Del sesso in eccesso e del pornotismo ottico condiviso

Scrive Giovanni Rubino a proposito di Sexual Landscape : Nel nostro attuale art world – o sistema contemporaneo dell’arte – è costantemente messo in discussione il valore estetico dell’immagine. Al di fuori del sistema-arte, la stessa rappresentazione del mondo è veicolata da una grande quantità eterogenea di immagini.

Pantaleo RagnoIn questa globale iconosfera, perciò, l’atto di disegnare significa appropriarsi di frammenti della realtà fisica o immaginifica; è attraverso tale pratica che la ricerca artistica di Pantaleo Ragno ha raggiungo il proprio climax. Nei suoi recenti disegni è riconoscibile una morfologia dell’eccesso che insiste sul rapporto tra eros e thanatos e che al tempo stesso è speculare alla nostra fruizione delle immagini on line.

Grazie ai nuovi media, alla possibilità quasi infinita di visualizzare immagini – artistiche e non – e ai grandi motori di ricerca, il nostro orizzonte visuale è finora il più vasto nella storia visiva dell’occidente. Si profila all’orizzonte della nostra percezione del mondo il momento epocale e culturale in cui è possibile affermare che le immagini sono le cose che conosciamo. Nulla esiste fino a quando non è immaginato, immagazzinato e infine immortalato nel tempo sospeso e nello spazio indefinito della rete.

Più in generale, la percezione visiva del mondo non è più legata solo al singolo osservatore, come nell’etica romantica e borghese, oppure all’ occhio ciclopico di massa, come nel secolo scorso è accaduto durante i regimi totalitari; oggi tale percezione è basata sulla pratica della condivisione che è definibile come una nuova espansione del nostro campo sensoriale capace di riunire contemporaneamente il singolo e il molteplice. Ogni immagine condivisa nella rete porta nel mondo esterno a stratificare diversi e rinnovati significati su ciò che è rappresentato dall’immagine stessa.

Il condividere questa immagine espansa richiede strumenti interpretativi più efficaci e ancora non definitivamente assimilati. Non diversamente dalla vita quotidiana, anche nello specifico dei Sexual Landscape si può sostenere che esistono due principali livelli percettivi: il primo è quello fisiologico e ottico che ci viene dalla notte dei tempi (io vedo e quindi attuo l’esperienza del disegno), il secondo invece è quello della sua visualizzazione on line (noi condividiamo la sua immagine e quindi agiamo sul tipo di esperienza che attuiamo). Ne è complice anche la tecnica impiegata, il disegno: nelle tavole si susseguono immagini disegnate che rappresentano il sesso come una visione parziale e in alcuni casi quasi larvale, accentuata dalla sinteticità dei segni tracciati ad inchiostro.

Nella cultura visiva occidentale, il disegno ha svolto in molte occasioni la funzione di rendere visibili i contorni degli oggetti oppure di manifestare idee che non erano sufficientemente esprimibili a parole. Quasi sempre, il disegno è una presa diretta del reale, fisico o ideale, così come è da noi percepito. Più di ottant’anni fa, l’epoca delle avanguardie aveva sottolineato come il proliferare della moltiplicazione fotografica stesse aprendo la via alla “riproducibilità dell’opera” e al conseguente suo depauperamento qualitativo.

Oggi, tuttavia, la riproduzione non è più considerabile come abbassamento di grado dell’aura artistica poiché chiunque abbia in potenza un’idea estetica e la metta in atto nelle forme che ritiene più opportune, non può prescindere dalla sua diffusione on line e quindi dalla sua condivisione. In tale discorso rientrano anche gli aspetti più intimi dei Sexual Landscape che, attraverso una fagocitazione batailliana, si condensano attorno a pochi nuclei densi di significato, quali il sesso, la trasgressione e la sua sublimazione invertita che è l’eccesso. Tutte le pulsioni orgiastiche, in occidente sottratte da qualsiasi giudizio ultraterreno, oggi sono in condivisione, anche gratuita, su migliaia e migliaia di siti web. Come effetto diretto della globalizzazione, ogni nostro prodotto, pensiero e azione, esiste solo quando è condiviso.

Le figure qui disegnate a loro volta designano, al di fuori dello spazio fisico della carta, immagini che non sono erotiche poiché non nascono dall’assenza di genitali ma al contrario sono figure pienamente pornografiche perché generate da altre immagini realmente porno che galleggiano – ossia immesse da terzi con altri scopi diversi da quelli artistici – sull’infinito mare della rete.

Come ogni disegno può essere una sublimazione dell’istinto erotico della morte, così anche il desiderio sfrenato e corporale delle pulsioni erotiche ricevono la propria sublimazione inversa nella pornografia o meglio nell’attuale pornocultura (http://www.treccani.it/enciclopedia/pornocultura_%-28Lessico-del-XXI-Secolo%29/).

In greco antico porne era la parola che designava la prostituta e a sua volta derivava dal verbo pernemi, ossia l’atto di vendere. Che cosa sono questi disegni per Leo Ragno se non vendere a terzi la propria mano-che-ha-disegnato?

Sexual Landscape
19 after-porn drawings by Leo Ragno
a cura di Giovanni Rubino 

1 – 28 luglio 2017 – Palazzo Tupputi – Laboratorio Urbano Bisceglie, via Cardinale Dell’Olio
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 18.00 alle 20.30

Inaugurazione mostra: sabato 1 luglio 2017, ore 19.30
ingresso libero, non adatta ai minori di 18 anni non accompagnati
Info: 340 2215793 | 340 6131760 | info@palazzotupputi.it | www.palazzotupputi.it

One Comment

Add a Comment