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Deutsche Forschung

Si inaugura Giovedì 14 dicembre 2017 presso la Galleria FabulaFineArt di Ferrara, la mostra collettiva dedicata all’ arte tedesca contemporanea.
 
La mostra è il frutto di una serie di processi conoscitivi condotti in collaborazione con Five Gallery di Lugano tra i territori espositivi dei nuovi e fertili linguaggi artistici tedeschi e di cui tale progetto espositivo vuole essere testimonianza ed espressione.
La mostra raccoglie i recenti lavori di sette artisti selezionati da Andrea B. Del Guercio, già inseriti in un sistema artistico consolidato, che si caratterizzano per un loro libero protendere verso un purismo formale sia plastico che pittorico proprio dell’Arte Concreta, sempre concepita come produzione segnica e cromatica autonomamente elaborata dalla personale creatività dell’artista. Le opere esposte infatti si differenziano per un eterogeneo valore estetico tendente ad una sintesi creativa, che fonde in un unico corpo pittura, scultura, grafica e al contempo memore di alcune delle principali e intriganti sperimentazioni sul colore. Appaiono forme, segni-pensiero, visioni tra il concreto e l’astratto che fluttuano nell’ area pittorica e illusionisticamente irrompono nello spazio fisico; configurazioni cromatiche, vibrazioni provenienti dal corpo della mente. Il colore, condotto allo stato puro, la geometricità formale e l’uso di una carta artigianale e attentamente selezionata sono i caratteri su cui Lore Bert ha costruito la sua cifra creativa. Le opere di Claudia Desgranges sono graffi, fugaci attraversamenti di colore-luce, altre volte nastri di campiture continue che tendono a creare un prolungamento spaziale. Sonja Edle von Hoeßle trae dalla forza vitale della natura, l’ispirazione per le sue sculture dalle silhouettes eleganti e sinuose. Affascinata dalle qualità intrinseche della materia, l’artista realizza visioni pittoriche vive e palpitanti. Di natura parla anche la produzione plastica di Herbert Mehler. Alberi, fiori e frutti si fanno archeologie naturali dalle forme scanalate e volte a ventaglio che dichiarano lo stretto connubio tra architettura paesaggistica e materia. Nelle opere di Ivo Ringe il cromatismo gestuale convive con un equilibrio compositivo ritmico. Le sue lavagne di pittura, caratterizzate da tangenze e incroci che danno vita al puro piacere del segno, sono memori degli insegnamenti di Joseph Beyus, suo maestro negli anni accademici di Düsseldorf. Le pitto-sculture di Cecilia Vissers rivelano una predilezione per la tridimensionalità e per l’omogeneità coloristica. Il colore diventa area in cui si dilata e si sviluppa la forma. Sono accadimenti, relazioni complesse che intercorrono entro il perimetro della tela, le vivaci forme cromatiche di Maria Wallenställ-Schoenberg. Patrimonio policromo che si condensa in una zona della tela e che si pone come un inno alla gioia.
Annamaria Restieri

 

Lore Bert (Giessen, 1936). Vive e lavora a Mainz (Germania) e Venezia (Italia).
Ha studiato pittura a DarVstadtandat all’Accademia di Belle Arti di Berlino con il Prof. Hans Uhlmann. Lavora con carte dell’Estremo Oriente su legno, fin dai primi anni ’90 anche con la luce (lavori al neon) e alla metà degli anni ’90 anche con foglia d’oro. Elementi di forma costruttiva si alternano a scritture poetiche e filosofiche. I numeri giocano un ruolo importante. Le varie vicende storiche e le caratteristiche dei diversi Paesi vengono espresse nei suoi lavori. Un altro aspetto è il lavoro ambientale. Finora 125 installazioni sono state realizzate nello spazio pubblico in Europa, Asia, Africa, paesi arabi e Stati Uniti. Più di 250 mostre in 26 paesi sono pubblicate in quasi 110 libri e cataloghi, in cui più di 40 sono monografie.

Claudia Desgranges (Francoforte, 1953). Vive tra Monaco e Colonia.
Ha al suo attivo 20 anni di mostre e di partecipazioni a fiere in tutta Europa. Nel 2014 le è stato assegnato il Premio Pollock-Krasner. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano. 2016 Galerie Floss & Schultz, Cologne (with Rainer Splitt). 2015 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2014 Rheinisches Landesmuseum Bonn. 2012 Galerie Graf & Schelble, Basel. 2011 Galerie Ulrich Mueller,Cologne. 2010 Galerie M.Schneider, Bonn. 2009 Museum Burg Wissem, Troisdorf; McBride Fine Art, Antwerpen, Belgium, Projekt der Miwo, Bonn. 2006 Artothek, Köln. 2005 Kunst aus NRW, Ehemalige Reichsabtei Aachen-Kornelimünster, Museum am Ostwall, Dortmund; Heidelberger Kunstverein, Heidelberg.

Sonja Edle von Hoeßle (Wiesbaden, 1960). Vive e lavora a Eisingen, vicino a Würzburg e a Kranidi, in Grecia.
Ha studiato comunicazione visiva presso l’Università Tecnica di Mainz e Würzburg, dipartimento di design. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano (C); “Panta rhei – Welten im Fluss”, Kunststation Kleinsassen (with Herbert Mehler). 2016 “Panta Rhei”, Kulturzentrum TO FOUGARO, Nafplion, Greece (C), with Herbert Mehler. 2015 “One Artist Show“, ART Karlsruhe with Galerie Petra Kern, Heidelberg; “Show it again“, Neuer Kunstverein Aschaffenburg; “Parallelwelten“, Kunstverein Coburg. 2014 “Parallelwelten“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C),with Gallery Weekend Berlin. 2012 “Sparkling Elements“, Galerie Tammen & Partner, Berlin (C), with Gallery Weekend Berlin; “Elementarlandschaften“, Galerie Winter, Wiesbaden. 2011 “Sculptures et Peintures“, Atelier Archipel, Arles.

Herbert Mehler (Steinau, 1949). Vive e lavora tra Riedenheim, Germania e Kranidi, Grecia. Con un patrimonio monumentale ormai vasto e distribuito nei siti pubblici e museali della Germania, è ritenuto tra i più importanti scultori della generazione nata negli anni ’50. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery Lugano (C). 2016 Coloredition, Galerie Angela Lenz; city of Altshausen; UNIQ Gallery Istanbul. 2015 Kunst Architektur Kunst, Jörg Heitsch Galerie, München (with Yoshiyuki Miura); “Parallelwelten”, Kunstverein Coburg (with Sonja Edle von Hoeßle); “Naturwelten” Kunstverein Münsterland Coesfeld (mit Malgosia Jankowska); “Panta Rhei” To Fougaro Nafplion, Griechenland (mit Sonja Edle von Hoeßle). 2014 “Herbert Mehler”, Nuovo Gallery Daegu, Korea; “Parallelwelten” Galerie Tammen und Partner Berlin (with Sonja Edle von Hoeßle)(C). 2013 “Parallelnatur”, Jörg Heitsch, Bad Wiessee; Im Fluss – Galerie der Schmiede, Pasching/Linz, Austria. 2012 “Sculptures dans les jardins“, Chateau de Vullierens, Schweiz; DB – Museum Nürnberg. 2011 “Travellers in time”, Center for Visual Communication, Wynwood, Miami, Florida; “Parallel Nature”, Allison Menkes Fine Art + Lausberg Contemporary, Toronto; “Curved”, Armory Art Center, West Palm Beach, Florida.

Ivo Ringe (Bonn, 1951). Vive e lavora a Colonia. Ha iniziato i suoi studi presso la Kunstakademie di Düsseldorf con Joseph Beuys, nel 1972. Apparteneva al gruppo Minimal Art degli studenti di Beuys. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, Switzerland. 2016 “Wisse das Bild”, Galerie Floss und Schultz, Cologne, Germany; “Die Proportion der Dinge”, Galerie Nana Preussners, Hamburg, Germany; “Morphic Fields”, Hionas Gallery, New York, USA. 2015 Institut für Konkrete Kunst und Konkrete Poesie, Kunsthaus Rehau (IKKP), Germany. 2011 Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany; “Also sprach Zarathustra”, Kunstkontor Köln, Köln, Germany. 2010 “Così parlo Zarathustra”, Antico Castello sul Mare, Rapallo, Italy. 2009 “The Strange Territory of the Other”, Multi-Art International, Bonn, Germany; “Der Moment des Tuns”, Schaltwerk Kunst, Hamburg, Germany. 2007 “Marina Wolff”, Milan, Italy.

Cecilia Vissers (Beverwijk, 1964). Vive e lavora a Sint-Oedenrode, in Olanda. Ha studiato all’Academy for Art & Design di ‘s-Hertogenbosch. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano, CH. 2016 “The Edge of the Sea”, Gray Contemporary Houston, USA; “A moment in time”, GalerieFloss&Schultz, Cologne, DE. 2015 inde/jacobs (with HadiTabatabai); Marfa, Texas, USA. 2014 “Faraway”, Peter Foolen Editions, Eindhoven, NL; “Soulmates” (with Cor van Dijk), KuuB, Utrecht, NL. 2013 “Time and Tide”, Summerhall, Edinburgh, UK; “Wind Swept”, Galerie Corona Unger, Bremen, DE. 2012 “Ultima Thule”, The Far North, Masters &Pelavin, New York, USA; “Match” (with Ditty Ketting), “Nouvelles Images”, The Hague, NL. 2010 “Formal”, Museum Waterland, Purmerend, NL; “En forme” (with E. Cruikshank), “ParisCONCRET”, Paris, FR. 2009 Gallery Nine, Amsterdam, NL. 2008 “Een Wolk van Staal”, De Verdieping, Veldhoven, NL; Priveekollektie Contemporary Art | Design, Heusden, NL. 2007 Galerie De Natris, Nijmegen, NL.

Maria Wallenställ-Schoenberg (Uppsala, 1959). Vive e lavora a Monaco, in Germania. Ha studiato all’Università di Uppsala. Dopo essersi trasferita in Germania, ha preso parte a corsi d’arte di Doz. Clemens Etz di Ulm e del Prof. Jerry Zeniuk alla Munich Artacademy di Monaco. Tra le mostre personali si ricordano: 2017 Five Gallery, Lugano. 2016 Galerie Filser&Gräf, Munich (Double with René Dantes); Galerie Ulf Larsson, Cologne (Double with Reiner Selinger). 2015 “In touch“, So eine ART Loft, Cologne (Double with Stephan Marienfeld) (C). 2013 “Färg III”, Galerie Wesner, Konstanz; “Färg II”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2012 “Färg”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2011 “Farbe konkret”, Galerie Ulf Larsson, Cologne. 2010 “Aufgelöst konkret”, Halle 50 with Galerie Filser & Gräf, München; 2009 “Farbmalerei”, HVB Ulm, Ulm, with Galerie Filser&Gräf; “Farbmalerei”, Galerie Filser & Gräf, Munich (C). 2008 “Farbmalerei”, Orangerie, Englischer Garten, Munich. 2007 “Konkrete Farbmalerei“, Kunstforum soziale Skulptur e.V., Munich. 2004 Galerie Metz, Munich.

Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e visite su appuntamento
Via Del Podestà 11 – 44121 Ferrara (FE)
Sito: www.fabulafineart.com
Mail: fabulafineart@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/fabulafineart/
Tel: +39 0532 098935

FABULAFINEART
Via del Podestà 11
44121 – Ferrara
Info: fabulafineart@gmail.com
Tel: +39 0532 098935

Città Domestica, dal cucchiaio alla città

L’associazione Seriatese Arti Visive A.S.A.V., in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Seriate, con il patrocinio dell’ Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Bergamo, in partnership con la rivista di arte e cultura Art App, presenta “Città Domestica, dal cucchiaio alla città“, una collezione di opere di Cesare Rota Nodari.

In mostra sessanta piccoli disegni che sono ipotesi di architetture singole che accorpate creano strutture più complesse come la città; un modello di architettura, un prototipo che si declina in quattro versioni da lui immaginate: la città moderna, turistica, seduta e d’autore.

Il suo è un lavoro di ricerca che spazia in svariate discipline, si affida alla pittura figurativa, trae ispirazione dai piccoli utensili quotidiani di uso comune, di quelli che si trovano in ogni casa.

Cesare Rota Nodari ha una personalità eclettica che lo rende incline a osservare il mondo da diverse prospettive con l’intento di estrapolare un racconto, un filo conduttore che sveli, o quanto meno rappresenti, la realtà che ci circonda. Una realtà fatta di mille sfaccettature, di colori e forme che si relazionano, di oggetti che sanno animarsi e divenire altro.
L’esposizione vuole essere l’occasione per arricchire ulteriormente la ricerca intrapresa dall’autore offrendo la possibilità a chiunque lo desiderasse di interagire attivamente con alcune delle opere esposte. L’allestimento e il catalogo della mostra sono curati dall’architetto Edoardo Milesi e dai suoi collaboratori.

Biografia
Cesare Rota Nodari, laureato in Architettura, si è dedicato per diversi anni all’insegnamento e alla libera professione che svolge tuttora. Ha realizzato in Italia e all’estero edifici per la residenza, per la sanità, per il culto, per l’istruzione; edifici industriali; biblioteche pubbliche; restauri conservativi di edifici storici monumentali. Ha progettato diverse opere di design per la produzione seriale di arredi e complementi per la casa. Ha esposto in diverse mostre, opere di architettura, design, pittura e ceramica. Ha ricoperto incarichi in organismi scientifici nazionali e internazionali nell’ambito della salvaguardia e dello studio del patrimonio storico-artistico. Sue opere hanno ottenuto premi in concorsi nazionali e internazionali e recensioni in riviste d’arte e di architettura. È autore di testi scolastici, di saggi monografici d’arte e di architettura, di libri per bambini. È accademico attivo dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.

VERNISSAGE
domenica 10 dicembre 2017 – ore 10.30
sala espositiva “Virgilio Carbonari”
piazza Alebardi 1, Seriate (BG)
INGRESSO LIBERO

INCONTRO | DIBATTITO
Edoardo Milesi incontra Cesare Rota Nodari
Il limite della figura
lunedì 11 dicembre 2017 – ore 21.00
biblioteca civica “Giacinto Gambirasio”
via Italia 58, Seriate (BG)

Pop Art: Perché Roma?

Se Andy Warhol era il re di New York, Mario Schifano lo era di Roma!

Questo l’incipit della mostra “Pop Art: Perché Roma?” al Museo Civico di Asolo (Tv) dal 17 dicembre 2017 al 2 aprile 2018, un excursus sulla Pop Art italiana una delle più emblematiche correnti artistiche della storia del Novecento, capitanata dal genio indiscusso di Mario Schifano con l’obiettivo di far dialogare le opere di arte moderna ospitate nella collezione permanente del Museo Civico con gli smalti grondanti e gli acrilici di un gruppo di ricercatori che venne poi conosciuto come la Scuola romana dell’avanguardia dei pittori “maledetti”.

La mostra, organizzata dalla Città di Asolo – Assessorato alla Cultura, dal Museo Civico e dall’agenzia MV Eventi di Lonigo (Vi) di Matteo Vanzan, e resa possibile grazie al prezioso supporto degli sponsor Cassa di Risparmio del Veneto, Settentrionale Trasporti, Piazzetta, Scarpa, Allianz Assicurazioni, Studio Bacchin e Associati, Tenuta Amadio, Progress Profiles e Abitare ad Asolo, sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Asolo con la presentazione di Francesco Boni e della curatrice d’arte Enrica Feltracco.

Il percorso espositivo continua attraverso le opere di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Renato Mambor Aldo Mondino, Mario Ceroli, Lucio del Pezzo, Cesare Tacchi, Umberto Bignardi, Concetto Pozzati e di tutti gli altri protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, offrendo una panoramica di una generazione di artisti che, al Caffè Rosati, discuteva influenzandosi a vicenda raccontando, nella loro purezza espressiva, il cambiamento di un’epoca dove televisione e radio erano il sottofondo tecnologico per la rivoluzione dello sguardo che tutti noi viviamo oggi. Grandi rivoluzionari? Forse sì, forse no, ma sicuramente dopo il loro passaggio, l’Arte non è più stata la stessa.

La mostra, che sarà accompagnata da un volume, avrà i seguenti orari: venerdì: 15.00 – 19.00; sabato, domenica: 9.30 – 19.00. Chiuso il 25 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.

Mario Schifano
Nato ad Homs (Libia) il 20 settembre 1934 e morto a Roma il 26 gennaio 1998, Mario Schifano è, come lo ricordò Goffredo Parise, “un uomo di trent’anni, di tipo sommariamente mediterraneo, se non arabo. In riposo il suo corpo, alto circa un metro e settanta, del peso di cinquantacinque chili, visto da angolazioni e distanze diverse, rivela anzitutto un languore felino, innocente ed attonito. Come un piccolo puma di cui non si sospetta la muscolatura e lo scatto”; ha esposto in tutto il mondo, partecipando a cinque Biennali di Venezia, di cui una con una sala personale curata da Achille Bonito Oliva; le sue opere sono esposte nei principali Musei nazionali ed internazionali. Considerato a buon titolo non solo uno tra i più grandi artisti del nostro dopoguerra, ma l’unico in grado di diventare personaggio autentico tra Dolce Vita e maledettismo di borgata, Mario Schifano ci ha fatto ben capire che fenomeni come lui non esistono più. Inutile andare a cercarli. Una pittura carica di significato e indissolubilmente legata alle proprie vicende personali (come la crisi esistenziale che lo colpì verso la fine degli anni settanta che superò attraverso il ritorno alla pittura più sfacciatamente materica dei Gigli d’acqua e dei Campi del Pane), nella quale il Monocromo rappresenta solo il punto di partenza per una nuova celebrazione dell’atto pittorico, ora fatto di percezione e realtà; l’opera di Schifano non si esaurisce nell’atto formale del dipingere, ma crea nuove regole d’azione e di pensiero filtrate dall’aggressione verso la tela-diario, monitor concettuale dell’intreccio tra arte e vita.

POP ART: PERCHE’ ROMA?

17 DICEMBRE 2017 – 2 aprile 2018

Asolo (TV), Museo Civico – via Regina Cornaro 74

Ingresso: intero 8 €; ridotto 6 €; ingresso famiglie 22 € (2 adulti e 2 minori)

Visite guidate su prenotazione

Info e prenotazioni: Mail. info@museoasolo.it / Tel. 0423952313

Formazione visiva

La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 9 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018, “Formazione visiva”, la consueta collettiva di Natale con opere pittoriche, scultoree e fotografiche di quaranta autori contemporanei, da Arcangelo, Julia Bornefeld e Davide Bramante a Francesco Stefanini.

In esposizione, opere di Arcangelo, Silvia Argiolas, Julia Bornefeld, Davide Bramante, Marco Catellani, Marco Cingolani, Lucia Conforti, Giovanni Laurent Cossu, Giuseppe De Luca, Vincenzo De Simone, Josè Demetrio, Friedrich Einhoff, Omar Galliani, Salvatore Garau, Marco Gerra, Luca Giacobbe, Federica Giulianini, Marino Iotti, Ludmila Kazinkina, Fiona Kennedy Altoft, Paolo Minoli, Nicoletta Moncalieri, Fabio Nicotera, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Mario Schifano, Kai-Uwe Schulte-Bunert, Enzo Silvi, Sebastiano Simonini, Francesco Stefanini, Egger Ulrich, Riccardo Varini.

Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con le ricerche di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli e Oscar Piovosi, artisti e soci che animano gli spazi dell’ Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea con momenti di dialogo e riflessione.

«La mostra – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce dall’incontro tra la mia personale raccolta d’arte, maturata nei decenni, e le opere degli artisti presentati dal 1994 ad oggi in Galleria. Uno spazio che vive grazie al prezioso supporto dei soci e degli sponsor che ci permettono di proporre alla città mostre di artisti affermati, di eccellenze del territorio e di giovani talenti».

La collettiva, che sarà inaugurata sabato 9 dicembre 2017 alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 13 gennaio 2018, martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, www.csart.it/875, ginodifrenna875arte@yahoo.it).

“Formazione visiva” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che nel 2017 è diventata rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Il 16 e il 17 dicembre 2017 si terrà “In Contemporanea – Fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00. Domenica 17 dicembre, alle ore 11.00, “Dolci di Natale”, una colazione in galleria tra arte e convivialità.

Bangkok

Gagosian annuncia la mostra Bangkok di Andreas Gursky. Sarà esposta per la prima volta in Italia una selezione di fotografie dalla serie omonima del 2011 e la monumentale opera Ocean VI (2010). La mostra coincide con il decimo anniversario dell’apertura di Gagosian a Roma.

Gursky ha dimostrato che un fotografo può ideare e costruire, piuttosto che semplicemente “scattare” foto del mondo contemporaneo, e realizzarle con la stessa scala della pittura monumentale. Così come i pittori di storia del passato trovavano i loro soggetti nella vita quotidiana, anche Gursky trae ispirazione dalla sua esperienza visiva personale e dai fenomeni globali comunicati​ dai media.

Nella primavera del 2011 Gursky visita Bangkok e osserva il fiume Chao Phraya che scorre attraverso la città sfociando nel Golfo del Siam. Nelle fotografie di questa serie, l’artista immortala da vicino la superficie tremolante del fiume con le sue luminose increspature catturate in un’estesa struttura verticale a suggerire gli effetti cromatici dell’Impressionismo, o le intense composizioni dei modernisti americani del dopoguerra. Il fiume, nella sua costante trasformazione, mostra un mutevole e cangiante disegno; una simmetria come nelle immagini di Rorschach; o, come in Bangkok VI, una luminosa fascia turchese riflesso​ della rete di plastica di un ponteggio per costruzioni.

Come i corsi d’acqua urbani in tutto il mondo, tra i quali anche il Tevere a Roma, il Chao Phraya attraverso l’obiettivo di Gursky rivela le sue diverse nature: discarica per ogni tipo di rifiuto; crogiolo di squilibri naturali; riflesso della città moderna in uno stato di flusso costante.

Per la serie fotografica Oceans Gursky ha reperito foto satellitari in alta definizione, da cui ha generato la sua personale interpretazione di mare e terra, consultando mappe dei fondali per ottenere la giusta densità visuale. Dominata dall’Atlantico, con le isole caraibiche e parti della costa del nord e sud America visibili ai confini più estremi, Ocean VI sottolinea la vulnerabilità dei continenti della Terra, mentre i livelli degli oceani aumentano ad un ritmo crescente.

ANDREAS GURSKY
Bangkok

Inaugurazione: giovedì 14 dicembre, ore 18-20
14 dicembre 2017 – 3 marzo 2018

Gagosian
Via Francesco Crispi 16
00187 Roma
+39 06 42086498 – roma@gagosian.com

THESE JAPANESE

La galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio presentano la mostra di opere fotografiche di artisti giapponesi, Takuma Nakahira, Yutaka Takanashi, Daido Moriyama, Susumu Matsushima, Hitomi Watanabe, Kazuo Kitai, Eikoh Hosoe e Miyako Ishiuchi, provenenti dalla collezione di Angelo Ceglie, appassionato di fotografia.

Realizzate in Giappone tra gli anni Sessanta e Settanta, le fotografie in mostra sono la testimonianza di una stagione ricca di cambiamenti e il punto di partenza della maggior parte delle forme espressive attuali. Il rigore compositivo ed estetizzante di Eikoh Hosoe e l’approccio radicale di Takuma Nakahira, i racconti urbani di Yutaka Takanashi e le geniali ossessioni di Daido Moriyama, lo sguardo sensibile e sgranato di Miyako Ishiuchi e le cronache della protesta di Hitomi Watanabe e Kazuo Kitai, per finire con le pin-up sensuali e colorate di Susumu Matsushima; questo il racconto di un mondo in costante e tumultuoso mutamento, riportato da punti di vista diversi e dissonanti, destinati comunque a divenire imprescindibile “storia della fotografia”.

Completano il ritmo del progetto espositivo l’associazione di queste opere con alcuni pezzi dal design originale scelti da Stefano Straziota, direttore creativo della galleria Misia Arte e Cellule Creative Studio, attraverso lo studio della forma e della decorazione.

THESE JAPANESE
Fotografi in un tempo turbolento.
Così lontani, così vicini.

Dal 5 dicembre fino al 12 gennaio 2018

OPENING
Martedì 5 dicembre
ore 20:00

con videoinstallazioni a cura di
Francesco Castellani, Cellule Creative Studio e Angelo Ceglie

Misia Arte Sas
Via Putignani 153
70122 – Bari
+39 080 5212826
+39 347 6050000 (mobile)

Cartographie. Mappe interiori

Dal 3 al 17 dicembre 2017 lo Studiolo del Circolo Artistico di Arezzo, in Corso Italia 108, ospita “Cartographie. Mappe interiori”, mostra personale di pittura di Laura Serafini.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30; sabato e domenica dalle 10 alle 19,30.
Domenica 3 dicembre, alle ore 17, il brindisi inaugurale alla presenza della pittrice.

LA MOSTRA:
Laura Serafini torna a esporre con una personale nella sua città e lo fa in uno dei periodi più belli dell’anno, quello prenatalizio. Lo Studiolo del Circolo Artistico, al piano terra di Palazzo Guazzesi, diventa il luogo ideale per presentare al pubblico la sua produzione recente.

La carta, con i segni del tempo, è da anni il supporto privilegiato delle opere dell’artista aretina, perché racconta una sua storia, simboleggia il progetto, lo studio, la riflessione.
Nell’arte della Serafini i cartamodelli, le mappe e le carte nautiche sono elevate a ruolo di trama/destino, come un dna reso visibile con linee, numeri e punti. Su di loro si sviluppa magicamente la figura umana disegnata, che è lieve, inconsistente e capace di interagire con la base.

«Le cartografie sono la rappresentazione simbolica di informazioni tecniche e scientifiche. Nel mio lavoro le utilizzo perché contengono dati esatti, descrivono luoghi, distanze, aspetto e struttura – spiega la pittrice. – Mi affascina la relazione tra la biologia dell’essere umano e queste carte complesse, che richiedono informazioni e competenze per essere decodificate. Nascono così racconti, quasi confidenze che parlano di identità, legami e ricerca di una piccola particella a cui appartenere».

Quelle di Laura Serafini sono mappe dell’anima, codici tracciati sulla pelle da un’autrice che, in ogni sua opera, ci svela la ricerca continua di un punto di equilibrio tra disegnare un corpo e rappresentarne le pulsioni.
«Siamo il risultato di una strana alchimia tra origine e cammino, luogo e tempo – chiosa l’artista. – In un tempo di rabbia e incertezza esprimo il malessere di crescere, l’indagine identitaria, lasciando i corpi al loro percorso, sottovoce, come un sussurro che calma lo spirito. La terra è la mia genesi: non devo far altro che seguire il segno e incedere in cerca di me stessa».

L’ARTISTA:
Laura Serafini è nata a Subbiano nel 1965 e vive e lavora ad Arezzo. Inizia a dipingere da autodidatta e in seguito approfondisce la conoscenza delle tecniche frequentando corsi di pittura, scultura, disegno da vivo e nudo dal vero.
Con uno stile figurativo in costante evoluzione, intraprende negli anni un percorso che la porta a indagare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni e a riflettere sulla costruzione dell’identità.
Dal 2005 espone con personali e collettive in Italia, Francia, Germania e Bulgaria. Negli anni ha partecipato a rassegne d’arte, concorsi, premi nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti.
Le opere di Laura Serafini sono in mostra permanente a La Torena Galleria d’Arte di Cortona (Ar), al Grantfield Design Studios and Gallery of Art di Anghiari (Ar) e alla Down to Art Gallery di Gent (Belgio).

www.lauras.it

IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI

Il MuMa, Museo della Maiolica di Laterza, ospita una preziosa collezione di albarelli, realizzati nel XVIII sec a Laterza, appartenenti alla collezione Virgilio Chini, luminario della medicina italiana vissuto tra il 1901 e il 1983.
In mostra ventinove albarelli finemente decorati, con scene di vita e ricchi di informazioni stilistiche e caratterizzati dai colori turchini tipici della produzione laertina del tempo. La loro produzione si fa risalire al 1700, il momento storico nel quale Laterza è centro di produzione ceramica dall’indiscusso pregio artistico e culturale.Questa mostra, e la possibilità di presentare ai cittadini di Laterza e ai visitatori del MuMa una nuova collezione di maioliche nate e prodotte nel territorio, si deve alla sinergia e alla collaborazione con il Museo Civico di Bassano del Grappa, che conserva per intero gli oggetti preziosi e le opere appartenuti a Virgilio Chini.

Il MuMa, nato per recuperare e coltivare la memoria dell’arte maiolica che ha reso grande il nome di Laterza nel mondo, continua con questa esposizione, la ricerca sul territorio di manufatti in ceramica che nel tempo hanno trovato dimora lontano dal loro luogo di origine.
A conferma dell’attenzione storiografica e biografica intorno ai collezionisti e ai mecenati che hanno raccolto opere, le hanno collezionate e difese dal tempo e dall’oblio, il museo dedica una sezione ai ventinove albarelli appartenuti a Virgilio Chini, che vanno ad affiancare e ad ampliare le ceramiche di Laterza della Collezione Tondolo ospitate al MuMa dalla fine del 2015.

Virgilio Chini è uno di questi illuminati personaggi: nato a Bassano del Grappa, nel 1924 si laurea in Medicina e Chiurgia presso l’Università degli studi di Padova. Negli anni che vanno dal 1948 al 1971 fu ordinario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Bari. Nel 1975 ottiene il sigillo aureo dell’Università di Bari e nel 1976 la cittadinanza onoraria. Uomo dall’alto valore etico e morale. “Grande umanista e appassionato di cultura classica”, così lo descrive il professor Lorenzo Bonomo, in un ricordo scritto per la Società Italiana di Medicina Interna.
Innamorato delle tante cose che la terra pugliese offriva Chini costruisce la sua collezione che venne successivamente donata al Museo Civico di Bassano del Grappa.
La mostra, nell’ambito dell’iniziativa “La Murgia abbraccia Matera” vanta il patrocinio della Regione Puglia, dell’Aicc, dell’Università degli studi di Bari, del Comune di Bassano del Grappa e dei Musei Civici di Bassano, della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa, dell’Università di Bari e del Comune di Bassano del Grappa.

IL MUMA OSPITA GLI ALBARELLI DELLA COLLEZIONE CHINI
Dove: MuMa, Palazzo Marchesale, Laterza (Ta)
Quando: dal 2 Dicembre 2017 al 31 Maggio 2018
Presentazione del catalogo e a seguire inaugurazione: 2 dicembre, ore 19:30
A cura di: Nicola Zilio
Allestimenti e visite guidate: Chiave di Volta soc. coop.
Catalogo: I CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA LAERTINA NELLE COLLEZIONI PRIVATE
Autori delle schede: Nicola Zilio, Domenica Bellini
Progetto grafico: Vitantonio Fosco
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19
Sito: www.mumalaterza.it www.laterzaturismo.com
Mail: info@mumalaterza.it
Telefono: 3335726138

La Materia Trasparente

Dopo l’esposizione dedicata ad Alberto Burri nel 2015 e ad Afro nel 2016, lo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina ospita un altro grande maestro del ‘900 con la retrospettiva La Materia Trasparente, Sculture Grafiche Disegni di Pietro Consagra.

Tra i maggiori esponenti dell’astrattismo internazionale, Pietro Consagra (1920-2005) è stato un artista a tuttotondo: scultore apprezzato in tutto il mondo, abile nel disegno e nella grafica, fu inoltre teorico dell’arte e scrittore. Le sue opere, la sua personalità e la sua poetica hanno attraversato le fasi principali dell’arte internazionale del XX secolo. Spregiudicata e rivoluzionaria è la sua idea di scultura: non più protagonista tridimensionale dello spazio, ma dall’impatto frontale e in stretta connessione con l’osservatore.

La retrospettiva ripercorre l’attività artistica del maestro dal 1958 al 2003 attraverso 31 opere, provenienti da collezioni private e in parte dell’Archivio Pietro Consagra: in esposizione pezzi di media grandezza in bronzo, argento, marmo, granito, ottone, acciaio, alluminio e inoltre tempere, acrilici, acqueforti, acquetinte, litografie e disegni.

Un percorso che si snoda in tre principali periodi che hanno visto lo scultore utilizzare i materiali più diversi e passare con successo da una tecnica all’altra, raggiungendo risultati sempre più raffinati e dal prorompente umanesimo. Presso lo Spazio COMEL sarà disponibile il catalogo della mostra con testo critico di Giorgio Agnisola, curatore scientifico della mostra.

L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 2 dicembre, è organizzata da Antonio Fontana e i fratelli Maria Gabriella e Adriano Mazzola con la preziosa collaborazione della Professoressa Gabriella Di Milia Consagra dell’Archivio Consagra di Milano.

La famiglia Mazzola da anni porta avanti un progetto culturale di promozione dell’arte contemporanea, attraverso retrospettive come questa, mostre di artisti contemporanei, e l’organizzazione di un premio internazionale “Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea” dedicato all’alluminio.

Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920-Milano 2005) ha toccato, tutti gli aspetti della creazione artistica. Ha infatti creato sculture – l’attività per la quale è rinomato -, ha dipinto quadri, ha disegnato (ogni sua scultura nasce da un disegno), ha sperimentato nuove tecniche, ha scritto versi e prose con instancabile vis polemica ed ha inoltre eretto edifici, creato gioielli e installazioni urbane. Sin dal 1948, afferma un nuovo concetto di scultura in cui l’ubicazione assume il valore di elemento plastico e raggiunge un’intensità espressiva che la critica definisce “astrazione psicologica”. Ottiene i primi riconoscimenti internazionali nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia nel 1949, alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1955 e nel 1959, a Documenta di Kassel nel 1959 e nel 1964, ed alla Biennale di Venezia del 1956 e del 1960 anno in cui riceve il premio per la scultura. Invariato rimane in Consagra il procedimento di costruire l’opera collegando elementi singoli in una sintesi complessa e articolata, e sempre, egli stabilisce un “rapporto diretto, frontale appunto, con lo spettatore”.

LA MATERIA TRASPARENTE, SCULTURE GRAFICHE DISEGNI di PIETRO CONSAGRA

Cura scientifica di Giorgio Agnisola

Promossa e organizzata da Maria Gabriella Mazzola, Adriano Mazzola, Antonio Fontana

Dal 2 al 28 dicembre 2017

Orari: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00 (chiuso 25 e 26 dicembre)

Spazio COMEL Arte Contemporanea, Via Neghelli 68 – Latina

Ingresso Libero

Contatti: www.spaziocomel.it | info@spaziocomel.it | 0773.487546

Liconi Arte

Dopo la recente mostra personale “Racconti dipinti” di Alessandra Carloni, LICONI ARTE presenta una mostra collettiva che durerà tutto il periodo natalizio, poiché crediamo che a Natale sia interessante regalare Arte e Cultura.

Sono presenti nell’esposizione gli artisti che hanno partecipato alle mostre precedenti, insieme a due pittori che per la prima volta espongono le loro opere in questa Galleria, Tancredi Fornasetti e Francesco Partipilo, i quali entrano dunque a far parte degli artisti Liconi Arte. Entrambi affrontano nella loro ricerca l’Astrattismo, seppur con approcci completamente diversi.

Tancredi Fornasetti, classe 1984, è il discendente della celebre famiglia di artisti milanesi. Fornasetti porta avanti una ricerca artistica singolare: il suo lavoro parte dall’astrazione per ritornare alla figurazione, eseguendo un percorso inverso a quello a cui tradizionalmente una certa Storia dell’Arte ci aveva abituati. Infatti dopo l’avvento delle opere di Kandinsky e dell’Astrattismo gli artisti ebbero interesse a rinunciare all’illusionismo pittorico; si vide che dalla figurazione che attinge dal mondo reale, si poteva giungere all’astrazione. L’artista romano con la sua ricerca compie il percorso inverso, attraverso forme astratte geometriche costruisce la figurazione. Per quanto riguarda la componente astratta i modelli di Fornasetti sono Mondrian, Kandinsky, Malevich e Soldati, ma per quanto riguarda la produzione astratto-figurativa il riferimento è quello delle opere di Depero; va notato però come i colori usati dall’artista romano siano influenzati dal mondo digitale odierno.
Francesco Partipilo, nato nel 1973, è un artista complesso da definire. Ad un primo impatto può apparire come legato all’astrazione geometrica, ma questo non è esatto poiché nelle sue opere stravolge le proporzioni geometriche, reinventa gli spazi. A sua volta lo stile dell’artista prende spunto dall’Arte Cinetica, ne cita le suggestioni, ma è assente il senso di dinamismo e il gusto per l’illusione. In conclusione, come attestato da alcuni critici, Partipilo va ritenuto come uno dei più interessanti artisti erede del Movimento Arte Concreta, dove la figurazione delle geometrie delle opere è da ritenersi il risultato della percezione immediata, una geometria immaginaria ottenuta attraverso linee dinamiche unita ad una gamma cromatica che spesso privilegia i colori primari.

Gli artisti Gianrico Agresta, Luisa Albert, Luigi Baratta, Alessandra Carloni, Fabio Carmignani, Danesi ArtDesign, Jacopo Mandich, Romain Mayoulou, Daniele Mini, Marina Tabacco e Giulio Zanet presentato nuove opere, privilegiando il piccolo formato.

Liconi Arte
Via della Rocca 28, 20123, Torino
www.liconiarte.com info@liconiarte.com 011.42.76.569

Ettore Sottsass. Oltre il design.

Sabato 18 novembre alle ore 14 apre al pubblico la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design, prodotta e organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma e curata in stretta collaborazione con un gruppo di lavoro composto da storici dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, designer e archivisti.

Nel 1979 Ettore Sottsass donò allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione oltre 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, lo CSAC ha promosso un importante progetto espositivo ed editoriale con il patrocinio del Comune di Parma.

L’ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’intero fondo, sarà restituito nel catalogo a stampa Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale, 2017), pubblicato in occasione della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design. L’esposizione è costituita da circa 700 pezzi selezionati all’interno dell’archivio e allestiti secondo una struttura narrativa cronologica (a partire da un disegno infantile del 1922), che fa emergere alcune costanti visive e metodologiche dell’autore interpretando il percorso espositivo dell’Archivio-Museo CSAC. Il titolo della mostra rimanda infatti alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.

riproduzione fotografica del 2004

Mostra e catalogo sono stati realizzati da un gruppo di lavoro comprendente Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) che ha approfondito la collaborazione di Sottsass con Poltronova, Elisa Boeri (Politecnico di Milano) che ha analizzato alcuni progetti di architettura degli anni ‘50, Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano) che ha studiato il tema degli interni e il rapporto con il disegno degli oggetti, Federico Bucci (Politecnico di Milano) che ha studiato il rapporto con la cultura americana, Milco Carboni (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia di Belle Arti Mario Sironi – Sassari) che ha affrontato il rapporto con l’azienda Poltronova, Giulia Daolio (CSAC Università di Parma) che si è occupata della collaborazione con “il lambello” e della partecipazione ai Littoriali, Chiara Fauda Pichet (Politecnico di Milano) che ha approfondito alcuni progetti degli interni e il disegno dei gioielli, e Chiara Lecce (Politecnico di Milano) che ha studiato il disegno degli oggetti, Elisabetta Modena (CSAC Università di Parma) che ha studiato le partecipazioni di Sottsass alle Triennali di Milano, Emanuele Piccardo (storico dell’architettura) che ha indagato l’incontro di Sottsass con la cultura beat e radicale, Simona Riva (CSAC Università di Parma) che si è occupata delle ceramiche negli anni ‘60 e ‘70, Marco Scotti (CSAC Università di Parma) che ha ricostruito alcuni progetti espositivi, Marta Sironi (CSAC Università di Parma) che ha affrontato il progetto grafico editoriale degli anni ‘40, Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti) la cui ricerca ha riguardato la lunga collaborazione con lo storico marchio di Ivrea, Marina Vignozzi Paszkowski (Archivio Industriale Bitossi – Fondazione Vittoriano Bitossi) che ha messo in luce il rapporto con Bitossi Ceramiche dagli anni ‘50, e Francesca Zanella (CSAC Università di Parma) che ha analizzato il ruolo dell’archivio e il rapporto tra progetto e ricerca visiva.

Grafica e Allestimento della mostra, che occuperà fino all’otto di aprile i suggestivi spazi dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, sono a cura di Daniele Ledda (xycomm) e Elisabetta Terragni (Studio Terragni Architetti).

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Ingresso
10 euro
Sabato 18 novembre dalle 14 alle 19 il pubblico potrà accedere con biglietto ridotto 5 euro
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

Orari
Martedì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19
Mercoledì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19

Informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

Ufficio stampa
Irene Guzman
+39 349 1250956
press@csacparma.it

In nome dell’Uomo

Per la prima volta a Treviso l’arte contemporanea fa il suo ingresso nella lotta contro la violenza sulle donne. E lo fa attraverso un’importante mostra d’arte dal titolo evocativo “In nome dell’Uomo” che si terrà dal 12 novembre al 2 dicembre 2017 a Villa Guidini (Zero Branco, Treviso).

Un manifesto di denuncia che, grazie ad un importante lavoro di ricerca della curatrice Barbara Codogno, si propone come momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza. c

“In nome dell’Uomo” è un progetto d’arte contemporanea fortemente voluto e realizzato grazie al sostegno della Commissione Intercomunale Pari Opportunità (CPOI), presieduta da Simona Guardati, e i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Zero Branco. Si avvale dei patrocini della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto, Commissione Pari Opportunità Provincia di Treviso, Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Treviso; della collaborazione di Cambiamento Maschile Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Montebelluna, l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Treviso e dell’associazione culturale Cittadellarte; e del contributo di BHR Treviso Hotel, in qualità di main sponsor. “In nome dell’Uomo” è realizzata anche grazie al supporto tecnico di EtnoFilm, InPrint Pubblicità e Tanis Root.

Si potrebbe quasi dire che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all’orrore, non sappiamo più reagire. La donna però è e resta il centro dal quale si dipanano tutte le altre riflessioni sulla violenza. Che la donna subisca violenza è purtroppo assodato. Che sia l’uomo a infliggerla è purtroppo dato di fatto. Ma di che uomo stiamo parlando?

Ecco quindi un titolo importate: In nome dell’Uomo. Dove Uomo con la lettera maiuscola diventa l’Uomo che sceglie di stare al fianco delle donne, dei bambini, dei fragili, incoraggia la bellezza il talento la giustizia, combatte insieme alle donne per un mondo senza violenza.
Ma Uomo è anche la somma di “uomo e donna”, è il genere umano che fortemente deve lottare contro la violenza su bambini, animali, ambiente, omofobia.
«In nome dell’Uomo fa un passo in più – spiega la curatrice Barbara Codogno – non solo rifuggo, condanno e non pratico la violenza, ma in nome dell’Uomo sono chiamato sulla Terra per fare il bene, per fare il meglio che può fare un Uomo. Se cambiasse l’atteggiamento violento che in molti assumono, quella violenza subdola e diffusa – una consuetudine che ormai ci ha anestetizzato – allora saremo di fronte ad un cambiamento culturale epocale, che includerebbe necessariamente anche la fine della violenza sul corpo della donna».

L’Uomo di domani è un Uomo nuovo. E dice no alla violenza.

Sedici artisti, tra le eccellenze locali e nazionali che lavorano specificatamente sul tema della violenza, sono stati chiamati a presentare una loro riflessione che non vuole essere gridata ma proporre soluzioni, superamento e speranza. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “In nome dell’Uomo” affronta il tema affidandosi all’interpretazionedi ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

Emanuela CALLEGARIN / Adolfina DE STEFANI / KETRA / Antonello MANTOVANI / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Alberto SAKA / Gabriella SANTUARI / Bärbel SCHMIDTMANN / Elisabetta SGOBBI / Felice TAGLIAFERRI / Andrea TAGLIAPIETRA / Giovanni Oscar URSO / Marco VECCHIATO / Mariarosa VIO / Grazia ZATTARIN.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 17.00 e rimarrà aperta il martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00; venerdì e sabato ore 9.00-13.00; domenica ore 15.00-18.00. Ingresso libero.

Per tutta la durata della mostra si terranno visite guidate rivolte agli studenti delle medie inferiori e superiori. Per info e prenotazioni: biblioteca di Zero Branco tel. 0422-485518

INFORMAZIONI

IN NOME DELL’UOMO / L’arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017
martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00
domenica ore 15.00-18.00
ingresso libero, chiuso lunedì

Contatti

Biblioteca Comunale “Gaetano Cozzi” di Zero Branco

Via Guidini, 52 – 31059 Zero Branco

Tel 0422 485518

biblioteca@comunezerobranco.it

www.comunezerobranco.it/bibliozero

Comunicazione

Angela Forin | Tel. +39 347 1573278 | angela.forin@gmail.com | press@angelaforin.it