TRAME.Realtà arte cinema invenzione

Il nascente polo per l’arte e la cultura contemporanea di Bari, fortemente voluto dal Comune e diretto da Massimo Torrigiani, inizia ufficialmente le sue attività espositive con una mostra dedicata al lavoro di otto artisti tra i più seguiti della scena internazionale: John Akomfrah, The Atlas Group, Yto Barrada, Rossella Biscotti, Ho Tzu Nyen, João Penalva, Thomas Sauvin e Wu Tsang.

Trame, questo il titolo dell’esposizione, sarà aperta al pubblico dal 9 Dicembre 2016 al 5 Febbraio 2017 proprio nello Spazio Murat, primo dei tre edifici destinati a costituire la sede del polo per l’arte e la cultura contemporanea della città.

Il polo si propone di esplorare i diversi linguaggi delle arti visive, performative e musicali, la cultura del progetto e le loro relazioni con altri ambiti di ricerca, umanistica e scientifica, attraverso attività espositive, sceniche, didattiche, ludiche, di intrattenimento e di produzione culturale. Con particolare, ma non esclusiva attenzione ai rapporti tra locale e globale, tra arte, design e territorio; e con lo sguardo rivolto alla cultura di Bari e della Puglia dal dopoguerra a oggi nella più ampia geografia culturale dell’Europa e del Mediterraneo.

Le sue attività si svolgeranno principalmente nello Spazio Murat fino alla ristrutturazione, ora in corso, del Teatro Margherita e quella imminente dell’ex Mercato del pesce.

Il progetto del polo ha tuttavia anche la funzione di contribuire alla diffusione dell’arte e della cultura contemporanea a Bari, autonomamente o in collaborazione con altre realtà e istituzioni del territorio, nazionali internazionali.

LA MOSTRA

Nata da un progetto curato da Francesca Girelli e Davide Quadrio per il centro d’arte contemporanea OCAT di Shanghai, Trame esplora (in una edizione nuova, ripensata per Bari su commissione di Torrigiani, e arricchita dalla partecipazione di The Atlas Group, Rossella Biscotti e Wu Tsang) i territori di confine, formali e morali, tra verità e finzione. Come nascono i miti, la Storia, quello in cui crediamo?

Trame è una mostra che confonde episodi storici e scenari artefatti, vicende individuali e collettive, trasformando documenti originali in racconti di finzione. E storie inventate in evidenze certe.

Gli artisti che abbiamo scelto per questa mostra – dicono Girelli e Quadrio – smascherano proprio le strategie con le quali il potere, o i poteri, manipolano la storia per imporne letture faziose. In questo senso e con l’aiuto di strumenti quali la percezione sensoriale, l’empatia, il ritratto psicologico e l’impatto estetico, imbracciano pratiche revisioniste che riportano a galla vicende volontariamente o inconsapevolmente escluse dalle storiografie ufficiali. Le narrazioni al centro delle loro opere sono fili coscienziosamente estratti dai tessuti più complessi di cui si compongono le memorie collettive”.

Dal Portogallo al Libano, dal Marocco all’Italia, alla Cina, gli artisti smontano e rimontano fatti, noti o segreti, per suggerirne letture nuove e per condurci altrove, dove verità e finzione si confondono. Dove il tempo è sospeso. Come nei miti.

Spina dorsale della mostra è il cinema, anche documentario: un dispositivo sempre più utilizzato dagli artisti per colmare i vuoti e le fratture che ci separano dalle costruzioni mitologiche, dai segreti della loro durata.

Uno strumento per mettere in luce – in maniera fluida, tempestiva e reversibile – che solo la condivisione consapevole di esperienze e immaginari può produrre quel gioco di specchi, creativo ed emotivo, che dà terreno e senso alle nostre vite insieme.

È l’opera a dettare il tempo di fruizione e percezione dello spettatore – aggiungono Francesca Girelli e Davide Quadrio -. La visione integrale di un’opera-film ci permette di accettare le condizioni dell’artista, suggerendoci di rispettare la durata prevista per l’efficace comunicazione e comprensione di un argomento, di un’idea, di un sentimento, di un messaggio. Trame è una riflessione concettuale e sensoriale sul tempo e le sue molteplici forme e declinazioni. Con le loro opere gli artisti aprono le porte su un mondo in cui il passato è sempre in mutamento, e il futuro è un insieme di congetture in via di definizione. Il presente, dove queste due dimensioni s’incontrano, esiste in tempo reale attraverso la percezione dello spettatore che si sincronizza con le linee del tempo create dal montaggio cinematografico. Il presente viene a coincidere con la narrazione che scorre davanti ai nostri occhi, un istante dopo l’altro”.

Grazie al sostegno di Poste Italiane, la mostra godrà di un ricco programma di visite guidate e di un programma di incontri pubblici con artisti, critici e curatori, tesi a rendere quanto più ampia possibile la partecipazione della cittadinanza, di persone di ogni età e provenienza, all’arte e alla cultura contemporanea.

Trame: Realtà arte cinema invenzione è stata realizzata in collaborazione con l’OCAT – Contemporary Art Teminal, Shanghai, e con Arthub, la piattaforma dedicata alla produzione, cura e promozione dell’arte asiatica e in Asia guidata da Davide Quadrio, co-curatore della mostra.

Il coordinamento e la produzione della mostra sono a cura di DOC Servizi – Filiale di Bari.

 

TRAME.Realtà arte cinema invenzione

Con John Akomfrah, The Atlas Group, Yto Barrada, Rossella Biscotti, Ho Tzu Nyen, João Penalva, Thomas Sauvin e Wu Tsang

A cura di Francesca Girelli e Davide Quadrio

9 Dicembre 2016 – 5 Febbraio 2017

Spazio Murat, Piazza del Ferrarese, Bari

TEFAF Curated 2017

TEFAF Maastricht, la più importante Fiera dell’arte e dell’antiquariato  annuncia che la terza edizione di TEFAF Curated (la mostra allestita all’interno della Fiera) sarà affidata alla curatela di Penolope Curtis, attuale direttore del Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Maastricht 17 maart 2016
TEFAF 2016 – Sfeer Photo: Harry Heuts

La sezione ospiterà una gruppo selezionato di gallerie ognuna delle quali esporrà opere di artisti contemporanei sul tema (Between Heaven and Earth) delle figure distese o coricate. TEFAF Curated si propone di mostrare opere di artisti che non sono stati esposti in precedenza in Fiera ed è pensata per completare le sezioni dell’arte moderna e contemporanea.

Between Heaven and Earth – Tra cielo e terra
La figura distesa è un motivo di uso costante sin dall’epoca antica. Una delle caratteristiche che rendono unica questa forma è il modo in cui questa possa rappresentare al tempo stesso la vita e la morte, si pensi a esempio alle immagini di fertilità e fecondità tanto comuni quanto quelle di dolore e commemorazione. Questo motivo permette inoltre di sviluppare connessioni con la natura ed è spesso presente quale schema decorativo nei parchi, nei giardini come pure nel paesaggio urbano.

TEFAF Maastricht è nota anche perché rappresenta un impareggiabile “forum” all’interno del quale si sviluppano e scoprono connessioni storiche. Attraverso il tema unificante della figura distesa, la Curtis ci porta a ripensare ai periodi storici che vanno dall’antico al presente, indica le connessioni tra opere di differenti epoche sottolineando così l’unicità di TEFAF quanto a varietà e livello delle proposte.

Penolope Curtis, la curatrice
Penelope Curtis è una curatrice e storica della scultura molto conosciuta, ha infatti creato a Leeds l’Istituto dedicato a Henry Moore, dove ha lanciato molte mostre innovative e tematiche che riflettevano sui materiali e sulle forme della scultura. Come direttore della Tate Britain, tra il 2010 e il 2015 la Curtis ha sovrainteso al progetto per il Millbank (Caruso St John, 2013) insieme con il completo riallestimento della collezione. Alla Museo Calouste Gulbenkian, Penelope Curtis ha il compito di combinare insieme le due collezioni, quella del fondatore e le collezioni moderne, all’interno di un unico programma.

Penelope Curtis ha studiato Storia Moderna alla Oxford University e al Courtauld Institute of Art, ha ottenuto una laurea in storia dell’arte europea 1900-1950 e un dottorato su E.A. Bourdelle e la scultura monumentale in Francia.

TEFAF Maastricht
È la fiera dell’arte e dell’antiquariato più importante al mondo, impareggiabile per la qualità dell’offerta, sostiene le gallerie più prestigiose e gli esperti dal tutto il mondo. TEFAF è una Fondazione no profit che agisce, nel mercato dell’arte globale, come guida esperta per i privati e per collezioni istituzionali. La 30ma edizione di TEFAF Maastricht si terrà al MECC di Maastricht dal 10 al 19 marzo 2017.

TEFAF. Your Art Community.
L’arte, più di un bene TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero e il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

 

TEFAF Curated 2017
Between Heaven and Earth (Tra Cielo e Terra)
A cura di Penelope Curtis
10 -19 Marzo, Maastricht, Paesi Bassi

Francesco Cinelli. L’anima ritrovata

L’anima ritrovata” è il titolo della mostra personale di Francesco Cinelli che da sabato 10 dicembre 2016 il Lu.C.C.A. Lounge&Underground presenta presso i propri spazi in Via della Fratta, 36 a Lucca.

Francesco Cinelli – scrive il curatore della mostra Maurizio Vanni – parte proprio dai frammenti di manichini ricostruiti in modo improbabile, bloccati e fortemente contaminati dalla materia, rivestiti di nuova pelle e consumati da inedite modalità compositive, riproposti nella staticità di lucide apparenze che tendono a esaltare l’io sociale dell’individuo in maschera. Per l’artista toscano, la parola distruggere non corrisponde a qualcosa di furioso e violento, ma a un energico e cerebrale cambiamento affinché il nuovo possa nascere, o ri-nascere, proprio dall’eliminazione di parti del vecchio che hanno logorato e atrofizzato il sistema sensoriale delle persone”.

Francesco Cinelli nasce nel 1976 a Pontedera (PI). Nel 1995 consegue il diploma di maestro d’arte con la specializzazione in decorazione pittorica all’Istituto d’arte A. Passaglia di Lucca. Nel 1997 frequenta, a Firenze, lo studio del Prof. Leonardo Passeri dell’Opificio delle Pietre Dure, dove apprende nuovi linguaggi pittorici nel campo del disegno e delle tecniche del colore sul restauro di dipinti antichi e moderni. Nel 2004 si diploma a Milano all’Accademia Vetrinistica Italiana. Inizia a lavorare nel campo del fashion-design e della vetrinistica. Si avvicina al mondo del teatro, seguendo stage di performance e di scenografia teatrale al Centro Arti Performative Elan Frantoio di Fucecchio (FI). Nel 2005 segue corsi di decorazione pittorica del Prof. Alberto Garutti all’Accademia di Brera (MI). Nel 2010 viene menzionato come artista italiano, al “Premio Internazionale Limen Arte”, alla Camera di Commercio di Vibo Valentia, dallo storico e critico d’arte Giorgio Di Genova. Nel 2011 il critico d’arte Nicola Micieli lo seleziona tra i cinquanta artisti toscani al Museo Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada di San Gimignano (SI). Segue master di scenografia teatrale all’Accademia Sperimentale di Regia a Bellusco (MB). Sempre in questo anno, pubblica il suo primo lavoro monografico La scatola nera della nostra vita (Petrartedizioni).

Nel 2013 espone al Museo d’Arte e Scienza di Milano alla prima edizione di Otto Sguardi d’Autore curata da Alberto Moioli per l’Enciclopedia d’Arte Italiana. Nel 2014 partecipa alla rassegna d’arte contemporanea Imagine 2014. Le sue opere sono esposte insieme a quelle di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Mario Schifano, Tano Festa, Marco Lodola ed altri importanti interpreti del panorama artistico italiano. Nel 2015 è presente alla mostra d’arte contemporanea L’arte e il tempo, evento ufficiale di Milano Expo 2015, al Palazzo Giureconsulti a Milano. Al “Premio Internazionale Limenarte 2015” partecipa all’evento di inaugurazione in qualità di artista-scenografo, ideando una performance dal titolo Legalità: Contaminazioni di luce e movimento.

Alcune sue opere sono state acquisite dal Museo Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada di San Gimignano e dal Museo d’arte Contemporanea della Camera di Commercio di Vibo Valentia (Polo Museale della Regione Calabria). Si contano diverse pubblicazioni tra cui Premio Internazionale Limenarte 2010 (Romano Arti Grafiche), Ricognizione Toscana (Bandecchi e Vivaldi), Enciclopedia d’Arte Italiana (Edizioni Enciclopedia d’Arte Italiana), Spoleto International Art Fair 2013 (Editoriale Giorgio Mondadori), Analisi critica. Dalla tradizione classica al fascino dell’avanguardia (Edizioni Il quadrato), Imagine 2014 (Industria Grafica Valdarnese), Percorsi d’arte in Italia (Rubettino Editore), Le scelte di Puntelli. Il tempo infinito dell’arte (Editoriale Giorgio Mondadori), L’arte e il Tempo (Editoriale Giorgio Mondadori), Premio Internazionale Limenarte 2015 (Romano Arti Grafiche).

FRANCESCO CINELLI. L’ANIMA RITROVATA
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 3 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017

Inaugurazione e incontro con l’artista 10 dicembre 2016 ore 17
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero
Per info:
Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180 www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Sutherland-Vangi. Un alto dialogo tra pittura e scultura

Dal 17 dicembre 2016 al 12 marzo 2017 Palazzo Mazzetti (Corso Vittorio Alfieri 357, Asti) ospita la mostra “Sutherland-Vangi. Un alto dialogo tra pittura e scultura”, a cura di Francesco Poli.

L’esposizione, promossa da Fondazione Palazzo Mazzetti e Città di Asti, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Asti.

La Fondazione Palazzo Mazzetti ha portato nell’antica residenza settecentesca di Asti un evento espositivo che presenta, in un dialogo stimolante, opere dipinte e opere plastiche modellate. Alla base di questo progetto che dedica, in contemporanea, due mostre antologiche a Graham Sutherland (1903-1980), protagonista della scena artistica britannica, e a Giuliano Vangi, tra i più grandi scultori figurativi della nostra epoca, c’è la stretta amicizia del collezionista torinese Gianni Tinto con l’artista toscano e l’ammirazione condivisa per Sutherland.

Graham Sutherland arriva al successo internazionale a partire dal secondo dopoguerra. La sua figurazione carica di profonde impressioni naturalistiche con inquietanti valenze esistenziali, caratterizzata da surreali suggestioni biomorfiche e meccanomorfiche, influenza molto giovani artisti, confrontandosi dialetticamente anche con le tendenze informali degli anni ’50. Dopo l’esplosione delle neoavanguardie degli anni ‘60/70 e la svolta postmoderna dei decenni successivi, la qualità formale, espressiva e visionaria della sua pittura ha continuato a mantenere intatto il suo autentico fascino. Alla base dell’intensa visione poetica della natura di Sutherland ci sono due fondamentali componenti culturali: da un lato quella storica, legata all’estetica romantica e alla grande tradizione del paesaggismo inglese e in genere nordico, e dall’altro lato quella moderna d’avanguardia del biomorfismo metamorfico di matrice surrealista. L’autoritratto dell’artista (di cui esiste solo una versione alla National Portrait Gallery di Londra) inaugura il percorso della mostra.

In una recente intervista, Giuliano Vangi ha dichiarato: «L’uomo di oggi e la sua lotta contro un mondo ostile resta comunque il tema fondamentale della mia opera, tutto il resto m’interessa poco. Voglio raccontare i suoi conflitti interiori e i problemi che affronta a livello sociale, solo così sento di essere a posto con la mia coscienza: aver ‘raccontato’ qualcosa che riguarda tutti gli uomini e non essermi limitato alle mie piccole gioie o dolori personali».

La mostra antologica a Palazzo Mazzetti presenta, con un’attenta regia allestitiva, ventisei sculture di varia grandezza realizzate negli ultimi decenni, accompagnate da una decina di grandi disegni di studio; opere che documentano in tutte le sue complesse sfaccettature (esistenziali, aggressive, drammatiche, stranianti, enigmatiche, suggestive, seducenti) la singolare trasformazione delle figure umane in organismi plastici, dotati di una intensa vitalità estetica essenzialmente legata alla capacità dell’artista di controllare e far fluire nelle forme statuarie l’espressività primaria dei materiali costitutivi.

L’esposizione sarà inaugurata venerdì 16 dicembre alle ore 18.00. A seguire rinfresco con la partecipazione speciale dell’Associazione Produttori del Nizza docg e presentazione a cura del Presidente Gianni Bertolino della nuova denominazione punta di diamante di un Territorio di eccellenze.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 12 marzo 2017. Orari: fino al 28 febbraio, da martedì a domenica ore 10.30-18.30; dal 1 al 12 marzo, da martedì a domenica ore 9.30-19.30. Catalogo Silvana Editoriale. Biglietto intero: € 5,00, ridotto € 3,00. SmarTicket acquistabile presso la biglietteria di Palazzo Mazzetti.

Per informazioni: tel. 0141 530403, info@palazzomazzetti.it, www.palazzomazzetti.it.

 
 Segnatato da Chiara Serri 
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

Give Me Yesterday

Nasce a Milano, realizzato dalla Fondazione Prada in Galleria Vittorio Emanuele II, un nuovo spazio espositivo per la fotografia e i linguaggi visivi. 

Di nome e di fatto l’ ‘Osservatorio‘ intende essere un occhio attento alla fotografia e alla sua rilevanza nella vita quotidiana. “Give Me Yesterday”, mostra a cura di Francesco Zanot, inaugura la programmazione di questo nuovo spazio situato al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali della Galleria, al di sopra dell’ottagono.

L’esposizione, che inaugura il 21 dicembre e rimarrà in visione fino al 12 marzo 2017, mostra i lavori di 14 autori italiani e internazionali (Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopova, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan

McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Maurice van Es) che documentano, attraverso i loro click, i mutamenti d’inizio millennio.

In un contesto caratterizzato dalla presenza pervasiva di dispositivi fotografici e da una circolazione ininterrotta di immagini prodotte e condivise grazie alle piattaforme digitali, questa generazione di giovani artisti ha trasformato il diario fotografico in uno strumento di messa in scena della propria quotidianità e dei rituali della vita intima e personale. Consapevoli delle ricerche di autori come Nan Goldin e Larry Clark negli Stati Uniti o Richard Billingham e Wolfgang Tillmans in Europa, i fotografi presentati in “Give Me Yesterday” sostituiscono l’immediatezza e la spontaneità dello stile documentario con un controllo estremo dello sguardo di chi osserva ed è osservato. Creano così un nuovo diario nel quale si confonde la fotografia istantanea con quella allestita, si imita la catalogazione ripetitiva del web e si usa la componente performativa delle immagini per affermare un’identità individuale o collettiva.

Mario Nalli – Speco

Giovedì 15 dicembre si inaugura a Spazio Menexa la mostra di Mario NalliSpeco”, è la rappresentazione degli antri rupestri secondo la tecnica pittorica dell’artista, che propone la scoperta degli spazi nascosti e intimi che vengono celati all’interno dell’io più recondito.

specoLe sue tele monocromatiche dipinte ad olio descrivono gli spazi chiusi e solitari della natura interpretati come morbidi panni che disorientano.

Gianni Garrera firma il testo critico, e ci dice che “Mario Nalli ottiene l’equivalenza assoluta tra le pieghe di una roccia e quelle di un broccato, tra i ghirigori di un calcare e di un panno. Se la prima suggestione di Nalli è un riferimento alle pareti della caverna platonica, in cui dovrebbero riflettersi le immagini (cioè le ombre) delle idee, in questa parete di caverna non si riflette alcuna idea, ma le immagini o le idee sono le pieghe e i frastagli della roccia stessa, che non funge da schermo, ma è in se stessa un gioiello.

L’artista ripercorre la propria strada e per completare l’esplorazione deve inoltrarsi nella propria grotta ed andare in profondità; ci svela la parte nascosta, taciuta, ma capiamo che è necessario l’uso delle forza interiore per arrivarci, è un viaggio mentale che bisogna percorrere in solitudine e che porta in fondo alla caverna dove riposa l’anima autentica e primordiale che ci avviluppa in un effimera e lieve danza di drappi.

Mario Nalli è il settimo artista che interviene nel ciclo di mostre Salto_nel_buio di Spazio Menexa indagando “gli spazi più nascosti e misteriosi dell’Io” ed attingendo al movimento drammatico delle emozioni, trasporta l’osservatore nel suo armonioso, soave e mutevole mondo, e ci rivela l’apertura di uno spazio che nessuna parola può evidenziare o comprendere; una dimensione dove lo spazio sfocato è l’immagine della forza che ritroviamo in ognuno di noi.

Mario Nalli | Speco
Dal 15 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017

logomenexa
www.spaziomenexa.it

Testo critico Gianni Garrera
Vernissage Giovedì 15 dicembre 2016 | ore 18:30
Via di Montoro, 3 – 00186 Roma
+39 0666019323
Lun-Ven 10:00-19:00

Domenico Spinosa. 100 anni dopo

A Napoli si respira aria d’informale grazie ad una grande mostra diffusa dedicata a Domenico Spinosa, in occasione del centenario, a Villa Pignatelli: “Domenico Spinosa. 100 anni dopo” è il titolo della mostra retrospettiva che raccoglie cinquanta opere dagli anni Cinquanta ai primi del Duemila.

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Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Novecento a Napoli a Castel Sant’Elmo, la Galleria dell’Accademia di Belle Arti questi i luoghi che costituiscono il circuito di luoghi d’arte e che si collegano al percorso espositivo del Museo Pignatelli nei quali si terranno cicli di incontri, approfondimenti, laboratori e visite guidate.

La mostra – che è a cura di Valentina Lanzilli e Aurora Spinosa, con coordinamento organizzativo di Renata Caragliano; organizzata dall’associazione “Progetto Museo” in collaborazione con gli Amici di Capodimonte e con il supporto di COMICON, Salone Internazionale del Fumetto; con allestimento a cura di Lucia Anna Iovieno – è accompagnata dal volume “Domenico Spinosa. Una vita per l’arte 1916 – 2007” edito da Skira (Milano, 2016), a cura di Valentina Lanzilli ed Aurora Spinosa.

dal 6 dicembre 2016 al 30 gennaio 2017

City Lego®

In occasione della conferenza stampa The Adventures of Alice domani 7 dicembre alle ore 11 presso Guido Reni District (via Guido Reni, 7 – Roma) verrà presentata alla stampa la mostra “City Lego®. La più grande città al mondo costruita con i Lego“.

invito_press_patrociniDall’ 8 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017, 7 milioni dei famosi mattoncini LEGO® riproducono una città unica al mondo con tutti i suoi dettagli, irripetibile nel suo genere e per la prima volta presentata nella sua versione integrale a Roma.

Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice e ospitata presso il Guido Reni District, la mostra porta nella capitale un grandioso diorama (15 metri per 5) interamente dedicato al tema urbano: un incredibile progetto che prende il nome di City Booming e che, con la meticolosa precisione nella realizzazione veritiera di ogni angolo di vita, racconta la magia scatenata dai mattoncini più famosi al mondo, riproducendo un’intera “città fantastica” in ogni minimo dettaglio.

City Booming, costruita in circa 1 anno di lavoro e iniziata nel 2012 – con i pezzi provenienti dalla collezione di Wilmer – arriva a Roma mettendo in scena tutto l’estro creativo del team di LAB.

In mostra non solo costruzioni ma anche sistemi di automazione e illuminazione che danno vita a storie incredibili che solo questi veri e propri “artigiani dei Lego” riescono a realizlegozare: tra gru, elevatori, cinema e pinacoteche, sono diversi i meccanismi presenti all’interno della città, come il treno che giraattorno a essa e una coloratissima ruota panoramica all’interno di un Luna Park.

Ufficio Stampa Arthemisia Group
press@arthemisia.it – T +39 06 69380306

 

Connessioni invisibili

‘Voglio fare di tutto: ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia. Voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perchè dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere.’

settembremLa citazione è di Renato Mambor, una personalità artistica tra le più originali e complesse del secondo Novecento Italiano, che la dice tutta sul suo essere artista. A lui è dedicata l’ampia retrospettiva a cura di Dominique Stella presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 9 febbraio al 27 marzo 2017.

Più o meno 80 i pezzi in esposizione, datati dai primi anni sessanta al 2014, assieme alle ultimissime realizzazioni. Sono opere che documentano le diverse espressioni, i molteplici linguaggi di Mambor: pittura, fotografia, performances installazioni, testimonianze fotografiche del suo teatro sperimentale.

Mambor, negli oltre 55 anni di attività artistica, ha rinnovato continuamente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità.

La mostra è arricchita dalla proiezione di un documentario sull’artista e da una performance teatrale con Paola Pitagora e Igor Horvat.

Renato Mambor – Connessioni invisibili
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline
9 febbraio – 27 marzo 2017

A cura di Dominique Stella

Realizzata in collaborazione con:
MS Spazio Culturale, Brescia

Informazioni : Galleria Gruppo Credito Valtellinese
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Giocando con…

La galleria C+N Canepaneri presenta dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017 la nuova mostra personale dell’artista, autore e regista Giorgio Laveri, “Giocando con…

Giocando con...
Giocando con…

L’artista ligure, che dagli anni Settanta utilizza come medium privilegiato la tecnica tradizionale della ceramica, allestisce negli spazi della galleria milanese un’installazione site specific composta da sabbia. Un’opera di dimensioni ambientali che condensa la pratica del lavoro di Laveri: ironia, gioco, leggerezza si accostano alla maestria dell’esperto ceramista. Al centro di Giocando con… vi è infatti un gioco intramontabile, quello del torneo di biglie. La sabbia è modellata come una delle piste che si trovano comunemente sulle spiagge estive.

Laveri mette a disposizione del pubblico grandi biglie di ceramica del diametro di cinquanta centimetri, i cui diversi colori con i quali le ha forgiate sono abbinati a specifici artisti: il rosso a Lucio Fontana, il blu a Yves Klein, il bianco a Piero Manzoni. Piloti di Formula Uno, ciclisti e automobilisti, con alcuni dei maggiori maestri del Novecento si sfidano in pista sotto gli occhi del pubblico.

L’installazione si colloca nel solco della pratica di Laveri, che modella oggetti ordinari riproposti ingigantiti, secondo una derivazione Dada e Pop; opere dai colori saturi e dalle superfici lucide realizzate seguendo la tradizione della scuola di ceramica di Albisola. Le opere di Laveri sono generalmente oggetti comuni che divengono icone monumentali del nostro tempo, in cui la critica al consumismo si traduce in gioco, come nei rullini giganti di Discorso da sviluppare, i rossetti della serie Truka, le penne stilografiche Stylò, i Temperamatite o le Ciliegie.

Ideatore di progetti che mirano alla sviluppo dell’arte nel sociale, facilitatore e stimolatore di comportamenti, con Giocando con… Laveri mette in atto, dunque, una dinamica relazionale attivata attraverso l’approccio ludico, condita con l’aspetto della memoria di un’età passata e con i giochi semplici di un tempo, lontani dalle relazioni virtuali dettate da un uso sempre più compulsivo della tecnologia digitale.

Giorgio Laveri (Savona, 1953) vive tra l’Italia, la Francia e il Sud America. Dopo gli studi di regia televisiva, durante gli anni Settanta avvia ricerche creative nell’ambito del cinema e del teatro, da cui scaturiscono 11 piece teatrali e 19 film a soggetto. Contemporaneamente si dedica anche a pittura e scultura. Nel 1973 allestisce la prima personale alla Galleria Vultur di Genova e negli anni immediatamente successivi si concentra sulle sperimentazioni con la ceramica, che portano nel 1984 nella prima opera della serie Cineceramica. I fotogrammi in ceramica, ispirati a grandi film, sono poi presentati a Milano, nella Galleria del Duomo, in occasione della premiazione dei vincitori della Biennale del Cinema di Venezia del 1988. Nel 1993 Laveri, insieme all’amico artista Patrick Moya, fonda il Movimento Artistico del Mediterraneo per promuovere la conoscenza dell’arte ceramica e aderisce al gruppo francese Art Mobil, con il quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. Dal 1998 ad oggi sono circa duecento le mostre e gli eventi a cui ha partecipato, tra arte, cinema e performance.

Giorgio Laveri – Giocando con…
CANEPANERI/CONTEMPORARY
Milano – dal 5 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017
Foro Buonaparte 48 (20121)
+39 02 36768281
info@canepaneri.com
www.canepaneri.com

A cuore aperto

Da sabato 10 dicembre, lo Zodiaco ospita, nella sua splendida cornice di Viale del Parco Mellini, 88/92, la personale tutta da vedere dal titolo “A cuore aperto” con la quale il poliedrico Elvino Echeoni, pittore e scultore, festeggia i suoi 50 anni di vita artistica, presentando la summa di mezzo secolo di lavoro e riflessioni sull’arte.

elvino-echeoni-3L’esposizione, a ingresso libero e in programma per un intero mese fino al 10 gennaio prossimo (tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00), rappresenta un excursus puntuale nella produzione di quello che critica e pubblico considerano “uno tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale” e punta a narrare – attraverso una ventina di tele caratterizzate da stili e tecniche pittoriche tra loro differenti – momenti diversi della sua storia personale e della sua produzione.

In mostra un’ampia raccolta di opere nate dall’estro artistico del Maestro che ha scelto di celebrare le sempre verdi emozioni che la pittura e la vita continuano a donargli, come commenta lui stesso, “con coloro i quali hanno condiviso questo mio percorso artistico” e “dedicandolo a quanti non sono più tra noi”.

Così, accanto a tele che raccontano le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello piuttosto che tra Fellini e Chaplin, sono esposti quadri che proiettano lo spettatore, attraverso le vibrazioni e l’armonia del colore, verso la sintesi pittorica declamata dall’ “Energia vitale”. E nell’antologica non potevano mancare – oltre alle maschere, alle composizioni floreali e alle figure femminili – la serie di astratti ispirati ai “Momenti musicali” e quelli intitolati alla “Realtà virtuale”, in cui il pittore estremizza la tridimensionalità di figure geometriche ad alto contenuto simbolico.

Ero fermamente intenzionato a festeggiare, con un percorso fra le mie tele più rappresentative, i miei 50 anni di vita artistica con amici e colleghi che, fin dagli esordi, mi sono stati accanto nel viaggio della vita, reso ancora più entusiasmante da quando, in seguito all’intervento a cuore aperto subito nel 2009, ho iniziato, oltre che a guardare avanti, a soffermarmi sui ricordi e sulle tante cose che ancora avevo da raccontare e alle quali oggi possono, per fortuna, aggiungersene altrettante”, ha precisato il pittore.

Artista istrionico e completo, dotato allo stesso tempo di una spiccata perizia tecnica e di un’instancabile vena creativa, Echeoni è capace di spaziare dalla tavolozza agli spartiti musicali, passando per il restauro, la scenografia, l’incisione, la scultura, e ancora per la composizione di testi e canzoni. Un abile trasformista che a proposito di sé stesso dice “faccio cose diverse e apparentemente non collegate, anche se, a ben vedere, c’è un sottile fil rouge che unisce tutto: canzoni, pittura, tele astratte e ancora quadri di tramonti, notturni, composizioni floreali o volti e corpi femminili”.

Ed è proprio quest’impercettibile filo rosso che fa di quest’uomo – da sempre innamorato allo stesso tempo della lucidità e del coraggio sperimentale di Leonardo Da Vinci così come della folle corposità della pennellata di
 – un funambolo del nostro mondo artistico con una naturale propensione a tentare sempre strade diverse e il coraggio di chi ama rimettersi continuamente in discussione.

Romano, classe 1950, da ragazzo, indeciso fra liceo artistico e conservatorio, Echeoni sceglie di iscriversi a ragioneria e poi di laurearsi in economia e commercio. Intanto, però, si specializza in restauro e tecnica del colore, studia i trattati di Cennino Cennini e si cimenta, a più riprese, nella figurazione classica e nell’astrazione pura.
Outsider generoso e talentuoso, si dimostra un personaggio fuori dagli schemi fin da giovanissimo. Negli anni ’70, insieme all’amico Remo Panacchia, la prima scelta coraggiosa: affiancare, a quello storico di Via Margutta, uno spazio espositivo nel popoloso quartiere di Centocelle, spinto dall’idea di cercare, là dove si respirava il vero decentramento culturale, un’autenticità resa ancora più unica dal difficile clima degli anni di piombo.

Dotato di una natura curiosa e onnivora, attratto dai tentativi sperimentali di artisti diversi tra loro, in particolar modo italiani e giovani, riesce ad allestirne mostre di generi differenti, spaziando dall’arte iperrealista e astratta a quella che ripropone un surrealismo fiabesco, in cui l’uso del colore, talvolta forte, riesce ad accendere l’immaginazione dell’osservatore e lo trasporta in un mondo poetico nutrito di una magia sospesa piuttosto che in uno spazio quotidiano familiare e privato.
Conosciuto e amato dal grande pubblico per l’utilizzo di tonalità intense, impegnato da sempre nella costante ricerca di forme rappresentative nuove e diverse e nell’impiego di stili e tecniche differenti, il Maestro Echeoni vede nella forma il racconto, la narrazione, l’armonia; mentre dà al colore le sembianze della vita e dell’energia pura. E’ proprio approfondendo l’uso delle tinte cromatiche di cui si è servito durante tutta la sua produzione, che – attraverso un intenso racconto pittorico perfettamente capace di dosare, con sapienza, tecnica e armonia del colore – è riuscito a realizzare tele in cui il colore diventa forma e la forma materia che catturano l’attenzione dello spettatore.

In occasione del vernissage, partendo dalle tele dedicate ai “Momenti musicali” e accantonata per un attimo la tavolozza, il Maestro si metterà al pianoforte per celebrare, con i pezzi firmati dagli amici e quelli composti da lui, i trascorsi da musicista e ricordare la professione esercitata fino agli anni della Dolce Vita romana, quelli in cui iniziò con Novella Parigini un indissolubile sodalizio artistico che non si concluse neanche con la scomparsa della pittrice.

Nel corso della serata sarà anche proiettato un video in cui si alterneranno le immagini più salienti dell’operazione chirurgica che gli ha salvato la vita e i momenti più intensi del suo percorso artistico e professionale.

L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 10 dicembre 2016 dalle 18.00 alle 24.00.
Zodiaco (http://zodiaco-roma.it/) – Via Del Parco Mellini, 88/92 Roma

L’arte differente: MOCAK al MAXXI

Dal 7 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017 al MAXXI vanno in mostra oltre 60 opere tra dipinti, fotografie, video, installazioni provenienti dal MOCAK, il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia.

Mercy!
Mercy!

Curata da Maria Anna Potocka, “L’arte differente: MOCAK al MAXXI” è l’occasione per scoprire i fermenti creativi che animano la scena artistica della Polonia contemporanea attraverso il lavoro di autori quali AES+F, Paweł Althamer, Reza Aramesh, Tomasz Bajer, Krzysztof M. Bednarski’ Piotr Blamowski, Małgorzata Blamowska, Bernhard’, Johannes Blume, Rafał Bujnowski, Josef Dabernig, Andrzej Dłużniewski, Stanisław Dróżdż, Edward Dwurnik, Pola Dwurnik, Tomasz, Ciecierski, Maya Gold, Katarzyna Górna, Przemysław Jasielski, Koji Kamoji, Karolina Kowalska, Paweł Książek, Leszek, Lewandowski, Zbigniew Libera, Sarah Lucas, Marcin Maciejowski, Shahar Marcus, Małgorzata Markiewicz, Bartek Materka, Muntean/Rosenblum, Shinji Ogawa, Julian Opie, Laura Pawela, Józef Robakowski, Wilhelm Sasnal, Jadwiga Sawicka, Daniel Spoerri, Marian Warzecha, Peter Weibel, Krzysztof Wodiczko,Heimo Zobernig.

Con la sua ampia collezione, e sin dalla sua apertura nel 2011, il MOCAK fa costantemente un lavoro di avvicinamento all’arte come strumento indispensabile alla comprensione del mondo contemporaneo, con un interesse particolare al dialogo tra l’arte polacca e quella internazionale, per dimostrare come abbiano comuni valori e punti di contatto.

 

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Via Guido Reni 4A – 00196 Roma