Pure Graphite

Sabato 15 dicembre, alle ore 18, si inaugura presso gli spazi del Tomav – Torre di Moresco Centro Arti Visive – la personale dell’artista Riccardo Angelini dal titolo ” Pure Graphite” con una serie di opere site specific e una ventina di lavori su carta. La mostra include una proiezione del videoartista Tibo Soyer.

Scrive Milena Becci :
«Via mistica, ovvero la contemplazione del mondo spirituale, e via razionale, la rappresentazione sintetica quindi dell’universo visibile, hanno da millenni ritratto un binomio dal quale è assai complicato prender le distanze.

Scienza e religione son divenute due potenze separate che sublimano l’esistenza e creano differenze e varietà, verso una verità che non è mai per sua natura assoluta. Per la scienza tutto ciò che non viene passato al vaglio dell’osservazione empirica non rappresenta la realtà e questo non è di certo il pensiero che descrive il credo delle religioni.

Ne L’Iniziazione, testo del 1904 che accoglie riuniti in un unico volume i saggi pubblicati da Rudolf Steiner, il Pensatore Veggente – così lo chiama Édouard Schuré – afferma che può succedere facilmente, per esempio, che taluno trovi che questa o quella notizia non si accordi con certi risultati scientifici dell’epoca presente; in realtà, non vi è nessun risultato scientifico in contraddizione con l’investigazione spirituale. In ogni uomo, secondo Steiner, esistono facoltà per accedere alla conoscenza dei mondi superiori e egli ne indica le modalità per avvicinarvisi. Un tentativo quindi di rendere tangibile e concreto questo processo di padronanza e consapevolezza di mondi altri che ogni uomo può raggiungere adoperandosi e sviluppando specifiche facoltà senza trascurare alcun dovere nella sua vita ordinaria.

Il mondo dei sentimenti, dei pensieri e dei desideri è spesso inafferrabile e crea caos all’interno di ognuno, rimanendo in gran parte incosciente. L’irruzione dell’inconscio nella coscienza è talmente perturbatrice – perché poco adatta alla vita sociale – che la coscienza si ingegna a reprimere quelle manifestazioni verso le quali nutre un sentimento di vergogna […] scrive Aïvanhov; da qui la naturale riflessione su cosa, con grande forza, elimini totalmente questa vergogna e conduca spontaneamente ad una stretta connessione tra spirito e materia, ad uno sposalizio tra i due materialmente testimoniato, se non l’arte? A questi pensatori si lega il lavoro di Riccardo Angelini che ha approfondito la sua ricerca artistica attraverso un’indagine teorica che viene concretizzata nella forma.

Dall’interno all’esterno, dalla sensazione alla realizzazione istintiva con l’uso della grafite fissata sul foglio. Ogni opera è un monotipo, è segno unico e irripetibile. Nella fase di produzione lo spazio è metaforicamente inserito nella rappresentazione segnica, influenza energetica di ciò che scaturisce dall’interno dell’Io. La grafite macchia il foglio con più forza in alcuni punti e con leggerezza ma caparbietà su altri, lontana da quella vergogna nata dai limiti sociali. Prevale il senso di libertà dell’artista che agisce con l’intenzione di trasportare lo spettatore in ascesa, all’interno di uno spazio che è più che idoneo a questo tipo di operazione.

Nei quattro livelli della torre eptagonale di Moresco, infatti, si ascende dal tangibile all’immateriale, vivendo l’ambiente, raccolto in metratura ma sviluppato verso il cielo stellato. Il percorso spontaneo è la salita, con brevi soste ma senza fermata se non all’apice. Un grande disegno al primo piano, materico e pesante nel tratto, ricorda la forma del planisfero, del mondo empirico che è scienza ed entità fisica; salendo al secondo livello tutto poi si riduce, dalle dimensioni del foglio, al suo peso specifico, fino all’utilizzo minore della grafite e del carboncino. La materia si sta disgregando e trasformando per giungere alla terza altezza in cui tutto è ancora più ristretto e si modifica elevandosi, quasi eterea, fino ad arrivare all’ultimo stadio del viaggio in cui scompare e diviene protagonista la luce, colei che crea l’immagine: i disegni di Riccardo Angelini si mostrano alle pareti attraverso due videoproiettori muovendosi a trecentosessanta gradi, operazione realizzata grazie alla collaborazione con il videoartista Tibo Soyer.

Una sorta di automatismo, quello di Riccardo Angelini, che lo porta a rendere la materia campo di proiezione visiva in cui riconoscere forme ed entità che compaiono sul foglio e vivono espandendosi e fluttuando anche fuori dalla superficie della carta che non limita l’immaginazione. Un carattere quasi iniziatico ed alchemico che prende avvio da uno dei più importanti movimenti letterari ed artistici d’avanguardia nato a Parigi – città in cui l’artista vive e lavora – dopo la prima guerra mondiale, il Surrealismo. Nel 1925 Max Ernst scopre la tecnica del frottage, un metodo che esclude qualsiasi scelta mentale cosciente sovrapponendo il foglio di carta a corde, foglie d’albero, tessuti e tanto altro e sfregandovi poi la matita e il carboncino in modo che la carta, per la pressione esercitata, acquisisca lo schema irregolare sottostante.

Pur con risultati diversi, Riccardo Angelini adopera la tecnica dello strofinamento che lo avvicina alle intenzioni principali del Surrealismo, automatismo psichico – così come viene definito nel Manifesto del 1924 di André Breton – libero da qualunque controllo di tipo morale, etico e culturale. Nascono così dalla mano di Angelini disegni totalmente spontanei che nel loro manifestarsi si avvicinano anche al lavoro di uno dei più grandi fotografi del Novecento, Mario Giacomelli, nato e vissuto nelle Marche – terra di origine di Angelini – e ai suoi lavori ricchi di contrasti esasperati in cui bianchi e neri sono portati agli estremi.

Senza alcuna volontà di resa del paesaggio, Angelini trasla sul foglio gli eccessi del buio e della luce in una costruzione automatica e materica di un’interiorità lasciata libera di rapportarsi con una visione del mondo che è personale ed universale allo stesso tempo, che dal momento in cui fuoriesce si unisce con lo spazio circostante e contemporaneamente ne viene influenzata prima dello svolgersi dell’azione segnica. La materia diviene così il mezzo, e non il fine, per svincolarsi dalla ragione e le macchie impresse permangono all’infinito.»

Pure Graphite – Riccardo Angelini
Torre di Moresco Centro Arti Visive

Comune di Moresco (FM)
tel. 0734 259983 – 327 2365681
www.comune.moresco.fm.it
tomav@libero.it
www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive/

Visitabile nei giorni sabato e domenica, dalle 18 alle ore 20

Art Adoption New Generation

Scrive Andrea Baffoni a proposito della mostra Art Adoption New Generation : Art Adoption 2018 celebra la vitalità dell’arte. Stimola alla sperimentazione e ricerca nuove esperienze. Seleziona giovani nomi del panorama nazionale accostandoli a maestri già riconosciuti. Esprime la volontà di superare la sicurezza dei linguaggi consolidati e sfida le costanti temporali.

VIVI è l’imperativo! Interpretazione di una contemporaneità esasperata nei canali del post-umanesimo come abbattimento delle certezze. Vivere il flusso costante del cambiamento. Abbandonare la staticità e dissolversi nelle molteplici opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Operare una costante ricerca di innovazione diffondendosi dai luoghi deputati all’arte alle attività commerciali. La sfida è estendere il messaggio artistico ben oltre lo spazio espositivo tradizionale, vivere l’ambiente cittadino, confondersi con i colori, suoni e odori della vita quotidiana. Stimolare emozioni mentre in sottofondo aleggia l’aroma del caffè, o le fragranze esotiche di una profumeria, o ancora confondersi tra i tessuti di un negozio di abbigliamento, come pure azzardare lo stridente confronto artistico nell’ambiente inusuale di una macelleria.

Contaminazione come parola d’ordine. Arte vissuta in prima persona da chi con l’arte lavora, ma in totale condivisione a chiunque altro, senza timore dell’incontro e nella certezza di creare meraviglia. Arte diffusa, come riconquista di un valore sociale dimenticato.

A ciò concorrono i differenti linguaggi tra pittura, scultura, fotografia, video, installazioni site specific. Un grido che significa voglia di vivere, contrario all’angoscia esistenziale, ma aperto a scenari sempre nuovi. Vitalità che è anche rabbia, o felicità estrema, o dolore, o superficialità. VIVI è uno specchio della contemporaneità, capace di spaziare tra le idiozie diffuse dalla rete ai risultati più evoluti della fisica nucleare. Non si limita al mondo artistico, ma intercetta gli stimoli dell’epoca virtuale, di una società che sta affrontando una trasformazione radicale negli usi e costumi, nelle abitudini, nelle relazioni. In bilico tra essere umano e artificiale.

VIVI esplora le pieghe del nuovo, realizzare quella Gesamtkunstwerk che da Wagner in poi ha voluto dire, per tutti, Arte totale. Diffusione del pensiero creativo in ogni anfratto della vita. Una modernità che si alterna alla storia, capace di continuare su quella grande tradizione artistica che ha fatto delle città europee luoghi di continuità culturale. Cosa ancora più evidente per Cortona, che dagli etruschi ad oggi, passando per artisti come Beato Angelico e Gino Severini, ha sempre interpretato il proprio tempo con gli strumenti della conoscenza come trampolino per il nuovo e palestra di vita creativa.

ART ADOPTION NEW GENERATION 2018 – VIVI
A cura di Andrea Baffoni e Massimo Magurano

Cortona Centro Storico c/o Spazi pubblici e attività commerciali : Palazzo Magini, Auditorium Sant’Agostino, Enoteca Enotria, Dolce Vita, Bam Boutique, Beerbone, Touscher, Castellani Antiquari, La Nicchia, Eliana Boutique, Giolielli Caneschi, Pasticceria Banchelli, Ristorante il Cacciatore, Caffè Signorelli, Il Papiro, Nais Profumeria, Caffè Degli Artisti, La Saletta, Nocentini Libri, Terra Bruga, Karma, Jacente Store,Agenzia Alunno, Antonio Massarutto, Macelleria Cipollini, Bar da Massimo

Dal 16 dicembre 2018 al 10 gennaio 2019
Inaugurazione: domenica 16 dicembre 2018 ore 11:00

Direzione Artistica Art Adoption – Massimo Magurano

*8 dicembre 2017
Complesso di Sant’Agostino, via Guelfa 40 – Cortona
Auditorium: Personale di Paolo Mezzadri. Il Gioco è il Tempo
Chiostro: Personale di Andrea Clementi a cura di Francesca Bogliolo

Main Point Art Adoption
Palazzo Vagnucci, via Nazionale 42 – Cortona

Associazione Culturale Art Adoption
via Nazionale, 63
52044 – Cortona (Ar)

La ricerca di Angelo Iodice

La ricerca di Angelo Iodice si è sviluppata in questi anni nel segno dell’intervento scientifico su una stratificazione classicheggiante.

L’attrazione verso gli accadimenti, chimicamente perfetti, lo spinge a catalogarli, studiarli, e ad attendere il risultato dell’interazione fra gli stessi. Lo studio dell’archeologia, l’antica ritualità pagana, l’attrazione verso l’indeterminato e l’inafferrabile ologrammato attraverso formule chimico fisiche, gli serve per riuscire a far riemergere leggere sensazioni magmatiche e lontane ossessioni.

Concetti come l’inseparabilità particellare, i continui rimandi all’alchimia di gusto quasi Pisaniano, lo spazio eterotopico, la figura del doppelgänger sono alla base della poetica di Iodice che una volta anagrammate producono forme e visioni non comuni ma che incantano.

Praticare il riverbero – 2018

L’installazione mette in scena due forze opposte che si vincono e si attraggono continuamente in un inesauribile scontro. Il suono perenne e melodico che nasce dal ventre di un Nautilus, arriva da meandri lontani e inafferrabili di un ignoto, archetipo di una perfezione matematica e inafferrabile, di cui la sua struttura carbonatica è custode.

La melodia una volta a galla si annulla, scontrandosi con l’elemento asettico e afono della Lana di vetro. E’ una lotta impari di rimandi e di inseguimenti che sovrastano assenti un capitello romano, arenato sulla spiaggia della contemporaneità arrivato da chissà quale dimensione passata. L’indifferenza del richiamo, la mancata corrispondenza al fine di tessere speranze e incontri.

Come la polvere di trasformazione – 2018

Come sosteneva Mircea Eliade, l’uomo attraverso il processo alchemico della trasmutazione poteva prendere il posto del Tempo abolendolo. […] Antichi simulacri medici come opali di contenimento in dialogo con algidi utensili di laboratorio, al fine di rivelare l’indeterminato, l’impalpabile.

La dimensione risultante sfida le leggi temporali, sacrifica lo spazio ma preserva l’immaginazione. L’unica temporalità segnata è rappresentata dalla polvere con il suo ciclo, riuscendo così a sostenere la volontà di Anassimandro “L’uomo è polvere e in polvere ritornerà”.

Un continuum materiale e temporale che può essere invocato da indagini senza fine. L’accostamento di cumuli di polvere diventa una predella che rivela la dimensione interiore umana durante il processo alchemico di trasmutazione vista l’ossessione di Iodice di lavorare sul tempo e sul suo immagazzinamento.

La misura della distanza – 2017

Secondo Angelo Iodice la perdita del senso del luogo (genius loci fictionale) dipende dall’assenza di tre elementi fondamentali: la memoria, l’orientamento e l’identificazione analogica.

Ciò che si conserva richiede sempre un atto di interpretazione, dunque apre verso il futuro.

Il paesaggio è pensabile solo come sedimentazione di una memoria vivente e non oggettivata (nel qual caso si tratterebbe di un’operazione di storicizzazione), che racchiude in sè l’esigenza della memoria e dell’avvenire.

Testo di Gabriele Perretta

 

 

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AMBIVALENZE

Le differenti espressioni artistiche di GIOVANNI PALMIERI #artistfashionerd e ROBERTO SATERNO si congiungono per rappresentarsi, attraverso le loro opere, in un’unica inconsueta mostra AMBIVALENZE, a cura di Andrea Alessio Cavarretta, con la collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres e l’organizzazione di KIROLANDIA, dal 6 al 9 Dicembre 2018, al TEATROSOPHIA, direttore artistico Guido Lomoro.

Il partenopeo Palmieri ed il siciliano Saterno, entrambi d’adozione romana, forti delle loro potenti origini, riassumono in emblematici lavori, le loro singole esperienze. Una duplice composita esposizione con forti punti di convergenza ed altrettanti spazi divergenti, tanto ambivalenti da mostrare amplificate dimensioni estetiche ed emotive lungo percorsi, non solo visivi, che si pongono come attuazione il coinvolgimento completo dei visitatori.

Giovanni Palmieri, dopo le ripetute esposizioni degli ultimi anni, decide finalmente di rivivere parte della sua esperienza artistica, fissando, in un punto quasi fermo, il suo continuo divenire espressivo attraverso lavori non solo pittorici. Ripresenta, così, alcune importanti opere già esposte tra cui il suo emblematico “Vesuvium”, lo skateboard dipinto “Dreamyway” della famosa collettiva “Skate Heart Roma”, e l’opera a tasselli “Meraviglia” presentata al “Beu Beu art Festival”. Ridiscute le loro collocazioni espressive, giunge ad una nuova capacità descrittiva della profondità dell’animo attraverso opere singolari che esprimono una gamma di sentimenti reconditi sino alla “Totale Indifferenza”.

Roberto Saterno, torna finalmente ad esporre, dopo tante mostre ed un importante periodo di grande ricerca. Si riaffaccia evoluto al pubblico, con carica passionale, si distacca dall’ordine, perde pressoché completamente il senso d’unicità dell’opera, sino ad ora quasi esclusivamente rappresentato, e si apre al dialogo attraverso dinamiche seriali e di confronto. Migra la sua anima da stanze apparentemente vuote, scruta il suo passato e con uno sguardo al divenire, quasi travolto, si ripresenta sempre con marcate tele a tecnica composita in due linee conduttrici i “piani sensibili” e il “filo continuo”, segmenti che, partendo dal dipinto “Siamo nuvole che passano”, convergono il chiaro punto di vista in una significante “Ossidiana”.

Le identità di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno, qui in AMBIVALENZE, si sfiorano, poi s’intrecciano nella stretta del tempo, dello spazio, che trabocca di energia magmatica spesso trattenuta ma spesso anche esplosa.

Tre gli incontri ideati per accompagnare i visitatori di tutte le età.
Il consueto VERNISSAGE, il 6 Dicembre alle 19.00, con una presentazione ideata dalla scrittrice Elena Costa in cui gli attori Junia Tomasetta e Roberto Caccioppoli si alternano, attraverso letture tratte da poeti e scrittori, per tracciare una linea di collegamento tra le opere dei due artisti, le loro emotività e la scelta espositiva.
A questo si aggiunge il TALK CON GLI ARTISTI, il 7 Dicembre alle 21.30, presentato dalla conduttrice Silvia Elisabetta Cangelosi, in cui Giovanni Palmieri e Roberto Saterno si confrontano, dialogando con il pubblico presente, per chiarire ogni punto della loro arte, discorrendo come in un salotto tra amici.
E poi, il LAB BAMBINI, con due appuntamenti, il 9 Dicembre alle 11.00 e alle 16.00, condotti dalla docente d’infanzia Raffaella Ceres (Adatto dai 3 ai 10 anni).
– L’obiettivo del percorso espositivo dedicato ai bambini e ragazzi, in merito alla mostra “Ambivalenze”, è quello di lasciare che le loro creatività leggano le opere di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno. Le suggestioni dei piccoli fruitori divengono poi libere di esprimersi in maniera progettuale attraverso un laboratorio didattico a loro dedicato. Il laboratorio conduce i bambini ed i ragazzi alla realizzazione di una personale opera d’arte ispirata al pensiero creativo degli artisti in mostra al termine del percorso laboratoriale. Tutti insieme, adulti e giovanissimi, sono chiamati ad ascoltare l’esposizione dei “nuovi artisti” – . Raffaella Ceres

Il TEATROSOPHIA, la nuova struttura di Roma, nei pressi di Piazza Navona, attraverso la mostra AMBIVALENZE di Giovanni Palmieri e Roberto Saterno, a cura di Andrea Alessio Cavarretta, apre le porte al fluire di arti e idee generato dalla compresenza di due distinte forze, pronte a divenire con tutti gli spettatori molteplici emozioni.

Media partner della mostra è il magazine THE PARALLEL VISION direttore Paolo Gresta.
Il TALK CON GLI ARTISTI è seguito al livello mediatico da CULTURSOCIALART di Sissi Corrado.
Fotografa del VERNISSAGE: Marcella Cistola.
La grafica di presentazione della mostra è a cura di Maria Paola Canepa.

” Credo di non aver mai visto tanta forza emotiva in una mostra, tanto fluire di idee. Il percorso che abbiamo fatto insieme ai due artisti Giovanni Palmieri e Roberto Saterno ed a tutti i professionisti coinvolti mi fa credere sempre di più che l’arte è viva, è vita, che erompe dalle profondità dell’essere.” –  Andrea Alessio Cavarretta

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona) –
VERNISSAGE Giovedì 6 Dicembre, ore 19.00
TALK CON GLI ARTISTI Venerdì 7 Dicembre, ore 21.30
LAB BAMBINI (dai 3 ai 10 anni) Domenica 9 Dicembre, ore 11.00 e 16.00
Orari visita mostra: Ven. 16.00-22.30 ; Sab. 11.00-20.00 ; Dom. 11.00-18.00

Ingresso GRATUITO con tessera obbligatoria del Teatro 2 € – Bambini tessera gratuita.
Info e contatti TEATROSOPHIA: info@teatrosophia.it – tel: 06.68801089 ; 375.5488661
Prenotazione obbligatoria LAB BAMBINI (9 Dicembre 2018) – email: raffaella.ceres@tin.it ; kirolandia@gmail.com

Ufficio stampa Kirolandia
Andrea Alessio Cavarretta #scrittoremetropolitano
Tel. 3405248027 – kirolandia@gmail.com

Ufficio stampa Teatrosophia
Rocchina Ceglia
Tel. 3464783266 – rocchinaceglia@rocchinacegliacomunicazione.it

www.teatrosophia.com
www.kirolandia.com
www.theparallelvision.com
www.cultursocialart.it

ROBERTO SATERNO

Classe 1976, ROBERTO SATERNO creativo, si è diplomato in ARTE E MODA APPLICATA, e laureato all’ ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI dello Stretto di Reggio Calabria, ha studiato poi ARCHITETTURA D’INTERNI ED ALLESTIMENTO.
Vincitore di numerosi premi tra cui il premio della Provincia di Torino – III BIENNALE NAZIONALE DI PITTURA FELICE CASORATI nel 2002, e nel 2004 il PREMIO VIRGILIO “UNDER35” a Brindisi, con pubblicazione nel volume annuale dell’ Art Guide Book, Contemporary International Art 2005, edito da Virgilio edizioni. Ha partecipato a varie collettive tra cui 2001 BELLEZZA a cura della Fondazione Peano a Manta (Cuneo), nel 2002 L’ANIMA DELLE FORME, MEDITERRANEO A CONFRONTO personale a due, Palazzo dei Leoni della Provincia a Messina, a cura di Marilena Tocci e nel 2005 il VIII PREMIO KIWANIS VILLA SAN GIOVANNI – STRETTO PLURALE a cura di Lucio Barbera, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Ha allestito negli anni alcune personali come TRACCE DI COLORE Next Messina a cura di Daniele De Joannon nel 2003, TERRA RAPITA a cura di Barbara Fiori Palermo nel 2004 e nel 2005 RILETTURE libreria Mondadori a cura di Ricercarte a Palermo.
Attualmente, oltre che occuparsi di no-profit, è promoter d’arte, costumista, stilista e modellista, arredatore e consulente d’arredo e di moda femminile e abiti da sposa. 

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

GIOVANNI PALMIERI

Classe 1977, GIOVANNI PALMIERI pittore, disegnatore, illustratore, fumettista, si è diplomato in DISEGNO E TECNICA DEL FUMETTO (Scuola Romana del Fumetto).

Dopo un lungo percorso nell’arte e nella grafica, ha esordito nel 2013 a Roma con la sua prima personale pittorica COPPIE IMPERFETTE a cura di Annalisa Laghi e Lucia Paolantonio, e ha proseguito il suo percorso da pittore nel 2016 e nel 2017 tra Roma e Napoli con la seconda mostra personale [T]ESSERE a cura di Maria Rita Ursitti, e nel 2018 con #ARTISTFASHIONERD AL FOYER a cura di Elena Costa a Roma. Illustratore nel 2017 delle sale didattiche del CHIOSTRO DEL BRAMANTE di Roma con la cura di Maria Rita Ursitti e Raffaella Rinaldi (Ass. Culturale Artable) per la mostra su JEAN-MICHEL BASQUIAT. NEW YORK CITY, tra le varie esposizioni, ha partecipato ad alcune importanti collettive tra cui, nel 2017-2018 SKATE HEART ROMA a cura di Davide Orlando e Valentina Roccanova (Roma- Firenze ad altre tappe), nel 2018 BEU BEU ART FESTIVAL a cura di Rossana Calbi a Bucine (Arezzo). Impegnato in vari ambiti, sia nel mondo dell’arte e della cultura, che della comunicazione, del no-profit, l’#artistfashionerd, così oramai definito, vanta collaborazioni con numerosi artisti. E’ direttore organizzativo di KIROLANDIA, speaker di Radio Godot e social media manager .

Mostra pittorica
AMBIVALENZE – GIOVANNI PALMIERI e ROBERTO SATERNO

a cura di Andrea Alessio Cavarretta
collaborazione di Elena Costa, Silvia Elisabetta Cangelosi, Raffaella Ceres

TEATROSOPHIA
6-9 Dicembre 2018
– Via Della Vetrina, 7 Roma (Piazza Navona)

dal 6 al 9 Dicembre 2018
VERNISSAGE – 6 Dicembre ore 19.00

Giornata Regionale dei Musei di Calabria

Si è conclusa, presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, la prima Giornata Regionale dei Musei di Calabria che ha registrato una grande partecipazione (oltre 250 ingressi).

I bambini, dai 5 agli 11 anni, dopo aver visitato le cinque sale espositive che custodiscono i reperti provenienti dall’area urbana di Sybaris, Thurii e Copia e dai principali insediamenti che hanno occupato il territorio intorno alla città, hanno realizzato, con cartoncino e/o plastilina, il reperto archeologico che gli ha destato maggiore interesse. Pronto ad accogliere gli addobbi appena realizzati, un albero di Natale tutto da allestire.

Tra reperti archeologici da scoprire e ricreare, glitter, plastilina, nastrini da personalizzare e letterine improvvisate che l’elfo di Babbo Natale ha poi letto, con tutti i bimbi seduti vicino l’albero, il Natale al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide è arrivato attraverso gli occhi brillanti dei bambini.

Anna Lucia Casolaro, responsabile Servizi Educativi del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, con una breve presentazione, ha voluto salutare i bambini che hanno partecipato all’iniziativa, congratulandosi per l’interesse mostrato per la storia del territorio della Sibaritide, con l’augurio di poter accrescere sempre di più il senso di appartenenza al patrimonio culturale.

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon.

Giornata Regionale dei Musei di Calabria
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano allo Ionio (Cosenza)

Polo Museale della Calabria
Direttore: Angela Acordon
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Frank Shepard Fairey aka OBEY

OBEY in una elaborazione grafica di Leonardo Basile

Frank Shepard Fairey aka OBEY (Charleston, 15 febbraio 1970) è un artista statunitense. Figlio di un medico e di un agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l’Accademia d’arte. Nel 1989 idea e realizza l’iniziativa Andre the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di lotta libera André the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.

Ma l’iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l’icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d’arte Peter Schjeldahl ha definito il poster “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam“. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: “Change” e “Vote”.

Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street-art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l’apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiuse con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”.

 

Shepard Fairey – Make art not war 

ROSSO 20 SETTE ARTE CONTEMPORANEA

Via del Sudario 39 (Largo Argentina) – Roma 

dal 24/11/2018 – al 22/12/2018 da martedì a domenica 11.00 – 19.30 – lunedì chiuso

Vincenzo Rusciano – Skyline

La Galleria Nicola Pedana presenta Skyline, la prima mostra personale di Vincenzo Rusciano negli spazi della galleria (piazza Matteotti 60 – 81100 Caserta), dal 6 dicembre al 30 gennaio 2019.

In questa occasione Vincenzo Rusciano (Napoli, 1973) presenta un nucleo di sculture inedite, dal titolo “Graphite”, che prendono le mosse dalla propria ricerca artistica degli ultimi anni, quella produzione dove la figurazione classica si mescola con gli utensili tratti dalla archeologia che rimandano a ciò che, fino a ieri, era il suo operare quotidiano. Elementi figurativi che però Rusciano non ha mai presentato per “intero” ma amputati, trasformando quella stessa limitazione, quella frammentazione, quella provvisorietà, in una sintesi di cifre distintive profondamente diverse, in un ponte che collega due orizzonti distanti, quello storico/ classicheggiante a quello urbano/contemporaneo. In questo nuovo nucleo di opere, altresì, per Vincenzo Rusciano è il segno grafico che gioca un ruolo importante, poiché il disegno è il ‘modello’ di sintesi- semplificazione del nostro pensiero, la vera consapevolezza, come chi riassume un pensiero in poche parole, così lui interpreta e sintetizza, nella più completa padronanza della materia scultorea, per ridurre l’intero vissuto artistico e professionale degli ultimi anni al solo scheletro, all’essenza, in una rielaborazione di esperienza di vita.
In occasione della mostra, verrà realizzato un catalogo, con un testo del collezionista Massimo Lauro

 

Vincenzo Rusciano, nato a Napoli nel 1973. Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private italiane ed estere, tra cui: Collezione Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli; MAC – Museo d’Arte Contemporanea Lissone, MB; Collezione Museo della scultura contemporanea, Gubbio; Collezione Ernesto Esposito, Napoli; Collezione Galerie Ernst Hilger, Vienna; Collezione Claudia Gianferrari, Milano-Roma; Collezione Angela e Massimo Lauro, Napoli-Città della Pieve. Tra le ultime mostre personali: “Nero Moto Perpetuo”, Museo Civico di Santa Maria dei Servi, Città della Pieve (PG), 2017, promossa da Il Giardino dei Lauri. Collezione Angela e Massimo Lauro; “Not so Bad in Capri”, Villa San Michele Foundation, Anacapri, 2016, curata da Maurizio Siniscalco; “Not so Bad” Galleria Annarumma, Napoli, 2016; “Echi dal bianco” Museo d’arte Contemporanea di Lissone, 2015, a cura di Alberto Zanchetta; “Sponda” Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, Napoli, 2014, a cura di Angela Tecce e Alberto Zanchetta; “Broken”, Galleria Annarumma, Napoli, 2011; “Deadline”, Annarumma404, Milano, 2008; “I’m not Spiteful”, NT Art Gallery, Bologna, 2007, a cura di Alberto Zanchetta; “Neverland”, Changing Role Gallery, Napoli, 2006. Tra le ultime mostre collettive: “Incontri”, Chiesa dell’Annunziata, Teano (Ce), 2018, patrocinata dal Comune di Teano in collaborazione con Galleria Nicola Pedana e Carlo Cinque; “Ixion. La collezione, la sua evoluzione e la ricerca culturale al servizio della città”, MAC Museo d’arte contemporanea, Lissone, 2018; “Per_formare una collezione”, Madre_Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati; “Made in Naples”, Banca Widiba, Napoli, 2017, a cura di Fabio Agovino e Francesca Blandino; “Senza Frontiere”, Parco d’Arte Quarelli, Roccaverano AT, 2017, curata da Alessandro Demma; “The Go-Between. Una selezione di artisti internazionali dalla Collezione di Ernesto Esposito” Museo di Capodimonte, Napoli, 2014, a cura di Eugenio Viola; “Passaggi. Dalla collezione privata di Ernesto Esposito”, Museo di Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Caserta, 2011, a cura di Massimo Sgroi; “A.D.D. Attention Deficit Disorder”, Palazzo Lucarini, Trevi (PG), 2010, a cura di Benjamin Godsill; “Il Giardino dei Lauri, Collezione Angela e Massimo Lauro”, Città della Pieve (PG), 2009; “Sistema Binario”, Stazione Metropolitana di Mergellina, Napoli, 2008, a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola; “La Casa degli Artisti. Dalla Collezione Murri di Arte Contemporanea”, Palazzo D’Accursio, Bologna, 2008, a cura di Valerio Dehò; “Ironia domestica”, Museion di Bolzano, 2007, a cura di Letizia Ragaglia; “Open Space”, Centro Culturale Candiani, Venezia, 2006, a cura di Lara Facco e Alberto Zanchetta.

 

Vincenzo Rusciano – Skyline

Dal 6 dicembre al 30 gennaio 2019
Galleria Nicola Pedana – piazza Matteotti 60 – 81100 Caserta

Inaugurazione: Giovedì 6 dicembre 2018 ore 18.30

www.nicolapedana.com
gallerianicolapedana@gmail.com

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Coming Soon

I Sing with My Tongue Silent

M77 Gallery presenta ” I Sing with My Tongue Silent“, mostra personale dell’artista iraniana Avish Khebrehzadeh, che si terrà presso gli spazi della galleria da quest’oggi alle ore 19.

Nata a Theran nel 1969, Avish fa parte del gruppo di artisti della diaspora iraniana: cresciuta in una famiglia di intellettuali persiani che molto ha influenzato la sua formazione artistica, lascia giovanissima il suo Paese all’insorgere della rivoluzione per trasferirsi a Roma, città nella quale intraprende gli studi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti. Successivamente si sposta negli Stati Uniti, a Washington DC, dove tutt’oggi vive e lavora.

Nel 2003 partecipa alla Biennale di Arte di Venezia, occasione nella quale le viene assegnato il Leone d’oro come migliore artista giovane. L’esposizione, curata da Danilo Eccher, presenta opere che testimoniano le tecniche più significative per la produzione dell’artista, costituendo un percorso espositivo che prende avvio con una grande opera murale, realizzata appositamente per M77 Gallery. Una foresta intricata di rami blu avvolge lo spazio, assorbendo l’intera scena narrativa e proiettando il visitatore in un clima sospeso ed irrequieto.

La mostra sarà accompagnata da un volume con il testo critico di Danilo Eccher e rimarrà aperta al pubblico da martedì 20 novembre 2018 a sabato 2 febbraio 2019.

I Sing with My Tongue Silent
Avish Khebrehzadeh

20 novembre 2018 – 2 febbraio 2019
Inaugurazione lunedì 19 novembre 2018 ore 19.00

M77 Gallery
Via Mecenate 77
Milano, Mi 20138
Italy

Swiss Architectural Award 2018

Il 15 novembre 2018, all’Auditorio del Teatro dell’architettura, a Mendrisio, si terrà la cerimonia di premiazione dello Swiss Architectural Award 2018, vinto dall’architetto Elisa Valero (Spagna). In quella occasione sarà inaugurata la mostra che documenta l’esito della sesta edizione del premio internazionale di architettura. L’esposizione, che presenta i lavori di 32 candidati provenienti da 19 paesi, resterà aperta al pubblico fino al 23 dicembre 2018.

Interverranno:
Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana
Charles Kleiber, presidente della Fondazione Svizzera per l’Architettura
Riccardo Blumer, direttore dell’Accademia di architettura – Università della Svizzera italiana
Mario Botta, presidente della giuria dello Swiss Architectural Award
Nicola Navone, segretario del premio
Elisa Valero, vincitrice dello Swiss Architectural Award 2018.

Elisa Valero, edificio scolastico a Cerrillo de Maracena (Granada, 2013-2014) Photo by: Enrico Cano 2018

Giovedì 15 novembre 2018 alle ore 19.00 all’Auditorio del Teatro dell’architettura, Swiss Architectural Award 2018Università della Svizzera italiana, l’architetto spagnolo Elisa Valero verrà premiata quale vincitrice della sesta edizione dello Swiss Architectural Award.

La cerimonia sarà anche l’occasione per inaugurare la mostra Swiss Architectural Award 2018, curata da Nicola Navone e dedicata alle opere presentate alla sesta edizione del Premio, che sarà aperta al pubblico fino al 23 dicembre presso l’Auditorio del Teatro dell’architettura, a Mendrisio. L’esposizione documenterà i lavori di 32 candidati provenienti da 19 paesi, con un approfondimento particolare sulle opere della vincitrice. Anche per questa edizione la mostra sarà accompagnata da un volume monografico edito da Mendrisio Academy Press e da Silvana Editoriale in lingua italiana e inglese.

Nicola Baserga, Christian Mozzetti Nuova Casa anziani / New Elderly Home Giornico (Svizzera / Switzerland) 2010-2018 Foto di / Photo by: Marcelo Villada Ortiz

Promosso dalla Fondazione Svizzera per l’Architettura, con la collaborazione dell’Università della Svizzera italiana – Accademia di architettura di Mendrisio e il sostegno della Fondazione Teatro dell’architettura e della Fondazione per le Facoltà di Lugano dell’Università della Svizzera italiana, il premio Swiss Architectural Award si propone di promuovere un’architettura attenta alle questioni etiche, estetiche ed ecologiche contemporanee e di favorire il dibattito pubblico.

Il Premio è attribuito ad architetti di età non superiore ai 50 anni (nell’anno in cui il Premio è di volta in volta bandito), senza distinzione di nazionalità, che abbiano realizzato almeno tre opere significative rispetto alle finalità proposte.

La vincitrice: Elisa Valero
Nata a Ciudad Real (Spagna) nel 1971, Elisa Valero Ramos si laurea nel 1996 alla ETSA (Escuela Tecnica Superior de Arquitectura) di Valladolid. Nel 2000 ha conseguito il dottorato presso la ETSA di Granada, vincendo nel 2003 una borsa dell’Accademia di Spagna a Roma. Autrice di cinque pubblicazioni monografiche, è stata critica e docente invitata in numerose facoltà di architettura europee e alla UNAM di Città del Messico. Attualmente è professore ordinario di Progettazione presso la ETSA di Granada.

Così Elisa Valero descrive il proprio lavoro: “In un momento in cui la nostra cultura è caratterizzata da un rumore di fondo incredibilmente forte, ho scelto di praticare un’architettura che opera in silenzio, serenamente e senza attirare l’attenzione su di sé. […] Mi interessano gli spazi della vita, il paesaggio, la sostenibilità, la precisione e l’economia dei mezzi espressivi. Non mi interessano gli stili. Mi interessano i libri piuttosto che le riviste, la consistenza piuttosto che il genio, la coerenza piuttosto che la composizione artistica. E intendo l’originalità come la riscoperta del vero significato delle cose. Mi interessa un’architettura radicata alla terra e al proprio tempo. Accetto i fattori determinanti dell’architettura come regole di un gioco molto serio e piacevole, che cerco di interpretare in modo coerente e rigoroso. E benché non sia più di moda parlare dell’architettura in questi termini, credo che l’opera di un architetto sia essenzialmente un servizio volto a rendere più gradevole la vita delle persone: una nobile vocazione a rendere il mondo più bello e umano, e la società più giusta. Nell’architettura non c’è posto per i nostalgici: è un lavoro per ribelli”.

Frida Escobedo La Tallera Cuernavaca (Messico / Mexico), 2012 Photo by: Rafael Gamo

CONFERENZA STAMPA
Giovedì 15 novembre 2018 ore 11.00
Auditorio del Teatro dell’architettura Mendrisio
Università della Svizzera italiana.

Interverranno:
Elisa Valero, vincitrice Swiss Architectural Award 2018
Mario Botta, presidente della giuria dello Swiss Architectural Award 2018
Charles Kleiber, presidente della Fondazione Svizzera per l’Architettura
Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana
Riccardo Blumer, direttore dell’Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana
Nicola Navone, segretario Swiss Architectural Award 2018

Per accrediti stampa e richieste di interviste:

Ufficio stampa Swiss Architectural Award
ddl studio | T +39 02 8905.2365
Alessandra de Antonellis | alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | +39 339 3637.388
Ilaria Bolognesi | ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | +39 339 1287.840

Fabrizio Barozzi, Alberto VeigaMuseo d’Arte dei Grigioni / Grisons Museum of Fine Arts Chur (Svizzera / Switzerland), 2016 Photo by: Simon Menges

LA MOSTRA E IL CATALOGO

Mostra: Swiss Architectural Award 2018, a cura di Nicola Navone.

Sede: Auditorio del Teatro dell’architettura, Mendrisio.

Promossa da: Fondazione Svizzera per l’Architettura, con la collaborazione dell’Università della Svizzera italiana – Accademia di architettura di Mendrisio e il sostegno della Fondazione Teatro dell’architettura e della Fondazione per le Facoltà di Lugano dell’Università della Svizzera italiana.

Durata: 16 novembre – 23 dicembre 2018.

Orario di apertura: mercoledì / venerdì / sabato / domenica: 12.00-18:00 giovedì: 14.00-20.00 lunedì e martedì chiuso
Ingresso libero

Catalogo: Swiss Architectural Award 2018, a cura di Nicola Navone, Mendrisio Academy Press e Silvana Editoriale, testi in italiano e inglese.

Nel nuovo sito www.swissarchitecturalaward.com sarà possibile reperire tutte le informazioni per l’edizione in corso e le precedenti.

Gong Dong – Vector ArchitectsBiblioteca in riva al mare / Seashore Library Nandaihe (Cina / China), 2014-2015 Photo by: Xia Zhi

 

SWISS ARCHITECTURAL FOUNDATION

La Fondazione Svizzera per l’Architettura, nuova denominazione della BSI Architectural Foundation, con sede a Lugano presso l’Università della Svizzera italiana (USI), è una fondazione attiva nella promozione delle conoscenze, della formazione e della ricerca nel campo dell’architettura e si propone l’obiettivo di favorire la collaborazione fra l’Università della Svizzera italiana – Accademia di architettura, Mendrisio e i Politecnici federali di Zurigo (Dipartimento di architettura D-ARCH, ETHZ) e di Losanna (Institut d’Architecture, EPFL).

La Fondazione prevede l’istituzione dello Swiss Architectural Award, un premio internazionale di architettura a cadenza biennale che promuova un’architettura attenta alle questioni etiche, estetiche ed ecologiche contemporanee, favorendo il dibattito pubblico.

La Fondazione è presieduta da Charles Kleiber.

swissarchitecturalaward.com

Contatti

Swiss Architectural Award
Nicola Navone
Segretario del premio
Tel: +41 (0)58 666 55 00
nicola.navone@usi.ch

Galerie des glaces

Dal 21 novembre al 21 dicembre 2018, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano ospita il progetto di Roberto Fanari (Cagliari, 1984), dal titolo Galerie des glaces.

La mostra è il terzo e ultimo appuntamento con il nuovo ciclo delle Project Room della Fondazione, che mette a disposizione di giovani curatori e artisti il proprio spazio e le proprie competenze, per raccontare al pubblico le ultime tendenze della scultura contemporanea.

La curatela delle Project Room 2018 è stata affidata a Flavio Arensi, che ha costruito un progetto in tre atti, La stanza di Proust, pretesto per guardare gli accadimenti della società e dell’uomo attraverso i suoni, le assenze e le presenze, del passato come del futuro. I tre momenti che si susseguiranno in questa stanza formeranno un’unica riflessione sul ruolo della scultura in questo momento storico. Come afferma Arensi, “con i tre artisti coinvolti nelle Project Room 2018 intendiamo recuperare, attraverso il loro lavoro, l’idea di una coscienza allargata che non usa i mezzi più tradizionali della scultura ma ne ricerca i concetti più profondi attraverso la tecnologia e lo spazio“.

Dopo l’indagine sulla tecnologia e le incidenze esistenziali di Donato Piccolo e lo sguardo di Roberto Pugliese su un luogo in cui la materia della scultura può diventare intangibile perché musicale, ecco l’ultimo momento con Roberto Fanari che, creando una stanza vuota, costringe il pubblico a relazionarsi con la propria immagine.

Per la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Roberto Fanari ha infatti pensato a una vera e propria galleria degli specchi, riducendo le linee minimali che delimitano lo spazio della Project Room per fare della sua scultura – architettura un luogo rarefatto in cui il visitatore è solo con se stesso.

Roberto Fanari ricostruisce un “salone delle feste” tipico degli antichi palazzi reali, intervenendo sul perimetro della stanza vuota, spogliando le pareti di tutte le necessità decorative e lasciando solo agli specchi il compito di interagire con il visitatore. L’immagine riflessa obbliga la persona a confrontarsi con il proprio io profondo. Stare davanti a uno specchio significa cercare un punto di mediazione tra i diversi livelli della psiche.

In questo modo l’osservatore si osserva, è testimone della propria storia. Fanari, che di norma illustra le relazioni attraverso figure-modelli in filo di ferro saldato, qui abdica alla partecipazione dei suoi manichini-attori per svincolare chi entra da qualsiasi legame e da ogni forma di condivisione, giacché la scena può svolgersi solo nell’intimità estrema.

Come osserva il curatore, Flavio Arensi, “Spogliare la scena di presenze fittizie, di scultore dalle sembianze umane, permette all’artista di pretendere un cambio nell’azione del pubblico, da osservatore a osservante, da terzo chiamato in causa a meditare sull’opera a individuo che si relaziona con i propri turbamenti. Il luogo della scultura diventa così palcoscenico dell’esperienza individuale”.

In questo ambiente risuoneranno musiche composte da Francesco Fugazza. Alla base della composizione si avverte il progetto di campionamento del suono dei principali materiali di lavoro dello scultore, che è stato poi rielaborato in post produzione al fine di creare una successione di fotografie sonore ispirate a Gymnopédie n°3 di Erik Satie.