Saligia

Domenica 18 giugno, alle ore 19.00, negli spazi della ex “Chiesa del Carmine” di Taormina, si terrà l’inaugurazione della mostra Saligia dell’artista Andrea Chisesi, organizzata dal Comune di Taormina, e realizzata in collaborazione con l’Associazione TraOrmina Forum e l’Atelier Andrea Chisesi.

L’esposizione, dal titolo altamente enigmatico (è l’acronimo dei 7 vizi capitali) racconta, attraverso 36 opere, dislocate tra nicchie e cappelle antiche, quanto complessa e connotata sia già la percezione della debolezza umana nel sentire comune. Accidia, superbia, lussuria, sono davvero vizi o non piuttosto opportunità di felicità per l’uomo e la donna?

La mostra, che durerà fino al 20 agosto, è ospitata nell’ex Chiesa del Carmine di Taormina. Edificata in stile barocco, nel 1666, a pianta centrale, fu più volte saccheggiata dai saraceni. Molto più tardi, dopo essere stata radicalmente distrutta dai bombardamenti del 1943, fu ricostruita e da quel momento sconsacrata, diventando sede di mostre prestigiose. L’anno scorso è stata oggetto di uno scavo archeologico durante il quale è emersa una cripta antica che ospiterà la prima istallazione dell’artista.

 

Andrea Chisesi nasce a Roma nel 1972. A Milano, nel 1998 apre lo studio “Andrea Chisesi photografer”. Inizialmente si occupa di fotografia ma comincia già a sperimentare quella tecnica che lui stesso definirà “Fusione”, l’unione di pittura e fotografia. Dopo 10 anni, apre il suo primo atelier di pittura a Milano, solo nel 2013 si trasferisce a Siracusa dove apre la sua galleria e tuttora vive.

www.andreachisesi.com

Messaggeri Erranti

Un inedito confronto fra artisti dal differente linguaggio, ma i cui punti in comune permettono di costruire un itinerario affascinante e suggestivo.

La mostra, di circa trenta opere, si dipana in un percorso che attraversa differenti “stanze”: dall’espressionismo neo-medievale di David Petri, all’astrattismo introspettivo di Roberta Betti per concludersi con il linguaggio surreal-simbolista di Marco Bianchi.

Il tutto immerso nel fascino della villa che campeggia centralmente l’area della Tenuta risalente XVIII secolo e già dimora di Leopoldo II, Granduca di Toscana e oggi gestita da Andrea Bologna, erede della storica famiglia che dal 1864 ne detiene la proprietà.

Roberta Betti / David Petri / Marco Bianchi – Messaggeri Erranti
TENUTA DOLCIANO
Chiusi (SI) – dal 17 giugno al 20 agosto 2017
Borgo Dolciano (53043)
+39 3396738242

Fino alla Fine del Mare

Nell’ambito degli eventi di Art Night Venezia, la notte dedicata all’arte e alla cultura organizzata dall’Università Cà Foscari e dal Comune di Venezia, la mostra “Fino alla Fine del Mare” dell’artista Jacopo Di Cera resterà aperta al pubblico fino alle ore 2:00.

SABATO 17 GIUGNO
Venezia, Campo San Stae, Palazzo Priuli Bon
dalle 21:00 alle 2:00: info tematiche ed approfondimenti sull’intero progetto, sulle tecniche utilizzate con i curatori della mostra
dalle 21:00 alle 23:00: si esibirà in acustico il gruppo musicale “I Punk y Nada
Ingresso gratuito

La mostra di Jacopo Di Cera vi farà compiere un viaggio metaforico che parte dall’Odissea di Omero, da cui sono estratte le sei parole chiave del progetto (il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno), e arriva ai riferimenti visivi di Rothko e Klein. Il legno vivo, i colori intensi, le emozioni che raccontano il dramma dei viaggi dei migranti e la speranza, tutto ciò racchiude la mostra.

Chi dice donna…

Dal 17 giugno al 13 luglio 2017 ExpArt studio&gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena (AR), presenta “Chi dice donna…”, tripla mostra di Guido Crepax, Valeria Di Ponio e Valentina Porcelli e a cura di Silvia Rossi.
 
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 15/19, dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 15/19, o su appuntamento.
Sabato 17 giugno, dalle ore 17,30, l’inaugurazione in galleria con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge.LA MOSTRA:
“Chi dice donna…” racconta molti mondi, siano essi fragili, effimeri, malinconici, forti o insoliti. Voler inquadrare in una singola parola, donna appunto, la vastità di un mondo intero appare superfluo e inutilmente opprimente. Nella nuova mostra allestita a ExpArt sono tre le figure femminili rappresentate, ognuna forte di un proprio microcosmo esistenziale, ognuna fiera delle proprie divergenze. Tre diverse donne, tre diversi autori, tre diverse scelte stilistiche.
La prima è Valentina, (chi non la conosce?), personaggio scaturito dalla penna di Guido Crepax, di cui sono esposte quattro tavole originali provenienti dalla collezione Sista Ovidio Scapigliati.“Capelli neri corvini, occhi verdi languidi, viso di porcellana, bocca sensuale. Valentina interpreta lo spirito dei tempi in cui è vissuta (anni ’70), il caschetto pieno e dritto che lascia scoperta la nuca, le linee geometriche che simboleggiano determinazione e la frangia sopra gli occhi che incornicia un volto tra il trasognato e l’innocente. Valentina non piacque alle femministe perché l’epoca demonizzava l’erotismo come prodotto pensato esclusivamente a uso e consumo degli uomini, eppure rappresentò un modello di emancipazione femminile, a partire dal fatto che lavorasse in proprio come fotografa, presupponendo che la libertà sociale della donna dovesse per forza di cose passare per un’autonomia professionale, cioè economica. Valentina ebbe molto in comune con gli anni Sessanta: le storie oniriche, spesso dei veri e propri trip lisergici, rispecchiarono alla perfezione anni in cui sotto molteplici punti di vista – la grande stagione hippie, la contestazione universitaria, il terrorismo – si fece fatica a distinguere il sogno dalla realtà”.

Valeria Di Ponio ci pone davanti a un differente modello di donna: riflessiva, malinconica, profondamente interiore. Il bianco e nero steso in imprecise velature, che caratterizza l’estetica di questa artista, lascia trasparire un’anima profonda e riflessiva, fortemente poetica senza essere esente da un dolore che profondamente traspare dalle pose e dagli sguardi quantomai intensi. Una riflessione che attraverso il sé analizza l’intera società e le sue tematiche più contemporanee, i corpi e i lineamenti soffusi e dissolventi trasmettono una delicata angoscia, un elegante mal di vivere.

Ancora una “Valentina” in mostra e Valentina Porcelli, giovane artista foggiana che ci propone un modello ancora differente: la sue grandi tele giocano con lo still life, ponendone al centro donne ferme e risolute, catturate in attimi indistinti, sguardo fermo ma mai assente, la posa, che appare come irrigidita, trasmette una forte tensione. Le sue protagoniste sembrano colte giusto un attimo prima di un movimento risolutivo, di uno slancio decisionale.

BREVI BIOGRAFIE:
Guido Crepax è nato a Milano nel 1933. Inizia a lavorare nel campo dell’illustrazione e della grafica mentre frequenta la facoltà di architettura, realizzando manifesti pubblicitari e copertine di libri e di dischi. Firma il primo grande successo nel 1957 con i disegni della campagna pubblicitaria della benzina Shell premiati con la Palma d’Oro. Nel 1963 si riavvicina al mondo del suo primo amore, il fumetto, e qualche anno più tardi dà vita all’indiscutibile protagonista delle sue storie, la celebre Valentina, comparsa per la prima volta nel numero 3 di Linus. Autore assai prolifico, Crepax in seguito dà vita effimera a numerose altre eroine (Belinda, Bianca, Anita…), e realizza sofisticate versioni a fumetti di alcuni classici della letteratura erotica quali Emmanuelle, Justine e Histoire d’O. Le storie a fumetti di Crepax sono state pubblicate in vari paesi. Da tempo malato, muore nel 2003 a Milano all’età di 70 anni.

Valeria Di Ponio è nata a Torino nel 1976. Si diploma in pittura all’Accademia Albertina di Torino nel 2000. La sua ricerca artistica è focalizzata sulla figura, sui gesti e sulle espressioni. La passione per il disegno e il segno grafico la porta a lavorare esclusivamente in bianco e nero, lasciando nell’indefinito i suoi personaggi, dove le pennellate vibranti e l’effetto “mosso” lascia loro trasparire l’anima. Espone con personali e collettive già a partire dal 1997, durante gli studi. Da allora vince numerosi premi e compare in svariate pubblicazioni. Il suo lavoro sta ottenendo un crescente riconoscimento sia sul territorio nazionale sia internazionale. Nel 2017 espone più volte con la galleria bibbienese, in occasione dell’AAf di Milano e della successiva mostra nella sede bibbienese, per poi attraversare le alpi con la seconda edizione de “La Grande Bellezza”, presso l’austriaco Castello di Obernberg.

Valentina Porcelli è nata a Foggia nel 1987, dove attualmente vive e lavora. Laureata in pittura con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Foggia, inizia il suo percorso artistico fin da bambina, mostrando uno spiccato interesse per la ritrattistica. Fortemente attratta dalla pittura tradizionale europea e dalla fotografia, rivolge gli studi alla tecnica a olio. Nel 2016 sintetizza le sue conoscenze in uno stile a metà tra il Realismo e l’illustrazione, ottenendo risvolti metafisici per via degli sfondi monocromi. Nell’ottobre dello stesso anno partecipa alla II edizione della Biennale d’arte contemporanea di Salerno, vincendo il primo premio sezione Pittura nella Contemporanea giovani. Nel 2017 ha parlato di lei la rivesta di arte contemporanea “Frattura Scomposta contemporary art magazine” ed ha partecipato alla collettiva “E allora?”, a cura di Anna Soricaro a Zerouno di Barletta.

www.expartgallery.com

 

Segnalato da Marco Botti

Balkan Party

La MAC Maja Arte Contemporanea è lieta di ospitare per la prima volta a Roma tre artisti emergenti di origine balcanica: Aleksandar Dimitrijevic, Tadija Janicic e Marija Sevic, di cui si espongono dieci opere, sei delle quali di grande formato.

L’indagine artistica dei tre giovani pittori percorre strade molto diverse, spaziando dal figurativo all’astratto, dalle atmosfere intimiste ad una visione satirica dell’uomo contemporaneo restituito con tratti fumettistici.

L’ispirazione del lavoro di Aleksandar Dimitrijevic nasce dal ritrovamento di appunti di punteggi di gioco di autori a lui ignoti, dove all’interno di griglie venivano riportate le vittorie con il segno “+” e le perdite con il “-“, oltre alle iniziali dei nomi dei giocatori. Trascrivendo gli appunti su tela, spesso trasponendo fisicamente le stesse carte, Dimitrijevic ha usato quei segni – legittimandoli nella pratica artistica a costituire una sorta di archivio specifico – per indagare una serie di fenomeni, quali la trivialità della vita contemporanea, il tempo libero, le relazioni.

Tadija Janicic ripercorre con grande ironia la fragilità e la temporalità delle norme morali, etiche e artistiche del mondo che lo circonda, esplorando con gusto i suoi aspetti grotteschi e paradossali. Ne esce un’immagine autentica, mai offensiva né bigotta, resa pittoricamente con coloratissime figure simili ai cartoni animati.

Marija Sevic presenta tre dipinti di grande formato che fanno parte della sua ultima serie “Party”. Partendo da scatti fotografici in cui isola momenti di vita suoi e delle persone a lei vicine, l’indagine pittorica della Sevic si fa intima, sensuale. I personaggi ritratti, il cui volto è spesso sfocato, sono stagliati contro scenari ariosi e immacolati dove l’osservatore ha spazio sufficiente per riconoscere e immaginare se stesso, laddove non sono ripresi in un “close-up” che invita al voyeurismo.

ALEKSANDAR DIMITRIJEVIC risiede e lavora a Uzice (Serbia), dove è nato nel 1977. Si è laureato e ha conseguito un Master nel 2010 all’Accademia di Belle Arti di Novi Sad (Serbia). Ha esposto ad Amsterdam, Hannover, Londra, Los Angeles, Monaco, Sarajevo, Vienna e in varie città della Serbia, dove ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere sono in collezioni private e pubbliche quali il Museo di Arte Contemporanea di Voivodina (Serbia) e il Centro Culturale di Belgrado.

TADIJA JANICIC è nato a Niksic (Montenegro) nel 1980. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Novi Sad (Serbia), dove vive e lavora. Ha esposto in varie città dell’Europa – tra cui Belgrado, Berlino, Budapest, Londra, Östersund (Svezia), Parigi, Strasburgo, Timisoara (Romania), Novi Sad, Vienna – oltre che in Giappone (Osaka e Tokyo) e Stati Uniti (Los Angeles). Suoi lavori sono in collezioni private in Europa e Stati Uniti, e nella collezione del Museo di Arte Contemporanea di Novi Sad.

MARIJA SEVIC, nata a Arandjelovac (Serbia) nel 1987, si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Belgrado, dove attualmente vive e lavora. Nel 2010 ha vinto una Residenza a Parigi presso l’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts, dove ha frequentato le classi dei Professori Claude Closky e James Rielly. Ha esposto a Belgrado, Brasilia, Londra, Los Angeles, Milano, Parigi, Sarajevo e Basilea (“Liste Art Fair”). Sevic è membro di U10, uno spazio gestito da artisti a Belgrado.

Balkan Party
MAC MAJA ARTE CONTEMPORANEA
Roma – dal 15 giugno al 29 luglio 2017
Via Di Monserrato 30 (00186)
+39 0668804621 , +39 (fax), +39
info@majartecontemporanea.com
www.majartecontemporanea.com

Dinamiche contemporanee

Alla Fortezza del Girifalco di Cortona Venerdì 16 giugno 2017, alle ore 18, due mostre di arte contemporanea che indagano l’animo umano: “Dinamiche contemporanee.

Dopo il successo della scorsa settimana con l’inaugurazione della mostra internazionale itinerante “Up The Duff” nella sala Cannoniera, stavolta la collaborazione tra Art Adoption e l’Associazione OnTheMove riempirà anche i piani interni del mastio della Fortezza del Girifalco. Due i progetti collettivi, patrocinati dal Comune di Cortona, che hanno l’intento di indagare l’animo umano e spingere l’osservatore allo sforzo introspettivo di una riflessione che parta dal mondo esterno, per concludersi nel microcosmo personale, riconducendo ciascuno alla inevitabile distinzione cartesiana tra res extensa e res cogitans.

Da un lato la mostra collettiva curata dal gruppo Butik Collective dal titolo “…Che tutto si muove e nulla sta fermo…” che vede il confronto tra gli artisti Francesco Capponi, Francesco Ciavaglioli, Monica Gattari e Riccardo Toccacielo sopra una tematica legata alla ricerca di equilibrio propria dell’animo umano e più in generale dell’intero universo che, dal macro al microcosmo, è sottoposto a una costante spinta di forze opposte e contrastanti.

Dall’altro lato, invece, una doppia personale a cura di Tiziana Tommei dal titolo “Take care, my love” con gli artisti Roberta Busato ed Enrico Fico, un dialogo tra scultura e tecnica mista: muovendo dalla figura umana, smembrata e ricomposta nei frammenti di terra cruda di Busato, si passa a riflettere su Dio, la religione e il potere della parola con la poesia visiva di Fico.

inaugurazione:
venerdì 16 giugno alle ore 18.00
Fortezza del Girifalco

Per informazioni:
www.fortezzadelgirifalco.it
https://www.facebook.com/fortezzadelgirifalco/

Segnalato da Marco Botti

Un Landmark per Laveno Mombello

Il MIDeC – Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello presenta una mostra di progetti di architettura per il complesso edilizio dell’ex Società Ceramica Italiana (1924-26) dell’architetto Piero Portaluppi a Laveno Mombello.
 
I progetti sono stati elaborati da quaranta studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni “Interior Reuse Lab” (Scuola AUIC, Politecnico di Milano) diretto dalle proff. Imma Forino e Francesca Rapisarda, con gli arch.tti Marcella Camponogara, Biagio Cofini, Jacopo Leveratto ed Eleonora Riccioni (DASTU Dipartimento di Architettura e Studi Urbani).
 
 
Tre le ipotesi di recupero e riuso proposte per la palazzina uffici e gli edifici di ingresso e di servizio della fabbrica: Creative Hub (per startup e coworking per giovani professionisti e fab lab per piccole produzioni ceramiche), Cultural Basin (aperto a eventi culturali, congressuali ed espositivi) e Kid Learning Center (destinato al tempo libero e ad attività formative dei bambini nel doposcuola).
A partire da questi spunti e da quelli offerti dalla Municipalità, che da tempo prospetta un Museo del Sanitario, i giovani progettisti hanno sviluppato un programma funzionale per l’insieme portaluppiano, riprogettato gli interni degli edifici, gli arredi, i sistemi allestitivi, i servizi al pubblico e, al contempo, riqualificato l’area esterna nell’ottica di valorizzare un importante simbolo della città. Nel rispetto e nella valorizzazione delle strutture e delle decorazioni originari sono emersi nuovi habitat contemporanei, affinché lo straordinario complesso di Piero Portaluppi non sia abbandonato a una sorte fatale, ma ritorni a essere un espressivo landmark per Laveno Mombello.Un Landmark per Laveno Mombello
a cura di Marcella Camponogara e Jacopo Leveratto
18 giugno | 2 luglio 2017
MIDeC, Palazzo Perabò
via lungolago Perabò, 5 Cerro di Laveno Mombello (Varese)
inaugurazione sabato 17 giugno 2017, ore 17.30

ORARIO:
martedì 10.00 – 12.30
da mercoledì a venerdì 10.00 – 12.30 e 14.30 – 17.30
sabato e domenica 10.00 – 12.30 e 15.00 – 18.00
chiuso il lunedì
ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

INFO: 0332/625551, segreteria@midec.org

SITO WEB: www.midec.org

A light in the shadow

In occasione di Photofestival 2017, MADE4ART di Milano presenta A light in the shadow, mostra personale dell’artista fotografo Massimo Giordano (Agropoli, 1970) a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo.

La figura femminile, vera protagonista di questo progetto inedito di Massimo Giordano, si fa specchio per portare in superficie le emozioni, le sensazioni, le paure e le aspirazioni dell’essere umano: ritratta con profonda sensibilità e una capacità di introspezione che restituisce tutta la complessità della sua dimensione interiore, la donna che Giordano cattura con l’obiettivo diventa simbolo di qualcosa d’altro, spunto di riflessione e veicolo di un messaggio, andando oltre la pura e semplice ricerca della perfezione estetica. Che si tratti di icone contemporanee immortalate nella fissità del ritratto oppure di figure sinuose congelate nel rapido movimento del corpo, la presenza femminile diventa per l’artista emblema di positività e di speranza, una vera e propria luce che emerge dal buio, a rendere meno cupe le incertezze e le inquietudini della contemporaneità.

A light in the shadow, con data di inaugurazione mercoledì 14 giugno alle ore 18.30, sarà aperta al pubblico fino al 26 dello stesso mese. Accompagna la mostra un catalogo della Collana MADE4ART con testi critici dei due Curatori e le immagini delle opere in mostra, scaricabile dal sito Internet di MADE4ART.

 

Massimo Giordano. A light in the shadow
a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

14 – 26 giugno 2017
Inaugurazione mercoledì 14 giugno, ore 18.30
Lunedì ore 15 – 19, martedì – venerdì ore 10 – 13 / 15 – 19

Catalogo della Collana MADE4ART scaricabile dal sito Internet www.made4art.it

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Voghera 14, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Un evento
Photofestival | Expo in Città
Media partner: Image in Progress

TRULLO 227

Il 24 e il 25 giugno, dalle ore 18.30, ad un anno dal grande successo, ritorna, con la seconda edizione, TRULLO 227, l’evento, a cura di Graziella Melania Geraci e Shazar Gallery, che porta una mostra di arte contemporanea in un trullo.

Quest’anno la programmazione si moltiplica e dopo la mostra di giugno si susseguiranno una serie di appuntamenti, AperiArte, con incontri, performance e tavole rotonde con esperti del settore per parlare e confrontarsi con il pubblico sempre piu’ desideroso di approfondire e comprendere l’arte contemporanea.

TRULLO 227_Natura e artificio è il titolo del secondo appuntamento, un nuovo e intrigante avvenimento culturale durante il quale le opere di quattordici artisti nazionali e internazionali dialogheranno con gli spazi del Trullo Nicolo’ (in via Ostuni 227 zona M, Martina Franca, TA) per modificarne l’usuale conformazione tradizionale.

Giovanni Battimiello | Italia, Monica Biancardi | Italia, Eli Acheson-Elmassry | Galles, Rocco Dubbini | Italia, Mutaz Elemam | Sudan,Valeria Fondi| Italia, Lello Lopez | Italia, Lyuda Kalinichenko (Hoffmann) | Russia, Ezia Mitolo | Italia, Giacomo Montanaro | Italia, Stefania Ricci | Italia, Paola Risoli | Italia, Marta Strilchuk | Ucraina, Marialuisa Tadei | Italia

Luci, video e installazioni creeranno un percorso esterno tra i coni e il giardino che circonda la location della mostra mentre all’interno del Trullo Nicolo’ sorprenderanno le raffinate opere allestite per confrontarsi con le curve e con gli spazi ridotti in un dipanarsi che accentuera’ il connubio e il contrasto tra l’artificio e la natura. Quale luogo migliore potrebbe servire da scenario per mettere in mostra l’attualità di argomenti che fanno parte del quotidiano locale e globale?
La magia e il turbamento dell’estasi di fronte allo spettacolo della natura ha una fortissima impronta nel pensiero umano, la stessa cosa accade per i paesaggi urbani, per gli agglomerati artificiali e per tutto ciò che la mano umana ha creato.

L’unione di entrambi i mondi, quello naturale e quello artificiale, tende a condurre una riflessione profonda sulla verità e sulla irrealtà del mondo contemporaneo. L’arte funge da viatico in tale viaggio conoscitivo, un percorso fatto da immagini contrapposte o delicate visioni di elementi fitomorfi, la scoperta delle città o delle convenzioni sociali che diventano il lato naturale dell’umano, mentre i fiori e i prati assurgono a locus sintetico, in cui nascono ferro e acciaio.

Foto, installazioni, dipinti e video conducono il visitatore in un itinerario interiore, il vissuto personale prende forma attraverso l’arte che ancora una volta mostra se stessa e la sua universalità.

L’apertura dell’evento si terrà il 24 giugno dalle ore 18.30 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA).

INFO +393475999666 – +39 3391532484
Trullo Nicolo’, Via Ostuni 227 zona M, Martina Franca (TA), 40.705557, 17.382461 +39 3475999666

grazie.geraci@gmail.com
Shazar Gallery, Napoli

-+39 3391532484-

www.shazargallery.com     shazar@virgilio.it

FB shazargallery Instagram : shazargallery

Dieci – Aldo Runfola

Martedì 13 giugno alle ore 19 si terrà l’inaugurazione di DIECI, la mostra personale di Aldo Runfola, ospitata in Fondamenta Gallery fino al 23 giugno.

La mostra, curata da Valerio Dehò, presenta dieci video realizzati fra il 2004 e il 2013. Tematicamente eterogenei, i lavori trattano del rapporto fra spettatore e opera d’arte, fra opera d’arte e giudizio critico, fra quest’ultimo e una teoria unicamente funzionale. L’influenza, vera o presunta, dell’artista sulla realtà e sulla sfera sociale è solo un altro dei temi toccati.

Ma quale che sia il soggetto o il tema, al fondo di tutto sembra riposare una semplice domanda: può l’artista con la mole di immagini e manufatti di cui è artefice e responsabile essere ancora una figura da imitare e ammirare, in vista forse di un mondo migliore, o non sia invece l’esercizio di quei talenti il lato debole, legittimamente criticabile, della sua opera?

La risposta dell’artista è da cercare fra le immagini nella mostra, nelle pieghe del montaggio, nei concatenamenti che i video suggeriscono o creano, nelle contraddizioni, fra un estremo e il suo opposto. «I lavori di Runfola – dice il curatore Dehò – possono essere compresi in questo gesto, apparentemente distratto, intrinsecamente umano, coerentemente assoluto».

RSVP: segreteria@insideart.eu – 068080099

Fondamenta: Via Arnaldo Fraccaroli, 7

Primavera d’Autore

Si inaugura sabato 10 giugno 2017 alle ore 19.00 nelle sale espositive del piano nobile del Castello Normanno – Svevo di Mesagne, la mostra delle opere del M° Cesare Marino.

E’ il primo evento del progetto “Stagioni d’Autore, Stagioni nel Cuore”, organizzato dall’Associazione Culturale “Eterogenea” di Mesagne con la prima area tematica dedicata a “Primavera d’Autore”.

L’impegno dell’ Associazione Eterogenea che la vede coinvolta in un percorso progettuale, iniziato nel gennaio 2017 con l’esposizione permanente delle opere del Prof. Giovanni Avasto nel Palazzo di Città, segna con la mostra delle 39 opere del M° Cesare Marino la seconda tappa di un intervento di “restituzione” alla fruizione collettiva delle opere e degli autori del patrimonio della Collezione d’Arte Comunale di Mesagne.

Cesare Marino nasce a Mesagne in provincia di Brindisi il 28 Dicembre 1900, figlio di Pietro Marino, avvocato di una famiglia di avvocati sin dal XVIII secolo. Il piccolo Cesare dimostra subito la sua propensione al disegno e nel 1916 si iscrive alla Regia Scuola Artistica Industriale a Lecce dove si diploma nel 1919 dopo aver appreso le tecniche di scultura della pietra leccese e l’intaglio nel legno. Il suo approdo all’arte avviene negli anni Venti, in un contesto sociale di struttura quasi feudale che lasciava poco spazio agli intellettuali ed agli artisti. Contemporaneamente il Marino si iscrive all’Accademia del Marmo di Carrara ma tra il 1922 ed il 1923 è costretto ad assolvere l’obbligo di leva sino al 1923, anno del suo congedo. Dopo il congedo militare Cesare è ancora a Mesagne. E’ insegnante e fortemente credente nel ruolo educativo dell’arte e fonda a Mesagne una scuola serale di Artigianato dove insegna Disegno, Scultura del marmo e del legno e Ricamo, sezione dedicata alla produzione di arazzi con un sistema innovativo inventato dal Marino stesso.

Alla fine degli anni ’20 si sposta a Bari dove ottiene la docenza della 7a ed 8a classe istituita con la Riforma Gentile del 1929. Nel 1932 lascia l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno all’attività di scultore.

Subentra la fase in cui la pittura di Cesare diventa pittura di piacere perchè praticata nel tempo libero, è questa la pittura in cui emerge tutto il fervore creativo e sperimentale dell’arte con tele cariche di motivi espressionistici e di simbolismi sociali legati ai temi della fabbrica, dell’alienazione per poi volgersi a combinazioni di astratta geometria con ricerche di tecniche miste. La sua carriera “pubblica” di pittore comincia a ottant’anni; Cesare si concede qualche avventura mediatica oltre ad aumentare la sua partecipazioni ad esposizioni di grande rilievo. Egli si apre finalmente al mondo rivendicando la sua totalità e la grande varietà del suo lavoro di scultore e pittore, pur conservando la sua modestia, senza superbia: “io ho l’intelligenza di capire la mia ignoranza”. Scompare nel 1987 lasciando un grande messaggio per le nuove generazioni :“L’arte tende a migliorare l’uomo, a farlo più civile, a farlo più buono. Non si trova arte che renda delinquente l’uomo”.

La mostra ha il Patrocinio della Città di Mesagne e dell’Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia.
Interverranno all’inaugurazione il Sindaco della Città di Mesagne dr. Pompeo Molfetta, l’Assessore alla Cultura della Città di Mesagne avv. Marco Calò e la prof.ssa Rita Fasano presidente dell’Associazione Culturale Eterogenea.

Potrà essere visitata dal 10 giugno al 2 luglio 2017, con ingresso libero, con i seguenti orari di apertura: dal martedì al sabato 9.30-13.00/17.00-21.30; domenica e giorni festivi 9.30-12.30/18.00-21.00; lunedì giornata di chiusura al pubblico.

Per info: 347 0080778 – e-mail lealidimirna@libero.it – Assessorato alla Cultura Città di Mesagne tel. 0831 776065

Rino Crivelli. Segni e colori

Si inaugura mercoledì 7 giugno 2017 alle ore 19.00 al Villa Reale di Monza, la mostra “Rino Crivelli. Segni e colori”, a cura di Elena Pontiggia.

La mostra, promossa da ARSin, comprende una quarantina di opere, tra cui un’antologia di disegni tratti da Speriamo almeno che Alice non dica okay (pubblicato da Scheiwiller), uno dei vertici del lavoro dell’artista.

Protagonista appartato dell’astrattismo milanese di fine Novecento, Rino Crivelli è stato pittore e scultore, ma forse mai come nel disegno ha saputo esprimere quella che chiamava “la sovranità della linea”, la “tendenza della linea a costituirsi come diario ininterrotto”. Come ha scritto Elena Pontiggia “La sua linea non è mai un gioco formale. È un racconto, un apologo, un insegnamento. Con divertito disincanto Crivelli disegna cosa ha capito della vita (lui, a cui la vita non aveva risparmiato le esperienze più drammatiche). La sua ironia confina però col lirismo, con una levità sorridente e volatile”.

Sono esposti in mostra inoltre una serie di quadri, tra le sue opere più significative degli anni Cinquanta e Sessanta.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno 2017. Orari: 10.00 – 23.00

Rino Crivelli nasce a Milano nel 1924. Nel 1945, compiuti gli studi classici e conseguita la laurea in ingegneria, si dedica alla pittura. Dagli anni ottanta si concentra sulla scultura. Nascono così sagome ad altezza naturale che chiama il “popolo del legno”. L’artista scompare a Milano nel luglio 2013. Speriamo che Alice non dica okay; Storia del rapanello canterino; Cento schede, sono i libri pubblicati da Rino Crivelli con Scheiwiller, casa editrice di grande raffinatezza che ha fatto la storia dell’editoria italiana di qualità.