Cleto Munari

Cleto Munari nasce a Gorizia, ma è vicentino d’adozione. La sua storia di designer ha inizio negli anni ‘70 quando, dagli incontri con alcuni personaggi importanti nel mondo dell’architettura nacque la sua grande passione per l’arte e il design. Il decennio che va dal 1970 al 1980 fu per Munari un periodo di grande innovazione e ricerca stilistica.

Tra le innumerevoli collaborazioni intraprese, riveste un ruolo chiave quella con il maestro Carlo Scarpa e l’amico architetto Ettore Sottsass, che lo inspirarono e gli lasciarono in eredità il gusto per la bellezza. Un gusto che è diventato ricerca continua in questi 40 anni, con una sorta di rinnovo cadenzato ad ogni incontro, non ultimo quello legato ai premi Nobel e a grandi esponenti della letteratura con cui ha lavorato, come Mark Strand, Lawrence Ferlinghetti e Dario Fo.

Del 1982 è la prima raccolta di “Argenti Cleto Munari”, disegnati da Gae Aulenti, Mario Bellini, Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Hans Hollein,Alessandro Mendini, che furono esposti nei più importati Musei e Gallerie d’arte contemporanea del mondo. Molti di questi oggetti entrarono a far parte delle collezioni permanenti come avvenne al Metropolitan of Art e al Moma di New York.
Le posate di Carlo Scarpa (1978), uno dei primi oggetti della Collezione Argenti Cleto Munari, richiesero circa 6 anni di progettazione e forse per questo rimangono tutt’oggi uno degli oggetti a cui il designer veneto è più affezionato.
Nel 1985 Cleto Munari presenta la prima collezione di “ Gioielli”, circa 250 preziosi disegnati da architetti di tutto il mondo che per 2 anni verranno esposti, in una mostra itinerante, nei musei Usa e del Canada. Considerata da molti esperti la più importante collezione di gioielli degli anni Ottanta, è oggetto di grande attenzione da parte dei collezionisti; molti esemplari sono nei musei di tutto il mondo.

Nel 1987 nasce la collezione “Orologi Cleto Munari”: sono realizzati in pochissimi esemplari in oro e diamanti e firmati da 4 architetti di quatro estrazioni culturali diverse: Ettore Sottsass per l’Italia, Hans Hollein per l’Europa, Michael Graves per gli Stati Uniti e Arata Isozaki per il Giappone. Il poker di pezzi fa parte della collezione permanente del Metropolitan di New York.

Risale agli anni 1990-2005 la serie di collezioni di “Vetri di Murano” – un periodo nel quale Munari abitò a Venezia – nei quali gli artisti si cimentarono su nuove progettualità vetrarie. Sono nate così le serie “Micro Macro”, “Chromatic Transparencies”, “Corolle d’Autore”. La Collezione Veronese del 2002 raccoglie l’ interpretazione di 10 artisti sul tema del famoso vaso in vetro di Murano “Il Veronese”, da sempre considerato uno dei più rappresentativi dell’arte vetraria: questi vasi sono stati progettati da R. Meier, M. Fucksas, A. Mendini, M. Thun, C. Munari, M. Paladino, P. Portoghesi, realizzati in solo 49 esemplari.

Del 2004 è la collezione “Penne Cleto Munari”: 5 penne realizzate da 5 designers (una di Munari stesso) gemellate e firmate da cinque Nobel della Letteratura.

Da questo momento è forte la convinzione in Munari che il talento di un artista non si esaurisca in un’unica disciplina ma possa essere grande anche in altre espressioni dell’arte.

Del 2008 è la collezione “I Magnifici 7”. Sono sette tavoli nei quali, per la prima volta, accanto ad architetti, designers ed artisti come Mimmo Paladino troviamo esponenti della letteratura: Mark Strand, vincitore del Pulizer, Dario Fo, vincitore del Nobel, e Lawrence Ferlinghetti, poeta e scrittore.

Dell’anno successivo è la collezione “Arredo” i cui primi pezzi saranno disegnati da Alessandro Mendini. A lui si aggiungeranno lavori di artisti come Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Sandro Chia, e designers come Marcello Morandini, Mark Lee e lo stesso Munari.

Il suo tavolo “Palafitte”, in omaggio a Venezia che vive e poggia su palafitte, è stato presentato come oggetto simbolo della Regione Veneto alla Biennale di Venezia 2012.

Del 2012 è la collezione “Art Carpets”, circa 30 modelli di tappeto realizzati completamente a mano in Turchia nel rispetto delle più antiche tradizioni manifatturiere.

Del 2013 è la realizzazione dei primi prototipi di oggetti in pelle con la realizzazione di borse dai colori e della forme dirompenti e allegre, come sono carattere e stile di Munari.
Del 2016 l’ultima preziosa collezione di “Gioielli del nuovo millennio”.

MONDOCLETO. Il design di Cleto Munari
Vicenza, Palazzo Chiericati
18 marzo 2017 – 10 giugno 2017

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