazione di essere nei panni delle dame di altri tempi, atteggiarsi come facevano loro, cambiare i movimenti del corpo in base al vestito scelto.
Un vero e proprio viaggio nel passato attraverso la consapevolezza contemporanea.
 

Dal 20 ottobre al 4 novembre 2018 la Galleria Magiotti di via Roma 43/45, a Montevarchi (AR), ospita Gocce di un unico mare, doppia personale di Adele Lo Feudo e Mariana Polisena a cura di Marco Botti con il testo critico di Stefano Maria Baratti.

InVisible Cities 2018 – Cantieri aperti

Organizzato dall’Associazione culturale Quarantasettezeroquattro; co-finanziato da Regione Friuli Venezia Giulia, Turismo FVG, Comune di Gorizia e Camera di Commercio della Venezia Giulia; “InVisible Cities 2018 – Cantieri aperti” è il Festival che in due settimane si articolerà in tutto il centro di Gorizia con performance multimediali, spettacoli, installazioni interattive e tavole rotonde. 

Di seguito il programma:

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE / Anteprima InVisible Cities 2018
18.30 / ex Ferramenta Krainer (via Rastello)
Territori da [ri]scoprire + So chi è stato + Asbestos + La memoria restituita
Vernissage mostre fotografiche e installazioni multimediali

VENERDÌ 19 OTTOBRE
17.30 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 30’
Cam Girl_series (Playlist 00#2)
Danila Gambettola
Danza urbana itinerante

18.30 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello – 45’
Quando il vino è paesaggio
Un lavoro di tradizione nel rispetto della terra e per la salvaguardia dell’ambiente
Lorenzo Mocchiutti e Federica Magrini, vignaioli / Vignai da Duline.
Presentazione e degustazione

19.30 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello
Inaugurazione InVisible Cities 2018
aperitivo

a seguire / Piazza Vittoria – 60’
Y – La variabile del calcio
Compagnia Dynamis
Performance teatrale partecipativa

21.00 – 22.30 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello + Palazzo de Grazia, via Oberdan
Visite guidate con artisti e curatori
alle mostre e installazioni multimediali di InVisible Cities 2018

22.00 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello
Disco mannaro
Dj set in vinile

SABATO 20 OTTOBRE
16.00 / Piazza Vittoria – 60’
Y – La variabile del calcio
Compagnia Dynamis
Performance teatrale partecipativa

17.30 / piazza Vittoria 38, cortile interno – 30’
Concerto per nastri magnetici, registratori a cassetta, walkman e altoparlanti
Glauco Salvo

18.30 / Ritrovo piazza Vittoria 38 – 30’
Cam Girl_series (Playlist 00#2)
Danila Gambettola
Danza urbana itinerante

19.00 / ex Ferramenta Krainer
our nature
l’arte contemporanea incontra la scienza
tavola rotonda con i 6 artisti rumeni selezionati per una residenza nell’ambito del programma pro-ESOF 2020 (EuroScience Open Forum)

19.30 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 30’
No home for Cinderella
A cura di Andrea Ciommiento – Zona K (Milano)
Performance itinerante con cuffie wireless
biglietto: 5 euro

21.00 / Corso Verdi, area pedonale – 30’
Box_Two
Arearea
Danza urbana

15.00 – 20.00 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello + Palazzo de Grazia, via Oberdan
Mostre e installazioni multimediali di Invisible Cities 2018

DOMENICA 21 OTTOBRE
10.00 e 12.00 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 30’
No home for Cinderella
A cura di Andrea Ciommiento – Zona K (Milano)
Performance itinerante con cuffie wireless
biglietto: 5 euro

10.00 – partenza da Trgovski Dom, Corso Verdi – 120’
Storia di una linea bianca.
Visita guidata a Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine
a cura di Stefan Čok / Ass. Quarantasettezeroquattro

11.00 / Gusto Più – Supermercato Godina, via Baiamonti
Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo
dialogo con Stefania Prandi

12.00 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 30’
Cam Girl_series (Playlist 00#2)
Danila Gambettola
Danza urbana itinerante

15.30 / Piazza Vittoria – 60’
Y – La variabile del calcio
Compagnia Dynamis
Performance teatrale partecipativa

17.00 / Palazzo de Grazia, via Oberdan – 90’
Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo
Stefania Prandi in conversazione con Patrizia Romito e Chiara Cristini
su specificità di genere e mercato del lavoro

19.00 / Palazzo de Grazia, via Oberdan – 30’
Concerto per nastri magnetici, registratori a cassetta, walkman e altoparlanti
Glauco Salvo

11.00 – 20.00 / ex Ferramenta Krainer (via Rastello) + Palazzo de Grazia (via Oberdan)
Mostre e installazioni multimediali di Invisible Cities 2018

GIOVEDÌ 25 OTTOBRE
11.30 / Mercato coperto, Corso Verdi
Presentazione della mostra fotografica
“Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo”
di Stefania Prandi

VENERDI’ 26 OTTOBRE
16.30 – 19.30 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 20’
Audio Video Memory Experience
acquasumARTE
Performance video-teatrale itinerante con cuffie wireless
Percorso per singolo spettatore / partenza ogni 5 minuti

19.00 / Parco Basaglia (ritrovo al piazzale d’ingresso) – 60’
La memoria restituita.
Un percorso multimediale tra le storie dei ricoverati-lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia.
Chiara Perini, Sergio Pancaldi, oltre quella sedia, Sara Taylor, Paolo Scoppola
Performance teatrale-multimediale itinerante

21.30 / Teatro Verdi
Teho Teardo in concerto
Teho Teardo – chitarra baritona, electronics
Laura Bisceglia – violoncello
biglietto: 5 euro

16.00 – 20.00 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello + Palazzo de Grazia, via Oberdan
Mostre e installazioni multimediali di Invisible Cities 2018

SABATO 27 OTTOBRE
10.00 – 17.30 / Palazzo de Grazia, via Oberdan
INTER-FESTIVALS MULTIMEDIA SEMINAR
Rigenerazione urbana, pratiche artistiche e new media
Seminari e tavole rotonde

16.30 – 19.30 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 20’
Audio Video Memory Experience
acquasumARTE
Performance video-teatrale itinerante con cuffie wireless
Percorso per singolo spettatore / partenza ogni 5 minuti

18.00 / Punto di ritrovo: ex Ferramenta Krainer, via Rastello – 30’
Tracce
Desy Gialuz, Carolina Leporatti, Peppe Coppola
e la compagnia I Rassegnati
Performance teatrale itinerante

19.00 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello
Quando l’arte diventa interattiva
Paolo Scoppola
Presentazione delle installazioni interattive Boll, Centogrammi e Air Drops
a seguire aperitivo

21.00 / Palazzo de Grazia – 45’
Le vite potenziali
Francesco Targhetta + Father Murphy
Reading con proiezioni e musica live
biglietto: 5 euro

16.00 – 20.00 / ex Ferramenta Krainer, via Rastello + Palazzo de Grazia, via Oberdan
Mostre e installazioni multimediali di Invisible Cities 2018

DOMENICA 28 OTTOBRE
10.30 – partenza da Trgovski Dom, Corso Verdi – 120’
Storia di una linea bianca.
Visita guidata a Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine
a cura di Stefan Čok / Ass. Quarantasettezeroquattro

11.00 – 13.00 / Sala Dora Bassi, via Garibaldi
La fotografia come linguaggio della contemporaneità
Tavole rotonde

15.00 / Sala Dora Bassi, via Garibaldi
La Ville Engloutie
Zimmerfrei
Film Documentario

15.30 – 19.00 / Ritrovo area antistante Teatro Verdi – 20’
Audio Video Memory Experience
acquasumARTE
Performance video-teatrale itinerante con cuffie wireless
Percorso per singolo spettatore / partenza ogni 5 minuti

16.30 / Punto di ritrovo: ex Ferramenta Krainer, via Rastello – 30’
Tracce
Desy Gialuz, Carolina Leporatti, Peppe Coppola
e la compagnia I Rassegnati
Performance teatrale itinerante

18.00 / ex Ferramenta Krainer – 50’
Mondo Balordo ovvero Le Avventure di Ferrage – studio
Natalie Norma Fella, Fabio Varnerin, Massimiliano Gosparini, Afar Combo
Spettacolo di teatro multimediale
biglietto: 5 euro/ gratuito per i sostenitori della campagna di crowdfunding

19.30/ Palazzo de Grazia – 50’
laforzalavoro
Francesco Maino
Reading con proiezioni e musica live
biglietto: 5 euro

20.30 / ex Ferramenta Krainer
UNIT / Installazione multimediale / Finissage
dialogo con l’autore Roberto Boccaccino
a seguire aperitivo

11.00 – 20.00 / ex Ferramenta Krainer (via Rastello) + Palazzo de Grazia (via Oberdan)
Mostre e installazioni multimediali di Invisible Cities 2018

– MOSTRE E INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI
ex Ferramenta Krainer, via Rastello:
Giovedì 18 ottobre, ore 18.30 / Vernissage
Venerdì 19 ottobre, ore 19.30 – 22.30
Sabato 20 ottobre, ore 15.00 – 20.00
Domenica 21 ottobre, ore 11.00 – 20.00
Venerdì 26 ottobre, ore 16.00 – 20.00
Sabato 27 ottobre, ore 16.00 – 20.00
Domenica 28 ottobre, ore 11.00 – 20.00

“ASBESTOS.IMG”
Marco Citron, Roberto Francomano, Alessandro Ruzzier /
Mostra fotografica

“Territori Da [Ri]scoprire”
Massimo Crivellari, Roberto Francomano
Mostra fotografica

“So Chi è Stato”
video installazione realizzata da Nils Vonomil

“UNIT”
Roberto Boccaccino
installazione video-fotografica
(dal 26 ottobre)

Palazzo de Grazia, via Oberdan:
Venerdì 19 ottobre, ore 19.30 – 22.30
Sabato 20 ottobre, ore 15.00 – 20.00
Domenica 21 ottobre, ore 16.00 – 20.00
Venerdì 26 ottobre, ore 16.00 – 20.00
Sabato 27 ottobre, ore 16.00 – 20.00
Domenica 28 ottobre, ore 16.00 – 20.00

“Family Affair”
Zimmerfrei
Videoinstallazione per due schermi + audio stereo

“Fortunatamente, Ancora Se Ne Frega”
Andrea Colbacchini, Glauco Salvo, Maurizio Civico
Videoinstallaizone

Mercato coperto, corso Verdi negli orari di apertura del mercato:
“Oro Rosso”
Stefania Prandi
mostra fotografica

corso Verdi, area pedonale, vetrine dei negozi:
00.00-24.00
“Le faremo sapere”
Quarantasettezeroquattro/Andrea Colbacchini
Videoinstallazione diffusa

e al calar della sera:

“Le Vie della Tradizione”
Chiara Perini, Andrea Colbacchini e gli studenti della scuola media di Moggio Udinese
videomapping

via Rastello
16.00-20.00
“La Memoria Restituita”
Quarantasettezeroquattro/Chiara Perini
Videoinstallazione

Altro: http://invisiblecities.eu/portfolio/programmainvisible2018