Franca Pisani

Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste: la nonna Margherita era disegnatrice di ricami per la regina Elena nella tenuta di San Rossore, in Toscana, mentre la mamma Lia è tuttora pittrice.

A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio.

Nel 1977 è invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou di Parigi dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio.

Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale.

Franca Pisani così espone nella Biblioteca Hertziana di Monaco di Baviera (1977), all’Università di Chicago (1999), a New York (2000), a Nizza (2003), alla Galleria Maretti Arte di Montecarlo, a Nimes (2005), nel Museo Marino Marini (2008), al Museo Reina Sofia di Madrid (2009), due volte alla Biennale di Venezia (2009 e 2011), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013), nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d’Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), partecipa all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015).

Nel 2016 espone nello spazio culturale Marzia Spatafora di Brescia con la mostra “P.I.S.A.N.I.” e, nello stesso anno, decide di trasferirsi e di lavorare a Pietrasanta, in Versilia.

Nel 2017 espone alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, alla personale nella Palazzina storica di Peschiera del Garda e partecipa per la terza volta alla Biennale d’arte di Venezia nella mostra “Viva Arte Viva” nel Padiglione della Repubblica di Siria, nella mostra-omaggio a Palmira; quindi alla fine di settembre inaugura la sua prima personale al MACRO Testaccio di Roma, dal titolo “Codice archeologico – Il recupero della bellezza”.

Nel gennaio del 2018, in occasione della “Giornata della memoria”, Franca Pisani dona all’Università di Padova un dittico dipinto su tela di Lione in cui inserisce un messaggio in più lingue (ebraico, italiano e inglese) – la frase Shoah, memoria collettiva – per ribadire la forza del ricordo; nel maggio dello stesso anno il dittico è collocato nell’Auditorium dell’Orto botanico della città veneta, il più antico d’Italia.

Nel 2019, da aprile a ottobre nell’ambito della mostra “Succisa virescit”, è autrice di due istallazioni collocate all’interno dell’area museale dell’Abbazia di Montecassino (FR), in occasione del 75° anniversario del bombardamento che la distrusse pressoché totalmente.

Nel mese di gennaio del 2020 è protagonista di “Una vita”, mostra antologica allestita nel Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino, con opere in seta di Lione dedicate a Sandro Botticelli.

FRANCA PISANI
Nel Sogno
Omaggio a Matilde Serao
A cura di Marina Guida

Castel dell’Ovo | Napoli
06.09.2020 | 20.09.2020

Per informazioni: 081 7956180
Indirizzo email: casteldellovo@comune.napoli.it
Prenotazioni: www.comune.napoli.it/casteldellovo

Ufficio media
Marco Ferri
Tel. 335 7259518
Email: press@marcoferri.info

Poesia e Arte dal mondo. Apollo dionisiaco Roma 2020 celebra il senso della bellezza.

L’annuale internazionale Apollo dionisiaco celebra il senso della bellezza dell’arte poetica e figurativa di poeti e artisti affermati ed emergenti sul territorio mondiale, sabato 7 novembre 2020 dalle ore 15,15 presso il Salone del duecentesco Castello della Castelluccia in Roma.

L’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, polo no profit di libera creazione, ricerca e significazione del linguaggio poetico e artistico, in Convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre, con il Patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica, ha selezionato con la giuria dei semiologi, fra 640 pregevoli realizzazioni provenienti dai quattro continenti, le opere che intervengono in voce ed in mostra in corso di cerimonia.

Tutti i poeti e gli artisti meritevoli ricevono il diploma dell’Accademia, la critica in semiotica estetica all’opera a firma della prof.ssa Fulvia Minetti e la pubblicazione nell’Antologia Accademica della Poesia Contemporanea online e nella Mostra Accademica dell’Arte Contemporanea online su www.accademiapoesiarte.com , aperta anche a tutte le opere dei poeti e degli artisti finalisti con critica. Alla terna dei vincitori è conferita la medaglia “Apollo dionisiaco”, per fusione a cera persa del Laboratorio orafo di Via Margutta 51 in Roma, effigie del bacio di sintesi armonica del dionisiaco inconscio e dell’apollineo cosciente.

Il convegno è un giubilante viaggio nei significati di opere in poesia, opere in pittura, scultura, grafica e fotografia. L’arte è arto di vita, che muove e congiunge oltre le sovrastrutture culturali: è il grembo di libera rinascita di sé e della visione del mondo, movimento di un etico divenire veritativo. L’immaginazione è provocazione paradossale per il paradigma della differenza. L’occasione d’incontro porge all’uomo l’invito di riporre gli istanti nelle figure simboliche dell’arte: nei vasi eterni e universali della memoria.

Per la sezione d’arte figurativa il Primo Premio, trofeo aureo Apollo dionisiaco, è conferito a Nazzareno Fanella, per l’opera Entropia, il Secondo Premio Trofeo argenteo Apollo dionisiaco a Nicolò Governali, La seduzione della conoscenza, il Terzo Premio, Trofeo argenteo brunito Apollo dionisiaco a Lucia Ruggieri, Maternità. Il Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria, ex aequo a: Adriano Mencini (A.M.Gobi), Le modelle, sostegno affettivo, Camelia Rostom, Battito del cuore, Claudio Limiti, Pugni chiusi, Emanuela de Franceschi, Passioni, Henrik Saar, Angel station, Isabella Angelini, Porte Solstiziali, Manuel Olivares, senza titolo, Maura Manfrin (MauMan), Prove di volo, Natalia Mancini, La Volontà di Diventare, Patrick Pioppi, New York, Patrizia D’Andrea, L’irrazionale, Rosa Marasco, Natura che resiste, Rossella Pitarresi, Una Luna tra le Betulle, Stefania Fienili, Africa, Valentina Bollea, Cerco te, Veronica Martorana, In light I scream, in light I exist, Vito Fulgione, L’abbandono. Il Riconoscimento al Merito ex aequo a: Alessio Germano, Pulp, Bruno Roberto Greco, Maternità, Davide Rudoni, Neoclass20 #174, Donato Musto, Giovanni, Enzo Crispino, The newspaper, Franco Boffa, Piazza Tienanmen II, Franco De Luca, Autoritratto, Gianluca Glerean, Rinascita Italiana, Giovanni Battista Cau, Vecchio Borgo della Sardegna, Giovanni Gambasin, Trono; simbolo di potere, Giuseppe Galati, È primavera, Giuseppina Caserta, Melanconia, Grazyna Federico, Notte di luna piena, Karin Monschauer, Faltpapier, Loredana Caretti, Il lusso della malinconia, Luigi Rabbai, Testa memoria di un mito, Luigino Vador, Mater Divinae Gratiae, Maria Giacoma Vancheri, Sconfitta, Mariateresa Giuriati, L’era dell’acquario, Marzia Giacobbe, Natura vivente, Sibilla Fanciulli, Aiutandolo a crescere, Tina Bruno, Tagli. I Diplomi d’Onore valorizzano le opere degli artisti speciali del laboratorio d’arte dell’Istituto Don Orione: Denis Lima Silva, Mounir D Teach, Eduardo Cardillo, La bellezza del mare e la magia dell’arcobaleno.

Per la sezione poesia il trofeo aureo del Primo Premio è vinto da Carmelo Consoli, per l’opera L’epopea dei vitigni salmastri, il Secondo Premio, Trofeo argenteo Apollo dionisiaco, da Franco De Luca, Viaggio, il Terzo Premio, Trofeo argenteo brunito Apollo dionisiaco, da Giuliana Prescenzo, Orme. Il Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria è conferito ex aequo a: Afroditi Mermiga-Vlachaki, Vivono con noi, Alessandro Izzi, A ogni taglio sulla pelle, Alvaro Staffa, Ibi nunc sum, Angela Ambrosini, Tempus manet, Anna Maria Gargiulo, Qui non ronzano le api, Anna Santarelli, Un nome, Antonio Albanese, Portami con Te, vento!, David Wilkinson, Incantata bellezza, Elisabetta Liberatore, Invocando una Musa, Enrico Passeri, Reliquie d’Amore, Franco Boffa, Turris eburnea, Georges Maestroni, Quando immobile, bianco, Giulio Bernini, Il sorriso dei ragazzi innamorati, Joseph Barnato, Il martin pescatore, Loretta Stefoni, L’inganno della luna, Matteo Bona, Ode alla migrazione, Maurizio Bacconi, Le parole che non ho, Nunzio Buono, Come un quadro, Rony Rodolfo Rigacci, Farfalle gitane, Sandro Montanari, Dove le strade sono d’acqua, Simone Fagioli, Foglie, Sonia Giovannetti, L’ultima promessa, Stefano Zangheri, risacca, Umberto Druschovic, Forse gli uccelli sanno, Vincenzo Ricciardi, strade. Il Riconoscimento al Merito ex aequo a: Alessandro Inghilterra, Corri, coi piedi per terra, Ana Maria Andrino Botelho, Cammino, Andrea Di Massimo, Sogno d’abisso, Angela Maria Miceli, Verde, Corrado Avallone, Forse tornerò, Daniela Cicognini, Ectoplasma, Franca Donà, E gli occhi erano fiori, Franca Mancini, Intangibile sempre, Franco Conte, Estate, Gabriella Capone, Petralia, Gabriella Cinti, Sirena libera, Gabriella Picerno, In te, Gennaro De Falco, Cartesio 2018, Gianfranco Rossodivita, Vanessa, Giovanni Codutti, Frammenti, Giuseppina Crifasi, Il mio amore è una casa, Guido De Paolis, L’ultima finestra, Marcello Di Gianni, Ho costruito e distrutto, Mariacristina Lunardi, Quattro, Mario Pizzolon, Vita brezza solare, Massimo Mezzetti, Fiammella, Mauro Montacchiesi, Alla mia malinconia, Rodolfo Damiani, Notte di malinconia, Sabrina Vanini, Rumore della terra, Simona Grillo, Lascia che proceda, Umberto Di Pietro, Sere di maggio, Vittorio Di Ruocco, Il vento silenzioso della morte. Le Distinte Partecipazioni dei minori chiamano in premiazione Gianluca Scalera, Il quadro e il Sognatore, Giulia Groccia, Poros e Penia, Lorenzo Piraina, L’animo oscilla.

Il giornalista Giuseppe Palmieri, primo Direttore dell’Agenzia di Stampa AdnKronos e il prof. Raffaele Occulto, già Docente Universitario presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre, sono ospiti d’onore in cerimonia. Presenta la premiazione la conduttrice Adea Nicoletti e accompagnano gli ascolti Luigi Aloisi alla chitarra e Mauro Menegazzi alla fisarmonica. Pregiatissimi Autori e Artisti internazionali invitano alla partecipazione al sentimento e al senso della bellezza dell’arte, in tutti i suoi linguaggi espressivi.
www.accademiapoesiarte.it

Apulia Contemporary Art Prize 2020

Sabato 5 settembre 2020 alle ore 18.30 presso la sede di Bibart Biennale, Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, a Bari, si terrà l’apertura dell’Apulia Contemporary Art Prize 2020, mostra concorso organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale FEDERICO II EVENTI, VALLISA Cultura, BIBART Biennale in collaborazione con ass. I bisbiglii dell’Anima e con i patrocini di Comune di Bari e Comune di Gioia del Colle.
All’evento saranno presenti l’Assessore alle politiche culturali e turistiche della città di Bari Ines Pierucci e il Prof. Paolo Ponzio coordinatore del piano strategico Cultura della Regione Puglia.
 
In esposizione 54 artisti con opere provenienti da Puglia, Basilicata, Sicilia, Lazio, Valle d’Aosta, Lombardia, Abruzzo, Veneto.  Monica Abbondanzia, Lusa (Sergio Abbrescia), Milena Achille, Maria Bitetti, Damiano Bitritto Francesca Brivio, Roberto Capriuolo, Antonio Caramia, Francesco Cardone, Cesare Cassone, Marco Ciccarese, Pasquale Conserva, Anna Cristino, Pasquale dalle Luche, Emanuela de Franceschi, Arcangela di Fede, Raffaella Fato, Canio Franculli, Germana Galdi, Nancy Gesario, Mara Giuliani, Roberta Guarna, Mina Larocca, Rosa Leone, Gabriele  Liso, Antonella Lozito, Andrea Mangia, Cesare Maremonti, Nilde Mastrosimone de Troyli, Alessandro Matassa, Giuseppe Miglionico, Mimmo Milano, Toy Blaise (Biagio Monno), Giancarlo Montefusco, Domenico Morolla, Sante Muro, Paquale Palese, Francesca Paltera, Alessandra Peloso, Angela Piazza, Gina Pignatelli, Biagio Pisauro, Marialuisa Sabato, Annalisa Schirinzi,  Valentina Scrocco, Carmen Toscano, Giuseppe Toscano, Anna Troyli, Vito Valenzano, Dino Ventura, Tommaso Maurizio Vitale, Vittorio Vertone, Valentina Zingaro, Valeria Zito, Barbara Zuccarino
 

Info: 3455119994 mail aps.federicoiieventi@gmail.com www.facebook.com/bibartbiennale

Conversazioni con Francesco Speranza

Un pittore del Novecento si trova a dialogare con venti artisti che utilizzano oggi la pittura come linguaggio privilegiato della loro arte. A rendere possibile questa conversazione impossibile è la mostra “Conversazioni con Francesco Speranza”, curata da Francesco Paolo Del Re e ospitata dal 30 agosto al 30 settembre 2020 nel Museo Diocesano di Bitonto “Mons. A. Marena”, in via Ferrante Aporti 15. Gli artisti invitati, tutti pugliesi di nascita come Francesco Speranza, sono Natascia Abbattista, Damiano Azzizia, Pierluca Cetera, Francesco Cuna, Nicola Curri, Vincenzo De Bari, Pietro Di Terlizzi, Pasquale Gadaleta, Simona Anna Gentile, Jara Marzulli, Luigi Massari, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Enzo Morelli, Alessandro Passaro, Luigi Presicce, Claudia Resta, Fabrizio Riccardi, Michael Rotondi e Domenico Ventura.

La mostra si inaugura domenica 30 agosto alle ore 18:30 ed è una delle iniziative culturali del calendario di “CultOra Festival. Ex labore to works”, una manifestazione organizzata dalla Fondazione De Palo – Ungaro, con il contributo della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia e in collaborazione con il Museo Diocesano “Mons. A. Marena” e il Centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto.

Nato a Bitonto nel 1902, Francesco Speranza studia prima a Napoli e poi a Milano all’Accademia di Brera, diplomandosi in pittura nel 1926. Nonostante trascorra tutta la vita a Milano partecipando attivamente alla temperie artistica della città ed esponendo le sue opere nelle più prestigiose rassegne nazionali come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, mantiene sempre un legame profondissimo con la Puglia, sia a livello personale che dal punto di vista pittorico, e muore a Santo Spirito nel 1984 nella sua casa affacciata sul mare.

Il progetto della mostra – spiega il curatore Francesco Paolo Del Re – segue due linee distinte e idealmente parallele: da una parte sono stati selezionati dipinti di Francesco Speranza provenienti da raccolte pubbliche e collezioni private che coprono un arco temporale che va dagli anni Venti fino alle opere dell’ultima parte della sua produzione e sono esemplificativi dei diversi aspetti della sua ricerca artistica e dall’altra venti opere di venti artisti diversi permettono di gettare uno sguardo sinottico e curioso su alcuni percorsi di ricerca della pittura contemporanea in Puglia, nel tentativo di rispondere alla domanda sull’esistenza di una possibile comune radice identitaria che vada al di là del mero dato geografico”.

“I due percorsi si intrecciano e si compenetrano – prosegue Del Re – e nell’accostamento di opere ed esperienze diverse si compongono dei dittici o dei polittici immaginari, laddove i dipinti di Speranza vengono messi in dialogo con le opere dei pittori viventi secondo criteri ora tematici e ora formali, ora evidenziando assonanze e ora facendo vibrare le corde di una dissonanza, ma sempre alla ricerca di un senso nuovo e di una chiave di lettura inedita nel cortocircuito tra passato prossimo e presente”.

La mostra vuole raccontare alcuni temi della pittura di Francesco Speranza e la vitalità della sua figura di artista, nel riflesso che si riverbera sulle attuali tendenze del discorso pittorico. Il percorso espositivo parte dai dipinti di Speranza conservati nella collezione del Museo Diocesano di Bitonto. “Cristo nel Getsemani” degli anni Quaranta dialoga con la pittura beffarda di Domenico Ventura, “Visitare gli infermi” del 1949 viene affiancato a un ritratto di Nicola Curri. “Gesù divino lavoratore” del 1959 si accosta a un dipinto di Alessandro Passaro realizzato su una sega. “Cristo e la Samaritana presso il pozzo” del 1952 si confronta con gli animali di Pierpaolo Miccolis. “San Francesco d’Assisi” del 1960 si specchia in un dipinto digitale di Michael Rotondi. Si aggiungono dipinti conservati in altre collezioni pubbliche, come “Ritratto della sorella Nina” del 1930 e un “Autoritratto” postbellico della Fondazione De Palo – Ungaro a confronto rispettivamente con la pittura di Pierluca Cetera e con gli autoritratti di Pasquale Gadaleta e di Luigi Presicce oppure “Campagna e carro del mio paese” del 1951 conservato presso il Teatro Comunale “Tommaso Traetta” che dialoga con un’opera di Fabrizio Riccardi. La mostra presenta inoltre opere provenienti da collezioni private, prima d’ora raramente visibili al pubblico. Un piccolo ritratto muliebre degli anni Venti va a comporre un trittico con due ritratti di Vincenzo De Bari e Claudia Resta. “Ritratto di mia madre” del 1939 si scontra con una figura materna di Natascia Abbattista. “Fuga in Egitto” del 1957, in cui è la moglie del pittore Marina Bagassi a posare come modella per la Madonna, viene messa a confronto con un dipinto di Francesco Cuna. Un esterno pugliese viene confrontato, per contrasto, con un interno dipinto da Damiano Azzizia. Un piccolo nudo accademico degli anni della gioventù fa il paio con un nudo espressionista di Dario Molinaro. Due nature morte intrattengono una conversazione con quelle di Pietro Di Terlizzi e di Enzo Morelli e uno scorcio di Milano visto dai navigli del 1979 si misura con i segni delicati della pittura di Simona Anna Gentile. “Scilla” del 1963 e “Sant’Antonio che parla ai pesci” del 1966, opere entrambe esposte alla retrospettiva allestita nel Palazzo dell’Arengario a Milano del 1971, si trovano infine a dialogare con un dipinto montuoso di Luigi Massari e con una visione sciamanica di Jara Marzulli.

CONVERSAZIONI CON FRANCESCO SPERANZA
Una mostra a cura di Francesco Paolo Del ReBITONTO (BA), MUSEO DIOCESANO “MONS. A. MARENA”
30 agosto – 30 settembre 2020

Inaugurazione 30 agosto 2020 ore 18:30

 

Sotto il segno dei portici

Si inaugura il 12 settembre in Sala Ercole di Palazzo d’Accursio una speciale mostra di bassorilievi, opere che lo scultore Ivan Dimitrov dedica ai portici di Bologna, in concomitanza con la loro candidatura a patrimonio UNESCO.

Sarà esposta una collezione di circa 50 bassorilievi in terracotta dipinta, la caratteristica tecnica dell’artista ad effetto tridimensionale attraverso la quale ha interpretato la città, la “Bologna” che per Dimitrov è da scoprire, intima e nascosta, fatta di inquadrature inaspettate, magie prospettiche, giochi di luce ed ombra. Le opere trasporteranno il visitatore in una Bologna magica e senza tempo la cui bellezza è da sempre entrata nel cuore di personaggi famosi, viaggiatori, artisti e poeti che anche in passato ne hanno decantato il fascino e dei quali, lungo il percorso, si potranno leggere le impressioni riportate su didascalie descrittive.

Ci saranno anche accenni legati a storia e curiosità dei luoghi rappresentati, ma il senso vero dell’ esposizione è soprattutto nel percorso emozionale che ognuno dei visitatori scoprirà contagiandosi con i sentimenti di meraviglia e scoperta che le opere di Dimitrov riescono sempre a suscitare: il percorso espositivo diventerà così un piccolo viaggio in cui impressioni e ricordi si confonderanno tra emozione, suggestioni, sogno e realtà.

Ivan Dimitrov, artista originario della Bulgaria, si è formato artisticamente in Italia ed è conosciuto ed apprezzato a livello nazionale. Ha scelto Bologna come sede di lavoro e la città è diventata di fatto la sua città “d’ adozione”, dove ha realizzato importanti cicli di mostre.

La mostra, articolata in un singolare percorso a tappe, dopo l’esposizione a Palazzo d’Accursio si sposterà per la sua seconda tappa, dal 31 ottobre al 29 novembre, presso la sala Museale “E.Possati” del Complesso del Baraccano.

L’evento, organizzato dal Quartiere Santo Stefano di Bologna, con il patrocinio delle Regione Emilia-Romagna, curato dalla galleria d’arte Studio Santo Stefano, fa parte delle iniziative culturali inserite nel Piano di Gestione a sostegno della candidatura dei portici di Bologna alla World Heritage List UNESCO.

“La valorizzazione di un tratto distintivo caratteristico della città come i “portici”, attraverso lo sguardo di un artista che ha scelto Bologna e i suoi scorci come fonte di ispirazione, sarà una delle fondamentali iniziative per la ripartenza della cultura e del turismo” – Rosa Maria Amorevole, Presidente del Quartiere Santo Stefano

Una delle opere sarà esposta, nei giorni immediatamente precedenti la mostra, presso il Ristorante Al Pappagallo, un segno di condivisione di contenuti autentici, un connubio di eccellenze che parlano di tradizioni e valori del passato. La terracotta esposta ritrae lo scorcio di Piazza Della Mercanzia dal quale si vedono, oltre a un tratto di portico ligneo, l’entrata del Ristorante e della Torre Degli Alberici, che è stata recentemente ricongiunta al locale.

L’ingresso alla mostra è gratuito. Si inaugura il 12 settembre in Sala Ercole di Palazzo d’Accursio una speciale mostra di bassorilievi, opere che lo scultore Ivan Dimitrov – artista originario della Bulgaria ma da tempo residente a Bologna- dedica ai portici in concomitanza con la loro candidatura a patrimonio UNESCO.

Sarà esposta una collezione di circa 60 bassorilievi in terracotta dipinta, la caratteristica tecnica ad effetto tridimensionale attraverso la quale l’artista ha interpretato la città, la “Bologna” che per Dimitrov è da scoprire, intima e nascosta, fatta di inquadrature inaspettate, magie prospettiche, giochi di luce ed ombra. Le opere, accompagnate da didascalie con le testimonianze dei viaggiatori che nei secoli hanno ammirato la bellezza dei portici, propongono un’immagine della città sospesa tra presente e passato, coinvolgente e suggestiva.

La mostra, organizzata dal Quartiere Santo Stefano di Bologna, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, dopo la prima tappa a Palazzo d’Accursio si sposterà, dal 31 ottobre al 29 novembre, presso la sala Museale “E.Possati” del Complesso del Baraccano .
L’evento fa parte delle iniziative culturali inserite nel Piano di Gestione a sostegno della la candidatura dei portici di Bologna alla World Heritage List UNESCO.

L’ingresso è gratuito.
info: www.ivandimitrov.com/portici/
cell 329 2269750

Buonanotte Contemporanea

Promosso dal Comune di Montebello Sul Sangro (CH) e realizzato con il sostegno di Regione Abruzzo, Buonanotte Contemporanea è un progetto inedito e interdisciplinare ideato da CASaA architetti (Fabio Armillotta, Carmela Palmieri e N. Marco Santomauro) per la valorizzazione e lo sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile del vecchio borgo di Buonanotte.

Nel piccolo centro arroccato su una sella rocciosa tra la Maiella e il lago di Bomba – oggi totalmente abbandonato a causa di un sistema di frane iniziato negli anni Sessanta – arte, natura e architettura convergono in un unico lavoro in grado di dare origine a percorsi creativi condivisi, dove il patrimonio edilizio tradizionale abruzzese si intreccia all’ambiente naturale e alle relazioni culturali, che affidano all’arte il futuro dell’esistenza umana.

A Buonanotte, gli interventi degli artisti Vincenzo Marsiglia, Jasmine Pignatelli e Artan Shalsi, a cura di Maria Letizia Paiato, dialogano con i ruderi del borgo, con il logorio del tempo e con la surreale assenza della figura umana, per concorrere alla realizzazione di un percorso sperimentale, poetico e sicuro, in cui la ricerca artistica risponde in modo strutturale alle esigenze architettoniche di consolidamento del borgo.

Ad accogliere per prima il visitatore è l’installazione ambientale Senza Titolo di Artan Shalsi che, unendo a una particolare modalità di visione e a una analisi specifica dei materiali la restituzione di un gioco di immagini riflesse, catapulta il visitatore in una dimensione spazio-temporale evocativa e suggestiva. Offrendo la possibilità di uno sguardo che si estende fino ai limiti della visione, l’opera, che sostiene strutturalmente l’edificio su cui poggia, apre il percorso e ne anticipa la preziosa fragilità. Segue poi Kaleidoscope di Vincenzo Marsiglia, una grande cellula affacciata verso il nuovo insediamento urbano che invita lo spettatore a immergersi in sicurezza nella natura del luogo, per ammirare il panorama. Sviluppata a partire da una stella a quattro punte e arricchita di inserti in vetro con pellicola dicroica, la struttura protegge e mette in sicurezza una zona scoscesa tra due edifici. Chiude il percorso A Broken Line di Jasmine Pignatelli, un’opera generata dalla sequenza dinamica di segni e moduli in progressione e da movimenti geometrici di un’unica linea decostruita. Con una struttura bipartita che alterna vuoti e pieni, l’installazione blocca e sorregge le pareti di due edifici pericolanti, originando un ulteriore spazio instabile, variabile e inquieto, come quello della stessa Buonanotte.

Buonanotte Contemporanea apre al pubblico GIOVEDì 3 SETTEMBRE 2020. A partire dalle ore 16.00 sarà possibile seguire l’inaugurazione anche sui canali social di Buonanotte Contemporanea in occasione della quale sarà proiettato il Docu Backstage di Francesco Castellani.

Per l’apertura al pubblico del 3 settembre e successive visite a Buonanotte Contemporanea verranno messe in atto tutte le direttive volte al contrasto e al contenimento della diffusione del virus COVID 19.

BUONANOTTE CONTEMPORANEA
Mail: info@buonanottecontemporanea.it | Sito: www.buonanottecontemporanea.it
FB: @BuonanotteContemporanea | TW: @buonanottebont1 | IG: buonanotte_contemporanea | YouTube: buonanotte contemporanea

Essere Con-Temporanei

Dal 13 agosto al 13 settembre 2020 il centro storico di Poppi ospita “Essere Con-Temporanei”, mostra di arte diffusa di Alfredo Repetti Mogol, Agnese Del Gamba, Clet Abraham, Antonio Massarutto e Sara Lovari.

L’esposizione, ideata e promossa dalla Pro loco Centro Storico di Poppi e patrocinata da Comune di Poppi, Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Unicoop Firenze, Misericordia di Poppi e Radio Italia 5, è resa possibile grazie al contributo di Borri S.p.A., C.R.A. Centro Revisione Associato, L.M.C. Meccanica, Laife Tecnologia Acciaio Flessibilità, D’Appennino Rete Imprese, T.A.C.S. Artigiani del Panno Casentino e Farmacia Berioli.

LA MOSTRA
L’arte contemporanea “invade” il centro storico di Poppi per la prima edizione di una grande mostra diffusa. Protagoniste le installazioni di cinque artisti conosciuti in Italia e all’estero per i loro linguaggi originali e l’uso peculiare che fanno di materiali diversi. Oltre alle vie e alle piazze del borgo casentinese, sono coinvolti anche edifici storici come il castello dei Conti Guidi, l’abbazia di San Fedele e la ex chiesa di San Lorenzo, oggi galleria d’arte.

Alfredo Repetti Mogol, Agnese Del Gamba, Clet Abraham, Antonio Massarutto e Sara Lovari dialogano con il tessuto urbano medievale e alcuni dei capolavori architettonici poppesi, dando vita a un confronto che permette a passato e presente di valorizzarsi a vicenda.

Animali di terra e di mare fatti in ferro e plastica riciclata, sculture, abiti riusati, cartelli stradali rielaborati, parole chiave proiettate sulle facciate degli edifici rappresentano la necessità di recuperare molti valori etici persi dall’essere umano. Il progetto delle installazioni, alcune delle quali in notturna saranno ancor più suggestive, vuole essere anche un messaggio sociale che si fonda su quell’essere con…, che permette la convivenza civile e il rispetto tra forme di vita differenti.

Una delle opere, inoltre, coinvolge i residenti e li porta a riflettere su quello che hanno significato per ognuno di loro i mesi di emergenza sanitaria del 2020.

Dopo la conclusione del lockdown – spiega la Pro loco di Poppi – abbiamo pensato a una manifestazione che portasse un turismo di qualità, legato alla cultura e all’arte, ma senza rischiare affollamenti in luoghi piccoli e chiusi. “Essere Con-Temporanei” sarà un percorso responsabile che il visitatore potrà fare, munito di una mappa nel cuore di Poppi. I turisti potranno così scoprire il nostro patrimonio storico-artistico e allo stesso tempo ammirare i linguaggi sorprendenti di cinque noti autori. Con questa operazione voglia anche ridare linfa vitale agli esercizi commerciali che hanno sofferto nei mesi scorsi, quindi ci auguriamo che la mostra diffusa desti curiosità e interesse ovunque.

BREVI BIOGRAFIE:
Alfredo Repetti Mogol, paroliere e pittore, vive e lavora a Milano. La radice del suo lavoro è l’indagine sul linguaggio, la parola scritta, proiettata e dipinta in tutte le sue declinazioni. Conosciuto anche con lo pseudonimo Cheope, è stato invitato due volte, nel 2007 e nel 2011, a esporre alla Biennale di Venezia e ha esposto in più di cento mostre personali in tutto il mondo. In campo musicale ha vinto due Grammy Awards negli Stati Uniti.

Agnese Del Gamba, artista aretina, da sempre immagina e con le sue mani crea. Un giorno è entrata in contatto con la plastica, quella delle confezioni alimentari, ed è scattata la scintilla. Nella sua ricerca convivono estetica, voglia di emozionare e attenzione nei confronti dell’ambiente. Ha esposto con personali e collettive in tutta Italia e ha preso parte a prestigiosi eventi e fiere legati all’arte del riciclo.

Clet Abraham, artista di origine francese, dopo aver lavorato a Roma come restauratore di mobili e vissuto per un breve periodo in provincia di Arezzo, nel 2005 si è trasferito a Firenze, dove ha inaugurato il suo studio personale. Dedito principalmente alla pittura, negli ultimi anni si è cimentato con grande successo nella street art, realizzando opere che consistono nell’applicazione di stickers sui cartelli stradali e in interventi più complessi sull’arredo urbano.

Antonio Massarutto, scultore e designer, vive e lavora in Toscana. Dal 2001 ha stabilito il suo atelier a Cortona, dove trae ispirazione dall’affascinante paesaggio e dal ricco patrimonio artistico e culturale. Le sue sculture sono il frutto di un attento studio anatomico del mondo animale e spesso sono un ritratto psicologico degli animali stessi. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.

Sara Lovari, artista casentinese, predilige l’uso di carta, cartone, libri usati, corde e ferro, che collegati a parole e frasi, essa utilizza per creare assemblage, installazioni, scenografie e piccoli mondi ispirati al suo vivere quotidiano. Tutto parte dallo studio di Poppi, paese in cui è nata, vive e lavora, ma le sue creazioni poi arrivano ovunque. Da anni è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo attraverso mostre e collaborazioni con prestigiose gallerie.

Addetto stampa – Marco Botti
tessera ODG 118843 – cell. 3475489038
marco.botti9@gmail.com – marco.botti@pec.giornalistitoscana.it

Leonardo Basile – Untitled [256°]

Dal 5 al 20 Agosto 2020 per la rassegna Arte in vetrina il Centro d’Arte e Cultura ‘L. da Vinci’ di Bari – Santo Spirito espone l’ultima composizione lignea in tecnica mista dell’artière Leonardo Basile dal titolo “Untitled (256°)“, dalle dimensioni di cm 102 X 102, realizzata nel mese di luglio (u.m.).

L’ artiere Leonardo Basile e la sua Untitled [256]
Leonardo Basile – scrive Domenico Fumarola, giornalista saggista e critico letterario ed artistico – fa dell’arte un gioco di vita. L’artista ha sempre avuto un’autentica ricerca interiore guardando dentro di sé e trovando nell’utilizzo delle tecniche più disparate un impegno estetico. Spontaneamente innovativo, Basile mette a fuoco una tecnica pittorica la più varia possibile, con dripping, quadricromie, assemblaggio di materiali, tecnologie digitali, a formare un’armonia musicale apprezzabile non solo dagli occhi, ma da tutti i sensi. Il prodotto finale crea una sintesi perfetta figlia della ricerca estetica dell’artista. Come Freud parlava di “rosa dei sentimenti” per descrivere le infinite sfaccettature dell’animo umano, Basile trova nell’assemblaggio di diverse tecniche e materiali la sintesi per la propria estetica, fondata sulle mutevolezze percettive del sentimento.[…]

La mostra è visitabile in totale sicurezza per quanto riguarda le norme dello ‘stato di emergenza anti Covid’ in quanto la vetrina espositiva del Centro d’arte è : esterna, a livello stradale e a vista.

Leonardo Basile – Untitled [256°]
Dal 5 al 20 Agosto 2020

Location
Vetrina Centro d’arte e cultura L. Da Vinci
Santo Spirito, Via G. Verdi 7, 70127 (BA)

Orario di apertura
Tutti i giorni, 24/24 h

Sito web
http://leonardobasile.it

Autore
Leonardo Basile

Produzione organizzazione
Associazione Leonardo Da Vinci

Immagini collegate:

Fluid Contemplation – Jinjin Dong

Nella sezione Highlight di www.wepresentart.com, MA-EC gallery presenta al pubblico Fluid Contemplation, mostra virtuale di Jinjin Dong, artista di Shanghai, classe 1977. L’esposizione, a cura di Jiang Weizhen, include tre serie di lavori realizzati su tela.

Nella prima serie Digital Ink, oli e acrilici su tela, Jinjin Dong coniuga sapientemente la modernità digitale con l’eleganza della pittura ad inchiostro tradizionale basata sulla casualità del gesto e del pensiero poiché, come affermava nel IV secolo d.C. il noto pittore cinese Gu Kaizhi, “un artista segue il proprio pensiero che deve solo viaggiare libero” .

Jinjin Dong ritiene che la tecnologia allarghi i confini stabiliti della pittura classica cinese e che la pittura ad inchiostro non sia solo una tecnica ma espressione di un pensiero, di una condizione mentale che guarda alla tradizione e aspira alla libertà.

La seconda serie di opere appartiene alla corrente artistica emergente Steampunk, che si propone come un’idea innovativa e riflette perfettamente il pensiero creativo di Jinjin Dong. Jinjin Dong spiega come l’arte della calligrafia cinese preveda che ad ogni pennellata corrisponda un tratto, l’unione dei quali dà poi vita ad un’opera astratta. In Cina si tramanda che anticamente libri e dipinti avessero un’origine comune: i libri erano anche dipinti e i dipinti erano anche libri. Attraverso la tradizione della calligrafia l’artista crea un’opera astratta, alla quale aggiunge le caratteristiche delle immagini digitali contemporanee.

La prima opera rappresenta il carattere 昂, ang, l’intelligenza artificiale, mentre la seconda il carattere 然, ran, l’elemento invisibile nella tecnologia olografica.

L’essenza dell’astrattismo risiede nel fatto che pittura e calligrafia tendono alla ricerca della bellezza della forma e dello spirito.

Per la realizzazione delle due opere, Jinjin Dong guarda allo stile del calligrafo Huai Su, vissuto durante la dinastia Tang, che realizzava calligrafie secondo lo stile “corsivo folle” (狂草, kuangcao), caratterizzato spesso dal fatto di essere poco leggibile. Osservando lo stile di Huai Su dalla prospettiva dell’estetica astratta odierna, l’artista sottolinea come ogni tratto della sua calligrafia sia separato dall’altro, creando così una struttura astratta.

La calligrafia del carattere Ang ricorda la forma di un dragone che si attorciglia attorno a un pitone, simbolo dell’arrivo dell’era dell’intelligenza artificiale cinese.

Il carattere Ran è caratterizzato da uno stile fluido, elegante e allo stesso tempo vigoroso. Rimanda ad un baobab nel deserto e ad un tronco di cipresso, ricollegandosi all’idea Taoista di integrazione dialettica tra uomo e natura.

La terza serie Through the surprise – Dreaming of Nanking coniuga iperrealismo e pittura tradizionale, e comprende delle opere che arrivano all’immaginario del fruitore, attratto dal rigore dello stile e dalla minuzia dei dettagli.

L’artista rappresenta la città vecchia di Nanxiang, il Guyi Garden e il Tempio Yunxiang. Sullo sfondo, le montagne e i fiumi si trasformano in robot giganti, emblema dell’industrializzazione, e fusione e insieme conflitto tra tradizione e modernità.

Afferma la curatrice Jiang Weizhen che alcune figure aliene sono la metafora del contrasto tra il junk food occidentale e lo street food tradizionale cinese. Nel dipinto, i cui toni rimandano alla science-fiction, e che include significati simbolici, l’artista dipinge anche Guang Mingxian, fondatore di Nanxiang, e il suo discepolo Wu Xiangsheng.

In un angolo, una grande tavolata di persone che festeggiano con la cucina Xiaolong, metodo culinario classificato come Patrimonio culturale immateriale. Nel dipinto, anche una miniatura del Giardino Yuyuan e una allusione al fatto che Guang Mingxian, fondatore di Nanxiang, e il suo discepolo Wu Xiangsheng possedessero la ricetta segreta del Nanxiang Xiaolong.

Jinjin Dong ha trascorso più di un anno a dipingere questi lavori. Con rigore e metodo filologico è stato a Nanxiang più di venti volte per raccogliere materiali, tre volte al Yuyuan Garden e al Tan Garden, cinque volte all’Archivio di Shanghai e diverse volte presso l’ Historical Exhibition Hall di Nanxiang.

Fluid Contemplation
Mostra personale di Jinjin Dong. A cura di Jiang Weizhen

Solo online su www.wepresentart.com
dal 22 luglio al 28 agosto 2020

Info: info.milanart@gmail.com; staff@wepresentart.com

#acasatuttibene

Nato in quarantena, il progetto editoriale #acasatuttibene, frutto della collaborazione tra Espoarte e Vanillaedizioni, giunge al suo atto finale: attraverso la campagna di crowdfunding www.vanillaedizioni.com/crowdfunding/progetto/acasatuttibene/ sarà possibile dare il proprio contributo, assicurandosi una copia del libro a stampa che raccoglierà le riflessioni di 100 artisti e 50 personalità del mondo dell’arte e della cultura.

Il progetto editoriale – basato su una call ad invito – si è sviluppato su due livelli: in primo luogo la pubblicazione su espoarte.net dell’insieme dei contributi di pensiero ricevuti da artisti e personalità del mondo della cultura, invitati a diventare parte di una narrazione collettiva; in secondo luogo l’invito agli stessi a dar vita ad una pagina (una piccola opera, un disegno o uno schizzo, una fotografia, una grafica, un pensiero tradotto in testo o anche un racconto breve) per contribuire a creare un diario corale, testimonianza delle riflessioni generate dalla quarantena e dall’isolamento sociale.

Il volume ha inoltre l’obiettivo di dare un contributo attivo all’editoria d’arte, mondo a cui appartengono l’associazione Arteam e l’editore Vanillaedizioni, in un momento in cui le condizioni dell’editoria, già di per sé piuttosto difficili, potrebbero complicarsi ulteriormente.

Tante le voci che, dal 2 aprile scorso ad oggi ci hanno accompagnato, dalla Fase 1 alla Fase 3, in un viaggio all’interno del tempo e dello spazio:

ARTISTI: Ilaria Abbiento, Aqua Aura, Alessandra Baldoni, Maria Rebecca Ballestra, Maura Banfo, Mirko Baricchi, Matteo Basilé, Valerio Berruti, Elisa Bertaglia, Nicola Bertellotti, Andrea Bianconi, Bianco-Valente, Valentina Biasetti, Silvia Bigi, Alessio Bolognesi, Giorgio Bormida, Alessandro Bulgini, Vincenzo Cabiati, Beppe Calgaro, Alessandra Calò, Erica Campanella, Marcello Campora, Silvia Camporesi, Francesco Candeloro, Andrea Chiesi, Costantino Ciervo, Antonella Cinelli, Laura Cionci, Davide Coltro, Vittorio Corsini, Luca Coser, Giacomo Costa, Vanni Cuoghi, Gino D’Ugo, Antonella De Nisco, Davide Dormino, ELASTIC Group, Serena Fineschi, Jernej Forbici, Andrea Francolino, Giovanni Gaggia, Nadia Galbiati, Roberto Ghezzi, Silvia Giambrone, Michele Giangrande, Giuseppina Giordano, Daniele Girardi, Federica Gonnelli, Gian Luca Groppi, Ester Grossi, Elena Hamerski, Carla Iacono, Angelo Iodice, Pierluigi Lanzillotta, Pierpaolo Lista, Veronica Liuzzi e Francesco Paolo Cosola, Loredana Longo, Luca Longobardi, Paolo Maggis, Nataly Maier, Silvia Margaria, Ilaria Margutti, Angelo Marinelli, Vincenzo Marsiglia, Jacopo Mazzonelli, Nico Mingozzi, Luca Moscariello, Elisa Muliere, Andrej Mussa, Alessandro Neretti (Nero), Silvia Noferi, Nunzio Paci, Alice Padovani, Laurina Paperina, Samantha Passaniti, Tiziana Pers, Jasmine Pignatelli, Ettore Pinelli, Francesca Romana Pinzari, Lorenzo Puglisi, Eva Reguzzoni, Eleonora Roaro, Vincenzo Rusciano, Matteo Sanna, Thomas Scalco, Giorgia Severi, Lapo Simeoni, Giuseppe Stampone, Mario Sughi (nerosunero), Enrico Tealdi, Matteo Tenardi, Giorgio Tentolini, Lamberto Teotino, Mona Lisa Tina, Paolo Troilo, Ivano Troisi, Willy Verginer, Marika Vicari, Virginia Zanetti, Corrado Zeni.

CULTURA: Lorenzo Balbi, Simona Bartolena, Cesare Biasini Selvaggi, Luca Bochicchio, Camilla Boemio, Paolo Bolpagni, Enrico Carlo Bonanate, Giorgio Bonomi, Rosalba Branà, Lorenzo Bruni, Luisa Carcavale, Claudia Casali, Tiziana Casapietra, Chiara Casarin, Martina Cavallarin, Giacinto Di Pietrantonio, Luigi Fassi, Annalisa Ferraro, Alberto Fiz, Manuela Gandini, Federico Giannini, Lorella Giudici, Rocco Guglielmo, Alessia Locatelli, Elisabetta Longari, Lorenzo Madaro, Angela Madesani, Davide Mariani, Gianni Ettore Marussi, Luciano Massari, Stefano Monti, Angel Moya Garcia, Alberto Mugnaini, Claudio Musso, Cesare Orler, Giuseppina Panza di Biumo, Gabriele Perretta, Premiata Ditta S.a.s (Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini), Raffaele Quattrone, Alessandra Redaelli, Leonardo Regano, Lorenzo Respi, Roberto Sala, Carlo Sala, Maria Savarese, Marco Scotini, Marco Senaldi, Nadia Stefanel, Antonello Tolve, Marco Tonelli, Giulia Zamagni.

Segnalato da :
CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

Street Art File Print #SeaToLove

Continua con #SeaToLove Edition Street Art File Print, l’innovativo progetto d’arte urbana che da qualche mese invade il centro urbano di Ischia e che fa della Poster Art e dell’attacchinaggio il mezzo di denuncia degli eccessi della nostra società e delle questioni politiche e sociali che affliggono il mondo.

sdr

Sei gli artisti coinvolti per altrettante opere di poster art che verranno diffuse, dal 10 al 15 luglio, nei sei comuni dell’isola: i lavori di Qwerty, Haterisk, Antonino Perrotta in arte Attorep, Annalisa Grassano, Samuele Vesuvio e Larva, creati appositamente per la manifestazione, riempiranno muri e spazi urbani di Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano, Forio e Ischia Porto.

Promosso da Ischia Street Art Gallery con il sostegno dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, che da anni si batte per la tutela e la valorizzazione del mare isolano, Street Art File Print #SeaToLove si propone di denunciare l’inquinamento marino e l’abuso di sostanze contaminanti che infestano di rifiuti tossici il nostro mare, attraverso l’affissione su vasta scala di poster artistici che affrontano tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente.

Una vera e propria operazione di guerrilla marketing, un atto simbolico, spiazzante e up to date, volto a colpire l’immaginario e fare leva sulle coscienze, con lo scopo di risvegliare la consapevolezza che il consumismo smodato incide negativamente sul futuro del nostro ecosistema.

Street Art File Print #SeaToLove prevede un percorso artistico interno a Ischia Street Art Gallery, visitabile e accessibile a tutti negli orari di apertura della galleria, nella quale verrà allestita una mostra di poster art con tutti i progetti inviati dagli artisti che hanno aderito all’iniziativa, tra cui anche quelli di Teisa e raPoetry ft Er Buio.

Salvatore Iacono, gallerista/attivista e fondatore di Ischia Street Art, discussa anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola, prosegue dunque la sua “rivolta ideologica” contro i sistemi che ci governano e in cui siamo costretti a vivere e si fa portavoce degli artisti che inviano le loro opere in galleria. E così Salvatore da gallerista diventa street artist su commissione in una sorta di “street art delivery”, compiendo un atto sul filo dell’illegalità, attuando le sue performance con una semplice colla da manifesti e attaccando, per le vie del centro, numerosi poster a tema.

Gli interventi urbani fanno infatti parte di Street Art File Print, progetto nato dall’emergenza Covid19, che ha decretato la paralisi di ogni attività riguardante le arti, la musica e lo spettacolo, ponendosi come la risposta rivoluzionaria all’atonia creativa e psicologica dell’arte nel delicato momento storico legato al lockdown.

Street Art File Print consiste nel documentare video-fotograficamente l’affissione in diretta che avviene nel centro urbano, o in galleria, dei poster inviati dagli artisti e riprodotti da file in alta risoluzione. E lo stesso gallerista/antigallerista diventa protagonista documentando l’atto espositivo, registrato e utilizzato come un happening, al fine di recuperare il senso di una comunicazione immediata e diretta, di una fresca estemporaneità.

Street Art File Print si pone come un atto di ribellione intellettuale, come strumento di comunicazione espressiva, definitivo dallo stesso Iacono “iconoclasta, dissacrante e provocatorio”, al quale possono accedere tutti quegli artisti urbani, illustratori, designer, writers, street artist, in linea con i temi d’impatto sociale che sono il fermento vitale di Ischia Street Art. Unica regola: libertà assoluta alla creatività ed al messaggio sociale degli artisti senza vincoli di mercato, senza che ci sia dietro un sistema clientelare, curatela, vincoli contrattuali tra galleria ed artisti.

Street Art File Print di Ischia Street Art è diventato subito una novità di rilievo internazionale, una boccata d’ossigeno nel marasma delle proposte, un esperimento unico nel suo genere e rispondente all’attuale situazione mondiale per la brevità dei tempi di realizzazione e per i costi minimi. Nonostante la frenata ed il blocco totale che il Covid19 ha inferto all’umanità, l’arte e la creatività non smettono di pulsare e di far sentire la propria voce anche grazie ad una semplice ed effervescente idea tutta italiana, anzi ischitana, quella di Salvatore Iacono che ha creato nei vicoli saraceni di Forio una fucina di energia creativa ed un punto di riferimento importante per il mondo dell’arte contemporanea.

SopraSotto

777 sono i chilometri che separano Via Ventura 6 a Milano e Via dei Mille 60 a Napoli, rispettivamente Prometeo Gallery Ida Pisani e PAN – Palazzo delle Arti di Napoli.
Omar Hassan
Breaking Through Black #15 – Mare Ghiacciato, 2020 (dettaglio)
96 sono le ore che Omar Hassan impiegherà per attraversare l’Italia andata e ritorno, disallestire la sua mostra personale di Napoli e allestire la nuova a Milano rimarcando, di fatto, la vena performativa che lo contraddistingue come pittore.Con queste premesse inaugura giovedì 2 luglio SOPRA, la mostra che convalida il rapporto tra Prometeo Gallery Ida Pisani e Omar Hassan. SOTTO

Fedele ai principi di Prometeo Gallery, l’artista di origini egiziane, non resta immobile di fronte a un panorama confuso per darsi tempo affinché torni a essere nuovamente nitido. Anzi, con il suo spirito combattente e la sua affine ricerca pittorica concretizza le idee di movimento e di azione locale, come se il tempo non avesse finalità, ma fosse incluso e compreso.

Lavorando sulle distanze e sulle vicinanze, non solo come una pratica comune dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere, Omar Hassan dà la possibilità di calarsi in una posizione privilegiata, ovvero in-tra-fra un tempo che trapela negli spazi interstiziali e apparentemente inessenziali entro cui si infiltra la vita. Quando indossa i guantoni da boxe (Breaking Through). Quando lascia traccia del tempo che impiega nelle sue produzioni (Timelines). Quando ripete come un gesto quotidiano punti a spray spingendo verso la sintesi di street art, razionalità e irrazionalità, con un riferimento diretto alla sua vita privata (Injection). Quando dipinge su riproduzioni della Nike di Samotracia o sui tappi delle bombolette spray (Caps). Omar Hassan riesce nell’ambiziosa volontà di dare forma tangibile a un tempo di difficile definizione, che per definizione non può essere rappresentato né compreso.

Come? Dando al corpo delle sue opere il carattere del risultato di un’addizione, ovvero la somma di azione e di idea, andando oltre la semplice descrizione di quel che accade per dare invece la possibilità di comprendere la portata estetica, la natura e la qualità dei processi del suo gesto. Così ci si può insediare nella totalità della superficie espositiva e insinuare negli intervalli che intercorrono tra l’una e l’altra opera, incoraggiati a rimettersi in discussione e a usare il proprio sguardo in modo diverso per abitare il tempo in-tra-fra.

SOPRA
SOTTO
Omar Hassan
Opening: 02.07.2020, 11-21 su appuntamento – info@prometeogallery.com
Dal 03.07 al 10.09.2020
Prometeo Gallery Ida Pisani | Via G. Ventura 6, Milano

www.prometeogallery.com

Credits:
Omar Hassan
Breaking Through Black #15 – Mare Ghiacciato, 2020 (dettaglio)
Acrilico e olio su tela, 160×200 cm
Courtesy of the artist and Prometeo Gallery Ida Pisani Milan(Lucca