Il giorno della memoria

Circuiti Dinamici per la stagione invernale 2017 indice il concorso Il giorno della memoria che si terrà dal 27 gennaio al 12 febbraio 2017 presso il proprio spazio espositivo in via Giovanola 21/c Milano.
 
Il concorso è aperto a tutti gli artisti operanti nel campo delle arti visive – pittura, scultura, fotografia, video, performance, poesia – senza limiti d’età. Ogni artista potrà presentare massimo 2 opere che verranno valutate dal comitato scientifico dell’Associazione Circuiti Dinamici, il quale selezionerà gli artisti partecipanti e il numero di opere da esporre.
 
Le opere selezionate per la mostra collettiva saranno incluse in un catalogo con testo critico introduttivo.
 
L’artista vincitore del concorso (essendo la finalità la promozione), scelto dalla giuria, riceverà come premio una mostra personale e gratuita presso la sede dell’associazione.
Ad un secondo artista scelto dalla giuria sarà dedicata con una sua opera la copertina del catalogo.
 
Le iscrizioni sono aperte fino al 3 gennaio 2017
 
Per ulteriori informazioni :
press@circuitidinamici.it; circuiti@microbo.netIl giorno della memoria:
Il Giorno della Memoria non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita «superiorità» del dolore ebraico. Non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.
Dopo la Shoah è stato coniato il termine «genocidio». Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Ma mai, nella storia, s’è visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed «efficaci», allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte. “ (La Stampa)

Add a Comment