La Notte Bianca del CAMeC

Il 19 marzo è San Giuseppe e alla Spezia è festa patronale. Un’immensa fiera invade la città per quattro giorni con gli odori di zucchero filato e nocciole tostate che si mescolano a quelli della primavera che sta arrivando. Per il CAMeC, San Giuseppe vuol dire Notte Bianca: mostre aperte gratuitamente per tutti, eventi fino a tarda sera, incontri e abbracci.

In questi giorni difficili, l’evento si terrà ugualmente, ma in una formula diversa, per non rinunciare a ritrovarsi insieme. La Notte Bianca del CAMeC diventerà virtuale, accogliendo i visitatori sabato 21 marzo, alle ore 21.00, sulla pagina Facebook del Museo: www.facebook.com/museo.camec.

Ad animare la serata, ma anche le ultime settimane di marzo, saranno gli amici BAU che hanno inaugurato lo scorso 21 febbraio, al piano 0 del Museo, la mostra che celebra i sedici anni di attività del gruppo.

Con loro, saranno sviluppate due iniziative:
Un’adunata digitale che chiama all’appello gli oltre 1.000 autori che in questi 16 anni di attività “si sono infilati” in altrettanti contenitori di cultura contemporanea. L’appello li invita a popolare la pagina Facebook con la loro creatività: testi, foto di opere vecchie e nuove, idee, ricette di vita (e cucina).
La Notte Bianca dell’arte, dove assisterete in sequenza – a partire dalle ore 21.00 – ad una serie di performance storiche del gruppo.

I responsabili del Museo ringraziano «il MiBACT che con l’hashtag #iorestoacasa ha popolato di cultura le nostre abitazioni, l’ICOM che con #laculturanonsiferma ci tiene tutti stretti in rete a raccontarci cosa facciamo e l’Associazione Nazionale Piccoli musei che con #chiusinonfermi ci dà la spinta giusta a inventarcene sempre di nuove».

Associazione Culturale “BAU” nasce nel 2004 a Viareggio ad opera di un gruppo di autori con esperienze decennali quali operatori nell’ambito della ricerca artistica e attenti ai multiformi aspetti della cultura del nostro tempo. In ambito locale e mediante collaborazioni nazionali e internazionali, il progetto si è rapidamente segnalato come vivace punto d’incontro per attivare dialoghi, confronti e scambi ad ampio raggio tra le più varie discipline espressive. “BAU” assembla ogni anno l’omonimo “Contenitore di Cultura Contemporanea”, un cofanetto in tiratura limitata che racchiude opere originali di numerosi autori. La pubblicazione raccoglie l’eredità delle riviste d’artista e “ad assemblaggio” degli anni Settanta-Ottanta (tra cui “Aspen” di Phyllis Johnson, “Geiger” di Adriano Spatola, “Tèchne” di Eugenio Miccini, “Assembling” di Richard Kostelanetz, le riviste ad assemblaggio di Fluxus – “Fluxs Yearbooks” e “Fluxus Kits” – e della mail art “Commonpress”, “Le Point d’Ironie”, “Karimbada”, “Arte Postale” ecc.), aggiungendo una originale dimensione di lavoro di gruppo e di condivisione progettuale e di idee, che si esplica anche nell’organizzazione di mostre, convegni ed eventi. In sedici anni di attività, dal numero 0 al numero 16 della rivista-laboratorio, la ‘rete’ di “BAU” ha coinvolto oltre mille autori da trentacinque nazioni. Il cofanetto “BAU” è presente in importanti musei, archivi, fondazioni e collezioni, come il Centre Pompidou di Parigi, il MaRT di Rovereto, la Tate Modern Library di Londra, il Museo del Novecento e la Triennale di Milano, il Museo di Arte Moderna di Miami, la Beinecke Rare Book & Manuscript Library della Yale University del New Haven in Connecticut ed altre importanti sedi. Dal 2014, un Comitato scientifico in progress, composto da qualificati operatori, si affianca al lavoro della Redazione nel ricercare nuovi contatti da coinvolgere nella rivista e nell’identificare situazioni ed eventi capaci di amplificare il raggio d’azione del progetto.

Fanno parte del Comitato: Paolo Bolpagni, Viana Conti, Paolo Credi, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio, Paolo Della Grazia, Duccio Dogheria, Caterina Gualco, Alessandro Ludovico, Enrico Mattei, Carlo Palli, Guido Peruz, Antonello Pesenti, Patrizio Peterlini, Marco Pierini, Sandro Ricaldone, Giandomenico Semeraro, Marvin A. Sackner, Maurizio Vanni, Alessandro Vezzosi.

Per informazioni:

camec@comune.sp.it, http://camec.museilaspezia.it .