Dad is God

Traffic Gallery è lieta di introdurre, all’interno dei propri spazi ‘Dad is God‘, mostra personale del duo artistico Eva Hide, dall’8 aprile al 24 giugno 2017.

In esposizione dodici lavori di diverse dimensioni e tecniche. Tra collage, sculture in maiolica dipinta e installazioni che si ripropongono di indagare alcuni degli aspetti più oscuri e fallimentari del rapporto padre-figlio.

La funzione paterna, sostiene lo psicanalista Joël Dor, costituisce un epicentro cruciale nella strutturazione psichica del soggetto, se non altro perché è unicamente in rapporto a essa che ciascun soggetto acquisisce la propria identità sessuale- a volte a scapito della predeterminazione biologica dei sessi.

Per l’occasione, Eva Hide presenterà le pareti della galleria ridipinte, con rassicuranti tinte pastello. Proscenio candido per opere rappresentatrici delle empietà umane, scardinando i canoni di controllo del pensiero trattenuto, dell’etica censuratrice, che tende a nascondere e occultare le bassezze e la tragicità del vivere quotidiano. L’allestimento della mostra è dominato da una fontana, che, in qualità di fonte d’acqua artificiale e di costruzione dal carattere prevalentemente ornamentale si trasforma in simbolo totemico dello svilimento femminile da parte dell’uomo egemone.

Le piccole e colorate sculture dipinte, dal titolo Why Children Steal, ripropongono ambientazioni sintetiche, caratterizzate da istantanee paradossali e dalla ripetizione esasperata di elementi visivi, utili a rendere ugualmente presenti vuoti e assenze. Alle pareti, collage affastellati, cortocircuiti visivi dalle forti connotazioni semantiche e frutto di metodici saccheggi di contenuti virtuali, sono disposti metodicamente come all’interno di una quadreria seicentesca.

A pavimento, invece, una piccola installazione costituita da un paio di piedi virili, nuovamente in maiolica, su cui campeggia la scritta My Dad Loves Me, sono accompagnati da una mutandina da bambino, caduta in prossimità, ad insinuare in modo morboso ipotesi striscianti, impensabili, criminali.

L’utilizzo della maiolica dipinta, comunemente associata a innocue e remissive pratiche decorative, convive con narrative dell’inquietudine e della sofferenza, attraverso inattesi temi iconografici, affrontati in un continuo gioco di rimandi tra estraneo e familiare, fascinoso e respingente.

Il lavoro di Eva Hide è una pratica che vive di solitudine, struggente e invincibile. Patetica e dolorosa come la conoscenza, la loro arte non crede più nel suo potere di guarigione ma tenta disperatamente di accorciare l’altezza che ci separa dalla caduta.

Eva Hide. Dad is God
dall’8 aprile al 24 giugno 2017

Testo critico di Ginevra Bria

Traffic Gallery
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Bergamo
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