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ItaliaModerna Reload 017

Presso Istituto Italiano di Cultura, Edinburgo, Nicolson Str. si sta tenendo , fino a venerdi 1 settembre 2017, la sessione finale in territorio scozzese di ItaliaModerna Reload 017, esposizione estesa di alcuni degli artisti italiani più significativi, curata da In-Art – Art Where You Are.

ItaliaModerna è stata avviata da In-Art – Art Where You Are nel 2011 come programma di promozione e marketing istituzionale al fine di sensibilizzare, in territori al di fuori dell’Italia, il grande contributo che gli artisti nostrani stanno offrendo al mondo della comunicazione visiva internazionale. Fin dal primo momento, il lavoro degli artisti selezionati è stato mostrato in Shoreditch Inn e Brick Lane, Londra, nel programma dell’Edimburgh Art Festival, nell’appartamento ufficiale del Console Generale italiano e nelle sale di accoglienza del Consolato Italiano di Edimburgo, dove sono stati apprezzati da una vasta rappresentanza di leader culturali e politici provenienti dalla Scozia e altrove.

In questo ultimo evento, una versione ben più estesa di questi lavori sono accessibili ad un pubblico decisamente più vasto e ai visitatori del Festival Internazionale di Edimburgo e del Fringe Festival, proprio in questo nuovo format ‘ItaliaModerna Reload-017’.

La selezione delle opere per “ItaliaModerna Reload”, mira alla promozione di artisti che hanno già partecipato a importanti mostre, sia all’interno che all’esterno del territorio Italiano, in exhibitions permanenti e temporanee, dal Museo di Bilbao, alla Biennale di Venezia, dalla Biz Art Shanghai, al Festival delle Arti di Edimburgo, dall’IIC Copenhagen alla Quadriennale d’Arte a Roma, dalla Kunsthalle di Bratislava fino ad altre importanti collezioni internazionali, pubbliche e private. La mostra presenta anche artisti il cui lavoro è incluso nella collezione permanente del governo italiano “Futuro – arte moderna del XXI secolo” in via Farini, Roma.

Gli artisti presenti in ItaliaModerna Reload-017 comprendono Astormendez Community (installazioni materiali misti e pittura), Pino Caputi (Pittura), Pierluca Cetera (Pittura), Magda Milano (Pittura), Ezia Mitolo (installazioni tridimensionali murarie) Monticelli & Pagone (Photo-painting), Giuseppe Palumbo (installazione di grafica e mixed media), Claudia Scandella (Fotografia), Cosmo Vestita (supporti misti e installazioni in ceramica policroma).

“ItaliaModerna Reload – 017” includerà anche nuove visioni d’avanguardia ad opera di Liuba, artista e physical performer di Rimini e quelle dell’artista italo-austriaca casaluce-geiger. Liuba mostrerà alcuni stills da video e due video musicali realizzati a Berlino, che esplorano l’infuocata questione dell’immigrazione, con particolare attenzione all’attuale situazione politica internazionale; casaluce-geiger attraverso un video racconto-storyboard e due opere fotografiche in formati medio-grandi, presenterà una visione personale della modificazione del corpo e dell’interazione tra nuove tecnologie e identità alternative. Astormendez Community estenderanno il loro progetto “Sanctuary” con un concept quadrittico in plexiglas + video. Ezia Mitolo mostrerà un nuova installazione a parete ispirata dalla recente antologica della sua carriera artistica trentennale, presentata nei locali dell’Agenzia Generali S.p.A. di Taranto.

In-Art (Guglielmo Greco Piccolo e Damian Killeen OBE) si avvale degli spazi di alberghi, punti vendita, attrazioni turistiche e istituzionali ed altri spazi non convenzionali, per portare l’opera degli artisti contemporanei al grande pubblico.

Maggiori informazioni: www.iicedimburgo.esteri.it

LUCE – L’immaginario italiano a Matera

LUCE – L’immaginario italiano a Matera“, racconta l’evoluzione dell’Italia e degli italiani attraverso un un flusso continuo di immagini.

Grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video.

Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave lega l’itinerario. Si va così dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre. L’ultimo spazio dell’esposizione è interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

Se questo è il corpus principale della mostra, già esposto a Roma, Mantova e Catania e che a Matera è allestito all’ex ospedale di San Rocco, nella città dei Sassi, nei suoi antichi rioni in tufo, sarà possibile ammirare una ricca sezione di materiali inediti dedicati alla Basilicata e a Matera.

Nei locali di via San Giovanni Vecchio della Fondazione Sassi, fotografie e video raccontano tradizioni e vita a Matera. Immagini girate nel 1937 mostrano la festa per elezione dei materani : le celebrazioni in onore della Madonna Maria Santissima della Bruna, con i cittadini che attorniano il carro trionfale in piazza Vittorio Veneto e alla Cattedrale. E ancora : la visita del duce a Matera e quella del Presidente del Consiglio De Gasperi, la Riforma Fondiaria, la nascita di nuovi borghi da La Martella a Gaudiano, la costruzione delle dighe, l’emigrazione, sono solo alcuni dei temi del ricco materiale fotografico e video presente nella mostra.

Matera è soprattutto i Sassi. E sono gli antichi rioni cittadini a essere protagonisti del film nato dall’inchiesta del giornalista Sandro De Feo e che venne diretto nel 1951 dal regista Romolo Marcellini. La mostra LUCE – L’immaginario italiano a Matera ha il pregio di rivelare aspetti inediti dei lavori che si realizzavano su Matera in quegli anni. Il film di Marcellini ha una vicenda distributiva (ricostruita da Marco Bertozzi) che esprime bene lo spirito dei tempi. La commissione di censura concede il nulla osta per l’Italia ma, di fronte a una richiesta di esportazione in Gran Bretagna, chiede che «siano eliminate le scene in cui appaiono animali addetti ai lavori agricoli convivere nelle case degli abitanti in quanto esse possono suscitare errati e dannosi apprezzamenti sul nostro Paese ». Di Diverso parere saranno gli americani : le scene rimasero al loro posto.

Ideata e realizzata da Istituto Luce – Cinecittà, la mostra è organizzata a Matera dalla Fondazione Sassi con il sostegno di Regione Basilicata, Lucana Film Commission e Sensi Contemporanei. Provincia, Comune e Camera di Commercio di Matera e la Fondazione Matera – Basilicata 2019, hanno concesso il patrocinio.

La mostra può essere visitata tutti i giorni. Per informazioni su orari, biglietti e modalità di visita si può consultare il sito : www.fondazionesassi.org

ArtFutura. Creature digitali

Se dall’arte ti aspetti meraviglia all’Ex Dogana tu devi venire.

Eh sì, proprio così: L’impatto forte, appena si entra, è di grande meraviglia e non finisce lì (entrando) ma ti accompagna in tutti i sette hangar, dove sette installazioni realizzate da sette visual designer e artisti digitali internazionali, fanno vivere una una vera e propria esperienza immersiva nell’arte digitale: Sculture cinetiche che creano olografie galleggianti, campi magnetici che generano forme di ferro fluido dinamiche, esperienze audiovisive avvolgenti in cui sperimentare proiezioni virtuali sconosciute.

E’ “ArtFutura. Creature digitali” dal 29 aprile al 10 settembre negli spazi dell’Ex Dogana di Roma e organizzata da MondoMostre Skira. L’esposizione (aperta anche di notte) si muove sul labile confine tra arte e scienza, evidenziando tra i due diversi ambiti suggestioni e connessioni che proprio nell’uomo e nella sua creatività trovano il loro punto di incontro.

La curatela è di Montxo Algora, direttore dell’omonimo e storico Festival internazionale ArtFutura, che per l’occasione ha riunito alcuni dei più interessanti artisti multimediali (molti dei quali anche scienziati) del panorama internazionale: Paul Friedlander, Esteban Diácono Motion Graphics, Can Buyukberber, Sachiko Kodama, Chico MacMurtrie e il collettivo Universal Everything.

Takako Hirai

L’Associazione Giardini e Dintorni, nell’ambito della manifestazione Meraviglie segrete. Giardini aperti nel territorio ravennate, in collaborazione con il Museo d’Arte della città, presenta la mostra “Il senso segreto della natura. Takako Hirai” a cura di Linda Knifftz, dal 6 al 14 maggio 2017.

Takako Hirai è un’artista giapponese nata a Kumamoto nel 1975. Si è laureata in pittura alla Hiroshima City University, e in seguito ha deciso di apprendere la tecnica musiva venendo a Ravenna. La conoscenza approfondita di entrambi i linguaggi artistici, e del disegno, fa sì che Takako approcci il tema che più d’ogni altro la coinvolge il rapporto fra l’uomo e la natura con una sensibilità insieme formale (quale ricava dalla tradizione artistica del suo Paese), coloristica e materica.

Ma tutto nel segno d’una poetica sobria, asciutta, che nell’osservazione attenta e partecipe del dato naturale e nella sua elaborazione evocativa, ma sempre concentrata al massimo, trova la sua cifra.

I suoi lavori sono pensieri che rivolge a sé stessa, usando pochi materiali, quasi solo materiali naturali, che compone da virtuosa. A volte nasconde una figura umana nelle sue opere, ma in maniera non perfettamente criptica: Takako desidera in realtà che essa venga cercata e infine scoperta da noi, che siamo invitati a percorrere insieme a lei il suo cammino nel gran bosco della Natura. Ugualmente nasconde i suoi sentimenti in una rappresentazione naturalistica accurata, che rimanda a un universo interiore segreto e malinconico dove possa sentirsi riparata, al sicuro, sperando però che i suoi segreti vengano disvelati, in una contraddizione palese e feconda.

Il suo rapporto con la natura è costante, in senso fisiologico e istintivo, ma con una connotazione introspettiva di carattere più etico che psicologico. Scrive: “Io sono un essere della natura. Come devo vivere?

Si ricorda che la manifestazione Meraviglie Segrete 2017 apre il 2 maggio con: Il giardino: uno spazio simbolico – Percorsi di immagini a cura di Giovanni Gardini, docente di archeologia e iconografia cristiana ISSR Forlì e Rimini. Iniziativa in Collaborazione con Ufficio Catechistico Diocesano, Settore Apostolato Biblico, Scuola di Formazione Teologica San Pier Crisologo, Ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Ravenna-Cervia

Periodo: 2 maggio 2017 dalle 21:00 alle 22:00
Sede: Seminario Arcivescovile, Piazza Duomo, 4, 48121 Ravenna RA, Italia

Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
Nada Mamish – Francesca Boschetti
tel +39 0544 482017 – 482775
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
mar.ra.it

Ground di Oscar Piovosi

Nelle sale liberty della Residenza d’Epoca Hotel Grand’Italia di Padova (Corso del Popolo, 81), dal 6 maggio al 30 giugno 2017, la mostra personale di Oscar Piovosi, curata da Mary Bordin, responsabile artistico della struttura.
 
L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 6 maggio alle ore 18.00, trae il titolo – “Ground” – dalla recente produzione pittorica dell’artista, dedicata alle figure dei madonnari, intenti a dipingere a terra (ground), nel momento in cui sono essi stessi ritratti.
 
In mostra, nel Salone del Sogno, una ventina di dipinti ad acrilico su tela, molti dei quali inediti. «Opere – scrive Mary Bordin – che raccontano, quasi come scatti fotografici, il lavoro degli artisti di strada. Ci troviamo immersi nel momento stesso della creazione del disegno, ci immedesimiamo, camminiamo tra le tele per scoprirne dettagli e particolari, quasi a cercare quel “qualcosa” che ci era sfuggito al primo sguardo. Una poetica molto particolare, quella di Piovosi, bravo a fermare gli istanti, a far trapelare le emozioni dal quotidiano. Opere suggestive e figure che prendono forma in non luoghi, che hanno invece un collocamento reale».
 
La personale è visitabile tutti i giorni con orario 10.00-19.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 049 8761111, www.hotelgranditalia.it. Per approfondimenti sul lavoro di Oscar Piovosi: www.oscarpiovosi.it.
 
Oscar Piovosi nasce nel 1944 a San Polo d’Enza (Re). Apprendista in uno studio fotografico, acquisisce il gusto e il piacere dell’immagine. Dal 1960 al 1975 lavora creta e gessi in un laboratorio di ceramica artistica. Autodidatta, inizia a dipingere nel 1974 trovando la sua espressione ideale nella figura umana. Partecipa a concorsi e mostre fino al 1982, anno in cui intraprende una nuova attività professionale che lo porta a viaggiare, costringendolo ad interrompere la sua ricerca in ambito artistico. Riprende a dipingere nel 2007. Nel 2009 tiene la prima personale proprio a San Polo d’Enza (Re), nella Torre dell’Orologio, iniziando ad esporre i nuovi lavori. Prende parte a mostre personali e collettive. Le sue ultime ricerche sono racchiuse in quattro serie tra loro in dialogo: “ViaggiaMente”, “Up”, “Phone and…” e “Ground”. La sua produzione comprende anche il ciclo “Informale”, in cui l’autore si è temporaneamente allontanato dall’ambito figurativo liberando il gesto. Vive e lavora a Reggio Emilia.
 
Oscar Piovosi, Ground
A cura di Mary Bordin
Hotel Grand’Italia Residenza d’Epoca
Corso del Popolo, 81
35131 Padova
6 maggio – 30 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio, ore 18.00
Orari: tutti i giorni, ore 10-00-19.00Per informazioni:
Hotel Grand’Italia Residenza d’Epoca
Corso del Popolo, 81
35131 Padova
T. 049 8761111
booking@hotelgranditalia.it
www.hotelgranditalia.itPer approfondimenti:
Oscar Piovosi
info@oscarpiovosi.it
www.oscarpiovosi.it

Ufficio stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

AGIBILE

CasermArcheologica, dopo il successo della camminata/presentazione del libro di Diego Fontana, si avvia verso la riapertura al pubblico con un altro appuntamento: sabato 6 maggio (ore 17:00) il Museo della Vetrata, Spazio Bernardini Fatti della Vetrata Antica e Contemporanea, di Sansepolcro ospiterà i tre giovani artisti che saranno i protagonisti della mostra estiva, dal titolo AGIBILE, a cura di Ilaria Margutti, Laura Caruso e Saverio Verini.

In questa occasione, Francesco Capponi, Carla Rak e Federica Gonnelli illustreranno la loro idea di opera site specific, concepita vivendo in un primo sopralluogo l’atmosfera suggestiva dell’ex Caserma dei Carabinieri. Racconteranno il proprio lavoro e illustreranno in che direzione stanno andando i percorsi di creazione artistica per la mostra estiva che sarà realizzata in Via Aggiunti.

La mostra, la cui inaugurazione è prevista per sabato 8 luglio, sarà affiancata dall’esito del laboratorio di fotografia “Lezioni per anime inquiete”, che l’artista Alessandra Baldoni ha condotto con un gruppo di studenti delle scuole superiori indagando sul tema dell’identità e della conoscenza di sé in relazione con l’altro. Parte del percorso si è svolto con un gruppo misto di ragazzi del Liceo e alcuni dei/delle ragazzi/e richiedenti asilo che risiedono nei centri d’accoglienza della Valtiberina, in collaborazione con la Cooperativa L’albero e La Rua, con il sostegno della Provincia di Arezzo, attraverso il bando Giovani Attivi.

A partire dalle ore 19:00 tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al concerto di Amy León, artista newyorkese che si esibirà per la prima volta in Italia presso il Birrificio Altotevere a San Giustino (PG). Il live, organizzato dall’Associazione EffettoK, sarà l’anteprima di WE.STORY, festival delle storie da raccontare che si svolgerà dal 22 giugno al 2 luglio.

L’iniziativa è a ingresso gratuito.

Tutta la progettazione è sostenuta da una rete importante di partner locali e nazionali: Comune di Sansepolcro, Fondazione Unipolis, Fondazione Marco Gennaioli Onlus, Art Sweet Art, Piccini s.p.a., Effetto K e Studio Idea.

 

Info e contatti:
CASERMARCHEOLOGICA
Via Aggiunti 55, ex Caserma dei Carabinieri Sansepolcro (AR)
Email casermarcheologica@gmail.com
Facebook CasermArcheologica
cell. +39 349 6442920

Objets trouvés

Domenica 7 maggio alle ore 11.00 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma inaugura la mostra Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino: un percorso espositivo tra fotografia, grafica, architettura, design e moda, che occuperà gli spazi di diverse sezioni della Chiesa e della Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri dal centro di Parma, nell’ambito di Fotografia Europea 2017 dal titolo Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio.

Il ‘grande magazzino’ – e in particolare un committente d’eccezione come la Rinascente – nella sua duplice dimensione di grande oggetto urbano e di labirinto di merci e di desideri, è stato assunto dallo CSAC come un campo di indagine particolarmente calzante per rappresentare un archivio di immagini e progetti del ‘900 come l’Archivio-Museo CSAC. La fotografia è assunta nella sua specificità, ma è anche analizzata e restituita come una delle tante componenti della ricostruzione della memoria, così come i bozzetti, i cataloghi di moda, le pubblicità, i disegni esecutivi, il packaging, i prodotti finali: sono tutti objets trouvés che ricompongono e suggeriscono per frammenti innumerevoli potenziali narrazioni e microstorie.

Il punto di avvio dell’indagine sono state le campagne fotografiche commissionate a Publifoto Roma che hanno sistematicamente documentato la costruzione della nuova sede de la Rinascente progettata da Franco Albini, in piazza Fiume a Roma (1959/62), e gli allestimenti di vetrine del grande magazzino romano che cadenzano le stagioni della moda e della vita della famiglia italiana dal 1955 al 1957. Da queste campagne si irraggiano molteplici storie di progetto e rappresentazione di oggetti, abiti e architetture. Altri objets che emergono dagli archivi consentono un discorso sulla specificità della fotografia. Si tratta di quelle ricerche che indagano la dimensione del doppio, il tema del riflesso, del frammento, oppure della dimensione urbana della vetrina, dagli anni Venti e Trenta (Florence Henri, Man Ray, Stefani), agli anni Ottanta (Fabio Mauri, Paola Mattioli, Ugo la Pietra, Luigi Ghirri).

Per la moda il percorso va dagli anni Venti agli anni Sessanta e mostra la presentazione dell’abito attraverso diversi media, dalla pubblicità su rivista alla fotografia delle sfilate e delle vetrine, al catalogo di moda; saranno presenti anche diversi bozzetti tra cui alcuni di Ballester, John Guida, degli Atelier Antonelli e Albertina, di Schubert, i disegni di Brunetta e il progetto grafico di Roberto Sambonet in dialogo con i manifesti anni Sessanta di Giancarlo Iliprandi.

Verrà inoltre messa in scena l’interazione tra i diversi archivi, a partire dalla documentazione della storia del Compasso d’oro (Marcello Nizzoli, Roberto Sambonet, Roberto Menghi tra gli altri), premio istituito proprio da la Rinascente, per poi proseguire con il progetto della presentazione del prodotto all’esterno e all’interno del Grande Magazzino da parte di Gio Ponti, Sambonet e Pino Tovaglia (vetrine, allestimenti interni e segnaletica). Il progetto d’architettura sarà invece raccontato attraverso due casi dagli archivi CSAC: l’edificio la Rinascente a Milano di Ferdinando Reggiori e il progetto non realizzato di Ignazio Gardella per la Rinascente di Roma a Piazza Colonna.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Orari
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15
sabato e domenica dalle 10 alle 20

Ingresso
10 euro
Per i possessori del biglietto di Fotografia Europea 17, l’ingresso al Museo CSAC sarà di 5 euro;
a fronte della presentazione del biglietto CSAC, il biglietto di Fotografia Europea sarà ridotto a 12 euro.
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

Per informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

Blue Unnatural

Luce blu e pioggia incessante, le astronavi sfrecciano nel cielo mentre i fasci di luce dei grandi robot guardiani pattugliano la terra. Manifesti di donne seminude e armate si stagliano sui palazzi inneggiando alla vittoria contro i “ribelli” a garanzia della pace. Sendai City wants you!

Dopo l’anteprima museale a Merano, Bologna e Napoli nell’ambito di “Sendai City”, mostra antologica di Marco Bolognesi curata da Valerio Dehò, il cortometraggio “Blue Unnatural”, nella versione definitiva (13 minuti, colore, animazione, HD Stereo, ITA, 2017), approda al “Future Film Festival” di Bologna e ad “Ibrida, festival delle arti intermediali” di Forlì.

La prima proiezione, nell’ambito della rassegna “Future Film Short”, si terrà martedì 2 maggio 2017, alle ore 23.00, nella Piazzetta Pier Paolo Pasolini di Bologna, con replica mercoledì 3 maggio alle ore 14.00; la seconda proiezione di terrà venerdì 5 maggio 2017, alle ore 19.30, nella Sala Rossa di Forlì. Sarà presente l’autore.

«Marco Bolognesi – dichiara Valerio Dehò – è uno dei pochi, se non l’unico, artista visivo contemporaneo che lavora dentro l’universo cyberpunk. La sua narrazione parte da un tema classico della letteratura cyber: immaginare un mondo in cui c’è chi controlla e chi è controllato».

All’interno del cortometraggio si ritrovano molti dei personaggi che caratterizzano la produzione di Bolognesi – donne mutanti, robot e cyborg – ma il vero cuore dell’opera è la città stessa, fantascientifica e cyberpunk, un mondo dove la libertà personale è annullata e perseguita, dove la comunicazione propagandistica si nutre dell’ossimoro della pace armata e operai privi di identità lavorano in catena di montaggio per costruire donne blu pronte a distruggere chiunque si opponga alla legge delle multinazionali.

Punto di partenza, il cinema di Antonio Margheriti. Tributo ad un grande regista di genere le cui pellicole, soprattutto horror e sci-fi, hanno fatto scuola nel b-movie italiano ed internazionale. Le scene di esterni sono state girate ex novo utilizzando il moke-up della città (proprio come si faceva negli anni ’60), con luci, mezzi volanti e pubblicità a schermo animate in post-produzione. Le scene di interni sono state realizzate a partire da piccole parti estratte dalle pellicole di Margheriti e rimontate in un mash-up complesso, stampato, fotogramma per fotogramma, sovra-dipinto a mano, digitalizzato e animato.

«Ho creato un mondo distopico – dichiara Marco Bolognesi – basato sulle “malformazioni” della nostra realtà come monito. Raccontare le proiezioni future di queste problematiche è discutere quelle contemporanee, concependo il fare politica dell’arte come analisi del sociale».

«L’universo in mutazione – conclude Valerio Dehò – vive le scorie del passato futuro, però ha in sé il germe di una forma evolutiva che si ripete. La saga continua, non termina qui, ci saranno altri episodi, altre avventure, altri blu da guardare e ricordare…».

Nelle giornate in cui sono previste le proiezioni di “Blue Unnatural” a Bologna e Forlì è, infatti, già in fase di lavorazione un nuovo cortometraggio di Marco Bolognesi in tre capitoli, nuovo tassello del Bomar Universe.

“Blue Unnatural” è la prima produzione del neo-nato Bomar Studio, realizzata in collaborazione con Abc (Bologna), Kunst Merano Arte (Merano), PAN (Napoli) e SetUp (Bologna).

Per informazioni ed approfondimenti: tel. 347 6785582, bomarstudio@gmail.com, www.marcobolognesi.co.uk, www.facebook.com/bomarstudio/.

Marco Bolognesi, artista multimediale la cui arte spazia dal disegno alla pittura, dal cinema alla fotografia e al video, nasce a Bologna nel 1974. Prima dei trent’anni, trasferitosi a Londra, vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Culturale Italiano dando così inizio ad una carriera internazionale: oltre a Londra, le sue opere sono esposte a Vienna, Salisburgo, Budapest, Miami, New York, Chicago e Singapore. Nel 2014, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” che si sviluppa in tre mostre personali che si susseguono tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna ed il PAN di Napoli. Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione “Perspectivas Italianas” della Bienal del Fin del Mundo in Cile ed in Argentina. Nel 2016, in occasione della Biennale Italia-Cina, parte del materiale di lavorazione del filmato d’animazione “Blue Unnatural” è presentato alla Plastik Factory di Pechino. Nel 2017, l’opera “Mock-up” è esposta nella collettiva “Our Place in Space” a Palazzo Cavalli Franchetti, Venezia. Mostra curata da Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA – European Space Agency e NASA.

PER INFORMAZIONI:
Bomar Studio
Via Imola, 13/a
40128 Bologna
T. +39 347 6785582
bomarstudio@gmail.com
www.marcobolognesi.co.uk
www.facebook.com/bomarstudio/

UFFICI STAMPA:
Valeria La Pietra
T. +39 349 2263131
val3ria.lapietra@gmail.com
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it

Desert Project

Dopo il successo riscosso all’Istituto Italiano di Cultura di Praga, “Desert Project” approda a Reggio Emilia in occasione di “Fotografia Europea”.

Curata da Chiara Serri, l’esposizione di ADAMstudio11 (Francesca Consigli e William Santoleri) sarà inaugurata sabato 29 aprile, alle ore 17.00, alla Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso Garibaldi, 4).

«Due artisti sull’altopiano della Majella – scrive la curatrice – in un deserto di pietra ad oltre 2500 metri di altitudine, alla ricerca dell’ultima neve estiva. Decine di migliaia di passi. Cammino e ricerca. Mediata dal ricordo, la neve diviene epifania, accadimento, moderna Sainte-Victoire portata sino ai limiti dell’astrazione».

L’esposizione comprende fotografie, materiali documentari e videoinstallazioni, firmati come ADAMstudio11, che sottolineano l’importanza del camminare nella poetica dei due autori, unitamente ad opere pittoriche individuali.

I ricordi dell’altopiano della Majella affiorano a poco a poco sulle tele di Francesca Consigli sotto forma di residui di neve, curve di livello, segni incisi nella profondità delle paste. Nessuna mimesi fotografica, nessun intento descrittivo, piuttosto la volontà di riprodurre la sensazione di un deserto di sabbia e di vento. Senza avvalersi di disegni preparatori, l’artista sovrappone tratti a matita e strati di colore acrilico, lasciando campo al caso, alla memoria involontaria, al ricordo improvviso e spontaneo.

Tra le fotografie scattate sull’altopiano della Majella, l’attenzione di William Santoleri si concentra su un’immagine apparentemente semplice, con chiazze di neve e terreno sassoso. Senza essere distratto dalla bellezza dei luoghi, l’artista lavora sulle forme bianche, riprese in diversi momenti della giornata. Dagli schizzi a matita sino alla stesura del colore, attraverso un procedimento che porta l’opera ai limiti dell’astrazione. Parallelamente ai dipinti, Santoleri realizza anche alcune lastre in cui il colore è dato dall’ossidazione, la neve da frammenti di carta.

La mostra sarà visitabile fino al 24 maggio 2017, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 6 e domenica 7 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.

 

Francesca Consigli nasce a Londra e studia Graphic Design presso Hornsey College of Art e Middlesex University, ottenendo una laurea in Arte ed un successivo master al Royal College of Art di Londra. Lavora per diversi anni come illustratrice per importanti riviste ed aziende prima di trasferirsi in Italia e concentrarsi su pittura, scultura ed installazione.

William Santoleri nasce a Guardiagrele (Majella orientale), frequentata l’Accademia di Belle Arti e si laurea in Storia dell’Arte presso La Sapienza di Roma. Ottiene diversi riconoscimenti artistici nazionali ed internazionali. È membro del Collegio Guide Alpine d’Abruzzo. Oggi utilizza la pratica del camminare come fonte inesauribile del fare artistico.

ADAMstudio11 nasce nel 2011 dall’incontro di Francesca Consigli e William Santoleri, accomunati dall’interesse per l’arte e per il camminare nella natura. Nel 2012 realizzano il PineCube, studio-pensatoio sospeso tra i rami di un pino nelle montagne d’Abruzzo. Come collettivo realizzano diverse performance ed installazioni. Nel 2015 espongono presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa

La mostra propone, per la prima volta, il lavoro realizzato nel 1993 da Gabriele Basilico, prima dell’apertura delle frontiere verso la creazione dell’Europa unita. Voluto dalle Ferrovie dello Stato italiane, il libro dal titolo omonimo, “In viaggio verso l’Europa”, era stato pubblicato dalla casa editrice Peliti Associati.

Le immagini raccontano l’Europa dei binari attraverso i valichi di confine che collegano l’Italia ai Paesi a ovest, nord ed est delle Alpi. Basilico segue gli itinerari della ferrovia dalle stazioni che segnano l’attraversamento delle frontiere, tra stupefacenti paesaggi naturali, e realizza un viaggio che non è solo geografico ma piuttosto un viaggio del tempo e nella storia recente dell’Europa.

Nel catalogo che accompagna la mostra Giorgio Pandini motiva le ragioni della sua scelta di proporre una selezioni di immagini vintage e di stampe contemporanee e Mario Peliti ricorda come è nato e si è sviluppato il progetto.

 

Gabriele Basilico – In Treno Verso l’Europa
TAG – THE ART GALLERY
Lugano – dal 20 aprile al 20 luglio 2017
Via Carlo Frasca 3 (6900)
+41 91 9214775
info@taglugano.ch
www.taglugano.ch

La bellezza nell’aria

Entrare in una fotografia guidati dal suono lieve della poesia. Vivere un’esperienza nuova, unica. Dal 19 aprile al 5 maggio la galleria Still di Milano si trasforma, si veste di fotografia, completamente.

Lo spettatore sarà avvolto – immerso in un allestimento del tutto inedito – dagli scatti di Paola Spencer ispirati alle poesie del fotografo (e non solo) Giovanni Gastel.

La Bellezza nell’aria è questo: una Sonata a quattro mani nata dall’incontro di due artisti. Un incontro magico, perché con la raccolta 50 Poesie firmata Gastel, Paola Spencer trova finalmente la voce delle sue fotografie: scatti che hanno sempre parlato di bellezza, non quella perfetta ed eroticizzata proposta dai media, ma della bellezza nell’aria che ogni persona emana e che l’occhio fotografico ha saputo immortalare ed esaltare, queste le parole della fotografa: è un lavoro che va oltre all’estetica, che vuole ridare autostima e fiducia. La mostra è dunque un racconto di immagini e parole che descrive con delicatezza lo scorrere inesorabile del tempo e la paura della morte.

Ma l’effetto non è cupo e angoscioso, è anzi un’armonia di luce e di incanto, di nuova speranza. Una location en plein air, un mare calmo dai toni grigi-carta da zucchero, abiti e figure che evocano eleganza, non è solo estetica ma è espressione di quell’ordine morale che accomuna i due artisti: la poesia e l’arte sono le armi più potenti contro la volgarità, l’eleganza vincerà su tutto “siamo troppo umani per non provarci ancora”.

Corpo Celeste

La Fondazione VOLUME!, con il patrocinio del Comune di Todi, di E.T.A.B La Consolazione e dell’Associazione Todi per l’Arte, presenta Corpo Celeste, mostra di Bizhan Bassiri a cura di Bruno Corà, presso il Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg). Altra tappa che segna l’avvicinamento alla prossima Biennale di Venezia dove l’artista rappresenterà il suo Paese, l’Iran.

Per anticipare questo grande evento, l’artista ha ideato un percorso simbolico alla scoperta della sua opera.
Il percorso parte da due siti riconosciuti patrimonio dell’Unesco, location per la Meteorite collocata nell’ottobre 2016 davanti alla Cattedrale di Palermo e del progetto inaugurato l’8 marzo 2017 a Chogha Zanbil, nella provincia del Kuzhestan, dove c’è una delle ziqqurat più antiche esistenti al di fuori della Mesopotamia, scenario per la conferenza Noor in contemporary thought. L’itinerario persiano si sposta poi ad Abadan, città dell’Iran sud occidentale, che fa da cornice all’installazione di Temple of Destiny, inaugurando il nuovo museo di arte contemporanea, costruito più di 20 anni fa, ma mai aperto fino ad oggi.

Tornando in territorio italiano, la mostra Girone della Sorte, inaugurata il 17 marzo presso il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, riflette attraverso uno stretto dialogo tra le opere esposte, sull’azione della sorte intesa dall’artista come “esatta coincidenza della casualità”.

La mostra che inaugurerà il prossimo 22 aprile alle ore 17.00 presso il Tempio di San Martino a Petroro di Todi riprende i temi del sacro, portando quasi a chiusura questo viaggio simbolico.

Il bianco della pietra del Tempio romanico accoglie l’opera Corpo celeste, segno di una assenza più forte della materia, un buco nero dove il buio diventa presenza metafisica. Unici riverberi di luce che rivelano il corpo dell’opera sono dati dai candelieri, Specchi solari che come quinte sceniche la completano.

In dialogo con i resti dell’affresco raffigurante San Martino di Tours una serpe in bronzo, icona ancestrale, prosecuzione del paesaggio sacro.

Info:
Bizhan Bassiri, Corpo Celeste
a cura di Bruno Corà
Opening
22 aprile 2017, h 17:00
Tempio di San Martino a Petroro, Todi (Pg)
info@fondazionevolume.com